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BussoLaTavola // Storia del Caciocavallo Impiccato

Caciocavallo Impiccato

Antenato degli oggi celebri street food, il Caciocavallo impiccato è uno dei modi più buoni e bizzarri di gustare questo delizioso formaggio: un Caciocavallo – un formaggio a pasta filata e a forma di pera – attaccato a una cordicella  e posto nelle vicinanze di un fuoco, sciogliendosi per via del calore cade su una fetta di pane abbrustolita, da gustare rigorosamente calda e senza alcuna aggiunta.

Ma com’è nato questo modo così particolare di mangiare pane e formaggio? #BussoLaTavola questa settimana ve lo racconta.

Nato per Caso

L’origine di questo “piatto” tipico della regione Irpina è abbastanza remota.

I contadini, nel periodo della transumanza di bestiame, erano solti portare con sé del Caciocavallo. Il formaggio era spesso attaccato a bastoni e rami, posti in alto affinché gli animali non potessero raggiungerlo.

Capitò così che i contadini, accampandosi la sera per riposarsi, avessero sistemato come sempre il formaggio su dei rami, posti però, questa volta, vicini al fuoco; il formaggio, sciogliendosi, cadde su del pane, che poi naturalmente i contadini consumarono.

Il sapore particolare del formaggio sudato (espressione ancora oggi usata per indicare il Caciocavallo sciolto sul fuoco) conquistò subito il palato di quegli uomini, che da allora consumarono regolarmente il Caciocavallo “impiccato”, dando vita a una tradizione decisamente saporita e gustosa.

Bonus Track #BussoLaLingua: perché si dice “fare la fine del Caciocavallo”?

L’espressione “fare la fine del Caciocavallo” viene utilizzata in riferimento a qualcuno che rischia di fare una brutta fine. Il riferimento naturalmente è alla corda che lega il Caciocavallo e che lo strozza, “impiccandolo” sul fuoco.

Un’antica bontà interregionale

Il caciocavallo non è una specialità esclusivamente campana: si tratta di una pietanza interregionale. Viene consumato regolarmente in Puglia, dove viene chiamato cazzecavadde, in Calabria, Molise e Basilicata.

Pare che questo formaggio fosse consumato già ai tempi degli antichi greci e romani e sembra che la sua creazione risalga ai tempi delle invasioni barbariche – ai tempi, tuttavia, veniva usato latte di cavalla, circostanza da cui deriverebbe secondo alcuni il suo curioso nome.

Secondo Pierre Androuet, invece, il termine caciocavallo potrebbe derivare anche da uno stampo fiscale a forma di cavallo, impresso sul formaggio ai tempi del Regno di Napoli.

Il Caciocavallo Impiccato

Oggi non c’è fiera né brace nel Sud Italia, in particolare nella regione irpina, che rinunci al Caciocavallo Impiccato. Questa pietanza semplice e genuina ha conquistato il palato di tutti coloro che l’hanno assaggiata: una volta provato, è impossibile farne a meno.

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Tags : bussolatavolacaciocavallocaciocavallo impiccatoirpinia

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