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Villa Della Torre sposa Palazzo Te: nasce il vino “Camera dei Giganti”

Edizione numerata di Valpolicella Superiore nel segno di Giulio Romano

Milano, 25 nov. (askanews) – L’arte di vivere e del saper fare. La storia di una famiglia e quella di territori uniti dalla storia. Incroci virtuosi nati attorno all’amore per il buono e il bello. E’ l’incontro tra Villa Della Torre di Fumane (Verona) e Palazzo Te di Mantova, due capolavori del Rinascimento italiano concepiti da un architetto e pittore straordinario come Giulio Romano, vissuto tra la fine del 1.400 e la metà del secolo successivo. Ora Marilisa Allegrini proprietaria dell’omaggio alla “domus antiqua romana” nella campagna veronese, e la Fondazione che cura la villa degli ozi e degli svaghi voluta da Federico II Gonzaga, hanno dato vita ad un progetto comune, e così Villa Della Torre, monumento ma anche cantina della Valpolicella, ha scelto di “vestire” con lo stupefacente affresco della volta della Camera dei Giganti di Palazzo Te, un’edizione limitata del suo vino, prodotto con le uve dei vigneti che circondano l’antica proprietà: “Camera dei Giganti” Valpolicella Classico Superiore Doc.

“È stato un progetto molto lungo, perché abbiamo iniziato a lavorarci nel 2019, volevamo fare un vino che fosse legato alla villa e al suo territorio, ottenuto dai vigneti che circondano l’edificio nello spirito degli Chateau francesi, ma anche che raccontasse Palazzo Tè, facendo appassionare gli amanti del vino al mondo dell’arte e divenendo così veicolo di promozione del nostro patrimonio culturale” ha spiegato ad askanews la direttrice marketing di Villa Della Torre, Caterina Mastella Allegrini che ha curato e realizzato il progetto, sottolineando che “fin dal logo abbiamo pensato di costruire un unico palazzo immaginario unendo nel punto del timpano le facciate quasi identiche dei due edifici per sottolinearne immediatamente le somiglianze”. “Villa della Torre venne costruita nel 1.500 dall’omonima famiglia: Francesco Della Torre a Verona era il segretario del vescovo Giberti che chiamò Giulio Romano per fare i cartoni degli affreschi della Cattedrale” continua Caterina Mastella Allegrini, precisando che “una serie di lettere raccontano come Francesco Della Torre fosse sempre a Mantova e chiese a Giulio Romano lo schizzo del progetto, poi lasciato alla sua scuola”. “Siamo consci che solo un’accurata conoscenza della storia e una valorizzazione del territorio adeguata anche ai tempi e ai nuovi linguaggi, possa garantire quel fondamentale processo di salvaguardia e promozione della cultura italiana” ha proseguito la trentenne manager impegnata anche in un dottorato in Filosofia, ricordando che “Allegrini” è da tempo anche parte di “Intraprese del Guggenheim”, il progetto di corporate membership di imprese accomunate dell’amore per l’arte.

“Il patrimonio culturale italiano è una risorsa generosa per la cultura, capace di coinvolgere la sensibilità estetica, l’educazione a vivere i piaceri e lo sviluppo stesso delle civiltà. Ne sono espressione le arti, i monumenti, le architetture, ma anche le tradizioni produttive, i vini, le ricette gastronomiche, lo spirito affascinante del convivio” ha dichiarato il direttore della Fondazione Palazzo Te, Stefano Baia Curioni, sottolineando che “quella tra il capolavoro del Rinascimento Italiano, meravigliosa sintesi di architettura, letteratura e visionarietà, e Villa Della Torre, rappresentazione di un mondo enoico fatto di passione e terroir, è un’alleanza felice e fertile”.

Il Valpolicella Classico Superiore Doc “Camera dei Giganti” è una limited edition numerata costituita da 1.400 bottiglie in formato classico, 300 bottiglie da 1,5 litri e 100 bottiglie da tre litri, che sarà disponibile nello shop di Palazzo Te, oltre che nel wineshop e sul sito della cantina. Villa Della Torre, produce circa 30mila bottiglie l’anno di Valpolicella Classico Superiore Doc e Lugana Doc (quest’ultimo da vigne a Desenzano del Garda), conta una ventina di dipendenti e fattura circa 3,5 milioni di euro, cifra che comprende i proventi delle tante attività collaterali organizzate nell’antico edificio appena fuori dal centro abitato di Fumane, acquistato nel 2008 dal Marilisa Allegrini.

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