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Scuola e dintorni

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Le conseguenze del coronavirus sulla scuola: parla il ministro Lucia Azzolina

Azzolina coronavirus emergenza scuola

Ecco le dichiarazioni del ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina al question time di ieri alla Camera.

Causa emergenza coronavirus, il decreto del presidente del consiglio dei ministri dell’8 marzo ha stabilito la chiusura di scuole e università fino al 3 aprile. Tale data sarà quasi certamente prorogata. Lucia Azzolina, ministro della pubblica istruzione, interviene quindi a tal proposito.

Al question time alla Camera dedicato all’emergenza didattica causata dal coronavirus, la Azzolina risponde:

«La data di riapertura delle scuole si avrà quando il quadro epidemiologico lo consentirà, garantendo quindi la massima sicurezza a tutti gli studenti».

Inoltre molti sono i dubbi soprattutto dei diplomandi riguardo lo svolgimento del loro esame di Stato, che probabilmente si svolgerà con una commissione di soli professori interni. In attesa di chiarimenti, la ministra intanto tranquillizza con queste parole:

«I docenti, gli studenti e le loro famiglie, ai quali forniremo il massimo supporto, saranno messi nelle condizioni migliori per svolgere un esame serio e riceveranno tutte le informazioni in merito alle modalità che saranno adottate, non appena avremo un quadro anche temporale più definito. Il 94% degli studenti sta utilizzando la didattica a distanza».

Sulla didattica a distanza però ci sarebbero vari interrogativi da porsi: quanti alunni stanno davvero apprendendo? Quanti sono i professori che si stanno impegnando a spiegare nuovi argomenti? Quanti invece si stanno limitando ad assegnare compiti? Quel 94% senza dubbio è un dato significativo, ma le tecniche della didattica a distanza in Italia andrebbero perfezionate.

La ministra inoltre  fornisce anche informazioni riguardo l’aspetto economico e le rette delle scuole statali:

«A carico delle famiglie degli studenti delle scuole statali c’è la sola retta del servizio mensa, utilizzata prevalentemente dai bambini delle sezioni a tempo normale della scuola dell’infanzia e dagli alunni delle classi a tempo pieno della scuola primaria. Tali rette vengono versate, in forma diretta o indiretta, all’ente locale quale soggetto titolare della gestione del servizio di refezione scolastica che, nel periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza, non è evidentemente, erogato».

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Scuola e dintorni

Imparare da un’epidemia

Ci sono eventi nella storia che sono epocali. Arrivano apparentemente inattesi e disarticolano il mondo così come lo si era vissuto fino al quel momento. Rispetto a certe faglie del divenire storico c’è un prima e un dopo e ciò che era non sarà più allo stesso modo. La comune percezione ci fa credere che il periodo che ci è toccato di vivere sia l’unico possibile e che esso possieda una sua natura rassicurante proprio nell’essere noto, statico, consueto, apparentemente immutabile. I grandi cambiamenti delle vicende umane sembrano essere solo materia da libri di storia: accaduti di rado e sempre in un passato lontano. Raramente ci si trova a vivere mentre la storia si fa. Quello che sta accadendo in questi giorni ha invece le stimmate dell’evento inaudito, che non si poteva immaginare, né ipotizzare e che, mentre accade, lascia attoniti e disorientati, proprio perché accade. Un’epidemia globale, misteriosa e inarrestabile, sta travolgendo tutto: fragili certezze, stili di vita, economia globalizzata e vite, soprattutto, vite umane. L’emergenza è innanzitutto sanitaria ma la portata è tale che essa tracima nella dimensione dell’esistenza tout court, il Coronavirus non è solo una patologia mondiale ma anche un banco di prova per la civiltà come l’abbiamo intesa fino ad ora. L’isolamento a cui siamo costretti per arginare il contagio difatti non è solo una necessaria quarantena medica ma un fatto storico-sociale che ci impone la riflessione forzata, la sopportazione morale, la resistenza mentale e, inevitabilmente, delle domande.

Cosa abbiamo imparato nell’immediato da questa crisi?

Sicuramente la paura di morire e la volontà di vivere e di essere sani. Abbiamo imparato che la vita è fragile. La fine, nonostante ci assediasse in molteplici forme, sembrava rimossa dalla cultura dello stordimento e della distrazione di massa, che intonava il canto stonato di un vitalismo triste. Nella prassi, questa necessità di salvezza ha assunto le sembianze della sanità pubblica che, attraverso il lavoro epico del suo personale (medici, infermieri, personale paramedico), è il vero baluardo al virus. Per cui l’inganno politico sulla necessità di privatizzare la sanità si è svelato nei fatti. Il saccheggio della sanità pubblica a favore di quella privata, avvenuto negli ultimi decenni a causa della miopia complice dei vertici europei e nazionali e della voracità rapace del liberismo capitalistico, deve aver fine, subito. Qualsiasi futuro governo non potrà vendere ai cittadini la favola del privato efficiente e buono e del pubblico fannullone e cattivo. Non potrà più. E per esteso, vale anche per la Pubblica Istruzione, bistrattata, massacrata, smantellata quanto la sanità. Basterà ricordare che il personale che oggi ci sta salvando la vita è stato formato dalle scuole e dalle università pubbliche. Si potrà aggiungere inoltre il lavoro silenzioso e tenace dei docenti italiani per tenere in piedi una scuola senza scuola. Investimenti, immediati e adeguati, in Sanità e Scuola: questo lo abbiamo imparato, si.

La menzogna del “Prima gli italiani” è un altro insegnamento dell’immediato: il virus ostinato non ha avuto alcun rispetto per geografie e etnie da quanto si vede. Anzi ha colpito duro ovunque e particolarmente gli Italiani, con una sorta di lugubre ironia. E non è arrivato dall’Africa sui barconi, bensì in business class dai manager rampanti del ricco Nord. La Natura si fa beffe dei buffoni, tragicamente.

Abbiamo appreso anche che il sistema economico che domina il mondo è molto più friabile di quanto volesse farci credere, è bastato un microscopico fattore imprevedibile che si è arenato, incagliato, mostrandosi inerme insieme al delirio di onnipotenza che lo reggeva. Produrre e consumare, i comandamenti biblici del capitalismo contemporaneo, si sono rivelati debolissimi e del tutto inutili di fronte alla possibilità di una catastrofe sanitaria. Inefficaci praticamente e eticamente: cosa ce ne facciamo adesso di tutti i nostri oggetti?

Infine abbiamo imparato l’importanza della comunicazione informatica: grazie alla Rete stiamo scambiando informazioni in tempo reale, lenendo il nostro isolamento, diventando comunità virtuale. A causa dell’emergenza, i social si sono scrostati dalla dimensione effimera della banalità per evidenziare la loro natura di formidabile veicolo di relazione e di scambio. La rivoluzione digitale si compie, il senso appare nel suo utilizzo e non più nella sua insignificanza orwelliana.

A margine abbiamo anche imparato, ma questo di fatto è stato un ripasso, il livello scadente dell’informazione in Italia, che ha saputo trasformare anche un’emergenza seria in un chiacchiericcio da riunione condominiale, spettacolarizzando ciò che meritava sobrietà, spargendo dosi massicce di panico non solo tra le casalinghe di Voghera ma nello stivale tutto, con il solito inutile ospite di turno che gira a contratto pontificando sui massimi e minimi sistemi.

Abbiamo imparato che l’Italia ha risorse civili ormai ritenute defunte, che c’è uno spirito della Resistenza ancora vivo, che ci sono persone perbene che svolgono il loro dovere eticamente, come i medici, gli infermieri, le cassiere dei supermercati, gli operai, gli impiegati delle Poste, i docenti, gli alunni martoriati dalla didattica a distanza e ci sono i farabutti che continuano a fare propaganda politica, che speculano sulle mascherine, che sfruttano l’informazione, che si sentono immortali.

Cosa potremmo imparare?

Quando tutto questo sarà passato, dovrebbe sopravvivere l’eco delle domande che ci stiamo ponendo in questi giorni, solo così potremmo trasformare un baratro in un’opportunità. La parola greca “krisis” deriva dal verbo “krino” che significa “discernere, giudicare, valutare”. Verrà il tempo del giudizio, delle scelte, che inevitabilmente le fratture della storia richiedono. Potrebbe essere un’opportunità questo tempo angoscioso del Corona. Alle pulsioni irrazionali dovrebbe seguire la volontà di darsi un progetto nuovo, una nuova visione del mondo e degli uomini, una rivoluzione.

La generazione di mia madre è figlia della guerra mondiale eppure, a sua memoria, non c’è mai stata una quarantena, una reclusione di massa, un isolamento imposto e necessario come oggi. La mia generazione ha vissuto la paura della guerra atomica e il terremoto dell’80 ma mai ha dovuto rifugiarsi in casa e restarci per sopravvivere. Il virus è anche questo isolamento senza precedenti.

Per imparare qualcosa di duraturo, che non passi insieme al terrore del momento, dovremmo appunto interrogarci, chiedere qualcosa a noi stessi e farlo diventare poi volontà sociale.

Quale è il reale valore del tempo? Esso sta nel consumarsi frenetico e vuoto dei ritmi produttivi del capitalismo che diventano ritmi di esistenza? Adesso che ci costringono a riempirlo di noi stessi, adesso che temiamo di perderlo definitivamente, non ci appare come il bene più prezioso che assume un significato solo se noi sappiamo darglielo?

Quale è il valore della solidarietà? Per costrizione stiamo comprendendo che nessuno salva se stesso e nessuno si salva da solo. Domani potrà ancora essere un valore l’egoismo ferino a cui ci condanna la società capitalistica? E quale è il valore della socialità? Nel mondo dell’ognuno per sé, si sta svelando drammaticamente il bisogno assoluto dell’altro, praticamente e spiritualmente. Da soli non siamo. La solitudine social a cui ci eravamo condannati appare in tutta la sua miseria adesso che siamo costretti all’isolamento nello spazio vero. Vorremmo tornare ad annegarci in schermi fluidi?

Cosa ci sta mancando in queste ore di segregazione? Cosa desideriamo intimamente? Quale è la vera piramide dei nostri bisogni? Quali i beni più preziosi nell’età del superfluo smascherato?

Credo che particolarmente i giovani siano chiamati a raccogliere questa ineludibile scelta, la generazione che va dai 15 ai 30 anni è stata martoriata in questi anni da ogni tipo di nefandezza: crisi economica, assenza di prospettive, esempi di corruzione e nepotismi, crisi ecologica e adesso reclusione coatta. Tocca a loro, quando l’ennesima bufera sarà passata, reclamare un altro mondo, battersi, imporlo. Chiedere cultura, ricostruire un rapporto armonico con la Natura, riprendersi i desideri.

Il cinismo imperante dice che invece si tornerà al solito carnevale grottesco e vuoto, al solito homo homini lupus, alle solite sirene assassine del capitale, al solito girone dantesco che danza sul nulla. Che, come per il reduce Eduardo De Filippo in Napoli milionaria, nessuno vorrà ascoltare il racconto del pericolo scampato, dell’orrore superato, perché ‘a nuttata è passata. Ma siamo sicuri che la nottata da passare non sia questo mondo storto a cui siamo smaniosi di tornare?

Sperando che non avremo imparato solo a lavarci le mani.

Michele Salomone.

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La Federico II promuove la lettura “digitale”

La Federico II promuove la lettura ‘digitale’ ai tempi del Coronavirus. Gli studenti possono prendere in prestito, leggere, acquistare e-book grazie al CAB.

Il Coronavirus ci sta imponendo di modificare significativamente le nostre abitudini, costringendoci a restare in casa per non mettere a rischio la nostra salute e quella delle altre persone. Dunque, come spendere le nostre giornate, di colpo diventate più lunghe, non soltanto per l’avvicinarsi della primavera? Semplice, riempiamole di libri e diamo spazio alla lettura!

A questo proposito, l’Università di Napoli “Federico II” ha dato vita ad un’interessante iniziativa, offrendo agli studenti dell’Ateneo un innovativo servizio di promozione alla lettura, attraverso il Centro di Ateneo per le Biblioteche (CAB) “Roberto Pettorino”.

Schermata servizio lettura digitale CAB

Una volta effettuato il log in con le credenziali di posta elettronica di Ateneo, gli utenti hanno a disposizione un ricco catalogo di titoli. Questi sono consultabili per argomento, fascia d’età, lingua, editore, prezzo e non solo.  Gli studenti potranno prendere in prestito da 1 a 4 e-book dalle biblioteche digitali, e leggere ed eventualmente acquistare libri in formato digitale di narrativa e saggistica dei principali editori e gruppi editoriali italiani.

Come fare?

Per poter usufruire del servizio, basta visitare il sito MLOL Plus del Centro di Ateneo per le Biblioteche e avere a portata di mano le proprie credenziali di posta elettronica di Ateneo.

 

 

E una volta finita la lettura, perché non guardare un bel film? Ecco i film che vi suggeriamo per la quarantena!

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Coronavirus: anche la Federico II sospende gli esami

Nei giorni 9 e 10 marzo sono sospesi gli esami di profitto e di laurea, al fine di procedere a una nuova programmazione delle sedute, che garantisca il più rigoroso rispetto delle norme di prevenzione prescritte. Saranno comunicate modalità e date del nuovo calendario in vista della ripresa.

Questo il testo appena pubblicato sul sito ufficiale dell’Università Federico II di Napoli che, dopo diverse proteste da parte degli studenti, prende atto della situazione. Ci sarà dunque un nuovo calendario che potrà garantire agli studenti sicurezza, si spera, assoluta.

Intanto, sempre dal sito di ateneo, si apprendono nuove norme per studenti, docenti, personale amministrativo e per tutti coloro che hanno accesso all’ateneo.

 

Misure da attuare in Ateneo dal 9 marzo 2020

In relazionealle misure da attuare si comunica che la task force di Ateneo, costituita con DR. n. 934 del 3/3/2020, ha valutato le modalità di applicazione del DPCM 4.03.2020 alla realtà universitaria fridericiana, anche alla luce di quanto comunicato dal Ministro dell’Università e della Ricerca con la nota n. 6392 del 5.03.2020.

Pertanto, con effetto immediato e fino a nuova disposizione, sono adottate le misure che seguono:

  1. ATTIVITA’ CONVEGNISTICA E CONGRESSUALE, MANIFESTAZIONI, EVENTI E SPETTACOLI

Fino al 3/04/2020 sono sospesi tutti i congressi e i seminari, le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli, nonché le attività ad essi assimilabili, fatte salve le attività svolte con l’ausilio di strumenti di comunicazione a distanza.

  1. MISSIONI

Fino al 3/04/2020 sono sospesi gli spostamenti per la partecipazione a convegni e a missioni in Italia e in altri Paesi e, più in generale, gli spostamenti verso aree geografiche ove è nota una apprezzabile diffusione del virus. Dovranno essere parimenti rinviate a tale termine, le attività che prevedono l’accesso di persone, provenienti dalle aree appena indicate, nei luoghi di lavoro dell’Ateneo.

  1. ATTIVITA’ DIDATTICHE IN PRESENZA

Le attività formative in presenza di qualsiasi livello, nonché le attività ad esse equiparabili, con esclusione dei corsi post-universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, sono sospese fino alla data del 15.03.2020, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

  1. DIDATTICA A DISTANZA

Le attività di formazione a distanza saranno potenziate, al fine di coprire progressivamente la totalità dei corsi erogati, mediante specifica iniziativa le cui caratteristiche e modalità di utilizzo saranno comunicate sul portale web di Ateneo.

  1. STUDENTI CON PARTICOLARI ESIGENZE

Gli allievi dei corsi universitari di qualsiasi livello, ed i soggetti ad essi equiparabili, che hanno particolari esigenze connesse con lo stato di salute, in particolare quelle di cui all’art. 2 comma 1 lettera b) del DPCM 4.03.2020, o qualsiasi altra condizione che impedisca loro l’accesso ai corsi o ai servizi così come messi a disposizione dall’Ateneo in questa fase emergenziale, sono invitati a comunicare tale condizione a mezzo posta elettronica indirizzata alla casella di posta istituzionale della struttura responsabile del corso o servizio e, per conoscenza, a quella del Centro SINAPSI.

  1. ESAMI DI PROFITTO E TESI DI LAUREA, PROCEDURE CONCORSUALI

Gli esami di profitto e le tesi di laurea potranno svolgersi previa adozione delle misure organizzative tese a limitare gli affollamenti, garantendo comunque la distanza interpersonale di almeno un metro e nel rispetto di quanto indicato al punto 7 della Direttiva n. 1/2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione. Nel caso i cui candidati previsti nella sessione superino il numero di 25 unità, i soggetti responsabili di tali attività dovranno comunicare, con congruo anticipo, la data prevista per lo svolgimento e il numero di studenti coinvolti alle Scuole ed ai Dipartimenti di afferenza, al fine di permettere la gestione degli affollamenti complessivi nelle sedi.

Saranno emesse, con specifico provvedimento, ulteriori disposizioni per consentire lo svolgimento di esami a distanza, per motivate esigenze.

  1. ATTIVITA’ DI RICERCA E GESTIONE DOTTORATI, BORSE, ASSEGNI DI RICERCA

Le attività di ricerca potranno svolgersi previa adozione delle misure organizzative tese a limitare gli affollamenti e garantendo comunque la distanza interpersonale di almeno un metro.

Alle medesime condizioni è consentita la frequenza nelle sedi di Ateneo dei soggetti beneficiari di dottorato di ricerca, borsa di studio e assegno di ricerca.

  1. ACCESSO AI SERVIZI DI ATENEO

I servizi di Ateneo dovranno essere fruiti, per quanto possibile, prediligendo l’utilizzo di strumenti di comunicazione a distanza (telefono, posta elettronica, web). Ove ciò non sia possibile, l’accesso alle strutture dovrà avvenire previo appuntamento da concordare attraverso l’invio di un messaggio di posta elettronica alla casella istituzionale della struttura interessata. La programmazione dell’appuntamento sarà confermata dalla struttura attraverso l’invio di un messaggio di posta elettronica di riscontro: quest’ultimo sarà esibito dall’invitato su richiesta del personale addetto al controllo di accesso degli edifici.

Il personale impegnato nelle attività con il pubblico connesse all’erogazione di tali servizi dovrà essere adeguatamente tutelato con l’applicazione di regole di distanziamento applicate alle postazioni utilizzate per il ricevimento.

Ove, per la natura delle attività svolte, il ricevimento per appuntamento non dovesse essere praticabile, la postazione destinata al ricevimento dovrà essere dotata di barriera fisica trasparente posta a protezione dell’operatore.

Nelle aule studio e nelle sale lettura delle biblioteche dovrà essere garantito il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro riducendo il numero delle sedute ivi disponibili, impedendo l’accesso alle sale ove non vi siano più posti liberi.

  1. MODALITA’ DI LAVORO AGILE

Il lavoro agile di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017 sarà disciplinato attraverso specifico provvedimento di prossima emanazione.

  1. LAVORATORI CON PARTICOLARI ESIGENZE

I lavoratori, che hanno particolari esigenze connesse con lo stato di salute, in particolare quelle di cui all’art. 2 comma 1 lettera b) del DPCM 4.03.2020, sono invitati a contattare il proprio medico curante affinché quest’ultimo valuti la necessità di applicazione delle misure ivi previste.

I lavoratori che si trovino in qualsiasi altra condizione che impedisca loro l’accesso ai servizi così come messi a disposizione dall’Ateneo in questa fase emergenziale, sono invitati a comunicare tale condizione a mezzo posta elettronica indirizzata alla casella di posta istituzionale della struttura che eroga il servizio e, per conoscenza, a quella della Direzione Generale.

  1. SORVEGLIANZA SANITARIA EX ART. 41 DLGS. 81/08

Le attività di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ed i soggetti ad essi equiparati dell’Ateneo sono sospese fino al 15.3.2020, fatte salve le visite finalizzate all’emissione dei certificati di idoneità in scadenza. Nelle strutture ove viene svolta tale attività dovrà essere garantito il rispetto delle misure igienico sanitarie ed in particolare di quelle di cui alle lettere a), d) ed l) di cui all’allegato 1 del DPCM 4.03.2020.

  1. ULTERIORI MISURE IGIENICO SANITARIE

Nell’applicazione delle misure igienico sanitarie di cui all’allegato 1) del DPCM 4.03.2020 per quanto attiene al punto a) saranno distribuiti alle strutture universitarie, attraverso il supporto del Laboratorio di Tecnologia Farmaceutica del Dipartimento di Farmacia e dei laboratori del Dipartimento di Scienze Chimiche, preparati antisettici per le mani nella forma di gel alcolici, con una concentrazione di alcol al 60-85%. Tali preparati saranno resi disponibili attraverso punti di distribuzione a parete posti negli spazi comuni, mentre a disposizione dei singoli uffici saranno messi a disposizione dispenser da tavolo.

Per quanto attiene al punto l) del citato allegato gli affidatari dei servizi di pulizia, nell’ambito del lavaggio dei piani di lavoro con la periodicità prevista dal contratto, provvederanno ad utilizzare disinfettanti a base di cloro o alcol.

Ai fini dell’applicazione della misura di cui al punto a) del citato allegato i responsabili di struttura segnaleranno tempestivamente eventuali carenze nelle pulizie o nella ricarica dei dispenser sapone all’Ufficio Gare e Contratti per Forniture e Servizi in house e sopra soglia comunitaria.

I responsabili di struttura daranno adeguata pubblicità di tutte le misure igienico sanitarie previste dall’allegato 1 al DPCM 4.03.2020.

  1. COMPORTAMENTO IN CASO DI DUBBI SU POTENZIALE ESPOSIZIONE O SINTOMI SOSPETTI

Al fine di una corretta interazione con il SSN e con gli organi territorialmente preposti alla gestione di tale emergenza sanitaria, tutto il personale deve essere invitato, ove ne ricorrano gli estremi, ad interagire prioritariamente con il proprio medico curante. L’esito delle valutazioni fatte da quest’ultimo saranno successivamente comunicate, se consistenti in isolamento precauzionale/quarantena/ricovero ospedaliero, all’ufficio UPDR per il personale docente e ricercatore e all’ufficio UAPPC per il personale TA.

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Scuola e dintorni

Università L’Orientale: dopo le polemiche, sospesi anche gli esami

Università Orientale

L’Università L’Orientale di Napoli fa sapere che tutti i servizi in presenza per studentesse e studenti sono sospesi.

Studentesse e studenti non dovranno dunque recarsi in Ateneo neanche per gli esami.

L’annuncio, secondo quanto ci segnalano i nostri lettori, sarebbe stato pubblicato sul sito del L’Orientale solo in mattinata, dopo numerose polemiche, seppure appaia la data 5 marzo.

Nell’avviso si legge che: “Gli esami previsti per i prossimi giorni saranno organizzati secondo un nuovo calendario. Si invitano dunque studenti e docenti a consultare quotidianamente il sito, gli avvisi e la posta elettronica per gli aggiornamenti. Sono confermate tutte le altre disposizioni”.

 

Avviso esami L'Orientale

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CulturaScuola e dintorni

A Napoli didattica online e compiti assegnati via Whatsapp

Scuole chiuse e compiti via Whatsapp

Da oggi a Napoli, così come in tutta Italia, le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse come previsto dal decreto firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per arginare la diffusione del Coronavirus e le comunità scolastiche si stanno attrezzando per avviare la didattica a distanza. Intanto nelle scuole elementari e medie del capoluogo le famiglie stanno ricevendo attraverso le chat di classe attive sui gruppi Whatsapp i compiti da far svolgere ai propri figli.

In questo modo si sta procedendo nelle scuole elementari Vanvitelli al Vomero e Andrea Doria di Fuorigrotta: le famiglie degli alunni, inoltre, sono state invitate dal personale scolastico a ritirare i testi che serviranno per poter svolgere i compiti assegnati.

Diversa appare, invece, la situazione nei licei dove si stanno mettendo a punto soluzioni per la didattica online. Tra questi il liceo classico Pansini, dove oggi la dirigenza al termine del collegio docenti, svoltosi in tre turni per evitare assembramenti, sta lavorando su due fasi, la prima da mettere in campo fino al 15 marzo e la seconda nel caso in cui la chiusura delle scuole venga protratta. Il preside dell’istituto, Salvatore Pace, si è così espresso in merito: “Fino al 15 marzo abbiamo deciso di non portare avanti i programmi ma di consentire ai nostri studenti di poter utilizzare questo periodo per recuperare le materie in cui hanno difficoltà potenziando la loro preparazione”. Cosa che sarà possibile tramite l’impiego, da parte degli studenti, di apposite class room, strumento già attivo da parte dell’istituto e alle quali si potrà accedere tramite l’inserimento di una password personale.

Dovesse l’emergenza prorogarsi oltre il 15 marzo, l’istituto Pansini sta valutando le diverse piattaforme che propongono didattica a distanza così da individuare il modello più adatto. “Non vogliamo utilizzare i social, ma preferiamo utilizzare piattaforme più affidabili e sicure”, afferma Pace, che nel frattempo ha anche deciso di sospendere le alternanze scuola-lavoro per permettere ai ragazzi dell’istituto di dedicarsi completamente allo studio fino al termine dell’anno scolastico.

 

 

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Scuola e dintorni

Nonostante il Coronavirus gli esami universitari non si fermano. C’è rischio?

Nella serata di ieri è stato emanato il “Decreto Coronavirus” che in materia scolastica/universitaria si esprime così:

“Limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole dei ministeri dell’interno e della difesa”.

Ciononostante, alcune Università come la Federico II e l’Orientale, continuano ad essere aperte al pubblico seppur in maniera “limitata”.

Le Università sono aperte, con limitazioni nel numero di accesso agli edifici. L’accesso agli uffici viene controllato all’ingresso delle sedi per limitare la presenza contemporanea di un numero elevato di utenti. Si raccomanda agli studenti di accedere agli uffici solo per casi urgenti. L’accesso alle biblioteche è consentito fino al trenta per cento della capienza degli spazi studio con ulteriori limitazioni, se necessarie, tese a garantire un flusso controllato di accesso. Il prestito è garantito purché nel rispetto del DPCM 1.3.2020“.Per il calendario degli appelli degli esami si rimanda agli avvisi del Polo Didattico e dei singoli docenti. Gli esami saranno comunque svolti, fatti salvi i principi di non affollamento richiamati dal decreto. I docenti devono predisporre e comunicare agli studenti una scaletta cadenzata, prevedendo la presenza di non più di 5 esaminandi contemporaneamente nell’aula assegnata per la prova orale. In nessun caso è consentito l’assembramento degli studenti nei corridoi, in sale d’attesa o in altri spazi chiusi non adatti a garantire le misure di non affollamento. I docenti devono predisporre l’elenco degli accessi da distribuire alle portinerie“. Questo quanto si legge dal sito dell’Orientale di Napoli.

Nell’edizione odierna del TG3 il rettore Lucio d’Alessandro si è espresso in merito a questa situazione di confusione: “Le Università non svolgeranno le lezioni fino al 15 marzo. Continueranno le attività di valutazione come esami, lauree e specializzazioni, rispettando le normative nazionali. Poche persone presenti e la mancata presenza delle famiglie alle cerimonie. C’è stata un’interpretazione del decreto per lasciar continuare agli studenti la propria carriera. Le lezioni online sono una soluzione momentanea”.

I rettori e i docenti continuano a rassicurare gli studenti su tutte le misure di sicurezza che verranno prese durante le sedute di laurea e di esame, ma le perplessità restano. Se un decreto ministeriale STRAORDINARIO in materia va a limitare ogni tipo di attività sociale, perchè le Università non si attengono alle direttive? Il rischio di contagio, nonostante tutte le misure di sicurezza e igiene del caso, è altissimo.

Pochi giorni fa proprio alla facoltà di Architettura della Federico II due professori sono risultati positivi e i contagi in Campania aumentano di giorno in giorno.

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Scuola e dintorni

Coronavirus: Parte la didattica on line alla Federico II

Scuola Superiore Meridionale Unina

Con la chiusura di scuole e università in tutta Italia (che sarà ufficializzata nelle prossime ore), alla Federico II parte la didattica on line.

Sul sito ufficiale l’Ateneo federiciano fa sapere che, in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio del 1° marzo 2020, sta attuando tutte le azioni necessarie in modo che le lezioni possano essere seguite in sicurezza.

In particolare modo, si stanno potenziando i sistemi di teledidattica di Ateneo per consentire la fruizione dei corsi a distanza a tutti.

L’obiettivo è continuare un regolare svolgimento delle attività didattiche in un periodo di limitata mobilità, in modo da ridurre ulteriormente gli spostamenti degli studenti e di evitare l’affollamento delle aule. Nella prossima settimana verrà reso noto il calendario dell’inizio delle lezioni.

Per quanto riguarda le attività a la scuola: grazie alla startup Schoolr è possibile anche in Campania fare lezioni online con aula virtuale. Ne abbiamo scritto: qui.

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CronacaScuola e dintorni

Scuole chiuse, ma che confusione l’ufficializzazione. Il Ministro Azzolina: “Arriverà nelle prossime ore”

Luzia Azzolina scuole chiuse

Scuole chiuse sì o no? Le maggiori testate e agenzie italiane hanno comunicato l’ufficializzazione delle chiusura delle scuole, decisione presa nel corso dell’ incontro tra il premier Conte e i ministri nel primo pomeriggio.

Tuttavia, nel giro di dieci minuti, sono arrivate le prime (parziali) smentite da parte del governo. Sembrerebbe si sia trattato di una fuga di notizie.

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, parlando con i cronisti a Palazzo Chigi, ha affermato di aver chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico.

“Abbiamo chiesto al comitato tecnico-scientifico una valutazione se lasciare aperte le scuole o chiuderle. Un parere che sia proporzionale allo scenario epidemiologico del Paese in questo momento. La decisione – ha proseguito – arriverà nelle prossime ore”.

Intanto è arrivato il via libera definitivo dell’Aula del Senato al dl sull’emergenza coronavirus. Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 234 voti a favore, cinque astenuti e nessun contrario.

Oggi pomeriggio, il premier Giuseppe Conte incontrerà le parti sociali per spiegare i dettagli della decisione.

++ L’ufficializzazione è arrivata alle 18:00. Ecco il video integrale delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ++

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Scuola e dintorni

Coronavirus e scuole chiuse: in Campania l’app (gratis) per le lezioni online

lezioni online

Impossibile fare lezione con il dilagarsi del coronavirus e la chiusura delle scuole e delle università? Grazie alla startup Schoolr è possibile anche in Campania fare lezioni online con aula virtuale.

Grazie a una piattaforma informatica messa a disposizione gratuitamente, lo studente può connettersi con il tutor, da qualsiasi dispositivo e senza scaricare nessun tipo di applicazione o programma, accedendo semplicemente via web, con un link.

Il sistema consente allo studente e al tutor di interagire attraverso webcam full HD/microfono: possono condividere una lavagna virtuale per la scrittura a mano, una per la scrittura con tastiera (analogo a word) e una, fornita di un compilatore con tutti i linguaggi di programmazione, per le lezioni di informatica.

Inoltre, tutte lezioni online sono automaticamente registrate dal sistema, e ciò permette a ogni studente di rivedere la propria lezione su qualsiasi dispositivo, anche scaricandola per la fruizione offline.

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