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Scuola e dintorni

CronacaScuola e dintorni

Fuorigrotta: continua a cadere intonaco nell’istituto Andrea Doria

Panico e tensione a Fuorigrotta: la chiusura di un’ala dell’Istituto Andrea Doria e la caduta di intonaco hanno fatto scattare l’allarme a aumentare le preoccupazione tra i genitori i quali hanno anche allertato le forze dell’ordine.

“La situazione è degenerata e temiamo per i nostri figli. Vogliamo che sia stabilità la reale pericolosità di questa struttura perché nelle ultime settimane le cose sono peggiorate. Gocciolava sui banchi e frammenti di soffitto sono venuti giù in più occasioni. Ma la cosa inaccettabile è che non riusciamo a parlare con la dirigente che non ha mai voluto riceverci”, accusano i genitori.

La risposta della preside

La preside Maddalena Iannone, dal canto suo, respinge le accuse e critica l’atteggiamento e le modalità di protesta dei genitori che potrebbero essere controproducenti per i bambini.

Ci sono centinaia di bambini in questo istituto e in questo modo rischiamo di spaventarli. Non sono queste le sedi adatte per inscenare queste manifestazioni di dissenso“, ha dichiarato. Ha inoltre invitato a pensare prima agli alunni e alla loro tranquillità.

I vigili del fuoco hanno confermato l’inagibilità delle aree interdette, che rimangono pertanto chiuse. Sono tuttavia previsti ulteriori sopralluoghi dalla protezione civile per valutare la situazione e stabilire se sia opportuno intervenire urgentemente, anticipando i già previsti lavori alla struttura.

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CulturaScuola e dintorni

Ricerca: i finanziamenti solo a Milano

La ricerca scientifica rischia di diventare una prerogativa di Milano a causa del divario tra Human Technopole e tutti gli altri centri di ricerca italiani.

Ogni giorno in Italia, in particolare nel Sud Italia, un ricercatore si alza e sa che dovrà vedersela con la mancanza di fondi per poter portare avanti la propria ricerca dignitosamente. In realtà, la ricerca italiana andrebbe premiata, per la sua straordinaria capacità di ottenere ottimi risultati, pur combattendo costantemente con una diffusa scarsità di fondi.

Fondi che, com’è noto, tendono a mancare soprattutto negli atenei meridionali. Questi sono fortemente penalizzati, a differenza di quelli settentrionali, dalla localizzazione in territori economicamente più deboli, il che non consente loro di raggiungere un equilibrio economico-finanziario stabile. Se poi aggiungiamo che i soldi chiamano soldi, l’impoverimento degli atenei meridionali comporta la significativa emigrazione degli studenti verso il Nord, e con loro anche l’emigrazione dei fondi nazionali, in uno spaventoso circolo vizioso.

In aggiunta all’annoso divario Nord Vs Sud, concretizzato in particolar modo in termini di finanziamenti alla ricerca scientifico-accademica, quello che rischia di diventare un moderno pomo della discordia è la Fondazione Human Technopole, localizzata nell’area ex-Expo (Arexpo), istituita con la legge di bilancio 2017 (legge n.232 dell’11 dicembre 2016), che ne regola anche in finanziamento. Il motivo è chiaro e sembra essere l’ennesima conferma di come l’asse portante dell’economia e del lavoro in Italia sia oggi tremendamente sbilanciato a favore del Nord, della Lombardia, di Milano, a discapito del Sud Italia e di tante altre regioni.

Human Technopole: una scommessa?

Fondata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), la Fondazione, che gestisce privatamente il centro Human Technopole (HT), può ricevere finanziamenti pubblici e privati. All’HT sarà possibile fare ricerca nei centri di Genomica, Neurogenomica, Biologia Strutturale, Biologia Computazionale e nel centro per le Analisi Decisioni e Società.

Organismo di ricerca con vocazione internazionale e multidisciplinare, l’HT ha l’obiettivo di «imprimere il maggior impulso allo sviluppo delle tecnologie umane e della long life, incrementando gli investimenti pubblici e privati nei settori della ricerca diretta alla prevenzione e alla salute, coerentemente con il Programma nazionale per la ricerca (PNR) e sviluppando un approccio multidisciplinare ed integrato nelle discipline della salute, della genomica, dell’alimentazione e della scienza dei dati e delle decisioni, con particolare riguardo al  progetto scientifico e di ricerca Human Technopole, anche in raccordo con il sistema universitario e degli enti di ricerca

La questione fondi: il pomo della discordia

Sembra, quindi, che l’HT rappresenti il biglietto vincente per il potenziamento e il rilancio, sulla scena internazionale, della ricerca Made in Italy.

Tuttavia, il nocciolo della questione, che trasforma Milano nella nuova mantide religiosa della ricerca, nel centro che può fagocitare tutti gli altri ‘competitors’, è l’ingente fondo pubblico riservato esclusivamente al finanziamento di questo unico centro di ricerca. Dalla sua istituzione e fino al 2023, per l’HT lo Stato ha stanziato quasi ottocento milioni di euro; cifra che si assesterà a centoquaranta milioni di euro all’anno per sempre a decorrere dal 2023. 140 milioni di euro annuali destinati, a prescindere, a progetti di ricerca che sono, così, esenti dal lungo, e talvolta sfiancante, processo di selezione che normalmente i team di ricerca devono affrontare per ottenere finanziamenti.

Squilibri e competizioni

Ma quelle finanziate all’HT saranno davvero le idee più innovative con cui l’Italia può contribuire al progresso della ricerca? Oppure, ad esempio, nel profondo meridione italiano, qualche ricercatore con la stessa brillante idea– o, perché no, una migliore – non ha potuto realizzare il proprio progetto perché il suo dipartimento è a corto di fondi?

Questa è la domanda da un milione di dollari. O da centoquaranta milioni di euro. Infatti, se all’HT si potrà godere di ingenti finanziamenti per ricerche ad alto potenziale, è anche vero che in Italia esistono già laboratori di ricerca specializzati e che, ogni anno, 51 istituti di ricerca (IRCCS) si contendono poco meno di centosessanta milioni di euro totali, attraverso serrate selezioni. Invece, quanto all’HT, nonostante il suo potenziale innovativo, il suo statuto e la legge che ne ha dichiarato l’istituzione restano piuttosto vaghi, soprattutto in materia di accessibilità di risorse e attrezzature per gli scholars in Italia. Chi avrà accesso alle risorse dell’HT? In che modo? La paura è che l’uso di queste risorse possa diventare del tutto discrezionale.

Il dilemma Technopole rischia, perciò, di creare una malsana competizione tra i centri di ricerca italiani e l’HT, accentuando il divario già esistente e problematico, non solo tra Nord e Sud, ma, a questo punto, tra Milano e il resto dell’Italia. Una forma di lotta per la vita, insomma, che vedrebbe soccombere, per l’ennesima volta, gli atenei più deboli, localizzati nelle aree più fragili dal punto di vista economico-finanziario. In merito alla questione, il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato prioritario evitare una tale contrapposizione: «La Fondazione deve essere una opportunità per il Paese, ma bisogna agire come una squadra, pensando a un ecosistema. Mettendo a sistema, appunto, i finanziamenti» – così Fioramonti a Il Messaggero.

Le proposte

In riferimento all’ultima legge di bilancio, è in discussione un emendamento, su proposta della senatrice Cattaneo, che mira a normalizzare e regolamentare i finanziamenti dello Stato all’HT. Lontano dal sottrarre risorse economiche alla Fondazione, o a rallentare la costruzione, lo sviluppo e l’indipendenza scientifica dell’HT, questo emendamento proporrebbe alcuni vincoli e garanzie circa l’utilizzo dei fondi destinati al Technopole.

Cattaneo propone il modello dello svedese Science For Life Lab, una struttura che comprende oltre 40 facilities alle quali hanno accesso tutti i ricercatori delle università e dei centri di ricerca della Svezia. In questo modo, insieme allo sviluppo di linee di ricerca indipendente, il centro favorisce la realizzazione di progetti e lo sviluppo di competenze a livello nazionale.

In particolare, per l’HT  viene proposto che almeno 80 milioni di euro degli annuali 140 vengano destinati all’implementazione di facilities e strumentazione nazionale HT, alle spese di mobilità dei ricercatori delle Università, degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e degli Enti Pubblici verso l’HT, nonché ai costi di realizzazione dei progetti. Inoltre, è richiesto che tutto questo avvenga attraverso criteri di selezione meritocratici.

Il parere favorevole

Sembra che questa linea d’azione incontri il favore di molti esponenti della politica. A questo proposito, il Ministro Fioramonti si è dichiarato pienamente favorevole all’emendamento, come anche il presidente dell’HT, Marco Simoni, il quale ha auspicato che tutti i ricercatori italiani possano usufruire delle infrastrutture del Technopole, per rafforzare l’intero sistema della ricerca in Italia.  Anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sostenuto che le considerevoli risorse pubbliche stanziate dallo Stato a favore dell’HT dovranno essere utilizzate per finanziare i più brillanti scienziati e i migliori progetti di ricerca, attraverso meccanismi competitivi.

Di fatti, solo in questo modo sarà possibile dare alla ricerca italiana una concreta possibilità di miglioramento, rendendola più trasparente, competitiva, e soprattutto omogeneamente sviluppata, da Nord a Sud.

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Scuola e dintorni

Maltempo in Campania: SCUOLE CHIUSE in diverse zone

Allerta Meteo scuole chiuse

Il Maltempo, che continua a creare ingenti disagi in tutta la Campania, ha indotto alcuni  sindaci ad emanare le ordinanze di chiusura delle scuole per lunedì 18 novembre.

Alla luce della forte perturbazione in atto e delle precipitazioni ben oltre la media stagionale, in coordinamento con la provincia di Caserta, si è deciso di interrompere l’attivitá didattica per procedere a verifiche strutturali nei plessi.

In assenza di diversa comunicazione, l’attivitá didattica si svolgerà regolarmente nella giornata di martedì. Al momento le ordinanze dei Sindaci stabiliscono

Scuole chiuse a:

  • Caserta

  • Aversa

  • Lusciano

  • Santa Maria Capua Vetere

  • Melito

  • Sessa Aurunca

E la situazione maltempo nella provincia di Napoli?

Al momento a Napoli e provincia le scuole resteranno aperte regolarmente. Non è da escludere, però, un’ordinanza lampo per la chiusura delle scuole.

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CronacaScuola e dintorni

Casi di ossiurasi in alcune scuole del Napoletano

Un istituto del quartiere Barra, situato nella periferia Nord-Est di Napoli, ha denunciato alcuni casi di ossiurasi a scuola: questa infezione può essere molto comune nei bambini, che spesso sono portati a mangiarsi le unghie e a toccare oggetti sporchi per poi portarsi le mani alla bocca. Il rischio di contagio è molto alto.

Alcuni casi del genere si sono verificati nell’Istituto Comprensivo “Madre Claudia Russo” e nell’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre”, entrambi situati nella periferia Nord-Est di Napoli, i quali hanno immediatamente provveduto a chiedere ai genitori dei bambini che hanno contratto l’infezione di comunicarlo, nonché al personale ATA di accertarsi personalmente all’igiene personale dei bambini, che si lavino le mani e che si rechino al bagno regolarmente prima e dopo i pasti.

 

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Scuola e dintorniSport

San Giovanni a Teduccio: Spadafora affida una palestra all’associazione NEST

“Rifare un campo di calcio in una scuola di periferia a rischio come San Giovanni a Teduccio vale più di 1000 telecamere”. È ciò che ha affermato il Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora, al termine dell’incontro in cui ha assegnato un nuovo impianto sportivo come ‘palestra’ per l’educazione alla legalità all’associazione NEST, già particolarmente attiva nel quartiere.

Si tratta del campetto sportivo della scuola “Vittorino da Feltre”, teatro pochi mesi orsono di un gravissimo agguato di camorra. Il campetto si trova in condizioni disastrate: le porte da calcio rotte, la recinzione vandalizzata ed erbacce alte oltre un metro ad impedirne quasi l’accesso passa così da simbolo del degrado a simbolo di rinascita. 

“La mia infanzia nelle periferie della provincia di Napoli – ha evidenziato Spadafora – mi ha insegnato che l’educazione ai valori dello sport e la pratica sportiva rappresentano una delle migliori ‘palestre’ per l’educazione alla legalità e ai valori della convivenza civile. Mi impegno, perciò, a convocare già nella prossima settimana al Ministero un tavolo progettuale per la rinascita e la modernizzazione dell’impianto sportivo della scuola “Vittorino da Feltre” affidandolo all’associazione  con l’obiettivo di tenerlo aperto anche nelle ore pomeridiane e di metterlo a disposizione di tutti i giovani di San Giovanni a Teduccio”.

L’annuncio è stato salutato da un’ovazione degli studenti per Francesco Di Leva, presidente dell’associazione NEST, direttore artistico del Teatro NEST e ‘cuore pulsante’ dell’impegno delle associazioni del territorio per uno dei quartieri più difficili della città.

L’incontro promosso dal Sabato delle Idee, insieme con la Fondazione Salvatore e il quotidiano “La Repubblica”, nell’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre” di San Giovanni a Teduccio, ha visto la partecipazione di studenti, docenti e dirigenti scolastici dell’intero quartiere, oltre che dai massimi vertici delle forze dell’ordine rappresentate dal Questore di Napoli, Alessandro Giuliano, il Comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, Giuseppe La Gala e il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, Gabriele Failla. Anche per loro c’è stato un applauso speciale di tutte le componenti della scuola, così come per il fondatore del Sabato delle Idee, Marco Salvatore, che ancora una volta ha saputo promuovere una riflessione che si è tramutata in un tavolo di concertazione progettuale concreta

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CronacaScuola e dintorni

Scuola, crolla controsoffitta in un’aula: Bambini salvi ma hanno rischiato

Scuola nel napoletano: crolla una parte del controsoffitto in un’aula. I bambini sono salvi ma hanno rischiato.

Crolla una parte del controsoffitto in un’aula del plesso centrale delle elementari a San Giuseppe Vesuviano. Il sindaco ha chiuso la scuola per tre giorni, ma per fortuna i piccoli alunni si sono salvati e non hanno riportato danni perché immediatamente messi al sicuro dagli insegnati e dal personale ATA. Sicuramente però la paura che hanno avvertito deve essere stata tanta. Non dimentichiamo che negli anni ci sono state vittime tra i banchi di scuola proprio a causa della mancanza di sicurezza degli istituti.

Grande apprensione dei genitori e della dirigente, Maria Rosaria Fornaro che si è messa subito in contatto con il sindaco Vincenzo Catapano il quale questa mattina ha firmato il provvedimento di chiusura della scuola che riguarda il solo plesso centrale a ridosso della vecchia sede comunale. Le piogge intense di questi giorni e la vetustà dell’edificio sono le probabili cause del crollo.

Ieri sera su Facebook, il primo cittadino ha scritto:

«A seguito di una verifica effettuata dai tecnici comunali e dal Responsabile del Servizio Lavori Pubblici del nostro Comune, vi comunico che adotterò un’ordinanza di chiusura del plesso scolastico Capoluogo. Tale decisione è necessaria al fine di effettuare ogni verifica su tale struttura, onde garantire l’incolumità di tutti gli alunni, nonché del personale scolastico. L’ordinanza prevede la chiusura del suddetto plesso per i giorni 7-8-9 novembre 2019. Ho raggiunto telefonicamente la dirigente Maria Rosaria Fornaro comunicandole tale decisione. Con la dirigente domattina (oggi) valuteremo tutte le opportune ulteriori decisioni, per garantire l’incolumità dei nostri figli, nonché il diritto allo studio e la continuità didattica. Preciso che l’ordinanza di chiusura interessa SOLTANTO LA SCUOLA CAPOLUOGO. Pertanto, presso gli altri pressi scolastici si svolgeranno REGOLARMENTE LE ATTIVITÀ DIDATTICHE. Nelle prossime ore, terrò informata la cittadinanza circa ogni eventuale decisione che potrebbe essere adottata».

Un fatto che si sa da molti anni è che per le scuole del Sud arrivano molti meno fondi che al Nord. La questione è stata riportata a galla da una recente inchiesta di Report, così come da tempo anche noi abbiamo affrontato la questione. Conseguenza di questa mancanza è proprio l’eccessiva pericolosità degli istituti scolastici sia in caso di maltempo, sia in caso di terremoto (e non solo).

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CronacaScuola e dintorni

Allerta meteo a Napoli: domani SCUOLE CHIUSE

Allerta Meteo scuole chiuse

Il maltempo continua ad attanagliare la città di Napoli e anche per domani è prevista un’allerta arancione. Il sindaco De Magistris ha firmato un’ordinanza che prevede la sospensione delle attività di didattiche per tutte le scuole di ogni ordine e grado.

L’allerta durerà fino alle ore 12 di domani. Il problema principale è rappresentato dalle forti raffiche di vento oltre che, chiaramente, dai forti temporali.

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CronacaScuola e dintorni

Scuole chiuse: le decisioni dei sindaci a Napoli, Benevento e Avellino

Allerta Meteo scuole chiuse

Alla luce dell’allerta meteo arancione emessa dalla Protezione civile della Regione domani, martedì 5 novembre, le scuole resteranno chiuse a Napoli, Benevento e Avellino e in numerose altre città della regione.

Allerta meteo a Napoli

Nel capoluogo campano,  le scuole e i parchi cittadini resteranno chiusi nell’intero arco di validità dell’allerta meteo, mentre i cimiteri cittadini saranno aperti fino alle ore 11.30 di domani  5 novembre.

Scuole chiuse anche a Benevento

Lo ha deciso il sindaco di Benevento, Clemente Mastella. «Domani, per allerta arancione diramata dalla protezione civile, scuole chiuse – ha scritto il primo cittadino su facebook – Il rischio vento e pioggia forte mi porta a questa decisione. Seguiremo, con l’assessore ed i tecnici, l’evolversi del tempo e, domani, darò altre indicazioni. Se persiste l’arancione, chiuderò anche dopodomani. La sicurezza viene prima di tutto. Agli studenti dico, però, leggete e studiate. Non sciupate la vostra intelligenza. Fatemi questa promessa, dai più piccoli ai più grandi».

Scuole chiuse ad Avellino

Anche il sindaco  Gianluca Festa ha preposto la chiusura delle scuole nella sua Avellino visto che domani le condizioni del tempo peggioreranno ulteriormente. Lo stesso anche a San Michele di Serino, Volturara Irpinia, Mercogliano e a Solofra. Scuole aperte ad Atripalda.

In provincia

I sindaci dei quattro comuni flegrei (Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto) hanno disposto con apposite ordinanze la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani. Contemporaneamente, per la giornata di domani, a Pozzuoli, resteranno chiusi al pubblico anche i parchi di Villa Avellino e dell’Oasi di Montenuovo e tutte le aree verdi della città.

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, avvisa i concittadini di avere emanato un’ordinanza con cui domani e dopodomani «a causa del perdurare delle condizioni meteorologiche avverse, le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, sul territorio del Comune di Castellammare di Stabia, compresi gli asili nido, resteranno chiuse».

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AmbienteCronacaScuola e dintorni

Allerta meteo in Campania, domani scuole chiuse

Allerta Meteo scuole chiuse

A causa del maltempo è stata diramata la sospensione delle attività didattiche per lunedì 4 novembre a Nocera Inferiore e a  Mugnano. Le ordinanze sono state firmate dai primi cittadini dei due comuni “per effettuare le necessarie verifiche e garantire così la sicurezza di studenti, insegnanti e personale scolastico alla ripresa delle attività didattiche”.

Il sindaco di Giugliano ha fatto sapere tramite Facebook che le attività didattiche si svolgeranno regolarmente: “Per quelli che mi chiedono di chiudere le scuole: non ce n’è motivo!”.

Il primo cittadino di Benevento Clemente Mastella, sempre dal suo profilo social, si è espresso sull’allerta: “Domani è allerta gialla. Ho sempre detto che chiudo le scuole quando l’allerta è arancione. Perciò, ai tanti studenti che mi sollecitano dico: si va a scuola e studiate”.

SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI

 

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CulturaScuola e dintorni

Start Cup Campania: i ragazzi di BeyondShape si aggiudicano il premio per INBODY

inbody

Al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) si è svolta la cerimonia di premiazione di Start Cup Campania 2019, premio assegnato alle idee imprenditoriali basate sulla ricerca e l’innovazione promosso dalle Università campane.

Il progetto vincente si chiama INBODY-Instant Body Scanner,avanzato scanner ideato dal team BeyondShape (di cui avevamo già parlato in questo articolo) che tramite delle foto restituisce le forme anatomiche del corpo umano.

Il progetto

INBODY è un body scanner tridimensionale fotogrammetrico (la fotogrammetria è una tecnica che permette di acquisire dati metrici di un oggetto, quali forma e posizione, mediante l’analisi di una coppia di foto, N.d.R.). Lo scanner, infatti, è in grado di restituire istantaneamente e accuratamente le forme anatomiche del corpo umano partendo da semplici fotografie. Rappresenta dunque uno strumento ausiliare molto utile per lo screening e il monitoraggio di patologie legate alle deformità spinali. Il sistema punta a migliorare la qualità dei processi produttivi di apparecchi biomedicali indossabili come protesi e ortesi,anche grazie alla sua precisione nell’ordine del millimetro.

Il team

 

Il progetto è stato sviluppato dai ragazzi di BeyondShape, dell’Università di Napoli Federcio II.

Il team, eterogeneo e multidisciplinare, comprende eccellenze provenienti da vari settori di ricerca; al suo interno troviamo infatti membri provenienti dal DII (Dipartimento di Ingegneria Industriale) e dal DIETI (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione). Tra questi troviamo Teodorico Caporaso,Giuseppe Di Gironimo, Stanislao Grazioso, Dario Panariello e Mario Selvaggio. Del team fanno inoltre parte Angela Palomba, ricercatrice del Dipartimento Multidisciplinare di Specialità Medico-Chirurgiche e Odontoiatriche, e Roberta Antonia Ruggiero dell’azienda ortopedica Ortopedia Ruggiero srl.

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