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Coronavirus: La Sonrisa non fornisce elenco partecipanti eventi all’Unità di Crisi

la sonrisa

La struttura ricettiva La Sonrisa di Sant’Antonio Abate (Napoli), seppur sollecitata dalla Unità di Crisi della Regione Campania, non ha fornito elenchi e indicazioni precise sui partecipanti ai vari eventi, feste e iniziative di qualsiasi tipo, che si sono svolte nelle ultime settimane.

Nel comune si è riscontrata una mini zona rossa per un focolaio registrato nell’hotel, noto per le registrazioni del programma tv Il Castello delle Cerimonie. La struttura tuttavia non ha consegnato elenchi ed informazioni sui partecipanti agli eventi organizzati nelle ultime settimane. Tutto questo malgrado l’Unità di crisi abbia invitato la struttura a collaborare e a fornire urgentemente i dati richiesti.

In una nota l’Unità di Crisi regionale ha fatto sapere:

Finora è stato possibile ricostruire i contatti per sole poche decine di partecipanti. Della mancata esibizione degli elenchi è stata già informata l’autorità giudiziaria.

Le parole di De Luca

Il Governatore De Luca invita la direzione dell’Asl a:

Richiedere ufficialmente l’impegno diretto e immediato delle forze dell’ordine affinchè vengano forniti gli elenchi di quanti hanno partecipato agli eventi per poter procedere all’individuazione tempestiva di eventuali altri contagi e perchè vengano perseguiti comportamenti irresponsabili che vanno oltre il tollerabile.

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Corsa al tampone al Cotugno, ma si creano assembramenti

Al rientro dalle vacanze, molti cittadini campani si sono riversati in massa all’ospedale Cotugno per testare la propria positività al virus.

Si tratta di una vera e propria corsa al tampone quella che molti cittadini della regione stanno effettuando, in questi giorni, al rientro dalle vacanze. Persone con addirittura i bagagli ancora al seguito, vestiti con abiti vacanzieri, hanno assalito la struttura ospedaliera dedicata al Covid in Campania. Molti dei soggetti che ieri si accalcavano all’ingresso dell’ospedale, inoltre, erano sprovvisti di mascherina, il che ha richiesto addirittura l’intervento dei Carabinieri perché venisse quantomeno rispettato il distanziamento sociale. Adirato dall’incosciente comportamento dei cittadini,  il direttore generale dell’Azienda sanitaria Colli Maurizio Di Mauro, ritiene che questi comportamenti possano “vanificare il lavoro di mesi”.

L’iter da seguire

Inutile e pericolosa, la corsa al tampone al rientro dalle vacanze va evitata a tutti i costi. Il comportamento da seguire per chi rientra dall’estero dopo le vacanze è ben spiegato nell’ordinanza regionale emessa giusto qualche giorno fa. Di Mauro ci tiene a ribadirla in parole ancora più concrete.

La persona che torna dall’estero deve portarsi nel proprio domicilio e contattare l’Asl territoriale che attraverso le Usca si reca nelle abitazioni per effettuare il tampone e rilasciare il certificato.

I tempi di attesa perché le Asl arrivino a casa ed effettuino il tampone è di un paio di giorni. Nel frattempo, fino all’arrivo dell’esito del test, rimane obbligatoria la quarantena fiduciaria.

Si tratta di un sacrificio richiesto a coloro che rientrano dalle vacanze, soprattutto a coloro che hanno soggiornato in luoghi particolarmente a rischio come Grecia, Croazia e Spagna. Ma la situazione in Campania, seppur ancora sotto controllo, non è di certo delle migliori. Le terapie intensive aprono le porte a due nuovi casi, sette ricoveri sono per la terapia subintensiva e altre sette persone sono in ricovero ordinario.

“Purtroppo si rischia di tornare ai mesi precedenti – conclude Di Mauro – ed è un peccato perché vanifichiamo tutto il lavoro fatto. Bisogna usare le mascherine, tenere il distanziamento e rispettare le regole“.

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Caserta, cavallo muore alla Reggia mentre trainava una carrozza

Aveva una temperatura corporea molto alta il cavallo morto ieri alla Reggia di Caserta mentre trasportava una carrozza. Un particolare riscontrato dal medico veterinario dell’Asl subito dopo la morte, e che fa ipotizzare, sebbene i cavalli abbiano in media due gradi corporei in pìù rispetto agli esseri umani, come il caldo torrido, con una temperatura di quasi quaranta gradi, possa aver giocato un ruolo rilevante nel decesso dell’animale. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’indagine ma attende l’esito dell’autopsia per capire se il cavallo, di circa dieci anni, era in buone condizioni.

Dagli accertamenti effettuati dalla Polizia di Stato (Squadra Volanti diretta da Luigi Ricciardi) e dalla Polizia Municipale di Caserta (comandante Luigi De Simone), è emerso che il cavallo era ospitato in un maneggio di Caserta, e sembra fosse trattato bene. Nello stesso maneggio sono ospitati alti sette cavalli (otto in totale usati da quattro titolari di carrozze) che svolgono servizio alla Reggia. Il proprietario del maneggio, ieri oggetto di sopralluogo degli agenti di polizia, spiega che “la mia struttura si occupa di dar da mangiare ai cavalli, e il cavallo in questione stava bene. Ogni giorno i titolari delle carrozze vanno alla Reggia con un cavallo mentre l’altro riposaI vetturini – prosegue – sono gli unici con cui ho contatti“.

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Coronavirus, 2 giovani positivi rientrati a Salerno dall’estero

salerno coronavirus 2 ragazzi positivi

Torna il pericolo Coronavirus a Salerno

Individuati e registrati due casi positivi al Coronavirus in provincia di Salerno questa mattina. Entrambi erano di recente rientrati dall’estero: si tratta di un giovane di Cava de’ Tirreni che si era recato in Grecia e di un ragazzo positivo a Ravello di rientro dalla Croazia. Le norme imporrebbero l’obbligo di segnalarsi entro 24 ore dal rientro da un paese fuori dall’area Schengen al competente Dipartimento di prevenzione della ASL Napoli 1 Centro. Ivi occorre sottoporsi a test sierologici o tamponi e monitoraggio della situazione epidemiologica.

Le disposizioni dell’Ordinanza

L’ASL Napoli 1 Centro rende noto che per effetto dell’Ordinanza del Presidente Giunta Regione Campania n°67 dell’11 agosto 2020, fatte salve tutte le disposizioni nazionali e regionali già vigenti in tema di rientri dai Paesi extra Schengen e da quelli individuati dai competenti organi statali come a maggior rischio, a tutti i cittadini residenti in Campania che fino al 31 agosto 2020 facciano rientro da vacanze dall’estero, con tratte dirette o attraverso scali o soste intermedie nel territorio nazionale, è fatto obbligo di segnalarsi entro 24 ore dal rientro al competente Dipartimento di prevenzione della ASL al fine della somministrazione di test sierologici e/o tamponi e del monitoraggio della relativa situazione epidemiologica.

Per quanto concerne il territorio di competenza dell’ASL Napoli 1 Centro (cittadini residenti a Napoli, Capri e Anacapri) la segnalazione è da indirizzarsi alla email dichiarazione.viaggiatore@aslnapoli1centro.it

Nella email andranno indicati per ogni cittadino che dovrà essere sottoposto a test sierologici o tamponi: nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza, cellulare, paese di provenienza, giorno di arrivo in Italia.

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Ordinanza di De Luca: “test per tutti i campani rientrati dall’estero”

In Campania test per tutti i cittadini che rientrano dall’estero. De Luca: “serve massimo rigore per bloccare focolai” e “dal Governo un piano per i controlli”

La nuova ordinanza firmata dal presidente Vincenzo De Luca dispone che tutti i cittadini residenti in Campania in rientro da vacanze all’estero con tratte dirette o attraverso scali devono segnalarsi all’Asl per essere sottoposti ai test sierologici.

De Luca ha dichiarato che “è indispensabile avere il massimo rigore e assumere decisioni immediate per spegnere da subito ogni focolaio di contagio. Occorre chiamare a rispondere anche sul piano penale quegli operatori che subordinano la vita delle persone ai propri affari, ignorando le regole di sicurezza”.

Poi l’appello all’intervento delle autorità nazionali: “Registriamo due fenomeni gravi: l’abbassamento forte dell’età dei contagiati e il dilagare di contagi importati da altri Paesi, anche da parte di nostri connazionali. Rivolgo al Governo una richiesta precisa: si organizzi ad horas un piano specifico di controlli capillari che mobiliti in maniera massiccia e quotidiana tutte le forze dell’ordine, per garantire il rispetto delle norme anti Covid”.

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27 casi di Coronavirus a Sant’Antonio Abate, scatta il zona rossa

Con gli ultimi tamponi risultati positivi arrivano a 27 i contagiati del comune, su 72 test effettuati.

Sembrava ormai lontano il tempo del lockdown, e invece il Coronavirus costringe il comune di Sant’Antonio Abate a chiudersi – di nuovo – in quarantena. Durante la giornata di ieri, la mini zona rossa era stata già annunciata da De Luca per i residenti di via Croce di Gragnano. Il sindaco di Sant’Antonio, però, in serata ha deciso di estendere la zona rossa su tutto il territorio comunale. Gli ultimi contagiati in ordine di tempo, inoltre, sono personalità ben conosciute.

Il Coronavirus colpisce la “Sonrisa”

Il Coronavirus, infatti, non ha lasciato in pace neanche la “Sonrisa“, il celebre castello delle cerimonie reso famoso dalle emittenti televisive. Dopo la positività di M.G., manager del ristorante, altre tre persone in stretto contatto con lui hanno ricevuto esito positivo al tampone. A seguito di ciò, il Governatore De Luca ha disposto la chiusura immediata non solo della “Sonrisa”, ma anche dell'”Hotel Villa Palmentiello” fino al 25 giugno. Nel frattempo, i gestori dovranno preoccuparsi di sanificare e disinfettare i locali. L’appello per chi in questi giorni è stato ospite delle strutture è quello di effettuare un isolamento domiciliare fiduciario per 14 giorni. Per la sicurezza di tutti, chi si è recato nei locali sotto osservazione sarà sottoposto a tampone, così come tutti i cittadini di Sant’Antonio Abate, i quali resteranno in isolamento domiciliare fino alla data del 14 agosto.

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Napoli, entra nell’ufficio postale e mostra i genitali: “Adesso ti faccio vedere io il documento”

Mostra genitali ufficio postale

Un ragazzo egiziano di 20 anni ieri mattina si è presentato allo sportello dell’ufficio postale di piazza Dante; alla richiesta di esibire un documento il ragazzo si è tolto la mascherina e ha urlato:

Ora ti faccio vedere io il documento

e si è dunque calato pantaloni e boxer mostrando i genitali. 

Il ragazzo, arrestato dai poliziotti del commissariato Esquilino dopo aver anche tentato la fuga, deve ora rispondere di tentata violenza sessuale.

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Ottaviano, dopo i nuovi contagi mascherine obbligatorie anche all’aperto

Dopo i nuovi tre contagi scoperti in città, il sindaco impone l’uso di mascherine anche all’aperto.

Ad Ottaviano arrivano a 9 i casi di Coronavirus, gli ultimi 3 rappresentati da giovani di ritorno dalle vacanze da un’altra regione. Per questo motivo, il sindaco Luca Capasso, grazie all’ordinanza numero 197, impone l’uso obbligatorio di mascherina, anche all’aperto, dalle 19 alle 6 fino al 31 agosto. Sono esonerati dall’uso di mascherine soltanto coloro che praticano attività sportive all’aperto.

Protezione per i più giovani

Il sindaco di Ottaviano spiega il perché della sua decisione, senza puntare il dito contro qualcuno in particolare. Ma la sua preoccupazione è rivolta soprattutto verso i giovani della movida che, in questo momento, rappresentano la fascia di popolazione più a rischio.

Abbiamo gestito bene la fase immediatamente successiva al lockdown, ma ora ci stiamo lasciando tutti andare. Lo dico senza accusare nessuno, men che meno i giovani che hanno tutto il diritto di divertirsi. Ma in questo momento loro sono i più esposti e dal loro comportamento dipende molto la diffusione del virus.

Il sindaco spera che le sanzioni, che possono arrivare fino a 1000 Euro per chi non indossa la mascherina, possano essere un valido incentivo per la popolazione.

Questa ordinanza è volta a regolamentare soprattutto la movida: nessuno vuole vietare le uscite, ma devono essere fatte tassativamente nel rispetto delle regole e con l’uso rigoroso della mascherina. I controlli saranno severi e le sanzioni potranno arrivare fino a 1000 Euro.

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Massimo Giletti sotto scorta dopo le minacce del boss Graviano

Massimo Giletti è finito sotto scorta dopo le minacce del boss Graviano dal carcere. Il provvedimento a tutela del giornalista è stato attuato dalla Prefettura di Roma.

Da un paio di settimane Massimo Giletti vive sotto scorta. Il provvedimento a tutela del conduttore di La7 è stato attuato dalla Prefettura di Roma ed è scattato in seguito alle minacce rivolte a Giletti da Filippo Graviano dal carcere. Il boss mafioso, condannato per le stragi del ’92-’93, è stato intercettato dal Gom (Gruppo operativo mobile) in un colloquio con lo ‘ndranghetista Maurizio Barillari nel carcere de L’Aquila. Durante questo incontro, il boss ha rivolto minacce e se l’è presa non solo con Giletti, ma anche con Nino Di Matteo, consigliere del Csm.

Le motivazioni

Le minacce sono nate in seguito alla posizione di condanna di Giletti rispetto all’uscita dal carcere di 300 detenuti mafiosi durante l’emergenza coronavirus (clicca qui per la vicenda). A scatenare l’ira del boss sarebbe stata, in particolare, la puntata di Non è l’Arena andata in onda lo scorso 10 maggio. In quella occasione, Giletti lesse i nomi dei detenuti che avevano beneficiato della detenzione domiciliare. In tal modo, ha attirato su di sé la rabbia di Graviano.

Le minacce verso Giletti erano state rese note da Lirio Abbate, vicedirettore de L’Espresso, che le aveva riportate nel suo libro “U siccu”, su Matteo Messina Denaro. Tuttavia, in un primo momento il conduttore di La7 non era a conoscenza delle minacce. Lo stesso Giletti, infatti, ha dichiarato di aver appreso i dettagli della vicenda direttamente dalle pagine di Repubblica soltanto lo scorso luglio.

«Le istituzioni lo sapevano da maggio ma non sono stato avvertito», aveva commentato al tempo Giletti. «Apprezzo la telefonata di Bonafede, certo, ma il mio rammarico è che l’ho appreso oggi da un giornale e francamente non è il massimo, vista la delicatezza della questione», riporta l’articolo di Repubblica.

Le reazioni

La notizia della scorta, confermata poi dal conduttore di La7, è stata lanciata dal sito Antimafia Duemila ed è subito rimbalzata in rete. «Sono molto dispiaciuto e non posso dire molto», ha commentato Giletti al Corriere della Sera. «È obbligatorio, non posso sottrarmi», ha continuato il giornalista.

«Massimo Giletti sotto scorta è un pessimo segnale», ha commentato Andrea Salerno, direttore di La7, su Twitter. «Continuare ad andare in onda con il proprio lavoro è la migliore risposta», ha concluso.

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De Luca sui contagi dall’estero: “o si controlla o si chiudano le frontiere”

De Luca Film Sorrentino

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, interviene sulla questione dei contagi dall’estero. “Abbiamo verificato, negli ultimi giorni, che l’80 per cento dei contagi registrati deriva da contatti con cittadini provenienti o rientranti dall’estero. E’ indispensabile sottoporre quanti arrivano o rientrano dall’estero all’obbligo di quarantena in relazione ai voli provenienti da Paesi a rischio”.

“Sono indispensabili il controllo della temperatura corporea ma anche test sierologici, e una stretta rigorosa sui controlli, altrimenti diventerà inevitabile la chiusura delle frontiere. L’invito ai cittadini è di rispettare rigorosamente le misure di precauzione e prevenzione previste, senza le quali va evitato di avere contatti con quanti, anche familiari, rientrano da viaggi all’estero”.

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