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Passaporto sanitario e spostamento interregionale, Boccia: «Regione non può ostacolare libera circolazione»

Polemica sulla richiesta di passaporto sanitario e sullo spostamento interregionale. Per Boccia il primo è incostituzionale, il secondo non dovrà escludere nessuna regione. 

La richiesta di passaporto sanitario per gli spostamenti interregionali, mossa e sostenuta dai governatori di alcune regioni italiane, ha scatenato dubbi e forti polemiche. Sull’ipotesi si è espresso Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali, in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera, per il quale, come riporta l’Ansa, un eventuale passaporto sanitario violerebbe la Costituzione:

«Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono».

Ipotesi ‘passaporto sanitario’?

La polemica è nata in seguito all’ipotesi del governatore della Sardegna, Christian Solinas, di richiedere ai turisti lombardi in arrivo sull’isola una sorta di patente di immunità volta ad attestare la negatività al Covid-19, al fine di evitare possibili contagi. Questa idea, che di fatto non è ancora stata approvata, ma che è sostenuta anche dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci, è stata oggetto di polemiche che, ancora una volta, sembrano rianimare le tensioni tra regioni del Sud e del Nord.

In risposta a Solinas è intervenuto in primis Beppe Sala. Durante una diretta Facebook, il sindaco di Milano aveva detto che si sarebbe ricordato delle regioni con limitazioni all’ingresso dei cittadini lombardi, ammonendo: «Quando deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò».

Nel dibattito si è, poi, indirettamente inserito anche il sindaco di Napoli, in diretta a Mattina 9, esprimendo qualche perplessità sulla possibilità di una completa riapertura dei confini regionali il 3 giugno.

«Se dovessi decidere adesso – ha detto De Magistris –, a mio avviso, non ci sono le condizioni per consentire liberamente lo spostamento dalla Lombardia e dal Piemonte in particolare verso le altre regioni», considerando come eventuale opzione la «previa acquisizione del tampone negativo che sarebbe la soluzione ottimale. Perché pure non consentire alle persone di viaggiare dopo tanto tempo è una limitazione forte».

Tuttavia, considerando che le regioni non possono ancora effetturare tamponi preventivi, il sindaco di Napoli si è, quindi, mostrato in favore dello spostamento tra le regioni del Centro-Sud e di un atteggiamento di cautela nei confronti di Lombardia e Piemonte. Regioni che, ad oggi, secondo i dati pubblicati dalla protezione civile, risultano ancora le più drammaticamente colpite dalla pandemia.

Boccia sulla riapertura tra le regioni

Compatibilmente con l’andamento della curva epidemiologica, il via libera per lo spostamento interregionale potrebbe essere il 3 giugno. Secondo il Ministro Boccia, si tratta di un ulteriore passo in avanti, quello della riapertura dei confini regionali, che dovrà avvenire nel segno del buonsenso. Il Ministro ha rafforzato l’idea una ripartenza alla stessa velocità per tutte le regioni:

«Se tutte le regioni ripartono, ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti».

Importante, in tal senso, sarà il livello di rischio rispetto all’epidemia che verrà assegnato ad ogni regione sulla base del risultato del monitoraggio condotto dal Ministero della Salute. Il report con i dati dovrebbe essere disponibile venerdì 29 maggio. Questo, per il governo di Conte, sarà un passaggio chiave nella definizione dei prossimi passi da fare, con un impatto significativo sulla possibilità di riapertura dei confini.

Solinas a Boccia sul passaporto sanitario

Non si è lasciata attendere la risposta del governatore sardo alle affermazioni del Ministro Boccia sul passaporto sanitario e sullo spostamento interregionale. Come riportato dall’Ansa, Solinas ha chiesto, ai chi è in disaccordo con la sua proposta, soluzioni più chiare e misure concrete che possano garantire la salute pubblica.

«Qui non è in discussione la libera circolazione come strumentalmente evocata dal Ministro Boccia – ha detto il governatore sardo – ma l’esigenza di un bilanciamento virtuoso tra valori e interessi costituzionalmente garantiti, a partire dalla tutela della salute pubblica». Per Solinas «la certificazione dello stato di negatività al virus è una linea di tendenza internazionale, dalle Canarie alla Corea del Sud, anche con un’iniziativa dell’organizzazione mondiale del turismo di più ampia portata come il passaporto sanitario digitale».

Sugli aiuti alle zone colpite

Durante il suo intervento, il Ministro Boccia si era espresso anche su un’altra recente questione molto dibattuta, sviluppatasi in seguito allo stanziamento di aiuti finanziari ad alcune zone rosse italiane, con indignazione dei governatori di Campania e Veneto i quali hanno visto escluse dal fondo le zone rosse delle loro rispettive regioni.

«Le province lombarde di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e quella di Piacenza in Emilia Romagna hanno vissuto un’ecatombe, il resto del Paese un dramma. Non paragonerei quelle province al resto d’Italia», ha spiegato Francesco Boccia.

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Cronaca

Pozzuoli, chiuse le spiagge libere: Il provvedimento e la motivazione

Chiuse le spiagge libere di Pozzuoli. La decisione del sindaco arriva a ridosso del weekend. Un provvedimento temporaneo, affinché vengano attivati tutti i protocolli di sicurezza necessari.

A Pozzuoli restano chiuse, per il momento, le spiagge libere: è quanto deciso dal sindaco, Vincenzo Figliolia che ha firmato un’ordinanza, la numero 103, con la quale ha disposto il divieto:

“Alla presenza in maniera stabile per l’attività elioterapica e/o di esposizione al sole in maniera stanziale di persone fisiche su tutte le spiagge libere ed il tratto di costa di competenza del litorale del Comune di Pozzuoli”.

Il primo cittadino, ha spiegato che:

“Si tratta di un provvedimento adottato in via temporanea a tutela della salute pubblica in attesa di elaborare un piano che contempli le indicazioni dell’ordinanza regionale e del relativo protocollo di sicurezza. Appena approvato sarà revocata la disposizione. Siamo al lavoro per garantire già dalla prossima settimana l’accesso regolamentato”.

Ha disposto anche che le attività di balneazione nelle spiagge in concessione dovranno essere svolte ad avvenuto completamento delle operazioni di montaggio e che i gestori dovranno garantire tutte le prescrizioni necessarie per il contenimento del contagio da Covid-19.

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“Movida”, De Luca: Chiusura all’una, stop vendita alcol dopo le 22

Locali chiusi entro l’una. Dopo i problemi dello scorso weekend, De Luca emana una nuova ordinanza, che cambia alcune regole della “movida”.

Una nuova ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sposta l’obbligo di chiudere alle 23 fino all’una. Le nuove disposizioni, arrivano nel giorno in cui il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, aveva annunciato di voler aprire tutto senza obblighi.

Nella nota della Regione, si legge che, in seguito alle problematiche registrate nello scorso fine settimana e agli incontri avuti con le Camere di Commercio, è stato disposto nell’ordinanza n.53, quanto segue:

– Vietata la vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, dopo le ore 22,00 da parte di qualsiasi esercizio commerciale (ivi compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati) e con distributori automatici;

– Dalle ore 22,00 alle ore 6,00, è vietato il consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali;

– Per i bar, ‘baretti’, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante di bibite, resta consentita l’apertura a partire dalle ore 5,00 ed è disposto l’obbligo di chiusura entro le ore 01:00, con obbligo di somministrazione esclusivamente al banco o ai tavoli a partire dalle ore 22,00.

– Come da precedente ordinanza, non vi sono limitazioni nell’orario di chiusura di ristoranti, pub e pizzerie.

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Cronaca

In giro col Coronavirus: Risultato positivo mentre si dirigeva con gli amici ad Ischia

Lo hanno rivelato i controlli effettuati ieri al porto di Pozzuoli, dove su un traghetto in partenza per Ischia delle ore 18.30 sono stati fermati due giovani appartenenti ad una comitiva di 8 persone dirette sull’isola per una vacanza.

Stando a quanto si apprende da Il Mattino, i due avevano una temperatura superiore ai 37.5 gradi. Dopo essere stati sottoposti al test, uno dei due giovani è risultato positivo al Coronavirus, con conseguente immediato ricovero in ospedale.

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Cronaca

Mondragone: scontro fra Tir e moto, muore infermiera

L'incidente

La donna, originaria di Mondragone, aveva 43 anni e lavorava come infermiera.

Mina Di Paolo ha perso la vita durante un fatale scontro nei pressi di Pastrengo, in provincia di Verona, dove la donna viveva da tempo. Si stava recando a lavoro, presso una casa di riposo a Pastrengo. Quando gli ospiti non l’hanno vista arrivare come di consueto, hanno dato l’allarme.

L’incidente è stato causato dalla deviazione che la donna ha preso con la moto, invadendo l’altra corsia per un mancato controllo del proprio veicolo. Nello stesso momento sulla provinciale in prossimità di Tacconi era in moto un autocarro che l’ha poi travolta.

La violenza dell’impatto è stata fortissima e per la donna non c’è stato scampo, nonostante il pronto intervento dei soccorsi, che non hanno potuto far altro che constatarne la dipartita. A ricordarla non sono solo amici e parenti, ma tanti membri delle comunità che frequentava, fra Mondragone e Verona.

 

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Cronaca

Vomero, arrestati spacciatori della movida

Una banda di 10 spacciatori è stata individuata nel quartiere napoletano. Rubavano computer e materiale elettronico nelle scuole per poi  rivenderli e comprare la droga da spacciare.

I Carabinieri hanno arrestato uno degli spacciatori della movida del quartiere del Vomero, mentre altri sette sono agli arresti domiciliari. Soltanto due membri della banda sono, al momento, irreperibili. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, detenzione e spaccio di stupefacente e furto aggravato in danno di un istituto scolastico. Gli spacciatori, infatti, si finanziavano con computer o dispositivi elettronici rubati nelle scuole del Vomero e poi rivenduti a ricettatori.

Il modus operandi

Le indagini partite nel 2018 dopo un furto in una scuola media del Vomero hanno chiarito il modus operandi della banda. Gli spacciatori, tutti maggiorenni, dopo aver eluso i sistemi di protezione della scuola si sono recati all’interno per rubare computer e pianole elettroniche. I ragazzi hanno poi nascosto nelle aiuole di Piazza Medaglie d’Oro la refurtiva fino al momento della vendita.

Ed è proprio nella stessa piazza che gli spacciatori operavano la loro vendita di stupefacenti, anche a minorenni. Anzi, il loro lavoro era così organizzato da accettare persino ordini in via telefonica, dopodiché il pusher si sarebbe recato direttamente dal cliente con il suo scooter. Uno degli spacciatori, inoltre, lavorava come barista e distribuiva sostanze anche sul luogo di lavoro.

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Cronaca

“Tornerò presto a ballare”, le parole del breakdancer accoltellato per aver difeso l’amica

ballerino breakdance accoltellato

Walter Natividade Fortes, ballerino di breakdance 37enne accoltellato domenica pomeriggio in piazza Bellini, sta meglio e rassicura tutti dalla sua camera di ospedale: “Tornerò a ballare”.

Dalla sua stanza dell’ospedale Pellegrini registra un video nel quale disegna un cuore con le mani; è cosi che Walter Natividade Fortes, ballerino 37enne di breakdance, saluta i suoi amici. Il ragazzo è stato accoltellato domenica pomeriggio presso piazza Bellini, mentre stava difendendo un’amica dal suo ex violento.

 Spero di tornare alla normalità,  voglio dirvi che sto bene e spero di stare meglio. Ragazzi, vi voglio bene. Grazie per quello che state facendo […] Ovviamente tornerò presto a ballare.
Una volta uscito dall’ospedale, afferma sempre Walter, il suo primo gesto sarà quella di baciare Sara, la sua fidanzata che dalla Germania lo sta raggiungendo a Napoli.
Intanto a sostegno del  ballerino è partita la raccolta di crowdfunding #SiamoTuttiWalterNatividadeFortes. La campagna, sostenuta dalla comunità di artisti, amici e fan del ballerino, servirà a coprire le spese mediche e finanziare i suoi sogni di artista. La somma raccolta sfiora già i 15mila euro.
Oltre alla campagna crowdfunding, sul web è stato lanciato un appello per donare al Pellegrini alla Pignasecca sangue del gruppo 0+ Positivo. Il 37enne ha infatti perso molto sangue a seguito dell’aggressione.

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Cronaca

Salerno: donna fingeva di essere cieca per intascare la pensione, arrestata

di Roberta Favaro – Da oltre 7 anni una donna fingeva di esser cieca intascando così un’indennità di accompagnamento pari a 700 euro.

La guardia di Finanza di Salerno, unità che ha condotto le indagini, ha smascherato la truffatrice. Dopo pedinamenti, appostamenti e videoriprese gli inquirenti hanno constatato che la donna conduceva una vita del tutto normale. Il tribunale di Salerno ha condannato la 66enne per truffa aggravata ai danni dell’Inps, e con lo stesso provvedimento è stato disposto un risarcimento di circa 73 mila euro. A tanto ammontano infatti l’erogazioni di cui la donna ha beneficiato in modo indebito negli anni della sua inesistente invalidità.

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Coronavirus, Lavoratori dello spettacolo: “Reddito di quarantena e finanziamenti”

I lavoratori dello spettacolo sono stati i primi a fermarsi a causa della pandemia e saranno gli ultimi a ripartire. Ecco tutte le richieste fatte alla Regione Campania per dare nuova luce al settore.

Il Slc – Sindacato lavoratori della comunicazione Cgil Campania – ha stilato una serie di richieste e interventi necessari da parte della Regione Campania per risollevare il settore dello spettacolo dal vivo e del cinema messo in ginocchio dall’emergenza Covid-19.

Ecco le richieste:

Reddito di quarantena per i lavoratori dello spettacolo, maestranze sia artistiche che tecniche; registro degli attori e delle attrici con un osservatorio permanente sulla categoria; rifinanziamento triennale delle leggi regionali dello spettacolo e del cinema e ricognizione degli spazi all’aperto in Campania per riprendere le manifestazioni estive e dare nuova luce al settore, dopo un periodo per niente facile.

E in più, si aggiunge l’esigenza di fondi per ammodernare le sale con nuovi strumenti tecnologici. La categoria è stata la prima a fermarsi e sarà l’ultima a ripartire, per questo la segretaria generale campana dell’Slc Cgil, Alessandra Tommasini, preme per questi interventi immediati, in un’intervista su “La Repubblica”, in cui parla anche del presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca:

“Il governatore ha raccolto le nostre richieste. La commissione cultura della Regione è a lavoro. Tra le istanze per sostenere i lavoratori dello spettacolo, fino alla completa ripresa, abbiamo proposto il reddito di quarantena. De Luca ha detto che farà un ricognizione dei fondi da mettere a disposizione per un reddito minimo per i lavoratori dello spettacolo ad oggi esclusi da ogni sostentamento. Parliamo di almeno 13 mila persone censite, ma la platea è molto più ampia. La maggior parte di questi “intermittenti” non lavorerà perché i teatri sono in forte difficoltà per la prossima riapertura autunnale a causa delle giuste misure anti contagio che, però con la riduzione di pubblico a 200 persone, determineranno anche una riduzione di produzioni e di maestranze impegnate. Su questo fronte abbiamo chiesto di rifinanziare la legge 6 2007 per lo spettacolo dal vivo e la 30 del 2016 per il cinema. Entrambe vanno triennalizzate, ovvero finanziate fino al 2022″.

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Cronaca

Sgominata banda che vendeva in tutto il mondo vestiti contraffatti

Sgominata una banda che commerciava abiti contraffatti venduti nei negozi e online come originali. Eseguite dalla Guardia di Finanza ben 10 ordinanze.

La Guardia di Finanza di Napoli ha scovato un’organizzazione dedita alla produzione e alla commercializzazione di abiti contraffatti.

Sono ben dieci le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai militari dell’arma, emesse dal gip del Tribunale di Napoli (4 destinatari di arresti domiciliari, 2 di divieto di dimora nella Regione Campania e 4 di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria).

I vestiti contraffatti sono perfettamente simili agli originali, venduti sia nei negozi nelle province di Napoli, Caserta, Salerno, Roma e Bologna che negli store online in tutto il mondo.

Le accuse rivolte all’organizzazione sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno svelato che i vestiti falsi venivano spacciati per originali, truffando così tantissimi ignari clienti, che acquistavano la merce come detto anche all’estero: sono stati accertati clienti in Germania, Slovenia, Francia, Grecia e Danimarca.

Per quanto riguarda la commercializzazione online, l’organizzazione criminale aveva una vera e propria sede operativa a Nocera Inferiore (provincia di Salerno), dotata di call center e di un vero e proprio show room nel quale veniva mostrata la merce contraffatta.

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