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Cronaca

Cronaca

Napoli, il San Giovanni Bosco diventa Covid Hospital

La struttura ospedaliera è diventata, grazie a una riunione richiesta dal manager Asl Ciro Verdoliva, un ospedale dedicato solo ai malati di Coronavirus.

Il provvedimento è stato ritenuto necessario a seguito della nuova e ed esponenziale crescita della curva di contagi. Il pronto soccorso è chiuso a partire da questa sera, per consentire il trasferimento in sicurezza dagli affetti da Covid. Tutti i pazienti di altri reparti saranno invece distribuiti presso altre strutture ospedaliere del capoluogo campano.

Gestione dell’emergenza

Il nuovo Covid hospital della città sarà differente dal Loreto: organizzato in maniera multispecialistica, consentirà il trattamento e la cura dei pazienti affetti da coronavirus in base alle varie discipline attive al presidio della Doganella (Chirurgia, Utic, Neurochirurgia, Ginecologia, Psichiatria ecc.).

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Cronaca

Campania, d’ora in poi tamponi privati anche per certificare guarigione

Ora anche i laboratori privati potranno accertare la guarigione dal Covid. Non sarà più obbligatorio rivolgersi alle Asl per eseguire il secondo tampone e verificare così la negatività, mettendo fine alla quarantena.

Alla base della decisione di aprire ai privati anche per il secondo tampone ci sono i tempi troppi lunghi delle aziende sanitarie pubbliche, che fin da marzo non sono mai state potenziate per gestire l’emergenza. Per i tamponi privati si pone il problema dei prezzi. A seconda dei centri il costo può variare dai 50 fino agli 80 euroGennaro Lamberti di Federlab afferma che “Fino a 70 euro il prezzo non è proprio economico ma ci può stare. Al di sopra di quella cifra no, eppure c’è gente che ha speso anche 100 euro facendolo a casa. 80 euro il costo del test e 20 euro per la prestazione domiciliare”.

Affidarsi al mercato è stato l’ultimo baluardo caduto con la recente impennata dei contagi. Perché nelle strutture pubbliche non ci sono macchinari a sufficienza per l’analisi dei tamponi. Ci si chiede però se l’operato della Regione in questi mesi abbia favorito la trasparenza e l’efficienza. La Regione si è decisa a intensificare la processazione dei tamponi solo quando si è accorta di essere già nei guai, grazie ad accordi con aziende private come Ames, già nell’occhio del ciclone per le gare lampo di aprile. La cosa si è gestita attraverso il modus operandi del ‘fabbisogno’, che è fallimentare in partenza quando si parla di epidemie: vedo che la curva inizia a impennare e quindi bandisco una gara lampo milionaria e affido i tamponi ai privati, solo quando ‘il mercato è pronto’, quando c’è il giusto equilibrio tra ‘domanda’ e ‘offerta’.

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CronacaScuola e dintorni

Didattica a distanza: una docente fa bendare un’alunna durante l’interrogazione

alunna bendata didattica a distanza

Succede a Scafati (SA). Durante una lezione in DAD, una docente fa bendare un’alunna per l’interrogazione.

È polemica al liceo Caccioppoli di Scafati (SA). Una docente, durante un’interrogazione in didattica a distanza, fa bendare un’alunna. La foto che ritrae la studentessa diventa virale sul web.

L’insegnante di latino e greco afferma di aver dovuto ricorrere a tale metodo per essere certa che gli alunni rispondessero alle domande senza barare. Gli studenti infatti in DAD spesso e volentieri approfittano della situazione di disagio che stanno affrontando le scuole, ma non sarà forse eccessiva la scelta di bendare i propri alunni?

Il consigliere comunale di Scafati, Mariano Jodice, ha commentato molto duramente la foto della ragazza bendata:

«La protagonista della foto è una liceale di Scafati, che sta affrontando un’interrogazione in didattica a distanza. È bendata e con mascherina. Manca solo che qualcuno le versi acqua sulla mascherina e siamo a Guantánamo. Spero che il dirigente del liceo in questione intervenga per mettere fine a tali azioni vergognose e lesive per il benessere psicofisico di minori».

La vicenda ha indignato di numerosi genitori e anche vari insegnanti, che si dissociano dal metodo adottato dalla docente.

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Cronaca

Coronavirus, l’influencer Andrea Vento si reinventa per sopravvivere alla crisi

Influencer

Andrea Vento, il noto influencer di viaggi, sarebbe uno dei pochi imprenditori al mondo a sfidare, o meglio dribblare il Coronavirus e cercare di andare avanti nonostante il brutto periodo che sta passando il mondo.

“Cambia il vento, ma resto in poppa! – queste le parole di Andrea – in questo periodo davvero difficile per il comparto turistico Italiano e mondiale, ho deciso ovviamente di non tralasciare il turismo, di continuare a crederci, nonostante le difficoltà negli spostamenti, ma ho creato anche un’alternativa – prosegue Andrea Vento – ritorno alle mie origini mai dimenticate occupandomi di comunicazione, utilizzerò la mia notorietà per aiutare tutte le aziende che vogliono sopravvivere a questo periodo buio, gestendo loro i social, i siti web e la comunicazione del proprio brand, mettendo loro a disposizione i miei tecnici e la comunicazione, cercherò di dar loro un’alternativa, insieme a loro, cercheremo di risollevare il mercato e l’Italia”.

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Cronaca

Napoli, 63enne gambizzato in un agguato fuori lo stadio San Paolo

Napoli, stadio San Paolo

Napoli: nel corso di un agguato nel quartiere Fuorigrotta, nei pressi dello stadio San Paolo, un uomo di 63 anni è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco mentre era in compagnia della moglie, ed è stato ferito ad una gamba.

L’uomo è riuscito comunque a raggiungere l’ospedale San Paolo, dove si trova tuttora ricoverato in buone condizioni e fuori pericolo.

Sul luogo dell’agguato sono arrivati gli uomini della Polizia di Stato del locale commissariato San Paolo e i tecnici della Polizia Scientifica per i rilievi del caso: nel piazzale antistante lo stadio sono stati rinvenuti due bossoli calibro 9.

Indagini sono in corso per cercare di individuare il responsabile o i responsabili del ferimento del 63enne. L’agguato potrebbe rientrare nelle tensioni criminali che stanno attraversando in questo periodo la zona occidentale di Napoli.
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Cronaca

Covid-19: Nuove chiusure decise dal sindaco a Somma Vesuviana

Dopo il preoccupante aumento di positivi nel comune, il sindaco decidere di imporre uno stop ancora più ferreo alle attività del comune.

Nuove chiusure e restrizioni nel comune di Somma Vesuviana dopo il veloce incremento di persone positive ed in isolamento. Ad oggi, infatti, nel comune vesuviano si contano 310 positivi e ben 600 soggetti in isolamento fiduciario. Il sindaco Di Sarno ha, dunque, deciso di imporre restrizioni ancora maggiori rispetto a quelle imposte dal più recente DPCM e dalla Regione.

Le nuove chiusure riguardano in particolare gli spazi pubblici e ricreativi. Si chiudono giardini pubblici, parchi e circoli ludici e ricreativi. Imposto uno stop anche a riunioni private, sia al chiuso che all’aperto.

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CronacaPolitica

De Magistris e Sala sul lockdown a Napoli e Milano: “Va deciso insieme”

Ieri il sindaco di Napoli aveva reso noto, sui suoi profili social, di aver scritto una lettera al ministro della Salute Speranza. Oggi aggiornamenti sulla questione lockdown a Napoli e a Milano.

Luigi de Magistris aveva annunciato ieri a tutti i suoi followers di aver scritto una lettera, insieme al sindaco di Milano Beppe Sala, al ministro Speranza. Il tema della lettera era l’eventuale decisione, da parte del Governo, di istituire un lockdown localizzato nei due epicentri di questa seconda ondata Covid: Napoli e Milano. Nel messaggio, il primo cittadino partenopeo rende noto di aver chiesto al Governo aggiornamenti e dati ulteriori riguardo la situazione clinica della città. De Magistris chiede, inoltre, che qualsiasi decisione riguardo una chiusura totale vada presa con il consulto dei sindaci delle città in questione.

La risposta del Ministero

Questa mattina è arrivata una prima risposta da parte di Speranza. De Magistris e Sala fanno sapere che il ministro si è preoccupato di telefonarli, comunicando loro una sua imminente risposta ufficiale alla lettera inviata.

Ieri Beppe Sala ed io abbiamo ricevuto la telefonata del ministro Speranza che ci ha comunicato che avrebbe risposto alla nostra lettera. Ha anche sottolineato che si sarebbe attivato, nel giro di pochi giorni, per farci avere un focus analitico sulla situazione di Napoli e Milano e tenere informati noi sindaci di tutti i dati in possesso del ministero della Salute.

Intanto il sindaco di Napoli ha deciso di chiarire meglio la posizione su un eventuale nuovo lockdown localizzato.

Stamattina io e Sala ci siamo sentiti nuovamente e abbiamo deciso di comunicare congiuntamente queste considerazioni. Innanzitutto, non esiste un partito favorevole e un partito contrario al lockdown. Esiste, invece, il convincimento fermo che i sindaci hanno il diritto di avere tutte le informazioni necessarie in possesso delle strutture che monitorano l’emergenza. Per ultimo, cosa più importante, che decisioni più restrittive – lockdown compreso – devono essere prese insieme tra governo, Regione e Comune,anche perchè  a livello sociale ed economico spettano allo Stato gli interventi.

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Cronaca

Speranza a de Magistris e Sala: “Massima attenzione su Napoli e Milano”

Speranza risponde a de Magistris e Sala sul possibile lockdown a Napoli e Milano.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha notificato una risposta ai sindaci di Napoli e Milano Luigi de Magistris e Beppe Sala, che avevano precedentemente mostrato preoccupazione per l’ipotesi di lockdown nelle due metropoli. “L’Istituto Superiore di Sanità e la cabina di regia sono in grado di predisporre un focus specifico sulle città di Milano e Napoli che sarà messo a disposizione delle Regioni e dei Comuni interessati”. Scrive il ministro della Salute ai sindaci di Milano e Napoli. “La situazione epidemiologica nel Paese è peggiorata nelle ultime 4 settimane. Il sistema di monitoraggio a cui partecipano formalmente Istituto Superiore di Sanità, ministero della Salute e rappresentanti della conferenza delle Regioni segnala una tendenza netta che richiede la massima attenzione di ogni livello istituzionale”.

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Cronaca

Crolla palazzina a San Giovanni a Teduccio

Crolla palazzina a San Giovanni a Teduccio. Intervenuti sul posto vigili del fuoco e carabinieri. L’edificio era un rifugio per senzatetto, si temono feriti.

Nel primo pomeriggio di oggi a San Giovanni a Teduccio, quartiere periferico dell’area est di Napoli, è crollato un edificio di due piani. La palazzina si trovava nei pressi di via detta Innominata, poco distante dalla stazione della Linea 2 della metropolitana di Napoli (San Giovanni-Barra).

Sebbene non siano stati ritrovati feriti al momento, sono in corso accertamenti e ricerche per verificare che nessuno sia rimasto intrappolato sotto le macerie. Nonostante fosse disabitata da circa venti anni, infatti, la palazzina era usata dai senza fissa dimora della zona come rifugio per la notte. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, anche con Usar (Urban search and rescue) e unità cinofile. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Poggioreale, e il soccorso medico con tre ambulanze. Come fanno sapere le forze dell’ordine intervenute sul posto, a crollare potrebbe essere stato un muro perimetrale dell’edificio.

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