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Coronavirus, in Campania previsto azzeramento entro il 20 aprile

Stando a quanto emerge dai dati statistici studiati e pubblicati dall’Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanza, nel periodo compreso tra il 5 e il 16 maggio dovrebbe esserci l’azzeramento dei casi di Coronavirus Covid-19 in Italia.

Seguendo i dati che emergono quotidianamente da regione a regione, la prima regione italiana che dovrebbe uscire fuori dal contagio è il Trentino Alto-Adige (6 aprile), seguita da Liguria, Umbria e Basilicata (7 aprile), e poi da Valle d’Aosta (8), Puglia (9 aprile), Friuli Venezia Giulia (10 aprile), Abruzzo (11 aprile), Veneto e Sicilia (14 aprile), Piemonte (15 aprile) Lazio (16 aprile), Calabria (17 aprile), Campania (20 aprile), Lombardia (22 aprile), Emilia Romagna (28 aprile), Toscana (5 maggio).

Dati che lasciano ben sperare, in attesa dei bollettini dei prossimi giorni sull’andamento del Coronavirus Covid-19 in territorio nazionale.

 

 

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Coronavirus: dimessi altri 11 pazienti trattati con il Tocilizumab

Ascierto

Sono stati dimessi altri 11 pazienti affetti da Coronavirus dall’ospedale Cotugno di Napoli, grazie al trattamento con il farmaco anti artrite reumatoide “Tocilizumab”.

All’ospedale Cotugno attualmente ci sono 131 paziente affetti da Covid-19, di cui 10 in attesa del tampone. Al momento in terapia intensiva ci sono due posti letto liberi e, entro la fine di questa settimana, saranno disponibili altri 24 posti letto nella palazzina messa a nuovo.

In totale saranno 200 i posti letto destinati ai pazienti affetti da Covid-19.

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Casoria, L’appello dell’ospedale e De Luca “Abbiamo 115 posti vuoti e il personale in ferie forzate”

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L’Ospedale Camilliano “Santa Maria della Pietà” di Casoria ha rivolto un appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, rispondendo alla “chiamata alle armi” del presidente in un momento in cui la preoccupazione maggiore è rappresentata dai posti in ospedale. La struttura ha infatti ha portato all’attenzione sul fatto che nella struttura sono presenti oltre 100 posti vuoti.

La comunità del presidio ospedaliero Santa Maria della Pietà di Casoria, dei religiosi camilliani, da circa un mese ha i 115 posti letto accreditati totalmente vuoti. Il personale sanitario (circa 200 persone tra infermieri, medici e oss), è a casa per ferie forzate“. Un dato importante, specialmente in una fase così delicata dell’epidemia, in cui cominciano a scarseggiare sia i posti letto che medici e infermieri.

Il personale dell’ospedale di Casoria continua così il suo appello:

Osserviamo, presidente, l’energia con cui sta affrontando questa pandemia con misure atte a contrastare la diffusione del Covid-19 in Campania, e come ufficialmente le abbiamo già scritto le ricordiamo: noi, con questa struttura e il nostro personale, siamo una risorsa sul territorio“.

Ecco il video dell’appello:

 

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Napoli, “Pericolo sciacalli”: aumenta il caro spesa e filiere in crisi

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Confesercenti: “Rincaro sulle zucchine fino al 300%”. L’allarme della Coldiretti: “Con i divieti scarseggiano gli operai”; cosi il Covid mette a dura prova la filiera distributiva Campana. Prodotti invenduti e raccolti a rischio.

Le restrizioni dovute alla corrente emergenza sanitaria iniziano ad avere ripercussioni sull’economia; la filiera distributiva campana è infatti messa a dura prova in questi giorni, in quanto anche i fornitori sono limitati negli spostamenti, con conseguenti problemi di approvvigionamento. Si registrano anche episodi di sciacallaggio più o meno gravi; sta di fatto che il costo dell’ortofrutta è aumentato vertiginosamente ai tempi del virus. Si registra anche un aumento, seppur lieve, del costo di materie prime come il pane, zucchero, pasta e caffè. I motivi di questo caro spesa sono da ricercare in primis nella difficoltà di garantire un corretto funzionamento della sovra citata catena produttiva e distrbutiva, ma non mancano atti di sciacallaggio compiuti da commercianti che hanno deciso di approfittarne e sfruttare la situazione a loro vantaggio; un fenomeno che se non arginato rischia seriamente di concretizzarsi in tutta la Campania.

L’allarme di Federconsumatori e Coldiretti

Il mercato ortofrutticolo di questi tempi è ricco di esempi di questa difficile situazione e controsensi:

Le zucchine sono aumentate anche del 300%: un rincaro folle che riguarda molti prodotti di ortofrutta da frigo.

E’ l’allarme lanciato da Rosario Stornaiuolo, presidente di Federconsumatori Napoli e Campania.

Ancora più preoccupante è l’allarme lanciato da Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Napoli.

Purtroppo stiamo buttando zucchine e insalata. Uno spreco incredibile, derivato dal fatto che noi agricoltori campani non abbiamo mercato nella grande distribuzione. Troppi prodotti arrivano dall’estero.

Sembra dunque chiaro che qualcosa si sia inceppato nella grande catena distributiva, basata su regole antecedenti al virus e che, quindi, non tenevano conto di situazioni pandemiche come questa.

Il caro spesa

Dai dati emerge che i prezzi della spesa sono in aumento e variano in base alla località.

Gli aumenti in certi settori sono pesanti. Variano a seconda delle zone. In centro si paga meno che a Posillipo, a Fuorigrotta si paga ancora bene.

Ha precisato Stornaiuolo.

I dati in possesso della Federconsumi sono raccolti dalle testimonianze dei cittadini stessi e riguardano beni di uso quotidiano.

Zucchero, latte e caffè hanno subito un aumento tra i 10 e i 40 centesimi; la pasta registra un aumento di 10 centesimi al chilo, malgrado le vendite siano schizzate del 65% in questo periodo. A subire le maggiorazioni di prezzi più alti proprio il settore ortofrutticolo; in particolar modo i pomodori si vendono ora a 4 o 5 euro al chilo. In generale, tutto il reparto ortofrutticolo subisce un aumento di 1 o 2 euro al chilo per ogni prodotto (cosa che in alcuni casi costituisce un raddoppio del prezzo originale). Prezzi aumentati anche per passate (+80%) e farina (+195). Va comunque sottolineato che il costo della frutta dipende anche dalla sua stagionalità, cosa che però non avviene per altri prodotti: aumentano infatti anche l’acqua e il pane. Il lievito sembrerebbe invece introvabile o acquistabile a prezzo triplicato. 

Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti commenta: 

[Rincaro del] 30% sul reparto ortofrutta, dovuto sia all’aumento della richiesta, sia alle difficoltà di trasporto nelle forniture. Alcuni stanno provano a dare priorità a prodotti italiani, che avendo qualità maggiore costano di più.

Il paradosso dello spreco

Malgrado le persone abbiano fatto scorte di cibo, tra gli scaffali dei supermercati si nasconde un paradosso; molti prodotti risultano invenduti e quindi vanno sprecati. reparti pieni di prodotti ortofrutticoli di provenienza campana che però giacciono nelle loro cassette mentre la gente fa incetta proprio di prodotti di ortofrutta. Il paradosso è presto spiegato da Loffreda:

Molte cose si importano dall’estero, anche se qui produciamo il 70% di quello che serve. Le piattaforme di distribuzione di Napoli non si approvvigionano dai nostri canali e questo è uno spreco. Ogni giorno arrivano da fuori regione prodotti come latte, arance, fragola e ortofrutta che coltiviamo anche qui. E sono proprio quelli i beni più facilmente soggetti a speculazioni.

L’emergenza nell’emergenza

Le implicazioni e le ripercussioni non sono finite qui. Assume sempre più la sfumatura di un emergenza nell’emergenza quella della raccolta dei pomodori, che viene messa in serio pericolo dall’emergenza.

Sempre Stornaiuolo ha infatti avvertito circa un potenziale crollo dei raccolti con conseguente ulteriore aumento dei prezzi, spiegando come la raccolta dei pomodori, prevista per Maggio, sia svolta ad opera di migranti e stagionali, che però, in accordo con gli ultimi DPCM, non possono spostarsi tra comuni per eseguire il loro lavoro.

Per non perdere il raccolto almeno i “regolarizzati” dovrebbero ricevere il permesso di spostarsi.

Le parole di Stornauiolo consento anche di aprire una parentesi riflessiva sui lavori “in nero” che contribuiscono alla cosiddetta economia sommersa (l’insieme di tutte le attività economiche che contribuiscono al PIL  ma che non sono registrate e regolarmente tassate) e che costituiscono un significativo pezzo della nostra economia:

La filiera va rimodulata sull’emergenza in corso. Invitiamo gli utenti a denunciare le speculazioni e a comprare prodotti italiani per evitare ulteriori aumenti.

Ha quindi concluso Stornaiuolo.

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Cronaca

Il sindaco di San Giuseppe Vesuviano positivo al Covid-19

Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, è risultato positivo al Coronavirus.  A comunicarlo è lo stesso primo cittadino tramite la sua pagina Facebook: “Questa mattina ho ricevuto l’esito del tampone e, purtroppo, sono risultato positivo al covid-19. Non ho sintomi particolari al momento e continuerò a lavorare da casa, come sono certo continueranno a fare tutti coloro i quali hanno collaborato con me e sono stati in stretto contatto con me, che dovranno essere sottoposti all’isolamento obbligatorio per 14 giorni“.

Poi aggiunge: “Continuo a chiedervi di osservare rigorosamente tutte le misure di prescrizione impartitevi restando a casa e mantenendo distanze sociali. Io continuerò a dare il mio contributo da casa, ma desidero rassicurarvi, grazie anche al vicesindaco Tommaso Andreoli, che mi sostituirà fisicamente, manderemo avanti efficientemente tutta la macchina degli aiuti e del sostegno, anche alimentare, per chi ha bisogno, che sarà ascoltato e preso in carico dai nostri Servizi Sociali. Nulla da temere. Guarirò, cari amici, e tornerò presto. Insieme ce la faremo.

Matteo Salvini ha telefonato al sindaco leghista Catapano. «Abbiamo parlato di come sostenere e rilanciare il settore del tessile, che nella zona è fortissimo e non vuole arrendersi e scomparire», ha reso noto il leader della Lega.

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Cronaca

Coronavirus: altro decesso in Campania, muore un noto docente della Federico II

Si registra l’ennesimo decesso in Campania a causa del Covid-19. Dopo diversi giorni di ricovero presso l’ospedale Cotugno di Napoli, si è spento l’Ingegnere Generoso Falciano, originario di Sarno e docente presso l’Università degli studi di Napoli Federico II.

La notizia è stata data dal sindaco di Sarno Giuseppe Canfora: “Apprendiamo con dolore la notizia della scomparsa dell’ingegnere Generoso Falciano, originario di Sarno e residente a Napoli, risultato positivo al Covid-19. Il nostro pensiero e la nostra totale vicinanza alla famiglia, alla sofferenza di questi giorni“.

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CronacaPolitica

Coronavirus, Consigliere leghista sbotta: “I poveri di Napoli avranno più soldi di quelli di Milano”

Il consigliere regionale leghista Alessandro Corbetta ha commentato il provvedimento emesso dal Governo che prevede 400 milioni per le famiglie in difficoltà.

E’ un governo palesemente nemico della Lombardia che usa due pesi e due misure. Il criterio di ripartizione dei fondi destinati dal governo ai comuni italiani, inversamente proporzionale al Pil prodotto, ha finito inevitabilmente per penalizzare i Comuni più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Una vergogna che si aggiunge alle tante incertezze ed errori compiuti dal governo Conte nella gestione dell’emergenza per cui prima o poi faremo i conti. La disparità è evidente e appare chiara quando si confrontano Comuni che hanno circa lo stesso numero di abitanti. Qualche esempio: Alzano Lombardo, uno dei più tristemente colpiti dal virus, che ha 13.655 abitanti riceve 72.392 euro; Bellizzi, 13546 abitanti riceve 125.446 euro. Monza (123397 abitanti) riceve 651.582 euro mentre Giugliano, 123.490 abitanti, ne ottiene 1.204.772; Milano con un 1,38 milioni di abitanti riceve meno di Napoli che di abitanti ne ha 959 mila: 7,2 milioni di euro del capoluogo lombardo contro i 7,6 della città partenopea.

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Cronaca

Dalla pasta ai prestiti, la quarantena diventa un affare di camorra

Nella terza settimana di blocco per coronavirus, si fa stringente il problema di chi non ha risorse economiche a disposizione per vivere durante l’isolamento. Ci sono lavoratori privati che non rientrano nelle misure del governo, lavoratori a nero, disoccupati e in generale i nuclei familiari che sono gravemente colpiti dalle conseguenze sociali dell’emergenza sanitaria. Così, c’è chi ha fatto arrivare pasta, zucchero, caffè, nelle case dei più bisognosi. In questi giorni sono partite molte iniziative di mutuo soccorso, gestite da realtà sociali da tempo radicate sul territorio napoletano, come quella dell’ex Opg.

Tuttavia, la gestione della quarantena diventa anche un affare di camorra. Il rischio che in una situazione di emergenza la criminalità sfrutti la crisi per ottenere consenso e controllo sul territorio è da non sottovalutare. Soldi e generi di prima necessità a chi non ce la fa, per poi chiedere il conto con gli interessi dopo che l’emergenza sarà finita. E’ un rischio reale perché la camorra sta continuando a spacciare nelle aree metropolitane, attingendo così risorse anche durante l’emergenza. Non potendo contare sul collaudato canale estero spagnolo, la materia prima si fabbrica in casa, dalle aree a ridosso del Faito e del Vesuvio fino a Scampia, rione Traiano e Torre Annunziata. Lo spaccio sta avvenendo di notte, forzando il blocco in sella agli scooter e arrivando porta a porta dai clienti.

Si imbastisce così una vera contesa tra lo Stato e la criminalità. Chi in queste settimane sarà in grado di tamponare la grave crisi sociale nelle aree più povere, costruirà la sua autorità e la sua credibilità sul territorio.

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Cronaca

Caivano, Dona macchinette e cialde di caffè al Cotugno: Parte gare di solidarietà

mister coffee

Caivano – E’ una gara di solidarietà senza precedenti quella che si sta diffondendo in tutto il territorio nazionale in soccorso di chi combatte in prima linea contro il famigerato “nemico invisibile”. 

Ma come si sa, in quanto a solidarietà e a senso della comunità, la fama dei napoletani arriva ben prima delle loro gesta: Lo dimostra il caso della società “Mister Coffee” di Pasquale Bozzetti, società che da un decennio opera sull’intero territorio nazionale nella vendita di caffè in cialde e capsule, che ha voluto dimostrare la propria vicinanza ai medici del Cotugno impegnati nella lotta contro il CoVid-19 donando al reparto alcune macchinette e diverse confezioni di caffè della sua azienda.

“Sono Felice – Afferma Pasquale Bozzettidi poter fare qualcosa per questi nostri eroi, da tempo in trincea per riuscire a vincere una battaglia che stiamo combattendo certamente ad armi impari”.

Il patron del noto marchio, con il suo gesto, ha così dato vita ad una scia di piccole donazioni di materiale alimentare da parte di altri imprenditori della zona. Una semplice quanto chiara dimostrazione che anche un piccolo gesto, apparentemente non determinante, più trasformarsi in una catena importante di solidarietà, capace di fare davvero la differenza.

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Emergenza alimentare, Campania: “Più di mezzo milione di persone necessita aiuto”

Emergenza alimentare: la crisi determinata dalla pandemia da Covid-19. Oltre mezzo milione di persone in Campania hanno bisogno di aiuto per poter mangiare. L’analisi della Coldiretti.

Coronavirus, emergenza alimentare: secondo la Coldiretti ben oltre mezzo milione di persone in Campania hanno bisogno di aiuto per poter mangiare. Stilano la “mappa della fame” per regione, ecco una sintesi dei risultati: 530mila in Campania, 364mila in Sicilia e 283mila in Calabria; quasi 2,7 milioni di persone nel Paese. Dati drammatici che emergono nel pieno di una crisi sanitaria ed economica.

L’analisi della Coldiretti sulla emergenza alimentare in Italia dopo le misure varate dal Governo, è stata fatta sulla base degli aiuti agli indigenti sui dati della relazione annuale fead del giugno 2019.

Ecco l’analisi:

“Le maggiori difficoltà alimentari si registrano nel Mezzogiorno con oltre 530mila persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare che si trovano in Campania, oltre 364mila in Sicilia e quasi 283mila in Calabria, ma situazioni diffuse di bisogno si rilevano anche nel Lazio con oltre 263mila persone e con 235mila persone nella lombardia devastata dal coronavirus”. 

E ancora:

“Con le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, si aggrava la situazione e aumenta il numero dei quasi 2,7 milioni di persone che in italia- sottolinea la Coldiretti- sono costretti a chiedere aiuto per il cibo con la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense. Ad essere in difficoltà sono tra le categorie più deboli quasi 113mila senza fissa dimora, oltre 225mila anziani sopra i 65 anni, e 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni che ricevono aiuti alimentari distribuiti con i fondi fead attraverso dall’agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) grazie ad associazioni come Banco alimentare Roma, Banco delle opere di carità, Caritas italiana, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa Italiana, Fondazione banco alimentare e associazione Sempre insieme per la pace”.

In conclusione:

“Come è stato previsto nel Cura Italia con l’importante aumento di 50 milioni del fondo per l’aiuto agli indigenti chiediamo anche ai comuni di destinare all’acquisto di prodotti alimentari made in Italy e locali le nuove risorse rese disponibili per buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessità” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “l’importanza di sostenere l’economia agricola nazionale che in molti settori si trova in grande difficoltà con il blocco delle esportazioni e la chiusura di bar ristoranti e mense”.

Fonte: Agenzia Dire.

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