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Cronaca

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“No a Junior Cally”, la preside del Napoletano lancia una petizione

Junior Cally

E’ partita da Angela Rosauro, preside di una scuola a Pollena Trocchia in provincia di Napoli, la petizione contro la presenza del rapper Junior Cally alla prossima edizione del Festival di Sanremo, il cui caso sta avvelenando i preparativi del Festival.

“La scuola non può restare zitta davanti a un cantante che inneggia allo stupro, alla tortura, al femminicidio. Non può restare zitta dinanzi alla Rai che lo manda in mondovisione, gli offre la straordinaria vetrina di Sanremo, si rende complice delle sue parole. La scuola non può restare zitta, se non vuole che si cancellino gli insegnamenti contro la violenza, le manifestazioni contro il femminicidio, le panchine rosse, le scarpette rosse…Facciamoci sentire, dunque. Prima di lanciare la petizione e di scrivere alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai mi sono consultata con alcuni colleghi. Tutti d’accordo: è il momento di dire basta. E ieri abbiamo cominciato a coinvolgere anche docenti e genitori. I nostri studenti, già spesso sbandati, non devono considerare legittimi i messaggi di quel cantante. Sanremo non può sdoganare la violenza contro le donne”, si legge nella petizione.

Nelle prime ore della petizione sul portale www.petizioni.com l’appello ha raccolto 700 firme: l’appello della Rosauro ha smosso i dirigenti di molte scuole, che non solo hanno diffuso la petizione sulle chat e sui social, ma hanno ribadito che stavolta non ci si può nascondere dietro un generico esercizio della libertà di espressione artistica.

“Dobbiamo difendere il diritto dei nostri ragazzi – si legge sulla pagina Facebook della preside – a crescere liberi dai condizionamenti di un sistema economico perverso che ha da sempre individuato nella loro fragilità solo una macchina per fare soldi”.

 

 

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Cronaca

Addio al “gigante buono” della Polizia Stradale: Secondigliano e Fuorigrotta piangono Francesco

Lottava da tempo contro un brutto male che alla fine non gli ha lasciato scampo: si è spento a 53 anni Francesco Piscitelli. 

Agente in servizio alla Sottosezione Fuorigrotta della Polizia Stradale di Napoli, Francesco era originario del rione Berlingieri a Secondigliano.

Conosciuto come ‘il gigante buono’ da amici e colleghi, Piscitelli ha lavorato per ben 32 anni nella polizia stradale di Napoli.  lungo la Tangenziale di Napoli era diventato un punto di riferimento per benzinai e gestori degli autogrill. Praticava arti marziali in una palestra a Mondragone, dove la notizia è stata accolta con grande sconforto.

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Cronaca

Tragedia a Napoli: bimba di 7 anni muore improvvisamente

Fulmine a ciel sereno ad Ottaviano dove è deceduta una bambina di 7 anni colta da una crisi respiratoria improvvisa. Nemmeno un tentativo disperato dei soccorritori ha potuto salvare la piccola Lia.

La bimba era affetta da una forma di disabilità che la costringeva su una sedia a rotelle.

Ottaviano è sconvolta per la dipartita della piccola Lilia, una bambina che ha imparato presto a lottare per difendere la sua vita fragile e che oggi vola in cielo, provocando in noi un dolore profondo. Lilia era la mascotte del “No Limits”, l’evento che da Ottaviano lancia a tutti un messaggio di solidarietà e inclusione sulla disabilità. Lilia era dentro il cuore di ognuno di noi. Come amministrazione comunale e come cittadini di Ottaviano siamo vicini alla famiglia, colpita da questo lutto terribile. Abbracciamo forte la mamma e il papà: troveremo il modo di ricordare questa splendida bambina che ci ha lasciato troppo presto“, queste le parole del sindaco di Ottaviano Luca Capasso.

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Cronaca

Bambino autistico picchiato dalle maestre nel napoletano

maltrattamenti e violenza a scuola

Un bambino autistico di una scuola elementare di Ercolano picchiato dalle maestre. A riportare la notizia è Il Mattino: le percosse, sia fisiche che verbali, sembrerebbero essere state procurate dalla professoressa di matematica.

I genitori, informati dai parenti degli altri alunni in occasione della festa per degli auguri di Natale presso l’Istituto, hanno subito sporto denuncia  alla procura di Torre Annunziata. Oltre alla professoressa di matematica, sono accusate anche la preside e due insegnanti di sostegno, per aver tenuto «un comportamento omertoso».

Nella denuncia si fa anche riferimento a un episodio che sarebbe accaduto in presenza di un’altra docente e di una quarantina di alunni: uno schiaffo della maestra di matematica a danno del bambino.

Nella querela si legge che una delle insegnanti consigliò alla madre di non denunciare, perché anche le maestre – per quanto il bimbo raccontava a proposito delle dinamiche familiari – avrebbero potuto mandare gli ispettori. “Una strana frase, che sa di minaccia, che mi ha spinto a rompere gli indugi”, queste le parole riportate dall’avvocato Zina Scotti nella querela.

Sono in corso le indagini degli inquirenti per comprendere le reali dinamiche a danno dello bambino autistico picchiato dalle maestre.

 

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Cronaca

Giallo a Mergellina: donna morta dissanguata nella sua abitazione

Donna morta Mergellina

Una donna di 64 anni, Elisabetta Coppola, è stata trovata morta in un lago di sangue nel suo appartamento di via Mergellina.

Giallo a Mergellina: ieri sera, intorno alle 23:00, una donna di 64 anni di nome Elisabetta Coppola è stata trovata morta riversa in una pozza di sangue nella sua abitazione. La macabra scena si è parata sotto gli occhi dei Vigili del Fuoco, i quali sono intervenuti a seguito di una segnalazione; la donna non ha risposto infatti ad alcune telefonate facendo scattare l’allarme.

La donna è stata trovata su una sedia in sala da pranzo, colpita da una coltellata all’arteria femorale e circondata da una pozza di sangue. La morte sarebbe quindi da addurre ad una forte emorragia.

Le indagini

Diverse le ipotesi e i moventi al vaglio da parte degli inquirenti: una vendetta, una rapina andata a male e c’è chi avanza l’ipotesi di femminicidio. Non si esclude, inoltre, possa trattarsi di un suicidio.

Gli investigatori puntano a risolvere il caso il prima possibile, ma il mistero si infittisce; come in un romanzo giallo che si rispetti infatti, la porta dell’abitazione era chiusa dall’interno.

La famiglia della vittima è molto nota nel capoluogo partenopeo, suo fratello è un medico molto affermato. In seguito all’arrivo sulla scena del crimine dei tecnici del Racis (investigatori della “Scientifica” dell’Arma dei Carabinieri) è stato aperto subito un fascicolo alla Procura di Napoli.

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Cronaca

Prostituzione: a Caserta il sesso si pagava con il POS

Tra Caserta e Marcianise, donne offrivano prestazioni sessuali in cambio di denaro e i pagamenti avvenivano tramite POS. Ma non è la prima volta che accade: pochi giorni fa è stata scoperta una prassi simile a Venezia.

Posso pagare con la carta?

Trenta donne, che si prostituivano nella zona che va da via Carlo III di Caserta e la zona industriale di Marcianise, permettevano ai propri clienti di pagare con carta: questa la scoperta effettuata dalle autorità nelle scorse ore.

Nonostante le donne lavorassero in strada, è stato possibile per loro offrire il pagamento tramite POS; esiste, infatti, un apparecchio, assolutamente legale, che permette di pagare tramite qualsiasi carta, a patto di poter disporre del proprio smartphone.

Il caso di Venezia: con il POS pagavano anche le tasse

Non è la prima volta che succede una cosa del genere: pochi giorni fa una scoperta analoga è stata fatta a Venezia.

In quel caso, le donne si prostituivano all’interno di due night clubs – le prestazioni sessuali offerte all’interno dei clubs valevano 150 euro ogni mezz’ora, ma era possibile effettuarle anche in albergo (al costo di 500 euro) ed anche a casa dei clienti (dove il prezzo raggiungeva anche i 1500 euro).

Anche in questo caso, quando si spostavano le prostitute si facevano pagare tramite POS; portavano con sé quelli dei night clubs e mascheravano le transazioni con l’acquisto di bibite vendute all’interno del locale.

In questo caso, i titolari trattenevano parte del denaro ricevuto dalle prostitute – incasso che finiva sui loro conti correnti e su cui pagavano anche le tasse.

Gli uomini sono adesso in manette, con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. 

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Cronaca

Napoli: asportato tumore all’utero ad una bambina di 1 anno

Intervento Santobono-Pausilipon

Per la prima volta al mondo è stato eseguito, dall’equipe medica dell’ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli, un eccezionale intervento chirurgico di asportazione di un tumore all’utero ad una bambina di appena 1 anno. 

La piccola è stata operata grazie ad una innovativa tecnica di video-laparoscopia che ha permesso di intervenire solo sulla porzione dell’utero malata, preservando la fertilità futura. Dopo un ciclo di chemio, la bambina di appena 1 anno è stata operata per un cancro all’utero: come reso noto dal sito dell’ospedale stesso, la bambina è regolarmente rientrata nella sua stanza di degenza alimentandosi regolarmente ad ora di cena.

Grazie alla stretta collaborazione tra il Dipartimento di Oncologia ed il Dipartimento di Scienze Chirurgiche, l’intervento è stato eseguito dal dott. Giovanni Di Iorio, Direttore della U.O.C. di  Chirurgia Pediatrica Urologica e dalla equipe chirurgica del Santobono-Pausillipon. La laparoscopia, in età pediatrica, permette di eseguire procedure complesse senza sezione dei muscoli addominali e quindi anche di avere un decorso post-operatorio senza dolore.

Ora la bambina è perfettamente guarita, il suo utero è sano, la sua fertilità intatta e, se un giorno lo vorrà, potrà tranquillamente diventare mamma: la malattia resterà solo un brutto e lontano ricordo.

 

 

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CronacaPolitica

Reddito di cittadinanza, flop a Napoli: Troppi assegni e zero contratti

Il reddito di cittadinanza non crea occupazione a Napoli, è solo una forma di sostegno.

Il reddito di cittadinanza non crea occupazione: quella che fino a poche settimane fa era un’opinione piuttosto comune, si sta trasformando in una certezza, in base anche alle recenti conferme del presidente dell’Inps.

Il caso di Napoli che è la prima città italiana per il numero di beneficiari, è il più emblematico; infatti l’impatto della misura, relativamente al sostegno della povertà, è indiscutibile: sono 107mila i nuclei familiari in città che, secondo i dati Inps aggiornati al 6 dicembre 2019, percepiscono un sussidio medio di 614 euro mensili , contro i 522 della media nazionale. Sul fronte delle politiche attive per il lavoro però, il reddito di cittadinanza ha confermato tutte le perplessità.

A settembre è cominciata la fase 2, quella in cui i beneficiari devono essere assistiti dai centri per l’impiego regionali: in Campania sono stati finora 57.144, di cui circa la metà a Napoli, i convocati che si sono presentati al primo appuntamento e che vengono considerati:

«pronti per il lavoro».

Come spiega il segretario di Fp Cisl, Lorenzo Medici, non ci sono offerte e non c’è lavoro, mentre l’Anpal segnala 3mila persone nella regione che avrebbero ottenuto un contratto, ma si tratta di coloro che avevano già avviato i percorsi formativi che non hanno nulla a che vedere con il reddito di cittadinanza.

Si specifica che i beneficiari rispondano alle convocazioni perché chi non si presenta perde il sussidio e quindi di fatto, la fase 2 a Napoli non è mai partita. Per il presidente Anpal Mimmo Parisi:

«il reddito di cittadinanza sta funzionando su tutto il territorio, compreso il Mezzogiorno».

Di altro avviso il presidente Inps Pasquale Tridico:

«Il reddito di cittadinanza non crea lavoro in senso letterale, aiuta ad allocare il lavoro sul mercato attraverso l’incrocio tra domanda e offerta. Per creare lavoro servono investimenti».

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CronacaCultura

[FOTO] Napoli, rione Sanità: Nel degrado la casa di Totò

Degrado e incuria per la casa di Totò: Delusi i turisti che scattano foto che fanno il giro del web.

Napoli, Rione Sanità – La casa natale di Totò appare oggi degradata a turisti e non, zero valorizzazione di un posto che potrebbe alimentare e incentivare il turismo partenopeo, volendo pensare solo al valore economico e trascurando il bene storico e culturale che rappresenta.

Circondata da cassonetti della spazzatura, le facciate sono senza intonaco, le pareti imbrattate, i balconi fatiscenti: un degrado segnalato dai turisti sul web con tanto di scatti.

L’appartamento in via Santa Maria Antesaecula apre al pubblico soltanto il 15 febbraio e il 15 aprile di ogni anno, rispettivamente anniversario della nascita e della morte del Principe della risata, ma il palazzo nel quale si trova è sempre evidentemente usurato dal tempo e dall’incuria.

Ne dà notizia Tgcom24 che pubblica anche le foto scattate dai turisti e presenti sul web.

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