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Napoli, manifestazione contro il degrado dei pontili turistici campani

Manifestazione contro il degrado dei pontili turistici campani. Appuntamento giovedì 13 agosto alle 12, a Napoli, davanti al pontile Saint Tropez.

Napoli, in programma una manifestazione popolare e dei membri campani dei Verdi-Europa Verde contro il degrado e l’abbandono dei pontili turistici del territorio campano. L’appuntamento è alle ore 12:00 di giovedì 13 agosto, in via Caracciolo, davanti al pontile Saint Tropez, simbolo di decadimento e di lentezza burocratica.

La situazione del pontile Saint Tropez è, infatti, tristemente nota. «Abbiamo più volte denunciato la vicenda del pontile Saint-Tropez – ha affermato il consigliere regionale dei Verdi-Europa Verde Francesco Emilio Borrelli – e portato diverse interrogazioni sulla questione in Consiglio Regionale per smuovere una situazione divenuta insostenibile ed insopportabile a causa delle inadempienze della Autorità Portuale».

Lo scopo: manifestare contro il degrado dei pontili turistici

«Noi manifesteremo per far sì che questo pontile sia affidato, in tempi stretti, a dei privati, attraverso gara pubblica – ha spiegato Borrelli – per dar vita a dei progetti di riqualificazione che potranno dare una svolta al turismo e all’economia del territorio e portare nuovi posti di lavoro, ora più che mai indispensabili ed urgenti».

Tuttavia, pur partendo dalla situazione di degrado in cui versa il pontile Saint Tropez, la manifestazione avrà orizzonti ben più ampi.

«Manifesteremo affinché tutti i pontili turistici del territorio non vengano abbandonati al degrado ma vengano riqualificati per risollevare il nostro territorio», ha dichiarato Borrelli.

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Al via “Restate a Napoli” la grande manifestazione che si terrà a Piazza del Plebiscito

Parte oggi “Restate a Napoli” la grande manifestazione che si terrà questa estate nel luogo simbolo della città: piazza del Plebiscito.

Il progetto è stato fortemente voluto dall’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo che ha stabilito di promuovere una grande manifestazione da tenersi in piena estate nel luogo simbolo di Napoli, accogliendo la proposta di Mario Esposito. L’iniziativa è stata costruita di concerto con la Regione Campania e si inserisce all’interno dell’itinerario turistico e culturale da Napoli a Pompei a valere sulla misura POC 2014-2020 – azione 1. La scelta della piazza più grande e rappresentativa della città è motivata dalla necessità di conciliare il rispetto delle misure anti-contagio con la volontà di offrire alla città la massima fruizione di un grande teatro pubblico e gratuito nella piazza più grande e significativa della città.

La rassegna rappresenta un’occasione di riapertura all’arte e allo spettacolo dal vivo dopo lunghi mesi di sofferenza dell’intero comparto.

Teatro, musica, comicità, danza: con Restate a Napoli, in programma dal 9 al 16 agosto in Piazza del Plebiscito, decine di artisti di caratura nazionale e internazionale. Un evento pensato per riportare le persone a teatro dopo le chiusure avvenute durante il lockdown. I posti a sedere per il pubblico si prenotano mediante un sistema online. L’obiettivo è restituire vita allo spettacolo dal vivo, offrendo agli artisti e al pubblico di napoletani rimasti in città e di visitatori arrivati da fuori, la possibilità respirare “arte” in totale sicurezza.

Una rassegna di 24 spettacoli, suddivisi in 3 show al giorno per 8 giorni: uno spettacolo pomeridiano, uno al tramonto ed uno serale, con appuntamenti dalle ore 19 alle ore 24. In un’unica piazza saranno rappresentati diversi generi teatrali appartenenti alle più svariate categorie di spettacolo (commedia, musical, esibizioni di danza, monologhi, concerti, etc.). Sul palcoscenico si alterneranno numerosi artisti della scena partenopea; giovani e big di fama mondiale. Le serate saranno condotte da Lello Arena e Fatima Trotta insieme a Maria Bolignano mentre gli eventi pomeridiani saranno presentati da Francesco Mastandrea che sarà ogni giorno affiancato da una presentatrice emergente.

Dichiara l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo: “La piazza del Plebiscito si completa egregiamente la programmazione estiva della città, che se da una parte ha guardato alla moltiplicazione degli eventi su tutto il territorio cittadino, dall’altra ha voluto investire su un grande evento caratterizzato da un cartellone che tiene assieme grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale e le eccellenze della nostra città. Grazie alla sinergia interistituzionale, nonostante le stringenti misure anticovid che stanno mettendo a dura prova il comparto dello spettacolo, siamo riusciti a costruire un programma eccezionale, che saprà attirare turismo che pure esprime qualche segnale di ripresa. Il progetto è una scommessa vinta nella quale abbiamo creduto fin dal primo istante, quella di portare un teatro gratuito libero e pubblico nella piazza più rappresentativa della città, nell’anno di crisi più drammatica dei teatri. Ripartiamo dal teatro riportandolo in piazza, dandone massima visibilità nella migliore scenografia possibile con eventi gratuiti (con obbligo di prenotazione) e soprattutto rispondendo alla crisi con un cartellone ricchissimo e autorevole”.

Considerazioni di Mario Esposito e Nando Mormone, produttori e direttori artistici “Offrire una nuova modalità di fruizione del Teatro ai tempi del Coronavirus. In questo momento storico, che vede i cittadini italiani protagonisti della crisi sociale ed economica provocata dal Coronavirus, il mondo dello spettacolo sta subendo un duro colpo: artisti e lavoratori dello spettacolo sono disoccupati da mesi, il pubblico è lontano da troppo tempo dalle sale teatrali, dai musei, dagli eventi, dai concerti e ne sente la mancanza. Continua a desiderare l’arte, sogna la bellezza, matura dentro di sé la voglia di spettacolo, che è insita nel genere umano. Per questa ragione, in un momento in cui la possibilità di viaggiare nei mesi estivi è in forte discussione e le aggregazioni nei luoghi chiusi rappresentano ancora un rischio considerevole, si fa strada la possibilità di fruire dello spettacolo dal vivo a cielo aperto, nella nostra meravigliosa città di Napoli. Dalle nostre rilevazioni empiriche, è emerso chiaramente come esista una percezione della assoluta necessità di “gustare” il calore della performance dal vivo, che resta ancora un fenomeno senza eguali, e, al contempo, come sia maturata la consapevolezza che la città di Napoli è il centro nevralgico da cui può partire l’offerta di spettacolo. Comici, artisti, ballerini, musicisti, artisti di strada, registi, tecnici, autori, l’offerta del comparto dello spettacolo del nostro territorio è inesauribile e necessita di essere impiegata“.

Il programma:

Ingresso ore 19:00

9 agosto: I poliwedrici

10 agosto: Al passo coi tempi

11 agosto: Accademici Napoletani

12 agosto: Mr. Wolf

13 agosto: Ammore e musica

14 agosto: Nym Neapolitan young music

15 agosto: Do you remember

16 agosto: Luka Borrelli e i Pama

Spettacoli partenopei

Ingresso ore 19.45

9 agosto: Jovine

10 Agosto: Aurelio Fierro – Francesco Boccia – Gregorio Rega – Sabba

11 Agosto: Tommaso Primo

12 Agosto: Ebbanesis

13 Agosto: Flo

14 Agosto: Blair, Digame, Plug

15 Agosto: Mr Hyde

16 Agosto: Francesco Da Vinci + special guest a sorpresa

Spettacoli serali ore 22.30

– 9 Agosto: Samuel

– 10 Agosto: Paolo Caiazzo e Federico Salvatore

– 11 Agosto: Arturo Brachetti

– 12 Agosto: Arteteca

– 13 Agosto: Giovanni Allevi

– 14 Agosto: Enzo Avitabile

– 15 Agosto: Sal Da Vinci

– 16 Agosto: Peppe Barra

INFO:

specifiche organizzative
ingresso gratuito
prenotazione obbligatoria del posto a sedere
ingresso consentito con utilizzo obbligatorio di mascherine
la prenotazione tramite circuito di prenotazione online garantirà un ingresso ordinato
misurazione della temperatura corporea (SARÀ IMPEDITO L’ACCESSO IN CASO DI TEMPERATURA > 37,5
prenotazione obbligatoria dal sito: www.azzurroservice.net/stagioni-teatrali/restate-a-napoli

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AmbienteEventi

Allerta meteo gialla oggi in Campania

La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo di colore giallo valevole dalle 14 alle 20 di oggi, sabato 25 luglio, sulle zone 2, 3, 4 e 5 della Campania.

Sono previste “precipitazioni a prevalente carattere di rovescio e temporale, puntualmente di moderata intensità“, i temporali sanno rapidi e in evoluzione e colpiranno principalmente le seguenti zone:

  • Zona 2: Alto Volturno e Matese;
  • Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini;
  • Zona 4: Alta Irpinia e Sannio;
  • Zona 5: Tusciano e Alto Sele.

Fra i danni stimati, sono previsti danneggiamenti alle coperture e strutture provvisorie, possibili grandinate e a caduta di rami o alberi, ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale, allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno.

La Protezione civile regionale raccomanda di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi.

 

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Food&Drink

Pianura, maxi sequestro al ristorante di Peppe Di Napoli

117 kg di pesce sono stati sequestrati dai Nas nel ristorante dello chef Peppe Di Napoli perché privi di tracciabilità.

Dopo il sequestro dei prodotti ittici privi di tracciabilità nel suo ristorante di Pianura, lo chef Di Napoli si difende sui social. “Chiariremo tutto” afferma, informando che il ristorante sarà comunque aperto già da domani.
Oltre al sequestro di prodotti pari ad un valore di 3.000 Euro, i Carabinieri Nas e gli operatori dell’Asl hanno anche riscontrato altre problematiche. Lo chef di Pianura è stato, infatti, diffidato per uso difforme della cucina, utilizzata in orari non previsti e con carenze igienico sanitarie, strutturali e documentali. Di Napoli, diventato famoso per le sue dirette social durante il lockdown, essendo rappresentante del ristorante, si è detto “favorevole ai controlli”.

Chiariremo ogni aspetto della vicenda e ci assumeremo le nostre responsabilità se c’è stata una disattenzione o un’irregolarità formale. Da domani saremo già aperti, vi aspetto.

Oltre al sequestro della merce, l’attività rischia di subire una contravvenzione da 2.500 euro.

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CulturaFood&Drink

BussoLaTavola // Storia dello strano nome degli Spaghetti alla Puttanesca

Inutile mentire: ce lo siamo chiesto tutti.

Ogni volta che abbiamo mangiato questo primo piatto tipicamente napoletano ognuno di noi, nessuno escluso, si è domandato il perché del suo nome: stiamo parlando, naturalmente, dei deliziosi quanto misteriosi “Spaghetti alla Puttanesca“.

Si tratta di un nome davvero strano che nulla ha a che vedere con i suoi ingredienti – capperi, olive, olio, origano e l’immancabile pomodoro.

Nel corso del tempo sono state formulate diverse ipotesi a riguardo e sull’origine di questo nome bizzarro ci sono innumerevoli storie. Quest’oggi #BussoLaTavola vi racconta quelle più antiche e contemporaneamente curiose: ecco, dunque, perché gli Spaghetti alla Puttanesca si chiamano così.

I Quartieri Spagnoli

Una delle ipotesi più accreditate è quella riportata dal gastronomo Arthur Schwartz nel suo libro “Naples at table“.

Per quanto riguarda la sua origine etimologica,

scrive Schwartz

il termine “Puttanesca” è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma.

Lo studioso spiega che è molto probabile che questo piatto sia nato in una casa di appuntamenti dei Quartieri Spagnoli di Napoli.

Nei primi anni del 1900 non erano poche, infatti, le case di piacere presenti nel caratteristico quartiere.

Gli ospiti che frequentavano questi luoghi erano soliti sostarvi per molte ore, e così in una delle case, su richiesta dei clienti, si iniziò a servire anche del cibo. Si doveva trattare di ricette gustose da preparare rapidamente e dal costo contenuto: e cosa ci sarebbe mai potuto essere di meglio di un piatto di spaghetti con pomodoro, capperi e olive?

Sarebbe così nata la ricetta degli Spaghetti alla Puttanesca. Qualcuno sostiene che il piatto esistesse già ma che fosse noto, prima di diventare il piatto tipicamente servito nelle case chiuse, con il nome di “Spaghetti alla Marinara“; alcuni dicono che in realtà questo nome sia stato inventato in una casa di piacere, sì, ma romana.

Yvette la francese

Arthur Schwartz indica addirittura il nome di colei che potrebbe aver inventato questo nome (e forse la ricetta stessa): si sarebbe trattata di una delle donne che lavoravano in una delle case di appuntamenti napoletana, nota come Yvette la Francese.

A riguardo, il gastronomo scrive:

Altri sostengono che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita, Yvette la Francese, che s’ispirò alle proprie origini provenzali.

Yvette, probabilmente, non era dotata solo di fantasia, ma anche di senso dell’umorismo e di un’ironia alquanto caustica, che forse sfruttò per celebrare, attraverso il nome di questo piatto, la professione più antica del mondo. 

Gli Spaghetti alla Puttanesca

Quale che sia la ragione per cui gli Spaghetti alla Puttanesca vengono chiamati in questo modo, non possiamo fare altro che ringraziare l’autore – o l’autrice – di questa ricetta deliziosa, semplice ed economica mentre rigiriamo la forchetta tra gli spaghetti per assaggiarne ancora un boccone.

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CulturaEventi

Il 17 luglio Lina Sastri a Pietrelcina in prima assoluta con “Maria Maddalena o della salvezza”

Domani 17 luglio Lina Sastri all’Anfiteatro Naturale di Pietrelcina in prima assoluta con Maria Maddalena o della salvezza, da Fuochi di Marguerite Yourcenar; per SportOpera, in prima assoluta Pentathlon con Marina Sorrenti, Chiara Baffi, Rossella Pugliese, Antonio Marfella e Paolo Cresta; debutta Le eccentricità di un usignolo di Tennessee Williams per la regia di Sarah Biacchi; replica Buona permanenza al mondo di Gianni Farina; per la sezione Osservatorio, prova generale aperta al pubblico di ‘E ssanzare, liberamente ispirato a Il malinteso di Camus 

Domani (venerdì 17 luglio) il Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio, fa tappa in provincia di Benevento: al Teatro Naturale di Pietrelcinaore 21.00Lina Sastri presenta in prima assoluta Maria Maddalena o della salvezza, da Fuochi di Marguerite Yourcenar. La Sastri, che firma drammaturgia, riduzione e mise en espace, con la collaborazione alla messa in scena di Bruno Garofalo, è accompagnata in scena dagli arrangiamenti alla chitarra di Filippo D’Allio e da Gianluca Mirra (percussioni). Lo spettacolo replicherà poi a Napoli, sempre nell’ambito del NTFI, al Cortile della Reggia di Capodimonte il 25 luglio (ore 21.00). Spiega l’autrice e interprete: «È il racconto in prima persona di Maria di Magdala che parla d’amore. È la grande passione di Maria Maddalena per Gesù, che la condanna a un destino di infelicità. Ma è anche la solitudine del non amato o del respinto o dell’escluso. È il percorso di un’anima che nasce innocente, e, per vendetta, cambia il suo destino o crede di cambiarlo».

Per la sezione SportOpera, in prima assoluta, Pentathlon, su testi di Manlio Santanelli, Alessandro Baricco, Dino Buzzati e Giampiero Comolli. Lo  spettacolo,interpretato e diretto da Marina Sorrenti, Chiara Baffi, Rossella Pugliese, Antonio Marfella, Paolo Cresta, va in scena alle 21.00 al Casino della Regina di Capodimonte (ingresso da Porta Miano). Il lavoro prende spunto da una pubblicazione intitolata Il pomeriggio dell’atleta stanco, in cui il pomeriggio e la stanchezza inquadrano opportunamente il gesto sportivo nel suo movimento decadente o addirittura fallimentare. In scena cinque azioni mancate o sconfitte viste dall’ottica del tifoso, dello spettatore o del cronista: di colui che, fuori da quel gesto, ammirandolo o invidiandolo automaticamente lo moltiplica.

Debutta, alle 21.00 al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, anche Le eccentricità di un usignolo di Tennesse Williams, nella traduzione di Masolino D’Amico e per la regia di Sarah Biacchi, anche interprete accanto a Riccardo Eggshell, Alessandra Frabetti, Paolo Perinelli, e con la partecipazione di Paila Pavese. Il testo (1962) di Tennessee Williams, inedito in Italia, fu ideato come tarda riscrittura del più celebre Estate e fumo: le “eccentricità” cui fa riferimento il titolo sono le piccole stranezze, i tic, i modi di fare inconsueti di una trentenne insegnante di canto di provincia, Alma Winemiller, figlia di un pastore e di una madre ormai folle che fu coinvolta in un atroce scandalo.

Alla Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte (ingresso da Porta Miano) alle 21.00, replica Buona permanenza al mondo – Majakovskij BPM, tratto da Il defunto odiava i pettegolezzi di Serena Vitale. Il lavoro di Gianni Farina, che vede impegnati sulla scena Consuelo Battiston, Tamara Balducci, Leonardo Bianconi, Federica Garavaglia, Mauro Milone, è una coproduzione Ravenna Festival, E/Menoventi.

Al Giardino Romantico di Palazzo Reale, alle 22.30, in anticipo sul debutto previsto per il 18 luglio, si potrà assistere infine alla prova generale aperta al pubblico di ‘E ssanzare, liberamente ispirato a Il malinteso di Albert Camus. Con Francesca Morgante, Maria Claudia Pesapane, Luca Lombardi. Dopo ‘A jetteca da Yerma di Federico García Lorca e ‘E cammarere da Le serve di Jean Genet, ‘E ssanzare conclude la trilogia della femminilità irrisolta dell’autore e regista Fabio Di Gesto. Uno spettacolo ambientato in una Napoli aspra, materiale e plebea, dove madre e figlia lavorano come “sanzare”: affittano, cioè, stanze a turisti che provengono da lontano e compiono delitti con l’obiettivo di racimolare quanti più soldi possibile per rifarsi una nuova vita.

 
Sul sito 
napoliteatrofestival.it sono consultabili le promozioni e gli eventi gratuiti. 

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CulturaEventi

Gianfranco Gallo presenta il suo nuovo libro “Segreti e Quarantene” con uno show da non perdere [INTERVISTA]

Gianfranco Gallo è un attore poliedrico, regista, cantante, autore e scrittore. Durante la quarantena non ha abbandonato il suo pubblico virtuale, condividendo costantemente canzoni e pensieri ironici e riflessivi.

Non molti giorni fa ha annunciato l’uscita imminente di un nuovo libro “Segreti e Quarantene“, frutto di un’esigenza di esprimersi in un momento particolare, a modo suo. Si, perchè la presentazione del libro, che si terrà nel cortile del complesso di San Domenico maggiore, non sarà un canonico “firmacopie”. Gallo accompagnato da Antonella Prisco e dal chitarrista Antonio Maiello, delizierà il pubblico con un vero e proprio show.

Per l’occasione, abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per farci raccontare la “nascita” del nuovo libro e qualche anticipazione sulla serata di presentazione.

Dopo il libro “Napoli da sotto a sopra“ e il saggio “Cuori in ordine alfabetico” scrivi “Segreti e Quarantene”. Il periodo storico in cui l’hai scritto possiamo immaginarlo, ma perché quest’esigenza? Ci racconti il momento esatto in cui l’hai “pensato”?

Il mio Pit Stop l’ho vissuto attraverso un’esigente desiderio di esprimermi. Del resto è quello che tocca a qualsiasi creativo: reinterpretare gli accadimenti, soprattuto nei momenti difficili. Io all’inizio cominciai a postare video di canzoni, poesie, quasi mi sentissi chiamato ad una missione. Poi, sui social, chiesi alla gente comune ed anche ad artisti dei video coi quali raccontassero la loro nuova quotidianità. Una decina di giorni dopo però fecero la stessa cosa Salvatores e Muccino, quindi decisi  di cambiare. Quando scrivo cerco sempre di tenere due fuochi accesi , inizio due testi, uno serio l’altro ironico. Ad un certo punto alimentai il secondo: l’idea mi venne quando pensai agli amanti che si sarebbero dati appuntamento nei pochi luoghi in cui era consentito circolare. Non a caso il sottotitolo è “Alle 15,00 al banco salumi”. E’ un giallo comico, riusciranno i  nostri eroi  a godere di un attimo di intimità? Tutto viene narrato attraverso i loro messaggi di Whatsapp.

Il 18 luglio lo presenterai nel Cortile del complesso di San Domenico Maggiore con “uno show”, cosa dobbiamo aspettarci?

Un vero spettacolo nella mia particolare formula . Esisteva il Teatro Canzone e quello lo aveva inventato Gaber: un autore/cantante /attore che si scriveva la drammaturgia portata in scena e che cantava le sue stesse canzoni. Io ne feci un modello tutto mio essendo anch’io un autore/attore /cantante , con una differenza sostanziale. Dal 2010, infatti, da quando cioè porto in scena spettacoli con canzoni, scrivo per l’occasione tutto quel che recito, ma per la parte musicale ho scelto di cantare canzoni mie ma soprattutto di dare spazio a quelle di altri, che inserisco nei momenti in cui la mia scrittura lo richiede. Diciamo che scrivo già con quelle musiche e quelle parole nella testa. Dunque non faccio recital, nei quali un attore/cantante legge e canta un autore, né Teatro Canzone alla Gaber, dove si è solo interpreti di se stessi. La mia è più che altro un’opera di fusione, dettata da suggestioni, di me autore letterario con la mia parte di autore di canzoni e con i brani dei miei cantautori preferiti, questa particolare forma di racconto ritengo possa definirsi uno stile.

Sarai accompagnato da Antonio Maiello e Antonella Prisco, perché proprio loro?

Perché Antonio è la mia colonna sonora da sempre , il motore della mia fuoriserie musicale e perché Antonella , credo sia ancora tutta da scoprire come attrice, un vero talento. Un’altra ragione è che nei momenti significativi si chiamano gli amici.

Il tuo è uno dei primi eventi pubblici nel post lockdown, credi che le persone siano pronte per una ventata di normalità?

Me lo auguro, al momento non vedo equilibrio, si passa da un eccesso all’altro. O burqa o Nude Look. Dovremmo costruire una normalità nell’emergenza.

Oltre alla presentazione del tuo libro, hai altri progetti in cantiere?

A novembre finalmente esce Ritorno al crimine che doveva uscire a marzo, prima spero di poter dare una bella notizia per un altro film. Sto immaginando e proponendo già quella che sarà la mia stagione teatrale. Intanto giro con le presentazioni Show del mio libro con una divertentissima prefazione di Nino Frassica, geniale ramoscello dell’albero della comicità surreale.

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CulturaFood&Drink

BussoLaTavola // Lucullo e l’amore per il buon cibo

Tutti noi abbiamo sentito, almeno una volta nella vita, l’espressione “un banchetto luculliano” per indicare un pasto sontuoso e abbondante. Forse però non tutti sanno che questo modo di dire si riferisce a un personaggio storico realmente esistito: Lucio Licinio Lucullo.

Lucullo fu un uomo politico e un valoroso generale romano, ma anche un amante del lusso, dell’ozio e del buon cibo. Il suo amore per la tavola fu tale da diventare leggendario – ed è per questo che oggi  #BussoLaTavola vi parla di lui.

Lucio Licinio Lucullo

La figura di Lucullo è strettamente legata a quella del dittatore Silla. Nato nel 106 a.C. da famiglia aristocratica ma priva di ricchezze e di buona fama, combatté al fianco del dittatore numerose battaglie. La sua ambizione e la sua cultura lo condussero nelle grazie di Silla: la sua carriera militare fu una rapida e sfavillante ascesa e conquistò notevoli ricchezze e onori. 

Nel 66 a.C., tuttavia, in seguito a intrighi politici e veementi opposizioni, fu richiamato a Roma. In seguito a violente contestazioni anche da parte di Cesare si ritirò a vita privata, nelle sue ville – tra cui la celebre Villa a Napoli – dedicandosi esclusivamente ai piaceri della vita, al buon cibo e all’ozio.

Un (tipico) banchetto Luculliano

Lucullo era un’amante del lusso, della cultura e dei fasti ellenici e con il suo stile di vita contribuì a introdurli prima a Roma e poi a Napoli. In particolare divenne celebre per il suo amore per il buon cibo: i suoi banchetti divennero proverbialmente fastosi e abbondanti.

Nonostante questa passione per la tavola, tuttavia, Lucullo fu sempre attento alla qualità e ai tipi di cibi serviti e consumati alla sua tavola: ritirandosi a vita privata non si trasformò in un uomo pingue e non perse mai la sua forma atletica.

Grazie a Plutarco ci è giunto un elenco di pietanze che rappresenta il tipico banchetto Luculliano. Nell’elenco possiamo trovare:

  • Frutti di Mare;
  • Asparagi;
  • Scampi;
  • Pasticcio d’Ostrica;
  • Porchetta;
  • Pesce;
  • Anitra;
  • Lepre;
  • Pavoni;
  • Pernici;
  • Tordi;
  • Murene;
  • Storione di Rodi;
  • Dolci;
  • Vini;

Lucullo cena con Lucullo

I banchetti di Lucullo divennero dunque famosi: tutti tessevano le lodi dell’ospite e delle prelibatezze servite alla sua tavola. Il famoso oratore Cicerone, tuttavia, non si mostrò entusiasta e anzi insinuò che se ci si fosse recati nella Villa di Lucullo senza preavviso lo si sarebbe trovato a consumare un misero pasto da plebei.

Lucullo, piccato per ciò che l’oratore diceva, invitò immediatamente Cicerone e i presenti a cena, assicurando che non avrebbe avvisato i cuochi. Davanti agli occhi degli invitati si limitò a chiamare un servo, pregandolo affinché apparecchiasse nella “sala d’Apollo“.

Si trattava in realtà di un codice: il servo, sentita la parola d’ordine, capì che sarebbe stato necessario allestire un grande banchetto per ospiti importanti e numerosi. 

Così fu, e ai commensali venne servito un imponente banchetto, ricco e con decine di portate. Cicerone, incredulo, fu costretto a rimangiarsi quanto detto e Lucullo spiegò che anche quando era da solo amava godere dei piaceri del palato: per degustare le sue pietanze preferite non aveva bisogno d’altri ospiti se non di se stesso. Così, in questo contesto, divenne celebre la sua espressione “Lucullo cena con Lucullo“.

L’aragosta alla Lucullo

Esiste ancora oggi un piatto speciale che porta il nome di questo fine conoscitore del gusto: stiamo parlando dell’aragosta alla Lucullo.

Si tratta di un’aragosta divisa a metà, gratinata e cotta al forno, servita insieme a una deliziosa salsa di ostriche e acciughe. Insomma, un pasto ricco ma sano che non smentisce i gusti dell’uomo di cui porta il nome.

L’immensa villa di Lucullo

La Villa di Napoli nella quale venivano serviti questi sontuosissimi pasti era immensa: la sua superficie si espandeva dall’attuale Piazza Municipio sino al colle di Pizzofalcone e comprendeva anche l’isolotto di Megaride, dove oggi sorge Castel dell’Ovo.

La Villa di Lucullo era sfarzosa quanto i suoi banchetti: dotata di ricchissime biblioteche e complessi termali, aveva addirittura piscine e moli che garantivano l’accesso diretto al mare. All’interno della struttura erano inoltre presenti degli allevamenti di Murene e giardini lussureggianti. 

Addio e grazie per tutte le ciliegie

Nei giardini della Villa era possibile trovare alberi d’ogni genere. Lucullo era come abbiamo capito un fine gastronomo, e fu grazie a lui che vennero introdotti nell’impero alberi come il ciliegio e l’albicocco.

La coltivazione di questi alberi diede frutti abbondanti, e Lucullo non solo ebbe sempre a disposizione tutte le ciliegie e le albicocche che desiderava, ma iniziò anche a venderle. La bontà del prodotto e l’incredibile talento per gli affari dell’ex-miles gli procurarono ulteriore ricchezza.

Lucullo e l’amore per il buon cibo

E’ facile capire, a questo punto, perché i banchetti luculliani siano diventati proverbiali: l’amore di Lucullo non solo per il cibo, ma per il buon cibo lo hanno reso, forse anche più delle sue opere militari, leggendario. 

E voi conoscevate la sua storia?

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CulturaEventi

Paolo Sorrentino torna a Napoli per girare il suo nuovo film “È stata la mano di Dio”

Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino, regista napoletano premio Oscar, scriverà e dirigerà “È stata la mano di Dio” per Netflix. Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, del gruppo Fremantle, e da Paolo Sorrentino: le riprese partiranno a breve a Napoli.

Di seguito le parole rilasciate dal regista: “Sono emozionato all’idea di tornare a girare a Napoli, vent’anni esatti dopo il mio primo film. “È stata la mano di Dio” è, per la prima volta nella mia carriera, un film intimo e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber sul significato di questo film, è stata immediata e folgorante. Mi hanno fatto sentire a casa, una condizione ideale, perché questo film, per me, significa esattamente questo: tornare a casa”.

 

 

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Eventi

Sarà “Ammen” la prima pellicola italiana a ritornare in sala dopo il lockdown

È una storia che si dipana lungo il doppio filo della commedia e del dramma, tra l’amena bellezza di Montecalvo Irpino e la Napoli multiforme. È “ Ammen”, il nuovo film di Ciro Villano prodotto dalla “Green Film”. L’uscita nelle sale di tutta la Penisola è prevista per il 2 luglio e sarà la prima pellicola italiana a ritornare in sala dopo la pandemia.

L’Irpinia, terra dei grandi Ettore Scola e Sergio Leone, si dimostra essere, ancora una volta, spazio ideale e straordinario per i professionisti della settima arte. «Avevo bisogno di un paese piccolo, tranquillo e carino dove si vive ancora bene e dove c’è il pericolo però che l’ambiente salubre, le campagne e le montagne possano essere date in pasto a chi le gestisce male e diventare depositi di rifiuti o altro» ha spiegato Ciro Villano che ha voluto trasformare a tutti i costi Montecalvo in un set cinematografico. «Che se ne dica dei piccoli paesi abbiamo avuto, tra l’altro, un’ospitalità eccezionale e una grandissima disponibilità da parte degli abitanti. Siamo davvero felici di questo. Girare nei piccoli centri, inoltre, ti permette di girare tanto e bene. Giravamo la media di quattro minuti al giorno che è tantissimo per un film» ha aggiunto il regista. «Il film è stato girato per tre quarti a Montecalvo e un quarto a Napoli. Racconta le vicende di due napoletani cialtroni che scappano dalla città e si rifugiano casualmente in questo posto lontano dai loro problemi. Qui, invece, inizieranno i loro veri guai» ha anticipato Villano che, oltre ad essere il regista e lo sceneggiatore del film, ha interpretato anche una parte, seppur minore.

A Davide Marotta e Maurizio Mattioli è andato il ruolo di protagonisti. Tra gli altri attori figurano Elisabetta Gregoraci, nel ruolo della moglie del sindaco del paese, Tommaso Bianco, che ha lavorato con Eduardo De Filippo e Luciano De Crescenzo, e Gianni Parisi, tra i protagonisti dell’ultima serie di “Gomorra” su Sky, Simone Schettino tra i comici di “Made in Sud” e Ivan Boragine. Le musiche sono di Sal Da Vinci.

Il film, che scorre lungo il fil rouge della commedia e della tragedia, si snocciola intorno alle simpatiche vicissitudine di un prete che, alle prese con i postumi di un incidente automobilistico, perde il senno e coinvolge tutto il paese in queste sue follie. Gli equivoci esilaranti si intrecceranno a profonde riflessioni sull’ambiente e sui tanti paradisi terrestri del Sud, come l’Irpinia e il Cilento, che rischiano di diventare discariche o ricettacolo di malaffari. “Ammen”, più semplicemente, sarà un omaggio a una terra magnifica, dove la bellezza si sposa alla buona cucina. Un inno cinematografico a un luogo incastonato nel verde, da difendere senza remore.

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