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Frecce tricolori attese sui cieli di Napoli giovedì 28 maggio

Nel pomeriggio di giovedì 28 maggio le Frecce Tricolori sorvoleranno Napoli. La tappa partenopea è inclusa nel giro d’Italia che la Pattuglia Acrobatica Nazionale sta effettuando in occasione della Festa della Repubblica 2020.

È iniziato lunedì 25 maggio il “giro d’Italia” delle Frecce Tricolori. In occasione del 74esimo anniversario della Repubblica Italiana, la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) sorvolerà in 5 giorni i cieli di tutti i capoluoghi di regione. Un forte abbraccio tricolore diretto a tutte le regioni italiane, “in segno di unità, solidarietà e di ripresa”, come annunciato dal Ministero della Difesa.

Le Frecce Tricolori sorvoleranno il cielo di Napoli nel primo pomeriggio di giovedì 28 maggio, indicativamente tra le 14 e le 16. Dunque sarà necessario tenere gli occhi puntati all’insù, per non rischiare di perdere questo spettacolo aereonautico tutto italiano, carico di significati, specialmente in un periodo così difficile come quello che stiamo attraversando.

Considerando i precedenti eventi, il passaggio delle Frecce Tricolori potrebbe essere visibile da alcuni punti simbolici della città. Un esempio potrebbe essere la collina del Vomero, in particolare la zona di San Martino e di Castel Sant’Elmo che, per la loro posizione, si ergono al di sopra della città permettendo una visuale più ampia. Ma lo spettacolo dovrebbe essere visibile anche da tutto il lungomare di Napoli, da via Caracciolo, e probabilmente da via Parthenope e da piazza Plebiscito. Solo ipotesi, per il momento, ma potremmo saperne di più proprio il 28 maggio.

Uniti ma distanti

Tuttavia, dato l’obbligo di distanziamento sociale, sarà bene cercare di non ammassarsi nei diversi luoghi della città, rischiando di creare assembramenti pericolosi. A questo proposito, attraverso la pagina Facebook ufficiale dell’Aeronautica Militare, Gaetano Farina, comandante delle Frecce Tricolori, nel video che ha annunciato i sorvoli del secondo giorno, ha lanciato un appello a quanti vorranno assistere agli spettacoli:

«Attendeteci nelle vostre case. Affacciatevi dalle finestre delle vostre case, dei vostri uffici, evitate assembramenti per i nostri sorvoli così come per le attività di ogni giorno in questo momento così difficile».

Il giro d’Italia delle Frecce Tricolori

Oltre al capoluogo partenopeo, il 28 maggio la PAN sorvolerà Catanzaro e Bari di mattina, mentre sarà a Potenza e Campobasso nel pomeriggio. Il 29 maggio, invece, sarà la volta di Loreto, Ancona, Bologna, Venezia e Trieste.

Alla fine del giro, le frecce tricolori avranno toccato tutti i capoluoghi di regione. Oltre a questi, però, il 25 maggio la PAN ha sorvolato simbolicamente anche la cittadina di Codogno, prima zona italiana a diventare ‘rossa’ durante l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, e attraverserà, venerdì 29 maggio, anche Loreto, sede del santuario dedicato alla Madonna di Loreto. Quest’ultimo passaggio avverrà in occasione dell’anno giubilare proclamato da Papa Francesco nel centenario della proclamazione della Beata Vergine di Loreto, che è la Patrona degli Aeronauti.

Il giro d’Italia delle Frecce si concluderà simbolicamente a Roma il 2 giugno, nel giorno del 74esimo anniversario della Festa della Repubblica che, quest’anno, sarà celebrata in modo del tutto inusuale, senza la tradizionale parata ai Fori Imperiali.

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Angri: guariscono dal Coronavirus e si sposano

Antonio Taronna e Giuseppina Todisca hanno combattuto insieme il Coronavirus per mantenere una promessa: il matrimonio dopo la guarigione.

Si tratta del primo matrimonio celebrato ad Angri dopo mesi e non poteva che essere per un’occasione speciale. Antonio, militare presso l’Aeronautica di Foggia, e Giuseppina, insegnante a Napoli, hanno deciso di pronunciare il loro “sì” dopo essere guariti dal Covid. In realtà, il matrimonio era già previsto per lo scorso marzo, ma poi entrambi hanno scoperto di aver contratto il virus. Dopo una lunga quarantena ricca di giustificate ansie, ma conclusasi nel migliore dei modi, i due hanno deciso di coronare il loro sogno.

La cerimonia

A causa delle norme per il distanziamento sociale al comune per la cerimonia erano presenti solo i coniugi, i loro figli e un fotografo, oltre che il sindaco di Angri. Proprio il sindaco Cosimo Ferraioli ha dato annuncio del lieto evento sui suoi social, non rinunciando ad esternare un pizzico di felicità per la riconquista di un minimo di normalità.

L’augurio che rivolgo agli sposi è davvero speciale perché si sono sposati dopo aver sconfitto entrambi il Covid 19. Grazie per avermi dato l’onore di celebrare il vostro matrimonio.

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CronacaEventi

Salerno, primo neonato battezzato post lockdown

primo battesimo post lockdown

Gerardo Berardinelli è il primo neonato in Italia che ha ricevuto il battesimo dopo il lockdown. Papa Francesco manda la sua benedizione per l’evento.

E’ una notizia che fare sicuramente felici molti fedeli e non solo. In una Campania blindata dal lockdown, dove fino a pochi giorni fa nelle chiese non era nemmeno consentito entrare, adesso, in una piccola chiesa antica e semi deserta nel salernitano, si celebra il primo battesimo d’Italia dopo lo stop forzato di oltre 2 mesi.

Avrei voluto festeggiare questo giorno con tutti i miei parenti e amici ma purtroppo con tutte le restrizioni che ci sono attualmente non mi è stato permesso. Oggi Gerardo ha ricevuto il suo sacramento “il primo neonato in Italia che ha fatto il battesimo”. Ringrazio di cuore Padre Marco che in accordo con il Vescovo e l’ordine Sacerdotale hanno reso possibile tutto ciò in cinque giorni …ne approfitto con questo post per dire a tutti che il battesimo di Gerardo sarà festeggiato appena ci sarà la possibilità.

E’ il commosso post dell’imprenditore e scrittore Gaetano Berardinelli, il quale non ha nemmeno perso tempo a postare le foto del bambino e dalla madre Mariangela Izzo sui social.

Il battesimo

La cerimonia si è svolta presso la Parrocchia di Sant’Eustachio e Felice, piccola chiesa antica situata nella frazione di Mercato San Severino in provincia di Salerno.

Per quanto il questo battesimo sia stato uno spiraglio di normalità il quadro generale resta comunque molto atipico; parroco e invitati (12 in totale) con la mascherina e opportunamente distanziati in posti assegnati, norme molto restrittive e rigide: è stato infatti possibile solo svolgere il rito religioso senza celebrazione della messa e soprattutto senza altri fedeli. Il parroco, Padre Marco, ha inoltre utilizzato dei bastoncini di ovatta per l’unzione dell’olio e una brocca per bagnare il capo del neonato con l’acqua benedetta.

Presente anche la Protezione Civile che all’ingresso ha assicurato non si creassero assembramenti.

In un momento cosi delicato per l’umanità, non poteva mancare la benedizione da parte del Papa per il lieto evento che passerà alla storia.

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AmbienteEventi

Domani il flashmob per la riapertura del Bosco di Capodimonte

Il Real Bosco e Museo di Capodimonte

A quattro giorni dalla riapertura, il Real Bosco di Capodimonte chiude di nuovo i battenti a causa del mancato rispetto delle regole da parte di chi, in questi giorni, è tornato a frequentare il principale polmone verde della città di Napoli.

Alcuni attivisti, insieme ad alcuni abitanti dell’omonimo quartiere, hanno pensato di organizzare un presidio, una sorta di flashmob, domani alle 11 (Clicca sul link per leggere il post completo e gli ulteriori dettagli circa l’evento) fuori Porta Piccola, il principale ingresso al Bosco di Capodimonte, per manifestare il proprio dissenso rispetto alla scelta di chiudere il parco per gli assembramenti degli ultimi quattro giorni.

Sarà presente, alla manifestazione, anche Laura Bismuto, Consigliera presso il Comune di Napoli, e oltre a manifestare il disaccordo circa la nuova chiusura del Bosco, sarà anche l’occasione per rimettere al centro della discussione la mancata riapertura da parte del Comune dell’ex deposito ANM del Garittone, e dunque dell’assenza di una soluzione di parcheggio per utenti e residenti e della conseguente invivibilità del quartiere soprattutto nei giorni festivi.

 

 

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Eventi

Napoli, manifestazione silenziosa dei professionisti dello spettacolo in Piazza Plebiscito

Una manifestazione per far sentire la propria voce: è ciò che faranno i professionisti del mondo dello spettacolo il 22 maggio alle 16 in Piazza Plebiscito.

Le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo e della cultura della Campania si riuniranno per una manifestazione a Napoli, in Piazza Plebiscito, alla luce delle misure esposte nel Decreto Cura Italia e nel Decreto Rilancio. L’appuntamento è per venerdì 22 maggio a partire dalle ore 16, così ogni partecipante sarà pronto nella propria postazione entro le ore 17, quando comincerà la vera e propria manifestazione. Una manifestazione particolare, che darà voce all’assordante silenzio dei partecipanti.

I professionisti dello spettacolo, infatti, manifesteranno in silenzio, e confinati nel proprio spazio circoscritto, nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Ogni partecipante dovrà occupare la posizione assegnata «insieme al proprio strumento, abito/oggetto di scena e corpo, con la massima attenzione al distanziamento fisico, nel pieno rispetto delle norme previste. Affinché questo momento di crisi – si legge nel comunicato che gira principalmente sui social network – sia l’occasione per affrontare collettivamente quelli che sono i problemi atavici di un comparto tra i più produttivi in Italia che attende da anni una legge che adegui il suo lavoro agli standard europei».

La #manifestAzione

Attraverso questa manifestazione, partita “dal basso”, l’intero comparto della cultura e dello spettacolo si mostra unito nella richiesta «di un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori; per un tavolo di confronto immediato tecnico-istituzionale fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni sulla riapertura, e su strumenti successivi di rivendicazione e riforma».

Si chiede, insomma, una maggiore tutela per l’intero comparto culturale e la salvaguardia del lavoro, anche attraverso incontri di natura politico-istituzionale. Un tavolo di confronto che abbia tra le priorità anche la salute dei lavoratori, attraverso protocolli di sicurezza e la garanzia di una ripartenza sostenibile. Si vuole sottolineare, dunque, l’importanza di un Coordinamento Nazionale per promuovere l’ampliamento dei diritti e delle tutele per chi lavora in questo settore, e per la strutturazione di un «sistema equo e paritario».

La notizia, diffusa anche sotto forma di “passaparola digitale”, ha riscosso già diversi consensi. Tra gli artisti e i professionisti dello spettacolo che hanno già sottoscritto il comunicato, fa sapere Repubblica, anche Giobbe Covatta, Eugenio Bennato, Roberto Colella (La Maschera), Dario Sansone (Foja), 99 Posse, Ex OPG – Teatro Popolare, Il Pozzo e il Pendolo, e molti altri ancora.

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CronacaFood&Drink

Gustavolo, l’App “made in Campania” per le prenotazioni al ristorante

Gustavolo è un’app che permette ai gestori dei locali di effettuare un servizio d’eccellenza nell’ambito delle prenotazioni, necessario soprattutto nel periodo in cui ci si appresta a ripartire inella Fase 2 della pandemia e incentiva i clienti a usarla grazie alla vincita di premi. Gli imprenditori che l’hanno inventata, la metteranno a disposizione gratuitamente.

Il settore della ristorazione, si prepara a ripartire, adottando adeguati protocolli di sicurezza anti-contagio: distanziamento tra i tavoli, dispenser con gel igienizzante, uso di mascherine e guanti, ma soprattutto gestione attenta dell’afflusso dei clienti attraverso sistemi di prenotazione.

Gli imprenditori vesuviani Tommaso Cutolo e sua moglie Autilia Casillo, fondatori della App campana Gustavolo hanno messo gratuitamente a disposizione la loro applicazione per sostenere la ripartenza del settore. Ecco quanto dichiarato dai due generosi benefattori:

“In un momento così delicato per la salute, per l’economia e in particolare per il mondo della ristorazione io e mia moglie Autilia ci sentiamo in dovere, da napoletani e da campani, di dare un contributo alla ripartenza offrendo l’utilizzo gratuito del nostro sistema di gestione delle prenotazioni”.

Gustavolo è un’applicazione mobile (disponibile per Ios e Android) che permettere ai gestori dei locali di gestire le prenotazioni in maniera digitale, tenendo sotto controllo numero di persone da ricevere, conoscere l’identità degli ospiti presenti ed evitare code e assembramenti all’esterno del ristorante. I clienti saranno incentivati a utilizzare il servizio perché potranno partecipare all’assegnazione di premi istantanei che in questo periodo avranno come obiettivo la valorizzazione del territorio, come ingressi a siti archeologici della Campania e al Parco nazionale del Vesuvio.

Per usufruire dei 6 mesi di utilizzo gratuito della piattaforma gestionale di Gustavolo, i ristoratori dovanno semplicemente accedere al sito www.gustavolo.it ed effettuare la registrazione nel periodo compreso tra il 10 giugno e il 10 settembre 2020.

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Eventi

L’Instituto Cervantes di Napoli presenta: “La storia della Spagna nella sua gastronomia”

L’Instituto Cervantes di Napoli presenta dal 14 maggio al 4 giugno 2020 “La storia della Spagna nella sua gastronomia”, un ciclo di quattro incontri online, in diretta e a cadenza settimanale, con lo chef Juan Carlos Benito. Durante ogni sessione in programma il giovedì dalle ore 16 alle 17, il rinomato chef castigliano preparerà un piatto tipico della tradizione gastronomica spagnola. Oltre a mostrarci le varie fasi per arrivare al prodotto finale, ci racconterà la storia del piatto, le origini e la tradizione, riflettendo, così, sull’epoca storica e il contesto sociale nel quale è nato.

Le diverse ricette proposte per i quattro incontri sono: La nostra versione della zuppa castigliana (14 maggio); la tortilla di patate e la sua versione mini (21 maggio); salmorejo con tocchetti di jamón ibérico (28 maggio); merluzzo in salsa verde (4 giugno).

La zuppa castigliana o di aglio – protagonista del primo incontro – è un piatto tipico della gastronomia del nord della Spagna. Si tratta di una zuppa di origine umile, che prevede numerose varianti, a seconda delle possibilità economiche della famiglia e dei gusti del cuoco. Un piatto adatto agli inverni rigidi del nord della penisola Iberica e fonte di energia per il lavoro nei campi.

Le ricette proposte racconteranno, attraverso un percorso ideale, le differenti regioni spagnole dal nord al sud, passando da una gastronomia tradizionale alla cucina moderna. Naturalmente non si trascurerà l’aspetto più scientifico della questione, toccando anche temi prettamente nutrizionali.

Il pubblico, partecipando agli incontri in diretta tramite la piattaforma Zoom, avrà la possibilità di fare domande e interagire con lo chef di Grumer. La partecipazione è gratuita, ma per accedervi bisogna richiedere link e password all’indirizzo di posta elettronica: cultnap@cervantes.es.

Juan Carlos Benito Ciria (Soria, 1982) è un giovane e brillante chef spagnolo, collaboratore di Ferran Adrià nel 2005/2006, presso l’Hotel El Bulli. Dopo la formazione accademica, perfeziona la propria preparazione partecipando a corsi specifici e a importanti concorsi. Tra questi, ricordiamo quelli di perfezionamento tecnico di cucina creativa, di pasticceria, e VI e VIII Concursos de Cocina de la Feria de la Trufa de Abejar, nei quali si classifica primo. Talento, creatività e solidità tecnica sono le caratteristiche che continuano a contraddistinguere il suo percorso professionale.

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CulturaEventi

Drive-in all’ippodromo di Agnano: la fase due del cinema

Italstage propone il progetto per un drive-in all’ippodromo di Agnano: led di 200mq e posti per 500 veicoli. Aumenta: «Il drive-in garantisce la protezione e il distanziamento».  

Quando parliamo di drive-in è naturale pensare subito all’America degli anni ’50. Eppure questa modalità un po’ vintage potrebbe rappresentare la rinascita del cinema, forse la sua unica chance nel breve periodo, nell’Italia al tempo del coronavirus. Questa nuova versione del ‘cinema sotto le stelle’, già proposta in altre città italiane, potrebbe arrivare anche a Napoli.

Il progetto è semplice: uno schermo a led da 200 metri quadrati, con uno spazio antistante per 500 auto, ma anche moto e bici che avranno un proprio box con sedie. A trasformarsi in cinema all’aperto potrebbe essere l’ippodromo di Agnano.

Questa è la proposta che Italstage, azienda fornitrice internazionale di attrezzature e allestimenti per grandi eventi, sta mettendo a punto a Napoli. L’idea sarebbe al termine della fase progettuale, quindi potrebbe essere presto sottoposta al vaglio delle autorità. Per il momento, il progetto «ha avuto l’ok dall’ippodromo di Agnano», ha dichiarato all’ANSA Pasquale Aumenta, patron di Italstage.

Il led verrebbe collocato in posizione strategica, al centro della pista. In questo modo, lo schermo permetterebbe le proiezioni cinematografiche e, al tempo stesso, consentirebbe il regolare svolgimento delle corse dei cavalli.

Lo spettacolo al drive-in

«Nei prossimi mesi sarà difficile tornare agli eventi di spettacolo – ha spiegato all’ANSA Aumenta – invece il drive-in garantisce la protezione e il distanziamento, ognuno può godersi lo spettacolo in auto».

La realizzazione del drive-in potrebbe portare diversi benefici. Questo progetto, infatti, «garantirebbe lavoro agli addetti dell’impianto e a tanti delle maestranze del mondo dello spettacolo che sono fermi ora – ha aggiunto Aumenta – Ma soprattutto darebbe ai cittadini serate di svago».

La proposta di Italstage sembrerebbe, quindi, un’idea valida, considerati i pesanti divieti imposti a cinema e teatri, i quali non potranno riaprire nel breve periodo (a questo proposito, è sempre più preoccupante la situazione del cinema in Campania). Così com’è concepito, inoltre, il drive-in potrebbe persino non limitarsi al cinema, ma ospitare anche eventi relativi al teatro e alla musica.

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Food&Drink

Napoli, delivery bloccato per alcune attività, come Puok e Tortora: facciamo chiarezza

delivery Puok Tortora bloccato

Napoli: la poca chiarezza dell’ordinanza 39 della regione Campania ha creato un po’ di caos ieri sera per la parziale riapertura delle attività di ristoro. Facciamo chiarezza.

Napoli, 27 aprile ore 19: pub, pizzerie, ristoranti tutti pronti a riaprire per il delivery. Qualcosa però va storto. Alcune attività, ovvero quelle considerate rosticcerie e che quindi non hanno posti a sedere al loro interno, a quanto pare non sono incluse nell’ordinanza. O meglio sono incluse nel punto 3.1: le attività di questo genere infatti potrebbero rimanere aperte solo fino alle 14. Tale blocco, ieri sera, ha fermato le consegne dei locali di via Cilea come Puok e Fermopizza o di Mario Tortora, a viale Michelangelo (Napoli, quartiere Vomero).

Egidio Cerrone, meglio conosciuto come Puok, sul profilo instagram della sua attività (Puokburger) ha subito reso nota la situazione a tutti i suoi followers, già con l’acquolina alla bocca in attesa dei suoi panini. Dopo aver sanificato il locale e preso tutte le dovute precauzioni per effettuare le consegne a domicilio, il proprietario di Puok si mostra visibilmente dispiacuto:

«Abbiamo fatto tutto, abbiamo chiamato alcuni ragazzi dalla cassa integrazione, i rider di Uber erano pronti. Neanche un’ora prima della riapertura, i vigili ci fermano perché, a quanto pare, avrebbero potuto riaprire solo pizzerie e ristoranti con i tavoli. (…) Noi siamo nati per il delivery, per fare cibo da asporto. Come è possibile?»

Agli stessi vigili pare che la risposta non sia chiara. Egidio allora si è mosso per fare chiarezza sulla situazione, evitando di rispondere a troppe domande perchè, come ha lui stesso dichiarato, “in questo momento non c’è da fare uno show, ma è necessario risolvere il problema“.

Con l’aiuto del deputato Andrea Caso, del giornalista Lorenzo Crea e dell’assessore Alessandra Clemente, è stato lo stesso proprietario di Puok a dare maggiori informazioni anche a tutti i napoletani che volessero usufruire delle consegne a domicilio. Ognuno infatti si chiederebbe: “da quali attività posso ordinare il cibo? Da quali invece no?”. Facciamo chiarezza.

A quanto pare c’è stato un errore materiale nella stesura della seconda ordinanza di questa settimana. Il Comune di Napoli sembra infatti che ora abbia garantito che attività come Puok, Fermopizza e Tortora possano effettuare il delivery di sera.

Sorgono però altre domande: possono fare consegne solo la sera oppure anche per ora di pranzo?

In attesa di ulteriori chiarimenti, ogni locale a quanto pare può scegliere come agire. Alcuni attenderanno ulteriori chiarimenti prima di riaprire, altri aspetteranno il 4 maggio, altri ancora partiranno finalmente con le consegne già da stasera.

 

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CronacaFood&Drink

Sorbillo ci ripensa: «5/6 giorni e riapriremo»

Sorbillo

Dopo gli appelli per la riapertura, Sorbillo non consegnerà a domicilio da lunedì 27 aprile. La scelta fa discutere e non mancano le polemiche. Ma ora ci ripensa?

Da lunedì ripartono le consegne a domicilio in Campania. Molti ristoratori non vedono l’ora di far ripartire la propria attività, nonostante le limitazioni imposte per motivi di sicurezza dall’ordinanza 37 della regione Campania. Ma c’è chi ha deciso di non riaprire la propria attività da lunedì 27 aprile. Almeno per il momento. Tra questi, il celebre pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo che, però, ora sembra ripensarci.

La campagna per la riapertura

Sorbillo ha da subito evidenziato le gravi perdite economiche dovute alla chiusura delle attività e, in particolare, alle dure restrizioni imposte dal governatore De Luca per cercare di ridurre i contagi in Campania.

Per questo motivo, Sorbillo è stato in prima linea nella campagna per la riapertura delle attività di ristorazione in Campania, chiedendo più volte alla Regione di far riprendere almeno la consegna a domicilio.

«Chiediamo alla Regione di poter riprendere almeno le consegne a domicilio. Dovrò chiudere almeno quattro locali: quello sul lungomare di Napoli, che ha costi d’affitto molto alti, Zia Esterina al Vomero, ma anche due punti vendita di Milano, credo Olio a Crudo e Zia Esterina».

Gli appelli per le consegne a domicilio

«Meglio avere la macchina che cammina a filo di gas, piuttosto che tenerla spenta per tre mesi e ripartire da zero», aveva dichiarato Sorbillo in riferimento alla possibilità della consegna a domicilio in questo periodo di emergenza. Il famoso pizzaiolo campano aveva, poi, perorato la sua causa elogiando il metodo di  ‘confezionamento’ della pizza e l’uso della pellicola alimentare come ulteriore garanzia di sicurezza. «Le pizze vengono cotte a 450 gradi – ha spiegato Sorbillo – poi immediatamente confezionate, insomma molto inferiori i rischi per l’asporto. Almeno quello il governatore potrebbe riaprirlo» (leggi l’intero articolo sui problemi per la ristorazione campana).

L’appello di Sorbillo è stato raccolto da centinaia di pizzaioli. A ribadirne l’importanza anche Massimo di Porzio, presidente della Fipe Confcommercio per Napoli, che aveva definito le consegne come «un piccolo palliativo che possono contribuire a salvare qualcuno, visto che prevediamo che un terzo dei locali di ristorazione non riapriranno dopo questo lockdown».

Le nuove disposizioni di De Luca sarebbero una chiara risposta a queste richieste. Un sospiro di sollievo.

Ma non per tutti.

Sorbillo ringrazia ma dice no alle consegne…per ora.

Era arrivata subito, infatti, la risposta negativa di Sorbillo. Dopo aver lamentato perdite di fatturato tali da obbligarlo probabilmente a chiudere 3 pizzerie su 4, e dopo aver ribadito la necessità, per la ristorazione campana, del servizio di delivery per restare a galla.

Ad annunciarlo lo stesso Sorbillo con un post su Facebook, dopo aver ringraziato comunque De Luca per aver ascoltato gli appelli. Il famoso pizzaiolo ha scritto pubblicamente che non riaprirà i battenti con le consegne a domicilio lunedì 27.

«Buon lavoro a tutti coloro che ricominceranno a lavorare con il delivery del food in Campania da lunedì 27 aprile. Noi per ora non lo faremo, non riapriremo, ci sistemeremo e ci confronteremo per valutare le altre problematiche da segnalare sempre e solo per il bene di tutte le attività di ristoro».

Il motivo di questa scelta sarebbe da collegare alle modalità di servizio offerte normalmente dalla pizzeria, che non includono la consegna a domicilio. «Noi da tempo non facevamo l’asporto», ha dichiarato Gino Sorbillo in un’intervista a NapoliToday. Il pizzaiolo napoletano si sarebbe fatto, però, portavoce di tutti i ristoratori, lanciando forti appelli alla regione Campania per aiutare l’intera categoria. La motivazione sarebbe nata anche dal confronto con piccole realtà, quelle che con il servizio di delivery riuscirebbero almeno a far rientrare parte dei costi, scacciando il fantasma della chiusura.

Dubbi sulle condizioni imposte all’apertura dei locali, considerate piuttosto restrittive. «Di sicuro il tempo è limitato – ha spiegato Sorbillo – per ora è dalle 16 alle 22». Tuttavia, il pizzaiolo ha assicurato che non è questo il motivo della sua decisione.

Polemiche di famiglia

Considerata la non-riapertura, è nato il dubbio che la campagna per le consegne a domicilio portata avanti da Gino Sorbillo potesse essere parte della propria campagna di marketing. A pensarla così, almeno, sembra essere Luciano Sorbillo, cugino di Gino, e anche lui pizzaiolo a Napoli.

«Spesso mi chiedo perché confondere la passione e la tradizione con il business e la politica» – ha scritto Luciano su Facebook. «A nome di tutti i Sorbillo chiedo scusa a cloro che vivono di pizzerie e si spaccano le ossa per portare la pagnotta a casa, non siamo attori, né politici. Siamo umili lavoratori che non invidiano il lavoro degli altri, anzi lo apprezzano».

Forte critica, quella lanciata a Gino Sorbillo dal cugino, che lo accusa di aver messo in atto una «ennesima trovata pubblicitaria di cattivo gusto». Lo definisce come colui che «si sente il portatore nonché creatore della pizza», concludendo il suo intervento con un’ennesima critica al suo comportamento.

«Ci scusiamo e vi chiediamo di giustificare il gesto di una persona presa dall’egocentrismo e dal delirio di onnipotenza».

Sorbillo ci ripensa?

Arriva sempre dai social il commento di Gino Sorbillo che risponde alle polemiche sollevate dalla sua inaspettata decisione. Lo condivide attraverso un altro post su Facebook e Instagram:

«In questi giorni vi siete scatenati (ricordiamo a qualcuno che esistono anche toni civili) accusandoci di chiedere il delivery che invece dovevamo lasciare alle attività più piccole. Abbiamo deciso quindi di non farlo subito adesso, di rimandare l’apertura di qualche giorno dopo aver sistemato bene le cose e dopo aver seguito alla lettera tutte le indicazioni che ci sono state date dalla Regione e continuate a fare casino? Bah… ».

Una questione di tempo, insomma. Tempo necessario per attrezzarsi al fine di garantire la sicurezza richiesta dall’ordinanza di De Luca.

Post pubblicato su Instagram (Gino Sorbillo, 24 aprile 2020).

A destare preoccupazione tra molti ristoratori, infatti, continuano ad essere proprio le modalità di riapertura, ovvero le procedure di sanificazione, la gestione degli spazi, l’uso dei dispositivi di protezione, la distanza di sicurezza da mantenere necessariamente anche durante la preparazione del cibo, nonché durante la preparazione della consegna. Insomma, procedure che richiedono tempo e preparazione. Senza la corretta applicazione di queste, riaprire con delivery sarebbe inaccettabile.

Questione che Sorbillo sembra aver preso molto a cuore, poiché scrive in un post su Facebook:

«Noi invece ci stiamo #attrezzando bene in questi giorni per #rispettare tutte le precise e particolari indicazioni che la #Regione ha stabilito da pochi giorni per effettuare il #ServizioDeliveryFood in #Sicurezza»

E ancora:

Post Gino Sorbillo Artista Pizza Napoletana (Facebook, 24 aprile 2020)

Sembra, quindi, che dopo le polemiche Sorbillo ci abbia ripensato. Uno spiraglio che si apre anche per le sue consegne a domicilio? In ogni caso, ci sarà ancora da aspettare. Almeno 5 o 6 giorni.

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