close

Eventi

Eventi

Notte bianca a Caserta: Andrea Sannino e gli altri ospiti

Andrea Sannino

Dopo tanta attesa si delinea il programma della Notte Bianca di Caserta che si terrà sabato 7 dicembre a partire dalle ore 17:00 a Caserta, un evento gratuito finanziato da privati intercettati dal promotore della manifestazione l’Avv. Gian Piero Menditto e della società Showlive.

Ospiti d’eccezione dell’evento saranno i cantanti Erminio Sinni ed Andrea Sannino oltre ai rapper Priore, Big Effe ed Eris Gacha, mentre tra i gruppi musicali spiccano i Maleizzappa.  Inoltre saranno a disposizione del pubblico un’area ludica dedicata ai bambini ed aree food.

Il programma della notte bianca a Caserta

PIAZZA VANVITELLI: start dalle ore 17.00

Il dolce magico paese dei balocchi nel VILLAGGIO DI BABBO NATALE: dalle giostre Canterini Rides al villaggio di Babbo Natale, dove sarà possibile consumare dolci e regalare tante sorprese ai bambini presenti e anche ai genitori. Artisti di strada e giochi intratterranno per tutta la durata dell’evento.

PIAZZA DUOMO: start ore 20.00

I Bottari con il live: O Suon Ra Passione.

VIA SAN CARLO: start ore 20.00

Il Tempio delle band con gruppi locali e con   special guest i Queen Forever band,

 

PIAZZA VANVITELLI, lato Chalet Genovese: start ore 20.30

Rassegna artistica  con gli Arka – Luca Ruzza – Saverio D’Andrea – Alessandra Tummolillo – Tonia Cestari e special guest: I Maleizzappa.

 

LARGO SAN SEBASTIANO: start ore 20.30

L’angolo del piacere nostrano a cura di Cucinando by Fiorenzo Liotti.

 

CORSO TRIESTE lato ZTL start: ore 21.00

Terza tappa del CE GUSTO tema anni 60 la Notte del Boom e Tradizionali Truck Food.

 

PIAZZA MARGHERITA start: ore 22.00

Erminio Sinni live ed ANDREA SANNINO in concerto   a seguire  Dj set Alessio Desgro, quest’ultimo a partire dalle ore 01.00.

 

PIAZZA RUGGIERO: start ore 23.00

La Piazza Young, Kidma, Priore, Eris Gacha, Big Effe e Dj set by Radio Punto zero, quest’ultimo a partire dalle ore 01.00.

 

VIA DOUHET verso Piazza Gramsci: start ore 22.00

L’angolo danzante con I Baila Caliente e Dj set a partire dalle ore 01.00.

L’evento è  realizzato, anche quest’anno, grazie al duro lavoro dell’avvocato Gian Piero Menditto, presidente associazione “Caserta chiama Caserta” in stretta collaborazione con l’agenzia di comunicazione e promozione eventi SHOWLIVE e con l’Ing. Fusco Salvatore, impegnato nel ruolo di tecnico della sicurezza e con il Comune di Caserta.

Collaborazioni strette dal team dell’evento, guidato dall’Avv. Gianpiero Menditto e dal Comune casertano al fine di rendere l’evento impeccabile in termini organizzativi, di sicurezza e qualità.

Un evento concepito, ancora una volta, per valorizzare la città di Caserta e le sue innumerevoli potenzialità.

_

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
Eventi

“Voglia ‘e turnà”: gli eventi per tornare a Napoli a Natale

voglia e' turnà

Per passare al meglio le vacanze di Natale a Napoli arriva la manifestazione “Voglia ‘e turnà”.

Il capoluogo campano è meta di molti turisti durante il periodo natalizio. Per loro e per tutti i napoletani che abitano lontano e che hanno “voglia ‘e turnà” arriva una manifestazione per passare al meglio il Natale a Napoli.

Il nome dell’iniziativa deriva dall’omonima canzone di Teresa De Sio. Tra i vari eventi, infatti, quello principale vedrà protagonista proprio la cantante, insieme al duo Ebbanesis e al rapper Leslie. Il gruppo di Casa Surace presenterà la serata, che si terrà il 22 dicembre nel cortile del Convento di San Domenico Maggiore.

Insieme ai molti eventi, è previsto anche un “tour” delle 100 opere più famose della street art napoletana. La loro ubicazione e i modi per raggiungerle saranno infatti segnalate, per formare una sorta di percorso guidato.

A promuovere la manifestazione “Voglia ‘e turnà” è l’assessorato della Cultura e del Turismo e il programma è molto corposo e allettante.

SACRO SUD ANIME SALVE 2.0

La rassegna SACRO SUD ANIME SALVE 2.0, diretta da Enzo Avitabile, comprende 12 concerti, che hanno lo scopo di unire vari artisti di diverse culture.

Il programma della rassegna prevede infatti l’esibizione di numerosi cantanti e gruppi provenienti da diverse parti del mondo. Tra i vari artisti si esibiranno ad esempio diversi cori gospel statunitensi. Inoltre sarà possibile ascoltare le particolarissime musiche di 3MA (Ballakè Sissoko, Driss El Maloumi, Rajer) provenienti da Mali, Marocco, Madagascar nella Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia (Museo Diocesano). Con tale esibizione si aprirà infatti la rassegna SACRO SUD ANIME SALVE 2.0 il 15 dicembre alle ore 20.

L’importanza della tradizione

Oltre alla rassegna che getta uno sguardo sull’importanza dell’interculturalità, “Voglia ‘e turnà” dà anche spazio alla tradizione. Durante il periodo natalizio a Napoli infatti si terrà un festival internazionale del ‘700 musicale napoletano. Il festival è arrivato alla sua ventesima edizione ed è diretto dal Maestro Enzo Amato e organizzato dalla associazione Domenico Scarlatti.

Il festival inizierà con La contesa delle stagioni di Domenico Scarlatti sabato 21 dicembre ore 20:30 alla Domus Ars in Via Santa Chiara 10 e proseguirà con tanti altri appuntamenti musicali. Tra questi annoveriamo un omaggio a Rossini e La cantata dei pastori di Andrea Perrucci, con adattamento, arrangiamenti e direzione di Carlo Faiello.

Due notti bianche previste per “Voglia ‘e turnà”

Nei giorni di “Voglia ‘e turnà” sono previste anche due notti bianche. La prima si terrà l’8 dicembre in piazza Sanità e non a caso si chiama SANITÀ TÀ TÀ. Gianni Simioli presenterà la serata dal palco principale, ma ci saranno altri stage dai quali seguire la serata: stage Vergini, stage Misericordiella, stage via Fuori Porta San Gennaro, stage Gradoni Palazzo San Felice, stage Crociferi. Tutto il programma: qui.

La seconda notte bianca si terrà il 14 dicembre dal titolo Notte d’Arte Break Napoli. Tale serata sarà organizzata dalla II Municipalità e tra i partecipanti vedrà Tony Esposito, Maurizio De Giovanni, Marco Zurzolo, Peppe Quintale e Maldestro.

Tu scendi dalle scale

Nell’ambito di “Voglia ‘e turnà” vi saranno numerosi appuntamenti alla scoperta delle scale di Napoli dal 7 dicembre al 7 gennaio. “Tu scendi dalle scale” è ormai arrivato alla settima edizione ed è organizzato da Coordinamento Scale di Napoli, dall’Assessorato all’Ambiente e dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli.

Il programma è il seguente:

  • Sabato 7 dicembre: trekking per le scale di Capodimonte. Appuntamento: Porta San Gennaro ore 10.30
  • Domenica 8 dicembre: “Come l’acqua che scorre: prosa e canto fluidi in Pedamentina”. Appuntamento: ore 10,30 Piazzale San Martino presso inizio Scala Pedamentina.
  • Sabato 14 dicembre: nell’ambito dell’iniziativa 40 anni al Castello ci sarà una discesa della Pedamentina con la sosta al Quartiere Intelligente sullo Scalone ottocentesco Filangieri di Montesanto, guidata da Guido Liotti Coordinamento Scale di Napoli.
  • Sabato 14 dicembre: Scale narrate, scale musicali dal Petraio a Chiaia. Appuntamento ore 10.30 piazza Fuga (funicolare centrale).
  • Domenica 15 dicembre: “L’imbrecciata di Pontecorvo. Una nobile scala verso la Porta Medina”. Appuntamento a Piazza Mazzini ore 10:00
  • Sabato 21 dicembre: passeggiata storico/musicale, a più voci lungo le Scale di Calata San Francesco. Appuntamento a via Cilea, angolo vico Acitillo (altezza negozio di giocattoli “Casa mia”) ore 10:00.
  • Domenica 22 dicembre: Scale Pendino Santa Barbara: Scoprire Palazzo Penne tra l’architettura fascista e la Napoli medioevale. Appuntamento a piazza Matteotti ingresso Piazza Matteotti, ingresso Posta centrale ore 10:00.
  • Giovedì 26 dicembre 2019: “Come l’acqua che scorre: prosa e canto fluidi in Pedamentina”. Appuntamento ore 10:30 a piazzale San Martino presso inizio Scala Pedamentina.
  • Giovedì 26 Dicembre 2019: “Le scale della memoria di vico Sant’Aniello a Caponapoli”. Appuntamento alla Chiesa Sant’Aniello a Caponapoli ore 19:30.
  • Domenica 29 dicembre: da Piazza Plebiscito a Castel dell’Ovo attraverso il Pallonetto di Santa Lucia. Appuntamento in piazza del Plebiscito ingresso Palazzo Reale ore 10:30.
  • 6 gennaio 2020: “L’Ascensione a Capodimonte da via Foria a Capodimonte attraverso il Moiariello con momenti di meditazione camminata. Appuntamento davanti la Caserma Garibaldi ore 11:00.
  • 7 gennaio ore 18.00: presentazione Calendario Scatti di partecipazione presso Pizzeria Mammina a Santa Brigida con proiezione di “scatti di Scale”.

“Voglia ‘e turnà”: attenzione all’integrazione e ai più piccoli

Nel periodo natalizio tutti sono invitati a tornare a Napoli soprattutto a ritmo di musica. Persino la sera del giorno di Natale ci sarà un Concerto di Natale dei Cantori di Posillipo al Duomo di Napoli (25 dicembre ore 20:00).

In ambito musicale non manca inoltre l’attenzione ai più piccoli, per i quali si segnalano tali eventi:

  • sabato 28 dicembre ore 12.00 e ore 17.00 al Complesso di San Lorenzo Maggiore in piazza San Gaetano si terranno due spettacoli teatrali: Frozen e La Bella Addormentata
  • sabato 4 gennaio ore 10.00 presso la Ludoteca dell’Azienda Ospedaliera nel Complesso della Real Casa Santa dell’Annunziata Befana: evento per i bambini adottati delle adozioni internazionali.

Ancora una volta quindi è sottolineata una forte attenzione all’integrazione, affinchè la “voglia ‘e turnà” a Napoli possa sempre rimanere viva. Il nostro territorio conferma il proprio essere esempio di accoglienza e vitalità.

_

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
CulturaEventi

Dal cinema al teatro, “7 anni” in scena al Nest

Un interessante testo dalle atmosfere inquietanti è ospite al Nest il 6 e 7 dicembre ore 21.  “7 anni”, opera di José Cabeza e Julia Fontana,  tratto dall’omonimo film spagnolo del 2016 , sceneggiato dallo stesso Cabeza, viene qui presentato nella messa in scena teatrale di Enrico Ianniello, con  Giorgio Marchesi, Massimiliano Vado, Pierpaolo De Mejo, Serena Iansiti, Arcangelo Iannace per la regia di Francesco Frangipane, una produzione Teatro Argot.

La storia è quella di una scelta tragica quanto ineluttabile. In una serata carica di tensione, i quattro soci fondatori di un’azienda dal fatturato milionario devono prendere immediatamente una decisione complicatissima: sacrificare con una detenzione di sette anni uno di loro per salvare gli altri tre. Venuti a sapere che il fisco sta indagando su di loro, i quattro individui saranno con l’acqua a gola e talmente indecisi da chiedere l’intervento di un mediatore esterno che possa risolvere la situazione.  Come in una partita a scacchi, il “cavallo nero”, la “torre bianca”, la “torre nera”, “l’alfiere”,  i quattro si affrontano mossa dopo mossa alla ricerca dello scacco matto.

Quanto valgono sette anni di carcere? Possono essere barattati con qualcosa? Cosa si è disposti a dire e a fare pur di salvarsi? Questi sono gli interrogativi che Francesco Frangipane pone a se stesso, ai suoi attori e al pubblico, nell’affrontare un testo intenso, ironico, spietato. E aggiunge: “La storia è soltanto un meraviglioso pretesto per raccontare altro: l’amicizia, l’amore, ma anche la codardia e la meschinità messe a nudo davanti a un evento che trasforma i protagonisti da potenziali vittime in autentici carnefici”.

Programmazione:

6 e 7 dicembre ore 21.00

COSTO BIGLIETTO: 12 EURO / ridotto 10 EURO 

Prenotazioni

whatsapp e mobile: +39 3208681011
whatsapp e mobile: +393333223780

INFO E CONTATTI

leggi tutto
Eventi

Il suono della parola: musica e poesia a Palazzo Donn’Anna

Palazzo Donn'Anna

Domenica 8 dicembre proseguono a Palazzo Donn’Anna le domeniche de IL SUONO DELLA PAROLA 2019 la rassegna prodotta dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, a cura di MiNa vagante, con il sostegno della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Napoli.

In un percorso che si apre dal mare, come luogo di musica e poesia, salvezza e libertà ma anche di naufragi, scrittori, artisti, direttori d’orchestra, uomini e donne ci condurranno in un viaggio nella letteratura, nella musica, nell’arte e nella vita.

V Edizione

Ore 12 / MUSICA APERTA, PAROLE DEL MONDO
LAURA BOSIO e LUCA SIGNORINI
conduce LORENZO PAVOLINI
Musica e parole, linguaggi universali come territori di accoglienza. Condivisione di valori senza barriere. Migrazioni e futuro.

Alle ore 12 appuntamento con l’incontro MUSICA APERTA, PAROLE DEL MONDOLaura Bosio, autrice del libro Una scuola senza muri (Enrico Damiani, 2019) con il violoncellista e compositore Luca Signorini, autore del libro Il discorso delle mele (L’Erudita, 2019), cammineranno su territori di condivisione, per mostrare la potenza formativa dell’arte e della cultura. Musica e parole, linguaggi universali come territori di accoglienza, per integrare e costruire un’apertura che non solo è possibile, ma è reale. Conduce l’incontro Lorenzo Pavolini.

Nelle pagine del nuovo libro di Laura Bosio, nato dalla sua esperienza di scuola di italiano per migranti di Milano Penny Wirton, l’autrice intreccia le storie dei suoi allievi migranti con echi della letteratura e dell’arte, dipanando i fili di una trama che ci parla di umanità, accoglienza e disponibilità.

Vengono da lontano. Si chiamano Makan, Idowu, Teresa, Bomani, Trésor, Mariela, Amadou. I loro fragili passaporti li condannerebbero a restare dove sono, nel deserto della miseria e della guerra, ma non hanno altra scelta. Come Giacobbe che combatte tutta la notte al buio in un estenuante corpo a corpo con uno sconosciuto, attraversano il mare in una lacerante e disumana ricerca di salvezza, di identità. Laura Bosio, che insieme a tanti volontari li accoglie nelle aule della sua scuola senza muri dà voce alle loro storie, incrocia i loro sguardi, accoglie le loro reazioni. (Il libro contribuisce al sostegno della scuola Penny Wirton di Milano).

Insieme a Laura Bosio, sarà ospite della V edizione della rassegna, il compositore Luca Signorini, primo violoncellista del San Carlo, da sempre impegnato nelle tematiche sociali e dell’immigrazione. Attraverso il suo ultimo libro (Il discorso delle mele, L’Erudita, 2019), romanzo dal forte carattere filosofico, apre la strada a riflessioni esistenziali sulla vita e sulla morte partendo dalle storie di Stefano, malato terminale che decide di ricorrere al suicidio assistito, e Hamid, giovane immigrato eritreo alla ricerca di una nuova vita. Un incontro tra mondi diversi che porterà entrambi verso conclusioni e consapevolezze inaspettate. Due grandi storie di sofferenza che arrivano spontaneamente a condividere la forza della fratellanza e della solidarietà.

ore 17 / L’AFFARE VIVALDI, UNA LEZIONE CONCERTO
FEDERICO MARIA SARDELLI con STEFANO VALANZUOLO
Un viaggio nei misteri di Vivaldi, con un libro, una voce, la musica e sorprendenti scoperte.

Nel pomeriggio alle ore 17, IL SUONO DELLA PAROLA celebra l’estro e l’invenzione di uno dei più fertili e originali compositori del Settecento nell’incontro dal titolo “L’AFFARE VIVALDI. UNA LEZIONE CONCERTO” con Federico Maria Sardelli, direttore d’orchestra, musicologo, compositore, flautista, autore del libro L’affare Vivaldi (Sellerio, 2015) in conversazione con Stefano Valanzuolo. Se conosciamo Vivaldi quanto lo conosciamo oggi, oltre le “Quattro stagioni“, ciò è dovuto a peripezie dimenticate, assurde, incredibili, comiche, cariche a volte di suspense, intricate come uno spettacolo drammatico e farsesco, raccontate nel romanzo del maestro Sardelli (vincitore del Premio Comisso per la Narrativa 2015). Un viaggio nei misteri dell’opera di Antonio Vivaldi, un incontro sul grande musicista veneziano e sulla storia della riscoperta dei suoi manoscritti.

Il suono della parola: l’ultimo appuntamento:

IL SUONO DELLA PAROLA proseguirà il 15 dicembre (ore 17) al Complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, con un ultimo appuntamento in programma: il racconto delle musiciste dell’orchestra delle donne arabe e del MediterraneoAlmar’à, dirette da Ziad Trabelsi, per la prima volta a Napoli, riunite in una polifonia tutta al femminile, bandiera di libertà contro qualsiasi violenza, estremismo e chiusura.

IL SUONO DELLA PAROLA è realizzato nell’ambito della Stagione 2019-2020 della Fondazione Pietà de’ Turchini con Mina vagante comunicazione di Piera e Alessandra Cusani. Cinque appuntamenti per parlare delle diverse forme di linguaggi, letteratura e musica attraverso le preziose testimonianze di protagonisti del mondo culturale.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

www.turchini.it

www.facebook.com/ilsuonodellaparola/

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

leggi tutto
Eventi

“Artisti per l’ambiente”: l’iniziativa porta il Ministro Costa al Nest

Sull’onda della COP25, la conferenza globale sul rischio dei cambiamenti climatici in corso a Madrid in questi giorni, anche Napoli scenderà in campo per l’ambiente con diverse iniziative

In occasione della COP21 a Napoli dal 2 al 4 dicembre, il Nest ha deciso di partecipare attivamente.

Artisti per l’ambiente” è l’iniziativa che il Teatro Nest ha organizzato per oggi 4 dicembre. Un pomeriggio di musica, teatro e poesia a favore della tutela dell’ambiente. L’evento è promosso, tra gli altri, da Connect4Climate, dal  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, UN Environment Programme, Let’s do It! Italy, la Regione Campania e il Comune di Napoli.

Numerosi sono gli eventi in programma.

Tra gli “Artisti per l’ambiente” ci saranno l’attore Adriano Pantaleo che porterà in scena un monologo sull’ambiente supportato dalle musiche della compagnia teatrale del Nest e il gruppo musicale Cosmorama. Durante lo spettacolo ci sarà la lettura delle tre poesie vincitrici della gara creativa “Marea” a cura dell’Associazione culturale Poesie Metropolitane.

Al termine dello spettacolo interverrà il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

In contemporanea al suo intervento, nel Foyer sarà possibile visitare la mostra di Sub-Scatti dell’associazione Fondalicampania. Sarà, inoltre, possibile partecipare ad alcune attività di Associazione Culturale “Poesie Metropolitane”.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook dell’evento.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
EventiPolitica

Forum Regionale Dei Giovani – Campania: Al via le iscrizioni per il meeting annuale

Il Forum Regionale dei Giovani della Campania è un organismo che permette il miglioramento delle condizioni dei giovani campani. Il via alle iscrizioni al meeting annuale, un’occasione di confronto e di crescita.

Il Forum Regionale Dei Giovani della Campania, dà il via alle iscrizioni per poter partecipare al meeting annuale sulle politiche giovanili. L’incontro quest’anno si terrà nei giorni 13, 14 e 15 dicembre e sarà possibile per i ragazzi provenienti da tutta la Campania per stare a stretto contatto con le Istituzioni, al fine di immaginare e porre le basi programmatiche per la costruzione di quella che sarà la nostra Regione nel 2030.

Con l’utilizzo del dialogo strutturato, i partecipanti si confronteranno su occupazione, territorio, competenze ed Europa e parteciperanno anche i rappresentanti delle Istituzioni e tecnici al fine di agevolare e rendere concrete le proposte provenienti dai ragazzi.

Giuseppe Caruso, il presidente del Forum, ha dichiarato per l’occasione che:

“Orizzonte Comune #Campania2030 ha una prospettiva diversa rispetto alle convention che abbiamo promosso in passato: si svolgerà a pochi giorni dalla scadenza dei termini dell’avviso pubblico “Giovani in Comune”, misura di finanziamento dei Forum giovanili comunali, unica nel suo genere e nel panorama nazionale, che abbiamo immaginato proprio nel corso degli scorsi meeting e che con l’impegno dell’Assessorato alle Politiche giovanili della Regione Campania oggi è divenuta una realtà per i tanti giovani che si impegnano quotidianamente nei Comuni di appartenenza. Con questo spirito affronteremo tematiche centrali nella vita dei nostri coetanei e progetteremo insieme la Campania del prossimo decennio” .

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
Eventi

450mila euro per decorazioni e luminarie: a Napoli è già Natale

Alcune decorazioni natalizie sono già installate e funzionanti, altre si aggiungeranno: Napoli si prepara al Natale 2019

Quasi 16 chilometri delle strade napoletane sono già decorate dalle luminarie natalizie provenienti da un museo di Zurigo. Ma non mancheranno decorazioni a chiese, parchi, piazze ed edifici pubblici: è questo il progetto del capoluogo partenopeo per gli addobbi natalizi della città.

La spesa totale toccherà i 450mila euro totali.

In questo budget è compresa la bolletta della corrente elettrica che, si stima, arriverà a circa 23mila euro, ma anche i 77mila euro di tasse ed imposte. I soldi  saranno prelevati dal fondo creato dalla tassa di soggiorno che ogni turista che arriva a Napoli paga. In totale, le luminarie natalizie raggiungeranno un costo di 237mila euro.

Ma le luminarie non saranno l’unico addobbo della città.

Un enorme albero di Natale fatto di sole lampadine alto 16 metri illuminerà nel periodo natalizio Piazza Trieste e Trento, oltre al più classico albero di 6 metri addobbato nella Galleria Umberto. Soltanto il primo raggiunge un costo di 25mila euro. Suggestiva sarà, poi, la decorazione posta in via Toledo: una soffitta luminosa di 800 metri senza interruzioni.

Anche la sede del comune, ora dominata dai famosi lupi, avrà un aspetto più docile.

Un disegno di fiori luminosi collegati da un drappeggio di lampadine addolcirà l’aspetto di Palazzo San Giacomo. Si tratta di un’installazione che vanta la definizione di “installazione artistica” dal valore di 15mila euro.

Pochi ma mirati gli interventi nelle periferie.

Anche nelle periferie di Scampia, Chiaiano, San Giovanni, Barra, Marianella e San Pietro a Patierno piazze e chiese saranno illuminate in maniera più modesta, ma comunque efficace.

In questo modo, Napoli entra a far parte in modo ufficiale della “gara” per e luminarie più belle della Campania.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
CulturaFood&Drink

Sapori Leggendari del Natale: la rotonda storia degli Struffoli

C’è un dolce, a Natale, che mette d’accordo tutti i campani: gli Struffoli, talvolta chiamati anche “Strangola-preti” o “Strangolaprevete”.

Che li preferiate carichi di miele come vuole la tradizione o un pochino più asciutti, che amiate riempirli di canditi o di diavoletti di zucchero, non importa: le palline fritte che ogni Natale invadono le nostre tavole ogni anno piacciono davvero a chiunque.

Ma conoscete davvero la storia degli struffoli? Sapete perché sono un dolce strettamente legato al periodo Natalizio?

Questa settimana vi raccontiamo delle loro origini antiche e del viaggio che hanno compiuto per arrivare fino a noi, della loro simbologia e del loro sapore delizioso: ecco a voi la storia degli Struffoli.

Strongolous e Loukomades

Gli Struffoli sono un dolce giunto a Napoli molto, molto tempo fa, insieme ai Greci che approdarono sulle sue coste per costruire una nuova città.

Il miele che li ricopre, la dolcezza che li contraddistingue e la pasta fritta di cui sono fatti sarebbero un’ulteriore prova della loro origine ellenica: questi elementi ricordano tantissimo infatti i sapori dei dolci greci.

In particolare, c’è un dolce che somiglia davvero molto agli struffoli: si tratta di zeppoline dolci chiamate Loukomades, che proprio come gli struffoli sono fritte e ricoperte di miele  e che al posto di confettini e “diavulilli” sono guarniti con granella di noci, mandorle e con una spolverata di cannella.

L’etimologia del nome degli Struffoli  è incerta, ma una delle ipotesi più accreditate è che derivi dall’unione delle parole greche “Strongulous”, che significa “rotondo”, e “Pristos” che vuol dire tagliato: piccole sfere, rotonde e tagliate, cioè proprio ciò che gli Struffoli sono.

Un’altra ipotesi è che la parola “Struffolo” derivi da strofinare, ovvero dal movimento compiuto per lavorare il loro impasto.

Struffoli donati e Struffoli segreti

Gli Struffoli ebbero grande fortuna a Napoli, e non solo ai tempi del Greci.

La ricetta venne conservata, nel Medioevo, grazie ad alcuni conventi: qui le suore continuarono a cucinarli per secoli, dandoli in dono alle famiglie della nobiltà napoletana che s’erano distinte per le loro opere di carità. 

Con il trascorrere del tempo si vennero a creare tante piccole varianti della ricetta degli Struffoli, tramandate in gran segreto di generazione in generazione, quasi come se decidere quanti diavulilli spolverarvi sopra fosse una magia o un rituale esoterico.

Ogni napoletano e campano ne conosce una versione diversa, e chiunque vi dirà che la “sua” è la ricetta autentica ed originale, quella dei veri struffoli. La verità è che, oltre le piccole differenze, ci sono poche ma fondamentali caratteristiche per cucinare degli autentici Struffoli napoletani: le palline fritte devono essere il più piccole possibile, per poter raccogliere più miele, e quest’ultimo deve essere decisamente abbondante.

Questo non solo perché ne gioverà il sapore del piatto, ma anche perché il miele è collegato alla figura di Gesù e dunque al Natale.

La roccia che dà miele

Il miele è in realtà citato spesso nei testi sacri Cristiani e Cattolici: nell’Esodo il miele viene paragonato alla manna ed alla parola di Dio, e come questa cade dal cielo per nutrire e saziare gli uomini; il miele viene anche da una “roccia”: e così viene definito Gesù Cristo, come “la roccia che dà miele” e che con le sue parole buone  colma di dolcezza e speranza chi gli presta ascolto.

L’amore viene spesso paragonato al miele nei testi sacri, sia quello che intercorre tra sposo e sposa che quello di Gesù nei confronti degli uomini.

E’ anche per questo che i mielosi Struffoli sono probabilmente diventati uno dei dolci tipici del Natale: uno dei loro ingredienti principali era strettamente collegato ad una simbologia cattolica e cristiana riguardante l’amore, Dio e soprattutto Gesù. 

Che lo si faccia seguendo questo spirito religioso o preferendo le sue origini pagane, è certo che gustare questo dolce Natalizio fa bene e rincuora sia il corpo che lo spirito. 

E voi? Amate il sapore mieloso degli Struffoli? Avete una vostra ricetta “segreta”, oppure vi affidate alle mani sapienti di nonni, genitori o pasticceri? 

Non perderti gli altri articoli sui sapori leggendari della Campania!

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
Eventi

Torna la “Domenica al museo”: ecco i musei gratis in Campania

Domenica al museo

Oggi prima domenica del mese torna in Campania l’iniziativa del Mibact che prevede ingressi gratuiti nei musei.

Per molti la prima domenica del mese è un giorno tanto atteso. Già da 5 anni infatti, la Regione Campania aderisce alla “Domenica al museo”, l’iniziativa del Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) che permette di entrare gratuitamente in alcuni musei campani.

Di seguito un elenco dei musei principali campani che aderiscono all’iniziativa.

Nella provincia di Napoli:

  • Museo Archeologico Nazionale di Napoli (piazza Museo Nazionale, 19, NA), orario biglietteria: 9.00-19.00.
  • Museo di Capodimonte (via Miano, 2, NA), orario: Museo: Primo piano (8.30-19.30) Secondo e terzo piano (9.30-17.00) Real Bosco: Ottobre, febbraio, marzo 7.00-18.00. Da novembre a gennaio 7.00-17.00. Da aprile a settembre 7.00-19.30. Orario biglietteria: 8.30-18.30.
  • Polo Museale della Campania (tra cui Palazzo Reale in piazza Plebiscito, la Certosa di San Martino, Castel Sant’Elmo e Museo Duca di Martina alla Floridiana al Vomero, NA).
  • Parco e Tomba di Virgilio (salita della grotta, 20, NA), orario biglietteria: 9.00-13.00
  • Parco archeologico dei campi Flegrei (via Sella di Baia, 22, Bacoli, NA), orario: 9.00 fino a un’ora prima del tramonto.
  • Scavi di Ercolano, Pompei e Oplonti (NA).
  • Complesso dei Girolamini (via Duomo, 142, NA), orario: chiusura temporanea con aperture straordinarie il primo e il 15 Dicembre 10.00-11.00-12.00; Prenotazione: Obbligatoria (Telefono: da fisso 848 800 288 e da cellulare +39 06 39967050).

Nella provincia di Caserta:

  • Reggia di Caserta (via Douhet, 2, CE), orario biglietteria: 8.30-19.30; ultimo ingresso 18.45.

Nella provincia di Salerno:

  • Scavi di Paestum (SA).

Per avere l’elenco completo dei musei campani che aderiscono all’iniziativa “Domenica al museo”, clicca qui!

Una domenica al museo molto speciale

Quest’anno per la “Domenica al museo” del mese di dicembre, il Mibact invita gli utenti social a partecipare ad un gioco. Per poter partecipare clicca qui! Basterà aguzzare la vista e provare ad identificare le opere di alcuni musei italiani, solo in base alla loro sagoma. La risposta poi va scritta nei commenti al post di facebook.

Tale attenzione all’interattività in campo culturale va di pari passo con la riforma del sistema museale nazionale dei ministro Dario Franceschini. Con iniziativa come i giochi sui sociale e la “Domenica al museo”, i musei sono protagonisti di un progetto di rafforzamento della cultura nel nostro territorio.

_

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

leggi tutto
CulturaEventi

L’Assurdo di Beckett al Teatro Nuovo Sanità: “Primo amore – Atto senza parole I e II”

Beckett arriva alla Sanità. Ieri al Nuovo Teatro Sanità la prima di “Primo amore – Atto senza parole I & II”. Ecco la nostra recensione dello spettacolo.

Ieri sera al Teatro Nuovo Sanità è andata in scena la prima di “Primo amore – Atto senza parole I & II”, una pièce composita, nata dall’associazione di tre opere di Samuel Beckett. Lo spettacolo, messo in scena da Sergio Longobardi e Costantino Raimondi, con la regia dello stesso Raimondi, racchiude in sé i semi del pensiero dell’autore irlandese.

L’opera, già portata in scena al “Napoli Teatro Festival”, questa volta viene rappresentata al Nuovo Teatro Sanità, un teatro che si è posto un obiettivo civico e sociale molto significativo, soprattutto per i giovani del rione, seguendo le orme del Nest di San Giovanni a Teduccio.

Per questo spettacolo, ci si è avvalsi di un set davvero particolare. Piccola e raccolta, la struttura che ospita il teatro fa parte della chiesa dell’Immacolata e San Vincenzo, risalente al XVIII secolo. Non appena le porte della sala si aprono, si è accolti in una penombra che caratterizzerà l’intera rappresentazione. L’ambiente accogliente e raccolto, i marmi, le raffigurazioni pittoriche, la vicinanza del pubblico al palco rendono l’atmosfera suggestiva.

Raimondi e Beckett: 3 in 1

Molto interessante la scelta artistica di Raimondi, che decide di mettere in scena una sorta di pièce in tre tempi. Questa non è composta dai classici tre atti di un’unica rappresentazione, ma racchiude in sé tre opere di Beckett: un racconto lungo, precursore della drammaturgia beckettiana, e due opere in atti singoli. Solo un minuto di buio e silenzio – forse anche meno – a segnalare il passaggio dalla parola, tagliente, abbondante, ma schizzofrenica, del primo atto, alla totale assenza della stessa nei due successivi.

Se con la sua tragicommedia dell’attesa, “Aspettando Godot” (1952), Beckett esprime alla perfezione l’idea del silenzio come unica forma accettabile di comunicazione, “Primo Amore” – scritto nel 1946, ma pubblicato solo venticinque anni dopo – già manifesta l’inquietudine beckettiana che culmina, nello spettacolo di Raimondi, in “Atto senza parole I & II” (1956).

In “Primo Amore”, il protagonista viene coinvolto in un percorso quasi onirico. Attraverso riflessioni dirette e disincantate, lo seguiamo nel suo viaggio mentale, dal ricordo della morte del padre a quello dell’amore. Un amore confuso, distante, discontinuo. Contemporaneo. A seguire, i due atti unici senza parole, nei quali regna la comunicazione non-verbale. Nel primo, il protagonista, solo in un deserto con una luce accecante, si arrende alla tragicità della vita; nel secondo, i due personaggi, simili ma distanti, sono opposti l’uno all’altro.

Il flusso di parola al Nuovo Teatro Sanità

Si potrebbe dire che l’attesa cominci già prima dell’inizio del monologo. Niente entrata per l’attore (Sergio Longobardi), il quale si trova già sul palco, in penombra, attendendo gli spettatori silenziosamente.

Il pubblico si sta ancora accomodando sulle poltrone, quando l’illuminazione si affievolisce, e dal centro del palco si levano suoni sconnessi. Il protagonista balbetta sillabe confuse. Poi, con un faticosissimo “associo” comincia il suo lungo e ininterrotto monologo. Un flusso frenetico di parole che ipnotizza il pubblico, talvolta con immagini dissacranti e spiazzanti.

Il monologo è strutturato attraverso un’assurda rete di connessioni. La morte del padre, l’allontanamento dalla casa, l’incontro con Lulù, il ritiro in una stalla. Tutto viene gettato fuori, con violenta follia, dal protagonista, in un susseguirsi di immagini e riflessioni senza filtri, in cui trovano posto momenti di pragmatica verità, ma anche visioni oniriche. Il teatro dell’assurdo è anche questo: l’abbandono del linguaggio logico-sequenziale, il racconto di una successione – talvolta paradossale – di eventi legati tra loro da battute serrate e mordaci, capaci di far sorridere nonostante la tragicità del dramma.

La scarnificazione di Beckett

Il linguaggio è spoglio, pragmatico, espressione di una visione disincantata della realtà. L’azione è ridotta al minimo: non esiste movimento sulla scena che non sia dato dalla mimica dell’attore e dalla frenesia della parola. Il tutto caratterizzato da umorismo contemporaneo e una buona dose di cinismo.

Nella sua interpretazione, Longobardi si affida molto alla mimica facciale e alla gestualità – a tratti molto (troppo, forse) accentuata. La natura del racconto-monologo del primo atto impone ritmi serrati e assenza di interruzioni nel flusso di parole. Purtroppo, però, alcuni momenti di incertezza nell’oratoria e piccole disattenzioni nel discorso hanno causato brevi intoppi, rallentandone a tratti la comunicazione. Imperfezioni che, comunque, non sembrano aver condizionato il pubblico.

“Primo Amore”

La scenografia è scarnificata. Ridotta al minimo, nel primo atto essa consiste in un piccolo sgabello cubico, sul quale Longobardi resta seduto. A volte unica fonte di luce durante il monologo, lo sgabello produce un’alternanza di colori associata al cambiamento di tematica e di emozione. Anche le emozioni sembrano scarnificate, disordinate, confuse. Momenti più tristi, con riflessioni piuttosto cupe, si alternano a soggetti più “lieti” – ma saranno davvero gioiosi? – che vengono annunciati con grande eccitazione.

“Il torto che abbiamo è dare parola alle persone”

Uno di questi momenti sembra l’amore. Forse. In realtà, si tratta di una storia che assume tratti grotteschi e singolari. Un amore che, proprio come tutto il resto della pièce, subisce la scarnificazione. Anche linguistica, se vogliamo, quando il protagonista decide di cambiare il nome dell’’amata’ Lulù con un altro che contenga una sola sillaba.

La relazione che lega i due può dirsi iconica, poiché anticipa il grande problema di comunicazione dell’essere umano contemporaneo. “Mi chiese se volevo che cantasse qualcosa; le dissi che volevo che mi dicesse qualcosa”. Ma avrà davvero qualcosa da dire?

Il protagonista intende il dolore come l’incapacità di sentire, provare, vivere. Confessa dal palco che, quando non si è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcol, “non si sente nulla”, il tutto “non si può esprimere”.

Atto Senza Parole I & II

Ma è nei successivi due atti dello spettacolo che viene massimamente espresso il tema della comunicazione. La scena è vuota, proprio come lo è la parola. Gli attori – Raimondi prima, Longobardi poi – affidano tutta la propria espressività alla mimica, sfociando talvolta in momenti tragicomici.

Brillante il lavoro, nel secondo atto, di Costantino Raimondi, la cui performance è stata molto più potente di un monologo recitato. Non servono parole; le parole sono inutili.

L’importanza della gestualità – “Atto senza parole I e II”

Luci ed ombre diventano essenziali nel secondo atto della pièce, poiché conferiscono quella spazialità teatrale che manca a causa dell’assenza di scenografia. Infatti, anche quella bozza di scenografia concretizzatasi nello sgabello iniziale, con i due atti senza parole scompare del tutto. Essa è riempita esclusivamente dalla gestualità e dall’espressività degli attori.

Anzi, nel secondo atto, la scenografia scardina i canoni teatrali e si sposta in sospensione sul palco. Infatti, mentre il palco riproduce una realtà desertica, tutti gli oggetti utilizzati dal protagonista restano sospesi in aria e vengono avvicinati al suolo solo se richiamati da un fischio. Ogni fischio comanda, dunque, le azioni del personaggio (interpretato da Raimondi), permettendogli di ottenere un elemento alla volta. Il protagonista, simbolo dell’uomo sconfitto, cerca sbadatamente di utilizzarli nel vano tentativo di raggiungere una caraffa d’acqua, che per lui, tuttavia, resta irraggiungibile.

Nell’ultimo atto, invece, Longobardi raggiunge Raimondi in scena. Tuttavia, due inaspettate ‘protagoniste’ di questa parte della rappresentazione sembrano le due buste di plastica, che esprimono tutta l’alienazione dell’uomo contemporaneo. I due personaggi adottano comportamenti simili, ma sono diversi, opposti, distanti. Il legame (non-verbale) tra i due esseri umani è sempre solo accennato, associato ad espressioni di vacuità e tristezza. Ognuno dei due finisce chiuso nella propria bolla, sfiorando l’altro, prima di ritornare nel suo piccolo guscio di plastica.

Perché vedere Beckett alla Sanità?

Nella sua strutturazione, questa pièce condensa in sé tutto il dramma della comunicazione contemporanea. Difficoltà di interazione, empatia e compassione, propria non soltanto del mondo raccontato da Beckett, ma segnale che riesce a raccontare qualcosa anche della nostra quotidianità.

Diplomato all’ “Ecole Internationale de Mimodrame Marcel Marceau” a Parigi, Raimondi afferma: “il mio linguaggio parte dal corpo, mezzo che esprime, attraverso il gesto, il pensiero e le emozioni, un immaginario collettivo, teatrale e contemporaneo. Lo scopo” – continua – “è recuperare la risonanza lirica attraverso il silenzio, per dare all’interprete voce, peso e densità, con un teatro di maschera e carne, pragmatico e non psicologico.

Le prossime repliche

Quando?

Sabato 30 novembre ore 21

Domenica 1 dicembre ore 18

Dove?

Teatro Nuovo Sanità, Piazzetta San Vincenzo, 1.

Per maggiori informazioni su spettacolo e biglietti, consultate il sito ufficiale.

leggi tutto
Inline