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De Luca attacca il governo: “Sottovalutano l’epidemia”. Su De Magistris: “Un autentica nullità”

Conferenza De Luca

Nella sua ultima conferenza stampa il presidente della Campania De Luca ha criticato l’operato del Governo e le frasi della Azzolina. Attacco anche al sindaco di Napoli De Magistris: “Un’autentica nullità!”.

Quello del Venerdì è oramai un appuntamento fisso con le dirette del presidente De Luca da inizio pandemia. In queste conferenze con lo sfondo blu, la mascherina sulla scrivania e l’immancabile bicchiere d’acqua il presidente fa il punto della situazione sull’emergenza in atto. Ormai abbiamo imparato tutti a conoscere il suo modo di fare: senza peli sulla lingua e senza risparmiare attacchi o critiche, anche nella sua ultima conferenza. Dal velato attacco a De Magistris e il Governo, passando per gli auguri a Maradona, ripercorriamo i punti salienti del suo ultimo intervento. 

Le parole su De Magistris

Ci sono sindaci che sono autentiche nullità, hanno abbandonato la città e non hanno alzato un dito nemmeno per mettere ordine nella movida. Queste autentiche nullità parlano per fare polemica. Gente che in un paese normale sarebbe stata affidata ai servizi sociali da anni.

E’ questa una delle affermazioni di De Luca che più affatto parlare. La stoccata al sindaco di Napoli, seppur mai direttamente nominato, è palese.

De Luca contro il Governo

Tuttavia l’attacco più pesante di De Luca arriva nei confronti del Governo, reo di non aver tempestivamente intrapreso una linea d’azione valida.

 Sottovaluta la gravità dell’epidemia, perde tempo prezioso e fa accumulare migliaia di contagi, che portano al collasso il sistema ospedaliero del Paese. Non ha preparato un piano di aiuti economici alle categorie. La situazione si è enormemente aggravata per i ritardi del governo. Nessuno si permetta di adottare misure mezze mezze per il lockdown. Le sole misure efficaci sono di carattere nazionale, ci sono regioni che hanno una percentuale di contagi superiore a quella di Napoli. Ogni ora perduta sono migliaia di contagi in più […] Non ha predisposto un piano nazionale per la sicurezza e per il rispetto delle ordinanze, mi riferisco per esempio all’obbligo di indossare le mascherine, che noi in Campania abbiamo anticipato, come tante altre cose.

E nel suo intervento non risparmia nemmeno il Ministro dell’Istuzione, Lucia Azzolina.

Dice di riaprire le scuole, ripete a pappagallo frasi fatte. Ma come si fa a riaprire le scuole? I ragazzi anche più piccoli sono veicoli di contagio.

L’attacco ai media

De Luca ne ha anche per i media e il sistema dell informazione, citando le parola di Papa Francesco nel suo discorso.

Il mondo è pronto a calpestare le vita delle persone. Il Papa osserva che perfino la politica ha perso ogni dignità. Non si può più dialogare, dopo dieci secondi si viene interrotti. Leggete queste parole del Papa e pensate ai tanti servizi degli organi di informazione, che esprimono narcisismi o pollai inutili. C’è un giornalista che stimo, il direttore della Stampa, Massimo Giannini. Una volta ha detto: De Luca si preoccupi dello scandalo degli ospedali Loreto Mare e San Giovanni Bosco. Poiché lo stimo l’ho chiamato a casa per chiedergli quali fossero questi scandali. Mi ha detto che si riferiva a un servizio televisivo e lui è una persona di grande qualità.

Gli auguri a Maradona

Lasciato per un po’ da parte l’argomento coronavirus De Luca rivolge i suoi auguri a Maradona.

Rivolgo i miei auguri a Maradona per i suoi 60 anni. E’ genio del pallone, spero che si curi un po’ di più, l’ho visto un poco scombinato. Credo sia doveroso mandargli un auguro affettuoso.

Il punto della situazione in Campania

 Il contagio corre in Campania; sono 3186 i nuovi positivi – su oltre 18mila tamponi effettuati – registrati dall’Unità di crisi nelle ultime 24 ore. Dati sviscerati dallo stesso De Luca nel corso della conferenza, che lancia l’allarme:

Non siamo al livello più alto di contagio il peggio deve ancora venire con la stagione influenzale e con l’inverno.

Il presidente ha parlato anche della questione posti letto, sulla quale puntalizza:

Abbiamo disponibili 250 posti di terapia intensiva, il 40% libero. Chiarisco che noi aumentiamo la disponibilità di terapie intensive a mano a mano che cresce la domanda per non spostare personale e non fargli fare niente

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CronacaPolitica

L’attentato di Nizza e lo scaricabarile all’italiana

Un nuovo attentato ha colpito, ancora una volta, lo Stato francese. Stavolta l’attentato è avvenuto a Nizza per mano di un killer sbarcato a Lampedusa lo scorso 20 settembre, e rimasto in quarantena fino al 9 ottobre. L’uomo, che risponde al nome di Brahim Aoussaoi, era tunisino e ha ucciso 3 persone nel corso dell’attentato.

La notizia ha fatto subito il giro del mondo, e qualcuno più attento ricorderà che la stessa situazione si era avuta per gli attentati di Berlino nel 2016 e Marsiglia nel 2017, con terroristi sbarcati in Italia e spostatisi nel resto del continente.

Ebbene, alle accuse di negligenza, la ministra del’interno Lamorgese risponde con “è colpa di Salvini, i decreti sicurezza hanno creato insicurezza”.

Il motivo per cui Brahim è fuggito è stata la negligenza delle istituzioni pubbliche, che Lamorgese ha il compito di gestire. Non c’entrano nulla i decreti sicurezza, anzi, Brahim aveva ricevuto un decreto di respingimento e sarebbe dovuto ritornare nel suo paese, quindi fin qui il sistema sembra funzionare. Il vero problema è che, nella settimana tra la firma di tale decreto di respingimento e la partenza effettiva, sembra che i migranti siano liberi di scorrazzare in giro senza nessun controllo. Quindi, cara ministra dell’interno, la colpa non è di Salvini e dei suoi decreti, ma della negligenza con cui la pubblica amministrazione, di cui lei è rappresentante, ha gestito la situazione. E’ sicuramente difficile intercettare una persona in fuga, ma il problema è che questa persona, in fuga, non doveva esserci in primo luogo. Se ha ricevuto un decreto di respingimento significa che tale individuo risultava pericoloso, o comunque non era adatto ad entrare nel territorio italiano. Ebbene, credendo nella bontà del migrante(e di chissà quanti altri), a Brahim è stata concessa una settimana di totale libertà, privo di qualsiasi controllo lo Stato ha lasciato vagare un terrorista, un killer, in giro per il paese. La storia si ripete, come quando tre torturatori scesero dalla Seawatch 3, la stessa nave difesa a spada tratta da chi ora ci governo.

No, non è colpa di Salvini. La colpa andrebbe attribuita alla ministra dell’interno e ad  governo che, in piena emergenza sanitaria, tiene i porti aperti a chiunque, per paura di chissà quale accusa di razzismo e xenofobia. E’ colpa dei medesimi soggetti se quel dannato giorno un immigrato clandestino, che l’Italia per l’ennesima volta ha lasciato passare, ha ucciso tre persone, tra cui una madre che i figli non potranno mai più riavere indietro.

Il Governo però fa ciò che sa fare meglio, scaricare la colpa su qualcun altro, qualcuno che non è nemmeno al governo e non detiene alcun potere.

“E’ colpa di Salvini”. No, non è colpa di Salvini.

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Politica

Coronavirus: Identità Digitale, la rete ha sempre più paura del virus. Per Conte un sentiment positivo solo al 8,8%

Discutono gli uomini più delle donne, ed i trentenni più di altri. Gli avvocati più della politica

“Nell’ultima settimana, in rete, un aumento del 56% dei temi di discussione legati al Covid, al Lockdown e alle chiusure imposte dal nuovo DPCM del Governo Conte. Sono 104 mila le menzioni nella rete con gli hashtag monitorati, un engagement (capacità di coinvolgimento della rete) di 348,9K”. E’ la fotografia che consegna Helene Pacitto, Ceo di ‘Identità Digitale’ che ha lavorato ai dati e che li ha letti con il giornalista Gaetano Amatruda.

Le Keyword utilizzate per la ricerca sono state ‘Covid19’, ‘ItaliaSiRibella’, ‘Lockdown’, ‘dpcm’ nel periodo 21, 27 ottobre (per gli andamenti settimanali) e 28 settembre 27 ottobre per una analisi più estesa.

“In rete vince, ed era prevedibile, il pessimismo. Solo il 7,2% esprime un sentiment ‘positivo’, il 33,9% sceglie l’opzione ‘negativa’ ed il 58,9% ha un giudizio ‘terzo’. La themecloud e la tagcloud evidenziano, rispetto alle rilevazioni di marzo e giugno, un cambio di terminologia. Alla discussione sui tamponi si associano argomenti come ‘coprifuoco’, ‘chiusura’, ‘Italia si Ribella’. Le emoji più usate nella rete – dice la Pacitto – sono una fotografia dello stato d’animo del Paese ed allora si spiega l’uso del tricolore, dell’emoji con la mascherina e della faccina ‘disperata’ che porta le mani sul volto”.

Identità Digitale fotografa poi gli utenti che in rete parlano di Covid. “Il 60,4% sono uomini, il 39,6% sono donne, la fascia di età 25/34 è la più coinvolta nel tema per il 46,6%, seguita dai più giovani 18/24 anni per il 28,6%, la fascia d’età 35/44 è coinvolta per il 17,1%.”

“Il Lazio – dice la Pacitto – è la Regione dove si conversa maggiormente in rete per il 63% con un +49% rispetto alla settimana precedente. A seguire la Lombardia, con il 10,2 % della discussione in rete e con una maggiorazione del 82% rispetto ai 7 gg precedenti. Cresce, poi, il dibattito in Liguria e Campania; nella Regione di Toti la discussione occupa il 3,7% del dibattito nazionale e con un incremento del 53% rispetto alla scorsa settimana mentre la Campania di De Luca occupa il 3,6% del dibattito nazionale con un incremento del 53%. Seguono Emilia Romagna, Toscana, Sicilia , Veneto e Piemonte”.

“Al netto dei giornalisti e degli autori tv – sottolinea Amatruda – in rete la categoria che ne parla di più è quella degli avvocati con il 7,5%, poi vengono i politici con il 6,6%, poi gli insegnanti,4,9%, gli studenti 3,7% e gli imprenditori 3,7% ma, questi ultimi, con un trend crescente”.

La Pacitto ed Amatruda hanno poi analizzato, dal 28 settembre al 27 ottobre, l’andamento del premier Giuseppe Conte, anche alla luce, delle conferenze stampa rilanciate “Il premier ha collezionato 179,8k menzioni, un engagement di 658.8k, con un sentiment positivo per l’8,8% e negativo per il 28,7%, neutro al 62,5%”.

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CronacaPolitica

De Magistris e Sala sul lockdown a Napoli e Milano: “Va deciso insieme”

Ieri il sindaco di Napoli aveva reso noto, sui suoi profili social, di aver scritto una lettera al ministro della Salute Speranza. Oggi aggiornamenti sulla questione lockdown a Napoli e a Milano.

Luigi de Magistris aveva annunciato ieri a tutti i suoi followers di aver scritto una lettera, insieme al sindaco di Milano Beppe Sala, al ministro Speranza. Il tema della lettera era l’eventuale decisione, da parte del Governo, di istituire un lockdown localizzato nei due epicentri di questa seconda ondata Covid: Napoli e Milano. Nel messaggio, il primo cittadino partenopeo rende noto di aver chiesto al Governo aggiornamenti e dati ulteriori riguardo la situazione clinica della città. De Magistris chiede, inoltre, che qualsiasi decisione riguardo una chiusura totale vada presa con il consulto dei sindaci delle città in questione.

La risposta del Ministero

Questa mattina è arrivata una prima risposta da parte di Speranza. De Magistris e Sala fanno sapere che il ministro si è preoccupato di telefonarli, comunicando loro una sua imminente risposta ufficiale alla lettera inviata.

Ieri Beppe Sala ed io abbiamo ricevuto la telefonata del ministro Speranza che ci ha comunicato che avrebbe risposto alla nostra lettera. Ha anche sottolineato che si sarebbe attivato, nel giro di pochi giorni, per farci avere un focus analitico sulla situazione di Napoli e Milano e tenere informati noi sindaci di tutti i dati in possesso del ministero della Salute.

Intanto il sindaco di Napoli ha deciso di chiarire meglio la posizione su un eventuale nuovo lockdown localizzato.

Stamattina io e Sala ci siamo sentiti nuovamente e abbiamo deciso di comunicare congiuntamente queste considerazioni. Innanzitutto, non esiste un partito favorevole e un partito contrario al lockdown. Esiste, invece, il convincimento fermo che i sindaci hanno il diritto di avere tutte le informazioni necessarie in possesso delle strutture che monitorano l’emergenza. Per ultimo, cosa più importante, che decisioni più restrittive – lockdown compreso – devono essere prese insieme tra governo, Regione e Comune,anche perchè  a livello sociale ed economico spettano allo Stato gli interventi.

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Politica

Ma Napoli mormorò: Non passa l’ordinanza

Proteste, guerriglie, rivolte, violenza.
Cosa significa tutto questo? E perché sta accadendo?

E’ già da un paio di giorni che Napoli è flagellata da rivolte nelle strade, principalmente in serata, contro i provvedimenti presi dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Rivolte violente che hanno portato anche ad aggressioni di forze dell’ordine e di innocenti cittadini. Ma quali sono i motivi per cui le misure restrittive adottato dal governatore hanno portato a tutto ciò?

Bisogna considerare che, dopo il primo lockdown, molte società e imprese sono state costrette alla chiusura, e che anche dopo la riapertura gli affari non hanno ripreso a funzionare come nel prelockdown portando comunque ad una diminuzione degli introiti. Il coprifuoco per bar e ristoranti danneggia queste attività che fanno dei clienti serali e notturni il loro guadagno. Ma è davvero una questione soltanto economica? Personalmente, non ne sono troppo convinto.

Chiusure anticipate, chiusure totali, chiusure settorializzate. Non sono certo necessarie, ma avrebbero causato rivolte anche se lo fossero state. Questo perché gli apparati governativi e amministrativi sembrano quasi dimenticare la situazione in cui versano i cittadini, ancora in attesa della casa integrazione e che non hanno la certezza di un sussidio che possa venir incontro almeno alle necessità essenziali. Quando si sente parlare di chiusura, quindi, ciò che scatta è la mancanza di fiducia nelle istituzioni, una mancanza di fiducia maturata in decenni di governi trasformisti e corrotti nella storia dell’intera repubblica.

Quindi è questo il significato? Queste rivolte sono causa di una mancanza di fiducia? Fondamentalmente, si. Perché in un paese civile, attento ai bisogni dei cittadini, consapevole dei problemi in cui essi versano, un paese come dovrebbe essere l’Italia, un sussidio per permettere ai cittadini di sopravvivere a delle chiusure sarebbe scontato, così scontato che nessuno avrebbe nulla da ridire su nessuna chiusura. Eppure, l’unica certezza che ha il popolo italiano, l’unica certezza su cui aggrapparsi in questi momenti bui, è che lo Stato lo ha dimenticato, abbandonandolo a se stesso in mezzo ad una tempesta.

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Politica

Pronto il nuovo Dpcm: bar e ristoranti chiusi alle 18, palestre, cinema e teatri chiusi

dcpm conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dcpm che avrà effetto dal 26 Ottobre al 24 novembre. Nel pomeriggio il presidente del Consiglio illustrerà le norme. Gli scienziati del Comitato Tecnico hanno espresso perplessità sulla raccomandazione di limitare lo spostamento tra i Comuni, siccome  i dati dimostrano che i focolai sono soprattutto nelle aree metropolitane. Ci sono state riserve forti anche sulla scelta di autorizzare le fiere internazionali.

Su bar e ristoranti

Bar e ristoranti potranno stare aperti anche di domenica e nei giorni festivi, dalle 5 fino alle 18. Il Comitato tecnico scientifico, infatti, ha ritenuto che «l’apertura domenicale dei ristoranti può essere utile per limitare le riunioni familiari».  Ci si potrà sedere solo in 4 alla volta ai tavoli, tranne per tavoli composti da persone conviventi. Sono consentite ancora la consegna a domicilio e il servizio d’asporto, quest’ultimo fino a mezzanotte. Fa eccezione anche la ristorazione negli alberghi per chi vi alloggia.

Sarà inoltre vietato consumare cibo e bevande in luoghi pubblici dopo le 18.

Su palestre, teatri, cinema, sale da gioco

Saranno chiusi teatri, cinema, sale scommesse, sale bingo, sale giochi e casinò. Saranno chiuse anche palestre, piscine, centri ricreativi e centri benessere, centri termali con l’eccezione di quelle con un presidio sanitario obbligatorio.

Chiuderanno infine comprensori sciistici e anche i centri sociali fino al 24 Novembre.

Sui negozi

«Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio».

Sulla scuola

«L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Per contrastare la diffusione del contagio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9».

Su bus e metropolitane

«È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».

Sugli spostamenti liberi tra le Regioni

La raccomandazione sugli spostamenti rimane generica e non costrittiva. Il decreto non presenta più il riferimento ai movimenti fuori dal Comune e dunque è sempre consentito anche lo spostamento tra Regioni. Il Dcpm riporta: «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».

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Politica

De Luca: “Napoli e Provincia Zona Rossa”. Poi la decisione sui locali

De Luca

Tutta l’area metropolitana di Napoli dovrebbe essere Zona Rossa

“C’è un problema territoriale nell’emergenza Coronavirus, il 60% dei contagi è nell’area metropolitana di Napoli. Abbiamo vietato la mobilità tra le province ma dovremmo fare zona rossa tutta l’area metropolitana di Napoli”.

Lo avrebbe detto a quanto si apprende, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca nel corso dell’incontro Governo-enti locali sull’emergenza coronavirus convocato dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. De Luca ha parlato anche di “un progressivo aggravamento della situazione, con molti asintomatici”

chiedendo un “maggiore coinvolgimento dei medici di base, anche per evitare i ricoveri”.

Inoltre il presidente De Luca ha chiesto che si portasse al 100% la didattica a distanza, contrariamente a quanto proposto dal Governo che intende mantenerla al 75%.

De Luca ha ritenuto comunque improponibile la chiusura alle 18 dei locali, come vorrebbe il governo, ma ha ritenuto inutile una misura a metà senza che ci sia una rigida imposizione del governo con un lockdown in tutta italia.

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Politica

Nelle prossime ore un nuovo DPCM: Ecco le novità

Nelle prossime ore Giuseppe Conte firmerà un nuovo DPCM che conterrà misure molto restrittive e, di fatto, rappresenterà un nuovo passo verso il lockdown.

Secondo le indiscrezioni di fanpage.it, il nuovo decreto dispone che:

“le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00”.

Al tavolo si potrà stare in un massimo di 4 persone (salvo che siano tutte conviventi) e dopo le 18 non sarà possibile consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici.

La consegna a domicilio sarà sempre consentita, mentre l’asporto terminerà alle 24, salvo che le Regioni non applichino norme più restrittive.

Chiuderanno cinema, teatri, sale da concerto anche in spazi all’aperto.

Sospese tutte le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

Stop a tutte le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Chiusura anche per sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò.

Le scuole resteranno aperte in presenza, ma “per contrastare la diffusione del contagio” le scuole secondarie di secondo grado dovranno adottare forme flessibili di organizzazione e ricorrere alla didattica digitale integrata almeno per il 75% delle attività.

Restano sospese gite e viaggi di istruzione.

Sono sospese tutte le procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica.

Resta obbligatorio l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto e “fortemente raccomandato anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”.

Tra l’altro, il Governo raccomanda anche di non ospitare persone non conviventi nella propria abitazione, salvo che in situazioni di stretta necessità.

 

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Castiello (Lega): “Violenza da condannare sempre. L’esasperazione colpa di De Luca e del Governo”

“Aggredire giornalisti e forze dell’ordine è una pratica che non può essere tollerata:non vi sarà mai alcuna motivazione valida che possa giustificare la deriva violenta di qualsivoglia protesta.
Dunque, quello che si è verificato ieri a Napoli, va condannato senza appello e senza esitazioni.
Sullo sfondo dell’accaduto resta però la responsabilità di chi ha lasciato trascorrere invano molti mesi,senza organizzare un sistema di “difesa” dal virus, e di tutela dagli effetti che i nuovi provvedimenti restrittivi avrebbero potuto determinare, come in effetti sta accadendo.”

Lo ha dichiarato L’On.Pina Castiello deputato della Lega, la quale ha continuato:

“De Luca e il governo centrale, sono facce diverse dello stesso disastro.
Occorreva la sensibilità istituzionale di valutare che un popolo già messo a dura prova, come è capitato a quello italiano e napoletano con il durissimo lockdawn della prima emergenza,rischia di consegnarsi ad una esasperazione incontrollata, in presenza di nuovi provvedimenti limitativi non suffragati da adeguate strategie di ristoro.

Conclude l’on Castiello, che ricorda:

“Ma questa sensibilità non vi è stata e, per questo, oggi, la tensione è alle stelle ovunque nel Paese. Si poteva fare tanto di più per evitare questo clima di angoscia e preoccupazione dalle prospettive imponderabili.
Ma purtroppo chi doveva rimboccarsi le maniche ha preferito pensare al cabaret,alle passerelle,alla distribuzione di prebende per i suoi sodali,e non alle reali esigenze del popolo “.

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Acerbo(Prc-Se): ragionare su Napoli, quando si chiude ci vuole reddito per tutti

“La protesta nelle strade di Napoli deve far riflettere gli apprendisti stregoni a partire dallo showman De Luca fino a governo e Confindustria. Troppo facile cavarsela dicendo che in piazza c’erano la camorra e i fascisti. Se si regala a malavita e estrema destra la rappresentanza del malcontento che cresce nel paese e si nega il dramma sociale non si fa che peggiorare la situazione.”

Sono le parole di Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, che continua:

“La protesta no mask e contro le restrizioni trova ascolto popolare anche a causa dell’assenza di provvedimenti sociali. Se sono necessarie misure drastiche per fermare il contagio è fondamentale garantire nel frattempo reddito per tutte e tutti. Non si possono sussidiare le grandi imprese parassitarie e lasciare in mezzo a una strada le classi popolari o il lavoro autonomo. Non servono le prediche, servono i fatti. E un ceto politico che per venti anni ha tagliato sanità e diritti, che non è stato capace di organizzare tracciamento, tamponi, sanità territoriale e posti letto non ha il diritto di fare prediche. Occorrono subito misure per affrontare l’emergenza sociale senza lasciare nessuno indietro. E se dite che non ci sono soldi il governo faccia la patrimoniale sulle grandi ricchezze. Bisogna fermare il contagio garantendo protezione sociale ai settori colpiti dalle chiusure e dalla pandemia.”

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