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Castel Volturno: scontri tra sostenitori ed haters di Salvini

Salvini

In attesa dell’arrivo del ministro dell’interno Matteo Salvini, gruppi organizzati di sostenitori e di haters del vice premier stanno occupando il tempo con slogan e sfottò, chiaramente contrapposti, che stanno tenendo in allerta le forze dell’ordine che presiedono l’evento.

Salvini presiederà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica all’esterno della Scuola Forestale dei carabinieri di Castel Volturno.

In piazza sono presenti circa cinquanta persone. Molti abitanti del litorale sono intervenuti per assistere all’intervento del vicepremier e, perchè no, provare a conquistare l’ormai ambitissimo selfie.

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Governo, De Magistris sulla crisi: “Pronti a rappresentare l’alternativa all’armata di Salvini”

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Stamane il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando la crisi di Governo che si è aperta in questi giorni, ha sciolto le riserve circa la sua discesa in campo e ha dichiarato di essere pronto a scendere “in prima linea” per rappresentare un’alternativa a Matteo Salvini e “alla sua armata”:
Nel pieno di un agosto di fuoco il Governo è scoppiato. Sembra imminente la consumazione definitiva di un’esperienza politica e di governo complessivamente dannosa per la tenuta democratica del nostro Paese. Potrebbe aprirsi la prospettiva di un governo con una nuova maggioranza parlamentare, verosimilmente 5S-PD. Un Governo istituzionale di transizione verso il voto. Vedremo. Nulla è impossibile ai tempi del nulla politico.” Scrive il primo cittadino partenopeo. Arriva poi l’annuncio: “Saranno i gruppi parlamentari nella loro autonomia ad indicare prospettive. Se il Presidente della Repubblica, garante degli equilibri costituzionali, dovesse ad un certo punto maturare, invece, la scelta dello scioglimento della Camera e del Senato, ritengo sia venuto il nostro momento per candidarci alle politiche.

Nel Paese ci sono tante risorse. Nei partiti, nei movimenti, negli amministratori locali, nelle forze sociali e in quelle produttive, nelle professioni, nel mondo della cultura e dell’istruzione. Si deve solo partire. Io ci sono. Mi sento pronto e molto carico per costruire l’alternativa e sono contento – se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane – di partire proprio da sindaco di Napoli. La mia città, con le quattro giornate del 1943, fu la prima in Europa a liberarsi dall’ occupazione nazifascista con una rivolta popolare.” rievoca De Magistris. E aggiunge:

È venuto il momento di unire l’Italia valorizzando tutte le autonomie. Consolidare diritti e libertà individuali. Lottare finalmente contro mafie e corruzioni, la vera emergenza nazionale che questo Governo nasconde. Un Paese che ha le competenze e le eccellenze per coniugare impresa, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed ambiente. Potenza dello sviluppo mettendo al centro finalmente la persona e la natura. L’Italia dei beni comuni con i fatti e non con le parole. Un Paese che ritrovi armonia, coesione, concordia. Amore contro rancore, odio, violenza. Libertà, uguaglianza e fratellanza. Costruire l’Italia della solidarietà e della giustizia sociale. È tutto molto semplice ma anche così difficile. Come le rivoluzioni. Non possiamo vedere precipitare il Paese nel baratro. Vinceremo? Non lo so. Ma se non lottiamo abbiamo già perso. E soprattutto non ci va di lasciare, da spettatori, il Paese in mano ad una destra eversiva oppure ad un ceto politico che ha causato la malattia e che ora, strumentalmente, si vuole proporre come medicina.

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AmbientePolitica

Il Ministro Costa attacca: “chi accende i roghi deve andare in galera”

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Io ho fatto tutto quello che dovevo fare. E non solamente io. Nel novembre 2018 è stata istituita una cabina di regia per prevenire questo odioso fenomeno dei rifiuti tossici, e ad oggi ognuno ha fatto il suo, tranne il ministro dell’Interno“. Lo dice, in un’ intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’ambiente Sergio Costa, a proposito di quanto sta avvenendo nella Terra dei fuochi di recente. Secondo Costa, Salvini si dovrebbe occupare del “presidio del territorio, il ministro dell’Ambiente non ha il potere sulle forze di polizia“. “Statisticamente i roghi avvengono sempre alla stessa maniera. Si sa dove accendono i fuochi, a che ora, con quale modalità. Per prevenirli bisogna fare quindi degli appostamenti, e poi arrestarli e portarli in galera. Ma quelli non li posso certo fare io. È andata così a Battipaglia, a Giugliano, a Caivano. E mentre c’erano questi roghi il ministro dell’Interno non se ne occupava“. Era a Milano Marittima, soggiorno di cui si è già discusso diffusamente, «già, al mare, o comunque non era dove serviva». Chiarisce però che non è un attacco al collega: «Per carità, è un appello. Chiedo al ministro dell’Interno Matteo Salvini di occuparsi della Terra dei fuochi. Una settimana fa ho scritto anche al premier Giuseppe Conte per questo». Fra i due ministri ci sono già state frizioni negli scorsi giorni per i commenti di Costa sulla vicenda del figlio di Salvini sull’ Acquascooter della Finanza.

La Terra dei Fuochi deve essere al centro dell’agenda di tutte le istituzioni. Ho letto le parole dei ministro dell’Ambiente che lancia un allarme. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche: ognuno – a partire da chi ha la responsabilità politica di garantire l’ordine pubblico – faccia la sua parte perché la priorità è la salute dei cittadini. Esiste già una cabina di regia: è importante che continui a lavorare”, così commenta anche il Presidente della Camera Roberto Fico, che su Facebook ha condiviso la notizia del Corriere.

Come il Ministro ha riferito negli scorsi giorni ci sono stati numerosi episodi di incendi dolosi e vandalismi nell’area della Campania. Due giorni fa, a Battipaglia, l’incendio di rifiuti si è sviluppato all’interno di un’azienda che stocca rifiuti speciali non pericolosi nella zona industriale (Ne abbiamo discusso ampiamente in questo articolo). Nei giorni scorsi, a Giugliano, grazie all’utilizzo di droni dell’Aeronautica è stato sventato un rogo. E sempre a Giugliano alcuni mezzi adibiti alla raccolta differenziata dei rifiuti sono stati danneggiati all’interno del piazzale di un’impresa: pare siano state sottratte le batterie ed il gasolio a 14 camion, mentre ad altri mezzi sono stati rotti i vetri. A Caivano, invece, un mezzo di una ditta che si occupa di rifiuti è stato sottratto all’autista e poi trovato incendiato.

 

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Politica

Ministro Lezzi rilancia Scampia: 50 milioni per riqualificazione

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Ieri a Roma ho incontrato il sindaco Luigi De Magistris per approfondire alcuni dossier su Napoli e, in particolare, quello relativo a Scampia: un progetto di riqualificazione al quale entrambi teniamo molto. In particolare, ho confermato al sindaco la piena disponibilità a finanziare, dopo l’abbattimento delle vele, la rigenerazione di quell’area prevedendo lo stanziamento a settembre di 50 milioni di euro attraverso il Fondo sviluppo e coesione, di cui presiedo la cabina di regia. Il passaggio successivo prevederà il via libera da parte del Cipe, dopo di che tale finanziamento diventerà effettivo. Anche in occasione dell’incontro di ieri ho registrato la piena disponibilità alla collaborazione da parte del sindaco De Magistris e la volontà di lavorare in sinergia per il bene della città“, sono parole del ministro per il Sud Barbara Lezzi all’ indomani del “costruttivo e positivo confronto, nel solco della consueta collaborazione istituzionale”. Molti i temi di cui hanno trattato (fra i quali Bagnoli), che saranno al centro di ulteriori incontri ed approfondimenti. Su un tema in particolare la responsabile del ministero e il primo cittadino di Napoli sono entrati già in un’importante e strategica fase operativa, quella riguardante la riqualificazione urbana del quartiere di Scampia.

Si tratta della seconda fase del progetto Restart Scampia, fino ad oggi non ancora coperta da finanziamento. Su questa fase, successiva quindi all’ abbattimento delle vele di Scampia, fin da settembre sono attesi importanti sviluppi con la cabina di regia del Fondo di coesione e sviluppo, presieduta dal Ministro Lezzi, che proporrà al Cipe l’importante finanziamento per la riqualificazione della area in seguito all’abbattimento delle vele.

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De Magistris sposa la battaglia dei 5 Stelle sui Navigator

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Per alcuni sono le prove generali dell’intesa che porterà alla coalizione tra DeMa e 5 Stelle in campania alle prossime regionali, uniti contro De Luca, per altri semplicemente una questione di priorità.

Fatto sta che lascia intendere molto la presa di posizione di De Magistris sul caso Navigator, che dichiara:

Negare la contrattualizzazione ai navigator è montare un capriccio politico su una montagna di sabbia. Si tratta di un grande errore mediatico perchè i navigator sono pagati per un pezzo del reddito di cittadinanza. Niente a che vedere con il potenziamento dei centri per l’impiego per cui ci sono abbondanti risorse a parte che stanno per essere ripartite tra le Regioni”. 

Sulla questione De Magistris aggiunge: 

“E’ arrivato il momento di dire basta al giochino che tiene sotto i precari e sopra una classe politica che, a suon di like e post tuonanti, pensa di combattere il precariato”. 

 

 

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Regionali 2020: I preparativi per l’asse M5s-DeMa-SI in funzione anti De Luca

M5s – DeMa

Sarebbe d’accordo Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, a seguire De Magistris qualora fosse lui il candidato alla presidenza in una coalizione DeMa – M5S che abbia l’obiettivo di bloccare De Luca. 

Con l’apertura alle alleanze con le liste civiche, il M5s diventa quindi uno dei più ambiti partiti con cui stringere un’alleanza, nonché punto nevralgico dell’equilibrio di governo: Un accordo con Sinistra Italiana potrebbe infatti creare una crisi a livello nazionale tra Lega e M5s, le quali già vivono un periodo alquanto burrascoso.

Rotto il patto con Articolo 1 dopo la bastonata alle europee, Fratoianni aspetta impaziente l’ufficialità della discesa in campo di De Magistris per provare a ritornare in primo piano sulla scena politica.

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La Cgil bacchetta Di Maio: “Squallido prendersela con i dipendenti”

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“Le affermazioni del Ministro Di Maio a proposito di Navigator e centri per l’impiego sono di una gravità inaudita e vanno stigmatizzate e condannate con fermezza”.

E’ la denuncia di Salvatore Tinto, segretario regionale FP Cgil Campania, che alla affermazioni del ministro, replica:

“Se ci sono umiliati e mortificati presso i centri per l’impiego della Campania e dell’intera nazione, quelli sono i dipendenti abbandonanti al loro destino e perseguitati da leggi confuse, fatte senza alcun piano strategico che dia una vera risposta al grave problema della disoccupazione. Personale risotto all’osso, locali fatiscenti, risorse strumentali obsolete e inadeguate, nessuna sicurezza”. 

“Eppure – continua Tinto – in queste condizioni, con grande senso del dovere e abnegazione al lavoro, è stato ed è il personale a portare avanti i centri per l’impiego dando risposte a tanti, giovani e meno giovani, ridotti alla disperazione e umiliati, questo è vero, da politiche del lavoro inadeguate, raffazzonate e palesemente inconsistenti, perpetrate vergognosamente e irresponsabilmente dai governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni compreso quello attuale, portando la disoccupazione giovanile nel meridione dal 60 per cento. Questo si, caro ministro, è umiliante e mortificante” 

“Sparare sui dipendenti – Conclude il sindacalista – storici e creare contrapposizioni tra navigator assunti con contratto a tempo indeterminato e il personale stabile dei centri per l’impiego è una operazione squallida e deplorevole, ma soprattutto non serve a creare occupazione e a dare risposte concrete.”

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Imu, Tari e Irpef: aumentano le tasse locali

Uno studio della Uil fotografa i movimenti del carico fiscale sulle tasse locali Imu/Tasi, Tari e Irpef.

A seguito della rimozione del blocco delle aliquote, gli enti locali possono da quest’anno manovrare di nuovo la leva fiscale. Non sono pochi i contribuenti che dovranno pagare più tasse per effetto dei ritocchi a Imu/Tasi, Tari e addizionali comunali Irpef decisi da molte amministrazioni locali. A fotografare l’andamento delle imposte locali, è uno studio della Uil sulle tre maggiori imposte dei comuni, Imu/Tasi, Tari e Irpef. Mentre le Regioni finora non hanno apportato aumenti di aliquote, la situazione sul fronte tasse comunali è diversa. Non sono molti i comuni che stanno rivedendo le aliquote e le tariffe, ma si tratta comunque di ritocchi di peso: contenuti gli aumenti Imu/Tasi; più pesanti i ritocchi Irpef; il quadro Tari risulta più variegato. Oltre ai rincari si registrano inoltre alcune riduzioni.

Irpef

Su 4.078 Comuni che hanno comunicato le loro scelte al Ministero dell’Economia, 566 (il 14% del totale) hanno scelto di aumentare le aliquote o di rimodulare le esenzioni abbassandone la soglia.

A Barletta, che suddivide l’aliquota in base al reddito, l’aliquota sul primo scaglione di reddito (15 mila euro) passa dallo 0,2% allo 0,5%; quella sul secondo scaglione di reddito (fino a 28 mila euro) passa dallo 0,4% allo 0,6%; quella fino a 55 mila euro di reddito passa dallo 0,6% allo 0,7%. Ad Avellino l’aliquota passa dallo 0,7% allo 0,8%, confermando la soglia di esenzione a 15 mila euro. Anche a Lecce passa dallo 0,7% allo 0,8% confermando la soglia di esenzione a 12.500 euro. Mentre a Carrara da un sistema di aliquote progressive che andavano dallo 0,44% allo 0,8% quest’anno viene applicata l’aliquota unica dello 0,8%. A Trapani la soglia di esenzione viene ridotta da 13 mila euro a 10 mila euro. A Mantova fino allo scorso anno c’era l’aliquota unica dello 0,4% e da quest’anno si applicheranno aliquote comprese tra lo 0,38% e lo 0,8%. Mentre a Rimini dallo 0,3% dello scorso anno si passa ad aliquote comprese tra lo 0,55% e lo 0,8%.

Oltre ai rincari ci sono 122 comuni che hanno scelto di diminuire il carico fiscale tra cui Bologna e Forlì. A Bologna la soglia di esenzione passa dai 14 mila euro dello scorso anno ai 15 mila euro di quest’anno. A Forlì la soglia è stata portata a 15 mila euro a fronte degli 8 mila dello scorso anno. Lucca ha diminuito la prima aliquota (dallo 0,59% allo 0,58%). Mentre Pisa aumenta la soglia di esenzione da 12 mila a 15 mila euro.

Imu

Per quanto riguarda l’Imu le aliquote sono state riviste al rialzo in oltre 215 Comuni, tra cui 4 Città capoluogo: Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino. Di segno opposto le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Vercelli dove le aliquote scendono. Poi ci sono moltissimi Comuni, compresi alcuni capoluoghi, che senza abbassare le aliquote hanno però semplificato il sistema con l’accorpamento della Tasi all’Imu.

Tari

Per una famiglia con abitazione di 80 mq e quattro componenti la Tari è aumentata in 44 Città capoluogo di Provincia, tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli. Rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna. Diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze, Trapani e Venezia.

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Politica

Pronto Soccorso, nuovi codici d’emergenza: numeri e colori

codici

Il Provvedimento

Cambiano le regole del Pronto Soccorso, con l’introduzione di nuovi codici numerici che vanno da 1 a 5. Le Regioni potranno abbinare a questi codici dei colori e tempi “certi”, con un’attesa massima prevista di 8 ore. L’obiettivo di questo provvedimento è triplice: evitare i ricoveri inappropriati, accorciare i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni.

Sono le novità portate nelle “Linee di indirizzo nazionale sul Triage Intraospedaliero, e sull’Osservazione Breve Intensiva e lo sviluppo del Piano di gestione del sovraffollamento”, messe a punto al ministero della Salute e deliberate in seguito alla Conferenza Stato-Regioni. Il nuovo sistema entrerà in vigore entro 18 mesi. La selezione per gravità dei casi, quindi, si suddividerà in 5 numeri e colori:

  1. Rosso: Emergenza, intervento immediato;
  2. Arancione: Urgenza, intervento entro 15 minuti;
  3. Azzurro: Urgenza, intervento entro 60 minuti;
  4. Verde: Urgenza minore, intervento entro 120 minuti;
  5. Bianco: Non urgenza, intervento entro 240 minuti;

Nascerà inoltre un’area chiamata “See and treat”, nella quale infermieri in possesso di una “formazione specifica” applicheranno controlli per trattare le urgenze minori, sempre con l’obiettivo di diminuire il sovraffollamento. È prevista anche un’Area di Osservazione breve ed intensiva (Obi), per terapie a breve termine e approfondimenti diagnostici. In quest’altro caso, invece, si intende ridurre i ricoveri inappropriati e accertare le dimissioni.

Le Posizioni sulla “Rivoluzione”

Sono molto contenta perché abbiamo portato a casa una serie di provvedimenti importantissimi. Dalle classificazioni d’urgenza nel Pronto Soccorso a tutta una serie di provvedimenti per ridurre il sovraffollamento, come tempi certi di visita. Abbiamo portato a casa anche la ripartizione del fondo di 400 milioni di euro per la riduzione dei tempi della lista d’attesa e la digitalizzazione delle prenotazioni“. Sono queste le parole di Claudia Grillo, il Ministro della Salute, al termine della Conferenza Stato-Regioni. Stefano Boccaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, aggiunge: “Con l’accordo si realizza un cambiamento importante. Qualcuno ha parlato di rivoluzione, ma credo si tratti semplicemente di un’evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune Regioni“. Sergio Venturi, coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, ritiene che il nuovo sistema “allinea l’Italia agli standard della maggior parte degli altri paesi“.

Francesco Rocco Pugliesi, presidente del Simeu (Società Italiana di medicina di emergenza urgenza), si trova in disaccordo: “Non credo ci sarà una riduzione dei tempi d’attesa, perché il vero problema è che nei Pronto Soccorso italiano mancano all’appello 2.000 medici ed è il medico che deve visitare i pazienti. Con un numero così esiguo di medici è impossibile rispettare i tempi massimi di attesa previsti per l’accesso al Pronto Soccorso“, e continua: “Tecnicamente, il codice colore non penso possa essere comunque abbandonato, perché è più immediato sia per il cittadino sia per il medico. Un altro problema centrale è che nei reparti ospedalieri mancano i posti letto, a causa dei tagli degli ultimi anni: è quindi impossibile che i pazienti, come prevedono le nuove regole, vengano smistati ai reparti per il ricovero, quando questo è necessario, entro un tempo massimo di 6-8 ore“.

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Politica

Concorso Ripam Regione Campania 2019, 509mila domande

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Sono 508mila, più di mezzo milione, le domande pervenute per il Piano Lavoro della Regione Campania. È il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ad annunciare il successo del concorso su Facebook, e aggiunge: “Le assunzioni sono garantite alla fine del percorso formativo. Sono stati i Comuni a presentare le richieste in base alle loro piante organiche e il concorso ha avuto il via libera dai tre ministeri competenti“.

Non è un numero fissato, poiché manca ancora più di una settimana al termine: le domande potranno essere presentate fino all’8 agosto, con la possibilità che ne arrivino altre decine di migliaia. I posti disponibili negli enti della Regione Campania sono in tutto 2175, divisi fra le diverse qualifiche professionali (1225 per i diplomati e 950 riservati ai laureati). L’età minima per la partecipazione è di 18 anni: tra le professioni ricercate figurano operai, dirigenti, contabili e impiegati amministrativi.

Le Modalità

I candidati inviano le domande online (attraverso il sito https://www.ripam.cloud/). Le prove preselettive avranno luogo tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre, alla Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta. Il test sarà composto da 80 domande a risposta multipla, e differirà in base al profilo professionale a cui il candidato ambisce. Al termine della prova preselettiva i candidati che passeranno saranno sottoposti a un’ulteriore cernita con la prova selettiva di 60 quesiti. Terminata la fase selettiva verrà redatta una graduatoria provvisoria di merito dei candidati idonei, in base al punteggio. Così gli ammessi saranno indicati alla terza fase di formazione e rafforzamento.

La terza fase durerà 10 mesi e sarà distinta per profili professionali (la raggiungerà un numero di candidati pari al numero di posti da ricoprire maggiorato del 20%). Il concorso avrà la sua conclusione con la prova orale, al termine del periodo di formazione e dopo una verifica finale.

Finita la prova orale la commissione redigerà le graduatorie, una per profilo. Per ottenerle saranno sommati i punteggi della prova scritta, della valutazione finale dell’attività formativa e della prova orale. Le amministrazioni, dunque, assumeranno i primi classificati a tempo indeterminato nei vari ruoli.

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