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Il Ministro Spadafora scrive all’UEFA: “Non bisogna giocare la finale di Champions League ad Istanbul”

Spadafora

A seguito delle vicende tra Turchia e Kurdistan, che ormai da giorni sono salite alla ribalta tra i fatti di cronaca internazionale, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha scritto una lettera diretta al presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin, in cui espone i suoi dubbi sulla reale possibilità di una finale di Champions League ad Istanbul: “In qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano, le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio”.

“A seguito dei gravissimi atti contro la popolazione curda avvenuti negli ultimi giorni – prosegue Spadafora -, il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: “L’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione”.

“Ricordo che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite promuove da anni la “Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace” ogni 6 aprile, riconoscendo allo sport un importante valore sociale e culturale. Sappiamo bene che la drammaticità di quanto sta avvenendo in Siria non si risolverà con questo atto, ma siamo tutti consapevoli dell’importanza – politica, mediatica, economica, culturale – che riveste uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello mondiale. Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti”, conclude il ministro dello Sport.

Parole, queste, nette, e che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana.

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Nasce il Movimento 24 Agosto per il Sud, guidato da Pino Aprile

Nasce il Movimento 24 Agosto guidato dal giornalista e scrittore Pino Aprile: Sud protagonista ed equità territoriale.

Il giornalista e scrittore Pino Aprile presenta a Cosenza, il Movimento 24 Agosto che nasce per abbattere la disparità territoriale che negli anni ha favorito grandi investimenti pubblici nel Centro-Nord, condannando il Mezzogiorno a essere la più vasta area europea senza treni, autostrade, infrastrutture, con la più alta emigrazione e disoccupazione giovanile (tra le più elevate d’Europa) e, da alcuni anni, persino in calo demografico:

“Non abbiamo soldi, strutture o sponsor, solo volontà”.

Lo slogan scelto è:

“Equità territoriale”.

Pino Aprile ha dichiarato che:

“La politica attuale non coglie la grave situazione nella quale versa il Paese. In un momento storico in cui i giovani lasciano l’Italia per andare altrove, sottraendo futuro a questa terra, i parlamentari in blocco come soluzione pensano al varo dell’alta velocità. Questi sistemi, con queste rappresentanze il Sud continua a restare colonia. L’obiettivo di questo movimento è riportare equità territoriale. Chiediamo e pretendiamo che questa parte del paese, il 40% del territorio e il 34% della popolazione, abbia gli stessi diritti degli altri italiani. Chi offende e insulta i meridionali e sta al governo o in politica deve andare a casa, assieme agli schiavetti terroni che lo votano perché se voti un candidato come Salvini che ti definisce ‘coleroso che puzzi più dei cani’ hai qualche problema serio e ti devi far vedere da uno bravo”.

Come spiega Aprile, M24A mira all’equità, il cui fine è ottenere che a tutti i cittadini siano garantite le stesse opportunità per sviluppare le proprie doti. Cittadini alla pari, perché questo dice la Costituzione e questa è la condizione irrinunciabile per accettare di vivere nello stesso Paese:

“La collocazione di questo movimento, non è ne a destra ne a sinistra, ma a Sud. Pretendiamo solo il rispetto della Costituzione e l’equità, cioè mettere tutti nella stessa condizione, esattamente il contrario della Lega, che è un fenomeno razzista territoriale che chiede sempre di più per la propria parte. Noi volgiamo fare tutte le azioni politiche necessarie per far capire agli italiani onesti che una colonia interna non vuole più essere tale, se questo paese non vorrà che il Sud smetta di essere colonia, allora il Sud ha solo la possibilità di andarsene per i fatti suoi. La Calabria se la batte con la Basilicata ogni anno come regione più povera d’Italia, quindi volevamo dare il senso di ripartenza da dove il problema è maggiore e poi perché il gruppo dei calabresi è il più attivo. Non abbaiamo soldi, strutture o sponsor, solo volontà”.

Tanti i cittadini che hanno partecipato all’incontro all’interno del cinema -teatro A. Tieri. In platea anche Carlo Tansi candidato alle prossime elezioni regionali e l’ex senatore dei Cinquestelle Francesco Molinari.

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M5s a Napoli per i primi 10 anni di attivismo: Tutti presenti, compresi i contestatori

Il Movimento 5 stelle festeggia i primi 10 anni di attivismo a Napoli: Grillo, Conte, Di Maio e altri big sul palco. Contestata Raggi e Filippo Roma de “Le Iene”.

Beppe Grillo è arrivato a bordo di un’auto elettrica alla Mostra d’Oltremare, per partecipare alla seconda e ultima giornata di Italia 5 Stelle, nella quale si festeggiano i 10 anni dalla nascita del Movimento. La chiusura della kermesse ha avuto come protagonisti Luigi Di Maio e Virginia Raggi e all’arrivo del sindaco di Roma si sono registrati spintoni e insulti tra militanti e simpatizzanti. In particolare, ci sono stati problemi per Filippo Roma, l’inviato de “Le Iene”, fortemente contestato. La stessa Raggi ha detto:

“Ci accusano di essere cambiati, ma siamo maturati, dentro e fuori le istituzioni”.

Spiega Di Maio:

“Il Movimento 5 Stelle sarà sempre l’ago della bilancia e determinerà linea politica e i programmi dei governi nei prossimi dieci anni”.

E aggiunge:

“Non faremo alleanze alle regionali, ma proporremo altri patti civici, per liberare le regioni dalle mani dei partiti e delle correnti. In Umbria abbiamo lanciato il patto civico, ma non è una alleanza. Non ci alleeremo neanche per sogno con De Luca”.

Annuncia poi tre nuove riforme a costo zero: acqua pubblica, conflitto d’interessi e sanità.

Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, ai microfoni dei giornalisti, afferma che sarà possibile sconfiggere la camorra ma solo se faremo squadra. Grillo invece parla dell’intenzione di portare avanti il reddito universale e di quanto sia necessario portare i cittadini al voto sin dai 16 anni. Importante l’annuncio arrivato da Luigi Di Maio che, interrotto da un gruppo di giovani che chiedeva lo stop alle armi in Turchia, ha detto:

“Hanno ragione, chiederò che l’Unione Europea blocchi la vendita di armi ai turchi”.

Dello stesso parere il Premier Conte, che ha detto:

“Non accetteremo ricatti dalla Turchia”.

E poi:

“Sono davvero, davvero felice di essere qui a festeggiare il vostro decimo compleanno: auguri, auguri. E sono felice che sia festeggiato in questa meravigliosa città, che ha dedicato tanto a noi e al mondo”.

Sono state invece le parole del premier Giuseppe Conte, al quale Luigi Di Maio ha ceduto il palco di Italia 5 Stelle dopo l’intervista a due voci:

“Napoli è stata chiamata così dai greci: Neapolis, città nuova e noi stiamo lavorando per voi alla nuova polis, alla nuova politica. Hanno detto che voi siete l’antipolitica, ma voi siete il trionfo della buona politica. Vi hanno detto che siete anti-sistema, ma voi siete quelli che stimolano tutti, con la critica, a onorare le istituzioni con comportamenti onesti”

ha concluso il premier.

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Alla scoperta del Forum regionale dei Giovani della Campania

Alla Scoperta del Forum regionale dei Giovani della Campania: un organismo che permette il miglioramento delle condizioni dei giovani campani. Intervista al Presidente Giuseppe Caruso.

Il Forum regionale dei Giovani della Campania è un organismo autonomo che ha il compito di coadiuvare l’azione della Regione nell’ambito delle politiche giovanili. Lavora per semplificare il rapporto dei giovani con le istituzioni, hanno un legame con le realtà locali e usano il metodo del “dialogo strutturato”. Abbiamo posto alcune domande al Presidente Giuseppe Caruso per capire quanto sia fondamentale la loro mediazione tra generazioni diverse.

Come e perché è nato il Forum regionale dei Giovani della Campania e qual è il vostro legame con le realtà locali?

Il FRG ha una storia del tutto esemplare, è stato istituito nel 1989, grazie ad una legge all’epoca definita avveniristica sul tema delle Politiche giovanili; per alcuni anni la previsione di un’assise regionale che rappresentasse “le forze giovanili” esistenti nella nostra regione è stata disattesa; dopodiché il Consiglio regionale ha realizzato ciò che la legge 14/89 aveva previsto, assieme anche agli stessi Forum comunali; un vero e proprio boom del numero di questi organismi nella nostra regione è molto più recente, a partire dalla seconda metà degli anni 2000; ad oggi sono stati censiti più di 100 Forum dei Giovani istituiti da comuni della Regione Campania. C’è da dire che la legge del 14/89 non attribuiva al FRG alcun collegamento con i Forum locali, non rientrati nella definizione di “forze giovanili”, ma qualcosa è cambiato col tempo nella sensibilità dei forum stessi, dei rappresentanti dell’assemblea che si sono succeduti e finanche nel legislatore, che nel 2016 ha varato una legge quadro sulle politiche giovanili che definisce il “nuovo” Forum regionale come rappresentante anche dei Forum locali; il 70% dei componenti l’assemblea sarà infatti composto da rappresentanti di Forum comunali. Si è arrivati a questo importante traguardo grazie all’ascolto che ci è stato rivolto ed anche ai metodi con cui ci si è accostati al momento decisionale, partendo proprio dai territori.

La vostra azione sul territorio si basa sul metodo del dialogo strutturato. In cosa consiste?

Il “dialogo strutturato” è un metodo di concertazione decisionale con cui i Giovani d’Europa hanno contribuito a realizzare e definire alcuni temi peculiari delle politiche giovanili europee; basti pensare agli “Youth Goals” o a “Garanzia Giovani”, tanto per fare qualche esempio. Nella sua versione europea è strutturato in cicli e prevede la strutturazione di un dialogo (per l’appunto) tra giovani e decisori, con il contributo di cd “Stakeholders”, cioè portatori di interesse che vi contribuiscono. Ha il suo fulcro nell’ascolto territoriale e nella realizzazione delle “Conferenze giovanili” che in genere durano 3 giorni, coinvolgono rappresentanti giovanili e governativi ed hanno luogo ogni sei mesi presso lo stato europeo che detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea.
Nel caso italiano la rappresentanza territoriale del gruppo di lavoro nazionale ha riguardato la somministrazione di questionari e poco altro, per cui è un processo ben poco conosciuto a livello locale. Nel nostro piccolo ne abbiamo implementato una versione a nostra misura: degli incontri territoriali tematici che hanno culminato almeno una volta all’anno in una plenaria che ha coinvolto un grosso numero di rappresentanti locali che con la metodologia del dialogo strutturato ha contribuito seriamente a dare spunto alle linee strategiche ed anche alle iniziative stesse del Forum regionale dei giovani. Una formula felice di compartecipazione alle decisioni che ci coinvolge e ci vede dialogare con i territori ed i decisori regionali sempre di più e di cui andiamo particolarmente orgogliosi.

Quali sono gli obiettivi prefissati che siete riusciti a raggiungere e quali progetti avete in cantiere per migliorare le condizioni dei giovani campani e le prospettive occupazionali, purtroppo per noi sempre troppo basse e poco tutelate?

Il lavoro rappresenta l’emergenza più grande per la nostra terra insieme alla questione ambientale. Siamo stati tra i primi a credere nel Piano Lavoro lanciato dalla Regione e ci auguriamo che una misura analoga sia adottata dal governo nazionale in tempi brevi. Al tempo stesso abbiamo posto l’accento sull’auto-imprenditorialità con i finanziamenti, anche a fondo perduto per l’avvio di nuove imprese. Siamo convinti che bisogna continuare su questa strada e dare un’opportunità ai tanti nostri coetanei che, in mancanza di alternative, scelgono la strada dell’emigrazione al nord e in altri paesi. Infatti ci siamo concentrati sul tema dello spopolamento delle aree interne con la realizzazione di un master in collaborazione con l’Università degli studi di Napoli Federico II.

Importanti e numerosi eventi che hanno coinvolto e coinvolgeranno i giovani quest’anno: universiadi prima di tutto e poi anche Matera, capitale europea della cultura 2019 e il Sannio Falanghina città del vino 2019. Un bilancio della vostra partecipazione agli eventi già trascorsi e cosa vi aspettate da quelli che verranno?

La Campania è una terra meravigliosa e siamo orgogliosi di poterla mostrare al mondo nel pieno del suo splendore: con le universiadi abbiamo dimostrato che anche nel meridione d’Italia è possibile fare grandi eventi senza i problemi e i ritardi che ci sono stati in passato. I Forum giovanili sono stati impegnati a 360 gradi nell’evento e sono stati tra i protagonisti insieme agli atleti. In questa fase stiamo contribuendo al migliore utilizzo possibile degli impianti riqualificati. Lo stesso scopo stiamo raggiungendo con le attività sulla Falanghina e il bere consapevole, e per tutto il Sud Italia, l’esperienza della capitale europea della cultura, dove abbiamo presentato a fine settembre la rete delle università per le aree interne.

Generazioni a confronto: Che rapporto c’è con le istituzioni regionali? Cosa dovrebbe migliorare e vi augurate per il futuro?

Abbiamo avuto la fortuna di aver stabilito un rapporto costruttivo e proficuo con tutte le istituzioni regionali. Solo con una forte sinergia istituzionale può produrre reali e visibili miglioramenti per la società. Un esempio su tutti è il finanziamento da parte della Regione dei Forum giovanili comunali. Abbiamo ragionato in questo modo anche per le norme che hanno portato al finanziamento del trasporto pubblico gratuito per gli studenti, le leggi su bullismo e cyberbullismo e sui beni confiscati. Vogliamo continuare su questa strada.

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Generazioni a confronto: questo il motivo portante del nostro ultimo cartaceo da oggi in distribuzione in Campania

di Serena Laezza – Essere nati in un determinato periodo storico significa subirne l’influenza. Una redazione composta per la maggior parte da under 30 che realizza un periodico cartaceo proprio nel mese in cui, il 29 ottobre del 1969, nasceva ARPANET, predecessore di Internet, non poteva che partire da questa considerazione. Nasce da qui anche la scelta di dedicare questo numero a un unico tema: “Generazioni a confronto”. Secondo i sociologi oggi sono ben sette le generazioni che convivono sul pianeta. Dai Senior, che hanno vissuto le guerre mondiali ma anche la nascita del rock n’ roll, alla Generazione Z, figlia della crisi economica ma anche dell’evoluzione tecnologica, passando per i Millennials segnati dall’attentato dell’11 settembre così come dalla nascita dei social network, ciascuna ha i suoi problemi, i suoi modi di comunicare e le sue ambizioni. Lungo queste queste 24 pagine, ci siamo interrogati sulle visioni del mondo, del lavoro, dell’arte che ogni generazione porta con sé, sulle diversità che ci separano dai nostri padri e dai nostri nonni, ma anche sui punti di incontro incredibili, a volte difficili da vedere.

Buona lettura (clicca quì o sulla foto di copertina per ottenere il giornale in distribuzione da oggi nei principali centri commerciali della Campania e nei punti pubblici della provincia di Napoli))

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Niente più animali nei circhi entro il 2021

“Oggi è una grande giornata per chi ama gli animali: presto potremo andare al circo senza assistere agli spettacoli con protagonisti gli animali“. Così esulta Francesco Emilio Borrelli, il consigliere regionale dei Verdi dopo che la Regione Campania ha approvato la sua mozione contro la presenza, nei circhi, di spettacoli con protagonisti gli animali.

Il consigliere dei Verdi continua poi così: “La Giunta regionale infatti è stata impegnata ad attivarsi presso il governo nazionale per arrivare a una rapida approvazione dei decreti attuativi previsti dall’articolo 2 della Legge 175/2018. La normativa punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti finalizzata al superamento dell’utilizzo degli animali nel loro svolgimento. Dunque l’obiettivo è niente animali negli spettacoli entro due anni. La vita degli animali nel circo è incompatibile con le loro caratteristiche etologiche. La detenzione, l’addestramento e l’esibizione in spettacoli circensi comporta il più delle volte sofferenze e maltrattamenti degli animali. Con la mozione approvata la Giunta Regionale della Campana spingerà il governo a prevedere una ricollocazione, entro due anni, degli animali detenuti nei circhi presso strutture idonee di cui si farà carico per il mantenimento”.

E così, dopo le mozioni contro la messinscena di animali selvatici nei circhi di New York del giugno 2017 e del Regno Unito del maggio di quest’anno, anche in Italia, in Campania, sembra iniziare a muoversi qualcosa. Potrebbero aver luogo, dunque, entro il 2021, spettacoli circensi col solo utilizzo di artisti, ovvero clown, acrobati e giocolieri.

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Italia Viva: La comunità Casertana si incontra in Biblioteca

Italia Viva

E’ in programma per domani l’incontro dei militanti e simpatizzanti casertani del nuovo partito comparso sullo scenario politico dopo la scissione di Matteo Renzi dal Partito Democratico.

Tra gli organizzatori spuntano i nomi di Carmine De Lucia, consigliere a Santa Maria a Vico, renziano della prima ora, nonchè fondatore del comitato azione civile “Italia Viva Caserta”; e Mauro Desiderio, ex segretario PD della città di Caserta, anche lui emigrato nel nuovo movimento.

Tra gli ospiti, saranno presenti anche Gennaro Falco, dirigente Medico, l’ex Sindaco di Marcianise Filippo Fecondo e il consigliere di Castelvolturno Nicola Oliva, i quali faranno da cornice istituzionale alla kermesse.

L’incontro, che si terrà domani dalle 18 alle 20 nella sala Biblioteca Comunale di Caserta in via Liviano, potrebbe gettare le basi per una formazione politica con forza e peso al pari delle altre già in campo sul territorio Campano.

Il nuovo partito infatti, dopo gli incontri di Napoli con gli esponenti nazionali di Italia Viva, dimostra di essere ben strutturato in Campania, di godere di un’ampia partecipazione e di avere le carte in regola per emergere e mettere i bastoni tra le ruote agli storici gruppi di potere.

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I parlamentari grillini che disertano Italia 5 Stelle

Italia 5 Stelle

“Cosa vado a dire a Napoli? che sono contrario su tutto? Abbiamo fatto un governo col Pd, cosa posso raccontare io a Italia 5 stelle? E’ ovvio che me ne starò a casa mia” 

Sono le parole sconfortate di Paragone, ex conduttore La 7 e militante in prima linea contro il PD, ma dopo la svolta dei 5 stelle e il nuovo governo giallorosso, lui, come tanti parlamentari d’altronde, si trova in una situazione di imbarazzo nel presentarsi ad Italia 5 stelle.

“A Napoli? Non ne ho proprio voglia. Non è dissenso il mio ma assenza di entusiasmo.”

Commenta così Barbara Lezzi, ex ministro pentastellato, ormai demotivata e passata “dietro le quinte” nella nuova formazione di governo.

Inoltre, mancherà ad Italia 5 Stelle anche il frontman storico,  Di Battista, lontano per motivi personali, mentre fonti certe affermano che siano stati ufficialmente Vincenzo De Luca e Luigi De Magistris, interlocutori potenziali per una maxi-coalizione da anteporre alla destra di Salvini.

Insomma ci saranno tante sorprese in questa edizione, e il capo politico, seppur tramontante, Luigi Di Maio ci  tiene ad annunciare:

Lancerò ufficialmente la nuova riorganizzazione del Movimento 5 Stelle e le nuove candidature per chi vuole ricoprire i ruoli regionali e nazionali. Si passerà da un movimento con un solo leader politico fino a 100 persone che gestiranno il movimento su tutto il territorio nazionale. Questo – aggiunge a proposito dei “facilitatori” – sarà un  grande aiuto anche per i cittadini”. 

L’auspicio è che basti a sedare le rivolte interne e i malcontenti che gonfiano sempre più una botte che ci accinge, ogni giorno di più, vicino all’esplosione.

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Napoli, il sindaco De Magistris accoglie i migranti: “Qui a Napoli potranno sentirsi come a casa”

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, da sempre molto attivo nelle iniziative riguardanti i migranti, ha invitato le componenti della rete Palermo Charter Platform Process a indire al più presto una conferenza stampa internazionale sul tema e ha candidato Napoli come possibile sede per lo svolgimento della stessa.

Così si è espresso nell’ultimo comunicato congiunto: “Vogliamo agire in maniera responsabile, accogliere i rifugiati e trattarli con dignità e rispetto. Se sono in cerca di una nuova casa, siamo pronti a offrirgliene una nella nostre comunità. Se lo desiderano, possono essere napoletani, palermitani, berlinesi, barcellonesi”.

E poi conclude: “Dopo il fallimento del pre-accordo di Malta sull’immigrazione, in seno all’ultima riunione del consiglio europeo dei ministri degli Interni, svoltosi in Lussemburgo, la rete ha duramente criticato la mancanza di un provvedimento europeo che possa contenere la crisi nel Mediterraneo. Le terribili tragedie nel Mediterraneo e nel campo profughi di Moria possono essere evitate in modo semplice: chiedendo agli stati europei di rimuovere ogni tipo di restrizione alle iniziative civili e delle singole città sulle politiche relative ai migranti”.

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Ergastolo “duro”: la corte dei diritti umani si schiera contro l’Italia

ergastolo ostativo

La Corte dei diritti umani di Strasburgo dà torto all’Italia in merito all’articolo 4 bis del codice penale. La legge prevede l’ergastolo ostativo per detenuti, accusati di reati connessi alla criminalità organizzata.

Uno dei maggiori problemi che affligge l’Italia da anni e che riguarda molto da vicino anche la regione Campania è quello della lotta alle mafie. Tale difficoltà ha spinto la nostra Repubblica ad emanare l’articolo 4 bis della legge 26 luglio 1975, n. 354. Esso prevede la pena all’ergastolo ostativo nei confronti di “particolari” detenuti, macchiatisi di reati connessi alla mafia.

L’ergastolo ostativo prevede un “fine pena mai”, senza poter usufruire di eventuali benefici in seguito a buona condotta. È una pena che appunto “osta” a qualsiasi modifica. L’ergastolo ostativo quindi non può essere abbreviato o convertito in pene alternative (come i domiciliari), a meno che il detenuto decida di collaborare con la giustizia.

Gli ergastolani ostativi in Italia sono circa un migliaio. Il parere della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo (CEDU) contro tale pena italiana potrebbe cambiare le cose.

Le dichiarazioni del ministro della Giustizia

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha espresso la sua contrarietà alla decisione della Cedu:

«Non condividiamo e faremo valere in tutte le sedi le ragioni del governo italiano e le ragioni di una scelta che lo Stato ha fatto, tanti anni fa, stabilendo che una persona può accedere anche ai benefici, a condizione però che collabori con la giustizia».

Lasciando marcire numerosi mafiosi in carcere certo non si collabora alla loro riabilitazione sociale. Si ha anche il rischio che le famiglie dei detenuti prendano il loro posto all’interno della criminalità organizzata.

Eppure il nostro Paese si fregia di avere una della Costituzioni più democratiche al mondo. Il ministro Bonafede aggiunge infatti:

«noi abbiamo un ordinamento che rispetta i diritti di tutti le persone ma che di fronte alla criminalità organizzata reagisce con determinazione».

In effetti solo coloro che vivono in territori che soffrono profondamente il problema della criminalità organizzata, possono capire quanto sia necessaria in certi casi la durezza della pena.

Un detenuto condannato all’ergastolo ostativo, accusato di numerosi omicidi, può davvero redimersi in qualche decennio di carcere? Non ha avuto abbastanza opportunità di “redenzione” quando era in libertà?

Forse quindi non bisognerebbe discutere della durata della pena dei carnefici. Bisognerebbe avere un occhio di riguardo per le famiglie dei detenuti, affinchè non cadano di nuovo nel mondo della criminalità organizzata. Senza mai perdere di vista il dolore delle famiglie delle vittime.

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