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Cultura

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Il Mav di Ercolano con tantissime novità per #iorestoacasa

Il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano (Mav) aderisce alle iniziative via web del mondo della cultura, in linea con la sua filosofia. Con l’hashtag #iorestoacasa, tantissime novità direttamente dal mondo antico!

Il mondo della cultura si unisce per dare vita a numerose iniziative via web. Anche il Mav, il Museo archeologico virtuale di Ercolano (in via IV Novembre), gestito dalla Fondazione Idis aderisce e come suggerito dallo stesso nome, non era estraneo al mondo del digitale neanche prima dell’emergenza da Coronavirus.

Continua le sue attività online con l’hashtag #iorestoacasa, pubblicando le ricostruzioni in 3D dei siti e delle domus romane presenti sul territorio campano, soprattutto quelle di Ercolano e quelle di Pompei. C’è però, una novità: ci saranno video a 360 gradi, in cui si può ruotare a proprio piacimento un singolo punto di vista della domus.

Il presidente del Mav, Luigi Vicinanza, ha spiegato:

“Noi continuiamo a lavorare per offrire ai visitatori un’esperienza sempre più ricca e interessante. in attesa di potervi ospitare nelle nostre sale”.

Con questa iniziativa è possibile vedere virtualmente, la famosissima Villa dei Papiri, la spiaggia di Ercolano, la Casa del Fauno nella vicina Pompei, Villa Jovis a Capri, il Parco archeologico sommerso di Baia con il ninfeo di Punta Epitaffio costruito nel primo secolo, durante il principato di Claudio.

Tra le novità proposte, figura anche un cortometraggio fatto di realtà immersiva ed effetti sonori in cui lo spettatore si ritrova nella città fondata da Ercole, accompagnato dall’archeologo Karl Jacob Weber e potrà incontrare anche personaggi storici. Ideale l’utilizzo di visori VR.

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Cultura

Covid e salute mentale: intervista al dr. Alberto Vito, responsabile di psicologia clinica all’Ospedale dei Colli

Il dottor Alberto Vito, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Psicologia Clinica dell’A. Ospedale dei Colli, discute con noi riguardo gli aspetti psicologici relativi all’epidemia di Covid-19.

Questa situazione, così estrema e stressante, grava su tutti coloro che la vivono, qualsiasi sia il loro ruolo – pazienti, familiari, operatori sanitari ed anche la cittadinanza. Il dottor Alberto Vito ci parla degli aspetti e le conseguenze psicologiche che questi giorni così diversi dall’ordinario stanno avendo su ciascuno di noi.

Questa emergenza  – ci dice il dottor Alberto Vito – ha degli aspetti specifici molto particolari che riguardano tutte le categorie – e cioè: i pazienti innanzitutto che sono sottoposti ad un regime particolare e i loro familiari che sono isolati; gli operatori che hanno uno stress specifico ed anche la cittadinanza nel complesso. 

Esercitare controllo su se stessi: come reagire

Che effetti può avere sulla salute mentale dei cittadini un’isolamento così prolungato?
Ovviamente misure così rigide, così anomale per noi non possono che destare uno stato emotivo intenso nella collettività; un senso di pericolo, un senso di panico. Anche il fatto di stare in casa può portare a delle conseguenze non necessariamente piacevoli per tutti. Quello che si può dire è che noi non possiamo cambiare le nostre emozioni, ma possiamo cambiare i nostri pensieri ed i nostri comportamenti. L’emozione è più forte di te – non è che la scegli, però ragionare su come pensare e come comportarsi è possibile.

Insomma, si tratta di come elaborare le emozioni che ci capita di provare rispetto queste situazioni così particolari.
Sì. La cosa da capire, su cui riflettere è che in realtà, contrariamente a quello che noi pensiamo, quello che noi sperimentiamo non dipende dal virus; dalla quarantena; dall’emergenza; dai provvedimenti. Dipende invece da tutte queste cose nell’incontro con la nostra personalità. Cioè noi tendiamo a pensare che è colpa del virus, è colpa del fatto che siamo in casa, mentre invece è l’effetto del virus, l’effetto dello stare in casa su come siamo fatti noi. Se uno ragiona in questi termini – cioè che in parte dipende sempre da noi – è più facile attivare delle reazioni più valide, più efficaci. 

Quindi questa consapevolezza ci potrebbe aiutare ad avere la sensazione di avere un potere su quello che ci accade – naturalmente non sul fatto in sé ma su come la viviamo.
Esattamente. Cioè che non abbiamo un potere assoluto sulla realtà ma non è vero che siamo non-attrezzati.

Non siamo inermi nei confronti di questa situazione.
Non siamo inermi se acquistiamo consapevolezza su come funzioniamo. Perché non ci sono dei suggerimenti generici per tutti – per esempio ascoltare la musica – ma bisognerebbe capire ciascuno di noi che meccanismi di difesa attiva e quindi capire quali sono quelli più funzionali per ciascuno di noi. Ad esempio: alcuni si informano tantissimo ed alcuni preferiscono non avere informazioni. Se lo vuoi, inizi a ragionare su come funzioni – se capisci come funzioni sei più attrezzato per reagire.

 Diciamo che si dovrebbe seguire il celebre “Conosci te stesso”?
Sì. Anche un’emergenza è un’occasione: questo tempo rallentato, questo tempo può essere un’occasione per sperimentare una maggiore consapevolezza. Uno dei pochi consigli che sono validi per tutti è parlare delle proprie paure, dei propri stati d’animo, dei propri sentimenti e non sentirsi sbagliati, patologici e inadeguati per questo, perché tutto questo è una reazione normale a una situazione straordinaria. Il timore, le preoccupazioni, la sensazione claustrofobica sono reazioni inevitabili rispetto ad una situazione che è oggettivamente diversa dal solito.

La risposta straordinaria all’accadimento straordinario non è patologico anche se ovviamente fuori dalle righe normali del comportamento, insomma.
Sì. Perché è un comportamento esatto, dal punto di vista psicologico. Cioè se mi rubano in casa, io per un certo numero di volte mi spavento ad aprire la porta – cosa che non fa chi non ha avuto questa esperienza. Ma non sono strano: è che la mia memoria ha memorizzato un’esperienza. Quindi noi sappiamo che non possiamo uscire di casa, è normale che la psiche, la persona reagisca. Noi non dobbiamo spaventarci della potenza delle nostre emozioni, però appunto le possiamo contrastare, metabolizzare, renderci conto che ciò che ci spaventa sono le rappresentazioni della realtà, non la realtà. Quasi nessuno è medico, quasi nessuno ha l’esatta comprensione del problema, però reagiamo alle rappresentazioni che ci facciamo del problema.

Categorie a rischio

Esistono categorie di persone che hanno più difficoltà ad effettuare questo processo di auto-comprensione? Per esempio, pazienti che avevano già una condizione psicologica un po’ più precaria o diversa dalla norma, potrebbero avere più problemi nel reagire alla situazione?
Sì, queste persone possono avere più problemi. Possono avere più problemi quelle persone per cui sono stati interrotti i trattamenti. L’interruzione della quotidianità per alcuni può essere un fattore più problematico che per altri, così come laddove ci sono situazioni familiari complesse e più conflittuali rimanere in casa può essere più problematico. Oltre questo, anche le situazioni di solitudine o anche il sovrannumero di persone in spazi limitati possono provocare stati maggiori.

Aggressività e comunicazione

Cosa ne pensa dell’aggressività che stanno mostrando alcune persone nei confronti di coloro che sono fuori casa? Perché c’è quest’aggressività così forte – sviluppata poi in un modo così repentino?
Be’, perché non si fa ciò che suggerivo prima – cioè acquisire un percorso di consapevolezza. Se uno ha una reazione emotiva, se uno ha una reazione non pensata possono succedere cose del genere. Ma anche in termini di comunicazione vengono commessi degli errori perché non si tiene conto del significato psicologico dei comportamenti. Si devono mandare dei messaggi che sostengano le risorse, non semplicemente che criminalizzino i comportamenti sbagliati. La comunicazione dovrebbe puntare al nostro spirito identitario. Se noi ragioniamo come comunità, come collettività i nostri comportamenti sono molto migliori;  se invece la comunicazione per esempio fa vedere che sono finite le cose nei supermercati noi abbiamo una reazione individuale e questa reazione individuale sarà più emotiva e quindi pericolosa.

Una comunicazione di questo tipo non permette alle persone di razionalizzare la propria reazione.
Esatto. Si dovrebbe fare una comunicazione che rafforzi il nostro spirito di comunità. Tanti comportamenti solidali lo dimostrano: ci sono queste risorse nella collettività. Bisognerebbe avere una comunicazione che indirizzi più sui comportamenti solidali e collettivi invece di trasferire informazioni che poi creano panico.

Il futuro della dimensione sociale

Lei pensa che la paura che adesso stiamo sperimentando nel vedere, incontrare le altre persone potrà mai scemare? I contatti sociali potranno mai tornare come prima oppure questo timore anche solo ad uscire di casa ci accompagnerà per molto tempo?
Non è possibile dirlo con esattezza adesso. Però questo è uno degli aspetti specifici di questa malattia e cioè che noi abbiamo a che fare con un nemico invisibile e che tutti quindi sono potenzialmente portatori del contagio – visto che molti pazienti sono anche asintomatici. Basti pensare alla dimensione paradossale che qualche tempo fa il comportamento di stare chiusi in casa come i giovani hikikomori [termine giapponese che significa letteralmente “stare in casa” usato per indicare coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale arrivando anche a livelli estremi di isolamento N.d.A.] era considerato patologico ed adesso ci viene suggerito e prescritto come comportamento adeguato quello che fino a poco tempo fa era considerato un comportamento fonte di preoccupazione. Siamo di fronte a un cambiamento assolutamente repentino di quanto ci viene richiesto ed è possibile che questo cambiamento poi possa avere delle conseguenze. I social, che fino ad adesso sono stati per molti aspetti criticati, si stanno rivelando molto preziosi per mantenere una dimensione sociale nella collettività. Persino in ospedale, dove noi non possiamo incontrare i pazienti, possiamo fare sostegno psicologico telefonico o usando le video-chiamate.

Pazienti ed operatori sanitari

A proposito dei pazienti: che effetto ha sulla psiche di una persona lo scoprire di essere positivi al Covid-19?
Come dicevo, questa malattia ha degli aspetti molto specifici. Le necessità dell’isolamento comportano che non ci sia un rapporto diretto o non verbale con i medici o gli infermieri – loro vedono solo gli occhi – e soprattutto viene ad esserci l’isolamento dai familiari che invece era una cosa che a livello psicologico reputavamo sempre molto importante.

 E per quanto riguarda gli operatori sanitari?
C’è uno stress straordinario anche per gli operatori, sempre per le problematiche riguardanti il contagio. Infatti non solo sono sottoposti a turni estremamente faticosi, ad un impegno professionale straordinario, ma in più quando tornano a casa hanno il timore di poter contagiare, nonostante tutte le precauzioni adottate, i propri familiari, i propri figli, i propri genitori, i propri partner. Quindi si crea quest’ulteriore paradosso che queste persone, percepite come eroi dalla collettività, sono anche potenziali portatori di contagio e quindi vengono in qualche maniera – spesso anche inconsapevolmente – allontanati dalla collettività.

Si ritrovano quindi a sperimentare anche loro un isolamento.
Sì. Proprio per questa paura del contagio non “staccano” mai. Questo sia per l’intensità del lavoro che viene svolto – dormi pochissimo, devi salvare vite ed hai livelli di adrenalina e di impegno che non permettono di riposarsi facilmente – ma in più ci sono queste altre componenti che rendono particolarmente stressante in questi giorni anche la vita degli operatori sanitari. Oltre naturalmente le preoccupazioni per il proprio personale stato di salute perché, come sappiamo, gli operatori sanitari sono tra le categorie più colpite.

 Non a caso ci sono stati già diversi casi in cui degli infermieri si sono tolti la vita.
 Esatto: questo conferma quella necessità anche del sostegno psicologico agli operatori.

Sostegno psicologico: i numeri da chiamare

Avrebbero bisogno tutti di un sostegno psicologico a seguito di questa “brutta esperienza” collettiva?
Tutti devono attivare delle contromisure. Alcune persone ovviamente possono trovarle in se stesse, non è detto che chi non ha sostegno psicologico non abbia la possibilità di attivare queste risorse. Certamente siamo in un momento di forte stress emotivo per tutti e quindi come dicevo prima non c’è da vergognarsi delle proprie eventuali difficoltà, delle proprie emozioni negative. Non bisogna aver timore nel chiedere aiuto.

Esiste un contatto, un numero al quale rivolgersi nel caso in cui si sperimentino questi stati emotivi negativi?
A.V.
Il servizio di psicologia del Cotugno lavora per i pazienti, familiari dei ricoverati e per gli operatori dell’ospedale. Per la collettività noi abbiamo fatto un progetto in sinergia con la croce rossa comitato di Napoli e rispondono anche operatori del Cotugno e dell’A. Ospedale dei Colli. Il numero è: 0812286870.

Ogni crisi è un cambiamento, ogni cambiamento è un’opportunità

Un’ultima domanda: secondo lei, la pandemia potrebbe essere paragonata a un trauma, un’esperienza collettiva negativa che potrebbe segnare un’intera generazione?
Noi dobbiamo essere ottimisti: dopo ogni esperienza di crisi c’è stata una rinascita. Dobbiamo provare ad individuare gli aspetti potenzialmente positivi che potrebbero derivare da tutto questo. Per esmepio: l’aiuto dato dalla tecnologia, il lavoro straordinario di medici ed infermieri sono tutte cose che resteranno: dovremmo enfatizzare tutti i comportamenti positivi, anche in una situazione di crisi. Occorre assolutamente essere ottimisti. Crisi, dal greco, significa “cambiamento” e non è detto necessariamente che una crisi sia necessariamente negativa. Se ragioniamo come collettività è assolutamente più facile.

Questa crisi potrebbe quindi essere un’opportunità per scoprire o riscoprire cose positive?
 Per la collettività senz’altro. È chiaro che chi ha dei lutti… e questo è un altro aspetto molto pesante che in questo momento l’elaborazioni del lutto diventa più difficile, perché sono sospese quelle esperienze rituali che avevano ed hanno un grande valore psicologico. Questo crea una situazione assolutamente anomala dal punto di vista psicologico.

È qualcosa di inedito?
Sì. Così come per esempio la sospensione delle olimpiadi – per noi ci sono tante “prime volte”. Sono assolutamente inediti per la maggior parte di noi provvedimenti così restrittivi delle libertà, come lo è un’informazione così massiva su quello che sta succedendo. Però bisogna immaginare che la collettività saprà fronteggiare in modo adeguato una situazione che tuttavia è fortemente stressante. 

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Cultura

“Father & Son”: il videogioco del MANN è un successo internazionale che parla napoletano

Il videogioco del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, “Father & Son” è stata una scommessa indubbiamente vincente: ad oggi, ci sono stati oltre 4 milioni di download. Dal 27 Marzo il gioco sarà disponibile anche in Napoletano ed entro il prossimo autunno ci sarà un sequel.

Father & Son: “Ricerca te stesso tra le bellezze di Napoli

“Father & Son” è il primo videogioco prodotto da un Museo Archeologico. Il game producer è Fabio Viola.

C’è stata una grandissima cura nella sua produzione, cosa che spiega il suo meritato successo. La colonna sonora è stata realizzata da Arkadiusz Reikowski e spicca la grafica raffinata dell’illustratore Sean Wenham che rievoca perfettamente le atmosfere di Napoli.

Sul sito ufficiale dell’applicazione possiamo leggere la descrizione del gioco:

I tuoi ricordi, le tue scelte: la tua vita.

Quella che inizia come la storia di un ragazzo che non ha mai conosciuto suo padre, si racconta in un racconto universale e senza tempo, dove passato e presente diventano teatro di scelte significative.

Ricerca te stesso tra le bellezze di Napoli.

I Videogiochi come nuove forme d’arte

Riguardo la creazione del videogioco, Paolo Giulierini, direttore del MANN, racconta:

L’ideazione di un videogame che abbia come contenuto il Museo Archeologico Nazionale si deve al Prof. Ludovico Solima mentre la sua realizzazione al prof. Fabio Viola.

Si tratta, evidentemente, di un “colpo d’ala” notevole, che ci permette di raggiungere a pieno uno degli obiettivi fondanti del Piano Strategico: la connessione con il pubblico, sia quello che visita il museo sia quello virtuale.

Se si pensa che in tutto il mondo si potrà interagire con i contenuti storici del nostro Istituto e della città di Napoli attraverso questo peculiare strumento, che ormai va annoverato tra le nuove forme d’arte, non si può che essere soddisfatti della nostra disseminazione culturale.

Se prima erano le sole mostre a parlare del Mann in molte città estere, ora una straordinaria avventura digitale ci farà dialogare con migliaia di potenziali, nuovi visitatori, amanti dell’arte, studenti, soprattutto giovani: e che sia il Passato ad imbracciare le armi del Futuro la dice lunga sulla nostra volontà di presentarci come un cantiere dove tutto si può sperimentare, in ragione di una visione culturale senza preclusioni o barriere.

L’applicazione è completamente gratuita.

Napoletano Internazionale

Il gioco è un successo internazionale: può vantare infatti oltre 4 milioni di download – di cui il 40% è costituito da download provenienti dalla Cina. Tradotto in inglese, tedesco, cinese, russo, francese, portoghese e spagnolo, sono in tutto 97 i paesi nel mondo in cui il videogioco è stato scaricato.

Dal 27 Marzo il ventaglio di lingue in cui il gioco sarà fruibile si arricchisce di un nuovo elemento: il Napoletano.

La traduzione è stata affidata a Vincenzo de Falco, curatore del compendio sull’alfabeto napoletano.

Riguardo questa nuova e così particolare traduzione, Giulierini dichiara:

Confesso che vedere il protagonista, il giovane Michael, passeggiare verso il Mann tra la folla, i colori e i rumori del traffico, chiacchierando nella lingua di Eduardo,  tra un caffè e il calcio ad un pallone,  mi ha  commosso ed emozionato.

Si tratta di una versione alla quale tengo particolarmente anche perché è stata realizzata insieme ad un gruppo di studenti dei quartieri popolari della città e che ora approda, insieme alle altre nove traduzioni, sulle piattaforme mondiali.

Il sequel: storia di Gloria

Dice ancora Giulierini:

[Bisogna] lavorare oggi sulla digitalizzazione e l’innovazione dei musei. 

Il nostro videogioco avrà quindi un sequel, già quasi pronto. Sarà interamente gratuito, come il primo.

E anche questo nuovo capitolo manterrà un’altissima qualità.

Il seguito di Father & Son sarà a scorrimento orizzontale, come il suo predecessore.

La protagonista sarà una donna napoletana, Gloria, e tutta la sua storia si svilupperà a partire da una scelta – sposarsi o non sposarsi – che sarà fatta dai videogiocatori. 

Gloria troverà ispirazione nelle struggenti e terribili storie d’amore di Cleopatra, visiterà la Villa dei Papiri e diventerà persino un’eroina nella Napoli delle Quattro Giornate.

Questo nuovo ed intrigante capitolo verrà rilasciato in autunno: noi non vediamo l’ora di poterci giocare.

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Cultura

Radio Baule: La nuova rubrica di audioracconti de “Il Teatro nel Baule”

Radio Baule: la nuova rubrica di audioracconti a cura de “Il Teatro nel Baule” che si occupa di pedagogia e teatro per l’infanzia. L’idea della radio che abbatte muri e crea ponti dell’immaginario, attraverso il grande potere della parola.

-COMUNICATO STAMPA-

Radio Baule: Rassegna di audioracconti a cura di “Il Teatro nel Baule”.

È partita venerdì 13 marzo Radio Baule, l’iniziativa digitale a cura del gruppo de Il Teatro nel Baule, formato da Sebastiano Coticelli, Simona Di Maio e Luca Di Tommaso, realtà artistica che dal 2010 sviluppa la propria ricerca tra mimo, pantomima, clownerie, maschera, commedia dell’arte, teatro-danza, occupandosi di pedagogia e teatro per l’infanzia.

Si realizza così una vera e propria rubrica di audioracconti, diffusi attraverso Youtube e Facebook. Simona Di Maio spiega:

«Dopo la sospensione di tutte le nostre attività, tra cui la scuola di recitazione e la rassegna “La Lanterna Magica” al Nuovo Teatro Sancarluccio, abbiamo deciso di realizzare Radio Baule. Con la scelta della radio vogliamo dare la possibilità ai bambini, ma anche ai loro genitori, di ascoltare e soprattutto di immaginare le parole e i racconti. È il nostro modo di creare un ponte che continua a tenerci uniti con il nostro pubblico, proprio per questo abbiamo creato dei momenti di scambio e di coinvolgimento, vogliamo continuare a formare una comunità intorno al nostro piccolo grande mondo teatrale».

A condurre le puntate di Radio Baule Nonno Gianni e Nonna Gianna, coppia di simpatici vecchietti interpretati da Simona Di Maio e Luca Di Tommaso. L’iniziativa, compresa anche nel programma Passatempo al Sud della Regione Campania, si compone di quattro rubriche ad uscita settimanale: si parte il lunedì con “Favole al telefono”, ispirata all’omonimo testo di Gianni Rodari, dedicata alla lettura di favole per bambini; il mercoledì in onda “Cose a caso”, sezione condotta da Nonna Gianna, che racchiude breve poesie, barzellette, indovinelli, stralci di testi a tema comico o pauroso. Ancora, il venerdì in programma “Baule ci sarai te”, con la partecipazione degli allievi e dei collaboratori del trio artistico, che hanno registrato freddure e barzellette; infine, “Domenica di Oz”, dedicata a “Il Mago di Oz” di Baum, raccontato in quattro puntate da Sara Missaglia.

Radio Baule è un progetto realizzato da Sebastiano Coticelli, Simona Di Maio e Luca Di Tommaso con la collaborazione di Sara Missaglia. Tutte le puntate sono disponibili sul canale Youtube e sulla pagina Facebook Il Teatro Nel Baule.

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CronacaCultura

Annalisa Durante, celebrazione via web per i 16 anni dalla morte

La messa in ricordo di Annalisa Durante, 14enne uccisa dalla Camorra 16 anni fa, sarà trasmessa oggi, 27 marzo 2020, alle 12:45 con diretta Facebook.

L’emergenza Coronavirus sta imponendo significative restrizioni alle nostre abitudini quotidiane. Eppure, la celebrazione in memoria di Annalisa Durante, giovane vittima innocente della Camorra, ci sarà. Anzi, proprio grazie ai social, sarà possibile trasmettere e far viaggiare la sua storia e il messaggio che il suo ricordo conserva senza confini fisici.

«Il valore della memoria resta intatto anche in questo periodo di grave emergenza sanitaria» – così don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis, nell’accogliere la richiesta della famiglia Durante di condividere la funzione via web.*

La messa il 27 marzo alle 12:45

La celebrazione in memoria di Annalisa Durante, uccisa nel quartiere Forcella, vittima innocente di un agguato di Camorra, il 27 marzo 2004, a soli 14 anni, sarà trasmessa alle 12:45 di oggi, venerdì 27 marzo 2020 tramite diretta Facebook e YouTube. A celebrarla, don Tonino Palmese. Chi vorrà partecipare alla celebrazione, potrà farlo collegandosi alla pagina Facebook Don Bosco Napoli.

«Ricordare Annalisa nel giorno della sua uccisione significa non abbassare la guardia di fronte alla violenza – ha dichiarato don Tonino Palmese – così come ricordarla lo scorso 19 febbraio, giorno della sua nascita, è stata per noi l’occasione di mostrare la bellezza della vita che c’è a Forcella e che è sorta dalle ceneri di Annalisa.» Infine, aggiunge che oggi, al Don Bosco «faremo memoria di tutte le vittime innocenti della criminalità, contro il virus delle mafie e dell’indifferenza».

Per l’occasione, l’Associazione Annalisa Durante ha creato un canale YouTube dedicato ad Annalisa, sul quale ha raccolto i principali video pubblicati circa la sua storia e le iniziative nate in Italia in suo ricordo. Tra i video disponibili, spiccano quelli raccolti nella sezione Premio Nazionale “La Meridiana dell’Incontro”, il quale si è svolto in occasione del trentesimo compleanno di Annalisa, con oltre 25 interventi di autorità, scuole, associazioni, artisti e gruppi provenienti da tutta Italia.

«È solo l’inizio di un progetto destinato a crescere e ad ospitare la documentazione di tutte le iniziative sorte in Italia in ricordo di Annalisa» ha affermato Giuseppe Perna, presidente dell’Associazione. «Sono molte, infatti, le scuole, i presidi di Libera, le fondazioni e le associazioni – ha continuato – che hanno intitolato o dedicato luoghi, concorsi e attività alla memoria di Annalisa Durante. Attendiamo l’invio di filmati che pubblicheremo sul canale YouTube».

* Qui la storia e il ricordo di Annalisa Durante dello scorso anno.

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CulturaPolitica

Cos’ha detto Draghi al Financial Times, e perché è così importante

Ecco le dichiarazioni dell’ex numero uno della Banca Centrale Europea riportate dal sito di SkyTG24.  “La perdita di reddito del settore privato – e ogni debito assunto per riempirla – deve essere assorbita, totalmente o in parte, dai bilanci pubblici. Debiti pubblici più alti diventeranno una caratteristica delle nostre economie e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato”. A suggerire una soluzione per risollevare l’economia travolta dal coronavirus è l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, in un lungo editoriale per il Financial Times in cui sottolinea che “il corretto ruolo dello Stato e’ utilizzare il proprio bilancio per proteggere cittadini ed economia contro gli shock di cui il settore privato non è responsabile e che non può assorbire”.

“Fare come è già successo in guerra”

Draghi sottolinea che “gli Stati hanno già fatto così” in occasione di altre emergenze. Le guerre, ad esempio, osserva l’ex governatore della Banca d’Italia, “sono state finanziate da un aumento del debito pubblico”. Durante la prima guerra mondiale, in Italia e in  Germania, tra il 6 e il 15% delle spese in termini reali furono coperte dalla fiscalità” E oggi, rileva Draghi, si tratta di combattere contro il coronavirus e le sue conseguenze in termini umani ed economici.

“Gli Stati devono evitare che cittadini perdano il lavoro”

Secondo Draghi, “la questione chiave non è se ma come lo Stato possa utilizzare in maniera efficace il suo bilancio. La priorità”, aggiunge, “non deve essere soltanto fornire un reddito base a coloro che hanno perso il proprio lavoro.  Innanzitutto dobbiamo evitare che le persone perdano il proprio lavoro. Se non lo faremo usciremo da questa crisi con un tasso e una capacità produttiva permanentemente più bassi”. Per proteggerli, “serve un immediata iniezione di liquidità”, che è “essenziale per le aziende per coprire le spese operative durante la crisi, si tratti di grandi, piccole o medie imprese o lavoratori autonomi”.

“Mobilitare l’intero sistema finanziario”

Draghi promuove le misure assunte finora ma chiede “un approccio più complessivo”. L’unico modo per evitare il crack dell’intera economia, avverte, “è mobilitare pienamente l’intero sistema finanziario: mercato obbligazionario, soprattutto per le grandi aziende, sistema bancario e in alcuni Paesi anche quello postale”. E ciò insiste, “va fatto immediatamente, evitando ritardi burocratici”. Le banche, ad esempio, dovrebbero prestare denaro a costo zero alle imprese disposte a salvare i posti di lavoro. In questo modo, spiega, “diventerebbero “strumenti di politica pubblica” e “il capitale di cui hanno bisogno per svolgere questo compito deve essere fornito dal governo sotto forma di garanzie statali”.

“Una profonda recessione è inevitabile”

Secondo Draghi, “una profonda recessione è inevitabile. La sfida”, afferma, “è come agire con sufficiente forza e  rapidità affinchè non si trasformi in una prolungata depressione, resa più profonda da una pletora di fallimenti che lascerebbero danni irreversibili”. Di fronte a una guerra non resta che una mobilitazione comune. E “come europei”, conclude Draghi, siamo chiamati “a darci supporto l’un l’altro per quella che è , in tutta evidenza, una causa comune”.

Dom.VRG

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Scuola e dintorni

Le conseguenze del coronavirus sulla scuola: parla il ministro Lucia Azzolina

Azzolina coronavirus emergenza scuola

Ecco le dichiarazioni del ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina al question time di ieri alla Camera.

Causa emergenza coronavirus, il decreto del presidente del consiglio dei ministri dell’8 marzo ha stabilito la chiusura di scuole e università fino al 3 aprile. Tale data sarà quasi certamente prorogata. Lucia Azzolina, ministro della pubblica istruzione, interviene quindi a tal proposito.

Al question time alla Camera dedicato all’emergenza didattica causata dal coronavirus, la Azzolina risponde:

«La data di riapertura delle scuole si avrà quando il quadro epidemiologico lo consentirà, garantendo quindi la massima sicurezza a tutti gli studenti».

Inoltre molti sono i dubbi soprattutto dei diplomandi riguardo lo svolgimento del loro esame di Stato, che probabilmente si svolgerà con una commissione di soli professori interni. In attesa di chiarimenti, la ministra intanto tranquillizza con queste parole:

«I docenti, gli studenti e le loro famiglie, ai quali forniremo il massimo supporto, saranno messi nelle condizioni migliori per svolgere un esame serio e riceveranno tutte le informazioni in merito alle modalità che saranno adottate, non appena avremo un quadro anche temporale più definito. Il 94% degli studenti sta utilizzando la didattica a distanza».

Sulla didattica a distanza però ci sarebbero vari interrogativi da porsi: quanti alunni stanno davvero apprendendo? Quanti sono i professori che si stanno impegnando a spiegare nuovi argomenti? Quanti invece si stanno limitando ad assegnare compiti? Quel 94% senza dubbio è un dato significativo, ma le tecniche della didattica a distanza in Italia andrebbero perfezionate.

La ministra inoltre  fornisce anche informazioni riguardo l’aspetto economico e le rette delle scuole statali:

«A carico delle famiglie degli studenti delle scuole statali c’è la sola retta del servizio mensa, utilizzata prevalentemente dai bambini delle sezioni a tempo normale della scuola dell’infanzia e dagli alunni delle classi a tempo pieno della scuola primaria. Tali rette vengono versate, in forma diretta o indiretta, all’ente locale quale soggetto titolare della gestione del servizio di refezione scolastica che, nel periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza, non è evidentemente, erogato».

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Cultura

Teatro Stabile Napoli: “Elettra” disponibile su YouTube

“Elettra” nell’acclamata versione olofonica del 2005, disponibile sul canale YouTube del Teatro Stabile di Napoli.

-COMUNICATO STAMPA-

Sul canale Youtube dello Stabile di Napoli, gli spettacoli che hanno segnato le sue Stagioni: “ELETTRA di Hofmannsthal”, nell’acclamata versione “olofonica” del 2005, firmata dal regista Andrea De Rosa e dall’ingegnere del suono Hubert Westkemper.

Per la migliore visione dello spettacolo
si consiglia l’uso di cuffie stereofoniche

Ancora teatro di qualità sui canali social del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale proposto al pubblico lungo l’archivio storico delle sue produzioni.

A ‘Nzularchia di Mimmo Borrelli e Mal’Essere di Davide Iodice si aggiunge ora uno degli spettacoli di maggiore impatto sul fronte della ricerca acustica e tecnologica.

Si tratta della versione “olofonica” dell’ELETTRA di Hugo von Hofmannsthal su progetto di Andrea De Rosa e Hubert Westkemper, visibile da domenica 22 marzo su https://www.teatrostabilenapoli.it/teatro-a-casa/.

Magistralmente interpretato da Frédérique Loliée nel ruolo di Elettra, Maria Grazia Mandruzzato, Clitennestra, Moira Grassi, Crisotemide, e Gabriele Benedetti Oreste, la regia dello spettacolo è di Andrea De Rosa, il suono di Hubert Westkemper, i costumi di Ursula Patzak, le scene di Raffaele Di Florio, le luci di Enrico Bagnoli, le musiche di Giorgio Mellone.

Lo spettacolo andò in scena al Teatro Mercadante di Napoli dal 19 al 26 gennaio del 2005, con un grandissimo successo di pubblico e di critica, proponendo una visione della tragedia “ad alta tecnologia”, con gli spettatori muniti ognuno di una cuffia stereofonica, offrendo un ascolto per mezzo di una tecnica di ripresa del suono detta “olofonica”.

Quanti non lo hanno visto allora non possono perdere l’occasione offerta ora dallo Stabile di Napoli, che lo produsse insieme al Teatro Stabile di Torino.

INFO: www.teatrostabilenapoli.it;
https://www.teatrostabilenapoli.it/teatro-a-casa/
facebook: Teatro Stabile Napoli
Instagram: Teatrostabilenapoli e ScuolaTeatroStabileNapoli

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CronacaCultura

Morto Vittorio Cosentino, l’anima libera del teatro che ha fatto innamorare Napoli

Vittorio Cosentino, l’artista di strada tanto amato a Napoli, è stato trovato morto. Ignote le cause del decesso, probabilmente colto da un malore. disposto il tampone post mortem per Coronavirus.

Si è spento Vittorio Cosentino, lo straordinario attore e artista di strada, molto conosciuto a Napoli perché erano alcuni anni che aveva trovato nel suo centro storico, un palcoscenico ideale. Co-fondatore del Teatro Kismet e di vari movimenti teatrali e studenteschi, aveva origini calabresi. La sua passione per la lotta sociale e le sue idee di rendere la cultura accessibile a tutti, lo hanno portato a girare tutte le piazze europee con il suo teatro di strada, senza mai pensare al guadagno.

Solea esibirsi a piazza San Domenico Maggiore, ai piedi dell’imponente obelisco e tutti si fermavano ad assistere alle sue rappresentazioni di Macbeth, Cechov (altro…)

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Cultura

#aCasaConBonelli : albi a fumetti gratuiti per affrontare la quarantena

Grazie alla casa editrice italiana Sergio Bonelli, parte l’iniziativa “Un Bonelli al giorno”(#aCasaConBonelli). Ogni giorno, per due settimane, saranno resi gratuiti albi a fumetti da scaricare e leggere mentre si è costretti a casa.

Gli appassionati di fumetti potranno aderire all’iniziativa e leggere dei propri eroi a partire da lunedì 23 marzo, quando sarà pubblicato il primo volume. L’appuntamento quotidiano per tutta la durata del progetto sarà alle 10:00, quando ogni mattina sarà disponibile un link da cui poter scaricare gratuitamente l’albo in PDF, così da poterlo leggere su PC e smartphone.

Le uscite per l’iniziativa #AcasaconBonelli

La prima uscita è il primo numero di Tex Classic, ma sono i programma diverse pubblicazioni per temi e atmosfere: non mancheranno albi di Dylan Dog, Zagor, Mister No, Nathan Never, Martin Mystère, Julia e il Commissario Ricciardi. Ogni fumetto sarà disponibile su questa pagina solo per 24 ore dal momento della sua pubblicazione.

Le pubblicazioni omaggio saranno pubblicate secondo il seguente calendario:

  • Lunedì 23 marzo: Tex Classic 1, “Il totem misterioso”.
  • Martedì 24 marzo: Zagor Classic 1, “La foresta degli agguati”.
  • Mercoledì 25 marzo: Mister No 1, “Mister No”.
  • Giovedì 26 marzo: Martin Mystère 1, “Gli Uomini in Nero”.
  • Venerdì 27 marzo: Dylan Dog 1, “L’alba dei morti viventi”.
  • Sabato 28 marzo: Nathan Never 1, “Agente Speciale Alfa”.
  • Domenica 29 marzo: Julia 1, “Gli occhi dell’abisso”.
  • Lunedì 30 marzo: Cassidy 1, “L’ultimo blues”.
  • Martedì 31 marzo: Dampyr 1, “Il figlio del diavolo”.
  • Mercoledì 01 aprile: Morgan Lost 1, “L’uomo dell’ultima notte”.
  • Giovedì 02 aprile: Orfani 1, “Piccoli spaventati guerrieri”.
  • Venerdì 03 aprile: Dragonero 1, “Il sangue del drago”.
  • Sabato 04 aprile: Il Commissario Ricciardi, “Dieci centesimi”.
  • Domenica 05 aprile: Le Storie 1, “Il boia di Parigi”.

Il Direttore Editoriale Michele Masiero, dichiara:

«Sono giornate difficili per tutti noi e sappiamo che questo è solo un piccolo gesto. Vogliamo però continuare a essere vicini ai nostri lettori: riusciamo nell’impresa grazie al lavoro eccezionale delle edicole e degli edicolanti, che ringraziamo veramente tantissimo, per tutto quello che fanno da sempre e per come si stanno prodigando ulteriormente nelle ultime settimane. Pensiamo, però, di fare cosa gradita ai nostri lettori e – perché no? – a chi vorrà avvicinarsi al mondo delle nuvole parlanti, offrendo un nuovo appuntamento quotidiano: un fumetto ogni mattina, per far sentire la nostra presenza e quella dei nostri personaggi anche all’interno delle loro case. In attesa di rincontrarci dal vivo, non appena sarà di nuovo possibile».

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