giovedì, Settembre 10, 2026
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Napoli: Due Ncc aggrediti in città durante lo sciopero dei taxisti

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SCIOPERO TAXI NAPOLI AGGRESSIONE NCC
SCIOPERO TAXI NAPOLI AGGRESSIONE NCC

NAPOLI – “Dalle cronache di queste ore, da testimonianze raccolte sul campo e dai video che stanno circolando sui social, emerge un quadro gravissimo e inaccettabile di violenza durante lo sciopero dei taxi a Napoli. Le notizie riportano tensioni al passaggio degli Ncc e il lancio di uova contro un agente della polizia locale, nel contesto di una protesta dei tassisti contro abusivismo, Ncc irregolari e piattaforme. Ci sono stati lanci di uova e bottiglie, aggressioni verbali, operatori Ncc fermati da gruppi di tassisti e costretti a far scendere turisti spaventati. Episodi che rappresentano una violenza e un’arroganza indegne di un Paese civile“.

Così, in una nota, Francesco Artusa e Amedeo Conte, rispettivamente presidente nazionale e della Regione Campania di Sistema Trasporti, associazione per il trasporto privato di Ncc e bus turistici.

Il diritto di sciopero resta sacrosanto. Il diritto alla violenza, all’intimidazione e all’impunità, invece, non esiste in uno Stato di diritto. Non è tollerabile che una protesta degeneri in azioni squadriste contro lavoratori, cittadini, turisti e perfino appartenenti alla polizia locale. Non è tollerabile che qualcuno pensi di potersi sostituire alle istituzioni, fermare veicoli, terrorizzare passeggeri o imporre con la forza il proprio punto di vista“, aggiungono.

Chiediamo che tutti i responsabili di eventuali atti di violenza, minaccia o coazione vengano immediatamente identificati e sanzionati. Chiediamo inoltre al Comune di Napoli e alle autorità competenti di chiarire senza ambiguità da che parte stanno: dalla parte della legalità oppure dalla parte dell’impunità. Perché, se di fronte a fatti tanto gravi non seguiranno provvedimenti rapidi e concreti, il Comune finirà inevitabilmente per assumersi una responsabilità politica e istituzionale pesantissima: quella di avere tollerato la violenza oggi e di concorrere a renderla ancora più probabile domani – continuano – La legalità non può essere a geometria variabile“.

Artusa e Conte spiegano poi: “Non si può invocarla contro alcuni e sospenderla quando a violarla sono gruppi organizzati capaci di fare pressione in piazza. Napoli ha bisogno di regole, controlli e rispetto. Non di squadriglie. Non di intimidazioni. Non di giustizia privata“.

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Mamma e figlia avvelenate con la ricina a Campobasso: il movente si nasconde tra gli attriti familiari. interrogata la cugina

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Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e di Sara Di Vita, mamma e figlia decedute dopo essere state avvelenate con la ricina durante le festività natalizie a Campobasso, entrano in una fase decisiva. Dopo il ritrovamento di quella che gli investigatori considerano l’arma del delitto, gli inquirenti ritengono di aver individuato sia il possibile movente sia l’ambito da cui sarebbe partito l’avvelenamento: il contesto familiare.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbero almeno cinque le persone finite sotto osservazione. Tutti i nomi attenzionati dagli investigatori appartengono alla cerchia dei parenti più stretti. Il veleno, ricavato artigianalmente dai semi della pianta del ricino, sarebbe stato preparato in modo rudimentale ma efficace.

Tra le figure al centro dell’inchiesta compare Laura Di Vita, cugina del marito di Antonella, Gianni. La donna, già ascoltata tre volte dagli investigatori, sarà convocata nuovamente per un quarto interrogatorio alla presenza della procuratrice Elvira Antonelli. Alcune sue dichiarazioni, infatti, non coinciderebbero con le testimonianze raccolte nelle ultime settimane, soprattutto riguardo alla ricostruzione delle giornate trascorse durante il Natale.

Gli investigatori starebbero approfondendo anche presunte omissioni relative a episodi considerati importanti per chiarire la dinamica dell’avvelenamento. Sentiti a lungo anche Antonio Di Vita, fratello di Gianni, e la moglie, arrivati dal Nord Italia per collaborare con gli inquirenti.

Nonostante gli accertamenti del centro antiveleni di Pavia abbiano confermato la presenza della ricina, una parte della famiglia continua a sostenere che possa essersi trattato di un tragico incidente domestico. Una posizione che gli investigatori guardano con cautela.

Più prudenti, invece, i parenti di Antonella, che preferiscono attendere gli sviluppi dell’inchiesta senza indicare responsabilità precise.

Determinanti potrebbero rivelarsi le analisi sui telefoni cellulari sequestrati a madre e figlia, oltre agli accertamenti sul dispositivo della figlia maggiore Alice. Gli specialisti del Servizio centrale operativo stanno passando al setaccio chat, cronologia web e collegamenti effettuati nei giorni precedenti alla tragedia. Sotto esame anche i router wifi dell’abitazione, dai quali potrebbero emergere accessi sospetti o ricerche online legate alla preparazione del veleno.

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Camorra: colpo a Sant’Antimo ai clan Verde e Ranucci per la gestione del narcotraffico, 26 arresti

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Camorra colpo a Sant'Antimo ai clan Verde e Ranucci per la gestione del narcotraffico, 26 arresti
Camorra colpo a Sant'Antimo ai clan Verde e Ranucci per la gestione del narcotraffico, 26 arresti

Vasto colpo al traffico di stupefacenti a Sant’Antimo per i clan Verde e Ranucci. Su delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone.

Il bilancio dell’operazione vede 18 indagati trasferiti in carcere e 8 sottoposti agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di droga, con l’aggravante del metodo mafioso o delle finalità mafiose.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha permesso di delineare l’operatività di due gruppi criminali egemoni nella gestione del narcotraffico nei territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino e comuni limitrofi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, le organizzazioni gestivano un imponente giro d’affari legato alla vendita di cocaina, marijuana e hashish. I due gruppi avrebbero agito in stretta sinergia con le principali consorterie camorristiche dell’area, in particolare i clan Verde e Ranucci, garantendo il rifornimento costante di numerose piazze di spaccio e assicurando alle organizzazioni mafiose ingenti proventi derivanti dalle attività illecite.

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Castellammare di Stabia: 14enne sulla in difficoltà psicologica chiede aiuto ai carabinieri, rassicurato e salvato

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Un 14enne che si trovava sulla scogliera di Castellammare di Stabia ha chiesto aiuto ai carabinieri che lo hanno rassicurato al telefono e tratto in salvo. ”Carabinieri Castellammare, prego”.

 

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”Buona sera, sono minorenne, non è un reato ma una cosa psicologica”.

Inizia così la telefonata tra il Vice Brigadiere della centrale operativa e un ragazzo di 14 anni. Siamo a Castellammare di Stabia, sono le 20:20 e nella centrale operativa della locale compagnia squilla il telefono.

Il militare risponde e dall’altro capo della cornetta c’è la voce di un ragazzo.

Ha 14 anni e un forte disagio depressivo lo sta tormentando.

Scuola, amicizie e la difficoltà – come spesso accade a quella età – di relazionarsi con i propri genitori.

Il Vice Brigadiere comprende fin da subito che si tratta di una richiesta di aiuto importante. Non è la minaccia di suicidarsi ma è un grido per farsi aiutare. Il ragazzo è sul lungomare, si trova sugli scogli e mentre parla al telefono.

Il militare intrattiene il ragazzo e parla con lui. Non c’è solo il disagio psicologico ma anche il pericolo di scivolare.

La conversazione continua mentre è già scattata la segnalazione alla gazzella della sezione radiomobile che sta correndo verso gli scogli.

Il Vice Brigadiere tranquillizza il ragazzo e lo convince ad avvicinarsi alla cassa armonica nella villa comunale.

Il dialogo tra i due è continuo e quei 7 minuti e 33 secondi sembrano essere interminabili. Il militare parla con il 14enne e non tenta di cambiare argomento; affronta la situazione e lo fa sfogare.

Gli dice che i genitori sono importanti e che solo loro possono davvero aiutarlo. Il carabiniere parla e racconta al ragazzo di essere padre, lo rassicura e lo ”accompagna” verso la pattuglia che attende il suo arrivo.

Il ragazzo arriva dai carabinieri, ringrazia per il supporto e solo allora il militare della centrale operativa – rassicurato dai colleghi sul posto – saluta il 14enne. Il giovane è stato affidato ai propri genitori.

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Trionfo di emozioni al Teatro Lendi: Il Gran Galà della Dance Art Academy

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Dance Art Academy Succivo
Dance Art Academy Succivo

SUCCIVO – Una serata di pura magia e talento quella andata in scena domenica 3 maggio presso il prestigioso Teatro Lendi di Sant’Arpino (Caserta), dove gli allievi della Dance Art Academy di Succivo hanno celebrato il saggio di fine anno.

La scuola, guidata con passione dalla Direttrice Artistica Cinzia Tessitore, si conferma ancora una volta un vero fiore all’occhiello per il territorio di Succivo e per i paesi limitrofi. Una realtà che non si limita alla sala danza, ma che vive il territorio, come dimostrato dalla costante partecipazione a manifestazioni locali di rilievo, tra cui “Scuola in Festa”.

Dalla Tradizione Classica al Ritmo K-pop
Il programma del saggio ha messo in luce la versatilità e l’alto livello tecnico raggiunto dagli allievi:

Danza Classica: Il pubblico è stato incantato dalle variazioni dello “Schiaccianoci”, dove grazia e rigore hanno reso omaggio al grande repertorio classico.

Danza Modern: Un’esplosione di energia con il quadro dedicato a “Napoli”, un tributo alle radici e alla dinamicità.

Contemporary & Urban: Ampio spazio è stato dato ai corsi di Modern-Hip Hop e alla novità del K-pop, discipline che vedono la collaborazione di insegnanti d’eccellenza dedicate sia ai corsi inferiori che ai livelli avanzati.

L’Eccellenza della Guida: Cinzia Tessitore
Il successo della scuola risiede nella solida formazione della sua direttrice. Nata a Napoli e cresciuta artisticamente tra spettacoli e concorsi, Cinzia Tessitore ha perfezionato il suo stile studiando con maestri di fama internazionale del calibro di Bill Goodson, Steve La Chance e Mauro Astolfi.

Specializzata nel metodo Vaganova presso la celebre Accademia di San Pietroburgo e attenta al benessere fisico con studi in Pilates e ginnastica posturale, la direttrice trasmette ogni giorno non solo tecnica, ma un profondo amore per l’arte e un forte senso di appartenenza a quella che è diventata, per molti, una seconda famiglia.

Con questo saggio, la Dance Art Academy chiude un anno straordinario, dando appuntamento a settembre per una nuova stagione di danza e successi.

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La Treccani festeggia i 75 anni di Massimo Ranieri con l’ingresso nell’enciclopedia della musica contemporanea

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TRECCANI MASSIMO RANIERI
TRECCANI MASSIMO RANIERI

L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani celebra i 75 anni di Massimo Ranieri (Napoli, 3 maggio 1951), tra i più amati interpreti della canzone italiana, cui è dedicata una voce nella nuova Enciclopedia della Musica Contemporanea.

Nato e cresciuto nella zona popolare del Pallonetto di Santa Lucia, Giovanni Calone – questo il suo nome all’anagrafe – rivela fin dall’infanzia un precoce talento per il canto e l’intrattenimento, esibendosi per i turisti in locali e bar della sua città.

Scoperto nel 1964 dal discografico Gianni Aterrano, incide i primi 45 giri con lo pseudonimo di Gianni Rock, ottenendo giovanissimo i primi successi e arrivando persino ad accompagnare Sergio Bruni in tournée negli Stati Uniti.

Il passaggio al nome d’arte Massimo Ranieri risale al 1966, quando viene scritturato dalla casa discografica CGD. L’anno successivo vince il Cantagiro come “giovane promessa” e nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo con Da bambino, proposta anche dai Giganti. Il confronto tra le due versioni, osserva il musicologo Paolo Somigli, autore della voce, evidenzia uno stile lontano dalla corrente beat rivolta al pubblico giovanile e in continuità con la grande tradizione melodica e sentimentale italiana.

Una linea interpretativa cui Ranieri rimane fedele ancora oggi e che segna il successo di alcune tra le sue canzoni più note: Rose rosse (1968), con cui vince il Cantagiro nel 1969, e Se bruciasse la città, terza classificata a Canzonissima nello stesso anno. A queste si aggiungono L’amore è un attimo, presentata all’Eurovision Song Contest nel 1971 (tornerà nel 1973 con Chi sarà con te), e Perdere l’amore, con cui ottiene la definitiva consacrazione vincendo il Festival della canzone italiana nel 1988. Artista completo e versatile, intraprende anche la carriera cinematografica con Metello (1970) di Mauro Bolognini, che gli vale il David di Donatello; mentre nel 1972 è protagonista dello spettacolo Musica sì 2 diretto da Vittorio De Sica al Teatro Sistina, da cui viene tratto il disco dal vivo ‘O surdato ‘nnammurato, basato sui grandi successi della canzone napoletana.

L’attività teatrale prosegue con il debutto nel teatro di prosa al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1976), cui seguono la collaborazione con Giorgio Strehler e il confronto con il teatro di Bertolt Brecht, fino al ruolo di Pulcinella nel 1987, maschera alla quale rimane profondamente legato. Negli anni successivi la sua attività continua lungo il doppio binario della recitazione e del canto, tra spettacoli, pubblicazioni autobiografiche e tournée celebrative di una carriera costantemente orientata alla riscoperta e alla valorizzazione della storia artistica di Napoli, di cui è considerato uno degli interpreti più autorevoli e consapevoli.

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Christian morto dopo 6 giorni dalla nascita all’Ospedale Monaldi: 12 sanitari a processo

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OSPEDALE MONALDI 12 SANITARI A PROCESSO
OSPEDALE MONALDI 12 SANITARI A PROCESSO

Il gup di Napoli Rosaria Maria Aufieri ha rinviato a giudizio i 12 sanitari indagati dalla Procura (sostituto procuratore Manuela Persico) per la morte di un neonato di appena 6 giorni, Christian, deceduto nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Monaldi di Napoli il 10 dicembre del 2024.

A tutti viene contestato di avere, nella veste di medici e personale sanitario in servizio nel reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, cagionato la morte del neonato.

Il Monaldi è l’ospedale già finito sotto i riflettori per la morte del piccolo Domenico, vicenda che vede sotto accusa alcuni componenti della équipe che si occupò del suo trapianto di cuore, poi fallito.

La vicenda di Christian invece vede coinvolta la Neonatologia. Secondo l’accusa, “con condotte caratterizzate da imperizia, imprudenza e negligenza, nonché in violazione delle linee guida e delle cosiddette ‘best practices'”, i sanitari avrebbero omesso di tenere sotto un adeguato monitoraggio la posizione di un catetere venoso centrale applicato per alimentare il neonato, nato sotto peso.

Il catetere, secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti, avrebbe provocato “una lesione cardiaca con conseguente fuoriuscita di liquido parenterale” determinando una grave insufficienza cardio-respiratoria che, alla fine, ha portato al decesso del piccolo.

Il padre e la madre del piccolo, Marco Cozzolino, e Denise Amato, sono difesi, rispettivamente, dagli avvocati Mariarca Cozzolino e Carla Maruzzelli. La famiglia è assistita, sotto il profilo civilistico dagli avvocati Fabrizio De Luca e Daniela Bergameo.

Soddisfazione per la decisione del giudice dell’udienza preliminare, è stata espressa da tutti gli avvocati della famiglia: “il rinvio a giudizio rappresenta un primo, significativo passo verso l’accertamento della verità e delle responsabilità in ordine alla tragica vicenda”. L’inizio del processo è stato fissato per il 13 luglio prossimo.

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LEVANTE: “DELL’AMORE – CLUB TOUR 2026” fa tappa a Napoli domani 7 maggio

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LEVANTE DELL’AMORE – CLUB TOUR 2026 FA TAPPA A NAPOLI IL 7 MAGGIO

Levante torna live con il suo DELL’AMORE – CLUB TOUR 2026, segnando il tanto atteso ritorno dal vivo dopo la partecipazione all’ultima edizione del Festival di Sanremo e a due anni di distanza dall’ultimo tour.

Il nuovo spettacolo farà tappa a Napoli il 7 maggio e continuerà sui palchi dei principali club italiani fino al 19 maggio a Milano. Potenza, forza, grande carisma e molto pathos, uniti a canzoni in grado di far danzare su gioie e dolori: questi sono gli elementi distintivi del live di Levante.

Queste le date:

DELL’AMORE – CLUB TOUR 2026

Giovedì 29 aprile 2026 | Padova – Gran Teatro Geox – DATA ZERO

Lunedì 4 maggio 2026 | Firenze – Teatro Cartiere Carrara

Mercoledì 6 maggio 2026 | Roma – Atlantico – SOLD OUT

Giovedì 7 maggio 2026 | Napoli – Casa della musica

Lunedì 11 maggio 2026 | Venaria Reale (TO) – Teatro Concordia – SOLD OUT

Giovedì 14 maggio 2026 | Bologna – Estragon – SOLD OUT

Martedì 19 maggio 2026 | Milano – Alcatraz – SOLD OUT

Un ritorno ai club che si riflette anche nelle scelte artistiche: uno spettacolo essenziale, costruito per lasciare spazio alla musica e al calore del pubblico. Il palco e il design di scena si vestono d’argento, tra riflessi, bianchi e colori, con Levante al centro di una scena elegante, senza filtri e attraversata dalla luce. Un impianto visivo che spoglia lo show dal superfluo e accompagna lo spettatore dentro una dimensione più intima e autentica. Il progetto scena e luci è firmato da Martino Cerati.

“Dell’Amore Tour è un’occasione importante in cui ho la possibilità di ritrovarmi nei luoghi a cui ho consegnato moltissimi dei ricordi più belli della mia carriera.  Un ritorno alla forza che soltanto i club mi hanno regalato, in cui le persone, libere da ogni costrizione (se non, forse, quella di una moltitudine appiccicata) esprimono con voce e corpo la gioia dell’esperire la musica dal vivo.

Porto gli amici delle mie parole a una festa in cui si balla e si piange, raccontando il fallimento senza paure. La band è quasi la stessa di sempre, a volte le vite fanno giri diversi e poi si ritrovano. Sono felice di fare questo nuovo viaggio con i vecchi e nuovi compagni. Inizia la danza.” – Levante

Nel live convivono i brani più amati del repertorio e le nuove canzoni, che segnano un’evoluzione nel racconto artistico di Levante: un percorso più diretto, più esposto, che attraversa l’amore nelle sue diverse forme e contraddizioni. Dopo tanti dischi le possibilità si moltiplicano, e proprio per questo il tour diventa anche l’occasione per riportare sul palco brani rimasti fuori negli anni, riletti oggi con uno sguardo nuovo.

Tra i brani più attesi c’è anche SEI TU, che prende finalmente vita al di fuori dal Festival di Sanremo 2026 e si apre all’incontro con il pubblico, importante tassello di un percorso verso il nuovo album dal titolo “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”, il sesto della sua carriera e che ha avuto inizio nei singoli MAIMAINIENTE DA DIREDELL’AMORE IL FALLIMENTO e SONO BLU.

Sul palco insieme a Levante: Matteo Giai al basso, Lorenza Giusiano ai cori, Dalila Murano alla batteria, Eugenio Odasso alle chitarre e Pietro Spinelli alle tastiere.

Con una scrittura riconoscibile e una sensibilità narrativa tra le più distintive del panorama musicale contemporaneo, Levante si conferma ancora una volta un’artista a tutto tondo, camaleontica come pochi e capace di intrecciare musica, parola e visione in un linguaggio personale e in continua evoluzione, che le è valsa tra l’altro la recente candidatura ai Premi David di Donatello per il brano originale “Follemente”.

Il 20 giugno Levante sarà anche ambassador del Roma Pride 2026 insieme a Francesca Michielin e Margherita Vicario.

Levante è anche tra le voci di Al mio paese, insieme a Serena Brancale e Delia: un incontro che unisce sensibilità diverse in un racconto condiviso e identitario.

Dopo il tour nei club, Levante porterà la sua musica anche sui palchi estivi: dal 3 luglio sarà protagonista delle principali rassegne musicali e arene italiane, con una nuova serie di appuntamenti live a cielo aperto che la vedranno tornare dal vivo anche a Roma e Milano dopo i sold out registrati nei club.

 

‘Quando la politica diventa sistema’. Se ne discute a Frattamaggiore

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FRATTAMAGGIORE
FRATTAMAGGIORE

FRATTAMAGGIORE –  “Quando la politica diventa sistema”. Questo il tema su cui ci si confronterà giovedì 7 maggio alle 17.30 nella sede de Il Cantiere in Traversa XXXI maggio a Frattamaggiore in occasione della presentazione de ‘Il sistema Sorrento’ il libro con cui il giornalista de Il Fatto quotidiano, Vincenzo Iurillo, ha raccontato le tangenti al Comune di Sorrento.

Moderati dal giornalista Antonio Iazzetta, con l’autore del libro si confronteranno il giornalista de Laprovinciaonline, Francesco Celardo, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli nord, Giovanni Corona, responsabile della sezione Reati contro la pubblica amministrazione, e il vice presidente della Commissione antimafia, Federico Cafiero de Raho, ex procuratore nazionale antimafia.

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Afragola: “Impresa rumorosa” a pochi metri dall’Aias, sit in genitori dei bambini con disabilità

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AIAS AFRAGOLA
AIAS AFRAGOLA

Sit-in domani ad Afragola, in provincia di Napoli, per esprimere “la forte preoccupazione delle famiglie e degli operatori dell’Aias” per l’imminente apertura di un’attività di impresa presumibilmente di rimessaggio per mezzi pesanti a meno di 15 metri dall’ingresso del centro Aias di Afragola, struttura che quotidianamente accoglie centinaia di bambini con disabilità, molti dei quali affetti da disturbi dello spettro autistico.

La vicinanza tra le due strutture – viene sottolineato in una nota – solleva criticità rilevanti sotto diversi profili: urbanistico, viabilità, sicurezza e compatibilità ambientale. L’area in questione è caratterizzata da una viabilità limitata, con una stradina di dimensioni ridotte, non adeguata a sostenere la presenza e il transito di mezzi pesanti.

“Anche pochi minuti persi per trovare parcheggio possono tradursi in una riduzione concreta del tempo terapeutico per i bambini“, spiega Ciro Salzano, direttore dell’Aias. A destare ulteriore allarme è il tema della sicurezza: “Già durante i lavori in corso si è verificata una situazione estremamente pericolosa, con un bambino che ha rischiato di essere investito“, riferisce Salzano il quale fa sapere di avere richiesto l’accesso agli atti al commissario prefettizio del Comune di Afragola e di avere chiesto l’intervento degli organi competenti “affinché vengano effettuate tutte le verifiche del caso“.

Quando abbiamo sottoscritto il contratto terapeutico con l’Asl – osserva un padre – non era assolutamente previsto un contesto del genere. Questa situazione danneggia i nostri figli e l’Asl deve intervenire immediatamente per tutelare i bambini autistici che ogni giorno si recano all’Aias di Afragola per fare terapia“.

Per la presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea, Asia Maraucci: “Non è possibile collocare un’attività di questo tipo a ridosso di un centro che accoglie bambini fragili. Siamo pronti a combattere in ogni sede competente per verificare tutti i permessi autorizzativi e, qualora emergano irregolarità, ad agire per il risarcimento dei danni, anche alla luce delle gravi conseguenze che questa situazione potrebbe comportare, fino alla necessità per molte famiglie di dover cambiare centro di terapia per i propri figli”.

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