sabato, Gennaio 31, 2026
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San Nicola la Strada: La Polizia Provinciale denuncia imprenditore tessile per violazioni ambientali

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SAN NICOLA LA STRADA
SAN NICOLA LA STRADA

SAN NICOLA LA STRADA – Proseguono le attività nell’ambito dei mirati controlli al fine di prevenire e reprimere i reati ambientali da parte della Polizia Provinciale di Caserta.

I poliziotti provinciali diretti dal colonnello Biagio Chiariello hanno effettuato dei controlli in alcune aziende del casertano a seguito del rinvenimento di alcuni scarti tessili abbandonati sulle strade dei territori.

Da qui é partita una vera e propria caccia al responsabile presso le aziende, di cui una a San Nicola la Strada, dove sono state accertate violazioni ambientali e penali.

Il titolare, una donna classe 84, aveva infatti ammassato rilevanti quantità di tessile eccedendo i limiti volumetrici e le modalità di stivaggio, in violazione delle prescrizioni richiamate all’atto dell’autorizzazione unica ambientale.

A conclusione delle operazioni la responsabile é stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere oltre a sanzioni per 13mila euro.

Le attività di controllo, continueranno nei prossimi giorni a tutela dell’ambiente e della salute collettività.

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Domenica 1 Febbraio ingresso gratuito al Parco Archeologico di Ercolano

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PARCO ARCHEOLOGICO ERCOLANO
PARCO ARCHEOLOGICO ERCOLANO

ERCOLANO – Ritorna, domenica 1° febbraio, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che consente l’accesso gratuito, ogni prima domenica del mese, ai musei e ai parchi archeologici statali.

Anche il Parco archeologico di Ercolano aderisce all’iniziativa, offrendo al pubblico l’opportunità di visitare gratuitamente l’area archeologica per un’intera giornata all’insegna della storia, della cultura e della scoperta del patrimonio vesuviano.

I visitatori potranno passeggiare tra le antiche strade della città romana e accedere ai principali luoghi del sito, tra cui il Padiglione della Barca, che custodisce preziose testimonianze del profondo legame tra Ercolano e il mare e l’Antiquarium, dove sono conservati reperti straordinari della vita quotidiana, tra cui i legni carbonizzati e i raffinati Ori di Ercolano. Sarà regolarmente visitabile, con l’acquisto del biglietto di ingresso, la mostra ‘Dall’uovo alle mele.

La civiltà del cibo e i piaceri della tavola ad Ercolano’, organizzata dal Parco archeologico di Ercolano in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane e ospitata a Villa Campolieto, una delle più affascinanti dimore storiche del Miglio d’Oro. Il percorso espositivo propone un coinvolgente dialogo tra passato e presente attraverso il tema del cibo, raccontando la quotidianità degli antichi ercolanesi con reperti archeologici unici, immagini e narrazioni contemporanee.

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Caserta: Iniziati i lavori finanziati dal Pnrr per l’Acquedotto Carolino e alle Sorgenti del Fizzo

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Caserta
Caserta

CASERTA – Sono iniziati i lavori, finanziati dal Pnrr, all’Acquedotto Carolino e alle Sorgenti del Fizzo. Lavori progettati dalla Reggia di Caserta; in totale sono quattro quelli sovvenzionati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un importo complessivo di 25 milioni di euro.

Quattro le componenti progettuali approvate e finanziate, tutte già cantierizzate: si tratta del sistema di irrigazione dei Giardini Reali e di rigenerazione delle praterie del Parco reale della Reggia; quindi del restauro, del recupero e della valorizzazione della Via d’acqua, della tutela e della salvaguardia del Bosco e delle strutture architettoniche della Reale Tenuta di San Silvestro, ed infine del recupero e della valorizzazione delle Sorgenti del Fizzo e dell’Acquedotto Carolino

In particolare le opere sono destinate a riqualificare e rifunzionalizzare l’intera area delle sorgenti, restaurare e manutenere le infrastrutture dei ponti Carlo III e di Durazzano, e provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei torrini non interessati dagli interventi già realizzati dalla Reggia di Caserta due anni fa.

“L’Acquedotto Carolino — afferma Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta — è stato, fin dall’inizio del mio mandato, uno dei temi prioritari da affrontare. Non solo per il suo straordinario riconosciuto valore storico e paesaggistico, ma anche, e soprattutto, come infrastruttura funzionale strategica, a lungo trascurata sotto il profilo tecnico e amministrativo. È apparso subito evidente il deficit di conoscenza, di monitoraggio e di governo del sistema, in un contesto reso ancora più critico dall’emergere delle problematiche legate alla crisi idrica. Al di là di alcuni interventi puntuali di manutenzione straordinaria effettuati in questi anni grazie a limitate risorse reperite nell’ambito dei finanziamenti Unesco, questa Direzione ha scelto di assumere la questione in modo strutturale, candidandola ai finanziamenti PNRR.

Oggi, grazie a queste risorse, possiamo finalmente trasformare un’esigenza riconosciuta da tempo in un programma organico di indagini, rilievi, progettazione e interventi. È un lavoro complesso e impegnativo, sotto il profilo tecnico e amministrativo – sottolinea il direttore Maffei – che richiede tempo, competenze e procedure rigorose: i problemi accumulati in decenni non si risolvono con soluzioni estemporanee, ma con studio, verifiche, atti formali e cantieri. Solo attraverso una conoscenza reale e scientificamente fondata è possibile garantire una gestione efficace. L’obiettivo è assicurare tutela e funzionalità durature a questo patrimonio unico e contribuire anche a contrastare in modo più efficace usi impropri e prelievi non autorizzati della risorsa idrica, rafforzando il senso di responsabilità collettiva verso l’ecosistema”.

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Antonella sfida il tumore e diventa mamma di Diego, ora stanno bene grazie all’Ospedale Pascale di Napoli

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ANTONELLA E DIEGO ISTITUTO TUMORI NAPOLI
ANTONELLA E DIEGO ISTITUTO TUMORI NAPOLI

Sospende la terapia per diventare madre e sfida il tumore al seno: oggi sta bene, è mamma felice e racconta la sua storia per incoraggiare chi si trovi in circostanze simili.
Antonella Bonomo a 33 anni riceve la diagnosi di un tumore al seno aggressivo, che comporterà cure lunghe e invasive, capaci di mettere seriamente a rischio la sua fertilità.

“È stato come ricevere due sentenze insieme – ricorda – quella del cancro da combattere e quella della maternità a cui rinunciare”.

Dopo una settimana si sottopone all’intervento chirurgico, che riesce, ma le parole del primo oncologo sono un colpo durissimo:

“Mi disse che dovevo dimenticarmi di diventare madre. È stato allora che ho toccato il fondo”. Antonella però non si arrende. Chiede altri pareri, finché approda all’Istituto dei tumori di Napoli, nello studio del dottor Michelino De Laurentiis: “Non si cura solo una malattia – le spiega l’oncologo – ma una persona, con i suoi sogni e i suoi progetti”.
Nasce così una scelta delicata e coraggiosa: una sospensione controllata della terapia ormonale dopo tre anni, anziché i canonici cinque, per permettere ad Antonella di tentare una gravidanza in sicurezza. I controlli sono serrati, il timore sempre presente, ma la speranza cresce. Dopo un anno e mezzo di sospensione della cura arriva la notizia che cambierà per sempre la sua vita: è incinta.

A 40 anni Antonella diventa mamma di Diego. Subito dopo riprende la terapia per completare il ciclo previsto. Oggi ha 43 anni, è libera dalla malattia e senza terapia da oltre un anno e stringe tra le braccia il suo bambino, che chiama “il miracolo più grande della mia vita”.

La sua storia non è solo una testimonianza di resilienza, ma riaccende il dibattito sulla tutela della fertilità nelle giovani pazienti oncologiche e sull’importanza di percorsi di cura sempre più personalizzati. “Negli ultimi anni – dice De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia e Toraco polmonare del Pascale – la ricerca sul tumore al seno ha compiuto passi da gigante: terapie sempre più mirate, immunoterapia, test genomici e protocolli terapeutici più personalizzati stanno aumentando le percentuali di sopravvivenza e riducendo gli effetti collaterali. La storia di questa paziente è un esempio concreto di come oggi sia possibile integrare le cure oncologiche con i progetti di vita. Studi recenti hanno dimostrato che, in pazienti selezionate con tumore al seno ormonoresponsivo, una sospensione temporanea della terapia endocrina per tentare una gravidanza non comporta un aumento significativo del rischio di recidiva nel breve periodo.

Ed è proprio questa la strategia che abbiamo adottato per la paziente”. Una storia che dimostra come oggi il cancro al seno, “pur restando una sfida complessa, è sempre più spesso una battaglia che si può vincere senza rinunciare ai propri sogni”, conclude lo specialista del Pascale.

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Licenziamento in diretta di Manuel Parlato, il Tribunale di Milano da ragione a SportItalia e Michele Criscitiello

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Manuel Parlato Michele Criscitiello
Manuel Parlato Michele Criscitiello

A un anno dal licenziamento in diretta che fece il giro del web, il Tribunale di Milano chiude definitivamente la vicenda dando ragione a Sportitalia. Il giudice del lavoro ha respinto il ricorso di Manuel Parlato, ritenendo legittimo il licenziamento avvenuto il 30 gennaio 2025 durante una trasmissione televisiva.

Non solo nessun reintegro: il giornalista è stato anche condannato a pagare 6.000 euro di spese legali. Il caso, che aveva acceso il dibattito su libertà di espressione e potere editoriale nel giornalismo sportivo, si conclude così con un verdetto netto a favore dell’emittente diretta da Michele Criscitiello.

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Geolier riqualifica il campetto del Lotto G a Scampia dopo l’appello dei bambini

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Il campetto di calcio del Lotto G a Scampia, da tempo simbolo di incuria e abbandono, tornerà presto a nuova vita grazie all’intervento di Geolier. Il rapper napoletano ha deciso di farsi carico direttamente della riqualificazione della struttura, rispondendo all’appello lanciato dai bambini del quartiere, protagonisti di una mobilitazione spontanea nata sui social.

Per settimane i ragazzi hanno pubblicato video e messaggi per denunciare le condizioni pericolose del campo, chiedendo uno spazio sicuro dove poter giocare e incontrarsi. Le loro parole non si sono limitate alla richiesta di un intervento strutturale, ma hanno toccato un tema più ampio: il desiderio di essere raccontati oltre gli stereotipi che da anni accompagnano il nome di Scampia. Un grido collettivo contro l’abbandono istituzionale e contro una narrazione che, secondo loro, riduce il quartiere a una sola immagine.

Determinante è stato il lavoro di rete che ha permesso alla vicenda di uscire dai confini del rione. Salvatore Paternoster, presidente dell’associazione Giovani Promesse, insieme alla giornalista Cristina Somma, ha accompagnato il percorso dei ragazzi, dando visibilità alla loro iniziativa e portando la storia fino all’attenzione dell’artista.

La risposta di Geolier non si è fatta attendere. L’impegno è stato chiaro e concreto: sopralluogo sul posto e interventi già programmati per restituire al quartiere uno spazio sportivo decoroso e funzionale. Un gesto che va oltre il valore simbolico e che si traduce in un’azione diretta sul territorio.

Proprio i bambini hanno proposto di intitolare il campo “Geolier Stadium”, come segno di gratitudine ma anche come simbolo di appartenenza e riscatto. Un nome che rappresenta, per loro, la possibilità di cambiare il destino dei luoghi partendo dalla partecipazione e dalla cura collettiva.

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Casoria, addio alla sede del Liceo Gandhi: 500 studenti rischiano le lezioni nei prefabbricati

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Casoria, addio alla sede del Liceo Gandhi 500 studenti rischiano le lezioni nei prefabbricati
Casoria, addio alla sede del Liceo Gandhi 500 studenti rischiano le lezioni nei prefabbricati

Dal prossimo settembre 2026 la succursale del Liceo “Gandhi” di via Andrea Torrente chiuderà ufficialmente i battenti. La decisione arriva dalla Città Metropolitana di Napoli, che ha scelto di interrompere il contratto di locazione dell’edificio, di proprietà privata, nell’ottica di ridurre i costi degli affitti passivi. Una scelta che, però, apre un’emergenza logistica per circa 500 studenti, al momento senza una sede alternativa pronta ad accoglierli.

L’ipotesi attualmente sul tavolo prevede l’installazione di moduli prefabbricati negli spazi esterni della sede centrale di via Aldo Moro. In attesa della realizzazione di un nuovo edificio scolastico, le attività didattiche potrebbero quindi svolgersi all’interno di container attrezzati, una soluzione temporanea che rischia però di protrarsi per diversi anni.

La fine del contratto e l’assenza di strutture disponibili

Il plesso di via Torrente era stato preso in affitto nel 2008 dall’allora Provincia di Napoli. Nonostante il canone non abbia subito aumenti nel corso degli anni, l’Ente metropolitano ha deciso di non rinnovare il contratto, imponendo il rilascio dei locali entro settembre 2026. Al momento, tuttavia, non risultano disponibili altri edifici scolastici nel territorio in grado di assorbire l’elevato numero di studenti coinvolti.

Una situazione simile si sta verificando anche in altre zone della città metropolitana, dove la dismissione di immobili in affitto sta creando criticità nella redistribuzione degli alunni.

Preoccupazione per il nuovo anno scolastico

La chiusura del plesso arriva in un momento delicato, proprio mentre le scuole si preparano ad avviare le iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027. L’assenza di certezze sulle aule disponibili complica la programmazione didattica e genera incertezza tra famiglie e studenti, chiamati a scegliere il percorso di studi senza conoscere le condizioni logistiche future.

Tra i timori principali vi è anche il possibile ricorso ai doppi turni, con lezioni pomeridiane per una parte degli alunni, uno scenario che l’istituto punta a evitare per non penalizzare l’organizzazione familiare e il rendimento scolastico.

Spazi insufficienti e criticità strutturali

Ulteriori difficoltà riguardano le strutture comuni. La palestra della sede di via Aldo Moro, già oggi sottodimensionata rispetto al numero complessivo delle classi, dovrebbe accogliere anche gli studenti provenienti dalla sede dismessa. Un carico aggiuntivo che rischia di aggravare una situazione già complessa.

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Tentato furto di cavi ferroviari ad Acerra: vigilanza sventa l’azione, tre persone in fuga

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Acerra (NA), 29 gennaio 2026 – Tentato furto di cavi lungo la linea ferroviaria nella serata di ieri, grazie al tempestivo intervento delle guardie giurate dell’Istituto di Vigilanza Prestige Srl. L’episodio si è verificato intorno alle ore 22:55 presso il cantiere ferroviario Nacav, area RI03, durante un servizio di ronda notturna.

Secondo quanto riportato nella relazione di servizio, la guardia giurata, in turno dalle 17:00 alle 00:00, ha notato movimenti anomali dei cavi sui binari mentre effettuava il controllo dell’area. Illuminando la zona con la torcia, ha constatato che i fili si stavano muovendo in modo sospetto, segnale evidente di un possibile tentativo di manomissione. Immediatamente è stata allertata la centrale operativa, che ha provveduto ad avvisare il collega di servizio a bordo del locomotore.

Giunto sul posto intorno alle ore 23:10, il personale di vigilanza ha sorpreso tre individui che, alla vista degli operatori, si sono dati alla fuga nelle campagne circostanti. Sul luogo sono stati rinvenuti cavi già tranciati, confermando il tentativo di furto. Contestualmente sono state avvisate le forze dell’ordine per gli accertamenti del caso.

La ricostruzione delle attività di pattugliamento evidenzia un’intensa attività di controllo lungo il tratto interessato, con numerosi passaggi tra le postazioni RI03 e RI07 nel corso della serata. Già intorno alle 19:45 era stata segnalata alla centrale operativa una copertura ridotta delle ronde in un tratto sensibile della linea, richiedendo un rafforzamento dei controlli.

Dopo l’allarme, uno degli operatori è rimasto sul posto in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, mentre il resto della squadra ha concluso il servizio rientrando al campo base poco prima della mezzanotte.

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“Dopo il crollo sciacallaggio mediatico dei tiktoker a Casoria”, l’accusa dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli

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Il luogo del crollo di Casoria, in provincia di NAPOLI, preso d’assalto da tiktoker di NAPOLI e provincia che, approfittando della tragedia, hanno realizzato video apparentemente solidali ma chiaramente finalizzati ad accalappiare like e creare hype.

A denunciarlo, in una nota, è il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli tornato nuovamente tra le famiglie che lo scorso 23 gennaio, a causa della tragdia, hanno perso la propria casa.

“Siamo di fronte a uno sciacallaggio mediatico inaccettabile – sottolinea Borrelli – che calpesta la dignità di chi ha perso tutto: è vergognoso che personaggi legati a vicende discutibili, che già in passato hanno dimostrato totale mancanza di rispetto per le regole e per i cittadini, oggi utilizzino i resti di via Cavour a Casoria come palcoscenico per raccogliere visualizzazioni”.

Ben 115 cittadini, ricorda il parlamentare nella sua nota, dalla notte tra il 22 e il 23 gennaio, “vivono nel terrore e nell’incertezza” e sono “gli stessi sfollati a puntare il dito contro i rappresentanti della cosiddetta ‘mala-NAPOLI’ dei social, personaggi spesso legati a contesti discutibili che promuovono attività al limite del grottesco”.

“Tra questi spicca la presenza di Antony Sansone, – fa sapere il deputato – già noto per i fatti di Roccaraso dello scorso anno, quando centinaia di persone furono abbandonate a loro stesse dopo gite organizzate senza alcuna programmazione. Vedere tali soggetti aggirarsi tra le macerie di Casoria, dopo aver già dimostrato totale spregio per le regole e per il decoro urbano, rappresenta un’ulteriore umiliazione per una comunità già ferita”. Borrelli invita le Istituzioni “a garantire la massima attenzione” e a “intervenire con estrema urgenza”.

“Bisogna completare immediatamente la messa in sicurezza degli edifici e sbloccare i fondi necessari per assicurare nuovi alloggi a queste 115 persone, – conclude – garantendo loro nel frattempo sistemazioni che siano rispettose della dignità umana”.

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Il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato il bilancio di previsione 2026/28

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COMUNE DI NAPOLI BILANCIO PREVISIONALE 2026 2028
COMUNE DI NAPOLI BILANCIO PREVISIONALE 2026 2028

Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2026/2028, con il voto contrario di Forza Italia e Fratelli d’Italia e l’astensione del consigliere Toti Lange. L’assessore Pier Paolo Baretta ha definito il documento uno strumento prudente e flessibile, pensato per adattarsi nel corso dell’anno alle reali entrate e al contesto economico in evoluzione.

Il bilancio mantiene stabile la spesa corrente e prosegue il percorso di risanamento: dal 2021 il disavanzo si è ridotto di oltre 800 milioni e il debito di circa 840 milioni, con tempi di pagamento riportati a 30 giorni. Parallelamente aumentano le risorse per i servizi: 47,5 milioni al welfare, oltre 51 milioni all’istruzione, 10,8 milioni alla cultura, 7,4 milioni al turismo, 10,5 milioni a sport e politiche giovanili. Crescono anche i fondi per manutenzione urbana (quasi 30 milioni) e sicurezza (oltre 15 milioni).

Il documento sostiene inoltre la riorganizzazione delle partecipate, gli investimenti sul personale (270 milioni) e la digitalizzazione (11 milioni). Il 2026 resta però un anno complesso per via del taglio di circa 70 milioni del Patto per Napoli e di nuove spese legate a stadio Maradona, rifiuti e grandi eventi. L’Amministrazione punta quindi a rafforzare le entrate proprie tramite addizionale IRPEF, imposta di soggiorno e lotta all’evasione.

Approvate anche diverse mozioni e ordini del giorno: fondi per nuovi asili nido, interventi per il decoro urbano, valorizzazione degli immobili, manutenzione e tutela dei monumenti. Via libera infine a un emendamento tecnico sulle risorse per la consultazione referendaria e alle modifiche del regolamento dell’Osservatorio Napoli Città Sicura. La seduta si è conclusa alle 4 del mattino.

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