sabato, Maggio 30, 2026
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Napoli: Incendio sulla collina dei Camaldoli, in Prefettura il Centro Coordinamento Soccorsi

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INCENDIO COLLINA CAMALDOLI NAPOLI
INCENDIO COLLINA CAMALDOLI NAPOLI

Nella tarda mattinata di sabato un incendio si è sviluppato nella Pineta Camaldoli – Pianura in via Vicinale Pignatello, in prossimità di una cava.

Nel tardo pomeriggio odierno, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi a seguito dell’incendio sviluppatosi nella Pineta Camaldoli – Pianura in via Vicinale Pignatello.

Nel corso della riunione, che ha visto la partecipazione del Comune di Napoli, della SORU della Protezione civile della Regione Campania, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine,è emerso le fiamme di sono sviluppate nelle vicinanze di una cava nell’area di Pianura, a poca distanza dalle abitazioni.

Sono quindi state attivate le misure previste per gli incendi interfaccia. Sul posto stanno operando i DOS dei Vigili del Fuoco e i DOS della Protezione Civile regionale, impegnati nelle attività di contrasto all’incendio e nella valutazione costante dell’evoluzione dello scenario. Al fine di garantire il massimo livello di coordinamento tra le componenti del sistema di protezione civile e di soccorso, la Prefettura di Napoli ha disposto l’istituzione di un Posto di Comando Avanzato misto, composto da rappresentanti dei Vigili del Fuoco, dalla Protezione Civile regionale, dalla polizia locale di Napoli dalle Forze dell’Ordine e dal Servizio di Emergenza Sanitaria 118.

Il Posto di comando avanzato monitora, in tempo reale, l’andamento dell’incendio, coordinando le operazioni sul campo e valutando l’eventuale adozione di ulteriori misure di tutela della popolazione, quali, qualora le condizioni lo rendessero necessario, l’evacuazione temporanea e precauzionale delle abitazioni maggiormente esposte al rischio. Una successiva riunione del CCS è stata convocata nella tarda serata odierna per l’aggiornamento e della situazione.

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Napoli: Ragazzini con i coltelli in spiaggia. Borrelli: “Forze dell’Ordine nelle spiagge libere”

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NAPOLI COLTELLI IN SPIAGGIA
NAPOLI COLTELLI IN SPIAGGIA

NAPOLI – Un gruppo di ragazzini è stato sorpreso mentre maneggiava un coltello con una lama da circa 20cm di lunghezza, è accaduto alla spiaggia di palazzo Donn’Anna, a Napoli.

La scena è stata ripresa da un cittadino che ha visto i ragazzini mentre maneggiavano il coltello e, divertiti, se lo passavano da una mano all’altra, il tutto in un angolo della spiaggia libera.

Il video è stato immediatamente inviato al deputato Francesco Emilio Borrelli, da tempo impegnato nella battaglia per il decoro delle spiagge e contro la criminalità minorile.

Siamo di fronte a un’escalation di violenza e degrado ormai completamente fuori controllo, che vede protagonisti ragazzini sempre più giovani. Trovare dei minorenni che si divertono a passarsi di mano in mano un coltello con una lama da 20 centimetri in una spiaggia pubblica, tra bagnanti, famiglie e turisti, è un fatto grave che non può essere taciuto. Purtroppo non siamo nuovi a questi scenari: da via Nazario Sauro a largo Sermoneta, fino alle spiagge di Palazzo Donn’Anna e delle Monache a Posillipo, questi teppisti e baby criminali, spesso figli di famiglie malavitose di cui ereditano i codici culturali peggiori, continuano a considerare gli arenili pubblici come zone franche senza regole. Sempre più spesso si muovono armati pronti a molestare, aggredire, rapinare e finanche accoltellare chiunque si trovi sul loro cammino.

Da tempo chiedo con forza l’istituzione di una task force dedicata e un presidio fisso e costante delle forze dell’ordine su tutte le spiagge libere napoletane, in particolare nei weekend e durante la stagione estiva. Il pronto intervento delle pattuglie, che in più occasioni ha evitato il peggio ripristinando la calma, è fondamentale, ma non basta più agire solo dopo le segnalazioni dei cittadini. Non si può più attendere il verificarsi di una tragedia irreparabile”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra.

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Afragola: Sfregio alla memoria di Martina Carbonaro, incendiata gigantografia all’esterno dello stadio comunale

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AFRAGOLA BRUCIATA GIGANTOGRAFIA MARTINA CARBONARO
AFRAGOLA BRUCIATA GIGANTOGRAFIA MARTINA CARBONARO

AFRAGOLA – Ancora una ferita inferta alla memoria di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa un anno fa in uno dei delitti più sconvolgenti del panorama nazionale.

Nel pomeriggio di Sabato ignoti hanno incendiato la gigantografia che ritraeva il suo volto sorridente, affissa sul muro esterno dello stadio comunale: proprio l’ultimo luogo in cui Martina fu vista viva la sera del 26 maggio 2023, prima di essere brutalmente assassinata dall’ex fidanzato Alessio Tucci.

Il gesto, violento e vile, ha colpito un simbolo che negli ultimi mesi era diventato punto di raccoglimento per amici, cittadini e familiari. L’immagine, che ricordava la dolcezza della giovane vittima, è stata ridotta in cenere da mani ancora sconosciute.

A scoprire l’incendio sono stati gli agenti della Polizia Locale di Afragola, guidati dal colonnello Antonio Piricelli, che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire agli autori dello sfregio. Un episodio che appare ancor più inquietante perché avvenuto a soli quattro giorni dalla partecipata manifestazione del 26 maggio, quando oltre un migliaio di persone aveva sfilato per le strade della città chiedendo giustizia e verità, in un clima di dolore ma anche di apparente indifferenza collettiva.

Il rogo della gigantografia non è solo un atto vandalico: è un colpo al cuore di una comunità che fatica a elaborare il lutto e che ora si ritrova di nuovo a fare i conti con un gesto che sembra voler cancellare la memoria di Martina proprio nel luogo che custodisce il suo ultimo passaggio.

Un atto ignobile – ha commentato Gennaro Giustino, Sindaco della città – che non appartiene alla Afragola sana. Ricollocheremo quella gigantografia allo stesso posto, e riattiveremo la video sorveglianza. Ma non solo questo uno dei primi provvedimenti riguarderà la creazione di un monumentino nel cimitero di Afragola, a perenne ricordo di questa ragazzina, che è entrata come figlia nei nostri cuori”.

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Avellino: Morto dopo 5 giorni operaio 26enne colpito alla testa in un luna park a Lioni

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AVELLINO MORTO SUL LAVORO Sakil Hosseini
AVELLINO MORTO SUL LAVORO Sakil Hosseini

AVELLINO – Nonostante la speranza e le preghiere, Sakil Hosseini non ce l’ha fatta. L’operaio di 26 anni, di origini bengalesi, è morto ieri, venerdì 29 maggio, all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, dove era ricoverato in Terapia intensiva da cinque giorni a causa di un gravissimo trauma cranico.

Il giovane era stato colpito alla testa da una pesante altalena mentre lavorava in un luna park a Lioni, in provincia di Avellino.

L’incidente è avvenuto domenica 24 maggio nel Comune di Lioni, durante i preparativi per la Festa di San Bernardino. Sakil stava lavorando su una giostra, una altalena a barche giganti, quando, per cause ancora da accertare, è stato colpito violentemente alla testa. Soccorso e trasportato d’urgenza al Moscati, le sue condizioni erano apparse subito critiche.

La notizia della morte di Sakil ha sconvolto la comunità di Lioni: a pesare non è solo la giovane età e l’ennesimo incidente mortale sul lavoro, ma anche il fatto che il 26enne, tra pochi giorni, sarebbe diventato padre.

Nei giorni scorsi anche il sindaco di Lioni, Yuri Gioino, aveva invitato la cittadinanza alla preghiera per il giovane operaio, sottolineando la necessità di «ritrovare un approccio più umano e più sensibile rispetto a temi delicati come l’immigrazione e la presenza degli stranieri nel nostro Paese».

Sulla vicenda indagano la magistratura e le forze dell’ordine, chiamate a fare piena luce sulla dinamica dell’accaduto e a individuare eventuali responsabilità per la morte di Sakil Hosseini.

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Giallo all’Ecoparco di Castel Volturno: corpo senza vita trovato nel lago, indagini su causa della morte

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Una tranquilla giornata all’interno dell’Ecoparco del Mediterraneo si è trasformata in poche ore in una scena drammatica dopo il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo nelle acque di uno dei laghi dell’area turistica.

La scoperta è avvenuta nelle prime ore della giornata, quando un frequentatore abituale di una struttura ricettiva situata nelle vicinanze ha notato il cadavere affiorare a ridosso della riva e ha immediatamente allertato i soccorritori.

Sul luogo sono intervenuti rapidamente gli agenti della Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco. Il recupero della salma non ha richiesto l’impiego dei sommozzatori, poiché il corpo si trovava già in prossimità del margine del bacino idrico. Le operazioni si sono concluse in tempi brevi, consentendo ai sanitari di effettuare i primi accertamenti.

Secondo una prima valutazione del medico legale, il decesso risalirebbe ad almeno ventiquattro ore prima del ritrovamento. L’esame esterno non avrebbe evidenziato ferite o segni riconducibili ad azioni violente. Nessun documento è stato rinvenuto tra gli effetti personali della vittima, circostanza che ha reso necessario l’avvio immediato delle procedure di identificazione.

Gli specialisti della Polizia Scientifica dovranno ora confrontarsi con le difficoltà legate alla permanenza prolungata del corpo in acqua, condizione che potrebbe complicare il rilevamento delle impronte digitali.

L’uomo, secondo le prime stime, avrebbe un’età compresa tra i 60 e i 70 anni. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Caserta, dove nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. L’esame sarà determinante per chiarire se il decesso sia stato causato da un malore precedente alla caduta nel lago oppure dall’annegamento.

Parallelamente proseguono le indagini del commissariato competente per ricostruire l’identità della vittima e le circostanze che hanno portato alla tragedia. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma dalle verifiche effettuate nel corso della giornata sarebbe emersa una possibile pista.

L’uomo potrebbe essere un anziano residente della zona, cittadino italiano che viveva da solo in un’abitazione situata a breve distanza dal luogo del ritrovamento. Gli accertamenti sono ora concentrati sulla conferma della sua identità e sulla ricostruzione delle ultime ore di vita.

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Napoli, intervento innovativo alla valvola tricuspide: è il primo in Italia

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All’ospedale Monaldi di Napoli un intervento mai realizzato prima in Italia. Maria, nome di fantasia, era una paziente che conviveva da tempo con una grave insufficienza della valvola tricuspide, malattia del cuore che puo’ provocare affaticamento importante, difficolta’ respiratorie, gonfiore alle gambe e un progressivo peggioramento della qualita’ di vita.

I malati come lei, spesso fragili e non candidabili a un intervento tradizionale a cuore aperto, hanno possibilita’ di cura molto limitate. L’e’quipe di Cardiologia interventistica della Cardiologia – UTIC “Vanvitelli” ha realizzato per lei un intervento innovativo: la sostituzione della valvola tricuspide per via transcatetere attraverso la vena giugulare.

Si tratta del primo intervento di questo tipo eseguito in Italia e del settimo in Europa. Un enorme passo in avanti per il trattamento dell’insufficienza tricuspidale grave, una patologia a lungo considerata difficile da affrontare e spesso definita, non a caso, malattia della “valvola dimenticata”.

Negli ultimi anni, infatti, la possibilita’ di sostituire la valvola senza ricorrere alla chirurgia tradizionale ha aperto nuove prospettive per pazienti complessi e ad alto rischio. Al Monaldi questa tecnica e’ gia’ stata utilizzata con successo attraverso il consueto accesso dalla vena femorale, con 7 impianti eseguiti in altrettanti pazienti, tutti dimessi a pochi giorni dalla procedura. Nel caso di Maria, pero’, la particolare anatomia della paziente non consentiva di utilizzare l’accesso femorale.

Per questo motivo l’e’quipe ha scelto una via alternativa, passando dalla vena giugulare, con una procedura di altissima complessita’.

“Questo risultato conferma il livello raggiunto dalla nostra Cardiologia interventistica – spiega Paolo Golino, direttore dell’UOC Cardiologia – UTIC “Vanvitelli” – siamo in grado di trattare in modo efficace una valvulopatia complessa, evitando in molti casi il ricorso alla chirurgia a cuore aperto.

E’ un’opportunita’ rilevante soprattutto per pazienti fragili, nei quali un intervento cardiochirurgico tradizionale comporterebbe rischi altissimi”.

Che si tratti di un risultato straordinario lo conferma Maurizio Cappelli Bigazzi, primo operatore della procedura: “Parliamo di persone che convivono con una malattia invalidante e ad alto rischio, e che fino a pochi anni fa avevano possibilita’ di cura molto limitate. Oggi possiamo offrire una risposta concreta anche a pazienti che, per ragioni anatomiche, non possono essere trattati con l’approccio tradizionale dalla vena femorale”.

L’intervento e’ stato possibile grazie al lavoro di una squadra multidisciplinare composta da cardiologi interventisti, ecocardiografisti, anestesisti, infermieri e personale tecnico specializzato.

“L’Azienda Ospedaliera dei Colli continua a investire in innovazione, competenze e tecnologie capaci di migliorare concretamente la vita dei pazienti – dice il direttore generale Anna Iervolino – il risultato ottenuto al Monaldi conferma la centralita’ del nostro ospedale nel panorama nazionale ed europeo della cardiologia avanzata e testimonia il valore di una sanita’ pubblica capace di offrire risposte di alta specialita’ anche nei casi piu’ complessi”.

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Linea dura del Comune di Napoli contro il caos movida, scattano i divieti: chiusure anticipate

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Linea dura, a Napoli, contro il caos movida. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato due distinte ordinanze sindacali finalizzate a contrastare gli effetti dell’inquinamento acustico.

I provvedimenti avranno una validità temporale di 4 mesi, dal 1 giugno al 1 ottobre 2026, e prevederanno orari precisi per l’asporto di bevande alcoliche e per la chiusura dei locali.

Previste multe fino a 20mila euro. Le misure si sono rese necessarie a seguito di approfondite campagne di monitoraggio acustico eseguite dall’Arpac che hanno accertato il superamento dei limiti di tollerabilità delle immissioni sonore nelle ore notturne causato dagli assembramenti all’esterno dei locali commerciali.

I provvedimenti, tra l’altro, sono scattati anche in ottemperanza e in linea con i contenziosi e i provvedimenti di tutela instaurati davanti al Tribunale di Napoli dai residenti. Le due ordinanze si applicano a tutte le tipologie di esercizi pubblici e le aree interessate sono: via Cisterna dell’Olio, Piazza del Gesù Nuovo e zone limitrofe, nonchè l’area dei Baretti di Chiaia.

Ed ecco le limitazioni.

Il divieto di asporto è previsto dalle ore 22.30 alle ore 06.00 del giorno successivo. Gli orari di chiusura degli esercizi, dalla domenica al giovedì entro l’una, il venerdì e il sabato entro le ore 2.00 del giorno successivo.

Non potranno riaprire prima delle sei del mattino. L’inosservanza delle disposizioni orarie e di asporto comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 2.000 euro a 20.000 euro. In caso di reiterazione della violazione, si procederà immediatamente alla sospensione dell’attività per un periodo compreso tra 1 e 30 giorni e, nelle situazioni più gravi, alla successiva revoca del titolo autorizzativo.

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Tragedia sul litorale nel salernitano: perdono la vita in un incidente stradale Osvaldo di 27 anni e Christian di 39

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Dramma nelle prime ore della mattinata di sabato 30 maggio lungo il litorale di Capaccio Paestum, nel Salernitano, dove un grave incidente stradale è costato la vita a due uomini residenti nella frazione di San Marco di Castellabate.

Le vittime sono Osvaldo Di Giaimo, di 27 anni, e Cristian Ventura, di 39. I due viaggiavano a bordo di uno scooter quando, per motivi ancora al vaglio delle forze dell’ordine, il mezzo avrebbe improvvisamente perso il controllo andando a schiantarsi contro il muro di cinta di una villetta situata nei pressi del lungomare.

L’impatto si è rivelato devastante. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i soccorritori del 118, ma ogni tentativo di salvare i due uomini si è rivelato inutile: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Presenti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi necessari a ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Al momento non si esclude alcuna ipotesi e gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a chiarire le cause dell’incidente.

La notizia della tragedia ha profondamente colpito la comunità di San Marco di Castellabate, dove i due erano molto conosciuti. Numerosi i messaggi di cordoglio apparsi sui social nelle ore successive all’incidente.

Tra questi anche quello pubblicato dalla parrocchia di San Marco Evangelista, che ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e all’intera comunità, sconvolta per la perdita improvvisa dei due concittadini.

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Sabato 30 Maggio in prima serata su Canale 5 “Gigi Stadio Maradona Una notte a Napoli”

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GIGI D'ALESSIO CONCERTO CANALE 5
GIGI D'ALESSIO CONCERTO CANALE 5

Sabato 30 maggio, in prima serata su Canale 5, arriva “Gigi Stadio Maradona Una notte a Napoli“, l’evento musicale con Gigi D’Alessio che è tornato, a nove anni di distanza, sul palco del maestoso impianto sportivo della sua città.

Una serata di grande musica e spettacolo, tra racconti, duetti e momenti pieni di energia, con tanti ospiti: Elodie, Geolier, Alessandra Amoroso, Clementino, LDA e Elena D’Amario.
Lo show accompagna il pubblico in una notte speciale tra musica, emozioni e l’atmosfera unica di Napoli.

Un appuntamento da vivere con entusiasmo, all’insegna della festa e della condivisione.
Lo show è prodotto FriendsTv in collaborazione con GGD Edizioni. La regia è affidata a Roberto Cenci.

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Drone russo colpisce un edificio in Romania provocando 2 feriti. Nato: Atto sconsiderato, difenderemo ogni centimetro del territorio alleato”

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DRONE RUSSO IN ROMANIA
DRONE RUSSO IN ROMANIA

Un drone russo ha colpito stanotte un condominio a Galați, nel sudest della Romania, ferendo due persone. Lo ha reso noto il ministero della Difesa rumeno spiegando che il drone Shahed ha colpito il tetto di un edificio residenziale vicino al confine ucraino. Si tratta di “una grave e pericolosa escalation”, come hanno riferito i media rumeni.

La Romania è stata colpita durante gli attacchi russi notturni contro i porti ucraini sul Danubio e in particolare la città di Izmail. In seguito all’attacco due F-16 rumeni sono decollati. Questa è la prima volta che un attacco russo causa feriti sul suolo Nato.

Bucarest, in seguito all’incidente, ha espulso il console generale russo a Costanza, sul Mar Nero, e chiuso la rappresentanza, ha annunciato intanto il presidente rumeno, Nicusor Dan, in un video: “La Russia ha la piena responsabilità di questo incidente… Alla luce di questa situazione, il console generale della Federazione russa a Costanza è stato dichiarato persona non gradita, e il consolato generale russo verrà chiuso“.

Una presa di posizione che ha fatto infuriare Mosca che ha annunciato ritorsioni per la decisione della Romania di espellere il console russo a Costanza. “Non tarderanno ad arrivare misure di ritorsione in seguito alla dichiarazione del console russo come persona non grata e alla chiusura del consolato generale“, ha fatto sapere la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Dan ha intanto convocato per questa mattina il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale, definendo l’episodio “senza precedenti” e “il più grave incidente nel Paese dall’inizio della guerra in Ucraina“.

Le forze armate rumene non hanno avuto tempo sufficiente per abbattere il drone, ha intanto spiegato il generale Gheorghe Maxim del Comando delle Forze Congiunte della Romania durante una conferenza stampa, aggiungendo che non c’erano “opportunità realistiche per neutralizzarlo in sicurezza”. Maxim ha aggiunto che “il tempo che avevamo a disposizione, quattro minuti, era estremamente breve”.

Il presidente Nicusor ha dichiarato che la decisione di non intervenire è stata presa “perché non sussistevano le condizioni necessarie per distruggerlo senza mettere in grave pericolo la sicurezza della popolazione civile“.

La Nato ha condannato quella che ha definito la “sconsideratezza” di Mosca. “La Nato continuerà a rafforzare le proprie difese contro tutte le minacce, compresi i droni“, ha dichiarato la portavoce Allison Hart sui social media, aggiungendo che il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, è in contatto con le autorità rumene.

La Nato è “pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato“, ha poi assicurato via social il segretario generale dell’Alleanza Atlantica dopo un colloquio con il presidente Dan. “Gli ho assicurato l’assoluta solidarietà della Nato con la Romania e ho espresso vicinanza ai feriti nell’incidente. Ho affermato che la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato“, scrive Rutte.

Questa notte un drone russo ha colpito un edificio civile in Romania, ferendo due cittadini sul territorio di uno Stato alleato e membro dell’Unione europea. Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea. La mia più profonda vicinanza e solidarietà va alle persone colpite, al Governo e a tutto il popolo romeno“. Così la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi.

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