venerdì, Giugno 26, 2026
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Trenitalia: attacco hacker su dati passeggeri, non convolti account e pagamenti

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Trenitalia attacco hacker su dati passeggeri, non convolti account e pagamenti
Trenitalia attacco hacker su dati passeggeri, non convolti account e pagamenti

Un incidente sulla sicurezza informatica “causato da soggetti esterni non identificati” ha determinato “un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio”. È quanto si legge in una mail che Trenitalia sta inviando in queste ore ad alcuni clienti, rassicurando però sul fatto che la violazione informatica non ha riguardo i dati relativi ai pagamenti, come le carte di credito: “Ci teniamo a rassicurarla su un punto importante: non sono stati coinvolti dati di accesso agli account – si legge nella comunicazione inviata ai passeggeri – credenziali personali o informazioni relative ai pagamenti (come il numero della carta, la scadenza o il codice di sicurezza)”.

La comunicazione spiega che “non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi” e “notificato l’accaduto all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e allo CSIRT Italia, in conformità alla normativa vigente, e presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma”.

Infine la mail mette in guardia dal rischio di frodi: “Considerata la tipologia di dati coinvolti, potrebbe esserci il rischio che Lei riceva comunicazioni fraudolente o tentativi di contatto ingannevoli che fanno riferimento ai suoi viaggi”.

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Salerno Danza Festival e L’Oltre: danza contemporanea internazionale tra Cilento e Museo di Pontecagnano il 27 e 28 giugno

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DANZA CONTEMPORANEA TRA MUSEO E BORGO: IL 27 E 28 GIUGNO DOPPIO APPUNTAMENTO TRA GIOI CILENTO E PONTECAGNANO
L’OLTRE E SALERNO DANZA FESTIVAL SI INCONTRANO IL 28 GIUGNO

Tra Gioi Cilento e Pontecagnano una giornata speciale unisce le due rassegne. In scena “Playfulness”, “Space Travellers”, “Corpi tra le nuvole ”
Compagnia Menhir e Compagnia Tiziana Arnaboldi protagoniste di una serata tra mito, identità, paesaggi interiori e ricerca contemporanea

Il primo appuntamento è in programma sabato 27 giugno in Piazza Andrea Maio a Gioi Cilento con “Playfulness” della Cie MF, compagnia fondata a Lione da Francesco Colaleo e Maxime Freixas. Attraverso una scrittura coreografica che unisce danza contemporanea e teatro fisico, lo spettacolo esplora il gioco come esperienza collettiva e strumento di relazione. Ispirato allo slapstick, a Stanlio e Ollio e alle figure beckettiane di Estragone e Vladimiro, “Playfulness” mette al centro la fisicità dei corpi e la dimensione condivisa dell’incontro, interrogandosi sul progressivo allontanamento dall’esperienza diretta e dal contatto umano nell’epoca della virtualità.

Domenica 28 giugno il Salerno Danza Festival torna ancora a Gioi Cilento con “Space Travellers” della Compagnia Baal, coreografia di Catalina Carrasco, un lavoro che invita il pubblico a un viaggio tra immaginazione, movimento e nuove prospettive sullo spazio e sulle relazioni.
La stessa sera, al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano – Gli Etruschi di Frontiera, prosegue il percorso di “L’Oltre” con una serata dedicata alla danza contemporanea internazionale e alla riflessione sui temi dell’identità, del viaggio, della memoria e della trasformazione.

Protagonista sarà la Compagnia Tiziana Arnaboldi con “Corpi tra le nuvole“, una creazione ispirata all’universo poetico di Jean Arp. Entità libera e in costante trasformazione, la nuvola diventa il motore di una danza fatta di gesti impalpabili, mutevoli e sfuggenti. Il corpo si trasforma in paesaggio emotivo e luogo di visioni, in un continuo processo di cambiamento che richiama la natura stessa del sogno e dell’immaginazione.

A seguire andrà in scena “Searching for Europa“, nuova creazione della Compagnia Menhir firmata dal coreografo Giulio De Leo, con Erika Guastamacchia in scena e le musiche dal vivo del compositore greco Vaggelis Gettos. Nato da una coproduzione internazionale tra Italia e Cipro, il lavoro prende forma da una riflessione sul Mediterraneo come spazio di attraversamento, conflitto, speranza e continua oscillazione tra culture.

La creazione affonda le sue radici nel mito di Europa, la principessa fenicia rapita da Zeus e condotta verso Creta, trasformando quel racconto antico in una potente metafora contemporanea. La ricerca prende avvio da Nicosia, ultima capitale europea ancora divisa da un muro, e attraversa simbolicamente i confini fisici ed emotivi del Mediterraneo, tra migrazioni, guerre, memorie spezzate e desideri di appartenenza.
«Oscilliamo tra est e ovest, tra conflitti e speranze, tra orrore e bellezza», scrive Giulio De Leo nelle note di creazione dello spettacolo. Ed è proprio l’oscillazione il cuore poetico del lavoro: un movimento continuo tra passato e presente, armonia e dissonanza, immobilità e viaggio, in cui il corpo della danza diventa testimonianza della complessità del nostro tempo.
In questa nuova creazione, Giulio De Leo mette ancora una volta in dialogo danza, musica e videografia, costruendo una partitura scenica immersiva. Le sonorità mediterranee del liuto cretese e della live electronics di Vaggelis Gettos accompagnano lo spettatore nel paesaggio sospeso di Famagusta, la città fantasma cipriota rimasta congelata dopo l’invasione turca del 1974 e divenuta simbolo di una ferita ancora aperta nel cuore del Mediterraneo.
La serata si concluderà con “Tight Dress“, coreografia e musica di Jill Crovisier interpretata da Erika Guastamacchia per la Compagnia Menhir. Nato da una ricerca sulla composizione sonora applicata alla danza contemporanea, il lavoro conduce il pubblico in un viaggio fatto di movimenti frammentati, memorie intermittenti e stati emotivi sospesi tra meccanicità e fluidità, comicità ed esistenzialismo. La serata è a ingresso gratuito su prenotazione.

Da domani e fino a lunedì ondate di calore in Campania

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Il Centro funzionale multirischi della Protezione Civile della Regione Campania, in considerazione del quadro meteo in atto, ha emanato un avviso di criticità per “ondate di calore” valido dalle ore 08:00 di sabato 27 giugno fino alle ore 20:00 di lunedì 29 giugno.

Il fenomeno interesserà i comuni del territorio regionale a rischio elevato e moderato e, in particolare, le aree della provincia di Benevento e di quella di Caserta.

Le temperature potranno risultare superiori di 5-6°C rispetto ai valori medi stagionali e saranno accompagnate da livelli elevati di umidità. In particolare, lungo il settore costiero, il tasso di umidità potrà superare il 60-70% nella notte tra sabato e domenica e raggiungere anche valori oltre il 70-80% nella notte tra domenica e lunedì, in condizioni di scarsa ventilazione.

La Protezione civile raccomanda di non uscire di casa nelle ore più calde della giornata, di non esporsi al sole o praticare attività all’esterno e di limitare gli spostamenti in auto. Particolare attenzione deve essere prestata da cardiopatici, anziani, bambini e soggetti a rischio.

È consigliabile mantenere gli ambienti correttamente arieggiati, idratarsi costantemente bevendo acqua e prestare attenzione anche agli animali domestici. Le autorità locali competenti sono invitate a mantenere attive le procedure di propria pertinenza relative alla vigilanza per le fasce fragili della popolazione.

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Emergenza Caldo, il Prefetto di Napoli invia circolare alle Amministrazioni Comunali per fronteggiare le ondate di calore

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EMERGENZA CALDO
EMERGENZA CALDO

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, a fronte del sensibile incremento delle temperature registrato negli ultimi giorni, con valori superiori di 5-6°C rispetto alla media stagionale, ha diramato una circolare.

Si tratta di un documento rivolto a tutte le Amministrazioni comunali dell’Area metropolitana, d’intesa con le Autorità sanitarie, affinché vengano predisposti piani operativi per fronteggiare l’emergenza caldo, che includa l’assistenza da parte dei servizi sociali in caso di richieste d’aiuto da parte di anziane e persone fragili, nonché una campagna informativa rivolta alla cittadinanza sulle precauzioni da adottare con le Aziende Sanitarie di riferimento, attivando i Centri Operativi Comunali e la protezione civile comunale, ove ritenuto necessario, per fronteggiare le emergenze che dovessero necessitare di assistenza.

Nella comunicazione inviata ai Sindaci è stata inoltre richiamata l’attenzione sul “Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 2 luglio dello scorso anno dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle Organizzazioni sindacali.

Il documento promuove l’adozione di comportamenti e procedure finalizzati a prevenire infortuni e patologie professionali correlati agli eventi climatici estremi, evidenziando, tra l’altro, l’importanza della sorveglianza sanitaria e dell’adeguata valutazione dei rischi per individuare le più opportune misure di protezione.

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Emergenza Caldo a Napoli: Ospedale CTO crea percorso dedicato per pazienti a rischio

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NAPOLI OSPEDALE CTO
NAPOLI OSPEDALE CTO

NAPOLI – Le ondate di calore straordinario di questi giorni richiamano l’attenzione sui rischi sanitari legati alle alte temperature, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e pazienti con patologie croniche.

Negli ultimi tre anni al pronto soccorso dell’ospedale Cto dell’Azienda ospedaliera dei Colli di NAPOLI è stato sperimentato il Percorso calore, un protocollo dedicato all’identificazione e alla gestione dei pazienti con sospetto colpo di calore o complicanze correlate all’esposizione a temperature elevate. Il percorso consente una presa in carico tempestiva sin dall’accesso in pronto soccorso.

Il colpo di calore è infatti la forma più grave di danno da alte temperature: si verifica quando l’organismo non riesce più a disperdere il calore in modo efficace e la temperatura corporea può raggiungere o superare i 40 gradi, con possibili conseguenze su cervello, cuore, reni e muscoli. Già in fase di triage viene posta particolare attenzione ai pazienti over 65 e ai bambini sotto i 5 anni, considerati più vulnerabili. La valutazione comprende l’anamnesi clinica e farmacologica, con attenzione all’assunzione di diuretici, antipertensivi e altri farmaci che possono influenzare la risposta dell’organismo al caldo.

“È fondamentale – spiega Mario Guarino, direttore della Uoc Medicina d’Emergenza Urgenza e Pronto soccorso del Cto – riconoscere subito i segnali di allarme. Il caldo non è solo un disagio ambientale: nei soggetti fragili può diventare rapidamente un fattore di scompenso. Per questo abbiamo strutturato un percorso che consente al personale del pronto soccorso di individuare precocemente i casi sospetti, valutarne la gravità e attivare le procedure più adeguate”. Una volta preso in carico, il paziente viene valutato secondo lo schema ABCDE, con rilevazione dei parametri vitali, esami ematici dedicati, emogasanalisi, elettrocardiogramma e, se necessario, monitoraggio cardiaco. Nei casi più critici è previsto il trasferimento immediato in shock-room.

“Quando la temperatura corporea sale in modo importante – aggiunge Guarino – l’intervento deve essere rapido. Nei casi con temperatura pari o superiore a 40 gradi vengono attivate procedure di raffreddamento, idratazione e supporto clinico”.

Accanto al percorso clinico, al triage del pronto soccorso del Cto sono presenti anche distributori d’acqua a disposizione dei pazienti. Una scelta importante sotto il profilo dell’umanizzazione delle cure, perché offre un aiuto concreto soprattutto nelle giornate di caldo intenso e durante le attese, ma anche sul piano ambientale, contribuendo a ridurre il ricorso alla plastica monouso. Il protocollo definisce anche le successive fasi di osservazione e uscita dal percorso: il paziente può essere dimesso se il quadro clinico si risolve entro le prime ore dall’accesso, trattenuto in osservazione breve intensiva se necessita di ulteriore monitoraggio, oppure ricoverato nel reparto più appropriato quando le condizioni cliniche lo richiedono. Dai medici dell’Azienda ospedaliera dei Colli arriva l’invito ai cittadini a non sottovalutare sintomi come confusione, perdita di coscienza, debolezza intensa, febbre elevata, nausea, vomito, crampi o peggioramento delle condizioni generali. Particolare prudenza è raccomandata per anziani soli, bambini piccoli, persone con malattie croniche e pazienti in terapia farmacologica.

“La capacità di un ospedale di rispondere alle emergenze climatiche – dichiara la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – passa anche dall’organizzazione. Il Percorso calore attivo al Cto conferma l’impegno dell’Azienda nel rafforzare la sicurezza dei pazienti e nel mettere competenze, procedure e tempestività al servizio della comunità, con attenzione anche all’accoglienza e alla sostenibilità”.

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Napoli: Continua la protesta dei disoccupati, notte sul tetto del Maschio Angioino, cortei e traffico in tilt

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NAPOLI DISOCCUPATI
NAPOLI DISOCCUPATI

NAPOLI – Hanno trascorso la notte sul tetto del Maschio Angioino alcuni disoccupati a Napoli.

È da ieri che è in atto la protesta organizzata dalle sigle ‘Movimento 7 Novembre’ e ‘Cantiere 167 Scampia’. Il motivo è che al momento, secondo quanto riferiscono alcuni loro portavoce, non ci sarebbe nessuna certezza per i 600 tirocini che sarebbero dovuti partire il prossimo 1 luglio “nonostante la firma dei contratti“.

Dopo la notte trascorsa sul tetto del Maschio Angioino, un corteo di protesta dei disoccupati sta attraversando il centro di Napoli. Il traffico al momento risulta bloccato. Nonostante il grande caldo gli attivisti delle sigle ‘Movimento 7 Novembre’ e ‘Cantiere 167 Scampia’ non mollano. Vogliono risposte sui 600 tirocini che sarebbero dovuti partire il prossimo 1 luglio.

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Afragola: Processo Martina Carbonaro, l’ex ripreso da telecamere da solo dopo omicidio

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AFRAGOLA PROCESSO MARTINA CARBONARO
AFRAGOLA PROCESSO MARTINA CARBONARO

AFRAGOLA – Una telecamera del Comune di Afragola ha ripreso Alessio Tucci, reo confesso e imputato dell’omicidio della 14enne Martina Carbonaro uccisa il 26 maggio 2025, mentre cammina da solo pochi minuti dopo aver ucciso la ragazza in un casolare nei pressi dello stadio comunale.

Il particolare è emerso nel corso dell’interrogatorio del brigadiere Michele Carusone, della stazione Carabinieri di Afragola, ascoltato oggi all’udienza del processo che si celebra davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli.

Nelle immagini mostrate in aula si vede Tucci che indossa un telo o un oggetto non meglio identificato sopra della maglia, probabilmente per coprire le macchie di sangue sulla sua maglietta nel tragitto percorso per rientrare nella sua abitazione.

I Carabinieri non hanno trovato la maglia bianca che Tucci indossava prima dell’omicidio, mostrata dalle telecamere comunali che hanno seguito il percorso di Tucci e di Martina Carbonaro mentre camminavano insieme nelle strade di Afragola.

Prima una mano, poi un ginocchio e alla fine i jeans: c’erano già stati in quella stanza del casolare abbandonato dello stadio Moccia di Afragola ma quella sera, spostando un oggetto da un cumulo di masserizie, sono riusciti a capire che sotto quell’armadio c’era il corpo di Martina, la 14enne uccisa il 25 maggio 2025 dall’ex reo confesso Alessio Tucci, 19 anni (oggi su disposizione del giudice, collegato in videoconferenza).

A parlare, oggi, nell’aula 116 del tribunale di Napoli, davanti ai giudici della seconda corte di assise, è uno dei carabinieri che si sono occupati delle ricerche di Martina quando risultava ancora scomparsa.

In aula oggi, i genitori della ragazzina, che in lacrime ha assistito alle prime dichiarazioni del militare per poi allontanarsi quando è iniziata la proiezione delle foto del luogo del ritrovamento. Oggi secondo il cronoprogramma fissato, è previsto che testimonino anche altri due carabinieri, tra cui il comandante della stazione di Afragola. In precedenza, durante altri due sopralluoghi gli stessi carabinieri avevano trovato tracce della presenza di Martina scorgendo prima quelli che sembravano i suoi occhiali e poi anche il cellulare geolocalizzato per l’ultima volta proprio nei pressi di quella struttura abbandonata che , si apprenderà da alcuni testimoni, la ragazzina frequentava con quel ragazzo.

Diversi gli indizi scoperti allora, anche tracce di sangue e forse anche quell’oggetto, una pietra di cemento, con tracce ematiche. Tutto partì quando, dopo avere sentito il 19enne, i carabinieri, facendo dei riscontri con le immagini dei sistemi di video sorveglianza, scoprirono che il giovane aveva mentito.

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Napoli: 23enne ferita a colpi arma fuoco a San Giovanni a Teduccio, fermato il compagno: contestato tentato femminicidio

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Napoli 23enne ferita a colpi arma fuoco a San Giovanni a Teduccio, fermato il compagno contestato tentato femminicidio
Napoli 23enne ferita a colpi arma fuoco a San Giovanni a Teduccio, fermato il compagno contestato tentato femminicidio

Un decreto di fermo è stato eseguito nei confronti di un uomo di 30 anni ritenuto l’autore del ferimento della 23enne raggiunta da colpi di arma da fuoco ieri pomeriggio a Napoli.

Si tratterebbe del compagno della 23enne, al quale è contestato il tentato femminicidio.

Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Squadra mobile di Napoli nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura partenopea.

Il ferimento è avvenuto nel pomeriggio di ieri in un’abitazione nella zona orientale della città, tra i quartieri San Giovanni a Teduccio e Barra. La ragazza è stata trasportata all’Ospedale del Mare dove è ricoverata non in pericolo di vita.

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Grande festa della vela napoletana per il libro “Storie e campioni di Napoli nell’America’s cup” di Carlo Zazzera

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GRANDE FESTA DELLA VELA NAPOLETANA PER IL LIBRO “STORIE E CAMPIONI DI NAPOLI NELL’AMERICA’S CUP” DI CARLO ZAZZERA

Folla di campioni e protagonisti napoletani dell’America’s Cup ieri al Circolo Canottieri Napoli , con i saluti in video di Francesco de Angelis e Vincenzo Onorato

È stata una grande festa della vela napoletana quella che si è svolta ieri al Circolo Canottieri Napoli. Si sono ritrovati tanti protagonisti partenopei delle sfide di America’s Cup, da Azzurra a Italia, dal Moro di Venezia a Luna Rossa, fino a Mascalzone Latino, per tenere a battesimo il nuovo libro di Carlo ZazzeraStorie e campioni di Napoli nell’America’s Cup”, edito da LeVarie di Marco Lobasso, con la prefazione di Antonio Vettese

Dopo gli interventi istituzionali, si sono alternati tutti i protagonisti raccontati nel libro e presenti in sala, da Carlo Bertorello, progettista di Azzurra 1987, ad Aldo Migliaccio, skipper di Italia 1987, con Donato Pagliarulo che era nello shore team a Freemantle. Grande emozione con i campioni del Moro di Venezia: Lars Borgström, Vittorio Landolfi, Sergio Mauro, Ulisse Vicinanza hanno ricordato insieme l’esperienza vincente in Louis Vuitton Cup nel 1992 e, con Roberta Reisino, moglie del compianto Davide Tizzano, hanno reso omaggio al campione scomparso pochi mesi fa e grande protagonista della sfida lanciata da Raul Gardini. Ampio spazio è stato dedicato ai successi di Luna Rossa, con Lars Borgström, unico napoletano ad aver rivinto la Louis Vuitton Cup anche con il team di Patrizio Bertelli, insieme con Fabiana De Rosa che era nel team comunicazione nel 2000, e con un prestigioso contributo video di Francesco de Angelis, lo skipper di quella sfida, primo timoniere non anglosassone a conquistare il trofeo. Folta la rappresentanza di Mascalzone Latino, che ha partecipato alle edizioni del 2003 e 2007, guidata da Paolo Scutellaro, a capo della prima spedizione, e Francesco “Cecchi” Aversano, che ha coordinato la seconda. Con loro c’erano Francesco De Vita, Massimo Paradiso, Valeria Lombardi e ancora Lars Borgström, che nel 2007 passò con il team di Vincenzo Onorato. L’armatore, assente per impegni personali, non ha voluto far mancare il suo saluto in video, ricordando l’importanza dei racconti presenti nel libro per la storia del rapporto tra Napoli e l’America’s Cup. 

Al tavolo  erano presenti il presidente del Circolo Canottieri Napoli, Giancarlo Bracale, la consigliera nazionale della Fiv e direttrice della Scuola Vela Mascalzone Latino, Antonietta De Falco, il presidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola, con l’autore e l’editore e la moderazione della giornalista Rossella Raganati. Sono intervenuti l’assessora allo sport della Regione Campania, Fiorella Zabatta, l’assessora allo sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, il vice presidente della Fiv V Zona-Campania, Enrico Milano, la professoressa Valentina Lopresto dell’Università Federico II di Napoli in rappresentanza della giuria del Carbon Fiber Design Contest, con un contributo video del giornalista Antonio Vettese, autore della prefazione del volume. 

“Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup è un volume che racconta i rapporti tra Napoli e il trofeo di vela più antico del mondo – spiega l’autore, Carlo Zazzera -. Non è però destinato solo agli appassionati, ma soprattutto a tutti coloro i quali non conoscono l’America’s Cup e vogliono scoprire cos’è questo grande evento internazionale, di sport e non solo, che nei prossimi mesi irromperà nella quotidianità della città, offrendo il più grande spettacolo sportivo nel mare del Golfo”. 

Il libro è al fianco dell’iniziativa Carbon Fiber Design Contest, ideata dall’ingegnere Domenico Brigante per dare lustro alla scuola napoletana dei materiali compositi, organizzata da Olympus e Tepco. I proventi netti della vendita del volume saranno devoluti all’ASD Black Dolphin per sostenere corsi di vela per ragazzi in difficoltà di Napoli e provincia.

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Napoli, il blackout a Piazza Municipio è stato risolto, ma registrate perdite per 100mila euro per i commercianti

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Napoli, il blackout a Piazza Municipio è stato risolto, ma registrate perdite per 100mila euro per i commercianti
Napoli, il blackout a Piazza Municipio è stato risolto, ma registrate perdite per 100mila euro per i commercianti

Danni economici consistenti, con mancati introiti stimati in almeno 100 mila euro. Commercianti e ristoratori di corso Umberto a Napoli e parte del centro storico hanno un diavolo per capello: così, per le conseguenze dell’incendio sviluppatosi lunedì in un cunicolo dedicato ai sottoservizi, che ha privato più di 2800 utenze napoletane dell’energia elettrica, c’è chi pensa a una class action.

«Veniamo da due giorni di totale emergenza, in un periodo di pre-saldi», lamenta Alfredo Catapano, presidente di Federmoda-Confcommercio e proprietario di due negozi sul Rettifilo. Al Centro Studi della sigla associativa – riporta La Repubblica Napoli – è stato chiesto di quantificare i danni: il blackout ha avuto, da queste parti, conseguenze importanti. Ieri si sono conclusi i lavori definitivi di ripristino della rete elettrica nell’area interessata dall’incendio: i tecnici di E-Distribuzione hanno riportato la rete al suo normale assetto di esercizio. Ma solo alle 16 una buona parte delle utenze ha recuperato la piena funzionalità della linea telefonica e dei collegamenti internet.

«Nel frattempo ci siamo dovuti industriare acquistando pos portatili d’emergenza, limitando i danni», racconta Catapano. «Non tutti i gestori telefonici hanno ripristinato il servizio, c’è chi ha perso fino a duemila euro al giorno», spiega Rosario Ferrara, presidente dell’associazione commercianti Toledo Spaccanapoli. Sul piede di guerra anche strutture ricettive e b&B, il malcontento è tangibile.

«Al danno dei mancati incassi si aggiunge la beffa di tanto cibo avariato da buttare», denunciano più ristoratori. «Si lavori di più sulla prevenzione, è la seconda volta in due anni che si verifica un blackout simile», aggiunge Catapano.

Anche ieri, come mercoledì, le sedi di corso Umberto I, Mezzocannone e San Marcellino dell’università degli studi di Napoli Federico II sono rimaste chiuse, con dipendenti e collaboratori che hanno operato in regime di smart working straordinario: oggi si torna alla normalità.

Anche perché ieri, spiega E-Distribuzione, sono stati disinstallati tutti i dispositivi temporanei messi in campo durante la fase emergenziale, tra cui le cosiddette “power station” e il cavo esterno provvisorio, utilizzati da martedì per garantire la continuità del servizio alle utenze coinvolte.

«Le attività – spiega l’azienda – hanno richiesto un intervento complesso e articolato, portato avanti senza sosta dalle squadre operative, che hanno lavorato in condizioni complesse per assicurare tempi rapidi di ripristino e ridurre al minimo i disagi per cittadini e imprese. Determinante, in tutte le fasi dell’emergenza e del successivo ripristino, la piena collaborazione con il Comune, la prefettura, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti ha consentito di operare in sicurezza e di accelerare le attività, garantendo un ritorno alla normalità in tempi contenuti». Napoli non è un caso isolato, in una torrida estate dalle temperature elevatissime: in Francia mercoledì 120.000 persone sono rimaste senza energia elettrica a causa di guasti ai cavi legati alle ondate di calore.

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