mercoledì, Aprile 1, 2026
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Casoria: Ancora nessuna traccia del pirata della strada che ha investito e ferito gravemente un’anziana

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CASORIA PIRATA STRADA
CASORIA PIRATA STRADA

CASORIA – È ancora irrintracciabile il pirata della strada, una donna, che nella mattinata di ieri ha investito un’anziana di 78 anni in via Marco Rocco, nei pressi di piazza Cirillo, in prossimità della sede del Comune, per poi dileguarsi senza prestare soccorso.

La Polizia Municipale è al lavoro per risalire alla sua identità, ma al momento, purtroppo, non si registrano ancora risultati concreti.

Secondo le prime ricostruzioni, dopo l’impatto la conducente sarebbe scesa dall’automobile per poi allontanarsi rapidamente facendo perdere le proprie tracce. A rendere ancora più grave l’episodio è il racconto fornito da un familiare della vittima: “ V. mi ha riferito che, mentre era a terra, la donna alla guida è scesa dall’auto e l’ha anche rimproverata, per poi andare via”.

Sul posto è prontamente intervenuta la Polizia Municipale di Casoria, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e risalire alla conducente responsabile.

Le condizioni della vittima sono apparse fin da subito serie. L’anziana è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove ieri è stata sottoposta a un primo intervento chirurgico. Per il momento la prognosi resta riservata. I sanitari avrebbero già comunicato alla famiglia la necessità di un secondo intervento.

Le ricerche della conducente sono attualmente in corso e, allo stato, non risulta che la responsabile si sia costituita. Le indagini proseguono e non si esclude che possano emergere elementi utili anche grazie a eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

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Maltempo: Esondati fiumi e torrenti tra Sannio e Irpinia, problemi alla circolazione stradale e ferroviaria

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MALTEMPO IRPINIA SANNIO
MALTEMPO IRPINIA SANNIO

Il colpo di coda dell’inverno, con abbondanti precipitazioni e il ritorno della neve, mette in ginocchio alcune aree della provincia di Avellino, soprattutto quelle di Ariano Irpino e della Valle del Cervaro, ai confini con la Puglia. Decine gli interventi di soccorso richiesti ai distaccamenti dei Vigili del Fuoco.

Campi e strade, soprattutto sulla Statale 90 bis, allagate per l’esondazione del fiume Cervaro all’altezza del comune di Savignano irpino. Un furgone è stato sommerso quasi interamente dall’acqua in contrada Frolice, sulla strada che da Ariano Irpino conduce a Montaguto: il conducente è riuscito a mettersi in salvo senza danni. Emergenza anche nel territorio di Montaguto, invaso da fango, pietre e da alberi caduti o pericolanti.

Bloccati nella stazione di Ariano Irpino i viaggiatori di un treno diretto a Bari. Il convoglio è stato fermato a causa dell’interruzione verificatasi nei pressi della successiva stazione di Bovino, in provincia di Foggia, interessata da allagamenti e smottamenti. I viaggiatori sono stati rifocillati dal personale della Protezione Civile e della Polizia Municipale di Ariano Irpino.

Sulla linea Caserta-Foggia la circolazione ferroviaria continua ad essere sospesa dalle ore 11.00 di oggi a Bovino per l’allagamento dei binari, sempre per l’esondazione del Cervaro.
Presenti sul posto i tecnici di Rfi che stanno monitorando le condizioni dell’infrastruttura.
I treni al momento si fermano nelle stazioni di Caserta, Benevento e Foggia. Sono attive corse bus per garantire i collegamenti tra Foggia e Benevento, compatibilmente con le condizioni di percorribilità delle strade.

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Cardito: Giuseppe Dorice, 7 anni, ucciso a bastonate, madre condannata a 30 anni di reclusione

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CARDITO GIUSEPPE DORICE
CARDITO GIUSEPPE DORICE

CARDITO – La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha condannato a 30 anni di reclusione Valentina Casa, madre del piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni ucciso a bastonate nel gennaio 2019 dal compagno della donna, Tony Essobti Badre.

La nuova sentenza arriva dopo che la Cassazione aveva annullato l’ergastolo inflitto in appello, disponendo un nuovo processo di secondo grado. In primo grado, invece, la donna era stata condannata a sei anni.

Secondo la ricostruzione dei giudici, Casa non avrebbe impedito le violenze del compagno, culminate nella brutale aggressione costata la vita al piccolo Giuseppe. Badre, già condannato in via definitiva all’ergastolo, colpì ripetutamente il bambino con un bastone perché infastidito dal suo comportamento. La sorellina riuscì a salvarsi fingendosi svenuta.

Il nuovo verdetto chiude un capitolo giudiziario durato anni e riporta l’attenzione su una delle vicende più drammatiche degli ultimi tempi, che scosse profondamente la comunità di Cardito e l’intero Paese.

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La Pasqua in Campania tra “battenti” e pastiera tra sacro e profano

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PASQUA IN CAMPANIA
PASQUA IN CAMPANIA

La Settimana Santa e la Pasqua in Campania rappresentano un viaggio nella fede e nella cultura popolare, con forti radici pagane. Dal cibo alle processioni, tutto riflette uno stretto intreccio tra credenze religiose pre e post Cristo. Pastiera e processioni, ogni dettaglio rimanda alla rinascita, della natura e dell’anima.

E ogni città o borgo custodisce riti antichi e tradizioni. L’elenco delle celebrazioni più suggestive, non può che iniziare con Procida, piccola isola nel golfo di Napoli, dove il Venerdì Santo prende vita la tradizionale Processione dei Misteri, un corteo carico di fascino e spiritualità. I carri allegorici, i ‘misteri’ appunto, sono realizzati in cartapesta e materiali di riciclo, frutto del lavoro artigianale degli isolani lungo tutto l’anno, mentre la statua del Cristo morto, protagonista della processione, è un’opera lignea del 1728.

Forte in tutta la regione la tradizione dei ‘battenti’, persone che si purificano dei peccati personali e collettivi flagellandosi o percuotendosi il petto con spugne chiodate, sempre il Venerdì Santo. A Minori il più suggestivo corteo, centoventi uomini vestiti di bianco e incappucciati che percorrono le strade intonando melodie barocche di struggente intensità. L’unico canto accompagnato dalla musica è “Sento l’amaro pianto”.

Nel borgo di Lapio, in Irpinia, la Passione di Cristo viene rappresentata attraverso ventidue spettacolari ‘tavolate’ con statue in cartapesta a grandezza naturale, disseminate tra le piazze e le vie del paese. Durante la notte del Venerdì Santo, giovani vestiti da guardie romane vegliano simbolicamente il sepolcro fino all’alba, in un’atmosfera carica di suggestione. Nel Vallo di Lauro, il rituale dei Biancovestiti coinvolge un gruppo di devoti che canta strofe della Via Crucis, guidati da un tenore, dando vita a un lamento ancestrale di straordinaria intensità.

Processione dei Misteri anche a Sessa Aurunca, nel Casertano, con sei confraternite che sfilano tra statue, falò e canti sacri, un appuntamento mantenuto persino durante la guerra, quando si svolse sotto la luce dei fari delle truppe alleate.

Per il Sabato Santo, ci si sposta a Roccagloriosa, nel Salernitano, ad ascoltare il suono dei carruzzuni, strumenti rumorosi del XVI secolo, che accompagna tre processioni parallele per le vie del paese.

La domenica di Pasqua, a Parete, nel Casertano, il Volo degli Angeli: due bambine, sospese nel vuoto, ‘volano’ fino al sagrato della chiesa per omaggiare la Madonna.

A Giugliano, nel Napoletano, una Tammurriata, danza popolare che unisce musica e devozione, con strumenti musicali tipici, tra cui il siscariello, un flauto artigianale realizzato con canne raccolte in zona.

E a Sant’Anastasia, sempre nel Napoletano, il lunedì dopo Pasqua è il giorno del grande pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Arco. Migliaia di fujenti, devoti in cammino, raggiungono il santuario per onorare la Vergine Maria. Secondo la leggenda, l’effigie sacra sanguinò nel 1450 dopo essere stata colpita durante un gioco, dando origine a questa antica devozione.

Nelle suggestive Grotte di Pertosa-Auletta (Sa), poi, ogni lunedì in Albis si celebra una Messa davanti al tabernacolo di San Michele Arcangelo. Questo luogo sacro ha una storia di culto che risale a oltre 3.000 anni, dall’Età del Bronzo fino al Medioevo.

Sulle tavole, poi, non mancano le uova, simbolo di rinascita, spesso incluse nei tradizionali tortani e casatielli, specialità rustiche imbottite di formaggi e salumi. Ma anche grandi protagoniste della pastiera, insieme al grano, elemento beneaugurante di rinascita e ricchezza, alla quale non devono mancare le sette strisce di frolla. L’origine di questa usanza ha diverse interpretazioni: perché erano 7 i doni che i napoletani fecero a Parthenope, la sirena da cui la città prese nome; perché erano 7 le strade principali della città antica (3 decumani e 4 cardi); perché erano 7 le ceste di doni che le mogli dei pescatori dedicavano al mare una volta l’anno. In realtà, le 7 strisce sono la chiusura ottimale per la cottura del ripieno della pastiera, garantendone che non trabocchi gonfiandosi con il calore, ma anche che prenda calore bene perché ‘aperto’.

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Lottizzazione abusiva a Massa Lubrense: sigilli ai ‘Quattro Passi’, ristorante tre stelle Michelin

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Lottizzazione abusiva: sequestrato il locale tre stelle Michelin amato da Jeff Bezos e scelto per il banchetto del suo matrimonio.

Stamattina, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento (NAPOLI), in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, hanno proceduto al sequestro del complesso turistico-ricettivo denominato “Quattro Passi”, ristorante che si trova nella frazione Nerano di Massa Lubrense, noto a livello internazionale anche per il riconoscimento delle tre stelle Michelin.

L’attività di indagine, condotta dall’Aliquota Operativa del Nor della Compagnia carabinieri di Sorrento e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha avuto origine nel luglio 2025 e ha permesso di accertare gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio.

Le investigazioni – si legge in una nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso – che si sono avvalse di una consulenza tecnica disposta dalla Procura, hanno consentito di accertare come gli indagati, a partire dal 1982, sino ad ottobre 2025, avessero realizzato, in un’area soggetta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali, un complesso immobiliare di imponenti dimensioni destinato ad attività di ristorazione e ai servizi accessori, in assenza di titoli edilizi legittimi.

Dalle indagini è emerso come tale attività edilizia abusiva si sia protratta nel tempo anche grazie alla condotta, quantomeno negligente, del Comune di Massa Lubrense, il quale, nel corso degli anni, aveva rilasciato provvedimenti di condono illegittimi, in quanto viziati da macroscopiche irregolarità, essendo stati rilasciati, non solo a distanza di decenni dalle relative istanze, ma soprattutto in assenza dei presupposti di diritto e di fatto, atteso che gli immobili oggetto di istruttoria, nell’arco temporale tra l’istanza di condono e il rilascio del relativo provvedimento, erano stati abusivamente modificati, come emerso anche dai controlli della Polizia Municipale.

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Napoli, l’Ordine dei Medici premia 520 camici bianchi che hanno raggiunto il traguardo dei 50 anni dalla laurea

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Ordine dei Medici premia 520 camici bianchi
Ordine dei Medici premia 520 camici bianchi

Al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e provincia ha conferito le medaglie ai professionisti che hanno raggiunto il traguardo dei 50 anni dalla laurea. Alla manifestazione hanno preso parte 333 medici e odontoiatri, le medaglie assegnate (anche a quanti non hanno potuto prendere parte in presenza) sono state 520. A dare avvio alla cerimonia è stato il presidente dell’Ordine, Bruno Zuccarelli, che ha richiamato il valore simbolico e umano dell’iniziativa.

“Quella di oggi è una giornata che parla di memoria, di responsabilità e di riconoscenza. Rendiamo omaggio a professionisti che hanno dedicato la propria vita alla cura delle persone, attraversando cambiamenti profondi della medicina e della società senza mai venir meno al senso del dovere”, ha afffermato Zuccarelli.

Il riconoscimento ai medici premiati si inserisce in una fase particolarmente delicata per il sistema sanitario, segnata da carenze di personale, pressione crescente sugli ospedali e difficoltà organizzative che pesano sul lavoro quotidiano degli operatori. In questo scenario, l’esperienza di chi ha attraversato decenni di professione assume un valore ancora più significativo. Nel suo intervento, Zuccarelli ha collegato il senso della cerimonia anche alla nuova fase che si apre per la sanità campana dopo la fine del commissariamento.

“Si chiude una stagione lunga e complessa, ma non è il momento di abbassare la guardia. Adesso servono scelte lucide e coraggiose per rafforzare il sistema sanitario regionale, puntando sulla prevenzione, sulla medicina territoriale e sulla valorizzazione del personale. I risultati raggiunti vanno consolidati con investimenti seri e con una programmazione all’altezza delle sfide che abbiamo davanti“.

Il presidente ha poi sottolineato il valore testimoniale dei professionisti insigniti della medaglia. “I colleghi che celebriamo oggi hanno conosciuto una sanità molto diversa da quella attuale, ma hanno saputo interpretare fino in fondo il significato della professione. Nella loro storia ci sono sacrificio, rigore, passione e spirito di servizio. È un patrimonio che deve continuare a parlare anche ai più giovani“.

Oltre al presidente della Commissione Albo Odontoiatri Pietro Rutigliani alla cerimonia hanno partecipato anche esponenti del mondo sanitario e accademico, che hanno evidenziato l’importanza del legame tra esperienza e formazione, tra memoria professionale e costruzione del futuro. Tra i medagliati figurano, tra gli altri, Vincenzo Basile, Elio Bava, Paolo Capogrosso, Antonio De Falco, Adolfo Gallipoli D’Errico, Pio Caso, Pietro Muto, Franklin Picker, Luigi Santini e molti altri professionisti che hanno lasciato un segno importante nella sanità napoletana e campana.

In chiusura, Zuccarelli ha ribadito l’impegno dell’Ordine nel sostenere la professione medica e odontoiatrica, promuovendo percorsi di formazione, tutela e valorizzazione degli iscritti.

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Il Ministro Crosetto da Napoli agli allievi dell’Aeronautica Militare: “Iniziate un percorso non facile in un momento molto difficile”

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GUIDO CROSETTO A NAPOLI
GUIDO CROSETTO A NAPOLI

NAPOLI – “Oggi iniziate un percorso non facile in un momento molto difficile, più difficile di quello in cui l’hanno iniziato i vostri padrini, che magari uscivano da anni più difficili ma che poi hanno vissuto anni di serenità, di tranquillità, di crescita, di sviluppo, dove tutto sembrava destinato a migliorare anno dopo anno. Viviamo invece anni dove tutto sembra peggiorare anno dopo anno, e a noi è demandata la responsabilità di non far deteriorare più quello che è attorno a noi”.

Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel suo intervento alla cerimonia per il 103° anniversario dell’Aeronautica Militare e del giuramento del corso Grifo VI dell’Accademia Aeronautica.

Il compito che ho io oggi lo avrete voi – ha aggiunto Crosetto rivolgendosi agli allievi – e quindi preparatevi per cercare di capire cosa accadrà, nella tecnica e nella geopolitica, nella cultura e nell’economia. Perché guidare e pensare alla sicurezza di un Paese non significa concentrarsi sulla difesa, perché i problemi di difesa hanno collegamenti molto più ampi. Difesa significa costruire le condizioni molto più generali che vanno al di là degli armamenti, significa prevenire le sfide, non limitarsi ad affrontarle quando esplodono“.

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Crollo in Campania delle vendite di cozze e vongole, Unci: “Timori infondati”

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COZZE E VONGOLE VENDITE CROLLATE
COZZE E VONGOLE VENDITE CROLLATE

Le vendite di cozze e vongole e di tutti i prodotti ittici in Campania sono crollate, a causa di infondati timori diffusi sul consumo di questi alimenti“. Lo sostiene l’Unci AgroAlimentare, associazione di settore del mondo cooperativistico. Un problema, si sottolinea, che riguarda anche il settore ortofrutticolo.

È bene ribadire che non soltanto la vendita di tali prodotti è consentita, ma che il consumo risulta sicuro rispettando le consuete norme igieniche fondamentali e approvvigionandosi presso rivendite autorizzate, acquistando prodotti etichettati e tracciati. In particolare, i frutti di mare, vanno consumati necessariamente previa cottura. Non c’è quindi alcuna ragione per privarsi, nella propria dieta, di prodotti ittici italiani freschi o lavorati, che ordinariamente offrono alti standard di qualità e sono sottoposti a diversi controlli durante l’intero processo”, evidenzia l’Unci.

A maggior ragione, in questo momento gli impianti di produzione e le rivendite autorizzate di frutti di mare offrono garanzie per un consumo sicuro, osservando le norme igieniche che scongiurano il rischio di diffusione dell’epatite A. La tradizione gastronomica campana – si ricorda – prevede diversi piatti tipici a base di frutti di mare e pesce, a cominciare dalla zuppa del giovedì Santo, che non c’è ragione perché scompaia dalle nostre tavole. Anzi, è bene ricordare che una alimentazione a base di prodotti del mare viene considerata salutare da tutte le autorità sanitarie e dalle linee guida delle scienze alimentari e nutrizionistiche. Purtroppo, anche a causa di un’iniziale imprecisa comunicazione in merito, si è diffuso un clima di preoccupazione e di immotivato allarmismo, che sta mettendo in ginocchio un settore già fortemente penalizzato, come quello della pesca e dell’acquacoltura“.

L’Unci AgroAlimentare sollecita la Regione Campania ad intervenire con misure specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori del comparto. “Auspichiamo che il presidente della giunta regionale, Roberto Fico – afferma il presidente nazionale Gennaro Scognamiglio – e l’assessore al ramo, Fiorella Zabatta, insieme al responsabile delle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, supportino in una fase critica e delicata come quella attuale gli operatori colpiti, non solo dall’allarme epatite, ma anche dal caro gasolio che sta mettendo in ginocchio il settore. Non servono soltanto aiuti finanziari, come indicato anche nella Conferenza Stato-Regioni, ma anche campagne di informazione ed educazione alimentare“.

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Prorogata allerta meteo in Campania per ulteriori 24 ore

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo.

Fino alle 14 di domani, giovedì 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da nord-nord-est.

Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze. Dalle 14 di oggi l’allerta con criticità gialla interesserà esclusivamente le zone 2 (Alto Volturno e Matese), 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 4 (Alta Irpinia e Sannio) e 5 (Tusciano e Alto Sele) dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi).

L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania.

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Morte Domenico Caliendo, Oppido si difende davanti al Gip. La famiglia non parteciperà alla commemorazione al Monaldi

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oppido chirurgo
oppido chirurgo

NAPOLI – Il cuore del donatore da Bolzano non sarebbe arrivato dopo il prelievo del cuore malato del piccolo Domenico e ne sarebbe prova una foto del box poggiato su una sedia ancora chiuso alle 14.26 e poi un video, in cui alle 14.34 il cuore prelevato pulsa ancora, cosa che sarebbe possibile solo se fosse stato espiantato poco prima.

In sintesi è questa la linea di difesa del cardiochirurgo del Monaldi, Guido Oppido, autore del trapianto di un cuore danneggiato a Domenico Caliendo, due anni, il 23 dicembre scorso. “Siamo soddisfatti perché il dottor Oppido ha avuto la possibilità di esporre le sue ragioni”, dice al termine di tre ore e mezzo di interrogatorio preventivo, Alfredo Sorge l’avvocato che con il collega Vittorio Manes difende il cardiochirurgo. Oggi si è tenuto l’interrogatorio davanti al gip di Napoli che dovrà decidere sulla richiesta di misura interdittiva avanzata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.

“La difesa è soddisfatta perché ha sottoposto argomenti scientifici e documentali a confutazione di un’ipotesi accusatoria che è fondata sostanzialmente su ricordi, che noi riteniamo del tutto erronei e comunque non supportati da fatti documentali – aggiunge Sorge – oggi si discuteva dell’impostazione dell’accusa di falso e su questo abbiamo circoscritto l’attenzione degli interventi. Su questo noi abbiamo offerto una prova di natura scientifica che dimostra, tanto per entrare nel merito, come i dati che l’accusa sostiene essere dati supportati da certezza non lo sono, anche perché oggi ci sono dei limiti temporali che sappiamo essere ormai acquisiti attraverso dei video, attraverso delle fotografie”.

L’avvocato si riferisce a documenti che attestano come “l’avvio delle procedure di espianto del cuore del povero Domenico avvennero a partire almeno dalle 14.25/14.26 fino alle 14.34, che è l’ora dell’effettivo espianto e quindi un tempo assolutamente sufficiente per eseguire quello che il dottor Oppido ha sempre sostenuto essere avvenuto in questo contesto temporale”.

Ciò che viene messo in discussione, in particolare, è nel dato che emerge dalla cartella anestesiologica e dalla cartella Cec, che traccia la circolazione extracorporea e dalle quali si evince un orario di clampaggio aortico diverso, ovvero le 14.18.

“A nostro avviso questo dato, questo minutaggio del clampaggio aortico non è compatibile con i dati documentali che abbiamo evidenziato all’attenzione del giudice – spiega l’avvocato Vittorio Manes – perché un video delle 14.34 dimostra che il cuore è ancora pienamente pulsante e questa ripresa video dell’attività pulsatile del cuore alle 14.34 non è compatibile scientificamente con un clampaggio dell’aorta avvenuto 16 minuti prima”.

Invece, “è compatibile con una cardiectomia e con un clampaggio avvenuto solo pochissimi minuti prima – sottolinea Manes – e questo confermerebbe la ricostruzione che il dottor Oppido ha sempre dato, sin dall’inizio degli eventi, della corretta sequenza degli eventi e del suo operato pienamente corretto rispetto a quanto sarebbe stato doveroso”.

Al termine dell’interrogatorio il gip si è riservato la decisione.

LA FAMIGLIA NON PARTECIPERÀ ALLA COMMEMORAZIONE AL MONALDI

La famiglia Caliendo-Mercolino e il direttivo della Fondazione Domenico Caliendo, anche alla luce delle dichiarazioni intercorse a mezzo stampa nei giorni scorsi, hanno ritenuto di non aderire all’invito alla cerimonia di commemorazione in onore di Domenico prevista per domani, primo aprile, presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, e non saranno pertanto presenti“.

Lo rende noto un comunicato.
 “Pur apprezzando l’iniziativa – prosegue la nota – ci si riserva l’opportunità di ulteriori incontri con lo staff dell’A.O. dei Colli solo dopo l’8 aprile, quando l’avvocato Francesco Petruzzi su delega della famiglia Caliendo incontrerà i vertici del Monaldi“.

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