sabato, Febbraio 7, 2026
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Jlenia Musella è morta a causa di una piccola lesione all’aorta, oggi pomeriggio i funerali

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JLENIA MUSELLA
JLENIA MUSELLA

NAPOLI – È stata una minuscola lesione all’aorta, di appena un millimetro, a causare la morte di Jlenia Musella, la 22enne, uccisa con una coltellata dal fratello Giuseppe, nel tardo pomeriggio dello scorso 4 febbraio, nel rione Conocal di Napoli.

Le esequie della ragazza si terranno alle 16,30 nella chiesa Sacra Famiglia al rione Luzzatti a Gianturco, sempre nella periferia orientale del capoluogo campano.

Secondo quanto ci riferisce il nostro consulente, che ha preso parte all’esame autoptico, è plausibile ritenere che la ferita riscontrata sulla schiena della povera Jlenia, sia stata causata dal lancio del coltello“, fa sapere l’avvocato Andrea Fabbozzo, legale, con il collega Leopoldo Perone, di Giuseppe Musella, 28 anni, per il quale il gip di Napoli Aufieri, non ritenendo credibile la versione dei fatti resa dal giovane, nella tarda serata di ieri ha convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato e disposto la permanenza in carcere per l’indagato.

Per giungere alla compatibilità è necessario attendere gli esiti di tutti gli accertamenti – ha proseguito Fabbozzo – però è plausibile che la lesione di appena un millimetro riscontrata all’aorta, che ha portato alla morte Jlenia, possa essere stata determinata dall’impatto con un coltello lanciato e non impugnato“.

Durante l’esame autoptico è stata anche riscontrata una lesione al polmone che però non si è rivelata determinante per il decesso. Per avere il quadro completo tuttavia sarà necessario attendere il deposito della relazione previsto entro 60 giorni.

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Nuovo Stadio Maradona, Napoli accelera verso Euro 2032: quattro livelli, spalti a ridosso del campo e copertura totale

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NAPOLI – Un Maradona completamente rinnovato, moderno e pronto a ospitare il grande calcio europeo. Il Comune di Napoli ha presentato il progetto di riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona alla FIGC e si prepara ora al passaggio decisivo davanti alla UEFA, con l’obiettivo di candidare la città a ospitare una delle semifinali degli Europei 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

Il nuovo impianto avrà quattro piani complessivi, sarà interamente coperto e dirà addio alla storica pista di atletica. Le tribune verranno avvicinate sensibilmente al terreno di gioco grazie alla realizzazione di un nuovo primo anello a bordo campo, mentre il secondo anello sarà diviso in due livelli e il terzo anello, oggi chiuso, verrà riaperto. In totale, lo stadio sarà articolato su tre anelli distribuiti su quattro livelli, garantendo visibilità ottimale da ogni settore.

Uno degli interventi più significativi riguarda proprio la copertura: sarà allungata e riprogettata per proteggere tutti gli spettatori dalle intemperie, rispondendo pienamente agli standard UEFA. Anche il campo verrà ricentrato, superando l’attuale disposizione non simmetrica, per migliorare l’esperienza visiva del pubblico.

Un investimento da 200 milioni

Il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 200 milioni di euro. I primi lavori partiranno già dal prossimo luglio con la riapertura del terzo anello, un intervento da 9,6 milioni di euro. La Regione Campania ha già approvato il piano di fattibilità, mentre il progetto esecutivo è atteso entro l’estate. La decisione finale della UEFA sulle sedi di Euro 2032 arriverà invece a ottobre.

Il confronto con la FIGC

Il punto sullo stato di avanzamento del progetto è stato fatto questa mattina nel corso di un incontro tra il Comune di Napoli e i delegati della FIGC, collegati da remoto. Dalla Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza ha illustrato i dettagli tecnici della riqualificazione, alla presenza del direttore generale del Comune Pasquale Granata.

«Abbiamo presentato l’evoluzione del progetto del nuovo Maradona – ha spiegato Cosenza – con particolare attenzione alla sistemazione interna e al nuovo primo anello a ridosso del campo. L’intero progetto è sviluppato in modalità BIM, che garantisce elevata precisione, flessibilità e controllo. Tutti i posti rispettano i requisiti UEFA in termini di visibilità».

Un progetto ambizioso che punta a trasformare lo storico impianto di Fuorigrotta in un tempio del calcio contemporaneo, mantenendo il legame con la sua identità ma proiettandolo verso le grandi sfide internazionali del futuro.

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Il Cardinale Battaglia in visita all’AOU Vanvitelli: vicinanza a pazienti e operatori in vista della Giornata Mondiale del Malato

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CARDINALE BATTAGLIA VISITA AUO VANVITELLI
CARDINALE BATTAGLIA VISITA AUO VANVITELLI

Il Cardinale Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, questa mattina ha visitato il Padiglione 17 di via F. Pansini dell’l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli”. L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento alla XXXIV Giornata Mondiale del Malato, in programma il prossimo 11 febbraio, ed è stata ispirata al tema “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

La visita, durata quasi due ore, ha interessato tutti i reparti del DAI Chirurgico ad Alta Specialità, e nel percorso il Cardinale è stato accompagnato dal Direttore Generale della AOU Vanvitelli Dott. Mario Iervolino e dal Direttore del DAI Prof. Ludovico Docimo, con i quali si è anche intrattenuto per breve scambio di opinioni.

La presenza del Cardinale ha rappresentato un segno concreto di vicinanza alle persone fragili e ai malati, oltre che un riconoscimento del lavoro quotidiano svolto dal personale sanitario.

Un gesto di ascolto, conforto e umanità che ha rafforzato il valore della cura intesa non solo come atto clinico, ma come relazione e attenzione alla persona nella sua interezza.

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Apre al pubblico il nuovo scavo nella Villa di Poppea nel sito di Oplontis a Torre Annunziata

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Villa di Poppea Oplontis Torre Annunziata
Villa di Poppea Oplontis Torre Annunziata

Maschere di scena, figure di pavoni dai vivaci colori conservati intatti sotto strati di cenere e lapillo, impronte di alberi e nuovi raffinati ambienti che stanno emergendo dallo scavo di ampliamento della Villa di Poppea, la sontuosa dimora attribuita alla seconda moglie di Nerone nel sito di Oplontis a Torre Annunziata (Napoli), potranno essere ammirati durante il cantiere in corso.

Dal 12 febbraio ogni giovedì, dalle 10.30 alle 12, i visitatori muniti di regolare biglietto di accesso alla Villa – in numero di 10 per volta – potranno accedere ad alcune aree del cantiere, accompagnati da personale del Parco. Si tratta un’occasione unica per osservare dal vivo le operazioni in corso di scavo e restauro degli eccezionali affreschi del Salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile.

Il cantiere, dettato da necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del settore ovest della villa che costeggia il tratto urbano di via dei sepolcri e risolvere criticità conservative, si configura anche come occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Lo scavo in corso consentirà di fatto di creare una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico dove, nei prossimi anni, saranno realizzati spazi museali espositivi, depositi e servizi aggiuntivi.

Tra le scoperte di particolare rilievo sono emersi una figura integra di una pavonessa, speculare all’esemplare maschio rinvenuto sulla porzione meridionale della stessa parete, e alcuni frammenti con la raffigurazione di una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana, a differenza di altri presenti nell’ambiente e attribuibili alla Tragedia.

Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha anche restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, che raddoppiava il colonnato del porticato meridionale, richiamando schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis. Lo scavo ha, inoltre, determinato l’individuazione di quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già noti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale. In contemporanea all’intervento di scavo è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due piccoli e preziosi ambienti, in origine destinati ad area di riposo, detti cubicola, che affacciano nell’area sud occidentale della Villa, proprio in prossimità dell’area dell’altro cantiere.

Colpisce la loro ricca decorazione, costituita da stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, che rivela, al pari degli altri ambienti della Villa, una capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca molto alta, ed una palette di pigmenti varia, costituita anche dal blu egizio.

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Nicola Gratteri ospite di “The Mask” su CRC: “Decreto sicurezza? Lo Stato paghi parte delle spese legali ai poliziotti”

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Il Procuratore Capo di Napoli Nicola Gratteri è il primo ospite di The Mask, la nuova trasmissione radiotelevisiva in onda su Crc.

Nel corso della lunga intervista che andrà in onda, Sabato 7 Febbraio dalle ore 10, Gratteri ha commentato fra l’altro il decreto sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei Ministri: “Non vorrei che passasse il messaggio che noi vogliamo tutelare una specifica categoria rispetto ad un’altra e che vogliamo allontanare le Forze dell’Ordine dalla gente. Abbiamo sempre ribadito che la Polizia dello Stato lavora per la gente e deve essere amica di essa stessa”

“La cosa più utile da fare- continua Gratteri – per una riforma dello scudo penale è quello della spesa legale. Lo Stato deve anticipare parte delle spese per un avvocato al personale delle Forze dell’Ordine. Un giovane poliziotto per strada guadagna circa 1.400 euro al mese, con questi soldi non è in grado di costruirsi una famiglia né tantomeno vivere in una città come Milano e Torino. Per cui mettere da parte 5.000 euro per pagare un avvocato diventa impossibile. Dobbiamo stare attenti a fare delle distinzioni sul piano della procedura penale.”

“A quel punto la gente vede i poliziotti e gli operatori di giustizia come gente protetta. Questo sarebbe un errore e una strada pericolosa da perseguire, se consideriamo il caso che in un conflitto a fuoco non iscriviamo tra il registro degli indagati un poliziotto che poi viene sentito come testimone e racconta tutto e anche cose che lo danneggiano. Se, invece, lo iscriviamo nel registro degli indagati può avere la possibilità di aspettare il risultato della consulenza tecnica e della perizia dettata dal giudice e poi se ne parla in seguito. Paradossalmente- conclude Gratteri- può essere un danno far partire un poliziotto o un finanziere come testimone da ascoltare per poi inserirlo tra gli indagati, per questo dico non lavoriamo con la pancia, ma ragioniamo su quello che facciamo”.

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Napoli, manifesti contro Ministro Valditara: “Servono progetti e prevenzione, non militarizzazione di piazze e scuole”

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NAPOLI MANIFESTI CONTRO MINISTRO VALDITARA
NAPOLI MANIFESTI CONTRO MINISTRO VALDITARA

NAPOLI – Manifesti con la foto del ministro dell’istruzione Valditara e con slogan contro l’utilizzo dei metal detector nelle scuole.

È avvenuto oggi a Napoli, dove il ministro era stato invitato a un convegno al Liceo Boccioni: i manifesti sono stati appesi questa notte in via Vecchia Agnano.

La protesta degli studenti riguarda l’utilizzo dei metal detector fuori gli istituti italiani, che dovrebbero prevenire episodi di violenza all’interno delle classi. “Metal detector – dicono in una nota gli organizzatori della protesta – sono un sistema reazionario e non preventivo, il ministro si interroghi sul perché delle violenze giovanili. Ci vogliono progetti e prevenzione, non metal detector e militarizzazione di piazze e scuole“.

Le grafiche esposte parodizzando l’uso dei metal detector che, a loro dire, “aiutano a tenere la scuola sicura per politiche securitarie e repressive, militarizzano la scuola, non pensando nemmeno un attimo di incidere sui territori, sulla povertà e sulle disuguaglianze che portano gli studenti ad avere un coltellino. Il 14 febbraio noi studenti saremo in piazza anche contro la militarizzazione di piazze e scuole oltre che a difesa dei Centri Sociali come Officina 99 e il Laboratorio Insurgencia. Luoghi di vera controcultura e che aiutano molto di più dei Metal Detector proposti e portati avanti da Valditara“.

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Serena Rossi ospite su Rai Radio 1 del programma “Prima Fila” per parlare di “SereNata a Napoli”

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SERENA ROSSI
SERENA ROSSI

Volto tra i più popolari del piccolo schermo, Serena Rossi ha pubblicato ‘SereNata a Napoli’, primo album tutto di classici napoletani che porta sul palcoscenico.

L’attrice ne parla con Miriam Mauti nel servizio di apertura di ‘Prima Fila – Tutto quanto fa cultura e spettacolo’, il settimanale condotto da Baba Richerme in onda sabato 7 febbraio alle 12.25 su Radio 1.

Francesca Cosentino intervista, invece, Federica Luna Vincenti, che interpreta ‘Sissi, l’imperatrice’, regina di bellezza e simbolo d’indipendenza femminile, nella rivisitazione teatrale scritta e diretta da Roberto Cavosi. Obiettivo, inoltre, su ‘Fabbrica’, il vivaio di giovani artisti della scena lirica del Teatro dell’Opera di Roma. Un’opportunità di studio e formazione per giovani di ogni parte del mondo, che raccontano la loro esperienza a Paola D’Angelo.

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Rosario Coppola ucciso in strada ad Arzano, pista dello scambio di persona al vaglio dell’Antimafia

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Potrebbe essere stato un tragico errore di identità a costare la vita a Rosario Coppola, il 51enne ucciso con cinque colpi di pistola nella serata di mercoledì 4 febbraio ad Arzano, in provincia di Napoli. È una delle principali ipotesi investigative su cui stanno lavorando gli inquirenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’agguato è avvenuto in via Sette Re. Secondo le prime ricostruzioni, Coppola si trovava a bordo della propria auto insieme ad Antonio Persico, 25 anni, quando un commando armato si sarebbe affiancato al veicolo aprendo il fuoco. Il 51enne è stato colpito mortalmente ed è deceduto sul posto; il giovane che era con lui è rimasto ferito a un braccio ed è stato trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove è stato medicato. Le sue condizioni non sono gravi.

Le modalità dell’azione, rapida e violenta, hanno fatto ipotizzare fin da subito un agguato di stampo camorristico. Tuttavia, dagli accertamenti finora svolti, non emergerebbero legami diretti della vittima con ambienti della criminalità organizzata. Coppola lavorava come imbianchino ed era conosciuto nella zona per la sua attività professionale.

Gli investigatori stanno valutando la possibilità che l’uomo sia stato scambiato per un esponente di spicco della criminalità locale, a causa di una forte somiglianza fisica con un presunto reggente di un gruppo camorristico attivo nell’area, recentemente tornato in libertà. Restano comunque aperte anche altre piste investigative, tra cui quella di un tentativo di rapina degenerato.

Secondo quanto emerso, al momento della sparatoria Coppola indossava ancora gli abiti da lavoro. L’incontro con Persico sarebbe avvenuto per discutere di lavori di ristrutturazione legati all’attività del giovane, titolare di un salone da barbiere.

Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, insieme ai militari della compagnia di Casoria e della tenenza di Arzano. Sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccolte numerose testimonianze.

La salma della vittima è stata sequestrata e trasferita presso l’ospedale di Giugliano, dove verrà eseguita l’autopsia. Rosario Coppola lascia un figlio di 15 anni e la compagna.

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Pozzuoli, segue la moglie fino alla caserma e sfida i carabinieri: arrestato 58enne per stalking

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POZZUOLI ARRESTATO STALKER
POZZUOLI ARRESTATO STALKER

POZZUOLI – Un uomo di 58 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di atti persecutori al termine di una lunga escalation di comportamenti ossessivi e intimidatori nei confronti della moglie.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli – IV Sezione Fasce Deboli (procuratore aggiunto Raffaello Falcone), hanno ricostruito una condotta reiterata fatta di appostamenti, pedinamenti e continui tentativi di contatto. Una pressione costante che aveva ormai gettato la vittima in uno stato di ansia e paura, spingendola a chiedere nuovamente aiuto alle Forze dell’Ordine e a rifugiarsi nella vicina Stazione dei Carabinieri di Monterusciello.

Proprio lì si è consumato l’episodio più grave: l’uomo, con atteggiamento spavaldo e incurante delle conseguenze, ha continuato a perseguitare la donna presentandosi davanti al cancello pedonale della caserma, sfidando apertamente la presenza dei militari.

Constatata la flagranza del reato e la pervicacia della condotta, i Carabinieri sono intervenuti immediatamente, bloccando il 58enne e procedendo al suo arresto. Considerata la gravità dei fatti e il concreto rischio di reiterazione, l’autorità giudiziaria ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.

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Ylenia Musella uccisa a Ponticelli, per la Procura è omicidio volontario: lite scatenata dal cagnolino

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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Ylenia Musella, la 22enne uccisa nel rione Conocal, a Ponticelli. Per la Procura di Napoli non ci sono dubbi: si tratta di omicidio volontario. Nella mattinata odierna è previsto l’interrogatorio davanti al gip per la convalida del fermo del fratello della vittima, Giuseppe Musella, 28 anni.

Nelle stesse ore verrà disposta l’autopsia sul corpo della giovane, passaggio ritenuto fondamentale per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e la natura delle ferite riportate.

Gli investigatori stanno conducendo accertamenti su più fronti. Oltre agli esami medico-legali, sono in corso verifiche anche sul cane di famiglia: l’indagato avrebbe indicato un presunto maltrattamento dell’animale come elemento scatenante della lite sfociata nell’omicidio.

Secondo quanto ricostruito finora, Ylenia Musella è stata colpita da una coltellata alla schiena nei pressi della propria abitazione. Dopo l’aggressione, il fratello si sarebbe dato alla fuga per alcune ore, prima di essere rintracciato. In sede di interrogatorio avrebbe ammesso il gesto, sostenendo però di non aver avuto l’intenzione di uccidere la sorella. L’uomo ha dichiarato di aver lanciato un coltello da cucina da diversi metri di distanza.

Una versione che gli inquirenti stanno verificando con attenzione. Gli accertamenti puntano a stabilire se le lesioni siano compatibili con un lancio oppure con un colpo inferto a distanza ravvicinata.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli, prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare eventuali responsabilità penali. Il caso ha suscitato forte attenzione nel quartiere, dove le indagini proseguono anche attraverso testimonianze e rilievi tecnici.

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