mercoledì, Febbraio 25, 2026
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Il maestro Enzo Campagnoli sul palco dell’Ariston di Sanremo al fianco di Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay

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Maestro Enzo Campagnoli
Maestro Enzo Campagnoli

SANREMO – Sul palco dell’Ariston ci sono artisti che cambiano di anno in anno, e poi ci sono presenze che diventano punti fermi. Tra queste, quella del maestro Enzo Campagnoli: anche nell’edizione di quest’anno il direttore d’orchestra afragolese torna a Sanremo, confermando un legame ormai consolidato con il Festival e con il pubblico che ne riconosce stile, precisione e carisma.

La sua firma musicale accompagnerà tre progetti molto diversi tra loro. Il primo è quello di Dargen D’Amico, che porta in gara Ai Ai, un brano dal ritmo brillante che gioca con il tema dell’intelligenza artificiale. Poi ci sarà il ritorno accanto a Elettra Lamborghini, con Voilà: un’intesa artistica già sperimentata nel 2020, quando Campagnoli diresse la celebre Musica (e il resto scompare). Infine, il maestro salirà sul podio anche per Samurai Jay, portando a Sanremo l’energia della scena urbana napoletana con Ossessione.

Il suo ritorno a Sanremo porta inevitabilmente con sé aspettative importanti. Lo scorso anno, la direzione di La cura per me di Giorgia fu considerata una delle esibizioni più intense dell’edizione, tanto da diventare nel 2025 il brano femminile più venduto in Italia. Un risultato che conferma la capacità del maestro di trasformare ogni performance in un momento unico, costruito su misura per valorizzare la voce che accompagna.

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Napoli, progetto “Occhio al truffatore”, il Prefetto: “Questa iniziativa merita tutto il nostro supporto”

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OCCHIO AL TRUFFATORE
OCCHIO AL TRUFFATORE

NAPOLI – “Questa iniziativa merita tutto il nostro supporto perché è molto significativa. Non è un’iniziativa nata sull’onda dell’emergenza ma si struttura sull’onda della continuità della vigilanza attenta e attiva da parte delle forze di polizia ed in questo particolare momento con Corpo della polizia locale di Napoli in prima linea“.

Lo ha detto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, intervenendo alla giornata conclusiva del progetto “Occhio al truffatore” (finanziato dal ministero dell’Interno), che nella città capoluogo ha visto particolarmente coinvolti gli agenti della polizia locale che oltre alla tradizionale opera di repressione in tutte le municipalità hanno svolto un’opera informativa di prevenzione.

L’obiettivo di scongiurare le truffe ai danni delle persone più fragili che finiscono per essere raggirate facendo leva sulla paura o sull’angoscia che possa essere accaduto qualcosa di grave ad un proprio familiare. Sono fatti odiosi perché, ha proseguito il prefetto di Napoli, “c’è la sopraffazione di una persona debole, con l’inganno“.

Oltre al valore dei beni sottratti c’è anche la disperazione di “essere stati raggirati nella propria casa“. Il Prefetto ha evidenziato, anche in questo caso, il Corpo della polizia locale “è stato vicino alla gente, vicino a chi bisogno“.

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Morte Domenico Caliendo, da Bolzano accusano Napoli: “emerse significative criticità operative”

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BOLZANO NAPOLI TRAPIANTO
BOLZANO NAPOLI TRAPIANTO

BOLZANO – Durante l’intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni — organo destinato al piccolo Domenico Caliendo — sarebbero emerse «significative criticità operative» da parte del team di prelievo proveniente da Napoli. È quanto riportato in una relazione inviata il 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute.

Secondo il documento, le contestazioni riguarderebbero tre aspetti principali: la procedura chirurgica adottata, la dotazione tecnica ritenuta incompleta e alcune incertezze nella gestione dell’anticoagulazione con eparina.

Le criticità segnalate

Nel dettaglio, al team napoletano viene contestato:

Procedura chirurgica: durante la fase di perfusione sarebbe stato effettuato un drenaggio insufficiente, provocando una massiva congestione di fegato e cuore. La situazione avrebbe richiesto un intervento correttivo urgente da parte del team di Innsbruck, anch’esso presente per l’espianto degli altri organi (fegato e reni).

Dotazione tecnica incompleta: alcune sacche e contenitori necessari sarebbero stati forniti direttamente dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano. Segnalata anche una quantità ritenuta insufficiente di ghiaccio per la conservazione.

Gestione dell’anticoagulazione: il documento parla di incertezze nella somministrazione dell’eparina.

A queste osservazioni si aggiunge un’ulteriore contestazione: il feedback post-intervento da parte del centro di Napoli non sarebbe arrivato in tempi adeguati. Nella relazione si legge che, tramite il Centro Nazionale Trapianti, inizialmente l’esito del trapianto non risultava chiaro; solo in seguito sarebbe stato comunicato che il cuore era stato trapiantato e poi nuovamente espiantato a causa di una disfunzione primaria dell’organo.

La precisazione dell’Azienda Sanitaria altoatesina

Nelle conclusioni, il Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano chiarisce il ruolo dell’Azienda Sanitaria locale, specificando che non dispone di un proprio centro trapianti. L’attività svolta riguarda esclusivamente l’identificazione dei potenziali donatori e il supporto ai team di prelievo provenienti dai centri trapianto.

Le procedure tecniche relative al prelievo, alla conservazione e al trasporto degli organi — si sottolinea — sono di esclusiva competenza dei team chirurgici di Eurotransplant e del Centro Nazionale Trapianti, che operano secondo gli standard internazionali e le procedure previste all’interno delle strutture ospedaliere altoatesine, in particolare presso l’ospedale provinciale di Bolzano.

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Ospedale Sessa Aurunca: Parenti paziente deceduta approvano espianto degli organi, aiuteranno 5 persone

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DONAZIONE ORGANI OSPEDALE SESSA AURUNCA
DONAZIONE ORGANI OSPEDALE SESSA AURUNCA

SESSA AURUNCA – Un gesto di generosità di una famiglia, che pur distrutta dal dolore per la perdita di una stretta congiunta, ha deciso di non opporsi alla donazione degli organi della donna, trasformando così una tragedia in un’opportunità di vita per cinque persone.

È accaduto all’ospedale di Sessa Aurunca (Caserta), dove una paziente ricoverata nel reparto di terapia intensiva (diretto dalla dottoressa Nadia Zarrillo) è deceduta a causa di un’estesa emorragia cerebrale, ma in un momento di devastante dolore, i familiari hanno trovato la forza di esprimere la non opposizione al prelievo di organi e tessuti. Un gesto silenzioso per cinque persone, cui andranno gli organi.

L’intero processo si è svolto grazie alla sinergia tra il presidio ospedaliero di Sessa Aurunca, il Centro Regionale Trapianti, la direzione strategica dell’ASL Caserta – presieduta dal direttore generale Antonio Limone e dal direttore sanitario Domenico Perri – e il coordinamento aziendale per il procurement di organi e tessuti, diretto dai medici Federica Colella e Bruno Marra.

La primaria Zarrillo rivolge un pensiero “profondo e riconoscente alla famiglia del donatore, per aver saputo trasformare il dolore in un gesto di straordinaria solidarietà“.

La donazione degli organi – ha commentato il direttore generale dell’Asl Antonio Limone – è il più grande atto di amore e di solidarietà che le famiglie compiono nel momento del dolore e della sofferenza per la perdita di un proprio caro. La nostra Azienda sta profondendo un grande impegno nelle attività di Procurement, Donazione, Formazione e Sensibilizzazione, con un significativo aumento delle attività; la cultura del dono si costruisce ogni giorno, nelle corsie degli ospedali come nelle aule delle scuole“.

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Napoli, nuova svolta sull’incendio del Teatro Sannazaro: spunta l’ipotesi dell’innesco dall’alto

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A una settimana dall’incendio che ha devastato il Teatro Sannazaro, uno dei simboli culturali di Napoli, le indagini registrano un’accelerazione significativa. Nuove testimonianze ritenute attendibili indicano il possibile lancio di un oggetto incandescente dall’esterno, pochi minuti prima che le fiamme avvolgessero la cupola e si propagassero all’intero edificio di via Chiaia.

Testimonianze e piste investigative

Secondo quanto emerso, l’innesco potrebbe essere partito dall’alto, senza però escludere le ipotesi già al vaglio. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli e affidata ai magistrati Mario Canale e Antonio Ricci, resta formalmente aperta per incendio colposo a carico di ignoti. Tuttavia, il nuovo scenario introduce anche la possibilità di un’azione volontaria.

La maxi-perizia e i controlli tecnici

Gli inquirenti hanno avviato un accertamento tecnico irripetibile per chiarire origine e dinamica delle fiamme. Gli affittuari del teatro e i proprietari degli appartamenti coinvolti sono stati informati per consentire la nomina di consulenti di parte.
Tra i punti centrali dell’analisi: il luogo preciso dell’innesco, la modalità di propagazione e il ruolo dei materiali presenti nella struttura.

Particolare attenzione è stata riservata all’impianto elettrico. Il quadro generale risulterebbe disattivato al momento del rogo, circostanza che riduce la probabilità di un corto circuito come causa scatenante, senza eliminarla del tutto.

Una propagazione anomala

La diffusione delle fiamme ha seguito una traiettoria ritenuta insolita: i danni maggiori hanno interessato il secondo e il quarto piano, mentre quello intermedio appare meno compromesso. Gli investigatori ipotizzano che la diversa composizione dei materiali o il crollo della cupola — precipitata sulla platea durante la fase più intensa dell’incendio — possano aver influenzato lo sviluppo del rogo.

Documenti e sicurezza sotto esame

Parallelamente, viene esaminata l’intera documentazione relativa alla sicurezza: certificazioni, autorizzazioni, manutenzioni e verifiche precedenti agli ultimi eventi ospitati dal teatro. L’obiettivo è accertare il rispetto di tutte le procedure previste.

Le ipotesi sull’innesco

Tra gli scenari considerati: un mozzicone di sigaretta caduto da un edificio adiacente e finito su materiali facilmente infiammabili, oppure il lancio deliberato di un oggetto incendiario. La risposta definitiva è affidata alle consulenze tecniche e agli accertamenti scientifici ancora in corso.

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Il piccolo Domenico morto a Napoli, la madre in procura chiede di essere ascoltata. Nas chiede ad Asl Bolzano chi ha fornito ghiaccio

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Patrizia Mercolino, madre del bambino di due anni morto a Napoli per un trapianto di cuore danneggiato, con l’avvocato Francesco Petruzzi, è in procura per chiedere di essere ascoltata dal pm Giuseppe Tittaferrante e per depositare un audio del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, e, come gia’ riferito in piu’ occasioni dal legale, ha seguito il bambino fino al giorno all’attivazione del percorso di cure condiviso.

L’audio riguarda il momento in cui e’ stato comunicato alla donna l’esito del consulto di esperti che ha considerato il bambino non trapiantabile; Patrizia Mercolino a quel punto ha chiesto a lui come mai fino alla sera prima Domenico fosse considerato da lui trapiantabile.

La morte di Domenico, Nas chiede ad Asl Bolzano chi ha fornito ghiaccio

Chi ha fornito materialmente il ghiaccio secco che ha poi congelato il cuore destinato al piccolo Domenico e chi era presente nel blocco operatorio quella mattina del 23 dicembre 2025. É la richiesta che il Nas di Trento ha inoltrato, secondo quanto scrive il quotidiano ‘Alto Adige’, alla direzione medica dell’Azienza sanitaria dell’Alto Adige.

Nella comunicazione inviata i carabinieri chiedono di individuare “gli adetti all’Officina ospedaliera, con particolare riguardo a coloro che erano preposti alla fornitura del ghiaccio” e gli “operatori sanitari in servizio presso il blocco operatorio, a disposizione del coordinatore”.

“Qualora da un approfondimento interno già aveste potuto verificare chi tra questi sia stato coinvolto nella fornitura del ghiaccio alla sala operatoria interessata all’espianto degli organi del donatore – è scritto ancora nella richiesta del Nas – si prega di voler trasmettere le risultanze”.

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Incendio negli uffici del Giudice di Pace a Marano già sequestrati nel 2025, nessun ferito

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A Marano (NAPOLI) i carabinieri della locale compagnia sono intervenuti negli uffici dell’ex giudice di pace per un incendio divampato in alcuni locali già sottoposti nel 2025 a sequestro preventivo, dove era conservata documentazione relativa a procedimenti civili.

Indagini sono in corso per chiarire la dinamica e la matrice. Non si esclude la pista dolosa. Non ci sono feriti.

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La morte del piccolo Domenico al Monaldi, l’ospedale smentisce il legale: “La cartella clinica era completa”. Pioggia di insulti ai medici

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L’Azienda Ospedaliera dei Colli “smentisce con fermezza le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi” rese ieri, secondo cui “dalla cartella clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato di circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore”.

Il suddetto tracciato è invece un allegato della cartella clinica “acquisito dall’autorità giudiziaria in data 20 gennaio 2026 e consegnato alla famiglia il 19 febbraio 2026.

I Nas hanno, in data 23 febbraio 2026, acquisito nuovamente il tracciato di circolazione extracorporea dando atto che era già inserito nella cartella clinica consegnata”.

Napoli, ospedale sotto pressione dopo il caso Domenico: disdette, indagini e clima di tensione

NAPOLI — Non si attenua l’onda emotiva seguita alla morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto cardiaco non riuscito presso l’Ospedale Monaldi. Alla vicenda clinica si è rapidamente sovrapposto un effetto domino che sta incidendo sull’attività del presidio sanitario e sul clima interno tra operatori e pazienti.

Un ospedale tra paura e rinunce

Negli ultimi giorni il centralino e gli uffici di reparto hanno registrato un numero crescente di disdette. Alcune famiglie, preoccupate dall’indagine che coinvolge l’équipe medica impegnata nell’intervento, stanno rimandando operazioni già programmate. Secondo fonti interne, le cancellazioni non riguardano soltanto la cardiochirurgia pediatrica ma anche altri reparti, segno di una sfiducia diffusa che travalica il singolo episodio.

Testimonianze raccolte indicano che diversi genitori chiedono chiarimenti sull’identità dei chirurghi che dovrebbero operare i loro figli. Il fenomeno ha spinto l’ospedale a rafforzare i servizi di relazione con il pubblico per gestire il flusso di richieste e timori.

L’inchiesta e i punti da chiarire

La magistratura indaga sulle circostanze del trapianto. Al centro dell’attenzione vi è il cuore donato, trasportato da Bolzano fino a Napoli e ritenuto compromesso dalle basse temperature del ghiaccio secco utilizzato durante il viaggio. Secondo la famiglia del bambino, rappresentata pubblicamente dalla madre Patrizia Mercolino, non sarebbero state fornite informazioni complete sullo stato dell’organo prima dell’intervento.

L’indagine punta a ricostruire la catena decisionale e i tempi delle comunicazioni cliniche, mentre i carabinieri del NAS hanno effettuato nuovi accertamenti nella struttura.

Minacce e sicurezza rafforzata

Parallelamente, la direzione sanitaria segnala un aumento delle minacce rivolte al personale. I sistemi di vigilanza sono stati intensificati e agli addetti alla sicurezza è stato chiesto di monitorare con maggiore attenzione gli accessi. Alcuni medici avrebbero già subìto insulti da parte di visitatori.

La reazione online

La vicenda ha avuto un forte impatto anche sui social network. L’ospedale ha disattivato i commenti sui propri canali ufficiali dopo migliaia di messaggi ostili. Le conversazioni si sono spostate su altri canali digitali, dove continuano a emergere toni aggressivi.

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Napoli, blitz dei Carabinieri a Scampia contro il clan Vanella Grassi: coivolti appartenti alla ‘Nrdina

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NApoli, blitz dei Carabinieri a Scampia contro il clan Vanella Grassi coivolti appartenti alla ‘Nrdina
NApoli, blitz dei Carabinieri a Scampia contro il clan Vanella Grassi coivolti appartenti alla ‘Nrdina

Dall’alba, i carabinieri del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea nei confronti di persone appartenenti al clan Vanella Grassi. Sono nove, le misure cautelari emesse dal gip di Napoli eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Napoli.

Sono ritenute gravemente indiziate di associazione per delinquere di tipo camorristico, rapina, detenzione di sostanze stupefacenti e possesso di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Tra i destinatari della misura, anche appartenenti alla ‘Ndrina Nirda-Strangio di Reggio Calabria.

Come successivamente specificato, la cosca calabrese coinvolta è Nirta Strangio. Uno degli indagati dell’operazione condotta dai Carabinieri si era nascosto in un vano ricavato dietro all’armadio della camera da letto: la stanza dove era posizionato l’armadio è quella della figlia.

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vanella grassi

Nocera Inferiore: Incidente sul lavoro, morto operaio di 24 anni di Sarno

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NOCERA INFERIORE INCIDENTE SUL LAVORO
NOCERA INFERIORE INCIDENTE SUL LAVORO

NOCERA INFERIORE – Una nuova tragedia sul lavoro si è consumata questa mattina, intorno alle 10, a Nocera Inferiore (Salerno). A perdere la vita è stato un giovane di 24 anni originario di Sarno, Carmine Albero, che a quanto pare aveva la mansione di meccanico.

L’incidente è avvenuto nel piazzale di un’azienda di trasporti e logistica. Secondo una prima ricostruzione, il 24enne sarebbe stato travolto da un camion in retromarcia, rimanendo schiacciato tra due motrici in riparazione spinte da una terza motrice impegnata in una manovra. Per il giovane non c’è stato nulla da fare: è deceduto sul colpo.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese, insieme al pubblico ministero della Procura di Nocera Inferiore e ai tecnici dello Spisal dell’ASL, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

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