giovedì, Febbraio 12, 2026
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Lutto a Capodichino: Silvia Eva è venuta a mancare prematuramente, aveva 14 anni

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silvia eva bruno CAPODICHINO
silvia eva bruno CAPODICHINO

Una tragedia ha profondamente scosso la città di Napoli. Una ragazza di appena 14 anni, residente nella zona di Calata Capodichino, è venuta a mancare prematuramente, lasciando un dolore immenso nella sua famiglia e in tutta la comunità.

La giovane si chiamava Silvia Eva Bruno. La notizia della sua scomparsa, diffusa ieri, ha colpito duramente parenti, amici e conoscenti, che la ricordano come una ragazza intelligente, gentile e solare. Nonostante la sua giovane età, Silvia aveva lasciato un segno speciale in chiunque avesse avuto modo di incontrarla.

A piangerla oggi sono il padre, la madre, i nonni, gli zii, le zie, i cugini e gli amici più cari. La comunità si è stretta attorno alla famiglia, cercando di offrire sostegno in un momento così doloroso.

I funerali saranno celebrati domani mattina alle 10:30, presso la chiesa di Nostra Signora di Lourdes, a Calata Capodichino.

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Blitz a Mondragone contro la camorra: pronti a sparare contro la caserma dei Carabinieri

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MONDRAGONE BLITZ DDA
MONDRAGONE BLITZ DDA

MONDRAGONE – Rito della ‘pungitura’, facendo uscire sangue dal dito, un rito tipico delle mafie siciliane e calabresi, e azioni violente, come sparare contro una caserma dei carabinieri, per entrare a far parte del clan Gagliardi, guidato dal boss detenuto, organizzazione malavitosa erede del clan La Torre di Mondragone (Caserta).

Sono 21 le persone che i Carabinieri del comando provinciale di Caserta, coordinati dalla Dda (procuratore Nicola Gratteri, procuratore aggiunto Michele Del Prete) a cui si contestano a vario titolo, reati gravi, come l’associazione per delinquere di tipo mafioso, anche finalizzata allo spaccio di droga, estorsione, minacce e violenze nei confronti delle vittime del pizzo che si rifiutavano di pagare. All’incontro anche il comandante provinciale dei carabinieri di Caserta Manuel Scarso.

È una struttura – ha spiegato il procuratore Gratteri durante una conferenza stampa – che ricorda molto la ‘ndrangheta per il rito tipicamente mafioso della pungitura. Una struttura chiusa e pericolosa, collegata dall’esterno al carcere con il capo (Angelo Gagliardi, ndr) ex affiliato al clan La Torre“.

Le indagini sono iniziate nel settembre del 2023 e oltre a documentare spaccio ed estorsioni, ha anche fatto luce sul tentativo – vano – di usare una donna, spacciandola per l’amante di un Carabiniere, per proteggere un carico di droga sequestrato. Dal carcere, inoltre, il capo del clan, Angelo Gagliardi, incuteva timore nelle vittime di estorsione reticenti: in videochiamata assisteva dal carcere alle minacce e alle botte che venivano inflitte a chi si rifiutava di pagare. Era lui, è emerso, a imporre lo stop ai suoi picchiatori.

Infine è stato documentato anche il tentativo da parte di uno spacciatore di sottrarre la droga al clan: quando il padre del ribelle, ex collaboratore di giustizia, ha saputo chi era a guidare l’organizzazione malavitosa, ha subito imposto al figlio di restituire tutto il maltolto.

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Acerra: 72enne pregiudicato gambizzato in strada, indagini in corso

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ACERRA
ACERRA

ACERRA – Un pregiudicato di Acerra, Giovanni T., 72 anni, è stato ferito a una gamba da un colpo di pistola esploso da due persone a bordo di uno scooter.

L’agguato è avvenuto alle 4 del mattino di martedì in piazza San Pietro, nel pieno centro cittadino, mentre l’uomo era con il figlio quarantenne e stava prelevando sigarette da un distributore automatico.

Secondo le prime ricostruzioni, lo scooter si è fermato davanti alla piazza e il passeggero, armato, è sceso avvicinandosi al 72enne per poi sparare un unico colpo, che ha colpito il l’anziano a una coscia. I due aggressori sono poi fuggiti rapidamente.

Il 72enne è stato soccorso e trasportato alla clinica Villa dei Fiori, dove i medici lo hanno giudicato guaribile in circa quindici giorni. La Polizia di Stato, che conduce le indagini, esclude la pista della rapina e ritiene che si tratti di un’azione a scopo intimidatorio.

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“Non sono io quel Nicola Caputo citato in un file di Epstein”

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NICOLA CAPUTO EPSTEIN
NICOLA CAPUTO EPSTEIN

Nelle ultime ore Nicola Caputo, ex Assessore della Regione Campania con l’amministrazione De Luca e passato recentemente a Forza Italia, si è trovato coinvolto nello scandalo dei file de secretati di Epstein. Tutto ciò perché in uno dei documenti appare il nome di un tale “Nicola Caputo” e i media americani lo hanno associato all’ex eurodeputato.

Non c’entro niente con questa storia. Il Nicola Caputo che cercate non sono io che all’epoca dei file di Epstein, nel 2009, ero solo un consigliere regionale e non avevo contatti con gli Stati Uniti. Conto di chiamare al più presto l’ambasciata negli Usa per avere chiarimenti. Di certo non intendo accettare linciaggi mediatici“.

Raggiunto al telefono dall’ANSA Nicola Caputo, ex eurodeputato del Pd dal 2014 al 2019, in seguito assessore regionale campano e oggi – passato a Forza Italia – consigliere per l’export del ministro degli esteri Antonio Tajani, reagisce così a chi gli chiede se sia lui il “Nicola Caputo” indicato da due deputati dem Usa e dalla rivista New Republic tra i nomi di alto profilo negli Epstein files. Il nome Nicola Caputo appare assieme a quelli di altre cinque personalità tra i file de secretati, secondo le indiscrezioni riportate dai media americani e in particolare dalla rivista New Republic.

Ho appreso la notizia dai social – prosegue Caputo – e ho già dovuto fermare un paio di haters sui miei profili. Poi hanno cominciato a chiamarmi tutti. Vorrei capire sulla scorta di quali informazioni sarei io il Nicola Caputo tirato in ballo. Non posso credere a quello che mi sta succedendo“.

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Duplice allerta meteo in Campania per temporali, vento forte e mareggiate

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

La Protezione civile della Regione Campania, in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale sugli scenari metereologici in atto e sulla loro evoluzione, ha emanato una duplice allerta meteo valida dalle 8 alle 20 di domani, giovedì 12 febbraio.

La prima allerta è di livello ‘Giallo’ per piogge e temporali anche intensi a scala locale con conseguente criticità idrogeologica sulle seguenti zone: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Alto Volturno e Matese; Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana Sele e Alto Cilento; Basso Cilento.

La seconda allerta meteo è per venti localmente forti occidentali, tendenti a divenire nord-occidentali al pomeriggio, con possibili raffiche e conseguente mare agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte ai venti, sulle seguenti zone: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana Sele e Alto Cilento; Basso Cilento.

Sono, quindi, possibili fenomeni di impatto al suolo come allagamenti, esondazioni, superamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, caduta massi e frane dovute alla saturazione dei suoli. Alle autorità competenti è raccomandato di porre in essere tutte le misure strutturali e non strutturali atte a prevenire, mitigare e contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico previsti come previsto dalle rispettive pianificazioni comunali di Protezione Civile. In ordine al vento forte e al mare agitato, viene ricordato di verificare, a scala comunale, la corretta tenute delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche.

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Spiaggia libera occupata e tributi omessi, pugno duro del sindaco di Bacoli Josi della Ragione: “Recupereremo fino a 100mila euro”

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Un lido militare che avrebbe occupato circa 3mila metri quadrati di spiaggia senza versare la Tari al Comune. È quanto denuncia il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, annunciando l’avvio di un accertamento tributario per recuperare somme che, tra imposta non pagata e sanzioni, si avvicinerebbero ai 100mila euro per gli ultimi cinque anni.

La vicenda riguarda un’area dell’arenile compresa tra Miseno e Miliscola. Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, la struttura avrebbe svolto attività di natura commerciale pur insistendo su uno spazio definito di “prevalente interesse militare”, circostanza che ne avrebbe giustificato la sottrazione alla libera fruizione dei bagnanti.

“Stiamo parlando di un fatto molto grave – afferma Della Ragione –. Per anni sarebbero stati utilizzati almeno 3mila metri quadrati di spiaggia senza dichiararli all’ufficio tributi e senza pagare la Tari dovuta. È inaccettabile, soprattutto per una città che ha conosciuto il dissesto finanziario anche a causa di evasione ed elusione dei tributi locali”.

Accertamenti in corso e nuove verifiche

Il Comune ha già dato mandato agli uffici di procedere con la verifica e la richiesta delle somme non versate, almeno per il quinquennio precedente. L’importo stimato sfiorerebbe i 100mila euro.

Non si tratterebbe di un caso isolato. Il sindaco ha infatti ricordato che un altro lido militare presente sul territorio sarebbe stato diffidato per il mancato pagamento della Tari negli ultimi tre anni, per un ammontare di circa 81mila euro. “E parliamo di un solo lido. Ora passeremo al controllo degli altri”, ha aggiunto.

L’attività rientra in un più ampio piano di verifica sulle aree demaniali e, in particolare, sugli spazi sottratti alla libera e gratuita fruizione dei cittadini. Negli ultimi anni, l’amministrazione ha già annunciato di aver liberato 25mila metri quadrati di arenile occupati senza titolo.

“Le regole valgono per tutti”

Il primo cittadino sottolinea che la linea dell’amministrazione resterà improntata al rigore, senza distinzioni tra soggetti pubblici e privati. “Abbiamo adottato il pugno duro contro chi si faceva beffa del Comune. Lo stesso deve valere per chi rappresenta lo Stato. Le istituzioni devono dare l’esempio”, dichiara.

Secondo Della Ragione, la gestione affidata a soggetti privati di alcuni presidi militari avrebbe generato di fatto strutture a carattere commerciale, in concorrenza con gli stabilimenti balneari tradizionali. Una situazione che, se confermata, renderebbe ancora più delicata la questione sotto il profilo della parità di condizioni e del rispetto delle norme.

“Liberare l’arenile e far pagare i tributi dovuti non è solo un atto di giustizia – conclude il sindaco – ma un gesto di rispetto verso la nostra comunità”. Il primo cittadino ha infine ringraziato l’assessora Teresa Scotto di Luzio, il consigliere Vittorio Ambrosino e il vicesegretario generale Valeria Capolino per il lavoro svolto, assicurando che l’amministrazione andrà avanti “senza arretrare di un millimetro”.

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Arzano: i consiglieri sfiduciano la Sindaca che aveva ritirato le dimissioni

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CINZIA ARUTA ARZANO
CINZIA ARUTA ARZANO

ARZANO – È arrivata la parola “fine” all’amministrazione della Sindaca Cinzia Aruta ad Arzano (Napoli). Nella serata di martedì 14 consiglieri comunali, tra opposizione e maggioranza, hanno consegnato ad un notaio il documento per le firme per la sfiducia.

Poche ore prima, il 9 febbraio, la Aruta aveva ritirato le dimissioni presentate lo scorso 20 gennaio.

«Le dimissioni della maggioranza dei consiglieri davanti a un notaio concludono formalmente la mia esperienza alla guida della città.

Quando ho assunto l’incarico di Sindaca, Arzano viveva un contesto ambientale e amministrativo segnato da abbandono e allentamento delle regole, da una diffusa percezione per cui tutto fosse consentito e ognuno potesse sentirsi autorizzato ad agire senza limiti chiari. Un territorio abbandonato a sé stesso sotto il profilo della pianificazione, della gestione amministrativa e del rispetto dei percorsi istituzionali.

In quel contesto ho scelto una linea netta: ricostruire metodo, individuare le azioni prioritarie e riportare centralità alle regole. Ho ritenuto che il metodo fosse sostanza nella tutela esclusiva dell’interesse pubblico.

Questo approccio ha garantito a questa amministrazione oltre quattro anni di stabilità, rendendola impermeabile alle accuse e ai veleni che hanno attraversato la città negli ultimi vent’anni. E soprattutto ha prodotto risultati concreti: una macchina comunale più efficiente, casse messe in sicurezza, cantieri aperti e opere pubbliche pronte per essere inaugurate, interventi che Arzano non vedeva da decenni.

Segno che il rigore, unito alla visione, non blocca lo sviluppo, ma lo rende possibile.

Questi non sono valori astratti. Sono i principi della cultura democratica e riformista che il Partito Democratico rappresenta a livello nazionale. In qualità di componente del Direttivo nazionale del Partito, ho sentito il dovere di tradurre quei valori nella pratica amministrativa quotidiana, senza ambiguità e senza compromessi.

Quando questa interpretazione del mandato popolare viene considerata un limite anziché una garanzia, significa che la distanza non è più solo politica, ma culturale. Una frattura che ha prodotto prima disaffezione, poi un progressivo disimpegno. Per questo, nel tempo, si è costruita una narrazione alternativa: si è provato a spostare il confronto dalla gestione amministrativa al piano caratteriale, riducendo il metodo a rigidità, trasformando il rigore in presunta incapacità di dialogo. Una narrazione funzionale a indebolire il valore stesso dell’impostazione amministrativa adottata.

Le mie dimissioni, protocollate alcune settimane fa e successivamente ritirate, non sono state un gesto emotivo né una decisione privata. Sono state un atto politico consapevole, maturato di fronte all’emergere di tali dinamiche.

Chi ha ritenuto questo approccio amministrativo troppo rigoroso o incompatibile con altre impostazioni dovrà ora assumersi pienamente la responsabilità politica, etica e amministrativa di quanto accaduto.

Resto pronta a un confronto pubblico e trasparente nelle sedi politiche adeguate. Le cittadine e i cittadini meritano chiarezza, non decisioni maturate nei retroscena o formalizzate lontano dal dibattito pubblico. Ho servito questa comunità con senso delle istituzioni e responsabilità. E continuerò a farlo, con la stessa coerenza, nei luoghi e nelle forme che la democrazia prevede». Queste le parole dalle ex Sindaca.

Ora la gestione dell’amministrazione comunale di Arzano passa al Prefetto di Napoli che nelle prossime ore nominerà un Commissario Prefettizio che guiderà il Comune fino alle prossime elezioni.

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Mare Fuori 6: su Raiplay dal 4 marzo i primi sei episodi, dall’11 marzo in prima serata su Rai2

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“Nella vita la sola cosa che conta è l’amore” dichiara una Rosa Ricci più protagonista e intensa che mai nella sesta stagione della serie tv “Mare Fuori”.

Ed è proprio dai sentimenti che riparte la coproduzione Rai Fiction – Picomedia per la regia di Beniamino Catena e Francesca Amitrano, i cui primi sei episodi saranno disponibili dal 4 marzo su RaiPlay e l’intero box set dall’11 marzo mentre l’intera serie arriva in prima serata, prossimamente su Rai 2. Su RaiPlay, inoltre, dal 18 febbraio, tornano per “Mare Fuori #Confessioni”, i retroscena della fiction raccontati dai protagonisti stessi che si rivelano davanti alle telecamere, confessando le emozioni dei personaggi che interpretano, le scelte difficili e le ferite di ognuno di loro, sviscerando temi che la serie, con i suoi ritmi serrati, può solo sfiorare.

Gli ultimi episodi della stagione precedente hanno lasciato tutti col fiato sospeso in un intreccio di storie irrisolte: Carmela, che aspira a realizzare il sogno di Edoardo e farsi “regina” di Napoli; la discesa agli inferi della droga di Dobermann; il legame tossico tra Sonia e Marta: l’amore ‘impossibile’ e tragico tra Cucciolo e Milos; i segreti che si celano dietro il bel viso di Simone.

E poi lei, Rosa Ricci, ultima, invidiata e odiata erede del boss don Salvatore, in lotta tra complessi conflitti familiari, vendette incrociate del clan Di Salvo e la ricerca di un domani fatto di redenzione.

La ritroviamo in ospedale, al capezzale di Tommaso che si è frapposto tra lei e la pistola di un misterioso killer, salvandole la vita. Un gesto che racconta ben più di una semplice amicizia. All’interno dell’IPM ci si interroga su chi possa essere stato ad attentare alla vita di Rosa, mentre nuovi personaggi vengono alla ribalta: tre sorelle – Sharon, Marika e Annarella – con ambizioni criminali legate a Carmela entrano nell’istituto alterandone gli equilibri; Stella, una ragazza di buona famiglia che ha commesso un errore imperdonabile; Mei Ling, una giovane detenuta straniera dal passato misterioso.

Simone, intanto, ha preso in mano le redini del clan di Salvo. La direttrice Sofia è sempre più angosciata per la fuga della figlia che, insieme ai milanesi, ha fatto perdere le sue tracce.

Il rapporto tra Massimo, O’ Comandante, e Maria, la madre di Rosa, diventa sempre più stretto. Un universo di storie che si intrecciano dentro e fuori le mura dell’IPM conservando, soprattutto per i ragazzi, una caratteristica, evidenziata dal regista Beniamino Catena: “La peculiarità di questa comunità di ragazzi ‘interrotti’ è che i loro rapporti non sono filtrati dai social media e quindi le relazioni interpersonali sono basate su emozioni, reazioni, affetti, sguardi autentici, a cui non si possono sottrarre o che non possono facilmente camuffare”.

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Maxi operazione nel casertano contro la camorra: 21 arresti nel clan Gagliardi, progettavano attentato contro Carabinieri

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Disvelata l’esistenza di un sodalizio di matrice camorristica operante nel territorio di Mondragone (Caserta) e nei comuni limitrofi. Questo l’esito di un’operazione eseguita questa mattina dai carabinieri del reparto territorio, i cui dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa nella procura di Napoli.

In particolare, la Dda ha richiesto al gip del tribunale partenopeo l’applicazione di misure personali nei confronti di 21 persone – 13 finite in carcere, cinque agli arresti domiciliari e tre sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, incendio, detenzione e porto di armi, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, minaccia e lesioni personali.

L’indagine è stata avviata nel settembre 2023 e ha consento di ricostruire le attività dell’organizzazione, che presentava una struttura stabile e ben articolata, riconducibile al clan Gagliardi, riorganizzatosi dopo lo scioglimento dello storico clan La Torre, per anni egemone nel territorio di Mondragone e legato al clan dei Casalesi.

A capo del sodalizio, un esponente di vertice attualmente detenuto (non raggiunto dalle misure cautelari) che avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere a fiancheggiatori di rilievo rimasti in libertà. Il gruppo, si legge in una nota a firma del procuratore Nicola Gratteri, “si sarebbe distinto per una marcata attitudine alla violenza, finalizzata a creare condizioni di assoggettamento e intimidazione tali da garantire, secondo un programma criminoso proiettato senza limiti temporali, il controllo delle attività economiche del territorio e la realizzazione di profitti illeciti”.

Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e operatori commerciali, commessi anche mediante aggressioni fisiche e incendi di auto. Parte dei proventi sarebbe stata destinata al sostentamento di detenuti ritenuti contigui al clan.

L’attività investigativa ha anche consentito di documentare la programmazione di un grave atto intimidatorio da parte di aspiranti affiliati che, per dimostrare la propria fedeltà e ottenere l’ingresso nel sodalizio, avrebbero dovuto esplodere colpi d’arma da fuoco contro la caserma del reparto territoriale dei carabinieri.

L’azione non si è concretizzata grazie alla predisposizione di adeguate misure di difesa passiva e a mirati servizi di prevenzione. È stata infine accertata la gestione di una strutturata attività di spaccio di sostanze stupefacenti – prevalentemente cocaina, crack e hashish – ritenuta la principale fonte di guadagno dell’organizzazione. All’attività avrebbero preso parte anche soggetti esterni al clan.

Migliaia le cessioni documentate, spesso effettuate attraverso una vera e propria rete di consegne a domicilio: una piccola flotta di scooter consentiva agli spacciatori di raggiungere rapidamente gli acquirenti, replicando un servizio ‘delivery’. Nel corso dei riscontri investigativi sono stati complessivamente sequestrati circa 1.100 grammi di cocaina e 500 grammi di hashish, una pistola Beretta calibro 7,65 con serbatoio e nove cartucce e una pistola Beretta mod. 84, anch’essa completa di serbatoio e 36 cartucce dello stesso calibro.

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Napoli, tenta di entrare senza ticket e scatena il caos: agente Eav ferita a morsi durante l’intervento

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Serata ad alta tensione alla stazione della Circumvesuviana di piazza Garibaldi a Napoli, dove un uomo ha dato in escandesscenze dopo essere stato fermato ai varchi perché sprovvisto di biglietto. La situazione è degenerata rapidamente, rendendo necessario l’intervento congiunto di polizia e militari dell’Esercito. Nel corso della colluttazione è rimasta ferita una dipendente dell’Eav.

I fatti si sono verificati nella tarda serata di martedì 10 febbraio. Secondo le prime ricostruzioni, un 30enne avrebbe tentato di accedere ai binari senza titolo di viaggio, cercando di superare i controlli agli ingressi. Bloccato dal personale addetto alla sicurezza, avrebbe reagito con estrema aggressività, colpendo e divincolandosi con violenza.

Vista la situazione, sono intervenuti quattro militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure” e due agenti della Polizia di Stato, allertati dagli operatori della protezione aziendale. L’uomo avrebbe continuato a opporre resistenza anche davanti alle forze dell’ordine, tanto che per immobilizzarlo sarebbero state necessarie sei persone. Solo dopo una concitata colluttazione è stato messo in sicurezza e ammanettato.

Durante i momenti più critici, una lavoratrice dell’Eav è stata aggredita e morsa a una mano. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione, ma per precauzione è stata accompagnata in ospedale per gli accertamenti sanitari previsti in questi casi. La donna ha sporto denuncia.

L’azienda di trasporto ha espresso piena solidarietà alla dipendente coinvolta, sottolineando la professionalità del personale intervenuto e ringraziando forze dell’ordine ed Esercito per il supporto. L’uomo fermato, secondo quanto emerso, sarebbe già noto alle autorità.

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