martedì, Luglio 28, 2026
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Tragedia in spiaggia a Castelvolturno: Una donna di 37 anni è annegata risucchiata dalla corrente

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CASTEL VOLTURNO DONNA ANNEGATA
CASTEL VOLTURNO DONNA ANNEGATA

CASTEL VOLTURNO – Un pomeriggio di relax si è trasformato in dramma nei pressi del Fontana Bleu, nel Villaggio Coppola a Castel Volturno.

Una donna ucraina di 37 anni, residente in Italia, è morta annegata a circa dieci metri dalla riva, trascinata dalla forte corrente che in quel tratto di mare si forma spesso nelle giornate di vento.

L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio di Domenica 26 Luglio. Quando gli agenti intervenuti dopo la chiamata al 112 sono riusciti a riportarla a riva, la donna era già priva di sensi. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarla, ma ogni sforzo si è rivelato inutile.

La tragedia riaccende il tema della sicurezza sulle spiagge del litorale domizio. Nel lido adiacente, la bandiera rossa era esposta e il personale stava impedendo ai bagnanti di entrare in acqua. Nel tratto di spiaggia libera, invece, questo servizio sarebbe assente.

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Omicidio di Luca Esposito: convalidato l’arresto di Ridha Ramohuni. Contestate crudeltà, premeditazione e soppressione del cadavere

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OMICIDIO LUIGI LUCA ESPOSITO CONVALIDATO ARRESTO
OMICIDIO LUIGI LUCA ESPOSITO CONVALIDATO ARRESTO

SALERNO – Il giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino ha confermato la custodia cautelare in carcere per Ridha Ramohuni, 26 anni, cittadino tunisino accusato dell’omicidio del giornalista sportivo Luigi “Luca” Esposito, 53 anni.

La decisione si fonda su tre elementi ritenuti particolarmente gravi: omicidio volontario, aggravante della crudeltà e della premeditazione, e soppressione del cadavere.

L’interrogatorio, svolto questa mattina nel carcere di Fuorni e durato meno di un’ora, non ha introdotto nuovi elementi rispetto a quanto già emerso subito dopo l’arresto avvenuto nella notte di venerdì. Ramohuni ha sostanzialmente confermato la versione fornita agli investigatori nei primi momenti della detenzione.

Il 26enne avrebbe dichiarato di aver ucciso Esposito perché non sopportava le avances sessuali che, a suo dire, il giornalista gli avrebbe rivolto. Inoltre, secondo quanto riferito dal giovane, Esposito avrebbe avuto rapporti a pagamento con altri uomini nordafricani, comportamenti che — sempre nella ricostruzione dell’indagato — avrebbero “allontanato alcuni suoi amici dalla preghiera”, violando i precetti religiosi islamici.

Il legale di Ramohuni ha però precisato che le contestazioni sono ancora provvisorie e che l’analisi degli aspetti personali dei soggetti coinvolti non ha finalità morbose, ma è necessaria per ricostruire con precisione il contesto e la dinamica dei fatti.

Tra le questioni affrontate durante l’interrogatorio, una delle più rilevanti riguarda la possibile premeditazione del delitto. Gli inquirenti hanno chiesto al 26enne perché abbia comunque deciso di presentarsi all’appuntamento con Esposito, nonostante — secondo la sua versione — non avesse alcuna intenzione di accettare la proposta sessuale che avrebbe dato origine alla tragedia.

Un punto che potrebbe risultare decisivo per definire il grado di responsabilità e la volontarietà dell’azione.

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Capo Plaza all’Arena Flegrea per il summer tour il prossimo 30 luglio

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CAPO PLAZA ARENA FLEGREA 30 LUGLIO
CAPO PLAZA ARENA FLEGREA 30 LUGLIO

Approda giovedì 30 luglio all’Arena Flegrea il summer tour di Capo Plaza. L’artista multiplatino con 81 dischi di platino e 42 oro e importanti collaborazioni internazionali, a febbraio di quest’anno ha pubblicato il nuovo EP “4U”, composto da 7 brani prodotti da AVA e un’unica eccezionale collaborazione con Achille Lauro.

Dopo il ritorno alle origini più crude e trap di “Hustle Mixtape Vol.2”, certificato disco d’oro, Capo Plaza propone in “4U EP” un lato più introspettivo della propria penna, che guarda a quanto ha costruito lavorando su se stesso e sui propri spigoli, affrontando tematiche legate ai sentimenti, alle emozioni, alla maturità e alle rivincite personali. È un passo ulteriore nel percorso aperto da “Ferite”, dove Plaza ha già mostrato un lato più personale e riflessivo.

Capo Plaza, nome d’arte di Luca D’Orso, salernitano, classe 1998, sin dagli esordi si impone a livello nazionale con l’album di debutto “20” (2018), sei volte disco di platino, consacrandolo come una delle voci chiave della nuova generazione. Nel 2021 pubblica “Plaza”, progetto quattro volte disco di platino che consolida il suo posizionamento mainstream grazie a un sound più maturo e internazionale. Nel 2022 torna alle radici trap con “Hustle Mixtape”, certificato doppio disco di Platino.

Nel 2024 pubblica “Ferite”, terzo album ufficiale, quattro volte disco di platino, che debutta ai vertici delle classifiche italiane, arricchito da collaborazioni con alcuni dei principali nomi della scena italiana. A ottobre 2025 esce “Hustle Mixtape Vol.2”, che conferma la sua centralità nel panorama contemporaneo e amplia ulteriormente il suo repertorio e lo rende uno degli artisti più prolifici della scena, sempre presente nelle classifiche e tra i nomi più certificati del 2025, con un totale di 42 dischi d’oro e 81 platini.

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L’operaio 24enne Giancarlo Palomba colto da malore in cantiere RFI nel Casertano Vairano – Caianello, morto la scorsa notte

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L’operaio 24enne Giancarlo Palomba colto da malore in cantiere RFI nel Casertano Vairano - Caianello, morto la scorsa notte
L’operaio 24enne Giancarlo Palomba colto da malore in cantiere RFI nel Casertano Vairano - Caianello, morto la scorsa notte

Un operaio di 24 anni, Giancarlo Palomba, è morto la scorsa notte colpito da un malore mentre era al lavoro nel cantiere della stazione di Vairano-Caianello a Vairano Scalo, in provincia di Caserta.

Il ragazzo, dipendente di Rfi, iscritto alla Filt-Cgil, era impegnato negli interventi di manutenzione sulla linea ferroviaria quando improvvisamente si è accasciato al suolo.

Sono in corso gli accertamenti e le indagini delle autorità competenti per chiarire quanto accaduto. Sull’episodio sono intervenute le segreterie Filt Cgil Campania e Caserta.

“In questo momento di immenso dolore, nel pieno rispetto del lavoro degli organi competenti – scrivono i segretari generali di Filt Cgil Campania e Caserta, Angelo Lustro e Tommaso Pascarella – resteremo in attesa degli accertamenti e delle determinazioni delle autorità preposte, che chiariranno le cause del decesso. Una tragedia immane che lascia sgomenti e senza parole e colpisce l’intera comunità ferroviaria. Alla sua famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti i lavoratori di Rfi – concludono Lustro e Pascarella – giungano il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza della Filt Cgil Campania, della Filt Cgil Caserta e di tutti i ferrovieri”.

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Napoli: Risse e sangue in strada al Vasto, residenti esasperati. Borrelli chiede controlli immediati

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RISSA QUARTIERE VASTO NAPOLI
RISSA QUARTIERE VASTO NAPOLI

NAPOLI – Notte di tensione nel quartiere Vasto, a Napoli, dove un residente ha documentato urla, schiamazzi, un parapiglia in strada e una pozza di sangue sul marciapiede all’uscita di un palazzo.

Le immagini sono state inviate al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che da tempo riceve segnalazioni di degrado e violenza nella zona compresa tra via Genova, via Aquila e corso Meridionale.

Secondo quanto denunciato dal cittadino, episodi simili si ripeterebbero ogni sera: risse fino a notte fonda, aggressioni, schiamazzi e un clima di forte insicurezza. Al centro delle segnalazioni ci sarebbe anche un locale indicato dai residenti come un “club abusivo”, frequentato da persone — perlopiù straniere — che farebbero uso di alcol e sostanze stupefacenti, trasformando l’area in un punto critico per ordine pubblico e vivibilità.

Questa mattina, come riferito dallo stesso residente, una pattuglia della Polizia di Stato sarebbe intervenuta per effettuare rilievi, foto e video nella zona, a conferma della situazione di allarme vissuta da chi abita nel quartiere.

Borrelli: “Il Vasto non può essere lasciato in queste condizioni”. Il deputato Borrelli ha commentato con durezza le immagini ricevute:

Il Vasto non può essere lasciato in queste condizioni. I residenti ci segnalano notti infernali, risse, sangue sui marciapiedi, schiamazzi fino alle quattro del mattino e un clima di paura permanente. Non è una questione di nazionalità, ma di legalità, sicurezza e rispetto di chi vive in quel quartiere. Chi delinque, spaccia, aggredisce o trasforma le strade in un campo di battaglia deve essere fermato.

Borrelli chiede interventi immediati e continui:

Se esiste un locale abusivo, come denunciano i cittadini, va individuato, controllato e chiuso. Vanno verificati permessi, frequentazioni, somministrazione di alcol, eventuale spaccio e ogni attività illegale collegata. Non si può intervenire solo dopo l’ennesima rissa o l’ennesimo ferito.

Il deputato ricorda che la situazione di emergenza sicurezza nel Vasto è denunciata da anni:

Servono presidi fissi, pattugliamenti serali e notturni, controlli amministrativi sui locali e una presenza costante dello Stato. I cittadini non possono sentirsi abbandonati e costretti a vivere blindati in casa. Il Vasto va liberato da illegalità, violenza e degrado, senza propaganda ma con azioni concrete.

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Ricoverato per West Nile al Cotugno di Napoli, l’Azienda Ospedaliera dei Colli: “su paziente nessun elemento preoccupante”

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Ricoverato per West Nile al Cotugno di Napoli, l’Azienda Ospedaliera dei Colli “su paziente nessun elemento preoccupante”
Ricoverato per West Nile al Cotugno di Napoli, l’Azienda Ospedaliera dei Colli “su paziente nessun elemento preoccupante”

Un uomo è stato ricoverato per un caso di West Nile all’ospedale Cotugno di Napoli. L’Azienda Ospedaliera dei Colli, che gestisce la struttura sanitaria specializzata nella cura delle malattie infettive, in una nota, “precisa che non sussiste alcun motivo di allarme.

“L’Azienda Ospedaliera dei Colli, in riferimento alle notizie di stampa su un caso di infezione da virus WEST NILE ricoverato presso l’Ospedale Cotugno di Napoli precisa che non sussiste alcun motivo di allarme. Gli accertamenti clinici eseguiti hanno infatti escluso il coinvolgimento diretto del sistema nervoso centrale, allo stato, non vi sono elementi che giustifichino preoccupazioni ulteriori rispetto al quadro clinico del paziente. L’Azienda invita pertanto a evitare interpretazioni allarmistiche”.

Così, in una nota, l’ospedale dei Colli di Napoli.

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Coldiretti: L’Avvocato Cristarelli sigla l’accordo e apre a Casoria una nuova sede territoriale per il supporto ad agricoltori, imprese e cittadini

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CASORIA COLDIRETTI
CASORIA COLDIRETTI

Casoria – COLDIRETTI amplia la propria presenza sul territorio con l’apertura della nuova sede territoriale di Casoria, situata presso la succursale dello Studio Legale Cristarelli, in Via Don Luigi Sturzo n. 40 (adiacente ASL zona Piazza San Paolo).

La nuova sede nasce con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento qualificato per gli imprenditori agricoli, le aziende del settore e i cittadini, garantendo servizi di assistenza, consulenza e supporto sulle principali tematiche di competenza dell’organizzazione.

Responsabile della sede territoriale è il Sig. Marco Di Palma, che sarà a disposizione dell’utenza per informazioni e assistenza.

L’apertura della sede rappresenta un ulteriore passo nell’impegno di COLDIRETTI a rafforzare la propria vicinanza al territorio, promuovendo lo sviluppo del comparto agricolo e offrendo servizi sempre più accessibili, efficienti e vicini alle esigenze delle imprese e della comunità locale.

Per informazioni e appuntamenti è possibile contattare la sede al numero 081 7081867.

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Temporale nelle notte tra Napoli e l’area metropolitana: Alberi caduti e allagamenti

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MALTEMPO
MALTEMPO

La scorsa notte, poco dopo le 3 del mattino, un temporale di forte intensità si è abbattuto su Napoli e sull’area metropolitana.

I Carabinieri sono intervenuti intorno alle 4, in via Nicolò Paganini, ad Acerra, per un albero caduto che ha provocato ingenti danni a 5 auto parcheggiate all’altezza del civico 18. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area e rimosso la pianta.

Allagamenti si sono verificati anche tra Caivano, Crispano, Cardito, Frattaminore e Frattamaggiore a causa delle abbondanti precipitazioni.

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Salerno: Guardia di Finanza scopre rete di compravendita di permessi di soggiorno, 22 misure cautelari

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PERMESSI DI SOGGIORNO SALERNO
PERMESSI DI SOGGIORNO SALERNO

Vendeva permessi di soggiorno, peraltro a caro prezzo, la rete criminale che favoriva l’immigrazione clandestina smantellata dai carabinieri per la Tutela del Lavoro e i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno.

I militari sono entrati in azione questa mattina, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.

Notificate 22 misure cautelari: il gip di Salerno ha disposto 18 arresti domiciliari e 4 obblighi di firma per i reati, contestati a vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Ricostruiti i vari ruoli ricoperti dagli indagati: ci sono cittadini stranieri che avrebbero assunto la veste di intermediari nei confronti di connazionali desiderosi di giungere e permanere nel territorio dello Stato; datori di lavoro compiacenti che, dietro compenso, avrebbero falsamente attestato il possesso dei requisiti previsti per l’inoltro delle domande; intermediari, tra cui anche liberi professionisti, che si sarebbero occupati di reperire e predisporre la falsa documentazione necessaria; soggetti privati che, dietro compenso, nel corso dei cosiddetti click day, avrebbero inoltrato telematicamente le richieste di rilascio dei nulla osta al lavoro in favore di cittadini extracomunitari.

L’inchiesta, già sfociata in sequestri e provvedimenti precautelari, si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche e telematiche: è emerso che la rete criminale operava in Italia e all’estero e che il volume di affari illeciti ammontava a diversi milioni di euro.

L’associazione a delinquere avrebbe presentato, per centinaia di cittadini extracomunitari (provenienti prevalentemente da Marocco, Bangladesh e India), disposti a pagare elevate somme di denaro pur di ottenere un valido titolo di soggiorno in Italia, fittizie richieste di nulla osta al lavoro nell’ambito dei decreti flussi ed emersione, avvalendosi di aziende compiacenti o create ad hoc e di liberi professionisti e intermediari.

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Obesità infantile: in Campania oltre quattro bambini su dieci hanno un peso eccessivo. La BBC accende i riflettori su Ponticelli

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Obesità infantile in Campania oltre quattro bambini su dieci hanno un peso eccessivo. La BBC accende i riflettori su Ponticelli
Obesità infantile in Campania oltre quattro bambini su dieci hanno un peso eccessivo. La BBC accende i riflettori su Ponticelli

Ponticelli diventa il simbolo internazionale di una delle principali emergenze sanitarie della Campania. Il quartiere della periferia orientale di Napoli è stato scelto dalla BBC per raccontare il paradosso di un territorio considerato una delle culle della dieta mediterranea, ma nel quale l’eccesso di peso tra bambini e adolescenti ha raggiunto livelli particolarmente elevati.

Nel servizio intitolato “Pizza, pasta, potatoes, protein – how Italian children became so overweight”, l’emittente britannica descrive un’Italia sempre più distante dal modello alimentare che l’ha resa celebre nel mondo. Al centro del racconto non ci sono soltanto pizza e pasta, ma la trasformazione complessiva delle abitudini quotidiane: porzioni abbondanti, bevande zuccherate, merendine, prodotti industriali, fritti, scarso consumo di verdure e legumi e una vita sempre più sedentaria. La BBC colloca i bambini italiani tra quelli maggiormente esposti al sovrappeso in Europa, una criticità già evidenziata anche dalle rilevazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Campania maglia nera: il 43,2% dei bambini ha un peso eccessivo

A confermare la gravità della situazione sono soprattutto i dati ufficiali di OKkio alla Salute, il sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e collegato al programma europeo COSI dell’OMS.

L’indagine regionale del 2023, effettuata su bambini campani di 8 e 9 anni, mostra che il 24,6% è in sovrappeso, il 12,6% presenta obesità e un ulteriore 6% si trova in una condizione di obesità grave. Sommando le diverse categorie, il 43,2% dei bambini esaminati presenta quindi un eccesso ponderale. In termini semplici, più di quattro bambini campani su dieci pesano più di quanto raccomandato per età e altezza.

Il confronto con il resto del Paese rende ancora più evidente il divario. In Italia la percentuale dei bambini in sovrappeso è del 19%, mentre quella relativa all’obesità, comprese le forme gravi, si ferma al 9,8%. In Campania l’obesità complessiva raggiunge invece il 18,6%, quasi il doppio della media nazionale. L’eccesso ponderale regionale è del 43,2%, contro il 28,8% italiano.

Il fenomeno risulta in leggero miglioramento rispetto al passato, ma resta lontano dall’essere risolto. Nel 2008 la quota campana di bambini in sovrappeso o con obesità era del 49%; nel 2019 era scesa al 44,2% e nel 2023 al 43,2%. La diminuzione registrata negli anni non è dunque sufficiente a colmare la distanza con la media nazionale.

Secondo una proiezione contenuta nello stesso rapporto, applicando le percentuali rilevate all’intera popolazione campana tra i 6 e gli 11 anni, nella regione potrebbero esserci circa 137mila bambini in sovrappeso o con obesità, dei quali oltre 59mila obesi. Si tratta di una stima statistica e non del conteggio diretto di tutti i minori residenti, ma restituisce le dimensioni potenziali del problema.

Ponticelli al centro del racconto internazionale

Il reportage della BBC concentra l’attenzione su Ponticelli, una delle aree più popolose e socialmente complesse di Napoli Est. Il quartiere viene descritto come il luogo in cui la crisi dell’obesità infantile appare in tutta la sua evidenza: alimenti ad alta densità calorica facilmente disponibili, ridotte occasioni di movimento, fragilità economiche e una limitata consapevolezza dei rischi legati all’eccesso di peso.

Nel territorio opera l’Ospedale Evangelico Betania, struttura che dispone di un servizio di chirurgia bariatrica e di percorsi multidisciplinari per il trattamento dell’obesità. Il programma comprende valutazioni chirurgiche, assistenza nutrizionale, controlli successivi agli interventi e supporto psicologico.

Ponticelli è stata definita, attraverso dichiarazioni riportate dalla stampa britannica, una delle zone con la maggiore diffusione dell’obesità infantile. Occorre tuttavia precisare che non risultano disponibili dati epidemiologici pubblici, specifici per il singolo quartiere, che consentano di attribuirle scientificamente il titolo di “capitale mondiale dell’obesità infantile”. Le statistiche ufficiali più solide riguardano l’intera Campania; la definizione riferita a Ponticelli va quindi considerata come un’espressione giornalistica o una valutazione degli operatori sanitari del territorio, non come una graduatoria certificata.

Non sono pasta e pizza, da sole, a provocare l’obesità

Il racconto della BBC rischia di essere interpretato come un atto d’accusa contro pasta, pane, pizza e patate. Il problema, però, non è rappresentato automaticamente dalla presenza di questi alimenti nella dieta.

La vera alimentazione mediterranea comprende cereali, preferibilmente integrali, ma anche verdure, frutta, legumi, pesce, frutta secca e olio d’oliva. Prevede quantità moderate, varietà degli alimenti e un’attività fisica regolare. Una pizza semplice o un piatto di pasta con legumi possono trovare spazio in un’alimentazione equilibrata; la situazione cambia quando si sommano porzioni eccessive, condimenti molto calorici, salumi, salse, fritti, bevande zuccherate e consumo frequente di prodotti industriali.

La cifra secondo cui soltanto il 10% degli italiani seguirebbe realmente la dieta mediterranea è stata citata nel dibattito pubblico già negli anni scorsi. Le percentuali, tuttavia, cambiano notevolmente a seconda del campione e del metodo utilizzato. Una ricerca italiana pubblicata nel 2024 su 3.732 adulti ha rilevato un’aderenza elevata nel 4,85% degli intervistati e un’aderenza intermedia nell’83,82%, confermando una diffusa distanza dal modello ideale, ma anche la difficoltà di riassumere il fenomeno attraverso una sola percentuale.

Bevande zuccherate, pochi legumi e scarsa attività fisica

I dati campani permettono di osservare più da vicino alcuni comportamenti associati al problema. Il 9,5% dei bambini assume quasi ogni giorno bevande confezionate contenenti zucchero. Il 13,3% non mangia mai legumi oppure li consuma meno di una volta alla settimana, mentre l’8,2% mangia snack dolci più volte al giorno tutti i giorni.

Alla componente alimentare si aggiunge quella motoria. Il 55,4% dei bambini campani non aveva svolto attività fisica o giochi di movimento il giorno precedente la rilevazione. Soltanto un bambino su quattro aveva raggiunto la scuola a piedi, in bicicletta, con il monopattino o con i pattini; il 74,4% aveva utilizzato un mezzo privato o il trasporto pubblico.

L’indagine evidenzia inoltre un problema di percezione all’interno delle famiglie. Oltre sette genitori su dieci con figli affetti da obesità tendono a sottovalutarne la condizione. Il 71,8% dei genitori, soprattutto in presenza di sovrappeso o obesità, non valuta correttamente la quantità di cibo consumata dai figli. Anche l’attività fisica viene spesso considerata sufficiente quando, sulla base delle risposte raccolte, non lo è.

Un’emergenza che riguarda anche le condizioni sociali

L’obesità infantile non può essere ridotta alla responsabilità del singolo bambino o della sua famiglia. Il rapporto campano richiama l’importanza delle disuguaglianze territoriali e socioeconomiche. La probabilità di eccesso di peso aumenta al diminuire del livello di istruzione materna e quando uno o entrambi i genitori sono a loro volta in sovrappeso o presentano obesità.

Disponibilità di spazi verdi e impianti sportivi, sicurezza delle strade, condizioni economiche, organizzazione del lavoro dei genitori, qualità delle mense scolastiche e facilità di accesso agli alimenti sani incidono sulle scelte quotidiane. Nei quartieri periferici, dove le opportunità sportive possono essere più limitate e il cibo molto calorico è spesso economico e immediatamente disponibile, adottare uno stile di vita equilibrato può risultare più difficile.

La fotografia proposta dalla BBC trova dunque una conferma nei dati ufficiali, ma richiede una lettura più ampia. Ponticelli non è soltanto il quartiere delle pizze farcite o delle merendine davanti alle scuole: è il simbolo di un’emergenza regionale nella quale alimentazione, sedentarietà, povertà educativa e disuguaglianze sociali si sovrappongono.

La Campania resta la regione italiana maggiormente colpita. Il vero paradosso non è che i bambini mangino pasta o pizza, ma che nel territorio in cui nacque il modello mediterraneo si siano progressivamente persi alcuni dei suoi elementi fondamentali: moderazione, varietà, verdure, legumi, movimento e condivisione di abitudini sane tra scuola, famiglia e comunità.

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