mercoledì, Luglio 15, 2026
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Incidente in un capannone in costruzione nel napoletano: Due operai cadono da un carrello a 7metri d’altezza, sono in codice rosso

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INCIDENTE LAVORO SANT'ANTONIO ABATE
INCIDENTE LAVORO SANT'ANTONIO ABATE

SANT’ANTONIO ABATE – Sono ancora in corso di accertamento le cause della caduta da un carrello elevatore, da una altezza di sette metri, di due operai di Angri (Salerno) impegnati nelle attività di costruzione di un capannone a Sant’Antonio Abate (NAPOLI), in via Scafati 20.

I due hanno riportato lesioni e traumi: entrambi sono in codice rosso, non in pericolo di vita. Il maggiore, classe 1964, è stato trasportato all’ospedale del Mare, l’altro, classe 1969, è stato trasferito all’ospedale di Castellammare di Stabia.

Carrello e porzione di capannone sono stati posti sotto sequestro dai carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, intervenuti sul luogo dell’incidente. Indagini in corso per chiarire dinamica.

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Migrante pestato a San Benedetto del Tronto: presentata denuncia contro Giuseppe Barboni, militante di Futuro Nazionale

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Migrante pestato a San Benedetto del Tronto presentata denuncia contro Giuseppe Barboni, militante di Futuro Nazionale
Migrante pestato a San Benedetto del Tronto presentata denuncia contro Giuseppe Barboni, militante di Futuro Nazionale

Il cittadino iracheno che lo scorso 11 luglio stava occupando indebitamente la strada e che è stato poi buttato a terra e picchiato a San Benedetto del Tronto, ha presentato una denuncia nei confronti dell’aggressore Giuseppe Barboni, imprenditore e militante di Futuro Nazionale, che aveva anche postato sulla propria pagina Facebook il video dell’aggressione.

L’iracheno ha presentato, insieme alla denuncia, un certificato con 14 giorni di prognosi; di conseguenza la procura di Ascoli Piceno aprirà un fascicolo contro Barboni presumibilmente per lesioni personali.

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Tutto pronto per la II edizione del Capri Music Awards con Samurai Jay, AKA 7even e LDA, Malika Ayane e Ditonellapiaga

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capri music awards 2026
capri music awards 2026

Al via domani, mercoledì 15 luglio, la seconda edizione dei Capri Music Awards.

Nel cast Samurai Jay, AKA 7even e LDA, Malika Ayane, Ditonellapiaga e Nicolò Filippucci, che saranno protagonisti della serata evento che si svolgerà nella Certosa di San Giacomo.

A guidare la serata conclusiva saranno Elisabetta Gregoraci, che torna dopo il successo della prima edizione, e Niccolò De Vitiis, per la prima volta alla conduzione dell’evento.
Anche quest’anno il festival prenderà il via con il Capri Young Awards, il contest dedicato ai giovani artisti emergenti.

La finale si terrà il 15 luglio presso l’Auditorium del Centro Congressi della Città di Capri e a valutarli sarà una giuria composta dal Maestro Francesco D’Alessio e da Sottomarino, produttore di Geolier. Il vincitore avrà l’opportunità di esibirsi durante la serata finale del Capri Music Awards e riceverà un contributo economico messo a disposizione dalla Siae, confermando la volontà del progetto di creare una vetrina di grande visibilità per giovani talenti. Il 16 luglio, invece, l’Hotel Quisisana farà da cornice alla conferenza stampa ufficiale e al cocktail party, un momento di incontro con istituzioni, ospiti e stampa che vedrà la partecipazione di Elisabetta Gregoraci e Niccolò De Vitiis in attesa dell’evento finale.
“La seconda edizione del Capri Music Award – dice l’assessore ai Grandi Eventi della Città di Capri, Salvatore Ciuccio – si arricchisce di nuovi artisti reduci dal Festival di Sanremo che, nella serata di venerdì prossimo, inonderanno di note il Chiostro della Certosa di San Giacomo, uno dei siti monumentali più importanti d’Italia”.

Capri Awards alla sua seconda edizione – secondo il sindaco Paolo Falco – rappresenta un momento musicale di grande impatto soprattutto per la possibilità data a giovani artisti di esibirsi e far conoscere il proprio talento. L’amministrazione comunale con gli assessorati ai grandi eventi, alla cultura, all’infanzia, alle tradizioni, al mare al turismo inclusivo e allo sport sta realizzando un programma di manifestazioni che dia la possibilità di vivere Capri anche e soprattutto da un punto di vista culturale e artistico per tutti“.

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Incidente mortale sulla strada del mare: Morto 32enne di Mugnano del Cardinale, ferita la fidanzata napoletana

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Andrea Daniele D’Ambrosio
Andrea Daniele D’Ambrosio

Doveva essere una domenica di mare e spensieratezza, invece si è trasformata in una giornata drammatica per l’intera comunità di Mugnano del Cardinale (Avellino).

In via Flacca, una delle arterie più trafficate della provincia di Latina, un incidente mortale ha spezzato la vita di Andrea Daniele D’Ambrosio, 32 anni, originario di Maddaloni ma cresciuto a Mugnano, dove la sua famiglia risiede da generazioni.

Andrea viaggiava in moto insieme alla sua fidanzata, una ragazza di 28 anni di Napoli. Mentre percorrevano il tratto costiero tra Sperlonga e Gaeta, la loro moto si è scontrata violentemente con un’altra vettura. L’impatto, avvenuto poco prima di mezzogiorno di domenica 12 luglio, è stato devastante: per il giovane non c’è stato nulla da fare.

I soccorritori, arrivati in pochi minuti, hanno potuto soltanto constatare il decesso del 32enne a causa delle gravissime ferite riportate. La fidanzata, invece, è stata trasportata d’urgenza in eliambulanza all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Ricoverata in codice rosso, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico ed è ora in prognosi riservata, in condizioni stabili.

Il conducente dell’altra vettura coinvolta è stato trasferito al Dono Svizzero di Formia, dove è stato valutato ma non risulta in pericolo di vita. La Polizia Stradale ha chiuso la via Flacca per diverse ore per consentire i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

Andrea D’Ambrosio, che negli ultimi anni lavorava nel Lazio, era molto conosciuto a Mugnano del Cardinale. Chi lo frequentava lo descrive come un ragazzo tranquillo, rispettoso, legato alla famiglia e appassionato di motociclette.

La notizia della sua morte ha scosso profondamente la comunità. Anche l’amministrazione comunale ha espresso il proprio dolore con un messaggio ufficiale.

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Pagani: Un 27enne ha ucciso il padre al culmine di una lite strangolandolo

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PAGANI FIGLIO UCCIDE PADRE
PAGANI FIGLIO UCCIDE PADRE

PAGANI – Sconcerto a Pagani, in provincia di Salerno: un giovane di 27 anni ha strangolato il padre 58enne, Antonio Cercola, al culmine di una lite.

Indagano i carabinieri di Nocera Inferiore, coordinati dalla Procura, impegnati nella ricostruzione della dinamica dei fatti.  La vittima lavorava per una ditta nel cimitero di Pagani. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame autoptico.

Secondo quanto si è appreso, l’omicidio sarebbe avvenuto in nottata nell’abitazione di famiglia: ancora non si sa se in casa ci fosse qualche altro parente e chi abbia allertato le forze dell’ordine.

Dalle prime informazioni raccolte, il 27enne risulterebbe avere dei problemi psichici. Si è inoltre appreso, che il giovane, subito dopo il delitto, sarebbe stato trasferito nel reparto di psichiatria dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, ma non è chiaro se sia attualmente piantonato nel nosocomio o sia stato portato in caserma.

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Afragola: La Polizia Locale sequestra studio di medicina estetica e denuncia tre persone

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AFRAGOLA CENTRO MEDICO ESTETICO SEQUESTRATO
AFRAGOLA CENTRO MEDICO ESTETICO SEQUESTRATO

La Polizia Locale della Città di Afragola diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli ha intensificato le attività di controllo in materia sanitaria.

Questa mattina gli Agenti diretti personalmente dal Comandante Piricelli hanno prima preso appuntamento presso un centro medico abusivo ubicato in Piazza Castello e poi si sono presentati per ricevere una consulenza e dare inizio ad alcuni trattamenti estetici invasivi a base di medicinali e tramite uso di siringe.

Durante le fasi della visita quando l’operatore stava per procedere alla iniezione sul viso tramite una siringa, gli Agenti si sono qualificati. È stata ispezionata tutta la struttura di circa 150 mq munita di numerosi macchinari e strumentazioni necessarie per gli interventi medicina estetica, siringe, creme varie per il viso, acido ialuronico, filler, vitamine e biorivitallizzanti. Sono state identificate alcune clienti presenti all’interno dello studio.

Dagli accertamenti è emerso che lo studio era in attività in dispregio alle normative sanitarie di riferimento regionali e nazionali. I signori presenti all’interno dello studio sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per esercizio abusivo della professione e la struttura è stata sottoposta a sequestro di Polizia Giudiziaria. Sequestrato il cellulare usato per gli appuntamenti.

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Processo omicidio Martina Carbonaro, Tucci in aula: “Chiedo scusa ma non perdono”

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PROCESSO MARTINA CARBONARO
PROCESSO MARTINA CARBONARO

L’udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, celebrata questa mattina nell’aula 116 del Tribunale di Napoli, si è aperta con una dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, il 20enne reo confesso collegato in videoconferenza dopo le tensioni tra le famiglie registrate nella prima seduta.

«Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso per questa brutta cosa», ha detto Tucci con voce rotta dall’emozione, rivolgendosi alla madre della vittima, Enza Cossentino, presente in aula. La donna, visibilmente provata, ha ascoltato le parole del giovane scuotendo la testa, con lo sguardo fisso sul monitor.

Tucci ha poi cercato di chiarire un messaggio audio già acquisito agli atti: «Ho sentito un messaggio della scorsa udienza: “devi morire per amore”. Intendevo dire “come sto soffrendo io, devi soffrire tu”, non intendevo cose assurde. Non ho mai minacciato lei o altre persone».

Il 20enne ha ribadito più volte le sue scuse alla famiglia Carbonaro, ma ha escluso la possibilità di perdonarsi: «È passato un anno e ancora oggi non ho capito cosa sia successo quel giorno. Per me è un incubo. Non c’è un minuto in cui non penso a Martina. Penso a cosa starebbe facendo là fuori, ma lei non c’è più».

«Le volevo tantissimo bene», ha aggiunto, «sono consapevole e pagherò fino all’ultimo. Ho sempre lavorato, ho sempre fatto bene. Non se lo meritava. Adesso mi importa solo di lei, che non c’è più. Purtroppo è andata così».

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Scambio in culla alla nascita ad Avellino: il trauma di una madre vale oltre 100mila euro

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Scambiate in culla alla nascita ad Avellino il trauma di una madre vale oltre 100mila euro
Scambiate in culla alla nascita ad Avellino il trauma di una madre vale oltre 100mila euro

AVELLINO – Tre giorni sospesi nell’assurdo. Tre giorni trascorsi ad allattare, cullare e stringere al petto una neonata che, in realtà, apparteneva a un’altra donna. E, parallelamente, la consapevolezza che la propria figlia biologica si trovava tra le braccia di una sconosciuta, incapace persino di attaccarsi al seno.

A nove anni da quel drammatico scambio in culla, avvenuto nel 2017 in una clinica privata di Avellino, il Tribunale civile del capoluogo irpino ha messo un primo punto fermo sulla vicenda, condannando la struttura sanitaria a risarcire con una cifra superiore ai 100mila euro una delle due madri coinvolte.

Quel braccialetto della discordia: la scoperta

Il destino delle due bambine, nate a pochissime ore di distanza l’una dall’altra, si incrocia fatalmente durante le procedure post-parto, quando un incredibile errore di distrazione porta all’inversione delle culle. Per tre giorni nessuno si accorge di nulla.

La verità emerge solo al momento delle dimissioni e per puro caso. È un insolito gonfiore agli occhi di una delle neonate a far incrociare le due neomamme in sala d’attesa, prima di una visita oculistica di controllo. Lì, lo sguardo di una delle donne cade sul braccialetto identificativo della piccola: i codici non tornano. Da quel dettaglio nasce il sospetto, poi la frenetica richiesta di verifiche alla direzione sanitaria e, infine, l’agghiacciante conferma arrivata dai test del DNA: le neonate erano state scambiate.

Il risvolto penale

Sebbene la Procura abbia in passato archiviato il fascicolo penale – avendo qualificato l’episodio come una gravissima negligenza priva però di dolo (ovvero della volontà di commettere il reato) – la battaglia si è spostata sul piano civile, dove le regole sulla responsabilità medica sono ben diverse.

La condanna e le ferite invisibili

La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Avellino si concentra sul profondo impatto psicologico che l’errore della clinica ha riversato sulla madre che ha promosso la causa (l’unica delle due ad aver chiesto i danni).

Non si è trattato di uno spavento passeggero. La perizia medico-legale disposta dal giudice ha infatti certificato un vero e proprio quadro clinico di sofferenza:

  • Insonnia cronica e disturbi del sonno;

  • Stati d’ansia e forte irritabilità;

  • Sindrome da ipervigilanza (il timore costante che possa accadere qualcosa alla bambina);

  • Flashback e ricordi intrusivi di quei tre giorni di buio.

A rendere ancora più doloroso il quadro è stata la consapevolezza, emersa ex post, che in quei tre giorni di scambio la figlia biologica della donna non era riuscita a nutrirsi dal seno dell’altra madre, aggiungendo al trauma psicologico il senso di colpa per un legame biologico reciso nei primissimi e fondamentali istanti di vita.

Il risarcimento da oltre 100mila euro imposto alla clinica privata rappresenta la prima risposta della giustizia civile a un errore imperdonabile che ha segnato per sempre l’inizio di due maternità.

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Incendio tra Pozzuoli e Agnano vicino alla Solfatara, rientrate in casa le famiglie evacuate

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Incendio tra Pozzuoli e Agnano vicino alla Solfatara, rientrate in casa le famiglie evacuate
Incendio tra Pozzuoli e Agnano vicino alla Solfatara, rientrate in casa le famiglie evacuate

Notte di lavoro a Napoli per i Vigili del fuoco impegnati ieri nelle operazioni di spegnimento di due incendi divampati a Ponticelli, zona orientale della città, e nell’area tra via San Gennaro Agnano e via Antiniana, sul versante della Solfatara al confine con il comune di Pozzuoli.

Nel pomeriggio di ieri, a scopo precauzionale, sono state evacuate 22 persone residenti in via V traversa Pisciarelli, nel comune di Pozzuoli. La situazione di emergenza è poi rientrata e tutte le famiglie hanno fatto ritorno nelle proprie abitazioni.

Dopo la conclusione dei lanci di acqua effettuati dagli elicotteri, quattro squadre dei Vigili del fuoco sono state impegnate per tutta la notte nelle operazioni di bonifica e spegnimento.

A Ponticelli, dove si è registrato l’incendio di alcune sterpaglie, la situazione è tornata sotto controllo già nel tardo pomeriggio di ieri grazie all’intervento tempestivo di due squadre dei Vigili del fuoco che hanno circoscritto le fiamme e completato le operazioni di messa in sicurezza dell’area.

L’Amministrazione comunale di Napoli ringrazia “sentitamente i Vigili del Fuoco, gli operatori della Protezione Civile e gli agenti della Polizia Municipale impegnati per la tutela della pubblica incolumità e del territorio”.

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Incendio tra Pozzuoli e Agnano: Distrutte circa 40 auto in due concessionarie attaccate dal fuoco

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INCENDIO POZZUOLI AGNANO
INCENDIO POZZUOLI AGNANO

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato, nel pomeriggio odierno, una riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) in relazione ad un incendio che si è sviluppato in via San Gennaro ad Agnano, sul territorio del Comune di Pozzuoli.

Hanno preso parte alla riunione il Sindaco del Comune di Pozzuoli, i rappresentanti di Città Metropolitana, del Comune di Napoli, dei VVF, della SORU, delle FFOO, dell’Ufficio Scolastico Regionale, della Croce Rossa Italiana, di E-distribuzione e di Terna SpA.

L’incendio si è sviluppato in area boschiva, nelle vicinanze dell’Accademia Aeronautica Militare e della scuola Petronio di Pozzuoli. Sul posto sono operative sei squadre dei Vigili del Fuoco, tre squadre della SMA Campania, un’autobotte da 9.000 litri ed un elicottero regionale modello F64 impegnato nei lanci d’acqua. In arrivo, inoltre, un secondo elicottero da Agerola.

Presente altresì il personale delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale di Pozzuoli per garantire ogni supporto alle operazioni e provvedere, se necessario, alla cinturazione dell’area interessata, nel caso in cui l’incendio dovesse estendersi fino a minacciare le abitazioni limitrofe.

La società E-distribuzione, in via precauzionale, ha provveduto alla disattivazione di una cabina elettrica di media tensione, che alimenta tre clienti, per consentire in sicurezza le operazioni di spegnimento. La situazione resta attentamente monitorata dal tavolo prefettizio dedicato.

Fanno sapere i Vigili del Fuoco che il rogo ha coinvolto anche due concessionario distruggendo circa 40 auto in esposizione. E si è resa necessaria anche l’evacuazione di alcune abitazioni.

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