domenica, Agosto 23, 2026
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Tragico incidente sulla SS18 in Campania: frontale tra auto e moto, morto un 33enne. Tre feriti

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Tragico incidente sulla SS18 in Campania frontale tra auto e moto, morto un 33enne. Tre feriti
Tragico incidente sulla SS18 in Campania frontale tra auto e moto, morto un 33enne. Tre feriti

Un morto e tre feriti è il bilancio di un incidente stradale avvenuto intorno alle 5 sulla Statale 18, in località Spinazzo, a Capaccio Paestum, nel Salernitano. La vittima è un 33enne del posto, deceduto sul colpo nello scontro tra due automobili.

Sull’altra vettura si trovavano quattro giovani. Due ragazze, di 17 e 22 anni, entrambe di Ceraso, sono rimaste ferite e sono state trasportate all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove sono ricoverate in prognosi riservata.

Ferito anche un 21enne di Moio della Civitella, trasferito all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. Illeso il quarto giovane che viaggiava sulla stessa auto. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti Vigili del Fuoco, Polizia Stradale e Carabinieri.

Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dello scontro. (

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A Napoli ‘La notte della Tammorra’ rende omaggio a Roberto De Simone

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A Napoli 'La notte della Tammorra' rende omaggio a Roberto De Simone
A Napoli 'La notte della Tammorra' rende omaggio a Roberto De Simone

utto pronto per la ventiquattresima edizione de “La Notte della Tammorra” di NAPOLI, il festival della musica e della cultura popolare che animerà piazza Mercato l’11 e il 12 settembre. La manifestazione, promossa e finanziata dal Comune di NAPOLI per il progetto “NAPOLI Città della Musica” e inserita nella rassegna “Estate a NAPOLI 2026”, renderà un particolare omaggio a Roberto De Simone.

Due le serate concertistiche in programma, entrambe a ingresso gratuito con inizio alle 20:30. Venerdì 11 settembre andrà in scena “La notte dei tamburi di NAPOLI”, mentre sabato 12 sarà la volta dell’omaggio all’importante e influente compositore ed etnomusicologo Roberto De Simone.

Sul palco si alterneranno grandi nomi della musica popolare napoletana come Lina Sastri, Tony Esposito, Ciccio Merolla, Maurizio Capone, Flo e gli Ars Nova NAPOLI, insieme a Biagio De Prisco e alle storiche paranze del territorio tra cui Paranza di Giugliano, la Paranza ‘O Lione, la Paranza di Terzigno e la Paranza dei Monti Lattari.

Non mancano le tradizioni regionali con le tarantelle di Montemarano, Cilento, Gargano e Carpino. Le serate sono arricchite dalle performance di artisti come Fiorenza Calogero, Simona Boo, Irene Scarpato (Suonno d’ajere), Marianita Carfora, Greg Rega, Denise Di Maria, Tony Cercola, Gennaro Tesone (Almamegretta) e Lavinia Mancusi, che rappresentano il ponte ideale tra tradizione e innovazione. La direzione artistica è affidata a Carlo Faiello, figura centrale del panorama musicale partenopeo, già componente della Nuova Compagnia di Canto Popolare e collaboratore di Roberto De Simone.

“La Notte della Tammorra”, nata nel 2001 ispirandosi all’antica festa di Comiziano in onore di San Severino, è da oltre due decenni un punto di riferimento per la valorizzazione della cultura immateriale campana . Il festival sarà preceduto da un programma di laboratori gratuiti dal 7 al 10 settembre presso la Fondazione Il Canto di Virgilio e l’11 e 12 settembre in piazza Mercato, dalle 17 alle 19, dedicati alle danze popolari e ai tamburi a cornice. La manifestazione, che chiuderà il cartellone di “Estate a NAPOLI 2026”, si conferma un momento fondamentale di incontro tra tradizione e nuove generazioni di artisti.

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Direttore Generale Ospedale Spallanzani: “Sui vaccini la disinformazione sui social ha conseguenze drammatiche”

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VACCINO PALERMO BAMBINA
VACCINO PALERMO BAMBINA

“La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una tragedia che ci colpisce profondamente. Come medici, come genitori, come nonni. Prima di ogni altra considerazione viene il rispetto per una bambina che non c’è più e per una famiglia che sta vivendo un dolore indicibile. Non è questo certamente il momento di puntare il dito contro i genitori”.

Lo dichiara, in una nota, Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e direttore generale dello Spallanzani commentando il caso della bambina del quartiere Zen di Palermo.

“Saranno gli accertamenti sanitari e le indagini in corso a chiarire definitivamente quanto accaduto – prosegue Vaia – ma ciò che starebbe emergendo a livello mediatico impone una riflessione seria sul valore delle vaccinazioni e sul danno prodotto da anni di disinformazione. I vaccini hanno salvato milioni di vite e hanno reso rare malattie che per generazioni hanno ucciso o lasciato gravemente disabili soprattutto i bambini. Non possono e non devono diventare una bandiera ideologica o strumento politico. Il vaccino, e soprattutto il suo uso corretto, resta uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica”. Vaia stigmatizza chi “utilizza i social per diffondere e alimentare paura e dubbi oscurantistici sui vaccini, senza alcuna evidenza scientifica consolidata. Chi lo fa si assume una responsabilità morale e sociale enorme, soprattutto se appartiene alla classe medica e sanitaria. La disinformazione sanitaria non è neutra nè innocua: può tradursi nella rinuncia a una vaccinazione, nella conseguente perdita della protezione individuale e collettiva e, nei casi più drammatici, può contribuire a creare le condizioni perché malattie prevenibili tornino a fare vittime”

Paradossalmente, sottolinea Vaia, proprio “mentre assistiamo alle conseguenze di una crescente sfiducia verso i vaccini, la ricerca ci mostra quanto questo straordinario strumento della medicina preventiva possa spingersi ancora più avanti fino alla cura. In queste ore arrivano risultati molto importanti sul vaccino terapeutico personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck, che nello studio di fase 3, associato all’immunoterapia, ha mostrato un significativo beneficio nel ridurre il rischio che la malattia torni o si diffonda. È una prospettiva che può aprire una nuova stagione nella lotta contro i tumori. Come ha sottolineato anche Paolo Ascierto, uno dei massimi esperti internazionali di melanoma ed eccellenza italiana, siamo davanti a risultati di grande rilievo e a una nuova frontiera dell’oncologia. Naturalmente la ricerca deve completare il proprio iter ma quello che stiamo osservando dimostra ancora una volta quanto investire nella scienza possa cambiare il destino delle persone”.

Vaia distingue però tra chi ha dubbi e chi alimenta consapevolmente la disinformazione. “I cittadini che hanno paura devono essere ascoltati, informati e accompagnati. Il novaxismo non si combatte insultando le persone, ma spiegando, comunicando bene e offrendo evidenze scientifiche chiare. Altra cosa sono coloro che costruiscono consenso, visibilità e talvolta perfino carriere deformando i dati e diffondendo falsità. A loro – conclude Vaia – dobbiamo rivolgerci con fermezza denunciando chiaramente che le parole possono avere conseguenze anche gravi. Chi distrugge la fiducia nella prevenzione contribuisce a rendere più vulnerabile l’intera comunità. Mentre la ricerca ci porta verso vaccini capaci persino di aiutare il sistema immunitario a combattere un tumore, c’è ancora chi tenta di riportarci indietro seminando paura verso uno dei più grandi strumenti di progresso della medicina. Non possiamo accettarlo. La scienza va discussa, verificata e migliorata perché si nutre del dubbio, ma mon può essere demonizzata né strumentalizzata dalle parti politiche in polemica feroce tra loro. La buona scienza salva vite, la disinformazione può contribuire a perderle”.

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Casamicciola: Accoltellato gravemente 20enne dei Quartieri Spagnoli, era sottoposto alla misura dell’affidamento in prova

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CASAMICCIOLA 20ENNE NAPOLETANO FERITO GRAVEMENTE
CASAMICCIOLA 20ENNE NAPOLETANO FERITO GRAVEMENTE

Un ventenne napoletano è stato ferito con diversi colpi di arma da taglio la scorsa notte a Casamicciola Terme, sull’isola d’Ischia.

Il giovane, residente nella zona dei Quartieri Spagnoli, è arrivato all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno a bordo di un taxi ed è stato successivamente sottoposto a un intervento chirurgico. È tuttora ricoverato ma non è in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri, il ventenne sarebbe stato aggredito, per motivi ancora da chiarire, in un locale notturno all’aperto di Casamicciola. Inizialmente il giovane avrebbe fornito ai sanitari generalità diverse dalle proprie. Poco dopo, però, alcuni familiari si sono presentati in ospedale chiedendo di lui, circostanza che ha indotto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti e a risalire alla sua identità. Dalle verifiche è emerso inoltre che il ventenne è sottoposto alla misura dell’affidamento in prova e avrebbe dovuto fare rientro nella propria abitazione a Napoli entro le 22.

I carabinieri sono ora impegnati nella ricostruzione della dinamica dell’accaduto e nell’identificazione dell’autore o degli autori dell’aggressione. Restano da chiarire anche il movente e le circostanze che hanno preceduto il ferimento.

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Cilento, 17enne napoletana denuncia violenza sessuale in un villaggio turistico: indagini dei carabinieri

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CILENTO VIOLENZA SESSUALE VILLAGGIO
CILENTO VIOLENZA SESSUALE VILLAGGIO

SALERNO – Una denuncia grave scuote il Cilento, una ragazza di 17 anni, in vacanza con il padre in un villaggio turistico della provincia di Salerno, ha raccontato ai Carabinieri di essere stata vittima di violenza sessuale. L’episodio, secondo quanto riferito dalla giovane, sarebbe avvenuto all’interno della struttura ricettiva dove alloggiava.

La ragazza, originaria di Napoli, avrebbe trascorso la serata insieme ad alcuni coetanei nella zona piscina del villaggio. Il gruppo avrebbe consumato bevande alcoliche e, a un certo punto, la 17enne sarebbe rimasta sola con uno degli animatori, un giovane di 22 anni che – stando al racconto – nei giorni precedenti aveva già mostrato interesse nei suoi confronti. La ragazza avrebbe chiarito di essere fidanzata e di non ricambiare quelle attenzioni.

La 17enne riferisce di aver iniziato a sentirsi confusa e stordita. L’animatore le avrebbe quindi proposto di riposarsi nella sua camera. È lì che, secondo la denuncia, si sarebbe consumata la violenza. La mattina successiva la giovane sarebbe tornata nella stanza dove alloggiava con il padre, senza riuscire a raccontare subito quanto accaduto.

A confidarsi per prima sarebbe stata con il fidanzato, che l’avrebbe incoraggiata a parlare con i genitori. La ragazza ha spiegato di avere ricordi lucidi dell’aggressione, alternati però a momenti di vuoto.

Padre e figlia si sono recati in ospedale, dove i medici – ascoltato il racconto della giovane – hanno attivato il Codice Rosa, il protocollo dedicato alle vittime di violenza. Successivamente, accompagnati da una psicologa, si sono presentati alla caserma dei carabinieri per formalizzare la denuncia.

I militari dell’Arma hanno avviato accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare ogni elemento utile all’inchiesta. Al momento non vengono diffusi ulteriori dettagli, nel rispetto della minore e della delicatezza della vicenda.

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Napoli, crolla una vasta porzione del muro perimetrale di Castel Sant’Elmo: struttura chiusa

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CROLLO CASTEL SANT'ELMO
CROLLO CASTEL SANT'ELMO

NAPOLI – Un cedimento improvviso ha interessato all’alba di oggi, 22 agosto 2026, una parte imponente del muro perimetrale di Castel Sant’Elmo, storico baluardo del Vomero.

Il crollo, avvenuto nei pressi del grande ingresso, non ha coinvolto la struttura principale del castello ma ha reso necessario l’intervento immediato dei vigili del fuoco, che hanno disposto la chiusura dell’accesso al monumento per motivi di sicurezza.

Secondo una prima ricostruzione, diversi blocchi di tufo si sarebbero staccati dalla parete esterna, precipitando su un generatore elettrico posizionato proprio sotto il punto del crollo. L’impatto ha provocato danni all’impianto, con conseguenti interruzioni di corrente all’interno del complesso monumentale.

Le verifiche tecniche proseguono per valutare la stabilità del resto del muro e scongiurare ulteriori cedimenti.

Tra le ipotesi al vaglio, emerge la presenza di vegetazione non curata che avrebbe progressivamente indebolito la muratura interna, favorendo il distacco dei conci di tufo.

La direttrice del sistema museale nazionale del Vomero, Almerinda Padricelli, esprime forte preoccupazione: «Serviranno indagini geologiche approfondite per capire cosa sia accaduto. La scossa di terremoto del 31 luglio potrebbe aver contribuito al cedimento. Non sappiamo quando potremo riaprire: adesso la priorità è la sicurezza di personale e visitatori».

Sul luogo è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri, considerato che nel castello ha sede il Comando Tutela del Patrimonio Monumentale. I vertici del sistema museale precisano che l’area interessata dal crollo non rientra nella gestione diretta di Castel Sant’Elmo, ma sarebbe di competenza della Regione Campania.

Al momento non risultano criticità strutturali per il castello in sé, ma esclusivamente per il muro perimetrale. Se le verifiche dovessero confermare l’assenza di rischi per il transito dei visitatori, l’accesso al monumento potrebbe essere parzialmente riaperto nei prossimi giorni.

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Bimba di 4 anni muore a Palermo per sospetta difterite, non era vaccinata. Ricoverato il cuginetto, la madre accusa i medici: «Hanno sottovalutato tutto»

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Bimba di 4 anni muore a Palermo per sospetta difterite, non era vaccinata. Ricoverato il cuginetto, la madre accusa i medici «Hanno sottovalutato tutto»
Bimba di 4 anni muore a Palermo per sospetta difterite, non era vaccinata. Ricoverato il cuginetto, la madre accusa i medici «Hanno sottovalutato tutto»

PALERMO – Sarà l’autopsia a chiarire con certezza le cause della morte della bambina di quattro anni deceduta all’ospedale dei Bambini di Palermo dopo un rapido peggioramento delle sue condizioni. Il sospetto dei sanitari è che a provocare il decesso sia stata la difterite, una grave malattia infettiva contro la quale la piccola non risultava vaccinata.

Sulla vicenda la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta per ricostruire tutte le fasi dell’assistenza sanitaria e verificare se vi siano state eventuali responsabilità. Gli accertamenti medico-legali saranno determinanti anche per stabilire definitivamente l’origine dell’infezione.

Secondo quanto ricostruito, la bambina aveva iniziato a manifestare febbre, vomito e scarso appetito ed era stata accompagnata in ospedale. Dopo un primo accesso era tornata a casa, ma il persistere dei sintomi aveva reso necessario un nuovo ricovero. Le sue condizioni si erano quindi aggravate fino al trasferimento in terapia intensiva, dove sarebbe emerso il sospetto di difterite. Nonostante le cure, la piccola è morta giovedì.

Dopo il decesso è arrivato anche il duro sfogo della madre, che attraverso un post pubblicato sui social ha accusato i sanitari di avere sottovalutato le condizioni della figlia. «Il dolore è mio e solo mio», ha scritto la donna, definendo alcuni medici «incompetenti» e sostenendo che la bambina fosse stata portata più volte al pronto soccorso. La madre ha inoltre respinto le ricostruzioni secondo le quali sarebbero stati i genitori a confondere i sintomi con quelli di una tonsillite, sottolineando che saranno le indagini e la documentazione sanitaria a chiarire quanto accaduto.

La bambina non aveva effettuato la vaccinazione contro la difterite. Ai medici, secondo quanto riferito, i genitori avrebbero spiegato di aver scelto di non vaccinarla perché convinti dell’esistenza di un collegamento tra la vaccinazione trivalente e un caso di autismo riscontrato in un familiare. Il vaccino contro la difterite rientra tra quelli obbligatori in età pediatrica in Italia.

Nel frattempo, all’ospedale dei Bambini è stato ricoverato anche un cuginetto della stessa età, che avrebbe manifestato sintomi simili. Il piccolo, che avrebbe ricevuto i primi cicli vaccinali, non sarebbe in gravi condizioni e nelle ultime ore sarebbe in miglioramento. Dopo il caso, gli altri tre fratelli della bambina sono stati sottoposti a vaccinazione dall’Asp in collaborazione con l’ospedale Civico.

Il direttore sanitario del Civico, Domenico Cipolla, ha spiegato che i medici hanno tentato ogni possibile cura dal momento della presa in carico della bambina. Gli esami effettuati indicherebbero la difterite come possibile causa del decesso, ma si attendono gli ulteriori accertamenti dell’Istituto superiore di sanità.

Ora l’attenzione degli investigatori è concentrata soprattutto sul percorso sanitario seguito dalla piccola nei giorni precedenti alla morte. L’autopsia e l’acquisizione delle cartelle cliniche dovranno chiarire se la malattia potesse essere individuata prima e se il trattamento ricevuto sia stato tempestivo e adeguato.

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Resort abusivo a Barano d’Ischia, la Regione Campania chiede le carte al Comune

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BARANO D'ISCHIA RESORT ABUSIVO
BARANO D'ISCHIA RESORT ABUSIVO

ISCHIA – “Le aree di pregio paesaggistico e a rischio frana molto elevato, come quella di Capogrosso-Scarrupata, richiedono massima attenzione da parte di tutti i livelli istituzionali. Per questo abbiamo chiesto formalmente al Comune di Barano d’Ischia di rendicontare le attività ricognitive e i provvedimenti amministrativi adottati. La Regione resta a disposizione per ogni forma di collaborazione utile a tutelare un territorio fragile come quello dell’isola d’Ischia, e attende riscontro in tempi celeri“.

Così, in una nota, l’assessore al Governo del Territorio della Regione Campania, Vincenzo Cuomo, annunciando che Palazzo Santa Lucia ha inviato una nota al Comune di Barano d’Ischia, al dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale e al Comando di polizia locale, chiedendo riscontro “sulle attività ricognitive e sui provvedimenti amministrativi adottati in relazione al complesso di opere abusive scoperto in località Capogrosso-Scarrupata“.

La richiesta, firmata da Cuomo e dal direttore generale della Direzione Governo del Territorio, Alberto Romeo Gentile, fa seguito, spiega la nota, “alle notizie diffuse dagli organi di stampa relative al sequestro, da parte dei carabinieri, di un articolato sistema di opere edilizie realizzato in un’area della costa di Ischia classificata a elevato rischio geologico e geotecnico e di particolare pregio paesaggistico“.

Al Comune isolano è stato quindi chiesto di “fornire una relazione dettagliata sulle attività di verifica già svolte e sulle procedure amministrative eventualmente attivate a seguito degli accertamenti“.

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Processo Maradona, scandalo sulle cartelle cliniche, il PM: “Tesa una trappola”

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PROCESSO MARADONA
PROCESSO MARADONA

“Solo chi ha teso la trappola poteva sapere dove fosse nascosta”. Così Patricio Ferrari, uno dei pm del processo sulla morte di Maradona, ha commentato alla stampa prima di entrare in tribunale lo scandalo delle cartelle cliniche scambiate che potrebbe derivare adesso in un secondo clamoroso annullamento dell’intero giudizio.

Successivamente, già durante il dibattimento, Ferrari ha preso la parola per denunciare “un’operazione mediatica con l’obiettivo di confondere le acque”. “Ci hanno ingannato, hanno commesso un reato e ora vogliono far cadere il processo quando è quasi concluso (…) ma mi dispiace dirlo, non gli è servito a nulla, non riusciranno a farlo cadere”, ha quindi aggiunto.

L’ennesimo colpo di scena nel processo che vede imputati i sette medici che avevano in cura Maradona durante la degenza successiva a una delicata operazione alla testa per la rimozione di un ematoma subdurale è avvenuto mercoledì.

Una delle cartelle cliniche usate nella perizia degli esperti dell’accusa è risultata infatti appartenere al padre del calciatore, un episodio per il quale adesso viene additata la responsabilità dell’assicurazione privata di salute (Swiss Medical) a cui aderiva il defunto campione del Napoli e della nazionale argentina.

Al termine del suo intervento il pm Ferrari, insieme all’avvocato delle figlie di Diego, Fernando Burlando, ha richiesto di perquisire gli uffici dell’assicurazione sanitaria e le due cliniche dove Maradona era stato curato, al fine di sequestrare le cartelle cliniche originali.

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Castel Volturno, Borrelli aggredito davanti al Lido Bellariva: minacce di morte, un’auto tenta di investirlo

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Castel Volturno, Borrelli aggredito davanti al Lido Bellariva minacce di morte, un’auto tenta di investirlo
Castel Volturno, Borrelli aggredito davanti al Lido Bellariva minacce di morte, un’auto tenta di investirlo

Prima le urla e le minacce, poi un’auto che si sarebbe diretta in maniera intimidatoria verso il deputato e la vettura della scorta. Attimi di forte tensione a Castel Volturno, all’esterno del Lido Bellariva, dove Francesco Emilio Borrelli si era recato dopo il recente sequestro della struttura per presunti abusi.

Il parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra, accompagnato da Francesco Mincione, componente dell’esecutivo regionale di Europa Verde, ha documentato quanto accaduto con un video successivamente pubblicato sui propri canali social.

Secondo la ricostruzione fornita da Borrelli, alla vista del deputato alcune persone riconducibili alla gestione del lido avrebbero reagito con insulti e minacce, comprese frasi di morte.

L’auto si dirige verso il deputato e la scorta

La fase più concitata si sarebbe verificata pochi istanti dopo. Uno degli uomini sarebbe salito a bordo di un’automobile dirigendosi in maniera minacciosa verso Borrelli e il veicolo della scorta.

Gli agenti presenti sul posto, valutata la situazione di pericolo, hanno quindi fatto salire immediatamente il parlamentare in macchina, allontanandosi dalla zona.

Le immagini dei momenti di tensione sono state successivamente pubblicate dallo stesso deputato sui propri canali social.

Borrelli ha collegato quanto accaduto alla sua battaglia contro le occupazioni abusive delle aree demaniali e delle spiagge, denunciando una situazione che, a suo giudizio, avrebbe raggiunto livelli non più tollerabili.

«Da anni ci battiamo contro chi considera le aree demaniali date in concessione come una proprietà privata», ha dichiarato il parlamentare, denunciando la realizzazione di manufatti e barriere e l’occupazione di porzioni di spiaggia che dovrebbero invece restare accessibili alla collettività.

Per Borrelli l’episodio di Castel Volturno rappresenta anche un ulteriore segnale della necessità di rafforzare la presenza delle istituzioni lungo i litorali campani.

«Le spiagge sono un bene di tutti e nessuno può imporre con la violenza la legge del più forte», ha aggiunto. Il deputato ha infine assicurato che le intimidazioni non fermeranno le iniziative portate avanti per la tutela degli spazi pubblici e del libero accesso al mare.

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