martedì, Settembre 1, 2026
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Controlli al Vomero, sequestrati 264 chili di alimenti: sanzioni in ristoranti e locali della movida

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Controlli al Vomero, sequestrati 264 chili di alimenti sanzioni in ristoranti e locali della movida
Controlli al Vomero, sequestrati 264 chili di alimenti sanzioni in ristoranti e locali della movida

NAPOLI – Una vasta operazione di controllo ha interessato nelle ultime ore i quartieri Vomero e Arenella, con verifiche concentrate soprattutto nelle zone maggiormente frequentate durante la movida. Nel corso dell’attività sono stati sequestrati complessivamente 264 chili di prodotti alimentari, mentre diverse attività commerciali sono state sanzionate per violazioni amministrative e carenze sotto il profilo igienico-sanitario.

I controlli sono stati eseguiti dai carabinieri della Compagnia Vomero con il supporto della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale e, per gli accertamenti nei locali, del personale dell’Asl Napoli 1 Centro.

Particolarmente rilevante quanto emerso in una cornetteria di via Mascagni. All’interno dell’attività sarebbero stati rinvenuti circa 250 chili di alimenti conservati senza il rispetto delle previste procedure di abbattimento. La merce è stata sequestrata e al titolare è stata elevata una sanzione amministrativa da 2mila euro. È stata inoltre richiesta la regolarizzazione della Scia relativa all’esercizio commerciale.

Verifiche anche in un frequentato ristorante giapponese di via Cilea, dove gli ispettori avrebbero accertato gravi carenze igienico-sanitarie. Per il responsabile dell’attività è scattata una multa da mille euro.

Un ulteriore sequestro è stato effettuato all’interno di un ristorante di via Santa Maria della Libera. I controlli hanno portato al ritiro di circa sette chili di prodotti da forno, compresi alimenti destinati alle persone celiache, e altri sette chili di prodotti di pasticceria. Anche in questo caso sarebbero mancate le corrette procedure di abbattimento e scongelamento. Contestata una sanzione da 2mila euro.

Complessivamente sono stati ispezionati sette esercizi commerciali, sei dei quali sono risultati irregolari. Le contestazioni hanno riguardato, tra l’altro, la mancata memorizzazione dei documenti fiscali, il Pos non collegato al registratore di cassa e il mancato rispetto degli orari di apertura autorizzati.

L’operazione non si è limitata ai locali. Nel corso dei controlli sul territorio sono state identificate 118 persone e verificati 49 veicoli. I militari hanno elevato 20 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, per un importo complessivo vicino ai 13mila euro.

Tra le persone controllate anche una 27enne sottoposta agli arresti domiciliari, sorpresa fuori dalla propria abitazione e per questo denunciata.

Denunciato inoltre il titolare di una pizzeria di via Mariano Semmola: durante l’ispezione sarebbero stati trovati due lavoratori impiegati in nero e privi della prevista visita medica.

Tra sequestri alimentari, multe amministrative e violazioni stradali, il valore complessivo delle sanzioni contestate durante l’operazione tra Vomero e Arenella ha superato i 20mila euro.

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Incidente sulla A16 all’altezza di Marigliano: Morta una coppia di Poggioreale

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INCIDENTE A16 MARIGLIANO MORTA COPPIA POGGIOREALE
INCIDENTE A16 MARIGLIANO MORTA COPPIA POGGIOREALE

NAPOLI – Due persone, un uomo e una donna rispettivamente di 60 e 50 anni, sono morte in un incidente stradale avvenuto nella tarda serata di ieri sull’A16 Napoli-Canosa, nel territorio del comune di Marigliano.

La coppia, a bordo di una Smart, stava facendo ritorno a Napoli dove risiedeva nel quartiere di Poggioreale. Secondo una prima ricostruzione della Polstrada di Avellino, intervenuta insieme agli operatori della società Autostrade e numerose ambulanze del 118, l’auto è stata tamponata violentemente da una Jeep Renegade che la seguiva e successivamente da un’altra auto. Per gli occupanti della Smart non c’è stato scampo: entrambi sono morti sul colpo.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, le salme sono state trasferite al Policlinico della Federico II di Napoli. Per consentire la rimozione dei mezzi e le indagini, è stato chiuso per molte ore il transito tra i caselli di Pomigliano e Napoli est prima che la situazione tornasse alla normalità.

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Lutto a Casalnuovo per la morte della professoressa Sofia La Rocca, il ricordo dell’Istituto Siani

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SOFIA LA ROCCA CASALNUOVO
SOFIA LA ROCCA CASALNUOVO

CASALNUOVO – Nelle ultime ore la comunità di Casalnuovo di Napoli è stata colpita da un dolore profondo: la prematura scomparsa della professoressa Sofia La Rocca ha segnato in modo inevitabile l’avvio del nuovo anno scolastico.

Ecco il ricordo ISS Giancarlo Siani: “La comunità tutta dell’ISS Giancarlo Siani di Casalnuovo, nella persona del Dirigente Scolastico Adele Passaro , si stringe con commozione al dolore per la prematura scomparsa della cara Sofia La Rocca, docente stimata e preziosa guida del nostro istituto.

Sofia, amica nostra, come è difficile dirti addio, adesso, da qui: in questo corridoio di silenzio, lungo e buio, in cui ci hai lasciato mentre attendevamo di rivederti tornare.
Non abbiamo, forse, sperato abbastanza? Non abbiamo fatto in tempo a trattenerti?
Troppi dubbi ci mordono il cuore, oggi, mentre vai via e ti porti la gioia della festa, il colore delle tue risate, la frenesia di un nuovo inizio.

Hai dato così tanto alla nostra scuola che la sola idea di non averti con noi ci fa sentire dimessi e poveri: lottavi strenuamente perché ciascuno dei nostri ragazzi avesse il posto che si meritava. Dicevi che un elogio fatto con il cuore nutriva l’anima dell’allievo più di un voto alto: quante volte abbiamo dovuto darti ragione!

Eppure, tu: mai arrogante, mai superba, mai presuntuosa, mai saccente. Accogliere, accudire, supportare i ragazzi e soprattutto i colleghi e i dirigenti era la cifra con cui si misurava la tua professionalità — e noi in te abbiamo sempre visto l’entusiasmo dirompente di chi con passione vede maturare i frutti di un lavoro meticoloso e diligente.
Includere era più che un principio, per te era una ragione di vita.

Quante cose si potrebbero dire ancora, ma nella tempesta di queste ore sembra che solo il silenzio offra conforto e spazio per sentirti davvero.

E mentre il coro del nostro dolore si raccoglie in questo silenzio, chi scrive non può fare a meno di pensare che stai leggendo, e che, magari, tra qualche minuto, spedirai puntuale il tuo messaggio — l’unica che lo ha sempre fatto — con un cuore e un bacio, a dire semplicemente: “grazie”.

Sii leggera come la brezza, riluci per sempre. Noi da qui ti penseremo intensamente; fallo anche tu, fino a che non avremo dato un senso a tutto questo dolore.

Il Sindaco di Casalnuovo, Giovanni Nappi, si è rivolto direttamente al marito della professoressa: “ti giunga il mio più sincero abbraccio in questo momento di grande dolore.
Che la tua cara signora possa riposare in pace. A te e a tutta la tua famiglia giungano le mie più sentite condoglianze, con affetto come amico e con sincera vicinanza come Sindaco“.

Anche il Consigliere Regionale, Massimo Pelliccia ha ricordato sui social Sofia La Rocca: “Ci lascia Sofia, una mamma, una docente, una donna dolce e straordinaria. Una perdita che addolora profondamente tutta la nostra comunità. Una tragedia che lascia senza parole.
In questo momento di immenso dolore, il mio pensiero e la mia più sincera vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene”. 

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Napolitanostore, scatta la prima accelerazione giudiziaria: Angelo Napolitano verso il processo

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ANGELO NAPOLITANO PROCESSO NAPOLITANOSTORE
ANGELO NAPOLITANO PROCESSO NAPOLITANOSTORE

NOLA – La vicenda giudiziaria che coinvolge Angelo Napolitano, l’imprenditore diventato volto noto dei social grazie al brand “Napolitanostore”, entra in una nuova fase.

Come riportano questa mattina numerosi organi di informazione come FanPage.it, Il Mattino e il Roma, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola, Gemma Sicoli, ha infatti fissato l’udienza preliminare, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai pm Francesco Riccio e Anna Musso. Una decisione che segna il punto di svolta di un’indagine complessa, sviluppata in due filoni investigativi che nell’ultimo anno hanno travolto il commerciante-influencer.

L’inchiesta nasce da una segnalazione dell’associazione di categoria Aires-Confcommercio, che aveva evidenziato anomalie nelle dinamiche di vendita del gruppo commerciale riconducibile a Napolitano. Da lì, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha avviato una lunga attività di accertamento, culminata nella ricostruzione di un presunto sistema di evasione fiscale definito dagli inquirenti “strutturato e sistematico”.

Secondo la Procura, Napolitano – in qualità di legale rappresentante della Am Distribution Srl, società con sede a Casalnuovo e attiva nel commercio all’ingrosso di telefonia ed elettrodomestici – avrebbe messo in piedi un meccanismo volto a occultare ingenti volumi di vendite in nero. Il tutto attraverso l’emissione fittizia di fatture in regime di reverse charge, così da simulare operazioni regolari e ridurre l’imposta sul valore aggiunto dovuta.

Le contestazioni si basano su intercettazioni telefoniche, documentazione contabile e riscontri acquisiti durante le verifiche. In particolare, la merce sarebbe stata ceduta al dettaglio con sconti molto elevati, a condizione che il pagamento avvenisse esclusivamente in contanti. Nelle conversazioni intercettate, le banconote da cento euro venivano indicate con un curioso codice: “le magliette dell’Avellino”.

Ai clienti veniva consegnata una semplice ricevuta generata da un software interno, priva di valore fiscale. Un espediente che, secondo gli investigatori, permetteva all’azienda di giustificare l’uscita dei prodotti dai magazzini e incassare denaro non tracciabile.

La ricostruzione della Guardia di Finanza quantifica in 1.777.976 euro l’Iva a debito non versata nel 2023 e in 3.962.585 euro quella relativa al 2024. Un totale di 5,7 milioni di euro che avrebbe portato, nei mesi scorsi, all’emissione di due distinti decreti di sequestro: il primo nel settembre 2025, il secondo a gennaio di quest’anno. Due provvedimenti legati alle diverse ramificazioni della stessa indagine.

La risposta dei legali di Napolitano si preannuncia particolarmente combattiva. Gli avvocati Rocco Maria Spina e Teodoro Reppucci hanno già chiarito che non verrà avanzata alcuna richiesta di rito alternativo. L’obiettivo è affrontare direttamente il dibattimento, dove intendono contestare punto per punto la ricostruzione della Procura e gli esiti delle verifiche contabili.

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L’omicidio di Raffaele Afeltra, ucciso con 4 colpi di fucile: tre andati a segno

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L'omicidio di Raffaele Afeltra, ucciso con 4 colpi di fucile tre andati a segno
L'omicidio di Raffaele Afeltra, ucciso con 4 colpi di fucile tre andati a segno

Era in auto in compagnia del genero, Raffaele Afeltra, elemento di spicco della criminalità organizzata di Pimonte, città del Napoletano dove ieri sera è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco.

Il boss, scarcerato di recente, era seduto sul lato passeggero dell’auto condotta dal genero, nei pressi di un terreno, quando chi lo ha ucciso ha esploso quattro colpi di fucile calibro 12 tre dei quali andati a segno.

Per il 69enne, uscito di carcere circa tre anni fa, non c’è stato nulla da fare. Sull’omicidio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Castellammare e del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata.

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Tre anni fa l’assassinio di Giogiò Cutolo, oggi Piantedosi a napoli per il ricordo. Borrelli: “non doveva diventare martire”

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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà questa mattina a Napoli per partecipare, alle ore 11 in piazza Municipio, alla cerimonia commemorativa in ricordo di Giovanbattista ‘Giogiò’ Cutolo, il musicista 24enne ucciso il 31 agosto 2023 durante una lite tra giovani nella quale era intervenuto per difendere un amico.

Lo scontro, nato per uno scooter parcheggiato sul marciapiede all’esterno di un pub, culminò nei colpi di arma da fuoco esplosi da Luigi Balbo, 17enne all’epoca dei fatti e condannato in primo grado a 20 anni, poi ridotti in appello a 16 anni e 8 mesi.

A seguire, Piantedosi si recherà in Prefettura dove presiederà una riunione sull’emergenza bradisismica nell’area dei Campi Flegrei.

Il ministro raccoglierà il pacchetto di emendamenti al decreto legge approvato lo scorso 7 agosto elaborato dalla cabina di regia coordinata dalla Prefettura e alla quale hanno preso parte Regione Campania, Città metropolitana di Napoli e i comuni di Napoli, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida.

Borrelli: “Giogiò non voleva e non doveva diventare un martire”

“Giogiò era semplicemente un ragazzo perbene. Un ragazzo normale, con una grande passione per la musica e tutta la vita davanti. Non voleva e non doveva essere un martire, non voleva e non doveva diventare un eroe. Quella notte era intervenuto per cercare di fermare una lite. È stato ucciso per questo”. ù

Così, in una nota, il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, ricorda il giovane musicista napoletano ucciso il 31 agosto 2023 in piazza Municipio, a Napoli. “Ho ancora negli occhi il momento dell’installazione della targa dedicata a Giogiò”, scrive ancora Borrelli, “ero lì insieme a sua madre Daniela e al padre Franco. Fu un momento doloroso, ma anche un impegno preciso: fare in modo che quel nome non diventasse soltanto una scritta su una pietra. Daniela ha trasformato il dolore per la perdita di suo figlio in una battaglia civile. Ha continuato a parlare di giovani, di prevenzione, di scuola, di famiglie, di responsabilità. E ha scelto anche la musica, attraverso l’orchestra dedicata a Giogiò, per dare ai ragazzi un’alternativa alla violenza”.

“Oggi – continua Borrelli – dobbiamo ricordare non soltanto come è morto Giogiò, ma soprattutto come viveva. Era un musicista, un ragazzo appassionato, una persona che quella sera cercò di fare la cosa più normale del mondo: mettere fine a una lite. E proprio questa normalità rende ancora più assurda la sua morte”.

“Non dobbiamo aspettare che un ragazzo muoia per trasformarlo in un simbolo”, prosegue il deputato di Avs, “dobbiamo fare in modo che i ragazzi possano rimanere semplicemente ragazzi. Con i loro sogni, i loro errori, le loro passioni e il loro futuro”. “A tre anni dalla morte di Giogiò, il modo migliore per ricordarlo è impedire che la sua storia diventi soltanto memoria. Ricordiamo il ragazzo prima del martire. E ricordiamo soprattutto la violenza che glielo ha portato via”, conclude Borrelli.

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Neonato trovato in strada a Pignataro, svolta sul piccolo Mattia: i giovanissimi genitori vogliono riconoscerlo e crescerlo

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Potrebbe cambiare completamente il futuro del piccolo Mattia, il neonato venuto alla luce tra venerdì e sabato e finito al centro di una vicenda che ha scosso Pignataro Maggiore e l’intero Casertano. I suoi giovanissimi genitori, dopo aver inizialmente deciso di non riconoscerlo, avrebbero infatti manifestato la volontà di tenere il bambino e crescerlo insieme alle rispettive famiglie.

Una svolta maturata nelle ore successive al ricovero del neonato e dopo una serie di colloqui riservati. Il padre, un ragazzo di 19 anni originario di Pastorano, avrebbe comunicato insieme ai propri familiari la disponibilità a riconoscere Mattia. La stessa intenzione sarebbe stata espressa dalla madre, una ragazza di appena 16 anni di Pignataro Maggiore, che avrebbe ricevuto il sostegno della propria famiglia.

La volontà dei genitori, tuttavia, non chiude automaticamente la vicenda. Saranno la Procura di Santa Maria Capua Vetere e il Tribunale per i Minorenni di Napoli a valutare tutti gli aspetti del caso e a stabilire quale soluzione garantisca maggiormente la tutela del bambino. Un ruolo importante sarà svolto anche dalle relazioni dei servizi sociali, attivati dal Comune subito dopo quanto accaduto.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la gravidanza sarebbe rimasta sconosciuta alle due famiglie fino alla nascita. I parenti dei due ragazzi avrebbero però assicurato agli inquirenti di essere ora pronti a sostenere i giovani genitori e a contribuire alla crescita del piccolo.

Rimane invece aperta la posizione giudiziaria del padre. Il 19enne è stato denunciato per false generalità e simulazione di reato dopo aver raccontato ai soccorritori di avere trovato casualmente un neonato lungo una strada alla periferia di Pignataro Maggiore.

Era stato proprio il ragazzo a chiamare il 118 presentandosi come un passante. Quando i carabinieri erano arrivati sul posto, avrebbe anche fornito un nome diverso dal proprio. Gli accertamenti hanno successivamente permesso di ricostruire quanto realmente accaduto.

Mattia era nato poche ore prima in casa. Il 19enne avrebbe assistito la fidanzata durante il parto e, subito dopo la nascita, i due avrebbero provveduto a tagliare il cordone ombelicale, lavare e vestire il bambino. Presi dalla paura e convinti inizialmente di non essere in grado di affrontare la responsabilità di diventare genitori, avrebbero poi escogitato il falso ritrovamento.

Una scelta che ha fatto scattare immediatamente le indagini, ma che, secondo la ricostruzione investigativa riportata finora, sarebbe maturata soprattutto in un contesto di forte smarrimento e inesperienza.

Intanto le condizioni di Mattia continuano a migliorare. Il neonato, che pesa circa due chili e mezzo, è ricoverato nella Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Dopo la nascita era stato inizialmente soccorso e trasferito al Santobono in condizioni di lieve ipotermia.

Attorno al bambino si è mobilitata anche la comunità di Pignataro Maggiore. Numerosi cittadini hanno offerto vestitini, culle e prodotti per neonati, mentre anche il parroco della zona ha manifestato la disponibilità ad aiutare la famiglia.

La stessa rete di solidarietà potrebbe coinvolgere anche Pastorano, paese di origine del padre. Se le valutazioni dei magistrati e dei servizi sociali confermeranno la possibilità per i genitori di occuparsi del piccolo, le rispettive famiglie si preparano ad accompagnarli in un percorso completamente diverso da quello immaginato nelle drammatiche ore successive alla nascita.

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Alba alla Reggia di Caserta: L’ultimo appuntamento si è concluso con un record assoluto di pubblico

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ALBA ALLA REGGIA DI CASERTA
ALBA ALLA REGGIA DI CASERTA

CASERTA – Si è concluso con un record di pubblico il secondo appuntamento di “Alba alla Reggia”.

A partire dalle 4:30, la Reggia di Caserta ha accolto una folla di oltre 3.500 visitatori, arrivati al primo chiarore del mattino per godersi il fresco e un’esperienza unica tra natura, musica e danza.

L’iniziativa del Museo del Ministero della Cultura ha offerto alla vasta platea di partecipanti una prospettiva di fruizione del tutto inedita del patrimonio, attraverso itinerari tematici e performance dal vivo nel Bosco vecchio e nel Giardino Inglese.

Dopo i primi assaggi di natura e di luce, il programma artistico di questa edizione di “Alba alla Reggia” ha visto protagoniste le performance musicali di Progetto Sonora, il Sonora Wind Trio, con la voce narrante di Antonio Torino, Antonio Puzone al clarinetto, Simona Amazio al corno, Alfonso Valletta al fagotto.

Alle 6:15, quindi, nei pressi della statua della Pettinatrice, nel folto del Bosco vecchio, al pubblico è stato proposto l’itinerario narrativo che ha ripercorso le origini del Parco reale, accompagnato dalle musiche di Crusell (Concert-Trio).

Alle 7:30, poi, i visitatori si sono raccolti intorno alla Serra Grande del Giardino Inglese.

Sulle note di Florian Leopold Gassmann (Trio in re maggiore) hanno ascoltato letture sulla storia del Giardino Inglese, per poi assistere allo spettacolo di danza dell’Associazione Arabesque, con le coreografie di Annamaria Di Maio, e i passi dei ballerini Francesca Ferraresi, Elisea Scagliarini, Giada Tibaldi, Marco Munno, sulle note di Mozart e Crusell.

“L’edizione di fine agosto è stata un successo oltre ogni aspettativa, confermando un trend di crescita che ha fatto aumentare i visitatori di ben 1000 unità in un solo mese – dichiara il direttore generale ad interim Antonio Tarasco – Si tratta di un genere di evento e di visita assolutamente da ripetere, anche in modo esteso, durante un arco temporale più ampio. La Reggia non appartiene alla sola città di Caserta ma al mondo intero e pertanto occorre pensare ad iniziative in grande”.

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Agguato nel napoletano: Ucciso Raffaele Afeltra detto “’o Burraccion” era da poco uscito dal carcere

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Raffaele Afeltra
Raffaele Afeltra

GRAGNANO – Agguato questa sera lungo la strada che collega i comuni di Gragnano e Pimonte sui Monti Lattari, in provincia di Napoli.

La vittima è è Raffaele Afeltra, 69 anni, conosciuto come “’o Burraccion”. Inutili i soccorsi, l’uomo era già deceduto quando è giunto il 118. Sul posto i Carabinieri per tutti i rilievi del caso ed avviare le indagini.

A quanto pare Raffaele Afeltra era noto alle forze dell’ordine ed era uscito da poco dal carcere, dopo aver scontato una condanna ultraventennale.

Al momento non si esclude nessuna pista per questo omicidio avvenuto nella serata di Domenica 30 Agosto.

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Poggioreale: Anziano travolto e ucciso sulla corsia preferenziale

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UCCISO PEDONE POGGIOREALE
UCCISO PEDONE POGGIOREALE

NAPOLI – Un drammatico incidente ha sconvolto la quiete del quartiere Poggioreale nelle primissime ore di sabato 29 agosto. Aldo Isaia, quasi 80 anni, è morto dopo essere stato investito da un’automobile mentre attraversava la corsia preferenziale di via Nuova Poggioreale. L’impatto, violentissimo, non gli ha lasciato scampo.

Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano stava passeggiando da solo quando è stato centrato in pieno da un veicolo guidato da un uomo di 76 anni. L’automobilista si è fermato immediatamente e ha allertato i soccorsi. I sanitari del 118 sono arrivati in pochi minuti, ma le ferite riportate dal pedone erano troppo gravi: il decesso è avvenuto praticamente sul colpo.

Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Infortunistica Stradale della Polizia Locale di Napoli, che hanno effettuato i rilievi tecnici e stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Al momento, l’ipotesi più accreditata è che l’anziano si trovasse sulla corsia preferenziale al momento dell’impatto, ma restano da chiarire diversi aspetti, tra cui la velocità del veicolo e la visibilità in quel tratto di strada.

Come previsto dalla normativa in caso di incidenti mortali, il conducente è stato sottoposto agli accertamenti per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. In attesa degli esiti, gli è stata ritirata la patente.

Gli agenti hanno inoltre sequestrato il telefono cellulare dell’uomo alla guida: sarà analizzato per stabilire se, al momento dell’incidente, fosse in uso e se la distrazione possa aver avuto un ruolo nella tragedia.

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