lunedì, Febbraio 23, 2026
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Morte piccolo Domenico: Gli indagati diventano sette

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Morte Domenico Ospedale Monaldi
Morte Domenico Ospedale Monaldi

NAPOLI – La procura di Napoli ha inoltrato una richiesta di incidente probatorio all’autorità giudiziaria nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso costato la vita al piccolo Domenico, deceduto sabato scorso.

La decisione del giudice per le indagini preliminari di Napoli è attesa nei prossimi giorni. Gli indagati intanto passano da sei a sette: si è aggiunta alla prima tranche una dirigente medico del Monaldi. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti è omicidio colposo.

L’avvocato Francesco Petruzzi ha chiesto l’aggravamento dell’ ipotesi di accusa da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale.

Ho depositato un’integrazione – ha detto l’ avvocato Petruzzi dopo essere stato ricevuto dal pm titolare dell’ indagine – dove chiediamo di allargare il perimetro. Chiesta anche la riqualificazione del reato in omicidio volontario e l’applicazione delle misure cautelari“.

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Milano: Arrestato il poliziotto Carmelo Cinturrino, accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri

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Carmelo Cinturrino
Carmelo Cinturrino

MILANO – La Polizia di Stato ha eseguito il fermo, disposto dalla Procura di Milano, di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di Polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo.

Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di polizia indagato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo a Milano, il 26 gennaio, avrebbe mentito ai colleghi, dicendo loro di aver chiamato i soccorsi, mentre il 28enne era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa.

In realtà, la chiamata è partita più di venti minuti dopo. Emerge dalle dichiarazioni fatte ieri da quattro agenti, indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, durante l’interrogatorio reso al pm titolare dell’inchiesta. I quattro non avrebbero avuto alcun ruolo nell’omicidio. Ognuno di loro, sebbene con posizioni differenti (uno era vicino a Cinturrino quando ha sparato, gli altri sono arrivati dopo), ha dichiarato che il 42enne ha gestito le fasi successive allo sparo, mentendo sulla chiamata ai soccorsi.

Stando alla ricostruzione della Procura diretta da Marcello Viola, basata anche sulle analisi delle telecamere di quell’area, l’agente che era più vicino a Cinturrino (l’unico teste oculare dell’omicidio, a quanto pare), si sarebbe recato al commissariato Mecenate, tornando al boschetto con una borsa.

L’ipotesi è che quella replica di una pistola a salve sia stata messa successivamente sulla scena e che Mansouri non l’abbia mai impugnata, come aveva detto, invece, Cinturrino parlando di legittima difesa.

Una ricostruzione che conferma anche le indagini difensive degli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, legali della famiglia della vittima. Nelle indagini, tra l’altro, è stato appurato che Mansouri, poco prima di essere ucciso, era al telefono con un altro presunto pusher, che gli avrebbe detto “attento c’è la polizia scappa“. Poi, lo avrebbe richiamato ma il giovane non avrebbe più risposto, perché era già a terra.

Da quel momento sono stati calcolati quei 23 minuti di ritardo nell’allertare il 118, per come ricostruito finora dagli investigatori.

Si delinea anche l’ipotesi di dissapori e tensioni legate a presunte richieste di pizzo avanzate da Cinturrino ad Abdherraim Mansouri. È uno dei temi su cui il pm Giovanni Tarzia e il procuratore Marcello Viola, che coordinano l’inchiesta in cui Cinturrino risponde di omicidio volontario, stanno cercando i riscontri. I dissapori e le tensioni risalirebbero all’ultimo periodo.

Silenzio e imbarazzo in alcuni membri del Governo di Centro Destra, come ad esempio il Ministro Matteo Salvini, che all’indomani dei fatti di Rogoredo si era schierato senza se e senza ma con l’agente di polizia che oggi è finito in manette con accuse gravissime.

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Morte sulle Alpi, tempi e procedure sotto esame: cosa non torna nella morte a Saint Moritz di Luciano Capasso, 25enne di Qualiano

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Una scomparsa in alta quota, un segnale Gps fermo per ore e interrogativi sulla tempestività dei soccorsi. La morte di Luciano Capasso, 25enne di Qualiano, trovato senza vita nei pressi di Saint Moritz apre ora una fase di verifiche che va oltre la dinamica dell’incidente.

L’ultimo tracciamento e l’area a rischio

Secondo i dati disponibili, l’ultima posizione registrata colloca l’escursionista nella zona di Fuorcla Trovat, a circa 2.700 metri. Si tratta di un’area classificata ad alto pericolo valanghe, con condizioni meteo che nei giorni della scomparsa avrebbero reso complessi sia l’avvicinamento via terra sia l’intervento aereo.
Il punto centrale dell’inchiesta informale avviata dalla famiglia riguarda proprio la sequenza temporale tra la segnalazione del segnale e l’avvio delle operazioni di ricerca.

La questione dei soccorsi

I familiari sostengono di aver comunicato tempestivamente le coordinate alle autorità competenti, chiedendo interventi mirati. Da qui il dubbio: esisteva una finestra operativa, anche limitata, in cui tecnologie come droni o ricognizioni mirate avrebbero potuto essere impiegate? Oppure le condizioni ambientali rendevano qualsiasi intervento oggettivamente impossibile?
Il nodo non è solo tecnico, ma procedurale: quali protocolli regolano l’attivazione delle ricerche in territorio alpino svizzero in presenza di rischio valanghe elevato?

Profilo della vittima e contesto lavorativo

Il giovane lavorava come autista presso il Badrutt’s Palace Hotel e, secondo chi lo conosceva, possedeva esperienza in ambienti estremi e attrezzatura adeguata. Elementi che rendono ancora più stringente la ricostruzione delle ultime ore: scelta del percorso, condizioni della neve, eventuali segnali di distacco già in atto.

Il fronte diplomatico e gli accertamenti

Sul piano istituzionale, le pratiche per il rimpatrio della salma sono seguite dal consolato italiano a Zurigo in coordinamento con la Farnesina. Parallelamente, la famiglia ha annunciato l’intenzione di richiedere chiarimenti formali sulle tempistiche e sulle modalità operative adottate.

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Da rigore negato al Napoli contro l’Atalanta scoppia lite tra coniugi, lei lo accoltella: “Pensavo mi stesse insultando”

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Da rigore negato al Napoli contro l'Atalanta scoppia lite tra coniugi, lei lo accoltella Pensavo mi stesse insultando
Da rigore negato al Napoli contro l'Atalanta scoppia lite tra coniugi, lei lo accoltella Pensavo mi stesse insultando

Un litigo nato per il rigore negato al Napoli contro l’Atalanta è finito con il ferimento di un uomo di 40 anni, accoltellato dalla moglie 35enne.

Durante la partita, che il 40enne stava guardando in tv, l’uomo si è infuriato per il rigore negato dall’arbitro ai partenopei; è volata qualche parolaccia e la moglie ha pensato che gli insulti fossero rivolti a lei.

La donna ha quindi minacciato il marito dicendogli di andare via o l’avrebbe accoltellato. Al rifiuto dell’uomo, la 35enne ha impugnato un paio di forbici lanciandoglielo contro, poi ha raccolto un coltello da cucina e ha colpito il marito al fianco, continuando a tentare di colpirlo anche mentre quest’ultimo telefonava al 112 e al 118.

Giunti sul posto, i Carabinieri della stazione di Capodimonte hanno arrestato la 35enne per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.

La donna, che è stata portata in carcere, è stata denunciata anche per porto di coltello perché nella sua borsa i militari hanno trovato altre tre lame. Il 40enne è ricoverato all’Ospedale del Mare, non in pericolo di vita.

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Gli uffici di Harmont & Blaine a soqquadro nella notte in zona Asi Caivano, indagini dei Carabinieri

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Gli uffici di Harmont & Blaine a soqquadro nella notte in zona Asi Caivano, indagini dei Carabinieri
Gli uffici di Harmont & Blaine a soqquadro nella notte in zona Asi Caivano, indagini dei Carabinieri

Nella notte i Carabinieri della sezione radiomobile di Caivano sono intervenuti nella zona Asi di Pascarola, nella sede dell’azienda Harmont & Blaine.

All’interno, gli uffici dell’azienda del settore moda sono stati messi a soqquadro. Il danno è da quantificare. I Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno svolto i prelievi. Indagini in corso per chiarire dinamica e matrice dell’accaduto.

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Le indagini per la morte del piccolo Domenico al Monaldi, il legale: “Dall’ospedale cartella clinica incompleta”

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Le indagini per la morte del piccolo Domenico al Monaldi, il legale Dall'ospedale cartella clinica incmpleta
Le indagini per la morte del piccolo Domenico al Monaldi, il legale Dall'ospedale cartella clinica incmpleta

“Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato”.

Lo dice all’ANSA l’avvocato Francesco Petruzzi, difensore della famiglia del piccolo morto ieri. “Stamattina torno in procura per segnalare l’anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l’hanno fatto”.

Altro aspetto sollevato da Petruzzi sulla documentazione ricevuta dal Monaldi è la scansione degli orari.

“Le varie fasi sono descritte cronologicamente ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi”. Domani il legale parlerà anche di questo con il procuratore aggiunto Ricci, che coordina l’inchiesta. Petruzzi depositerà inoltre la nomina dell’anatomopatologo di parte in vista dell’autopsia, che non è ancora stata fissata.

domenico monaldi

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Carro di Carnevale in fiamme durante la sfilata a Nocera Superiore

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NOCERA INCENDIO CARRO CARNEVALE
NOCERA INCENDIO CARRO CARNEVALE

NOCERA SUPERIORE – Paura questa mattina a Nocera Superiore (Salerno) durante la sfilata dei carri per il Carnevale.

Per questioni in corso d’accertamento il carro del dragone cinese, organizzato da un gruppo di Piedimonte, avrebbe urtato i cavi dell’alta tensione ferroviaria in via Vincenzo Russo, nei pressi di un attraversamento a livello. Il contatto tra il carro e i cavi avrebbe innescato l’incendio.

In pochi attimi le fiamme hanno avvolto il carro, riducendolo ad un cumulo di cenere. Tanta la paura dei presenti, ma i presenti hanno evitato che si generasse il caos. Nonostante l’intervento dei Vigili del Fuoco, il carro è andato totalmente distrutto.

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Trovato morto Luciano Capasso, era disperso sulle alpi svizzere

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LUCIANO CAPASSO QUALIANO
LUCIANO CAPASSO QUALIANO

SVIZZERA – Tragico epilogo per le ricerche di Luciano Capasso, 25enne di Qualiano (Napoli), disperso da cinque giorni sulle alpi svizzere a Saint Moritz.

A darne notizia sono stati la mamma, Raffaella Grande, e il suo legale, l’avvocato Sergio Pisani.

La famiglia Capasso solleva però pesanti interrogativi sulla gestione dell’emergenza da parte delle autorità elvetiche. Luciano non era un escursionista inesperto: ex militare addestrato alla sopravvivenza in condizioni estreme, indossava un equipaggiamento tecnico e un localizzatore GPS professionale.

Avevamo una geolocalizzazione precisa“, ha dichiarato l’avvocato Pisani, mettendo in dubbio che il maltempo fosse un ostacolo insormontabile per l’impiego di droni o altre tecnologie di ricerca nei giorni precedenti.

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Morte piccolo Domenico: Notificati 6 avvisi di garanzia a sanitari dell’Ospedale Monaldi, sequestrati smartphone

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INCHIESTA PROCURA MORTO PICCOLO DOMENICO
INCHIESTA PROCURA MORTO PICCOLO DOMENICO

La Procura della Repubblica di Napoli ha notificato un avviso di garanzia a ciascuno dei sei sanitari dell’ospedale Monaldi iscritti nei giorni scorsi nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore fallito dello scorso 23 dicembre, costato la vita al piccolo Domenico.

Nell’avviso di garanzia odierno l’ipotesi di reato è ancora di lesioni colpose gravissime: nei prossimi giorni, quando verrà comunicata agli indagati la data dell’esame autoptico, verrà contestualmente notificata la nuova ipotesi di reato di omicidio colposo.

I carabinieri del Nas hanno inoltre sequestrato i cellulari dei sei indagati. Il sequestro dei cellulari è avvenuto sempre su disposizione dei magistrati della VI sezione (“lavoro e colpe professionali”, sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci). I telefonini verranno passati al setaccio dagli inquirenti impegnati a ricostruire, tra l’altro, le comunicazioni intercorse tra medici e paramedici dal 23 dicembre 2025, giorno del trapianto, a oggi.

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Afragola: Sparatoria a pochi passi dal Municipio, ferito un 70enne pregiudicato

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SPARATORIA AFRAGOLA
SPARATORIA AFRAGOLA

AFRAGOLA – Sabato pomeriggio, intorno alle 15.30, ad Afragola si è tornato a sparare. In via Pigna, proprio di fronte alla al Municipio.

Una vettura con a bordo alcuni individui sarebbe entrata nel vicoletto senza uscita che costeggia il parcheggio comunale. Dall’abitacolo sarebbero partiti diversi colpi d’arma da fuoco che hanno raggiunto un uomo, ferendolo al braccio e alla gamba destra.

La vittima è un 70enne del posto, R.C., già noto alle forze dell’ordine. La posizione del ferito è al vaglio delle Forze dell’Ordine. L’area in cui è avvenuta la sparatoria è storicamente considerata una piazza di illegalità diffusa, che va dallo spaccio di stupefacenti al contrabbando di sigarette.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Afragola, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Il 70enne è stato trasportato in ospedale: non sarebbe in pericolo di vita.

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