domenica, Luglio 5, 2026
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Aeroporto di Napoli paralizzato: Canadair in avaria blocca l’unica pista di Capodichino

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NAPOLI AEROPORTO CAPODICHINO CHIUSO
NAPOLI AEROPORTO CAPODICHINO CHIUSO

Pesanti disagi si stanno registrando da questo pomeriggio, domenica 5 luglio, all’aeroporto di Napoli Capodichino, costretto a interrompere le operazioni a causa di un incidente in pista. L’intero scalo è attualmente fermo: la pista 06/24, l’unica disponibile, è stata chiusa dopo l’avaria di un Canadair impegnato nelle attività antincendio.

Secondo quanto comunicato dagli operatori aeroportuali, il velivolo – proveniente da Lamezia Terme – si è arrestato sulla pista con il carrello principale danneggiato, rendendo impossibile qualsiasi movimento in decollo o atterraggio. Al momento non è stato chiarito se il problema sia sorto in fase di atterraggio, decollo o per un guasto tecnico improvviso. Sono in corso verifiche per accertare eventuali danni alla pavimentazione e stabilire quando la pista potrà tornare operativa.

La chiusura dell’unica pista ha generato una catena di ritardi che continua ad aggravarsi con il passare delle ore. Oltre un centinaio di voli ha accumulato ritardi compresi tra 25 e 110 minuti, mentre undici collegamenti sono già stati cancellati. Tra questi figurano le tratte dirette verso Vienna, Stoccarda, Copenaghen, Skiathos e Mykonos.

La situazione resta in evoluzione e dipenderà dai tempi necessari per liberare la pista e verificarne l’agibilità.

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Baia Domizia: 19enne accoltellato nei pressi di un locale la scorsa notte, indaga la polizia

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BAIA DOMIZIA 19ENNE ACCOLTELLATO
BAIA DOMIZIA 19ENNE ACCOLTELLATO

BAIA DOMIZIA – Un ragazzo di 19 anni, residente in un comune della provincia di Caserta, è rimasto ferito nella notte dopo essere stato colpito con un fendente nella zona di Baia Domizia Sud, nei pressi di alcuni locali molto frequentati.

L’aggressione è avvenuta intorno all’1.30. Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe stato accompagnato in ospedale con mezzi propri, prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118. Quando i sanitari sono giunti sul posto, hanno constatato che il ferito era già stato trasferito e hanno attivato le procedure previste, informando le forze dell’ordine.

La Polizia sta ora lavorando per chiarire l’esatta dinamica dell’episodio: gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando se altre persone possano essere rimaste coinvolte o aver assistito alla scena.

Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli né sulle condizioni del giovane né sulle cause che avrebbero portato all’accoltellamento. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto.

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Orta di Atella: Abbandona amianto triturato in strada, scatta la denuncia da parte della Polizia Provinciale

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ORTA DI ATELLA AMIANTO
ORTA DI ATELLA AMIANTO

ORTA DI ATELLA – Nell’ambito delle operazioni mirate al rintraccio dei responsabili dei crimini ambientali, la Polizia Provinciale di Caserta ha individuato un uomo che ha abbandonato ingenti rifiuti in strada.

Dipendente di una ditta edile con sede a Salerno e residente a Caivano (NA), è stato intercettato dagli agenti – coordinati dal Comandante Colonnello Biagio Chiariello – mentre scaricava dal proprio furgone un ingente quantitativo di materiale di risulta proveniente da lavorazioni edili tra cui una notevole quantità di amianto triturato rimosso da una vecchia tettoia presso la sua residenza estiva.

Le indagini hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’illecito: l’uomo aveva effettuato dei lavori di ristrutturazione presso una propria abitazione situata in una località balneare di Castel Volturno e invece di seguire le corrette procedure di smaltimento del materiale pericoloso , ha caricato i sacchi sul proprio mezzo per poi disfarsene illegalmente ad Orta di Atella.

​Per confermare il quadro probatorio, gli agenti si sono recati presso il cantiere riscontrando l’effettiva rimozione della copertura in eternit, sostituita da una nuova tettoia in lamiera, confermando la provenienza del materiale abbandonato. ​Messo di fronte all’evidenza, il responsabile ha ammesso le proprie colpe e nei suoi confronti é scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per il reato di abbandono di rifiuti pericolosi e la sospensione della patente di guida.

Per le spese di bonifica é stata inoltrata una segnalazione al Comune di Orta di Atella per l’addebito al responsabile per la rimozione e il corretto smaltimento in sicurezza del materiale con costi stimati in circa 10mila euro.

​L’operazione si inserisce nella costante attività di monitoraggio e contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio, un’azione prioritaria per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica gestita dal comando della Polizia Provinciale guidata dal Colonnello Chiariello.

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Violenza in strada a Casalnuovo: Aggredita la consigliera comunale Katia Iorio, il marito e la figlia

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AGGRESSIONE KATIA IORIO CASALNUOVO DI NAPOLI
AGGRESSIONE KATIA IORIO CASALNUOVO DI NAPOLI

CASALNUOVO – Violenza cieca in strada a Casalnuovo di Napoli, vittime la consigliera comunale del Partito Democratico, Katia Iorio, suo marito e sua figlia. I tre erano in auto quando sono stati selvaggiamente aggrediti da un gruppo di donne.

Ecco il racconto di Katia Iorio: Oggi, 4 luglio 2026, io, mio marito Camillo e mia figlia Rossana, siamo stati brutalmente aggrediti. Abbiamo riportato tutti varie lesioni come attestano i referti rilasciati dal Pronto Soccorso della Villa dei Fiori di Acerra. A me personalmente hanno asportato 3 ciocche di capelli e ripetutamente presa a pugni in testa. Lo stesso trattamento è stato riservato a mio marito e mia figlia.

Siamo indignati ed impauriti, soprattutto perché questo gesto si verifica dopo le molteplici minacce ricevute nei giorni scorsi e che abbiamo sempre denunciato ai carabinieri della tenenza di Casalnuovo di Napoli intervenuti sul posto.

All’apparenza potrebbero sembrare futili motivi di liti familiari, ma da informazioni pervenute nelle ultime ore si apre uno scenario completamente diverso e legato al mio ruolo politico. Non farò nessun passo indietro nonostante l’ennesima intimidazione.
Oggi ho denunciato e continuerò a denunciare tutto alle autorità competenti, TUTTO.
Abbraccio tutte le persone che stanno rivolgendo la loro solidarietà alla mia famiglia.
Siamo scossi, ma non molliamo. Ecco uno dei video consegnati alle autorità.

Immediata anche la solidarietà del Sindaco di Casalnuovo, Giovanni Nappi: Esprimo la mia piena solidarietà a Katia Iorio, a suo marito Camillo e a tutta la loro famiglia. Le immagini dell’aggressione sono di una brutalità sconcertante. La violenza fisica è inaccettabile e va condannata sempre, senza alcuna giustificazione.

IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE

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Afragola, padre Francesca Tucci: “Ho pagato per far morire mia figlia”. La 24enne è deceduta dopo un intervento intramoenia al Cardarelli

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FRANCESCA TUCCI AFRAGOLA
FRANCESCA TUCCI AFRAGOLA

AFRAGOLA – “Ho pagato per far morire mia figlia”. A parlare è Vincenzo Tucci, 60 anni, padre di Francesca Tucci, la 24enne deceduta lo scorso 3 luglio in terapia intensiva dopo un intervento chirurgico in intramoenia eseguito all’ospedale Cardarelli di Napoli.

Dopo la denuncia presentata dalla famiglia la Procura di Napoli ha sequestrato, tra l’altro, la salma per l’autopsia: il conferimento dell’incarico ai medici che si occuperanno dell’accertamento irripetibile è stato fissato per martedì.

La Procura di Napoli, con il sostituto procuratore Mario Canale, ha aperto un fascicolo che vede indagati, come atto dovuto, tre sanitari: il chirurgo Felice Pirozzi, Giuseppe Magno e Francesca Duro. Il collegio difensivo è composto invece dagli avvocati Massimo Lanna, Massimo D’Errico e Francesco Petruzzi.

“Sono stato chiamato dalla famiglia Tucci perché non si riusciva a trovare a uno specialista di branca di parte da nominare per l’autopsia”, dice Petruzzi che aggiunge: “a rappresentare gli interessi dei Tucci – continua Petruzzi – ci sarà, tra gli altri, il medico legale Luca Scognamiglio, che già si sta occupando del caso del piccolo Domenico Caliendo e il professore Maurizio Gentile”.

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Le sei date di Geolier allo stadio Maradona nel Giugno 2027 sono già sold out

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NAPOLI GEOLIER CONCERTI GIUGNO 2027
NAPOLI GEOLIER CONCERTI GIUGNO 2027

Quest’anno è stato Geolier a raggiungere i suoi fan in giro per l’Italia. Nel 2027 sarà Napoli ad accogliere il suo pubblico in arrivo da tutta la nazione.

Il rapper riscrive la storia dei live nella sua città, raddoppiando il suo primato e firmando un nuovo record: le sei date di “Napoli è casa tua”, annunciate la scorsa settimana e in programma il 9, 10, 11, 13, 14 e 15 giugno 2027 allo Stadio Diego Armando Maradona, sono ufficialmente tutte sold out.

Durante il weekend conclusivo del suo primo tour negli stadi, Geolier aveva parlato di un progetto speciale dedicato alla sua città, dichiarando “L’anno prossimo suonerò solo a Napoli”. Il pubblico ha risposto subito con un entusiasmo tale da bruciare, in meno di 48 ore, 150.000 biglietti, e da portare, oggi, a compimento il compito non scontato di replicare l’annuncio, con un tutto esaurito senza precedenti.

Oltre 300.000 fan raggiungeranno il capoluogo campano per vivere momenti indimenticabili ben oltre il concerto, assorbendo l’energia delle persone e dei luoghi che hanno ispirato il percorso artistico di Geolier. Perché per comprendere davvero ciò che il rapper racconta da anni, bisogna vivere emozioni uniche nel luogo da cui tutto ha avuto origine.

È questa la visione che ha dato vita a “Napoli è casa tua”, un progetto che trasforma sei concerti in un’esperienza diffusa, con eventi, attività e iniziative che accompagneranno chiunque arriverà in città. Perché Napoli non è soltanto il luogo da cui Geolier proviene. È casa sua. Ed è pronta a diventare la casa di tutti. Info biglietti su: magellanoconcerti.it. Per permettere al pubblico di tutta Italia di raggiungere Napoli e vivere al meglio l’esperienza, saranno previste agevolazioni dedicate ai trasporti e alla permanenza in città.

Le informazioni verranno comunicate sul sito di Magellano Concerti a partire dal 1° dicembre 2026. Il sipario sul primo tour negli stadi di Geolier si è chiuso nel modo più spettacolare possibile. Dopo l’esordio a San Siro e i sold out all’Olimpico e al Franco Scoglio, l’artista ha completato, per la seconda volta nella sua carriera, la tripletta di concerti sold out allo Stadio Diego Armando Maradona.

A rendere ancora più memorabile il weekend di Napoli sono stati gli ospiti che hanno condiviso il palco con lui. Il 26 giugno la leggenda dell’hip hop mondiale 50 Cent ha raggiunto Geolier per la prima esibizione live di “Phantom”, la loro collaborazione contenuta nell’album “Tutto è possibile”: un momento storico che ha trasformato il sogno di Emanuele bambino in realtà.

Nelle tre serate al Maradona sono saliti sul palco anche Sfera Ebbasta, ANNA, Luchè, la SLF e l’inseparabile MV Killa, presenza simbolica lungo tutto il tour. Ospiti che si aggiungono a quelli delle precedenti tappe, da Lazza e Shiva a Milano, Kid Yugi a Milano e Roma e Achille Lauro a Roma.

A chiudere questo viaggio è stato anche un altro traguardo senza precedenti: il concerto finale del 28 giugno è stato trasmesso in live streaming globale su Prime Video, oltre che sul canale Twitch e sull’app di Amazon Music, portando per la prima volta un artista italiano in diretta mondiale sulla piattaforma e inaugurando nel nostro Paese una distribuzione simultanea del live su più servizi streaming. Ma Geolier non si ferma e il suo tour continua con quattro speciali appuntamenti del “Summer festival tour 2026”.

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È Alessandro Grivano il 33enne freddato questa notte a Porta Capuana: si indaga sul movente

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È Alessandro Grivano il 33enne freddato questa notte a Porta Capuana si indaga sul movente
È Alessandro Grivano il 33enne freddato questa notte a Porta Capuana si indaga sul movente

È caccia ai killer che hanno ucciso Alessandro Grivano, 32 anni, raggiunto da colpi di pistola nella notte a pochi passi da Porta Capuana, nel cuore della zona Ferrovia a Napoli. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno lavorando senza sosta per ricostruire le ultime ore di vita della vittima e individuare il movente dell’agguato.

Il nome di Grivano non era nuovo alle cronache giudiziarie. Originario del Borgo Sant’Antonio Abate, nel 2019 era finito al centro di un’inchiesta su una presunta batteria di truffatori specializzata in raggiri ai danni degli anziani. Secondo quanto emerso all’epoca, il gruppo sarebbe stato controllato da esponenti legati al clan Contini. Per quella vicenda Grivano era stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e successivamente condannato a due anni e sei mesi. I giudici, però, avevano escluso per gli imputati l’aggravante mafiosa.

Nonostante quei precedenti, al momento gli investigatori non sembrano privilegiare la pista di un regolamento di conti maturato negli ambienti criminali. L’ipotesi su cui si concentra il lavoro della polizia sarebbe piuttosto quella di un contrasto personale, forse legato alla sfera privata della vittima.

Nelle ultime ore gli agenti, coordinati dalla Squadra Mobile guidata dal primo dirigente Mario Grassia, stanno ascoltando familiari, amici e conoscenti del trentaduenne. L’obiettivo è ricostruire eventuali tensioni recenti, contatti, appuntamenti e movimenti precedenti all’agguato.

Un contributo decisivo potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona di Porta Capuana, tra l’ex Prefettura e il mercato del “Buvero”. I filmati sono già stati acquisiti dagli inquirenti e potrebbero aver ripreso il passaggio dei killer o momenti utili a chiarire la dinamica dell’omicidio.

Le indagini proseguono a ritmo serrato. Gli investigatori stanno cercando di stringere il cerchio attorno agli autori dell’agguato e al movente, mentre resta alta l’attenzione sulla nuova scia di sangue che ha colpito il centro di Napoli.

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Spari e kalashnikov a Montesanto, il Gip: “Modalità chiaramente camorristiche, inverosimile verisione dei fatti fornita”

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Spari e kalashnikov a Montesanto, il Gip Modalità chiaramente camorristiche, inverosimile verisione dei fatti fornita
Spari e kalashnikov a Montesanto, il Gip Modalità chiaramente camorristiche, inverosimile verisione dei fatti fornita

Il gip di Napoli ha ritenuto inverosimile la versione dei fatti fornita dai due uomini indagati (quello che ha sparato e colui che aveva il kalashnikov), è cioè che la rissa – con gli spari e l’esibizione di un’arma da guerra – sia frutto di uno scontro legato alla mal tolleranza in famiglia di Triuolo.

Non solo: il giudice, che ha riconosciuto l’aggravante mafiosa, agli inquirenti, ha chiesto approfondimenti investigativi per fare luce sul reale movente di quanto accaduto nel tardo pomeriggio di lunedì scorso in piazzetta Montesanto, nel centro di Napoli.

“La loro azione (quella di Truiolo e di Iaccarino, ndr) sembra connotata da modalità chiaramente camorristiche, – scrive il gip – se si considera lo sfoggio di armi da fuoco, tra le quali una micidiale arma da guerra, in pieno centro e in pieno giorno, senza minimamente preoccuparsi della possibile reazione che tali azioni avrebbero potuto suscitare da parte dei clan della zona, essendo evidentemente convinti della garanzia della loro ‘impunità'”.

Iaccarino ha riferito di avere casualmente trovato l’AK47 in un terreno, vicino a un albero, una versione “inverosimile” per il giudice come il fatto che in famiglia Truiolo fosse malvisto per la sua personalità esuberante (viaggiava su una moto di grossa cilindrata, fisicamente imponente e con diversi tatuaggi sul corpo).

Truiolo ha poi detto che la pistola usata per sparare in aria era una scacciacani e di averla gettata via quando si è allontanato dalla piazzetta teatro della rissa. Circostanza che, in assenza dell’arma, non è riscontrabile.

Il giudice, infine, ha creduto alla versione di Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino, per la quale ha escluso la gravità indiziaria in relazione alla contestazione di avere nascosto la pistola usata da Truiolo: per il giudice l’ha strappata dalle mani del marito il quale si è anche opposto.

La Rossetti, era intenzionata, ha sottolineato il giudice: “a evitare più gravi conseguenze rispetto alla rissa in corso e, in particolare, di evitare che la pistola potesse essere usata”.

“Non ha contribuito all’azione dei due uomini – viene sottolineato dal giudice – riponendo l’arma e non si vede quale altra soluzione avesse a disposizione in quel momento per evitare che chicchessia (anche quelli che si contrapponevano ai suoi familiari) se ne impadronissero”.

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Napoli, spari nella notte a Porta Capuana: 33enne freddato mentre era in sella ad uno scooter

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Napoli, spari nella notte a Porta Capuana 33enne freddato mentre era in sella ad uno scooter
Napoli, spari nella notte a Porta Capuana 33enne freddato mentre era in sella ad uno scooter

Un 33enne è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco a Napoli. Il ferimento si è verificato intorno all’1 della scorsa notte, nella zona di Porta Capuana. Alessandro Grivano, questo il nome della vittima, è poi deceduto durante il trasporto al Pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la vittima sarebbe stata ferita in circostanze ancora da accertare, mentre era in sella a uno scooter. Dinamica in fase di ricostruzione da parte degli agenti della Squadra mobile partenopea.

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Castel Volturno: “Action Day” della Polizia Provinciale contro illegalità diffuse nel mare domiziano, denunce e sequestri

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CASTEL VOLTURNO
CASTEL VOLTURNO

CASTEL VOLTURNO – Il terzo “Action Day” nei mari del litorale domitio si è concentrato sulle acque interne alla foce del fiume Volturno.

La cornice di sicurezza è stata garantita dalla polizia provinciale di Caserta , coordinata dal comandante Biagio Chiariello, con il supporto delle associazioni “Domizia” e “Fly Liternum”.
Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino con monitoraggio aereo e navale imbarcazioni per il controllo in mare.

All’arrivo dei mezzi e degli equipaggi dell’interforze nelle acque interne del Volturno alcune “vedette” appostate sulla sponda della foce hanno provato a lanciare l’allarme per avvisare i pescatori di frodo. Ciononostante, gli agenti sono riusciti a chiudere le via di fuga, sorprendendo numerosi soggetti impegnati nelle attività di pesca illecite. Tra le persone fermate è emersa la presenza di un noto pregiudicato, già legato a sodalizi criminali.

Il bilancio dell’attività, volta a tutelare sia l’ecosistema marino che la salute dei consumatori, è significativo: Identificate 13 persone.

I provvedimenti adottati consistono in una denuncia penale a piede libero, due veicoli sequestrati perché privi di copertura assicurativa e due per omessa revisione. Elevate sanzioni per un totale di circa 6.000 euro e per violazioni alle norme vigenti in materia di pesca e codice della strada.

Le operazioni di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di monitorare costantemente le aree più sensibili del litorale e stroncare sul nascere le filiere illegali di vendita del pesce, ma soprattutto per liberare il mare della costa domiziana da un’illegalità diffusa che rischia di desertificare l’habitat costiero e compromettere la sua ricchissima biodiversità.

Le operazioni rientrano in ambito protocollo della Provincia di Caserta diretta dal Presidente Colombiano, in ambito interforze per la tutela del mare.

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