giovedì, Gennaio 15, 2026
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Controlli nel cuore di Napoli: ristorante sospeso in piazza Cavour per gravi violazioni sanitarie

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NAPOLI – È scattata la sospensione immediata dell’attività per un ristorante situato in piazza Cavour, in pieno centro cittadino, al termine di un controllo congiunto delle forze dell’ordine e degli enti preposti alla tutela della salute pubblica.

L’intervento, avvenuto nelle scorse ore, ha coinvolto Polizia Municipale, Polizia di Stato, vigili del fuoco e personale dell’Asl Napoli 1 Centro. Fin dalle prime verifiche sono emerse numerose irregolarità, culminate nella chiusura del locale per gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate all’interno della cucina.

Gli ispettori dell’Asl hanno accertato otto non conformità, di cui quattro giudicate significative e quattro considerate gravi. Durante il sopralluogo è stata sequestrata una ingente quantità di alimenti in cattivo stato di conservazione e privi di tracciabilità, condizioni incompatibili con la prosecuzione dell’attività di ristorazione.

Parallelamente, la Polizia Municipale dell’Unità Operativa Stella ha rilevato violazioni amministrative relative all’inquinamento acustico, all’installazione non autorizzata di tende e insegne e al mancato rispetto delle norme comunali sulla gestione dei rifiuti. Il locale presentava inoltre ambienti di servizio e cucina con affaccio su via Mario Pagano.

Ulteriori criticità sono state segnalate dai vigili del fuoco, che hanno ipotizzato reati legati alla mancata adozione delle misure di prevenzione incendi, all’assenza delle tutele previste per la sicurezza dei lavoratori e all’omessa presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività antincendio per gli impianti di produzione di calore.

L’operazione si inserisce in un piano di controlli mirati nel centro cittadino, volto a garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza a tutela dei cittadini e dei lavoratori.

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Napoli: Giovane ferito alla testa con un colpo di pistola, non è in pericolo di vita

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Un giovane di 29 anni è stato ferito alla testa con un colpo d’arma da fuoco. Soccorso e portato in ospedale, al Vecchio Pellegrini di NAPOLI, non è in pericolo di vita. Il fatto è accaduto intorno alle 2 della scorsa notte in via Vespucci.

La vittima ha raccontato che era in auto in compagnia di un’altra persona quando sono sopraggiunte due persone in sella ad uno scooter. Il passeggero del motociclo, forse con l’intento di mettere a segno una rapina, ha estratto una pistola esplodendo più colpi, di cui uno ha ferito alla testa il 29enne.

Portato in ospedale è stato subito medicato. Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra mobile della Questura di NAPOLI.

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Sanzione sui rifiuta, Unione Europea fa sostanzioso sconto alla Campania

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SANZIONE RIFIUTI CAMPANIA
SANZIONE RIFIUTI CAMPANIA

L’Ue ha tagliato a 20.000 euro al giorno la sanzione comminata alla Campania per la cattiva gestione dei rifiuti.

Una riduzione significativa della sanzione che la Campania paga dal 2015, quando la Ue la condannò a pagare 120.000 euro al giorno. Lo si apprende da fonti della Regione Campania.

La multa è stata ridotta in virtù dei forti passi avanti fatti dalla Regione nel settore della gestione dei rifiuti nei due mandati dell’amministrazione di Vincenzo De Luca.

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Grumo Nevano: Il Sindaco Umberto Cimmino ha presentato le dimissioni

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UMBERTO CIMMINO SINDACO GRUMO NEVANO DIMISSIONI
UMBERTO CIMMINO SINDACO GRUMO NEVANO DIMISSIONI

GRUMO NEVANO – Il Sindaco di Grumo Nevano, ed ex prefetto, Umberto Cimmino, ha consegnato le dimissioni da primo cittadino dopo circa un anno e mezzo dall’elezione.

Cimmino fu eletto in una coalizione di centrosinistra con la presenza anche del Partito Democratico. A quanto pare sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia tra il Sindaco e la maggioranza. La decisione sarebbe arrivata un po’ a sorpresa, anche se da settimane pare ci fosse non poca pressione da parte dei consiglieri comunali per un rimpasto in Giunta. Guardando però la storia tribolata del Comune di Grumo Nevano, questa decisione non stupisce. Oramai da anni nessun sindaco democraticamente eletto è riuscito a portare a termine il mandato.

Adesso trascorreranno 20 giorni al termine dei quali lo strappo potrà essere ricucito, con il ritiro delle dimissioni, oppure verranno confermate e si andrà al voto in primavera.

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Pescatore morto folgorato a Vico Equense, sono sei gli indagati. La madre: “Vogliamo giustizia per Ugo”

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UGO MANGANARO
UGO MANGANARO

Chiediamo giustizia per Ugo, che è morto per un filo elettrico non controllato. Serve senso di responsabilità e presenza sul territorio per tutti quelli che amministrano il territorio“.

A parlare è Mariangela De Simone, madre di di Ugo Manganaro, il pescatore 34enne di Vico Equense, rimasto folgorato da una scarica elettrica in riva al mare la sera del 22 novembre 2022, durante un violento temporale.

Oggi, nel tribunale di Torre Annunziata, è prevista l’udienza preliminare del processo durante la quale gli inquirenti (procuratore Nunzio Fragliasso, sostituto Andreana Ambrosino) presenteranno la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti di due imprenditori e quattro funzionari Enel a cui si contestano omissioni che, a parere dei pm, portarono alla morte Manganaro.

Parenti e amici della vittima si sono riuniti dinnanzi al tribunale per invocare giustizia e non vendetta. Dalle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata emerse che il pescatore, recatosi a controllare le reti durante la tempesta, venne ucciso sul colpo da una scarica elettrica sprigionatasi da una cabina non riparata dove c’era un filo scoperto. La famiglia, difesa dall’avvocato Enrica Visconti, presentò denuncia e dalle indagini emersero delle irregolarità nella gestione di un guasto elettrico.

La famiglia è stata colpita da un lutto straziante – ricorda l’avvocato Visconti – ed è mossa da un’urgenza di avere risposte. Siamo fiduciosi del lavoro svolto dalla magistratura e ci auspichiamo che, se ci saranno responsabilità, vengano riconosciute per tutti gli imputati. Ora ci prepariamo a questa lunga battaglia giudiziaria per far avere le risposte che la famiglia merita“.

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«Basta con la Caivano della camorra»: la replica del sindaco Angelino alla fiction La Preside su Rai 1 di Luisa Ranieri

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Caivano non si riconosce più nell’immagine proposta dalla fiction La Preside, andata in onda nei giorni scorsi con Luisa Ranieri. A dirlo è il neo sindaco Antonio Angelino, che affida ai social una riflessione netta e articolata sul racconto televisivo ispirato alla storia della dirigente scolastica Eugenia Carfora e ambientato nel Parco Verde.

Il primo cittadino invita innanzitutto a distinguere tra narrazione e realtà. «Siamo davanti a una fiction – sottolinea – e il linguaggio televisivo ha bisogno di semplificare e romanzare i fatti per raggiungere il grande pubblico». Una precisazione che però non cancella la memoria delle ferite profonde vissute dalla comunità. Angelino ricorda infatti il dramma di Fortuna Loffredo e gli altri episodi di violenza che hanno segnato Caivano: «Sono dolori che restano, cicatrici che non si cancellano».

Secondo il sindaco, tuttavia, ciò che viene mostrato sullo schermo appartiene ormai al passato. «Le sceneggiature si scrivono su fatti già avvenuti, ma la realtà di oggi corre più veloce della pellicola», afferma, rivendicando il cambiamento in atto sul territorio.

Angelino traccia quindi il quadro della Caivano attuale, parlando di una città profondamente trasformata. «L’intervento del Governo nazionale ha avviato una bonifica reale del territorio e sta creando nuove opportunità. È un lavoro imponente che deve proseguire, e che da oggi vedrà l’amministrazione comunale camminare accanto alle istituzioni centrali». A questo si aggiungono, secondo il sindaco, le azioni della magistratura, che avrebbero ripulito politica e uffici pubblici, e i progetti messi in campo da Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli.

Da qui nasce la domanda che Angelino pone pubblicamente: «Perché continuare a raccontare Caivano come capitale di droga e camorra, quando quella stagione è stata superata?». Le operazioni ad alto impatto delle forze dell’ordine, spiega, hanno colpito duramente lo spaccio, restituendo spazi di legalità alla città.

Il sindaco rivendica soprattutto il ruolo della società civile. «Associazioni, scuole, chiese, famiglie, commercianti, imprenditori e volontariato hanno fatto fronte comune. Senza clamore, lontano dai riflettori, Caivano ha dimostrato di voler scrivere una storia diversa», sottolinea, parlando di un popolo ferito ma capace di rialzarsi.

Angelino conclude con un auspicio: «Raccontare una Caivano che non esiste più può fare bene all’audience, ma non alla comunità». L’obiettivo, spiega, è quello di dare voce al presente e al futuro della città, migliorando la qualità dei servizi e rafforzando quel principio di reciprocità che è stato al centro della sua campagna elettorale.

Nel suo intervento non manca infine un ringraziamento alla preside Eugenia Carfora per il lavoro svolto negli anni, riconoscendone l’impegno educativo e civile. Un tributo che convive con una richiesta chiara: voltare pagina e raccontare una Caivano nuova, che chiede di essere conosciuta per ciò che è diventata, non per ciò che è stata.

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Salute, la Campania 13esima in Italia tra Regioni e province autonome per i livelli essenziali di assistenza sanitaria

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Salute, la Campania 13esima in Italia tra Regioni e province autonome per i livelli essenziali di assistenza sanitaria
Salute, la Campania 13esima in Italia tra Regioni e province autonome per i livelli essenziali di assistenza sanitaria

La Campania, pur essendo una Regione “adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia” (in Italia otto non lo sono), si trova in una posizione medio bassa (13esima su 21 regioni e province autonome prese in considerazioni) nella graduatoria del punteggio totale relativo agli adempimenti Lea (livelli essenziali di assistenza).

I dati, risalenti al 2023 (l’ultimo anno disponibile), è stato fornito dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la commissione Affari costituzionali del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni).

“I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza – afferma Cartabellotta – né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.

Stando ai dati in possesso di Gimbe e riferiti alla Campania, la regione presenta un punteggio totale degli adempimenti ai livelli essenziali di assistenza pari a 206, a fronte di una media nazionale di 226, ben distante dalle prime (Veneto è a 288, Toscana a 286 ed Emilia Romagna a 278) ma è avanti tra le altre a provincia autonoma di Bolzano (202), Molise (193) e Sardegna (192).

La Campania ha inoltre registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate: 62 punti per l’area della prevenzione (collocandosi al sedicesimo posto, 36 punti in meno rispetto alle prime, la provincia autonoma di Trento e al Veneto); 72 punti per l’area distrettuale (13esima, 24 in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione) e 72 punti per l’area ospedaliera (15esima, 25 punti in meno della prima, la provincia autonoma di Trento).

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Napoli, la Guardia di Finanza sequestra l’intera azienda “Napolitano Store”

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NAPOLITANO STORE SEQUESTRO
NAPOLITANO STORE SEQUESTRO

La Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato l’intero compendio aziendale “Napolitano Store” società di Casalnuovo che commercia in elettrodomestici e telefoni cellulari già destinataria lo scorso 17 settembre di un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro (tra i beni figura anche uno yacht da 16,5 metri) confermato dal Tribunale del Riesame.

In esecuzione di un decreto emesso dal gip su richiesta procura di Nola, finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Napoli hanno messo i sigilli ai negozi “Napolitano Store” (il cui proprietario è attivissimo sui social con decine e decine di post ogni giorno) che si trovano a Casalnuovo e Napoli.

L’imprenditore Angelo Napolitano era anche nel video girato l’8 agosto dello scorso anno all’interno del Consiglio regionale della Campania, insieme con la tiktoker Rita De Crescenzo nell’ufficio dell’allora consigliere Pasquale Di Fenza. In quel video veniva sbandierata la bandiera dell’Italia con in sottofondo l’Inno tricolore.

Secondo i finanzieri, la società avrebbe continuato a perpetrare le condotte che portarono al sequestro di settembre: frode all’Iva attraverso fatture per operazioni inesistenti, senza applicazione dell’imposta, emesse nei confronti di società “cartiere” prive di dipendenti e di reale operatività e sistematicamente inadempienti agli obblighi tributari.

Dagli accertamenti eseguiti all’epoca emerse che, con le false fatture e l’evasione dell’Iva, la società riusciva a vendere “in nero” telefonini di ultima generazione a prezzi molto più bassi di quelli di mercato che però il cliente doveva assolutamente pagare in contanti. Al cliente veniva consegnata una “bolletta” priva di validità fiscale (molto simile a un normale scontrino), elaborata con un apposito software gestionale, in cui viene indicato il codice IMEI del telefonino venduto, così da giustificare l’uscita dal magazzino della merce, monitorare le vendite al pubblico e assicurare alla clientela l’eventuale sostituzione dei prodotti La società pubblicizzava quotidianamente la propria attività sui social, ha conosciuto negli ultimi anni un’esponenziale e anomala crescita del fatturato (da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni di euro nel 2023).

Al cliente veniva consegnata una “bolletta” priva di validità fiscale (molto simile a un normale scontrino), elaborata con un apposito software gestionale, in cui viene indicato il codice IMEI del telefonino venduto, così da giustificare l’uscita dal magazzino della merce, monitorare le vendite al pubblico e assicurare alla clientela l’eventuale sostituzione dei prodotti.

LA RISPOSTA DI ANGELO NAPOLITANO 

Avete saputo la notizia. Va bene, supereremo anche questa. Abbiamo avuto una chiusura di 15 giorni ma restiamo a completa disposizione per acquisti o altro a Cardito, o al Cis di Nola, oppure sempre a Casalnuovo, in un’altra sede che domani sarà operativa. Dobbiamo aspettare 15 giorni. Supereremo anche questa“.

Così, su tik tok, l’imprenditore Angelo Napolitano commenta il provvedimento con cui la Finanza ha apposto i sigilli alle attività commerciali per fatture false ed evasione dell’Iva.

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Ponticelli: 23enne ferito alla gamba da colpi d’arma da fuoco

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PONTICELLI
PONTICELLI

PONTICELLI – La Polizia di Stato sta indagando sul ferimento di un 23enne avvenuto in nella tarda serata di martedì a Napoli, precisamente in via Califano, nel quartiere di Ponticelli, periferia est della città.

Il giovane è stato medicato nell’ospedale Villa Betania dove i sanitari, dopo avere riscontrato una ferita alla gamba provocata da un colpo d’arma da fuoco, hanno avvertito le forze dell’ordine.

Il 23enne ha riferito agli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli di avere sentito i colpi mentre passeggiava e poi di avere avvertito un bruciore.

Sono in corso le indagini da parte degli Agenti del Commissariato di Ponticelli per chiarire la dinamica dell’accaduto.

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Napoli, Scuola chiusa dopo caso di meningite, dall’Ospedale Cotugno rassicurano: “Non si tratta di focolaio”

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CASI MENINGITE NAPOLI
CASI MENINGITE NAPOLI

NAPOLI – L’istituto comprensivo “Angiulli”, nel Rione Sanità, dopo il caso di un alunno ricoverato per meningite, oggi è chiuso, mercoledì 14 gennaio, per effettuare una disinfezione e sanificazione straordinaria.

Lo rende noto il Comune di Napoli, sottolineando che “il sindaco e l’Amministrazione stanno monitorando la situazione con la massima attenzione e in costante contatto con le autorità sanitarie locali e la dirigenza scolastica“.

Il Dipartimento di Prevenzione Collettiva della Asl Napoli 1 Centro ha indicato, inoltre, le ulteriori misure da adottare come le modalità per la pulizia quotidiana, la sorveglianza sanitaria della comunità e la diffusione di informazioni sulla malattia. Nella nota si ricorda che altre tre persone, di età compresa tra i 22 e i 25 anni, affette da Neisseria meningitidis, sono ricoverate all’ospedale Cotugno.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli, cui fa capo l’ospedale Cotugno, “ha rassicurato la cittadinanza precisando che l’assenza di correlazione cronologica tra l’insorgenza dei sintomi non fa ipotizzare l’esistenza di una catena di contagio diretta. L’incidenza rilevata rientra nei flussogrammi stagionali attesi, correlati anche al brusco calo delle temperature registrato nelle ultime ore. I ceppi infettivi analizzati non sembrano riconducibili a un unico focolaio“.

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