mercoledì, Maggio 20, 2026
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Duplice femminicidio: Carabinieri indagano nel passato di Mario Landolfi per verificare se ci siano altri casi

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MARIO LANDOLFI DUPLICE FEMMINICIDIO
MARIO LANDOLFI DUPLICE FEMMINICIDIO

POLLENA TROCCHIA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Mario Landolfi, il 48enne reo confesso del duplice omicidio di due prostitute fatte cadere nel vuoto in un cantiere edile abbandonato di Pollena Trocchia, nel vesuviano, dove poi sono state ritrovate dai carabinieri.

Assistito dal nuovo avvocato, Antonio Abete, Landolfi ha però rilasciato dichiarazioni spontanee auto accusatorie del tenore di quelle già acquisite in caserma dai Carabinieri della procura di Nola dopo essere stato individuato e bloccato in casa alcune ore dopo il ritrovamento dei corpi delle vittime.

Le indagini dei militari dell’Arma coordinate dalla Procura di Nola, non si sono mai fermate: al momento si stanno cercando ulteriori riscontri per rafforzare il quadro accusatorio che già appare robusto.

Inoltre è doveroso da parte degli investigatori verificare se Landolfi si sia reso protagonista anche di altri episodi simili, considerata la facilità con la quale ha ucciso le due donne il 16 e il 17 maggio scorsi.
 Si attende ora, la decisione del gip di Nola, in relazione alla eventuale convalida del fermo e all’emissione di una misura cautelare.

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Amministrative 2026, l’Antimafia accende i riflettori sui candidati “impresentabili”: Campania prima per numero di casi

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La Campania guida la classifica nazionale dei candidati considerati “impresentabili” in vista delle prossime elezioni comunali. Secondo le verifiche effettuate dalla Commissione parlamentare Antimafia, sarebbero 12 i nomi campani presenti nell’elenco nazionale dei 28 candidati che non rispettano il codice di autoregolamentazione dei partiti. Tra questi, cinque arrivano dall’area napoletana, mentre Avellino detiene il primato come singolo comune con il maggior numero di segnalazioni.

L’elenco è stato illustrato in Commissione dalla presidente Chiara Colosimo. Le contestazioni riguardano soprattutto aspiranti consiglieri comunali, ma in alcuni casi coinvolgono anche candidati sindaci del Sud Italia. Le accuse contestate spaziano dalla corruzione alla bancarotta fraudolenta, passando per riciclaggio, tentata estorsione e traffico illecito di rifiuti.

Tra i casi più rilevanti compare quello di Gianluca Festa, già sindaco di Avellino dal 2019 al 2024 e oggi nuovamente in corsa. Il suo nome compare nell’elenco per via di un decreto di giudizio immediato nell’ambito dell’inchiesta “Dolce Vita”, legata a presunti episodi di corruzione.

La situazione più delicata resta proprio quella del capoluogo irpino, dove oltre a Festa risultano segnalati altri tre candidati al consiglio comunale. Maria Maddalena Balbi, candidata nella lista “Liberi e Forti”, è stata rinviata a giudizio a Milano con l’accusa di riciclaggio. Gaetano Dentice, inserito nella lista “Fratelli di Avellino”, dovrà affrontare un processo a Napoli per presunte attività organizzate nel traffico illecito di rifiuti. Ernesto Panariello, della lista “Siamo Avellino”, è invece coinvolto in un procedimento per bancarotta fraudolenta.

Nel Napoletano emergono diversi altri casi. A Melito finiscono sotto osservazione Anna Ranucci, candidata con la civica “Un patto per Melito”, rinviata a giudizio per frode informatica e accesso abusivo a sistemi telematici, e Lucia Roma del Cdu, condannata in primo grado per tentata estorsione.

Ad Afragola compare il nome di Mauro Moccia, esponente della lista “Afragola Libera”, coinvolto in un procedimento per bancarotta fraudolenta. A Portici, invece, il candidato del Partito Democratico Alessandro Alfieri è stato condannato in primo grado a oltre tre anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, sentenza oggi all’esame della Corte d’Appello. Sempre nel Pd, a Ercolano, Giovanni Tagliamonte risulta rinviato a giudizio per traffico illecito di rifiuti.

Anche il Salernitano registra più di una segnalazione. A Cava de’ Tirreni figura Anna Padovano Sorrentino, candidata democratica rinviata a giudizio per turbata libertà degli incanti, mentre Massimo Palladino, della civica “Nuovi Orizzonti”, è imputato per bancarotta fraudolenta.

L’elenco diffuso dall’Antimafia riapre inevitabilmente il dibattito sui criteri di selezione delle candidature da parte delle forze politiche. Tuttavia, il tema degli “impresentabili” continua a dividere il mondo politico, anche alla luce di precedenti controversi. Tra questi resta emblematico il caso del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, inserito nel 2015 nella lista dell’Antimafia poco prima delle regionali e successivamente assolto dalle accuse che avevano originato la segnalazione.

Casoria, 40mila euro per potenziare controlli ambientali: In arrivo telecamere, foto trappole e pattugliamenti notturni

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CASORIA
CASORIA

Il Comune di Casoria ottiene un finanziamento di 40 mila euro nell’ambito del piano straordinario promosso dal Ministero dell’Interno per il contrasto ai reati ambientali nell’area della Terra dei Fuochi. Le risorse, provenienti dal Fondo Unico di Giustizia annualità 2026, saranno destinate al potenziamento delle attività di controllo del territorio da parte della Polizia Locale.

Il contributo rientra nel più ampio programma nazionale che prevede circa 2 milioni di euro destinati ai Comuni delle province di Napoli e Caserta maggiormente esposti ai fenomeni di sversamento illecito di rifiuti, roghi tossici e reati ambientali.

Nel dettaglio, il finanziamento consentirà al Comune di Casoria di rafforzare le attività di monitoraggio ambientale attraverso l’acquisto di nuove telecamere e foto trappole, strumenti ormai fondamentali per individuare e contrastare gli abbandoni illegali di rifiuti e le attività illecite sul territorio. Le risorse saranno inoltre utilizzate per il potenziamento dei pattugliamenti serali della Polizia Locale e dei controlli ambientali nelle aree maggiormente sensibili della città.

“Questo finanziamento rappresenta un risultato importante per Casoria e conferma l’attenzione che la nostra amministrazione sta dedicando alla tutela del territorio e alla sicurezza ambientale”, dichiara il sindaco Raffaele Bene. “Investire in controlli, tecnologia e presenza sul territorio significa difendere la salute dei cittadini, contrastare gli sversamenti illegali e dare risposte concrete a una problematica che da troppo tempo colpisce le nostre comunità. Continueremo a lavorare in stretta sinergia con la Polizia Locale e con tutte le istituzioni impegnate nella lotta ai reati ambientali”.

Sulla stessa linea l’assessore alla Sicurezza Antonio Ricciardi: “Il rafforzamento dei controlli ambientali rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di presidio e legalità che stiamo portando avanti sul territorio. Le nuove telecamere, le foto trappole e l’intensificazione dei pattugliamenti serali ci consentiranno di intervenire con maggiore efficacia nelle zone più esposte agli abbandoni illeciti di rifiuti e ai fenomeni di degrado ambientale”.

“Con questo finanziamento”, dichiara il Comandante della Polizia Locale Pasquale Pugliese, “il Comune di Casoria compie un ulteriore passo avanti nella lotta ai reati ambientali e nella salvaguardia del territorio, confermando l’impegno dell’amministrazione comunale nel garantire maggiore attenzione e protezione ai cittadini”.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di garantire una maggiore tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della sicurezza urbana, rafforzando la presenza degli agenti sul territorio e migliorando l’efficacia delle attività di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali.

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Scampia, crollo vela rossa: Entro questa sera torneranno in casa le persone evacuate

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SCAMPIA CROLLO VERA ROSSA
SCAMPIA CROLLO VERA ROSSA

SCAMPIA – Dopo il cedimento parziale che ha interessato la scorsa notte il vano ascensori della Vela Rossa nel quartiere di Scampia – struttura già in fase di abbattimento dallo scorso dicembre – l’Amministrazione comunale di Napoli è al lavoro sin dal primo momento.

Il sindaco Gaetano Manfredi e la vicesindaco Laura Lieto, presente sul posto durante tutta la notte, stanno seguendo, insieme a Nicola Nardella, presidente VIII municipalità, gli interventi di messa in sicurezza e di assistenza degli sfollati. Le cause del crollo sono attualmente in corso di accertamento.

In via precauzionale, nell’immediato post-evento, circa 300 residenti di un edificio attiguo (in particolare della scala F di via Pietro Gobetti 121) sono stati allontanati. A seguito delle verifiche tecniche, la quasi totalità dei cittadini sta facendo progressivamente ritorno nelle proprie abitazioni. Al momento, restano temporaneamente fuori casa solo i 55 residenti della Scala F, il cui rientro completo è comunque previsto entro la serata di oggi. La Municipalità fornirà, in ogni caso, i pasti per la giornata di oggi attraverso la ditta della refezione scolastica.

I rilievi effettuati dai Vigili del Fuoco e dai tecnici del Comune e dell’impresa hanno infatti confermato che “l’edificio parzialmente colpito dai detriti è in perfette condizioni statiche, non ha riportato danni strutturali e non sussiste alcun pericolo per gli abitanti.

Già ripristinata l’elettricità in tutto il comparto, così come sono risultate integre le condutture a seguito dei controlli immediati di Abc e Italgas”.

Immediata, si evidenzia, è stata la risposta istituzionale. Durante la notte è stato attivato in contemporanea il Coc (Centro Operativo Comunale) ed è stato convocato un tavolo di coordinamento con la Prefettura, rimasto attivo nelle ore successive. La macchina dei soccorsi – che ha visto l’azione sinergica di Vigili del Fuoco, Protezione Civile Comunale e regionale, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza – ha operato con estrema celerità. Già dalle 4 del mattino i Vigili del Fuoco erano in azione con le pale meccaniche, supportati dall’impresa del cantiere che ha messo a disposizione 8 camion per l’immediata rimozione delle macerie, attualmente in corso.

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Sorella Alessio Tucci: “Amavamo Martina, mio fratello deve pagare. Ma siamo stanchi di falsità e bugie”

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AFRAGOLA ALESSIO TUCCI
AFRAGOLA ALESSIO TUCCI

AFRAGOLA – “Siamo stati al processo ma di certo non eravamo lì per difendere mio fratello, perchè lui ha sbagliato e deve pagare. Punto. Ma siamo stanchi delle falsità e delle bugie”.

A parlare, attraverso una nota, è Giuseppina Tucci, la sorella di Alessio Tucci, il 19enne a processo per l’omicidio della sua ex fidanzata, Martina Carbonara, 14 anni, uccisa il 25 maggio del 2025 e trovata senza vita il giorno dopo in un cantiere edile abbandonato di Afragola, in provincia di Napoli.

Ieri, per prima udienza del processo le due famiglie si sono azzuffate, per fortuna solo verbalmente, all’interno dell’aula di tribunale. Sono volate parole grosse da una e dall’altra parte e è si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

“Quando è entrato Alessio nell’aula, – spiega Giuseppina nella nota – la signora Enza stava andando verso di lui e l’hanno fermata, poi ha iniziato a offendere: noi eravamo sopra a guardare”.

“Ad un certo punto la signora Enza si è girata verso mio padre e ha iniziato a dire ‘tu sei stato, ti devo uccidere’, poi si è girato anche il signor Marcello e anche lui ha detto a mio padre ‘a te ti devo aprire la testa’. Per questo mio padre ha fatto quel gesto, ma se loro non ci avessero detto nulla, noi non avremmo parlato”.

“Non era nostra intenzione arrivare a ciò, – ha spiegato ancora Giuseppina – perchè noi vogliamo la pace tra famiglie, anche perchè noi non c’entriamo assolutamente nulla. Dopo numerose denunce fatte da settembre ad oggi continuano le minacce. I signori negano di aver mai fatto minacce, ma io ho registrazioni di live su tiktok, ho screen di post su facebook e tramite ciò abbiamo sempre denunciato”.

“Siamo gente normale a cui purtroppo è successa questa grande tragedia – sottolinea la ragazza – e mai avremmo pensato che sarebbe successo una cosa del genere. Non lo auguro a nessuno, nemmeno al peggior nemico”.

“Alla signora Enza e al signor Marcello dico – conclude Giuseppina Tucci – ‘vi abbiamo chiesto scusa dal primo giorno, anche se sono banali, ma lo stesso non le avete mai accettate e credetemi nonostante tutto noi siamo sempre pronti a riconciliarci: basta farci la guerra e sapete bene quanto amavamo Martina. Era tutti i giorni con noi, ridevamo, giocavamo, come potete pensare che a noi non fa male tutto ció? Il vostro dolore è anche nostro che ci crediate o no, pensiamo tutti i giorni Martina! Spero che un giorno voi possiate accettare le nostre scuse e avrete tutto il nostro sostegno”, conclude Giuseppina Tucci.

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Regione Campania: Sangiuliano designato a uninamita’ capo opposizione in Consiglio regionale

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“In queste ore, tutti i Consiglieri di minoranza hanno depositato le indicazioni per la nomina di Gennaro Sangiuliano come Capo dell’Opposizione. Nel solco del percorso avviato in Consiglio regionale dal momento della mia elezione, considero un segnale importante che questa figura sia stata designata in maniera unanime. Questa piena legittimazione sulla figura del Capo dell’Opposizione rafforza tutta l’Assemblea e, nel rispetto dei ruoli e delle appartenenze politiche, conferisce al Consiglio ancora piu’ centralita'”.

E’ quanto afferma il presidente del Consiglio Regionale della Campania, Massimiliano Manfredi.

“Ci tengo a ribadire la stima e l’apprezzamento, gia’ espressi per Edmondo Cirielli, che ha svolto questo ruolo con grande dedizione e rispetto istituzionale” -continua il vertice dell’assemblea legislativa campana -, che aggiunge: “all’amico capogruppo Sangiuliano vanno i miei piu’ sinceri auguri per l’incarico che si appresta ad assumere, con la certezza che il dialogo ed il confronto, avviati in questi mesi, potranno proseguire sempre nell’interesse dei cittadini e delle cittadine della Campania”.

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La tragedia a Casoria di Adriano, morto dopo aver mangiato un gelato. Le parole della madre: “Mi ha detto che non riusciva a respirare”

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La tragedia a Casoria di Adriano, morto dopo aver mangiato un gelato. Le parole della madre Mi ha detto che non riusciva a respirare
La tragedia a Casoria di Adriano, morto dopo aver mangiato un gelato. Le parole della madre Mi ha detto che non riusciva a respirare

Una serata come tante, il gelato con gli amici, poi quella telefonata destinata a cambiare tutto. Adriano, 16 anni, è morto poche ore dopo aver accusato un grave malore riconducibile a una reazione allergica. La tragedia si è consumata a Casoria, nel Napoletano, lasciando una famiglia distrutta e un’intera comunità sotto shock.

A raccontare gli ultimi momenti del ragazzo è stata la madre, Antonietta, intervenuta durante una trasmissione televisiva. Con voce spezzata dal dolore, la donna ha ricordato la chiamata ricevuta dal figlio nella tarda serata di sabato: “Mi ha detto che non riusciva a respirare”. Parole che le hanno fatto immediatamente temere il peggio.

Adriano soffriva di una grave allergia alle proteine del latte, una condizione che conosceva bene e che affrontava con grande attenzione. Secondo il racconto della madre, il ragazzo era molto prudente nella scelta degli alimenti e frequentava abitualmente quella gelateria, dove ordinava gusti che riteneva sicuri per lui.

Quando Antonietta gli ha chiesto se avesse le labbra gonfie, il sedicenne avrebbe risposto di sì. A quel punto la donna aveva capito che si trattava probabilmente di una crisi allergica e si era subito proposta di raggiungerlo per consegnargli il farmaco che utilizzava in casi simili. Ma il tempo, purtroppo, non è bastato.

Il ragazzo si sarebbe diretto verso l’abitazione del padre, che vive poco distante dal locale, mentre le sue condizioni peggioravano rapidamente. Nel giro di pochi minuti la situazione è precipitata fino al drammatico epilogo.

La madre ha spiegato che Adriano era solito portare sempre con sé medicinali utili in caso di emergenza, ma proprio quella sera li avrebbe dimenticati. Un dettaglio che oggi pesa come un macigno nel dolore della famiglia.

Restano ancora molti interrogativi su quanto accaduto. Saranno gli accertamenti medico-legali a chiarire le cause precise della morte del ragazzo. L’autopsia, prevista all’ospedale di Giugliano in Campania, dovrà stabilire se il decesso sia stato provocato da uno shock anafilattico e cosa possa aver scatenato la reazione fatale.

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Pompei, prova a lanciare la ex sui binari del treno: arrestato per maltrattamenti un 26enne

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Un uomo di 26 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Pompei, in provincia di Napoli, con l’accusa di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti dell’ex compagna. L’intervento degli agenti del commissariato locale è avvenuto nella serata di lunedì 18 maggio, dopo una segnalazione relativa a una lite in strada nella zona di Fonte Salutare.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i poliziotti giunti sul posto avrebbero trovato il giovane mentre tratteneva con forza la ragazza, che cercava di allontanarsi. La donna, visibilmente scossa, è stata immediatamente soccorsa dagli agenti, che hanno poi bloccato il 26enne.

Dalle verifiche successive sarebbero emersi precedenti episodi di comportamenti aggressivi iniziati dopo la fine della relazione sentimentale tra i due. La giovane avrebbe riferito agli investigatori di essere stata vittima di minacce, controlli continui e aggressioni fisiche. Alcuni presenti avrebbero confermato parte del racconto fornito dalla ragazza.

Tra gli episodi denunciati figura anche un presunto tentativo di spingerla verso i binari della stazione ferroviaria avvenuto la sera precedente. Secondo la testimonianza della giovane, l’uomo avrebbe cercato di trascinarla sui binari pronunciando frasi minacciose.

La vittima è stata accompagnata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

Su disposizione della Procura di Torre Annunziata, il 26enne è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, dove resta in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

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Paura a Scampia: Crolla una parte della Vela Rossa “È stato come un terremoto”

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SCAMPIA CROLLO VERA ROSSA
SCAMPIA CROLLO VERA ROSSA

SCAMPIA – Questa sera una parte della Vela Rossa (in via di demolizione) è collassata. Nel crollo i detriti hanno colpito le auto in sosta e almeno un edificio di nuova costruzione.

Quando la polvere si è diradata è stato chiaro a tutti cosa fosse accaduto. La caduta al suolo della pesante struttura della vela ha fatto pensare ai cittadini del quartieri Scampia che ci fosse stato un terremoto perché la terra ha letteralmente tremato per qualche secondo.

Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi: Polizia di Stato, 118 e Vigili del Fuoco. A quanto pare non ci sarebbero persone coinvolte nel crollo. La vela era disabitata.

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Don Patriciello: “Stop a ‘Quartieri-Ghetto’ si pensi a realtà a dimensione d’uomo”

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DON MAURIZIO PATRICIELLO
DON MAURIZIO PATRICIELLO

NAPOLI- “L’ho detto centinaia di volte a politici, ministri: non create più i ghetti, smettetela di pensare ai no-luoghi dal punto di vista architettonico dove non c’è nulla, non c’è bellezza. In Campania ci sono realtà come il Parco verde a Caivano, le Vele a Scampia che sono state abbattute, oppure Ponticelli, piuttosto iniziate a creare la città a dimensione di uomo“.

Lo dice all’Adnkronos il parroco anti camorra di Caivano (Napoli), don Maurizio Patriciello, a proposito della ricerca di Save The Children “I luoghi che contano”, secondo cui nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane un minore su dieci (il 10,3%, pari a circa 142mila minorenni) vive in un’area di disagio socioeconomico urbano (Adu) con tassi di dispersione e abbandono scolastico doppi rispetto alle altre zone.

Sennò è normale che nei ghetti trovano posto persone non di buona volontà, non tutti possono accedere ovunque a palestre, piscine, centri musicali, così i ragazzi, che hanno voglia di vivere, iniziano a creare ”i loro campionati”, tra chi è più bravo ad andare su una sola ruota con lo scooter più a lungo possibile, oppure a guida in modo pericoloso”, continua a spiegare il parroco. “Non isolate le persone, i ghetti producono i figli dei ghetti, che escono dal ghetto che poi però possono ammazzare i vostri figli, essere egoisti non conviene“.

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