mercoledì, Settembre 2, 2026
Home Blog

Napoli, così non basta: mercato povero, squadra logora e troppe scelte conservative. Il rischio è restare indietro

0
Napoli, così non basta mercato povero, squadra logora e troppe scelte conservative. Il rischio è restare indietro
Napoli, così non basta mercato povero, squadra logora e troppe scelte conservative. Il rischio è restare indietro

Pochi rinforzi veri, una rosa che avrebbe avuto bisogno di un ricambio molto più profondo e diverse scelte difficili da comprendere. Allegri appare troppo aziendalista, mentre sul mercato pesano anche la gestione delle cessioni e la decisione di De Laurentiis di affidare un ruolo così delicato a un direttore sportivo giovane come Giovanni Manna. E fuori dal campo resta il problema più grande: un ritardo strutturale che rischia di allontanare il Napoli dai club che stanno costruendo il futuro.

Mi auguro sinceramente di sbagliare.

Mi auguro che tra qualche mese questo pessimismo venga smentito dal campo, magari da un Napoli competitivo in Italia e capace di fare strada in Champions League.

Ma oggi nascondere le perplessità sarebbe impossibile.

Questo Napoli mi preoccupa.

E non soltanto per ciò che non è arrivato dal mercato. Mi preoccupa soprattutto perché sembra essere mancato il coraggio di comprendere che questa squadra aveva bisogno di essere profondamente rinnovata.

Non necessariamente demolita. Ma rigenerata sì.

Una squadra non solo vecchia, ma logora

Il problema non è esclusivamente quello riportato sulla carta d’identità.

Una squadra può diventare vecchia anche mentalmente.

Accade quando per troppe stagioni gli stessi calciatori portano sulle proprie spalle pressioni, vittorie, sconfitte, cambi di allenatore, aspettative enormi e responsabilità sempre maggiori.

Molti uomini di questo Napoli hanno scritto pagine importanti della storia recente del club e meritano rispetto per quello che hanno dato.

Ma proprio rispettando ciò che hanno fatto bisognerebbe avere il coraggio di domandarsi se alcuni di loro abbiano ancora la stessa fame, la stessa brillantezza e soprattutto la stessa energia mentale necessaria per aprire un nuovo ciclo.

Il Napoli avrebbe avuto bisogno di nuovi leader, nuove gambe e nuove ambizioni interne.

Di giocatori capaci non semplicemente di completare la rosa, ma di mettere realmente in discussione le gerarchie.

Questo ricambio, almeno fino a questo momento, si è visto troppo poco.

Pochi acquisti veri e tante operazioni che sembrano ritorni al passato

Anche numericamente il mercato racconta una situazione particolare.

Diversi calciatori presentati come nuove alternative sono in realtà giocatori rientrati dai rispettivi prestiti. Lang, Rafa Marin, Lucca e Marianucci erano già patrimonio del Napoli. Ma sono davvero i giocatori che servivano alla squadra?

Inoltre gli innesti realmente nuovi sono stati decisamente meno numerosi rispetto a quanto ci si sarebbe potuti attendere da una squadra che necessitava di una profonda rigenerazione.

Non servivano necessariamente dieci acquisti.

Servivano però quattro o cinque calciatori pronti, forti e affamati, capaci di aumentare immediatamente atletismo, velocità e qualità della squadra.

Oggi non ho la sensazione che questo sia accaduto.

Gutiérrez, cessione comprensibile. Molto meno ciò che resta sulla fascia sinistra

Anche sulle cessioni bisogna distinguere.

Quella di Miguel Gutiérrez, per esempio, può essere compresa.

Il Napoli lo ha ceduto definitivamente al Bayer Leverkusen dopo appena una stagione, realizzando un’operazione economicamente importante. In un mercato nel quale il club aveva bisogno di liberare spazio e generare risorse, sacrificare un giocatore con mercato può rientrare nella logica delle cose.

La domanda, però, è un’altra.

Se vendi Gutiérrez, perché scegli di affrontare una stagione nella quale vuoi competere per lo Scudetto affidandoti ancora a Leonardo Spinazzola e Mathías Olivera?

Con tutto il rispetto per entrambi, a mio giudizio la coppia Spinazzola-Olivera rappresenta oggi uno dei punti più deboli del Napoli rispetto alle altre squadre che ambiscono realmente al titolo.

Spinazzola ha esperienza e qualità tecniche che nessuno discute, ma l’età e una carriera segnata da diversi problemi fisici impongono inevitabilmente interrogativi sulla continuità.

Olivera garantisce applicazione e fisicità, ma difficilmente può essere considerato un elemento capace di spostare gli equilibri ad altissimo livello.

Se l’obiettivo dichiarato è lo Scudetto, bisogna confrontarsi con le alternative delle dirette concorrenti.

Ed è proprio facendo questo confronto che la fascia sinistra del Napoli appare tutt’altro che rassicurante.

Paradossalmente è stato ceduto il terzino più giovane, quello che avrebbe potuto rappresentare anche un investimento per il futuro, mantenendo invece due soluzioni che sembrano rappresentare soprattutto la continuità con il passato.

È una scelta legittima. Ma personalmente faccio molta fatica a condividerla.

Ancora prestiti: gli esuberi non vengono realmente risolti

C’è poi un altro problema che si ripresenta ormai quasi ogni estate.

Il Napoli continua ad accumulare calciatori che successivamente fatica a cedere definitivamente.

E così si torna alla soluzione più semplice: il prestito.

Cajuste, Lindstrom, Obaretin e Folorunsho sono soltanto alcuni dei giocatori usciti attraverso questa formula durante l’estate, mentre anche Mazzocchi è stato trasferito al Venezia in prestito con obbligo di riscatto legato al verificarsi di determinate condizioni.

Non è una questione puramente formale.

Cedere continuamente in prestito significa spesso rimandare il problema di dodici mesi.

Il calciatore resta patrimonialmente legato al Napoli, può tornare l’estate successiva e bisogna ricominciare da capo: trovare una squadra, liberare spazio nella lista, discutere dell’ingaggio e provare nuovamente a piazzarlo.

È una spirale che il Napoli conosce fin troppo bene.

Ogni estate ritornano giocatori che sembravano essere stati salutati definitivamente e ogni estate una parte considerevole del lavoro del direttore sportivo consiste nel cercare nuovamente una sistemazione per gli stessi elementi.

Una grande società dovrebbe essere capace non soltanto di comprare bene.

Dovrebbe soprattutto comprare giocatori funzionali e riuscire a vendere definitivamente quelli che non fanno più parte del progetto.

Quando una rosa arriva ad avere decine di calciatori sotto contratto e una quantità enorme di esuberi da sistemare, significa che qualcosa nella programmazione precedente non ha funzionato.

Il nodo Manna: forse De Laurentiis aveva bisogno di un direttore più esperto e più forte

E qui bisogna affrontare anche un tema probabilmente scomodo: Giovanni Manna.

Manna è un dirigente giovane, classe 1988, con un percorso interessante alle spalle e con competenze che sarebbe ingeneroso negare.

Ma proprio la sua giovane età dirigenziale porta inevitabilmente ad una domanda.

Era davvero il profilo giusto per assumere la responsabilità dell’area sportiva di un Napoli ormai stabilmente chiamato a competere ai massimi livelli?

Personalmente qualche dubbio ce l’ho.

Non perché essere giovani rappresenti un difetto. Sarebbe una considerazione superficiale.

Il problema è il contesto nel quale un direttore sportivo deve operare.

A Napoli il presidente Aurelio De Laurentiis accentra da sempre moltissime decisioni. In una struttura di questo tipo, probabilmente sarebbe servito un direttore sportivo dotato non soltanto di competenza, ma anche di enorme esperienza, autorevolezza e forza contrattuale.

Un dirigente capace eventualmente anche di dire no.

Di presentarsi dal presidente e sostenere che una determinata operazione debba essere fatta, che un calciatore debba essere ceduto definitivamente anziché nuovamente prestato o che una rosa abbia bisogno di essere rivoluzionata anche quando ciò comporta investimenti importanti.

Manna sta crescendo insieme al Napoli.

Ma il Napoli, per dimensione sportiva, economica e ambientale, forse non aveva bisogno di un direttore che dovesse ancora crescere.

Aveva bisogno di uno già pronto per gestire una società da Champions League.

È stata una scelta precisa di De Laurentiis e sarà il tempo a stabilire se sia stata quella corretta.

Oggi, però, davanti ad una rosa ancora piena di situazioni irrisolte e ad un mercato che non sembra aver prodotto quella rivoluzione necessaria, è legittimo interrogarsi anche sulla costruzione dell’area sportiva.

Allegri troppo aziendalista

Lo stesso discorso riguarda Massimiliano Allegri.

La sensazione dall’esterno è quella di un allenatore fin troppo aziendalista.

Non possiamo sapere cosa sia realmente accaduto nelle stanze di Castel Volturno e sarebbe scorretto sostenere il contrario.

Ma ciò che arriva all’esterno è l’immagine di un tecnico che sembra aver accettato senza particolari scossoni la strategia societaria.

Da un allenatore del peso, dell’esperienza e del curriculum di Allegri mi sarei aspettato probabilmente qualcosa di diverso.

Mi sarei aspettato che diventasse anche la voce forte attraverso cui chiedere al presidente una trasformazione più profonda della rosa.

Perché allenare il Napoli oggi significa gestire una squadra che vuole vincere lo Scudetto e competere in Champions League.

Non basta adattarsi.

Bisogna anche pretendere.

Antonio Conte, nel bene e nel male, aveva abituato l’ambiente ad un’esposizione completamente diversa delle proprie esigenze.

Allegri appare molto più istituzionale. Molto più diplomatico. Forse troppo.

Essere aziendalisti può essere una qualità nella gestione quotidiana.

Diventa un limite quando rischia di trasformarsi nell’accettazione di qualsiasi decisione proveniente dall’alto.

McTominay si ferma: ora emerge ancora di più il limite della rosa

A rendere il quadro ancora più preoccupante è arrivata oggi la notizia dello stop di Scott McTominay. Il Napoli ha comunicato che al centrocampista scozzese è stata riscontrata una lieve aritmia benigna e che nei prossimi giorni sarà sottoposto a un intervento di correzione mediante ablazione PFA. Il club ha inoltre precisato che il calciatore tornerà a disposizione soltanto dopo la sosta per le Nazionali.

Prima di qualsiasi considerazione calcistica viene naturalmente la salute del giocatore, al quale non può che andare l’augurio di risolvere rapidamente il problema e tornare presto in campo.

Ma, dal punto di vista strettamente tecnico, la sua assenza mette a nudo uno dei limiti più evidenti della costruzione di questa rosa: il Napoli non possiede oggi un ricambio realmente all’altezza di McTominay.

Lo scozzese non è semplicemente uno dei titolari. È il calciatore che garantisce contemporaneamente fisicità, inserimenti, capacità realizzativa, aggressività e presenza dentro l’area avversaria. È diventato uno degli uomini sui quali poggia gran parte dell’equilibrio del centrocampo azzurro.

Perdere McTominay significa quindi perdere caratteristiche che Allegri difficilmente potrà ritrovare integralmente in un altro elemento della rosa.

Ed è proprio qui che il mercato estivo mostra un’altra delle sue lacune. Una squadra costruita per competere per lo Scudetto e affrontare contemporaneamente la Champions League non dovrebbe trovarsi così scoperta nel momento in cui viene meno uno dei suoi uomini fondamentali.

Gli infortuni e gli imprevisti fanno parte di una stagione. Non possono essere previsti, ma una grande società deve costruire una rosa capace di assorbirli.

Il problema del Napoli non è aver perso temporaneamente McTominay. Il problema è scoprire, nel momento in cui McTominay si ferma, quanto sia difficile sostituirlo senza abbassare sensibilmente il livello della squadra.

E questo, più che sfortuna, è un problema di costruzione della rosa.

Badiashile è un’incognita, non ancora una certezza

Poi c’è Benoît Badiashile.

Il valore potenziale del giocatore non è in discussione.

Parliamo di un difensore che possiede mezzi fisici e tecnici importanti e che, se recuperato completamente, può rappresentare un elemento di livello per il Napoli.

Il problema è quel “se”.

È arrivato in ritardo nella preparazione e deve ancora costruire la condizione necessaria per diventare immediatamente una certezza.

Il Napoli aveva bisogno di un difensore pronto da inserire subito nelle rotazioni di Allegri.

Badiashile potrebbe diventarlo.

Ma oggi rappresenta ancora inevitabilmente un’incognita.

E una squadra con ambizioni elevatissime avrebbe bisogno, soprattutto nei propri punti deboli, di qualche incognita in meno.

Il problema più grave resta fuori dal campo

Eppure mercato, Manna, Allegri e rosa potrebbero essere soltanto la superficie.

Il problema più profondo del Napoli continua ad essere un altro.

Le strutture.

Da anni il club compete ad altissimi livelli senza aver costruito un patrimonio infrastrutturale proporzionato ai risultati ottenuti sul campo.

Non è più possibile pensare che una società moderna cresca esclusivamente acquistando calciatori.

Servono centri sportivi di proprietà.

Servono strutture per il settore giovanile.

Servono academy.

Servono impianti moderni per performance, recupero atletico, scouting e formazione.

Serve soprattutto una casa che appartenga realmente al club e rappresenti il punto di partenza della sua crescita futura.

Ed è qui che il confronto con alcune realtà italiane diventa preoccupante.

Il Como sta costruendo e programmando una dimensione societaria internazionale anche attraverso investimenti infrastrutturali.

La Fiorentina dispone del Viola Park, un patrimonio straordinario che racchiude prima squadra, settore giovanile e futuro del club.

Il Venezia sta sviluppando attraverso Ca’ Venezia un progetto nel quale prima squadra e vivaio trovano una dimensione strutturata e riconoscibile.

Questo non significa sostenere che Como, Fiorentina o Venezia abbiano oggi una dimensione calcistica superiore al Napoli.

Sarebbe evidentemente falso.

Il problema è un altro.

Stanno costruendo oggi ciò che il Napoli avrebbe dovuto iniziare a costruire molti anni fa.

E il calcio non aspetta nessuno.

Il Como è ormai una nuova realtà consolidata e ambiziosa.

La Fiorentina possiede una struttura societaria e infrastrutturale pronta a sostenere un’eventuale ulteriore crescita.

Il Venezia rappresenta un esempio di club che cerca di costruire basi moderne per il proprio futuro.

Se queste società continueranno ad avanzare mentre il Napoli resterà sostanzialmente fermo dal punto di vista delle strutture, prima o poi il vantaggio sportivo conquistato sul campo rischierà inevitabilmente di diminuire.

Una grande squadra non è necessariamente un grande club

Il Napoli ha ottenuto risultati enormi.

Ha vinto, è cresciuto economicamente, ha disputato la Champions e si è imposto come una delle principali realtà calcistiche italiane.

De Laurentiis ha meriti che sarebbe intellettualmente disonesto negare.

Ma proprio perché il Napoli è arrivato così in alto, adesso bisogna pretendere di più.

Non può più bastare essere bravi nella gestione ordinaria.

Non può bastare chiudere i bilanci.

Non può bastare sperare ogni estate di trovare il grande calciatore prima degli altri.

Bisogna costruire.

Io oggi vedo una squadra che avrebbe avuto bisogno di un rinnovamento molto più profondo.

Vedo una fascia sinistra che, con Spinazzola e Olivera, considero inferiore a quella delle principali concorrenti per il titolo.

Vedo troppi giocatori che continuano ad essere ceduti in prestito invece di chiudere definitivamente cicli ormai terminati.

Vedo una scelta dirigenziale, quella di affidarsi a Giovanni Manna, sulla quale continuo ad avere dubbi per esperienza e peso all’interno di una società fortemente presidenzialista.

Vedo un Allegri che avrei voluto molto più esigente nei confronti della proprietà.

Vedo McTominay come un calciatore dal quale questa squadra continua a dipendere eccessivamente.

Vedo Badiashile come un potenziale grande acquisto, ma ancora tutto da verificare nella condizione.

E soprattutto continuo a vedere un Napoli privo di quelle strutture che una società di questa dimensione avrebbe dovuto possedere già da molti anni.

Mi auguro di essere troppo pessimista.

Davvero.

Mi auguro che Allegri riesca a rigenerare questo gruppo, che McTominay torni ad essere dominante, che Badiashile diventi una certezza, che Spinazzola e Olivera smentiscano ogni dubbio e che Manna dimostri con i risultati che la fiducia riposta in lui sia stata corretta.

Sarei felicissimo di essermi sbagliato.

Ma oggi la domanda resta.

Il Napoli vuole continuare ad essere una grande squadra oppure vuole finalmente diventare un grande club?

Perché non sono la stessa cosa.

E mentre Napoli continua giustamente a celebrare ciò che ha conquistato, altre società stanno già costruendo ciò che servirà per vincere domani.

Il vero rischio non è soltanto aver fatto un mercato insufficiente.

Il vero rischio è accorgersi troppo tardi che il calcio italiano è andato avanti mentre il Napoli è rimasto fermo.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Auto rubata a Bari a luglio ritrovata oggi a Napoli dal Nucleo Investigativo Stradale Ambientale della Polizia Metropolitana

0
Auto Rubata a Bari ritrovata a Napoli
Auto Rubata a Bari ritrovata a Napoli

NAPOLI – Il gruppo N.I.S.A. – Nucleo Investigativo Stradale Ambientale della Polizia Metropolitana di Napoli ha recuperato questa mattina, nel corso di un servizio di controllo condotto presso la Stazione Centrale di Napoli, un’auto rubata nel Barese all’inizio di luglio.

Gli agenti coordinati dalla Comandante Lucia Rea e guidati sul campo dal Tenente Giuseppe Sacco hanno fermato una Fiat 500 con targa italiana che, a un primo sguardo, non destava alcun sospetto. È stato un dettaglio apparentemente marginale a far scattare l’attenzione degli operatori: l’anno di immatricolazione riportato sui documenti non corrispondeva al modello effettivamente prodotto da Fiat. Una discrepanza minima, ma sufficiente per avviare verifiche più approfondite e incroci tra i dati identificativi del veicolo. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire la vera storia dell’auto: rubata all’inizio di luglio nella provincia di Bari, circolava ormai da settimane con una targa che, seppur regolare all’apparenza, non apparteneva realmente a quel veicolo. La Fiat 500 è stata quindi recuperata e sottoposta a sequestro penale, con immediata segnalazione alla Autorità Giudiziaria.

Quello di oggi non è un episodio isolato, ma frutto di controlli portati avanti senza sosta anche nel mese di agosto. Poche settimane fa, a Portici, era stata intercettata e sequestrata una Fiat 500X con targa polacca, risultata rubata in provincia di Latina; poco dopo, nel Rione Traiano, gli stessi operatori avevano individuato e recuperato una Fiat Panda, anch’essa con targa polacca. Tre casi diversi per luogo, modello e circostanze, ma accomunati da uno stesso filo conduttore: piccole anomalie nei dati identificativi che, agli occhi esperti degli agenti, diventano il punto di partenza per smascherare veicoli rubati sapientemente camuffati.

Proprio le targhe estere, in particolare quelle polacche, rappresentano una delle criticità più significative sul territorio metropolitano. Sempre più spesso vengono utilizzate come schermo per mettere di nuovo in circolazione auto rubate o con il telaio contraffatto, complicando e rallentando i controlli di routine e favorendo, di fatto, il riciclaggio di mezzi illeciti. Il personale del gruppo N.I.S.A. della Polizia Metropolitana di Napoli, specificamente formato nella lettura dei numeri di telaio e nella ricostruzione dei codici identificativi, è riuscito a tirare fuori le anomalie. L’operazione di oggi, pur riguardando questa volta un veicolo con targa italiana, si inserisce dunque nella stessa strategia operativa portata avanti dal Nucleo: attenzione ai dettagli, approfondimento tecnico e tempestività d’intervento. Un metodo di lavoro che, recupero dopo recupero, sta permettendo alla Polizia Metropolitana di Napoli di incidere concretamente su uno dei fronti più delicati della sicurezza stradale cittadina e metropolitana.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Campi Flegrei, riunione in Prefettura: Sono 4mila gli sfollati a Pozzuoli, in 157 sono tornati a casa

0
TERREMOTO POZZUOLI CAMPI FLEGREI SFOLLATI
TERREMOTO POZZUOLI CAMPI FLEGREI SFOLLATI

NAPOLI – Si è svolta stamattina, nel Palazzo di Governo, una riunione convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, per l’aggiornamento sugli sviluppi delle attività di protezione civile connesse alla scossa del 31 luglio scorso nell’area flegrea.

Hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e i referenti della Città metropolitana di Napoli, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Il dispositivo operativo dei vigili del fuoco prevede l’impiego di 15 squadre per le verifiche statiche degli edifici (830 effettuate) e per il recupero delle masserizie (288 interventi).

Il Comune di Pozzuoli ha riferito che le persone interessate da ordinanze di sgombero sono 4.060 (1.744 nuclei familiari): 3.314 hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), 121 sono ospitate in albergo, 50 al Palatrincone (non tutte destinatarie di ordinanza di sgombero) e 575 non hanno richiesto alcuna forma di assistenza. Inoltre, a tutt’oggi, 157 persone sono rientrate nelle proprie abitazioni a seguito di ordinanze di revoca (59 nuclei familiari).

Il Comune sta procedendo nell’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione (Cas) e su 1.347 richieste sono stati effettuati 1.011 pagamenti. In relazione al problema delle perdite dalle condotte idriche, sono state ricevute 116 segnalazioni, 113 risolte, mentre sono in corso tre interventi.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Napoli: Arrivano le “Mannight”, aperture serali del museo archeologico tra musica e performance

0
MANNIGHT
MANNIGHT

NAPOLI – Le arti performative e la creatività contemporanea in scena al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: un nuovo modo per scoprire e riscoprire le straordinarie collezioni del MANN attraverso un’esperienza multisensoriale e coinvolgente per una concreta esperienza di conoscenza.

Si intitola “MANNight. Straordinarie aperture” il progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del MiC grazie al quale, il Museo prolungherà l’orario di apertura dalle 19 alle alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30), con performances tutte studiate per lo specifico del Museo e caratterizzate dall’interazione con il pubblico, oltre che dalla ricerca artistica e dalla consueta rigorosa base scientifica.

Gli appuntamenti si terranno tutti i giovedì fino al 22 ottobre, con un biglietto di ingresso a 10€. Serata speciale anche il sabato 26 settembre (che sostituirà l’apertura di giovedì 24), per le Giornate Europee del Patrimonio, con biglietto a 1€.

Le proposte artistiche sono ispirate alle opere del MANN, perché, come recita il sottotitolo della rassegna, “il futuro incontra il passato”: bodypainting e tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat, interazioni, living art, crossover musicali, tableaux vivants. Comunicazione non verbale per apprezzare le straordinarie opere d’arte del Museo sotto una nuova luce. Pensando ai più giovani ( ma non solo), le serate saranno contrassegnate anche dagli interventi di Dj-set, selezionati da Soul Express Collettive tra i nomi più interessanti del panorama nazionale e internazionale che hanno accettato la sfida di mettere le loro ricerche sonore a servizio di un progetto culturale.

Ad inaugurare MANNight il 3 settembre, ci sarà infatti il tedesco Niklas Wandt, percussionista, produttore, DJ e conduttore radiofonico che ha partecipato a vari e importanti festival, in Europa e oltreoceano. La sua “tavolozza sonora” è ricca, caratterizzata da un’impronta ipnotica, capace di coinvolgere il pubblico con composizioni che spaziano dall’afro-funky alla progressive fino alla tech-house avvolgente. (Per info: niklaswandt.com).

“Il Museo riparte a settembre all’insegna della contaminazione artistica e del coinvolgimento del pubblico: con MANNight, invitiamo a vivere con noi, in modo diverso dalla visita tradizionale, le nostre collezioni. Un grande Museo come il MANN è come un caleidoscopio di valori e punti di vista dove è il visitatore con la sua personalità a fare la differenza. Tra musica, danza e performance, il filo rosso dell’itinerario serale sarà l’integrazione fra le arti. Benvenuti al Museo, dunque, per condividere una nuova tappa del grande viaggio nella cultura del MANN preparandoci a festeggiare nel 2027 i 250 anni dalla sua istituzione!”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

Prodotto per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub, MANNight mira soprattutto a valorizzare l’esperienza di visita, senza distogliere il pubblico dalla bellezza delle opere, ma aggiungendo in alcuni momenti uno spunto di riflessione o uno spazio di interazione. Le performance, disseminate lungo il percorso di visita, durano pochi minuti, sono site – specific e vengono replicate più volte durante la serata: bodypainting e tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat, interazioni, living art, danza, crossover musicali, tableaux vivant si troveranno nelle varie sale. In giardino, prevista l’esibizione finale di dj-set: qui si potranno gustare i menù tematici e gli aperitivi realizzati dal MANNCaffè. Tantissimi gli artisti coinvolti: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia, Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alo, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia Nikolla , Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico, Francesco Scelzo, Soul Express Collettive, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Napoli: 3 feriti e 5 ragazzi denunciati la scorsa notte per i soliti futili motivi

0
Napoli ragazzi denunciati
Napoli ragazzi denunciati

NAPOLI – Ancora un episodio di violenza tra ragazzi a Napoli, è accaduto la scorsa notte nel quartiere Colli Aminei.

Due ragazzi chiacchierano in strada, seduti sui loro scooter. Altri otto arrivano in sella a scooter. Parte l’aggressione anche con un tirapugni e una catena. A intervenire anche un agente di polizia libero dal servizio che prova a fermare uno degli aggressori in fuga che, per divincolarsi, lo colpisce alle braccia.

Per i due ragazzi, lesioni ritenute guaribili in 15 giorni, due per il poliziotto. Grazie all’analisi delle immagini registrate in zona, dalla dashcam dello scooter di una delle vittime, e al supporto dell’agente intervenuto, i Carabinieri della stazione di Capodimonte hanno ricostruito l’identità di cinque delle persone coinvolte. Uno è minorenne.

Denunciati, risponderanno di concorso in lesioni personali aggravate, danneggiamento (per aver colpito anche gli scooter) e resistenza a pubblico ufficiale. Al vaglio degli investigatori le possibili motivazioni dietro l’attacco.

Secondo quanto ricostruito finora, non si esclude che una delle vittime possa aver lanciato un commento provocatorio a uno dei cinque in auto con la propria fidanzata. E che questi possa essere tornato in forze per vendicare l’affronto.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Napoli: Scoperto un gruppo WhatsApp per segnalare posti blocco in tempo reale in Costiera

0
gruppo WhatsApp per segnalare posti blocco
gruppo WhatsApp per segnalare posti blocco

NAPOLI – Si chiama ‘PDB Allert‘ (con due ‘L’) il gruppo WhatsApp scoperto dai Carabinieri di Vico Equense, a Napoli, con un preciso obiettivo: segnalare in tempo reale i posti di blocco – ‘PDB’ appunto – delle forze dell’ordine, con circa 300 ‘sentinelle’, tutte residenti in Costiera, per monitorarli ed evitare guai.

Descrizione del gruppo: “Non intasare con messaggi futili. Scrivere solo luogo posto di blocco e quale corpo (ps, gdf, carabinieri ecc.)“.

La scoperta arriva dopo l’arresto di un pusher 20enne che aveva appena venduto per 400 euro 40 grammi di droga a un cliente. Il 20enne è stato sorpreso a spacciare durante un servizio antidroga condotto a piedi da militari dell’Arma sia in uniforme sia in abiti civili. Continue notifiche al cellulare dell’uomo hanno insospettito i carabinieri che hanno così scoperto la chat:

CC alla fine di via Bagnulo, nascosti“, “Pdb cc piazza a Seiano“, “CC in giro per piazza Mercato“, “cc piazza Lauro”, alcuni dei messaggi inviati. In sostanza, come ricostruito dai Carabinieri, un gruppo di cittadini ha messo in piedi una rete di crowdsourcing basata sulla messaggistica istantanea che garantisce un monitoraggio in tempo reale dei movimenti delle forze dell’ordine. Aggiornamenti continui da centinaia di occhi sul territorio, condivisi per offrire agli utenti una strada alternativa.

In corso le indagini dei carabinieri sui contenuti e su tutti gli utenti dl gruppo.

Triplice tragedia ad Apice: tre fratelli trovati morti nel loro ristorante

0
APICE
APICE

BENEVENTO – Una drammatica vicenda ha sconvolto questa mattina il comune di Apice, in provincia di Benevento, dove tre fratelli sono stati rinvenuti senza vita all’interno del ristorante di famiglia.

Secondo una prima ricostruzione, uno di loro avrebbe sparato contro gli altri due per poi togliersi la vita. L’allarme è scattato poco prima dell’ora di pranzo. Sul posto sono immediatamente intervenuti carabinieri, polizia e mezzi di soccorso, ma per le tre vittime non c’era ormai più nulla da fare.

A perdere la vita sono stati Franco, Donato e Gianni Licciardi, tre fratelli molto conosciuti nella comunità locale. Gestivano il ristorante di famiglia, un’attività storica del territorio, punto di riferimento per matrimoni, cerimonie ed eventi.

La notizia ha scosso profondamente Apice e l’intera provincia, dove la famiglia era stimata sia per la lunga tradizione gastronomica sia per il ruolo sociale ricoperto negli anni.

Le indagini sono in corso e gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto. Le prime informazioni parlano di una lite degenerata in tragedia: uno dei fratelli avrebbe impugnato una pistola, uccidendo gli altri due e successivamente togliendosi la vita.

Gli inquirenti stanno verificando se altre persone possano aver assistito alla scena o essere state coinvolte, anche solo indirettamente. L’area del ristorante è stata completamente isolata per consentire i rilievi tecnici.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Napoli, si ferma Scott McTominay: Scoperta lieve aritmia benigna, sarà operato

0
MCTOMINAY LIEVE ARITMIA BENIGNA
MCTOMINAY LIEVE ARITMIA BENIGNA

Tegola in casa Napoli, si ferma per alcune settimane Scott McTominay.

Il comunicato della società: In seguito all’insorgenza di una lieve aritmia benigna, Scott McTominay sarà sottoposto nei prossimi giorni a un intervento di correzione mediante ablazione (PFA). Il calciatore tornerà disponibile dopo la pausa per le nazionali.

Una pessima notizia per Massimiliano Allegri che dovrà fare a meno del centrocampista scozzese per le gare difficilissime contro l’Inter (a Milano) e del prossimo 9 Settembre al Maradona contro l’Arsenal per l’esordio in Champions League. Ma non solo, sarà assente anche contro il Bologna il 13 Settembre e il 20 Settembre per la trasferta di Firenze.

McTominay ha rassicurato i tifosi attraverso un post su Instagram: “Ci vediamo preso Napoli, non ci metterò molto tempo“.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Arzano: Sgomberata casa popolare occupata da appartenenti alla camorra, operazione della Polizia Locale

0
ARZANO SGOMBERATA CASA POPOLARE OCCUPATA
ARZANO SGOMBERATA CASA POPOLARE OCCUPATA

Arzano – Questa mattina la Polizia Locale di Arzano ha eseguito lo sgombero di un appartamento popolare occupato abusivamente da appartenenti alla camorra.

Gli Agenti, guidati dal Comandate Luigi Maiello hanno eseguito l’operazione alla presenza anche del Deputato Francesco Emilio Borrelli: “L’alloggio va ai legittimi assegnatari. Saranno tutelati dalla Polizia Locale e dalla Procura, la Camorra non tornerà“.

Chi occupa questi immobili sa bene che una volta che lo Stato si comporta da Stato con la s maiuscola, senza fare le cose a metà, va fino in fondo, quindi io voglio rassicurare gli assegnatari legittimi e rassicuro pure altra gente che vive la stessa situazione in altre realtà del napoletano, che sono simili. Fatevi avanti e segnalate se ci sono dei problemi burocratici che difatti favoriscono le organizzazioni criminali. Queste procedure sono lineari chiuse e perfettamente compatibili anche con una vita in sicurezza. Con una quotidianità che deve essere garantita a queste persone“. Così il Comandante della Polizia Locale di Arzano, Luigi Maiello, durante la diretta sui social del Deputato Borrelli.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Ancora in corso maxi incendio nell’area industriale di Airola (Benevento), i fumi non dovrebbero interessare le province di Napoli e Caserta

0
MAXI INCENDIO AIROLA (BENEVENTO)
MAXI INCENDIO AIROLA (BENEVENTO)

AIROLA – Un vasto incendio è divampato ieri pomeriggio nella zona industriale di Airola, in provincia di Benevento, all’interno di un capannone al cui interno erano depositati rifiuti di materiale plastico.

Le fiamme in poco tempo hanno provocato una densa e alta colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza. Sul posto sono impegnate più squadre dei Vigili del Fuoco per fronteggiare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Il deposito di stoccaggio di rifiuti è di proprietà di un’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria già da alcuni anni.

L’incendio ha danneggiato anche il deposito di un’altra azienda adiacente al capannone in fiamme, che tratta smaltimento rifiuti.

A destare preoccupazione tra la popolazione è la colonna di fumo nero che si è sprigionata dall’incendio. A causa del vento, il fumo si sta dirigendo anche verso Montesarchio, aumentando l’apprensione tra i residenti.

In relazione all’incendio, il comune di Airola ha diffuso un avviso alla cittadinanza, invitando in particolare i residenti nelle zone prossime al rogo a chiudere porte e finestre.

Sul posto si sono immediatamente recati i tecnici dell’Arpac per monitorare la qualità dell’aria: Nella zona industriale di Airola (Bn) è in corso il monitoraggio di una serie di inquinanti atmosferici potenzialmente dispersi a seguito dell’incendio divampato.

Mediante un campionatore ad alto flusso di aria posizionato nella direzione della colonna di fumo osservata al momento dell’inizio dei campionamenti, l’Arpa Campania ha avviato il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi. Sono inoltre in funzione campionatori passivi nell’area circostante il luogo dell’incendio, per la determinazione delle concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico, ammoniaca.

Al momento dell’avvio dei campionamenti l’incendio appariva ancora in corso. A una prima osservazione, i tecnici del dipartimento Arpac di Benevento hanno constatato che il materiale interessato dalla combustione è composto prevalentemente da rifiuti plastici e di carta stoccati in balle. 

Sulla base dell’evoluzione dell’evento in corso, l’Agenzia sta anche valutando l’invio sul posto di un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene, xilene. 

Dopo circa 24 ore il rogo è ancora attivo. Ieri sera, il Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha allertato la popolazione: “Il grave rogo che ha interessato l’area industriale di Airola potrebbe avere liberato in aria pericolosi contaminanti. Pertanto invito, precauzionalmente, anche i cittadini di Benevento a tenere chiuse porte e finestre. Seguiremo l’evolversi della situazione in collaborazione con Arpac che sta eseguendo i monitoraggi“.

Al momento, in base alla disposizione attuale dei venti e alle previsioni delle prossime ore, i fumi non dovrebbero interessare la provincia di Caserta e Napoli.

Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e  Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!

Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Ads Blocker rilevato!!!

Abbiamo rilevato che stai utilizzando estensioni per bloccare gli annunci. Sostienici disabilitando il blocco degli annunci.

Powered By
Best Wordpress Adblock Detecting Plugin | CHP Adblock
error: IL CONTENUTO È PROTETTO