giovedì, Aprile 30, 2026
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I 20 anni di Gomorra, Roberto Saviano alla Federico II per incontrare gli studenti: “Mi ha distrutto la vita”

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“Gomorra ha ridotto la mia libertà, mi ha rovinato la vita, me l’ha distrutta”. Così Roberto Saviano racconta la sua esistenza sotto scorta ai ragazzi del laboratorio radiofonico della università Federico II, F2 RadioLab, a 20 anni dalla prima edizione (maggio 2006) del suo bestseller mondiale, oggi ripubblicato da Einaudi.

“Certo – ha riconosciuto – è un privilegio vedere l’impatto che ha avuto sulla realtà”.

E ai ragazzi che gli hanno chiesto se ancora oggi abbia paura, Saviano ha detto: “Io non ho mai smesso di avere paura, il lavoro vero è non essere codardo. La paura è una cosa sana, serve a proteggerti, la codardia è invece il veleno e cerco di tenerla lontana”.

Raccontando la sua vita negli ultimi 20 anni, Saviano ha spiegato che “il primo prezzo che si paga per raccontare è la diffamazione: si attacca il messaggero e non si affronta il messaggio.

Il secondo è la reazione delle organizzazioni criminali arrabbiate con me perché queste storie sono arrivate a tutti, costringono la politica a fare qualcosa; avevano anche paura che la mia opera potesse essere usata contro di loro dai loro nemici. Le organizzazioni – ha proseguito – odiano chi racconta perché i tempi giudiziari sono lunghissimi, ma l’indignazione no: non è possibile fermare la letteratura ed ecco perché in modo maldestro hanno cercato di fermarmi. Le cose dette una volta arrivate, sono viste dalle persone e la parola diventa pericolosa quando è condivisa”.

“Secondo me oggi non c’è più la zona bianca, è diventato tutto grigio”, ha risposto poi a una domanda rispetto all’utilizzo della dicitura ‘zona grigia’ per descrivere quella zona d’ombra in cui agisce chi si muove al confine tra la legalità e l’illegalità. “La zona grigia – ha aggiunto lo scrittore – la usiamo come elemento culturale per descrivere il colletto bianco che fa affari con la criminalità, ma non è grigia per niente, anzi è perfettamente strutturale”.

 

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La Sonrisa passa al Comune: verso lo sgombero per il“Castello delle Cerimonie”. notificati gli atti

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Sant’Antonio Abate – Il Grand Hotel La Sonrisa, celebre location televisiva del programma “Il Castello delle Cerimonie”, è ufficialmente entrato a far parte del patrimonio del Comune di Sant’Antonio Abate. A darne notizia è stata la sindaca Ilaria Abagnale, che ha annunciato l’avvio delle procedure successive alla confisca definitiva della struttura.

L’atto è stato formalizzato presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli, dopo un’attesa durata circa due anni. Con la trascrizione si conclude l’iter amministrativo che sancisce il passaggio di proprietà di immobili e terreni all’ente pubblico. Si apre ora una nuova fase operativa che prevede, come primo passo, lo sgombero delle tre unità abitative presenti nel complesso, già oggetto di notifica ai nuclei familiari che le occupano.

Per quanto riguarda invece la struttura principale – resa nota al grande pubblico prima come “Il Boss delle Cerimonie” ai tempi di Don Antonio Polese – sarà necessario attendere il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. Il Tar dovrà infatti esprimersi sulla sospensiva concessa in precedenza ai gestori delle attività alberghiere e di ristorazione.

Nel frattempo, la sindaca ha richiesto l’intervento del prefetto di Napoli, Michele di Bari, per convocare un tavolo istituzionale volto a gestire questa delicata fase di transizione. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un passaggio rapido ma rispettoso di tutte le parti coinvolte, dando esecuzione a una sentenza ormai definitiva.

Nonostante il cambio di proprietà, al momento le attività del “Castello delle Cerimonie” proseguono, grazie alle proroghe ottenute nei mesi scorsi per tutelare lavoratori e indotto legato agli eventi. Tuttavia, il futuro della storica location appare incerto: la sua lunga stagione potrebbe essere ormai giunta al termine, anche se non si esclude una possibile riconversione sotto la gestione pubblica.

La decisione finale resta dunque nelle mani della giustizia amministrativa. Solo dopo il pronunciamento del Tar sarà possibile delineare con chiarezza il destino di uno dei simboli più noti delle cerimonie in stile napoletano.

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La battaglia tra il Comune di Bacoli e i lidi militari arriva in Parlamento, presentata interrogazione

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COMUNE DI BACOLI E LIDI MILITARI
COMUNE DI BACOLI E LIDI MILITARI

La battaglia per tra il Comune di Bacoli e i lidi militari è arrivata in Parlamento a Roma, a darne notizie il Sindaco, Josi Gerardo della Ragione.

“Siamo arrivati in Parlamento! È stata presentata un’interrogazione al Governo per restituire al Comune di Bacoli i lidi gestiti da forze armate.

Così il caso dei lidi militari di Miseno diventa un tema nazionale. Marco Sarracino, deputato della Repubblica e responsabile nazionale del PD per il Sud, la coesione territoriale e le aree interne, ha presentato una interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa e dell’Economia e delle Finanze “per chiedere iniziative immediate e urgenti al fine di sbloccare la situazione dei lidi militari di Miseno-Miliscola, nel Comune di Bacoli”.

È un atto di grande importanza per un’istanza popolare che stiamo portando avanti a tutela di tutta la popolazione.

“Più del 50% del litorale di Miseno, a Bacoli – spiega Sarracino nell’interrogazione – tra i più vissuti della provincia di Napoli, è infatti occupato da stabilimenti balneari gestiti da Esercito, Aeronautica, Marina, e vigili del fuoco. Si tratta di aree di grande pregio, che però di fatto rischiano di essere sottratte alla disponibilità del Comune di Bacoli, e della comunità tutta che ne fruisce, impedendo una programmazione dello sviluppo del litorale.

L’interesse pubblico deve prevalere, per questo ho chiesto al Governo di intervenire d’urgenza per sbloccare la situazione, avviando un confronto rapido ed efficiente con il Comune di Bacoli e il sindaco Josi Gerardo Della Ragione, per garantire la fruibilità di questi spazi alla cittadinanza. Il demanio marittimo è un bene comune che va tutelato”.

Ringrazio Marco, amico di Bacoli e dei Campi Flegrei, per questa azione parlamentare che dà un respiro nazionale a questa azione che non riguarda un semplice comune. Ma un lungomare vissuto ogni estate da centinaia di migliaia di persone da tutta la Campania. Siamo fiduciosi che si possa raggiungere una soluzione capace di tutelare gli interessi della comunità. Continuano a giungere sostegni per questa giusta causa. Insieme, ci riusciamo. Un passo alla volta”.

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Napoli, esercenti della Movida sul piede di guerra dopo l’ordinanza di Manfredi: “Miope e dannosa”

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“Que viva NAPOLI. Per una metropoli viva contro le ordinanze miopi e dannose, dalla parte dell’arte e della cultura”.

È quanto si legge su una locandina esposta da diversi esercenti del centro antico di NAPOLI in protesta contro l’ultima ordinanza sulla movida dal sindaco Gaetano Manfredi. In vigore fino al 24 agosto, il provvedimento dispone alcune limitazioni per i locali dell’area di piazza San Domenico Maggiore e delle zone limitrofe.

Un’ordinanza che gli esercenti aderenti alla protesta definiscono “miope e dannosa” e che “rischia di trasformare NAPOLI in un deserto. Noi vorremmo vedere NAPOLI viva e dinamica, come sa essere”. Una iniziativa di protesta è annunciata per giovedì 30 aprile, alle 17, in piazza San Domenico.

L’ordinanza dispone, dalla domenica al giovedì, la chiusura degli esercizi pubblici all’1 e, il venerdì e il sabato, alle 2.

L’orario di riapertura è fissato non prima delle 6. Stop alla vendita e alla somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22:30 alle 6. Limitazioni alla musica e agli eventi, con il divieto assoluto, dalle 22, di svolgere eventi occasionali, sia su strada che in piazza, che prevedano l’uso di strumenti musicali o sistemi di amplificazione.

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Avvocato Petruzzi: “Abbiamo acquisito ulteriori prove che Oppido abbia accettato il rischio che Domenico potesse morire”

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AVVOCATO PETRUZZI DOMENICO CALIENDO
AVVOCATO PETRUZZI DOMENICO CALIENDO

Abbiamo acquisito ulteriori prove che per il momento non posso rivelare le quali, a nostro avviso, confermano l’ipotesi che Guido Oppido ‘costi quel che costi’ abbia accettato il rischio che Domenico potesse morire, non facendo tutto ciò che era nelle sue possibilità per evitare il decesso“.

Così l’avvocato Francesco Petruzzi, legale di Alfonso Caliendo e Patrizia Marcolino, i genitori del piccolo Domenico deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio, a seguito delle conseguenze di un trapianto di cuore fallito, eseguito il 23 dicembre 2025.
Secondo quanto fa sapere il legale, nel comportamento adottato dal cardiochirurgo dopo il trapianto del cuore giunto da Bolzano, secondo quanto finora emerso inutilizzabile, “avrebbe escluso alcune decisioni praticando una medicina di tipo difensivo, non prendendo in considerazione terapie alternative. A questo si aggiungono nuovi elementi di prova di cui è a conoscenza anche il pubblico ministero Tittaferrante“.

Parlando con l’ANSA, l’avvocato Petruzzi ha richiamato alla memoria il caso delle acciaierie ThyssenKrupp: “la Procura, per le morti dei dipendenti causate da un incendio, contestò ai vertici dell’azienda il reato di omicidio volontario con dolo eventuale per non avere investito nella sicurezza. Credo che se per quel caso è stato contestato quel reato lo stesso valga anche per il caso di Domenico Caliendo“.

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Nicola Marrazzo candidato sindaco a Casandrino: “Voglio garantire alla mia città un salto di qualità”

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NICOLA MARRAZZO CASANDRINO
NICOLA MARRAZZO CASANDRINO

Per le elezioni amministrative al Comune di Casandrino scende ufficialmente in campo per la carica di sindaco Nicola Marrazzo, sostenuto dal movimento politico “Rinascita per Casandrino”.

Ecco le prime parole dell’ex consigliere regionale: “Mi candido a sindaco per tentare di garantire alla mia città di origine un salto di qualità dal punto di vista della vivibilità del territorio. Casandrino merita stabilità amministrativa, ovvero 5 anni di buon governo attraverso cui, insieme alla mia maggioranza, metterò in campo una vera e propria rigenerazione: ripartirò dal ripristino dei servizi essenziali come il decoro urbano, la viabilità, maggiore controllo del territorio, la riforma della pianta organica del Municipio, dialogo istituzioni con Città Metropolitana e Regione Campania.

In altre parole una visione a lungo termine capace di ricominciare dall’ordinaria amministrazione, elemento centrale senza il quale la nostra comunità non può uscire dall’isolamento istituzionale in cui è sprofondata“.

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Giovane travolto dalla sua auto: tragedia nel Beneventano, Guido Catilino muore a soli 18 anni

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Guido Catilino SAN MARTINO VALLE CAUDINA
Guido Catilino SAN MARTINO VALLE CAUDINA

BENEVENTO – Una tragedia improvvisa ha sconvolto questa mattina la comunità del Beneventano. Un ragazzo di 18 anni, Guido Catilino, originario di San Martino Valle Caudina, ha perso la vita in circostanze drammatiche dopo essere stato travolto dalla sua stessa auto. L’incidente è avvenuto in via Manzoni, nella frazione Perrillo di Sant’Angelo a Cupolo.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane era arrivato sul posto alla guida della sua Fiat 500L blu, insieme a due studentesse spagnole presenti nel Sannio per un progetto Erasmus. Ad attenderli c’era un’altra ragazza del posto, con la quale avrebbero dovuto proseguire probabilmente verso l’Università di Benevento.

Il 18enne avrebbe parcheggiato l’auto lungo una strada in salita, ma il freno a mano non sarebbe stato inserito. La vettura ha iniziato a muoversi all’indietro e, nel tentativo di fermarla, il ragazzo è stato travolto e schiacciato. L’impatto è stato fatale: nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, per Guido non c’è stato nulla da fare.

A lanciare l’allarme sono state le due studentesse straniere, che hanno tentato di prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo del personale medico. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

La notizia ha scosso profondamente sia Sant’Angelo a Cupolo sia San Martino Valle Caudina, paese d’origine del giovane. Il sindaco di Sant’Angelo a Cupolo, Alessandro Pierro, si è recato sul luogo della tragedia, mentre il primo cittadino di San Martino Valle Caudina, Pasquale Pisano, ha espresso il proprio cordoglio per la prematura scomparsa del ragazzo.

L’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia Catilino, colpita da un dolore inimmaginabile.

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Polemiche ad Afragola, Aias: “Concesso ad altri terreni negati ai bambini disabili”

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AFRAGOLA AIAS
AFRAGOLA AIAS

È paradossale che non si sia trovato spazio per i bambini disabili e poi, su quegli stessi terreni, si autorizzino interventi di altra natura che sono anche pericolosi per i nostri piccoli pazienti“.

A parlare è Ciro Salzano rappresentante dell’Aias di Afragola (Napoli): attraverso l’avvocato Sergio Pisani, l’ente ha presentato un’istanza di accesso agli atti per fare luce sulla assegnazione di alcuni terreni destinati all’esproprio da asservire allo stadio comunale adiacenti alla sede dell’associazione.

L’Aias. denuncia “una disparità di trattamento inaccettabile“. L’associazione, si legge nella nota, “aveva interesse a quegli spazi per garantire ai piccoli pazienti uno spazio ludico terapeutico ma il Comune diede parere negativo a qualsiasi tipo di autorizzazione facendo desistere l’Aias dall’acquisto. Quelle stesse aree sono state poi destinate ad impresa industriale in disprezzo della destinazione urbanistica terreno e della vicinanza della struttura sanitaria che ospita circa 700 bambini di cui circa 300 con spettro autistico“.

Salzano tramite il proprio difensore ha quindi diffidato il Comune di Afragola a trasmettere entro i termini di legge tutti i titoli edilizi e le autorizzazioni che hanno autorizzato tale concessione. L’obiettivo, si legge ancora nel comunicato, “è verificare la legittimità di scelte urbanistiche che sembrano ignorare i bisogni dei soggetti più fragili“.

Per Asia Maraucci, mamma e presidente dell’Associazione “La Battaglia di Andrea”, “una situazione del genere è inaccettabile. Non è possibile portare un figlio autistico in un centro di riabilitazione e non trovare neppure un posto per parcheggiare, ritrovandosi inoltre in un ambiente caratterizzato da rumori improvvisi, odori sgradevoli e un caos eccessivo, tutti elementi che possono creare forte disagio. Parliamo di condizioni totalmente incompatibili con un luogo che dovrebbe garantire accoglienza, serenità e supporto ad un bambino disabile. Questa mattina, ad esempio, non abbiamo nemmeno potuto parcheggiare nelle vicinanze: l’intera strada era interessata da divieti di sosta discutibili e siamo stati costretti a lasciare l’auto a centinaia di metri dal centro, affrontando ulteriori difficoltà“.

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Gratteri sul caso della grazia a Nicole Minetti: “Non commento i lavori degli altri”

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NICOLA GRATTERI CASO NICOLE MINETTI
NICOLA GRATTERI CASO NICOLE MINETTI

Io non ho mai commentato i lavori degli altri“. Così il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, a margine del convegno “Baby gang, disagio giovanile, nichilismo e responsabilità” all’Università Lumsa, a Roma, risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti e di chi sia la responsabilità.

Non bisogna pensare a cose di domani o dopodomani, a ragionamenti di breve periodo. Bisogna fare ragionamenti di medio e lungo periodo, cosa che nessuno fa in Italia. È un esercizio che è finito con la prima Repubblica quando si facevano ragionamenti di progetti per l’Italia di medio e lungo periodo. Oggi non si fanno più, si discute oggi per domani, al massimo per una settimana. Noi dobbiamo avere il risultato perché dobbiamo uscire su Facebook, su Instagram e spiegare che il problema è risolto. Non funziona così“.

Così il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, al convegno “Baby gang, disagio giovanile, nichilismo e responsabilità” all’Università Lumsa, a Roma.

A furia di rincorrerci in questo modo passano gli anni e i problemi sono esattamente come quando abbiamo iniziato. Bisogna resettare tutto – aggiunge – sedersi con calma, ma con gente che ha lavorato nella vita. Quando si fanno delle riforme, e spesso si pensa che ci sia malafede e che sia qualcuno che è un imbroglione, non è così. Si tratta banalmente di incompetenze, di gente non addetta ai lavori che è messa lì per fare cose che non ha mai fatto nella vita, non ha mai studiato in teoria quel problema. Gratteri ribadisce che “bisogna incominciare a pensare nel lungo periodo, mettere i soldi nella scuola, in istruzione, per il terzo settore, per il volontariato, perché anche il volontariato costa“.

E osserva che “noi abbiamo ragazzi che non sanno leggere e scrivere in lingua italiana. Le carcere minorili sono piene di analfabeti, e lo dico con dolore con dispiacere. Questo è il dramma“.

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Casoria: Dedicato campo sportivo alla memoria di Santo Romano

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CASORIA SANTO ROMANO
CASORIA SANTO ROMANO

CASORIA – Questa mattina il Sindaco di Casoria, Raffaele Bene, insieme all’amministrazione comunale e la mamma di Santo Romano, vittima innocente della criminalità giovanile, hanno inaugurato un campo sportivo dedicato al giovane nel Parco Sportivo “Carlo Acutis” in via Duca d’Aosta.

“Gli occhi emozionati della mamma di Santo, la gioia di ragazze e ragazzi che fanno sport liberamente, la soddisfazione di chi ha sognato per anni un’area di aggregazione nel quartiere.

Sono queste le emozioni che ci ripagano di tutto il lavoro e dei sacrifici fatti per consegnare questa struttura alla città.

Il Parco dello Sport Carlo Acutis di via Duca d’Aosta è realtà, il Campo Sportivo Santo Romano è realtà. Lo consegniamo ai figli della nostra città con lo stesso amore del cuore di Santo impresso sulla porta”.

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