lunedì, Luglio 27, 2026
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Luigi Esposito, l’assassino confessa e accusa: voleva rapporti intimi a pagamento con me e ho rifiutato

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LUIGI LUCA ESPOSITO CONFESSIONE ASSASSINO
LUIGI LUCA ESPOSITO CONFESSIONE ASSASSINO

EBOLI – Dopo l’arrestato di Ridha Rahmouni, 26enne tunisino irregolare sul territorio italiano, accusato dalla Procura di Salerno di essere l’esecutore materiale dell’omicidio del giornalista Luigi (luca) Esposito, il quadro dei fatti appare maggiormente delineato.

La scintilla che avrebbe provocato il brutale assassinio sarebbe riconducibile alle insistenti attenzioni sessuali rivolte dalla vittima al suo omicida.

Il 26enne tunisino ha raccontato agli inquirenti che Luigi Esposito avrebbe intrattenuto rapporti intimi a pagamento con alcuni suoi connazionali e che avrebbe cercato di coinvolgere anche lui. Il giovane ha riferito di essersi sentito sotto pressione da attenzioni che non ricambiava e che, a suo dire, non sarebbero mai sfociate in un contatto fisico. Nonostante il suo rifiuto, Esposito avrebbe continuato a cercarlo con insistenza: un elemento confermato dall’analisi del traffico telefonico tra i due, che mostra contatti frequenti e ravvicinati, anche nelle ore precedenti all’omicidio.

Nel pomeriggio di sabato i due si accordano per un incontro: Esposito arriva in auto, il tunisino in bicicletta. L’appuntamento degenera rapidamente in una lite. Il 26enne sostiene di aver colpito la vittima a mani nude, poi di aver utilizzato plastica, una coperta e sterpaglie per appiccare il fuoco. Afferma anche di non essersi reso conto che Esposito fosse ancora vivo.

Durante la confessione, l’indagato aggiunge un ulteriore elemento: riteneva di dover porre fine a quello che definisce un “meccanismo di tentazione” che, a suo dire, Esposito esercitava su alcuni suoi amici. Secondo il racconto, il bisogno di denaro avrebbe spinto alcuni di loro ad accettare rapporti intimi con la vittima. Il 26enne, che si è definito musulmano credente e praticante, avrebbe visto queste dinamiche come una deviazione dalla preghiera e come pratiche — la fornicazione tra uomini — che la sua religione condanna. Una visione che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver contribuito alla sua decisione di agire.

La Procura di Salerno, che non considera chiuse le indagini con l’arresto, verificherà ora la veridicità delle dichiarazioni del giovane e cercherà di individuare le persone citate nel suo racconto. Dopo la confessione, il tunisino — difeso dall’avvocato Giovanni Mauri — è stato trasferito nel carcere di Salerno, in attesa dell’udienza di convalida prevista per lunedì.

Il 26enne era arrivato a Lampedusa nel giugno 2023. Un anno e mezzo dopo, la Questura di Salerno gli aveva negato il permesso di soggiorno, ma lui era riuscito a sottrarsi a un decreto di espulsione.

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Spari nel cimitero di Torre Annunziata: Donna ferita alle gambe, uomo armato ancora all’interno del camposanto

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CIMITERO TORRE ANNUNZIATA SPARI
CIMITERO TORRE ANNUNZIATA SPARI

TORRE ANNUNZIATA – Terrore questa mattina nel cimitero di Torre Annunziata in provincia di Napoli.

Un uomo avrebbe sparato alcuni colpi d’arma da fuoco verso una donna colpendola e ferendola agli arti inferiori. A quanto pare i due sarebbero marito e moglie. E secondo quanto riportato dalle cronaca locali con alle spalle una tragedia familiare, ovvero la perdita di una figlia in un incidente stradale.

A quanto pare il cimitero è stato evacuato, chiuso e circondato dalla Polizia di Stato. L’uomo sarebbe ancora all’interno del camposanto.

AGGIORNAMENTO – Gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata hanno disarmato e bloccato l’uomo, si tratta di un 71enne. Adesso la sua posizione è al vaglio della magistratura. La donna ferita ha 63 anni. È stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata all’Ospedale di Boscotrecase. Sarà sottoposta ad un intervento chirurgico.

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Allerta Meteo gialla in Campania dalle 14 di oggi fino alle 10 di lunedì 27 luglio

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

La Protezione Civile della Campania ha diramato un’allerta meteo con criticità gialla valida dalle 14 di oggi 26 Luglio e valida fino alle 10 del 27 luglio:

L’avviso regionale di allerta meteo prevede per la 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝟭 (che comprende 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗮𝗻𝗮, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, 𝗜𝘀𝗼𝗹𝗲, 𝗔𝗿𝗲𝗮 𝗩𝗲𝘀𝘂𝘃𝗶𝗮𝗻𝗮) e su tutto il territorio Campano, i seguenti fenomeni rilevanti: possibili rovesci e temporali, puntualmente di moderata intensità.

Visto il Bollettino di Vigilanza Meteorologica Nazionale del Dipartimento della Protezione Civile e il Bollettino Meteorologico Regionale, con riferimento al vigente sistema di allertamento regionale, adeguato con D.P.G.R. n. 245/2017 alle indicazioni operative del Capo Dipartimento della Protezione Civile di cui alla circolare prot. n. 7117/2016, il Centro Funzionale decentrato della Campania emette il seguente avviso:

Fenomeni rilevanti
Possibili rovesci e temporali, puntualmente di moderata intensità.

Livello di allerta (livello di criticità)
GIALLA

Tipologia di rischio
Idrogeologico per temporali

Principali scenari di evento ed effetti al suolo:
– Fenomeni temporaleschi caratterizzati da incertezza previsionale e rapidità di evoluzione, con possibili danni alle coperture e strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento, fulminazioni, possibili grandinate e a caduta di rami o alberi.

– Possibile innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc.).

– Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno.

– Possibile scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane
depresse.

– Possibili cadute massi in più punti del territorio ed occasionali fenomeni franosi legati a
condizioni idrogeologiche fragili.

Norme comportamentali in caso di avviso di allerta meteo per forti raffiche di vento
– Prestare attenzione in prossimità di alberi e strutture verticali per l’eventuale caduta di rami, alberi, pali, segnaletica o impalcature e, in ogni caso, segnalare l’eventuale stabilità precaria di tali elementi anche in situazioni ordinarie, dandone comunicazione ai numeri di emergenza 112, 113, 115.

– Assicurare stabilmente o rimuovere da finestre e balconi elementi mobili quali piante, coperture, strutture provvisorie o qualsiasi oggetto che possa essere trasportato via dal vento.

– Osservare particolare prudenza negli spostamenti limitandoli a quanto strettamente necessario.

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Casoria: torna a casa e si infila nel letto dell’ex nonostante il divieto di avvicinamento, arrestato

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Casoria torna a casa e si infila nel letto dell'ex nonostante il divieto di avvicinamento, arrestato
Casoria torna a casa e si infila nel letto dell'ex nonostante il divieto di avvicinamento, arrestato

Quando la moglie è tornata a casa, ha trovato l’ex marito sul letto. Era sdraiato comodamente e si era introdotto nell’appartamento senza autorizzazione.

Il giudice gli aveva notificato la mattina stessa l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla donna, vittima di vessazioni e maltrattamenti. La donna ha allertato il 112 e chiesto aiuto.

I carabinieri della stazione di Arpino di Casoria e della sezione radiomobile di Casoria l’hanno arrestato per aver violato le disposizioni dell’autorità giudiziaria.

È ora in carcere, in attesa di giudizio.

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Caso Martina Carbonaro, chiesto il divieto di avvicinamento alla famiglia dell’imputato per i genitori della 14enne

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Caso Martina Carbonaro, chiesto il divieto di avvicinamento alla famiglia dell’imputato per i genitori della 14enne
Caso Martina Carbonaro, chiesto il divieto di avvicinamento alla famiglia dell’imputato per i genitori della 14enne

La Procura di Napoli Nord ha chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento nei confronti di Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino, genitori di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa ad Afragola il 25 maggio 2025. La misura riguarderebbe i rapporti con la famiglia di Alessio Tucci, ex fidanzato della ragazza e imputato nel processo per l’omicidio.

La richiesta è stata formulata dopo le denunce presentate dai genitori dell’imputato in seguito alle tensioni verificatesi durante la prima udienza del processo. Sarà ora l’autorità giudiziaria competente a valutare la sussistenza dei presupposti per l’eventuale applicazione della misura cautelare.

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Carbonaro, che ha chiesto di considerare le condotte contestate alla luce del contesto umano e psicologico nel quale sarebbero maturate. Il difensore ha precisato di non voler giustificare le frasi pronunciate, sostenendo tuttavia che debbano essere valutate tenendo conto della sofferenza vissuta dai genitori della vittima.

Secondo Pisani, Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino sarebbero stati lasciati senza un adeguato sostegno psicologico e umano dopo la morte della figlia. Il legale ritiene pertanto che la vicenda non debba essere interpretata come una condotta persecutoria organizzata, ma come la reazione di due genitori segnati da un grave lutto.

L’avvocato ha infine rivolto un appello al ministro della Giustizia, chiedendo di verificare quale assistenza sia stata garantita alla famiglia Carbonaro e per quali ragioni, a suo giudizio, i genitori della ragazza non abbiano ricevuto un supporto adeguato in qualità di vittime indirette dell’omicidio.

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Due minorenni in scooter fuggono dai Carabinieri da Fuorigrotta fino a Pozzuoli, denunciati

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INSEGUIMENTO NAPOLI - POZZUOLI
INSEGUIMENTO NAPOLI - POZZUOLI

NAPOLI – Un 15enne e un 16enne in sella ad uno scooter 350cc, senza casco, assicurazione e patente. I carabinieri della pattuglia mobile di zona di Bagnoli li hanno incrociati in piazzale Tecchio, a Napoli.

Hanno imposto loro l’alt ma il giovane alla guida ha dato gas ed è fuggito. Tallonandoli per oltre 20 minuti, i militari sono riusciti a bloccare i due minori in via Gerolomini, a Pozzuoli. Un inseguimento di quasi 7 chilometri terminato quando i fuggitivi hanno imboccato una strada senza uscita.

Denunciati per fuga pericolosa, sono stati affidati ai genitori e sono tornati nelle loro abitazioni di Ponticelli. Sequestrato il motociclo.

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Asse Mediano: Topi lanciati in auto per rubarle, la nuova assurda tecnica. Allarme lanciato sui social

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ASSE MEDIANO
ASSE MEDIANO

Sull’Asse Mediano circola una nuova e inquietante modalità di rapina che sta facendo il giro dei social, soprattutto su TikTok, dove diversi utenti hanno pubblicato video e testimonianze.

I malviventi, approfittando della complessità del traffico e della vulnerabilità degli automobilisti, avrebbero iniziato a utilizzare dei topi come arma di distrazione per mettere a segno i furti.

Secondo le segnalazioni, la tecnica sarebbe tanto semplice quanto spietata: i rapinatori individuano un’auto con i finestrini abbassati e, al momento opportuno, lanciano all’interno uno o più roditori. L’effetto è immediato: panico, urla, una brusca frenata e il tentativo istintivo di abbandonare il veicolo per allontanarsi dall’animale.

È proprio in quei secondi di caos che i malviventi entrano in azione. Uno di loro si avvicina all’auto, entra rapidamente al posto di guida e fugge via a tutta velocità. Una rapina fulminea, che trasforma la paura della vittima in rabbia e incredulità.

Le segnalazioni online stanno aumentando, alimentando preoccupazione tra gli automobilisti che percorrono quotidianamente l’Asse Mediano. Al momento non risultano denunce ufficiali, ma l’allarme social è ormai diffuso e invita alla prudenza: evitare di viaggiare con i finestrini completamente aperti e mantenere alta l’attenzione, soprattutto nelle zone più isolate del tracciato.

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La Sonrisa sotto sequestro: indagine sull’occupazione del complesso confiscato

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La Sonrisa sotto sequestro indagine sull’occupazione del complesso confiscato
La Sonrisa sotto sequestro indagine sull’occupazione del complesso confiscato

Il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, conosciuto dal grande pubblico come il “Castello delle Cerimonie”, è ora presidiato da un servizio di vigilanza privata dopo il sequestro preventivo e l’avvio delle operazioni di sgombero.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, nell’ambito di un’inchiesta per invasione di terreni o edifici. Il reato contestato è disciplinato dagli articoli 633 e 639 bis del codice penale.

Come riporta Fanpage, Secondo l’ipotesi formulata dagli inquirenti, alcune persone avrebbero continuato a utilizzare il complesso nonostante la perdita della proprietà, avvenuta in seguito alla confisca definitiva della struttura e dei terreni circostanti.

La ricostruzione della Procura

Alla base del decreto di sequestro vi è un recente orientamento della Corte di Cassazione. In base a tale interpretazione, il reato può configurarsi anche in assenza di violenza o clandestinità, qualora un soggetto continui a occupare arbitrariamente un immobile del quale non possiede più alcun titolo giuridico.

La contestazione, dunque, non riguarda le modalità con cui sarebbe avvenuta l’occupazione, ma la permanenza all’interno di un bene ormai acquisito al patrimonio pubblico.

Il provvedimento potrà essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame. Le persone coinvolte nell’indagine sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dal principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

Il ricorso delle società al Tar

Parallelamente al procedimento penale prosegue la controversia amministrativa sull’ordinanza di sgombero emanata dal Comune di Sant’Antonio Abate.

Il provvedimento è stato impugnato davanti al Tar Campania dalle società La Sonrisa spa, Ipol spa e Pol.Fra, indicate negli atti come soggetti che hanno gestito il complesso alberghiero e le attività collegate.

Per il ricorso non risulta ancora fissata l’udienza cautelare. Le società chiedono ai giudici amministrativi di riesaminare gli atti con cui il Comune ha disposto il rilascio della struttura.

Dalla confisca all’acquisizione comunale

La vicenda giudiziaria ha origine dal procedimento per lottizzazione abusiva che ha interessato il complesso, i terreni e i diversi manufatti presenti nell’area.

La confisca fu disposta dal Tribunale di Torre Annunziata nel 2016 e successivamente confermata dalla Corte di Appello di Napoli nel 2022. Nel 2024 la Corte di Cassazione ha reso definitiva la decisione.

Concluso l’iter giudiziario, la proprietà è stata trasferita al Comune di Sant’Antonio Abate. Il 28 aprile 2026 l’amministrazione comunale ha ottenuto la trascrizione del bene presso la Conservatoria dei registri immobiliari di Napoli.

Dopo il sequestro e l’apposizione dei sigilli, il complesso resta quindi sotto controllo, mentre proseguono sia l’indagine della Procura sia il contenzioso davanti alla giustizia amministrativa.

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Il Giornalista Luca Esposito ucciso a Salerno, fermato un uomo: era nascosto in un casolare abbandonato

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Il Giornalista Luca Esposito ucciso a Salerno, fermato un uomo era nascosto in un casolare abbandonato
Il Giornalista Luca Esposito ucciso a Salerno, fermato un uomo era nascosto in un casolare abbandonato

Svolta nelle indagini sull’omicidio del giornalista 53enne Luca Esposito, all’anagrafe Luigi. Nella nottata, a seguito delle attività di indagini dirette dalla Procura di Salerno e condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno, è stato individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto il soggetto ritenuto responsabile dell’omicidio.

Lo stesso era nascosto all’interno di un casolare abbandonato. L’intervento dei Carabinieri di Salerno è avvenuto con il supporto del Reparto indagini tecniche del ROS e dello Squadrone Cacciatori di Puglia.

Il blitz e’ scattato nella notte appena trascorsa, quando i carabinieri di Salerno hanno individuato il presunto killer, che e’ un tunisino di 26 anni, del giornalista in un casolare abbandonato non lontano dal luogo dove era stato ritrovato il cadavere.

È svolta, dunque, nel delitto di Luigi ‘Luca’ Esposito, giornalista sportivo di 53 anni, il cui corpo carbonizzato e’ stato trovato nella notte tra sabato e domenica scorsi in un terreno agricolo nei pressi di localita’ Cioffi di Eboli, nel Salernitano, dopo l’allarme lanciato per un incendio di sterpaglie.

Lo straniero e’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno. Ancora non chiaro il movente dell’omicidio. C’e’ attesa anche per gli esiti dell’autopsia, eseguita ieri all’ospedale di Eboli, da cui sarebbe emerso che il giornalista potrebbe essere stato picchiato, soffocato e, poi, dato alle fiamme. Aspetti che saranno resi ufficiali soltanto quando sara’ consegnata agli inquirenti la relazione dell’esame irripetibile. Tra le ipotesi, quella che il corpo di Esposito possa essere stato incendiato mentre il professionista era ancora in vita.

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Furto al Caseificio Sociale di Casapesenna a soli dieci giorni dall’inaugurazione

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CASAPESENNA FURTO CASEIFICIO SOCIALE
CASAPESENNA FURTO CASEIFICIO SOCIALE

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Società Cooperativa Sociale “Raggio di Sole” Onlus:

A soli dieci giorni dall’inaugurazione del Caseificio Sociale di Casapesenna, realizzato all’interno di un bene confiscato alla camorra e gestito dalla Società Cooperativa Sociale Raggio di Sole, siamo costretti a denunciare un grave episodio che colpisce non solo la nostra cooperativa, ma l’intera comunità.

Nella notte appena trascorsa (tra martedì e mercoledì scorsi)  il caseificio è stato oggetto di un furto. Ignoti hanno divelto la saracinesca e danneggiato le porte automatiche d’ingresso, riuscendo ad asportare la cassa automatica.

Un gesto vile, codardo e inaccettabile, che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Al danno economico derivante dal furto si aggiunge quello arrecato alla struttura, colpendo un luogo che rappresenta il riscatto di un territorio e la concreta restituzione di un bene sottratto alla criminalità organizzata e riconsegnato alla collettività.

A chi pensa di poter intimidire o scoraggiare il nostro impegno rispondiamo con la determinazione di sempre: non arretreremo di un solo millimetro.

Siamo pienamente consapevoli del valore del lavoro che stiamo portando avanti e dell’importanza del luogo in cui lo stiamo facendo.

Il Caseificio Sociale è un presidio di legalità, di lavoro, di inclusione e di speranza, e continuerà ad esserlo.

Confidiamo nel lavoro attento e certosino delle Forze dell’Ordine e degli inquirenti, ai quali va la nostra piena fiducia, con l’auspicio che venga fatta al più presto piena luce su quanto accaduto e che i responsabili siano assicurati alla giustizia.

Il nostro impegno non cambia. Anzi, si rafforza. Perché ogni atto vile contro un bene confiscato alla camorra è un attacco ai valori della legalità, ma è anche la dimostrazione che il percorso intrapreso è quello giusto. Forza Caseificio Sociale. Avanti, senza paura.

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