giovedì, Aprile 9, 2026
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Nuova esperienza live all’Arena Flegrea: pubblico sul palco con il dj Folamour

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ALL’ARENA FLEGREA IL PUBBLICO FINISCE SUL PALCO NASCE IL NUOVO FORMAT “ARENA ON STAGE”: L’11 APRILE IL DJ E PRODUCER FRANCESE, FOLAMOUR INAUGURA QUESTA NUOVA ESPERIENZA LIVE

L’Arena Flegrea porta il pubblico sul palco per una nuova fruizione dello spettacolo dal vivo. Nell’affascinante cornice della più grande arena all’aperto del sud Italia nasce un’esperienza scenica che ribalta il punto di vista tradizionale, trasformando il palco nel luogo dell’incontro diretto tra artisti e pubblico. Ecco ARENA ON STAGE il progetto che propone una curiosa modalità di fruizione dello spazio scenico che accoglie 600 spettatori accanto ai protagonisti dello show, mentre la maestosa cavea dell’Arena Flegrea diventerà lo sfondo scenografico naturale. Rovesciando simbolicamente e percettivamente la scena: il pubblico non osserva più lo spettacolo da lontano, ma ne diventa parte integrante, immerso nella stessa dimensione creativa e narrativa.

Dopo l’anteprima – con la data zero dello scorso 21 marzo – che ha visto protagonisti il Collettivo Core e il dj uruguaiano Carlos Willengton con la sua eclettica selezione musicale con i vinili, prende ufficialmente il via ARENA ON STAGE. Sabato 11 aprile sale sul palco dell’Arena Flegrea (insieme al pubblico) il dj e producer francese Folamour, per un nuovo evento del Collettivo Core in collaborazione con Soulstice, realtà milanese attiva nella promozione di musica elettronica contemporanea.

Protagonista dell’evento che segna il debutto format ARENA ON STAGE sarà Folamour, al secolo Bruno Boumendil, poliedrico artista francese con base a Londra molto apprezzato nella scena house internazionale, capace di fondere sonorità soulful, disco e groove elettronici in set dal forte impatto emotivo. Dopo aver creato la sua label, Moonrise Hill Material, insieme a Ethyene, Kaffe Crème, e Okwa, Folamour ha pubblicato il suo primo disco, Umami nel 2017. Folamour si è poi spostato a Londra, dove ha fondato una nuova label, FHUO Records, con cui ha pubblicato i successivi lavori. Tra i suoi brani più noti ci sono Ya Just Need 2 Believe in Yaself, Petit Prince Du Macadam e These Are Just Places To Me Now.

Accanto a lui, nel cast di ARENA ON STAGE ecco Italoboys, Paccone, Carlo Martino che daranno vita a esibizioni live e dj set già dal pomeriggio, con musica di accompagnamento prima del main event. L’appuntamento prevede infatti diversi set che si alterneranno già dal pomeriggio, con apertura porte dalle ore 16. Una scelta pensata per favorire un flusso più dinamico e un turnover naturale del pubblico, permettendo di vivere l’Arena in diverse fasi della giornata, dalla luce del pomeriggio al tramonto, fino alle atmosfere più intime della notte. Biglietti disponibili su: Ticketsms.it.

Ancora una volta, l’Arena Flegrea si conferma come uno spazio capace di accogliere e amplificare linguaggi contemporanei, senza perdere il legame con la propria identità storica. Un luogo in cui la musica non è solo intrattenimento, ma strumento di rilettura dello spazio e delle sue possibilità.

L’imponente arena situata nel cuore della Mostra d’Oltremare di Napoli, con la sua storia stratificata, dimostra ancora una volta la propria capacità di evolversi. Nata per accogliere grandi rappresentazioni – dall’opera al teatro, fino ai concerti di grandi star italiane e internazionali – si apre a linguaggi nuovi, accogliendo format sperimentali che reinterpretano il suo significato. Non si tratta di una rottura con il passato, ma di una sua estensione, di un modo per attivare lo spazio in chiave contemporanea, senza tradirne l’identità.

Oltre al format “ARENA ON STAGE” resta confermata la classica programmazione estiva dell’Arena Flegrea che propone concerti e spettacoli per un pubblico eterogeneo. Tra gli eventi già annunciati:

 “Genesis – One Night with the Orchestra” con Martin Levac Nick D’Virgilio affiancati da un’orchestra sinfonica di 70 elementi e da un coro di 32 voci (25 giugno), Eduardo De Crescenzo con l’unico concerto in città col suo “Essenze Jazz” (30 giugno), il double bill con Goran Bregović e la Wedding & Funeral Orchestra anticipato dal live di Eugenio Bennato (7 luglio), lo spettacolo di Serena Rossi dal titolo “Serenata a Napoli” (9 luglio), il concerto di Serena Brancale (14 luglio), l’attesa reunion dei Litfiba che con la formazione originale per celebrare i 40 anni dell’album “17 Re” (28 luglio), il concerto di Emma Marrone (29 luglio) e il live del rapper Capo Plaza (30 luglio).

Grande novità di quest’anno, la nascita di un vero e proprio festival negli spazi della Mostra d’Oltremare: due giorni di musica nell’accogliente Viale delle 28 Fontane con grandi nomi della musica internazionale. Attesi al Noisy Naples Fest il 23 luglio i Franz FerdinandSkunk Anansie e Bluvertigo, mentre il giorno seguente, 24 luglio, sarà la volta di KasabianPlanet Funk e Subsonica.

PER INFO E CONTATTI:

Official websitewww.arenaflerea.com

Instagramhttps://www.instagram.com/arenaflegrea/

Facebookhttps://www.facebook.com/ArenaFlegrea

 

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Presentato esposto per chiedere un procedimento disciplinare contro l’avvocato Francesco Petruzzi

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avvocato francesco petruzzi
avvocato francesco petruzzi

NAPOLI – Un esposto, nel quale si chiede di valutare l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dell’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, è stato presentato in relazione all’intervento che il legale ha tenuto nel corso della puntata della trasmissione tv “Lo stato delle cose” andata in onda lo scorso 16 marzo.

L’esposto è indirizzato, tra gli altri, al Consiglio dell’Ordine degli avvocati, alla Rai, ai garanti per la protezione dei dati personali e per le garanzie nelle comunicazioni, e anche alla Procura di Napoli “per le valutazioni di rilievo penale”. Nella puntata venne affrontato il caso del piccolo Domenico Caliendo sottoposto a trapianto di cuore nell’ospedale Monaldi dal cardiochirurgo Guido Oppido.

Durante la trasmissione è stata mostrata documentazione per sostenere, si legge nell’esposto, “la tesi secondo cui il professore Oppido avrebbe ‘dichiarato il falso’ o sarebbe comunque ‘chiaramente colpevole’ prima di ogni vaglio dibattimentale e in assenza di contraddittorio tecnico-scientifico”.

Secondo chi ha presentato l’esposto “sussiste il fondato sospetto che tale documentazione sia pervenuta alla redazione e/o al conduttore per il tramite del medesimo difensore (l’avvocato Petruzzi, ndr)”.

Per colui che ha depositato l’esposto, in sostanza, l’avvocato della famiglia del bambino avrebbe violato quattro articoli del Codice Deontologico Forense e anche diversi articoli del codice penale (diffamazione aggravata; pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e rivelazione di segreto inerente un procedimento penale).

Interpellato dall’Ansa, l’avvocato Petruzzi, che dovrà rispondere all’esposto entro 20 giorni, ricorda che “il giornalista Massimo Giletti, prima di mostrare i documenti (la cartella anestesiologica e della circolazione extracorporea) sottolinea di esserne entrato in possesso attraverso sui fonti, evidenziando anche, prima di mostrarle, ‘l’avvocato Petruzzi ne rimarrà sorpreso’“.

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Ergastolo confermato per Stefania Russolillo, uccise Rosa Gigante, mamma di Donato De Caprio

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ROSA GIGANTE MAMMA DONATO DI CAPRIO
ROSA GIGANTE MAMMA DONATO DI CAPRIO

La Corte di Assise d’Appello di Napoli (terza sezione) ha ribadito oggi la condanna già inflitta in primo grado il 28 gennaio 2025 a Stefania Russolillo, autrice dell’omicidio di Rosa Gigante, la 72enne ipovedente uccisa nella sua abitazione di Pianura il 18 aprile 2023.

La vittima era la madre di Donato De Caprio, noto tiktoker e food influencer conosciuto come il “re dei panini” grazie alla sua attività Con mollica o senza, la salumeria della Pignasecca diventata virale sui social. Fu proprio De Caprio uno dei primi ad accorrere nell’appartamento di famiglia dopo l’allarme.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, rappresentata in primo grado dal sostituto procuratore Maurizio De Marco, l’omicidio non fu frutto di un impulso improvviso, ma un delitto pianificato con lucidità. Per il pm, Russolillo avrebbe agito con l’obiettivo di impossessarsi del denaro della vittima, escludendo quindi l’ipotesi del raptus.

La conferma dell’ergastolo chiude il secondo grado di giudizio, rafforzando la tesi di un omicidio premeditato e a scopo predatorio. La famiglia Gigante, così come l’intera comunità di Pianura, attende ora gli sviluppi dell’eventuale ricorso in Cassazione.

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Trovato il cadavere di Gianfranco De Simone, panettiere 50enne di Mercogliano, era scomparso da 48 ore

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Gianfranco De Simone MERCOGLIANO
Gianfranco De Simone MERCOGLIANO

AVELLINO – Il corpo di Gianfranco De Simone è stato rinvenuto questa mattina a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, in contrada Riparano, una zona periferica del territorio. La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità irpina. De Simone lascia la moglie e due figli.

Dopo la denuncia di scomparsa presentata ieri mattina, il caso era stato segnalato anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?” su Rai Tre. Da quel momento si era attivata una vasta macchina delle ricerche: decine di volontari, carabinieri e personale del 118 hanno lavorato per due giorni nella speranza di ritrovarlo in vita. Purtroppo, l’esito è stato tragico.

Secondo le prime ricostruzioni, De Simone era stato visto per l’ultima volta martedì 7 aprile proprio a Monteforte Irpino, dove sarebbe arrivato dopo aver ricevuto un passaggio da un conoscente. Al momento dell’allontanamento non aveva con sé il telefono cellulare, ma solo i documenti e del denaro contante.

La famiglia, non avendo più sue notizie dalla mattina dell’8 aprile, aveva immediatamente allertato le forze dell’ordine. Restano ancora da chiarire le ultime ore di vita dell’uomo. Le prime informazioni indicano che, dopo il lavoro, si sarebbe recato in un circolo ricreativo di Mercogliano, per poi farsi accompagnare fino a Monteforte.

Sul posto del ritrovamento sono intervenuti i carabinieri, il personale sanitario del 118 e il magistrato di turno, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti. Tra le ipotesi al vaglio non viene escluso il gesto estremo, ma solo l’autopsia potrà chiarire con precisione cosa sia accaduto.

L’Irpinia si stringe attorno alla famiglia De Simone in questo momento di profondo dolore.

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Stupefacenti spediti da Napoli in tutta Italia, bloccato traffico da 2 milioni di euro

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NAPOLI TRAFFICO DI STUPEFACENTI
NAPOLI TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Un’intera filiera della droga che partiva dalla Campania e arrivava nel resto d’Italia è stata scoperta dai finanzieri del Comando provinciale di Caltanissetta, che hanno sequestrato dieci chili di sostanze.

Una vicenda che si è conclusa con l’arresto e la condanna in rito abbreviato a quattro anni e a 14mila euro di multa di due persone, che erano attive in provincia di Napoli. I due sono stati sorpresi all’interno di una laboratorio dedicato al confezionamento e alla spedizione di pacchi con all’interno grossi quantitativi di droga destinati a tutta Italia.

Il giro d’affari sviluppato in due anni era superiore ai due milioni di euro. L’indagine ha preso le mosse da un precedente sequestro di droga effettuato a settembre 2025 a Caltanissetta: da qui le fiamme gialle hanno sviluppato un nuovo filone investigativo ricostruendo l’intera filiera che aveva una cabina di regia a Napoli.

I due pubblicizzavano la merce e organizzavano le spedizioni spedizioni postali o con corrieri attraverso i social: cocaina, hashish e marijuana le sostanze vendute. Il valore della droga sequestrata ammonta ad oltre centomila euro, assieme ai macchinari utilizzati per il confezionamento. Sequestrata anche una pistola a salve sprovvista di tappo rosso, con le munizioni. Oltre quattromila le spedizioni effettuate su tutto il territorio nazionale: un sistema che andava avanti dal 2024.

La guardia di finanza ha inoltre estratto i dati dei circa cinquecento destinatari dei pacchi in tutto il territorio nazionale: i nominativi saranno messi a disposizione del reparti del Corpo competenti per territorio che potranno a loro volta avviare indagini autonome.

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Nuovo fabbricato sequestrato ad Afragola, il Gip convalida il blocco operato dalla Polizia Locale

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AFRAGOLA SEQUESTRATO EDIFICIO
AFRAGOLA SEQUESTRATO EDIFICIO

La Polizia Locale della Città di Afragola diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli nei giorni scorsi ha ispezionato un cantiere in Via Ciaramelli dove è presente un fabbricato di nuova costruzione in fase di completamento composto da quattro piano più il tetto termico abitabile, per un totale di n.25 appartamenti e n. 5 locali commerciali.

Dagli accertamenti è emerso che le opere sono state realizzate in difformità rispetto ai titoli autorizzativi ed i lavori sono stati portati avanti invadendo ed appropriandosi di parte di area pubblica di proprietà del Comune di Afragola per un totale di circa 175 mq.

Per le difformità accertate realizzate rispetto ai titoli autorizzativi, l’invasione e l’appropriazione di area pubblica, la Polizia Locale ha proceduto al sequestro di Polizia Giudiziaria della struttura.

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli Nord ha convalido il sequestro eseguito dalla Polizia Locale.

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“Tullio De Piscopo – Ritmo e passione” su RaiPlay, l’omaggio al batterista per i suoi 80 anni

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Tullio De Piscopo - Ritmo e passione
Tullio De Piscopo - Ritmo e passione

Per festeggiare gli 80 anni di Tullio De Piscopo (nato a Napoli il 24 febbraio 1946) Rai Teche pubblicherà l’antologia “Tullio De Piscopo – Ritmo e passione”, disponibile da venerdì 10 aprile su RaiPlay (https://www.raiplay.it/programmi/tulliodepiscoporitmoepassione).

È una raccolta di apparizioni televisive del grande batterista, compositore e cantautore partenopeo, che ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali. Attraverso la riproposizione di partecipazioni alle trasmissioni televisive Rai di De Piscopo, si ripercorrono le tappe della sua carriera: dalle sperimentazioni jazz degli inizi ai grandi successi nelle classifiche pop e dance che dimostrano l’eclettismo musicale e la comunicatività del musicista.

Si passa dalle sue partecipazioni come batterista jazz nel quintetto di Enrico Intra, ospite della trasmissione “Coabitazione”, e del quartetto di Gianni Basso, nella trasmissione “Adesso musica”, entrambe registrate nel 1974, alla trasmissione “Incontri musicali” del 1976 dove Tullio De Piscopo presenta il suo secondo album “Sotto e ‘ncoppa” pubblicato quell’anno.

Si tratta di una coraggiosa elaborazione di fusion dalle sonorità mediterranee con il “gruppo sperimentale di folklore moderno” composto da Giorgio Baiocco al sax tenore, Larry Nocella al sax soprano, Sante Palumbo alle tastiere, Vittorio Boi al basso e Maurizio Martelli alla chitarra che eseguono brani ispirati all’energia, alle atmosfere e alla malinconia della città di Napoli. Nell’antologia non poteva mancare il brano “Gabbie”, sigla della prima edizione della celebre trasmissione Rai “Sereno Variabile” condotta da Osvaldo Bevilacqua e Maria Giovanna Elmi, un travolgente brano dal ritmo funk.

Particolarmente interessanti sono poi la partecipazione alla trasmissione condotta da Rita Pavone “Che combinazione” del 13 gennaio 1980, dove l’artista dà prova della sua grande abilità alla batteria e alle percussioni presentando il 45 giri “Drum Dream”, e la trasmissione “Italiani a Milano” del 20 novembre 1980, in cui rivela aspetti curiosi sulla sua vita professionale e familiare attraverso una lunga intervista. Nel corso degli anni Ottanta Tullio De Piscopo, già riconosciuto come grande virtuoso, raggiunge il successo commerciale con brani dal ritmo dance che hanno spopolato anche fuori dall’Italia come “Stop Bajon” riproposta nella versione presentata a “Discoring” il 4 marzo 1984.

Da segnalare, infine, la divertente partecipazione di Tullio De Piscopo a “Domenica in” del 3 aprile 1988 dove il musicista presenta la grande hit sanremese “Andamento lento” e un medley dei suoi brani, “Stop Bajon”, “I’ sono ‘e notte”, “E’ fatto ‘e sorde” concedendosi un siparietto comico-musicale con i conduttori della trasmissione Toto Cutugno e Lino Banfi.

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Napoli: La Cassazione riconosce risarcimenti a due orfani di una vittima dell’amianto

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VITTIME AMIANTO
VITTIME AMIANTO

NAPOLI – Una decisione della Corte di Cassazione riapre il caso degli orfani di una vittima del dovere esposta all’amianto e, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, “segna un passaggio rilevante nell’interpretazione dei diritti previdenziali dei familiari“.

Gli ermellini hanno stabilito – si legge in un comunicato – che i benefici previsti per le vittime del dovere spettano anche ai figli non fiscalmente a carico, ribaltando l’interpretazione finora adottata dal Ministero della Difesa.

Il caso riguarda un maresciallo dell’Aeronautica Militare di Napoli che per oltre 38 anni ha prestato servizio presso diverse basi dell’Aeronautica Militare – Capodichino (Napoli), Pratica di Mare (Roma), Gioia del Colle (Bari) e Grazzanise (Caserta) – svolgendo attività di manutenzione degli aeromobili esposto quotidianamente all’amianto. È morto nel 2015 per mesotelioma, lasciando la moglie e due figli. Solo nel 2021 l’Aeronautica Militare ha riconosciuto il militare come vittima del dovere, erogando le prestazioni alla vedova, poi scomparsa nel 2023 dopo anni di gravi sofferenze fisiche e psicologiche.

Diversa, invece, la posizione assunta nei confronti dei figli M.M. e M.M., entrambi di Napoli, ai quali il Ministero della Difesa ha negato il riconoscimento dei benefici, ritenendoli non superstiti in quanto non fiscalmente a carico del padre al momento del decesso. Una scelta contestata dai due orfani, che hanno avviato un articolato contenzioso: da un lato le azioni risarcitorie per i danni subiti dal loro congiunto e per il danno da lutto; dall’altro la richiesta di accesso alle prestazioni previdenziali previste per le vittime del dovere.

Ragioni che hanno trovato ora pieno riconoscimento nella pronuncia della Corte di Cassazione, che con la sentenza pubblicata notificata due giorni fa, ha affermato un principio di diritto destinato a incidere su numerosi casi analoghi, e che rappresenta anche un importante riconoscimento dell’azione legale condotta dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

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Domani a Napoli Sit-in del Sindacato Medici Italiani contro proposta di legge Benigni: “Giù le mani dalla medicina generale”

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“Abbiamo organizzato un sit-in di protesta per venerdì 10 aprile a NAPOLI, alle 15.45 in via Verdi, in concomitanza con un convegno di Forza Italia sulla medicina del territorio. Le ragioni della protesta sono legate alla presentazione di un progetto di legge, primo firmatario il deputato Benigni di Fi (altri firmatari i deputati Cappellacci, Patriarca, De Monte), che riscrive le modalità di lavoro dei medici di famiglia, mettendo a rischio l’assistenza e la cura per i pazienti. La proposta di legge prevede 20 ore di attività in studio alla settimana, più 18 ore a settimana nelle Case di Comunità”.

Lo annuncia il Sindacato Medici Italiani (Smi). “Non comprendiamo – dichiara Giovanni Senese, segretario regionale Smi Campania – come si possa sostenere che le attività degli studi dei medici di medicina generale si possano racchiudere alle 20 ore a settimana, più 18 ore da rendere nelle Case di Comunità e nelle strutture delle Asl, senza tener conto di tutto il lavoro di ‘back office’ che esiste dietro l’apertura degli studi e dell’impegno legato all’assistenza domiciliare.

Chi lavora nel settore sa molto bene che l’attività dei medici di famiglia raggiunge già oggi 40, 50 ore a settimana”.

“Si tratta, quindi – prosegue Senese – di una proposta che instaura, in modo mascherato, un rapporto di lavoro di dipendenza per i medici di famiglia ma privo delle opportune tutele (riconoscimento della maternità, dell’infortunio sul lavoro, delle ferie) e dello status previsto dalla dipendenza, concretizzando un rapporto di lavoro ibrido. Bocciamo, senza appello, la proposta di legge Benigni giudicandola altamente lesiva per i medici e per i pazienti in quanto tende a distruggere il rapporto medico-paziente. Ci sembra chiaro che chi l’abbia scritta non conosca né l’attività del medico, né quel rapporto che lo lega al proprio assistito. È una proposta irricevibile perché non contiene alcuna tutela ed espone i medici ad un sicuro burnout, disincentivando i giovani ad intraprendere la professione. Abbiamo fatto partire, a fine marzo, una consultazione nazionale pubblica sulla tipologia di contratto che oggi vorrebbero i medici italiani di medicina generale. Abbiamo già ha raccolto migliaia di risposte. Pensiamo che la politica debba ascoltare chi è impegnato nella medicina del territorio, se si vuole porre un argine all’esodo dalla professione ed evitare che milioni d’italiani rimangano senza medico”.

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Tumore al seno, scoperto da Cnr-Ieomi di Napoli interruttore molecolare che frena la progressione

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Una squadra di ricercatrici e ricercatori dell’Istituto degli endotipi in oncologia, metabolismo e immunologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Ieomi), ha scoperto che una proteina chiamata Shp1, normalmente associata a un’azione di contrasto al cancro, è in grado di bloccare la catena di segnali avviata dall’interleuchina 8 (IL-8), agendo come una sorta di “interruttore” molecolare.

L’interleuchina 8 è una proteina prodotta nell’ambiente che circonda il tumore e lo rende più aggressivo, favorendo la capacità delle cellule cancerose di invadere i tessuti e formare metastasi.

Lo studio dimostra che questo meccanismo funziona anche in senso inverso: l’interleuchina 8 può a sua volta disattivare Shp1 mediante una modificazione chimica, innescando una serie di eventi che portano alla distruzione del recettore attraverso cui il segnale viene trasmesso.

Il tumore è, quindi, in grado di regolare da solo la propria aggressività attraverso un meccanismo finora completamente sconosciuto. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Cell Death & Disease. “Abbiamo identificato una modalità del tutto nuova con cui le cellule tumorali regolano il segnale di IL-8, controllando la stabilità del suo recettore”, spiega Alessia Varone, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coordinatrice dello studio.

“Questo meccanismo non era mai stato descritto prima e apre la strada allo studio di processi simili anche per altre proteine cruciali nell’ambiente tumorale”.

Lo studio ha anche rilevato che questo meccanismo è attivo in modo selettivo in due sottotipi di tumore al seno tra i più difficili da trattare: i tumori luminali e i cosiddetti ‘triplo negativi’.

In quest’ultimo caso, bassi livelli di Shp1 si associano a un’elevata produzione di interleuchina 8 e a una prognosi più sfavorevole, suggerendo che questa via molecolare potrebbe diventare sia un marcatore per valutare la gravità della malattia, sia un bersaglio per nuove terapie mirate.

Un elemento chiave dello studio è la stretta integrazione tra ricerca di base e industria farmaceutica, grazie alla collaborazione con Dompé farmaceutici S.p.A., che ha permesso di collegare la scoperta di laboratorio alla valutazione di possibili applicazioni cliniche, accelerando il percorso dalla ricerca di base alla medicina.

“I nostri dati suggeriscono che agire su questo meccanismo potrebbe rappresentare una strategia innovativa per contrastare i tumori più aggressivi”, aggiunge Daniela Corda, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coautrice senior del lavoro.

“È un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca pubblica e industria farmaceutica possa accelerare il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni cliniche”. L’interleuchina 8 gioca un ruolo rilevante anche in altri tumori solidi, come quelli del polmone, del pancreas e della prostata, rendendo questa scoperta potenzialmente applicabile a un contesto oncologico più ampio.

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