sabato, Giugno 27, 2026
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Napoli: Incidente nel Porto, ferito gravemente un camionista

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INCIDENTE PORTO DI NAPOLI
INCIDENTE PORTO DI NAPOLI

Incidente nel porto di Napoli, un camionista è rimasto gravemente ferito durante le operazioni di movimentazione dei container.

L’ uomo è stato soccorso e trasportato in codice rosso all’ ospedale del Mare, dove i sanitari si stanno apprestando a sottoporlo a un delicato intervento chirurgico. Secondo le prime informazioni l’ incidente si è verificato durante le operazioni di prelievo del container dal camion. Accertamenti coordinati dalla Procura di Napoli in corso per verificare la dinamica dell’ incidente sul lavoro, che si è verificato intorno alle 18 di venerdì.

Secondo quanto finora emerso sembrerebbe che il container non fosse stato correttamente sganciato dal rimorchio del camion che lo trasportava: la gru lo ha prelevato e sollevandolo ha sollevato anche il rimorchio che a un certo punto si è staccato ed è precipitato da un’altezza di circa 1,5 metri. Sembra che il conducente del camion fosse ancora nella cabina di pilotaggio quando è avvenuto l’incidente.

In corso gli accertamenti da parte della Capitaneria di Porto, dei vigili del fuoco e dell’ispettorato del Lavoro coordinati dalla Procura di Napoli.

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Casoria: uomo di 38 anni acccoltellato in strada ad Arpino, colpito 7 volte in più parti del corpo

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Casoria uomo di 38 anni acccoltellato in strada ad Arpino, colpito 7 volte in più parti del corpo
Casoria uomo di 38 anni acccoltellato in strada ad Arpino, colpito 7 volte in più parti del corpo

Ieri, in tarda serata, i carabinieri della compagnia di Casoria sono intervenuti all’ospedale Villa Betania dove era stato appena ricoverato un 38enne di Poggioreale già noto alle forze dell’ordine.

Secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, l’uomo sarebbe stato aggredito da alcuni sconosciuti nella frazione Arpino, davanti ad un negozio di abbigliamento. Gli aggressori lo avrebbero accoltellato 7 volte, in più parti del corpo.

Il 38enne rimane ricoverato, non in pericolo di vita. Indagini in corso per chiarire dinamica e matrice.

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Napoli, Chiara Jaconis morta dopo essere stata colpita da statuetta: i genitori del bimbo rinviati a giudizio

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Napoli, Chiara Jaconis morta dopo essere stata colpita da statuetta i genitori del bimbo rinviati a giudizio
Napoli, Chiara Jaconis morta dopo essere stata colpita da statuetta i genitori del bimbo rinviati a giudizio

Sono stati rinviati a giudizio, a Napoli, i genitori del ragazzino ritenuto responsabile ma non imputabile (avendo 13 anni all’epoca dei fatti) della morte di Chiara Jaconis, la turista 30enne morta in ospedale il 17 settembre 2024 a causa delle gravi ferite riportate alla testa dopo essere stata colpita due giorni prima da una pesante statuetta precipitata da un’abitazione nei Quartieri Spagnoli.

Il processo prenderà il via il prossimo 23 ottobre davanti al giudice monocratico (prima sezione).

Oggi, nell’aula 213 del tribunale di Napoli, si è tenuto l’udienza che si è conclusa con la decisione di rinviare a giudizio per omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza due stimati professionisti partenopei che hanno sempre sostenuto di non essere i proprietari del pesante oggetto – una statuetta raffigurante un dio egiziano.

Chiara venne colpita alla testa da un grosso frammento di questa statuetta che precipitando si era infranta sbattendo su un balcone.

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Terremoto devastante in Venezuela: oltre 900 morti e 50mila dispersi. Tajani: “Tre vittime italiane, pronti aiuti per 10 milioni”

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Terremoto devastante in Venezuela oltre 900 morti e 50mila dispersi. Tajani Tre vittime italiane, pronti aiuti per 10 milioni
Terremoto devastante in Venezuela oltre 900 morti e 50mila dispersi. Tajani Tre vittime italiane, pronti aiuti per 10 milioni

Due violente scosse di magnitudo 7.1 e 7.5 mettono in ginocchio il Venezuela. Ospedali al collasso e stato di La Guaira militarizzato contro gli sciacallaggi. Atterrati i primi 100 soccorritori dall’Italia, mentre l’Onu mobilita la comunità internazionale e gli Usa sospendono le sanzioni.

CARACAS – In meno di sessanta secondi, un doppio e violentissimo sisma ha devastato il Nord del Venezuela, trasformando intere città in cumuli di macerie. Secondo i dati forniti dal Servizio Geologico degli Stati Uniti, la terra ha tremato due volte con un’intensità devastante: la prima scossa, di magnitudo 7.1, ha colpito vicino alla città di Moron; la seconda, di magnitudo 7.5, è stata registrata a pochi chilometri da San Felipe. Entrambi gli epicentri sono stati localizzati a circa 300 chilometri dalla capitale Caracas.

Un bilancio drammatico

I numeri della tragedia si aggravano di ora in ora. Il bilancio provvisorio parla di almeno 920 vittime accertate e oltre 4.000 feriti. A spaventare maggiormente, però, è il dato sui dispersi: si stima che circa 50.000 persone manchino all’appello, un numero drammaticamente incerto e difficile da verificare a causa dell’alto tasso di emigrazione clandestina che caratterizza l’area. Secondo le Nazioni Unite, le persone colpite direttamente e indirettamente dal disastro sono 6,8 milioni.

Ospedali al collasso e stato militarizzato

Il sistema sanitario venezuelano, già fragile, è definitivamente collassato. Oltre venti strutture ospedaliere hanno riportato danni strutturali gravissimi, lasciando il personale medico senza scorte di base per affrontare l’enorme afflusso di feriti. Per far fronte al caos ed evitare episodi di sciacallaggio tra le macerie, la presidente ad interim Rodríguez ha decretato l’immediata militarizzazione dello Stato di La Guaira, considerata l’epicentro della distruzione.

Il dramma degli italiani e i soccorsi in arrivo

L’onda d’urto del sisma ha colpito duramente anche la numerosa comunità italiana residente nel Paese. Intervenendo in collegamento da Dubrovnik alla trasmissione Uno Mattina, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito “tremendo” il quadro della situazione.

Le notizie fornite dalla Farnesina restituiscono un bollettino in continuo aggiornamento:

  • 3 vittime accertate con cittadinanza italo-venezuelana.

  • 4 feriti (in lieve calo rispetto alle prime stime).

  • Circa 42 dispersi, numero che desta grande preoccupazione.

“Con una comunità composta da 150.000 persone, più quelli non registrati all’Aire, temiamo che possano esserci altri problemi per i nostri connazionali”, ha sottolineato Tajani.

La risposta dell’Italia non si è fatta attendere. Due voli militari sono decollati da Pratica di Mare: il primo, atterrato in nottata vicino a Caracas, ha portato sul campo circa 100 esperti italiani, tra cui squadre di ricerca e soccorso dei Vigili del Fuoco, personale dell’Unità di Crisi della Protezione Civile e medici dell’Ares 118 Lazio. Un secondo velivolo con ulteriore personale specializzato nel recupero di feriti in aree disastrate è atteso in queste ore.

Gli aiuti finanziari dell’Italia

Il Governo italiano ha già predisposto un piano di supporto economico, stanziando fino a 10 milioni di euro. I primi 5 milioni sono già operativi e così ripartiti:

  • 3 milioni di euro a supporto delle organizzazioni della società civile italiane attive in Venezuela.

  • 1 milione di euro alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa.

  • 1 milione di euro al Programma Alimentare Mondiale (WFP).

La mobilitazione internazionale

Mentre il Venezuela lotta contro il tempo scavando a mani nude, è scattata una massiccia mobilitazione globale coordinata dall’Onu. Attualmente, sono 1.000 i soccorritori provenienti da 17 Paesi diversi che stanno operando sul campo.

Solidarietà è giunta anche dal Vaticano, con Papa Leone XIV che ha inviato un primo aiuto immediato di 100.000 euro per le prime necessità. Nel frattempo, da Washington è arrivata una decisione cruciale per l’efficacia dei soccorsi: gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione temporanea di alcune sanzioni economiche, una mossa vitale per garantire che la macchina degli aiuti umanitari non incontri ostacoli burocratici o finanziari.

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Afragola, Martina Carbonaro uccisa dall’ex: Alessio Tucci le scrisse ‘morirai per amore’, mostrate le foto del delitto

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“Il karma esiste, devi morire per amore”.E ancora: “Non sai di cosa sono capace, quello che hai visto è solo l’inizio”. Sono alcuni dei messaggi che Alessio Tucci, 19enne imputato per l’omicidio della 14enne Martina Carbonaro, uccisa ad Afragola il 26 maggio 2025, inviava alla ex fidanzata in chat dopo la conclusione del loro rapporto sentimentale.

Tanti messaggi dal contenuto minatorio nei confronti della ragazza e, indirettamente, del giovane con il quale quest’ultima aveva da pochi giorni iniziato a comunicare, sempre via chat.

È il quadro emerso dall’udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli, nel corso della quale è stato ascoltato il brigadiere Michele Carusone della stazione dei carabinieri di Afragola, tra i militari che per primi trovarono il corpo della ragazza nascosto da Tucci sotto un cumulo di rifiuti e materiale di risulta nel casolare abbandonato dove l’aveva uccisa, colpendola con una pietra mentre era di spalle, “colpevole” di aver rifiutato un suo abbraccio.

Dall’analisi delle chat tra i due ragazzi emerge la pressione psicologica esercitata dal 19enne nei confronti dell’ex e l’assenza di riferimenti di quest’ultima, che non aveva nessuno con cui confidarsi se non ChatGpt, tra i più noti e utilizzati assistenti virtuali basati sull’Intelligenza artificiale.

“Ciao chat”, scriveva la ragazza chiedendo, come se stesse parlando con una persona reale, perché avesse paura di dare il cellulare al 19enne, che pretendeva di controllare la sua attività sul telefono.

La 14enne riteneva di essere stata lei ad aver portato Tucci “a non fidarsi di me”, ma confessava anche di provare “ansia” all’idea di dargli il suo cellulare, nonostante non avesse fatto “nulla di male, né voglio farlo”. Martina Carbonaro “si confidava con ChatGpt come purtroppo oggi fanno molti giovani ed è triste che ci siano ragazzi che si confidano con un computer anziché con i propri amici.

Certamente un computer non può chiedere aiuto all’esterno”, ha commentato l’avvocato Sergio Pisani, che nel processo difende i genitori di Martina. L’udienza è iniziata con la ricostruzione del ritrovamento del corpo da parte del sottufficiale dei carabinieri, racconto che ha messo a dura prova i genitori della ragazza, anche perché supportato dalla visione di alcune foto scattate nell’immediatezza dei fatti.

Il corpo è stato ritrovato durante il terzo sopralluogo nel casolare: i carabinieri hanno spostato una leggera tavola di compensato, creando uno spazio tra gli arredi e scorgendo così la mano e il ginocchio della giovane.Tucci, difeso dall’avvocato Mario Mangazzo, ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Secondigliano dove è recluso, decisione presa dal giudice dopo le minacce e gli insulti in aula tra le famiglie di vittima e imputato durante la precedente udienza. Il processo riprenderà il 14 luglio con l’ascolto di altri testi, tra cui il medico legale intervenuto.

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Lezione di educazione ambientale e civica per i bambini che hanno liberato gli uccellini sequestrati dalla Polizia Provinciale di Caserta

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POLIZIA PROVINCIALE CASERTA
POLIZIA PROVINCIALE CASERTA

SAN NICOLA LA STRADA – Un momento di grande emozione che si è trasformato in una preziosa lezione di educazione ambientale e civica. Gli uccellini sequestrati nei mesi scorsi dalla Polizia Provinciale di Caserta, perché detenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere, sono tornati a volare in libertà dopo aver completato il previsto percorso di recupero.

La liberazione è avvenuta nella mattinata di oggi nella villetta comunale di via Perugia, a San Nicola la Strada, a seguito del nulla osta rilasciato dal magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’operazione è stata eseguita dalla Polizia Provinciale di Caserta, guidata dal comandante, il colonnello Biagio Chiariello, che ha curato la riabilitazione degli esemplari prima della loro reintroduzione nell’habitat naturale.

L’iniziativa è stata trasformata dalla Polizia Provinciale in un’importante occasione di sensibilizzazione rivolta ai più piccoli. Per l’occasione sono stati coinvolti i bambini di una scuola dell’infanzia situata nelle immediate vicinanze della villetta comunale. I piccoli hanno partecipato con entusiasmo, realizzando cartelloni dedicati al rispetto degli animali e della natura e salutando con affetto gli uccellini prima della loro liberazione.

Quando le gabbiette sono state aperte e gli animali hanno ripreso il volo, gli applausi e la gioia dei bambini hanno accompagnato un momento dal forte valore simbolico, rendendo ancora più significativa la restituzione della libertà agli esemplari recuperati.

«Il segnale forte – ha dichiarato il comandante Biagio Chiariello – è quello di educare i bambini al rispetto del benessere animale e della fauna selvatica. Comprendere fin da piccoli il valore della vita degli animali significa formare cittadini più consapevoli e rispettosi dell’ambiente».

L’iniziativa conferma come l’attività della Polizia Provinciale di Caserta non si limiti all’azione di controllo e repressione dei reati contro gli animali, ma sia orientata anche alla promozione della cultura della legalità, della tutela della biodiversità e del rispetto dell’ambiente, coinvolgendo direttamente le nuove generazioni.

Grazie alla sinergia tra la Polizia Provinciale e la Lipu di Napoli, una vicenda nata da un episodio di maltrattamento si è trasformata in un messaggio di speranza e rinascita. La libertà restituita agli uccelli è diventata così un insegnamento concreto per i più piccoli: ogni forma di vita merita rispetto, tutela e protezione.

Un gesto semplice ma ricco di significato, destinato a lasciare un ricordo indelebile nei bambini presenti e a testimoniare il costante impegno della Polizia Provinciale di Caserta nella salvaguardia della fauna selvatica e nella diffusione di una sempre maggiore sensibilità verso il patrimonio naturale.

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Assalto armato al centro commerciale ‘il molino’ di Sant’Antimo: rapinata gioielleria e ferito 19enne figlio di proprietario

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Assalto armato al centro commerciale ‘il molino’ di Sant’Antimo rapinata gioielleria e ferito 19enne figlio di proprietario
Assalto armato al centro commerciale ‘il molino’ di Sant’Antimo rapinata gioielleria e ferito 19enne figlio di proprietario

Un giovane di 19 anni, figlio di un gioielliere che ha il suo negozio all’interno di un centro commerciale, a Sant’Antimo (Napoli), è stato ferito alle gambe da quattro malviventi che erano entrati nel negozio per mettere a segno una rapina.

Il giovane, subito soccorso, non è in pericolo di vita. Quattro persone incappucciate sono entrate nella galleria del centro commerciale ‘Il Molino’ raggiungendo la gioielleria “Biondino”. Hanno minacciato i due dipendenti con una pistola e poi hanno infranto le vetrine per portare via quanto c’era di prezioso.

Uno dei due dipendenti, figlio del proprietario, ha reagito e un rapinatore ha fatto fuoco ferendolo alla gamba. I rapinatori sono fuggiti allontanandosi a bordo di un Suv.

La vittima è stata soccorsa e trasferita all’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania. Diversi i gioielli rubati. Alcuni persi anche durante la fuga e successivamente recuperati dai carabinieri poco dopo intervenuti. Indagini e sopralluogo dei carabinieri ancora in corso.

NAPOLI: RAPINA IN GIOIELLERIA, ALTRI COLPI DI PISTOLA DURANTE LA FUGA 

Ancora colpi di pistola e una seconda rapina, durante la fuga dei banditi che nel pomeriggio di oggi hanno assaltato una gioielleria in un centro commerciale di Sant’Antimo (Napoli) ferendo un dipendente 19enne.

Durante le indagini dei carabinieri sono emersi altri dettagli. Quando i rapinatori sono fuggiti in direzione di Giugliano, hanno incrociato un uomo che stava aiutando l’autista di un TIR a fare manovra bloccando così la strada.

I malviventi a quel punto sono scesi dall’auto e hanno rapinato del Rolex quell’uomo che aiutava l’autista. Raggiunti da alcuni passanti, ne è nata una colluttazione. Per fuggire i malviventi hanno esploso un colpo d’arma da fuoco in aria e sono scappati sempre a bordo di un suv.

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Trenitalia: attacco hacker su dati passeggeri, non convolti account e pagamenti

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Trenitalia attacco hacker su dati passeggeri, non convolti account e pagamenti
Trenitalia attacco hacker su dati passeggeri, non convolti account e pagamenti

Un incidente sulla sicurezza informatica “causato da soggetti esterni non identificati” ha determinato “un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio”. È quanto si legge in una mail che Trenitalia sta inviando in queste ore ad alcuni clienti, rassicurando però sul fatto che la violazione informatica non ha riguardo i dati relativi ai pagamenti, come le carte di credito: “Ci teniamo a rassicurarla su un punto importante: non sono stati coinvolti dati di accesso agli account – si legge nella comunicazione inviata ai passeggeri – credenziali personali o informazioni relative ai pagamenti (come il numero della carta, la scadenza o il codice di sicurezza)”.

La comunicazione spiega che “non appena rilevato l’evento, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie per interrompere l’anomalia, mettere in sicurezza i sistemi e rafforzare ulteriormente i controlli, così da ridurre il rischio che situazioni simili possano ripetersi” e “notificato l’accaduto all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e allo CSIRT Italia, in conformità alla normativa vigente, e presentato denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma”.

Infine la mail mette in guardia dal rischio di frodi: “Considerata la tipologia di dati coinvolti, potrebbe esserci il rischio che Lei riceva comunicazioni fraudolente o tentativi di contatto ingannevoli che fanno riferimento ai suoi viaggi”.

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Salerno Danza Festival e L’Oltre: danza contemporanea internazionale tra Cilento e Museo di Pontecagnano il 27 e 28 giugno

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DANZA CONTEMPORANEA TRA MUSEO E BORGO: IL 27 E 28 GIUGNO DOPPIO APPUNTAMENTO TRA GIOI CILENTO E PONTECAGNANO
L’OLTRE E SALERNO DANZA FESTIVAL SI INCONTRANO IL 28 GIUGNO

Tra Gioi Cilento e Pontecagnano una giornata speciale unisce le due rassegne. In scena “Playfulness”, “Space Travellers”, “Corpi tra le nuvole ”
Compagnia Menhir e Compagnia Tiziana Arnaboldi protagoniste di una serata tra mito, identità, paesaggi interiori e ricerca contemporanea

Il primo appuntamento è in programma sabato 27 giugno in Piazza Andrea Maio a Gioi Cilento con “Playfulness” della Cie MF, compagnia fondata a Lione da Francesco Colaleo e Maxime Freixas. Attraverso una scrittura coreografica che unisce danza contemporanea e teatro fisico, lo spettacolo esplora il gioco come esperienza collettiva e strumento di relazione. Ispirato allo slapstick, a Stanlio e Ollio e alle figure beckettiane di Estragone e Vladimiro, “Playfulness” mette al centro la fisicità dei corpi e la dimensione condivisa dell’incontro, interrogandosi sul progressivo allontanamento dall’esperienza diretta e dal contatto umano nell’epoca della virtualità.

Domenica 28 giugno il Salerno Danza Festival torna ancora a Gioi Cilento con “Space Travellers” della Compagnia Baal, coreografia di Catalina Carrasco, un lavoro che invita il pubblico a un viaggio tra immaginazione, movimento e nuove prospettive sullo spazio e sulle relazioni.
La stessa sera, al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano – Gli Etruschi di Frontiera, prosegue il percorso di “L’Oltre” con una serata dedicata alla danza contemporanea internazionale e alla riflessione sui temi dell’identità, del viaggio, della memoria e della trasformazione.

Protagonista sarà la Compagnia Tiziana Arnaboldi con “Corpi tra le nuvole“, una creazione ispirata all’universo poetico di Jean Arp. Entità libera e in costante trasformazione, la nuvola diventa il motore di una danza fatta di gesti impalpabili, mutevoli e sfuggenti. Il corpo si trasforma in paesaggio emotivo e luogo di visioni, in un continuo processo di cambiamento che richiama la natura stessa del sogno e dell’immaginazione.

A seguire andrà in scena “Searching for Europa“, nuova creazione della Compagnia Menhir firmata dal coreografo Giulio De Leo, con Erika Guastamacchia in scena e le musiche dal vivo del compositore greco Vaggelis Gettos. Nato da una coproduzione internazionale tra Italia e Cipro, il lavoro prende forma da una riflessione sul Mediterraneo come spazio di attraversamento, conflitto, speranza e continua oscillazione tra culture.

La creazione affonda le sue radici nel mito di Europa, la principessa fenicia rapita da Zeus e condotta verso Creta, trasformando quel racconto antico in una potente metafora contemporanea. La ricerca prende avvio da Nicosia, ultima capitale europea ancora divisa da un muro, e attraversa simbolicamente i confini fisici ed emotivi del Mediterraneo, tra migrazioni, guerre, memorie spezzate e desideri di appartenenza.
«Oscilliamo tra est e ovest, tra conflitti e speranze, tra orrore e bellezza», scrive Giulio De Leo nelle note di creazione dello spettacolo. Ed è proprio l’oscillazione il cuore poetico del lavoro: un movimento continuo tra passato e presente, armonia e dissonanza, immobilità e viaggio, in cui il corpo della danza diventa testimonianza della complessità del nostro tempo.
In questa nuova creazione, Giulio De Leo mette ancora una volta in dialogo danza, musica e videografia, costruendo una partitura scenica immersiva. Le sonorità mediterranee del liuto cretese e della live electronics di Vaggelis Gettos accompagnano lo spettatore nel paesaggio sospeso di Famagusta, la città fantasma cipriota rimasta congelata dopo l’invasione turca del 1974 e divenuta simbolo di una ferita ancora aperta nel cuore del Mediterraneo.
La serata si concluderà con “Tight Dress“, coreografia e musica di Jill Crovisier interpretata da Erika Guastamacchia per la Compagnia Menhir. Nato da una ricerca sulla composizione sonora applicata alla danza contemporanea, il lavoro conduce il pubblico in un viaggio fatto di movimenti frammentati, memorie intermittenti e stati emotivi sospesi tra meccanicità e fluidità, comicità ed esistenzialismo. La serata è a ingresso gratuito su prenotazione.

Da domani e fino a lunedì ondate di calore in Campania

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Il Centro funzionale multirischi della Protezione Civile della Regione Campania, in considerazione del quadro meteo in atto, ha emanato un avviso di criticità per “ondate di calore” valido dalle ore 08:00 di sabato 27 giugno fino alle ore 20:00 di lunedì 29 giugno.

Il fenomeno interesserà i comuni del territorio regionale a rischio elevato e moderato e, in particolare, le aree della provincia di Benevento e di quella di Caserta.

Le temperature potranno risultare superiori di 5-6°C rispetto ai valori medi stagionali e saranno accompagnate da livelli elevati di umidità. In particolare, lungo il settore costiero, il tasso di umidità potrà superare il 60-70% nella notte tra sabato e domenica e raggiungere anche valori oltre il 70-80% nella notte tra domenica e lunedì, in condizioni di scarsa ventilazione.

La Protezione civile raccomanda di non uscire di casa nelle ore più calde della giornata, di non esporsi al sole o praticare attività all’esterno e di limitare gli spostamenti in auto. Particolare attenzione deve essere prestata da cardiopatici, anziani, bambini e soggetti a rischio.

È consigliabile mantenere gli ambienti correttamente arieggiati, idratarsi costantemente bevendo acqua e prestare attenzione anche agli animali domestici. Le autorità locali competenti sono invitate a mantenere attive le procedure di propria pertinenza relative alla vigilanza per le fasce fragili della popolazione.

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