lunedì, Agosto 24, 2026
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Capri, rissa tra turisti a Marina Grande, Borrelli: “Occorrono controlli urgenti”

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CAPRI RISSA MARINA GRANDE
CAPRI RISSA MARINA GRANDE

Questa mattina a Capri è scoppiata l’ennesima rissa, stavolta all’esterno di un bar a Marina Grande, tra alcuni turisti.

I contendenti si sono affrontati a colpi di sedie, pugni e calci creando il panico tra i presenti. Le immagini dell’accaduto sono state inviate al deputato Francesco Emilio Borrelli da alcuni testimoni che hanno scritto al parlamentare:

Urgono controlli a Capri e maggiore sicurezza. La notte una sola pattuglia presidia l’intera isola e così non va bene perché aumentano gli episodi di violenza

Le immagini di questa ennesima rissa a Capri sono preoccupanti – commenta Borrelli – vedere persone che arrivano ad affrontarsi con sedie, calci e pugni in pieno giorno, trasformando una zona frequentata da residenti e turisti in un teatro di violenza e mettendo a rischio anche chi si trova semplicemente a passare, è inaccettabile. Capri è una delle principali mete turistiche della Campania e merita un livello di sicurezza adeguato alla sua importanza e al numero di persone che ogni giorno la frequentano. Se, come ci viene segnalato, durante le ore notturne sull’intera isola è presente una sola pattuglia, è evidente che il dispositivo di sicurezza vada rafforzato.

Chiediamo alla Prefettura e alle forze dell’ordine di valutare un potenziamento dei controlli, soprattutto nei luoghi e negli orari più sensibili”.

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‘Genova e Napoli’ il nuovo brano di Alfa e Gigi D’Alessio, disponibile su tutte le piattaforme dal 28 Agosto

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gigi d'alessio e alfa
gigi d'alessio e alfa

Esce il 28 agosto per Artist First ‘Genova e Napoli’, il brano con cui Alfa e Gigi D’Alessio celebrano l’unione tra due città e due identità che, seppur divise da centinaia di chilometri, parlano la stessa lingua di passione, appartenenza e radici comuni.

A scrivere un capitolo importante di questa storia è anche il calcio: per oltre trent’anni le tifoserie di Genoa e Napoli sono state unite da uno dei gemellaggi più longevi del calcio italiano, nato negli anni Ottanta e capace di accompagnare generazioni di tifosi. La prima giornata di campionato il 22 agosto a Genova ha rappresentato il palcoscenico ideale per ascoltare ‘Genova e Napoli’ dal vivo per la prima volta. Con ‘Genova e Napoli’ Alfa e Gigi D’Alessio trasformano il legame tra due città in musica.

“In realtà Genova e Napoli – racconta Alfa – si parlano da sempre. Sono due città di mare, due porti dove le persone, le storie e le canzoni sono sempre arrivate e ripartite. La canzone napoletana è una delle radici della musica italiana. E non è un caso che, prima ancora che nascesse il Festival di Sanremo, come lo conosciamo oggi, proprio a Sanremo si celebrasse la grande tradizione della canzone napoletana. Poi è arrivata la scuola dei cantautori genovesi. De André ha scelto di scrivere Don Raffae’ in napoletano, Gino Paoli ha dedicato un disco alla canzone napoletana. Quel dialogo, in fondo, non si è mai interrotto. Noi abbiamo solo provato ad aggiungere una pagina a questa storia”.

Come spiega Gigi D’Alessio “‘Genova e Napoli’ è una canzone d’amore: racconta due città che, pur essendo lontane, condividono la stessa anima, la stessa passione e lo stesso modo di vivere i sentimenti. Genova e Napoli si assomigliano proprio così: cantano, sognano, amano e tifano con la stessa intensità”.

Il 23 settembre Alfa terrà il suo primo concerto all’Arena di Verona, mentre il 16 e 17 ottobre sarà al Palateknoship di Genova e il 24 ottobre all’Unipol Forum di Milano già sold out.

Gigi D’Alessio si appresta invece a ripartire con ‘Gigi Palasport’, che in autunno riporterà l’artista nei principali palazzetti italiani, in attesa del grande doppio ritorno allo Stadio Maradona di Napoli il 5 e 6 giugno 2027.

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Torna l’Alba alla Reggia di Caserta, appuntamento sabato 29 agosto

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REGGIA DI CASERTA
REGGIA DI CASERTA

Dopo il successo dell’1 agosto, torna alla Reggia di Caserta, sabato 29 agosto, l’iniziativa l’Alba alla Reggia, che si svolge quando si alza il sole.

Ad inizio mese furono 2.500 i visitatori che varcarono i cancelli del Parco reale alle 4:30 del mattino, sabato prossimo gli organizzatori sperano che il dato possa aumentare.
Per i turisti ci saranno itinerari a tema con le performance dal vivo che offriranno una prospettiva di fruizione del tutto inedita, capace di stimolare i sensi e regalare nuove suggestioni.

Il programma artistico vedrà protagoniste le esibizioni di Progetto Sonora e dell’Associazione Arabesque.

Alle 6:15, nei pressi della statua della Pettinatrice nel Bosco vecchio, prenderà il via un itinerario narrativo per ripercorrere le origini del Parco reale; alle 7:30, nella Serra Grande del Giardino Inglese, musica e letture racconteranno la storia di questo meraviglioso angolo del Museo verde.

A seguire andrà in scena lo spettacolo di danza dell’Associazione Arabesque con Francesca Ferraresi, Elisea Scagliarini, Giada Tibaldi e Marco Munno, su coreografie di Annamaria Di Maio e musiche di Mozart e Crusell. Per completare l’esperienza con una gustosa colazione, saranno aperte sia la caffetteria del Museo situata nel Cannocchiale, sia la terrazza panoramica nei pressi della Fontana di Diana e Atteone.

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Ritorno a scuola 2026‑2027, quando si torna tra i banchi in Campania e nel resto del paese

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Data Ritorno Scuola Campania
Data Ritorno Scuola Campania

Con l’estate ormai al tramonto, per milioni di famiglie italiane scatta il momento di preparare zaini, astucci e di organizzare il rientro in classe. Ma, come accade ogni anno, la prima campanella di settembre non suonerà nello stesso giorno per tutti: il calendario scolastico 2026‑2027 è infatti frutto delle singole delibere regionali, che disegnano una vera e propria “mappa del rientro”.

Il risultato è un’Italia che riparte in ordine sparso: alcuni studenti torneranno sui banchi già nei primissimi giorni del mese, mentre altri potranno godersi un’ultima manciata di vacanze fino a metà settembre.

Provincia Autonoma di Bolzano: 7 settembre 2026

Provincia Autonoma di Trento: 10 settembre 2026

Valle d’Aosta: 10 settembre 2026

Veneto: 10 settembre 2026

Friuli-Venezia Giulia: 14 settembre 2026

Liguria: 14 settembre 2026

Lombardia: 14 settembre 2026

Marche: 14 settembre 2026

Molise: 14 settembre 2026

Piemonte: 14 settembre 2026

Umbria: 14 settembre 2026

Calabria: 15 settembre 2026

Campania: 15 settembre 2026

Emilia-Romagna: 15 settembre 2026

Lazio: 15 settembre 2026

Sicilia: 15 settembre 2026

Toscana: 15 settembre 2026

Abruzzo: 16 settembre 2026

Basilicata: 16 settembre 2026

Sardegna: 16 settembre 2026

Puglia: 17 settembre 2026.

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Napoli, bimba muore nel grembo a pochi giorni dal parto: ginecologo condannato a risarcire la famiglia

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Napoli Nord, bimba muore nel grembo a pochi giorni dal parto: ginecologo condannato a risarcire la famiglia
Napoli Nord, bimba muore nel grembo a pochi giorni dal parto: ginecologo condannato a risarcire la famiglia

Una gravidanza tanto attesa, arrivata dopo quattro anni di tentativi, si è conclusa tragicamente quando mancavano ormai pochi giorni al parto. La bambina è morta prima di venire alla luce e, secondo il Tribunale di Napoli Nord, l’esito avrebbe potuto essere diverso se durante la gestazione fossero stati effettuati gli approfondimenti necessari.

 

È quanto emerge dalla sentenza numero 1991/2026, pubblicata lo scorso 8 giugno dalla Seconda Sezione Civile del Tribunale di Napoli Nord. Il giudice ha accertato la responsabilità professionale del ginecologo che aveva seguito la donna durante la gravidanza, condannandolo a risarcire per circa 600mila euro i genitori e gli altri familiari della piccola per la morte endouterina avvenuta a ridosso del parto programmato.

 

I segnali durante la gravidanza e i controlli mancati

 

Un ruolo decisivo nel procedimento è stato assunto dalla consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale. I periti hanno esaminato la documentazione sanitaria e ricostruito l’intero percorso clinico della gestante, individuando alcuni elementi che, secondo le conclusioni della consulenza, avrebbero dovuto determinare un monitoraggio più approfondito.

 

Nel corso della gravidanza erano infatti emerse alterazioni delle flussimetrie e un aumento del liquido amniotico. Segnali che avrebbero richiesto ulteriori verifiche sulla crescita del feto e sulla funzionalità della placenta.

 

Accertamenti che, secondo quanto ricostruito dai consulenti, non sarebbero stati effettuati. Proprio questo passaggio è risultato determinante: con un monitoraggio adeguato, secondo i periti, la bambina avrebbe avuto una concreta possibilità di sopravvivere.

 

Il Tribunale ha fatto proprie le conclusioni della consulenza tecnica, riconoscendo il nesso causale tra la condotta professionale del sanitario e la morte del feto.

 

Il risarcimento alla famiglia e il danno subito dalla madre

 

La coppia e i familiari, assistiti dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, hanno ottenuto il riconoscimento del danno derivante dalla perdita del rapporto parentale.

 

Particolarmente rilevanti anche le conseguenze accertate sulla madre. Il Tribunale le ha riconosciuto un’invalidità permanente del 15%, oltre a 150 giorni di invalidità temporanea parziale. Alla donna è stato diagnosticato un disturbo da lutto persistente e complicato, ritenuto capace di incidere profondamente sulla sua vita personale, sociale e lavorativa.

 

La decisione stabilisce inoltre che sarà la compagnia assicurativa del ginecologo a farsi carico delle somme che il professionista è stato condannato a corrispondere.

 

La sentenza chiude così, almeno sul piano civile, una vicenda iniziata con l’attesa di una figlia dopo anni di tentativi e terminata con la sua morte a pochi giorni dalla nascita.

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Palermo: Una decina di familiari di Anna Rosa Bartolotta contagiati dalla difterite

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PALERMO DIFTERITE
PALERMO DIFTERITE

Si allarga l’indagine epidemiologica dell’Asp di Palermo sulla morte della bambina di 4 anni morta giovedì scorso per sospetta difterite.

Sono risultati positivi alla difterite una decina di familiari e parenti di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni deceduta a Palermo dopo aver contratto la malattia infettiva. Nella maggior parte dei casi si tratta di minorenni. Nessuno è in gravi condizioni, anche perché tutti sono stati vaccinati. I positivi sono stati isolati e non dovranno avere contatti con l’esterno per diversi giorni.

Stiamo svolgendo diverse attività. Intanto l’indagine epidemiologica per risalire al paziente zero cioè il soggetto che ha trasmesso la malattia e tracciare tutti i contatti, cioè tutte le successive persone che hanno avuto contatti con la bambina e con chi ha avuto contatti con lei“, ha affermato Bruno Marsala direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo.

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Rita De Crescenzo approda su Netflix: il fenomeno social diventa una docuserie, ma è già polemica

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RITA DE CRESCENZO NETFLIX
RITA DE CRESCENZO NETFLIX

NAPOLI – Il percorso di Rita De Crescenzo, da volto controverso di TikTok a protagonista di una produzione internazionale, compie un salto decisivo: la tiktoker napoletana sarà al centro di una docuserie targata Banijay destinata a Netflix. Un progetto che conferma come le piattaforme globali stiano puntando sempre più su figure capaci di polarizzare il pubblico, trasformando la viralità in materia narrativa.

Secondo quanto anticipato dal giornalista Giuseppe Candela sul settimanale Chi, l’accordo tra la content creator e la casa di produzione sarebbe già stato definito. La docuserie racconterà l’ascesa di una figura diventata, nel bene e nel male, un fenomeno di costume nazionale.

La scelta di Netflix non è casuale. La piattaforma ha già dimostrato di saper trasformare figure divisive in prodotti di successo, come accaduto con le docuserie dedicate a Fabrizio Corona e Wanna Marchi. Personaggi un tempo confinati nella tv generalista diventano oggi oggetti di analisi, capaci di generare discussioni, riflessioni e – inevitabilmente – numeri.

Con Rita De Crescenzo, Netflix e Banijay puntano su un personaggio che incarna perfettamente la frattura dell’opinione pubblica contemporanea: amata e criticata, seguita e contestata, sempre al centro di un dibattito che non conosce pause.

La docuserie, ancora in fase di sviluppo, promette di raccontare non solo la sua ascesa digitale, ma anche le ombre, le contraddizioni e le ferite che hanno segnato la sua storia personale. Un racconto che ancora deve vedere la luce, ma già sta facendo discutere sulla necessità o meno di un approfondimento su questo tipo di personaggio.

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Napoli: Turista italiana denuncia violenza sessuale in un bagno di un’attività commerciale, denunciato 29enne georgiano

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Napoli Turista Violenza Sessuale
Napoli Turista Violenza Sessuale

NAPOLI – La Polizia Locale ha individuato e fermato un giovane ritenuto responsabile di violenza sessuale. Le indagini hanno preso il via dalla segnalazione di una turista italiana ventenne che, insieme al fidanzato, si è rivolta agli agenti dell’unità operativa Avvocata che erano impegnati in un servizio di pattugliamento.

La ragazza, visibilmente scossa, ha riferito che all’interno di un’attività commerciale di via Toledo, un uomo le avrebbe usato violenza impedendole di uscire dal bagno e tenendola stretta tra le braccia in maniera aggressiva. Gli agenti hanno rapidamente individuato e fermato la persona descritta dalla giovane.

Si tratta di un 29enne di nazionalità georgiana. La ventenne ha formalizzato la denuncia presso gli uffici della Polizia Locale. Il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Napoli, informato dell’accaduto, ha disposto di procedere nei confronti del 29enne con denuncia a piede libero.

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Crescenzo Marino, la Cassazione cancella l’assoluzione: nuovo processo d’appello per il figlio del boss “McKay”

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Crescenzo Marino, la Cassazione cancella l’assoluzione nuovo processo d’appello per il figlio del boss “McKay”
Crescenzo Marino, la Cassazione cancella l’assoluzione nuovo processo d’appello per il figlio del boss “McKay”

Si riapre la vicenda giudiziaria di Crescenzo Marino, figlio di Gennaro Marino, conosciuto come “McKay”. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui il giovane era stato assolto in secondo grado, disponendo un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello.

La decisione dei giudici della Suprema Corte era stata presa lo scorso maggio, mentre soltanto nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni. Il prossimo passaggio sarà quindi la fissazione della data del nuovo processo.

Marino, assistito dagli avvocati Saverio e Luigi Senese, è accusato di avere assunto un ruolo di vertice all’interno del gruppo camorristico storicamente riconducibile alla sua famiglia e radicato nell’area delle Case Celesti, a Napoli. Il clan era stato guidato dal padre Gennaro, attualmente detenuto, e dallo zio Gaetano Marino, ucciso in un agguato a Terracina nel 2012.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Crescenzo Marino avrebbe progressivamente assunto la direzione del gruppo criminale, occupandosi anche della gestione e della riscossione del denaro proveniente dal traffico di sostanze stupefacenti.

L’inchiesta aveva portato al suo arresto nel 2022, nell’ambito dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare che aveva coinvolto complessivamente sei persone.

In primo grado, nell’agosto del 2024, Marino era stato condannato a dieci anni di reclusione. Nel processo avevano avuto un peso anche le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Pasquale Cristiano, detto “Picstic”, già a capo dell’omonimo gruppo criminale di Arzano, e Salvatore Roselli, soprannominato “Frizione”, indicato come ex vertice del gruppo dei Sette Palazzi e legato agli Amato-Pagano.

Successivamente era arrivata l’assoluzione in appello, ora cancellata dalla Cassazione. Il procedimento dovrà dunque essere nuovamente esaminato dai giudici di secondo grado.

Crescenzo Marino è noto anche per la sua amicizia d’infanzia con il rapper Geolier, che nel corso degli anni lo ha citato in alcuni suoi brani. Il legame personale con l’artista resta però estraneo alle contestazioni giudiziarie al centro del processo.

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Campi Flegrei: Regione, nessun termine perentorio per sfollati in hotel di lasciare le camere

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Campi Flegrei Regione, nessun termine perentorio per sfollati in hotel di lasciare le camere
Campi Flegrei Regione, nessun termine perentorio per sfollati in hotel di lasciare le camere

“Desidero rassicurare la cittadina di Pozzuoli preoccupata dall’ipotesi di dover lasciare la camera dell’hotel presso la quale è attualmente ospitata in base alla convenzione siglata tra Regione Campania e Federalberghi, la cui lettera è stata pubblicata sul quotidiano ‘Il Mattino’: non esiste alcun termine perentorio entro il quale è necessario liberare le stanze dell’accoglienza presso strutture alberghiere”.

Lo dichiara Fiorella Zabatta, assessora alla Protezione civile della Regione Campania. “A seguito del sisma del 31 luglio scorso – spiega Zabatta – sono state messe in campo diverse misure per assistere i cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni per i danni riportati. Oltre all’accoglienza allestita presso il Palatrincone di Pozzuoli, è operativo il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) per chi si stabilisce in una nuova casa e, infine, c’è la possibilità di alloggiare presso le strutture alberghiere grazie a un accodo con Federalberghi. Con riguardo a quest’ultima opzione, si precisa che non esiste alcun termine perentorio entro il quale è necessario liberare le stanze.

Chi, dunque, è stato accolto in albergo, non deve lasciarlo entro il 31 agosto”.

“Come Regione Campania e Protezione Civile – conclude Zabatta – siamo fortemente impegnati a fornire piena assistenza e massimo supporto ai cittadini dei Campi Flegrei che stanno attraversando un momento delicato dopo le ultime scosse. Abbiamo liquidato al Comune di Pozzuoli le risorse per il CAS e continuiamo a intervenire in tutti gli ambiti per dare risposte tempestive alla cittadinanza. Nessuno sarà lasciato solo”.

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