giovedì, Aprile 23, 2026
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Allarme bomba in via Marina a Napoli: trovata presunta granata nei pressi dell’Università Orientale

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GRANATA VIA MARINA NAPOLI
GRANATA VIA MARINA NAPOLI

NAPOLI – Momenti di tensione nel pomeriggio di oggi, 23 aprile, in via Nuova Marina a Napoli, dove un oggetto dall’aspetto simile a una granata è stato rinvenuto a pochi passi dall’ingresso dell’Università Orientale. Il ritrovamento, avvenuto intorno alle 17, ha fatto scattare immediatamente l’allarme: la zona è stata isolata e sul posto sono intervenuti gli artificieri della Polizia di Stato.

Al momento non è ancora possibile stabilire se si tratti di un ordigno reale o di una semplice replica. L’oggetto, che richiama la forma di una bomba a mano, era appoggiato vicino al muro nel vicolo che collega via Nuova Marina a vico Casciari alla Loggia, proprio a ridosso dell’edificio universitario.

Gli specialisti hanno rimosso il presunto ordigno intorno alle 18, consentendo il ripristino dell’area e la successiva riapertura al transito. Accanto alla granata sono stati trovati anche due pezzi di un contenitore metallico simile a quelli in uso agli eserciti di mezzo mondo, facilmente reperibili anche online.

Le verifiche tecniche chiariranno la natura del ritrovamento.

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La denuncia di Massimo Giletti: “A Posillipo ho visto un ragazzo in spiaggia tirare fuori un machete. Serve controllo prima che accada una tragedia”

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MASSIMO GILETTI SPIAGGIA POSILLIPO
MASSIMO GILETTI SPIAGGIA POSILLIPO

Massimo Giletti, in visita a Napoli domenica 19 aprile, ha raccontato un episodio che lo ha profondamente colpito mentre pranzava in un locale di Posillipo.

Il conduttore televisivo ha visto un ragazzo estrarre un machete dallo zaino e mostrarlo con orgoglio agli amici. “Come a dire: guardate cosa so fare”, ha spiegato. Un cameriere, intanto, gli avrebbe detto: “Sono arrivati i vandali”.

Per Giletti, l’episodio è il segnale di un problema più ampio: l’assenza di controlli sulle spiagge e nelle aree affollate. “Si vuole aspettare una tragedia? In mare non c’era nessuno a vigilare, e c’erano tanti bambini. Mancano servizi, sicurezza e tutela dell’ambiente”, ha dichiarato.

Il conduttore ha descritto una situazione caotica: spiagge affollate, nessun lido aperto, nessun ombrellone o lettino, rifiuti abbandonati ovunque e totale assenza di vigili urbani o personale incaricato della sicurezza. Una condizione che, secondo lui, “favorisce l’illegalità”.

Pur non essendo contrario alle spiagge libere, Giletti ha sottolineato che zone così delicate e frequentate “vanno gestite, altrimenti si mette a rischio la sicurezza di tutti”.

Le sue parole sono state rilanciate anche in un video pubblicato su Instagram dall’imprenditore Enrico Schettino. Nel filmato, Giletti ironizza sui ritardi delle concessioni balneari, ma poi torna serio: “Se succede qualcosa, chi interviene? Non ci sono bagnini, non ci sono vigili”.

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Napoli, dolore addominale sottovalutato: scoperta emorragia letale, 70enne salvato con intervento d’urgenza al CTO

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Un persistente dolore all’addome, inizialmente considerato gestibile, si è rivelato invece il segnale di una condizione potenzialmente fatale. È quanto accaduto a un uomo di 70 anni, residente a Napoli, la cui vita è stata salvata grazie a un intervento tempestivo eseguito presso il CTO.

L’uomo, dopo giorni di malessere senza miglioramenti, ha deciso di recarsi in ospedale su indicazione del proprio cardiologo. Una scelta che si è rivelata decisiva: al Pronto Soccorso, il personale sanitario ha individuato immediatamente segnali di allarme ben più gravi di un comune dolore addominale.

Determinante è stato il lavoro degli infermieri di triage, che hanno riconosciuto la severità dei sintomi e attivato con rapidità il protocollo di emergenza. Il paziente è stato trasferito in shock room, dove è stato sottoposto a una valutazione clinica approfondita supportata anche da ecografia bedside (POCUS). L’esame ha evidenziato una massa anomala nell’addome, facendo scattare ulteriori accertamenti urgenti.

Nel giro di poco tempo, l’angio-TC ha confermato la diagnosi: aneurisma dell’arteria splenica già in fase avanzata di rottura, una condizione rara ma estremamente pericolosa, capace di evolvere rapidamente in shock emorragico.

A quel punto, l’intervento chirurgico non era più rinviabile. Il paziente è stato portato immediatamente in sala operatoria, dove l’équipe di chirurgia d’urgenza ha eseguito la legatura dell’arteria e la rimozione della milza (splenectomia), arrestando l’emorragia in corso.

Grazie alla rapidità della diagnosi e alla perfetta coordinazione tra i diversi reparti coinvolti – dal triage alla radiologia, fino alla sala operatoria – l’uomo è stato salvato e, secondo le previsioni, potrà presto fare ritorno a casa.

Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza di non sottovalutare sintomi persistenti e il ruolo cruciale delle strutture di emergenza nel trattamento delle patologie tempo-dipendenti, dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.

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Napoli, uomo ferito nella notte nel quartiere Barra: salvato grazie al pronto intervento della vigilanza privata

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Nella notte, intorno alle ore 2:00, un intervento tempestivo della vigilanza privata ha evitato conseguenze potenzialmente drammatiche nei pressi della stazione della Circumvesuviana di Barra, in via Gerardo Chiaromonte.

Durante un normale servizio di pattugliamento nella zona di competenza, un operatore dell’Istituto di vigilanza Prestige ha notato un uomo riverso al centro della carreggiata, visibilmente ferito e in evidente stato di difficoltà. L’individuo, di origine pakistana, chiedeva aiuto.

Senza esitazione, l’addetto alla vigilanza ha messo in sicurezza l’area, posizionando l’auto aziendale a protezione del ferito e collocando il triangolo di emergenza a circa 20 metri, così da segnalare il pericolo agli altri automobilisti ed evitare ulteriori rischi.

Avvicinatosi per verificare le condizioni del giovane, la guardia ha riscontrato una grave ferita da arma da taglio alla coscia sinistra, con copiosa perdita di sangue, oltre a una seconda ferita al tempio sinistro, verosimilmente causata da un corpo contundente.

Immediata la richiesta di intervento alle forze dell’ordine e ai soccorsi sanitari. Nel tempo necessario all’arrivo dei sanitari, l’operatore ha mantenuto il contatto con il ferito, cercando di evitare che perdesse conoscenza e monitorandone le condizioni.

I soccorritori, giunti sul posto poco dopo la chiamata, hanno preso in carico il giovane, prestando le cure necessarie.

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Oltre 36mila domande in Campania per il Servizio Civile Universale 2026

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CAMPANIA SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2026
CAMPANIA SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2026

Sono 36.153 le domande presentate dai giovani della Campania al bando ordinario del Servizio civile universale 2026“.

Lo dice l’assessora alle Politiche giovanili della Regione Campania, Fiorella Zabatta, commentando il report pubblicato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, relativo all’ultimo bando.

Il dato – dice l’assessora – conferma che la Campania è la prima regione in Italia per numero di candidature, in un contesto nazionale che ha registrato complessivamente 157.998 domande a fronte di 66.073 posti disponibili: considerando che le posizioni a bando per la nostra regione erano 11.955, significa che la domanda dei giovani della Campania è quasi tripla rispetto ai posti disponibili.

È evidente che c’è una grandissima richiesta e che un ragazzo su tre resterà escluso”.
“L’analisi dei dati riportati inoltre sullo stesso sito del Dipartimento nazionale fa emergere – prosegue Zabatta – che nel 2026 cresce ulteriormente la pressione della domanda, con un numero di candidature per posto superiore alla media degli ultimi anni che passa da circa 2,6 a quasi 3“.

I dati dunque ci consegnano un divario evidente tra domanda e offerta che non possiamo ignorare. Una simile risposta rappresenta un segnale chiaro della necessità di rafforzare gli strumenti e ampliare le opportunità. In Campania emerge con forza una disponibilità straordinaria all’impegno civico che rischia però – conclude Zabatta – di restare in parte inespressa. Si tratta di un bacino di forze laboriose e sane del nostro territorio sul quale avvieremo certamente una seria riflessione propositiva per costruire strumenti integrativi, capaci di valorizzare questo patrimonio umano e di evitare che simili energie possano andare disperse.

Pensiamo, ad esempio, che questa disponibilità possa essere orientata verso specifiche esigenze sociali, ossia verso bisogni concreti delle nostre comunità, dal contrasto all’abbandono scolastico al recupero ambientale, alla cura delle aree interne, fino al sostegno alle fragilità e all’occupazione femminile. Valuteremo le richieste che perverranno dal territorio“.

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Mondragone: Famiglia tra rifiuti, animali ed escrementi. Tre bambini vivevano con un pitone reale

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MONDRAGONE FAMIGLIA RIFIUTI
MONDRAGONE FAMIGLIA RIFIUTI

MONDRAGONE – Cumuli di rifiuti ovunque, con tre bimbi piccoli e decine di animali, tra cui persino un pitone, costretti a vivere nel degrado, tra i propri escrementi: è lo scenario che si sono trovati davanti i Carabinieri a Mondragone (Caserta), nella località di Pescopagano.

Il controllo era previsto nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale nella Terra dei Fuochi. Dal sopralluogo è emerso che nella casa vivevano in condizioni di estremo degrado una 36enne, risultata proprietaria e denunciata per abbandono e gestione illecita di rifiuti, insieme al marito e ai tre figli piccoli. Tanto
l’intera abitazione quanto le aree esterne erano invase da cumuli di immondizia di vario genere e da escrementi di animali.

Nella proprietà c’erano inoltre 13 cani, 3 gatti e un pitone reale. L’abitazione è stata quindi sequestrata e affidata in custodia al Comune, i tre minori, della cui situazione è stata informata la Procura per i minorenni, sono stati
temporaneamente affidati a un familiare, mentre gli animali domestici sono stati portati su disposizione dell’Asl in una struttura convenzionata. Il rettile è stato invece sequestrato e preso in custodia dai carabinieri del Cites.

L’intervento è stato realizzato dai carabinieri del posto con il supporto del Nucleo carabinieri Cites di Napoli, del personale dell’Ufficio tecnico comunale, degli assistenti sociali e dei sanitari dell’Asl, in particolare del Dipartimento di prevenzione e servizio veterinario.

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Terzigno, imprenditore scomparso da due mesi: scavi e ricerche nel Vesuviano

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TERZIGNO IMPRENDITORE SCOMPARSO
TERZIGNO IMPRENDITORE SCOMPARSO

TERZIGNO – Proseguono senza sosta le ricerche dell’imprenditore di cui non si hanno più notizie da circa due mesi. Le operazioni si stanno concentrando nel territorio di Terzigno, nel Vesuviano, dove i carabinieri del gruppo di Torre Annunziata stanno effettuando scavi mirati con l’ausilio di un piccolo escavatore.

Al momento non è stata resa nota l’identità dell’uomo scomparso, ma l’attività investigativa ha subito una significativa accelerazione negli ultimi giorni. Come riporta “Il Mattino” i militari stanno lavorando nell’area di via Zabatta, dove è stato individuato un terreno ritenuto potenzialmente utile alle indagini.

Secondo quanto trapelato, una recente acquisizione investigativa avrebbe indirizzato gli inquirenti verso questa zona, spingendo a intensificare le ricerche. Sul posto, oltre ai carabinieri e alle unità cinofile, sono impegnati anche i vigili del fuoco, chiamati a supportare le operazioni di scavo e di verifica del sottosuolo.

L’uomo risulta scomparso tra i territori di Terzigno e Poggiomarino, e da settimane familiari e conoscenti attendono risposte. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo gli ultimi spostamenti dell’imprenditore e non escludono alcuna pista.

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Napoli, bimba di 3 anni ricoverata al Santobono verrà trasferita in Romania dal papà. La rete antiviolenza: “Sia accudita da madre”

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La rete napoletana dei centri antiviolenza, insieme all’associazione Psy-Com – Protocollo NAPOLI, interviene sul caso della piccola Giulia (nome di fantasia), una bambina di tre anni, attualmente ricoverata al Santobono di NAPOLI, in attesa di essere trasferita in Romania, paese di cui il padre è cittadino.

“Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, non essendo parte del procedimento né avendo avuto accesso agli atti che hanno condotto al provvedimento dell’autorità giudiziaria. Tuttavia – si legge nell’appello – riteniamo doveroso evidenziare come la separazione di una bambina così piccola dalla madre, figura di riferimento affettivo e di accudimento primario, rappresenti, in termini umani e psicologici, una scelta potenzialmente gravemente pregiudizievole”.

“Dagli elementi a nostra conoscenza – proseguono rete napoletana dei centri antiviolenza, l’associazione Psy-Com – Protocollo NAPOLI – la bambina manifesta già segnali di sofferenza, anche attraverso i sintomi attualmente oggetto di accertamento sanitario. In tale contesto, anche i servizi sociali, che ben conoscono la situazione concreta, si sono espressi nel senso del mantenimento del legame con la madre, garantendo al contempo il diritto di accesso del padre, nel rispetto del ruolo genitoriale di entrambi”.

La rete napoletana dei centri antiviolenza e l’associazione Psy-Com – Protocollo NAPOLI rivolgono un appello a tutte le autorità competenti e ai soggetti coinvolti – incluso il padre della minore – affinché “venga posto al centro il superiore interesse della bambina, la sua serenità e la necessità di evitare traumi certi e attuali. Tra questi deve annoverarsi anche il prelievo forzoso contro la volontà della minore, più volte censurato dalla commissione parlamentare sul femminicidio nella scorsa legislatura, in particolare quando avviene in contesti sensibili come ospedali o scuole, e oggetto di recente attenzione anche da parte dell’autorità garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, che ha dedicato specifiche linee guida sul punto”.

“Chiediamo – concludono – che la minore possa continuare a essere accudita dalla madre e seguita dai sanitari, favorendo al contempo forme di cooperazione tra gli Stati coinvolti, entrambi vincolati al rispetto delle convenzioni internazionali, a partire dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo. La tutela dell’infanzia non può prescindere dall’ascolto dei bisogni reali dei bambini, soprattutto quando così piccoli e vulnerabili”.

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Napoli: Lanciarono monopattino colpendo una donna, due minorenni in comunità

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NAPOLI MONOPATTINO FUORIGROTTA
NAPOLI MONOPATTINO FUORIGROTTA

NAPOLI – La Polizia ha eseguito un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare Personale del Collocamento in Comunità emessa nei confronti di due minorenni ritenuti responsabili, in concorso e previo accordo tra loro, del reato di tentato omicidio con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi.

Il provvedimento cautelare costituisce il frutto di un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla Procura per i Minorenni partenopea ed effettuata dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato San Paolo, nonché della Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza della Procura.

Le indagini sono scattate dopo il ferimento di una donna avvenuto lo scorso mese di gennaio nei pressi dello Stadio Maradona: la vittima, infatti, mentre transitava nel sottopasso Claudio, nei pressi di Piazzale Tecchio, fu colpita violentemente da un pesante oggetto che, all’esito di sopralluogo, risultava essere un monopattino.

La donna riportò gravi lesioni per la quale è stata ricoverata dapprima presso l’Ospedale San Paolo e poi al Trauma Center dell’Ospedale Cardarelli. Attraverso l’acquisizione e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti sul luogo e in prossimità dei fatti, gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dei fatti.

In particolare, è emerso che due minorenni, che si trovavano sulla strada sopraelevata il sottopasso, lasciarono cadere da un’altezza di 10 metri un monopattino che si trovava abbandonato nei pressi del luogo dove i due sostavano.

Attraverso gli accurati rilievi tecnici della Polizia Scientifica, considerati i dati riguardanti il peso e la grandezza dell’oggetto lanciato, ma anche e soprattutto tenuto conto dell’altezza dalla quale l’oggetto veniva lanciato, è stato possibile dimostrare, con dati scientifici, che la condotta posta in essere era idonea a causare la morte della donna. La gravità della condotta dei due minorenni risulta particolarmente rilevante e pericolosa soprattutto alla luce del fatto che risultava del tutto insensata, avendo i due compiuto il lancio pericoloso per motivi del tutto futili.

Tale azione quindi mostra l’assoluta mancanza di considerazione per la vita e l’incolumità degli altri, esposti in maniera assolutamente fortuita a rischio di morte o di gravi lesioni.

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Bacoli, continua lo scontro tra il Sindaco e i lidi militari: “Uno spazio di tutti che vogliono riservare a pochi”

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BACOLI
BACOLI

A Bacoli, comune flegreo in provincia di Napoli, continua la “battaglia” tra il Sindaco Josi Della Ragione e i lidi militari che occupano una fetta importante di spiaggia che dovrebbe essere invece libera.

Lo vedete questo? È il cartello che un lido militare, oggi, ha affisso sulla spiaggia di Miseno. Una reazione contro la nostra volontà di liberare una parte dei 70.000 mq di arenile da loro occupati. Per lasciare più spiaggia libera ai cittadini. “Divieto di accesso”. Si, c’è scritto così. E, se lo fai, c’è l’immagine di un soldato che ti spara. “Sorveglianza armata”. E no, non è uno scherzo. E no, non siamo su un fronte di guerra. Ma ci troviamo semplicemente sul lungomare di Bacoli.

Tra i più ambiti e vissuti della provincia di Napoli, della Campania. E no. Non c’è nessuna area di addestramento da difendere. Nessun sito strategico per la difesa della nazione, da proteggere dagli attacchi di eserciti nemici. È solo uno spazio di tutti, uno spazio molto grande, che vogliono riservare a pochi. Punto. Una profonda ingiustizia sociale.

Sia chiaro a tutti. Noi non abbiamo paura. E difenderemo fino in fondo il sacrosanto diritto alla spiaggia libera. Il diritto della popolazione a farsi il bagno. A difesa di tutti. Perché qualcuno vuole farci credere che i diritti dei parenti di un dipendente delle forze armate, siano più importanti del diritto al mare della moglie di un operaio, della mamma di un disoccupato, del figlio di un muratore.

Ci troviamo su una striscia di arenile meraviglioso ma che, per oltre 70.000 mq, è occupato dalle forze militari. È sottratto alla gente, per più della metà della sua grandezza. Non un granello. Ma addirittura settantamila metri quadrati. Una roba che non esiste in nessuna altra parte d’Italia. Ben cinque stabilimenti balneari militari. Uno dietro l’altro.
Io non ci sto. Noi non ci stiamo. E continueremo a lottare in ogni sede istituzionale per affermare il diritto sacrosanto della popolazione ad avere la sua spiaggia. Non mia, non tua, non loro. Ma nostra: di ognuno. Spiaggia libera.

Senza cartelli da scenari di guerra, in cui si utilizza l’immagine di un soldato pronto a sparare. Senza dover provare ad incutere paura, usando un uomo in divisa da guerra, con il casco in testa ed il mitra tra le mani. Senza dover usare la “sorveglianza armata”, per “difendere” pochi dipendenti delle forze armate mentre fanno il bagno. È una scena allucinante. Soprattutto in questi tempi. Allucinante. Inaccettabile.

Parlerò a breve. Ma voglio che sia chiaro. Non baratteremo mai il desiderio di diritti e di giustizia della gente, con qualche manciata di ombrelloni militari gratuiti. Noi siamo diversi. Non vogliamo l’elemosina. Vogliamo che si rispetti un diritto. Sono fiducioso che si troveranno soluzioni condivise. E, soprattutto, sono ancora più convinto che nessuna istituzione, nessun cittadino, può e potrà tollerare questa immagine.

A due passi dal mare, accanto alla battigia. Ma sappiate che se nelle sedi istituzionali non si dovessero tutelare i cittadini, legittimi proprietari delle spiagge, allora chiederemo a loro di camminare insieme a noi. In pace, mai in guerra. Senza cartelli con soldati armati. No. Noi avanzeremo in pace. Insieme a tutti coloro che amano questo angolo di paradiso. Perché nessuno è contro lo Stato. Perché nessuno si oppone alle istituzioni. Ma non sarebbe tollerabile che proprio lo Stato Italiano sottragga diritti alla cittadinanza. Vi tengo aggiornati. Un passo alla volta.

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