mercoledì, Maggio 13, 2026
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Napoli, agguato nel quartiere Barra: Uomo ferito in modo grave

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NAPOLI AGGUATO BARRA
NAPOLI AGGUATO BARRA

NAPOLI – Un uomo di 49 anni è stato ferito a colpi d’arma da fuoco in circostanze ancora da chiarire nella zona orientale di Napoli.

L’uomo, al momento, è ricoverato all’ospedale del Mare in codice rosso. Il ferimento sarebbe avvenuto, secondo una prima ricostruzione, nel quartiere Barra. La dinamica è in fase di ricostruzione ad opera del Commissariato Ponticelli e della Squadra mobile della Questura di Napoli.

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Napoli: Poliziotti infedeli rubavano dati sensibili di calciatori, vip e imprenditori su commissione, 30 indagati

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Napoli poliziotti dati sensibili
Napoli poliziotti dati sensibili

NAPOLI – Informazioni riservate sono state acquisite illecitamente dalle banche dati di Inps e Agenzie delle Entrate da diversi poliziotti, di cui alcuni attualmente in servizio presso alcune questure campane, su commissione di alcune agenzie di investigazione e del recupero crediti, che poi – a seconda dei casi – le rivendevano ai propri committenti o le utilizzava o direttamente per proprie “pratiche”.

I dati ricavati riguardavano attori, persone dello spettacolo, calciatori famosi ed ex calciatori, nonché imprenditori. È quanto emerso da una indagine condotta dalla Squadra mobile di Napoli e coordinata dalla sezione Cyber della Procura della Repubblica di Napoli che oggi vede 30 indagati.

In particolare quattro persone sono finite in carcere, sei ai domiciliari mentre in 19 sono stati sottoposti alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tra gli indagati sono coinvolti anche dipendenti dell’Inps, dell’Agenzia entrate e due direttori di filiale di Poste italiane. A vario titolo gli indagati rispondono di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

Le indagini hanno accertato oltre un milione di accessi abusivi. A dare la stura alle indagini, ha spiegato il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitello nel corso di una conferenza stampa, è stata una segnalazione dell’Inps. Dopodiché i riflettori della Mobile di Napoli si sono concentrati su due poliziotti in servizio che avevano effettuato in due anni l’uno circa 600 mila accessi e l’altro circa 300 mila accessi nelle banche dati, inserendo le loro password.

“Erano tutte attività non legate ad esigenze di lavoro”, ha spiegato il capo della Mobile di Napoli Mario Grassia. Oggetto del mercimonio scoperto dagli investigatori soprattutto numerosissimi dati sensibili – come quelli relativi ai precedenti penali e di polizia, quelli fiscali, retributivi e contributivi e dati bancari – che andavano a costituire dei “pacchetti”, ceduti ad esponenti dell’organizzazione criminale che, a loro volta, li rivendevano a società e soggetti interessati, coinvolti o meno nell’illecito traffico di informazioni sensibili. All’indagine hanno contribuito il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania-Basilicata e Molise.

Nel corso delle indagini sono state effettuate varie perquisizioni presso le sedi delle agenzie coinvolte e presso le abitazioni di alcuni sodali, rinvenendo e sequestrando numerosi dispositivi informatici e documentazione utile alla ricostruzione delle illecite condotte.

Tra i documenti sequestrati, anche un vero e proprio “listino prezzi” che riportava analiticamente generalità e codici fiscali di ignari soggetti, il tipo di accertamento richiesto – quali informazioni e precedenti di polizia, cedolini pensione, ECO, veicoli, reddituali, ecc.- e il costo di ogni singolo accertamento effettuato da chi materialmente accedeva abusivamente alle banche dati.

Esfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e venduto queste informazioni ad alcune agenzie“. Lo spiega il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri dando i dettagli della maxi operazione della Polizia che ha consentito di sgominare una organizzazione criminale. Ad agire in cambio di soldi – “c’era un tariffario” – erano rappresentanti delle forze dell’ordine che attraverso accessi abusivi compiuti utilizzando le loro password, “esfiltravano dalle banche dati informazioni riservate per rivenderle“.

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Il Consiglio di Stato sospende la chiusura del ‘Castello delle Cerimonie’: La Sonrisa aperta fino alla pronuncia collegiale

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Con un decreto cautelare monocratico il presidente della settima sezione del Consiglio di Stato ha sospeso la chiusura del “Castello delle Cerimonie”.

Si tratta del Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate (Napoli), conosciuto come “Castello delle Cerimonie” grazie al nome del fortunato programma televisivo. Due giorni fa, il Tar della Campania aveva disposto lo stop a tutte le attività con effetto immediato.

Con la stessa immediatezza, la famiglia Polese ha proposto appello al Consiglio di Stato chiedendo un provvedimento cautelare urgente rispetto alla decisione dei giudici di primo grado.

E il presidente di sezione, pur ritenendo necessario un approfondimento delle censure proposte in sede collegiale, ha deciso che “fino alla pronuncia collegiale è senz’altro prevalente l’esigenza di assicurare la prosecuzione delle attività economiche svolte dagli appellanti, inibendo l’esecuzione della sentenza impugnata e dei provvedimenti amministrativi oggetto di contestazione davanti al Tar”.

Udienza collegiale in camera di consiglio già fissata il prossimo 4 giugno. “Finalmente uno spiraglio di giustizia in un clima di inusuale accanimento amministrativo”, è il commento dell’avvocato Ignazio Tranquilli, componente del pool legale che difende la Sonrisa.

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Caso di Epatite A in una scuola a Santa Maria la Carità, il Sindaco ordina la chiusura

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Caso di Epatite A in una scuola a Santa Maria la Carità, il Sindaco ordina la chiusura
Caso di Epatite A in una scuola a Santa Maria la Carità, il Sindaco ordina la chiusura

Caso di epatite A in una scuola della provincia di NAPOLI: chiusura straordinaria per disinfestazione.

A comunicarlo è Giosuè D’Amora, sindaco di Santa Maria la Carità, che oggi pomeriggio ha firmato un’ordinanza sindacale per disporre la chiusura straordinaria del plesso Cappella dei Bisi del Circolonl didattico Eduardo De Filippo “per effettuare interventi di disinfestazione straordinari, cosi come prescritti dall’Asl in data odierna per un caso di Epatite A riscontrato nell’istituto scolastico.

Dopo l’intervento, la scuola potrá riaprire”.

Il primo cittadino ha spiegato di essere “in contatto con l’autorità sanitaria che mi ha rassicurato sul da farsi e sulle norme precauzionali da attuare cosi come da prescrizione della normativa in vigore”.

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Afragola: “Mia figlia vittima di bullismo”, madre di un’alunna di 10 anni fa denuncia alla procura di napoli nord. “A scuola presa a calci e pugni”

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Ad Afragola, in provincia di Napoli, una madre ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli Nord per presunti e ripetuti episodi di bullismo subiti dalla propria figlia di appena 10 anni all’interno dell’istituto scolastico frequentato dalla minore.

“Ho segnalato tantissime volte la situazione alla dirigente scolastica, alla vicepreside e alle insegnanti, ma purtroppo nulla è stato fatto – dichiara la madre all’Ansa –. In più occasioni, invece di applicare i protocolli previsti, avrebbero definito mia figlia una bugiarda, sostenendo che si inventasse episodi di bullismo per colmare il vuoto lasciato dal padre, essendo la nostra una famiglia monogenitoriale. Mia figlia, da vittima, era diventata, secondo la scuola, una bambina che raccontava bugie”.

La donna riferisce inoltre di aver avuto numerosi colloqui con la dirigente scolastica, senza però ottenere interventi concreti: “Mi veniva soltanto detto che mia figlia era attenzionata dalla scuola, ma senza alcuna comunicazione ufficiale né un piano concreto di tutela. Questa attenzione, però, si sarebbe tradotta nel farla accompagnare in bagno da alcune compagne di classe, anch’esse minori. Una situazione che, invece di proteggerla, avrebbe finito per umiliarla ulteriormente davanti agli altri bambini, senza però fermare concretamente gli episodi di bullismo”.

La madre riferisce di aver segnalato diversi episodi nel corso dei mesi: “Ho denunciato la rottura degli occhiali da vista per ben due volte, le hanno messo la colla nei capelli, l’hanno presa a calci e pugni, e tanto altro. Tutti episodi segnalati alla dirigente scolastica, ma purtroppo senza alcun intervento concreto”.

Secondo quanto riportato nella denuncia, la madre non sarebbe mai stata messa in contatto con la referente antibullismo dell’istituto: “La dirigente non mi ha mai messa in contatto con la referente del bullismo. Sono venuta a sapere solo casualmente che questa figura fosse presente nella scuola, ma nessuno me lo aveva mai comunicato”.

Tra gli episodi segnalati, la donna richiama in particolare quanto accaduto il 5 marzo scorso. Secondo il suo racconto, Chiara (nome di fantasia) avrebbe accusato forti dolori a una gamba a causa di alcuni calci ricevuti nei giorni precedenti e, successivamente, sarebbe caduta nei corridoi riportando la frattura della rotula.

“Mia figlia si è fatta male durante la terza ora di lezione, tra le 10:30 e le 11:00, ma io non sono stata avvisata immediatamente e non sono stati chiamati nemmeno i soccorsi – afferma la madre –. Dai racconti di Chiara ho saputo che la docente presente in classe, supplente della titolare assente, l’avrebbe fatta camminare sul dolore, sostenendo che stesse bene e che non vi fosse necessità di chiamare i soccorsi. Questi sarebbero stati allertati soltanto alcune ore dopo, quasi all’orario di uscita, dalla vicepreside non appena informata dell’accaduto, la quale avrebbe poi provveduto a farmi contattare”.

La madre descrive inoltre come “particolare” la situazione presente in aula al momento dell’infortunio: “Era l’ora di inglese, la docente titolare era assente ed era stata sostituita da una supplente che, dai racconti di mia figlia, avrebbe dichiarato di non conoscere la lingua inglese. La lezione sarebbe stata quindi affidata, di fatto, a una docente di sostegno di un alunno con grave disabilità”.

“Attraverso il mio legale ho scritto all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania e al Ministero dell’Istruzione senza ottenere alcun riscontro concreto – conclude la donna –. Per questo motivo ho deciso di depositare direttamente una denuncia presso la Procura della Repubblica”.

Sembrerebbe che lo stesso istituto, nelle settimane scorse, abbia ricevuto un’altra denuncia da parte di un’altra madre per motivazioni analoghe.

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Tragedia all’ospedale di Sarno: neonata giunge morta in Pronto Soccorso. Sospetta gravidanza nascosta

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Tragedia all'ospedale di Sarno neonata giunge morta in Pronto Soccorso. Sospetta gravidanza nascosta
Tragedia all'ospedale di Sarno neonata giunge morta in Pronto Soccorso. Sospetta gravidanza nascosta

La piccola è stata accompagnata dalla madre, una minorenne di origini cinesi residente nell’area vesuviana. Inutili i disperati tentativi di rianimazione dei medici. Indagano le forze dell’ordine.

SARNO — Un dramma dai contorni ancora oscuri ha scosso questa mattina la tranquillità dell’ospedale di Sarno. Una neonata è giunta priva di vita al pronto soccorso della struttura sanitaria, scatenando lo sgomento del personale medico e dando immediatamente il via a una delicata indagine da parte delle forze dell’ordine.

Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni, la piccola sarebbe arrivata nel nosocomio già in condizioni compromesse. I medici di turno sono intervenuti d’urgenza, mettendo in atto tutte le disperate manovre di rianimazione previste dal protocollo nel tentativo di strapparla alla morte. Purtroppo, ogni sforzo si è rivelato vano: il cuore della neonata aveva già smesso di battere e ai sanitari non è restato altro che constatarne il decesso.

Ad accompagnare la vittima in ospedale è stata la madre. Stando alle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, si tratterebbe di una ragazza minorenne di origini cinesi, residente in un comune dell’area vesuviana. Le circostanze dell’arrivo in ospedale e la giovanissima età della madre hanno sollevato pesanti interrogativi.

Le autorità competenti sono state immediatamente allertate e si sono recate sul posto per avviare gli accertamenti del caso. Al momento gli inquirenti stanno lavorando a 360 gradi per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Tra le piste maggiormente battute non si esclude affatto l’ipotesi di una gravidanza tenuta nascosta, culminata in un parto probabilmente avvenuto in un contesto non medicalizzato, sfociato poi nel tragico epilogo prima della disperata corsa verso il pronto soccorso.

Sulla vicenda vige il massimo riserbo. Sarà fondamentale ascoltare la madre, non appena le sue condizioni fisiche e psicologiche lo permetteranno, e i familiari. È inoltre molto probabile che la Procura competente disponga l’esame autoptico sul corpicino della neonata: l’autopsia sarà l’unico strumento in grado di stabilire con certezza le cause del decesso, chiarendo se la piccola sia nata già morta o se il decesso sia sopraggiunto per complicazioni successive al parto.

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I genitori dei bimbi cardiopatici al Monaldi protestano: “Gemellaggio con Roma operazione di facciata, chiediamo dimissioni”

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“Riteniamo che il cosiddetto ‘gemellaggio’ con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sia stato utilizzato esclusivamente come operazione d’immagine per far credere all’opinione pubblica che il problema fosse stato risolto, ma la realtà è ben diversa”.

E’ quanto viene sottolineato, in una nota, dai genitori dei piccoli pazienti seguiti presso il reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di NAPOLI, che, dopo avere espresso “profonda amarezza, indignazione e totale sfiducia nei confronti della dirigenza dell’Ospedale Monaldi per la gestione della vicenda che ha portato alla sospensione del dottore Oppido, storico punto di riferimento della cardiochirurgia pediatrica campana”, chiedono, nel contempo, “le dimissioni della dirigente Iervolino, ritenendo incompatibile con un ruolo di tale responsabilità un comportamento che, davanti a una vicenda tanto grave, è apparso freddo, distante e privo di equilibrio istituzionale”.

“Le difficoltà restano tutte, e nessun accordo esterno potrà cancellare il vuoto lasciato da una gestione che ha deciso di colpire il cuore della cardiochirurgia pediatrica campana senza attendere la conclusione degli accertamenti”, proseguono le famiglie.

“Inoltre, – viene ancora sottolineato – lasciare un professionista senza stipendio, esponendolo pubblicamente come unico responsabile prima ancora che la magistratura abbia concluso il proprio lavoro, rappresenta una scelta che riteniamo crudele, ingiusta e profondamente irrispettosa verso chi ha dedicato oltre undici anni della propria vita a salvare bambini affetti da gravissime patologie cardiache”.

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Roma: truffe ad anziani, sgominata organizzazione criminale, 10 arresti a Napoli, 116 colpi

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Roma truffe ad anziani, sgominata organizzazione criminale, 10 arresti a Napoli, 116 colpi
Roma truffe ad anziani, sgominata organizzazione criminale, 10 arresti a Napoli, 116 colpi

Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli (RM), coadiuvati nella fase operativa dal personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di NAPOLI, stanno dando esecuzione a un’ordinanza che dispone misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di dieci persone di nazionalità italiana, gravemente indiziate del reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione nella forma aggravata.

L’indagine è partita dopo l’ennesima truffa ai danni di un anziano, una di quelle che purtroppo riempiono sempre più spesso le cronache locali ma quando i Carabinieri di Tivoli hanno sequestrato cellulari e schede SIM a uno degli indagati, è apparso subito chiaro che dietro quel singolo episodio si nascondeva qualcosa di molto più grande.

Analisi dopo analisi, telefonata dopo telefonata, ha preso forma il quadro di una vera e propria organizzazione criminale, con base nel cuore di NAPOLI e ramificazioni in tutta Italia.

Gli elementi raccolti dagli investigatori fanno ipotizzare non un gruppo improvvisato, ma una struttura solida e gerarchica, con vertici che coordinavano le operazioni da una sorta di ‘centrale telefonica’ nascosta in un appartamento del centro storico.

Quando i Carabinieri sono riusciti a individuare il covo, i truffatori erano ancora in piena attività.

La perquisizione ha rappresentato un colpo durissimo per l’organizzazione: sequestrati cellulari, elenchi telefonici, appunti e persino fogli parzialmente bruciati nel tentativo disperato di eliminare le prove. Soprattutto, decine di truffe in corso sono state bloccate prima che venissero portate a termine. Il quadro emerso al termine delle indagini è impressionante: gli investigatori ipotizzano 116 truffe commesse in diverse regioni italiane, tra febbraio 2022 e marzo 2023, per un valore complessivo superiore ai 500mila euro.

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Scossa di terremoto nei Campi Flegrei: avvertita dalla popolazione

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TERREMOTO CAMPI FLEGREI 12 MAGGIO 2026
TERREMOTO CAMPI FLEGREI 12 MAGGIO 2026

POZZUOLI – Scossa di terremoto nei Campi Flegrei alle 16.06. Avvertita distintamente dalla Popolazione tra Pozzuoli, Baia e Bacoli sul versante del Monte Nuovo.

L’osservatorio vesuviano fornito i dati ufficiali dell’evento sismico: Magnitudo 2.6 Richter ad una profondità di 3km con epicentro ad Arco Felice (Pozzuoli) alle pendici del monte Gauro.

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Ospedale Santobono di Napoli: Monitoraggio da remoto per i piccoli pazienti cardiopatici

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NAPOLI OSPEDALE SANTOBONO
NAPOLI OSPEDALE SANTOBONO

NAPOLI – Diagnosi più accurate e controlli a distanza per ridurre le ospedalizzazioni e migliorare la qualità di vita dei piccoli pazienti. Attivo presso la Uosd di Cardiologia pediatrica dell’Aorn Irccs Santobono Pausilipon di Napoli il nuovo servizio dedicato all’impianto di loop recorder, piccoli dispositivi in grado di monitorare in modo continuo il ritmo cardiaco dei pazienti e trasmettere i dati da remoto agli specialisti.

Il dispositivo utilizzato è attualmente il più piccolo disponibile in commercio per la popolazione pediatrica. Un device di soli 3 grammi di peso che, con un impianto mininvasivo, è ben tollerato anche nei bambini molto piccoli. Il primo paziente trattato presso la struttura ha, infatti, solo 2 anni. Il loop recorder registra continuamente l’attività cardiaca con elevata precisione e può rimanere impiantato fino a quattro anni, consentendo un controllo prolungato nel tempo. Attraverso la tecnologia Bluetooth, i dati vengono trasmessi automaticamente ai sistemi di monitoraggio presenti in ospedale, permettendo ai medici non solo di visualizzare i parametri cardiaci a distanza, ma anche, quando necessario, di riprogrammare il dispositivo da remoto. Il sistema utilizza algoritmi avanzati in grado di migliorare il riconoscimento delle aritmie e ridurre i falsi allarmi, aumentando così l’accuratezza diagnostica e semplificando il percorso di cura per pazienti e famiglie.

“L’impianto del loop recorder può essere indicato in diverse condizioni cliniche pediatriche, tra cui sincopi (svenimenti) ricorrenti di origine non chiara, monitoraggio di pazienti con cardiopatie congenite o operate, controllo dopo episodi di aritmie potenzialmente pericolose, valutazione di bradicardie o pause cardiache sospette”, ha spiegato il responsabile della Uosd, Giangiacomo Di Nardo.

“Il telemonitoraggio consente di limitare gli accessi ospedalieri non necessari, mantenendo elevati standard di controllo clinico e sicurezza. Significa, concretamente, portare l’ospedale a casa del bambino attraverso strumenti tecnologici avanzati. L’avvio di questo servizio rafforza il nostro impegno nell’offrire ai piccoli pazienti strumenti diagnostici sempre più moderni ed efficaci. L’obiettivo è sviluppare un modello assistenziale sempre più vicino ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Una direzione nella quale la nostra Azienda intende continuare a investire per rendere le cure pediatriche sempre più efficaci, sostenibili e meno impattanti sulla vita quotidiana dei piccoli pazienti”, ha commentato Rodolfo Conenna, direttore generale dell’Aorn Irccs Santobono Pausilipon.

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