sabato, Aprile 4, 2026
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Afragola, raid nella scuola Marconi Rocco: scassinato anche lo Scaffale di Andrea

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AFRAGOLA SCUOLA MARCONI ROCCO
AFRAGOLA SCUOLA MARCONI ROCCO

AFRAGOLA – Un episodio grave e inquietante ha colpito la scuola Marconi Rocco di Afragola, dove ignoti si sono introdotti all’interno dell’istituto compiendo atti vandalici e tentativi di furto. Nel mirino dei ladri è finito anche lo Scaffale di Andrea, donato alla scuola dall’associazione La Battaglia di Andrea per supportare gli studenti più fragili.

Secondo una prima ricostruzione, durante la fuga i malviventi avrebbero abbandonato a terra gran parte del materiale sottratto. Fortunatamente, quindi, con molta probabilità non sono riusciti a portare via molto, ma resta il fatto che lo scaffale è stato seriamente danneggiato. Nelle prossime ore saranno effettuate verifiche approfondite per quantificare eventuali ammanchi e procedere al ripristino di quanto compromesso.

Durissima la presa di posizione della dirigente scolastica, Maria Grazia Silveri: «Una vergogna: quando si toccano le scuole sono i cittadini che rubano ai propri figli e ai propri fratelli. Ancor più grave quando si tratta di fratelli e figli più fragili».

Sulla vicenda è intervenuta anche Asia Maraucci, presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea: «Viviamo in una società malata fatta di violenza e delinquenza. La zona è videosorvegliata: ci auguriamo che queste persone vengano assicurate presto alla giustizia».

Sull’episodio indaga la Polizia di Stato, che sta svolgendo accertamenti molto accurati per risalire ai responsabili, anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.

L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza degli edifici scolastici e sul rispetto dei luoghi dedicati alla crescita e alla tutela dei più vulnerabili, colpiti ancora una volta da un gesto che lascia sgomento l’intera comunità.

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Lutto nel mondo giornalistico napoletano, addio a Lorenza Licenziati

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Lorenza Licenziati
Lorenza Licenziati

NAPOLI – Si è spenta dopo una lunga malattia Lorenza Licenziati, volto noto della televisione napoletana e protagonista per decenni del mondo degli eventi e dell’informazione locale.

A darne l’annuncio sono stati i suoi tre figli – Raffaele, Maria Clara e Alessandro – che sui social hanno condiviso una foto recente insieme alla madre, scattata durante il compleanno di Maria Clara.

Lorenza avrebbe compiuto 58 anni il prossimo 30 aprile. Negli ultimi anni aveva scelto di raccontare con sincerità il percorso della sua malattia, condividendo con amici e follower momenti difficili ma anche la sua inesauribile determinazione. Nonostante le cure e gli inevitabili alti e bassi, aveva continuato a lavorare con la passione che l’ha sempre contraddistinta.

Con la trasmissione “In Città”, Licenziati aveva dato voce a personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della cronaca, seguendo da vicino eventi e storie del territorio. La sua carriera era iniziata giovanissima nelle emittenti private napoletane, per poi proseguire con la conduzione di numerosi premi, rassegne e manifestazioni che l’hanno resa un punto di riferimento nel panorama locale.

In un messaggio carico di dolore, i figli hanno scritto:
«Mamma se n’è andata stringendoci a sé, proprio come in questa foto. Ha combattuto con tutte le sue forze e con il sorriso che tutti le avete sempre riconosciuto. Grazie per l’affetto che le avete mostrato. Vi faremo sapere presto come e quando darle l’ultimo saluto».

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Camorra, arrestato il latitante Roberto Mazzarella, al quarto posto nella lista dei più pericolosi

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Si nascondeva in un resort da 1000 euro a notte a Vietri sul Mare (Salerno) dove lo hanno rintracciato i carabinieri la notte scorsa: è finita così la latitanza di Roberto Mazzarella, capo dell’omonimo clan egemone a NAPOLI e provincia.

L’uomo, che non ha opposto resistenza, era inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del Ministero dell’interno.

Mazzarella, classe 1978, era latitante dal 28 Gennaio 2025 ed era sfuggito alla cattura dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Tribunale di NAPOLI su richiesta della Dda partenopea con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Il latitante, 48 anni, è stato individuato in una villa di pregio della Costiera Amalfitana dove si era registrato sotto false generalità per trascorrere la Pasqua con la moglie e i due figli, con lui in casa al momento dell’arresto.

Nel resort in cui aveva preso alloggio, i carabinieri hanno rinvenuto tre orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di NAPOLI coordinati dalla Dda partenopea. All’operazione hanno preso parte anche lo squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di NAPOLI nonché una motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno.

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Sofia Di Vico, 15enne di Maddaloni, è morta a Roma per una presunta violenta reazione allergica

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Sofia Di Vico
Sofia Di Vico

MADDALONI – Una cena con le compagne di squadra si è conclusa in tragedia ieri sera a Roma. Sofia Di Vico ha iniziato a sentirsi male mentre stava mangiando.

I sintomi sono apparsi subito quelli di una violenta allergia: la quindicenne ha iniziato ad avere difficoltà a respirare, poi si è accasciata. Il papà l’ha portata in braccio in camera e le ha somministrato i farmaci che aveva portato con sé ma la situazione non è migliorata. Così è stato dato l’allarme al numero d’emergenza 112 ma anche la corsa in ambulanza all’ospedale Grassi di Ostia si è rivelata inutile e i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Una tragedia su cui ora la Procura vuole vederci chiaro. È stato perciò aperto un fascicolo per omicidio colposo ed è stata sequestrata la cucina del ristorante. La polizia ha avviato indagini per chiarire ogni aspetto e stabilire eventuali responsabilità. L’ipotesi è quella dell’allergia alimentare, anche se solo dall’autopsia arriverà la certezza.

A quanto ricostruito, la ragazzina era allergica alle proteine del latte e pare che il locale ne fosse al corrente. Resta da chiarire se nelle uova strapazzate e nei fagiolini che stava mangiando erano presenti tracce di latte o formaggio.

Sofia, originaria di Maddaloni in provincia di Caserta, si trovava nella Capitale per partecipare al torneo “Mare di Roma Trophy in Pink” insieme alla sua squadra, l’Unio Basket Maddaloni. Il torneo a cui la quindicenne avrebbe dovuto partecipare è stato sospeso.

Sgomento a Maddaloni, comune in provincia di Caserta dove Sofia abitava. “È un giorno di profonda tristezza per tutti noi” ha scritto il sindaco Andrea De Filippo sul suo profilo Facebook, rivolgendo le più “sentite condoglianze” ai genitori Fabio e Antonella. “Alla piccola Sofia va il nostro pensiero più dolce e le nostre preghiere” ha aggiunto.

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‘Vintage Vibes: passioni su ruote’, la mostra promossa dalla Fondazione Fs Italiane inaugurata a Pietrarsa e aperta al pubblico fino al 17 maggio

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VINTAGE VIBES MUSEO FERROVIARIO PIETRARSA
VINTAGE VIBES MUSEO FERROVIARIO PIETRARSA

PIETRARSA – Si intitola ‘Vintage Vibes: passioni su ruote’, la mostra promossa dalla Fondazione Fs Italiane inaugurata oggi e aperta al pubblico fino al 17 maggio.

L’esposizione propone un percorso immersivo dedicato all’evoluzione della mobilità italiana: un dialogo inedito tra treni storici, automobili d’epoca e icone del design del Novecento.

La mostra include prestigiosi esemplari provenienti dalla collezione Lopresto – tra le più autorevoli raccolte italiane di automobili d’epoca – tra cui l’Alfa Romeo 1900L del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e la Fiat 1500 appartenuta ad Anna Magnani, simboli dell’eleganza e delle trasformazioni sociali del dopoguerra.

Un approfondimento di particolare rilievo – sottolineano gli organizzatori – è dedicato al contributo di Pininfarina, protagonista nel definire l’estetica dell’automobile italiana e nel trasferire il proprio linguaggio progettuale innovativo anche al mondo ferroviario.

Pur non essendo un produttore di treni o motori, Pininfarina ha lasciato un’impronta determinante sul design di molti convogli delle Ferrovie dello Stato. In questa prospettiva, la collezione dei rotabili custodita al Museo di Pietrarsa rappresenta un riferimento essenziale per comprendere l’evoluzione del design ferroviario e le sue convergenze con il mondo automobilistico.

All’interno del prestigioso polo museale è possibile osservare il passaggio dalle imponenti locomotive ottocentesche alle linee più essenziali e aerodinamiche del Novecento, testimonianza delle innovazioni e delle trasformazioni che hanno accompagnato la modernizzazione del Paese.

La mostra presenta anche la straordinaria Lancia Florida Pininfarina, esemplare unico e pietra miliare del design italiano, vincitrice del concorso di eleganza di Cortina nel 1955. Un ulteriore elemento di forte impatto emotivo è costituito dalla presenza della Vespa appartenuta ad un celebre fuoriclasse del calcio mondiale, simbolo del legame popolare tra mobilità, sport e identità italiana.

Di particolare interesse anche modellini, giocattoli d’epoca, trenini, manifesti e fotografie originali che raccontano l’immaginario visivo del viaggio nel Novecento.

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Anche ERNIA sceglie Caserta per la sua unica data estiva in Campania: live al Belvedere di San Leucio il 16 luglio

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Anche Ernia sceglie Caserta per la sua unica data estiva in Campania. Il rapper con oltre 2 miliardi e mezzo di streaming, 43 dischi di platino e 22 d’oro, si esibirà al Belvedere di San Leucio il 16 luglio al festival diretto da Massimo Vecchione, che ha già annunciato 37 eventi per l’estate tra la “Belvedere Session” e la “Reggia Session”. I biglietti per l’esclusivo live casertano saranno disponibili online da mercoledì 1° aprile 2026 alle ore 14.

Reduce dal grande successo del tour nei palasport conclusosi ieri, Ernia annuncia le date del Solo Per Amore Summer Tour che lo vedrà protagonista dell’estate 2026, con tappe nei principali festival italiani e in Svizzera. Il tour, prodotto da Thaurus, partirà mercoledì 24 giugno 2026 da Perugia all’Umbria che Spacca, per poi proseguire giovedì 25 giugno 2026 a Bologna al Bonsai, martedì 30 giugno 2026 a Mirano (VE) al Mirano Summer Festival, mercoledì 8 luglio 2026 a Collegno (TO) al Flowers Festival, sabato 11 luglio 2026 a Lugano all’Estival, giovedì 16 luglio 2026 a Caserta a Belvedere San Leucio, sabato 18 luglio 2026 a Riccione (RN) al Riccione Music City, sabato 1 agosto 2026 a Majano (UD) al Festival di Majano, domenica 2 agosto 2026 a Genova al Live in Genova Festival, martedì 11 agosto 2026 a Brescia alla Festa di Radio Onda d’Urto, per concludersi poi sabato 15 agosto 2026 ad Olbia (SS) al Red Valley Festival.

L’annuncio del Summer Tour arriva dopo il grande successo della tournée nei palasport italiani, che nel mese di marzo ha fatto tappa a JesoloRomaNapoliFirenze fino a concludersi con un triplo appuntamento a Milano, confermando il forte legame dell’artista con il suo pubblico. L’impatto scenico dello show, che riproduceva l’entrata di un tribunale, ha contribuito a trasformare in immagini il concept narrativo dell’ultimo album “Per Soldi e Per Amore” e a proclamare la sentenza più importante: è solo per amore che la penna di Ernia è più consapevole, autoriale e vera che mai.

Per Soldi e Per Amore” è il lavoro più intimo e introspettivo della carriera di Ernia: un disco che riflette sul passato, sulle figure chiave della sua vita e sulle motivazioni profonde che danno senso al quotidiano: dal lavoro all’amore, dalle amicizie al rapporto con i genitori. Con questo progetto Ernia si ferma a osservare il proprio percorso nel delicato passaggio dei 30 anni, un’età di transizione in cui le prospettive cambiano e ci si confronta con nuove consapevolezze: si riconoscono ferite e successi, si impara a convivere con la solitudine senza tradirsi e a dare valore alle relazioni. “Per Soldi e Per Amore” è un viaggio nella maturità, un tentativo di sciogliere le dicotomie che da giovani possono diventare conflitti interiori, alla ricerca di una convivenza pacifica tra contrasti e fragilità. Un disco che avvicina e mette in dialogo le due anime dell’artista, Ernia e Matteo, completando un percorso che da sempre caratterizza la sua scrittura.

Nella settimana di debutto “Per Soldi e Per Amore” ha ottenuto il primo posto della classifica FIMI/NIQ, posizionandosi #1 anche nella classifica FIMI/NIQ di CD, vinili e musicassette più venduti e con 7 brani in Top10 FIMI/NIQ dei singoli più venduti. A distanza di mesi dalla sua uscita, il progetto, già certificato disco di platino, continua a conquistare il pubblico, mantenendosi nella top20 della classifica FIMI/NIQ degli album più venduti.

PER INFORMAZIONI E CONTATTI: www.unestatedabelvedere.it

Socialfacebook.com/unestatedabelvedere – instagram.com/unestatedabelvedere

 

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Afragola: Restano in carcere i tre indagati per le violenze sul ragazzo disabile

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AFRAGOLA VIOLENZA RAGAZZO DISABILE
AFRAGOLA VIOLENZA RAGAZZO DISABILE

AFRAGOLA – Il Tribunale del Riesame ha respinto l’istanza presentata da uno dei tre soggetti accusati di aver seviziato e torturato un ragazzo disabile. Per tutti e tre, dunque, resta confermata la misura della custodia cautelare in carcere.

Sul caso è intervenuta l’associazione La Battaglia di Andrea, alla quale si è rivolta la famiglia della vittima. A parlare è la presidente Asia Maraucci:

Quando abbiamo appreso questa vicenda, abbiamo immediatamente lanciato un appello pubblico affinché la famiglia del ragazzo ci contattasse. E così è stato. Da quel momento abbiamo deciso di affiancarli concretamente, mettendo a loro disposizione il nostro penalista, l’avvocato Sergio Pisani”.

Maraucci sottolinea la gravità dei fatti:
Se quanto emerso dovesse essere confermato, ci troveremmo di fronte a un episodio di una gravità inaudita. Per questo chiediamo che venga fatta piena luce e che i responsabili siano puniti con la massima severità prevista dalla legge”.

Intanto, il primo riscontro giudiziario è arrivato proprio con la decisione del Riesame, che ha respinto l’istanza presentata, confermando la permanenza in carcere per tutti e tre gli indagati e ritenendo sussistenti le esigenze cautelari. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

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Al MANN di Napoli inaugurata la mostra “Parthenope. La Sirena e la città”

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MANN Parthenope. La Sirena e la città
MANN Parthenope. La Sirena e la città

A Napoli tutti siamo Partenopei oltre che Napoletani. E questo appellativo, che deriva dal primo insediamento greco sull’attuale collina di Pizzofalcone, è legato alla sirena Parthenope sepolta nella spiaggia sottostante.

Dall’VIII secolo a.C. un legame indissolubile ha connesso Napoli a questa creatura, prima uccello con testa femminile, poi donna con coda di pesce; se, inizialmente, le Sirene erano pericolose ammaliatrici, ben presto divennero protettrici benevole.

Parthenope, in particolare, è entrata a far parte della vita quotidiana napoletana: dalle monete dell’antica Neapolis ai rilievi, dalla fontana di Spinacorona detta “delle zizze” (dove si recavano ancora nell’800 le donne del popolo per chiedere protezione per il parto) alle decorazioni su edifici pubblici come il Teatro San Carlo o la Galleria Vittorio Emanuele, per giungere, infine, ai murales disseminati nella città.

“Parthenope. La Sirena e la città” è l’esposizione che, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 3 aprile al 6 luglio 2026, intende costruire una sorta di summa per immagini sul mito della sirena. Il percorso, curato da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, conduce il visitatore alla scoperta delle Sirene e della sirena cara ai napoletani, Parthenope: oltre duecentocinquanta opere, dall’VIII sec. a.C. sino alla contemporaneità, tracciano un percorso suggestivo che ha attraversato secoli e luoghi, rigenerandosi continuamente sino ai film di animazione e ai giocattoli dedicati (come Barbie Sirena).

Allo stesso tempo, i manufatti esposti permettono di ricostruire storie e tradizioni legate alle origini della città di Napoli: emblematica, in tal senso, la presenza in mostra di reperti, in alcuni casi inediti, provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana, così come l’eccezionale concessione in prestito del busto in argento di Santa Patrizia (significativamente, l’opera lascerà la mostra per la prima settimana di maggio in occasione della processione in onore di San Gennaro, per poi ritornare al MANN dopo i festeggiamenti).

“Grazie ad un prestigioso Comitato scientifico, le Sirene e Parthenope emergono oltre gli stereotipi, cogliendo le mille sfumature del mito e presentandone le rielaborazioni, anche grottesche e surreali. Napoli è lo scenario indispensabile per questo: e alla città dedicheremo un settore dell’esposizione dove molti materiali saranno esposti per le prima volta, provenienti dagli scavi della metropolitana o da collezioni private, frutto dell’eccellente collaborazione con la Soprintendenza di Napoli e della generosità dei proprietari (gli eredi Caputi). Mi piace pensare a Parthenope come a una mostra in divenire che esce necessariamente dalle sale del MANN per invitare tutti ad un affascinante viaggio nella nostra città alla scoperta dei tanti luoghi consacrati alla Sirena (come la fontana di Spinacorona o la cosiddetta tomba di Parthenope nella bellissima chiesa di San Giovanni Maggiore a Mezzocannone) o dove la Sirena è rappresentata.

Questo progetto nasce anche grazie ad una rete virtuosa di collaborazioni con tante istituzioni del Ministero (Soprintendenza di Napoli, Direzione Regionale Musei della Campania, Biblioteca dei Girolamini e tanti altri Musei autonomi in tutta Italia) e la Regione Campania. L’apertura al presente e al futuro è inoltre simboleggiata, nell’Atrio del Museo, da un’opera concepita proprio per questo evento dall’artista Francisco Bosoletti che ha lavorato in un cantiere aperto al pubblico”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

“Sono lieto di inaugurare oggi questa mostra – dichiara il Direttore Generale Musei Massimo Osanna – esito di un progetto a cui ho lavorato durante il periodo della mia direzione del MANN e sviluppato attorno a uno dei temi più affascinanti e profondi dell’identità culturale di Napoli: il legame tra la città e la figura della Sirena, che attraversa i secoli e continua a vivere nella memoria e nell’immaginario collettivo. Il percorso mette in relazione archeologia, storia e linguaggi contemporanei, mostrando come il mito non sia un elemento statico, ma una narrazione in continua evoluzione, capace di rigenerarsi e di mantenere intatta la propria forza simbolica. È un progetto che coniuga ricerca e capacità narrativa, restituendo al pubblico la complessità di un racconto che attraversa il tempo”. “La mostra Parthenope. La Sirena e la città rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio culturale, capace di mettere in luce il profondo legame tra mito, storia e identità territoriale.

L’esposizione offre l’opportunità di rileggere un simbolo identitario in chiave contemporanea, mettendo in dialogo reperti, contesti e strumenti multimediali, valorizzando al contempo il ruolo delle istituzioni coinvolte nella tutela e nella ricerca. Ritengo particolarmente rilevante la capacità del progetto di attivare reti, anche internazionali, e di restituire al pubblico materiali inediti, ampliando le possibilità di conoscenza e accesso. Iniziative come questa confermano l’importanza di una strategia culturale che investa sulla qualità dei contenuti e sulla capacità di coinvolgere pubblici diversi, contribuendo allo sviluppo culturale e sociale dei territori. In questa prospettiva, il Dipartimento sostiene con convinzione progetti che rendono accessibili contenuti di alto valore e che rafforzano il legame tra patrimonio e comunità, promuovendo una fruizione consapevole e partecipata”, sottolinea Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del MiC.

“Era finora mancata a Napoli una mostra che indagasse il mito e l’iconografia di Parthenope, una figura ancora vivissima nell’immaginario collettivo della città, e mi pare significativo che essa sia potuta nutrire delle testimonianze materiali e delle nuove conoscenze sulla città antica derivate dalle intense indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il comune di Napoli.

Tra tutte direi, la scoperta del santuario dei Giochi Isolimpici nell’area di Piazza Nicola Amore, in cui, in epoca romana, la pratica della corsa con fiaccole, la lampadoforia, teneva viva la memoria del culto delle Sirena, una chiara forma di persistenza rituale della corsa istituita nel 425 a.C. dal navarca ateniese Diotimo. Ciò testimonia, ancora una volta, quanto siano fondamentali la tutela e la ricerca ai fini della valorizzazione del nostro patrimonio culturale e quanto sia necessaria la continua interazione tra i diversi uffici del nostro Ministero”, dichiara Luigi La Rocca, Capo Dipartimento Tutela del patrimonio Culturale del MiC.

La mostra è realizzata in cofinanziamento con fondi del Ministero della Cultura e della Regione Campania (fondi di coesione 21/27) e di Scabec/Campania Artecard; Intesa Sanpaolo ha sostenuto il catalogo in pubblicazioneper i tipi della casa editrice Allemandi; l’Azienda Napoletana Mobilità- ANM – e la compagnia di navigazione Snav hanno siglato appositi accordi di partenariato con il MANN per veicolare la conoscenza dell’allestimento, rispettivamente nella metropolitana e con i ticket integrati e a bordo degli aliscafi e delle navi. “Con la mostra su Parthenope, la Regione Campania non solo rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, ma afferma con chiarezza una visione: fare della cultura un’infrastruttura stabile di sviluppo, capace di generare identità, conoscenza e nuove forme di attrattività. Attraverso i Fondi di Coesione 2021-2027 e il Sistema Mostre, stiamo costruendo una programmazione organica e pluriennale che supera la logica dell’evento singolo e restituisce centralità ai luoghi della cultura come presìdi permanenti di crescita civile ed economica.

In questo percorso, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si conferma protagonista, capace di attivare narrazioni che mettono in relazione il patrimonio con la contemporaneità e con il territorio. Parthenope è, in questo senso, più di una mostra: è un racconto che si estende dalla dimensione museale alla città e ai suoi paesaggi culturali, contribuendo a definire un modello di fruizione integrata e diffusa. È su questa direzione che la Regione Campania intende continuare a investire, consolidando un sistema culturale solido, connesso e sostenibile, all’altezza delle sfide e delle opportunità dei prossimi anni”, sostiene Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura e agli eventi della Regione Campania.

“Il nome Parthenope evoca un’immediata connessione tra la città e i suoi abitanti. Un legame inscindibile, da raccontare alle nuove generazioni. La mostra del MANN, una delle istituzioni culturali più rappresentative della città, mette in relazione elementi mitici e reali, rappresentazioni archetipiche e testimonianze materiali inedite, come i frammenti derivanti dagli scavi recenti della Metropolitana. La varietà dell’esposizione riflette la particolarità e la ricchezza simbolica della Sirena Parthenope. Ad arricchire il progetto, un gran numero di prestiti nazionali e internazionali che ritrovano, nelle sale del MANN, una location unica. La collaborazione tra musei nazionali, internazionali e collezioni private contribuisce a rendere la mostra un’eccezionale occasione di confronto, nonché un ulteriore tassello dell’offerta culturale della città sempre più articolata per i napoletani e per i turisti che avranno l’opportunità di visitarla”, afferma Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli.

In occasione di “Parthenope. La Sirena e la città” sono previsti laboratori per bambini, famiglie e scuole, a cura di Coopculture, mentre il MANNcaffè lancerà un nuovo biscotto a forma di sirena; Caronte S.p.A. ha sostenuto la realizzazione dei supporti didattici per gli itinerari dedicati ai più piccoli. Sul sito web del Museo è disponibile anche un itinerario digitale ad hoc dedicato alla mostra.

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Napoli, a Pasque riapre il giardino romantico del Palazzo Reale

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Giardino Romantico Palazzo Reale Napoli
Giardino Romantico Palazzo Reale Napoli

NAPOLI – In occasione della Pasqua riapre definitivamente il Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, dopo il complesso restauro.

Una sorpresa per i visitatori che trascorreranno al museo la prima domenica del mese in cui l’accesso è gratuito, come in tutti i siti della cultura italiani. Il giorno di Pasquetta, come era consuetudine prima del restauro, il Giardino sarà interdetto al pubblico, ma da martedì 7 aprile sarà definitivamente aperto tutti i giorni della settimana fino ad un’ora prima del tramonto.

“La riapertura del Giardino Romantico – commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna – restituisce ai pubblici una parte importante del Palazzo Reale, ampliando e arricchendo l’esperienza di visita. L’intervento ha consentito di recuperare la leggibilità del disegno storico e dei valori della composizione ottocentesca, restituendo al giardino la sua identità di spazio in cui architettura, paesaggio e sapere botanico si intrecciano”. “Domenica è prevista anche l’apertura gratuita dei musei su iniziativa del Ministero della Cultura – ricorda la direttrice delegata Tiziana D’Angelo – Un’occasione eccellente per restituire ai visitatori del Palazzo Reale e all’intera comunità il Giardino Romantico restaurato, offrendo loro l’opportunità di riscoprirne il fascino secolare. Il giardino sarà aperto tutti i giorni della settimana, un polmone al centro della città, sempre accessibile gratuitamente”.

La ricomposizione della collezione botanica è avvenuta tramite la messa a dimora di nuovi alberi, arbusti e piante erbacee, attraverso una selezione dagli elenchi redatti da Friedrich Dehnhardt, ‘giardiniere botanico’ di Ferdinando II di Borbone, che progettò il giardino negli anni Quaranta dell’Ottocento, pur nell’adattamento ai mutati scenari ambientali.

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Napoli: Il parco Virgiliano resterà chiuso il lunedì di pasquetta

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PARCO VIRGILIANO PASQUETTA
PARCO VIRGILIANO PASQUETTA

NAPOLI – Il Parco Virgiliano resterà chiuso lunedì prossimo, 6 aprile, giorno di Pasquetta.

Il Comune di Napoli spiega che “la decisione è stata assunta per motivi di sicurezza, tenendo conto di un prevedibile afflusso di pubblico di gran lunga superiore a quello dei giorni ordinari, in un’area che attualmente è solo in parte accessibile ai visitatori a causa dei lavori in corso. La cantierizzazione di molteplici aree, recintate ma non presidiate dagli operai, rende impossibile garantire un’adeguata tutela della pubblica incolumità“.

Il Parco, pertanto, rimarrà chiuso e riaprirà a partire dalla giornata di martedì.

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