lunedì, Maggio 4, 2026
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A Casandrino in sostegno di Nicola Marrazzo il Vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo

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CASANDRINO NICOLA MARRAZZO E MARIO CASILLO
CASANDRINO NICOLA MARRAZZO E MARIO CASILLO

CASANDRINO – Grande entusiasmo nel corso della mattinata di domenica 3 maggio per l’arrivo a Casandrino dell’on. Mario Casillo, Vicepresidente della Regione Campania, che ha rimarcato il pieno sostegno a Nicola Marrazzo, candidato a sindaco per la lista “Rinascita per Casandrino”:

Questa mattina sono qui per esprimere a nome della Regione Campania la massima vicinanza a Nicola Marrazzo, cui mi legano anni di collaborazione in consiglio regionale. Sono sicuro che attraverso la sua esperienza Casandrino potrà essere inserita in un grande processo di rigenerazione urbana. Offriremo la massima attenzione a temi centrali per la vita del cittadino come le ed esempio l’ambiente, la sicurezza e il decoro urbano”.

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Omicidio della ‘mamma-coraggio’ Matilde Sorrentino dopo denuncia pedofili, pentito minacciato dal boss fece nomi e spiegato circostanze in merito all’ omicidio

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Intimorito e preoccupato per le sorti della sua famiglia – dopo una serie di videochiamate dal carcere dell’ ex reggente del clan Gionta – il “pentito” Pietro Izzo ha interrotto la sua collaborazione con la giustizia per poi confermare la sua attendibilità circa l’omicidio della mamma coraggio Matilde Sorrentino con una lettera inviata al procuratore di NAPOLI Nicola Gratteri, 11 dicembre 2025.

È quanto è emerso oggi nel secondo processo d’appello, dinnanzi alla Corte di Assise di Appello di NAPOLI sull’omicidio della donna, avvenuto 26 marzo del 2004, uccisa per avere denunciato un presunto giro di pedofilia nel rione Poverelli di Torre Annunziata, in provincia di NAPOLI.

Nei verbali acquisti dalla Corte, Izzo nel corso di una serie di interrogatori, ha fatto nomi e spiegato circostanze in merito all’ omicidio. Poi però, ha spiegato il sostituto procuratore generale Stefania Buda nel corso del suo intervento, decise di non collaborare più con la giustizia.

Nel settembre 2025 il pluripregiudicato riferì alla Direzione Distrettuale Antimafia di NAPOLI di avere subìto pesanti minacce da un altro detenuto: Valentino Gionta (43enne, figlio di Ernesto, fratello del capoclan ergastolano Valentino Gionta senior).

Al secondo processo di secondo grado è imputato il presunto mandante del delitto, il narcotrafficante Francesco Tamarisco, che già è stato condannato in primo grado e in appello all’ergastolo, condanna annullata con rinvio nuovamente a NAPOLI dalla Cassazione.

Anche Tamarisco, ha spiegato Izzo agli inquirenti, era finito nel mirino del clan Gionta.
 Oggi il sostituto procuratore generale Stefania Buda ha confermato la richiesta di condanna all’ergastolo e l’utilizzabilità delle dichiarazioni di Pietro Izzo il quale ha indicato in Tamarisco il mandante dell’omicidio di Matilde Sorrentino.

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Napoli: Legale famiglia Domenico Caliendo deposita in Procura video su altri casi di organi congelati

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AVVOCATO Francesco Petruzzi organi congelati
AVVOCATO Francesco Petruzzi organi congelati

NAPOLI – L’avvocato Francesco Petruzzi ha depositato questa mattina, in Procura, documenti in cui si parla di altri casi registrati in Italia di trasporto di organi da donatore, in cui l’organo è arrivato congelato.

Si tratta del video di una conferenza sul sistema trapianti durante il quale si è parlato anche del trasposto di organi. L’integrazione documentale dell’indagine difensiva è nata al fatto che “durante la conferenza alla quale abbiamo partecipato con l’Aido, a fine aprile, abbiamo appreso che ci sono stati altri casi di organi congelati in passato. In particolare – spiega Petruzzi all’AGI – chi parlava in rappresentanza di una società che fa trasporto di organi, mentre mostrava una serie di immagini ed esperienze, richiamando il caso di Domenico Caliendo per il cuore arrivato ghiacciato, ha detto che per loro non era una novità“.

La relatrice ha mostrato la foto di un rene ghiacciato, contenuto in una busta poggiata su ghiaccio e ha specificato che era stato utilizzato ghiaccio a -40 gradi – aggiunge il legale della famiglia di Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore fallito – rilevando che non sono casi unici e che possono verificarsi“.

L’avvocato parla degli interventi dei rappresentanti di Avionord alla conferenza, videoregistrata, tenuta a Palazzo Madama, a Roma lo scorso 28 aprile, dedicata al sistema trapiantologico italiano: “Il dono della vita nel sistema trapiantologico italiano”, promosso su iniziativa della senatrice Elena Murelli e del senatore Filippo Melchiorre, con il patrocinio del Senato della Repubblica. Le esperienze citate sono ritenute utili, dall’avvocato, per le indagini che la procura di Napoli sta coordinando con il procuratore aggiunto Antonio Ricci e il pm Giuseppe Tittaferrante, procedendo con diversi approfondimenti, finalizzati a comprendere ciò che è avvenuto il giorno del trapianto nell’ospedale Monaldi, il 23 dicembre scorso, quando da Bolzano è arrivato il cuore del donatore congelato, e, dopo l’intervento, fino alla morte del piccolo Domenico, il 21 febbraio.

Al momento sono sette gli indagati per omicidio colposo; a due è contestato anche il falso in cartella clinica.

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“Facciamo un gol per la beneficenza” quadrangolare a Cardito per il Santobono – Pausilipon

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CARDITO FACCIAMO UN GOL PER LA BENEFICENZA
CARDITO FACCIAMO UN GOL PER LA BENEFICENZA

CARDITO – Sabato 9 Maggio dalle ore 10 del mattino presso lo stadio comunale “Vittorio Papa” di Cardito prenderà il via l’iniziativa “Facciamo un gol per la beneficenza”, giornalisti, carabinieri ed ex calciatori in campo per i bambini del Santobono.

Un appuntamento che rinnova una tradizione lunga trentadue anni e che trasforma la consueta Partita di Natale in un gesto concreto di sostegno ai più piccoli.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Donare Insieme insieme a Fare Insieme, si inserisce nel solco della storica sfida natalizia tra gli ex calciatori della Carditese, ampliandone però il respiro e il significato. Non una singola gara, ma un quadrangolare che vedrà scendere in campo la Rappresentativa dei giornalisti campani, una selezione dei Carabinieri, gli ex calciatori della Carditese e gli Amici della Carditese. Un pomeriggio di sport e memoria, pensato per ritrovarsi nel segno della passione calcistica e dell’impegno civile.

Il cuore dell’evento è la beneficenza. Grazie alla partecipazione straordinaria dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon e della Fondazione Santobono-Pausilipon, la manifestazione sarà dedicata alla raccolta fondi a favore del principale polo pediatrico della Campania, con un sostegno diretto alle attività dell’ospedale e ai suoi piccoli pazienti.

Sugli spalti e a bordo campo, accanto agli ex calciatori, ci saranno medici e personale sanitario del Santobono-Pausilipon, oltre ad alcuni bambini ricoverati, ai quali verranno consegnati doni natalizi. Annunciata anche la presenza di personaggi dello spettacolo, tiktoker ed esponenti delle eccellenze locali, a testimonianza di una partecipazione che va oltre il rettangolo di gioco.

Nel corso della giornata sarà inoltre scoperta una targa commemorativa in ricordo del giornalista sportivo Gianfranco Lucariello, mentre targhe di onorificenza verranno consegnate alla Fondazione Santobono-Pausilipon, all’avvocato Eduardo Chiacchio e ad altre personalità che si sono distinte per il loro impegno.

Patrocinata dal Comune di Cardito, la manifestazione vedrà la presenza della fascia tricolore e del vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo. L’ingresso allo stadio sarà gratuito, perché la solidarietà — come il calcio — è un bene che cresce solo se condiviso.

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La SSC Napoli e AIL insieme per un nuovo progetto di responsabilità sociale

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SSC Napoli e AIL
SSC Napoli e AIL

La SSC Napoli annuncia una nuova iniziativa di responsabilità sociale con AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – ETS.

Il Club è il primo in ambito calcistico a sviluppare un accordo diretto con AIL Nazionale, con un progetto che prevede diverse iniziative in città per sensibilizzare la comunità sui temi legati alle malattie del sangue e al valore della ricerca.

La collaborazione è tesa a promuovere l’impegno di AIL nella lotta contro leucemie, linfomi e mieloma e nell’assistenza ai pazienti ematologici e alle loro famiglie. Attraverso le attività che saranno sviluppate insieme, SSC Napoli e AIL intendono far crescere l’attenzione sull’importanza della ricerca scientifica e dell’assistenza ai pazienti. Con questa partnership, SSC Napoli prosegue il proprio lavoro nel campo della responsabilità sociale, mettendo il calcio al servizio di iniziative legate alla comunità e al territorio.

Gaetano Biallo, Direttore Generale di AIL: “Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla SSC Napoli per aver scelto di intraprendere insieme ad AIL un percorso di grande valore. Il calcio è molto più di uno sport: è un linguaggio universale capace di unire le persone e creare legami profondi. Attraverso questa collaborazione vogliamo trasformare le emozioni del campo in gesti concreti di solidarietà, portando supporto, speranza e vicinanza a chi affronta una malattia ematologica”.

Tommaso Bianchini, Direttore Generale – Area Business di SSC Napoli: “Questo accordo ha un significato importante per SSC Napoli. Essere il primo Club a collaborare direttamente con AIL Nazionale ci dà una responsabilità in più: portare attenzione su un tema che riguarda tante persone e tante famiglie, accanto a chi lavora ogni giorno per la ricerca e per l’assistenza ai pazienti”.

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Il progetto dell’Istituto Pascale di Napoli: “Nuove terapie contro il cancro, capire per chi funzionano davvero”

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ISTITUTO PASCALE NAPOLI
ISTITUTO PASCALE NAPOLI

NAPOLI – Prima sono arrivati i farmaci intelligenti, capaci di colpire il tumore con una precisione mai vista. Ora arriva la domanda più difficile: funzionano davvero per tutte? È qui che si gioca la nuova partita nella lotta al tumore al seno.

E la risposta potrebbe trovarsi in una doppia indagine innovativa: dentro il tumore, grazie alle mappe genomiche, e nel sangue, seguendo minuscoli messaggeri rilasciati dalle cellule malate.

Negli ultimi anni, infatti, le terapie oncologiche hanno compiuto un salto decisivo. Tra queste, i coniugati anticorpo-farmaco (Adc), che agiscono come un cavallo di Troia portando la chemioterapia direttamente nelle cellule tumorali, stanno cambiando la pratica clinica anche nelle forme più difficili e resistenti. In molti casi hanno ampliato le possibilità di cura e aperto scenari impensabili fino a poco tempo fa. Eppure, proprio mentre queste armi diventano disponibili, emerge un problema cruciale: non tutte le pazienti rispondono allo stesso modo. Alcune ottengono benefici duraturi, altre sviluppano rapidamente resistenza. La vera rivoluzione, oggi, non è solo avere nuove terapie, ma capire per chi funzionano davvero.

Da questa esigenza nasce un progetto di ricerca del Pascale, finanziato dal ministero della Salute, che punta a decifrare in anticipo la risposta alle cure nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale trattate con terapie innovative, inclusa l’immunoterapia. Il primo strumento è la trascrittomica spaziale: una tecnologia che permette di osservare l’attività dei geni mantenendo la loro posizione all’interno del tessuto tumorale. In pratica, una “mappa” dettagliata che mostra non solo quali segnali biologici sono attivi, ma anche dove si accendono e come interagiscono nel microambiente del tumore.

Il secondo è rappresentato dagli esosomi, minuscole vescicole che si staccano dalle cellule, incluse quelle tumorali, e viaggiano nel sangue trasportando informazioni preziose. Veri e propri “messaggeri” della malattia, che possono essere intercettati con un semplice prelievo, con quella che viene definita biopsia liquida.

Analizzando questi due livelli, il tumore e il sangue, i ricercatori cercheranno di seguire l’evoluzione della malattia nel tempo. I campioni verranno infatti raccolti prima dell’inizio delle terapie e al momento dell’intervento chirurgico, per capire come il tumore si trasforma sotto la pressione dei trattamenti.

L’obiettivo dello studio – spiega Michelino De Laurentiis, principal investigator del progetto e direttore del dipartimento di Oncologia senologica e toraco – polmonare dell’Irccs Fondazione Pascale – è duplice: identificare biomarcatori predittivi di risposta alle terapie innovative, inclusa l’immunoterapia, e caratterizzare i meccanismi molecolari precoci di resistenza. La trascrittomica spaziale ci consente di mappare con precisione l’attività genica nel microambiente tumorale preservandone l’organizzazione spaziale, mentre l’analisi degli esosomi circolanti rende possibile un monitoraggio dinamico, non invasivo, dell’evoluzione della malattia sotto pressione terapeutica. È un cambio di paradigma: dalla risposta osservata a posteriori alla risposta predetta a priori. Questo è ciò che la medicina di precisione deve diventare per avere un impatto reale sull’esito clinico delle nostre pazienti“.

Questi temi, dalla rivoluzione dei farmaci mirati alla sfida della selezione delle pazienti, saranno al centro della prima edizione della “Gulf of Naples Breast Cancer Conference”, congresso internazionale in programma a Ravello oggi e domani presso l’Auditorium Oscar Niemeyer. Il congresso è presieduto da Grazia Arpino (Università Federico II di Napoli), Antonio Giordano (Dana-Farber Cancer Institute / Harvard Medical School, Boston) e Michelino De Laurentiis (IRCCS Fondazione Pascale di Napoli), con Sabino De Placido come Honorary Chair, e si svolge con il patrocinio dell’IRCCS Fondazione Pascale, dell’Università Federico II e del Comune di Ravello. L’evento porta a Ravello una delegazione significativa di esperti del Dana-Farber Cancer Institute — uno dei principali centri mondiali per la ricerca sul tumore al seno afferente alla prestigiosissima Università di Harvard — insieme ad altri esperti Statunitensi di primo piano e ai più importanti gruppi italiani ed europei attivi nel campo, per due giornate di confronto su evidenze recenti e questioni ancora aperte.

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Bacoli: Primi quattro ricoveri nel nuovo Ospedale di Comunità dell’Asl Napoli 2 Nord

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BACOLI OSPEDALE DI COMUNITÀ
BACOLI OSPEDALE DI COMUNITÀ

BACOLI – Primi quattro ricoveri alla nuova struttura di via Gaetano de Rosa di Bacoli, l’Ospedale di Comunità dell’Asl Napoli 2 Nord chiamato a gestire pazienti cronici che necessitano di essere monitorati dopo una fase acuta trattata al presidio di Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Sono tutti pazienti over65 con patologie come bronchite in fase di riacutizzazione, insufficienza renale o sepsi urinaria già risolta in urgenza ma che necessita ancora di monitoraggio. L’Ospedale di Comunità di Bacoli è uno dei tre già attivi dell’Asl Napoli 2 Nord insieme a quello di Arzano e Caivano. La responsabile sanitaria è la direttrice del distretto 35 (competente anche per Pozzuoli e Monte di Procida) Loredana Pacelli.

L’infrastruttura, una volta a regime, sarà dotata di 18 posti letto, otto dei quali già attivi. Al suo interno una strumentazione diagnostica adeguata a gestire pazienti a bassa complessità assistenziale e un punto prelievi (con gli esami processati al laboratorio di Santa Maria delle Grazie e referti online consultabili da remoto).

«È un ulteriore segnale di attenzione ai cittadini – spiega la direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni – che possono contare ora anche su una struttura intermedia, non per le acuzie, come invece lo è l’ospedale di Pozzuoli, ma deputata ad ospitare, con il coordinamento della Centrale Operativa Territoriale (Cot), tutti quei pazienti che dopo la fase critica necessitano comunque di un passaggio in una struttura sanitaria prima di tornare a casa per una definitiva stabilizzazione e un corretto inquadramento clinico. Si tratta di pazienti con patologie croniche (diabetici, cardiopatici, ipertesi) costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale per il riacutizzarsi della malattia. In questo caso, i quattro pazienti di Bacoli sono stati presi in carico da oltre una settimana e uno di loro è già stato dimesso in queste ore sempre in una condizione protetta, che passa per i servizi territoriali del distretto e, laddove necessario, anche per un’interlocuzione con i servizi sociali del Comune. Tutto il protocollo è stato messo a punto con la collaborazione dei tanti e diversi attori della Asl e ogni struttura è allineata nel fornire la migliore assistenza possibile ai cittadini, in un’ottica di appropriatezza delle cure, efficienza amministrativa e anche riduzione dei costi, con un freno importante al ricorso all’ospedalizzazione impropria».

Prevista per domani, martedì 5 maggio, alle 10:30 la visita alla struttura della direzione strategica dell’Asl Napoli 2 Nord con il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Regione e le istituzioni locali.

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Capaccio, tragedia nel fiume: uomo annega dopo essersi incastrato nel kayak

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CAPACCIO KAYAK
CAPACCIO KAYAK

CAPACCIO – Un uomo di 71 anni è stato trovato morto all’interno di un kayak, ribaltato nelle acque del torrente Capodifiume, in località Licinella, a Capaccio Paestum, in provincia di Salerno.

Sul posto, in via Pertini, dopo una segnalazione dei Carabinieri, sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Agropoli. Le operazioni di recupero della salma sono state effettuate dalla squadra fluviale, già operativa sul posto al momento del ritrovamento.
Sono in corso gli accertamenti per stabilire le dinamiche dell’incidente. Probabilmente l’uomo si è ribaltato con il kayak ed è rimasto incastrato.

La vittima è un uomo di 71 anni tedesco, si trovava in vacanza con la moglie, era uscito nel pomeriggio di ieri a bordo di un kayak per raggiungere il mare, senza fare rientro.
L’allarme è stato lanciato in serata dalla moglie. Le ricerche, andate avanti per tutta la notte, si sono concluse all’alba con il ritrovamento dell’imbarcazione ribaltata e del corpo, che presenta ferite al volto.

Sul posto vigili del fuoco, con il distaccamento di Agropoli e la squadra fluviale, carabinieri e polizia municipale. La Procura di Salerno ha disposto l’esame esterno della salma per accertare le cause della morte, non escludendo l’ipotesi di un malore o di un incidente.

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Morte del Piccolo Domenico Caliendo, altri casi di organi ‘congelati’ e rovinati per le basse temperature

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Oltre a quello del piccolo Domenico Caliendo, si sono verificati altri casi in cui l’organo da trapiantare è giunto a destinazione rovinato dalle temperature troppo basse che ha raggiunto durante il trasporto.

A renderlo noto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo, che lo scorso 28 aprile ha preso parte a Roma, a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, all’incontro “Il dono della vita nel sistema trapiantologico” organizzato dall’Aido e promosso su iniziativa della senatrice Elena Murelli e del senatore Filippo Melchiorre con il patrocinio del Senato della Repubblica.

La notizia (appresa solo oggi) è emersa durante l’intervento, nel corso del convegno, di rappresentanti della compagnia aerea Avionord con basi a Milano, Bergamo e Roma, che si occupa, tra l’altro, anche del trasporto di organi.

In particolare, durante l’intervento dei vertici della compagnia aerea, è stata mostrata, tra i casi definiti “nefasti”, la foto di un organo, un rene, ‘ghiacciato’ a causa dell’uso di ghiaccio a -40 gradi. L’incontro è servito anche a fare il punto sulle normative riguardanti le modalità di trasporto degli organi e le tipologie di contenitori: dalla scatole di polistirolo (come quelli per le mozzarelle) ai figoriferi da campeggio, fino a queli di ultima generazione, che rispettano le indicazioni di legge, come le macchine da perfusione trasportabili che, è stato spiegato, oltre al trasporto trattano l’organo (o anche più di un organo) per farlo arrivare al trapianto nelle migliori condizioni.

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Napoli, Turista britannico reagisce ad una rapina e fa arrestare due uomini nel centro storico

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Napoli, Turista britannico reagisce ad una rapina e fa arrestare due uomini nel centro storico
Napoli, Turista britannico reagisce ad una rapina e fa arrestare due uomini nel centro storico

NAPOLI – Un tentativo di rapina nel centro storico della città si è concluso con l’arresto di due persone grazie al tempestivo intervento della Polizia di Stato e alla reazione della vittima.

L’episodio si è verificato in vico dei Carbonari, dove un turista di nazionalità britannica è stato avvicinato da due individui che gli hanno sottratto con forza l’orologio dal polso, cercando poi di dileguarsi tra le strade affollate della zona.

L’uomo, tuttavia, ha reagito immediatamente all’aggressione, affrontando i due e dando vita a una colluttazione. Al termine dello scontro è riuscito a rientrare in possesso dell’oggetto sottratto.

Sul luogo sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile, in particolare l’unità operativa dei “Falchi”, che hanno avviato le ricerche dei responsabili. Grazie agli accertamenti svolti in tempi rapidi, i due sospettati sono stati individuati, fermati e successivamente arrestati.

Entrambi sono stati trasferiti in carcere con l’accusa di rapina impropria e rimangono a disposizione dell’autorità giudiziaria per le fasi successive del procedimento.

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napoli rapina

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