sabato, Aprile 11, 2026
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Morte del piccolo Domenico Caliendo: la Procura acquisisce nuovi video e foto. Accertamento tecnico fissato per il 16 aprile

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DOMENICO CALIENDO
DOMENICO CALIENDO

NAPOLI – La Procura di Napoli ha disposto una nuova acquisizione di materiale video‑fotografico nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025.

L’indagine, coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante con il procuratore aggiunto Antonio Ricci, procede con l’ipotesi di omicidio colposo in concorso.

Il nuovo materiale sarà estratto dal cellulare di un operatore socio‑sanitario presente in sala operatoria il giorno del trapianto. Le operazioni rientrano nell’accertamento tecnico irripetibile, per il quale il conferimento dell’incarico è stato fissato al 16 aprile alle 9:30.

Secondo quanto trapela, la decisione di approfondire ulteriormente la raccolta di prove sarebbe maturata dopo gli interrogatori davanti al gip relativi alla richiesta di interdizione per i medici Oppido e Bergonzoni, entrambi indagati anche per falso perché accusati di aver modificato la cartella clinica del piccolo Domenico.

In quella stessa occasione, il collegio difensivo di Oppido ha depositato una memoria che ha spinto il pm a sentire, nei giorni successivi, alcune persone ritenute informate sui fatti nell’ambito del filone relativo al reato di falso. Tra queste figurano la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, e alcune perfusioniste dell’équipe cardiochirurgica, responsabili della gestione della macchina cuore‑polmoni durante gli interventi.

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Incendio in appartamento a Giugliano, ustionati 47enne e figlio di 5 anni: entrambi trasportati al Santobono

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Incendio in appartamento a Giugliano, ustionati 47enne e figlio di 5 anni entrambi trasportati al Santobono
Incendio in appartamento a Giugliano, ustionati 47enne e figlio di 5 anni entrambi trasportati al Santobono

Incendio in un appartamento intorno alle 22 di ieri sera a Giugliano in Campania, nel Napoletano: all’interno due persone, una donna di 47 anni e il figlio di 5 anni.

Entrambi sono stati trasportati all’ospedale Santobono in codice giallo per ustioni lievi, non sono in pericolo di vita. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, i carabinieri.

Ancora da accertate le cause del rogo. L’incendio è stato domato e l’appartamento è stato dichiarato temporaneamente inagibile.

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incendio giugliano

A Barra nasce il murale per Francesca Albanese di Jorit, accompagnato dai versi di Enzo Avitabile “Tutt’ egual song’ ‘e criature”

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Nel quartiere di Barra, alla periferia orientale di Napoli, un nuovo murale sta attirando sguardi e riflessioni: il volto di Francesca Albanese, giurista italiana e Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati. Non è soltanto un’opera d’arte urbana: è un intervento che si inserisce nel dibattito globale sui diritti, sul potere e sui limiti della libertà di parola. A firmarlo è Jorit Agoch, noto per i suoi ritratti monumentali che mescolano identità, impegno civile e memoria collettiva.

Lo sguardo è frontale, diretto, segnato dalle tipiche strisce rosse sulle guance: un tratto distintivo dell’artista che richiama simbolicamente l’appartenenza a una comune umanità.

Accanto al ritratto, una frase in dialetto napoletano: “Tutt’ egual song’ ’e criature”. Sono versi di Enzo Avitabile, già utilizzati dallo stesso Jorit anni fa in un’opera dedicata a una bambina rom dopo un incendio in un campo nomadi. Il richiamo non è casuale: stabilisce un filo tra contesti diversi, ma uniti da una stessa tensione etica.

La figura di Albanese è al centro di un caso internazionale complesso. Dal 2022, nel suo ruolo alle Nazioni Unite, ha prodotto rapporti critici sulla situazione nei territori palestinesi, arrivando a parlare di gravi violazioni dei diritti umani. Le sue posizioni hanno suscitato forti reazioni, fino alla decisione, nel luglio 2025, da parte dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, di imporre sanzioni personali nei suoi confronti.

Si tratta di misure estremamente dure: restrizioni finanziarie, limitazioni nei movimenti e conseguenze che si estendono ben oltre i confini americani. Un provvedimento che ha aperto interrogativi profondi, non solo sul piano giuridico ma anche su quello politico e simbolico.

Da una parte, Washington ha difeso la scelta parlando di iniziative ritenute inaccettabili sul piano internazionale. Dall’altra, organizzazioni per i diritti umani e ambienti istituzionali hanno sollevato dubbi sulla legittimità e sull’opportunità di colpire in questo modo una funzionaria delle Nazioni Unite.

In questo scenario, il murale non offre risposte né slogan espliciti. Non entra nel merito delle accuse o delle difese. Piuttosto, si limita a rendere visibile un volto e a evocare una domanda: quali sono i confini entro cui il potere può agire per contrastare una voce critica?

È proprio questa sospensione di giudizio a rendere l’opera potente. In un’epoca in cui il dibattito pubblico tende alla polarizzazione, l’arte di strada si conferma uno spazio capace di rallentare il tempo e riaprire il pensiero. Un palazzo di periferia diventa così una tribuna silenziosa, che invita a riflettere su principi fondamentali: giustizia, responsabilità, libertà.

E forse è questo il punto più rilevante. Non tanto stabilire chi abbia ragione, ma interrogarsi sul metodo. Perché la credibilità delle democrazie non si misura solo nella forza delle loro decisioni, ma nella capacità di confrontarsi con il dissenso senza soffocarlo.

A Barra, tra cemento e quotidianità, quella domanda resta impressa su un muro. E da lì, continua a parlare ben oltre i confini della città.

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Acerra: spari al centro, due ventenni feriti e trasportati in scooter alla Villa dei Fiori

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Acerra spari al centro, due ventenni feriti e trasportati in scooter alla Villa dei Fiori
Acerra spari al centro, due ventenni feriti e trasportati in scooter alla Villa dei Fiori

Due ventenni sono stati feriti alle gambe con colpi di arma da fuoco. E’ accaduto la scorsa notte, nel centro di Acerra. Secondo una prima ricostruzione della Polizia di Stato i due di 23 e 25 anni sono stati colpiti da alcune persone arrivate a bordo di moto.

Gli agenti sono intervenuti all’ospedale Clinica dei Fiori di Acerra dove i due sono ricoverati non in pericolo di vita.

La dinamica è in fase di ricostruzione ad opera della locale Squadra Mobile e del commissariato di Acerra che procedono.

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Avellino: “Nonno detective” fa arrestare due truffatori in trasferta da Napoli

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AVELLINO ARRESTATI DUE TRUFFATORI
AVELLINO ARRESTATI DUE TRUFFATORI

AVELLINO – Non solo non è cascato nella truffa, ma con grande intraprendenza ha fatto arrestare la banda del finto “maresciallo” che gli chiedeva denaro per impedire l’arresto del nipote, accusato di aver causato un grave incidente stradale.

Il nonno detective è un 80enne di Mercogliano, in provincia di Avellino, che subito dopo la telefonata ha avvertito i Carabinieri della Compagnia di Avellino. Nel frattempo ha preparato il denaro e monili preziosi da consegnare ai truffatori.

Al momento della consegna sono intervenuti i Carabinieri che hanno tratto in arresto una coppia di cinquantenni, residenti a Napoli. Un 19enne, loro complice, è stato denunciato a piede libero.

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La lettera al Presidente Fico di 835 genitori di bimbi cardiopatici in cura all’Ospedale Monaldi: “Ci sentiamo abbandonati”

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bimbi cardiopatici Ospedale Monaldi
bimbi cardiopatici Ospedale Monaldi

Le dichiarazioni del presidente Roberto Fico sulla presunta continuità delle cure presso l’Ospedale Monaldi di NAPOLI risultano, allo stato attuale, del tutto insufficienti e distanti dalla realtà vissuta quotidianamente delle nostre famiglie“.

È quanto sottolineano 835 genitori di bambini affetti da patologie cardiache, attualmente in cura al Monaldi di Napoli, i quali hanno inviato una lettera al governatore della Campania Roberto Fico. I genitori si sono rivolti agli avvocati Sergio Pisani e Pellegrino Comitale, i quali fanno sapere che il numero dei genitori che si sono rivolti a loro sta aumentando e potrebbero arrivare a mille già entro oggi.

Da anni il Monaldi rappresentava un centro di eccellenza riconosciuto, un presidio fondamentale per la tutela della salute dei nostri figli“, sottolineano, “oggi, invece, assistiamo a un progressivo smantellamento di certezze costruite nel tempo: percorsi terapeutici interrotti o incerti, carenza di riferimenti clinici stabili, informazioni frammentarie e spesso contraddittorie“.

Le nostre famiglie si sentono del tutto abbandonate, – si legge ancora nella nota – lasciate sole a gestire situazioni cliniche complesse e delicate, senza garanzie reali sulla continuità assistenziale. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: la continuità assistenziale evocata pubblicamente risulta, nei fatti, limitata e parziale. I medici provenienti da Roma non sono presenti nel fine settimana, determinando vuoti assistenziali incompatibili con la gestione di patologie così gravi e complesse“.

Attraverso i nostri legali – concludono gli 835 genitori – chiediamo con fermezza e urgenza atti immediati e verificabili che garantiscano la reale continuità delle cure; chiarezza definitiva sull’organizzazione dei servizi e sulla disponibilità del personale medico su base giornaliera; l’attivazione di un confronto diretto, strutturato e permanente con le famiglie; il ripristino degli standard qualitativi che hanno reso il Monaldi un punto di riferimento nazionale“.

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Irpinia e Sannio nel mirino del turismo accessibile internazionale con il progetto Dama

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IRPINIA E SANNIO
IRPINIA E SANNIO

Modelli organizzativi per la gestione di destinazioni turistiche per favorire lo sviluppo e la sostenibilità del turismo per disabili, ma anche rivolto a persone con particolari esigenze motorie, sensoriali, cognitive, comunicative-relazionali o anziani.

Questo il progetto denominato DAMA, proposto dalla Cooperativa sociale Cosy For You e sostenuto da un bando di promozione per le zone interne della Campania, che ha interessato numerose località e cittadine del Sannio e dell’Irpinia. Dopo mesi di lavoro, dedicati a fasi progettuali e di verifica, i percorsi turistici prescelti saranno visitati da diversi tour operator stranieri.

Un educational di tre giorni, in programma dal 16 al 18 aprile, vedrà la partecipazione di un primo gruppo di operatori turistici, dei 25 T.O. della comunità mondiale del turismo accessibile, provenienti da Estonia, Francia e Danimarca che, dopo aver visitato le splendide località di questi territori interni della nostra regione, proporranno nei rispettivi Paesi la vendita di pacchetti turistici accessibili. L’estone Fatina Ersel, direttore di Esti travel, la francese Cindy Fabbricelli, presidente e fondatrice di Travel Hand e la danese Susanne Nielsen dell’agenzia Sus Travel, accompagnate dalla guida turistica Daniela Ibello e dalla presidente di Cosy For You, Ileana Esposito, saranno gli ospiti speciali che nelle tre giornate dell’Educational turistico visiteranno borghi, strutture di accoglienza, siti museali e religiosi scelti per questi percorsi adatti a tutti.

Il lavoro svolto per la costruzione degli itinerari nasce da un’attenzione concreta al tema dell’accessibilità all’interno del progetto D.A.M.A., Destination, Accessibility Management & Marketing Agency. L’obiettivo è stato quello di proporre esperienze turistiche realmente fruibili da tutti, comprese le persone diversamente abili e in carrozzina. Per raggiungere questo risultato si è operato attraverso un duplice approccio: da un lato una mappatura preliminare delle aree e delle strutture potenzialmente idonee, dall’altro una fase di rilevamento diretto sul territorio, con sopralluoghi mirati a verificarne le condizioni effettive di accessibilità.

Il programma prevede l’arrivo dei tour operator a Napoli il giorno 15, dove pernotteranno per le tre sere dell’educational in una struttura accessibile 4 stelle dell’albergo Salgar. La giornata del 16 aprile i partecipanti, a bordo di un minivan accessibile, visiteranno il territorio Irpino con arrivo alle cantine Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico per visionare la parte produttiva, con un focus su accessibilità e sostenibilità, e gli spazi accoglienza con le attività esperienziali collegate al territorio e alla cultura del vino. Il successivo trasferimento ad Avellino, con visita della cittadina e del Museo Irpino, farà da prologo all’arrivo ad Avella per vedere l’Anfiteatro e concludere con una cena locale con degustazione dei prodotti tipici della gastronomia avellana come la nota cassata.

La terza giornata prevede, invece, la visita dell’area del Sannio con arrivo la mattina a Benevento. Nella città delle streghe non poteva mancare una degustazione del liquore tipico beneventano prima di effettuare la visita guidata del centro storico passando dall’Arco di Traiano alla Chiesa di Santa Sofia e poi al Museo del Sannio.

Gli ospiti saranno poi trasferiti al parco di Grassano per una passeggiata nel verde e la verifica dei suoi percorsi accessibili, mentre successivamente giungeranno a Telese Terme prima, per visitare le terme, e dopo a Sant’Agata dei Goti con visita del particolare centro storico della cittadina costruita dai Visigoti. Una cena concluderà la giornata e consentirà agli operatori turistici di rientrare a Napoli per pernottare e l’indomani rientrare nei propri Paesi di origine.

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A Casoria nasce il Centro per la Famiglia sarà un supporto concreto a genitori, bambini e nuclei familiari in difficoltà

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CASORIA CENTRO PER LA FAMIGLIA
CASORIA CENTRO PER LA FAMIGLIA

CASORIA – Un nuovo punto di riferimento per le famiglie del territorio. Martedì 14 aprile alle ore 16, in via Pio XII 130, sarà inaugurato il Centro per la Famiglia, un servizio pensato per offrire supporto concreto a genitori, bambini e nuclei familiari in difficoltà o in fase di cambiamento.

“Mettiamo al centro le famiglie e soprattutto i diritti dei più piccoli”, dichiara il sindaco Raffaele Bene. “Questo progetto rappresenta un passo importante per rafforzare la rete sociale cittadina e dare risposte concrete ai bisogni del territorio”.

Il Centro nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di ascolto, accompagnamento e sostegno, integrando diversi strumenti e servizi. Tra le principali novità, l’istituzione del Registro della bi-genitorialità, che punta a garantire ai figli la continuità del rapporto con entrambi i genitori anche in situazioni di separazione o conflitto familiare.

Prevista inoltre la creazione dell’Albo delle famiglie affidatarie, un elenco strutturato che consentirà di promuovere e sostenere percorsi di affido familiare, rafforzando il sistema di accoglienza sul territorio.

“Non si tratta solo di un servizio, ma di un percorso di comunità”, aggiunge Bene. “Vogliamo costruire una città più attenta, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone”.

Accanto a questi strumenti, il Centro offrirà servizi di supporto alla genitorialità, mediazione familiare e accompagnamento sociale, rivolti a famiglie che attraversano momenti di difficoltà o che necessitano di orientamento.

Un ruolo centrale nella realizzazione del progetto è stato svolto dall’assessore alle Politiche Sociali Salvatore Iavarone. “Abbiamo lavorato per costruire un servizio utile e accessibile”, spiega. “Il nostro obiettivo è affiancare le famiglie, prevenire situazioni di disagio e offrire strumenti concreti per affrontare le criticità”.

Il Centro per la Famiglia si inserisce in una visione più ampia di welfare territoriale, che punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, operatori sociali e associazioni.

All’inaugurazione interverranno, oltre al sindaco Raffaele Bene e all’assessore Salvatore Iavarone, anche Antonio Chianese, coordinatore dell’Ambito n.18, Tullia Di Mauro, Rup del progetto, Gaetana Triola, Dec del progetto, e Giovanni Tagliaferri, presidente di Solidarity.

L’evento inaugurale sarà un momento di confronto e condivisione aperto alla cittadinanza, per presentare nel dettaglio le finalità del servizio e le opportunità che offrirà alla comunità locale.

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Napoli, sparatoria a Piazza Carolina, a due passi dalla Prefettura: fermo della DDA per un 19enne

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Sparatoria a due passi dalla Prefettura di NAPOLI: fermato un 19enne. La scorsa notte, la Polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso della Direzione Distrettuale Antimafia di NAPOLI, nei confronti di un giovane gravemente indiziato dei reati di lesioni personali e porto di armi in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso, commessi ai danni di un giovane minorenne in Piazza Carolina, nei pressi della sede della Prefettura.

I fatti risalgono allo scorso primo aprile quando, giunto a bordo di un ciclomotore condotto da un soggetto al momento rimasto ignoto, il presunto autore, travisato e armato di una pistola, si è avvicinato alla vittima, dapprima colpendola in testa con il calcio della pistola e, immediatamente dopo, ferendola con alcuni colpi d’arma da fuoco ad entrambe le gambe. La giovane vittima si stava intrattenendo in compagnia di altre persone in piazza quando, probabilmente per uno sguardo di troppo, è stato aggredito all’improvviso senza avere alcuna possibilità di difendersi.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di raccogliere, in tempi brevi, gravi indizi di colpevolezza nei confronti del presunto autore degli spari, soprattutto grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza che hanno ripreso i momenti dell’aggressione e consentito di ricostruire la dinamica dei fatti.

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Avvocato Petruzzi: “Mai preso percentuali sui risarcimenti”

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AVVOCATO Francesco Petruzzi
AVVOCATO Francesco Petruzzi

Nelle ultime ore sono stato oggetto di una significativa esposizione mediatica e di una intensa ondata di reazioni sui social network, conseguenti ad alcune mie considerazioni in ordine al risarcimento che potrebbe spettare alla famiglia Caliendo e voglio sottolineare che non ho mai fatto ricorso a pattuizioni di quota lite (percentuale sul risarcimento, ndr), né nel caso in esame né in altri numerosi procedimenti seguiti nel tempo“.

È quanto sottolinea, in una nota, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto in seguito a un trapianto di cuore avvenuto all’ospedale Monaldi di Napoli.

Ritengo doveroso intervenire per chiarire che il tema del risarcimento del danno, – scrive Petruzzi – specie in ambito di responsabilità sanitaria, è materia di assoluta delicatezza, che richiede rigore giuridico, senso delle istituzioni e rispetto per tutte le parti coinvolte.

Proprio per questo, sorprende che il dibattito si sia spostato su presunti profili di deontologia professionale, spesso evocati in modo improprio e, talvolta, strumentale. È necessario affermare con nettezza che la deontologia forense non può essere richiamata in modo selettivo o, peggio, utilizzata come strumento polemico. Essa costituisce il fondamento dell’esercizio della professione e impone coerenza, trasparenza e correttezza sostanziale, non solo formale.

In tale prospettiva, preme evidenziare che questa difesa, diversamente da quanto avviene nel settore della responsabilità medica, non ha mai fatto ricorso a pattuizioni di quota lite, né nel caso in esame né in altri numerosi procedimenti seguiti nel tempo. Si tratta di una scelta precisa, ispirata al rispetto rigoroso dei principi deontologici“.

È noto, tuttavia, – prosegue – che pratiche di segno diverso risultano diffuse tra operatori del settore, nonostante pongano rilevanti criticità sotto il profilo normativo e deontologico. Pertanto, appare quantomeno opportuno che chi oggi invoca la deontologia rivolga anzitutto tale richiamo a sé stesso, evitando valutazioni parziali o non pienamente consapevoli. Il rispetto della deontologia impone serietà, equilibrio e responsabilità“.

L’avvocato Petruzzi conclude restando “disponibile a ogni confronto nelle sedi competenti, ove si ritenga necessario approfondire“.

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