sabato, Aprile 25, 2026
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A Napoli la proposta di Casapound: “Remigrazione anche per i regolari”. Marsella: “Nessuna deportazione, incentivi ai volontari”

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A Napoli la sfida di Casapound “remigrazione anche per i regolari”. Marsella “nessuna deportazione, incentivi ai volontari”
A Napoli la sfida di Casapound “remigrazione anche per i regolari”. Marsella “nessuna deportazione, incentivi ai volontari”

Luca Marsella, portavoce di CasaPound Italia e presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, spiega così a Napoli il senso della proposta di legge popolare che ha già raccolto 150mila firme, il triplo del necessario, e che, a suo avviso, “può cambiare il destino della nostra nazione, Rimandare a casa anzitutto i clandestini, “e poi anche i regolari: nessuna deportazione, ma un piano di incentivi per i volontari”.

Dopo le polemiche di fine gennaio per la mancata presentazione del testo alla Camera, con l’occupazione della sala da parte di parlamentari dell’opposizione poi sanzionati, il comitato ha avviato un tour in varie città con tappa a Napoli proprio alla vigilia del 25 aprile.

Una data che Cgil, Anpi e la base antagonista hanno considerato scelta provocatoria, “nella città delle Quattro Giornate, medaglia d’oro per la Resistenza”. Da qui l’organizzazione di un corteo: “Siamo in piazza – ha detto Nicola Ricci, segretario Cgil Napoli e Campania – contro la deriva di destra e fascista, che propone una legge sulla remigrazione con tutti i connotati del sovranismo, dell’antidemocrazia e del razzismo. Riaffermiamo con i movimenti, le associazioni, la rete No Kings e l’Anpi che Napoli è la capitale della multietnicità e dell’accoglienza”.

Il portavoce di CasaPound ha puntato l’indice contro “la città blindata, il clima di terrore” provocati dalla protesta: “Una città ostaggio dei centri sociali, delle loro connivenze con il Pd e gli altri partiti di sinistra. Questo vuol dire un sistema organizzato di intimidazione, di minacce”.

Al dibattito sulla remigrazione hanno partecipato anche due esponenti istituzionali: il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa e il capogruppo di FdI in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Sangiuliano.

Il parlamentare ha ribadito di condividere molti, non tutti, i punti della proposta: tra quelli da approfondire “il rimpatrio dei regolari che commettono reati”.

Condivisioni e distinguo anche dall’ex ministro Sangiuliano: “Alcune parti mi convincono, altre assolutamente no. Ma su temi così importanti è necessario discutere. Antidemocratico è chi pretende di imporre con chi si possa o meno parlare”.

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Vitulazio, la Polizia Provinciale di Caserta riscontra gravi violazioni ambientali e in materia di sicurezza sul lavoro in due aziende tessili: denunciati titolari

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VITULAZIO
VITULAZIO

VITULAZIO – Due aziende operanti nel settore dell’igienizzazione e commercializzazione di materiale tessile, situate nel territorio di Vitulazio, nell’area dell’Agro Caleno, sono state sottoposte a controllo nell’ambito delle attività di contrasto agli illeciti ambientali nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

Le operazioni, coordinate dal colonnello Biagio Chiariello, comandante della Polizia Provinciale di Caserta e coordinatore del secondo gruppo operativo su direttiva dell’Incaricato del Governo per il contrasto ai roghi, viceprefetto Ciro Silvestro, sono state eseguite da un gruppo interforze composto da Polizia Provinciale, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e ARPAC.

Nel corso degli accertamenti sono stati complessivamente controllati e identificati 41 soggetti e 12 veicoli, oltre alla verifica della documentazione amministrativa e ambientale.

All’esito delle verifiche, i titolari delle due aziende sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per violazioni ambientali, ai sensi dell’articolo 256 del D.Lgs. 152/2006, nonché per irregolarità in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

I controlli rientrano in un più ampio piano di interventi finalizzati alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di danno ambientale, la cui intensificazione è stata disposta dal presidente della Provincia, Anacleto Colombiano.

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Tragedia all’alba a Varcaturo: 17enne perde la vita in schianto tra due auto. Feriti una 26enne e un 18enne

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Tragedia all’alba a Varcaturo 17enne perde la vita in schianto tra due auto. Feriti una 26enne e un 18enne (1)
Tragedia all’alba a Varcaturo 17enne perde la vita in schianto tra due auto. Feriti una 26enne e un 18enne (1)

Un 17enne è morto in un incidente stradale verificatosi questa mattina in località Varcaturo a Giugliano, in provincia di NAPOLI.

Sul posto, in via Ripuaria direzione Lago Patria, si sono recati i carabinieri della locale stazione. Per cause in corso di accertamento due auto si sarebbero scontrate.

In una di queste c’era un 18enne (alla guida) con il 17enne.

Nell’altra auto c’era una donna 26enne. Dopo l’impatto il minorenne è morto sul colpo. L’uomo e la donna sono stati trasportati presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie a Pozzuoli, non in percolo di vita. Indagini in corso per chiarire dinamica.

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Inseguimento da film nella zona industriale di Napoli: due arresti dopo una rapina e uno schianto contro un tir

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NAPOLI INSEGUIMENTO GIANTURCO
NAPOLI INSEGUIMENTO GIANTURCO

GIANTURCO – Un pomeriggio da brivido quello vissuto ieri nella zona industriale di Napoli, trasformata per alcuni minuti in un set d’azione.

Una rapina, un inseguimento ad alta velocità e un incidente spettacolare hanno paralizzato la viabilità lungo via Marina, arteria strategica tra l’area orientale e il porto. Al termine della fuga, i carabinieri hanno arrestato due uomini di 35 e 27 anni, entrambi di nazionalità iraniana.

L’episodio è avvenuto in via Gianturco, cuore commerciale della periferia Est, tra centri all’ingrosso e negozi gestiti da cittadini cinesi. Proprio uno di loro, alla guida del suo furgone, è stato avvicinato da un uomo che si sarebbe spacciato per appartenente alle forze dell’ordine. Con tono autoritario, il falso agente è riuscito a sottrarre il portafogli alla vittima, per poi allontanarsi rapidamente verso un’auto parcheggiata poco distante, dove lo attendeva un complice.

Il cittadino cinese ha tentato una reazione disperata: ha inseguito i due e ha lanciato il proprio smartphone contro il veicolo in fuga, frantumando il lunotto posteriore. Un gesto istintivo, che però non è bastato a fermare i rapinatori. A pochi metri, una pattuglia dei carabinieri della compagnia Napoli Stella aveva assistito alla scena e si è immediatamente lanciata all’inseguimento.

Ne è nato un vero e proprio inseguimento da videogioco, durato circa tre chilometri tra traffico intenso, sorpassi azzardati e cambi di corsia improvvisi. La corsa si è conclusa bruscamente quando l’auto dei fuggitivi si è schiantata contro un tir. L’impatto, ripreso da alcuni testimoni e finito sui social, ha messo fine alla fuga.

I due uomini, feriti ma coscienti, sono stati soccorsi e trasportati in ospedale, dove si trovano ricoverati e piantonati. Le loro condizioni non destano preoccupazione. All’interno dell’auto i militari hanno recuperato 950 euro, il denaro contenuto nel portafogli rubato poco prima.

Per entrambi sono scattate le accuse di rapina, resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa.

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Napoli: Santobono Pausilipon entra in rete degli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico per la pediatria

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Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del Ministro della Salute Orazio Schillaci, l’Aorn Santobono Pausilipon di Napoli entra nella rete degli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico (Irccs) per l’area della Pediatria.

Questo traguardo rappresenta non solo un importante riconoscimento istituzionale, ma anche l’avvio di una nuova fase di sviluppo, caratterizzata dal rafforzamento delle attivita’ di ricerca, dall’accesso a specifici finanziamenti e da una crescente integrazione tra assistenza clinica e innovazione scientifica.

Il Santobono Pausilipon diventa il piu’ grande Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico pediatrico del Sud Italia, colmando un divario territoriale e offrendo al Mezzogiorno un Polo di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nella cura delle patologie dell’infanzia, e si allinea alla comunita’ pediatrica dei grandi ospedali di eccellenza italiani, come il Bambino Gesu’, l’Ospedale Pediatrico Meyer e l’Istituto Giannina Gaslini, rafforzando il suo ruolo nel panorama scientifico nazionale e internazionale. Un risultato che arriva dopo un percorso avviato nel 2022 e che ha un valore storico per la Sanita’ regionale.

L’ultimo Irccs pubblico in Campania, infatti, risale a decenni fa con l’esperienza dell’Istituto Pascale.

“Il Santobono Pausilipon rappresenta una eccellenza per la nostra regione e per tutto il meridione. Questo prestigioso riconoscimento e’ il frutto del lavoro portato avanti da anni dalla comunita’ professionale e scientifica della struttura, un traguardo che premia il percorso e gli sforzi profusi per coniugare ricerca scientifica di alto livello, assistenza di qualita’ e attenzione alla persona. Ma e’ soprattutto l’avvio di una nuova fase di crescita per l’ospedale pediatrico, un percorso che la Regione accompagnera’ e rafforzera’ con responsabilita’ e determinazione”, ha commentato il presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico.

“In questi anni – spiega il direttore generale dell’Aorn Santobono Pausilipon, Rodolfo Conenna – abbiamo investito nella ricerca clinica e traslazionale, potenziando i nostri laboratori, avviando importanti progetti e collaborazioni nazionali ed internazionali e, soprattutto, assumendo, con fondi propri, oltre 40 giovani ricercatori e ricercatrici. Questo riconoscimento premia il valore della nostra comunita’ professionale composta da medici, ricercatori, infermieri, tecnici, operatori sanitari e amministrativi che, ogni giorno, con competenza e dedizione, mette al centro la cura dei bambini e delle loro famiglie. Non e’ solo un traguardo, ma un importante punto di partenza che, concretamente, significa poter beneficiare di maggiori finanziamenti, accesso a reti di ricerca nazionali e la capacita’ di attrarre talenti e innovazione”.

“Hanno determinato il raggiungimento di questo obiettivo il lavoro e l’impegno del Ministro della Salute, del Presidente della Regione Campania e del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, esempio concreto del valore della collaborazione e della integrazione tra le Istituzioni”, conclude il direttore Conenna.

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Madre e figlia morte a Campobasso, le analisi confermano intossicazione da ricina. Sequestrato cellulare della figlia maggiore

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Madre e figlia morte a Campobasso, le analisi confermano intossicazione da ricina. Sequestrato cellulare della figlia maggiore
Madre e figlia morte a Campobasso, le analisi confermano intossicazione da ricina. Sequestrato cellulare della figlia maggiore

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di madre e figlia avvenuta nel Campobassano, un caso che si fa sempre più complesso alla luce degli ultimi riscontri investigativi. Gli esami tossicologici hanno confermato la presenza di ricina nel sangue delle vittime, in quantità compatibili con un’intossicazione acuta. Alla relazione tecnica sono stati allegati ulteriori documenti che saranno depositati in Procura insieme ai risultati conclusivi delle autopsie.

Nel frattempo, gli investigatori hanno disposto il sequestro del telefono cellulare di Alice Di Vita, 19 anni, sorella e figlia delle vittime. L’operazione rientra negli accertamenti tecnici irripetibili autorizzati dalla Procura, nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati cinque medici per omicidio colposo. Come precisato dal procuratore Nicola D’Angelo, si tratta di un passaggio necessario per garantire il diritto alla difesa di tutte le parti coinvolte.

L’analisi del dispositivo avverrà il 28 aprile presso gli uffici della polizia giudiziaria. I tecnici esamineranno in particolare i dati relativi agli ultimi cinque mesi: chat, email, conversazioni sui social, ma anche cronologia internet e localizzazioni. L’obiettivo è ricostruire i rapporti familiari e le comunicazioni precedenti ai decessi. Tra i materiali sotto esame figurerebbero anche alcune note salvate sul telefono, contenenti appunti sui pasti consumati tra il 22 e il 25 dicembre. I risultati sono attesi entro circa due mesi.

Parallelamente, prosegue anche un secondo filone investigativo per omicidio premeditato contro ignoti. In questo contesto, il materiale estratto dal cellulare potrebbe rivelarsi utile per chiarire eventuali responsabilità.

Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo la possibile origine della ricina, ipotizzando che la sostanza possa essere stata ottenuta localmente, dato che la pianta del ricino è diffusa anche in Molise. Tra i luoghi finiti sotto osservazione c’è un istituto agrario situato a Riccia, a pochi chilometri da Pietracatella. Da alcune verifiche informatiche sarebbe emerso che, nei mesi precedenti alla tragedia, dai computer della scuola sarebbero state effettuate ricerche sulla ricina. Un elemento che, tuttavia, potrebbe essere legato anche a normali attività didattiche.

Le indagini si sono estese anche a negozi specializzati in prodotti agricoli, nel tentativo di individuare eventuali canali attraverso cui la tossina potrebbe essere stata reperita.

Nel frattempo, sono stati ascoltati anche i compagni di classe della giovane Sara, in audizioni protette e con il supporto di uno psicologo. Gli investigatori stanno cercando di capire se la ragazza avesse mai parlato di tensioni familiari o situazioni particolari. Non si esclude che nelle prossime ore possa essere nuovamente interrogato anche il padre, Gianni Di Vita.

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madre figlia campobasso madre figlia campobasso

Stop al caos della Movida, Sindaco di Napoli firma un’ordinanza fino al 25 agosto: locali chiusi alle 02.00

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Stop al caos della movida a Napoli. Il diritto al riposo e la tranquillità dei residenti, anche in ottemperanza alle recenti sentenze del Tribunale Civile, sono infatti al centro di una nuova ordinanza sindacale firmata da Gaetano Manfredi che introduce restrizioni mirate nell’area di Piazza San Domenico Maggiore e zone limitrofe.

Il provvedimento, che avrà una validità di quattro mesi (dal 24 aprile al 24 agosto 2026), nasce a seguito dei rilievi fonometrici effettuati dall’Arpac che hanno confermato il superamento dei limiti di inquinamento acustico in orario notturno, causato prevalentemente dal vociare degli avventori, dagli assembramenti e dalle esibizioni ed eventi con utilizzo di strumenti a percussione o amplificati.

Queste le principali misure introdotte. In merito agli orari di chiusura degli esercizi pubblici, dalla domenica al giovedì la chiusura è alle ore 01:00 (con 30 minuti di tolleranza per pulizia e ricovero attrezzature).

Il venerdì e il sabato la chiusura scatta alle ore 02:00 (con 30 minuti di tolleranza).

L’orario di riapertura è fissato non prima delle ore 06:00.

È, poi, vietata la vendita e la somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle ore 22:30 fino alle ore 06:00 del giorno seguente.

Dalle ore 22:00 vige il divieto assoluto di svolgere eventi occasionali, sia su strada che in piazza, che prevedano l’uso di strumenti musicali o sistemi di amplificazione. L’inosservanza dell’ordinanza comporta sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 20.000 euro.

In caso di reiterazione della violazione, è prevista la sospensione dell’attività per un periodo da 1 a 30 giorni e, successivamente, la revoca del titolo autorizzativo. L’efficacia del provvedimento sarà monitorata costantemente e, al termine dei quattro mesi, l’Arpac effettuerà nuove verifiche fonometriche per valutarne i risultati.

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Napoli, terminati i controlli dopo crollo palazzina a Piazza de Nicola: nessuna persona coinvolta

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Non ci sono persone coinvolte nel crollo della palazzina disabitata questa notte a Napoli al civico 91 di Piazza de Nicola.

Sul posto sono immediatamente intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate nelle operazioni di scavo e messa in sicurezza.

A scopo precauzionale, è stata disposta l’evacuazione di alcuni stabili limitrofi per l’incolumità dei residenti e permettere i rilievi tecnici sulla stabilità delle strutture adiacenti. Le operazioni di evacuazione hanno riguardato complessivamente diversi nuclei familiari e strutture abitative.

In Piazza de Nicola sono stati sgomberati i civici 89 (circa 12 persone per 6 abitazioni), 95 (circa 30 cittadini extracomunitari) e il civico 98. In quest’ultimo, è stata fornita assistenza prioritaria a una famiglia di origine tunisina con due minori, tra cui un neonato di 5 mesi e un bambino di 4 anni.

In via Siniscalchi sono evacuati due nuclei familiari al civico 20, al corso Maddalena sono sgomberate circa 10 persone residenti al civico 52 mentre in vico Dattero sono stati messi in sicurezza due nuclei familiari al civico 15.

La macchina dei soccorsi del Comune è operativa per fornire assistenza logistica e psicologica agli sfollati. Particolare attenzione è stata rivolta alle fasce più vulnerabili e ai minori coinvolti, garantendo vitto, alloggio temporaneo e supporto sanitario dove richiesto. I tecnici comunali e la Protezione Civile sono al lavoro insieme ai Vigili del Fuoco per monitorare l’area e valutare l’eventuale estensione del perimetro di sicurezza.

Il Comune raccomanda alla cittadinanza di evitare il transito nelle zone interessate per non ostacolare i mezzi di soccorso.

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Sparatoria nella notte a Somma Vesuviana: 32enne ferito alla spalla, indaga la Polizia

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SOMMA VESUVIANA
SOMMA VESUVIANA

SOMMA VESUVIANA – Momenti di tensione nella notte a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, dove un uomo di 32 anni, con diversi precedenti, è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco alla spalla.

Il ferito si è presentato autonomamente al Pronto Soccorso dell’ospedale del Mare di Napoli, dove è stato immediatamente sottoposto alle cure dei medici. Le sue condizioni sono giudicate stabili e non è in pericolo di vita.

Agli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli, intervenuti in ospedale per ascoltare la vittima, l’uomo ha riferito di essere stato colpito in via Mercato Vecchio, a Somma Vesuviana. Secondo quanto dichiarato, non avrebbe visto l’autore degli spari né sarebbe stato in grado di fornire elementi utili all’identificazione.

La Polizia di Stato ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’agguato e verificare la versione fornita dal 32enne. Al vaglio degli investigatori ci sono eventuali telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Gli investigatori non escludono alcuna pista.

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È Francesco Vorraro l’imprenditore scomparso da due mesi nel vesuviano

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FRANCESCO VORRARO
FRANCESCO VORRARO

TERZIGNO – È Francesco Vorraro l’imprenditore 60enne scomparso da due mesi da Poggiomarino che i Carabinieri stanno cercando incessantemente.

Ieri i Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno concentrato le ricerche in via Zabatta, a Terzigno, all’interno di una pineta vesuviana, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, delle unità cinofile e di un escavatore.

Qualche giorno dopo la sparizione di Francesco Vorraro, nella zona industriale di Sarno, è comparsa l’automobile del 60enne. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso due uomini che parcheggiata l’auto si sono allontanati a bordo di un’altra vettura guidata da un terzo uomo.

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