sabato, Marzo 7, 2026
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Tragedia all’Ospedale Santobono di Napoli: morto bambino di un anno arrivato in gravissime condizioni da Benevento

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OSPEDALE SANTOBONO MORTO BAMBINO DI UN ANNO
OSPEDALE SANTOBONO MORTO BAMBINO DI UN ANNO

NAPOLI – Una tragedia ha scosso l’intera provincia di Benevento. Un bimbo di appena un anno è morto all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo un arresto cardiaco.

Il piccolo era arrivato nel nosocomio napoletano già in gravissime condizioni, con una compromissione multiorgano che non ha lasciato scampo. Le cause esatte del malore restano da chiarire e saranno oggetto di approfondimenti.

Il bambino, originario di Montesarchio, si era sentito male nella serata di mercoledì 4 marzo. Per motivi ancora da accertare, avrebbe avuto una crisi respiratoria che lo ha portato all’arresto cardiaco. Trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale San Pio di Benevento, i medici erano riusciti a rianimarlo e stabilizzarlo. Vista però la gravità del quadro clinico, il piccolo era stato trasferito al Santobono di Napoli, dove purtroppo questa mattina è avvenuto il decesso.

Il Comune di Montesarchio ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia del piccolo Raffaele. In una nota diffusa sui social, l’amministrazione guidata dal sindaco Carmelo Sandomenico ha scritto:

“Il sindaco e l’amministrazione comunale di Montesarchio esprimono profondo cordoglio per la tragica scomparsa del piccolo Raffaele. In questo momento di immenso dolore, il sindaco e tutta l’amministrazione si stringono con sincera partecipazione attorno alla famiglia, condividendone il lutto e la sofferenza.”

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Conflitto in Iran, Il Presidente della Regione Campania Roberto Fico: “Contrario all’uso delle basi Nato, attacco è illegale”

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Conflitto in Iran, Il Presidente della Regione Campania Roberto Fico Contrario all'uso delle basi Nato, attacco è illegale
Conflitto in Iran, Il Presidente della Regione Campania Roberto Fico Contrario all'uso delle basi Nato, attacco è illegale

“Sono contrario all’utilizzo delle basi, sono estremamente convinto che l’attacco all’Iran, nonostante siamo contrari al regime degli ayatollah, sia un attacco illegale fuori dal diritto internazionale”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti.

“Siamo preoccupatissimi anche per il board of peace che Trump lancia, che sembra più in comitato di affari che scavalca l’Onu e noi vogliamo che l’Onu sua rafforzato e che sia rafforzata anche la voce dell’Unione Europea – ha sottolineato – oggi siamo in un periodo grave e buio perché scavalcare ogni giorno, ormai da tempo, vedi Israele con la Palestina, il diritto internazionale non rende il mondo sicuro”.

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Gravidanza negata e lavoro sommerso a Napoli: dopo sette anni in nero, Valeria trascina in Tribunale il noto locale del centro

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NAPOLI – Esiste una Napoli da cartolina, fatta di record turistici e tavolini sempre pieni, e una Napoli “sottotraccia”, dove i diritti fondamentali si infrangono contro la realtà del lavoro irregolare. L’ultimo caso emblematico emerge dai vicoli del centro storico dove Valeria, una cameriera, dopo quasi un decennio di servizio, sarebbe stata allontanata non appena la sua condizione di futura madre è diventata di pubblico dominio.

Ricostruzione del rapporto d’impiego

Secondo quanto depositato nel ricorso e reso noto dalle rappresentanze legali che assistono la parte attrice, il rapporto di lavoro si sarebbe protratto per un periodo di circa sei anni e mezzo. La prestazione lavorativa sarebbe stata svolta in regime di totale assenza di inquadramento contrattuale (lavoro sommerso).

I dettagli riportati nella denuncia descrivono le seguenti condizioni:Turni di lavoro distribuiti su 5 o 6 giorni settimanali, una retribuzione forfettaria di 50 euro a turno e l’assenza totale di versamenti contributivi e coperture assicurative obbligatorie per l’intero periodo citato.

L’interruzione del rapporto e il contenzioso

Il contenzioso è scaturito dall’allontanamento della lavoratrice in concomitanza con la comunicazione del proprio stato di gravidanza. Non esistendo un contratto formale, il licenziamento è avvenuto per via verbale. La motivazione addotta dal datore di lavoro, secondo la versione della ricorrente, riguarderebbe l’asserita sopravvenuta inidoneità alle mansioni di sala dovuta alla gestazione.

La difesa punta al riconoscimento giuridico del rapporto di lavoro subordinato e alla dichiarazione di nullità del licenziamento, in quanto intimato in violazione delle tutele costituzionali e legislative poste a protezione della maternità.

Profili di ordine pubblico

Il caso ha attirato l’attenzione della Camera Popolare del Lavoro e di Potere al Popolo, che hanno annunciato un presidio di solidarietà in piazzale Cenni, all’esterno del Palazzo di Giustizia, in concomitanza con l’apertura del dibattimento. L’iniziativa mira a porre l’accento sul fenomeno del lavoro irregolare nel settore dei servizi e della somministrazione, con particolare riferimento alle zone a elevata densità turistica del capoluogo campano.

L’autorità giudiziaria dovrà ora valutare la fondatezza delle prove documentali e testimoniali presentate per accertare l’effettiva sussistenza del legame lavorativo e la natura del provvedimento espulsivo.

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Napoli: donna accoltellata su autobus al Vomero, il 39enne arrestato aveva problemi psichiatrici ed era già in cura

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Napoli donna accoltellata su autobus al Vomero, il 39enne arrestato aveva problemi psichiatrici ed era già in cura (1)
Napoli donna accoltellata su autobus al Vomero, il 39enne arrestato aveva problemi psichiatrici ed era già in cura (1)

È stato arrestato con l’accusa di lesioni personali gravi e sequestro di persona l’uomo che avrebbe minacciato e ferito una donna con un coltello, trattenendola per circa 15 minuti ieri sera su un autobus a Napoli, nel quartiere Vomero.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il 39enne – già in cura per problemi psichiatrici – avrebbe tenuto la vittima sotto la minaccia di una lama.

Al momento dell’intervento, gli operatori hanno trovato addosso all’uomo anche un secondo coltello.L’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Poggioreale.

La donna, soccorsa e trasportata all’ospedale Cardarelli, è ancora ricoverata ma non sarebbe in pericolo di vita.

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Omicidio Salvatore Coppola: Condannati in primo grado l’imprenditore Gennaro Petrucci e il killer Mario De Simone a 27 anni di carcere

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SALVATORE COPPOLA CONDANNE
SALVATORE COPPOLA CONDANNE

NAPOLI – Ucciso con un colpo alla nuca, in un’esecuzione che ricorda i metodi dei clan. Eppure, l’aggravante della finalità mafiosa è stata esclusa. Si è concluso oggi il processo di primo grado per l’omicidio dell’ingegnere Salvatore Coppola, con la condanna del mandante, l’imprenditore Gennaro Petrucci, a 27 anni di carcere.

L’esecutore materiale, Mario De Simone, è stato invece condannato a 27 anni e 6 mesi. Per lui, il pubblico ministero Raimondi aveva chiesto l’ergastolo, mentre è stata accolta la richiesta di condanna nei confronti di Petrucci. Il verdetto è stato pronunciato dalla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli.

Durante il dibattimento, entrambi gli imputati avevano ammesso le proprie responsabilità. Petrucci, in particolare, aveva reso una lunga confessione avviando un percorso collaborativo. L’imprenditore ha raccontato di aver maturato un forte risentimento nei confronti dell’ingegnere Coppola, ritenuto responsabile della perdita della casa in cui viveva a Portici.

Secondo quanto dichiarato in aula, la decisione di uccidere Coppola sarebbe nata dopo un sopralluogo effettuato dall’ingegnere insieme a un socio, Salvatore Abbate, nell’abitazione di Petrucci. Il delitto, stando alle ricostruzioni, sarebbe stato commissionato per un compenso di 20mila euro, pagati in due tranche.

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Tumori del Sangue: Scoperta in Irpinia una molecola contro la resistenza alle terapie

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ARIANO IRPINO
ARIANO IRPINO

ARIANO IRPINO – Scoperta una molecola capace di superare la resistenza alle terapie contro la leucemia linfatica cronica.

Il risultato porta la firma di Lucia Altucci, responsabile del laboratorio di Epigenetica medica di Biogem, il centro di biologia molecolare di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, che insieme al professor Vincenzoo Carafa ha coordinato uno studio internazionale frutto della collaborazione tra accademie italiane, europee e americane, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Hematologie & Oncology.

La molecola innovativa agisce con un duplice meccanismo: blocca l’attività della proteina Btk, responsabile della resistenza ai farmaci, e riduce la produzione della stessa proteina a livello genetico, intervenendo sui meccanismi che regolano l’espressione dei geni nelle cellule tumorali.

Un approccio che consente di colpire la malattia in modo più completo rispetto agli inibitori tradizionali per combattere il tumore del sangue che colpisce i linfociti B, cellule fondamentali del sistema immunitario. Secondo i ricercatori, la nuova molecola scoperta apre la strada a prospettive terapeutiche per i pazienti che non rispondono più alle terapie disponibili.

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Napoli, femminicidio Ornella Pinto: Confermato l’ergastolo per l’ex marito

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FEMMINICIDIO ORNELLA PINTO
FEMMINICIDIO ORNELLA PINTO

NAPOLI – La Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Pinotto Iacomino, reo confesso del femminicidio della ex moglie Ornella Pinto, 40enne uccisa il 13 marzo 2021 nella sua abitazione a Napoli.

La Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Iacomino, confermando così le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dello stato di coabitazione determinanti per la formulazione della condanna all’ergastolo sia in primo grado che in appello.

Il femminicidio di Ornella Pinto è avvenuto il 13 marzo 2021 nell’abitazione della donna in via Cavolino, nel quartiere San Carlo all’Arena a Napoli. La donna fu uccisa nella notte con 15 coltellate. Iacomino, che con la donna aveva avuto una relazione affettiva, si presentò il giorno stesso ai Carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, comune nel quale era domiciliato, confessando di aver ucciso la donna.

La pronuncia della Cassazione, che pone così fine alla vicenda giudiziaria, “è un’amara consolazione” per i familiari di Ornella Pinto, rappresentati dall’avvocato Carmine Capasso.

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Napoli, suonano sirene alla base USA vicino all’aeroporto di Capodichino: apprensione tra i viaggiatori, ma è solo un test

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NAPOLI – Un pomeriggio di ordinaria amministrazione si è trasformato in un momento di tensione per centinaia di persone nei pressi dell’Aeroporto di Capodichino. Intorno alle ore pomeridiane di oggi, mercoledì 4 marzo, una sirena d’allarme ad alto volume è scattata all’interno della NSA Naples (Naval Support Activity), la base militare della Marina degli Stati Uniti situata a ridosso dello scalo aeroportuale partenopeo.

Il suono, prolungato per quasi sessanta secondi, ha colto di sorpresa i passeggeri in attesa dei voli, i loro familiari e i residenti delle zone limitrofe. Complice il clima di incertezza internazionale, il pensiero di molti è andato immediatamente a una possibile emergenza reale, ma il comando della base ha prontamente rassicurato: si è trattato di un test programmato.

Esercitazioni di routine e sicurezza

Questi test sono procedure standard necessarie per verificare il corretto funzionamento dei sistemi di allerta e il rodaggio dei protocolli di sicurezza interni. La base di Capodichino, infatti, non è solo una struttura logistica, ma il quartier generale delle U.S. Naval Forces Europe e della Sesta Flotta degli Stati Uniti, operante sotto il coordinamento e il controllo delle autorità militari italiane.

Vigilanza alta, ma nessuna minaccia specifica

L’episodio si inserisce in un contesto di monitoraggio costante. Già nei giorni scorsi, a seguito delle tensioni in Medio Oriente e Iran, le basi militari in Italia hanno innalzato il livello di attenzione.

Anche il comando della Base NATO di Giugliano (JFC-Naples) ha diffuso una nota informativa rivolta al personale e alle famiglie, invitandoli alla prudenza:

“Sebbene al momento non vi siano minacce specifiche o credibili, la vigilanza resta fondamentale. Prestate attenzione a ciò che vi circonda e segnalate ogni attività sospetta.”

Le autorità ribadiscono che non vi è alcun motivo di allarme per la popolazione civile e che le misure adottate rientrano nelle normali precauzioni di sicurezza previste dai protocolli internazionali.

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Ministro Crosetto: “Innalzato al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale”

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Protezione difesa aerea
Protezione difesa aerea

Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato“.

Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran.

La preoccupazione è che questi attacchi hanno colpito, e sono stati fermati, basi europee e Nato, quelle in Turchia e a Cipro. In entrambi i casi, qualora si trattasse di un vero e proprio attacco alle nazioni, l’articolo 5 della Nato e l’articolo 7 della Ue ci obbligherebbero a essere al loro fianco. Finora non sono stati indicati come tali e non è ancora così“. Prosegue il ministro della Difesa, Guido Crosetto nelle comunicazioni alla Camera sull’evoluzione del quadro internazionale.

Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia, non c’è un tema di uso di basi da concedere. Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento ma ad oggi non è successo“, ha aggiunto il ministro.

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Napoli, la lettera dell’equipe del Monaldi contro il dott.Oppido : “Compromesso il benessere professionale degli operatori”

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Una lettera, datata 27 gennaio, firmata dal personale infermieristico, Oss e tecnico della sala operatoria e diretta a tutti i vertici dell’Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce il MONALDI di Napoli, a partire dalla direttrice generale, Anna Iervolino, per “sottoporre una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori, nonché la sicurezza dell’assistenza erogata ai pazienti”.

L’ha letta ai cronisti, all’esterno del Duomo di Nola, Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale MONALDI di Napoli dopo essere stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato.

Nella lettera i professionisti del MONALDI “palesano la situazione creata dal dottor Oppido” dice il legale citando brani della missiva, in cui “si parla di una ‘sfiducia reciproca: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, oss e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il dottor Guido Oppido.

Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe'”.

“Il personale segnala comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal Dott. Guido Oppido, tra cui urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, atteggiamenti intimidatori tali da inibire la comunicazione in équipe, reazioni ostili e aggressive anche in contesti formali di confronto (come avvenuto, ad esempio, durante l’incontro del 24 novembre 2025), mancato ascolto e considerazione”, prosegue la lettera.

“Tali comportamenti avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all’interno dell’équipe multiprofessionale. Gli effetti sul personale sono significativi: si osservano ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione durante le attività correlati a pressione emotiva, stress e diffuso stato di burnout. L’intera équipe ha considerato, in maniera congiunta, la possibilità di trasferimento”.

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