mercoledì, Aprile 22, 2026
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Addio a Gianni Sallustro: il mondo del teatro napoletano perde una figura centrale

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GIANNI SALLUSTRO
GIANNI SALLUSTRO

Il panorama teatrale napoletano è in lutto per la scomparsa improvvisa di Gianni Sallustro, attore, regista e punto di riferimento per generazioni di giovani artisti. Aveva 55 anni. La notizia ha scosso l’intero ambiente culturale partenopeo, dove Sallustro era conosciuto per il suo impegno instancabile nella formazione e nella promozione del teatro.

Secondo quanto trapelato, Sallustro sarebbe morto nel sonno. Solo poche ore prima aveva condiviso sui social un video dedicato a “Io non dimentico”, la sua ultima opera, da lui interpretata e diretta: un gesto che oggi assume il valore di un commiato inconsapevole.

Fondatore nel 2007 dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema, Sallustro aveva costruito una realtà formativa capace di accogliere adulti, ragazzi e bambini, ottenendo negli anni numerosi riconoscimenti nazionali. La sua scuola è diventata un punto fermo per chi desiderava avvicinarsi alla recitazione con serietà e passione.

Per oltre vent’anni era stato al fianco di Michele Del Grosso, storico fondatore del Teatro Instabile di Napoli. Dopo la scomparsa del maestro, Sallustro aveva raccolto il testimone, assumendo la direzione del Tin e portando avanti una programmazione ricca di incontri, laboratori e spettacoli. Sotto la sua guida, il teatro aveva continuato a ospitare attori, registi e formatori di grande rilievo, diventando un laboratorio creativo aperto alla città.

La sua morte lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo partenopeo: colleghi, allievi e amici lo ricordano come un professionista appassionato, un educatore generoso e un uomo capace di trasformare il teatro in un luogo di crescita e comunità.

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Il Generale Roberto Vannacci atteso a Napoli per inaugurare sede di Futuro Nazionale

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VANNACCI A NAPOLI
VANNACCI A NAPOLI

Mercoledì 22 Aprile è atteso a Napoli il generale Roberto Vannacci per inaugurare la sede di Futuro Nazionale.

All’evento parteciperanno i referenti dei comitati regionali e si terra nel Centro Direzionale di Napoli, Isola F10, non lontano dal Consiglio Regionale della Campania.

L’evento, coordinato dall’avvocato Catello Di Capua, sarà un momento di ritrovo e confronto su obiettivi futuri e proposte organizzative per il futuro della battaglia politica in Campania, da parte dei referenti dei numerosi comitati sorti in tutta la regione.

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Caserta: Camionista travolto e ucciso sull’Autostrada A1 durante protesta tir

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CAMIONISTA UCCISO CASERTA
CAMIONISTA UCCISO CASERTA

CASERTA – Un drammatico incidente si è verificato questa mattina lungo l’autostrada A1, nei pressi dell’area di servizio di San Nicola La Strada, nel Casertano.

Un camionista di 55 anni, Luigi Nappi di Marano di Napoli, è stato investito da un’auto mentre si trovava a piedi sulla carreggiata, partecipando a una manifestazione spontanea degli autotrasportatori contro l’aumento del costo del carburante.

Secondo le prime ricostruzioni, sull’A1 la protesta è iniziata verso la mezzanotte, quando i primi camion hanno iniziato ad incolonnarsi lungo le due corsie verso il margine destro della carreggiata autostradale, ovvero la corsia centrale e quella di destra, lasciando invece libera la prima corsia solitamente usata per i sorpassi. Il 55enne è arrivato con il proprio camion e si è fermato, scendendo dal mezzo probabilmente anche per aiutare i colleghi a far rallentare i mezzi pesanti che via via stavano arrivando. A investirlo è stata una Mini Cooper, il cui conducente, un 23enne incensurato residente a Caserta, si è fermato. Nappo è morto sul colpo.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi, insieme alla Polizia Stradale, che ha avviato i rilievi per chiarire con precisione la sequenza degli eventi e verificare eventuali responsabilità.

La vittima stava partecipando a una delle mobilitazioni che, da giorni, coinvolgono i camionisti in diverse zone del Paese. Le proteste, nate per denunciare il caro carburante e le difficoltà crescenti del settore, avevano portato a rallentamenti e presidi anche lungo l’A1. L’incidente ha gettato nello sconforto i colleghi presenti e ha immediatamente interrotto la manifestazione nella zona.

Le autorità stanno valutando se sospendere temporaneamente le iniziative di protesta in corso, in attesa di chiarire la dinamica e prevenire ulteriori rischi.

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Violenta rissa tra giovani a Marigliano: feriti un 17enne con arma da taglio, il padre e lo zio colpiti da sedie

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Violenta rissa tra giovani a Marigliano feriti un 17enne con arma da taglio, il padre e lo zio colpiti da sedie
Violenta rissa tra giovani a Marigliano feriti un 17enne con arma da taglio, il padre e lo zio colpiti da sedie

È di tre feriti il bilancio della RISSA fra giovani avvenuta intorno alla mezzanotte di ieri a Marigliano (Napoli), al corso Umberto all’altezza del civico 419.

Ad avere la peggio un 17enne, ferito da arma da taglio al gluteo destro. Poco dopo sono intervenuti il padre e lo zio del ragazzo colpiti dai giovani presenti con alcune sedie prese dalla vicina attività commerciale.

Ragazzo, padre e zio sono stati trasferiti nell’ospedale di Nola per poi essere dimessi: il 17enne con 15 giorni di prognosi, il padre e zio con 10 giorni di prognosi.

Indagini in corso da parte dei carabinieri della locale stazione, intervenuti dopo essere stati allertati dal 118, per ricostruire l’intera vicenda.

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Napoli, riapre la filiale della banca Credit Agricole: sicurezza rafforzata dopo la rapina con ostaggi

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A Napoli torna operativa da oggi, lunedì 20 aprile, la filiale della Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, teatro pochi giorni fa di una clamorosa rapina con sequestro di persone. Dopo la chiusura temporanea necessaria per le indagini e gli interventi tecnici, l’istituto riapre al pubblico con un sistema di sicurezza ulteriormente potenziato, che include anche vigilanza notturna.

Nei giorni successivi al colpo, le attività sono state sospese per permettere alle forze dell’ordine di effettuare i rilievi e ai tecnici di ripristinare i locali danneggiati. Da oggi riprendono i servizi ordinari, mentre i clienti con cassette di sicurezza sono stati invitati a recarsi in sede per verificare eventuali ammanchi.

Indagini in corso: pista del basista

La Procura partenopea continua a lavorare per identificare i responsabili della rapina, durante la quale circa 25 persone sono state tenute in ostaggio. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e affidata al pm Domenico Musto, ipotizza i reati di rapina aggravata e sequestro di persona.

Gli investigatori stanno analizzando diversi elementi, tra cui la possibilità che i rapinatori abbiano avuto un complice interno. Alcuni dettagli, come la conoscenza precisa dei sistemi di sicurezza e la rapidità con cui uno dei banditi ha bloccato l’uscita di emergenza, fanno pensare a informazioni ottenute dall’interno.

Un colpo pianificato nei minimi dettagli

Secondo quanto ricostruito, la rapina è iniziata intorno alle 12:07 del 16 aprile. Tre uomini armati e mascherati sarebbero entrati dalla porta principale, dando poco dopo il segnale ai complici nascosti nel sottosuolo. Attraverso un foro praticato nel pavimento vicino al caveau, sarebbero emersi altri sei individui, per un totale di nove partecipanti al colpo.

Il gruppo, equipaggiato con tute e strumenti professionali, avrebbe forzato numerose cassette di sicurezza, mentre i presenti venivano rinchiusi in uno spazio ristretto. La fuga è poi avvenuta attraverso un sistema di cunicoli sotterranei scavati nel corso di settimane, se non mesi.

Sistemi di sicurezza attivi ma colpo riuscito

La banca ha sottolineato che i dispositivi di sicurezza — tra cui sensori sismici e sistemi audio collegati a una centrale operativa — si sono attivati regolarmente, segnalando immediatamente l’intrusione. Tuttavia, la rapidità e la precisione dell’azione criminale hanno comunque permesso ai rapinatori di portare a termine il piano e dileguarsi.

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Napoli, fa violentare la madre disabile dal suo compagno e filma le violenze: due arresti

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Fa violentare la madre disabile dal suo compagno e filma le violenze: due arresti a NAPOLI.

Stamattina, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di NAPOLI-Stella hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di NAPOLI, nei confronti di un 32enne e di una 33enne.

Entrambi sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di violenza sessuale aggravata ai danni di una donna di 59 anni in condizioni di grave disabilità fisica e psichica.

Le indagini, coordinate dalla Procura di NAPOLI (IV Sezione Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolzione, procura aggiunto Raffaello Falcone) hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda che ha avuto origine il 22 marzo, quando la figlia della vittima ha presentato denuncia presso la Stazione Carabinieri Vomero-Arenella, consegnando anche alcuni filmati che ritraevano la violenza subita.

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire un inquietante scenario in cui l’uomo avrebbe abusato della donna mentre quest’ultima dormiva, approfittando della sua totale incapacità di difendersi.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la figlia convivente della vittima, sorella della denunciante, avrebbe non solo consentito l’accesso dell’uomo nell’abitazione, ma avrebbe anche ripreso l’intera scena con un cellulare. Il quadro probatorio è stato consolidato dall’analisi di alcuni filmati rinvenuti in un dispositivo elettronico, nei quali gli indagati sono stati identificati attraverso specifici elementi fisici, tatuaggi e l’abbigliamento indossato.

Agli indagati è inoltre contestato il reato di minaccia grave, per aver intimidito la denunciante nel tentativo di costringerla a ritirare le accuse.

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Caso di Epatite A in una scuola primaria ad Orta di Atella: attivata la sorveglianza sanitaria

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Un episodio di infezione da Epatite A ha coinvolto un alunno di una scuola primaria di Orta di Atella, nel Casertano. La conferma è arrivata dalle autorità locali, che hanno subito rassicurato la cittadinanza: si tratta di un caso collegato a un contagio avvenuto in ambito familiare e non all’interno dell’istituto scolastico.

A seguito della segnalazione, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl competente ha avviato le procedure previste, attivando il tracciamento dei contatti. Sono state individuate circa venti famiglie considerate potenzialmente esposte, che verranno contattate direttamente per ricevere indicazioni sanitarie e, ove necessario, la profilassi vaccinale.

Le autorità sanitarie hanno chiarito che non vi sono motivi di particolare allarme. Il monitoraggio è già in corso e comprende controlli mirati per un periodo di circa dieci giorni, con attenzione soprattutto ai momenti più sensibili come quelli legati alla mensa scolastica.

Nel frattempo, la scuola ha ricevuto indicazioni di rafforzare le normali operazioni di pulizia, con particolare riguardo ai servizi igienici, senza però ricorrere a interventi straordinari di sanificazione. Gli esperti sottolineano infatti che il virus si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso cibo, acqua contaminati o scarsa igiene delle mani, e non tramite il semplice contatto con superfici.

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Tragedia a Napoli, in Via dei Mille: Ciro Mennella, operaio 46enne, morto durante lavori di ristrutturazione negozio

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È stato sottoposto a sequestro, ai fini delle indagini, il locale sede della nota gioielleria e orologeria Monetti, in via dei Mille, nel cuore del quartiere Chiaia considerato come il ‘salotto buono’ di Napoli: qui, dove si stavano svolgendo lavori di ristrutturazione, è morto stamane un operaio di 46 anni, Ciro Mennella.

Il pm di turno ha disposto l’autopsia: ancora non chiare le cause del decesso, Mennella sarebbe stato trovato morto ai piedi di una scala, non si sa se per un malore o per le conseguenze di una caduta.

L’assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Chiara Marciani, comunque non ha dubbi: qualunque sia la causa “ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita insanabile per la nostra comunità e una sconfitta per l’intera società civile”.

Il segretario generale della Cgil di Napoli e Campania, Nicola Ricci, invoca chiarezza su una serie di punti: “Cosa è successo in questo caso? Un lavoro eseguito con l’ansia di doverlo fare presto e subito? Quali dotazioni di sicurezza e quali misure di formazione e prevenzione sono state prese? Quale contratto è stato applicato?”.

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Rapina Credit Agricole, il geologo: “Ad agire esperti del sottosuolo”

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RAPINA CREDIT AGRICOLE NAPOLI
RAPINA CREDIT AGRICOLE NAPOLI

Prosegue a Napoli l’esame del cunicolo di cui si sono serviti i rapinatori per far perdere le proprie tracce dopo il colpo alla filiale di piazza Medaglie d’Oro.

Con gli investigatori si è calato sotto terra anche il geologo Gianluca Minin, professionista di supporto alle indagini, e autore di un video in 3d che riscostruisce il percorso nei sotterranei.

Siamo tornati – ha spiegato ai cronisti una volta tornato in superficie – per avere la coscienza a posto di aver filmato tutto quello che c’era da vedere, in modo da consentire a bocce ferme agli investigatori di trarre le loro conclusioni. Non posso fornire dettagli relativi alle indagini in corso, ma posso dire che abbiamo individuato dove hanno lavorato e so che hanno lavorato anche parecchio lontano – alcune centinaia di metri – da dove siamo adesso. Di certo ci sono volute settimane di preparazione.

Sicuramente è gente che si sa orientare, sanno come si fa, hanno scavato a mano il cunicolo verso la banca che è lungo 12 metri per un’altezza compresa tra i 70 e i 90 centimetri. L’idea che mi sono fatto è che ci sia una squadra apposita che si è occupata dello scavo e che poi abbia lasciato ad altri la rapina. Ho constatato la loro professionalità, sono esperti di quella materia, considerato che si sono mossi in un ambiente anche pericoloso, perché il cunicolo era a rischio frana e il materiale di cui era fatto incoerente“.

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“Compro il ferro dai rom” la Polizia Provinciale di Caserta denuncia rottamatore per ricettazione

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CANCELLO ARNONE
CANCELLO ARNONE

CANCELLO ARNONE – Sviluppi negli accertamenti e controlli del territorio da parte degli agenti della polizia provinciale di Caserta a seguito di notizie relative ai furti nei territori di colonnine elettriche per ricaricare auto.

Il sequestro riguarda una società di rottamazione del ferro svolta in un’area di circa 2000 mq che acquistava materiale ferroso da soggetti di etnia rom proveniente dal trasporto illecito di rifiuti.

L’operazione si inserisce anche nel contrasto degli illeciti ambientali. A finire nel mirino dei controlli coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, é stato un rottamatore, società con sede a Cancello ed Arnone in Provincia di Caserta con amministratore una donna.

Era stato creato un vero e proprio sistema di smaltimento illecito di rifiuti tra cui colonnine per ricariche elettriche di veicoli installate presso i comuni. Identificati anche gli operai a nero per i cui approfondimenti sono stati trasmessi gli atti all’ispettorato del Lavoro.

L’area é stata posta sotto sequestro e la responsabile denunciata per violazione del testo unico ambiente e ricettazione, mentre l’area di circa 2mila metri quadri é stata sequestrata.

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