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Scambio di embrioni all’Ospedale San Paolo di Napoli, padre presenta diffida per la cartella clinica

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Scambio di embrioni all'Ospedale San Paolo di Napoli, padre presenta diffida per la cartella clinica
Scambio di embrioni all'Ospedale San Paolo di Napoli, padre presenta diffida per la cartella clinica

“Sono stato costretto a chiamare la Polizia per ottenere un mio diritto: la consegna della cartella clinica che avevo formalmente richiesto lo scorso agosto e che mi era stato assicurato mi sarebbe stata data in questi giorni”.

Momenti di tensioni, ieri, nell’ospedale San Paolo di NAPOLI dove si è recato il padre della bimba nata il 3 giugno del 2025 grazie alla fecondazione in vitro e poi risultata, come emerso dal test del DNA, non essere biologicamente sua figlia.

La vicenda è venuta alla luce lo scorso agosto e sull’accaduto sono in corso indagini da parte della Procura di NAPOLI (pm Stella Castaldo della sezione “Lavoro e Colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci).

Il sospetto della coppia, che ha presentato una denuncia qualche settimana dopo la nascita della piccola, è che nel grembo della 36enne sia stato impiantato l’embrione di un’altra coppia.

Lo scorso agosto l’uomo, un 41enne, difeso insieme con la moglie dall’avvocato Francesco Petruzzi, si è recato in ospedale per presentare una formale richiesta della cartella clinica che, secondo le indicazioni che gli erano state fornite, avrebbe dovuto essere disponibile in questi giorni. Una volta giunto nella struttura sanitaria però non è riuscito a farsi consegnare la cartella.

Ci sono stati, riferisce l’uomo, anche momenti di tensione e il 41enne, alla fine, ha chiesto l’intervento della Polizia di Stato e anche del suo avvocato, che ha inoltrato una diffida. “Solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine e dell’avvocato sono riuscito ad avere, finalmente, una data di consegna: il 18 settembre”, ha detto il 41enne.

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Incendio ad Airola, diossine oltre il valore di riferimento: Arpac estende i controlli in tre province

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Incendio ad Airola, diossine oltre il valore di riferimento Arpac estende i controlli in tre province
Incendio ad Airola, diossine oltre il valore di riferimento Arpac estende i controlli in tre province

Emergono i primi dati ambientali dopo il vasto incendio che il 31 agosto ha interessato un sito di stoccaggio di rifiuti nella zona industriale di Airola, in provincia di Benevento. Le analisi condotte dall’Arpa Campania hanno evidenziato, nelle immediate vicinanze dell’area colpita dal rogo, una concentrazione di diossine e sostanze assimilabili superiore al valore di riferimento utilizzato dalla comunità scientifica.

Il primo ciclo di campionamento, effettuato nell’arco delle 24 ore comprese tra il 31 agosto e il primo settembre, ha infatti restituito una concentrazione complessiva di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili pari a 0,28 picogrammi per normal metro cubo I-TEQ.

Il dato risulta superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ, indicato dall’Arpac sulla base dei parametri utilizzati in letteratura scientifica, con riferimento alla Germania.

Il monitoraggio era stato avviato già nelle ore successive all’incendio attraverso un campionatore ad alto flusso d’aria installato nella direzione verso la quale si stava spostando la colonna di fumo. Al momento dell’arrivo dei tecnici il rogo risultava ancora in corso e, secondo le prime verifiche, le fiamme avevano interessato prevalentemente balle contenenti rifiuti plastici e carta.

Controlli estesi tra Benevento, Caserta e Avellino

La rete di sorveglianza è stata successivamente ampliata sulla base delle simulazioni relative alla possibile dispersione degli inquinanti nell’atmosfera.

Altri tre campionatori sono stati installati nei territori di Arienzo, in provincia di Caserta, Bucciano, nel Beneventano, e Rotondi, in provincia di Avellino. Per questi punti di rilevamento sono attesi ulteriori risultati, che consentiranno di comprendere meglio l’eventuale diffusione delle sostanze prodotte dalla combustione anche nelle aree circostanti.

I controlli sulle diossine, sui furani e sui policlorobifenili diossina-simili continueranno in tutti i punti individuati dall’Agenzia.

In campo anche un laboratorio mobile

Nei pressi dello stabilimento interessato dall’incendio è stato inoltre installato un laboratorio mobile dell’Arpa Campania, attraverso il quale vengono misurate su base oraria le concentrazioni di diversi inquinanti presenti nell’aria.

Tra le sostanze sottoposte a controllo figurano monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene e xilene.

Sono stati attivati anche campionatori passivi nell’area circostante il luogo dell’incendio per verificare la presenza di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico e ammoniaca.

Le operazioni vengono condotte dall’Arpa Campania anche su indirizzo dell’Assessorato regionale all’Ambiente e in coordinamento con le Prefetture territorialmente competenti e con le altre autorità impegnate nella gestione delle conseguenze del rogo.

L’attenzione resta dunque alta nell’area della Valle Caudina e nei territori potenzialmente interessati dalla dispersione della nube. I prossimi dati ambientali saranno determinanti per delineare con maggiore precisione l’estensione dell’impatto provocato dall’incendio e l’andamento delle concentrazioni degli inquinanti nei giorni successivi al rogo.

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Nola, schianto tra auto e scooter: perde la vita una giovane di 26 anni

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Nola, schianto tra auto e scooter perde la vita una giovane di 26 anni
Nola, schianto tra auto e scooter perde la vita una giovane di 26 anni

Un violento incidente stradale ha spezzato la vita di una ragazza di 26 anni a Nola. La tragedia si è consumata all’incrocio tra via Trivice d’Ossa e via Pizzariello, dove uno scooter e un’automobile sono rimasti coinvolti in uno scontro le cui cause sono ancora in fase di accertamento.

L’impatto si è rivelato fatale per la giovane che viaggiava sullo scooter. Le ferite riportate nello schianto non le hanno lasciato scampo e, nonostante l’intervento dei soccorsi, per la 26enne non è stato possibile fare nulla.

Nell’automobile si trovavano invece un ragazzo di 20 anni, alla guida del veicolo, e un’amica. Entrambi hanno riportato ferite e sono stati affidati alle cure del personale sanitario prima di essere trasferiti all’ospedale di Nola per gli accertamenti del caso. Le loro condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero tali da far temere per la vita.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Nola, ai quali spetta ora il compito di ricostruire con esattezza quanto accaduto nei momenti precedenti allo schianto.

Gli accertamenti dovranno chiarire la traiettoria dei due mezzi, le rispettive posizioni sulla carreggiata e tutti gli altri elementi utili a stabilire eventuali responsabilità. La dinamica resta dunque ancora al vaglio degli investigatori.

Un nuovo dramma della strada che lascia una famiglia davanti alla perdita improvvisa di una ragazza di appena 26 anni e riaccende l’attenzione sulla sicurezza lungo le arterie del territorio nolano.

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A Giugliano in Campania nasce lo Street Book. Dal 3 al 13 settembre a piazza Gramsci tra stand di libri, incontri e musica

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GIUGLIANO STREET BOOK
GIUGLIANO STREET BOOK

GIUGLIANO – Lo start è il 3 settembre 2026 e poi fino al 13 in piazza Antonio Gramsci, undici giorni tra stand di libri, incontri con autori, ospiti, eventi musicali e molto altro.

Questo è l’avvio della prima edizione di Giugliano Street Book a Giugliano in Campania, fortemente voluto da Eliseo Verde, patron della storica Libreria Claudio, che ha trascinato con sé molte associazioni amiche che da anni si spendono a favore e per amore della diffusione della cultura.

La rassegna si apre giovedì 3 settembre alle 18 con i saluti istituzionali alla presenza della Vicepresidente del Senato della Repubblica, la senatrice Mariolina Castellone; del Sindaco di Giugliano in Campania, Diego D’Alterio; dell’Assessore alla Cultura, Marco Sepe; del Presidente Emerito dell’Istituto Pio V, Antonio Iodice; della Presidente della Terza Commissione Consiliare, Ilaria Fasano. A chiudere la kermesse, domenica 13 alle ore 19, è il Procuratore della Repubblica Raffaele Cantone.

L’iniziativa è inserita nel circuito nazionale itinerante promosso dall’A.P.S. Book Project, che per la prima volta fa tappa in città.

Quattordici gli stand dedicati all’editoria, aperti dalle 10 alle 22, insieme a un calendario di appuntamenti che accompagnerà il pubblico dal pomeriggio fino alla sera. Tra presentazioni di libri, momenti di confronto e spettacoli musicali, anche attività rivolte ai più piccoli, da sempre interlocutori privilegiati di Eliseo Verde e del suo staff, come dimostra la già collaudata manifestazione annuale “Regalaci una storia”.

“Lo Street Book è un progetto che da anni tenevo nel cassetto e che mi sentivo in dovere di realizzare per la mia città”, confessa Eliseo. “Poi finalmente l’opportunità è arrivata grazie a Book Project. L’obiettivo è quello di consegnare ai giuglianesi un buon risultato. In venti giorni, grazie a un tavolo tecnico formato da persone amiche e volenterose, siamo riusciti a mettere su un primo programma artistico di grande rispetto”.

La collaborazione con le diverse realtà culturali del territorio, ma anche con altre esterne ad esso, ha permesso di attivare e movimentare un fermento di alto respiro. Tra le collaborazioni in prima linea, campeggiano Radio Svago, Associazione Culturale Minerva, Connessioni, Gialli Crime Publishing, Medh Center, Arteta Edizioni, Cantieri Culturali APS, Capodanno Photo Studio e Chalet del Centro. Con il patrocinio del Comune della Città di Giugliano e dell’Assessorato alla Cultura.

“La città sta già rispondendo benissimo, e la richiesta di partecipazione è alle stelle”, continua con voce commossa Verde. “Non solo da parte del pubblico interessato, ma anche e specialmente da editori, scrittori, artisti, musicisti… Lo Street Book sta risvegliando chi finora non aveva gli strumenti per esprimersi, e oggi questo sta accadendo soprattutto perché sta portando alla luce, facendole uscire dall’ombra, persone che vogliono produrre cultura e che vogliono fruirne”.

Non si tratta, dunque, di una banale rassegna di libri, ma di qualcosa di molto importante e prezioso per la comunità giuglianese. Dietro il progetto c’è la necessità assoluta e perentoria di far emergere, una volta per tutte, la città che ama, produce, partecipa e usufruisce di arte, letteratura, teatro, musica e di tutto l’universo culturale che ne deriva.

Inaugurazione con saluti istituzioni, dunque, giovedì 3 settembre alle 18 sul palco in piazza Gramsci, si procede poi con l’evento di danza alle 18,30 a cura della Tinker Bell Academy e un concerto al pianoforte di Daniele Fellico alle 20.

Si prosegue giovedì 4 settembre alle 17:30 con Andrea Raguzzino, che presenterà “Trilogia di Jack Rubino” per Jack Edizioni. Alle 19:00 sarà invece la volta di Michelangelo Iossa, autore di “Fleming/Luciano – Ian e Lucky a Napoli”, sempre di Jack Edizioni.

Sabato 5 settembre, alle 19:00 spazio a Rosaria Galluccio con “Oh… a saperlo prima” di Arteta Edizioni.

Domenica 6 settembre, alle 18:00 sarà presentato “Diario di una Sbirra” di Carmela Serrone edito da Marotta e Cafiero.

Lunedì 7 settembre: alle 17:30 Francesco Escalona presenterà “Giallo Tufo” e “Pi Greco. Un delitto arcaico nella baia di Napoli”, Edizioni Valtrend, mentre alle 19:00 Marco Aragno sarà protagonista con “Sonder” – Edizioni Pequod.

Martedì 8 settembre toccherà a Fabio Simiani, alle 17:30, con “Sfide”, di Damster Edizioni, seguito alle 19:00 dall’incontro con Irma Abate, Ottavio Costa, Federica Giaccio e Fabrizio Morana autori di “Misteri Partenopei – Intrighi del passato” edito da Gialli Crime Publishing.

Mercoledì 9 settembre, alle 17:30, Ilary Cerullo presenterà “Un bacio prima del buio” di Graus Edizioni. Alle 19:00 sarà invece Tobia Iodice a parlare de “Il Sarto della Luce” – Edizioni Carabba.

Giovedì 10 settembre alle 17:30, doppio appuntamento: Carlo Giardiello con “Miscelazione” di Sandit Libri, e Stefania Damiano con “Le Pays du Cognac” di Dedra Edizioni. Mentre alle 19:00 troveremo Francesco Mennillo con “Il Bambino di Piscinola” di Graus Edizioni.

Venerdì 11 settembre, alle 19:00 sarà protagonista Lello Marangio, che porterà a Giugliano due suoi lavori: “Al mio segnale scatenate l’inferno” e “Per favore non toccatemi i disabili”, editi da Homo Scrivens.

Sabato 12 settembre, alle 19:00 chiuderanno la rassegna Simone Cecchini e Giuseppina Pezzella con “Ti scrivo lo stesso”, raccolta epistolare curata e pubblicata da Arteta Edizioni.

La chiusura con Raffaele Cantone

La giornata conclusiva di domenica 13 settembre, condotta dalla giornalista Giuliana Galasso, avrà un ospite particolarmente significativo per la città: il Procuratore della Repubblica Raffaele Cantone. Magistrato dal 1991, Cantone ha lavorato a lungo alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. È stato inoltre presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e, prima di arrivare a Salerno, ha guidato la Procura di Perugia. La sua presenza assume un valore preciso per Giugliano, dove è cresciuto ed ha mantenuto un forte legame con la comunità e il territorio.

Nel corso dell’incontro conclusivo, il magistrato affronterà il rapporto tra cultura, formazione e legalità, partendo dalla propria esperienza professionale e con un messaggio chiaro, quello dell’importanza di creare occasioni di conoscenza e confronto, soprattutto per le nuove generazioni che necessitano di nuovi strumenti per comprendere la realtà che li circonda.

Il sostegno del Comune

A sostenere l’iniziativa c’è anche il Comune di Giugliano, che ha concesso il patrocinio economico alla manifestazione. Il percorso istituzionale è stato seguito dall’assessore alla Cultura, l’avvocato Marco Sepe, che ha accompagnato il progetto e il suo inserimento nel calendario cittadino.

La rete di collaborazioni

Il tavolo tecnico è composto da varie realtà culturali, tra cui Radio Svago, Associazione Culturale Minerva, Connessioni, Gialli Crime Publishing, Medh Center, Arteta Edizioni, Cantieri Culturali APS, Capodanno Photo Studio e Chalet del Centro. Realtà differenti, ma unite dall’idea di investire su un appuntamento capace di portare persone nel centro della città e, soprattutto, di restituire a piazza Gramsci una funzione che vada oltre quella di semplice luogo di passaggio.

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Strage di Pietralata, dalle lettere ai viaggi in Messico: cosa sappiamo e cosa resta da chiarire sulla morte di Bianca e dei suoi genitori

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Strage di Pietralata, dalle lettere ai viaggi in Messico cosa sappiamo e cosa resta da chiarire sulla morte di Bianca e dei suoi genitori
Strage di Pietralata, dalle lettere ai viaggi in Messico cosa sappiamo e cosa resta da chiarire sulla morte di Bianca e dei suoi genitori

ROMA – Una bambina di cinque anni, sua madre, suo padre e perfino il cane di famiglia morti nella stessa stanza. Dietro la porta di una casa di via dell’Antracite, nel quartiere romano di Pietralata, si è consumata una tragedia sulla quale, a distanza di pochi giorni, restano ancora interrogativi decisivi.

Luca Abbasciano e Valentina Pambianco sono stati trovati senza vita insieme alla loro figlia Bianca nel primo pomeriggio di lunedì 31 agosto. A dare l’allarme erano stati alcuni familiari, preoccupati perché da tempo non riuscivano più a mettersi in contatto con loro. Quando i vigili del fuoco sono entrati nell’abitazione, hanno trovato i corpi nella camera da letto, tutti raggiunti da colpi di arma da fuoco. Accanto a loro anche il cane Teo, ucciso a sua volta. Nell’abitazione è stata recuperata una pistola Glock regolarmente detenuta.

La pista seguita dagli investigatori è quella del duplice omicidio seguito da suicidio, ma un punto fondamentale non è stato ancora definitivamente chiarito: chi ha materialmente premuto il grilletto?

Le autopsie e lo stub: gli accertamenti decisivi

Gli ultimi sviluppi arrivano proprio su questo fronte. Per giovedì 3 settembre sono previste le autopsie sui corpi di Luca, Valentina e Bianca presso l’Istituto di medicina legale del Verano. Gli esami dovranno contribuire a ricostruire la sequenza degli spari, le distanze e le traiettorie dei proiettili.

Accanto agli accertamenti medico-legali ci sono quelli balistici e la prova dello stub, utilizzata per verificare la presenza di residui dello sparo sulle mani. Gli investigatori vogliono così arrivare a una ricostruzione il più possibile precisa delle ultime ore trascorse all’interno della casa.

La presenza di numerose lettere lasciate nell’abitazione rafforza l’ipotesi di un gesto programmato. Diversi messaggi sarebbero stati indirizzati a parenti e persone vicine alla famiglia e molti risulterebbero firmati da entrambi i coniugi. Il senso di quelle parole sarebbe quello di una coppia arrivata a ritenere di non poter più andare avanti.

Ma le lettere, per quanto drammatiche, non bastano a spiegare tutto.

Bianca e una vita interamente costruita attorno alle cure

Al centro della vita di Luca e Valentina c’era Bianca.

La bambina era nata prematura e presentava un quadro neurologico estremamente grave, con paralisi cerebrale, problemi motori e cognitivi ed epilessia. Aveva bisogno di assistenza continua e non era autonoma nelle attività quotidiane. Per seguirla, Valentina aveva lasciato il lavoro mentre Luca, tecnico informatico, aveva organizzato anche la propria attività professionale in modo da poter essere maggiormente presente.

Visite, terapie, ricoveri e centri specializzati avevano progressivamente scandito l’intera esistenza della famiglia.

Ed è qui che emerge uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta: la ricerca di una terapia che potesse migliorare le condizioni di Bianca aveva condotto i genitori molto lontano dall’Italia.

I viaggi in Messico e i 300mila euro spesi

Secondo quanto ricostruito nelle ultime ore, Luca e Valentina avrebbero effettuato almeno tre viaggi a Monterrey, in Messico, per sottoporre Bianca a un trattamento sperimentale promosso nell’ambito dell’attività del neuroscienziato José Roberto Trujillo.

Il trattamento utilizza radiofrequenze e campi elettromagnetici ed è stato proposto anche in relazione a patologie neurologiche come la paralisi cerebrale. Sulla sua efficacia sono però stati espressi dubbi in ambito scientifico e il trattamento non risulta approvato dalla Food and Drug Administration statunitense.

Le cifre sostenute dalla famiglia sarebbero state enormi: complessivamente si parla di almeno 300mila euro, considerando trattamenti, viaggi e permanenze all’estero. Una parte sarebbe arrivata dai risparmi della coppia e un’altra dall’aiuto di parenti e conoscenti. La famiglia, secondo le testimonianze raccolte dai quotidiani, non avrebbe voluto organizzare grandi raccolte fondi pubbliche.

I genitori avrebbero avuto la percezione di alcuni miglioramenti dopo i trattamenti, ma le condizioni di Bianca rimanevano gravissime. E proprio su questo passaggio gli investigatori intendono ora approfondire.

Saranno infatti analizzati anche telefoni, messaggi, chiamate e contatti della coppia, per capire con chi Luca e Valentina fossero in comunicazione e soprattutto se le aspettative riposte nei trattamenti fossero state in qualche modo alimentate nonostante una situazione clinica estremamente complessa.

È un terreno sul quale è indispensabile mantenere prudenza: allo stato attuale non risultano accertate responsabilità di terzi nella tragedia.

La famiglia era davvero sola?

È forse questa la domanda più difficile lasciata dal caso di Pietralata.

Nelle lettere della coppia emerge la sensazione di non riuscire più a sostenere quella vita. E la tragedia ha immediatamente riaperto il dibattito sulla condizione dei caregiver familiari, cioè di coloro che dedicano gran parte della propria esistenza all’assistenza di una persona non autosufficiente.

Ma la situazione di Luca e Valentina appare più complessa della semplice immagine di una famiglia completamente abbandonata dalle istituzioni.

Il presidente del IV Municipio di Roma, Massimiliano Umberti, ha infatti spiegato che il nucleo era conosciuto dai servizi e riceveva forme di sostegno pubblico. In particolare sarebbe stata riconosciuta un’assistenza indiretta attraverso il SAISH, il Servizio per l’autonomia e l’integrazione sociale della persona con disabilità, con un contributo economico mensile di circa mille euro. A questo si sarebbero aggiunti gli interventi della Asl e le visite periodiche dei servizi sociali.

Ed è proprio questo uno degli elementi che rendono Pietralata ancora più difficile da interpretare.

Perché una famiglia può essere formalmente inserita in un sistema di assistenza e, contemporaneamente, sentirsi comunque sola.

Il sostegno economico, sanitario e amministrativo non coincide necessariamente con la possibilità di reggere psicologicamente anni di assistenza continuativa, notti difficili, emergenze, terapie, paura per il futuro e progressiva riduzione degli spazi personali e familiari.

È però altrettanto importante evitare che la disabilità di Bianca venga trasformata nella “causa” della sua morte.

A sottolinearlo è stato anche Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di comprendere quali sostegni fossero concretamente garantiti alla famiglia, con quale continuità e se fossero realmente adeguati alla complessità della situazione.

Pietralata oltre la cronaca: la questione dei caregiver

Ed è qui che il fatto di cronaca diventa inevitabilmente un problema sociale.

In Italia la disciplina organica della figura del caregiver familiare resta ancora oggetto di discussione parlamentare. Diverse proposte di legge per il riconoscimento e la tutela di chi presta assistenza continuativa risultano ancora all’esame della Commissione parlamentare competente.

Il problema non riguarda soltanto il denaro.

Riguarda il diritto al riposo, la possibilità di continuare a lavorare, l’assistenza domiciliare, il sostegno psicologico, i servizi di sollievo temporaneo, la possibilità di affidare per alcune ore il proprio familiare a strutture e professionisti qualificati e, soprattutto, la paura di ciò che accadrà quando il caregiver non sarà più in grado di occuparsi della persona assistita.

Pietralata pone quindi due questioni che non devono essere confuse.

La prima è giudiziaria e riguarda ciò che è accaduto nella casa di via dell’Antracite: chi ha sparato, in quale ordine, quando è maturata la decisione e se esistano altri elementi che abbiano contribuito al precipitare degli eventi.

La seconda riguarda invece la società e le istituzioni: quanto deve diventare grande il peso sostenuto da una famiglia prima che l’aiuto offerto non sia soltanto formalmente presente, ma realmente sufficiente?

Le autopsie e gli esami balistici potranno forse chiarire la dinamica degli ultimi minuti di quella casa.

Più difficile sarà spiegare gli anni che li hanno preceduti.

Perché dietro la morte di Bianca, di sua madre e di suo padre non c’è una risposta semplice. Ci sono una grave disabilità, anni di cure, una speranza inseguita fino in Messico, centinaia di migliaia di euro spesi, un sistema di assistenza che risulta essere intervenuto e, nello stesso tempo, una coppia che nelle proprie ultime parole descriveva una condizione ormai divenuta insostenibile.

Ed è proprio in questa contraddizione che il caso di Pietralata smette di essere soltanto una terribile storia di cronaca e diventa una domanda rivolta a tutti.

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Caserta: Personale Air Campania trova una borsa con 2mila euro e la riconsegnano alla proprietaria

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CASERTA AIR CAMPANIA
CASERTA AIR CAMPANIA

CASERTA – Perde la borsa con gli effetti personali e circa 2mila euro in contanti sul bus. Il personale di Air Campania la ritrova e la riconsegna alla proprietaria.

È accaduto a Caserta. La donna era scesa da poco dal bus della Linea 02 Caserta-Marcianise-Santa Maria Capua Vetere quando si è accorta di non avere più con sé la borsa.

Ricevuta la segnalazione e individuato il bus sul quale aveva viaggiato la donna, Pietro, addetto all’Esercizio, ha ritrovato la borsa a bordo del mezzo rientrato presso la sede di Caserta-Firema. Rintracciata la proprietaria, l’autista Giovanni gliel’ha riconsegnata. Visibilmente emozionata, la donna ha ringraziato Air Campania per averle consentito di recuperare i documenti e i soldi.

«Bravissimi, sono orgoglioso di voi». Queste le parole dell’Amministratore Unico della società di trasporti Anthony Acconcia nel complimentarsi con il personale.

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Incendio Airola: Arpac aumenta raggio di monitoraggio degli inquinanti nell’aria

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MAXI INCENDIO AIROLA (BENEVENTO)
MAXI INCENDIO AIROLA (BENEVENTO)

AIROLA – In seguito all’incendio divampato ieri, 31 agosto, nell’area industriale di Airola (Bn), l’Agenzia regionale per l’ambiente ha attivato ulteriori punti di monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi.

Anche sulla scorta della modellistica elaborata sulla possibile dispersione degli inquinanti in atmosfera, nella giornata di oggi sono stati attivati campionatori ad alto flusso di aria rispettivamente nei territori di Arienzo (Ce), Bucciano (Bn) e Rotondi (Av).

Nei pressi del luogo dell’incendio, oltre al campionatore già in funzione dalla giornata di ieri, è stato inoltre posizionato un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene, xilene.

Gli aggiornamenti relativi alle attività in questione verranno pubblicati sul sito arpacampania.it. Si rimanda anche al comunicato diffuso nella serata di ieri. Le attività in corso sono svolte in costante coordinamento con le Prefetture territorialmente competenti e con le altre autorità coinvolte.

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Mauro Marin, vincitore Grande Fratello 2010, è indagato per violenza sessuale ai danni di una conoscente 29enne

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MAURO MARIN VINCITORE GRANDE FRATELLO 2010
MAURO MARIN VINCITORE GRANDE FRATELLO 2010

TREVISO – Con l’accusa di aver minacciato con un coltello e violentato una ragazza, l’imprenditore Mauro Marin, vincitore dell’edizione 2010 del Grande Fratello, è nuovamente indagato a Treviso.

Come riportano il Gazzettino, la Tribuna di Treviso e Ansa, l’uomo, 46 anni, ha già una condanna alle spalle per percosse ai danni dell’ex compagna ed è sotto processo per una vicenda analoga.

La vittima, una 29enne conoscente di Marin, sarà sentita il prossimo 23 settembre con la formula dell’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta per violenza sessuale, e cristallizzerà le sue dichiarazioni in vista di un eventuale processo.

Stando a quanto ricostruito dalla Procura trevigiana, lo scorso 7 maggio l’imprenditore ha invitato la ragazza nella sua abitazione a Castelfranco, ma una volta lì lui l’avrebbe aggredita. Davanti al rifiuto dell’amica di bere qualcosa insieme, lui l’avrebbe infatti minacciata con una lama lunga circa 30 centimetri, l’avrebbe legata con la cintura dell’accappatoio e a quel punto avrebbe abusato di lei.

Successivamente la 29enne è riuscita a registrare un breve video, già agli atti del procedimento, in cui Marin ammetterebbe di aver avuto un rapporto con lei, negando però di aver usato qualsiasi forma di violenza. La donna sarebbe quindi riuscita a contattare un amico per farsi venire a prendere, il quale sarebbe stato a sua volta minacciato dall’uomo con un’accetta.

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La linea Cumana Torregaveta – Montesanto tornerà in servizio l’11 Settembre, entrerà in esercizio anche la nuova stazione di Pozzuoli

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EAV LINEA CUMANA MONTESANTO - TORREGAVETA
EAV LINEA CUMANA MONTESANTO - TORREGAVETA

NAPOLI – Aprirà al servizio viaggiatori il prossimo 11 settembre la linea Cumana tra Torregaveta e Montesanto e, contestualmente, entrerà in esercizio anche la nuova stazione EAV di Pozzuoli. Lo comunicano il vicepresidente e assessore ai Trasporti della Regione Campania, Mario Casillo, e l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta.

Buone notizie anche sul fronte della Linea 2, dove si registrano significativi passi avanti verso il ripristino della circolazione ferroviaria tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli Solfatara.

Gli interventi messi in campo da RFI, anche sulla base delle azioni individuate nel corso dei tavoli di confronto tra i diversi soggetti istituzionali promossi dall’Assessorato regionale alla Protezione Civile, stanno infatti producendo risultati positivi.

In particolare RFI ha comunicato che i valori di Co2 che erano stati rilevati nella galleria tra Campi Flegrei e Bagnoli sono stati sensibilmente ridotti mediante l’utilizzo di sistemi di ventilazione forzata. Sono ora al vaglio le procedure operative che consentirebbero di riaprire a breve a binario unico la tratta che collega la stazione di piazzale Tecchio (Campi Flegrei) e Pozzuoli Solfatara.

Le condizioni di fattibilità del servizio saranno valutate nei prossimi giorni da parte dell’ASL di competenza, nell’ambito del tavolo tecnico-scientifico coordinato dalla Regione Campania.

I dati rilevati da RFI, allo stato attuale sotto soglia, rappresentano dunque un importante avanzamento verso il possibile ripristino del servizio. Per verificarne congiuntamente l’andamento e valutare la sussistenza di tutte le condizioni necessarie alla riapertura, l’assessora Fiorella Zabatta ha sollecitato la convocazione di un nuovo incontro del tavolo tecnico-istituzionale per l’11 settembre, con il coinvolgimento del gestore e dei soggetti competenti. In quella sede saranno esaminati i dati aggiornati e valutate le condizioni ambientali e di sicurezza necessarie per le successive determinazioni sulla ripresa della circolazione.

«La riapertura della linea Cumana sarà possibile grazie al completamento degli interventi di messa in sicurezza della galleria di Monte Olibano, chiusa a seguito degli eventi bradisismici dello scorso 31 luglio. Contestualmente sarà aperta al servizio viaggiatori anche la nuova stazione di Pozzuoli. Un risultato importante per restituire all’area dei Campi Flegrei e a migliaia di pendolari, studenti e lavoratori il collegamento diretto con Napoli», ha dichiarato il vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo.

«Sappiamo quanto le difficoltà nei collegamenti abbiano inciso sulla quotidianità dei cittadini dell’area flegrea, già chiamati ad affrontare le conseguenze del bradisismo. È un tema che ci sta particolarmente a cuore e sul quale abbiamo lavorato fin dall’inizio, promuovendo il confronto tra tutti i soggetti competenti per individuare le possibili soluzioni e seguendo costantemente l’evoluzione della situazione. I primi risultati delle azioni messe in campo da RFI su nostra sollecitazione sono incoraggianti e ci avvicinano all’obiettivo della riapertura. La Regione continuerà a seguire ogni passaggio con la massima attenzione, nell’interesse dei cittadini e del territorio flegreo», ha detto l’assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta.

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McTominay: “Non sono preoccupato, tornerò presto. Conte straordinario, Allegri brava persona”

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INTERVISTA MCTOMINAY
INTERVISTA MCTOMINAY

Il centrocampista del Napoli, Scott McTominay ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere della Sera. Sono tanti gli spunti di riflessione dati dal calciatore scozzese.

Sul problema cardiaco – “Preoccupato? No, è un problema che devo affrontare. Ci vedremo presto, prestissimo. Più forte di prima. Mi era già successo ai Mondiali ed è stato molto più difficile. Due giorni prima della prima partita sono stato male e non sapevo se avrei giocato o meno. È stata dura prepararmi mentalmente. Poi, le temperature alte hanno reso la situazione ancora più difficile. Vorrei sempre dare il mio contributo alla squadra, ma ci sono cose non prevedibili e non controllabili”.

Sulla sfida di campionato contro l’Inter – “Dobbiamo andare a Milano con la piena convinzione di poter andare lì e vincere. Li abbiamo già battuti una volta quindi non vedo perché non dovremmo riuscirci di nuovo. Loro più forti? Non lo dirò mai che altri sono migliori di noi, non è così che vedo il calcio. Ammettere una cosa del genere sarebbe un segnale di debolezza. Uno che toglierei a loro? Lautaro, segna tantissimi gol“.

Sulla nuova gestione tecnica – “Conte e Allegri sono diversi. Conte era molto orientato sulla tattica e ci allenavamo molto. È straordinario, un vincente seriale. Allegri? Solo il tempo dirà come andrà con il nuovo allenatore, ma finora è una brava persona e ha buone idee tattiche. Abbiamo solo bisogno di tempo per metterle in pratica e giocare un po’ meglio“.

Sul futuro e su una possibile chiamata dal Real Madrid – “Se succedesse, ci penserei“.

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