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Il dottor Biagio Chiariello, nominato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite, connesse al ciclo dei rifiuti e per le ecomafie

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BIAGIO CHIARIELLO
BIAGIO CHIARIELLO

NAPOLI – Il dottor Biagio Chiariello, nominato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite, connesse al ciclo dei rifiuti e per le ecomafie.

Nel suo curriculum il titolo accademico di “Specialista in diritto e gestione dell’ambiente” presso la Seconda Università degli studi di Napoli. Inoltre una comprovata esperienza sul campo, in Terra dei Fuochi, anche attraverso la collaborazione attiva dal 2018 con i vari incaricati del Governo per il contrasto del fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti nella regione Campania.

Avvocato, due lauree in “Giurisprudenza” e in “Scienze delle Investigazioni”, attuale dirigente della polizia locale ad Arzano e della polizia provinciale di Caserta. Il dottor Biagio Chiariello é stato nominato consulente giuridico della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ed altri illeciti ambientali e per le ecomafie, con sede a Roma.

La Commissione venne istituita con la legge n. 53 del 2023, con attribuzione di compiti specifici da assolvere, avvalendosi dei poteri dell’autorità giudiziaria per indagare e vigilare su crimini ambientali, come lo smaltimento abusivo di rifiuti (ecomafie), le discariche illegali, la gestione tossica dei SIN (Siti di Interesse Nazionale) e le truffe legate all’agroalimentare, ed é composta da rappresentanti di Camera e Senato e supportata da diversi professionisti esterni.

Per il dottor Biagio Chiariello, massimo specialista del settore, finito per un periodo sotto protezione, a seguito di minacce della camorra, si tratta di un ennesimo riconoscimento istituzionale, oltre a quello di Cavaliere della Repubblica attribuito dal Presidente Sergio Mattarella.

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Casamarciano (Napoli): Uomo finisce in una voragine in un parco, salvato dai Vigili del Fuoco

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voragine casamarciano
voragine casamarciano

CASAMARCIANO – I Vigili del Fuoco del distaccamento di Nola e con il supporto del nucleo Saf del Comando Provinciale di Napoli, hanno salvato un uomo di 56 anni caduto in una voragine di circa 20 metri.

Poteva essere una tragedia, l’uomo è stato inghiottito in una voragine che si è aperta in un parco a Casamarciano, vicino Nola, in provincia di Napoli. Con l’ausilio di un’autoscala, i Vigili del Fuoco si sono calati nella voragine ed hanno estratto vivo il 56enne che è stato poi trasportato in pronto soccorso per tutti gli accertamenti del caso.

Sono in corso indagini per stabilire cosa ha provocato il cedimento e la formazione della voragine.

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La DDA arresta Angelo Senese, fratello di Michele ‘O pazzo: l’ascesa da Afragola a Roma tra clan e rapporti con la curva romana

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Maxi operazione della Direzione distrettuale antimafia a Roma: è finito in manette Angelo Senese, considerato il numero due del clan e fratello di Michele, storico capo della famiglia napoletana da anni radicata nella Capitale. Insieme a lui sono state arrestate altre tredici persone ritenute legate all’organizzazione. Tra i fermati anche Ettore Abramo, detto Pluto, ex vice del capo ultras laziale conosciuto come Diabolik, oltre a Girolamo Finizio, Kevin Di Napoli e i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi.

Le accuse a vario titolo vanno dal tentato omicidio alla detenzione illegale di armi da fuoco, fino al tentato sequestro di persona e all’estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Spaccio, estorsioni e omicidi mancati

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo l’arresto del fratello Michele, era Angelo a guidare le attività del clan Senese. Gestiva il flusso di denaro, il riciclaggio e una delle piazze di spaccio più redditizie della città. Avrebbe inoltre ordinato due omicidi poi non portati a termine.

Nel fascicolo della Dda compare anche un tentato sequestro di persona e una tentata estorsione ai danni di un gioielliere romano, vicenda sulla quale avevano mostrato interesse anche esponenti del clan napoletano Di Lauro. In quell’occasione un malvivente si era finto emissario dei Senese per ottenere denaro e preziosi, scatenando però la reazione sia dei Senese sia dei Di Lauro.

Le origini: da Afragola a Roma

Angelo e Michele Senese nascono ad Afragola nell’orbita del clan Moccia, storici nemici della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. A 22 anni i due vengono mandati a Roma, forse per allontanarli dal clima di tensione in Campania o forse per espandere gli interessi criminali su un nuovo territorio.

Nella Capitale i fratelli costruiscono un’organizzazione autonoma, basata principalmente sul traffico di droga, che nel tempo stringe alleanze con la Banda della Magliana e i Casamonica. Michele, detto ’o Pazzo, veniva indicato da molti come l’uomo che “comandava tutta Roma”, mentre Angelo operava a stretto contatto con lui, spesso nell’ombra.

Blitz e confische

Un primo colpo al clan arriva nel 1994, quando un’operazione della procura porta al sequestro di un ingente patrimonio immobiliare: appartamenti, garage, quindici auto di lusso, ville e palazzine distribuite tra via Telegono, via delle Vigne, via Torre di Morena e viale dei Tamerici, per un valore complessivo di circa 8 miliardi di lire.

Nel 2013 Michele Senese viene arrestato come mandante dell’omicidio di Giuseppe Carlino, avvenuto nel 2001 per vendicare la morte del fratello Giuseppe Senese, ucciso a coltellate. Dopo quel fermo, la regia del clan passa definitivamente ad Angelo — fino all’operazione dei giorni scorsi che ne ha decretato la caduta.

Le indagini proseguono per delineare la rete di rapporti e affari dell’organizzazione criminale.

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Acerra, rinvenuto armadietto blindato abbandonato per furto: intervento della vigilanza e della Polizia

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Nella mattinata del 7 dicembre 2025, intorno alle ore 8.40, durante il consueto giro d’ispezione sui cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Napoli–Bari (tratto ovest), una ronda della vigilanza Prestige ha notato un armadietto blindato di colore giallo abbandonato lungo una strada sterrata nei pressi di via Spiniello, ad Acerra.

Il manufatto, con la porta anteriore completamente rimossa, appariva con ogni probabilità oggetto di un precedente furto. Gli agenti della sicurezza privata hanno immediatamente allertato la propria centrale operativa e le Forze dell’Ordine.

Una pattuglia della Polizia è giunta sul posto poco dopo, avviando i rilievi del caso con il supporto della Scientifica. Al termine delle verifiche, l’armadietto è stato rimosso tramite carroattrezzi per consentire ulteriori accertamenti.

Le indagini proseguono per chiarire l’origine dell’armadietto e risalire agli autori dell’abbandono.

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Napoli: Tutti in fila a San Gregorio Armeno e nelle strade dei presepi

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NAPOLI SAN GREGORIO ARMENO
NAPOLI SAN GREGORIO ARMENO

Attesi a Napoli circa 350mila visitatori nel ponte dell’Immacolata, nel frattempo turisti e napoletani sono in coda a San Gregorio Armeno.

Non è facile muoversi tra le strade dei presepi. Sono attivi i sensi unici pedonali. Si cammina molto lentamente tra piazza San Gaetano e via San Biagio dei Librai.

Domani è atteso il boom nel giorno dell’Immacolata. Ma per tutto il mese di Dicembre sono attesi grandissimi numeri. Oramai Napoli è diventata non solo una meta turistica estiva ma anche natalizia.

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Targhe straniere in Italia, più della metà tra Napoli e provincia

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TARGHE STRANIERE NAPOLI
TARGHE STRANIERE NAPOLI

NAPOLI – Nelle strade del capoluogo partenopeo e di molte aree della Campania è ormai consueto imbattersi in auto con targhe straniere, soprattutto polacche e bulgare.

Secondo i dati del Reve (Registro Nazionale Veicoli Esteri), a Napoli circolano circa 35mila veicoli immatricolati all’estero, su un totale di 53mila in tutta Italia. Una proporzione che rende il fenomeno unico nel panorama nazionale.

La causa principale è legata ai costi assicurativi. A Napoli, l’Rc Auto obbligatoria costa in media 540 euro l’anno, cifra che può lievitare fino a 2mila euro per un motorino, spesso superiore al valore del mezzo stesso. Per aggirare queste spese, molti automobilisti ricorrono a un meccanismo collaudato: il veicolo viene cancellato dal PRA italiano, re-immatricolato in Polonia o Bulgaria e poi noleggiato al vecchio proprietario da un’agenzia estera. In questo modo, il costo dell’assicurazione scende drasticamente: 600–800 euro il primo anno, circa 350 euro negli anni successivi.

Il sistema sfrutta una deroga introdotta nel 2022: la legge vieta ai residenti italiani di guidare veicoli con targa estera di loro proprietà, ma non se si tratta di un noleggio a lungo termine. Una scappatoia che le agenzie di pratiche auto hanno saputo sfruttare con abilità.

Se da un lato i cittadini risparmiano, dall’altro emergono problemi di legalità e sicurezza: Difficoltà a risalire al vero utilizzatore del veicolo, incidenti con auto targate all’estero complicano i risarcimenti, le multe spesso non vengono pagate, in caso di fallimento dell’agenzia estera il proprietario rischia di perdere il mezzo.

Il boom delle targhe estere in Campania evidenzia una contraddizione: da un lato la necessità dei cittadini di difendersi da costi assicurativi insostenibili, dall’altro la fragilità di un sistema che mina la certezza del diritto e la sicurezza stradale. Finché non verrà affrontato il nodo delle tariffe Rc Auto, il ricorso alle immatricolazioni estere resterà una scorciatoia diffusa e difficile da arginare.

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Piero Armenti sospeso per un anno dall’Ordine dei Giornalisti: “Punito perché parlo delle mie aziende”

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Il volto popolarissimo de Il mio viaggio a New York, Piero Armenti, è stato sospeso per dodici mesi dall’esercizio della professione giornalistica. La decisione, arrivata pochi giorni fa dal Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, riguarda una violazione del divieto di pubblicità previsto dal Testo unico deontologico.

Armenti, salernitano classe 1979, è oggi uno degli imprenditori italiani più conosciuti all’estero nel settore dei tour operator. La sua agenzia con sede a New York è diventata un punto di riferimento per migliaia di turisti grazie alla massiccia attività social che lo ha reso un creator da milioni di followers. Nelle sue biografie online, oltre ai titoli di “imprenditore, scrittore ed urban explorer”, Armenti ha sempre rivendicato anche l’iscrizione all’Albo dei giornalisti professionisti, ottenuta nel 2006.

Proprio questo status, però, gli è costato la sospensione. Il Consiglio di disciplina, presieduto da Enrico Deuringer, ha contestato ad Armenti la partecipazione a iniziative pubblicitarie in favore delle sue stesse attività imprenditoriali: l’agenzia Il mio viaggio a New York e il locale Bukies burger & cookies, aperto di recente ad Aversa insieme a un socio. Secondo l’articolo 10 del Testo unico, infatti, «il giornalista non presta il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie», salvo eccezioni legate a finalità sociali o culturali.

La violazione – spiegano dal Consiglio – è risultata incompatibile con l’esercizio della professione, al punto da far avanzare anche la proposta di una possibile futura cancellazione dagli elenchi, considerando che Armenti da anni non svolgerebbe attività giornalistica in senso stretto.

Il creator ha partecipato all’udienza collegandosi da New York, difendendo il proprio diritto a promuovere le sue imprese. «È un mio diritto costituzionale», avrebbe dichiarato. Ma l’Ordine ha ribadito che il problema non è l’essere imprenditore, bensì il prestare il volto alla pubblicità delle sue aziende mentre si è iscritti come professionisti.

La sospensione rappresenta la terza sanzione in ordine di gravità, subito prima della radiazione definitiva. Armenti potrà comunque presentare ricorso al Consiglio di Disciplina Nazionale entro un mese.

Nel primo pomeriggio americano, l’influencer ha commentato via Instagram, rivolgendosi ai fan: «Secondo l’Ordine dei Giornalisti io non potrei parlare delle mie aziende? Lo faccio da quindici anni e mo’ si sono svegliati. Questa è una delle cose che vi fa capire perché sono in America e ci rimango…».

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A Pomigliano scoperto tunnel sotterraneo per entrare in banca con tanto di illuminazione: notato dai Carabinieri

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Un tunnel sotterraneo con tanto di impianto di illuminazione era stato realizzato da ignoti per poter entrare in una filiale di banca a Pomigliano d’Arco, nel Napoletano.

A scoprirlo il personale della banca, che ha allertato i Carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco e del nucleo operativo di Castello di Cisterna, intervenuti sul posto in viale Terracciano.

I dipendenti della banca hanno notato un foro praticato nel vano che ospita le cassette di sicurezza; da lì i Carabinieri hanno accertato che era stato realizzato un tunnel sotterraneo completo di impianto di illuminazione, pronto per essere percorso e utilizzato per accedere all’istituto. Sono in corso indagini per scoprire chi ha realizzato lo scavo.

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tunnel pomigliano

Trovata Suamy Rispoli, la 16enne scomparsa a Portici, sta bene. Aveva fatto perdere le sue tracce il 2 dicembre

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Trovata Suamy Rispoli, la 16enne scomparsa a Portici, sta bene. Aveva fatto perdere le sue tracce il 2 dicembre
Trovata Suamy Rispoli, la 16enne scomparsa a Portici, sta bene. Aveva fatto perdere le sue tracce il 2 dicembre

È stata ritrovata Suamy Rispoli, la 16enne sparita il 2 dicembre scorso a Portici, in provincia di Napoli.

La ragazzina è stata trovata dai Carabinieri e, stando a quanto si apprende, sta bene.

La 16enne, ospite di una casa famiglia dopo la perdita della potestà genitoriale della madre e del padre, aveva fatto perdere le sue tracce lo scorso martedì 2 dicembre dopo essere andata regolarmente a scuola e non aver fatto ritorno nella struttura.

Le ricerche erano scattate dopo la denuncia presentata dalla direttrice della casa famiglia.

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Stufa in fiamme, ustionata un’intera famiglia ad Arzano: Madre, padre, figlio e nipote ricoverati in ospedale

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Una stufa ha fatto divampare un incendio ieri sera in un appartamento ad Arzano, in provincia di Napoli.

Sul posto, in via Don Luigi Sturzo, sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri della sezione radiomobile di Casoria.

Secondo una prima ricostruzione, a innescare l’incendio sarebbe stata una fiammata partita da una stufa a bioetanolo. Questa avrebbe colpito alle gambe moglie e marito, il figlio di 6 anni e il nipote di 16 anni, e avrebbe poi avvolto un tavolo e un divano. Le quattro vittime sono state portate agli ospedali Cardarelli e al Santobono per ustioni. Nessuno di loro è in pericolo di vita. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco.Indagini in corso da parte dei Carabinieri.

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stufa arzano stufa arzano

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