giovedì, Aprile 30, 2026
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Salerno, arrestato Luca Fedele: è accusato di omicidio preterintenzionale dopo la morte di un 35enne in casa durante una lite

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Luca Fedele, proprietario dell’abitazione in cui ieri sera è avvenuta la tragedia a Salerno, è stato arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

L’uomo è ritenuto responsabile, secondo quanto riferito dagli investigatori, della morte di un 35enne avvenuta al termine di una violenta lite all’interno di un appartamento di via Gabriele D’Annunzio, nella zona orientale di Salerno. La ricostruzione resta comunque al vaglio dei carabinieri, che stanno indagando sulla dinamica e sulle cause dello scontro.

Quando i militari dell’Arma e i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, per la vittima — un italiano classe 1990 — non c’era già più nulla da fare. La prima ispezione cadaverica non ha evidenziato ferite da armi, da taglio o da fuoco, ma diverse lesioni compatibili con un’aggressione. L’uomo potrebbe essere morto in seguito ai colpi ricevuti o a una caduta durante la colluttazione; solo l’autopsia, già disposta dal magistrato di turno, potrà chiarire l’esatta causa del decesso.

I motivi della lite, che avrebbe coinvolto soltanto i due uomini, non sono ancora noti. In un primo momento era circolata la versione secondo cui la vittima sarebbe stata un ladro sorpreso dal proprietario di casa, ma i carabinieri hanno smentito questa ipotesi: i due si conoscevano e non risulta alcun tentativo di furto. Le indagini proseguono per definire con precisione la sequenza dei fatti che ha portato alla morte del 35enne e all’arresto di Fedele.

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Napoli: ruba e-bike a 16enne e lo minaccia con coltello, arrestato 42enne al Centro Direzionale

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Durante un pattugliamento nella zona del centro direzionale di Napoli, i carabinieri hanno notato un 16enne che chiedeva aiuto dopo essere stato derubato della sua e-bike.

Il ragazzo aveva sorpreso il ladro ma questo, a volto scoperto, lo aveva minacciato con un coltello per poi fuggire. I Carabinieri, dopo aver ascoltato il racconto della vittima, hanno raggiunto l’Isola G9 del centro direzionale per cercare l’uomo, avvistato dopo pochi minuti.

Il ladro, un 42enne di Napoli, è stato arrestato per rapina aggravata. È stato trasferito in carcere, mentre la bici elettrica è stata restituita al 16enne. Non è stata invece ritrovato il coltello con cui il ragazzo sarebbe stato minacciato.

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Uomo trovato morto in casa a Salerno: indagato l’amico per omicidio preterintenzionale

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Restano ancora da chiarire i contorni della vicenda che ieri sera, 5 dicembre, ha portato alla morte di un uomo in un’abitazione di via D’Annunzio, a Salerno. I carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118, hanno trovato la vittima – un italiano di poco più di 30 anni – già priva di vita. Ogni tentativo di soccorso è risultato inutile.

La prima ispezione cadaverica non ha evidenziato ferite da armi da taglio o da fuoco, né colpi riconducibili a oggetti contundenti. Sono però emerse varie lesioni compatibili con un’aggressione. L’ipotesi più accreditata è che l’uomo sia deceduto in seguito alle percosse, ma solo l’autopsia, già disposta dal magistrato di turno, potrà confermare la dinamica.

Secondo una prima ricostruzione, nell’appartamento si sarebbe consumato un violento litigio tra la vittima e un altro uomo, anche lui italiano e residente nella zona. Quest’ultimo è ora indagato con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Le motivazioni dello scontro restano al vaglio degli investigatori, che al momento escludono il movente del tentato furto: una versione circolata nelle scorse ore, ma smentita dai carabinieri, che hanno appurato come i due si conoscessero e non vi fosse stata alcuna effrazione.

Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e fare piena luce su quanto accaduto.

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Napoli, Maxi-blitz della Polizia Locale al Vomero: controlli serrati su dehors e occupazioni di suolo pubblico

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Maxi-blitz della Polizia Locale di Napoli al Vomero nelle aree della movida e dello shopping. Nel mirino dei caschi bianchi le occupazioni di suolo pubblico e i dehors di bar, pizzerie e ristoranti lungo le principali strade del quartiere collinare: via Luca Giordano, via Scarlatti, via Cilea e piazza Vanvitelli.

L’intervento, coordinato dal Comandante Generale Ciro Esposito, ha visto l’arrivo di numerose pattuglie, sorprendendo residenti e passanti per l’imponente dispiegamento di forze.

I controlli arrivano nel pieno del lungo ponte dell’Immacolata, periodo in cui a Napoli sono attesi circa 400mila visitatori. Per far fronte al grande afflusso, il Comune – in accordo con Anm – ha prolungato gli orari della metro Linea 1 e delle funicolari fino alle 2 di notte, misura valida fino a lunedì 8 dicembre. Anche il Vomero, questa sera particolarmente affollato, è stato interessato dalle verifiche.

Gli agenti della polizia amministrativa hanno controllato a tappeto gazebo e strutture esterne dei locali, verificando la regolarità delle concessioni di suolo pubblico. Il tema era stato più volte discusso in Municipalità, soprattutto su via Luca Giordano, una delle vie più frequentate dai cittadini per lo shopping natalizio ormai alle porte. In molti chiedevano da tempo controlli mirati, ma pochi si aspettavano un intervento così ampio a ridosso delle festività.

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Nuove scoperte a Pompei: Anfore con fave e cesti frutta nel complesso di Civita Giuliana

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POMPEI CIVITA GIULIANA
POMPEI CIVITA GIULIANA

Nuova scoperta nella ‘villa degli schiavi’ a Pompei’, il complesso di Civita Giuliana dove i lavoratori schiavizzati che i romani chiamavano “strumenti parlanti” vivevano: negli ultimi scavi sono stati trovati, in un ambiente al primo piano, anfore con delle fave e un grande cesto con all’interno della frutta.

Cibo che rappresentava un bene prezioso per uomini, donne e bambini che vivevano in celle di 16 metri quadri in cui c’erano fino a tre letti. Ma il ritrovamento, spiega il ministero della Cultura, testimonia anche come in alcuni casi gli schiavi mangiavano meglio dei loro prossimi ‘liberi’: visto che erano considerati “strumenti di produzione”, i padroni evidentemente facevano in modo di integrare la loro dieta con alimenti ricchi di vitamine, come la frutta, o proteine, come le fave, per non far abbassare il loro valore, che poteva arrivare a diverse migliaia di sestersi.

Gli scavi sono stati realizzati con un contributo di 140mila euro nell’ambito della ‘Campagna nazionale di scavi a Pompei e in altri parchi nazionali’ finanziata con la legge di bilancio del 2024.

Sono casi come questo in cui l’assurdità del sistema schiavistico antico diventa palese – commenta il Direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, co-autore dello studio sul quartiere servile di Civita Giuliana – Esseri umani vengono trattati come attrezzi, come macchine, ma l’umanità non si può cancellare così facilmente. E così, il confine tra schiavo e libero rischiava continuamente di svanire: respiriamo la stessa aria, mangiamo le stesse cose, a volte gli schiavi mangiano persino meglio dei cosiddetti liberi“.

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Cardinale Don Mimmo Battaglia: “Napoli, come la sua chiesa, si regge sulle donne”

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Cardinale Mimmo Battaglia Napoli
Cardinale Mimmo Battaglia Napoli

La Sala Maria Cristina del Complesso di Santa Chiara ha ospitato la prima giornata del convegno internazionale, interreligioso e interconfessionale “La Bibbia e le Donne”.

L’apertura è stata affidata all’Arcivescovo di Napoli, S. E. Cardinale Don Mimmo Battaglia, affiancato dal vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Napoli mons. Francesco Beneduce, dall’assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli Teresa Armato e dalla storica e teologa Adriana Valerio.

«È per me motivo di gioia sincera e di gratitudine profonda aprire questo convegno internazionale che pone al centro due realtà, che non solo parlano alla nostra intelligenza, ma toccano la radice stessa della nostra umanità. “La Bibbia e le Donne” è un titolo che, già di per sé, contiene un cammino: la scrittura come memoria viva del dialogo tra Dio e l’uomo e le donne.

Come memoria concreta di quel dialogo, che ogni giorno si rinnova nella storia attraverso la cura, la generazione, la parola, la presenza. Napoli, come la sua chiesa, si regge sulle donne. Sulle madri che tengono insieme le famiglie. Sulle nonne che custodiscono la fede e le tradizioni. Sulle donne dei quartieri popolari che sono vere sentinelle di pace, educatrici silenziose, ponti tra generazioni. Sulle donne impegnate nella cultura, nella scuola, nella sanità, nell’impegno sociale, che sono colonna portante della nostra vita civile. Sulle consacrate, sulle operatrici pastorali, sulle catechiste, sulle docenti di teologia, sulle presenze discrete e fedeli che fanno respirare la nostra chiesa. La Chiesa di Napoli, lo dico con profonda convinzione e riconoscenza, non potrebbe camminare senza la forza, la saggezza e la resilienza delle donne. Esse custodiscono la speranza nei vicoli e nei quartieri, nelle parrocchie e nelle opere sociali, nei luoghi del dolore e in quelli della rinascita. E sono proprio loro, spesso nel silenzio, a tenere vivo il vangelo nelle case, nelle strade e negli spazi di fragilità che solo l’amore sa attraversare. Quando La Bibbia incontra lo sguardo delle donne, delle sue protagoniste, delle sue lettrici, delle sue interpreti, qualcosa si apre. Si aprono narrazioni, si aprono strade, si aprono orizzonti e si apre anche la possibilità di un nuovo modo di stare nella chiesa e nella società.

Viviamo in un tempo che chiede coraggio e lucidità. Un tempo in cui le relazioni sembrano talvolta logorarsi nella fretta, nella superficialità o, tante volte, nella contrapposizione. Un tempo in cui la dignità delle donne è spesso ferita da culture che hanno ancora bisogno di educarsi al rispetto e alla giustizia. In questo contesto, ritrovarsi a riflettere insieme sul contributo femminile all’interpretazione biblica è un gesto necessario. Quasi un atto di custodia della nostra umanità più profonda. La Bibbia non è un testo appartenente ad un’altra epoca. È una grammatica per abitare il presente». Così Don Mimmo Battaglia.

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AOU Vanvitelli: riuscito un intervento robotico multidisciplinare su una paziente di 75 anni con rara complicanza toraco-addominale

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AOU Vanvitelli
AOU Vanvitelli

NAPOLI – Presso il Dipartimento Chirurgico ad Alta Specialità dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Vanvitelli è stato portato a termine con successo un intervento straordinario che ha coinvolto due équipe specialistiche, dirette dal Prof. Ludovico Docimo e dal Prof. Alfonso Fiorelli.

La paziente, 75 anni, era affetta da una neoplasia polmonare resa non immediatamente operabile a causa della migrazione completa del colon nel torace, conseguenza di una grave lacerazione del diaframma. Una condizione rara e complessa che richiedeva una pianificazione multidisciplinare e l’uso di tecnologie avanzate.

Con il sistema robotico Da Vinci, il Prof. Docimo ha proceduto alla delicata liberazione e al riposizionamento del colon in addome, ricostruendo poi il diaframma. Successivamente, il Prof. Fiorelli ha rimosso il tumore mediante lobectomia inferiore destra con linfoadenectomia, anch’essa eseguita con tecnica mininvasiva robotica.

La paziente, inizialmente monitorata nella Terapia Intensiva del nuovo padiglione chirurgico, sta completando il percorso post-operatorio con un decorso favorevole e si avvia alla dimissione, grazie alla gestione polispecialistica coordinata dal Prof. Docimo e alle tecnologie d’avanguardia disponibili nel Dipartimento.

Il Direttore Generale della AOU Vanvitelli, Dott. Mario Iervolino, nel complimentarsi con l’equipe per la riuscita dell’operazione, afferma: “L’intervento rappresenta un importante risultato che conferma l’eccellenza nel campo della chirurgia robotica integrata e nella gestione dei casi clinici ad alta complessità”.

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Addio ad Antonio Mellino, in arte “Agostino ’o Pazzo”: Napoli saluta il suo motociclista leggendario

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Napoli perde una delle figure più iconiche e amate del suo immaginario popolare. È morto Antonio Mellino, conosciuto da tutti come “Agostino ’o pazzo”, il motociclista spericolato che negli anni Settanta infiammò le cronache cittadine con le sue fughe rocambolesche tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli.

Mellino, abilissimo pilota in sella alla sua Gilera, divenne un personaggio quasi mitologico: capace di seminare la polizia ad alta velocità, protagonista di inseguimenti che sembravano scene di un film e che gli valsero l’affetto—e talvolta la solidarietà—di un’intera generazione di napoletani. La sua corsa più famosa si concluse nel settembre del 1970, quando venne finalmente fermato in piazza del Gesù Nuovo.

Il soprannome “Agostino ’o pazzo” nacque dalla sua ammirazione per il grande campione di motociclismo Giacomo Agostini, un idolo che Mellino cercò di emulare con passione e incoscienza giovanile. Con il tempo la sua vita cambiò: lasciate alle spalle le scorribande, si dedicò al mestiere di robivecchi e antiquario in piazza Girolomini, proprio accanto al celebre murale della Madonna con pistola attribuito a Banksy.

Con la sua scomparsa, Napoli saluta non solo un uomo, ma un frammento vivo del proprio folklore urbano: un simbolo di libertà, ribellione e pura, irresistibile napoletanità.

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Operazione antidroga tra Arzano e Secondigliano, smantellata piazza di spaccio domestica

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ARZANO SECONDIGLIANO OPERAZIONE ANTI DROGA
ARZANO SECONDIGLIANO OPERAZIONE ANTI DROGA

ARZANO – Quattro persone sono state arrestate e sono ancora in corso diverse perquisizioni in una delle roccaforti della criminalità organizzata napoletana. Maxi operazione antidroga per i Carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli Stella con controlli che partono da Secondigliano e arrivano ad Arzano.

Due fratelli, un ventitreenne e una ventenne, sono stati notati mentre gettavano dei cartoni dal balcone di un appartamento. Nelle scatole c’erano 41 chili e 225 grammi di hashish. I carabinieri hanno sequestrato nella loro abitazione anche diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente. Fratello e sorella sono stati arrestati mentre la madre quarantacinquenne dei due è stata denunciata.

A Secondigliano poi i militari hanno effettuato un blitz nell’appartamento di un ventisettenne dove hanno trovato e sequestrato una pistola Beretta modello APX calibro 9×21 risultata rubata nel 2024. L’uomo è stato arrestato.

Ad Arzano poi, in casa di un ventiduenne già noto alle forze dell’ordine e fratello del ventisettenne in manette, i militari hanno trovato in un armadio altri dodici chili e 600 grammi di hashish e anche lui è stato arrestato.

Tutti e quattro i giovani dovranno rispondere a vario titolo di detenzione di droga a fini di spaccio, detenzione abusiva e ricettazione di arma.

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Frattamaggiore: Il reparto di ortopedia dell’Ospedale San Giovanni di Dio è aperto e operativo

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OSPEDALE FRATTAMAGGIORE REPARTO ORTOPEDIA
OSPEDALE FRATTAMAGGIORE REPARTO ORTOPEDIA

FRATTAMAGGIORE – Una buona notizia per la cittadinanza del comprensorio dell’ASL Napoli 2 Nord, il reparto di ortopedia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore è aperto e operativo.

A darne notizia è Antonio Iazzetta: “Nei mesi scorsi, avevamo avviato una serie di iniziative, tra cui una petizione che aveva raccolto migliaia di firme e un flash mob nei pressi dell’ospedale, per chiedere la riapertura del reparto. Quando io e Luigi Costanzo incontrammo la direttrice generale dell’Asl Napoli 2 nord, Monica Vanni, avemmo ampie rassicurazioni sul futuro del reparto e dell’intero ospedale e questa notizia conferma le sensazioni positive che avevamo avuto.

Ora è necessario che la riapertura, anticipata rispetto ai programmi, per la chiusura del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Pozzuoli per problemi alla struttura, diventi definitiva anche quando saranno risolti i problemi in quell’ospedale.

È evidente che non possiamo essere pienamente contenti della riapertura se sappiamo che chi vive nell’area flegrea sta vivendo una situazione analoga a quella che abbiamo vissuto noi, ma non possiamo che accogliere con soddisfazione la notizia che, in questo momento, il reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Frattamaggiore risponde alle esigenze ortopediche emergenziali intercettate dal servizio 118, ma anche a quelle che si presentano direttamente al San Giovanni di Dio, così come chiedevamo“.

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