sabato, Maggio 2, 2026
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Matteo Salvini visita il campo rom di Giugliano: “Condizioni inaccettabili”

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SALVINI CAMPO ROM GIUGLIANO
SALVINI CAMPO ROM GIUGLIANO

GIUGLIANO – Il leader della Lega, Matteo Salvini, impegnato in Campania per una serie di eventi a sostegno della coalizione di centrodestra per le prossime elezioni regionali, ha visitato in mattinata il campo rom di via Carrafiello, a Giugliano.

Salvini, pur evidenziando che il numero delle persone presenti nella baraccopoli è sensibilmente diminuito, ha parlato di condizioni ‘inaccettabili’ soprattutto per i bambini.

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Arzano: Oltre 134 cani non più in canile grazie al lavoro della Polizia Locale

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ARZANO
ARZANO

ARZANO – É da diversi anni che si sta lavorando ad Arzano per il benessere degli animali con il salvataggio di ogni specie con recuperi dalla strada e dal canile.

Alla data di insediamento del comandante della polizia locale, colonnello Biagio Chiariello, la tematica “canile” passò dall’Area Ambiente dell’Ente alla Polizia Locale . I cani presenti al rifugio erano circa 230 e grazie ad un costante censimento e monitoraggio passando a raggi x il canile, con attuazione delle regole della trasparenza negli accalappiamenti , collocazione in canile, microchippature, i risultati hanno portato ad avere, ad oggi, circa 96 cani rispetto ai precedenti 230.

Il merito è dovuto alla determinazione del comandante della polizia locale, dottor Chiariello, che oltre ad essere animalista e a monitorare con i suoi uomini gli ingressi e le uscite dei pelosi dal canile, portò ad un corposo fascicolo alla Procura della Repubblica evidenziando quanto avveniva sul tema.

Da allora una “priorità ” che si chiama “adozione” come quella effettuata con 3 cagnolini trovati in strada, ed affidati a famiglie di Arzano, proprio grazie all’attività degli agenti, a seguito di rinvenimento.

Ad oggi il risparmio ammonta a complessive euro 293mila all’anno considerato che secondo le tariffe regionali un cane costa al giorno complessive 6 euro. Tutto questo a vantaggio delle casse comunali e delle tasche dei contribuenti arzanesi. Il messaggio che fanno pervenire dal Comando é “Adottate, adottate, adottate!“.

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La Comunità Ebraica di Napoli contro il Comune e la Federico II: “Alimentano odio antiebraico, l’attacco del 7 ottobre ha prodotto lutto e distruzione”

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“Le decisioni del Comune di Napoli e della Federico II alimentano l’odio antiebraico”. Così la Comunità ebraica di Napoli, commentando la mozione approvata dal Consiglio comunale di Napoli per l’interruzione dei rapporti di collaborazione con enti e istituzioni israeliane legate all’attuale governo, e la decisione del Senato accademico dell’Università Federico II di Napoli di bloccare le stipule dei contratti di collaborazione con tutte le istituzioni e le imprese israeliane.

In una nota, la Comunità ebraica di Napoli ricorda che “l’attacco condotto da Hamas il 7 Ottobre 2023 contro gli abitanti di ventidue villaggi del sud di Israele e contro i ragazzi che partecipavano al concerto Nova Festival ha scatenato una guerra a Gaza che ha prodotto dolore, lutti e distruzione. La tregua conseguente alla ratifica, a Sharm el Sheik, del cosiddetto ‘piano Trump’, rappresenta il primo passo verso la ricostruzione di Gaza e la ripresa, con l’esclusione di Hamas dall’amministrazione di quel territorio, di un percorso che, per quanto difficile, possa condurre alla pacifica convivenza tra Israeliani e Palestinesi secondo la realizzazione del modello ‘due popoli per due stati’.

Nonostante la dolorosa situazione a Gaza si stia ricomponendo, sia pur lentamente e con grande incertezza, gli atti intrapresi da alcune istituzioni sembrano orientati a mantenere alta la tensione dell’opinione pubblica sulla questione di Gaza e ad alimentare un clima d’odio nei confronti dei cittadini israeliani (ebrei o arabi che siano) anziché favorire il dialogo e contrastare l’odio antiebraico”.

Per questo motivo il Consiglio della Comunità ebraica di Napoli denuncia “decisioni come quella della presidente del Consiglio Comunale di Napoli che sollecita il sindaco ad adottare la mozione approvata dal Consiglio Comunale il 2 luglio, quando la situazione a Gaza era molto diversa rispetto all’attuale, a ‘rescindere ogni collaborazione con enti e istituzioni israeliane legate all’attuale governo, privilegiando rapporti con organizzazioni pacifiste’.

Una mozione di scarso valore pratico ma simbolica, tesa a raccogliere consensi attraverso l’alimentazione dell’odio.Analogamente denunciamo la decisione del Senato accademico dell’Università Federico II di bloccare le stipule di contratti di collaborazione con tutte le istituzioni e le imprese israeliane, sia pubbliche che private, e anche l’eventuale blocco delle collaborazioni in corso (costo stimato: 3,5 milioni) che invece rischia di avere conseguenze pratiche negative soprattutto per l’ateneo federiciano più che per le Israele. Si parla spesso di creare dei ponti tra i popoli e invece, con simili decisioni si alzano i muri, ‘collaborando fattivamente’ con chi vorrebbe ottenere, attraverso l’isolamento politico, ciò che non ha potuto raggiungere con le armi, cioè la distruzione di Israele e l’eliminazione degli Ebrei, o almeno di quegli Ebrei che non accettano di chinare il capo e sottomettersi a chi non riconosce la loro identità”.

“Sono ormai mesi – prosegue il Consiglio della Comunità ebraica di Napoli – che in tutt’Italia e anche a Napoli i cittadini italiani di fede ebraica sono oggetto di offese, minacce e discriminazioni, il più delle volte non denunciati pubblicamente per non alimentare tensioni ma che non permettono agli Ebrei del nostro Paese di vivere mostrando senza rischi i simboli della propria fede e di esprimere liberamente il proprio pensiero. Per questo motivo riteniamo le decisioni del Consiglio comunale di Napoli e dell’Università Federico II poco coerenti con la ricerca della pace e del dialogo e pericolose per la sicurezza degli ebrei nei cui confronti viene alimentato, di fatto, l’odio e il pregiudizio”.

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Sabato 15 Novembre torna la “Colletta Alimentare” in Campania

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BANCO ALIMENTARE COLLETTA CAMPANIA
BANCO ALIMENTARE COLLETTA CAMPANIA

Sabato 15 novembre in 983 supermercati campani torna la “colletta alimentare”, l’iniziativa giunta alla 29esima edizione che permette a tutti di dare una mano ai più bisognosi aggiungendo alla propria spesa anche dei prodotti da destinare al Banco alimentare della Campania che offre supporto a circa duecentomila persone in difficoltà.

L’iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare ETS per sensibilizzare la cittadinanza sul problema della povertà, in cui sarà possibile acquistare alimenti non deperibili da donare alle persone in difficoltà, aiutate dalle organizzazioni partner territoriali convenzionate con le 21 sedi Banco Alimentare regionali. Con l’aumento delle richieste di aiuto, la Colletta Alimentare rappresenta un segno concreto di solidarietà, sempre più atteso da chi vive in situazioni di disagio.

In quasi 12.000 supermercati in tutta Italia, oltre 155.000 volontari di Banco Alimentare, riconoscibili dalla pettorina arancione, inviteranno ad acquistare prodotti a lunga conservazione come olio, verdure e legumi in scatola, conserve di pomodoro e sughi pronti, tonno e carne in scatola, alimenti per l’infanzia e riso. In Campania in oltre 950 supermercati troverete circa 6500 volontari in pettorina arancione con il logo Banco Alimentare che chiederanno a tutti di fare la spesa per chi ha bisogno.

Tutti gli alimenti donati saranno poi distribuiti a oltre 7.600 organizzazioni partner territoriali convenzionate con Banco Alimentare (mense per i poveri, case-famiglia, comunità per i minori, centri d’ascolto, unità di strada, etc..) che accolgono oltre 1.755.000 persone in difficoltà. In Campania le organizzazioni convenzionate con Banco Alimentare sono oltre 400 e aiutano più di 220.000 persone bisognose.

“La Colletta Alimentare è un gesto che da quasi trent’anni proponiamo come occasione per educarci tutti alla condivisione e alla responsabilità”, afferma Marco Piuri, presidente di Fondazione Banco Alimentare ETS. “Cadere in povertà è un rischio che può riguardare ciascuno di noi: una condizione che può presentarsi nei momenti di fragilità. Per questo siamo tutti chiamati a farcene carico, con gesti semplici ma significativi”. Il presidente Piuri ricorda anche le parole del Pontefice, nel messaggio per la IX Giornata Mondiale dei Poveri, che si terrà domenica 16 novembre: “Ci mette in guardia dal pericolo di abituarci e rassegnarci di fronte al susseguirsi di nuove ondate di impoverimento. La Colletta Alimentare è una risposta concreta, un segno che restituisce speranza e dignità”.

Le testimonianze raccolte ogni anno lo confermano: “Sono in pensione, non posso permettermi molto…ma qualcosa voglio donarlo anch’io”, ha detto una signora anziana consegnando ai volontari una scatola di lenticchie. O ancora “Non ho tanto, ma so cosa vuol dire non avere nulla. Questo pacco di biscotti è per chi sta peggio di me”, ha raccontato un ex detenuto, porgendo il suo contributo.

“È in questi piccoli gesti – conclude Piuri – che riconosciamo la forza di un popolo capace di condividere: la Colletta è davvero un segno che fa la differenza”.

“In un momento in cui sembrano regnare diffidenza e indifferenza, riproponiamo la Colletta Alimentare come segno di speranza – afferma Roberto Tuorto, Direttore generale di Banco Alimentare Campania – Il cibo che ci donerete sarà uno strumento per portare alle persone un abbraccio, un sorriso che possa donare un pizzico di speranza, qualsiasi sia la condizione che siamo chiamati a vivere”.

Dal 15 novembre al 1 dicembre sarà possibile donare la spesa anche online su alcune piattaforme dedicate: per conoscere le varie modalità di acquisto dei prodotti e i punti vendita aderenti all’iniziativa è possibile consultare il sito www.bancoalimentare.it .

La Colletta Alimentare, gesto con il quale la Fondazione Banco Alimentare ETS aderisce alla Giornata Mondiale dei Poveri 2025 indetta da Papa Leone XIV, ha ricevuto il patrocinio e il sostegno del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’VIII centenario della morte di San Francesco di Assisi ed è resa possibile dalla collaborazione con la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, la Compagnia delle Opere – Opere Sociali ETS, l’Esercito, l’Aeronautica Militare, l’Associazione Nazionale Alpini, l’Associazione Nazionale Bersaglieri, il Lions International Multidistretto 108 Italy e la European Food Banks Federation.

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Controlli dei Carabinieri a Poggioreale: 11 persone denunciate

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CARABINIERI POGGIOREALE
CARABINIERI POGGIOREALE

NAPOLI – Sono 11 le persone denunciate al termine del servizio a largo raggio effettuato nel quartiere Poggioreale dai Carabinieri della locale compagnia. Tra le 128 persone identificate sono 46 i pregiudicati mentre su 86 veicoli sono ben 36 le sanzioni al codice della strada. Nove i ragazzi segnalati alla Prefettura perché assuntori di droga.

Tornando ai controlli, i carabinieri hanno fermato una coppia a bordo di un furgone. I due, un uomo e una donna, hanno 44 e 40 anni e sono già noti alle forze dell’ordine. Nel mezzo vengono trovati 50 giubbotti, 65 pellicce, 3 sciarpe firmate e 1 completo. La merce era stata rubata da un negozio di abbigliamento di corso San Giovanni 747. La refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari e la coppia è stata denunciata per ricettazione in concorso.

Continuano i controlli e all’Alt questa volta ci sono altre due persone. Sono un uomo e una donna. Il primo è nato in Romania 45 anni fa ed è già noto alle forze dell’ordine mentre l’altra persona è una irlandese di 25 anni incensurata. I militari trovano i 2 in possesso di 2.700 euro in contanti e di 11 carte di credito. La storia della vacanza a Napoli non regge e si decide di perquisire la camera d’albergo dove i due alloggiano a via vicinale Galeoncello. Nella stanza vengono rinvenuti e sequestrati 5 dispositivi per i pagamenti Pos e 4 smartphone. Tra i Pos solo uno risulta intestato a una società in provincia di Salerno. Dagli accertamenti emerge che l’amministratore unico della società con sede in Roccadaspide aveva pattuito un accordo con i due: denaro in cambio di transazioni sul conto corrente.
Il modo come poi i due indagati ci sarebbero riusciti è ancora da chiarire. I tre sono stati denunciati per riciclaggio in concorso, le indagini vanno avanti.

Siamo già a 5 persone denunciate ma al 112 arriva una richiesta di aiuto dall’ospedale del Mare. Un 31enne è armato di forbici e ha appena minacciato il medico del pronto soccorso colpevole, secondo l’uomo, di non averlo visitato immediatamente. La gazzella è poco distante dalla struttura sanitaria e trova il 31enne che, denunciato, deve rispondere di minaccia aggravata a personale sanitario.

Si riprendono i controlli al codice della strada. I carabinieri fermano un 25enne. Non ha i documenti ma è in possesso di un permesso di guida provvisorio rilasciato dopo una denuncia di smarrimento della patente. I militari vogliono vederci chiaro e dagli accertamenti emerge come quella patente non sia stata smarrita ma sospesa dalla Prefettura di Napoli. Il 25enne è stato denunciato, deve rispondere di falsità ideologica. Per l’uomo anche la sanzione al codice della strada per guida senza patente.

A concludere il numero delle persone denunciate, 4 soggetti trovati alla guida senza aver mai conseguito la patente con recidiva nel biennio. I carabinieri hanno poi setacciato le cantine del complesso residenziale del Connolo nel rione Sant’Alfonso. Trovata quasi un chilo di droga già suddivisa in dosi tra hashish, marijuana, cocaina e crack che avrebbero fruttato nella vendita al dettaglio 7mila euro circa.

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Napoli, ultimi giorni a Mergellina per il salone nautico Navigare

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NAPOLI SALONE NAUTICO NAVIGARE
NAPOLI SALONE NAUTICO NAVIGARE

Si avvia al termine la trentanovesima edizione del Navigare, il salone nautico internazionale organizzato dall’Associazione Filiera Italiana della nautica, in corso a Napoli al molo Luise di Mergellina.

L’esposizione, che terminerà domenica 16, ha il doppio merito di consentire, oltre l’accesso gratuito alla kermesse, le prove in mare delle imbarcazioni presenti in acqua. Dopo l’exploit del primo weekend, con oltre 20 mila presenze, per il rush finale dell’evento questo fine settimana si attende una folta partecipazione di pubblico. Il salone sarà aperto, con orario continuato, dalle 10.30 alle 18.30. Info www.afina.it-

L’evento, che presenta oltre 130 imbarcazioni tra gozzi, motoscafi, yacht e gommoni, dimostra che c’è ancora un grande interesse di mercato da parte degli amanti del mare, eppure il comparto della nautica da diporto, quello tra i 6 e 15 metri, lancia segnali di contrazione. La linea dei fatturati per i cantieri costruttori, in crescita costante negli ultimi dieci anni, segna un fisiologico rallentamento che però indica un futuro poco roseo, mentre concessionari e rivenditori parlano già di crisi. Indubbiamente i numeri del comparto produttivo degli ultimi dieci anni sono entusiasmanti: dal 2014/20215 i cantieri storici della nautica da diporto a Napoli e dintorni sono passati da 70/80 a quasi 200 nel 2025. Pure il rilascio di patenti nautiche entro le 12 miglia è aumentato negli ultimi tre anni, posizionando la città ai vertici della particolare graduatoria.

“L’economia nazionale, che stenta a decollare, e l’assenza di ormeggi sono la causa principale del rallentamento di mercato – conferma il presidente di Afina, Gennaro Amato -. Se da un lato il costo del denaro e la pressione fiscale limitano il potere di acquisto del ceto medio, quello dei professionisti, dei piccoli imprenditori e dei negozianti, che compra la produzione tra i 6 e 12 metri, e poi si aggiunge il fatto che a Napoli non saprebbero dove ormeggiare il battello acquistato, allora il cortocircuito è chiaro a tutti. Per evitare la perdita di posti di lavoro del settore e garantire l’indotto economico che la nautica genera in città servono almeno 4.000 nuovi posti barca”.

La passione, però guida la voglia di mare di molte persone che confidano anche nei progetti dell’amministrazione comunale di Napoli che ha già avviato le procedure, attraverso la realizzazione di un nuovo Piano Urbanistico per risolvere la questione dei pochi ormeggi e avviare le procedure, come promesso dal sindaco Gaetano Manfredi, di costruire nuovi Marina: “Napoli deve crescere, è da troppo tempo, quasi 70 anni, che la questione porti e approdi è sempre ostacolata da cavilli e limiti. Con la rivalutazione della linea di costa cittadina porteremo diverse modifiche, da ovest ad est, e anche a Mergellina, per realizzare strutture idonee”,

Tornando al Navigare, in acqua, sono presenti oltre 60 i gommoni con il top dei cantieri produttori a cominciare da: Nauticamato, con il brand Italiamarine, Sea Prop, Starmar, Oromarine, Mirimare, Novamares, Domare, Duelle Rib, Nautica Guida, Collin’s, Koa e concessionari come Nautica Cesare, per il brand Nuova Jolly. Sei i gozzi, dai cantiere Fratelli Aprea, Cantieri Venere sino a Esposito Mare, i modelli della caratteristica imbarcazione sorrentina.

Mentre del segmento che sale di lunghezza, quello dei cruiser e degli yacht, tra i 15 e 25 metri, le presenze vedono la partecipazione di oltre 30 gioielli di cantieri di produzione europea, dalla Finlandia sino alla Spagna, ma anche di altri continenti come Usa o le case produttrici asiatiche di motori marini, come Honda, Mercury, Suzuki, per citarne alcuni.

Si parte dal 70 piedi dei cantieri Ferretti, regina dell’edizione per grandezza, ma anche il nuovo Itama 54, al debutto per il 2026, entrambi esposti da Miramari Yacht, così come i modelli di Rio Yacht e quelli di Blu Martin Yacht, oltre ad Autosalone Italia con i marchi Azimut, Prestige e Jeanneau. Non mancano però altre proposte interessanti come quelle che espongono i produttori campani Fiart Mare, I-Boat, Italyure Yacht, e rivenditori: Nautica Sud con la gamma Cranchi e Saxdor, Nautica Fusaro con quella spagnola De Antonio, Marine System con i brand Bavaria e Idea, Agenzia Buglione con l’Ora 48 e Charter Liliano con i 17 metri del modello Astondoa 677.

Sigilli ad impianto di trattamento rifiuti nel casertano, probabile inquinamento e smaltimento nel Rio Lanzi: indagato titolare

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Sigilli ad un impianto di smaltimento rifiuti non pericolosi e trattamento fanghi nel Casertano, a Sparanise nella zona Asi (via SS Appia km 188).

Ad eseguire il sequestro di convalida del sequestro di urgenza, emesso dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sono stati i militari appartenenti al Nucleo carabinieri Forestale di Calvi Risorta e personale del Comando della polizia locale di Sparanise.

Il gip sammaritano ha infatti ritenuto sussistenti – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – i reati di inquinamento ambientale e di smaltimento illecito di reflui confermando la tesi accusatoria avanzata dalla procura guidata da Pierpaolo Bruni.

Le attività investigative coordinate dalla procura e svolte dai carabinieri Forestale di Calvi Risorta unitamente al Comando della polizia locale di Sparanise, con l’ausilio dei tecnici del Dipartimento Arpac di Caserta, hanno evidenziato che il complesso aziendale operava nel rispetto solo formale degli adempimenti prescritti dall’Aia, e che la negligenza gestionale del suo titolare determinava un danno ambientale.

Le indagini hanno avuto inizio a seguito di numerose segnalazioni effettuate dai cittadini del Comune di Sparanise, allarmati da miasmi provenienti dalle acque del Rio Lanzi nonché da un evidente peggioramento delle acque dello stesso Rio Lanzi, nel tratto della SS7 che incrocia il predetto canale; tali segnalazioni si sono protratte nel tempo, dall’anno 2023 fino alla metà dell’anno 2024, fino ad indurre la polizia giudiziaria ad effettuare dei sopralluoghi sul campo, grazie ai quali si verificava empiricamente l’effettiva compromissione delle acque del Rio Lanzi, di colore scuro e maleodoranti in modo anomalo.

L’attività investigativa consentiva di mappare la vasta rete di collettamento fognario Asi confluente nel Rio Lanzi individuando i tratti fognari effettivamente utilizzati da ciascuna attività imprenditoriale ubicata nell’area industriale e risalendo, anche attraverso molteplici campionamenti, a quelli attraversati dai reflui inquinanti. Tale attività permetteva di individuare l’effettiva responsabilità degli illeciti in capo allo stabilimento della società in questione operante nel trattamento dei rifiuti liquidi, sito a circa 800 metri in linea d’aria dal punto di scarico nel Rio Lanzi.

Si procedeva allora ad ispezione disposta con decreto della procura sammaritana dell’impianto effettuando anche prelievi sugli scarichi e da pozzetti della ditta, poi analizzati dall’Arpac; dal confronto tra i risultati delle analisi sui campionamenti con i risultati delle analisi effettuate sui prelievi fatti nelle acque del Rio Lanzi, sui sedimenti del terreno del Rio e sugli la scarichi, si ricavava – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari compatibilità tra i primi e i secondi.

Si accertava allora che la società in maniera abusiva, ed in spregio alle prescrizioni contenute nell’Aia sul contenimento dei livelli di concentrazione di azoto ammoniacale in caso di superamento dei limiti di emissione contenuti nei reflui, determinava l’inquinamento dei reflui presenti nel pozzetto di ispezione e delle acque reflue scaricate dalla ditta e di conseguenza immettendo regolarmente questi reflui derivanti dall’attività di smaltimento rifiuti nel punto di immissione finale della rete di scarichi consortile Asi, situato in contrada Lanzi, cagionando una compromissione ed un deterioramento significativo e misurabile delle acque del Rio Lanzi (corpo idrico superficiale ricettore) che presentavano valori ampiamente oltre limite di legge di colore, solidi sospesi, BODS, COD, azoto nitroso, azoto ammoniacale, alluminio, fosforo e ferro nonché del terreno di sedimento immediatamente a valle dello scarico finale e per successivi due chilometri del corso d’acqua, adiacente ai terreni agricoli, che veniva pregiudicato dalla presenza delle predette sostanze inquinanti.

La ditta, inoltre, smaltiva illecitamente tonnellate di rifiuti, non essendovi traccia del loro regolare smaltimento e per la totale approssimazione e incongruenza nella registrazione contabile degli stoccaggi.

Il titolare della società veniva indagato, dunque, per i reati di cui agli articoli 452 bis c.p. e 256 del D.Lgs. 152/2006. Per impedire il protrarsi delle condotte illecite, nei confronti del gestore della società veniva disposto il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero impianto.

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Badante si fa intestare la casa dall’anziano con demenza senile: arrestata dopo la denuncia dei figli

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Avellino – Avrebbe approfittato delle condizioni di fragilità e della compromissione cognitiva dell’anziano che assisteva per farsi intestare il suo appartamento. Una donna di 58 anni, originaria del Napoletano, è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di circonvenzione di incapace. Le indagini sono scattate dopo la morte dell’anziano, residente a Mirabella Eclano, deceduto pochi giorni fa.

Quando i familiari hanno aperto il testamento, hanno scoperto che l’immobile dell’uomo risultava intestato alla badante. Un passaggio di proprietà ritenuto sospetto, che ha spinto i parenti a rivolgersi ai carabinieri. Le verifiche dell’Arma hanno rivelato che l’anziano, affetto da conclamata demenza senile, sarebbe stato manipolato dalla donna, che avrebbe sfruttato la sua vulnerabilità per ottenere l’intestazione dell’abitazione.

Gli accertamenti hanno inoltre permesso di ricostruire ulteriori condotte illecite: la 58enne avrebbe sottratto nel tempo denaro e oggetti preziosi custoditi proprio nella casa poi a lei destinata.

Già in carcere per furto

La donna non era nuova a episodi simili. Solo poche settimane fa era stata arrestata in esecuzione di una condanna per un furto commesso nel 2013 ad Avellino. Anche in quell’occasione lavorava come badante e collaboratrice domestica presso una coppia di anziani, che si erano accorti troppo tardi delle sparizioni di denaro e gioielli.

Oltre a scontare la pena per il furto, dovrà ora rispondere anche della nuova accusa di circonvenzione di incapace.

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Allarme adolescenti in Campania, meno della metà legge, uno su tre non fa attività fisica: il rapporto di ‘Save the Children”

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In Campania meno della metà degli adolescenti legge libri al di fuori di quelli scolastici (il 46,4% rispetto alla media italiana del 53,8%), solo il 37,4% ha visitato mostre o musei, contro la media nazionale del 50,1%, il 32,3% siti archeologici (contro il 40,2% della media nazionale).

Il 28,8% è andato a teatro e il 35,6% a un concerto, rispetto al 33,2% e al 33,3% del dato nazionale. Ben un adolescente su tre (il 33,5%) non fa alcun tipo di attività fisica, un dato peggiore della media nazionale (che è del 18,1%).

Sono alcuni dei dati contenuti nella 16esima edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso oggi – a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza – da Save the Children, l’organizzazione che da oltre cento anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

“L’Atlante fotografa le tante, diverse adolescenze vissute in Italia da una generazione che è stata duramente segnata dall’emergenza Covid, in termini di uso problematico di internet e di rischi di isolamento, ma che oggi cerca con forza nuovi spazi di protagonismo – dichiara Raffaela Milano, direttrice del Polo ricerche di Save the Children – Le disuguaglianze economiche, educative e sociali si fanno più pesanti proprio in questa fase cruciale della crescita, rischiando di compromettere il futuro. È necessario colmare questi divari e garantire a tutti gli adolescenti l’opportunità di studiare, viaggiare, fare sport, sperimentarsi, come loro stessi ci chiedono a gran voce”.

Restando ai dati, oggi in Italia i ragazzi tra i 13 e i 19 anni sono poco più di quattro milioni, il 6,86% della popolazione complessiva; un numero piuttosto esiguo se si prende come riferimento gli over 65, che sono invece uno su quattro. Nel 1983 erano oltre 6,5 milioni e rappresentavano l’11,6% della popolazione.

Guardando al futuro, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente: nel 2050 la fascia degli adolescenti si restringerà a 3,760 milioni nel 2030 e a meno di tre milioni nel 2050 (2,947 milioni).

Dal punto di vista territoriale, la Campania è la regione con la percentuale più elevata (7,6%), mentre le famiglie con adolescenti che hanno un solo figlio sono meno della media nazionale: il 21,1%. In Italia nel 2023 gli accessi di 0-17enni in pronto soccorso categorizzati come “accessi per disturbi mentali” sono stati 64.319, in aumento rispetto al calo registrato durante il Covid, ma in linea con i dati pre-pandemia.

Eppure tra il 2019 e il 2023, i posti letto disponibili in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sono rimasti poco più di quattrocento. In Campania i posti letto sono 14, meglio solo della provincia autonoma di Bolzano (12), Basilicata (6), Friuli-Venezia Giulia (4), provincia autonoma di Trento (3) e di Valle d’Aosta, Umbria, Molise e Calabria che ne sono prive. Anche il sistema di presa in carico “post ricovero” degli adolescenti nei centri diurni, nelle comunità terapeutiche semiresidenziali e residenziali è in sofferenza: i posti disponibili in Italia non sono aumentati dal 2019 e le strutture residenziali sono solo 99 e quelle semiresidenziali 94, per un totale di 2.438 posti, pari al 6,6% di quelli delle strutture dedicate all’assistenza psichiatrica over 18 e allo 0,7% dei posti totali di tutte le strutture residenziali o semiresidenziali del servizio sanitario nazionale.

In Campania le strutture residenziali sono cinque, per un totale di 44 posti.

La regione con il maggior numero di posti è la Lombardia, con circa un terzo del totale nazionale (399), seguita dal Piemonte, con 246 posti. Passando alla scuola, il tasso di dispersione implicita alla fine delle superiori è dell’8,7% (risultando maggiore tra i ragazzi, al 10,7%, +4 punti percentuali rispetto alle ragazze).

E qui la Campania è maglia nera: la regione infatti registra il tasso di dispersione implicita più alto tra le regioni italiane, il 17,6%. Gli early school leavers (18-24enni che hanno abbandonato la scuola o la formazione professionale) sono a livello nazionale il 9,8%, in netto miglioramento dal 2020 (quando erano il 14,3%).

Anche in questo caso, il dato della Campania è al di sopra della media italiana (13,3%), mentre in Sicilia tocca il 15,2%. Nell’anno scolastico 2023-24 il 12,2% degli alunni che frequentano le scuole italiane sono di origine straniera, circa uno su otto. Dato che scende all’8,6% nelle secondarie di secondo grado sul territorio italiano e al 3,2% in Campania. La presenza di studenti con cittadinanza non italiana si fa ancora più rarefatta se si prendono in considerazione i diplomati negli indirizzi di liceo, dove lo è soltanto il 4,1%, con la Campania che segna appena il 2%.

Save the Children è impegnata da anni anche in Italia con bambine, bambini e adolescenti attraverso diversi programmi: nei 27 “Punti luce” distribuiti in quindici regioni lavora, insieme a una rete di partner sul territorio e in alleanza con le istituzioni locali, per contrastare la povertà educativa e offrire opportunità formative ed educative gratuite.

“Qui, un quartiere per crescere” è un programma sviluppato in cinque territori (c’è anche il quartiere Pianura a NAPOLI oltre ad Ostia Ponente a Roma, Zen 2 a Palermo, Macrolotto Zero a Prato e Porta Palazzo-Aurora a Torino) con l’obiettivo, da qui a nove anni, di renderli luoghi dove siano garantite opportunità di crescita per tutti i bambini e gli adolescenti che li abitano. Il Movimento Giovani per Save the Children è una rete attiva su tutto il territorio nazionale, che coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni impegnati nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, protagonisti diretti del cambiamento.

Inoltre, ragazze e ragazzi sono molto attenti al tema del benessere mentale, su cui si stanno impegnando attraverso azioni di peer to peer, utilizzando metodologie specifiche come “I support my friend”. Più in generale, l’organizzazione è attiva con azioni trasversali a supporto dei programmi nazionali, rispetto al tema della salute mentale e del benessere psicosociale promossi in tutte le sue progettualità.

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Omicidio Francesco Pio Maimone, Francesco Pio Valda scrive dal carcere: “Quella tragedia mi consuma”

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Napoli – «C’è sempre stata da parte mia la volontà di chiedere scusa alla famiglia di Francesco Pio Maimone. Questa tragedia mi consuma giorno dopo giorno». Così Francesco Pio Valda, 21 anni, condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio del giovane pizzaiolo diciottenne Francesco Pio Maimone, ha scritto in una lunga lettera inviata alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli e letta nel corso dell’udienza odierna.

Il delitto risale al marzo 2023, quando Maimone venne ucciso sul lungomare di Mergellina per motivi ritenuti futili dagli inquirenti. Valda, ritenuto autore dell’esplosione dei colpi fatali, ancora una volta ha espresso quello che definisce il suo pentimento per un atto che ha «distrutto la vita di un ragazzo della mia stessa età».

Nella missiva il giovane racconta fragilità e mancanze familiari, dal padre assassinato in un agguato di camorra all’assenza della madre. Confessa inoltre di aver scoperto lo studio solo in carcere: «Non ho frequentato scuole… qui ho scoperto lo studio. Riconosco di essere oggi una persona cambiata, con il desiderio di dare un senso alla mia misera vita».

L’avvocato difensore, Antonio Iavarone, terrà la propria arringa il 20 novembre, data in cui Valda renderà anche dichiarazioni spontanee in videocollegamento.

Ma le parole dell’imputato non convincono la famiglia della vittima. Antonio Maimone, padre del giovane ucciso, ha ascoltato la lettera con dolore e distacco: «Le scuse, il pentimento, la presa di coscienza… erano prevedibili. Con una condanna all’ergastolo, era un passaggio necessario». Maimone ricorda come la sparatoria sarebbe scaturita perché «qualcuno aveva sporcato la sua scarpa».

Il padre non crede alla narrazione di un ragazzo smarrito: «Francesco Pio Valda non è un giovane qualsiasi: è il rampollo di una famiglia criminale e ha persino organizzato un clan tutto suo». E aggiunge un interrogativo che pesa come un’accusa: «Dopo un periodo in comunità, perché è andato a Mergellina con una pistola?».

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