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Panettone d’artista 2025 a Salerno: un grande successo che celebra gusto e territorio

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PANETTONE D'ARTISTA 2025
PANETTONE D'ARTISTA 2025

La terza edizione di Panettone d’Artista si è conclusa con un successo straordinario, oltre ogni aspettativa confermando l’evento come uno degli appuntamenti più attesi e qualificati del panorama enogastronomico nazionale.

Ideato e promosso da Erre Erre Eventi ETS di Roberto Jannelli & Rosario Augusto, con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno e il patrocinio del Comune di Salerno, Panettone d’Artista nasce con l’obiettivo di valorizzare la tradizione del panettone artigianale e le eccellenze produttive di una regione che oggi esprime, con forza crescente, una propria identità nel mondo dei grandi lievitati.

Nel corso delle due giornate, la Stazione Marittima di Salerno ha registrato 5.000 presenze, tra visitatori, operatori di settore, professionisti del gusto e appassionati provenienti da tutta la Campania.

Presenti il presidente e il vicepresidente della Camera di Commercio Andrea Prete e Giuseppe Gallo, numerosi amministratori salernitani, il neoeletto consigliere regionale Luca Cascone, il Rettore dell’Università di Salerno Virgilio D’Antonio, insieme a imprenditori, giornalisti, rappresentanti di associazioni e protagonisti del mondo dell’agroalimentare campano

Presente anche il giornalista Luciano Pignataro, da anni punto di riferimento per il mondo del gusto e sostenitore del progetto.

Determinante, come sempre, il lavoro dell’Associazione Erre Erre Eventi ETS, promotrice dell’iniziativa, che ha consolidato un format in grado di mettere in dialogo artigianato, territorio, giovani talenti e filiere produttive.

La terza edizione ha ulteriormente rafforzato questo posizionamento, presentandosi come una piattaforma culturale, sensoriale e professionale, capace di unire il sapere degli artigiani, la creatività delle nuove generazioni, il racconto del territorio il piacere di stare insieme e creare una bellissima atmosfera natalizia.

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La tragedia di Maria Rosaria Schiano, morta nell’incedio di Monteruscello a 61 anni: la casa avvolta dalle fiamme in pochi minuti

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Potrebbe essere stato un surriscaldamento elettrico, forse legato alla batteria della carrozzina del marito, a innescare il rogo che ha ucciso Maria Rosaria Schiano, 61 anni, nella serata di ieri a Monterusciello.

È questa, al momento, l’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti del commissariato di Pozzuoli, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incendio divampato in un appartamento del secondo piano del Lotto 16, una palazzina popolare del quartiere.

Il fuoco si è propagato in pochi istanti, alimentato anche dalla presenza di altri dispositivi elettrici in carica, tra cui – secondo una prima ricognizione – una piccola stufa. La velocità delle fiamme non ha lasciato scampo alla donna, sorpresa insieme al marito mentre si trovavano, probabilmente, in stanze diverse. Quando si sono accorti dell’incendio, l’abitazione era già invasa dai fumi tossici: proprio l’intossicazione da monossido di carbonio avrebbe provocato l’arresto cardiaco che è risultato fatale per la 61enne.

Il marito, S.L., 63 anni, è stato recuperato dai soccorritori in un’altra stanza e trasportato d’urgenza all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Le sue condizioni restano critiche: ha riportato ustioni e una grave intossicazione da fumo.

Nel corso delle operazioni sono rimasti feriti anche due vigili del fuoco, colpiti dal crollo di una parte del solaio. L’intera palazzina è stata evacuata per motivi di sicurezza, mentre le indagini continuano per stabilire con certezza l’origine del rogo e verificare eventuali responsabilità o malfunzionamenti degli apparecchi elettrici presenti nell’abitazione.

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Allerta Meteo in Campania dalla Mezzanotte, interessate quattro aree

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo con criticità idrogeologica e idraulica di livello Giallo dalla mezzanotte fino alle 14 di domani, 4 dicembre.

Si prevedono precipitazioni intense anche a carattere di temporale, soprattutto sulle zone interne. Questi i settori maggiormente interessate: zona 4 (Alta Irpinia e Sannio), 5 (Tusciano e Alto Sele), 7 (Tanagro), 8 (basso Cilento).

I temporali, a scala locale anche forti, potrebbero dar luogo a fenomeni connessi al rischio idraulico e idrogeologico come allagamenti, esondazioni e/o caduta massi e frane legate a condizioni instabili del territorio o alla fragilità dei suoli.

Si ricorda ai Comuni di attivare i Centri operativi comunali e di predisporre tutte le misure strutturali e non strutturali atte a prevenire e mitigare i fenomeni previsti. Prestare attenzione agli avvisi della Sala operativa regionale.

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Frana di Casamicciola: Disposti 30 giorni di proroga per le indagini preliminari

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FRANA DI CASAMICCIOLA
FRANA DI CASAMICCIOLA

ISCHIA – Altri 30 giorni di indagini per individuare gli eventuali responsabili della morte delle 12 persone uccise dalla frana di Casamicciola.

È quanto ha disposto il giudice per le indagini preliminari di Napoli Nicola Matrone con una ordinanza depositata ieri in cui stabilisce che gli atti dell’inchiesta avviata in relazione alla conseguenze della terribile sciagura, che colpì il comune ischitano il 26 novembre del 2022, vengano restituiti al pubblico ministero per identificare entro trenta giorni i soggetti che avrebbero ricoperto incarichi o funzioni rilevanti nella catena delle responsabilità da verificare. Al termine dell’attività integrativa, i nominativi dovranno essere iscritti nel registro degli indagati.

Con questa decisione il gip ha respinto la richiesta di archiviazione dei pubblici ministeri Mario Canale e Stella Castaldo, che non avevano individuato responsabilità penali attribuibili a terzi nell’inchiesta sulla tragedia.

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Torna al Teatro Cilea Peppe Iodice con “Ho visto Maradona”, uno spettacolo comico e soprannaturale che rivela le verità nascoste della città di Napoli

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PEPPE IODICE HO VISTO MARADONA
PEPPE IODICE HO VISTO MARADONA

Torna al Teatro Cilea Peppe Iodice con “Ho visto Maradona”, uno spettacolo comico e soprannaturale che rivela le verità nascoste della città di Napoli.

Prosegue a gonfie vele la Stagione Teatrale 2025-2026 del Teatro Cilea di Napoli. Dopo il sold out per le serate di Peppe Barra, l’esordio promettente degli allievi della Cilea Academy, l’esplosiva performance della “sciacalla” Aurora Leone e l’esilarante comicità di Ciro Ceruti, il celebre teatro del Vomero accoglie il ritorno di un amatissimo interprete della scena comica napoletana: Peppe Iodice.

Dal 4 al 7 dicembre (repliche incluse nell’abbonamento) e, a seguito del grande interesse, dal 10 al 14 dicembre (tranne il venerdì 12) con nuove date FUORI ABBONAMENTO, andrà in scena “Ho visto Maradona”, scritto dallo stesso Iodice insieme a Francesco Burzo e Marco Critelli, per la regia di Francesco Mastandrea.

Lo spettacolo si sviluppa da una premessa tanto semplice quanto geniale: cosa accadrebbe se Peppe Iodice, per un giorno, si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe al suo ritorno da quel luogo dove si trovano tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere?

È questo l’incipit di un viaggio narrativo straordinario. Grazie a una serie di incontri soprannaturali – primo fra tutti quello con il “Piede d’Oro”, patrono laico della città di Napoli – Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito e scoperto. Gli incontri che ha fatto gli hanno finalmente aperto gli occhi, regalando al pubblico un racconto libero da ogni filtro.
Questo espediente narrativo permette al comico napoletano di essere più libero, sincero e autentico che mai, innescando il suo talento con una visione del mondo priva di freni e convenzioni.

Attorno a lui, sul palco, ci sono gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati riuniti per un ultimo saluto, che si troveranno di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fan.

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Napoli: Tunisino ruba cellulare a turista tedesca, fermato da Carabinieri fuori servizio

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NAPOLI
NAPOLI

NAPOLI – Borseggia una turista ma finisce in manette: è successo lungo via Toledo, a Napoli dove un carabiniere che si stava godendo con la famiglia una passeggiata ha arrestato un tunisino.

Si tratta di di Imed Fahri, un 40enne di origini tunisine, che aveva preso di mira il cappotto di una donna tedesca, distratta dalle vetrine dei negozi. Per ben due volte infila la mano nella tasca del suo giubbotto e al secondo tentativo riesce e sfilarle il cellulare.

Un maresciallo del nucleo operativo Vomero, libero dal servizio e con la famiglia, vede tutto. Si avvicina al 40enne e tenta di bloccarlo. Il borseggiatore reagisce, colpisce il carabiniere a gomitate e poi fugge, abbandonando la refurtiva.

Il militare però lo insegue e dopo alcune centinaia di metri, grazie al supporto di due agenti della polizia locale, riesce a fermarlo. Fahri è stato arrestato per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. È ora in camera di sicurezza, in attesa di giudizio.

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Aggressione verbale al “Vecchio Pellegrini”: due dottoresse insultate, intervengono le Forze dell’Ordine

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Grave episodio di violenza verbale nella notte al pronto soccorso dell’ospedale “Vecchio Pellegrini”, dove due dirigenti mediche sono state pesantemente insultate dalla madre di una giovane paziente. È la 47ª aggressione registrata dall’ASL Napoli 1 dall’inizio del 2025, mentre il totale tra Napoli 1 e Napoli 2 sale a 61 episodi.

Come riporta la pagina social ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, la donna pretendeva un accesso immediato alle cure per la figlia, nonostante la giovane presentasse una semplice influenza con febbre, condizione che non rientrava tra le priorità cliniche stabilite dal triage. Di fronte al legittimo rispetto delle procedure, la madre ha dato in escandescenze, scagliandosi contro le due professioniste con insulti pesanti, offese personali e persino auguri di disgrazie rivolti alle loro famiglie.

La situazione è rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate dal personale per riportare la calma e garantire la sicurezza all’interno del reparto.

Preoccupa il fatto che, ancora una volta, il bersaglio dell’aggressione siano state due donne, entrambe molto stimate nel proprio ambiente di lavoro. Un episodio che conferma il crescente clima di tensione vissuto dal personale sanitario, da tempo costretto a operare in condizioni sempre più difficili.

«Siamo stanchi e pronti a lasciare», è lo sfogo amaro raccolto da chi ha assistito alla scena: parole che riflettono un malessere profondo e un rischio concreto per la tenuta dei reparti, già provati dalla carenza di personale e da un aumento costante delle aggressioni.

Un nuovo campanello d’allarme per il sistema sanitario pubblico, che continua a confrontarsi con un’emergenza silenziosa ma ormai quotidiana: la sicurezza di chi lavora per garantire cure a tutti.

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Pozzuoli: Incendio in un appartamento, morta donna di 61 anni, grave il marito

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POZZUOLI
POZZUOLI

POZZUOLI – Tragedia questa sera a Pozzuoli, una donna di 61 anni è deceduta a causa di un incendio scoppiato in un’abitazione al secondo piano di una palazzina che si trova in via Salvatore Di Giacomo, a Monterusciello.

Il marito, che ha 63 anni, a causa delle esalazioni è invece ricoverato in ospedale in gravi condizioni.

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti dei vigili del fuoco e della Polizia di Stato a causare l’incendio sarebbe stata una stufetta.

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È saltato l’accordo per la Cassa Integrazione agli ex dipendenti Whirlpool Napoli, il deputato Soumahoro: “Governo intervenga subito per reindustrializzazione”

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“Sono stato informato quest’oggi dagli ex lavoratori Whirlpool di Napoli che l’accordo stipulato lo scorso luglio presso il ministero del Made in Italy, che avrebbe dovuto garantire la continuità della cassa integrazione anche per il 2026, atto a consentire lo sviluppo progressivo delle attività e il contestuale reimpiego dei lavoratori, è in realtà saltato. Ho quindi depositato un’interrogazione per chiedere al governo quale sia, allo stato attuale, la situazione della reindustrializzazione dell’area dell’ex Whirlpool e quali siano le criticità che impediscono l’avvio dei piani industriali, visto che il ministro delle Imprese e del Made in Italy aveva confermato il suo impegno a favore della reindustrializzazione sostenibile, dell’innovazione tecnologica e della valorizzazione delle competenze”.

Così il deputato Aboubakar Soumahoro, membro della Commissione Lavoro, riguardo al blocco previsto dal 1° gennaio 2026 della cassa integrazione per gli ex lavoratori Whirlpool.

“Chiedo, inoltre, quali iniziative intenda adottare per concedere la proroga della cassa integrazione per il 2026, al fine di garantire l’utilizzo continuativo degli ammortizzatori sociali. Ritengo un dovere morale, prima ancora che politico, preservare il diritto di questi lavoratori e lavoratrici a veder garantita la loro dignità economica e il sostentamento familiare, senza il quale verrebbe compromesso tutto il lavoro fin qui svolto. Chiedo che il governo faccia rispettare gli accordi e consenta a queste famiglie e a questi lavoratori di poter trascorrere un Natale sereno, con uno sguardo al futuro più tranquillo. Il governo intervenga subito per consentire la reindustrializzazione dell’ex Whirlpool di Napoli.”

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Luca Piscopo morto dopo aver mangiato sushi: ristoratore condannato a tre anni, assolto il medico

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Si è concluso a NAPOLI, con una condanna per il ristoratore e un’assoluzione, il processo sulla morte di Luca Piscopo, il ragazzo di quindici anni deceduto il 2 dicembre 2021 dopo nove giorni di sofferenze provocate da una presunta intossicazione alimentare che, secondo gli inquirenti, era stata causata dal sushi mangiato in un locale “all you can eat” del Vomero.

Il giudice monocratico Giuliana Taglialatela ha inflitto due anni e sei mesi di reclusione al titolare cinese del ristorante giapponese, e ha assolto il medico che aveva in cura il giovane. A entrambi è stato contestato dalla Procura di NAPOLI (pm Federica Amodio) il reato di omicidio colposo.

Per il ristoratore anche violazioni in materia di igiene e conservazione di alimenti.

Il pm aveva chiesto, al termine della requisitoria, tre anni di reclusione per il ristoratore e un anno e otto mesi per il dottore. La sentenza è giunta al termine della camera di consiglio, iniziata intorno alle 15.

A parere della Procura di NAPOLI il decesso del 15enne per una miocardite sarebbe collegato alla salmonellosi contratta da Luca insieme con le sue amiche dopo avere mangiato nel locale del quartiere Vomero. Sempre secondo la pm Luca si sarebbe potuto salvare se fosse stato curato in tempo.

Le parti civili sono state rappresentante dagli avvocati Marianna Borrelli (legale della famiglia del 15enne), Rossella Esposito e Amedeo Bolla. I due imputati invece sono stati difesi dagli avvocati Arturo Cola e Vittoria Pellegrino.

Presenti in aula i genitori del 15enne e molti suoi amici, tra cui le ragazze che con Luca consumarono il pasto. Il giudice ha condannato il ristoratore a pagare una provvisionale di 45mila euro per ciascuna delle parti civili costituitesi al processo.

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