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Polemiche in Regione Campania, i tiktoker Rita De Crescenzo e ‘Napolitano Store’ dal consigliere di maggioranza Pasquale Di Fenza: “Popolo ci sei?”

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La controversa Tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, la stessa della cosiddetta ‘invasione di Roccaraso’, e un altro influencer locale, conosciuto come ‘Napolitano Store’, sono stati nella sede del Consiglio regionale della Campania dove hanno fatto visita al consigliere regionale di maggioranza Pasquale Di Fenza: un video su Tiktok riprende la scena, con Napolitano che sventola una grande bandiera tricolore sulle note dell’Inno d’Italia e in sovraimpressione la scritta “Popolo ci sei? Working in progress”.

In un altro video registrato all’esterno del consiglio regionale i due influencer spiegano che si stanno “acculturando, per capire le cose come stanno che cosa fare di buono” per i cittadini. “Mettiamo un altra volta il reddito e lo aumentiamo. E tanto lavoro”, dice Napolitano.

“Tanto lavoro, le medicine e tante cose belle”, gli fa eco la De Crescenzo, come se fosse una sorta di impegno elettorale. E poi, tra il serio e il faceto e sempre in napoletano: “io sindaco e tu assessore al Turismo? Facciamo scegliere al popolo?”

Tiktoker in Consiglio, Di Fenza si scusa “una leggerezza”

“La visita di Rita De Crescenzo nei miei uffici del consiglio regionale della Campania è stata organizzata per ascoltare le sue istanze. Lo faccio da sempre a prescindere dalla provenienza socio-culturale e dalle storie personali. La politica deve saper ascoltare tutti. Questo però non mi esime dalla responsabilità di aver commesso una leggerezza politica. Chiedo scusa, non era mia intenzione offendere le istituzioni. Mi dispiace aver coinvolto la maggioranza di governo regionale in una mia iniziativa personale”: così Pasquale Di Fenza, consigliere regionale in Campania e capogruppo di Azione

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Scarcerazione dei Moccia: Verifiche in corso, Gratteri vuole vederci chiaro

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SCARCERAZIONE MOCCIA
SCARCERAZIONE MOCCIA

La vicenda della scarcerazione dei presunti boss del clan camorristico Moccia per decorrenza dei termini di custodia cautelare – di cui scrive oggi Roberto Saviano sul Corriere della Sera – è oggetto da giorni di verifiche da parte dei vertici degli uffici giudiziari di Napoli, che stanno accertando eventuali anomalie nelle lungaggini del processo in cui 15 imputati sono stati rimessi in libertà.

Del resto il primo segnale d’allarme, come hanno scritto Il Mattino e Repubblica Napoli, risale addirittura al marzo del 2023, quando la procura (Ivana Fulco e Ida Teresi) aveva avvertito del rischio: “Trattasi di processo con detenuti già da tempo pendente quindi con il rischio che vengano scarcerati tutti“.

Un anno dopo circa, aprile 2024, i pm hanno sollecitato la celebrazione di un numero maggiore di udienze, eventualmente anche di sabato. Richieste che però non sarebbe stato possibile accogliere per l’alto numero di procedimenti di cui è oberato il collegio, tra cui un altro maxi processo sempre per camorra.

Tre anni di lavoro in aula, sessanta udienze, nessun verdetto di primo grado, scarcerazioni firmate dalla sesta penale, che ha accolto le istanze dei difensori“, scrive il Mattino, aggiungendo che ora è in corso la raccolta di dati e informazioni da parte della presidente della Corte di Appello Maria Rosaria Covelli e dello stesso procuratore Nicola Gratteri, che ha chiesto una ricostruzione della storia di questo fascicolo.

Verifiche che servono a mettere a fuoco eventuali criticità, anomalie o indebiti ritardi nella gestione di un maxi processo a 48 imputati, tra cui il presunto gotha della camorra radicata tra Napoli e Roma. Agli imputati scarcerati sono state imposte delle misure alternative, che vanno dal divieto di residenza in Campania e nel Lazio al divieto di uscire di casa in ore notturne, ma la procura diretta da Nicola Gratteri starebbe valutando un ricorso al Riesame o in Cassazione contro le scarcerazioni.

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Arrestato nonno a Portici: è accusato di aver violentato le nipotine di 6 anni

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PORTICI NONNO NIPOTINE
PORTICI NONNO NIPOTINE

PORTICI – Un 78enne è stato fermato dai Carabinieri a Portici (Napoli) per aver abusato delle sue due nipoti di 6 anni: l’anziano è accusato di violenza sessuale e produzione di materiale pedo-pornografico.

Il fermo scaturisce dalle indagini avviate nei giorni scorsi dai Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Torre del Greco e coordinate dalla quarta sezione della procura di Napoli, che si occupa di violenza di genere e tutela delle fasce deboli.

Dagli accertamenti è emerso che l’uomo avrebbe approfittato dei momenti in cui le bambine gli erano state affidate dai genitori per coinvolgerle in atti sessuali e fotografarle.
Il 78enne è stato condotto nel carcere di Secondigliano.

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Metropolitana Napoli: Garante scioperi sanziona i sindacati per 40mila euro, picco di malattie il 28-29 marzo

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GARANTE DEGLI SCIOPERI METROPOLITANA NAPOLI
GARANTE DEGLI SCIOPERI METROPOLITANA NAPOLI

La Commissione di garanzia sugli scioperi ha chiuso la vicenda dei pesanti disservizi registrati sulla metropolitana di Napoli, per le massicce assenze per malattia nei giorni 28 e 29 marzo scorsi, con una sanzione di 40mila euro complessivi nei confronti delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna, Faisa Cisal, Faisa Confail, Orsa Trasporti e Usb.

“La lunga ed approfondita istruttoria svolta – si legge in una nota – ha accertato che il picco di assenze per malattia del personale ANM addetto alle linee metropolitane, interessato dallo stato di agitazione aperto dai sindacati per il mancato pagamento di alcune voci retributive, ha assunto nei giorni indicati un carattere abnorme (73%, 85%, 92%), rispetto al personale di superficie non coinvolto nella vertenza”.

“Le assenze per malattia – aggiunge il Garante – hanno concretizzato, nella sostanza, una forma di sciopero occulto nel contesto di una situazione di conflittualità governata dalle Organizzazioni sindacali presenti in Azienda, responsabili per non avere esercitato sui lavoratori la propria influenza, dissuadendoli da condotte elusive e dissociandosi inequivocabilmente da comportamenti che hanno provocato gravi disservizi e danni alla cittadinanza”.

“La Commissione auspica, per il futuro – conclude la nota -, che simili episodi non abbiano a ripetersi e ribadisce che continuerà ad assicurare la sua vigilanza per la puntuale applicazione delle norme sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, anche con riferimento a forme surrettizie di astensioni che possano pregiudicare i diritti costituzionali dei cittadini utenti”.

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Napoli: la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 380mila prodotti contraffatti

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GUARDIA DI FINANZA NAPOLI
GUARDIA DI FINANZA NAPOLI

Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di una serie di interventi ispettivi operati tra il capoluogo e l’area metropolitana negli ultimi giorni, tenuto anche conto delle indicazioni fornite dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha sottoposto a sequestro oltre 380mila prodotti tra contraffatti e non sicuri.

Sono stati 46 i soggetti verbalizzati, di cui 39 titolari di ditte individuali esercenti l’attività di commercio al dettaglio di giocattoli, bigiotteria e articoli per la casa, 12 i denunciati all’autorità giudiziaria, a vario titolo, per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione e 27 i segnalati alla Camera di commercio per violazioni di natura amministrativa. In particolare, i militari del gruppo Pronto Impiego hanno sottoposto a sequestro oltre 210mila articoli tra giocattoli, gadget della Ssc NAPOLI, accessori di bigiotteria e capi di abbigliamento contraffatti o non sicuri, denunciando otto soggetti e segnalando amministrativamente tre responsabili.

I finanzieri del gruppo di Frattamaggiore, in un singolo intervento, hanno sequestrato oltre 85mila articoli per la cura della casa e della persona, come glitter, sticker decorativi, unghie finte e cosmetici ritenuti non sicuri, privi del marchio CE e di idonea etichetta in lingua italiana riportante informazioni di base per il consumatore, segnalando amministrativamente il responsabile.

I militari del I e II gruppo di NAPOLI hanno sequestrato circa 7mila articoli tra contraffatti, come profumi, borse, portafogli, cinture, cover per cellulari, e non sicuri, come articoli di chincaglieria e bigiotteria. Gli interventi sono stati effettuati nel capoluogo partenopeo, incluse le aree del porto e dell’aeroporto, a Ischia e a San Giorgio a Cremano e hanno portato alla denuncia di tre responsabili e alla segnalazione amministrativa di altri otto.

Nei comuni di Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Gragnano e Torre del Greco, i controlli dei finanzieri hanno permesso di ritirare dal commercio oltre 36mila pezzi non sicuri tra prodotti per la pulizia, giocattoli, articoli elettrici e di segnalare amministrativamente altri sei soggetti. A Nola, San Gennaro Vesuviano, Marigliano, Pozzuoli, Monte di Procida e Bacoli sequestrati ulteriori 42mila prodotti non sicuri e segnalati amministrativamente nove responsabili.

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Napoli: Vacanza in Tanzania ma è una truffa da 10mila euro, 2 arresti

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VACANZA TANZANIA TRUFFA
VACANZA TANZANIA TRUFFA

Una vacanza da sogno il prossimo Natale in Tanzania a prezzi competitivi da prenotare subito: così hanno fatto dieci persone residenti nel Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, che hanno risposto all’offerta pubblicata sui social anticipando complessivamente diecimila euro.

Sono bastati alcuni giorni per capire che si trattava di una truffa messa a segno da un 44enne della provincia di Benevento e da un 44enne residente in provincia di Napoli.

Entrambi truffatori seriali, sono stati individuati dai carabinieri della Stazione di Lauro, presso cui le vittime avevano presentato denuncia, e denunciati a piede libero all’Autorità giudiziaria.

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Castellammare: “Papà sta picchiando mamma”, Carabinieri chiamati dalla figlia

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Papà sta picchiando Mamma Castellammare
Papà sta picchiando Mamma Castellammare

CASTELLAMMARE DI STABIA – È stata la figlia 17enne ad avvertire i carabinieri che il padre stava picchiando, per l’ennesima volta, la moglie: l’uomo, un 43enne, è stato arrestato ieri sera a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, mentre, saputo dell’arrivo dei militari, stava cercando di allontanarsi.

Con le forze dell’ordine si è giustificato dicendo che se ne stava andando dopo avere litigato con la consorte che gli aveva lanciato il cellulare dalla finestra. Ma la storia non era andata proprio così.

A smentire il 43enne è la cognata 56enne dell’uomo, sorella della vittima, con il messaggio eloquente ricevuto dalla nipote: “Corri che papà sta picchiando mamma”. I militari decidono di fermare il 43enne e di vederci chiaro e dagli approfondimenti investigativi emerge che la 56enne, entrata in casa grazie alla nipote, ha visto la propria sorella sul divano mentre il marito, sopra di lei, le stringeva le mani al collo.

La vittima – ha 49 anni – riesce a scappare e chiede aiuto dal balcone. L’uomo tenta di strappare il telefono dalle mani della propria figlia ma la 17enne si rinchiude in camera e contatta il 112.

Il 43enne, intimorito dall’imminente arrivo dei carabinieri, scende di casa per allontanarsi ma la gazzella è arrivata in tempo. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni personali mentre la donna – che ha denunciato altri episodi di violenza – è stata trasferita nell’ospedale San Leonardo. Per la vittima una prognosi di 10 giorni per diverse escoriazioni al braccio.

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Organizza una festa per la scarcerazione, ma evade dai domiciliari. Incastrato dai video su TikTok

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Scarcerazione Cerreto Sannita
Scarcerazione Cerreto Sannita

Sono stati video pubblicati su Tik Tok, tra cui quelli di un cantante neomelodico, a incastrare un uomo che invece di stare a casa ai domiciliari stava partecipando a una festa organizzata proprio per celebrare la sua anticipata scarcerazione.

Nel giro di poco tempo si è ritrovato i carabinieri di Cerreto Sannita a casa, che lo hanno riportato in carcere, a Benevento. Tra i video pubblicati anche quelli di un noto cantante neomelodico: i militari hanno appurato che la festa, tenutasi nel parcheggio antistante l’appartamento di residenza, era stata organizzata dai familiari proprio per celebrare il rientro dell’uomo presso la propria abitazione ai domiciliari.

Tuttavia, dai video analizzati è emersa la presenza del reo e di numerosi partecipanti non autorizzati, in violazione delle prescrizioni imposte dalla misura restrittiva. Ulteriori elementi raccolti nel corso delle indagini hanno confermato che il soggetto si era allontanato arbitrariamente dal proprio domicilio. Così l’uomo è stato condotto nella Casa Circondariale di Benevento, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, e ora dovrà anche rispondere del reato di evasione.

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È Luigi Di Sarno, il 52enne di Cercola morto a Diamante a causa del botulino dopo aver mangiato un panino con le cime di rapa

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Un grave episodio di intossicazione alimentare ha colpito la cittadina di Diamante, sulla costa tirrenica cosentina, dove Luigi Di Sarno, un uomo di 52 anni, originario di Cercola (Napoli), è deceduto dopo aver consumato un panino con salsiccia e broccoli acquistato da un venditore ambulante locale.

Luigi Di Sarno era molto più di un artista: era un punto di riferimento per chi l’aveva conosciuto nei laboratori creativi, nei corridoi delle scuole, nei vicoli pieni di musica di Napoli e di Cercola, sua città d’origine. Era partito per qualche giorno di mare con la famiglia, destinazione Diamante, nel Cosentino. Una vacanza breve, una pausa. Nessuno poteva immaginare che quel viaggio si sarebbe trasformato in tragedia.

Altre sette persone, tra cui due adolescenti di 17 anni e una donna di 42 anni, sono state ricoverate all’ospedale Annunziata di Cosenza con sintomi compatibili con il botulismo. Secondo le prime ricostruzioni, l’intossicazione sarebbe stata causata dalla tossina botulinica presente nei broccoli sott’olio utilizzati nella farcitura dei panini. Le autorità sanitarie hanno avviato un’indagine epidemiologica e il food truck è stato sottoposto a sequestro.

Le autorità sanitarie e giudiziarie continuano a monitorare la situazione per prevenire ulteriori casi e garantire la sicurezza alimentare nella regione.

++ Intossicati da botulino,sequestro prodotto in tutta Italia ++

La Procura della Repubblica di Paola ha disposto il sequestro, su tutto il territorio nazionale, di un prodotto commerciale, probabilmente broccoli, che sarebbe all’origine dell’intossicazione da botulino registrata nel cosentino e che ha provocato una vittima, Luigi di Sarno, un turista 52enne di Cercola (Napoli), e 9 ricoverati. La Procura, diretta da Domenico Fiordalisi, sta indagando per morte come conseguenza di un altro reato e commercializzazione di alimenti nocivi. I pm stanno accertando anche eventuali responsabilità mediche. La vittima, infatti, si era recata nella clinica privata a Belvedere marittimo.

++ Intossicazione botulino, morta 38enne ricoverata a Cagliari +

C’è una prima vittima per l’intossicazione da botulino a Cagliari, che a fine luglio ha coinvolto otto persone, dopo aver mangiato della salsa guacamole durante la Fiesta Latina di Monserrato, nella città metropolitana di Cagliari.

È morta questa questa mattina all’ospedale Businco, da dove era stata trasferita dopo il ricovero al Brotzu, una donna di 38 anni che era stata tra i primi ad accusare i sintomi dell’intossicazione alimentare.

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Mare contaminato da batteri fecali: scatta il divieto di balneazione a Vietri, Minori e Casamicciola Terme

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Allarme dell’Arpac: valori oltre cinque volte i limiti consentiti. Nuovi controlli nei prossimi giorni per verificare il rientro nei parametri

Mare vietato in tre località simbolo del turismo campano. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (Arpac) ha rilevato, nei campionamenti effettuati il 5 agosto, concentrazioni di batteri fecali nettamente superiori ai limiti di legge nelle acque di alcune spiagge di Vietri sul Mare e Minori, perle della Costiera Amalfitana, e di Casamicciola Terme, rinomata stazione idrotermale dell’isola di Ischia.

Sotto osservazione le quantità di enterococchi intestinali ed Escherichia coli, indicatori di contaminazione fecale, che hanno superato i “parametri microbiologici oltre i limiti” previsti dalla normativa. L’Arpac ha trasmesso i dati ai rispettivi Comuni, chiamati ora a emanare ordinanze di divieto temporaneo di balneazione per tutelare la salute pubblica.

Il caso più eclatante si registra a Marina d’Albori, nel comune di Vietri sul Mare. Nel tratto compreso tra la spiaggia “La Schiarata seconda” e la “Carrubina”, il punto di prelievo ha evidenziato una concentrazione di enterococchi intestinali pari a 1.091 unità per 100 ml, a fronte del limite massimo di 200.

Situazioni analoghe, seppure con valori differenti, sono state riscontrate in alcuni punti di Minori e di Casamicciola Terme. La causa dell’inquinamento non è ancora stata ufficialmente chiarita, ma si ipotizzano sversamenti fognari non controllati o malfunzionamenti negli impianti di depurazione.

Nei prossimi giorni l’Arpac effettuerà nuovi campionamenti per accertare se le acque tornino conformi e consentire così la revoca dei divieti.

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