martedì, Maggio 12, 2026
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Napoli al Centro dell’Operazione contro lo Sfruttamento della Prostituzione: Quattro Arresti tra Lazio, Campania e Molise

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Un’operazione della Polizia di Stato ha portato all’arresto di quattro cittadini cinesi accusati di aver gestito una rete di sfruttamento della prostituzione tra diverse regioni italiane, tra cui Lazio, Campania e Molise. Gli arresti, eseguiti su disposizione del giudice per le indagini preliminari (GIP), segnano un’importante operazione contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Isernia, gli arrestati avevano creato un’organizzazione criminale che costringeva donne, in gran parte connazionali, a prostituirsi sotto minaccia e in condizioni di forte emarginazione sociale. Le vittime venivano mantenute in una situazione di prigionia, segregate nelle abitazioni degli sfruttatori, e costrette a lavorare in numerose case di appuntamenti gestite dalla banda.

Il giro d’affari mensile derivante dallo sfruttamento delle donne è stato stimato intorno ai 6.000 euro, con oltre 110 clienti che ogni mese si rivolgeva ai servizi offerti dalla rete criminale. Le indagini, che hanno coinvolto la Squadra Mobile di Isernia e le omologhe di Latina e Napoli, hanno rivelato che gli sfruttatori riuscivano a eludere i controlli di polizia sostituendo l’identità delle donne con documenti falsi.

L’inchiesta, che ha visto anche l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e videosorveglianza, ha svelato la struttura dell’associazione a delinquere. Il capo dell’organizzazione era un uomo, coadiuvato dalla moglie, dalla sorella e da un’altra donna, responsabili della gestione degli annunci e degli appuntamenti con i clienti. Le donne venivano regolarmente spostate tra le città di Napoli, Salerno, Latina, Roma e Isernia, sempre sotto stretto controllo, e il loro denaro veniva raccolto periodicamente dai membri dell’organizzazione.

La polizia ha inoltre scoperto che le vittime, molte delle quali prive di permesso di soggiorno, vivevano in un isolamento totale, senza alcuna possibilità di sottrarsi al controllo dei loro sfruttatori. Durante l’operazione, le forze dell’ordine sono riuscite a smantellare una rete che operava su larga scala, facendo emergere una realtà drammatica di abusi e sfruttamento.

L’inchiesta prosegue, con ulteriori sviluppi che potrebbero portare a nuovi arresti e all’individuazione di altre vittime di questa rete di prostituzione. Le autorità invitano chiunque fosse a conoscenza di situazioni simili a denunciare per contribuire alla lotta contro il traffico di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione.

Le operazioni di polizia e le indagini hanno confermato ancora una volta la necessità di un continuo impegno contro tutte le forme di tratta e sfruttamento, soprattutto in un contesto globale che continua a mostrare vulnerabilità nel proteggere le persone più fragili.

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Napoli: torna il “Pizza Village” alla Mostra d’Oltremare

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PIZZA VILLAGE 2025
PIZZA VILLAGE 2025

La XIII edizione del Pizza Village è la conferma di un appuntamento consolidato e apprezzato in città, un punto di riferimento in grado di coniugare gastronomia tipica e intrattenimento.

La cornice della Mostra d’Oltremare, con i suoi ampi spazi, si è rivelata la sede ideale per ospitare eventi molto partecipati e per decongestionare aree del centro già molto frequentate. Il Pizza Village, ogni anno, si riconferma punto di incontro e confronto necessario per artigiani della pizza e appassionati: un’ottima occasione per portare in alto la cultura della pizza e favorire un dialogo costante tra tradizione e contemporaneità. È volano di crescita e sviluppo per l’economia locale, un appuntamento che, ogni anno, richiama napoletani e turisti alla partecipazione e alla condivisione, e gli spettacoli dal vivo accompagnano il buon cibo e la convivialità.

Nell’anno delle celebrazioni di NAPOLI 2500, il Pizza Village contribuisce ad ampliare l’offerta della città, sempre più ricca e poliedrica, valorizzando l’area occidentale. Di questo ringrazio gli organizzatori e tutti i partner coinvolti per l’impegno costante. È una grande soddisfazione per tutti noi”.

Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, partecipando, questa mattina, alla presentazione ufficiale, a Palazzo San Giacomo, dell’edizione 2025 del ‘Coca-Cola Pizza Village’ in programma dall’1 al 6 luglio nel quartiere fieristico di Fuorigrotta.

In conferenza stampa presenti con il primo cittadino l’assessora alle Politiche giovanili e al Lavoro, Chiara Marciani, gli organizzatori Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci, l’amministratore delegato di Mulino Caputo, Antimo Caputo, il presidente della Mostra d’Oltremare, Remo Minopoli, e il team di Rtl 102.5. A condurre l’incontro Gianni Simioli, voce storica della radio. Nato per unire cultura gastronomica e intrattenimento, Pizza Village si è affermato negli anni come un appuntamento unico, capace di coniugare artigianalità, turismo, spettacolo e partecipazione. Anche quest’anno, le migliori pizzerie, tra storiche e contemporanee con i nuovi interpreti, saranno presenti nel grande villaggio a ingresso gratuito, animato da masterclass, laboratori, incontri divulgativi e dal format narrativo Pizza Tales, che mette a confronto pizzaioli, territori, storie di pizza e di altri mondi. Al centro della scena, nuovamente il grande palco firmato Rtl 102.5, media partner ufficiale, che ogni sera trasmetterà in diretta radio tv ed animerà il villaggio con live e ospiti d’eccezione, senza biglietto, senza barriere, pensati davvero per tutti. Tra i primi nomi trapelati: Alex Ways, Alfa, BigMama, Florinda, LDA, Napoleone, Sarah Toscano, Settembre, Tiromancino, Trigno, ai quali si aggiungeranno presto gli altri protagonisti delle hit del momento e tanti altri interpreti e voci della scena napoletana contemporanea, tra cui il vincitore di un Contest musicale che avrà l’opportunità di rientrare in uno dei calendari musicali più attesi dell’estate.

“Pizza Village – sottolinea l’assessora al Turismo e alle Attività produttive, Teresa Armato – è una straordinaria vetrina per l’eccellenza napoletana. Non solo celebra l’antica e prestigiosa arte del pizzaiuolo, tramandata di generazione in generazione, con la genuinità del gusto e con i maestri pizzaioli che da tredici edizioni si incontrano per una kermesse che attira decine di migliaia di persone; ma è anche un grande attrattore per i napoletani e per i turisti, proponendo sei giorni di musica, cultura e conoscenza con incontri e dibattiti sulla pizza e i suoi ingredienti. Ha, inoltre, il pregio di esportare la nostra cultura in altri luoghi del mondo, a Milano come a Londra, New York e in Arabia Saudita”.

Marciani ha ricordato come il Pizza Village sia ormai un appuntamento fisso in città “che abbina una grande tradizione della nostra gastronomia come la pizza e tutte le eccellenze che sono dietro una buona pizza, a tanti momenti di spettacolo e intrattenimento. Per i nostri concittadini e per i turisti sarà l’occasione per apprezzare il contest e tutte le novità che propone questa edizione” Per gli organizzatori Sebillo e Marinacci questo è un progetto “che va ben oltre il cibo, che nasce con l’obiettivo di valorizzare il brand Napoli e raccontarne l’identità attraverso un linguaggio popolare e accessibile. Agli inizi un potente volano per il turismo e l’economia locale, oggi si candida a diventare un vero e proprio ambasciatore internazionale del nostro patrimonio culturale. È per questo che siamo approdati a Milano tre anni fa e che, presto, potenzieremo la nostra presenza anche all’estero”.

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Afragola: assemblea pubblica per dare risposte concrete dopo il femminicidio di Martina Carbonaro

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ASSEMBLEA PUBBLICA PER MARTINA CARBONARO
ASSEMBLEA PUBBLICA PER MARTINA CARBONARO

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Patto educativo per Napoli e dall’Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere, venerdì 27 giugno, alle 16:30, si terrà ad Afragola (Napoli), nella parrocchia San Giorgio Martire, un’assemblea pubblica, iniziativa che nasce come “risposta concreta e corale a pochi giorni dal terribile femminicidio di Martina Carbonaro, giovane vittima di una violenza insopportabile e ingiustificabile”.

L’incontro vedrà la presenza dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale don Mimmo Battaglia, della presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, e del procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro. Interverranno, inoltre, la sociologa Raffaella Palladino, la direttrice della Caritas di Napoli, suor Marisa Pitrella, il coordinatore del Patto Educativo, Gennaro Pagano. “L’assemblea – spiega la Diocesi di Napoli – sarà un primo passo verso una progettualità più ampia e condivisa, capace di unire istituzioni civili, realtà educative, comunità ecclesiali e territorio nella costruzione di una nuova cultura della prevenzione, fondata sul rispetto, sulla parità di genere, sulla non violenza e sulla cura delle nuove generazioni”.

“L’impegno contro la violenza di genere – si legge in una nota – non è solo un’emergenza da gestire, ma un compito educativo da assumere insieme, nella consapevolezza che ogni ferita inflitta a una donna è una ferita al cuore stesso della nostra umanità”.

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Kevin De Bruyne al Napoli, parla il papà Herwing: “Ha scelto Napoli per continuare a giocare ad alti livelli”

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Kevin De Bruyne ha scelto Napoli rispetto ad altre offerte economicamente migliori “perché è più interessato al lato sportivo, al poter giocare ad alti livelli”.

Lo ha detto Herwing De Bruyne, padre del calciatore, che lo ha accompagnato a Roma e ha parlato fuori Villa Stuart, dove il calciatore ha fatto le visite mediche. Il fantasista belga ha infatti avuto offerte milionarie dall’Arabia Saudita e da club degli Usa.

“Una delle ragioni – ha aggiunto il padre del calciatore – per cui ha scelto l’Italia è continuare a giocare ad alti livelli, ripeto è sempre stata la cosa più importante per lui. Per lui conta la questione sportiva”.

Herwig De Bruyne aggiunge: “La presenza di Antonio Conte è stata decisiva nella scelta di Kevin”.

Intanto i tifosi aspettano ora l’annuncio del presidente De Laurentiis del contratto che verrà firmato da De Bruyne, un biennale con opzione per il terzo anno.

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Resta grave il piccolo Pietro, è in coma da una settimana

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PIETRO BIMBO IN COMA
PIETRO BIMBO IN COMA

Restano stabili ma ancora gravissime le condizioni del piccolo Pietro, il bimbo di nove mesi ricoverato da una settimana nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santobono di Napoli.

Il neonato era arrivato in coma subendo due delicati interventi chirurgici alla testa per ridurre un esteso ematoma cerebrale. Il quadro clinico è critico e i medici mantengono il massimo riserbo sulla prognosi.

Il bambino era stato portato inizialmente all’ospedale di Sapri, in provincia di Salerno, dalla madre, e poi trasferito d’urgenza a Napoli. Oltre al trauma cranico, i sanitari hanno riscontrato diverse fratture, alcune recenti e altre risalenti nel tempo, segno di una situazione pregressa di forte sofferenza.

Sul caso indagano i Carabinieri della compagnia di Sapri, coordinati dalla procura di Lagonegro. L’attenzione degli inquirenti è concentrata sui 45 minuti in cui il piccolo sarebbe rimasto solo in casa con il compagno della madre, nella villetta di Villammare dove la famiglia viveva. Nessuno al momento risulta indagato, ma negli ultimi giorni sono stati ascoltati numerosi testimoni, tra cui la madre, il padre biologico, il compagno della donna e altri familiari. Il Tribunale per i minorenni di Potenza ha sospeso la potestà genitoriale alla madre. Le indagini proseguono.

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Carabiniere ucciso nel brindisino. Fermati i rapinatori, uno è morto

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CARABINIERE UCCISO
CARABINIERE UCCISO

È morto uno dei due banditi catturati a Grottaglie, in provincia di Taranto, poco dopo un conflitto a fuoco avvenuto nelle campagne di Francavilla Fontana, nel brindisino.

L’uomo sarebbe stato ferito dai colpi esplosi presumibilmente dall’altro Carabiniere presente sul posto. I due banditi si erano dati alla fuga, sfuggendo ad un posto di blocco, dopo avere fatto fuoco contro il brigadiere dei carabinieri Carlo Legrottaglie, uccidendolo.

L’altro malvivente è stato portato nella caserma dei carabinieri di Martina Franca.

La pattuglia dei Carabinieri di cui faceva parte Carlo Legrottaglie, ucciso a colpi di pistola, era intervenuta dopo la segnalazione di una rapina a un distributore di carburanti alla periferia di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi.

I due carabinieri a bordo della ‘gazzella’ hanno intercettato l’auto dei rapinatori, una Lancia Y di colore scuro. Alla vista dei militari i malviventi sono fuggiti e i Carabinieri li hanno inseguiti. Le due auto si sono speronate fino a quando si sono dovute fermare, dopo essersi toccate più volte, nella campagna circostante.

I rapinatori sono scesi dall’auto dividendosi. Legrottaglie ne ha inseguito uno che ha sparato contro il brigadiere alcuni colpi di pistola, uccidendolo. Legrottaglie sarebbe riuscito a rispondere al fuoco e anche uno dei rapinatori sarebbe rimasto ferito.

Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro di Legrottaglie: da domani sarebbe andato in licenza e poi, a luglio, in pensione. Il suo collega è sotto shock.

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Afragola, il Prefetto di Napoli: ‘Restituire alla città la dignità attraverso la sicurezza e la prevenzione'”

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“La delittuosità complessiva nella città di Afragola, in un rapporto tra i primi cinque mesi del 2024 e i primi cinque mesi del 2025, denota una marcata flessione. Questo significa che la pianificazione di servizi di prevenzione sta ben funzionando. Stiamo lavorando perché ad Afragola possa essere restituita la dignità che merita”. Lo ha detto il Prefetto di NAPOLI, Michele di Bari, incontrando i giornalisti al termine della riunione di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dopo gli omicidi avvenuti negli ultimi due giorni a Cardito ed Afragola.

“Abbiamo creato i presupposti – ha precisato il prefetto – per consentire al comune di Afragola di attivare dispositivi di videosorveglianza, che sono in una fase molto avanzata. Abbiamo 168 dispositivi di videosorveglianza, 22 lettori di targhe e credo che anche questa strumentazione, questo dispositivo complessivo fornirà utili notizie anche a chi sta sviluppando indagini per questi episodi. Devo dare atto che c’è una magistratura che nell’arco di poche settimane, sostanzialmente nella quasi totalità dei casi, riesce ad individuare i responsabili. Polizia di Stato, arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza: tutti stanno concorrendo in maniera forte non solo all’individuazione dei responsabili, ma sono impegnati in un forte servizio di controllo, di prevenzione del territorio con servizi mirati, cosa che sta accadendo già da qualche giorno”.

“Ovviamente, dopo questo episodio, l’accentuazione dei servizi si è fatta molto più forte. Stiamo lavorando perché ad Afragola possa essere restituita la dignità che merita”, ha concluso.

Blitz del NAS Napoli contro l’abusivismo nella medicina estetica: sequestri in farmacia e oscurati siti illegali

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Nel corso di un’attività di controllo condotta dal Gruppo NAS dei Carabinieri di Napoli, nel Sud Italia, è stato effettuato un significativo sequestro di materiale sanitario e cosmetico utilizzato in ambito medico-estetico. Tra i prodotti sequestrati figurano siringhe pre-riempite di acido ialuronico, aghi, flaconcini contenenti filler anti-età, nonché schede di valutazione medico-estetica riferite a diversi pazienti.

L’intervento ha evidenziato gravi irregolarità, tra cui l’impiego abusivo di dispositivi medici e cosmetici per trattamenti estetici, spesso effettuati al di fuori dei requisiti normativi previsti per garantire la sicurezza dei pazienti. In particolare, all’interno di una farmacia è stato scoperto un vero e proprio centro estetico, non autorizzato, che operava in violazione delle normative vigenti. L’area adibita a “estetica avanzata” e le relative apparecchiature sono state sottoposte a sequestro amministrativo. Gli operatori della struttura esercitavano infatti l’attività di estetista senza le dovute abilitazioni professionali, sfruttando la copertura dell’esercizio farmaceutico.

L’azione dei NAS non si è fermata alle ispezioni fisiche. Le verifiche si sono estese anche al mondo digitale, con un monitoraggio mirato dei siti web che pubblicizzavano e/o vendevano illegalmente medicinali e dispositivi medici utilizzati nella medicina estetica. In alcuni casi, si è giunti persino all’oscuramento di portali online, spesso ospitati su server esteri e gestiti da soggetti anonimi. Questi siti promuovevano la vendita illecita di farmaci soggetti a prescrizione medica obbligatoria — acquistabili solo in farmacia e da utilizzare esclusivamente sotto la supervisione di personale sanitario qualificato — oltre a dispositivi medici iniettabili (i cosiddetti filler) e cosmetici con etichettature non conformi alla normativa europea.

L’operazione testimonia l’impegno costante delle autorità nel contrasto all’abusivismo nel settore della medicina estetica, un ambito sempre più esposto a pratiche scorrette e potenzialmente pericolose per la salute pubblica. Le indagini proseguono per individuare ulteriori responsabili e garantire il rispetto della legge, tutelando i cittadini da interventi effettuati senza garanzie di sicurezza e professionalità.

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Boscoreale: Tentativi di estorsione ad attività commerciali dal carcere in videochiamata

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VIDEOCHIAMATA CARCERE
VIDEOCHIAMATA CARCERE

Tentata estorsione in concorso e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

Il tutto aggravati dal metodo mafioso, sono questi i reati che i Carabinieri di Boscoreale (Napoli), contestano con la Direzione distrettuale antimafia partenopea, a due persone arrestate con l’accusa di di avere minacciato un negoziante del posto.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima sarebbe stata addirittura contattato con una videochiamata da uno dei due indagati che era detenuto per costringerlo a pagare somme di denaro per consentirgli la prosecuzione dell’ attività commerciale.

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“I vostri nomi sono sulle pallottole della mia pistola” minacce alla famiglia di Santo Romano

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MINACCE FAMIGLIA SANTO ROMANO
MINACCE FAMIGLIA SANTO ROMANO

I vostri nomi sono sulle pallottole della mia pistola“: minacce di morte sono giunte, via social, alla famiglia di Santo Romano, il giovane ucciso nel Vesuviano da un minore armato di pistola che sparò durante una lite scoppiata per i cosiddetti futili motivi, un paio di scarpe sporcate.

Il grave episodio ha spinto la famiglia di Santo a presentare una denuncia all’ autorità giudiziaria. “Su nostra denuncia il minorenne condannato per l’assassino di Santo Romano – dice l’avvocato Marco De Scisciolo, spiegando l’antefatto – è stato trovato in possesso di due cellulari mentre era detenuto in due carceri minorili diversi e, in un’ occasione, finanche di un coltello rudimentale“.

Qualche giorno dopo, sempre sui profili Tik Tok con le sue iniziali o riferibili a suoi sostenitori, – fa sapere ancora il professionista – sono apparsi dei post palesemente indirizzati alla famiglia di Santo Romano, verosimilmente riconducibili alle denunce che avevamo presentato per i cellulari, in cui si palesano gravissime minacce di morte“.

In un post, addirittura, – sottolinea il professionista – è stato scritto ‘i vostri nomi sono sulle pallottole della mia pistola’“.

L’avvocato De Scisciolo tiene a precisare che la famiglia di Santo Romano, a questo punto, “è stata costretta a sporgere una nuova denuncia per questi fatti che riteniamo gravissimi“.

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