mercoledì, Maggio 13, 2026
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Napoli: tre connazionali tentano di sottrargli il cellulare e lo aggrediscono, ferito 29enne

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Questa notte i carabinieri della compagnia Napoli centro sono intervenuti nell’ospedale Pellegrini per una persona ferita.

Poco prima e per cause ancora in corso di accertamento, un cittadino nigeriano di 29 anni mentre si trovava in piazza Garibaldi sarebbe stato avvicinato da tre suoi connazionali che nel tentativo di sottrargli il cellulare lo avrebbero aggredito, colpendolo al volto con dei cocci di bottiglia.

La vittima è in osservazione non in pericolo di vita per “trauma emivolto sinistro, ferita arma da taglio arcata sopraciliare sinistra”.

Indagini in corso da parte dei carabinieri impegnati per ricostruire l’intera vicenda.

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Napoli: trovato morto con una coltellata al petto Giuseppe Autrù, il 61enne scomparso da Ponticelli

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È stato ritrovato senza vita Giuseppe Autrù, il 61enne scomparso lo scorso 17 maggio nel quartiere Ponticelli, nella zona orientale di Napoli.

Il corpo dell’uomo, ormai in stato avanzato di decomposizione, è stato rinvenuto in un’area inaccessibile della stazione “Madonnelle” della Circumvesuviana, proprio dove era stato avvistato l’ultima volta dalle telecamere di videosorveglianza. Le immagini erano state mostrate anche durante una puntata del programma Chi l’ha visto?

Il giallo sulla morte: omicidio o suicidio

Sul corpo dell’uomo è stato trovato un coltello conficcato nel torace, un elemento che ha spinto gli inquirenti a non escludere alcuna ipotesi. Si indaga infatti sia sulla possibilità di una morte violenta, sia su quella di un suicidio. Il giorno della scomparsa, Autrù era uscito di casa senza cellulare né documenti, lasciando a casa anche il portafogli. Inoltre, non si era presentato al lavoro, un’assenza che aveva immediatamente insospettito i familiari, che avevano lanciato l’allarme e denunciato la scomparsa. L’uomo lavorava come proiezionista in una sala cinematografica del quartiere Bagnoli, nella parte occidentale della città.

Appelli disperati e ricerche senza sosta

La sparizione di Giuseppe Autrù aveva mobilitato amici, familiari e conoscenti, che avevano diffuso appelli anche sui social. Uno dei messaggi più condivisi recitava:
“ATTENZIONE: NON SI HANNO NOTIZIE DI QUESTA PERSONA DALLE 14:00 DI SABATO 17 MAGGIO. AL MOMENTO DELL’ALLONTANAMENTO INDOSSAVA UN PANTALONE BEIGE E UNA MAGLIETTA A MEZZE MANICHE AZZURRA. L’ULTIMA VOLTA È STATO VISTO IN ZONA PONTICELLI/RIONE INCIS. PER QUALSIASI SEGNALAZIONE CHIAMATE QUESTO NUMERO: 3476266356 – 3935577226”.

Anche la redazione di Chi l’ha visto? si era occupata del caso, diffondendo una scheda dettagliata:
“Giuseppe, 60 anni, vive e lavora a Napoli con la moglie. Sabato 17 maggio, intorno alle 13:30, è uscito a piedi diretto verso la stazione della circumvesuviana ‘Madonnelle’. Non ha con sé né documenti né cellulare. È alto 170 centimetri, ha gli occhi castani, è calvo. Indossava una maglietta azzurra a maniche corte, pantaloni beige e scarpe da ginnastica blu marca Adidas.”

Ora che il corpo è stato ritrovato, resta da chiarire la dinamica della morte di Giuseppe Autrù. Gli investigatori proseguono le indagini per dare risposte a una famiglia e a una comunità profondamente colpite.

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Colpito da gogna social, tenta suicidio professore delle minacce alla figlia di Meloni

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Non ha retto al peso delle polemiche e al senso di colpa provocato da quel post agghiacciante per il quale si era già scusato Stefano Addeo, il docente di tedesco di Marigliano autore di quelle parole pubblicate su Facebook nei giorni scorsi in cui augurava alla figlia della premier Giorgia Meloni di morire come Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dall’ex fidanzato 19enne.

E così l’uomo, 65 anni, nel pomeriggio ha ingerito un mix di psicofarmaci con l’intento di togliersi la vita. A salvarlo sono stati i carabinieri e i medici del 118, avvertiti dalla dirigente scolastica dell’istituto dove insegna.

Il docente aveva infatti chiamato la preside rivelando la sua intenzione di farla finita.

La donna ha immediatamente dato l’allarme e i soccorsi sono arrivati nell’abitazione di Addeo: l’uomo è stato soccorso e portato in ospedale a Nola: qui è stato ricoverato in codice rosso ma non è in pericolo di vita.

“Non ho retto tutto l’accanimento mediatico che c’è stato nei miei confronti – ha detto al telefono all’ANSA dal letto dell’ospedale dove è ricoverato cercando di spiegare il suo gesto – Un’ora fa ho provato il suicidio con un mix di psicofarmaci. Ho commesso un errore, ma non dovevo essere crocifisso in questo modo, mi hanno linciato. Ho chiesto scusa, non ce l’ho fatta”.

Prima di dare seguito ai suoi propositi suicidi, Addeo aveva affidato a una lettera aperta al quotidiano ‘Roma’ la richiesta di un incontro chiarificatore con la premier, per rinnovare le sue scuse: “Le chiedo, se possibile, di poterla incontrare per poterglielo dire guardandola negli occhi”, aveva scritto. Parole che sarebbero state raccolte a palazzo Chigi: la premier infatti, secondo quanto si apprende, aveva dato indicazioni di far pervenire la sua disponibilità ad un incontro, prima che uscisse la notizia del tentativo di suicidio.

“Non c’è giustificazione possibile per le parole scritte. Mi assumo ogni responsabilità – aveva scritto Addeo nella lettera a Meloni – anche se confesso che mai nelle mie intenzioni vi era l’idea di augurare la morte a una bambina. È stata una frase infelice, inadeguata, inaccettabile, che non mi rappresenta né come uomo né come educatore”.

Addeo parla della sua situazione personale, del rapporto con la madre anziana e della sofferenza per quanto accaduto: “So bene che nulla può cancellare il male fatto con quelle parole. Solo la verità, il pentimento e il rispetto possono servire, ora”.

Per questo il docente si rivolge direttamente alla premier, chiedendo perdono per il gesto “che ha ferito Lei e la sua famiglia, e in particolare sua figlia, che mai avrebbe dovuto essere tirata in ballo in alcun modo”.

Nei confronti del professore il Ministero ha aperto un’istruttoria che dovrebbe portare all’adozione, già nella giornata di oggi, di provvedimenti disciplinari.

“Non possiamo più tollerare comportamenti di singoli che sui social o in pubblico tradiscono quel decoro e quella dignità che devono caratterizzare una professione così delicata” aveva detto il ministro Giuseppe Valditara.

“Il ministero – aveva aggiunto – sanzionerà quanti non sono degni di far parte della nostra scuola”. A quella di Valditara si è aggiunta oggi la voce il direttore dell’Ufficio scolastico della Regione Campania, Ettore Acerra, titolare dell’azione disciplinare.

“Un episodio sconcertante – ha detto – ed il segno di come un uso inqualificabile dei social possa portare a degli episodi che non dovrebbero essere assolutamente accettabili”.

Acerra ha poi confermato che con il ministro si farà un “ragionamento” sulla vicenda per arrivare a dei provvedimenti nei confronti del prof: “Un componente della comunità educante dovrebbe pensare bene prima di parlare. Cercheremo di prendere le giuste decisioni”.

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Mugnano, grave incidente stradale nella notte: 3 giovani feriti a bordo di uno scooter, 2 in gravi condizioni

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Questa notte i carabinieri della compagnia di Marano sono intervenuti in via NAPOLI a Mugnano per un incidente.

Poco prima e per cause ancora in corso di accertamento si era verificato uno scontro tra una Fiat Bravo con a bordo un 52enne e uno scooter Beverly sul quale c’erano un 18enne, una 15enne e un 16enne. Lo scooter ha impattato violentemente con un veicolo lì parcheggiato.

I ragazzi sono stati trasferiti dal personale del 118 negli ospedali di Giugliano in Campania e Pozzuoli in codice rosso. Operati d’urgenza per fratture multiple, la prognosi è riservata.

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La mamma di Martina costretta a difendersi dai giudizi social: “Mia figlia era tutto per me”

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MAMMA MARTINA CARBONARO
MAMMA MARTINA CARBONARO

Enza Cossentino, la mamma di Martina Carbonaro, questa mattina ha pubblicato un post su Facebook per difendersi dalla pioggia di giudizi e accuse delle ultime ore.

L’opinione pubblica non è mai stata tenera con questa madre dal primo momento. Un rapporto di empatia che non si è mai creato per diversi motivi, lasciando invece spazio a giudizi talvolta feroci. Che, nelle ultime ore, dopo un video con un giovane ambulante di panini di Afragola con un grande seguito sui social, sono diventati ancora peggiori.

Questa mattina Fiorenza si è sentita in dovere di dare spiegazioni (non dovute) all’opinione pubblica, scrivendo un lungo post su Facebook dove cerca di fare chiarezza su tutte le accuse che le vengono mosse:

Mi state giudicando che sono fredda. Che non mi importa di mia figlia. Io sono stata sempre presente. Anche se era piccola, io ero presente, li tenevo sotto controllo. Ho scoperto di uno schiaffo 3 settimane fa. Io dissi a mia figlia: “Marty tu vai a scuola, non è che Alessio ti da fastidio? Dimmelo” così noi potevano andare a parlare con i genitori. Marty mi disse di no.

Il giorno della tragedia, mia figlia è uscita con un’amica, Anna. Non aveva appuntamento con Alessio. Se io avessi saputo che stavano fuori casa mia, io andavo la, ma ero all’oscuro di tutto. Nelle ultime settimane mia figlia era tranquilla. Non mi ha mai dato problemi.

Se mi vedete forte è perché la forza che ho me l’ha data lei. Dopo la morte dei miei genitori avevo lei. Questi sono gli ultimi momenti con lei. Immagino mia figlia quanta paura e sofferenza ha subito. Chi lo sa se le ultime ore mi ha chiamata. Io per mia figlia mi facevo uccidere. Mia figlia era tutto per me. Quindi non giudicate. Principessa mia avrai giustizia.

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Tragedia a Montecorvino Pugliano (Salerno): 11enne morto sotto la doccia

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MONTECORVINO PUGLIANO
MONTECORVINO PUGLIANO

Tragedia a Montecorvino Pugliano (Salerno), un bambino di 11 anni è morto improvvisamente sotto la doccia nella sua abitazione.

Inutili i soccorsi, l’11enne è stato trovato riverso a terra da un familiare. La Procura della Repubblica ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia per accertare le cause del decesso. Potrebbe essersi trattato di un malore improvviso e fulminante.

Sotto shock la famiglia e la comunità di Montecorvino Pugliano per questa immane tragedia.

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Alessio Tucci trasferito dal carcere di Poggioreale

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ALESSIO TUCCI TRASFERITO DA POGGIOREALE
ALESSIO TUCCI TRASFERITO DA POGGIOREALE

Il Dap ha accolto la richiesta dell’avvocato di Alessio Tucci dando parere positivo al trasferimento dal carcere di Napoli – Poggioreale.

La casa circondariale è stata considerata un luogo poco sicuro per Alessio Tucci e per i suoi parenti. Il quasi 19enne è stato così trasferito in un altro carcere della Campania al momento non noto.

Nella casa circondariale napoletana al suo arrivo i detenuti del padiglione Milano hanno inscenato una rivolta in seguito alla quale il ragazzo è stato trasferito nel reparto clinico, più controllato.

Ma all’esterno del carcere ci sono stati momenti di tensione tra i genitori di Tucci e i parenti di altri detenuti. Proprio per questo il diciannovenne è stato trasferito in un altro istituto penitenziario campano che il suo legale, per evidenti ragioni di sicurezza, chiede di non rendere pubblico.

Sul fronte delle indagini è prevista l’autopsia sul corpo di Martina Carbonaro (14 anni), un passaggio fondamentale per capire la dinamica del violento omicidio avvenuto lunedì scorso nell’ex abitazione del custode dello stadio comunale di Afragola.

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Napoli: salvato da un ictus all’Ospedale Cardarelli in soli 9 minuti dall’ingresso al Pronto soccorso

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Record di velocità per Ictus al Cardarelli di Napoli: solo 9 minuti dall’ingresso al Pronto soccorso all’inizio del trattamento farmacologico mentre si fa la Tac.

In piena notte un’ambulanza del 118 dell’area flegrea allerta la Neurologia stroke del Cardarelli che sta trasportando in Pronto Soccorso un uomo di 83 anni con sintomi di ictus, improvvisi problemi di linguaggio ed una emiparesi sul lato destro.

Seguendo la procedura, la neurologa di turno, Claudia Cuccurullo, ha accolto il paziente in acceso al Pronto Soccorso e, confermando la diagnosi, lo ha accompagnato in sala Tac per fare l’esame.

Già mentre si concludeva l’esame Tac il paziente – cui avevano preso l’accesso venoso in ambulanza e le cui generalità erano state acquisite nel trasporto – ha iniziato il trattamento farmacologico.

Tanta velocità nel trattamento dell’ictus ha scongiurato il rischio di gravi disabilità per il paziente che due giorni dopo è stato dimesso dal Cardarelli.

Dice Vincenzo Andreone, direttore dell’Unità di Neurologia – Stroke Unit del Cardarelli: “Ringrazio i colleghi che portano avanti l’attività della stroke unit con passione e competenza, garantendo cure rapidissime ai pazienti che subiscono un ictus. Il nostro ospedale tratta oltre 300 ictus ischemici ogni anno e, grazie al lavoro dei nostri operatori, il tempo medio di trattamento di questa patologia dall’accesso al Pronto Soccorso alla terapia farmacologica è di circa 37 minuti per la trombolisi endovenosa. Si tratta di tempi e numeri eccezionali che pongono la nostra struttura tra le prime in Europa in questo specifico ambito. Nel trattamento dello stroke, l’organizzazione è parte della terapia; per questo è importante fare rete coi colleghi del 118, con quelli del Pronto Soccorso e coi quelli della Neuroradiologia che, quando la terapia farmacologica non basta, intervengono con procedure di radiologia interventistica”.

La rete Ictus in Campania è stata ridisegnata lo scorso agosto ed ha permesso una riorganizzazione di tutte le attività, confermando il ruolo centrale dell’ospedale Cardarelli per il trattamento di questo tipo di patologia.

Dice Antonio d’Amore, Direttore Generale del Cardarelli: “In Campania il trattamento dell’ictus è profondamente cambiato grazie ad una riorganizzazione della rete assistenziale che ha permesso alla nostra regione di fare un balzo in avanti nel trattamento tempestivo di questa patologia, garantendo grandi benefici ai pazienti. Il Cardarelli ogni anno viene riconosciuto dalla Società Europea dello stroke unit come un centro di assoluta eccellenza per la velocità e la competenza nel trattamento dell’Ictus. Tale risultato è frutto di un lavoro di equipe che diventa ancora più prezioso in considerazione degli altissimi numeri di pazienti trattati per questo tipo di patologia ogni anno. La grande esperienza del nostro ospedale in questo ambito è centrale in una rete assistenziale che ha come priorità la velocità e la competenza. Mi complimento coi colleghi che con professionalità, passione e dedizione lavorano per garantire questi importanti risultati assistenziali, contribuendo in modo significativo a determinare un importante cambio di passo nel trattamento precoce della patologia ischemica”.

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Omicidio Martina Carbonaro, il Giudice: “Morta dopo minuti di agonia. Tucci incapace di controllare impulsi”

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Martina era agonizzante ed è morta dopo molti minuti di sofferenza dopo che l’ex fidanzato Alessio Tucci l’ha prima colpita tre volte con una pietra e poi l’ha nascosta sotto i detriti in un casolare diroccato di Afragola.

L’ordinanza del giudice del Tribunale di NAPOLI Nord, Stefania Amodeo, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 19enne, conferma quanto era emerso dalle conclusioni della consulenza medica preliminare svolta sul corpo della 14enne.

A dire la parola definitiva sugli ultimi momenti di vita della giovane di Afragola sarà dunque ora l’autopsia in programma martedì prossimo.

Nel tratteggiare il profilo del giovane – si sottolinea nel provvedimento – emerge, secondo il giudice, “una allarmante personalità”, “incapace di controllare i propri impulsi”.

La procuratrice di NAPOLI Nord, Anna Maria Lucchetta, nel corso di una conferenza stampa convocata ieri ad Aversa, aveva spiegato che Tucci avrebbe agito con ‘crudeltà’.

‘Efferatezza’, ‘tranquillita’, ‘disinvoltura’ sono alcuni dei termini utilizzati nell’ordinanza del gip che motivato il provvedimento di custodia cautelare in carcere con “un pericolo concreto di reiterazione di reati della stessa specie”.

Tucci, dopo il delitto, avrebbe cancellato dal cellulare di Martina e dal suo le chat che si sono scambiati nelle ore precedenti al delitto. Ha lasciato poi il telefono della ragazza in un piccolo anfratto del locale diroccato ed è andato a casa. Ha buttato la maglia che indossava, ha chiesto alla mamma di lavargli i pantaloni, ha fatto la doccia, è uscito con gli amici.

Successivamente, quando è scattato l’allarme per la scomparsa di Martina, ha partecipato con i genitori della quattordicenne alle sue ricerche tacendo “per paura” come ha detto subito dopo la convalida del fermo l’avvocato Mangazzo.

Secondo il legale nel comportamento del giovane, “comunque non c’è stato accanimento. Martina ha rifiutato un abbraccio. Era di spalle e lui, in uno scatto d’ira, l’ha colpita, Ci sono stati questi tre colpi, prima uno e poi altri due e la ragazza poi ha perso i sensi quasi subito. Accanimento non c’è stato. Tucci ha dichiarato che la povera Martina non respirava più, ha sentito che non respirava più”.

Nella strategia difensiva potrebbe eventualmente rientrare anche la richiesta di una perizia psichiatria ma, ha spiegato Mangazzo, “questa è una valutazione rispetto alla quale stiamo facendo una riflessione ulteriore”.

Così come resta in piedi l’ipotesi della richiesta di trasferimento in altro carcere. “Quello che mi ha raccontato – ha detto il legale dopo l’incontro che ha avuto con il suo assistito – è che non ha trovato un clima favorevole ed è stato spostato in un reparto più tranquillo. Ho rappresentato al giudice che questa casa circondariale a ridosso della città anche per i familiari che lo vengono a trovare non è un luogo sicuro”.

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Paura agli Scavi di Pompei, donna investita da bus uscito fuori corsia: portata in ospedale

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Paura, al Parco archeologico di Pompei, per un bus che “nella salita verso Porta Marina superiore è fuoriuscito leggermente dalla corsia e ha spinto una delle transenne, buttando a terra una visitatrice che stava accedendo al sito”.

Lo rende noto Il parco di Pompei che sottolinea che la donna “è stata portata in ospedale, in codice verde”. Oggi il Parco ha registrato un grande afflusso per la prima domenica del mese che prevede l’accesso gratuito. In una nota si sottolinea che i tempi di accesso sono stati “scorrevoli, con picchi di 20-30 minuti di attesa, anche grazie alle nuove regole stabilite in occasione della domenica gratuita, con la sospensione del biglietto nominativo per queste giornate”.

Grande attenzione anche alla sicurezza fuori gli scavi, con il Comune di Pompei che, su richiesta della direzione del Parco, ha fornito 250 transenne ed è presente con i vigili urbani. “Proprio le transenne hanno evitato il peggio quando, nell’area antistante uno degli ingressi, un pullman nella salita verso Porta Marina superiore è fuoriuscito leggermente dalla corsia”, si spiega.

“Ringrazio il Comune, le Forze dell’ordine e lo staff del Parco Archeologico, in particolare il personale di biglietteria, vigilanza e accoglienza e l’ufficio tecnico – ha detto il direttore del sito, Gabriel Zuchtriegel – senza le transenne, l’incidente poteva avere conseguenze molto più gravi. Avremo aggiornamenti sulla persona in ospedale e le auguriamo pronta guarigione. Nell’insieme, con accessi così scorrevoli, tempi di attesa minimi anche nel confronto nazionale ed internazionale, misure straordinarie di sicurezza grazie alla collaborazione del Comune di Pompei, posso solo meravigliarmi di chi, senza del resto essere stato sul posto, parla di inefficienza e disorganizzazione: nella migliore dell’ipotesi, è ignoranza, nella peggiore, un attacco strumentale, perché evidentemente la nostra linea di rispetto della legalità e di contrasto al bagarinaggio non piace a tutti, ma noi andremo avanti lo stesso senza farci intimidire. I tempi in cui i biglietti del Parco si rivendevano anche durante le giornate gratuite sono finiti e non torneranno più.

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