mercoledì, Maggio 13, 2026
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Quarto: confermato l’ergastolo per l’assassino di Antonella Iaccarino

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ANTONELLA IACCARINO QUARTO
ANTONELLA IACCARINO QUARTO

La seconda sezione della corte di assise di Napoli (presidente Cristiano) ha condannato all’ergastolo Francesco Riccio, l’uomo che il 5 settembre 2023 a Quarto dopo una lite per un posto auto nel cortile condominiale diede alle fiamme la sua vicina di casa Antonella Iaccarino, la donna morta a 48 anni dopo 47 giorni di agonia per le gravissime ustioni riportate.

Presenti in aula i familiari della vittima, alcuni in lacrime quando il giudice ha letto il dispositivo di sentenza. Il giudice ha accolto la richiesta formulata dalla Procura di Napoli, rappresentata in processo dal sostituto procuratore Maurizio De Marco.

Ha avuto quello che si meritava ed è stata una grande soddisfazione sentire la parola ergastolo“. Così, in lacrime, abbracciata al padre Massimo, Alessia Castaldo ha commentato la sentenza con la quale la Corte di Assise di Napoli ha condannato all’ergastolo Francesco Riccio, l’uomo che il 5 settembre 2023 dopo una lite per un posto auto nel cortile condominiale diede alle fiamme la sua vicina di casa Antonella Iaccarino, la donna morta a 48 anni dopo 47 giorni di agonia per le gravissime ustioni riportate.

È un sollievo per noi e per mamma – ha detto ancora Alessia – anche lei può stare tranquilla: ci manca da morire e lotteremo ancora per lei“.

Giustizia è fatta – ha detto l’avvocato Luigi Musolino, legale della famiglia della vittima – la Procura con il suo rappresentante (il pm De Marco) ha fatto un ottimo lavoro protagonista di una grande indagine e di una grande istruttoria dibattimentale. Abbiamo dimostrato i fatti e la corte ci ha seguito, con una condanna che è quella che ci aspettavamo. Una condanna – ha detto ancora l’avvocato Musolino – che non ci restituirà la signora Antonella“.

Secondo il legale c’è stata una giusta risposta della Giustizia a un atto “illogico, di una crudeltà estrema compiuto da una persona che non merita assolutamente di stare in libertà“.

Per l’avvocato durante il processo l’imputato ha mantenuto un comportamento docile ma “le sue gesta sono state estremamente gravi. A noi non compete esaminare la natura dell’uomo, è stato un processo complesso, molto sofferto da parte della famiglia e devo dire che considerando i tempi della giustizia italiana è stato un processo breve che ha dato soddisfazione al cittadino, alla famiglia“.

La famiglia ha preso parte a tutte le udienza del procedimento giudiziario sempre indossando una maglietta sulla quale hanno fatto stampare una foto della povera Antonella Iaccarino.

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Corruzione a Sorrento: il ruolo del sensitivo “Lello”

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SENSITIVO LELLO CORRUZIONE SORRENTO
SENSITIVO LELLO CORRUZIONE SORRENTO

Conoscitore del presente, del passato e del futuro”, capace di rispondere alle più svariate richieste in tema di lavoro, salute, amore e famiglia sulla base del responso delle carte, mischiate “senza incrociare mani e piedi“. Così si presentava il ‘Sensitivo Lello’, al secolo Raffaele Guida, nel corso delle sue lunghe dirette nelle tv locali napoletane durante le quali, tra una battuta e una canzone, forniva i suoi servizi di cartomanzia ai telespettatori che telefonavano in diretta.

Guida, 52 anni, residente a Santa Maria a Vico, si trova oggi coinvolto in tutt’altra vicenda: è indagato dalla Procura di Torre Annunziata nell’inchiesta culminata ieri sera nell’arresto del sindaco di Sorrento Massimo Coppola, colto in flagranza mentre intascava una mazzetta da 6mila euro che gli era stata consegnata da un imprenditore sorrentino per l’aggiudicazione di un appalto.

Dopo gli anni del successo televisivo da cartomante, Guida si è dedicato all’editoria televisiva e ai settori del marketing e della comunicazione. Una nuova fase della sua carriera che deve aver convinto il sindaco di Sorrento, che nel 2022 gli ha offerto un incarico nel suo staff per “l’attività di comunicazione della risorsa mare”; offerta poi rifiutata da Guida.

Secondo gli investigatori oplontini il rapporto tra Coppola e ‘Lello’ è proseguito al punto che quest’ultimo viene considerato “fiduciario e referente del sindaco nei rapporti, anche illeciti, intrattenuti con gli imprenditori“. I finanzieri del gruppo di Torre Annunziata, agli ordini del comandante Gennaro Pino, hanno eseguito una perquisizione nella sua abitazione a Santa Maria a Vico, trovando 167mila euro in contanti nascosti in un incavo di un tavolo da biliardo.

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Rayan Mdallel, 15enne di Caserta trovato morto a Torino: nessun segno di violenza sul corpo

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Non presentava segni di violenza il corpo senza vita di Rayan Mdallel, 15enne scomparso il 30 gennaio scorso a Mondragone (Caserta) e trovato morto nel Po a Torino. Il corpo è stato trovato lo scorso 19 febbraio in via Riccardo Sineo, lungo Po Machiavelli.

Gli agenti del Gabinetto interregionale Polizia scientifica Piemonte e Valle d’Aosta, squadra sopralluoghi della Polizia di Stato, intervenuti alle 11.30 su segnalazione del rinvenimento della salma nel fiume, non hanno trovato documenti che permettessero l’identificazione del corpo.

È stata quindi avviata un’indagine coordinata dalla Procura di Torino finalizzata all’attribuzione di un’identità certa.

In prima battuta, sono state prelevate le impronte papillari che non hanno trovato riscontro nelle banche dati. Successivamente, sono stati effettuati i rilievi biologici, anche questi processati in banca dati, che non hanno dato match.

La squadra Analisi Investigativa Scena del Crimine ha avviato una capillare ricerca tra le denunce di scomparsa degli ultimi mesi che, anche per mezzo del riscontro con alcuni dettagli forniti dagli organi di stampa e presenti in sede autoptica, ha determinato la necessità di acquisire il profilo biologico appartenente al 15enne scomparso a Mondragone, in provincia di Caserta, a fine gennaio.

L’attività di estrazione, amplificazione e lettura del codice genetico repertato sul cadavere e confrontato con quello analizzato dagli oggetti personali e dai familiari del minore ha permesso di determinare la corrispondenza tra i due profili con una probabilità prossima alla certezza.

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San Vitaliano (Napoli): arrestata sindaca e marito per corruzione

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SAN VITALIANO ARRESTA SINDACA
SAN VITALIANO ARRESTA SINDACASAN VITALIANO ARRESTA SINDACA

Stamani personale della Squadra mobile di Napoli e del comando Carabinieri di San Vitaliano (Napoli) ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Nola, su richiesta della locale Procura, nei confronti di otto indagati a carico dei quali si è ravvisata, a vario titolo, la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine a reati di tentata concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e depistaggio.

Degli otto, due sono sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere, due alla misura cautelare degli agli arresti domiciliari, due alla misura coercitiva non custodiale del divieto di dimora, uno alla misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di un anno, uno alla misura interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno.

Tra i destinatari la sindaca dimissionaria del Comune di San Vitaliano, ed il marito, ex responsabile del settore delle Politiche sociali dello stesso Comune, gravemente indiziati, fra l’altro, di essersi associati con il comandante facente funzioni della Polizia municipale e con l’allora responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente per mettere in atto molteplici condotte di reato contro la pubblica amministrazione.

Sono stati sottoposti a misura cautelare personale, altresì, il vicesindaco dimissionario del Comune di San Vitaliano, il responsabile del settore delle Politiche sociali e dell’Ecologia, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico, il comandante facente funzioni della Polizia municipale nonché l’amministratore di fatto ed il direttore tecnico della società aggiudicataria del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani sul territorio comunale.

Le indagini – spiega una nota della procura – hanno consentito di ricostruire la gestione irregolare del citato ente locale, connotata dal sistematico asservimento dei pubblici poteri ad interessi di natura clientelare”.

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Torre del Greco: 37enne fa irruzione in casa dalla finestra per aggredire la ex con un cacciavite, la figlia chiama i Carabinieri

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TORRE DEL GRECO
TORRE DEL GRECO

A Torre del Greco (Napoli) un uomo di 37 anni è stato arrestato dai Carabinieri della locale Compagnia per maltrattamenti in famiglia, danneggiamento e violazione di domicilio.

L’uomo, da settimane non convivente più con la moglie, ha fatto irruzione nella casa dove vivevano la donna e i loro quattro figli mandando in frantumi il vetro di una finestra per entrare.

Una volta dentro, ha raggiunto la camera da letto e ha aggredito la moglie, afferrandola per il collo con una mano mentre nell’altra impugnava un cacciavite. In casa al momento dell’aggressione erano presenti anche i quattro figli, due bambine, una di 13 e l’altra di 9 anni, e due bambini, uno di 5 anni e l’altro di pochi mesi.

È stata la figlia maggiore che ha chiamato i Carabinieri e nell’attesa ha tentato di mediare con il padre, cercando di convincerlo ad andarsene.

Dopo alcuni momenti di tensione, l’uomo ha accolto la richiesta della figlia e si allontanato.
I Carabinieri della sezione radiomobile di Torre del Greco sono intervenuti e lo hanno ritracciato dopo pochi minuti. L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere.

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Prevista grande affluenza in città per Napoli – Cagliari, il prefetto Di Bari precetta lo sciopero di Ferrovie dello Stato

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Nella serata di ieri, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, dopo aver acquisito il consenso unanime del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha adottato l’ordinanza di precettazione per i lavoratori del Gruppo F.S. Italia spa e delle società partecipate che intendono aderire, a livello territoriale, allo sciopero nazionale del settore ferroviario, proclamato dalle organizzazioni Sindacali USB, SGb e Assemblea Nazione pdm/pdb.

Il provvedimento, adottato anche su segnalazione della Commissione di Garanzia dell’Attuazione dello Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali, si è reso necessario in considerazione della concomitanza dell’astensione collettiva con l’ultima partita del campionato di calcio di serie A che potrebbe concludersi con l’attribuzione del titolo sportivo alla S.S.C. Napoli, con conseguente massiccio afflusso di persone in città e con evidenti profili di ordine e sicurezza pubblica.

L’ordinanza di precettazione interessa la fascia oraria dalle ore 16:00 di venerdì 23 maggio p.v. sino a fine servizio e riguarda esclusivamente i treni individuati da Trenitalia, allegati al provvedimento prefettizio rinvenibile sul sito della Prefettura.

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Campi Flegrei, il capo della Protezione civile Ciciliano: “Quattro sgomberi con ultime scosse”

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“A seguito degli eventi sismici verificatisi lo scorso 13 e 15 maggio, sono stati registrati quattro sgomberi e una sessantina di istanze di sopralluogo ai vigili del fuoco. Per capirci, per le scosse più intense registrate lo scorso anno le richieste di sopralluogo superarono quota mille, con 310 edifici controllati e circa 900 sfollati”.

Sono i numeri dell’emergenza-bradisismo nei Campi Flegrei snocciolati dal capo del dipartimento di protezione civile Fabio Ciciliano, intervenuto questa mattina in videoconferenza alla commissione Ambiente del Senato, dove è in discussione il disegno di legge legato al decreto legge su alluvioni e Campi Flegrei.

“I fenomeni hanno insomma avuto impatti diversi pur con magnitudo simili. Va da sé che contano anche localizzazione, profondità, propagazione dell’onda sismica. Nella zona è in corso un lavoro di monitoraggio costante, anche perché gli eventi continuano e la comunità scientifica ci dice che purtroppo continueranno”.

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Napoli: sventato furto in sede università San Giovanni a Teduccio grazie all’intervento dei Carabinieri

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Sventato un furto all’interno del complesso universitario di San Giovanni a Teduccio, zona orientale di Napoli.

I Carabinieri sono intervenuti nella sede dell’Università Federico II di corso Protopisani, che ospita tra l’altro la Apple Developer Academy, per la segnalazione giunta al 112 di alcune persone che avevano scavalcato il muro di cinta.

I militari sono entrati nel complesso e hanno constatato che ignoti, appena fuggiti, avevano tentato di rubare alcune scatole con all’interno materiale informatico. Sul posto sono intervenuti anche i militari della sezione rilievi del nucleo investigativo e personale di vigilanza privata.

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Sorrento: intascava mazzetta, arrestato in flagranza Sindaco Massimo Coppola

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Il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, arrestato ieri sera con un collaboratore e componente dello staff personale, Francesco Di Maio, per induzione indebita a dare o promettere utilita’, “fattispecie delittuosa intermedia tra la corruzione e la concussione”, annota la procura di Torre Annunziata, aveva appena ricevuto 6.000 euro in contanti da un imprenditore della penisola sorrentina per un appalto per l’affidamento dei servizi di refezione scolastica per il periodo 2023-2026, aggiudicato allo stesso dal Comune di Sorrento, per un valore complessivo a base d’asta di oltre 4,5 milioni di euro.

L’arresto e’ stato effettuato allorche’ l’imprenditore, nel corso di una cena appositamente organizzata in un ristorante di Sorrento, ha consegnato al sindaco e al suo collaboratore quello che per gli inquirenti sarebbe una tranche della maggior somma di denaro indebitamente pattuita, 120.000 euro.

All’atto dell’arresto, i finanzieri hanno rinvenuto la somma di denaro, poco prima consegnata dall’imprenditore, in parte, in tasca del sindaco (4.500 euro) e, in parte, in quella di Di Maio (1.500 euro).

Dalle indagini e’ emerso che, a fronte della somma di denaro pattuita, in relazione all’appalto, l’imprenditore, sino a ieri ha corrisposto a Coppola, direttamente o tramite Di Maio, la somma complessiva di 66.000 euro.

Dalle indagini e’ emerso anche che lo stesso imprenditore ha dato a Coppola e Di Maio altri 50.000 in contanti per un altro appalto, da parte del Comune di Sorrento, relativo al servizio di ottimizzazione e miglioramento dell’asilo nido comunale per il triennio scolastico 2022-2025.

La Guardia di Finanza ha proceduto ad una perquisizione d’iniziativa nell’abitazione del sindaco, nel corso della quale sono stati rinvenuti oltre 34.000 euro in contanti.

L’arresto del primo cittadino di Sorrento costituisce l’approdo di una indagine piu’ complessa svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Massa Lubrense, sotto il coordinamento della procura della diretta da Nunzio Fragliasso, nell’ambito della quale, contestualmente all’arresto in flagranza, le Fiamme Gialle, anche con l’ausilio di unita’ cinofile “cash dog”, hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione domiciliare, locale e informatica, nei confronti di 22 indagati, tra cui altri dipendenti e funzionari del Comune di Sorrento e imprenditori aggiudicatari di appalti conferiti dal Comune nonche’ un uomo di fiducia del sindaco, indagati per i reati di corruzione, turbativa d’asta e peculato.

Sottoposti a sequestro documenti di interesse investigativo, smartphone, pc e tablet rinvenuti nella disponibilita’ degli indagati nonche’ ulteriori somme di denaro in contanti, per un importo complessivo pari ad oltre 285.000 euro, di cui oltre 34.000 euro nell’abitazione del sindaco e oltre 167.000 euro nell’abitazione (in particolare, occultati in un incavo di un tavolo da biliardo) di un “sensitivo”, Guida Raffaele, abitante a S.Maria a Vico, fiduciario e referente del sindaco nei rapporti, anche illeciti, da questi intrattenuti con gli imprenditori.

Gia’ in precedenza, il 28 dicembre dello scorso anno, il sindaco di Sorrento, dopo essersi incontrato a Santa Maria a Vico con Guida, era stato controllato dalla Guardia di Finanza e trovato in possesso di 15.000 euro all’interno di una confezione di panettone, che, dal complesso delle investigazioni effettuate, risultava riconducibile a dazioni indebite di denaro effettuate in favore del sindaco, tramite Guida, da imprenditori aggiudicatari di appalti conferiti dal Comune.

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Il femminicidio di Anna Scala a Piano di Sorrento: chiesto ergastolo per l’ex compagno

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La procura di Torre Annunziata ha chiesto la condanna all’ergastolo per Salvatore Ferraiuolo, l’uomo accusato di avere ucciso a coltellate la sua ex compagna, Anna Scala, a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli, il 17 agosto 2023.

La richiesta ai giudici della Corte di Assise di Napoli davanti al quale si sta celebrando il processo, ormai alle battute finali, è stata formulata oggi dal sostituto procuratore Ugo Spagna, al termine della requisitoria.

Anna Scala venne assassinata con almeno 17 coltellate da Ferraiuolo che ha reso una confessione circa l’omicidio ma che ha più volte modificato la sua versione circa l’accaduto.

Il pubblico ministero, rivolgendosi alla Corte di Assise, ha ricostruito l’accaduto sottolineando che l’imputato, dopo avere assassinato la donna, si cambiò gli abiti per poi recarsi ad acquistare un panino prima di rifugiarsi in un nascondiglio.

Tutte circostanze che, quindi, avvalorano la tesi della premeditazione formulata dall’accusa.

Tra le parti civili che si sono costituite a questo processo figurano la figlia della vittima, Maria, difesa dall’avvocato Salvatore Esposito e il Comune di Piano di Sorrento, rappresentato oggi in udienza dall’avvocato Francesca Covi.

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