lunedì, Luglio 6, 2026
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Morte Mario Paciolla, i genitori dopo l’archiviazione: “Nostro figlio morto una seconda volta, non ci fermiamo”

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“Per me è come se mio figlio fosse morto una seconda volta”. A parlare è Anna Motta, la mamma di Mario Paciolla, il cooperante napoletano trovato morto cinque anni fa in Colombia mentre operava per le Nazioni Unite, dopo che il giudice ha accolto la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Capitale, cui si erano opposti i familiari del giovane.

“Io sono convinta che mio figlio non si sia suicidato, ci sono tante cose che me lo dicono”, aggiunge Anna, molto provata ma decisa a non ad arrendersi.

“Se prima prendevo un appuntamento al giorno per cercare la verità per Mario, da oggi ne prenderò due”, prosegue.

In piazza Municipio, a Napoli, affisso ad un balcone del Comune, c’è uno striscione con la foto del cooperante napoletano e la scritta “Verità per Mario”. La madre e il padre di Paciolla, Pino, si sono ritrovati proprio in questa piazza, attorniati da tanti amici e sostenitori che in questi cinque anni non hanno mai fatto mancare loro l’affetto.

“Sono loro la nostra forza – dicono Anna e Pino – la forza per andare avanti”. Ora sono in attesa di conoscere le motivazioni del provvedimento del giudice. “Io non mi fermerò”, ripete Anna e “non mi spaventa di andare all’estero, dappertutto”.

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Campi Flegrei, il Ministro della Protezione Civile Musumeci dopo la scossa 4.6: “10 milioni per crollo del costone di Punta Pennata”

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“Ho sentito oggi il prefetto di Napoli ed i sindaci di Pozzuoli e Bacoli, che si sono subito attivati, assieme al nostro dipartimento di Protezione civile, per le iniziative da adottare dopo la scossa di 4.6. Va chiarito che il conseguente crollo del costone dell’isolotto di Punta Pennata non risulta essere stato censito, né dalla Regione Campania né segnalato dallo stesso Comune di Bacoli, fra le emergenze da inserire nel Piano del Commissario straordinario finanziato dal nostro governo”.

Lo dichiara il ministro per la Protezione civile e la Politiche del mare Nello Musumeci. “La nostra, infatti, è una pianificazione di emergenza correlata al Piano di allontanamento della popolazione.

Bisogna fare una distinzione tra le attività di carattere infrastrutturale finalizzate ad assicurare la funzionalità per il trasporto e per gli altri servizi essenziali e prioritari dagli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico che invece restano di competenza del presidente della regione in quanto commissario delegato dal governo nazionale con risorse erogate dal ministero dell’ambiente.

L’intervento di consolidamento del costone Cento Camerelle è stato finanziato dal governo Meloni per un importo di 10.730.000 di euro. La struttura commissariale sta provvedendo alla revisione e all’aggiornamento del progetto definitivo, che è del 2022 fornito dal Comune, e subito dopo si passerà alla realizzazione dell’opera”, conclude Musumeci.

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Controlli a Raffica a Baia: Irregolarità in Tre Lidi, Sequestri e Multe per Decine di Migliaia di Euro

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Baia (Napoli) – Raffica di controlli nella rinomata località balneare della costa flegrea, dove le forze dell’ordine hanno passato al setaccio numerosi stabilimenti. L’operazione, disposta dalla Polizia di Stato, ha visto la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Municipale, dell’Ufficio Circondariale Marittimo, dei Vigili del Fuoco, dell’Asl Napoli 2 Nord e dell’Ispettorato del Lavoro.

Nel mirino delle autorità sono finiti in particolare tre lidi balneari, risultati non a norma sotto diversi profili.

Nel primo stabilimento è stato scoperto un lavoratore in nero e sono emerse gravi irregolarità in un locale adibito a deposito alimentare, che è stato immediatamente sospeso. Le forze dell’ordine hanno inoltre effettuato un controllo approfondito sulle procedure HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), fondamentali per la sicurezza alimentare, riscontrando ulteriori violazioni che hanno comportato nuove sanzioni.

Situazione ancora più critica nel secondo lido, dove sono stati trovati otto lavoratori irregolari. Le autorità hanno anche scoperto l’occupazione abusiva di circa 2.000 metri quadri di area demaniale marittima. Le multe complessive comminate hanno raggiunto i 15.000 euro.

Nel terzo stabilimento, infine, è stata accertata la reiterata violazione di un precedente provvedimento di chiusura commerciale. Per questo motivo, la struttura è stata posta sotto sequestro penale.

I controlli – fanno sapere le autorità – proseguiranno nei prossimi giorni e saranno estesi ad altre aree costiere di Napoli e provincia. L’obiettivo è garantire la massima sicurezza a bagnanti e clienti in vista del picco stagionale di presenze.

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Inps chiede restituzione del Bonus Nido ad Altavilla Silentina

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Bonus Nido ad Altavilla Silentina
Bonus Nido ad Altavilla Silentina

Decine di richieste di restituzione del Bonus Nido ad Altavilla Silentina, in provincia di Salerno, da parte dell’Inps, con comunicazioni formali con cui viene richiesto il rimborso integrale delle somme percepite, in alcuni casi superiori ai 10mila euro, da versare entro 30 giorni. Lo rende noto uno dei destinatari delle missive, una mamma lavoratrice, Piera Acito, a cui è stato chiesto di restituire circa 1.800 euro.

Le motivazioni fornite dall’ente parlano di ‘indebita percezione’ – fa sapere Acito – ma per le famiglie coinvolte si tratta di un vero e proprio paradosso amministrativo: i fondi ricevuti erano stati regolarmente richiesti e concessi secondo le procedure previste, sulla base di documentazione prodotta e accettata. Molti cittadini si ritrovano ora a dover fronteggiare una richiesta economica spropositata, con la sola possibilità, indicata dall’Inps stessa, di provare a rivalersi in un secondo momento su presunti ‘responsabili’ ancora non identificati. Una responsabilità collettiva che diventa, nei fatti, una colpa individuale“.

La vicenda, secondo quanto si apprende, ha scatenato l’indignazione di numerose famiglie, che si stanno organizzando per avviare una class action legale volta a tutelare i propri diritti e a chiedere chiarezza sull’intera gestione della misura.

In un Paese che proclama il sostegno alla natalità e al lavoro femminile – affermano alcuni dei genitori che si sono visti recapitare la richiesta – ci ritroviamo nuovamente vittime di un sistema che punisce proprio chi prova a costruire un futuro. Questo è l’ennesimo segnale di un’assenza concreta di tutela per le famiglie“.

Dai genitori giunge un appello alle istituzioni, alla politica e agli organi di informazione, “affinché venga fatta piena luce su quanto sta accadendo e si pongano immediatamente in atto misure di sospensione delle richieste di rimborso fino a chiarimento definitivo della vicenda”.

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Arzano, scoperti 1300 evasori della TARI, ma la Sindaca rassicura: non ci saranno aumenti

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ARZANO TARI
ARZANO TARI

Circa 1.300 evasori della TARI sono stati scoperti grazie a un’imponente attività di accertamento condotta dall’Ufficio Tributi del Comune di Arzano. Un’indagine capillare sul territorio ha permesso di individuare utenze non censite e superfici mai dichiarate, che saranno ora regolarmente tassate, con recupero degli importi dovuti anche per gli ultimi cinque anni.

È questa la notizia principale della delibera approvata oggi in Consiglio Comunale: un’azione concreta contro l’evasione che ha consentito all’Amministrazione comunale di non aumentare le tariffe della TARI per l’anno 2025, mantenendole invariate rispetto al 2024.

«Abbiamo coperto l’intero costo del servizio senza toccare le tariffe, grazie a un’azione determinata di ampliamento della base contributiva – dichiara l’Assessore al Bilancio Giuseppe Vitagliano –. La lotta all’evasione non è un principio astratto: è una scelta concreta che oggi porta risultati tangibili. Più equità per le famiglie, maggiore giustizia fiscale, e un segnale forte per le imprese che rispettano le regole: ad Arzano chi evade non è più invisibile».

Il costo complessivo del cosiddetto ciclo dei rifiuti – che comprende raccolta, spazzamento e smaltimento di tutte le frazioni (umido, vetro, plastica, carta, cartone, rifiuti speciali, toner, pile e secco indifferenziato) – è stato stimato in 7.326.704 euro, come previsto dal Piano Economico Finanziario approvato dall’ARERA.

«Ad Arzano le regole valgono per tutti, senza eccezioni – afferma con fermezza la sindaca Cinzia Aruta –. Contrastare l’evasione non è solo recuperare risorse, è affermare un principio di giustizia che sta alla base del nostro modo di governare. Oggi, grazie al lavoro degli uffici e alla nostra determinazione politica, dimostriamo che si può governare con equità, senza aumentare le tariffe. È così che si cambia una città: ristabilendo regole chiare, proteggendo chi fa la sua parte e dando un segnale forte a chi finora si è nascosto».

Il Comune conferma così una gestione attenta, trasparente e responsabile, fondata su un principio semplice ma fondamentale: se tutti pagano, si paga meno. Grazie all’allargamento della base contributiva, è possibile guardare al futuro senza pesare ulteriormente sui cittadini onesti. La lotta all’evasione non si ferma qui: proseguirà con fermezza, perché l’equità non è uno slogan, ma un impegno concreto.

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Le voci dai Campi Flegrei: “tanta paura, ma non molliamo”

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SCOSSA TERREMOTO CAMPI FLEGREI
SCOSSA TERREMOTO CAMPI FLEGREI

C’è chi la prende con filosofia tutta partenopea e chi quasi non ci fa più caso, ma la scossa di magnitudo 4.6 delle 12,47 con epicentro il castello aragonese di Baia, a Bacoli, ha fatto davvero paura.

È stata forte ed è durata più del solito – riferisce un abitante di Bacoli – i lampadari oscillavano, abbiamo sentito i muri scricchiolare. Qualcuno si è riversato per strada. Era un po’ che non si faceva sentire il terremoto, oggi è tornato a farsi vivo. Ci dobbiamo abituare, la paura è stata tanta ma qui nessuno molla”.

Sui social tante le segnalazioni: “A Napoli è stata fortissima“, scrive un utente di Facebook. “Avvertita anche a San Giorgio a Cremano“, dice un altro. “Forte e lunga” è il commento più frequente.

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“Frattura non adeguatamente diagnosticata né trattata” condannata ASL Napoli 2 Nord

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Condannata ASL Napoli 2 Nord
Condannata ASL Napoli 2 Nord

Sentenza di condanna nei confronti dell’ASL NAPOLI 2 Nord per un caso di “grave negligenza sanitaria che ha provocato danni permanenti alla mano di un paziente“. Lo rende noto con un comunicato lo Studio Legale Associati Maior.

Il paziente si era rivolto a una struttura sanitaria dell’Asl a seguito di un trauma, ma la frattura riportata non fu adeguatamente diagnosticata né trattata, si legge nella nota. Le cure necessarie vennero omesse, aggravando la condizione clinica fino a causare lesioni irreversibili. Nonostante una consulenza tecnica preventiva avesse confermato la responsabilità della struttura, l’Azienda sanitaria aveva rifiutato ogni ipotesi di conciliazione, rendendo inevitabile il ricorso in giudizio.

Il Tribunale di Napoli Nord ha accolto integralmente le richieste dello Studio Maior, condannando l’Asl al pagamento di un risarcimento di decine di migliaia di euro, oltre al rimborso delle spese legali e mediche sostenute.

Questa sentenza definitiva rappresenta un’importante affermazione del principio secondo cui il diritto alla salute deve essere tutelato con rigore. Le gravi carenze, le omissioni e l’indifferenza che ancora troppo spesso affliggono il nostro sistema sanitario non possono essere tollerate. Siamo orgogliosi di aver garantito giustizia al nostro assistito e continueremo a difendere con determinazione i diritti dei pazienti lesi da comportamenti negligenti“, dichiarano gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Sorrentino e Filippo Castaldo.

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Falciano del Massico (Caserta): muore il giovane vice ispettore Enzo Spagnuolo, è caccia alla conducente in fuga

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enzo spagnuolo
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Falciano del Massico (CE) – È in corso una serrata caccia alla donna che, secondo le prime ricostruzioni investigative, sarebbe stata alla guida dell’auto coinvolta nel tragico incidente che ha causato la morte del giovane vice ispettore della Polizia di Stato, Enzo Spagnuolo, 26 anni.

Originario di Santa Maria Capua Vetere e residente a Francolise (Caserta), Spagnuolo stava completando il corso per “Allievi Vice Ispettori” a Spoleto, dopo aver prestato servizio presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Milano. Il dramma si è consumato lungo una strada provinciale del comune casertano, dove il giovane agente è rimasto vittima di un violento impatto.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno, le sue condizioni sono apparse subito gravissime. I medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

L’automobile coinvolta sarebbe stata rinvenuta abbandonata a diversi chilometri dal luogo dell’incidente. Gli accertamenti della Polizia avrebbero rivelato che il veicolo sarebbe intestato fittiziamente a un cittadino del Burkina Faso residente a Cesa. Tuttavia, alla guida ci sarebbe stata una 34enne, di origini serbe e domiciliata a Castel Volturno, attualmente irreperibile.

La Procura ha disposto il fotosegnalamento della donna, mentre la Questura di Caserta ha attivato una rete di collaborazione tra tutti gli uffici di polizia sul territorio nazionale per rintracciarla. Le indagini proseguono senza sosta, con l’ausilio delle immagini di videosorveglianza e delle testimonianze raccolte sul posto.

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Aggrediti due turisti a Napoli con spranghe e catene per motivi di viabilità, denunciati un 16enne e un 17enne

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La Polizia di Stato ha denunciato a Napoli un 16enne e un 17enne, per lesioni personali aggravate in concorso ai danni di due turisti aggrediti in via Acton all’angolo con Galleria della Vittoria.

L’episodio risale a ieri mattina: agli agenti le due vittime hanno raccontato di avere avuto un diverbio mentre erano alla guida della loro auto con alcuni ragazzi in sella a tre scooter, per motivi di viabilità, e che erano stati aggrediti con spranghe e catene.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono riusciti a risalire all’identità di due degli aggressori che, nella stessa mattinata, sono stati rintracciati e denunciati per lesioni personali aggravate in concorso.

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Giulio Giaccio ucciso e sciolto nell’acido, per giudici non fu delitto Camorra. L’Avvocato: “Una vergogna”

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Giulio Giaccio
Giulio Giaccio

La Corte di Assise di Appello di Napoli (quinta sezione) non ha riconosciuto la sussistenza dell’aggravante mafiosa nella sentenza di secondo grado sull’omicidio di Giulio Giaccio, il giovane ucciso il 30 luglio del 2000, a soli 26 anni, perché scambiato per l’amante della sorella di un camorrista legato al clan Polverino.

L’imputato Salvatore Cammarota è stato condannato a 16 anni (gli è stata concessa l’attenuante equivalente in relazione a un’offerta da lui fatta alla famiglia); pena a 30 anni di carcere confermata per Carlo Nappi mentre è stata ridotta quella inflitta a Roberto Perrone a cui sono stari comminati 8 anni (riconosciuto il concorso anomalo). In primo grado i primi due sono stati condannati a 30 anni di carcere, mentre l’ultimo, il pentito, colui che ha rivelato la storia, a 14 anni. Cammarota, che voleva vedere morto l’amante della sorella, per ben due volte ha offerto inutilmente un risarcimento alla famiglia Giaccio, l’ultima delle quale pari a circa 200mila euro. La prima volta venne offerta una casa, nell’ultima istanza la stessa abitazione con un’aggiunta di 80mila euro in contanti.

È una vergogna, questa non è giustizia, equivale ad ammettere che a NAPOLI non c’è stata e non c’è la camorra“. Usa parole dure l’avvocato Alessandro Motta, legale della famiglia di Giulio Giaccio, il giovane ucciso il 30 luglio del 2000, a soli 26 anni, perché scambiato per l’amante della sorella di un camorrista legato al clan Polverino.

Oggi, la Corte di Assise di Appello di Napoli non ha riconosciuto la sussistenza dell’aggravante mafiosa e ha ridotto le pene emesse in primo grado per due dei tre imputati. “Secondo i giudici – dice ancora l’avvocato Motta – l’omicidio di Giulio Giaccio non è un omicidio di camorra, né per modalità, né per finalità. Confidiamo nel ricorso in Cassazione annunciato dalla Procura Generale di Napoli che, da sempre, ha sostenuto i diritti di Giulio e dei suoi familiari“.

La famiglia, fa sapere ancora l’avvocato Alessandro Motta, non esclude una manifestazione pubblica di protesta contro questa decisione dei giudici partenopei. Al termine della sua requisitoria anche il sostituto procuratore generale di Napoli Paola Correra aveva chiesto che venisse riconosciuta l’aggravante mafiosa.

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