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Il precedente: nel 1960 una cabina cadde dalla funivia del Faito provocando 4 morti

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INCIDENTE FUNIVIA MONTE FAITO 1960
INCIDENTE FUNIVIA MONTE FAITO 1960

La storia della funivia del Faito non è nuova a tragici incidenti. Il più grave risale al Ferragosto del 1960 quando, a causa di un errore umano, una delle cabine giunse a valle senza riuscire a frenare la sua corsa precipitando così sui binari sottostanti della linea ferroviaria Circumvesuviana: allora furono quattro i morti.

Trentuno i viaggiatori che rimasero feriti nello schianto. Dopo quella tragedia, furono effettuati lavori di manutenzione straordinaria e le cabine sostituite. Da allora, l’impianto è stato sottoposto a svariati interventi.

Non fece vittime, ma provocò un enorme spavento quanto accaduto più recentemente, a luglio del 2021, a causa di un black out. Allora la cabina che scendeva dal Monte Faito verso la stazione Circum di Castellammare di Stabia rimase bloccata oltre un’ora, con 31 persone a bordo (26 adulti e 5 bambini) a causa di una interruzione dell’energia elettrica che riguardò il centro antico di Castellammare. I passeggeri a bordo furono recuperati solo grazie all’entrata in funzione del gruppo elettrogeno.

FOTO – LIBEROCERCATORE.IT

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Incidente funivia Faito, caduta cabina a monte: 4 morti e un ferito

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FUNIVIA MONTE FAITO
FUNIVIA MONTE FAITO

Purtroppo l’incidente avvenuto alla funivia del Monte Faito a Castellammare di Stabia, si è trasformato in una tragedia. La cabina bloccata a monte è precipitata, mentre quella a valle è stata messa in sicurezza e gli occupanti evacuati.

La cabina sarebbe precipitata alla quota di circa 1200 metri d’altezza.  La vetta del Faito è coperta dalla nebbia, difficile operare anche per l’elicottero dei soccorsi. Il bilancio al momento sarebbe di 4 morti e un ferito grave trasportato all’Ospedale del Mare a Napoli.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri e polizia. La situazione è monitorata dalla Prefettura di Napoli. Al termine delle operazioni di soccorso, la Procura di Torre Annunziata aprirà un’inchiesta.

AGGIORNAMENTO ORE 20.00 – Il Prefetto di Napoli: “le vittime sono quattro e un ferito in codice rosso trasportato in eliambulanza all’Ospedale del Mare di Napoli“.

AGGIORNAMENTO 19.45 – Al momento ci stiamo concentrando sulle ricerche a valle della cabina caduta mentre il personale speleoalpino sta mettendo in sicurezza la cabina per evitare ulteriori cadute“. Così il portavoce dei Vigili del Fuoco Luca Cari a Rainews. “La situazione più critica – spiega – è mettere in sicurezza la cabina a monte, per evitare ulteriori scivolamenti. Cabina che ci è stata segnalata ma abbiamo avuto difficoltà a causa del maltempo e della nebbia fitta che ha resto le ricerche difficili. Siamo intervenuti sulla cabina a valle, dove c’erano delle persone bloccate: abbiamo recuperato attraverso la botola 8 persone e il conduttore della cabina“.

AGGIORNAMENTO 19.40 – Uno dei passeggeri che si trovava nella cabina a monte della funivia del Faito, precipitata questo pomeriggio per cause da accertare, è stato trasportato in condizioni gravi con eliambulanza all’ospedale del Mare di Napoli. Al momento il bilancio della tragedia è di quattro vittime.

AGGIORNAMENTO 19.15 –Devo dire che le quattro persone che hanno perso la vita erano quattro turisti, due coppie di turisti. Questo ci hanno detto i soccorritori”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, raggiunto al telefono dai Rai News 24, dopo quanto accaduto alla funivia del monte Faito. “C’è stata in queste ore veramente una situazione atmosferica pesantissima, quindi immagino quello che può essere successo a 1.500 metri di altezza. Però, ripeto, sono accertamenti tecnici che vanno fatti con il massimo rigore e nei prossimi minuti“, aggiunge.

Quanto alla dinamica, De Luca chiarisce che “avevamo due cabine. Quella che era rimasta in giù, a 100 metri di altezza, con l’aiuto davvero straordinario dei vigili del fuoco, sono stati recuperati e fatti scendere a uno a uno a terra i turisti. La cabina che era rimasta in alto, in montagna ha avuto delle difficoltà. È probabile che sia scesa alla massima velocità e abbia urtato uno dei piloni centrali. Però, non aggiungo altro perché si sta accertando la dinamica di questa tragedia“.

“Adesso – aggiunge il governatore – dobbiamo fare di tutto per dare una mano in primo luogo ai feriti se ci sono e di recuperare quest’ultima persona che rimane ancora dispersa”. “In tutto questo – evidenzia – devo dire che anche l’elicottero del 118 è intervenuto in montagna rapidamente anche in condizioni difficilissime. La struttura di soccorso, di aiuto, di assistenza ha funzionato in maniera davvero importante.

AGGIORNAMENTO ORE 19.00 – Secondo “Il Mattino” è Carmine Parlato il dipendente Eav morto nella caduta della cabina della funivia del Monte Faito. L’uomo viveva a Napoli e lavorava per Eav da diversi anni.

AGGIORNAMENTO ORE 18.45 – Il Governatore De Luca e il Prefetto Di Bari sono giunti all’Ospedale San Leonardo di Castellammare. Il Sindaco invece si trova alla stazione della funivia.

AGGIORNAMENTO ORE 18.40 – Il precedente, il 15 Agosto 1960 una cabina precipitò sui binari della Vesuviana provocando 4 vittime.

AGGIORNAMENTO ORE 18.35 – Quattro persone sono morte per la caduta della cabina della Funivia del Faito. Le vittime si trovavano all’interno della cabina precipitata a monte della funivia a seguito della rottura di un cavo. Tra le vittime anche un macchinista dell’Eav, azienda del trasporto pubblico della Regione Campania che gestisce la linea. Si cerca una quinta persona che era all’interno della cabina quanto questa è precipitata. Impegnati sul posto le squadre di soccorso tra cui 20 operatori del soccorso alpino.

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Maltempo trancia cavo funivia del Faito, cabina sospesa nel vuoto

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INCIDENTE FUNIVIA MONTE FAITO
INCIDENTE FUNIVIA MONTE FAITO

Incidente nel pomeriggio sulla funivia del Monte Faito a Castellammare di Stabia (Napoli). Un cavo è stato tranciato di netto, presumibilmente dal maltempo con le impetuose raffiche di vento delle ultime ore.

Una cabina, con 16 persone a bordo, è sospesa nel vuoto, bloccata dal sistema di sicurezza dell’impianto. Impegnativo l’intervento dei Vigili del Fuoco. Il caso ha voluto che le cabine si bloccassero sopra via Panoramica e il cavo è precipitato proprio sulla linea della Circumvesuviana, ovviamente la circolazione dei treni è stata sospesa. A quanto pare, i Caschi Rossi avrebbero evacuato e messo in salvo le 16 persone rimaste bloccate nelle cabine.

L’Eav, la società partecipata della mobilità della Regione Campania che gestisce l’impianto ha diffuso poco fa una nota:

A causa di un guasto sulla funivia del Faito e della caduta di un cavo dalla funivia sulla linea aerea della ferrovia vesuviana, la circolazione ferroviaria è momentaneamente sospesa. La funivia è ferma, il sistema di sicurezza ha bloccato le cabine, e sono in atto le operazioni per far scendere in sicurezza i 16 passeggeri che non hanno riportato ferite. I tecnici sono all’opera.

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Incendio a Castel Volturno distrugge abitazione di due piani

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INCENDIO ABITAZIONE CASTELVOLTURNO
INCENDIO ABITAZIONE CASTELVOLTURNO

Un incendio è divampato nel primo pomeriggio a Castelvolturno (Caserta) in via Brunelleschi. Le fiamme hanno avvolto un edificio di due piani.

Secondo le prime ricostruzione l’abitazione sarebbe una ‘casa vacanze’ in località Bagnara e le fiamme sarebbero divampate in seguito ad una esplosione. Nel rogo non risultato feriti, la proprietaria mancava dall’edificio da Domenica scorsa.

Sul posto sono intervenute squadre dei Vigili del Fuoco da Mondragone, Caserta e Aversa. Sul posto anche le Forze dell’Ordine.

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Ponticelli: Antimo Imperatore ucciso per errore,19 anni al killer

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ANTIMO IMPERATORE
ANTIMO IMPERATORE

Fu ucciso di un agguato di camorra nel luglio 2022, l’operaio Antimo Imperatore, assassinato a colpi di pistola mentre a casa di Carlo Esposito, reale obiettivo dei killer, stava montando una zanzariera.

Oggi la Corte di Assise di Appello di Napoli (quarta sezione, presidente Loredana Acierno) ha condannato a 19 anni di reclusione per quel duplice omicidio, Antonio Pipolo, 39enne ritenuto legato al clan De Micco in primo grado condannato a 26 anni, nel 2024.

In quell’ occasione dalla Corte di Assise di Napoli, non venne riconosciuta l’aggravante mafiosa e neppure le attenuanti previste per i collaboratori di giustizia. Al processo tra le parti civili l’avvocato Alessandro Motta, legale della famiglia Imperatore, l’avvocato Gianmario Siani per la fondazione Polis e l’avvocato Marco Buzzo per il Comune di Napoli. Il sicario sparò prima a Imperatore e poi a Esposito ritenuto legato al clan De Martino.

Giustizia è fatta, – ha detto Motta – finalmente possiamo dire che Antimo Imperatore è una vittima innocente della camorra. I familiari della vittima hanno espresso massima soddisfazione: nessuno restituirà Antimo al loro affetto ma almeno potranno vantarsi che quest’ uomo è morto innocentemente facendo il proprio lavoro per amore della sua famiglia e che una mano camorristica assassina lo ha strappato al loro affetto“.

Dello stesso tenore le dichiarazioni rese dall’ avvocato Gianmario Siani e Concetta Chiricone (legale di una figlia della vittima): “Abbiamo sempre sostenuto che Antimo era una vittima innocente della criminalità”. 

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Presentato in Regione il Comicon di Napoli 2025

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DE LUCA COMICON
DE LUCA COMICON

Quest’anno abbiamo al Comicon lo stand della Regione Campania. Abbiamo cercato di adeguarci al nuovo spirito del tempo per quanto riguarda la politica e riteniamo di essere parte integrante del Comicon, quindi cercheremo di esporre nello stand della Regione un esemplare nuovo. Il cartone inanimato”.

Lo ha detto il governatore della Campania Vincenzo De Luca nel suo intervento alla presentazione di Comicon 2025 in programma dall’1 al 4 maggio alla Mostra d’Oltremare di Napoli con la 25/a edizione.

De Luca ha spiegato che il cartone inanimato “è l’evoluzione genetica di quello che in politica è l’anima morta. La versione evoluta è il cartone inanimato, che viene tenuto in piedi dalla stecca da dietro, che è impegnato nella vita politica ma in realtà è un cartone inanimato. Vi faremo vedere anche immagini virtuali di esemplari finto-umani: l’immagine è umana, la sostanza è quella del mollusco cefalopode, in napoletano il calamaro. Imbottito o meno. A Napoli siamo ricchi di questi esemplari, molluschi che calcano le scene della politica, cefalopodi, calamari. Vedrete anche nello stand della Regione dei lampi, degli scintillii. Non immaginate che abbiamo collocato lì un reattore a fusione nucleare. Sono lampi di schizofrenia, di scemità diremmo a Napoli“.

Il governatore ha proseguito con ironia spiegando: “Testimonieremo di questo ritorno non al futuro ma al passato. Mostreremo l’immagine di un mondo già colpito dalla guerra termonucleare, scomposto, destrutturato. I dazi si e no, l’immagine di un mondo che è tornato nel brodo primordiale. Prebiotico. Quando non c’era ancora vita sul mondo si mescolavano elementi chimici, organici, inorganici. Siamo nel brodo primordiale. Avremo così un Comicon ad altissimo livello. Una testimonianza delle tendenze universali, un focus sugli esemplari della politica, in particolare su quelli partenopei della politica: il mollusco cefalopode, più o meno imbottito, in un Comicon di altissimo livello”.

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Dopo 12 giorni ancora attivo l’incendio a Scafati

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INCENDIO SCAFATI
INCENDIO SCAFATI

“Bisogna intensificare la vigilanza antincendio e chiediamo ad Arpac di continuare a monitorare la situazione facendo chiarezza sui dati elaborati. In ogni caso, invitiamo la popolazione alla massima prudenza. Le misure di sicurezza vanno attuate preventivamente perché poi a respirare i veleni sono i cittadini. A che punto sono le indagini? Tali disastri si ripetono con troppa regolarità e facilità“.

Così il deputato AVS Francesco Emilio Borrelli sull’incendio divampato nel sito Seneca di gestione dei rifiuti nel comune di Scafati (Salerno) lo scorso 5 aprile e che è ancora in corso. Secondo quanto si legge nella nota del parlamentare, infatti, i forti venti della giornata di ieri, 16 aprile, hanno rialimentato tre focolai con relativo fumo e disagi per la popolazione residente. La nube di fumo ha nuovamente avvolto la città e i comuni limitrofi come Pompei.

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Incontro in Prefettura: 40 nuove telecamere ad Arzano

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ARZANO
ARZANO

Si è tenuto ieri pomeriggio, presso la prefettura di Napoli, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno partecipato la sindaca di Arzano, Cinzia Aruta, e l’assessore alla Polizia municipale, Ernesto Pollice.

Durante l’incontro, convocato anche alla luce del recente danneggiamento di due telecamere di videosorveglianza nel centro cittadino, il Prefetto Michele di Bari ha espresso pieno sostegno all’Amministrazione comunale, assicurando un’intensificazione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine su tutto il territorio arzanese.

L’amministrazione ha pronto un piano di potenziamento del progetto “Occhi aperti in città”, il sistema di videosorveglianza cittadino, che prevede l’installazione di ulteriori 40 telecamere per coprire in modo integrale e strategico i punti nevralgici della città: aree periferiche, snodi di accesso, zone commerciali e spazi pubblici particolarmente sensibili.

Il piano, realizzato con criteri tecnici e in raccordo con le esigenze del territorio, sarà condiviso e perfezionato con le Forze dell’Ordine, e si integrerà con gli impianti già attivi nella zona ASI, dando vita a una rete di monitoraggio capillare, coordinata e funzionale alla prevenzione e alla sicurezza urbana.

“Questo potenziamento – ha spiegato l’assessore Ernesto Pollice – ci consentirà di rafforzare il presidio del territorio, migliorare la capacità di intervento e ampliare la copertura delle aree oggi meno sorvegliate. Un’infrastruttura al servizio della sicurezza, pensata in modo efficace e sostenibile”.

“L’incontro con il Prefetto – ha dichiarato la sindaca Cinzia Aruta – conferma che lo Stato è presente e che Arzano non è sola. La nostra città ha scelto con coraggio la via della legalità, della trasparenza e della sicurezza. Nessuno potrà ostacolare questo cammino. Continuiamo a lavorare con determinazione affinché’ ogni cittadina e ogni cittadino percepiscano la presenza concreta delle istituzioni e si sentano parte di una comunità tutelata e coesa”.

L’amministrazione comunale ha confermato il proprio impegno quotidiano per una città più sicura, più giusta, più vivibile. Con il potenziamento del sistema di videosorveglianza, quaranta nuovi “occhi elettronici” si uniranno alla rete esistente, contribuendo in modo decisivo a rendere Arzano un territorio sempre più controllato, moderno e protetto.

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La Zuppa di Cozze il piatto incontrastato del Giovedì Santo

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ZUPPA DI COZZE
ZUPPA DI COZZE

A Napoli, le tradizioni culinarie si intrecciano profondamente con la fede e la cultura popolare, specialmente durante la Settimana Santa. Una delle usanze più sentite è quella della zuppa di cozze (o “‘a zupp ’e cozzeche” in dialetto), piatto tipico del Giovedì Santo, che occupa un posto speciale nella memoria e nei cuori dei napoletani.

La tradizione della zuppa di cozze affonda le sue radici nel XIX secolo, durante il regno di Ferdinando I di Borbone. Si narra che il re, noto per il suo amore per la cucina semplice e i piatti popolari, fosse un grande estimatore della zuppa di cozze. Tuttavia, nel periodo della Quaresima, il suo confessore gli impose una dieta più sobria in vista della Pasqua. Per non rinunciare al suo piatto preferito, il re ordinò ai suoi cuochi di preparare una versione “penitenziale” della zuppa, alleggerita e priva di eccessi, ma comunque gustosa. Col tempo, questa usanza si diffuse tra il popolo, che fece della zuppa di cozze il simbolo del Giovedì Santo, giorno che precede il Venerdì di Passione, nel quale si osserva tradizionalmente il digiuno o comunque un pasto frugale.

Il consumo della zuppa di cozze il Giovedì Santo è diventato un vero e proprio rito, tanto che molte famiglie si riuniscono appositamente per gustarla insieme. Anche le pescherie di Napoli, nei giorni precedenti, vengono prese d’assalto per acquistare cozze freschissime, e non è raro vedere file lunghissime fuori dai locali storici che preparano questo piatto, come quelli dei Quartieri Spagnoli o della zona di Porta Nolana.

Oggi la zuppa di cozze rappresenta molto più di un semplice piatto: è un simbolo di identità culturale, di condivisione familiare, e di fedeltà alle tradizioni religiose e gastronomiche. Anche chi vive lontano da Napoli spesso cerca di riprodurre la ricetta per sentirsi vicino alla propria terra e alle proprie radici.

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Napoli, parcheggiatrice abusiva minacciava studenti per denaro all’esterno della facoltà di Ingegneria: divieto di dimora a Napoli e Caserta

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Divieto di dimora a NAPOLI e Caserta per una 42enne parcheggiatrice abusiva di Pozzuoli. La donna è gravemente indiziata in ordine al reato di tentata estorsione.

Le attività investigative a riscontro, effettuate dopo la ricezione di denunce, segnalazioni ed esposti da parte di diversi studenti, hanno fatto emergere in capo all’indagata diversi episodi di richieste estorsive perpetrate in danno delle vittime nei pressi del parcheggio adiacente alla facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II, sede di via Claudio.

In un’occasione, l’indagata – molto nota ai carabinieri per esercitare da tempo tale professione illecita in quanto annovera molteplici precedenti per violazione del foglio di via obbligatorio oltre che carichi pendenti – veniva ripresa in un video da una vittima in compagnia di altri testimoni nonché suoi colleghi di corso mentre pretendeva del denaro dichiarando di averne diritto in quanto appartenente “all’organizzazione criminale di Fuorigrotta” nonché evidenziando come in zona, senza il suo controllo, fossero frequenti furti e danneggiamenti alle auto in sosta.

In alcune occasioni le vittime, intimorite dalla presenza fissa e quotidiana della donna, che non risulta legata ad ambienti criminali, avevano scelto di rimettere la querela precedentemente presentata.

La misura di divieto di dimora è stata emessa dal gip del Tribunale di NAPOLI su richiesta della Procura della Repubblica di NAPOLI ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di Napoli Bagnoli. Il provvedimento trae origine nell’ambito di indagini effettuate dai carabinieri e condotte dalla Procura di Napoli VII Sezione Sicurezza Urbana riguardanti il fenomeno molto diffuso nella città partenopea dei parcheggiatori abusivi.

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