mercoledì, Settembre 9, 2026
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Incendio al campo rom di Scampia, evacuate 60 persone: fiamme per un area di oltre 100 metri quadrati

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Un incendio è divampato nella tarda serata di ieri nel campo rom di SCAMPIA, a Napoli. Le fiamme hanno investito un’area di circa 100 metri quadrati.

Disposta l’evacuazione immediata di circa 60 persone, molte delle quali in condizioni di particolare vulnerabilità e fragilità, sulle quali si è concentrata da subito l’attenzione del Comune.

Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, agenti della Polizia Locale e della Questura, Carabinieri e personale della Protezione Civile per la messa in sicurezza dei luoghi e per il primo soccorso.

Il rogo è stato circoscritto grazie al rapido intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno impiegato anche un Carro Aria – mezzo logistico per la ricarica sul posto delle bombole ad aria respirabile – per supportare le complesse operazioni di spegnimento e successivo smassamento del materiale combusto. Sul fronte della viabilità, la Polizia Locale e quella Provinciale hanno vigilato sulle condizioni di visibilità della SP1 e della SP500, che al momento non necessitano di chiusura al traffico.

L’assessora alle Politiche Sociali e al Welfare del Comune di Napoli, Chiara Marciani, ha partecipato questa notte alla riunione urgente del Centro Coordinamento Soccorsi, convocata dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari.

Alla riunione operativa, finalizzata a coordinare i soccorsi immediati e le misure di sicurezza per la popolazione, hanno preso parte anche la Protezione Civile comunale, la dirigente della Protezione Civile regionale Claudia Campobasso, la Soru, i rappresentanti dei Vigili del Fuoco di Napoli, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del 118.

Mentre i soccorritori completavano le operazioni di spegnimento, le strutture dei Servizi Sociali del Comune di Napoli, sotto la guida dell’assessorato, si sono attivate per allestire un’area di accoglienza temporanea, situata a distanza di sicurezza dal rogo, per ospitare i nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare le baracche.

“Siamo sul campo fin dalle prime ore dell’emergenza”, ha dichiarato l’assessora Chiara Marciani, spiegando che “i servizi sociali comunali sono attualmente impegnati a pieno regime per gestire le delicate fasi successive all’incendio. Oltre ad assicurare il primo supporto assistenziale e psicologico agli evacuati, gli uffici sono già al lavoro per pianificare e coordinare le attività di sgombero in sicurezza dei residenti e i successivi percorsi di riallocazione dei nuclei familiari, con l’obiettivo di garantire soluzioni abitative dignitose e tutele adeguate, a partire dalle fasce più deboli e dai minori coinvolti”.

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Caserta, 12 arresti per la “banda del buco”: nel mirino degli investigatori anche la rapina al Crédit Agricole di Napoli

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CASERTA – Dodici persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Caserta nell’ambito di un’operazione contro una presunta organizzazione criminale specializzata negli assalti a banche e gioiellerie attraverso la tecnica della cosiddetta “banda del buco”. Tutti gli indagati sono italiani.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa che ha portato alla ricostruzione di almeno due colpi messi a segno nel Casertano e di ulteriori tentativi di rapina non andati a buon fine.

Particolare attenzione degli investigatori è rivolta ai possibili collegamenti con la clamorosa rapina avvenuta il 16 aprile scorso ai danni della filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero di Napoli. In quell’occasione un commando riuscì a raggiungere il caveau della banca scavando un tunnel attraverso il sistema fognario cittadino. Durante l’assalto furono tenute in ostaggio 25 persone, in uno degli episodi criminali più eclatanti degli ultimi anni nel capoluogo campano.

Gli inquirenti stanno verificando eventuali analogie operative e possibili sovrapposizioni tra i soggetti arrestati e gli autori del colpo al Crédit Agricole. Al momento non vengono esclusi legami tra i due filoni investigativi, anche se gli accertamenti sono ancora in corso.

L’operazione conferma la crescente attenzione delle forze dell’ordine verso le organizzazioni specializzate nelle rapine realizzate mediante scavi sotterranei, una tecnica che consente ai criminali di eludere i sistemi di sicurezza tradizionali e di accedere direttamente ai caveau o ai locali protetti degli obiettivi prescelti.

Le indagini proseguono per chiarire il ruolo di ciascun arrestato e verificare eventuali responsabilità in altri episodi analoghi avvenuti negli ultimi mesi tra le province di Napoli e Caserta.

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Napoli: Morto il professor Stefano Addeo, fu travolto dall’indignazione scatenata da un suo post contro la figlia della Premier Meloni

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STEFANO ADDEO
STEFANO ADDEO

È morto all’ospedale del Mare di Napoli Stefano Addeo, il professore 66enne finito al centro di un caso nazionale nel 2025 per un post in cui aveva augurato la morte alla figlia della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’uomo è deceduto in seguito a un arresto cardiaco, dopo quasi un mese di ricovero in terapia intensiva.

Addeo era stato trasferito nel nosocomio napoletano lo scorso 10 maggio, dopo aver tentato il suicidio lanciandosi da una finestra della propria abitazione, da un’altezza di circa due metri. All’arrivo dei soccorsi era cosciente e non in pericolo di vita, ma le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso avvenuto nelle ultime ore.

I carabinieri hanno informato l’autorità giudiziaria. La salma è stata restituita ai familiari.

Il nome del docente, insegnante di Tedesco in un istituto superiore della provincia di Napoli, era balzato alle cronache un anno fa per un post social che aveva scatenato un’ondata di indignazione e portato alla sua sospensione. In quell’occasione Addeo aveva scritto parole gravissime rivolte alla figlia della premier, paragonando la bambina alla giovane Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dall’ex fidanzato.

Travolto dalle polemiche, il professore aveva poi chiesto pubblicamente scusa:
«È stato un gesto stupido, scritto d’impulso. Non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina», aveva dichiarato, pur ribadendo di non rinnegare le proprie idee politiche. Aveva anche espresso il desiderio di incontrare personalmente Giorgia Meloni per scusarsi.

Due giorni dopo quel post, Addeo aveva tentato un primo gesto estremo ingerendo un mix di psicofarmaci, avvisando però la dirigente scolastica e permettendo l’intervento tempestivo dei soccorsi. L’ultimo tentativo, quello del 10 maggio, ha invece segnato l’inizio del drammatico epilogo.

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Non risponde da ore, scatta l’allarme, i vigili del fuoco sfondano la porta: uomo trovato morto in casa a Frattamaggiore

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FRATTAMAGGIORE – Tragedia nel pomeriggio di oggi in Prima Traversa Fiume, a Frattamaggiore, dove un uomo di circa sessant’anni, R.P., è stato trovato senza vita all’interno della propria abitazione.

L’allarme è scattato dopo che alcuni vicini, preoccupati per l’assenza di risposte da parte dell’uomo, hanno richiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e un’ambulanza del servizio di emergenza sanitaria.

I pompieri, non riuscendo ad accedere all’appartamento, hanno dovuto forzare la porta d’ingresso. Una volta entrati, hanno rinvenuto il corpo dell’uomo ormai privo di vita.

Al momento non sono note le cause del decesso. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire le circostanze della morte.

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frattamaggiore uomo morto frattamaggiore uomo morto

Stop alle licenze per La Sonrisa: il Consiglio di Stato respinge il ricorso dei Polese

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LA SONRISA CONSIGLIO DI STATO
LA SONRISA CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia Polese contro il provvedimento con cui il Comune di Sant’Antonio Abate aveva revocato le licenze al complesso de La Sonrisa. La decisione conferma quanto già stabilito dal TAR Campania, che aveva giudicato legittimi gli atti dell’amministrazione guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale.

La sentenza, pubblicata ieri, fissa inoltre l’udienza pubblica per il prossimo 24 novembre, quando verrà assunta la decisione definitiva nel merito. Nel frattempo, restano pienamente validi gli atti comunali che dispongono la revoca delle autorizzazioni.

Secondo i giudici della Settima Sezione del Consiglio di Stato – Massimiliano Noccelli (presidente), Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano – non è possibile proporre ulteriori appelli contro la decisione. Tra le motivazioni, viene richiamata la sentenza definitiva del febbraio 2024 che ha dichiarato i locali de La Sonrisa abusivi e privi della destinazione d’uso turistico-ricettiva.

La pronuncia conferma quindi la linea del Comune, che dopo la confisca definitiva del complesso aveva proceduto alla revoca delle licenze per le attività alberghiere e di ristorazione, chiudendo un altro capitolo della lunga vicenda giudiziaria legata alla struttura resa celebre dal programma televisivo “Il Castello delle Cerimonie”.

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Can Yaman sarà tra i protagonisti della quarta edizione dell’Outdoor Film Festival, in programma dal 2 al 5 luglio nel borgo di San Valentino Torio

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CAN YAMAN SAN VALENTINO TORIO
CAN YAMAN SAN VALENTINO TORIO

SAN VALENTINO TORIO – L’attore turco Can Yaman sarà tra i protagonisti della quarta edizione dell’Outdoor Film Festival, in programma dal 2 al 5 luglio nel borgo di San Valentino Torio in provincia di Salerno, diretta da Giuliano Squitieri.

Yaman sarà il super ospite della serata d’apertura di giovedì 2 luglio: alle ore 19 sfilerà sul red carpet per incontrare pubblico e fan, mentre alle 21 salirà sul main stage per un panel speciale e per ricevere il riconoscimento Taurus Award al termine di una stagione che lo ha visto protagonista del successo di “Sandokan” su Rai1.

“L’edizione 2026 – afferma il direttore artistico Giuliano Squitieri – si preannuncia come la più importante di sempre: raddoppia infatti il numero dei ragazzi iscritti in giuria e cresce anche la partecipazione alle masterclass dedicate al mondo del cinema e dell’audiovisivo.

È questo il dato che ci rende più orgogliosi: le vere star dell’Outdoor Film Festival sono i giovani che ogni anno scelgono di partecipare. Possiamo ospitare grandi nomi del cinema e personalità internazionali, ma senza i ragazzi il festival perderebbe il suo significato più profondo. Sono loro il cuore e la ragione stessa di questo progetto”.

“Un’apertura prestigiosa – commenta Michele Strianese, sindaco di San Valentino Torio – per un festival che, anno dopo anno, continua a crescere diventando uno degli appuntamenti cinematografici e culturali più seguiti dell’estate italiana”.

Tra i momenti più attesi del programma ci sarà la masterclass di doppiaggio condotta da Mirko Cannella. Annunciate anche le opere in concorso. Per la sezione lungometraggi saranno presentati “Afrodite” di Stefano Lorenzi, “Mille Lune” di Carina Bini, “My Turn” di Ge Zhang e “The Origin of the World” di Rossella Inglese. In concorso anche sei cortometraggi internazionali: “Coyotes” di Said Zagha, produzione tra Francia, Giordania, Palestina e Regno Unito; “Marinella” di Giuseppe Arena; “Final Scene” di Diego Kompel; “Sharing is Caring” di Vincenzo Mauro; “Le faremo sapere” di Beppe Tufarulo e “Camera con Vista” di Mario Porfito.

A valutare le opere saranno due giurie di qualità. Per i lungometraggici saranno la regista e attrice Michela Andreozzi, la giornalista Valentina Ariete e l’attrice Mariasole Di Maio, mentre la giuria cortometraggi sarà formata dalla regista Roberta Torre, il creator Mattia Ferrari alias “Victor Laszlo 88” e il critico d’arte Luca Cantore D’Amore.

Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale Soffermiamoci con Carmen Fabbrocile e Miriana Squitieri e realizzato con il contributo del Comune di San Valentino Torio e della Fondazione Banco di Napoli, con il contributo di Film Commission Regione Campania, col patrocinio della Regione Campania e della Provincia di Salerno.

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Casoria, il ruolo dell’opposizione tra critica e collaborazione: il caso Cristarelli in Consiglio comunale

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Nel panorama politico di Casoria, caratterizzato negli ultimi anni da una crescente frammentazione del dibattito pubblico e da frequenti contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, non sono passati inosservati alcuni interventi registrati durante l’ultimo Consiglio comunale, svoltosi il 29 maggio.

Tra questi, particolare attenzione ha suscitato l’intervento dell’avvocato Fabio Cristarelli, consigliere comunale di minoranza e capogruppo di Azione, che ha offerto una lettura tecnica e politica di diversi provvedimenti all’ordine del giorno, mantenendo un approccio incentrato sui contenuti amministrativi piuttosto che sullo scontro personale.

In una fase storica in cui la politica cittadina è spesso attraversata da tensioni e polemiche, il consigliere ha confermato una modalità di opposizione già evidenziata nel corso dell’attuale consiliatura: quella di tradurre questioni tecniche e procedurali in elementi comprensibili ai cittadini, illustrando le ragioni del dissenso rispetto alle scelte della maggioranza attraverso argomentazioni di merito.

Un metodo che si distingue da una tradizione politica locale nella quale, soprattutto negli ultimi anni, il confronto istituzionale è stato frequentemente caratterizzato da contrapposizioni frontali e da un dibattito concentrato più sugli schieramenti che sull’analisi dei provvedimenti.

Nel corso della seduta, Cristarelli ha inoltre ribadito un principio che ha accompagnato la sua attività consiliare: sostenere le iniziative ritenute utili alla comunità indipendentemente dalla provenienza politica. È stato il caso, ad esempio, del regolamento relativo alla definizione agevolata delle violazioni Tari, provvedimento rispetto al quale il gruppo di Azione ha espresso una valutazione favorevole, pur mantenendo una posizione autonoma rispetto alla maggioranza.

Particolarmente significativo è apparso il passaggio conclusivo del suo intervento, nel quale il consigliere ha richiamato amministratori, dirigenti e colleghi consiglieri alla responsabilità verso la città, invitando ciascuno a interrogarsi sul proprio rapporto con Casoria e sul livello di impegno da dedicare alla crescita della comunità.

In un contesto politico che negli ultimi anni ha spesso visto prevalere logiche di appartenenza e contrapposizione, l’episodio offre uno spunto di riflessione sul ruolo che l’opposizione può svolgere nelle istituzioni locali: non soltanto funzione di controllo e critica, ma anche contributo propositivo e collaborazione sui temi ritenuti strategici per l’interesse pubblico.

Una modalità che, pur restando minoritaria nel dibattito politico contemporaneo, continua a rappresentare uno degli elementi essenziali del corretto funzionamento della dialettica democratica all’interno delle assemblee elettive.

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Alessandro Siani torna a teatro con il nuovo spettacolo “Vivavoce”, debutto il giorno di Natale a Napoli

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ALESSANDRO SIANI
ALESSANDRO SIANI

Debutterà a partire dal prossimo 25 dicembre 2026 al Teatro Diana di Napoli “VIVAVOCE”, il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da ALESSANDRO SIANI e prodotto da Best Live che sarà poi in tour nei principali teatri italiani.

VIVAVOCE arriva dopo il successo straordinario dell’ultimo spettacolo “Fake News”, che registrato sold out ovunque.

Queste le prime date già in calendario. La prevendita è già iniziata su Ticketone (www.ticketone.it)

25 -26 -27 dicembre 2026 – Teatro Diana – Napoli

1-2-3-5-6 gennaio 2027 – Teatro Diana – Napoli

27-28 febbraio 2027 – Teatro Arcimboldi – Milano

6 -7 marzo 2027 – Teatro Golden – Palermo

12-13-14 marzo 2027 – Auditorium della Conciliazione – Roma

19-20-21 2027 marzo – Teatro Team – Bari

9-10-11 aprile 2027- Teatro Alfieri – Torino

SINOSSI

“Quante volte, alla vigilia di una conversazione telefonica, ci siamo sentiti dire la frase: “Volevo avvisarti che sei in vivavoce!” E quante volte, invece, ci siamo protetti con la mitica domanda: “Ma sei in vivavoce”? Dietro queste frasi si nascondono paure profondissime: la paura di farci conoscere davvero, di essere riconosciuti nel profondo, di esporci davanti a interlocutori inaffidabili che potrebbero non avvisarci della presenza di altre persone. Persone che rischierebbero di venire a conoscenza di segreti, confidenze o addirittura di creare vere e proprie gaffes della serie: “Ti ho riferito cose… E tu non mi hai detto che ero in vivavoce!”

Ma perché tutto questo timore? Perché la tecnologia ci ha dato più voce, ma non sempre più pensiero e noi ci stiamo abituando a parlare… e a sparlare! Questa società ci sta insegnando troppo a mostrarci e troppo poco a rivelarci. A fingere i nostri sentimenti, i nostri pareri. Forse per non deludere gli altri ma anche per eludere la nostra coscienza. E invece dovremmo vivere tutto alla luce del sole.

Come sarebbe bello se i politici, durante il G7, si mettessero davvero in vivavoce con il mondo! Sentire i loro colloqui, le loro decisioni… ma soprattutto conoscere finalmente ciò che pensano davvero. Per poter condividere le loro idee oppure difenderci da loro. E come sarebbe bello se i nostri amici più stretti, o le persone che amiamo, potessero parlare di noi senza preoccuparsi di dire: “Ma mica sei in vivavoce?” Da questa riflessione nasce l’idea di “Vivavoce”. Uno spettacolo che affronta temi che spaziano dalle recensioni finte alle probabili conversazioni in vivavoce tra politici e popolo, tra fidanzati, tra chi promuove l’intelligenza artificiale e chi invece resta ancorato al passato. Perché se dicessimo sempre quello che pensiamo, senza paura delle reazioni, non solo si scatenerebbero dinamiche comiche e paradossali, ma nascerebbero anche sprazzi di pura riflessione. E allora ogni sera salirò sul palco in vivavoce. Dirò tutto quello che penso dei social, dei rapporti di coppia, della politica… senza fingere davanti al pubblico!

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Telecamere di ultima generazione sulla Circumvallazione Esterna, Città Metropolitana di Napoli finanzia il progetto

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Circumvallazione Esterna TELECAMERE
Circumvallazione Esterna TELECAMERE

La Città Metropolitana di Napoli ha finanziato con circa 500mila euro un progetto dedicato alla fornitura e all’installazione di sistemi tecnologici di videosorveglianza di ultima generazione sulla Circumvallazione Esterna di Napoli, per la realizzazione di occhi elettronici da posizionare nei siti individuati dalle Forze di polizia lungo il predetto asse viario.

È stato reso noto al termine di una riunione, convocata dal prefetto di Napoli Michele di Bari, a cui hanno partecipato i rappresentanti della questura, del comando provinciale dei carabinieri, della polizia metropolitana e della Città Metropolitana di Napoli.

Obiettivo, spiega la prefettura, è “rafforzare la sicurezza e il controllo del territorio lungo i nodi strategici della viabilità provinciale” e, in particolare, “la Circumvallazione Esterna di Napoli (Sp1), arteria che serve i comuni dell’area a nord del capoluogo, spesso teatro di criticità legate alla microcriminalità, ai reati ambientali e alla sicurezza stradale“.

L’intervento finanziato dalla Città Metropolitana «mira a rendere più sicura una delle principali arterie stradali dell’area metropolitana che serve quotidianamente molti comuni dell’area nord, rispondendo a esigenze di ordine pubblico e contrasto agli illeciti ambientali».

Il prefetto esprime “vivo ringraziamento all’ente metropolitano per una progettualità che contribuirà a migliorare la vivibilità di tanti cittadini, rispondendo concretamente alle esigenze di sicurezza dell’area“.

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America’s Cup a Napoli, il Sindaco Manfredi: “Preregate a Nisida, la fine dei lavori prevista per ottobre”

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America's Cup a Napoli, il Sindaco Manfredi Preregate a Nisida, la fine dei lavori prevista per ottobre
America's Cup a Napoli, il Sindaco Manfredi Preregate a Nisida, la fine dei lavori prevista per ottobre

Lo dice il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, parlando con i giornalisti dei lavori in corso a Bagnoli, quartiere che ospitera’ l’America’s Cup.

“Il nostro obiettivo e’ di completare tutto per il primo di ottobre, quindi rilasciando progressivamente le aree ai team sulla colmata che dovranno realizzare loro il box per le barche. Ma i tempi si stanno rispettando e mi sembra che tutto stia procedendo secondo la programmazione che e’ stata realizzata”.

Ieri, dopo l’inizio del dragaggio a mare, e’ partita la prima nave con il primo carico di materiale diretto verso il Belgio. Non c’e’ una stima precisa del quantitativo di materiale che bisognera’ trasportare, “perche’ dipende ovviamente dalle operazioni, ma noi stimiamo che parliamo di qualcosa intorno ai 100.000 metri cubi; questo e’ l’ordine di grandezza. Questo e’ quello che ci aspettiamo e io credo ci vorranno una ventina di viaggi”. Quanto alla tempistica delle partenze, non e’ ancora definita perche’ “i tempi dipendono da questa prima nave”.

“Sara’ un po’ la nave prova, nel senso che esiste ovviamente una procedura di analisi del materiale di carico qui, poi c’e’ una procedura di analisi del materiale di scarico – spiega Manfredi – e’ un primo viaggio di rodaggio, che consentira’ di stimare con attenzione i tempi. Ci sono piu’ navi che partiranno a rotazione per garantire quel trasporto del materiale che e’ stato previsto”.

Poiche’ le aree non saranno pronte, come era gia’ previsto, per le pre-regate a settembre “sara’ utilizzata la base navale di Nisida”, aggiunge Manfredi, precisando che “le pre-regate vengono fatte con delle barche piu’ piccole, gli AC40 e questo consentira’ poi ai team di poter lavorare con le barche grandi sulla colmata, perche’ le due cose si muoveranno in parallelo”.

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