martedì, Aprile 28, 2026
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Istituto “De Filippo” di Ponticelli, Presidente Commissione Politiche Giovanili: Impegno per risolvere disagio platea scolastica

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Istituto De Filippo di Ponticelli
Istituto De Filippo di Ponticelli

La questione della Eduardo de Filippo di Ponticelli, va risolta subito perché la scuola rappresenta l’unico vero presidio di legalità di un quartiere particolarmente difficile“.

Lo ha detto, in una nota, Luigi Musto, presidente della commissione Politiche giovanili e del lavoro, in relazione alla protesta delle mamme degli alunni del plesso scolastico della rione Consal, chiuso per l’inagibilità dei servizi igienici.

L’impegno dell’amministrazione comunale è di rispondere alle istanze legittime dei genitori -ha concluso Musto – e trovare eventualmente un’alternativa temporanea nell’attesa che i problemi della struttura vengano risolti“.

I disagi che vive la platea scolastica di Ponticelli è diventata di dominio pubblico dopo che i genitori si sono rivolti al deputato Francesco Emilio Borrelli che si è occupato della vicenda mostrando in diretta su Facebook l’incontro con i rappresentati del Comune di Napoli.

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Dramma della solitudine a Napoli, trovato morto un clochard italiano al terminal del Molo Beverello

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clochard morto Napoli
clochard morto Napoli

NAPOLI – Un uomo è morto ieri sera nel terminal aliscafi di Molo Beverello di Napoli, dopo aver accusato un malore: si tratterebbe a quanto pare di un senzatetto che sarebbe stato visto frequentare la struttura più volte negli ultimi tempi.

L’uomo, verso le 20.30 di ieri sera, mentre si trovava nei pressi di una delle biglietterie delle compagnie di navigazione che operano nell’hub portuale cittadino dei mezzi veloci, si sarebbe accasciato al suolo all’improvviso.

In seguito il suo corpo sarebbe stato notato e qualcuno ha provveduto ad allertare il 118 i cui operatori, una volta arrivati sul posto, hanno provato a rianimarlo ma senza riuscirci. Secondo le testimonianze raccolte, l’uomo deceduto sarebbe di nazionalità italiana e di circa 65 anni di età.

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Campi Flegrei, Osservatorio: da metà dicembre diminuita velocità sollevamento suolo

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CAMPI FLEGREI velocità di sollevamento
CAMPI FLEGREI velocità di sollevamento

Da metà dicembre nei Campi Flegrei si registra una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio di velocità pari a circa 15 millimetri al mese.

Lo evidenzia l’Osservatorio Vesuviano nel bollettino settimanale di sorveglianza dei Campi Flegrei, pubblicato oggi. Nell’ultimo anno si è registrata nell’area in provincia di Napoli, interessata dal fenomeno del bradisismo, un aumento della velocità di sollevamento del suolo in particolare dopo lo sciame sismico del 15-19 febbraio 2025, con un valore medio arrivato a circa 3 centimetri al mese. Dagli inizi di aprile si è continuato a registrare sollevamento del suolo di circa 15 millimetri al mese, mentre a partire dal 10 ottobre 2025 si è registrato un nuovo aumento della velocità di sollevamento, che ha raggiunto i 25 millimetri al mese.

Dalla metà di dicembre il dato è tornato in calo fino a 1,5 centimetri al mese. Il sollevamento totale registrato alla stazione Gnss del Rione Terra, nel centro storico di Pozzuoli, è di circa 22,5 centimetri da gennaio 2025.

Nella settimana dal 5 all’11 gennaio, nell’area dei Campi Flegrei, sono stati localizzati 71 terremoti con magnitudo massima 3.1 registrata alle 3.23 del 6 gennaio. Di questi, 42 terremoti sono avvenuti nel corso di 3 sciami sismici: dalle 10.33 del 5 gennaio 4 terremoti con magnitudo massima 1.7, avvenuti nell’area di Pozzuoli Cigliano; dalle 3.19 del 6 gennaio 26 terremoti con magnitudo massima 3.1 avvenuti nell’area tra Pozzuoli Gauro e Solfatara; dalle 17.27 dell’8 gennaio 12 terremoti con magnitudo massima 2.6 avvenuti nell’area di Pozzuoli.

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Napoli: studente tedesco in città per progetto Erasmus aggredito e rapinato al Corso Umberto

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Uno studente tedesco di 22 anni a Napoli per il progetto Erasmus, mentre passeggiava per corso Umberto, verso le 22 di ieri sera e’ stato avvicinato da due persone che, dopo averlo aggredito, lo hanno rapinato del portafogli con all’interno 30 euro.

Il ragazzo e’ stato trasferito nel pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, curato e dimesso con10 giorni di prognosi. Sulla vicenda indagano i carabinieri della stazione San Giuseppe e i militari della compagnia Napoli centro.

Poco prima, verso le 20, i carabinieri della compagnia Napoli Stella erano intervenuti in corso Umberto I, all’angolo con via Lorenzo Fazzini, dove una donna di 28 anni mentre passeggiava e’ stata avvicinata da un uomo che le ha strappato lo smartphone che aveva tra le mani per poi fuggire.

Indagini in corso, acquisendo anche i filmati dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona.

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Napoli, scambiò lombosciatalgia per gravidanza criptica: medico condannato a due anni per la morte di Anna Siena

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Poteva essere salvata Anna Siena, la 36enne deceduta il 18 gennaio 2019 a Napoli, tre giorni dopo essere stata visitata nell’ospedale Vecchio Pellegrini della città dove le venne erroneamente diagnosticata una lombosciatalgia.

Il giudice monocratico di Napoli Filippo Potaturo ha accolto le richiesta della Procura (pm Capasso) e condannato a due anni di reclusione il medico che si occupò di lei, finito sotto processo per omicidio e lesioni colpose.

Anna Siena non sapeva di essere incinta (gravidanza criptica) quando si recò in ospedale accusando forti dolori addominali.

Dolori determinati – è poi emerso dagli accertamenti post mortem – dalle conseguenze della presenza del feto morto di cui neppure i sanitari si accorsero.

Ad Anna Siena vennero prescritti solo degli antidolorifici e poi dimessa: tre giorni dopo smise di respirare ma, secondo quanto evidenziato dal medico legale che eseguì l’esame autoptico, “poteva essere salvata se solo fosse stata visitata a dovere”.

La morte delle 36enne sopraggiunse “a causa di uno shock emorragico conseguente ad una sindrome da coagulazione intravascolare disseminata prodotta dalla ritenzione di feto morto in utero”.

Nel procedimento giudiziario la famiglia di Anna Siena è stata difesa dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani: “Spero che questa sentenza serva a salvare altre vite – ha detto l’avvocato Sergio Pisani – poiché i casi di gravidanza criptica si verificano molto più spesso di quanto si possa pensare”.

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Benevento: Morto anziano precipitato in un dirupo sul Monte Taburno

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BENEVENTO ANZIANO DIRUPO TABURNO
BENEVENTO ANZIANO DIRUPO TABURNO

BENEVENTO – È deceduto in ospedale il settantottenne di Cautano, in provincia di Benevento, che ieri era stato soccorso dai Vigili del Fuoco e dal personale del 118 dopo essere precipitato in un dirupo sul Monte Taburno.

La vittima, dopo un non facile recupero a causa della zona impervia, era stato trasportato in serata in ospedale nel capoluogo sannitico dove però è deceduto a causa delle gravi ferite riportate durante la caduta.

A far scattare l’allarme erano stati i familiari preoccupati per non averlo visto rientrare da una passeggiata.

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Napoli, indagini dopo raid in appartamento a Casoria: in carcere 38 persone per furti in abitazione e truffe agli anziani

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Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione e truffe aggravate in danno di vittime in condizioni di minorata difesa.

Sono 65 i capi d’imputazione contestati a 38 persone destinatarie di un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal gip del Tribunale di NAPOLI Nord, su richiesta della Procura della Repubblica con sede ad Aversa.

L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di NAPOLI.

Le indagini, coordinate dalla Procura di NAPOLI Nord, hanno avuto origine da un furto in abitazione commesso a Casoria (NAPOLI), e sono state svolte dal mese di giugno del 2023 al mese di ottobre 2024, mettendo a sistema oltre 100 notizie di reato relative a furti in abitazione commessi con modalità simili, scaturite dalle denunce presentate dalle vittime alle diverse forze dell’ordine presenti sul territorio.

La complessa ed articolata attività d’indagine, anche mediante attività tecniche, ha permesso di identificare 38 soggetti, appartenenti a 7 diversi gruppi criminali, permeabili tra loro, stabilmente e storicamente dediti alla commissione di furti in abitazione nelle province di NAPOLI, Caserta, Benevento, Salerno, Avellino, ma anche nelle province di Frosinone e Roma, e di ricostruire circa 150 eventi delittuosi.

Nel dettaglio: 40 furti in abitazione consumati, 3 furti tentati, 92 tentativi incompiuti, 8 ricettazioni, 3 truffe commesse con la “tecnica dello specchietto”, per un profitto complessivo di 105mila euro costituiti da monili d’oro e argento, preziosi e denaro contante.

Gli autori dei furti, che operavano con l’ausilio di due o tre vedette posizionate all’esterno, si introducevano nelle abitazioni con chiavi alterate o chiavi universali, capaci di aprire serrature di ogni tipo, e quando necessario asportavano le casseforti dai rispetti alloggi con un flex.

Compiuto il furto, si allontanavano a bordo di auto munite di scompartimenti creati ad hoc per occultare gli attrezzi, i gioielli e il denaro profitto dell’attività delittuosa. In alcuni casi operavano travestiti da rider di note società che effettuano consegna di cibo a domicilio.

Nel corso delle indagini si è accertato che ogni gruppo criminale di matrice familiare era in grado di pianificare ed eseguire decine di furti in abitazione al giorno, operando con sopralluoghi preliminari finalizzati alla scelta della vittima e all’osservazione delle sue abitudini, ed era in grado, in poche ore, di monetizzare i gioielli e gli orologi di pregio, rivendendoli ad un ricettatore di fiducia che, presso la propria abitazione, gestiva un mercato nero dell’oro e dell’argento con quotazioni quotidiane.

I sodali, inoltre, organizzavano truffe con la tecnica dello specchietto ai danni di persone anziane che viaggiavano da sole nelle loro autovetture, costrette a pagare somme di denaro a titolo di indennizzo per sinistri mai cagionati. Durante l’attività investigativa, in 13 sono stati arrestati in flagranza di reato, 9 persone sono state denunciate in stato di libertà ed è stato possibile recuperare circa 30mila euro di refurtiva.

 

Caivano, ex bidella pendolare tra Napoli e Milano Giusy Giuliano arrestata per stalking: a processo per le presunte molestie alla dirigente scolastica

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Caivano, ex bidella pendolare tra Napoli e Milano Giusy Giuliano arrestata per stalking a processo per le presunte molestie alla dirigente scolastica
Caivano, ex bidella pendolare tra Napoli e Milano Giusy Giuliano arrestata per stalking a processo per le presunte molestie alla dirigente scolastica

Caivano (Napoli) – Giuseppina Giugliano, ex collaboratrice scolastica, è imputata per il reato di atti persecutori nei confronti della dirigente scolastica Eugenia Carfora, preside dell’istituto “Morano” del Parco Verde di Caivano. La donna, nota alle cronache per un precedente caso mediatico legato al pendolarismo tra Napoli e Milano, è attualmente sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

I fatti risalgono al periodo successivo al licenziamento di Giugliano, avvenuto nel novembre 2023. Alla collaboratrice scolastica era stata contestata un’assenza dal servizio di più giorni ritenuta non giustificata. La dirigente scolastica aveva avviato il procedimento disciplinare previsto dalla normativa vigente, conclusosi con il licenziamento. Il provvedimento è stato confermato in primo grado dal tribunale; il giudizio di Appello è tuttora pendente.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Napoli Nord, dopo il licenziamento Giugliano avrebbe inviato numerosi messaggi e comunicazioni, tramite posta elettronica e social network, alla scuola e direttamente alla dirigente scolastica. A seguito della denuncia presentata da Carfora, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti della donna il divieto di avvicinamento alla persona offesa e il divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo.

Le presunte violazioni ripetute delle misure restrittive hanno determinato un aggravamento della misura cautelare. Su richiesta della Procura, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Giugliano è stata arrestata e trasferita nel carcere di Secondigliano, dove è rimasta detenuta per circa due mesi.

Successivamente, il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza della difesa, rappresentata dall’avvocato Corrado Coppola del foro di Nola, disponendo la revoca della custodia in carcere e l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.

Il procedimento penale per atti persecutori è in corso. La conclusione del processo è prevista per la fine del mese di gennaio.

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Campi Flegrei: studio INGV, condizioni attuali della caldera non possono generare eruzione

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Le condizioni attuali della caldera dei Campi Flegrei non sarebbero in grado di generare un’eruzione.

È quanto emerge dallo studio curato da un team di ricercatori dell’Ingv e dell’Università di Ginevra che, grazie all’utilizzo di modelli termici e petrologici, ha proposto uno scenario di riferimento per determinare se i Campi Flegrei potrebbero o meno dar luogo a un’eruzione.

Il lavoro ha permesso di elaborare un modello basato su quello che la letteratura anglosassone definisce “the worst case”, il caso peggiore. Lo studio, dal titolo “Scenario-based forecast of the evolution of 75 years of unrest at Campi Flegrei caldera (Italy)” e pubblicato sulla rivista “Communications Earth and Environment” di Nature, si basa sull’assunzione che il bradisismo odierno in atto dal 2005, così come quello registrato negli anni 1950, 1970-1972 e 1982-1984, sia determinato da successive intrusioni di magma a profondità di circa 4 chilometri.

“Si è scelto di partire da questa assunzione poiché è quella più cautelativa per gli abitanti dell’area flegrea soggetti alla pericolosità vulcanica e permette, quantomeno, di definire un possibile scenario evolutivo”, spiega Stefano Carlino, ricercatore dell’Ingv e co-autore dello studio.

“I calcoli da noi eseguiti suggeriscono che, nonostante potrebbe essere presente magma potenzialmente eruttabile a circa 4 chilometri di profondità e la sovrappressione interna al serbatoio magmatico potrebbe essere sufficiente per fratturare la crosta che lo circonda, un’eruzione sarebbe ostacolata dalla combinazione di diversi fattori, tra cui il ridotto volume del serbatoio magmatico e la deformazione viscosa della crosta circostante”, aggiunge Luca Caricchi, professore ordinario all’Università di Ginevra e co-autore del lavoro.

“Il ridotto volume del serbatoio magmatico, in particolare, rappresenta attualmente uno degli ostacoli maggiori all’eruzione, poiché un’eventuale fuoriuscita di magma da esso determinerebbe un repentino abbassamento della pressione interna che, a sua volta, non fornirebbe al magma energia sufficiente per arrivare in superficie”, proseguono Charline Lormand e Guy Simpson dell’Università di Ginevra, co-autori dello studio.

Se la dinamica attuale di sollevamento del suolo nell’area flegrea dovesse proseguire in futuro con tassi simili a quelli odierni, la sorgente magmatica che genera il sollevamento potrebbe raggiungere, in alcune decine di anni, una dimensione idonea a generare un’eruzione, con un accumulo di volumi di magma comparabile a quello che alimentò l’ultimo evento eruttivo dei Campi Flegrei nel 1538.

“Tuttavia, come detto, i risultati del nostro studio derivano dall’assunzione che il bradisismo degli ultimi 75 anni, dunque il sollevamento del suolo, sia stato alimentato dal magma profondo in risalita e, in parte, dai fluidi da questo fuoriusciti: si tratta di una condizione possibile, ma non facile da verificare”, ribadisce Carlino. “Inoltre, è importante sottolineare che nonostante anche precedenti lavori abbiano evidenziato numerose fratture nella crosta dei Campi Flegrei, le condizioni attuali non risultano idonee a un evento eruttivo”, precisa Tommaso Pivetta, ricercatore dell’Ingv e co-autore dell’articolo.

Per cercare di mitigare la difficoltà nel prevedere come potrà comportarsi il vulcano in futuro, sottolinea l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in una nota, “gli sforzi della ricerca scientifica in questo campo restano quelli di determinare, attraverso misure geofisiche, geochimiche e geodetiche e mediante lo studio e l’elaborazione congiunta dei dati, la natura reale della sorgente del bradisismo, attualmente ancora oggetto di dibattito scientifico”.

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Sarno, lite in famiglia finisce nel sangue: padre accoltella il figlio

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SARNO
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Sarno (Salerno) – Un grave episodio di violenza domestica si è verificato oggi a Sarno, dove una discussione familiare è degenerata fino a trasformarsi in un dramma. Un uomo ha infatti accoltellato il proprio figlio al termine di una lite avvenuta all’interno dell’abitazione di famiglia.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’alterco sarebbe scoppiato per motivi ancora in fase di accertamento. Durante la discussione, il padre avrebbe impugnato un coltello colpendo il giovane, che è rimasto ferito in modo serio.

Il ragazzo, nonostante le ferite, è riuscito a chiedere aiuto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale di Sarno. I medici hanno riscontrato lesioni gravi, tra cui una perforazione polmonare, ma fortunatamente le sue condizioni non sarebbero tali da metterne in pericolo la vita.

I carabinieri sono giunti nell’abitazione per effettuare i rilievi del caso e avviare le indagini. L’uomo è stato denunciato e la sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica e le cause che hanno portato alla violenta aggressione.

L’episodio ha profondamente scosso la comunità locale, riportando l’attenzione sul tema della violenza all’interno delle mura domestiche.

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