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Napoli: Auto si ribalta sui binari del tram, conducente aveva tasso alcolemico tre volte superiore al limite di legge

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NAPOLI AUTO RIBALTA SUI BINARI TRAM
NAPOLI AUTO RIBALTA SUI BINARI TRAM

SAN GIOVANNI A TEDUCCIO – Ha perso il controllo dell’auto, a causa dell’alta velocità, è andato a sbattere violentemente contro la recinzione di un cantiere stradale. Un urto così violento che l’auto si è ribaltata terminando la sua corsa sulla sede del tram.

È accaduto la scorsa notte, a Napoli, in via Ponte dei Granili, verso San Giovanni a Teduccio. Chi era alla guida dell’auto, un 39enne, aveva un tasso alcolemico tre volte superiore rispetto al limite massimo.

Nonostante la dinamica e il forte impatto, sia il conducente che la passeggera a bordo del veicolo non hanno riportato lesioni gravi.

Sul posto è prontamente intervenuta la Sezione Infortunistica Stradale della Polizia Locale per effettuare i rilievi tecnici necessari, mettere in sicurezza l’area e gestire i disagi alla circolazione causati dal posizionamento del mezzo sui binari.

Alla luce di quanto accertato dagli agenti, all’uomo è stata immediatamente ritirata la patente di guida e si procederà nei suoi confronti secondo le norme previste dal Codice della Strada per la guida in stato di ebbrezza.

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Scopre un tumore al seno durante la gravidanza, giovane paziente può curarsi e continuare a essere mamma all’Ospedale Pascale di Napoli

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tumore al seno durante la gravidanza
tumore al seno durante la gravidanza

NAPOLI – Per settimane aveva vissuto con un macigno nel cuore. Da una parte la diagnosi di tumore al seno, arrivata nel pieno della gravidanza. Dall’altra una frase ascoltata più volte, in strutture diverse, che l’aveva gettata nello sconforto: interrompere la gravidanza per poter iniziare rapidamente le cure oncologiche.

Poi l’incontro con i medici dell’Istituto dei tumori di Napoli e, soprattutto, con il professore Michelino De Laurentiis, che ha spiegato alla giovane paziente salernitana come oggi, in molti casi selezionati, sia possibile affrontare il tumore al seno durante la gravidanza senza rinunciare al bambino.

Può curarsi e continuare a essere mamma“, sarebbe stato in sostanza il messaggio che ha restituito fiducia alla donna, una psicologa di Salerno che preferisce restare anonima “per scaramanzia”, dice, ma che oggi rappresenta una storia di coraggio e di medicina multidisciplinare.

È il 18 maggio scorso, quando la donna entra in sala operatoria per essere sottoposta a un delicato intervento di mastectomia con dissezione linfonodale ascellare e ricostruzione mammaria immediata mediante protesi definitiva.

A guidare l’équipe chirurgica sono i dottori Di Giacomo e Fucito, coadiuvati dal dottor Marone, specialisti della chirurgia senologica dell’istituto napoletano. Fondamentale anche il contributo degli anestesisti Cuomo, Calabria e Bifulco, che hanno gestito un’anestesia calibrata sulle esigenze della paziente e della gravidanza, oltre al supporto costante dei ginecologi Scala e Gallo, impegnati nel monitoraggio del benessere fetale.

La donna oggi sta bene. E soprattutto sta bene il bambino che porta in grembo. Dopo appena due giorni di degenza, infatti, la futura mamma è stata dimessa in condizioni cliniche giudicate ottime.

L’intervento rappresenta uno di quei casi in cui oncologia, chirurgia, anestesia e ginecologia devono dialogare in perfetta sintonia. Operare una paziente oncologica in gravidanza richiede infatti un equilibrio delicatissimo: curare tempestivamente il tumore senza mettere a rischio il feto, monitorando ogni parametro materno e fetale durante tutte le fasi dell’operazione.

Dal punto di vista medico, il caso ha richiesto una pianificazione estremamente accurata. La mastectomia con dissezione linfonodale ascellare è un intervento complesso già in condizioni ordinarie; in gravidanza lo diventa ancora di più.

In questi casi, infatti, la strategia terapeutica deve tenere conto dell’epoca gestazionale, della biologia del tumore, della sicurezza farmacologica e anestesiologica e della necessità di ridurre al minimo stress chirurgico e complicanze.

La scelta della ricostruzione immediata con protesi definitiva, effettuata contestualmente all’asportazione della mammella, ha consentito alla paziente di evitare ulteriori interventi futuri, limitando l’impatto psicologico e fisico di un percorso già profondamente impegnativo. Una decisione resa possibile dalla stabilità clinica della giovane donna e dalla collaborazione multidisciplinare che caratterizza i grandi centri oncologici.

Il tumore al seno in gravidanza, – spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare del Pascale – pur essendo relativamente raro, rappresenta una delle neoplasie più frequenti diagnosticate durante la gestazione. Negli ultimi anni la medicina oncologica ha però compiuto passi enormi: oggi molte pazienti possono affrontare interventi chirurgici e, in alcuni casi selezionati, persino trattamenti oncologici durante la gravidanza, senza compromettere la salute del bambino“.

Dietro il successo clinico resta soprattutto la storia di una donna che ha dovuto affrontare contemporaneamente la paura della malattia e la responsabilità di proteggere una nuova vita. Chi l’ha incontrata in reparto racconta di una paziente forte, lucida, sempre sorridente nonostante tutto. Una futura mamma che, entrando in sala operatoria, avrebbe detto ai medici soltanto una frase: “Pensate prima a lui”.

E oggi, dopo l’intervento riuscito e il ritorno a casa in appena quarantotto ore, quella frase suona già come l’inizio di una rinascita. “Questo risultato – dice il direttore generale del polo oncologico partenopeo, Maurizio di Mauro – rappresenta il volto migliore della sanità pubblica e dell’oncologia italiana. Al Pascale lavorano professionisti straordinari capaci di affrontare anche le situazioni più delicate con competenza, sensibilità e spirito di squadra.
Curare una giovane donna senza interrompere il percorso della maternità significa difendere insieme la vita, la speranza e il futuro“.

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Afragola, nuova stesa nella notte: spari tra via Sportiglione e viale Sant’Antonio

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AFRAGOLA STESA
AFRAGOLA STESA

AFRAGOLA – Torna a salire la tensione ad Afragola, nella periferia nord di Napoli. Nella tarda serata di ieri diversi colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi tra via Sportiglione e viale Sant’Antonio, alle spalle del liceo “Brunelleschi”. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia di Stato, che hanno repertato e sequestrato numerosi bossoli.

La zona è la stessa in cui, lo scorso 20 ottobre, si registrò un tentativo di omicidio ai danni di più persone. Un episodio attribuito a ignoti che, secondo gli investigatori, avrebbero preso di mira presunti affiliati al clan Nobile, conosciuto come il gruppo dei “panzaruttari”. Proprio 23 membri del sodalizio sono stati arrestati nei giorni scorsi: un dettaglio che, secondo gli inquirenti, rende ancora più evidente come la stesa di ieri non sia stata un gesto casuale.

L’azione armata è avvenuta poco prima della mezzanotte. Sarebbero circa sette i colpi esplosi.

Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica e individuare il movente, in un contesto già segnato da equilibri criminali instabili e da recenti operazioni di polizia.

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Afragola, non ce l’ha fatta Gaetano Esposito: il 27enne è morto dopo giorni di agonia

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AFRAGOLA GAETANO ESPOSITO
AFRAGOLA GAETANO ESPOSITO

AFRAGOLA – Non è riuscito a superare le gravissime ferite riportate nell’incidente dello scorso 22 maggio. Gaetano Esposito, 27 anni, è morto nelle scorse ore all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era ricoverato in Terapia Intensiva. Il suo cuore ha smesso di battere dopo giorni di lotta disperata.

Secondo una prima ricostruzione, quel pomeriggio Gaetano stava percorrendo corso Giuseppe Garibaldi ad Afragola a bordo di una moto guidata da un amico. Per cause ancora da chiarire, il conducente avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo: entrambi i giovani sono finiti sull’asfalto con un impatto violentissimo.

I sanitari del 118, arrivati in pochi minuti, hanno immediatamente compreso la gravità delle condizioni del 27enne e ne hanno disposto il trasferimento urgente al Cardarelli. Da allora Gaetano era ricoverato in prognosi riservata, aggrappato alla vita. Purtroppo, ogni tentativo dei medici si è rivelato inutile.

L’amico alla guida della moto è rimasto ferito in maniera più lieve ed è stato portato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Intanto le forze dell’ordine stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. La comunità di Afragola, intanto, è sotto shock per la tragica scomparsa di un ragazzo così giovane.

Ennesimo colpo in Irpinia della banda della “marmotta”, assalto al bancomat della BdM di Andretta

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ASSALTO BANCOMAT ANDRETTA
ASSALTO BANCOMAT ANDRETTA

ANDRETTA – Ancora un assalto agli sportelli bancomat in provincia di Avellino. Ad Andretta, poco dopo le 3:30 della notte scorsa, con il sistema della “marmotta”, è stato fatto esplodere l’erogatore della filiale della Bdm.

La deflagrazione ha svegliato i residenti del piccolo centro altirpino dove poco dopo sono giunti i carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi, affiancati dai militari del Nucleo artificieri. L’intera zona è stata isolata per svolgere i rilievi tecnici utili alle indagini. Gli autori del colpo, almeno quattro persone, si sono dati alla fuga a bordo di un’auto. Il bottino è da quantificare.

Ma non è la prima volta, il 28 aprile 2019, sempre la stessa banca fu assaltato nello stesso identico modo, con ingenti danni alla struttura e all’istituto bancario.

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Napoli, tragedia al Cardarelli: paziente si lancia nel vuoto e muore, aveva 58 anni. Era ricoverata nel reparto Grandi Ustionati

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Una paziente di 58 anni, ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di NAPOLI, è morta dopo essersi lanciata nel vuoto dal terzo piano del padiglione E.

Il fatto è avvenuto poco prima delle 10.

Secondo quanto reso noto dalla struttura ospedaliera, la donna si era recata in bagno, probabilmente perché luogo di maggiore privacy.

La paziente doveva essere trasferita questa mattina in Chirurgia plastica ricostruttiva.

Tutti i pazienti – si sottolinea – sono monitorati in maniera costante dal personale h24 come previsto nei reparti di terapia intensiva. Nell’anno 2025 l’Azienda ha rinnovato le procedure anti-suicidio. La Direzione strategica dell’ospedale Cardarelli esprime il cordoglio e la propria vicinanza ai familiari.

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Casalnuovo di Napoli, esposto di Nicoletta Romano alla Procura della Repubblica: “Gravissime intimidazioni ai seggi”

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CASALNUOVO (NAPOLI) — Le elezioni comunali di Casalnuovo di Napoli si trasformano in un caso giudiziario prima ancora che si compia il secondo turno. Il primo round elettorale del 24 e 25 maggio ha lasciato dietro di sé una scia di tensioni così profonda da spingere il centrodestra a investire formalmente la magistratura e i vertici territoriali del governo, denunciando un presunto e sistematico condizionamento del voto.

L’iniziativa è della candidata sindaco Nicoletta Romano, alla guida di una coalizione civica e di area centrodestra. Approdata al ballottaggio, Romano ha depositato un dettagliato esposto-denuncia indirizzato sia alla Procura della Repubblica di Nola sia al Prefetto di Napoli, Michele Di Bari. L’obiettivo immediato, oltre all’accertamento di eventuali reati, è blindare le prossime urne: la candidata ha chiesto infatti l’adozione di un piano straordinario di sicurezza che preveda presidi fissi e interforze in ogni plesso scolastico adibito a seggio.

Ma cosa è accaduto, secondo l’esposto, durante la due giorni di voto? L’atto descrive una serie di episodi che avrebbero pesantemente alterato il clima democratico in città. I passaggi chiave del documento si concentrano su tre anomalie principali:

  • Le “stese” in motocicletta: Per l’intera durata delle operazioni di voto, carovane di motoveicoli con conducenti senza casco avrebbero sfilato davanti alle scuole. I caroselli sarebbero partiti dal plesso di Viale dei Pini — nel quartiere popolare della “Ex 219” — per poi fare la spola davanti a tutti i seggi del comune, proseguendo anche nella notte successiva alla chiusura delle urne. Su questo fronte, le forze dell’ordine avrebbero già individuato diverse targhe, molte delle quali estere.

  • I picchetti e la rinuncia del presidente: All’esterno degli istituti sarebbero stati organizzati veri e propri picchetti per dissuadere fisicamente gli elettori “non allineati” dall’entrare. Una pressione psicologica tale da provocare, già nella mattinata di sabato, le dimissioni di un presidente di seggio, colto da attacchi di panico e costretto a rinunciare all’incarico.

  • L’anomalia dei voti: Sotto la lente della denuncia è finita anche una performance elettorale definita sospetta. In un unico plesso, un candidato consigliere avrebbe incassato ben 750 preferenze personali; un balzo enorme se confrontato con i 150 voti ottenuti dallo stesso candidato nella precedente tornata amministrativa.

Spetterà ora ai magistrati di Nola e agli inquirenti — di cui è stata chiesta con urgenza l’acquisizione dei filmati di videosorveglianza comunale e l’audizione del personale di seggio — fare luce su una delle pagine più opache di questa campagna elettorale alle porte di Napoli.

LA RISPOSTA DI NAPPI: “‘A CARN ASOTT, E ‘E MACCARUNE ACOPP”

Queste le parole del candidato a sindaco Giovanni Nappi dopo la denuncia di Nicoletta Romano: “Eviterò di rispondere pubblicamente, ma se le Forze dell’Ordine vogliono possono convocarmi e spiegherò filo e per segno cosa sta realmente dando così fastidio agli amici della coalizione di centro destra, in merito al voto libero che un intero quartiere (la 219) ha voluto esprimere per un proprio rappresentante.
Un abbraccio al consigliere Carmine Perrella, il più votato di Casalnuovo.
Per anni i voti del quartiere hanno fatto comodo a chiunque (fino alle regionali), ora non vanno bene più perché liberamente hanno scelto me.
Eppure io non mi arrabbio e non denuncio nessuno sul voto di Casarea. Non è strano quel voto? Se è libero per me non è strano.

COMUNALI. PREFETTURA NAPOLI: ATTENZIONE PER SEGNALAZIONI SU VOTO A CASALNUOVO

Il Prefetto di NAPOLI, Michele di Bari, “segue con particolare attenzione quanto segnalato da una candidata alle elezioni amministrative del Comune di Casalnuovo di NAPOLI in un esposto presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, anche in relazione ad alcuni episodi indicati come possibili forme di condizionamento avvenute durante le operazioni di voto”.

Lo si apprende da una nota della prefettura partenopea in cui si evidenzia inoltre che “sulla vicenda sono in corso approfondimenti da parte dell’Arma dei Carabinieri, che sta svolgendo gli accertamenti necessari per verificare i fatti rappresentati e chiarire ogni aspetto della vicenda, in raccordo con l’Autorità giudiziaria”.

Al centro c’è la denuncia della candidata – ammessa al ballottaggio con il 47,19% delle preferenze – Nicoletta Romano, sostenuta da 13 liste tra cui Forza Italia, secondo cui durante i due giorni di voto si sono verificate “carovane di motorini organizzate, vere e proprie “stese” davanti ai plessi elettorali, in tutta la città”. Il tema, sottolinea la prefettura, è seguito con la massima attenzione anche in vista del turno di ballottaggio, che nell’area metropolitana di NAPOLI riguarderà 6 comuni (Casalnuovo di NAPOLI, Frattamaggiore, Ottaviano, Pompei, Somma Vesuviana e Sorrento) per il quale sarà disposto, in sede di riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un ulteriore rafforzamento della vigilanza e del monitoraggio attorno ai plessi scolastici sede di seggio elettorale.

“Il voto – le parole del prefetto – deve sempre svolgersi in un clima libero e sereno, senza alcuna forma di pressione o condizionamento. Per questo ogni segnalazione viene presa in considerazione con grande attenzione. Le forze di polizia stanno lavorando per verificare quanto denunciato e garantire ai cittadini di partecipare alla vita democratica in condizioni di piena sicurezza e tranquillità”.

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casalnuovo nicoletta romano

Ad un anno dalla morte corteo ad Afragola in ricordo di Martina Carbonaro, i genitori in strada per chiedere giustizia

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Ad un anno dalla morte corteo ad Afragola in ricordo di Martina Carbonaro, i genitori in strada per chiedere giustizia
Ad un anno dalla morte corteo ad Afragola in ricordo di Martina Carbonaro, i genitori in strada per chiedere giustizia

A un anno dall’omicidio della quattordicenne Martina Carbonaro, sfigurata a colpi di pietra dall’ex fidanzato Alessio Tucci che non accettava la fine della loro storia, la città di Afragola è scesa in strada per blindare il ricordo di una vita spezzata troppo presto.

Oltre mille persone hanno risposto all’appello della famiglia, partecipando prima alla funzione religiosa nella basilica di Sant’Antonio e poi snodandosi in un silenzioso e straziante corteo. Un solo coro, però, ha rotto il silenzio della marcia: la richiesta unanime di giustizia per una ragazzina a cui è stato negato il futuro.

La madre di Martina ha espresso tutta la sua disperazione, invocando una punizione esemplare e massima per l’assassino di sua figlia.

«Voglio giustizia, per lui ci vorrebbe la sedia elettrica», ha dichiarato la donna, dando voce a un trauma che non conoscerà mai fine.

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afragola martina carbonaro

70 colpi tra furti e rapine con la ‘spaccata’, estintori per ostacolare inseguimento: blitz nel campo rom di Caivano

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I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli) stanno eseguendo un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di alcuni residenti nel campo rom di Caivano emesso dalla Procura della repubblica di Napoli Nord.

Gli indagati sono accusati di associazione finalizzata alla commissione di reati predatori, rapina, furto aggravato, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Avrebbero messo a segno ben 70 colpi, tra furti a negozianti, rapine ad automobilisti e di sportelli bancari, anche con la tecnica della “spaccata”: sono dieci le persone a cui i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno notificato, nel campo rom di Caivano, altrettanti provvedimenti di fermo per i reati di rapina, furto, riciclaggio, resistenza a pubblico ufficiale e trasferimento fraudolento di valori.

Ben undici i furti – tra quelli tentati e quelli consumati – di bancomat, compiuti tra le province di NAPOLI, Caserta e Salerno con la tecnica della “spaccata”, cioè sfondando la vetrina con vetture rubate e poi sradicando dagli alloggi gli Atm utilizzando funi e cavi di ferro. In uno dei colpi, per agevolarsi la fuga, i rapinatori hanno spruzzato il contenuto di alcuni estintori per ostacolare l’inseguimento delle forze dell’ordine

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Afragola: Danneggiata panchina rossa in memoria di Martina Carbonaro

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AFRAGOLA PANCHINA MARTINA CARBONARO DANNEGGIATA
AFRAGOLA PANCHINA MARTINA CARBONARO DANNEGGIATA

AFRAGOLA – È stata danneggiata, da ignoti, la
targa apposta sulla panchina rossa che ad Afragola, in provincia
di Napoli, ricorda Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex
fidanzato, Alessio Tucci, il 25 maggio 2025.

Oggi, intanto, alle 18,30 è in programma in città la
fiaccolata in ricordo della ragazzina, brutalmente assassinata,
a colpi di pietra, dall’ex. Il corteo partirà dalla Chiesa di Sant’Antonio e, dopo avere
attraversato la città, arriverà nello spazio antistante il
cosiddetto Stadio Moccia: lì in un cantiere abbandonato,
esattamente un anno fa, venne ritrovato il corpo senza vita di
Martina.

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