sabato, Giugno 20, 2026
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8 Marzo di violenza, 3 madri picchiate nel napoletano, figli in manette

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VIOLENZA CONTRO LE MADRI
VIOLENZA CONTRO LE MADRI

Nelle ultime 24 ore sono tre i casi di aggressione nei confronti della propria madre registrati dai Carabinieri nella provincia di Napoli.

A San Gennaro Vesuviano un 39enne tossicodipendente si è presentato fuori casa della madre 75enne armato di una spranga, chiedendo con insistenza di entrare. Al rifiuto della donna, ha utilizzato l’arma contro la porta, arrivando quasi a sfondarla. Il 39enne è stato arrestato dai carabinieri della sezione radiomobile di Nola, che lo hanno accompagnato in carcere: risponderà di maltrattamenti.

A Castellammare di Stabia, un 22enne, armato di coltello, pretendeva dalla madre il denaro per una dose di droga. Per lui, dopo l’arresto, si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale.

A Napoli, in corso Vittorio Emanuele, per fatti analoghi un 17enne è stato denunciato in stato di libertà dopo l’intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile.

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Napoli: False assunzioni di cittadini extracomunitari, oltre tremila le pratiche irregolari bloccate

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Napoli False Assunzioni
Napoli False Assunzioni

NAPOLI – False assunzioni di cittadini extracomunitari. Diciotto le persone che facevano parte di una vera e propria organizzazione criminale sgominata dalla Polizia di Stato a capo della quale c’era un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli. Oltre tremila le pratiche irregolari bloccate.

Ad essere accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento all’immigrazione clandestina pluriaggravato, falso e truffa, sono anche diversi titolari di aziende agricole che hanno messo a disposizione, quali datori di lavoro, le proprie realtà aziendali per le false assunzioni. Sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari alcuni collaboratori dei principali indagati, nonché mediatori stranieri.

Secondo le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, l’organizzazione criminale operava nelle province di Napoli e Caserta, con proiezione transnazionale. Lo scopo era quello di produrre i “Nulla Osta al lavoro subordinato”, provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione dell’Ufficio Prefettizio territorialmente competente autorizza il datore di lavoro che ne faccia richiesta, ad assumere un lavoratore straniero residente all’estero e preventivamente individuato. Funzionava così: il dipendente dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Napoli, vero e proprio promotore e capo dell’organizzazione, si occupava di esprimere, in via diretta o indiretta, in questo caso servendosi della collaborazione di altri dipendenti pubblici, i cosiddetti “pareri”, vale a dire gli atti amministrativi mediante i quali venivano certificate le congruità delle richieste avanzate dai datori di lavoro, prodromici al conseguimento del nulla osta al lavoro subordinato.

L’iter amministrativo così instaurato ne risultava, nella quasi totalità dei casi, viziato anche grazie alla collaborazione strategica di un Caf con sede nella provincia di Caserta.
E’ stato anche possibile documentare come i guadagni finissero nelle tasche dei datori di lavoro compiacenti ed organici al sodalizio, i quali percepivano una somma variabile tra i 1.200 e i 2.000 euro per ogni lavoratore straniero per il quale veniva artificiosamente richiesta l’assunzione.

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Terra dei Fuochi: Controlli ad elevata intensità in tutta l’area della provincia di Napoli e Caserta

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TERRA DEI FUOCHI
TERRA DEI FUOCHI

Continua l’impegno delle Forze dell’ordine e dell’Esercito nel programma di controlli ad alta intensità disposti dai Prefetti di Napoli e Caserta, Michele di Bari e Lucia Volpe, per il contrasto agli illeciti ambientali nell’area di Terra dei fuochi. 

Nell’ultimo mese le azioni di prevenzione interforze si sono sviluppate in maniera diffusa su tutti i territori, con l’impiego di 1427 servizi di pattuglia e risultati di rilievo: 5 arresti, 146 persone denunciate, 89 veicoli sequestrati su oltre 5800 controllati, 81 i siti produttivi sottoposti a sequestro su 127 controllati, più di 950.000 euro di sanzioni per illeciti amministrativi. 

Nell’area Metropolitana di Napoli, due massicce operazioni sono state svolte da task force miste Esercito – Polizia Metropolitana tra Scampia, Secondigliano, Arzano e Melito, accompagnate da controlli ambientali delle unità della Metropolitana su ulteriori obiettivi. In particolare, sequestrato a Secondigliano un veicolo con 2 quintali di rifiuti speciali (RAEE, elettrodomestici e materiali ferrosi), con il conducente sorpreso senza patente e il mezzo senza assicurazione né revisione, mentre sono oltre 40 le tonnellate di rifiuti e 19 le aziende complessivamente sottoposte a sequestro nelle diverse azioni.

A Grumo Nevano, i Carabinieri hanno inferto un duro colpo alla commistione tra gestione illecita dei rifiuti e lavoro sommerso, sequestrando una impresa dove sono stati rinvenuti 33 mc di scarti tessili ed elevando sanzioni per la cifra record di 319.000 euro, in presenza di 13 lavoratori totalmente privi di contratto. A Villaricca e Varcaturo i militari hanno proceduto all’arresto di 3 persone, gestori di due officine in assenza di qualsiasi titolo abilitativo, registrando il trattamento in maniera incontrollata di rifiuti pericolosi ed acque reflue. 

Nel giuglianese anche la filiera dell’agro alimentare è stata passata a setaccio, con verifiche congiunte da parte di Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi, Polizia locale e Asl. Gli operatori sono intervenuti in un fondo dal quale si levava una colonna di fumo, scoprendo una attività di illecita lavorazione di alimenti, in pessime condizioni igienico-sanitarie, e un deposito di rifiuti di varia natura, tra cui pneumatici e fresato di asfalto.

Controlli svolti da Esercito, Carabinieri forestali e Polizie locali tra Acerra e San Giuseppe Vesuviano hanno, invece, portato al sequestro di un rimorchio colmo di scarti di pellame e altro materiale e di un fabbricato grezzo utilizzato per lo sversamento e stoccaggio di rifiuti. L’attenzione è stata rivolta anche oltre i confini di Terra dei fuochi per intercettare realtà coinvolte nel traffico di rifiuti su area vasta: la Guardia di Finanza ha sequestrato a Lettere un’area di 60 mq contente una tonnellata e mezza di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da materiali ferrosi e plastici. Il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli ha, poi, eseguito il decreto di confisca emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, avente a oggetto un patrimonio del valore complessivo di oltre 204 milioni di euro, riconducibile ai fratelli Pellini, imprenditori di Acerra operanti nel settore del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali. Il provvedimento rappresenta l’ultimo sviluppo, dopo vicende alterne, di un iter giudiziario avviato nel 2017.

Capillari azioni di pattugliamento e controllo dei carichi della Polizia stradale hanno interessato le principali arterie tra Napoli e Caserta, tra cui la SS 268 e la SS 7 quater. Denunciate 15 persone, di cui due, nei comuni di San Gennaro Vesuviano e Ottaviano, per trasporto illecito di un totale di 3 tonnellate e mezzo di rifiuti, tra ferro, acciaio e materiale derivante da costruzioni e demolizioni.

Particolarmente articolate anche le azioni in provincia di Caserta.

A Lusciano i militari di Strade sicure hanno colto in flagranza di sversamento una persona presso un sito di microdiscarica (auto sequestrata, ritiro della patente e 4500 euro di sanzione), mentre a Casagiove, assieme alla Polizia provinciale di Caserta, è stata messa sotto sequestro una carrozzeria. Altre operazioni condotte dai Carabinieri a Teverola, con il sequestro di un caseificio per scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione, a Casal di Principe e Casaluce, con i sequestri di una falegnameria e di un’attività di meccatronica abusive. Nel secondo caso si procedeva all’arresto del gestore, deferito per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, oltre che per miscelazione di rifiuti speciali pericolosi e non. A Castel Volturno sorpresa ed arrestata una persona, su un’area già sottoposta a sequestro preventivo, nell’atto di depositare circa 11 metri cubi di rifiuti speciali (ferraglia, oli esausti, batterie, contenitori di solventi e vernici, ecc.). 

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Anziana raggirata e drogata in casa: finta amicizia per svaligiare l’appartamento nel salernitano

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Una truffa studiata nei minimi dettagli ha colpito una donna di 75 anni a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno. L’anziana è stata narcotizzata all’interno della propria abitazione e poi derubata di denaro e gioielli da una donna che, poco prima, si era presentata come una possibile nuova amica.

L’episodio risale a venerdì 6 marzo e si è verificato in un palazzo situato in piazza Felice Sabbato. Secondo le prime ricostruzioni, la truffatrice avrebbe avvicinato la vittima con una scusa e, con modi cordiali, avrebbe instaurato un breve dialogo fino a convincerla ad accompagnarla nel suo appartamento.

Una volta entrate in casa, però, la situazione è degenerata. La 75enne sarebbe stata narcotizzata, perdendo conoscenza per un periodo sufficiente alla ladra per mettere a segno il colpo. Approfittando dello stato di incoscienza della proprietaria, la donna avrebbe rovistato nell’abitazione portando via denaro contante e diversi oggetti di valore, per poi allontanarsi rapidamente.

L’allarme è scattato poco dopo. Sul posto sono intervenuti i sanitari della Vopi – Volontari Pronto Intervento – allertati dal 118 dell’Asl di Salerno, che hanno prestato le prime cure alla vittima. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma lo spavento è stato notevole.

Parallelamente sono arrivati anche gli agenti delle forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e identificare la responsabile. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare la donna fuggita dopo il furto.

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Napoli: presi dopo inseguimento, due giovani arrestati per fuga pericolosa

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A Giugliano in Campania (Napoli) i Carabinieri hanno arrestato per fuga pericolosa, detenzione di droga e resistenza due ragazzi di 20 e 19 anni. Ieri pomeriggio i militari hanno intimato l’alt a un’auto con targa polacca che non si è fermata e ha proseguito la sua marcia.

Ne è scaturito un lungo inseguimento sull’Asse Mediano con picchi di velocità che hanno raggiunto i 200 km/h, proseguito poi nelle strade di Arzano e Casoria, dove l’auto in fuga ha tentato di speronare un’altra auto dei Carabinieri che aveva tentato di sbarrargli la strada.

I due giovani si sono quindi dileguati tra Casavatore e il quartiere napoletano di Secondigliano.

Raggiunti in un secondo momento, i due giovani sono stati perquisiti dai Carabinieri e trovati in possesso delle chiavi di un garage, all’interno del quale i militari hanno trovato l’auto oltre a 10 panetti di hashish per quasi 900 grammi, 150 grammi tra stecche e bustine di marijuana e hashish e 230 grammi di cocaina con 295 dosi già pronte per la vendita al dettaglio.

Sequestrati anche 655 euro in contanti, bilancini di precisione, due telefoni cellulari e diverso materiale per la vendita al dettaglio. Si tratta del terzo arresto in pochi giorni per il reato di fuga pericolosa effettuato dai carabinieri in provincia di Napoli, dopo quelli di venerdì a Barra e sabato a Pozzuoli,

Dopo essere riusciti a far perdere le loro tracce, i due giovani sono stati trovati dai Carabinieri grazie al gps di cui era munita l’auto, un veicolo preso a noleggio. I militari sono così riusciti a rintracciarla in un box a Teverola, in provincia di Caserta, davanti al quale hanno trovato i due ragazzi che, alla vista dei militari, hanno tentato di fuggire a piedi ma sono stati bloccati e, una volta perquisiti, trovati in possesso delle chiavi del garage.

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In Campania viaggia verso l’alto il prezzo di Diesel e Benzina

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Prezzo Gas e Petrolio
Prezzo Gas e Petrolio

In Campania oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self service sulle autostrade della regione è di 1,956 euro. Quello della benzina, invece, di 1,775. È quanto emerge dalla rilevazione dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ci domandiamo cosa accadrà domani alla riapertura di tutti i distributori, quando la media non sarà più abbassata da chi ha lasciato invariato il prezzo nel week-end” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per questo chiediamo al Governo di intervenire lunedì mattina con un decreto legge che riduca le accise di 10 centesimi e stoppi questa progressione. Non servono meccanismi mirabolanti per farlo, basta volerle ridurre” prosegue Dona, “Ci preoccupa, infatti, la dichiarazione di ieri della Premier Meloni, ossia che lo strumento della sterilizzazione è già allo studio da qualche giorno da parte Mef.

Ci offriamo di dare ripetizioni gratuite ai tecnici del Mef, atteso che è dal 2002, ossia 24 anni fa, che i governi stanno studiando questo meccanismo. Nel 2002, infatti, l’allora ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, dichiarò: “stiamo studiando un meccanismo sulle accise che possa stabilizzare il prezzo della benzina. Che serva un aiutino?” conclude Dona.

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Napoli: A sua insaputa il fidanzato vende le sue borse di lusso online, lei lo scopre sui social. Denunciato 28enne

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Siamo a Napoli e una 27enne cerca delle borse griffate. Sui social viene colpita dalla vetrina virtuale di un noto negozio vintage dove sono state messe in vendita delle borse firmate. La ragazza ne riconosce qualcuna, sono le sue.

C’è subito un sospettato nella mente della giovane ed è il suo compagno. Lo contatta, gli dice di andare con lei al negozio ma lui si rifiuta. Ragazza, papà e fratello vanno nel negozio.

Ad accoglierli il titolare che mostra loro le borse verosimilmente rubate lo scorso metà febbraio. Arrivano i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli per ricostruire la vicenda.

Tra le ricevute di acquisto anche le fotocopie dei documenti di identità dei venditori.

Per le 4 borse segnalate dalla donna c’è un solo documento: quello del fidanzato 28enne. La vendita gli ha fruttato circa 4mila euro.

Dagli accertamenti dei carabinieri emerge anche che il 28enne – una volta contattato dalla fidanzata – avrebbe chiamato il titolare del negozio vintage chiedendogli di ritirare dalla vendita le borse in questione. Le borse sono state sequestrate, il titolare del negozio è estraneo ai fatti, il 28enne è stato denunciato.

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Elenca il suo curriculum criminale per minacciare gli Agenti della Polizia Provinciale di Caserta

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MINACCE AGENTI POLIZIA PROVINCIALE CASERTA
MINACCE AGENTI POLIZIA PROVINCIALE CASERTA

SAN TAMMARO – Ha minacciato gli agenti della Polizia Provinciale di Caserta vantando un presunto passato criminale e dichiarando di essere stato accusato di quattro omicidi. Per questo motivo un uomo, identificato con le iniziali D.F., è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

L’episodio si è verificato nel corso di un servizio di controllo svolto dalla Polizia Provinciale di Caserta nell’area della cosiddetta Terra dei Fuochi, nel territorio del comune di San Tammaro, al confine con Casal di Principe.

Durante le verifiche, il titolare di un’azienda sottoposta a controllo, informato dell’imminente sequestro dell’area, si è avvicinato agli agenti – alla presenza del comandante della Polizia Provinciale Biagio Chiariello – rivolgendo frasi intimidatorie e millantando un presunto curriculum criminale, nel tentativo di condizionare l’operato degli operatori.

Dagli approfondimenti effettuati è emerso che l’uomo risulta effettivamente indicato da alcuni collaboratori di giustizia come vicino a un sodalizio criminale e coinvolto in gravi fatti di sangue. Lo stesso, inoltre, era stato tratto in arresto alcuni anni fa per detenzione di armi riconducibili a un noto gruppo criminale, rinvenute proprio presso l’azienda oggetto dell’attuale controllo.

Al termine delle operazioni l’uomo è stato denunciato per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, mentre l’intera area è stata sottoposta a sequestro.

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Legale Famiglia Domenico Caliendo: “Autopsia chiarirà responsabilità anche dei medici di Bolzano”

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Legale Famiglia Domenico Caliendo
Legale Famiglia Domenico Caliendo

NAPOLI – Il dosaggio sbagliato di un farmaco somministrato da un’anestesista dell’ospedale di Bolzano potrebbe aver danneggiato il cuore di Domenico Caliendo prima che questo venisse espiantato e congelato erroneamente col ghiaccio secco.

È quanto emerge dalla relazione degli ispettori del Ministero della Salute e del Cnt dopo i sopralluoghi al Monaldi di Napoli e all’ospedale di Bolzano e di cui riferisce ieri ‘La Repubblica’.

Questo verrà accertato dall’autopsia con l’esame sui tessuti – spiega l’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, interpellato dall’ANSA – comunque ciò non muta il quadro delle responsabilità dell’equipe del Monaldi“.

Dalle prime indagini – aggiunge il legale – è emerso che il team di Napoli era partito senza un perfusionista e che la dottoressa Farina abbia chiesto che l’infusione del liquido venisse effettuata da un’altra persona.

Ma emerge anche che sarebbe stata la stessa dottoressa del Monaldi a indicare quanto liquido infondere e in quanto tempo. È stato inoltre riferito – aggiunge – che l’infusione non è stata portata a termine perché il chirurgo di Innsbruck ha richiamato l’attenzione per un rigonfiamento del fegato e del cuore. Sarebbe stato poi lo stesso chirurgo a intervenire per risolvere la situazione“.

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Arzano, nuovo agguato di camorra in via Mazzini: ucciso il 38enne Armando Lupoli

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Armando Lupoli ARZANO
Armando Lupoli ARZANO

Un nuovo agguato di camorra ha scosso Arzano questa sera intorno alle 19. Il 38enne Armando Lupoli è stato ucciso in via Mazzini pare da un commando composto da due persone in sella a uno scooter. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la vittima sarebbe ritenuta un esponente del clan della 167, già noto alle forze dell’ordine.

Lupoli si trovava a bordo di una Peugeot 3008 quando i killer lo hanno affiancato, esplodendo numerosi colpi d’arma da fuoco. La prima sparatoria sarebbe avvenuta in mezzo alla folla, generando panico tra i presenti. L’uomo, forse già ferito, ha tentato di fuggire con l’auto, ma la corsa sarebbe durata pochi metri.

I sicari lo avrebbero infatti raggiunto nuovamente, esplodendo altri colpi che lo avrebbero colpito mortalmente alla testa. Per il 38enne non c’è stato nulla da fare, è morto presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. Armando Lupoli, ed era già noto alle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello Di Cisterna e i sanitari del 118. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato e individuare i responsabili, in un contesto criminale che negli ultimi mesi continua a mostrare segnali di forte tensione.

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