mercoledì, Aprile 29, 2026
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Capodanno: a Napoli vietati ‘botti’ in piazza Plebiscito e lungomare, stop anche alle bevande e spray

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Capodanno a Napoli vietati 'botti' in piazza Plebiscito e lungomare, stop anche alle bevande e spray
Capodanno a Napoli vietati 'botti' in piazza Plebiscito e lungomare, stop anche alle bevande e spray

Ordinanza del Comune di Napoli per la limitazione alla vendita di bevande e per il divieto di esplodere fuochi artificiali in piazza del Plebiscito, piazza Municipio e lungomare Caracciolo, dove si svolgeranno le manifestazioni organizzate per i festeggiamenti di Capodanno.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha disposto alcune restrizioni che saranno in vigore nelle aree di piazza del Plebiscito, piazza Municipio e lungomare Caracciolo dalle ore 18 di mercoledì 31 dicembre fino a cessate esigenze di giovedì 1° gennaio 2026.

L’ordinanza sindacale prevede il divieto di vendita e di consumo di bevande in contenitori di vetro, plastica rigida, tetrapak, lattina o qualsiasi altro materiale rigido (sarà consentita la commercializzazione solo in bicchieri di plastica leggera o carta); il divieto di vendita e di possesso di spray o dispositivi nebulizzatori contenenti oleoresin capsicum; il divieto di introdurre ed esplodere fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici e in genere artifici contenenti miscele detonanti ed esplodenti.

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capodanno napoli

Al via il nuovo Consiglio Regionale in Campania con il Presidente Fico, l’attacco di Cirielli: “Mancanza della giunta non è un buon segnale”

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Al via il nuovo Consiglio Regionale in Campania con il Presidente Fico, l'attacco di Cirielli Mancanza della giunta non è un buon segnale
Al via il nuovo Consiglio Regionale in Campania con il Presidente Fico, l'attacco di Cirielli Mancanza della giunta non è un buon segnale

Non mi pare un buon segnale per la maggioranza e per il presidente Fico”. Questo il commento di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e sfidante per il centrodestra alle elezioni regionali in Campania, sulla mancata indicazione, a pochi minuti dalla prima seduta del nuovo Consiglio regionale, dei nomi che comporranno la Giunta.

Cirielli, che non vuole “enfatizzare questo dato perché ci sono ancora dei giorni di tempo”, aggiunge: “Ricordo al Pd che Fico è il presidente eletto dal popolo, quindi è lui il presidente, lo mettano in condizione di lavorare. Noi faremo la nostra parte, faremo un’opposizione trasparente, istituzionale, nell’interesse dei cittadini campani per far funzionare la giunta. Ci aspettiamo segnali di cambiamento soprattutto nel metodo usato in dieci anni di sostanziale monocolore Pd, ma giudicheremo dai fatti”.

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Sportelli ATM nel mirino dei ladri: furti a Marigliano e Scisciano, tentato colpo a Pomigliano D’Arco

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Ancora furti agli sportelli Atm nel Napoletano. A poche ore dal colpo messo a segno a Sciciano – dove alcuni sconosciuti hanno fatto esplodere l’Atm di una banca in via Ferrovia ed è stata portata via una somma contante da quantificare – ancora un furto e un tentato furto.

In via Vivaldi, a Marigliano, sconosciuti hanno fatto esplodere l’Atm dell’ufficio postale e poi hanno portato via l’intero dispositivo. Il secondo tentato furto in piazza Sant’Agnese, a Pomigliano D’Arco.

C’è stata ancora una volta un’esplosione ma, in questo caso, i malviventi non sono riusciti a portare via l’Atm della filiale credit agricole. Danni da quantificare, indagini e rilievi a cura del nucleo operativo e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna. Nessun ferito

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Capodanno: nel mercato nero dei botti compare la ‘bomba Gaza’, la “new entry” nel mercato nero. Costa fino a 200 euro

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È stato ribattezzato “bomba Gaza” ed è la “new entry” nel mercato nero dei fuochi pirotecnici illegali in vista del Capodanno 2026. L’ordigno è stato ribattezzato dai produttori clandestini con un richiamo al drammatico conflitto in Medioriente per “pubblicizzare” la potenza distruttiva del manufatto.

Il nuovo botto illegale, rilevano i Carabinieri, è la riproposizione potenziata dei consueti e pericolosi ordigni che ogni anno vengono ribattezzati seguendo la cronaca e l’attualità del momento.

Al momento non risultano sequestri ufficiali, ma il botto circola già da novembre, con numerosi avvistamenti soprattutto sui social, nuova frontiera del mercato illegale. Il prezzo, inizialmente compreso tra i 70 e i 100 euro, ha subito un’impennata a ridosso del Capodanno, raddoppiando fino a circa 200 euro.

L’usanza di utilizzare nomi legati a personaggi sportivi, scenari di guerra o fatti di cronaca per rendere particolarmente accattivante l’ordigno esplosivo risale a decenni fa e vede nella ormai celebre “bomba di Maradona” il suo nome più noto.

Negli anni si sono susseguiti diversi nomi legati ad eventi internazionali come la bomba Bin Laden e la bomba Covid, ma anche sportivi come la recente bomba Sinner dedicata al tennista italiano. Come accaduto già negli anni scorsi, in prossimità delle festività di fine anno il Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia promuove la campagna di sensibilizzazione “Usa la testa non rovinarti la festa”, rivolta soprattutto ai giovani per educarli al corretto uso dei fuochi pirotecnici legali e disincentivare l’acquisto dei pericolosissimi fuochi illegali, che spesso provocano vittime specie nei giovani in età adolescenziale.

“La battaglia – precisano dal Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia – potrà essere vinta se si riuscirà a far comprendere, soprattutto ai giovani, che il problema è essenzialmente culturale. In questi casi, quasi sempre gli incidenti sono dovuti a disattenzione e non a fatalità”.

I Carabinieri ricordano che i giochi pirotecnici autorizzati e in libera vendita devono riportare sulla confezione un’etichetta con il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio, il nome del prodotto, la ditta produttrice, la categoria d’appartenenza e le modalità d’uso.

Possono essere venduti in tutti gli esercizi che sono in possesso di licenza per la vendita di giocattoli e possono essere acquistati da tutti, purché almeno quattordicenni. Se il gioco pirotecnico è privo di etichetta, è sempre da considerarsi proibito. Alcuni giochi, anche se non vietati, sono comunque molto pericolosi e possono causare, se non usato in modo corretto, gravi danni a persone e cose.

I prodotti pirotecnici classificati dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza in IV (artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti) e V categoria (giocattoli pirici), invece, possono essere venduti solamente nei depositi dei fuochi d’artificio o nelle armerie autorizzate ed acquistati con porto d’armi o nulla osta, sempre comunque con l’obbligo di denuncia alle forze dell’ordine, ma non possono essere accesi senza licenza.

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Davide Fiorucci ucciso a Boscoreale mentre tornava a casa nel febbraio 2024, tre arresti dei Carabinieri

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Avrebbero fatto parte del commando di fuoco che la notte dell’11 febbraio dello scorso anno uccise, con una decina di colpi di arma da fuoco, il 29enne Davide Fiorucci nella zona del Piano Napoli a Boscoreale: tre persone sono state arrestate.

Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Procura, sono stati i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata: le accuse sono di omicidio premeditato e detenzione e porto illegali di arma comune da sparo, aggravati dal metodo mafioso.

Fiorucci fu raggiunto dal commando e centrato da più colpi di pistola nel corso della notte, mentre si trovava sotto la propria abitazione e stava rincasando.

I primi a prestare soccorso furono alcuni familiari, che trasportarono l’uomo in ospedale, dove però non ci fu nulla da fare.

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Accoltellamento nella notte ad Sant’Arpino: 19enne gravemente ferito, cresce l’allarme violenza giovanile nell’Agro Aversano

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Cresce la preoccupazione per l’escalation di violenza tra i giovani nell’Agro Aversano, in particolare nella delicata fascia di confine tra le province di Napoli e Caserta. Sangue e paura nella tardissima serata di sabato, quando un giovane di 19 anni, di origine marocchina, è rimasto gravemente ferito in seguito a un accoltellamento avvenuto nel pieno centro cittadino di Sant’Arpino.

L’episodio si è verificato intorno alle 23 in via Matteotti, una delle arterie principali del comune atellano. Il ragazzo sarebbe stato colpito da più fendenti in diverse parti del corpo, riportando ferite profonde che hanno reso necessario l’immediato intervento dei soccorsi.

Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’aggressione, il diciannovenne si sarebbe presentato autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa, riferendo ai sanitari di essersi ferito accidentalmente a causa di una caduta. Una versione che, tuttavia, non ha convinto il personale medico.

In particolare, una delle ferite — profonda e netta, localizzata nella zona bassa della schiena — è apparsa sin da subito incompatibile con una semplice caduta accidentale. Per questo motivo i sanitari hanno allertato le forze dell’ordine, facendo scattare immediatamente gli accertamenti.

Sul caso indaga ora la polizia, chiamata a chiarire la dinamica dell’accaduto e a individuare eventuali responsabili. Al momento restano ancora da accertare il luogo esatto dell’aggressione e le circostanze che l’hanno preceduta.

Le condizioni del giovane sono state giudicate serie, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita.

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sant’arpino

Foglie sul balcone, scoppia la violenza: lite condominiale degenera in pestaggio a Portici. La denuncia del M5S

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Foglie sul balcone, scoppia la violenza lite condominiale degenera in pestaggio a Portici. La denuncia del M5S
Foglie sul balcone, scoppia la violenza lite condominiale degenera in pestaggio a Portici. La denuncia del M5S

Una discussione apparentemente banale, nata per alcune foglie cadute su un balcone, si è trasformata in una violenta aggressione tra famiglie nel giorno di Santo Stefano. È accaduto a Portici, in provincia di Napoli, lo scorso 26 dicembre, intorno alle ore 14, in viale Leone San Cristoforo.

Secondo quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle di Portici, una lite condominiale dai toni inizialmente accesi sarebbe degenerata in un vero e proprio pestaggio. A seguito del confronto verbale, una delle due famiglie coinvolte avrebbe chiamato rinforzi: sette persone sarebbero arrivate sul pianerottolo armate di mazze, ombrelli e altri oggetti contundenti, dando vita a un’aggressione violenta e prolungata.

A farne le spese, stando a quanto riportato nella denuncia, sarebbero stati i quattro componenti dell’altro nucleo familiare, colpiti su tutto il corpo. Sul posto sono intervenuti la Polizia e i sanitari del 118, che hanno trasportato i feriti all’Ospedale del Mare, dove sono stati refertati con prognosi comprese tra i 5 e i 7 giorni.

Il Movimento 5 Stelle locale ha espresso pubblicamente solidarietà alle vittime, sottolineando come un episodio così grave non possa essere liquidato come una semplice lite condominiale. Secondo alcuni racconti, infatti, tra le famiglie coinvolte ci sarebbero stati dissidi pregressi e un clima di tensione già evidente durante le riunioni di condominio, descritte come caratterizzate da un elevato livello di aggressività.

Di segno opposto, però, la versione fornita dall’altra famiglia coinvolta, che avrebbe a sua volta sporto denuncia ai carabinieri di Portici, sostenendo che la dinamica dei fatti sia stata diversa da quella raccontata.

Ora la parola passa alle forze dell’ordine, chiamate a ricostruire con precisione quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.

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Ferimento Bruno Petrone: Sono quattro i fermati e un denunciato in stato di libertà

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FERIMENTO BRUNO PETRONE
FERIMENTO BRUNO PETRONE

NAPOLI – È di quattro fermati e un denunciato in stato di libertà, tutti minorenni, il bilancio delle misure emesse dal pm nei confronti dei cinque che, tra il pomeriggio e la serata di sabato, si sono costituiti ammettendo le proprie responsabilità in relazione al ferimento del 18enne Bruno Petrone, finito in gravi condizioni in ospedale per due coltellate al ventre e al fianco.

Per tutti l’accusa è di tentato omicidio. A confessare di aver sferrato le coltellate è stato un 15enne; gli altri quattro, di 17 anni, hanno ammesso di aver partecipato alla spedizione contro Bruno Petrone. I cinque sono tutti incensurati.

A casa del 15enne i Carabinieri hanno sequestrato il coltello usato per l’aggressione. Sui motivi del ferimento sono ancora in corso indagini. I quattro fermati sono stati condotti nel Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei a Napoli, in attesa dell’udienza di convalida che dovrebbe tenersi nelle prossime ore.

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Intossicazione alimentare durante le feste: morte figlia 15enne e la madre, ricoverato il padre

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INTOSSICAZIONE ALIMENTARE
INTOSSICAZIONE ALIMENTARE

CAMPOBASSO – Una tragedia che lascia senza parole ha sconvolto la comunità di Pietracatella in Molise. Sara Di Vita (15 anni) e la madre Antonella Di Ielsi sono morte all’ospedale di Campobasso per una sospetta intossicazione alimentare causata da un alimento consumato durante le feste di Natale.

La prima ipotesi è quella dell’epatite fulminante, ma sarà l’autopsia a chiarire la causa dei decessi. Da ieri anche il padre, Gianni Di Vita, è ricoverato a Roma, all’ospedale Spallanzani. Non desta preoccupazione, invece, lo stato di salute della sorella maggiore, che non avrebbe preso parte al pasto fatale. La giovane è stata comunque trasferita a Roma per precauzione e resterà allo Spallanzani assieme al padre finché il quadro non sarà più chiaro e non saranno scongiurati ulteriori rischi.

La Procura di Campobasso ha aperto un’inchiesta la storia clinica di madre e figlia. Secondo una prima ricostruzione, infatti, sembra – secondo quanto filtra, e riporta l’ANSA – che entrambe siano state due volte al pronto soccorso per alcuni sintomi riconducibili a un’intossicazione, ma poi rimandate a casa. Le condizioni sia della 15enne che della madre sono poi precipitate in modo repentino, non rispondendo pare a nessuna attività rianimativa da parte dei medici dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso.

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Cava de’ Tirreni: Anna Tagliaferri ha tentato di difendersi, poi sette coltellate. La verità sulla morte in via Ragone

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Cava de’ Tirreni — Ha provato a difendersi Anna Tagliaferri, ma la furia assassina del compagno non le ha lasciato scampo. Sono i primi, drammatici riscontri emersi dall’autopsia sul corpo della 40enne imprenditrice cavese, uccisa con sette coltellate domenica scorsa nel suo appartamento di via Ragone.

L’esame autoptico è stato eseguito nel pomeriggio di ieri presso l’obitorio dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore dal medico legale Giuseppe Consalvo, incaricato dalla Procura. Le ferite rilevate confermano un’aggressione violenta e reiterata, al culmine della quale Anna avrebbe tentato di opporsi all’attacco.

Lo stesso specialista ha effettuato anche l’autopsia sulla salma del fidanzato, Diego Di Domenico, nell’ambito degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e il contesto in cui si è consumata la tragedia.

Intanto la città resta sotto shock per l’ennesimo femminicidio che scuote il territorio. Gli inquirenti proseguono le indagini, in attesa degli esiti completi degli esami e delle relazioni tecniche che potrebbero chiarire ulteriori dettagli su una vicenda che ha spezzato una giovane vita e lasciato una comunità attonita.

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