domenica, Giugno 21, 2026
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La morte del piccolo Domenico al Monaldi, l’ospedale smentisce il legale: “La cartella clinica era completa”. Pioggia di insulti ai medici

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L’Azienda Ospedaliera dei Colli “smentisce con fermezza le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Petruzzi” rese ieri, secondo cui “dalla cartella clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato di circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore”.

Il suddetto tracciato è invece un allegato della cartella clinica “acquisito dall’autorità giudiziaria in data 20 gennaio 2026 e consegnato alla famiglia il 19 febbraio 2026.

I Nas hanno, in data 23 febbraio 2026, acquisito nuovamente il tracciato di circolazione extracorporea dando atto che era già inserito nella cartella clinica consegnata”.

Napoli, ospedale sotto pressione dopo il caso Domenico: disdette, indagini e clima di tensione

NAPOLI — Non si attenua l’onda emotiva seguita alla morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto cardiaco non riuscito presso l’Ospedale Monaldi. Alla vicenda clinica si è rapidamente sovrapposto un effetto domino che sta incidendo sull’attività del presidio sanitario e sul clima interno tra operatori e pazienti.

Un ospedale tra paura e rinunce

Negli ultimi giorni il centralino e gli uffici di reparto hanno registrato un numero crescente di disdette. Alcune famiglie, preoccupate dall’indagine che coinvolge l’équipe medica impegnata nell’intervento, stanno rimandando operazioni già programmate. Secondo fonti interne, le cancellazioni non riguardano soltanto la cardiochirurgia pediatrica ma anche altri reparti, segno di una sfiducia diffusa che travalica il singolo episodio.

Testimonianze raccolte indicano che diversi genitori chiedono chiarimenti sull’identità dei chirurghi che dovrebbero operare i loro figli. Il fenomeno ha spinto l’ospedale a rafforzare i servizi di relazione con il pubblico per gestire il flusso di richieste e timori.

L’inchiesta e i punti da chiarire

La magistratura indaga sulle circostanze del trapianto. Al centro dell’attenzione vi è il cuore donato, trasportato da Bolzano fino a Napoli e ritenuto compromesso dalle basse temperature del ghiaccio secco utilizzato durante il viaggio. Secondo la famiglia del bambino, rappresentata pubblicamente dalla madre Patrizia Mercolino, non sarebbero state fornite informazioni complete sullo stato dell’organo prima dell’intervento.

L’indagine punta a ricostruire la catena decisionale e i tempi delle comunicazioni cliniche, mentre i carabinieri del NAS hanno effettuato nuovi accertamenti nella struttura.

Minacce e sicurezza rafforzata

Parallelamente, la direzione sanitaria segnala un aumento delle minacce rivolte al personale. I sistemi di vigilanza sono stati intensificati e agli addetti alla sicurezza è stato chiesto di monitorare con maggiore attenzione gli accessi. Alcuni medici avrebbero già subìto insulti da parte di visitatori.

La reazione online

La vicenda ha avuto un forte impatto anche sui social network. L’ospedale ha disattivato i commenti sui propri canali ufficiali dopo migliaia di messaggi ostili. Le conversazioni si sono spostate su altri canali digitali, dove continuano a emergere toni aggressivi.

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Napoli, blitz dei Carabinieri a Scampia contro il clan Vanella Grassi: coivolti appartenti alla ‘Nrdina

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NApoli, blitz dei Carabinieri a Scampia contro il clan Vanella Grassi coivolti appartenti alla ‘Nrdina
NApoli, blitz dei Carabinieri a Scampia contro il clan Vanella Grassi coivolti appartenti alla ‘Nrdina

Dall’alba, i carabinieri del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea nei confronti di persone appartenenti al clan Vanella Grassi. Sono nove, le misure cautelari emesse dal gip di Napoli eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Napoli.

Sono ritenute gravemente indiziate di associazione per delinquere di tipo camorristico, rapina, detenzione di sostanze stupefacenti e possesso di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Tra i destinatari della misura, anche appartenenti alla ‘Ndrina Nirda-Strangio di Reggio Calabria.

Come successivamente specificato, la cosca calabrese coinvolta è Nirta Strangio. Uno degli indagati dell’operazione condotta dai Carabinieri si era nascosto in un vano ricavato dietro all’armadio della camera da letto: la stanza dove era posizionato l’armadio è quella della figlia.

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vanella grassi

Nocera Inferiore: Incidente sul lavoro, morto operaio di 24 anni di Sarno

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NOCERA INFERIORE INCIDENTE SUL LAVORO
NOCERA INFERIORE INCIDENTE SUL LAVORO

NOCERA INFERIORE – Una nuova tragedia sul lavoro si è consumata questa mattina, intorno alle 10, a Nocera Inferiore (Salerno). A perdere la vita è stato un giovane di 24 anni originario di Sarno, Carmine Albero, che a quanto pare aveva la mansione di meccanico.

L’incidente è avvenuto nel piazzale di un’azienda di trasporti e logistica. Secondo una prima ricostruzione, il 24enne sarebbe stato travolto da un camion in retromarcia, rimanendo schiacciato tra due motrici in riparazione spinte da una terza motrice impegnata in una manovra. Per il giovane non c’è stato nulla da fare: è deceduto sul colpo.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese, insieme al pubblico ministero della Procura di Nocera Inferiore e ai tecnici dello Spisal dell’ASL, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

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Mondragone: 17enne di ospedale dopo aggressione da parte di un branco di ragazzi

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MONDRAGONE
MONDRAGONE

Nella serata di ieri a Mondragone (Caserta) lungo viale Europa, all’altezza dell’incrocio con via Kennedy, due giovani sono stati aggrediti da alcuni ragazzi dileguatisi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Vittime dell’episodio un 17enne di Portico di Caserta e un 19enne di Macerata Campania. I due amici stavano passeggiando quando, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbero stati dapprima ingiuriati e poi colpiti con calci e pugni da alcuni ragazzi mai visti prima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del reparto territoriale di Mondragone e il personale sanitario del 118.

Il minorenne, che ha riportato le conseguenze più evidenti dell’aggressione, è stato trasportato al pronto soccorso della clinica Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, dove è stato medicato e giudicato con una prognosi di dieci giorni. Le indagini sono state immediatamente avviate.

I carabinieri stanno lavorando per identificare gli autori dell’aggressione e definire le singole responsabilità in ordine al reato di lesioni personali. Fondamentale potrebbe rivelarsi l’analisi delle immagini di videosorveglianza acquisite nella zona, che potrebbero aver ripreso momenti utili all’individuazione dei responsabili o alla ricostruzione della dinamica.

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Mamma Domenico: “Adesso momento della giustizia”. L’avvocato: “Espianto poteva essere posticipato”

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Mamma Domenico Caliendo
Mamma Domenico Caliendo

NAPOLI – “È arrivato il momento della giustizia. Chiedo e voglio la verità, solo e assolutamente. Scopriremo tutto, ora io non ho niente da dire su questo perché so che la giustizia e le autorità faranno il loro lavoro“.

Lo ha detto Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico morto al Mondaldi dopo l’intervento di trapianto al cuore. Prima di entrare dal notaio per avviare la nascita della Fondazione a nome del bimbo, la donna ha sottolineato che “la cosa che mi ha fatto più male – ha detto – è stato perdere mio figlio. All’Ospedale Mondali oggi non voglio dire niente, penso che tutto quello che c’è fuori dall’ospedale, parla da sé“.

Il momento dell’espianto poteva essere posticipato, in quanto Domenico non era un bambino moribondo“. Lo ha detto Francesco Petruzzi, l’avvocato della famiglia del bambino di due anni deceduto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. “Domenico era affetto da una patologia – ricorda il legale – ma attendeva un cuore da due anni e ne poteva aspettare anche altri due“.

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Castellammare di Stabia: Vigili del Fuoco aggrediti durante intervento

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VIGILI DEL FUOCO CASTELLAMMARE DI STABIA
VIGILI DEL FUOCO CASTELLAMMARE DI STABIA

La scorsa notte la squadra di Vigili del fuoco di Castellammare di Stabia, intervenuta per l’incendio di un camion a Santa Maria la Carità “ha subìto una violenta aggressione fisica da parte di una decina di facinorosi, donne ed uomini, avventatosi dapprima sull’autista dei caschi rossi malmenandolo con inusitata e gratuita violenza per poi usare lo stesso deplorevole e condannabile trattamento con i restanti componenti della squadra intervenuti a protezione del proprio collega“.

Lo denunciano Ciro Notaro, segretario generale di categoria della Uil e Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania e Napoli. L’aggressione sarebbe stata ‘motivata’ da presunti ritardi nell’intervento ma, come sottolineano fonti del sindacato, si tratterebbe di una giustificazione pretestuosa visti i tempi tecnici necessari per attivare le strumentazioni necessarie a domare il fuoco.

I Vigili del fuoco, “pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni“, hanno avuto bisogno di cure mediche presso il pronto soccorso di zona ed hanno sporto denuncia ai Carabinieri che indagano sull’accaduto.

Ancora una volta – sottolineano Notaro e Sgambati – si assiste con sconcerto ad una vile aggressione a servitori dello Stato; qualsivoglia divisa è sacra e fin quando non vi saranno pene esemplari nei confronti degli autori di simili atti e non si scalfirà il derivante senso di impunità la storia, potrebbe, inesorabilmente ripetersi; confidiamo nell’opera dell’Autorità giudiziaria affinché si giunga in breve all’identificazione degli aggressori ed agli approfondimenti necessari per determinare le responsabilità derivanti“.

Gesti codardi che offendono l’intera comunità e perpetrate a danno di soccorritori che meritano rispetto, tutela e riconoscenza; colpire un Vigile del fuoco è un atto vile che lede un Corpo presidio di legalità, professionalità, umanità e dedizione al servizio del paese e dei cittadini“.

Di qui vicinanza e solidarietà e l’assicurazione di “porre in essere ogni utile iniziativa di sensibilizzazione volta a stigmatizzare episodi del genere ed a chiedere maggiori tutele per il personale operativo; parrebbe sconcertante dover giungere a chiedere la scorta ed il supporto preventivo delle Forze di Polizia in ogni occasione di intervento di una squadra di Vigili del fuoco, fattispecie che però non ci sentiamo di escludere attesa la necessità di serenità occorrente per svolgere il nostro delicato compito istituzionale a salvaguardia di persone e beni“.

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Balenottera nel Porto di Napoli: Stop agli aliscafi, si tenterà di riportarla in mare aperto

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balenottera porto di napoli
balenottera porto di napoli

Sorpresa nel porto di Napoli questa mattina dove è spuntato un cetaceo, probabilmente una balenottera.

Il grosso mammifero è comparso all’improvviso nell’area del Molo Beverello arrivando a nuotare sin quasi sotto le banchine dove operano abitualmente i mezzi veloci per Ischia, Capri e Procida.

Sul posto sono arrivati, dopo poco l’avvistamento, un gommone ed un altro battello della Guardia Costiera che stanno sorvegliando da vicino l’animale che intanto si tuffa e riemerge dall’acqua, per la curiosità di decine di persone che ne stanno ammirando le evoluzioni da terra.

Secondo le prime testimonianze si tratterebbe di un esemplare di almeno otto metri di lunghezza, verosimilmente giovane, che potrebbe aver perso l’orientamento o ha provato a seguire qualche nave in entrata nell’approdo partenopeo.

L’autorità marittima intanto ha bloccato tutti gli aliscafi in partenza o in arrivo per le isole mentre sul posto sono attesi gli specialisti della stazione zoologica Anton Dohrn che affiancheranno gli uomini della Capitaneria di Porto per provare a riportare al largo la balenottera senza danni, sperando intanto che l’animale non sia ferito.

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Reggia di Caserta: Residenti protestano per il volume dell’audio diffusione. La Direzione: “Sistema sperimentale, volume già ridotto”

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VOLUME AUDIO DIFFUSIONE REGGIA DI CASERTA
VOLUME AUDIO DIFFUSIONE REGGIA DI CASERTA

CASERTA- Informazioni di servizio a getto continuo su aperture, chiusure e regole da rispettare, quasi come in una stazione ferroviaria o in un aeroporto, melodie che incantano ma che non hanno una fine, e che finiscono – secondo i residenti della zona – per provocare disturbo.

Alla Reggia di Caserta da qualche tempo piovono segnalazioni da parte dei cittadini sul sistema di audio diffusione attivato nel Parco reale e nei cortili del Palazzo reale.

Voci metalliche che ogni giorno, dalle 8 alle 17, con una cadenza di cinque minuti, in italiano e inglese, informano i visitatori che non è consentito per esempio arrampicarsi sugli alberi o danneggiare le piante, avvisano della chiusura; informazioni sicuramente rilevanti per i tanti visitatori del Palazzo Reale Vanvitelliano, ma che con la loro ripetitività stanno finendo per recare parecchio fastidio ai residenti dei dintorni.

La Direzione generale del Museo Borbonico, guidato da Tiziana Maffei, è intervenuta con una nota sulle tante segnalazioni arrivate, spiegando che “c’è grande attenzione al territorio e dunque le segnalazioni pervenute dai residenti del circondario sono accolte con favore, anche per il miglioramento del servizio“, ma che “nelle ultime settimane sono già stati adottati diversi accorgimenti, come la riduzione del volume“, e che “sono in corso ulteriori verifiche affinché questa importante nuova funzionalità dei servizi di accoglienza del Museo sia accolta con favore anche dalla comunità locale“.

Il sistema di audio diffusione – sottolinea la nota – è stato attivato da qualche mese ed è ancora in fase sperimentale. Si tratta di un intervento adottato dal Museo, che ogni anno accoglie oltre un milione di visitatori, per motivi di sicurezza, di informazione e di ordine pubblico. Gli audiomessaggi, multilingua – aggiunge il comunicato – veicolano informazioni relative agli orari di chiusura, ad eventuali avvisi o alert inerenti al decoro e, eventualmente, alle emergenze. In alcune aree del Complesso, poi, viene diffusa musica d’epoca, al fine di arricchire le suggestioni che la Reggia di Caserta suscita nei suoi pubblici. I visitatori della Reggia di Caserta hanno espresso grande apprezzamento per l’audio diffusione che consente, in uno spazio molto ampio e articolato, anche di orientarsi meglio e di fruire in maniera più agevole e piacevole del patrimonio, nonché di essere informati in tempo reale di modifiche del percorso, eventuali vie d’esodo o altro“.

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Napoli: gruppo di minorenni non ancora 12enni bersaglia 60enne in diretta social, segnalata la vicenda alla Procura

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Un gruppo di minorenni non ancora dodicenni nei dintorni di un centro commerciale di NAPOLI, nel quartiere di Miano, ha preso di mira un 60enne in precarie condizioni: uno dei componenti del gruppo punta lo smartphone verso l’uomo e avvia una diretta social.

Insulti, parolacce e risate mentre la vittima non oppone resistenza e prosegue a passeggiare con i bambini che continuano a prenderlo in giro.

Si avvicinano sempre di più, parlano con l’anziano e lui risponde, fortunatamente nessuno viene aggredito. Si arriva al centro commerciale e nel parcheggio ci sono diverse persone ma nessuno interviene: anziano e bambini proseguono la marcia fino alle porte scorrevoli dello shopping center dove uno dei ragazzini lancia in testa alla vittima dei fili di coriandoli che sono stati verosimilmente appena raccolti da terra.

A quel punto il video si interrompe, un minuto e 50 secondi che diventano virali. I carabinieri della stazione di Secondigliano – impegnati nel web patrolling – notano il video in questione. Il profilo è facilmente individuabile, chi lo posta ha 11 anni ed è di Secondigliano. I militari identificano il nucleo familiare e segnalano – l’11enne non è imputabile – la vicenda alla Procura di NAPOLI, alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali.

Una settimana fa il deputato Avs Francesco Emilio Borrelli aveva denunciato l’accaduto, che ha fatto scaturire l’intervento dei carabinieri. “Le immagini – le parole del parlamentare – mostrano un uomo visibilmente in stato di alterazione e difficoltà, circondato e preso di mira da un gruppo di minorenni che lo scherniscono, lo provocano e lo riprendono con i loro smartphone, tra risate e incitamenti.

La scena si svolge in un contesto pubblico, senza che vi sia alcun intervento per fermare la situazione, né alcuna presenza evidente di personale addetto alla sicurezza. Ancora una volta – aggiunge Borrelli – assistiamo a episodi inquietanti che vedono protagonisti minorenni trasformati in aguzzini per gioco. Umiliare una persona fragile diventa uno strumento per ottenere consenso e visibilità.

È un segnale allarmante del degrado educativo e sociale che stiamo vivendo. Abbiamo chiesto verifiche immediate sull’accaduto e sulla gestione della sicurezza all’interno del locale. Non si può restare indifferenti davanti a queste derive. Ringrazio i Carabinieri per essere intervenuti identificando i protagonisti di questa vergognosa vicenda”.

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Morte piccolo Domenico: Gli indagati diventano sette

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Morte Domenico Ospedale Monaldi
Morte Domenico Ospedale Monaldi

NAPOLI – La procura di Napoli ha inoltrato una richiesta di incidente probatorio all’autorità giudiziaria nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso costato la vita al piccolo Domenico, deceduto sabato scorso.

La decisione del giudice per le indagini preliminari di Napoli è attesa nei prossimi giorni. Gli indagati intanto passano da sei a sette: si è aggiunta alla prima tranche una dirigente medico del Monaldi. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti è omicidio colposo.

L’avvocato Francesco Petruzzi ha chiesto l’aggravamento dell’ ipotesi di accusa da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale.

Ho depositato un’integrazione – ha detto l’ avvocato Petruzzi dopo essere stato ricevuto dal pm titolare dell’ indagine – dove chiediamo di allargare il perimetro. Chiesta anche la riqualificazione del reato in omicidio volontario e l’applicazione delle misure cautelari“.

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