domenica, Giugno 21, 2026
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Il piccolo Domenico, morto dopo l’intervento: scontro istituzionale tra Bolzano e Napoli su procedure e responsabilità

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Il trapianto cardiaco non è riuscito e il piccolo Domenico è morto pochi giorni dopo l’intervento: è questo il drammatico contesto in cui si inserisce il confronto sempre più duro tra le strutture sanitarie coinvolte nella procedura di espianto e trapianto del cuore avvenuta lo scorso 23 dicembre. Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti, emergono ricostruzioni divergenti su quanto accaduto nelle fasi cruciali del prelievo e della conservazione dell’organo.

Una relazione inviata al Ministero della Salute dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano evidenzia presunte criticità operative attribuite all’équipe proveniente dalla Campania. Tra i rilievi segnalati figurano un drenaggio ritenuto non adeguato durante la perfusione, dotazioni tecniche incomplete e una quantità insufficiente di ghiaccio per la conservazione dell’organo, oltre a dubbi sulla gestione dell’eparina e sulla tempestività delle comunicazioni cliniche successive.

Di segno opposto la posizione dell’Ospedale Monaldi, che richiama il confronto avvenuto in sala operatoria con il personale locale, sostenendo che la distinzione tra ghiaccio sterile e non sterile non fosse determinante per la conservazione del cuore.

Ulteriore elemento di tensione riguarda una comunicazione successiva al prelievo citata nella relazione altoatesina, secondo cui il cuore sarebbe stato prima trapiantato e poi rimosso per disfunzione primaria. Versione successivamente smentita: il bambino, viene chiarito, è deceduto con l’organo trapiantato ancora in sede. La famiglia chiede ora di stabilire con precisione l’origine di questa discrepanza informativa.

L’inchiesta si sviluppa su più fronti. I carabinieri del Nas hanno acquisito documentazione e nominativi del personale coinvolto, mentre la procura partenopea ha disposto accertamenti tecnici sui dispositivi mobili di sette sanitari indagati per omicidio colposo. Si attende inoltre la decisione sull’autopsia, ritenuta decisiva per chiarire le cause del decesso.

Intanto la madre del bambino ha consegnato agli inquirenti una registrazione audio di una conversazione con il cardiochirurgo che eseguì il trapianto, elemento che potrebbe contribuire alla ricostruzione degli eventi.

Fuori dal piano giudiziario, resta forte la partecipazione emotiva della comunità: davanti all’ospedale napoletano si accumulano peluche e messaggi di solidarietà. Un dolore collettivo che accompagna una vicenda ancora segnata da interrogativi aperti e responsabilità da accertare.

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Camorra: favori a clan e truffe in ospedale a Napoli, 4 misure cautelari. Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco

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Camorra favori a clan e truffe in ospedale a Napoli, 4 misure cautelari. Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco
Camorra favori a clan e truffe in ospedale a Napoli, 4 misure cautelari. Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco

Le mani del clan Contini sull’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, con favori al clan, ricoveri e certificazioni illegittimi, medici e professionisti compiacenti per truffe assicurative.

È quanto emerso da un’indagine che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 4 persone.

Fra gli indagati un avvocato. Per delega del Procuratore della Repubblica, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 soggetti ritenuti gravemente indiziati dei reati di associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di 3 indagati, mentre per un quarto soggetto le operazioni sono tuttora in corso.

Le indagini, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, avrebbero consentito di accertare numerose e redditizie attività illecite da parte di affiliati al clan Contini all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco.

In particolare è emerso che il clan, mediante minacce ed estorsioni ai danni dei dirigenti della struttura sanitaria, rapporti collusivi con pubblici ufficiali e intestazioni fittizie, avrebbe gestito di fatto i servizi di bar e buvette, nonché i distributori automatici di snack e bevande presenti all’interno del nosocomio.

Tali attività sarebbero state esercitate in assenza delle necessarie autorizzazioni, senza il pagamento dei canoni di locazione dovuti all’Asl e mediante l’abusivo utilizzo delle utenze dell’ospedale, con conseguente ingiustificato aggravio per le finanze dell’ente.

Dalle attività investigative è emerso inoltre che, attraverso un’associazione operante nel settore dei servizi di ambulanza e grazie alla complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte operanti all’interno dell’ospedale – talvolta anche mediante violenza e minacce nei loro confronti – sarebbero stati garantiti illeciti favori ad esponenti del clan.

Tra questi figurano ricoveri ospedalieri effettuati in violazione delle procedure di accesso, il rilascio di certificazioni mediche false anche per ottenere scarcerazioni illegittime e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.

Avvalendosi della collaborazione di medici e professionisti compiacenti, gli indagati avrebbero inoltre realizzato, nell’interesse del clan Contini, numerose truffe ai danni di compagnie assicurative, simulando sinistri stradali.

Le frodi sarebbero state attuate tramite il reclutamento di falsi testimoni appositamente retribuiti e la redazione di perizie mendaci.

Tra i destinatari del provvedimento figura un avvocato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, che mettendo stabilmente le proprie competenze professionali al servizio del sodalizio, avrebbe veicolato informazioni da e verso ambienti carcerari, in particolare in relazione alle somme di denaro (c.d. ‘mesate’) destinate ai familiari degli affiliati.

L’avvocato avrebbe anche fornito consulenze finalizzate al mantenimento e all’incremento delle ricchezze accumulate dal clan, contribuito alla realizzazione delle truffe assicurative reinvestendone i proventi nell’acquisto di beni di valore (immobili, autovetture e quadri d’autore) e svolto il ruolo di intermediario con pubblici ufficiali infedeli per l’acquisizione di informazioni riservate.

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I cadetti della scuola militare Nunziatella dai bambini dell’Ospedale Pausilipon

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NUNZIATELLA E PAUSILIPON
NUNZIATELLA E PAUSILIPON

NAPOLI – Una delegazione di cadetti della scuola militare nunziatella accompagnata dal comandante della scuola, colonnello Alberto Valent e dal direttore generale dell’ospedale Santobono Rodolfo Conenna, hanno fatto visita ai piccoli ricoverati all’ospedale Pausilipon portando loro giocattoli e sorrisi.

Una visita che si inserisce in una collaborazione più ampia che vede la scuola Nunziatella al fianco dell’ospedale per la donazione di sangue, per eventi di raccolta fondi e per una sorpresa che sarà svelata durante il prossimo ballo delle debuttanti.

Il colonnello Valent, che è stato allievo dell’antica scuola militare napoletana, ha scelto di dare un’impronta fortemente sociale ed eticamente alta alla formazione dei cadetti.

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Il maestro Enzo Campagnoli sul palco dell’Ariston di Sanremo al fianco di Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay

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Maestro Enzo Campagnoli
Maestro Enzo Campagnoli

SANREMO – Sul palco dell’Ariston ci sono artisti che cambiano di anno in anno, e poi ci sono presenze che diventano punti fermi. Tra queste, quella del maestro Enzo Campagnoli: anche nell’edizione di quest’anno il direttore d’orchestra afragolese torna a Sanremo, confermando un legame ormai consolidato con il Festival e con il pubblico che ne riconosce stile, precisione e carisma.

La sua firma musicale accompagnerà tre progetti molto diversi tra loro. Il primo è quello di Dargen D’Amico, che porta in gara Ai Ai, un brano dal ritmo brillante che gioca con il tema dell’intelligenza artificiale. Poi ci sarà il ritorno accanto a Elettra Lamborghini, con Voilà: un’intesa artistica già sperimentata nel 2020, quando Campagnoli diresse la celebre Musica (e il resto scompare). Infine, il maestro salirà sul podio anche per Samurai Jay, portando a Sanremo l’energia della scena urbana napoletana con Ossessione.

Il suo ritorno a Sanremo porta inevitabilmente con sé aspettative importanti. Lo scorso anno, la direzione di La cura per me di Giorgia fu considerata una delle esibizioni più intense dell’edizione, tanto da diventare nel 2025 il brano femminile più venduto in Italia. Un risultato che conferma la capacità del maestro di trasformare ogni performance in un momento unico, costruito su misura per valorizzare la voce che accompagna.

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Napoli, progetto “Occhio al truffatore”, il Prefetto: “Questa iniziativa merita tutto il nostro supporto”

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OCCHIO AL TRUFFATORE
OCCHIO AL TRUFFATORE

NAPOLI – “Questa iniziativa merita tutto il nostro supporto perché è molto significativa. Non è un’iniziativa nata sull’onda dell’emergenza ma si struttura sull’onda della continuità della vigilanza attenta e attiva da parte delle forze di polizia ed in questo particolare momento con Corpo della polizia locale di Napoli in prima linea“.

Lo ha detto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, intervenendo alla giornata conclusiva del progetto “Occhio al truffatore” (finanziato dal ministero dell’Interno), che nella città capoluogo ha visto particolarmente coinvolti gli agenti della polizia locale che oltre alla tradizionale opera di repressione in tutte le municipalità hanno svolto un’opera informativa di prevenzione.

L’obiettivo di scongiurare le truffe ai danni delle persone più fragili che finiscono per essere raggirate facendo leva sulla paura o sull’angoscia che possa essere accaduto qualcosa di grave ad un proprio familiare. Sono fatti odiosi perché, ha proseguito il prefetto di Napoli, “c’è la sopraffazione di una persona debole, con l’inganno“.

Oltre al valore dei beni sottratti c’è anche la disperazione di “essere stati raggirati nella propria casa“. Il Prefetto ha evidenziato, anche in questo caso, il Corpo della polizia locale “è stato vicino alla gente, vicino a chi bisogno“.

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Morte Domenico Caliendo, da Bolzano accusano Napoli: “emerse significative criticità operative”

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BOLZANO NAPOLI TRAPIANTO
BOLZANO NAPOLI TRAPIANTO

BOLZANO – Durante l’intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni — organo destinato al piccolo Domenico Caliendo — sarebbero emerse «significative criticità operative» da parte del team di prelievo proveniente da Napoli. È quanto riportato in una relazione inviata il 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute.

Secondo il documento, le contestazioni riguarderebbero tre aspetti principali: la procedura chirurgica adottata, la dotazione tecnica ritenuta incompleta e alcune incertezze nella gestione dell’anticoagulazione con eparina.

Le criticità segnalate

Nel dettaglio, al team napoletano viene contestato:

Procedura chirurgica: durante la fase di perfusione sarebbe stato effettuato un drenaggio insufficiente, provocando una massiva congestione di fegato e cuore. La situazione avrebbe richiesto un intervento correttivo urgente da parte del team di Innsbruck, anch’esso presente per l’espianto degli altri organi (fegato e reni).

Dotazione tecnica incompleta: alcune sacche e contenitori necessari sarebbero stati forniti direttamente dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano. Segnalata anche una quantità ritenuta insufficiente di ghiaccio per la conservazione.

Gestione dell’anticoagulazione: il documento parla di incertezze nella somministrazione dell’eparina.

A queste osservazioni si aggiunge un’ulteriore contestazione: il feedback post-intervento da parte del centro di Napoli non sarebbe arrivato in tempi adeguati. Nella relazione si legge che, tramite il Centro Nazionale Trapianti, inizialmente l’esito del trapianto non risultava chiaro; solo in seguito sarebbe stato comunicato che il cuore era stato trapiantato e poi nuovamente espiantato a causa di una disfunzione primaria dell’organo.

La precisazione dell’Azienda Sanitaria altoatesina

Nelle conclusioni, il Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano chiarisce il ruolo dell’Azienda Sanitaria locale, specificando che non dispone di un proprio centro trapianti. L’attività svolta riguarda esclusivamente l’identificazione dei potenziali donatori e il supporto ai team di prelievo provenienti dai centri trapianto.

Le procedure tecniche relative al prelievo, alla conservazione e al trasporto degli organi — si sottolinea — sono di esclusiva competenza dei team chirurgici di Eurotransplant e del Centro Nazionale Trapianti, che operano secondo gli standard internazionali e le procedure previste all’interno delle strutture ospedaliere altoatesine, in particolare presso l’ospedale provinciale di Bolzano.

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Ospedale Sessa Aurunca: Parenti paziente deceduta approvano espianto degli organi, aiuteranno 5 persone

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DONAZIONE ORGANI OSPEDALE SESSA AURUNCA
DONAZIONE ORGANI OSPEDALE SESSA AURUNCA

SESSA AURUNCA – Un gesto di generosità di una famiglia, che pur distrutta dal dolore per la perdita di una stretta congiunta, ha deciso di non opporsi alla donazione degli organi della donna, trasformando così una tragedia in un’opportunità di vita per cinque persone.

È accaduto all’ospedale di Sessa Aurunca (Caserta), dove una paziente ricoverata nel reparto di terapia intensiva (diretto dalla dottoressa Nadia Zarrillo) è deceduta a causa di un’estesa emorragia cerebrale, ma in un momento di devastante dolore, i familiari hanno trovato la forza di esprimere la non opposizione al prelievo di organi e tessuti. Un gesto silenzioso per cinque persone, cui andranno gli organi.

L’intero processo si è svolto grazie alla sinergia tra il presidio ospedaliero di Sessa Aurunca, il Centro Regionale Trapianti, la direzione strategica dell’ASL Caserta – presieduta dal direttore generale Antonio Limone e dal direttore sanitario Domenico Perri – e il coordinamento aziendale per il procurement di organi e tessuti, diretto dai medici Federica Colella e Bruno Marra.

La primaria Zarrillo rivolge un pensiero “profondo e riconoscente alla famiglia del donatore, per aver saputo trasformare il dolore in un gesto di straordinaria solidarietà“.

La donazione degli organi – ha commentato il direttore generale dell’Asl Antonio Limone – è il più grande atto di amore e di solidarietà che le famiglie compiono nel momento del dolore e della sofferenza per la perdita di un proprio caro. La nostra Azienda sta profondendo un grande impegno nelle attività di Procurement, Donazione, Formazione e Sensibilizzazione, con un significativo aumento delle attività; la cultura del dono si costruisce ogni giorno, nelle corsie degli ospedali come nelle aule delle scuole“.

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Napoli, nuova svolta sull’incendio del Teatro Sannazaro: spunta l’ipotesi dell’innesco dall’alto

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A una settimana dall’incendio che ha devastato il Teatro Sannazaro, uno dei simboli culturali di Napoli, le indagini registrano un’accelerazione significativa. Nuove testimonianze ritenute attendibili indicano il possibile lancio di un oggetto incandescente dall’esterno, pochi minuti prima che le fiamme avvolgessero la cupola e si propagassero all’intero edificio di via Chiaia.

Testimonianze e piste investigative

Secondo quanto emerso, l’innesco potrebbe essere partito dall’alto, senza però escludere le ipotesi già al vaglio. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli e affidata ai magistrati Mario Canale e Antonio Ricci, resta formalmente aperta per incendio colposo a carico di ignoti. Tuttavia, il nuovo scenario introduce anche la possibilità di un’azione volontaria.

La maxi-perizia e i controlli tecnici

Gli inquirenti hanno avviato un accertamento tecnico irripetibile per chiarire origine e dinamica delle fiamme. Gli affittuari del teatro e i proprietari degli appartamenti coinvolti sono stati informati per consentire la nomina di consulenti di parte.
Tra i punti centrali dell’analisi: il luogo preciso dell’innesco, la modalità di propagazione e il ruolo dei materiali presenti nella struttura.

Particolare attenzione è stata riservata all’impianto elettrico. Il quadro generale risulterebbe disattivato al momento del rogo, circostanza che riduce la probabilità di un corto circuito come causa scatenante, senza eliminarla del tutto.

Una propagazione anomala

La diffusione delle fiamme ha seguito una traiettoria ritenuta insolita: i danni maggiori hanno interessato il secondo e il quarto piano, mentre quello intermedio appare meno compromesso. Gli investigatori ipotizzano che la diversa composizione dei materiali o il crollo della cupola — precipitata sulla platea durante la fase più intensa dell’incendio — possano aver influenzato lo sviluppo del rogo.

Documenti e sicurezza sotto esame

Parallelamente, viene esaminata l’intera documentazione relativa alla sicurezza: certificazioni, autorizzazioni, manutenzioni e verifiche precedenti agli ultimi eventi ospitati dal teatro. L’obiettivo è accertare il rispetto di tutte le procedure previste.

Le ipotesi sull’innesco

Tra gli scenari considerati: un mozzicone di sigaretta caduto da un edificio adiacente e finito su materiali facilmente infiammabili, oppure il lancio deliberato di un oggetto incendiario. La risposta definitiva è affidata alle consulenze tecniche e agli accertamenti scientifici ancora in corso.

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Il piccolo Domenico morto a Napoli, la madre in procura chiede di essere ascoltata. Nas chiede ad Asl Bolzano chi ha fornito ghiaccio

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Patrizia Mercolino, madre del bambino di due anni morto a Napoli per un trapianto di cuore danneggiato, con l’avvocato Francesco Petruzzi, è in procura per chiedere di essere ascoltata dal pm Giuseppe Tittaferrante e per depositare un audio del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, e, come gia’ riferito in piu’ occasioni dal legale, ha seguito il bambino fino al giorno all’attivazione del percorso di cure condiviso.

L’audio riguarda il momento in cui e’ stato comunicato alla donna l’esito del consulto di esperti che ha considerato il bambino non trapiantabile; Patrizia Mercolino a quel punto ha chiesto a lui come mai fino alla sera prima Domenico fosse considerato da lui trapiantabile.

La morte di Domenico, Nas chiede ad Asl Bolzano chi ha fornito ghiaccio

Chi ha fornito materialmente il ghiaccio secco che ha poi congelato il cuore destinato al piccolo Domenico e chi era presente nel blocco operatorio quella mattina del 23 dicembre 2025. É la richiesta che il Nas di Trento ha inoltrato, secondo quanto scrive il quotidiano ‘Alto Adige’, alla direzione medica dell’Azienza sanitaria dell’Alto Adige.

Nella comunicazione inviata i carabinieri chiedono di individuare “gli adetti all’Officina ospedaliera, con particolare riguardo a coloro che erano preposti alla fornitura del ghiaccio” e gli “operatori sanitari in servizio presso il blocco operatorio, a disposizione del coordinatore”.

“Qualora da un approfondimento interno già aveste potuto verificare chi tra questi sia stato coinvolto nella fornitura del ghiaccio alla sala operatoria interessata all’espianto degli organi del donatore – è scritto ancora nella richiesta del Nas – si prega di voler trasmettere le risultanze”.

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Incendio negli uffici del Giudice di Pace a Marano già sequestrati nel 2025, nessun ferito

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A Marano (NAPOLI) i carabinieri della locale compagnia sono intervenuti negli uffici dell’ex giudice di pace per un incendio divampato in alcuni locali già sottoposti nel 2025 a sequestro preventivo, dove era conservata documentazione relativa a procedimenti civili.

Indagini sono in corso per chiarire la dinamica e la matrice. Non si esclude la pista dolosa. Non ci sono feriti.

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