giovedì, Maggio 7, 2026
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La 66enne Anna Fedele restò invalida dopo operazione al CTO dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, disposto risarcimento da 137mila euro

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Il Tribunale civile di Napoli ha disposto un risarcimento da oltre 137mila euro a favore di Anna Fedele, una 66enne oggi invalida al 30%, con perdita totale della funzionalità del braccio sinistro, in seguito a gravi complicanze post-operatorie dopo un intervento a cui è stata sottoposta al Cto dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

La donna, spiegano i suoi avvocati, era stata ricoverata l’11 settembre 2022 per una frattura al polso.

Operata il 15 settembre, sviluppò un’infezione ospedaliera con batteri patogeni che si estese fino all’osso, causando una pseudoartrosi infetta.

Nonostante un secondo intervento, l’infezione, a parere degli avvocati, fu gestita in ritardo: seguirono un’embolia polmonare e uno scompenso cardiaco.

“Appena dimessa, la ferita era infetta. Tornai subito al Cto ma mi lasciarono per giorni senza terapia. Non intervennero. Ho rischiato la vita e perso l’uso del braccio”, racconta Anna Fedele. “Ero una donna autonoma. Dopo l’embolia e la diagnosi, sono finita in Psichiatria per depressione. Per tre anni non sono più stata me stessa. Ora denuncio perché nessun altro debba subire lo stesso calvario”.

La donna è stata assistita dall’avvocato Luciano Palermo, dello studio legale Olmo Studio, specializzato in malasanità.

Grazie a un procedimento di accertamento tecnico preventivo, il Tribunale ha accertato la responsabilità dell’ospedale, evidenziando gravi omissioni cliniche: assenza di profilassi antibiotica, ritardi diagnostici e terapie non adeguate.

“Serve una legge che imponga la sanificazione interna degli ospedali,” afferma Palermo. “Affidarla a ditte esterne espone i pazienti a rischi gravi. Ma questo caso dimostra che denunciare è fondamentale: si può ottenere giustizia”.

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Circumvesuviana: Riapertura tratta Napoli-Baiano rinviata al 27 ottobre

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CIRCUMVESUVIANA TRATTA BAIANO
CIRCUMVESUVIANA TRATTA BAIANO

La linea Napoli-Baiano della circumvesuviana riaprirà il 27 ottobre invece del previsto 13 ottobre. Lo ha spiegato l’Eav sottolineando che il motivo principale dell’interruzione della linea è dovuto “alla necessità improrogabile di sostituire il cavalcavia ferroviario della linea Napoli-Baiano, km.11+840, sovrastante la linea Rfi“.

Dopo una lunga procedura durata più di un anno, spiega la società in una nota, il 14 maggio 2025 “Eav ha ottenuto da Rfi l’autorizzazione a procedere e si è dato inizio alla costruzione fuori opera del ponte. Ad oggi il ponte è stato ultimato e sarà posto in opera il 14 ottobre. Successivamente sarà collaudato e saranno ricostruiti gli impianti di armamento e di trazione elettrica“.

I motivi che hanno comportato lo slittamento dei tempi, sottolinea ancora l’azienda, “sono da individuarsi nella difficoltà di Rfi a concedere le necessarie interruzioni in quanto sulla linea interessata è stato deviato anche tutto il traffico ferroviario della linea storica di Rfi, attualmente interrotta per fabbricati vicini pericolanti. Difficoltà ad oggi superate grazie all’impegno di Rfi“.

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Legali SSC Napoli sul “Caso Osimhen”: “Stupiti dalla pubblicazione delle intercettazioni”

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SSC Napoli intercettazioni caso osimhen
SSC Napoli intercettazioni caso osimhen

Non emerge un disegno illecito, bensì la normale dinamica di una trattativa legata alla compravendita di calciatori, fisiologica nel settore e priva di profili penalmente rilevanti“.

È quanto sostiene, in una nota, il collegio difensivo della Società Sportiva Calcio Napoli Spa esprimendo nel contempo “stupore” per la diffusione sulla stampa “di atti di indagine che, per la loro natura, avrebbero dovuto rimanere riservati” e la cui pubblicazione “viola espressamente il divieto stabilito dalla legge, contravvenendo ai principi di riservatezza e tutela del diritto di difesa“.

Il riferimento degli avvocati Gino Fabio Fulgeri, Gaetano Scalise e Lorenzo Contrada è relativo all’articolo pubblicato da ‘La Repubblica‘ sulle frasi intercettate dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine sulle presunte plusvalenze nell’acquisto da parte del Napoli di Victor Osimhen dal Lille.

Non devi scrivere nulla. Tracce nelle mail non ne lasciano. A voce quello che ti pare” è una delle frasi intercettate tra Giuseppe Pompilio e Cristiano Giuntoli, allora rispettivamente vicedirettore sportivo e direttore sportivo del club. Il procedimento è ancora in corso: la prossima udienza davanti al Gup in cui si deve discutere la richiesta di rinvio a giudizio del patron del Napoli Aurelio De Laurentis e di altri imputati, è in programma il 6 novembre prossimo.

Per i legali si tratta “di frasi estrapolate da un contesto dialettico ben più ampio, che solo se considerato nella sua interezza e con serena obiettività consente di coglierne il reale significato“.

I legali sottolineano inoltre che, “a ulteriore dimostrazione della totale irrilevanza, ai fini accusatori, delle frasi riportate nell’articolo, giova rilevare che gli stessi interlocutori richiamati dal giornalista sono stati già ampiamente sentiti dai Pubblici Ministeri, e ciò unicamente in qualità di persone informate sui fatti“.

E in quella sede “hanno fornito spiegazioni puntuali, chiare e convincenti, tali da escludere qualsiasi effettiva rilevanza probatoria delle stesse“.

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Napoli, inaugurata la prima ‘Peace School” al Maschio Angioino dedicata a Mario Paciolla, il cooperante morto in Colombia

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Inaugurata a Napoli, nei saloni del Maschio Angioino, la prima ” Peace School” italiana ideata per orientare i giovani verso le Professioni della Pace dedicata a Mario Paciolla.

“Un ambito ancora poco esplorato – si legge nella scheda di presentazione – nel sistema accademico italiano. Il corso è riservato a trenta partecipanti selezionati dall’Università di Napoli L’Orientale e proporrà quattro giorni intensivi di lezioni e seminari.”

Il progetto – spiegano all’ANSA gli organizzatori – si colloca in un contesto segnato da forti tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina alle conseguenze del conflitto israelo-palestinese, e intende offrire una risposta concreta a chi considera la pace una prospettiva professionale e civile”.

“Abbiamo voluto dedicare la scuola a Mario Paciolla, cooperante napoletano ed ex studente dell’Orientale, morto in Colombia nel luglio 2020 mentre collaborava con una missione dell’ONU. Le circostanze della sua scomparsa restano irrisolte, ma la sua vicenda ha assunto un forte valore simbolico. La Peace School vuole ricordarne l’impegno, trasformandolo in stimolo per le nuove generazioni”.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Università di Napoli L’Orientale, l’Ufficio ONU di Roma collegato alla United Nations University for Peace in Costa Rica e l’Associazione Cinema e Diritti, promotrice del Festival del Cinema dei Diritti Umani.Tra i partner istituzionali figurano il Comune di Napoli, la Regione Campania, l’ambasciata di Svizzera in Italia e il Comitato Verità e Giustizia per Mario Paciolla.

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La giornalista napoletana Cristina Autore aggredita con la troupe a Treviso: colpita con una bottiglia dai ‘maranza’ durante una intervista

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Aggressione ai danni della giornalista Cristina Autore, inviata a Treviso dalla trasmissione di Retequattro ‘Fuori dal coro’ per un servizio sulle baby gang, i cosiddetti ‘Maranza’.

Mentre la reporter stava intervistando due giovani, un gruppo di adolescenti ha iniziato a gridarle contro e a lanciare bottiglie contro di lei e la troupe.

La giornalista è stata colpita a un ginocchio ed è dovuta ricorrere alle cure mediche in pronto soccorso dove le è stata sottoposta a una radiografia. Questa mattina Autore ha presentato denuncia.

“Sono sconvolta – racconta la giornalista all’Adnkronos – e sconvolge il fatto che ragazzini di 14-15 anni usino tanta violenza. Ho avuto l’impressione che quella strada, in centro sotto i porticati, sia ‘zona’ loro”.

TV: DUE GIOVANISSIMI GLI AGGRESSORI DELL’INVIATA DI FUORI DAL CORO A TREVISO, IDENTIFICATI 

Sono già stati identificati dai carabinieri, e sono un minorenne e un maggiorenne italiani ma di origine nordafricana, i due ragazzi che ieri sera hanno aggredito, lanciandole una bottiglia che l’ha colpita alla gamba, la giornalista di Rete 4, Cristina Autore, inviata in città per la trasmissione Fuori dal Coro di Mario Giordano per un servizio sulle baby gang e i maranza.

La giornalista, che si è fatta curare al Pronto soccorso riportando tre giorni di prognosi, ha sporto denuncia. Due settimane fa a Padova la stessa disavventura era capitata alla giornalista di Porta a Porta.

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Regionali Campania, Forza Italia frena su Cirielli, Martusciello: “Prima deve chiedere scusa a Berlusconi”

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MARTUSCIELLO - CIRIELLI
MARTUSCIELLO - CIRIELLI

”Non vedo assolutamente nervosismi all’interno della maggioranza”, assicura Giorgia Meoni ospite ieri sera di Bruno Vespa in vista delle regionali in Campania, Puglia e Veneto. Ma il clima nel centrodestra non è affatto mite. Anzi.

Per formalizzare la candidatura di Edmondo Cirielli come anti-Fico c’è voluta una nota di partito, in questo caso di Fratelli d’Italia, diffusa alla vigilia di un nuovo vertice tra i leader della maggioranza convocato per oggi pomeriggio, alle 15.30, a palazzo Chigi, ufficialmente per discutere della manovra economica, ma di fatto anche per provare a sciogliere gli ultimi nodi del dossier regionali.

Raccontano che Meloni per mettere un punto in Campania abbia deciso di fare la nota con la quale il partito di via della Scrofa ‘blinda’ Cirielli e manda un messaggio agli alleati. ”Il candidato che Fratelli d’Italia sosterrà per la presidenza della Campania – si legge nel comunicato- è Cirielli, profondamente radicato sul territorio” che ”ha esperienza e la necessaria capacità per poter affrontare la sfida non semplice di ridare alla Regione lo stesso buongoverno che Meloni sta dando alla nazione insieme agli amici alleati del centrodestra”.

Il viceministro degli Esteri incassa il sostegno della Lega (”Bene la scelta di Cirielli, avanti determinati e compatti”), dell’Udc e di Noi moderati, ma non arriva l’ok di Forza Italia che, per bocca del suo portavoce Raffaele Nevi, rinvia ‘‘ogni decisione a un vertice tra i leader della maggioranza”.

In serata il coordinatore regionale azzurro, Fulvio Martusciello, va giù duro e pone il candidato in pectore davanti a un aut aut: ”Prima ancora di sederci al tavolo con Cirielli, deve chiedere scusa per gli insulti rivolti a Silvio Berlusconi e riportati nel libro Fratelli di chat”.

Altro motivo di attrito nel centrodestra è l’incognita delle dimissioni da viceministro degli Esteri: a chi gli chiede un passo indietro subito Cirielli replica: ”Decideranno i leader”. Cirielli, intanto, tira dritto per la sua strada e, a quanto apprende l’Adnkronos, starebbe preparando 8-9 liste e fonti parlamentari della maggioranza assicurano che l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, ora corrispondente della Rai a Parigi, potrebbe scendere in campo all’ombra del Vesuvio e correre come capolista di Fratelli d’Italia.

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Paura al Monte Echia: crollano pietre, ascensore chiuso per sicurezza

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ASCENSORE MONTE ECHIA CROLLO SASSI
ASCENSORE MONTE ECHIA CROLLO SASSI

NAPOLI – Attimi di tensione nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 7 ottobre, quando alcuni sassi si sono staccati dal costone roccioso del Monte Echia, sovrastante via Santa Lucia.

Il cedimento ha provocato la chiusura immediata dell’ascensore panoramico gestito da ANM, mentre l’area è stata transennata per consentire le verifiche tecniche.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e i tecnici ANM. Secondo le prime ricostruzioni, i massi sono caduti a pochi centimetri da un lavoratore presente all’ingresso dell’impianto: una tragedia sfiorata. A dare l’allarme è stato Paolo Battiloro, coordinatore della Polizia Amministrativa.

Il belvedere del Monte Echia, riaperto nel 2024 dopo 14 anni di lavori, è una delle terrazze più suggestive della città, meta quotidiana di turisti e residenti. L’episodio ha riacceso le preoccupazioni sulla tenuta del costone tufaceo, già oggetto in passato di smottamenti e interventi di contenimento.

I lavoratori ANM chiedono ora misure più incisive: “Serve una rete di protezione, non ci sentiamo sicuri”. Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti sui tempi di riapertura dell’ascensore e sugli interventi di messa in sicurezza.

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Donna va ad acquistare droga, ma viene picchiata e violentata dallo spacciatore. È stato arrestato a Napoli

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SPACCIATORE PICCHIA E VIOLENTA DONNA RIETI
SPACCIATORE PICCHIA E VIOLENTA DONNA RIETI

Si era recata di notte in un bosco alla periferia di Rieti per acquistare sostanze stupefacenti dal suo fornitore abituale. Ma l’uomo palesemente ubriaco, l’aveva aggredita violentandola dopo averla minacciata e percossa con calci e pugni e colpi inferti con violenza l’impugnatura di un machete.

L’aggressione era avvenuta il 30 aprile e a distanza di 5 mesi la polizia ha arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’uso di armi un 22enne. A riconoscerlo la donna , che per le lesioni riportate era finita al pronto soccorso e con la sua querela aveva attivato la procedura del codice rosso.

Il giovane di nazionalità marocchina, incensurato, era sbarcato a Lampedusa nel 2022 e aveva chiesto la protezione internazionale.

È stato fermato in Campania dalla Squadra Mobile di Rieti e dagli agenti del Commissariato “Vasto Arenaccia” di Napoli e portato nel carcere di Secondigliano . Provvedimento confermato dal gip di Napoli.

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Secondigliano, sgomberate le famiglie dall’ex motel Agip: “Conclusione amara”

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SGOMBERO EX MOTEL AGIP SECONDIGLIANO
SGOMBERO EX MOTEL AGIP SECONDIGLIANO

Lo sgombero coatto e senza ospitalità delle famiglie poverissime dell’ex motel Agip è la conclusione amara di una vicenda gestita molto male dall’amministrazione comunale, con impegni continuamente disattesi per più di otto mesi: il direttore generale e il sindaco avevano promesso pubblicamente una sistemazione alloggiativa“.

È quanto denunciano, in una nota, le famiglie ex Motel Agip che così stigmatizzano lo sgombero dei locali dove hanno trovato alloggio. Per le famiglie, il comportamento adottato dall’amministrazione comunale dimostra “una completa deresponsabilizzazione verso persone abbandonate in una decadente discarica sociale di proprietà pubblica per un periodo che va dai dieci ai 25 anni“.

Il contributo una tantum è infatti una soluzione che non risolve – viene sottolineato – perché almeno sedici nuclei dei ventidue che restavano non sanno dove andare, con bambini, disabili e persone malate“.

Sono famiglie e individui – viene ricordato – senza un reddito stabile, incollocabili nel mercato delle locazioni private di una città come Napoli stravolta dalla speculazione immobiliare e dall’overtourism. Si è cercato solo di rendere invisibile il problema che però resta. La loro lotta così non potrà che continuare”.

LA RISPOSTA DEL COMUNE DI NAPOLI

Il comune di Napoli ha messo in campo una serie di “misure straordinarie” per garantire “un supporto concreto ai nuclei familiari coinvolti in condizioni di elevata fragilità sociale ed economica“.

Lo afferma l’amministrazione comunale in una nota dopo lo sgombero delle famiglie che vivevano nell’ex Motel Agip. Uno decisione, sottolinea il Comune, nata dalla “volontà di accompagnare le famiglie in un percorso di uscita dall’emergenza, nel rispetto della dignità e dei diritti di ciascuno“.

Il provvedimento riguarda in tutto 27 nuclei familiari che risultavano ancora residenti nella struttura al momento dello sgombero.

Le persone sgomberate, residenti da oltre vent’anni in una struttura dichiarata inagibile e non più sicura – dice il Comune – sono state seguite quotidianamente dai servizi sociali territoriali, che hanno attivato percorsi di presa in carico personalizzati”.

Nei loro confronti la Giunta ha approvato un contributo economico una tantum, raddoppiando gli importi, che prevede 6mila euro per i nuclei da 1-2 componenti, 8mila per quelli da 3 componenti e 10mila per quelli da 4 o più componenti. In parallelo, sostiene sempre l’amministrazione, “sono stati attivati interventi di accompagnamento sociale, con particolare attenzione a minori, anziani, persone con disabilità e soggetti in condizione di vulnerabilità“.

Misure che, dice il Comune, “in un contesto urbano dove il mercato degli affitti è sempre più inaccessibile per le fasce fragili, non rappresentano una soluzione definitiva” ma “costituiscono un passo necessario per offrire un sostegno immediato e dignitoso, in attesa di interventi strutturali più ampi“.

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Per Ada, 44enne malata di SLA, dalla Asl Napoli 3 Sud ok a suicidio assistito: “Sla ha perso, io ho vinto, non ho più paura”

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Secondo una verifica delle condizioni di salute eseguita dell’Asl, Ada, la 44enne campana affetta da Sla, ha tutti i requisiti previsti e “quando e se lo vorrà potrà quindi procedere con l’aiuto alla morte volontaria nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali e delle pronunce della Corte”. A renderlo noto è l’associazione Luca Coscioni, in una nota.

La comunicazione ufficiale ai legali della 44enne è stata notificata ieri, 7 ottobre: ora, informa ancora la nota, “l’azienda sanitaria ha reso noto che procederà con le fasi consequenziali previste con l’individuazione del farmaco e delle modalità di autosomministrazione”.

Dopo il diniego da parte della Asl, si legge ancora nel comunicato dell’associazione Coscioni, Ada, aveva presentato, tramite il collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, un ricorso d’urgenza al tribunale di NAPOLI.

Durante l’ultima udienza con l’azienda sanitaria si era concordata una nuova valutazione delle sue condizioni.

Negli scorsi giorni, Ada, inizialmente conosciuta col nome “Coletta”, aveva deciso di uscire dall’anonimato, raccontando la propria situazione in un video. A leggere le sue parole, la sorella Celeste poiché Ada, colpita dalla Sla diagnosticata lo scorso anno, non riesce più a parlare.

A seguito di un decorso molto veloce della grave patologia neurodegenerativa di cui è affetta, diagnosticata a giugno 2024, infatti, Ada non riesce più a parlare e deve quindi utilizzare il puntatore oculare.

Ada, ricorda l’associazione Coscioni, non riesce nemmeno più a camminare e ha bisogno dell’assistenza continua dei suoi familiari per svolgere qualsiasi tipo di attività: senza i suoi caregiver non potrebbe alimentarsi, bere, assumere la terapia farmacologica ed espletare le sue funzioni vitali, morirebbe di stenti e in modo atroce e doloroso.

Fine vita: Ada, “Sla ha perso, io ho vinto: non ho più paura”

“La Sla ha perso, io ho vinto”. Così, Ada, 44enne campana affetta da Sla, dopo il parere favorevole espresso dal Comitato etico sulla richiesta di accedere alla morte assistita.

“Non ci sono parole adatte a descrivere il mio stato d’animo, – fa sapere – ma proverò a rendere l’idea. Quando ho letto le parole ‘parere favorevole’, ho sentito letteralmente un peso scivolare dalle mie spalle”.

“Non trascorrerò nemmeno un minuto in più ad avere paura di ciò che può farmi”, si legge nel comunicato diffuso dall’associazione Coscioni, “da oggi esiste solo il presente, e ogni giorno è prezioso. Da oggi sono legalmente padrona della mia vita e del mio corpo”.

“Auspico la stessa serenità per tutte le persone che affrontano la mia stessa condizione, e che ogni essere umano possa un giorno esercitare questo diritto senza dover lottare fino all’ultimo respiro. Grazie a chi mi ha ascoltata, sostenuta e accompagnata in questo percorso”, conclude Ada.

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