martedì, Giugno 30, 2026
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Afragola, omicidio di Martina Carbonaro: nuovi esami sul telefono di Alessio Tucci. La Procura indaga su possibili segni di premeditazione

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La Procura di Napoli ha ordinato nuovi approfondimenti investigativi sul cellulare di Alessio Tucci, il 19enne che ha confessato l’omicidio della sua ex fidanzata, Martina Carbonaro, appena quattordicenne. Il corpo della ragazza era stato ritrovato alla fine di maggio in una struttura abbandonata del campo Moccia di Afragola, nel napoletano.

Gli inquirenti intendono esaminare nuovamente le chat tra i due giovani, con l’obiettivo di chiarire se l’omicidio sia stato un gesto d’impulso — come sostiene Tucci — oppure un atto premeditato.

Secondo quanto anticipato da Il Mattino, la Procura ha disposto accertamenti irripetibili non solo sul telefono dell’indagato, ma anche su una pietra intrisa di sangue trovata sulla scena del crimine e mai analizzata in precedenza. Si sospetta che possa essere proprio quell’oggetto l’arma usata per colpire la giovane Martina al volto e alla testa.

Inoltre, saranno esaminate le tracce biologiche individuate sotto le unghie della vittima, che potrebbero confermare un estremo tentativo di difesa da parte della ragazza durante l’aggressione.

Il telefono di Tucci era già stato sottoposto a copia forense nei mesi scorsi, ma a metà ottobre è stato nuovamente sequestrato per una seconda analisi. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sui messaggi che il giovane avrebbe inviato a Martina nelle settimane successive alla rottura della relazione.

L’obiettivo è capire se Tucci, quando incontrò la ex nel campo sportivo di Afragola, avesse già pianificato l’aggressione o se si sia trattato di un raptus violento nato da un rifiuto.

La famiglia della vittima è seguita dall’avvocato Sergio Pisani, mentre la difesa di Tucci è affidata al legale Mario Mangazzo.

Frattamaggiore, terremoto politico nel Partito Democratico, si dimette il coordinatore cittadino

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ANDREA SAVIANO PD FRATTAMAGGIORE
ANDREA SAVIANO PD FRATTAMAGGIORE

FRATTAMAGGIORE – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Andrea Saviano, coordinatore cittadino del Partito Democratico di Frattamaggiore (Napoli) che ha presentato le dimissioni dalla sua carica.

Ho maturato la decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di coordinatore del PD locale da diverso tempo. Da prima degli oramai famosi “inviti a seguire la pagina del dott. Enzo Del Prete” -che per inciso, al tempo non era nemmeno ancora candidato e le immagini che lo ritraevano erano ancora prive di grafiche e loghi –. Lo scorso martedì, con la decisione di sostenere Enzo Del Prete nella corsa per Palazzo Santa Lucia, per correttezza politica, l’ho fatto.  Ho rassegnato le mie dimissioni. Senza clamori né spettacolarizzazioni. Come sono abituato a fare. E sarei rimasto in silenzio se le strutture provinciali e regionali avessero osservato regolamenti interni e statuto. Invece no.  Non si sa come né perché ma pare che il circolo di Frattamaggiore sia stato commissariato. Dico pare perché di comunicazioni ufficiali non ce ne sono e gli iscritti al partito –che qualcuno diceva di voler tutelare e difendere– hanno appreso della notizia grazie alla stampa locale, notiziata a sua volta non per mezzo comunicati ma attraverso note volanti scappate da qualche gruppo whatsapp ristretto. Tutto questo, nonostante che il Direttivo del Circolo PD di Frattamaggiore -democraticamente eletto- nella stessa giornata di martedì, prendendo atto delle mie dimissioni ed osservando i regolamenti, indicava il consigliere anziano come reggente del Circolo fino a Congresso.

Si tratta di una deroga ai regolamenti –dicono i funzionari Napoli– sempre per tutelare e difendere gli iscritti del Partito Democratico.

E allora la decisione che ho maturato è un’altra: Mi allontano dal Partito Democratico.

Non da quella straordinaria esperienza collettiva che, nel 2007, ci ha fatto credere nella possibilità di unire riformismo, solidarietà e partecipazione. Mi allontano da quel terreno arido di conquista dove grigi dirigenti credono di poter determinare vita e decisioni di una comunità, compresa quella di Frattamaggiore.

Ho creduto in quel Partito Democratico che faceva da incontro -e mai da sintesi- tra due grandi straordinarie esperienze politiche. Ed ho sempre inteso così il partito. Come quel luogo di incontro dove le tante e diverse esperienze si incontrano valorizzandosi a vicenda. Quello spazio oggi, purtroppo, si è inquinato. Specie nelle realtà territoriali. E le occasioni di incontro hanno lasciato spazio alla contrapposizione sempre animata dal desiderio recondito di affermarsi sull’altro, di vincere sull’altro. Di controllare territori a suon di tessere e condurli lasciandone inascoltati i bisogni.

Io ho accolto con sincero piacere l’invito al rispetto delle regole rivolto della Onorevole Fiola Carmela dagli scranni della Direzione Regionale – strutture alle quali i figli di nessuno, come me, non possono immaginare nemmeno di partecipare – invito che, personalmente, ho inteso come sincera ammissione di responsabilità per aver contribuito ad indebolire la comunità democratica, perpetrando azioni talvolta distanti da regolamenti e carta dei valori. Che oggi scopriamo nella veste rinnovata di ”deroghe a regolamenti”.

E mi riferisco al sostegno del 2020 al candidato Sindaco competitor a quello del Partito Democratico; al sostegno del 2020 – dichiarato anche in sede pubblica – ad un candidato consigliere, anch’egli candidato contro il Partito Democratico e a quella volta in cui chiese al Sindaco di Frattamaggiore di intervenire presso di me affinché ritirassi il ricorso contro il vice presidente metropolitano (suo delfino) che rischiava l’espulsione dal partito per essersi reso responsabile -nella qualità di consigliere comunale del PD- di non aver votato il documento di bilancio e di aver lanciato discredito sul PD locale.

In un cassetto della federazione provinciale è stipato un documento sottoscritto da me e dal vice presidente provinciale in presenza del Segretario Annunziata e del Presidente Dinacci, con cui il vice presidente si impegnava – da quel momento in avanti – alla rigorosa osservanza delle regole statutarie. Da quel giorno, quel consigliere e vice presidente metropolitano (delfino della On. Fiola) ha continuato a non votare bilanci ma ha ancora la tessera in tasca.

Mi allontano dal Partito Democratico perché sfiduciato, disilluso. Perché oggi, quei funzionari napoletani – abituati a giocare a loro piacimento con le regole e deroghe– credono di essere titolati a determinare anche il futuro di Frattamaggiore e dei frattesi, immaginando persino di poter decidere in via Santa Brigida, a Napoli, chi sarà il Sindaco che guiderà la Città per i prossimi cinque anni. Perché -bisogna essere franchi- il nodo è soltanto questo. Perché lo stimolo a portare sugli scranni della Direzione regionale la questione frattese nasce dal desiderio di arrivare a “controllare” la sezione di Frattamaggiore per avere titolo nel prossimo futuro di affermare la propria candidatura a Sindaco della Città. Come se fosse un gioco. Di ruoli e pedine. Dove i frattesi sono solo comparse, ai seggi. Come se non avessero il sacrosanto diritto alla autodeterminazione e a scegliere il proprio futuro.

Insieme al Sindaco Del Prete e a tutta la sua squadra di Governo abbiamo insistito affinché il dott. Enzo Del Prete si candidasse a rappresentare Frattamaggiore sui tavoli Regionali proprio perché riteniamo sia arrivato il momento di determinare una rottura rispetto a schemi e logiche che in questi anni hanno fatto germogliare il seme della disaffezione e del disincanto. E lavorare per affermare con determinazione la nostra indipendenza rispetto a quelle logiche e a quegli schemi. E se questa candidatura è maturata in ambienti di Sinistra diversi da quelli del Partto Democratico, è solo colpa del Partito Democratico. 

Mi allontano, sì, ma con dolore. Conservando la speranza che un giorno il Partito Democratico torni ad essere la plastica declinazione del sogno condiviso del ’07. Torni ad essere la casa di ogni democratico. Anche la mia!

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Sanremo Giovani: 24 concorrenti in 3 arrivano dalla Campania

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SANREMO GIOVANI
SANREMO GIOVANI

E sfida sia, ma a colpi di musica e parole. Dopo ore di audizioni dal vivo nel pomeriggio di martedì 28 ottobre, nella storica Sala A di Via Asiago a Roma, che hanno visto sfilare 34 giovani artisti di fronte alla Commissione Musicale composta dal direttore artistico Carlo Conti, dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo, Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia, sono stati selezionati i 24 protagonisti di Sanremo Giovani che, da martedì 11 novembre, scenderanno in campo per conquistare la finalissima di Sarà Sanremo.

E l’11 di novembre, in seconda serata su Rai 2, Radio2 e RaiPlay, si ripartirà proprio dalla Sala A di Via Asiago per cinque settimane, in compagnia del podcaster e conduttore radiofonico Gianluca Gazzoli. In ciascuna delle prime quattro puntate si esibiranno 6 giovani “promesse”, ma solo 3 di loro avranno accesso alla semifinale del 9 dicembre, in cui da 12 selezionati si passerà a soli 6 finalisti di Sarà Sanremo, in diretta il 14 dicembre, dal Teatro del Casinò di Sanremo.

Solo i primi 2 avranno la possibilità di partecipare alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, nella sezione Nuove Proposte, insieme ai 2 giovani artisti di Area Sanremo che invece entreranno di diritto, dopo aver superato la selezione dei primi di dicembre, ad opera della medesima Commissione Musicale capitanata da Carlo Conti.

I tre concorrenti che arrivano dalla Campania sono: Antonia (ha partecipato ad “Amici”), Deddè (anche lui ha partecipato ad “Amici”) e Joseph (giovane cantautore irpino).

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Tutto pronto per accordi @DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio – 22a edizione a Napoli

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Accordi @disaccordi
Accordi @disaccordi

Dal 3 al 9 novembre 2025 a Napoli la ventiduesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio, diretta artisticamente da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano; Festival organizzato dall’associazione Movies Event, con il coordinamento di Giuseppe Collela e con il contributo della Regione Campania tramite il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

Centocinque cortometraggi, documentari, film d’animazione e sperimentali, in rappresentanza di ventidue nazioni, con moltissime opere in assoluta anteprima europea e italiana sui quattromilasessantaquattro lavori pervenuti da centoventiquattro Paesi a cui si affiancheranno incontri con gli autori e gli attori delle opere presentate, sono il programma di questa edizione.

Alle sezioni di sei concorsi consueti (internazionale, nazionale, Regione Campania, documentari, film brevi d’animazione e film a tematica ambientale) si affianca anche quest’anno, oltre alle sezioni dei “Cortissimi”, e quella fuori concorso dei film sperimentali giunti dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Spagna e da moltissime nazioni dei cinque continenti, una sezione focus sul cinema italo canadese curata dal partner internazionale Italian Contemporary Film Festival.

Una selezione dei cortometraggi italiani presentata durante la ventiduesima edizione di accordi @ DISACCORDI verrà programmata nel mese di marzo 2026 in Canada durante una manifestazione curata dall’Italian Contemporary Film Festival.

 Lo svolgimento di questa ventiduesima edizione, ad ingresso gratuito, avverrà presso la Corte dell’Arte di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, in via Portacarrese a Montecalvario , 69 a Napoli, location che ospiterà anche la serata conclusiva della kermesse il 9 Novembre con la premiazione e la visione dei filmati brevi vincitori di tutte le categorie del concorso festivaliero.

    Confermate le giurie del Festival, oltre a quella del pubblico che assegnerà il suo premio e quella artistica composta quest’anno dal docente Luigi Barletta e dai giurati il critico cinematografico Ignazio Senatore e dal docente e regista Pino Sondelli,  anche la giuria dell’associazione nazionale partnership della manifestazione AMC – Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi che assegnerà un suo premio al miglior montaggio ai film in concorso nelle sezioni nazionale e quella della regione Campania. L’associazione nazionale di categoria ha designato come giurati i montatori: Alessandro Giordani, Carla Macrì, Maria Chiara Piccolo ed Antonio Toscano. La giuria d’onore composta da Guido Lombardi, Nero Nelson e Marcello Sannino affiancherà quella artistica nelle decisioni di assegnazione dei premi. Il Festival si avvarrà della preziosa collaborazione della canadese Italian Contemporary Film Festival e come sempre, della preziosa collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Production, dell’AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e delle agenzie nazionali di promozione cinematografica tedesca, francese oltre a quella italiana.

Nella sezione internazionale si contenderanno la vittoria finale, il film breve austriaco I Hate New York di Jasmin Baumgartner: per salvare la loro relazione, Marisa si lancia in un’odissea attraverso la vivace vita notturna di New York, determinata a trovare a ogni costo una maglietta con la scritta “I Love New York” per Rafael. Ben presto scopre che, nella metropoli del capitalismo, anche a Natale nulla è davvero gratuito  tranne, forse, ciò che viene da chi non ha niente.

 

Il cortometraggio francese La Valse des Adieux di Louis Salvatore Bellanti: rinchiusa in casa, Camille Claudel scolpì “La Valse”, una delle sue opere maggiori. La scultura simboleggia il punto di rottura con Auguste Rodin. Di fronte al suo doppio invecchiato che arriva nel suo atelier, Camille Claudel vede riaffiorare i drammi della sua esistenza e l’influenza dell’artista che aveva amato di più. Nel crepuscolo della sua vita, dopo aver trascorso trent’anni in un manicomio, il vortice delle sue speranze perdute la avvolge. La parte del leone, con ben tre film in finale nella sezione, la svolgerà la Spagna con la sua ricchissima ed interessante produzione cinematografica di cortometraggi: Cups di David Casals – Roma, Silencios di Yago Casariego, L’Últim Combat di  Joan Paüls Vergés. Completano la sezione, Place Under the Sun di Vlad Bolgarin e l’iraniano She Is Not Here di Saeed Seiri.

La sezione nazionale, quest’anno è rappresentata da sette film brevi con il filo rosso del genere noir.

La Buona Condotta di Francesco Gheghi, migliore opera prima ai Nastri d’argento 2025, ” è una commedia nera che esplora il confine tra moralità e immoralità all’interno delle dinamiche familiari. La storia si sviluppa in una notte carica di tensione, dove i protagonisti, una famiglia apparentemente normale, si trovano a fronteggiare una sconvolgente rivelazione della figlia. L’opera riflette in modo grottesco e ironico sulla natura dell’amore, della responsabilità e delle scelte estreme.

Una storia di Alessia Olivetti: un uomo esce da un rifugio, sotto shock, con un martello stretto in mano. Un cane gli si avvicina mostrando i denti. L’uomo si chiama Fabrizio. All’interno del rifugio ci sono i corpi di Alessia, Gaia e della piccola Erica, colpite dalla ferocia della follia di Fabrizio. Una storia come ce ne sono troppe! Una storia che accade ogni due giorni. Una storia in cui la vittima ha sempre e solo un genere: quello femminile.

Padre di Michele Gallone con Filippo Timi in gran spolvero: in un futuro prossimo, le emozioni sono in vendita. È stata una scelta dolorosa, ma Francesco ha deciso di vendere il suo amore per la figlia, Anna: non l’avrebbe mai fatto se la vita della bambina non fosse stata compromessa da una malattia terminale. L’acquirente è Mario, un uomo mosso da un ambiguo spirito di sacrificio, al prezzo più alto che un padre possa provare.

Nella sezione nazionale, la più rappresentativa del Festival, anche: Due Sorelle di Antonio De Palo, L’Ospite di Alberto De Grandis, The Prompt di Francesco Frisari e Tutti Uccidono di Francesco Maria Puppini.

 Sorprendente e ricchissima, come al solito, la sezione dei film brevi prodotti o girati in Campania, che esprime la notevole vivacità creativa della produzione cinematografica campana e della città di Partenope. Intriga la storia e l’ottima fattura del pluripremiato A Domani di Emanuele Vicorito:  Arturo da due anni è rinchiuso nel carcere minorile di Nisida. Durante dei lavori socialmente utili su una spiaggia, con fare accorto decide di allontanarsi. Dall’altra parte del muro Arturo incontra Catrine, un’affascinante turista in vacanza. Negli occhi della ragazza e tra le pagine di un libro, Arturo ritroverà il suo nuovo inizio. Assisteremo al noir esistenziale prodotto in Intelligenza Artificiale: Mecré: A Napoli anche i sogni lasciano indizi di Nicola Guarino. 

In una Napoli onirica, dove ricordi e ombre si sovrappongono, l’investigatore privato “Mecré” segue tracce che non dovrebbero esistere. Ogni caso apre una porta su una realtà che sembra un sogno, e ogni sogno lascia dietro di sé un indizio. Una donna dai capelli rossi appare e scompare, sempre appena fuori portata, mentre la città stessa diventa uno spazio di riflessione e assenza.

Mecré – Parte Prima espande e reimmagina la prima stagione della web serie in un unico cortometraggio dall’atmosfera intensa. Mescolando noir e surrealismo, esplora l’identità, la memoria e il fragile confine tra la veglia e il mondo dei sogni.

Da non perdere Sharing is Caring di Vincenzo Mauro. Marco, un aspirante cryptotrader, noleggia un’auto e attiva “Sharing is Caring”, un servizio che premia gli utenti per la condivisione dei propri dati. Mentre confessa i suoi segreti, scopre di aver autorizzato la trasmissione a media nazionali, rendendo le sue rivelazioni un caso pubblico.

Coinvolgeranno il pubblico le storie di Camera con Vista di Mario Porfito e Appuntamento a Mezzogiorno di Antonio Passaro con Gigi Savoia e Nunzia Schiano in forma smagliante E si apprezzeranno anche fini prodotti cinematografici campani quali: Diatriba di Enrico Iannaccone, Dolly Make Up di Giuliana Boni, Fermata “Le Madonnelle” di Lorenzo Cammisa, Il Compleanno di Ciro di Marta Esposito e Su di Noi di Gennaro Parlato.

 Un quarto della programmazione del Festival accordi @ DISACCORDI, quest’anno è dedicato al cinema d’animazione che ha visto la partecipazione al Concorso di opere di ottima fattura sia nella tipologia classica che in quella della stop-motion. Di notevole interesse l’italiano The Storm di Angela Conigliaro. In una splendida baia, due bambini, Zeno e Flora, appartenenti a famiglie diverse, stringono una profonda amicizia e un legame intenso. Tuttavia, una violenta tempesta — simbolo del potere distruttivo della guerra — mette alla prova il loro coraggio e la loro solidarietà, rivelando infine il vero valore della pace. Questo film breve propone un approccio simbolico per aiutare i bambini a comprendere il “concetto” di guerra. Da segnalare anche il cortometraggio d’animazione americano Tin Tune di Carolyn Gair. Quando sei alto appena pochi centimetri, una soffitta piena di cianfrusaglie può trasformarsi in un mondo di mistero e meraviglia! Zip e il suo amico Wheel esplorano gli angoli in penombra di un vecchio asilo dimenticato, giocando con i blocchi di legno, i giocattoli a carica, i soldatini di latta e il pupazzo a molla.

Poi si avrà modo di ammirare in anteprima i film in concorso al recente Festival internazionale d’animazione di Annecy.

Per i documentari sono stati scelti anche quest’anno diversi film che toccassero i temi più svariati invece di concentrarsi su un focus. Tra i documentari brevi presentati in concorso ci sarà il film  La Flobert’s di Francesca Ferrara. La storia dell’esplosione della fabbrica Flobert è la storia della Contrada Romani, un angolo di provincia vesuviana tradito dalle promesse dell’industrializzazione. È la storia di una scintilla che, in pochi secondi, ha spazzato via vite e sogni di molte persone. Una storia di lavoro nero, come la polvere da sparo. Ci sarà anche Tre Minuti – La storia di Silvia Ruotolo di Adriano Natale. Tre minuti cambiano il destino di una famiglia a Napoli. In mezzo, trenta colpi di pistola e la camorra. A terra, una giovane madre: Silvia Ruotolo.

 Infine a chiudere le sezioni in concorso quella a tematica ambientale e sui cambiamenti climatici. Uno sguardo a 360° gradi sullo stato del Pianeta Terra, contemplando anche bellezze che forse un giorno potranno definitivamente scomparire.

In selezione ufficiale non mancherà lo sguardo verso il cinema sperimentale e verso i film brevissimi di durata fino a tre minuti. La grafica della manifestazione è stata cura da un giovane talentuoso illustratore, Davide Arpaia. Si terranno, come di consueto, workshop sul linguaggio del formato breve cinematografico in alcuni licei partenopei.

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Al Palazzo Reale la mostra “Totò e la sua Napoli”

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MOSTRA TOTO' E NAPOLI
MOSTRA TOTO' E NAPOLI

Nella sede di Palazzo Reale a Napoli, Sala Belvedere, dal 31 ottobre fino al 25 gennaio 2026, aprirà la mostra Totò e la sua Napoli, l’inedita esposizione che celebra il grande legame inscindibile tra Totò e Napoli in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli.

Proprio in virtù di questo forte legame si è scelto di ospitare, nella città da lui tanto amata, questa mostra che omaggia uno dei suoi figli più illustri e simbolo universale di napoletanità e genialità comica, come prima tappa di un progetto che proseguirà a New York nella prossima primavera, proseguendo idealmente quel ponte culturale tra Napoli e il mondo che l’attore ha sempre rappresentato.

La mostra Totò e la sua Napoli è promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (Ministero della Cultura), con la partecipazione degli Eredi Totò, con la collaborazione di Rai Teche e Archivio Storico Luce.

Il progetto è a cura di Alessandro Nicosia e Marino Niola ed è organizzato e prodotto da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Totò e la sua Napoli si propone di far affiorare quel legame tra Antonio de Curtis e la città dove si è formato il suo sguardo, affinato il suo linguaggio comico e costruito quel volto inconfondibile ma provvisorio, pronto a cambiare fattezze, come ogni maschera che si rispetti. Come emerge dall’esposizione, è impossibile parlare di Totò senza parlare di Napoli, la grande sorgente della sua attorialità ma anche della sua personalità. Della sua capacità di essere uno, nessuno e centomila.

Di fatto Totò – come sostiene Marino Niola – “riassume le mille identità di una Napoli che diventa teatro universale, grande metafora della condizione umana. La città lo ha amato moltissimo e incondizionatamente perché ciascun napoletano si è riconosciuto in una delle mille sfaccettature di questa maschera interclassista. Personaggio e persona nel senso letterale del termine che significa appunto maschera. In effetti Totò e la sua Napoli vuole mostrare come Partenope ha modellato Totò e come Totò ha rimodellato Partenope, in tutta la sua miseria e nobiltà, facendone un simbolo che rappresenta tutti coloro che in ogni paese del mondo si sentono vesuviani”.

La faccia di Totò era un qui pro quo. Come ogni maschera che si rispetti. La sua asimmetria, da virgola fuori posto, gli dava quell’aria stralunata, da burattino cubista. “Dicono che ho la faccia triste. Non ce l’ho triste. Ce l’ho storta perché mi sono rotto il naso”. Lo ripeteva spesso per prendere le distanze da quelli che facevano troppa filosofia sulla sua comicità. A chi lo considerava un cugino di Pulcinella o un nipote di Arlecchino, lui rispondeva con un’alzata di spalle che voleva dire “Ma mi faccia il piacere!”

Così ogni volta il principe de Curtis si nascondeva dietro il personaggio che lui era e non era, tanto che parlava di sé in terza persona. “Totò è un buffone serissimo. Incontrandomi per la prima volta mi disse che avevo proprio la faccia che serviva a lui”. “Uno snobismo plebeo e insieme una sprezzatura aristocratica – dice il curatore – come quella dei grandi attori della Commedia dell’Arte che si facevano ritrarre con la maschera in mano e mai sul volto, per sottolineare quell’impercettibile abisso che li separa. Per far capire che il personaggio non è la persona, ma il suo doppio. E in questo, Totò era la maschera perfetta di Napoli, una città-mondo che è facile riconoscere ma che è difficile conoscere”. Popolata com’è di marionette stralunate, di parole in libertà, di caratteristi h24, di personaggi in cerca di autore “ricchi di guai, di beffe subite, di appetiti arretrati”. Che lui ha trasformato in una umanissima metafora che fa di Partenope un luogo dell’anima e proietta Napoli oltre Napoli.

Il visitatore potrà ripercorrere il suo mondo e la sua storia attraverso documenti originali, manufatti, ricordi, fotografie, filmati, costumi, installazioni mediali, ricostruzioni scenografiche, manifesti e locandine, giornali, testimonianze di coloro che lo hanno amato.

La mostra si articola in sezioni tematiche che ripercorrono la vita e la carriera dell’artista: Le origini, Il Rione Sanità, Il teatro, Le canzoni, Il cinema, Le poesie, Un maestro insostituibile, Totò e le bellezze della sua Napoli, Il saluto della sua Napoli. Ci sarà spazio anche per i focus su Il Principe di Bisanzio e Gli amori di Totò.

Un momento particolarmente emozionante dell’esposizione sarà l’ascolto dell’orazione funebre tenuta il 17 aprile 1967 da un Nino Taranto che non riesce a trattenere il pianto in piazza del Carmine davanti a centomila persone in lacrime.

Totò e la sua Napoli, sarà accompagnata da un importante catalogo pubblicato da Gangemi Editore, un volume che raccoglie storia, immagini e un ricco repertorio di straordinarie testimonianze, offrendo una profonda comprensione del suo spirito eclettico in cui molti giovani si ritrovano condividendo la sua voglia di libertà.

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Il “Día de los Muertos” travolge la Campania: magia messicana e nuove date all’Umoya

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“Día de los Muertos” UMOYA
“Día de los Muertos” UMOYA

Dopo il grande successo delle prime date, il “Día de los Muertos” torna all’Umoya – Ecoparco del Mediterraneo di Castel Volturno – per un nuovo ciclo di appuntamenti che trasformeranno la Campania in un piccolo Messico.

Le repliche dell’8 e 9 novembre, precedute dagli eventi del 31 ottobre e dell’1-2 novembre, promettono di rinnovare la magia di un festival che ha conquistato migliaia di visitatori, tra famiglie, curiosi e appassionati di cultura latinoamericana.

L’evento, patrocinato dal Consolato del Messico e dalla Comunità messicana di Napoli, è una celebrazione immersiva che unisce arte, musica e spiritualità. Gli altari colorati, i profumi e le melodie dei Mariachi accompagnano un percorso emozionale dedicato al ricordo dei propri cari e alla gioia della vita.

Dal 31 ottobre al 2 novembre, l’atmosfera del Día de los Muertos si farà ancora più magica: tra danze, luci e performance ispirate alla cultura messicana, il pubblico vivrà l’essenza autentica di questa antica celebrazione. Non mancheranno gli stand di cucina tipica, i mercatini artigianali, i dj set, i laboratori creativi e le attività per bambini, in un’atmosfera che fonde perfettamente tradizione e innovazione.

Il format, ideato e prodotto da Materya, è frutto della collaborazione con Umoya, location incastonata tra natura e lago, simbolo di un’eleganza sostenibile e contemporanea.
Il lavoro di Nucleo Studio, che da tre anni cura identità visiva, brand design e campagne di comunicazione del festival, ha contribuito a fare del “Día de los Muertos” un appuntamento riconosciuto e amato in tutta la Regione.

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Al Teatro Augusteo di Napoli: “Opera di Periferia”, musical di Peppe Lanzetta

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teatro augusteo napoli
teatro augusteo napoli

Al teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta duca d’Aosta 263, da venerdì 7 a domenica 16 novembre 2025, sarà in scena “Opera di Periferia”, Opera musical di Peppe Lanzetta.

Uno spettacolo dal grande impatto emozionale con protagonisti Ivan Granatino, Maria Rosaria Virgili, con le Ebbanesis, Maurizio Capone & Bungtbangt e ancora con in o.a. Alessandra Ciccariello, Vincenzo D’Ambrosio, Mattia Ferraro, Alfredo Mundo, Peppoh, Danilo Rovani, Lorenzo Simeone e la partecipazione straordinaria di Peppe Lanzetta. Regia e scene di Bruno Garofalo. Musiche di Maurizio Capone. Coreografie di Orazio Caiti. Costumi di Anna Giordano.

Nota del regista Bruno Garofalo: “Opera di periferia” è stata scritta e portata in scena da Peppe Lanzetta nel 2009, in un momento storico che precedeva i malesseri delle periferie del mondo, sfociate in rivolte, manifestazioni, avvenimenti cruenti. Un linguaggio crudo, realistico, che riusciva a rendere concretamente il malessere di generazioni e che solo per conoscenza diretta veniva ambientata nei territori del napoletano: le Vele di Secondigliano, un complesso abitativo nato con le migliori intenzioni, ma tramutatosi presto in luoghi di deportazione a cielo aperto. Questa è la realtà scelta da Lanzetta per ambientare il malessere giovanile e sociale, alimentato da carenze globali che fanno delle periferie napoletane un esempio di ghettizzazione come il Bronx americano, le Banlieue francesi e il dramma contemporaneo della violenza espansionistica a danno di una realtà debole e fragile come quella Palestinese.

Il supporto emotivo di quest’Opera è musica di grande contemporaneità, che accomuna la protesta globalizzata di migliaia di giovani nel mondo. Una lente di ingrandimento sul malessere giovanile, con uno spiraglio di speranza. La ribellione di alcuni trascinerà il gruppo cambiando loro i connotati. Se questo lavoro teatrale riuscirà a far aprire gli occhi e la coscienza anche di un solo spettatore, avrà raggiunto un grande risultato”.

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Dal 5 novembre al 17 dicembre, al Politeama di Napoli gli spettatori, potranno godersi lo spettacolo seduti direttamente sul palco, tra gli attori

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teatro politeama napoli
teatro politeama napoli

Dal 5 novembre al 17 dicembre, al Politeama di Napoli, in Via Monte di Dio 80, in scena tante novità per gli spettatori, che potranno godersi lo spettacolo seduti direttamente sul palco, tra gli attori.

Si inizia il 5 e 6 novembre ore 20.30 con lo spettacolo “Boomerang” di e con Raffaele Milite, adattamento e regia di Luciano Melchionna.

Qual è la vera felicità nella vita? Amare ed essere amati? forse… ‘Prepara il cuore’ perché potrebbe tornare indietro come un boomerang, e forse, prima o poi, ci ritroveremo tutti un po’ più vicini a capire cosa significa davvero essere felici.

Tkt: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8063

20 e 21 novembre ore 20.30, “Eduardo, per amore del gelo” di Fabio Pisano, con Chiara Baffi, Luciano Giugliano, Luca Iervolino, Ciro Riccardi, regia Claudio Di Palma.

La biografia è l’ultima grande opera di un artista. Nel caso di Eduardo De Filippo è difficile però tirare le fila della sua vita. In questo spettacolo si raccontano tre aspetti della sua esistenza: l’amore, il San Ferdinando, i De Filippo.

Tkt: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8064

5 e 6 dicembre ore 20.30, “Ego” di Maria Avolio, che firma anche la regia, con Maria Avolio, Lorenzo Stingone, Francesco Maria Punzo, testi di Maria Avolio e Francesco Maria Punzo. Supervisione di Luciano Melchionna.

Lo spettacolo esplora l’egocentrismo come impulso primordiale, animale, umano e vivente. In scena gli interpreti si muovono in uno spazio che è al tempo stesso rifugio e gabbia, indossando maschere e costumi che trasformano l’Ego in un abito, una seconda pelle, confortevole e alienante.

Tkt: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8065

16 e 17 dicembre ore 20.30, “Afànisi”, testo e regia di Alessandro Paschitto, con Raimonda Maraviglia, Alessandro Paschitto, Francesco Roccasecca.

La performance rovescia i rapporti tra spettatore e spettacolo, tra realtà e sguardo che la osserva. Lo spettatore non è più fruitore passivo, ma creatore attivo dell’opera che ha di fronte. Gli viene chiesto: ma tu cosa vuoi vedere? E poi lo si invita a rispondere privatamente, tra sé e sé, ma in modo fulmineo, non meditato, e così andrà materialmente a disegnare, con l’aiuto dei performer, il proprio spettacolo nello spazio vuoto.

Tkt: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8073

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[Ritrovata] Miriam Cozzolino è scomparsa da Cercola (Napoli), ultimo segnale dello smartphone a Mondragone

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MIRIAM COZZOLINO SCOMPARSA
MIRIAM COZZOLINO SCOMPARSA

CERCOLA – Dal pomeriggio di mercoledì 29 ottobre non si hanno più notizie di Miriam Cozzolino, 16 anni.

La giovane è scomparsa da Cercola e l’ultimo segnale del suo cellulare sarebbe stato rilevato nella zona di Mondragone, in provincia di Caserta. Al momento della scomparsa indossava un pigiama.

La famiglia, profondamente preoccupata, ha lanciato diversi appelli sui social, rilanciati anche dalle istituzioni locali. È stata formalmente denunciata la scomparsa e si invita chiunque abbia informazioni o dovesse avvistarla a contattare immediatamente le forze dell’ordine.

Ogni segnalazione può essere fondamentale.

NEL TARDO POMERIGGIO DI GIOVEDI È STATA RITROVATA 

Miriam Cozzolino, la 16enne scomparsa da Cercola è stata ritrovata nel tardo pomeriggio di oggi. Fondamentale una segnalazione. Immediato l’arrivo sul posto (sul litorale casertano) della Polizia di Stato. La ragazza sta bene ed è stata riaffidata ai genitori.

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Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti dice no: scontro istituzionale con il Governo

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CORTE DEI CONTI PONTE SULLO STRETTO
CORTE DEI CONTI PONTE SULLO STRETTO

Nuovo colpo di scena sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina: la Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità alla delibera Cipess n. 41 del 6 agosto 2025, bloccando di fatto l’iter amministrativo dell’opera. La decisione, che riguarda l’utilizzo dei fondi del Fondo Sviluppo e Coesione, impedisce la pubblicazione della delibera in Gazzetta Ufficiale e quindi l’avvio dei cantieri.

Le motivazioni ufficiali saranno rese note entro 30 giorni, ma secondo indiscrezioni i magistrati contabili avrebbero sollevato dubbi sulla sostenibilità economica e sul rispetto delle normative ambientali europee.

La reazione del Governo: “Andremo avanti”

La risposta dell’esecutivo non si è fatta attendere. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione “l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento”, sottolineando come i ministeri abbiano fornito risposte puntuali ai rilievi della Corte. Meloni ha criticato anche la forma delle contestazioni, giudicando “capziosa” la censura sull’invio di documenti tramite link.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito la volontà di proseguire:

“Credo che dobbiamo prenderci la responsabilità di riapprovare il progetto prima in Consiglio dei Ministri e poi in Parlamento. Fermarci è un’assurdità: ci sono in ballo miliardi, centinaia di migliaia di posti di lavoro e migliaia di aziende pronte a partire”.

Il governo ha convocato una riunione urgente a Palazzo Chigi per valutare le contromisure. Tra le ipotesi, la possibilità di registrare l’atto con riserva o presentare controdeduzioni formali.

Le reazioni politiche e istituzionali

La decisione della Corte ha acceso un acceso dibattito politico. L’Anm (Associazione Nazionale Magistrati) ha criticato duramente le parole della premier, definendole un segnale preoccupante di insofferenza verso il controllo di legalità.

Anche l’opposizione ha attaccato: Elly Schlein, segretaria del PD, ha parlato di “gravi affermazioni” che svelano il vero obiettivo della riforma costituzionale, ovvero “mettere il governo al di sopra delle leggi e della Costituzione”.

Un’opera simbolo e controversa

Il Ponte sullo Stretto, pensato per collegare Sicilia e Calabria, è da anni al centro di dibattiti politici e tecnici. Il progetto attuale prevede una struttura a campata unica di 3.300 metri, che sarebbe la più lunga al mondo. Il costo stimato è di 13,5 miliardi di euro, comprensivo di infrastrutture ferroviarie, stradali e ambientali.

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