sabato, Maggio 9, 2026
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Napoli: due persone denunciate per abbandono di cani

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ABBANDONO CANI
ABBANDONO CANI

A Sant’Anastasia (Napoli) i Carabinieri hanno denunciato una pensionata di 73 anni. I militari sono intervenuti a seguito della segnalazione di un cittadino che ha notato un cane denutrito, abbandonato nel parcheggio di un supermercato.

La padrona non ha fatto in tempo ad allontanarsi ed era ancora nei dintorni, e notando la concitazione ha riportato in fretta il cane in casa. I militari l’hanno raggiunta in pochi minuti, trovando l’animale legato con una corda corta, senza acqua e cibo, in uno spazio ristretto e caldo. Il cane è stato riaffidato alla donna ma con diffida, una sanzione di 5mila euro e una denuncia.

A Brusciano è stato trovato un cane abbandonato sul balcone di un’abitazione, da giorni senza acqua, cibo e riparo. Anche in questo caso è stata determinante la segnalazione dei vicini al 112. I carabinieri della stazione di Brusciano hanno rintracciato il padrone di casa, un 41enne di Mariglianella, e lo hanno denunciato. L’animale è stato affidato dal personale veterinario dell’Asl a un familiare del 41enne.

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La famiglia di Giovanni Marchionni nomina pool di esperti

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GIOVANNI MARCHIONNI BACOLI
GIOVANNI MARCHIONNI BACOLI

BACOLI – Figura anche l’ ingegnere Antonio Scamardella, che per conto della Procura di Grosseto si occupò del naufragio della Costa Concordia, nel pool di esperti nominati dall’avvocato Maurizio Capozzo, legale della famiglia di Giovanni Marchionni, il 21enne trovato senza vita lo scorso 8 agosto su un’imbarcazione ormeggiata nel porticciolo della Marina di Portisco, a Olbia.

Sarà invece Giuseppe Salvatore Mangano il consulente della Procura di Tempio Pausania scelto per gli accertamenti. Il conferimento dell’ incarico è previsto per le 15 di domani, subito dopo prenderanno il via gli accertamenti che si concentreranno nella sala macchine, sull’impianto di condizionamento, nella vasca acque nere e nel vano batterie. Il pool di esperti della famiglia della giovane vittima originaria di Bacoli (Napoli) è costituito anche dall’ ingegnere Filippo Scamardella e dal dottore Sebastiano Ackermann.

I proprietari dell’ imbarcazione, noti imprenditori nautici campani, sono invece rappresentati dall’ avvocato Sebastiano Giaquinto.

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De Laurentiis: «Ho dovuto vendere Kvaratskhelia e Osimhen. Conte? Uomo tosto, con lui Napoli ha due squadre. A novembre mi ha detto che sarebbe venuto ad allenarci»

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Il presidente del Napoli si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera: dalle cessioni dolorose al mercato, passando per l’arrivo di Conte e i progetti sul futuro.


Conte, la scelta del “condottiero”

Aurelio De Laurentiis parte da lontano per spiegare l’ultima svolta della sua gestione: «Molti anni fa conobbi Conte alle Maldive, passavamo le giornate a nuotare e parlare di calcio. Rimasi colpito dal suo rigore e dal suo amore per il lavoro, simile al mio».
Quando fu il momento di cambiare guida tecnica dopo Garcia, il presidente bussò subito alla sua porta: «Mi disse che voleva venire a Napoli, ma solo a giugno. Così è stato. Dopo la vittoria col Cagliari e la festa scudetto, ci siamo messi subito a programmare la nuova stagione».


Kvaratskhelia ceduto “per forza”

Uno dei passaggi più delicati è stata la cessione a gennaio di Khvicha Kvaratskhelia. «Nessuna frizione con Conte, ma dovevo farlo. Il procuratore minacciava il ricorso all’articolo 17 Fifa e rischiavamo di perderlo quasi gratis in estate. Ho scommesso sulla capacità di Conte di vincere lo stesso ed è andata bene».
De Laurentiis rivela anche un retroscena: «Avevo rifiutato 200 milioni dal PSG per il pacchetto Kvara-Osimhen, per mantenere la promessa fatta a Conte. Con quei soldi avremmo preso Gyökeres».


Osimhen al Galatasaray

L’altro addio eccellente è stato quello di Victor Osimhen: «Lo abbiamo venduto al Galatasaray per 75 milioni più bonus, con soddisfazione reciproca».


Dal sacrificio al mercato stellare

Le partenze di Kvara, Osimhen e Kim hanno finanziato un’estate di grandi colpi: «Non solo Kevin De Bruyne, la nostra superstar, ma un’intera batteria di giocatori forti. Volevo dare a Conte due squadre complete».


Un modello diverso dai grandi club italiani

De Laurentiis rivendica il suo approccio gestionale: «Roma e Juve hanno avuto iniezioni miliardarie dalle proprietà, io in 20 anni ho toccato solo 16 milioni del patrimonio di Filmauro. Il resto lo abbiamo costruito con i ricavi».


Visioni sul calcio italiano

Critico con la Lega Calcio, definita «un organismo imbelle», De Laurentiis propone una Serie A a 16 squadre, più competitiva e con meno partite inutili. Sui diritti tv lancia un’idea: «Campionato in chiaro, con Rai e Mediaset a dividersi le partite e la pubblicità a finanziare i club. Il calcio porta 30 milioni di voti, i politici dovrebbero capirlo».


Il nuovo stadio e il sogno Maradona

Sul progetto impianto annuncia: «Pronto in quattro anni, 65-70 mila posti, zona Est della città». Infine un ricordo personale: «Maradona l’ho avuto già, recitò nel mio film Tifosi nel 1999. Mi chiese 500 milioni per tre giorni di lavoro… e gli dissi di sì».

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Prorogata allerta meteo gialla in Campania

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

La Protezione Civile della Regione Campania, in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale, ha prorogato fino alle ore 16 di domani, venerdì 22 agosto, il vigente avviso di allerta meteo di livello Giallo per piogge e temporali.

Sarà interessato all’allerta meteo tutto il territorio regionale della Campania ad eccezione delle Zone d’Interesse 4 (Alta Irpinia e Sannio) e 7 (Tanagro).

Le precipitazioni saranno caratterizzate da rapidità di evoluzione: quindi potranno rivelarsi molto intense anche se in un arco temporale breve. Il quadro meteo è infatti caratterizzato da incertezza previsionale. Durante i temporali saranno possibili anche grandine, fulmini e raffiche di vento.

Attenzione dovrà essere posta al rischio idrogeologico: tra le principali conseguenze dell’impatto al suolo delle precipitazioni si segnalano possibili allagamenti, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, caduta massi e frane.

A causa dei fulmini, della grandine e delle raffiche di vento potrebbero verificarsi danni alle coperture e alle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

Si ricorda ai Comuni di attivare i COC (Centri Operativi Comunali) e di porre in essere tutte le misure strutturali e non strutturali, atte a prevenire, contrastare e mitigare i fenomeni previsti, in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile. Si raccomanda, inoltre, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa Regionale.

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Tensione nei Quartieri Spagnoli tra “Maranza” e residenti: “Se venite qua, dovete avere rispetto”

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QUARTIERI SPAGNOLI MARANZA
QUARTIERI SPAGNOLI MARANZA

A Milano li chiamano “maranza”, giovani rumorosi, provocatori, spesso in gruppo, con atteggiamenti sopra le righe. Ma cosa succede quando un branco di maranza lombardi si avventura nei vicoli più iconici di Napoli, i Quartieri Spagnoli?

Un video diventato virale su TikTok ha immortalato l’incontro-scontro. Un gruppo di ragazzi, accento lombardo marcato e magliette del Boca Juniors — la squadra di Maradona — si è seduto sul muretto della celebre piazza del murale, tra via Emmanuele De Deo e vico Concordia. Ridacchiavano, provocavano, e si sono messi a discutere con un anziano residente che urlava da un basso. Il motivo del diverbio non è chiaro, ma il tono sì: i ragazzi si divertivano, l’uomo no.

I Quartieri Spagnoli oggi non sono più quelli degli anni ’90. Un tempo considerati pericolosi, oggi sono il cuore pulsante della movida turistica napoletana. Un Luna Park urbano dove si celebra il mito di Maradona con tazzine, magliette e souvenir. L’economia criminale ha ceduto il passo — non senza contraddizioni — a un turismo low cost che riempie i vicoli 365 giorni l’anno.

Ma il rispetto non è negoziabile. E così, nel video, si vede un giovane del quartiere avvicinarsi al gruppo e impartire quella che a Napoli si chiama “imparata la creanza”: una lezione di buone maniere. “State qua, dovete portare rispetto”, dice con tono fermo. I maranza, inizialmente spavaldi, si fanno più silenziosi. La tensione si scioglie in pochi minuti, senza conseguenze. Ma gli occhi del quartiere erano tutti lì, fissi su quella scena.

Il giorno dopo, Eugenio — l’autore della “cazziata” — pubblica il suo messaggio su TikTok, autoproclamandosi “guardiano del decoro rionale”: “Il rispetto è tutto. Se non c’è rispetto, li faccio fujire dai Quartieri Spagnoli.”

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Un medico di Scampia salva un passeggero in volo sopra la Groenlandia

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ROBERTO ALLOCCA
ROBERTO ALLOCCA

Roberto Allocca, neurologo  di Scampia, in forza all’Ospedale Santa Maria delle Grazie, non ama essere definito un eroe. Eppure, il suo intervento durante un volo intercontinentale ha fatto la differenza.

Mentre l’aereo da Los Angeles era diretto a Monaco di Baviera, sorvolando la remota Groenlandia, un passeggero ha perso conoscenza. Nessuna possibilità di atterrare, nessun medico di bordo ufficiale. Solo il sangue freddo e la competenza di Allocca.

Mia moglie mi ha svegliato allarmata: un uomo non respirava, aveva perso i sensi” racconta il dottore. Il paziente, un uomo di circa cinquant’anni con problemi cardiaci, era in condizioni critiche. Insieme a un collega e al personale di bordo, Allocca ha misurato i parametri vitali, somministrato ossigeno e monitorato il recupero. Dopo momenti di tensione, l’uomo ha lentamente ripreso conoscenza.

Mi volevano offrire del vino come ringraziamento” sorride Allocca, “ma ho gentilmente rifiutato. Il paziente mi ha ringraziato, ed è bastato”.

Ma c’è un dettaglio che rende la vicenda ancora più speciale: il paziente era polacco e non parlava inglese né italiano. La comunicazione è avvenuta grazie a un simbolo familiare: la tuta del Napoli indossata da Allocca. “Ha riconosciuto lo stemma e ha detto ‘Zielinski, Napoli!’ con entusiasmo. Si è subito rasserenato”.

Una volta atterrati a Monaco, il passeggero stava bene. E il medico, con umiltà, ha concluso: “Non sono un eroe. È semplicemente il senso del mio mestiere: essere disponibili quando serve”.

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Sant’Antimo: Sparatoria al “Sole di Notte” non fu tentato omicidio, la decisione del Riesame

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LUCA DI STEFANO IL SOLE DI NOTTE SANT'ANTIMO
LUCA DI STEFANO IL SOLE DI NOTTE SANT'ANTIMO

SANT’ANTIMO – Il Tribunale del Riesame ha derubricato in lesioni il reato inizialmente contestato di tentato omicidio ai tre indagati per il ferimento del tiktoker Luca Di Stefano, titolare della ristopescheria “Il sole di notte” a Sant’Antimo, in provincia di Napoli.

Alla base della decisione un’intercettazione ambientale di Michele Orefice, 46 anni, presunto mandante dell’azione, e ritenuto dagli investigatori vertice del clan Pezzella di Frattamaggiore. L’uomo avrebbe detto al figlio Luigi Orefice, 20 anni: “Sparare giù alle gambe… e te ne vai” quindi per i giudici del Riesame avrebbe indicato con precisione cosa fare. Proprio su questo punto si sono battuti gli avvocati della difesa, Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono e Antonio Rizzo.

Le indagini hanno chiarito le responsabilità individuali: Michele Orefice avrebbe dato l’ordine, suo figlio Luigi avrebbe curato l’organizzazione logistica dell’agguato, mentre Pietro D’Angelo, 23 anni, sarebbe stato l’esecutore materiale, tutti da ritenere innocenti fino a eventuale condanna definitiva.

Da un punto di vista cronologico, avvenne prima il pestaggio di una donna a Grumo Nevano, ex di Michele Orefice, e quindi attenzionata dalle Forze dell’Ordine, infatti proprio una conversazione intercettata tra la donna e il 46enne, che era in possesso di un cellulare nonostante la detenzione, ha permesso di chiarire la dinamica dei fatti.

E poi avvenne la sparatoria al ristorante “Il Sole di Notte” di Sant’Antimo, dove il proprietario Luca Di Stefano, evitò di essere sparato grazie alla sua prontezza di riflessi. Alla base della spedizione punitiva ci sarebbe stata la gelosia di Michele Orefice, perché la donna di Grumo Nevano e Di Stefano, in passato avevano avuto una relazione e il 46enne era convinto che ci fosse stato un riavvicinamento tra i due.

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Napoli, controlli della Polizia Municipale: ritirate 12 patenti al giorno, quadruplicano gli incidenti causati dall’uso del cellulare alla guida

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L’uso dei telefoni cellulari durante la guida continua a rappresentare una delle principali cause di incidenti stradali, con un incremento che, secondo i dati raccolti, quadruplica il rischio di sinistri non solo sulle arterie a scorrimento veloce, ma anche in città. Automobilisti e scooteristi vengono sorpresi sempre più spesso con il telefono in mano mentre sono al volante o alla guida del proprio mezzo.

Come riporta Il Mattino, dal 16 luglio al 16 agosto, la polizia municipale di Napoli ha condotto un’operazione mirata, che ha permesso di registrare numerose infrazioni e di delineare un quadro preciso sull’uso improprio dei dispositivi mobili. Non solo giovani appartenenti alla cosiddetta “generazione digitale”, ma anche adulti e anziani, indipendentemente dal ceto sociale e dal livello di istruzione, sono stati sorpresi ad utilizzare il cellulare durante la guida.

L’invito dell’amministrazione comunale, attraverso il delegato della giunta Manfredi, è quello di ricorrere esclusivamente a dispositivi a mani libere – come vivavoce o auricolare singolo – o di accostare in sicurezza prima di rispondere a chiamate urgenti.

Parallelamente, nelle ultime settimane, i sanitari hanno lanciato un allarme legato all’aumento di ricoveri in codice rosso per incidenti stradali, che coinvolgono in particolare i minori: un ricovero su dieci avviene a seguito di sinistri. Particolare preoccupazione è stata espressa per i politraumi derivanti dagli incidenti.

L’operazione

I controlli sono stati condotti soprattutto dagli agenti motociclisti del Gruppo Intervento Territoriale, coordinati dal comandante Ciro Esposito. Una scelta considerata efficace dall’amministrazione, in quanto le moto della polizia locale consentono spostamenti più rapidi anche nelle zone a traffico intenso, dove si registra un maggior numero di violazioni.

Durante l’operazione sono state utilizzate anche auto civetta con agenti in abiti civili, che hanno fermato i conducenti colti in flagranza.

I numeri

In un solo mese sono state accertate 384 violazioni per l’uso del cellulare alla guida, con conseguente ritiro immediato della patente. I documenti sequestrati vengono trasmessi alla Prefettura, che dispone la sospensione da un minimo di 15 giorni a un massimo di 2 mesi.

Dieci automobilisti fermati avevano già meno di 20 punti sulla patente: per loro, oltre alla sospensione prefettizia, è scattata la “sospensione breve”, con trattenimento del documento per ulteriori 7 giorni presso la polizia locale.

Sono stati individuati anche conducenti recidivi: tre automobilisti erano già stati sanzionati per la stessa infrazione negli ultimi due anni. Per loro, il periodo di sospensione della patente varierà da 1 a 3 mesi.

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Ancora violenze al Carcere di Aversa, agenti aggrediti e fiamme in cella, il sindacato: “Siamo preoccupati”

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“Un detenuto che una settimana fa aveva aggredito un sovrintendente del Corpo, ha ieri prima aggredito un altro poliziotto con una mazza rudimentale, rompendogli un sopracciglio, e poi, in serata, ha dato fuoco alla cella, provocando l’intossicazione per due poliziotti intervenuti a sua tutela”.

Secondo quanto rende noto Raffaele Munno, vicesegretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, è accaduto al carcere di Aversa. Munno esprime “la solidarietà e la vicinanza del Sappe ai colleghi, vittime della vile aggressione, augurando loro una pronta guarigione”.

Il sindacalista denuncia: “Siamo preoccupati dall’alto numero di eventi critici che si registrano, anche in relazione all’accorpamento di più posti di servizio per le carenze di organico della Polizia Penitenziaria. Ma ci aspettiamo efficaci provvedimenti contro coloro che si rendono responsabili di queste inaccettabili violenze, anche perché questo determina quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse, autolesionismo ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno. Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità ai circuiti penitenziari intervenendo in primis sul problema del sovraffollamento carcerario”.

“Certo non servono indulti o amnistie – conclude Munno – piuttosto maggiore severità contro coloro che aggrediscono e offendono gli Agenti di Polizia Penitenziaria”. “Dobbiamo dare atto che, rispetto al passato, l’attuale governo e l’Amministrazione Penitenziaria hanno mostrato maggiore ascolto e sensibilità nei confronti delle criticità del settore – sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sappe – Ma proprio per questo ci aspettiamo di più. Serve uno sforzo ulteriore, più deciso e strutturale, perché non bastano le buone intenzioni: occorrono atti concreti, urgenti e coraggiosi”.

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Bimbo di 18 mesi si chiude in auto giocando con il telecomando nel casertano, salvato dai Carabinieri grazie alla chiamata disperata della mamma

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Un bimbo di appena diciotto mesi è rimasto chiuso in auto ed è stati salvato dai carabinieri, che hanno dovuto rompere il finestrino.

È accaduto a Vairano Scalo, nel Casertano. Secondo quanto accertato dai militari della locale stazione, intervenuti in pochi minuti in seguito alla disperata chiamata della giovane madre del bimbo, tutto sarebbe accaduto quando la ragazza è scesa dall’auto per aprire la portiera posteriore e prendere il piccolo adagiato nel seggiolino di sicurezza.

Il bimbo, che stava giocando con le chiavi e il telecomando del mezzo, ha però schiacciato il pulsante di chiusura rimanendo bloccato all’interno della vettura.

Sono stati attimi di paura per la giovane mamma, residente a Marzano Appio, recatosi con il figlio al cimitero di Vairano Scalo per fare visita ai parenti defunti; dopo gli inutili tentativi di forzare le portiere dell’auto, la giovane, sola e sconvolta nel parcheggio del cimitero, non si è però persa d’animo e ha chiamato con il suo smartphone il numero di emergenza “112”, chiedendo aiuto ai carabinieri.

I militari della Stazione di Vairano Scalo hanno trovato la donna in lacrime e, all’interno della sua Bmw in sosta sotto il sole rovente, il piccolo in preda ad una crisi di pianto; a quel punto i carabinieri hanno subito infranto con i dispositivi in dotazione uno dei deflettori dell’auto, sbloccando le portiere e portando in salvo il bambino.

Il piccolo, incolume, è stato immediatamente riaffidato alle cure amorevoli della mamma, che ha abbracciato i militari ringraziandoli.

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