mercoledì, Luglio 1, 2026
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Fico: “Reddito di dignità? Bisogna formare al lavoro e creare posti di lavoro”

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Fico reddito
Fico reddito

“I soldi, come sappiamo e sanno benissimo i cittadini, si trovano sempre quando c’è la volontà politica di fare le cose. Io invece direi di non nascondersi dietro un dito e dire che non ci sono soldi. Basta dire che non si vuole fare, sarebbe un discorso politico più coraggioso”.

Così Roberto Fico a margine della presentazione di un libro sull’architetto Sandro Dal Piaz ha risposto alle domande dei cronisti sul reddito di dignità.

“Io credo – ha aggiunto il candidato presidente della Campania – che noi dobbiamo trovare gli strumenti per formare al lavoro le condizioni di sviluppo migliori della regione per avere più posti di lavoro di qualità, soprattutto nella tecnologia e nell’innovazione. Ma detto questo, nel momento in cui c’è una crescita importante che possa essere distribuita su tutto il territorio della Campania aiutiamo le persone che non ce la fanno, che sono in difficoltà. Mentre si cresce si aiuta anche chi è in difficoltà”.

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A Paupisi i funerali Elisa Polcino e Cosimo Ocone

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Elisa Polcino e Cosimo Ocone
Elisa Polcino e Cosimo Ocone

PAUPISI – Si sono svolti alle 16 di oggi nella chiesa di Santa Maria del Bosco a Paupisi (Benevento) i funerali di Elisa Polcino e Cosimo Ocone, moglie e figlio di Salvatore Ocone, l’uomo ha ucciso entrambi nella strage dello scorso 30 settembre.

Oggi il sindaco di Paupisi ha proclamato il lutto cittadino. Una folla commossa e silenziosa ha accolto l’arrivo dei due feretri.

Le condizioni di Antonia Ocone, unica superstite alla follia omicida del padre, insieme al fratello che non si trovava a Paupisi nel momento della strage, restano stazionarie nella loro gravità. All’ospedale di Pozzilli, in provincia di Isernia, nel Molise, dove la diciassettenne è ricoverata, i bollettini parlano di una graduale riduzione della sedazione farmacologica. I parametri vitali restano stabili ma la prognosi è ancora riservata.

Come rivelato dagli esami medico scientifici, Elisa Polcino e Cosimo Ocone sarebbero morti immediatamente, in seguito ad un colpo alla testa inferto presumibilmente con un grosso masso.

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Marcianise: Polizia Locale sventa rapina, scene da film in pieno centro

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MARCIANISE POLIZIA LOCALE
MARCIANISE POLIZIA LOCALE

MARCIANISE – Scene da film questa mattina nel centro di Marcianise, popoloso comune in provincia di Caserta.

In via Cesare Battisti, durante un pattugliamento, gli Agenti della Polizia Locale hanno intercettato due rapinatori pronti ad assaltare un’attività commerciale. Uno era a piedi, armato e alla vista della pattuglia si è dato alla fuga. Il complice, all’interno di una Panda Ibrida ha tentato la fuga, ma è stato bloccato dagli Agenti in strada, tra lo stupore dei cittadini presenti in strada.

Immediatamente è stato allertato il Commissariato di Polizia di Marcianise per iniziare le ricerche del fuggitivo che si è allontanato in direzione San Simeone. Le ricerche sono tutt’ora in corso.

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Maria Esposito sarà Melania Rea nella nuova serie HBO: il caso Parolisi diventa fiction

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MARIA ESPOSITO MELANIA REA
MARIA ESPOSITO MELANIA REA

Dopo il successo di Mare Fuori, Maria Esposito torna sul piccolo schermo con un ruolo intenso e drammatico: interpreterà Melania Rea nella nuova miniserie HBO dedicata al tragico omicidio avvenuto nel 2011.

Il progetto, dal titolo provvisorio Melania, segna l’ingresso della piattaforma americana nel mercato italiano con una produzione che punta su storie vere e di forte impatto sociale.

La serie sarà diretta da Stefano Mordini, già noto per La scuola cattolica, e si comporrà di quattro episodi. Le riprese inizieranno a metà novembre tra Roma, Ascoli e Napoli, luoghi simbolici legati alla vicenda.

Nel cast, accanto a Maria Esposito, ci sarà Daniele Rienzo nel ruolo di Salvatore Parolisi, marito di Melania e condannato in via definitiva per l’omicidio. I genitori della vittima saranno interpretati da Carmen Pommella e Fabio De Caro, volti noti al pubblico italiano.

L’omicidio di Melania Rea, uccisa con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella, sconvolse l’Italia e aprì un lungo dibattito mediatico e giudiziario. La fiction promette di ricostruire non solo i fatti, ma anche il contesto emotivo e sociale che circondò la vicenda.

Con questa produzione, HBO conferma la sua strategia di investire in true crime italiani, dopo il progetto su Enzo Tortora. Una scelta che punta a riaccendere la memoria collettiva e stimolare riflessioni profonde sul tema della violenza domestica e della giustizia.

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Scoperta una barriera corallina nel Golfo di Napoli a 500 metri di profondità

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BARRIERA CORALLINA GOLFO DI NAPOLI
BARRIERA CORALLINA GOLFO DI NAPOLI

Una scogliera corallina finora sconosciuta, estesa e antica, situata al centro del Canyon Dohrn del Golfo di Napoli, a oltre 500 metri sotto la superficie del mare: la scoperta è avvenuta nell’ambito della spedizione scientifica “Demetra” in corso sulla nave di ricerca Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche, coordinata dell’Istituto di scienze marine del Cnr (Cnr-Ismar) con il coinvolgimento di personale scientifico afferente alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Università Politecnica delle Marche, e l’Università Federico II di Napoli.

Esplorazioni effettuate per mezzo di veicolo sottomarino a controllo remoto (ROV) hanno rivelato la presenza di imponenti strutture larghe oltre due metri e distribuite lungo una parete verticale di più di 80 metri, formate da coralli duri di profondità, comunemente denominati “coralli bianchi” per l’assenza di colore, afferenti alle specie Desmophyllum pertusum e Madrepora oculata.

«È un ritrovamento eccezionale per i mari italiani: biocostruzioni di questa specie di tale entità non erano mai state osservate nel Canyon Dohrn e raramente altrove nel nostro Mediterraneo», racconta Giorgio Castellan, capo missione della campagna e ricercatore del Cnr-Ismar di Bologna.

«La loro scoperta rappresenta un tassello fondamentale per comprendere il ruolo ecologico degli habitat a coralli profondi e la loro distribuzione, soprattutto nell’ottica di azioni di tutela e restauro». Oltre ai coralli bianchi, la scogliera ospita una comunità unica per ricchezza e biodiversità: coralli neri, coralli solitari, spugne e altre specie di grande importanza ecologica. Ma non solo. Le pareti del canyon conservano anche tracce fossili di ostriche e coralli antichi, vere e proprie testimonianze geologiche di un passato remoto.

«L’esplorazione di questa porzione fino ad oggi sconosciuta del Canyon Dohrn ci restituisce l’immagine di un ecosistema marino profondo di straordinario interesse scientifico e valore naturalistico. Le biocostruzioni a coralli bianchi qui rinvenute, costituite da imponenti colonie di Desmophyllum pertusum e arricchite dalla presenza di specie la cui distribuzione nel Mediterraneo è ristretta a pochi siti, come il bivalve Acesta excavata e l’ostrica di profondità Neopycnodonte zibrowii, testimoniano l’unicità strutturale delle comunità marine che caratterizzano questo sistema», spiega Frine Cardone, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

«Accanto alle comunità viventi, abbiamo osservato estese aggregazioni fossili di N. zibrowii, che rappresentano una testimonianza della biodiversità antica del Canyon Dohrn e forniscono preziose informazioni paleoecologiche sulla sua evoluzione nel tempo».

Il Canyon Dohrn è uno dei siti pilota del progetto europeo Life Dream – coordinato da Federica Foglini del Cnr-Ismar di Bologna- e del progetto europeo Redress coordinato da Roberto Danovaro professore ordinario dell’Università Politecnica delle Marche. I due progetti hanno l’obiettivo di favorire il restauro attivo degli ecosistemi profondi danneggiati dalle attività umane.

«La scoperta rafforza il valore dei progetti in questo canyon e nel Golfo di Napoli, e ci offre nuove opportunità per restituire vitalità a un patrimonio fragile e straordinario», sottolinea Foglini. Nell’ambito del progetto Life Dream, il sito è stato proposto come nuova area protetta della rete europea Natura 2000, a conferma della sua rilevanza per la conservazione della biodiversità marina.

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Tragedia nel cimitero di Avellino: Morta una donna dopo un volo nel vuoto

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SUICIDIO CIMITERO AVELLINO
SUICIDIO CIMITERO AVELLINO

AVELLINO – Una tragedia ha scosso il capoluogo irpino questa mattina, al cimitero di Avellino una donna di 53 anni ha perso la vita in circostanze drammatiche.

Secondo le prime ricostruzioni, la vittima, una donna che lavora in una ditta che opera nel cimitero, si sarebbe lanciata nel vuoto da una finestra del palazzo che ospita i loculi, precipitando su una cappella sottostante.

L’impatto, avvenuto da un’altezza di oltre dieci metri, è stato fatale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Avellino, la Polizia Municipale e i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica dell’accaduto. Al momento, l’ipotesi più accreditata è quella di un gesto volontario, anche alla luce del ritrovamento di uno sgabello posizionato davanti alla finestra. Non è la prima volta che si verifica un episodio simile nello stesso edificio.

La zona è stata transennata per consentire i rilievi da parte delle autorità competenti. Si attende l’arrivo del magistrato di turno e del medico legale per gli accertamenti del caso.

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Ercolano: Moglie picchiata dal marito per difendere un figlio, arrestato 63enne

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ERCOLANO ARRESTATO MARITO VIOLENTO
ERCOLANO ARRESTATO MARITO VIOLENTO

ERCOLANO – Calci e botte alla moglie colpevole solo di esistere: è successo a Ercolano, in provincia di Napoli, dove ieri sera i carabinieri hanno arrestato un 63enne.

Alle 22 di ieri i carabinieri della locale Tenenza, allertati dal 112, intervengono in un’abitazione dove era stata segnalata una lite in famiglia. L’uomo che vi abita è già noto alle forze dell’ordine, i militari chiedono subito il supporto di un’altra gazzella e arriva anche una pattuglia della stazione di Portici. Ad aprire la porta la vittima.

La signora, 60enne, non proferisce parola: ha la bocca piena di sangue, sul pavimento c’è sangue ovunque e le urla di un uomo continuano a terrorizzare la donna anche in presenza dei carabinieri. Si tratta del marito della vittima, ha 63 anni ed è evidente stato di ubriachezza. In casa ci sono anche i tre figli maggiorenni della coppia.

I militari tentano di ricostruire la vicenda con un occhio sempre rivolto all’uomo. La donna spiega come quella fosse la routine quotidiana. Ogni sera prende le botte dal marito. È “semplicemente” colpevole di esistere e i figli sono suoi complici secondo il padre. Ogni sera il marito glielo ricorda con calci e pugni.

Durante il breve racconto il 63enne tenta di aggredire la donna ma, fortunatamente, i carabinieri sono in quattro: riescono a bloccare l’uomo e a trasferirlo in Caserma. La donna racconta le violenze subìte e l’ultimo episodio.

Stavano cenando quando il 63enne ha iniziato ad aggredire uno dei figli perché vuole che se ne vada. La mamma ha tentato di difenderlo e per questo è stata presa a botte ed offesa, definita una “poco di buono” una “sporca”. Termini ormai ritenuti una normalità dalla vittima. Dal racconto emerge una storia di botte quotidiane, che spesso hanno avuto come epilogo il pronto soccorso dell’ospedale.

Polsi fratturati, lesioni alla testa che sbatte sulla spalliera del letto e altri casi mai denunciati e mai raccontati ai medici con il marito che la accompagnava sempre in ospedale sincerandosi che l’omertà regnasse sovrana. Da questa notte, dopo l’ultimo episodio, il 63enne è in carcere.

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Napoli: “Se non torni da me mando un nostro video intimo a nostro figlio”, arrestato 34enne

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SE NON TORNI DA ME
SE NON TORNI DA ME

NAPOLI – “Se non torni da me mando un nostro video intimo a nostro figlio”: è accusato di stalking ai danni della moglie il 34enne arrestato dai carabinieri a Napoli.

A denunciarlo la donna, che ai militari dell’arma ha raccontato una storia fatta di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, con il 34enne ha avuto due figli. Comportamenti estremi diventati asfissianti dopo un tradimento e il ritorno a casa di lui “per il bene dei figli“: ma l’ ossessione nei confronti della moglie è insopportabile e la donna lo lascia portando via i bambini.

Iniziano, incessanti, messaggi, chiamate, messaggi e ancora chiamate: 80 vocali di fila, minacce e insulti. La donna torna a casa per il timore di gesti inconsulti ma al dodicesimo compleanno di uno dei due figli, il 34enne si rende protagonista di una scenata davanti a tutti i parenti presenti. Poi, dopo decine e decine di messaggi e chiamate, ben 78, arriva la minaccia di mandare al figlio un loro video intimo.

Lucia, questo il nome della vittima, non ce la fa più e lo denuncia: ai carabinieri della Stazione di Capodimonte ha raccontato di anni di vessazioni mentre i messaggi del compagno continuano a arrivare, anche lì, in caserma, tanto da costringerla ad attivare la modalità aereo.

I militari si recano a casa della coppia, devastata dall’ira dell’uomo, così come aveva promesso alla consorte. Il 34enne finisce in manette e ora in carcere, in attesa di giudizio.

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Rissa alla festa patronale in Irpinia, 9 persone denunciate

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MIRABELLA ECLANO
MIRABELLA ECLANO

MIRABELLA ECLANO – Nove persone sono state denunciate per rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale dai carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino.

Il 20 settembre scorso durante la tradizionale tirata del Carro, l’obelisco di paglia simbolo della comunità, gruppi di giovani sono venuti alle mani provocando grande apprensione e pericolo per le migliaia di persone che anche quest’anno hanno partecipato all’evento.

Le successive indagini, condotte anche attraverso l’acquisizione delle immagini del sistema di videosorveglianza pubblico, hanno consentito la loro identificazione.

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Arzano: Cavallo trascinato legato ad un’auto, salvato dalla Polizia Locale

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ARZANO CAVALLO
ARZANO CAVALLO

ARZANO – Non poteva capitare peggior sorte a Rocky, il nome del cavallo che trainato con un altro equino per strada con un’auto e legato da una corda, caduto a terra, é stato trascinato sull’asfalto riportando trauma e ferite.

Dopo la caduta, il conducente é sceso dall’auto ed ha legato l’animale ferito e sofferente ad un palo per poi dileguarsi con il complice in auto, portando via l’altro cavallo.

Prontamente allertati gli agenti della polizia locale di Arzano, diretti dal colonnello Biagio Chiariello, si sono recati sul posto trovando il povero Rocky legato ad un palo della pubblica illuminazione visibilmente ferito e sofferente.

I caschi bianchi hanno allertato i soccorsi con il personale sanitario giunto sul posto e si sono messi sulle tracce del veicolo e dei responsabili individuandoli e identificandoli. Uno di essi é un ex consigliere comunale di Arzano con diversi precedenti penali che con il suo complice non hanno saputo giustificare il gesto, ripreso anche da filmati.

Gli agenti con i sanitari si sono recati preso il luogo di detenzione degli equini, insieme al personale dell’Asl Napoli 2 Nord, per verificare le condizioni dell’altro animale.

Intanto i due uomini sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per il reati di maltrattamento e abbandono animali ed il cavallo posto sotto sequestro.

Apprezzamenti sono arrivati agli agenti da parte degli animalisti e di chi si pone in difesa degli animali ma ci vorrebbe un inasprimento delle pene nei confronti dei responsabili di tali gesti.

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