sabato, Maggio 9, 2026
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Lutto a Marano di Napoli per la morte di Armando Guidelli

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ARMANDO GUIDELLI
ARMANDO GUIDELLI

MARANO DI NAPOLI – Una forma rara di leucemia ha in pochi mesi bruscamente interrotto la vita di Armando Guidelli, 51 anni, noto imprenditore di Marano di Napoli, conosciuto in tutta l’area a nord di Napoli.

Il 51enne era titolare della CRC Guidelli, azienda specializzata in modifiche, revisioni e collaudi di furgoni, gru e automezzi. Viene ricordato da tutti come una persona disponibile, onesta e legata alla famiglia che in queste ore deve affrontare questo terribile lutto.

Armando ha lottato come un leone, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Lascia la compagna e due figlie. I funerali si svolgeranno oggi alle 17,30, nella chiesa dello Spirito Santo di via Piave a Marano di Napoli.

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Napoli, incredibile tegola: il ds Manna operato al tendine d’Achille facendo footing

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Non solo problemi di campo per il Napoli. Alla vigilia dell’inizio della Serie A, a fermarsi è stato un insospettabile: Giovanni Manna, il direttore sportivo azzurro.

Il dirigente durante una normale sessione di footing ha accusato un grave infortunio al tendine d’Achille. L’episodio ha reso necessario un intervento chirurgico, effettuato dal dottor Ugo Camilleri presso la clinica Ruesch. L’operazione è perfettamente riuscita e Manna, già rassicurato dai medici, sarà presto dimesso. Sabato potrà persino viaggiare con la squadra verso Reggio Emilia, dove gli azzurri affronteranno il Sassuolo, anche se dovrà farlo con l’ausilio delle stampelle.

Nemmeno la sala operatoria, però, ha fermato l’operato del direttore sportivo. Dal lettino della clinica, Manna ha continuato a lavorare senza sosta sul mercato, con l’obiettivo di regalare al più presto ad Antonio Conte una nuova pedina offensiva. C’è tempo fino al 1° settembre e il Napoli non intende perdere neppure un giorno.

Una vigilia di campionato davvero insolita: non solo gli infortuni dei calciatori, ma persino quelli dei dirigenti rischiano di condizionare il cammino degli azzurri

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Melito: scoperto a rubare motorino lo lancia contro i Carabinieri, arrestato

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Un 29enne di Melito dovrà rispondere di rapina impropria e danneggiamento. L’uomo è stato sorpreso dai Carabinieri della tenenza locale mentre tentava di forzare l’accensione di uno scooter parcheggiato in strada.

Vistosi scoperto, il 29enne ha tentato la fuga e, prima di farlo, ha lanciato lo scooter contro la portiera della gazzella. Uno dei militari, per bloccarlo, ha riportato una frattura a un dito della mano.

Il 29enne ora in camera di sicurezza in attesa di giudizio.

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Casoria: aizza i pitbull contro i Carabinieri ma viene morso da uno cane

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PITBULL CARABINIERI CASORIA
PITBULL CARABINIERI CASORIA

CASORIA – Un giovane di 26 anni, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato trovato fuori dall’abitazione e, al passaggio dei Carabinieri della stazione di Casoria, ha cercato di rientrare in fretta in casa. Arrivati all’abitazione, i militari sono stati accolti dalla madre mentre il ragazzo era sotto la doccia.

Alla richiesta di accompagnarli in caserma, l’uomo ha iniziato a insultare e minacciare i due carabinieri, in particolare rivolgendo improperi a una carabiniera donna. A quel punto ha liberato i suoi due pitbull di grandi dimensioni, con l’intento di aizzare gli animali contro i militari. Uno dei due molossi è passato all’attacco: il carabiniere, per evitare l’aggressione, si è spostato di colpo, ma l’animale ha comunque morso il proprietario.

Una volta riportata la calma, i Carabinieri hanno arrestato il 26enne, che è stato accompagnato in carcere con l’accusa di evasione, resistenza e violenza al pubblico ufficiale.

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Napoli: catturati entrambi gli evasi dal carcere di Poggioreale

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CATTURATI EVASI POGGIOREALE
CATTURATI EVASI POGGIOREALE

NAPOLI – Sono stati catturati i due detenuti evasi nella notte dal carcere di Napoli Poggioreale, un algerino di 32 anni e un altro siriano di 23. L’operazione investigativa è stata condotta dal N.I.C. della Polizia Penitenziaria di Roma congiuntamente al N.I.R. Campania e con l’ausilio del personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel Penitenziario di Poggioreale.

Restano ancora da chiarire le dinamiche che hanno portato all’evasione, ma ciò che emerge con forza, si legge nella nota del Si.N.A.P.Pe – è la straordinaria prontezza operativa con cui il Corpo di Polizia Penitenziaria ha saputo riportare in carcere i fuggiaschi.

Questa operazione è la dimostrazione concreta dell’eccellenza e della professionalità delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria – ha sottolineato il segretario generale del Si.N.A.P.Pe, Roberto Santini – Ancora una volta si conferma la loro efficienza ed efficacia nel perseguire l’obiettivo primario: garantire la sicurezza e ristabilire la legalità“.

Ripreso dalla Polizia penitenziaria, grazie anche al nucleo investigativo centrale e alla sua articolazione campana, pure il secondo evaso dal carcere napoletano di Poggioreale – ha
commentanto Gennarino De Fazio segretario generale Uilpa polizia penitenziaria – Ancora una volta la polizia penitenziaria ci ha messo una toppa, ma oltre al buco in cella a Poggioreale, rimangono tutte le falle di un sistema penitenziario colabrodo e completamente alle deriva. Proseguono peraltro le ricerche di uno dei due evasi di domenica scorsa dalla Casa Circondariale di Bolzano. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e il Governo Meloni battano un colpo“, ha concluso.

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Afragola, rubata pianta dalla tomba di Martina Carbonaro: lo sfogo della madre sui social

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RUBATA PIANTA DALLA TOMBA DI MARTINA CARBONARO
RUBATA PIANTA DALLA TOMBA DI MARTINA CARBONARO

AFRAGOLA – Un gesto vile, indegno, che lascia senza parole. Al cimitero di Afragola qualcuno ha rubato una pianta deposta sulla tomba di Martina Carbonaro, la 15enne uccisa pochi mesi fa e diventata simbolo di dolore e memoria per un’intera comunità.

A denunciare l’accaduto è stata la madre, che sui social ha espresso tutta la sua rabbia e il suo dolore: «Chi ha rubato la pianta vicino la tomba di mia figlia deve fare una brutta morte. Hanno lasciato il foglio e il fiore. Chi l’ha rubata la rimettesse da dove l’ha presa, perché se ti acchiappo non sai che ti combino», ha scritto in un post accompagnato dalle foto della tomba violata.

Rubare da un luogo sacro come quello del riposo eterno non significa soltanto compiere un furto: significa calpestare il dolore di una madre e di una famiglia già distrutta, profanare la memoria di una vittima innocente e mancare di rispetto all’intera comunità.

La vicenda ha suscitato immediata indignazione: decine di commenti di solidarietà e sdegno si sono moltiplicati sotto il post. Di fronte a episodi del genere non ci sono attenuanti. Non si tratta di un “semplice” atto vandalico, ma di una ferita inflitta alla dignità di una famiglia e di una città che non ha ancora smesso di piangere Martina.

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Intossicazione da botulino: morta un’altra donna in Sardegna

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VITTIME BOTULINO SARDEGNA
VITTIME BOTULINO SARDEGNA

CAGLIARI – Seconda vittima del botulino in Sardegna. Valeria Sollai, di 62 anni, è morta durante la notte al Policlinico di Monserrato.

Da settimane era ricoverata in Rianimazione all’ospedale universitario, dopo che aveva partecipato e consumato delle pietanze a base di guacamole alla Fiesta Latina, a fine luglio a Monserrato, città metropolitana di Cagliari.

L’8 agosto era deceduta la 36enne Roberta Pitzalis, anche lei intossicata dal batterio killer durante la stessa manifestazione. Si aggrava così la posizione dell’unico indagato, Christian Gustavo Vincenti, il titolare del chiosco dove sono stati consumati i prodotti contaminati.

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Sorrento: torna in carcere “Lello il sensitivo”, con lui anche 6 indagati

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SORRENTO LELLO IL SENSITIVO
SORRENTO LELLO IL SENSITIVO

Torna in carcere Raffaele Guida, noto come ‘Lello il sensitivo’, coinvolto nelle indagini sugli appalti affidati dal Comune di Sorrento che hanno portato all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola.

Con Guida tornano in carcere altri 6 indagati per i quali a fine luglio il Tribunale del Riesame aveva annullato la misura cautelare. La Procura di Torre Annunziata ha rinnovato al gip la richiesta cautelare, previa effettuazione dell’interrogatorio, nei confronti degli 8 indagati; il gip, all’esito degli interrogatori preventivi, ha emesso nuovamente l’ordinanza cautelare nei confronti di 7 indagati, avendo ritenuto sussistente per gli stessi il pericolo di reiterazione del reato, mentre ha rigettato la richiesta cautelare nei confronti dell’ottavo indagato, avendo ritenuto, per quest’ultimo, inesistenti le esigenze cautelari. Raffaele Guida, detto ‘Lello il sensitivo’, volto noto delle tv locali campane per i suoi programmi nei quali si presentava come cartomante, viene considerato dagli investigatori “l’alter ego del sindaco Coppola” che, nei rapporti con gli imprenditori, si presentava come “vicesindaco”.

Questa mattina i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal gip del Tribunale oplontino, nei confronti dei 7 indagati, 2 dei quali destinatari della misura della custodia cautelare in carcere (Guida e il tecnico comunale Michele Rescigno), 4 agli arresti domiciliari (gli imprenditori Luigi Todisco, Mario Parlato, Raffaele Guarino e Alessandro Di Domenico) e uno destinatario della sospensione per un anno da qualunque ufficio o servizio (Luigi Desiderio, uno dei componenti delle commissioni aggiudicatrici degli appalti).

I reati contestati sono corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti, in relazione ad una pluralità di appalti pubblici affidati dal Comune di Sorrento dal 2022 al 2024. Il gip del Tribunale di Torre Annunziata, nella nuova ordinanza cautelare, ha ritenuto che dalle indagini “è emersa la sussistenza di un sistema criminale ben collaudato da anni, ove risultano coinvolti a vario livello almeno ulteriori 22 soggetti indagati, sia interni che esterni all’amministrazione comunale, che hanno partecipato alla commissione di numerosissimi delitti contro la Pubblica amministrazione, sempre diretti da Coppola.

Il sistema Sorrento, a ben vedere, oltre che da meccanismi corruttivi, era contrassegnato in maniera allarmante da un dato singolare: per entrare nel sistema degli affidamenti e farne parte bisognava pagare. Coppola e Guida avevano costituito un vero e proprio sodalizio criminoso che trascendeva i confini dei singoli reati oggetto della provvisoria imputazione e che era funzionale alla realizzazione di un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione”.

Secondo il gip “il duo aveva innanzitutto lo scopo di far proliferare le iniziative pubbliche del Comune di Sorrento; di poi aveva l’obiettivo imprescindibile di trarre da ognuna di queste iniziative consistenti utilità illecite, alle quali non si poteva in alcun modo sfuggire”. Il gip ha ritenuto, inoltre, che “i fatti commessi sono, invero, gravissimi sia per la costante strumentalizzazione della funzione, asservita dall’indagato Coppola al proprio personale tornaconto, sia per i danni inevitabilmente arrecati al buon andamento della pubblica amministrazione.

I fatti commessi sono, inoltre, gravissimi anche se ‘soggettivamente considerati’ con precipuo riferimento agli imprenditori ed ai funzionari comunali, in quanto le condotte contestate sono recentissime e relative, in molti casi, ad appalti ancora in corso o, comunque, i cui procedimenti amministrativi non sono definiti completamente”. Il gip ha ritenuto, pertanto, “l’esistenza di un concreto ed attuale pericolo di reiterazione criminosa, emergendo una organizzazione criminale solo in minima parte disvelata”.

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Sedicenne investito ed ucciso a Terracina: pirata aveva già la patente ritirata e l’auto era senza assicurazione e revisione

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FEDERICO SALVAGNI
FEDERICO SALVAGNI

TERRACINA (LATINA) – Gioacchino Sacco, il quarantanovenne originario di Cassino che la sera prima di Ferragosto, a Terracina, ha investito e ucciso il sedicenne Federico Salvagni senza fermarsi a prestare soccorso, era al volante della sua auto senza patente, revisione e assicurazione.

La revoca della licenza di guida, infatti, gli era stata notificata a gennaio dal Comune di Terracina, dove risiede e dove è avvenuto l’incidente. Inoltre, anche l’assicurazione della Lancia Ypsilon 10 con cui ha travolto l’adolescente in via Badino, dove quest’ultimo stava rientrando insieme al fratello gemello da una festa, era scaduta lo scorso luglio.

Ieri mattina, Sacco è comparso davanti al gip del tribunale di Latina Laura Morselli per l’interrogatorio di convalida dell’arresto, nel carcere di via Aspromonte. Difeso dall’avvocato Fernando Maria Pellino, del foro di Napoli, davanti al giudice per le indagini preliminari l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni al gip:

Non sono stato io” il tenore delle sue parole. Nel pomeriggio il giudice ha sciolto le riserve, convalidando l’arresto in carcere. Sempre ieri, infine, è stata svolta anche l’autopsia sul corpo del sedicenne, in modo tale da accertare le cause del decesso e, successivamente, riconsegnare la salma ai familiari per poterne celebrare le esequie, in programma alle 14 di oggi nella chiesa del Sacro Cuore, a Latina, la città dove viveva il ragazzo.

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Capri: turisti rapinatori, bloccati in porto prima di darsi alla fuga

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CAPRI
CAPRI

CAPRI – Tentano di rubare un bracciale in una tabaccheria a Capri, ma vengono rintracciati all’imbarco degli aliscafi.

Si tratta di una 28enne e di un 35enne, entrambi stranieri, denunciati dai Carabinieri della stazione di Capri per furto.

I due, giunti sull’isola in aliscafo, durante una passeggiata si erano recati in una tabaccheria che, tra souvenir, bibite e sigarette, espone anche alcuni gioielli di bigiotteria. I due hanno quindi preso un bracciale e si sono allontanati, ma in poco tempo il negoziante si è accorto dell’ammanco e ha allertato il 112, descrivendo i due turisti ai Carabinieri.

I militari li hanno trovati all’imbarco degli aliscafi, pronti a rientrare sulla terraferma. La donna portava al polso il bracciale rubato.

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