venerdì, Luglio 3, 2026
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Sessanta intossicati da salmonella in un ristorante di San Marcellino: chiuso il locale

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CASERTA – Una maxi-intossicazione alimentare ha colpito circa sessanta persone tra il 31 agosto e il 4 settembre in un noto ristorante per ricevimenti di San Marcellino, nel Casertano. Tra i contagiati ci sono anche un bambino di appena 20 mesi e una donna incinta, fortunatamente in miglioramento. Decine i pazienti che hanno fatto ricorso ai pronto soccorso degli ospedali di Caserta, Marcianise e Aversa.

L’episodio è partito dopo una festa di compleanno del 31 agosto. Il 2 settembre una ventina di invitati, tutti con sintomi tipici di intossicazione – nausea, vomito, febbre e diarrea – si sono presentati in ospedale. I sospetti iniziali si erano concentrati su una torta consumata dagli ospiti, ma le analisi sui campioni non hanno evidenziato contaminazioni.

Nei giorni successivi, però, si sono registrati nuovi casi di persone che avevano mangiato nello stesso ristorante in date diverse. A quel punto, l’ASL di Caserta ha disposto la chiusura immediata del locale e una sanificazione totale. I tecnici ipotizzano che la contaminazione possa essere stata trasmessa da un portatore sano tra il personale.

Gli accertamenti sono stati condotti insieme ai Carabinieri del NAS, che hanno sequestrato campioni alimentari e disposto ulteriori controlli sugli ambienti di lavoro e sul personale. Intanto, dai laboratori ospedalieri è arrivata la conferma: si tratta di salmonella, rilevata dalle analisi delle feci dei pazienti.

Il bilancio, al momento, parla di circa sessanta intossicati: tutti hanno ricevuto cure immediate e, salvo i due casi più delicati, le condizioni generali sono giudicate buone, con possibilità di prosecuzione della terapia a domicilio.

Le indagini sono ancora in corso per chiarire l’origine esatta dell’infezione e le eventuali responsabilità. Solo dopo il completamento delle verifiche e la bonifica degli ambienti il ristorante potrà riaprire i battenti.

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Napoli, torna la paura a Montecalvario: stesa in strada

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MONTECALVARIO
MONTECALVARIO

La fragile tregua tra le strade di Montecalvario è stata infranta nella notte tra sabato e domenica, quando sei colpi di pistola hanno squarciato il silenzio in via Francesco Girardi.

Un commando armato ha fatto fuoco contro il civico 17, colpendo il portone e un appartamento al primo piano. Nessun ferito, ma il messaggio è chiaro: la tensione tra le fazioni criminali è tornata a salire.

La polizia, intervenuta poco dopo l’una, ha avviato le indagini acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza. Sul posto, la Scientifica ha rinvenuto sei bossoli di diverso calibro, segno che più armi sono state utilizzate. Gli agenti hanno interrogato i residenti, compresa la coppia che vive nell’appartamento colpito, ma al momento non emergono elementi utili.

Secondo gli investigatori, il raid porta la firma di giovani paranze criminali, desiderose di prendere il posto dei vecchi clan ormai indeboliti. Il controllo delle piazze di spaccio resta il vero obiettivo sullo sfondo.

La sparatoria di via Girardi segue un altro episodio avvenuto il 27 agosto in via Montesanto. Anche lì, un colpo di pistola è stato esploso verso l’alto, centrando il soffitto di un appartamento abitato da una coppia di pensionati. Nessun legame con la criminalità organizzata, nessun bersaglio evidente. Un mistero che complica ulteriormente il quadro.

Due episodi in pochi giorni, entrambi inquietanti, che riportano l’attenzione sulla lotta per il controllo del territorio nei Quartieri Spagnoli. Le indagini proseguono, ma il clima resta teso.

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Marano: Il Prefetto di Napoli nomina la Commissione dopo lo scioglimento del Comune

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SCIOLTO COMUNE MARANO
SCIOLTO COMUNE MARANO

MARANO DI NAPOLI – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per 18 mesi del Consiglio comunale di Marano di Napoli.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, in attesa del perfezionamento dell’iter procedurale del decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica, ha disposto in via cautelare la sospensione del sindaco, del Consiglio e della Giunta comunale di Marano di Napoli, affidando la gestione dell’Ente ad una commissione prefettizia composta dal prefetto a riposo, Vincenzo Cardellicchio, dal viceprefetto Fabio Giombini, e dal dirigente di II fascia area I, Michele Albertini.

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Arzano: Leader del gruppo Le Nuove Generazioni aggredito in piazza Cimmino

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ARZANO
ARZANO

ARZANO – Giovedì sera, nella centralissima piazza Cimmino, a pochi passi dal Municipio, Gennaro De Mare, leader del gruppo Le Nuove Generazioni, è stato minacciato con un coltello da un individuo già noto alle forze dell’ordine, lo stesso che recentemente aveva preso di mira il comandante della Polizia Municipale, Biagio Chiariello.

De Mare, che al momento dell’aggressione si trovava seduto ai tavolini di un circolo locale, non ha riportato conseguenze. L’autore del gesto si è rapidamente allontanato e sull’episodio è stata immediatamente presentata denuncia ai Carabinieri.

La gravità dell’accaduto non risiede soltanto nell’atto in sé, ma nel contesto che lo rende possibile. L’amministrazione comunale di Arzano denuncia con fermezza un clima sociale avvelenato, in cui la continua distorsione dei fatti, l’uso irresponsabile dei social e la propaganda strumentale finiscono per alimentare rancore e legittimare comportamenti violenti. Non si tratta di episodi isolati: nelle ultime settimane, anche il patrimonio personale di rappresentanti istituzionali è stato colpito, come nel caso dei danni subiti allo scooter della sindaca, e sulle mura della villa comunale sono comparsi slogan di minaccia che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico. Tutti segnali che, letti insieme, mostrano un quadro inquietante di intimidazioni e aggressioni che hanno un unico bersaglio: la comunità e la sua convivenza civile.

L’amministrazione, unita, ribadisce che Arzano non si piegherà a questa logica di odio. La città ha bisogno di verità, di impegno e di partecipazione, non di falsificazioni e intimidazioni.

La sicurezza e la serenità dei cittadini restano la priorità, e ogni atto che minaccia la vita democratica della città sarà affrontato con determinazione.

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Violenta rissa a San Giorgio a Cremano per futili motivi, tre 18enni in ospedale con ferite da arma da taglio

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La scorsa notte, la Polizia di Stato ha denunciato 4 persone a San Giorgio a Cremano, di età compresa tra i 18 e i 45 anni, per rissa.

In particolare, gli agenti dell’ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, durante il servizio di controllo del territorio, a seguito di una nota pervenuta alla locale sala operativa, sono intervenuti all’Ospedale del Mare per una segnalazione di tre 18enni giunti con ferite d’arma da taglio.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno accertato che i 3 ragazzi, nella tarda serata, erano rimasti coinvolti in una lite avvenuta in piazza Troise a San Giorgio a Cremano e scaturita da futili motivi; inoltre, gli agenti hanno individuato una donna, madre di uno dei ragazzi, ed hanno accertato che aveva preso parte alla rissa. Per questi motivi, sono scattate le denunce per 4 persone.

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Caivano: minaccia di morte la moglie durante comunione della figlia, arrestato 40enne

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“Correte, altrimenti ci scappa il morto”: è stata questa la segnalazione giunta al numero di emergenza 112. I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caivano, hinterland di Napoli, sono intervenuti in un albergo dove era in corso una festa per la prima comunione di una bambina.

I carabinieri arrivano sul posto e trovano un 40enne che è il padre della bambina che sta ancora litigando con il nonno materno.

L’anziano sta difendendo la propria figlia, ha 36 anni ed è la moglie del 40enne.

I militari tentano di dividerli e di calmare gli animi, ma, anche in loro presenza, il padre della bimba è violento. Inveisce contro i carabinieri e, in particolare, nei confronti della propria moglie. Il 40enne tenta più volte di aggredirla non riuscendoci solo perché i militari li dividono. “Giuro che stasera ti appiccio, ti do fuoco a te e a tuo padre” L’uomo è palesemente ubriaco e il suo atteggiamento è troppo pericoloso. I carabinieri decidono di accompagnare il 40enne in caserma e di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.

Arriva sul posto anche il 118 che presta i primi soccorsi alla donna. Intanto, nella caserma di Caivano, i carabinieri vogliono capire quanto l’uomo fosse ubriaco e per questo motivo procedono all’alcoltest con l’etilometro.

L’esame viene effettuato due volte: nel primo caso il tasso alcolemico è pari a 1,54 g/l mentre nel secondo caso siamo sull’1,58 g/l. Basti pensare che il limite legale per chi è alla guida è di 0,5 grammi per litro.L’uomo, già in passato arrestato per maltrattamenti in famiglia in danno della moglie, viene arrestato per lo stesso reato e per ubriachezza molesta. Per la vittima è stato avviato il codice rosso e ha denunciato le violenze subìte.

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Caivano: sassi lanciati contro auto su rampa a confine con il Parco Verde, a bordo bimba di 3 mesi a

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Un automobilista ha denunciato a Francesco Emilio Borrelli, deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra, un “gravissimo episodio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì: la sua auto è stata colpita da grosse pietre lanciate da alcuni giovani mentre transitava lungo la rampa della Statale sannitica, al confine con il Parco Verde di Caivano, di ritorno dal cinema multisala di Marcianise”.

A bordo dell’auto – denuncia il parlamentare – c’erano la moglie dellìuomo e la figlia di appena 3 mesi. “Per fortuna – racconta l’automobilista a Borrelli – nessuno di noi ha riportato ferite, ma la paura è stata enorme. Le pietre erano di tufo e molto grandi. Non mi sono fermato a fare foto per tutelare la mia famiglia. Ho comunque segnalato l’episodio alle forze dell’ordine di Caivano e di Castello di Cisterna”.

Per Borrelli “non si tratta di un caso isolato: negli ultimi anni più volte si sono registrati episodi simili, sia lungo cavalcavia che in prossimità di strade trafficate. Il più eclatante degli ultimi anni, e denunciato dallo stesso Borrelli, quello relativo alla SS268 con decine di segnalazioni”.

“Lanci di pietre e sassaiole – si legge ancora in una nota trasmessa dall’esponente di Avs – non sono soltanto bravate, ma veri e propri gesti criminali che possono trasformarsi in tragedie. Non è raro che questo tipo di atti vandalici provochi incidenti gravi e, in alcuni casi, vittime”.

“È un fatto gravissimo che poteva trasformarsi in tragedia – dichiara Borrelli -. Parliamo di un’aggressione gratuita e criminale, con il rischio di spezzare vite innocenti. In questo caso c’era una neonata a bordo. Da tempo denunciamo le sassaiole dai cavalcavia e gli episodi simili che avvengono in diverse aree ma evidentemente il problema persiste. È necessario un presidio costante delle forze dell’ordine e l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti più critici. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di intervenire con decisione: non possiamo accettare che famiglie intere rischino la vita per colpa di bande di incoscienti”.

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Napoli, picchia la figlia 24enne perché lesbica: arrestato 51enne nel centro storico

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NAPOLI – Un uomo di 51 anni è stato arrestato nel centro storico di Napoli con l’accusa di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti della figlia 24enne. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la ragazza sarebbe stata vittima di continue violenze e pressioni da parte del padre, colpevole ai suoi occhi di essere lesbica. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della compagnia Centro ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

La notizia ha suscitato sdegno e indignazione. Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli, ha definito l’accaduto “un episodio agghiacciante di violenza omofoba in famiglia”. L’associazione ha espresso piena solidarietà alla giovane: “Esprimiamo la nostra più totale e incondizionata vicinanza alla ragazza vittima dell’odio e della violenza del padre. È l’ennesimo, gravissimo caso di lesbofobia che ci spinge a ribadire la necessità di un cambiamento culturale profondo” – ha dichiarato Sannino.

Arcigay ha inoltre annunciato di essersi già messa a disposizione della giovane per fornire supporto umano, legale e psicologico attraverso i propri sportelli e professionisti. “Nessuna deve sentirsi sola di fronte a tanta violenza” – ha ribadito il presidente.

Un ringraziamento è stato rivolto anche alle forze dell’ordine: “La prontezza e l’efficacia dell’intervento dei Carabinieri hanno evitato conseguenze potenzialmente tragiche. La loro sensibilità è fondamentale nella tutela delle vittime di crimini d’odio”.

Infine, l’associazione ha fatto sapere di valutare la possibilità di costituirsi parte civile nel processo, come già accaduto in altri episodi di violenza a sfondo omotransfobico registrati negli ultimi anni a Napoli, tra cui il caso del sedicenne di Poggioreale picchiato dal padre e l’aggressione a due ragazze trans nei Quartieri Spagnoli. “La violenza generata dall’omofobia e dalla transfobia è una ferita per tutta la società e intendiamo combatterla in ogni sede possibile” – ha concluso Sannino.

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Lite per futili motivi degenera in sparatoria a Quarto: due feriti, tra cui un 23enne colpito alla nuca

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QUARTO – Una violenta lite, scoppiata per motivi di viabilità, è sfociata in una sparatoria in via I Maggio. Due uomini sono rimasti feriti: un 23enne di Marano, colpito di striscio alla nuca da una pallottola, e un 46enne del posto. Entrambi sono già noti alle forze dell’ordine.

L’allarme è scattato intorno alle 2 di domenica mattina, quando i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e della Tenenza di Quarto sono intervenuti dopo la segnalazione di colpi d’arma da fuoco. Secondo le prime ricostruzioni, i due uomini sarebbero stati aggrediti da almeno tre persone. Durante la colluttazione, uno degli aggressori ha estratto un revolver: dopo aver colpito il 23enne alla testa con il calcio dell’arma, ha esploso diversi colpi, ferendolo di striscio.

I responsabili si sono poi dileguati, mentre i due feriti sono stati soccorsi e trasportati all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Dopo le cure, sono stati dimessi con prognosi rispettivamente di 10 e 15 giorni. Le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire l’esatta dinamica e individuare i colpevoli.

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Carlo Acutis è stato proclamato Santo da Papa Leone

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Carlo Acutis Santo
Carlo Acutis Santo

Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati sono santi. Li ha proclamati il Papa con il rito di canonizzazione presieduto sul sagrato della Basilica di San Pietro. Si tratta della sua prima canonizzazione da quando è stato eletto al soglio di Pietro.

Precedentemente il card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le cause dei santi – accanto a lui i due postulatori – ha sintetizzato la vita dei due giovani morti per una malattia fulminante ed improvvisa. La Chiesa da oggi ha così due nuovi giovani santi, santi della ‘porta accanto’.

Alla proclamazione da parte di papa Leone è esploso l’applauso spontaneo delle migliaia di fedeli in piazza S. Pietro. Quindi la processione all’altare per la venerazione delle reliquie.

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