lunedì, Maggio 11, 2026
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Pompei: minacce e molestie all’ex fidanzata minorenne, arrestato

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POMPEI EX FIDANZATA
POMPEI EX FIDANZATA

Gli Agenti del Commissariato di Pompei hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina nei confronti di un uomo accusato di atti persecutori, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale di armi da sparo.

L’uomo avrebbe minacciato ripetutamente e molestato l’ex fidanzata minorenne. I fatti sarebbero iniziati dal Dicembre 2024.

Le indagini sono partite dalla denuncia della vittima e hanno fatto emergere uno scenario di molestie e minacce nei confronti della vittima ridotta in uno stato di forte ansia e paura. L’arrestato, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe in diverse occasioni aggredito fisicamente la minore: in un caso le avrebbe causato lesioni, in un altro l’avrebbe minacciata con un’arma.

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Napoli: rimosso raro tumore vascolare cerebrale su bimbo di otto anni

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Un raro tumore vascolare cerebrale e’ stato rimosso con il laser interstiziale direttamente all’interno della risonanza magnetica.

Il delicato intervento e’ stato effettuato presso la Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale Santobono Pausilipon grazie alla recente acquisizione di un innovativo Sistema stereotassico amagnetico.

Il piccolo paziente, di otto anni, affetto da un angioma cavernoso cerebrale, presentava una lesione profonda in sede parietale sinistra, responsabile di attacchi epilettici.

L’intervento, altamente mininvasivo, e’ stato eseguito inserendo un laser a fibra ottica nel cervello tramite una piccola incisione cutanea e un foro cranico di soli tre millimetri.

“E’ il primo caso in Italia in cui questa lesione vascolare e’ stata trattata mediante la combinazione di un Sistema Stereotassico Amagnetico e del laser interstiziale direttamente in risonanza magnetica. L’intervento, durato circa cinque ore, e’ stato completato senza complicanze. Il paziente ha avuto una degenza post-operatoria di 24 ore ed e’ stato dimesso in buone condizioni cliniche, con un rapido ritorno alle attivita’ quotidiane. A una prima risonanza magnetica di controllo e’ stata confermata la completa ablazione della lesione”, ha spiegato Giuseppe Cinalli, direttore della Uoc di Neurochirurgia dell’Aorn Santobono Pausilipon.

“Questo intervento – ha aggiunto – rappresenta un punto di svolta nel trattamento della patologia neuroncologica e nella gestione di alcune forme di epilessia secondaria in eta’ pediatrica ed e’ stato possibile grazie a un intenso lavoro di squadra insieme al neuroradiologo Domenico Cicala, della Uoc Neuroradiologia diretta da Eugenio Covelli, al supporto anestesiologico di Emma Paparone (Uoc Anestesia diretta da Rosario Marco Infascelli) e con l’assistenza di tutto il personale sanitario di sala e di reparto”.

Il Sistema stereotassico amagnetico e’ una delle tecnologie piu’ avanzate a livello internazionale per la neurochirurgia robotica guidata da risonanza magnetica ed e’ stato acquisito dall’Aorn Santobono-Pausilipon, insieme ad altre apparecchiature, grazie alla generosa donazione su lascito testamentario di Andrea Trapanese avvenuta attraverso la Fondazione Santobono Pausilipon.

Si tratta di un particolare sistema di navigazione che, funzionando come un Gps, permette finissimi e continui aggiustamenti della traiettoria operatoria direttamente all’interno della risonanza magnetica.

“L’associazione tra i due sistemi consente di trasformare la Risonanza in una sala operatoria neurochirurgica, permettendo una chirurgia di altissima precisione, mininvasiva e con un impatto minimo sul paziente. La possibilita’ di eseguire l’intera procedura in ambiente Rmn, senza interruzioni o trasferimenti del paziente, ci consente una riduzione dei tempi operatori e un livello di accuratezza che fino a pochi anni fa era impensabile”, ha aggiunto Giuseppe Mirone, neurochirurgo pediatrico e responsabile del programma MRgLITT (Magnetic Resonance-guided Laser Interstitial Thermal Therapy) dell’Aorn Santobono.

“Desideriamo esprimere la profonda gratitudine dell’AORN Santobono Pausilipon ai familiari di Andrea Trapanese per la generosa donazione che ha permesso l’acquisizione di questo innovativo sistema. L’Aorn Santobono-Pausilipon, primo centro pediatrico in Europa ad adottare in modo sistematico la tecnologia di termoablazione laser interstiziale guidata da risonanza magnetica sin dal 2019, oggi si conferma centro capofila in Italia e tra i principali riferimenti in Europa per la neurochirurgia laser pediatrica”, ha concluso Rodolfo Conenna, direttore generale dell’Aorn Santobono Pausilipon.

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Orta di Atella, scarcerato giornalista Mario De Michele

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SCARCERATO MARIO DE MICHELE
SCARCERATO MARIO DE MICHELE

Nessuna estorsione o ricatto ma una collaborazione consolidatasi nel tempo quella tra il giornalista casertano Mario De Michele e l’ex sindaco di Orta di Atella Angelo Brancaccio.

È quanto ricostruito dal legale di De Michele, l’avvocato Mario Griffo, davanti alla dodicesima sezione del tribunale del Riesame di Napoli, che ieri ha scarcerato il giornalista, arrestato il primo luglio scorso in flagranza dai carabinieri dopo aver intascato la somma di 5mila euro da Brancaccio, che peraltro l’aveva denunciato dando il via all’indagine. E proprio sulla natura della somma si è giocata la “partita” al Riesame, visto che per la Procura di Napoli Nord quei soldi sarebbero il prezzo del ricatto ordito da De Michele verso Brancaccio per evitargli articoli di stampa contrari, che il giornalista avrebbe scritto sul proprio sito, mentre per la difesa, quei soldi sarebbero stati dati da Brancaccio a De Michele per della pubblicità che il giornalista avrebbe fatto sul proprio sito di attività imprenditoriali riconducibili a Brancaccio, ma anche per la collaborazione andati avanti negli anni, con De Michele.

E ciò è emerso da documenti reperiti dal difensore del giornalista, che avrebbe più volte usato Brancaccio come fonte per le notizie riguardanti soprattutto Orta di Atella, tanto da essere stato anche assolto in alcuni procedimenti penali relativi ad articoli da lui redatti proprio grazie ad info o documenti provenienti da Brancaccio.

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Allerta Meteo in Campania: previste piogge e temporali

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

La Protezione Civile della regione Campania, in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale, ha emanato un avviso di allerta meteo di livello Giallo per piogge e temporali valido domani, giovedì 17 luglio, dalle ore 11 fino alle ore 21.

Queste le Zone interessate: 2 (Alto Volturno e Matese), 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 4 (Alta Irpinia e Sannio) e 5 (Tusciano e Alto Sele) del territorio campano.

Le precipitazioni riguarderanno in particolare i settori interni delle Zone interessate e saranno caratterizzate da rapidità di evoluzione: quindi potranno rivelarsi molto intense anche se in un arco temporale breve. Il quadro meteo è infatti caratterizzato da incertezza previsionale. Durante i temporali saranno possibili anche grandine, fulmini e raffiche di vento. Attenzione dovrà essere posta al rischio idrogeologico: tra le principali conseguenze dell’impatto al suolo delle precipitazioni si segnalano possibili allagamenti, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, caduta massi e frane.

A causa dei fulmini, della grandine e delle raffiche di vento potrebbero verificarsi danni alle coperture e alle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

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Arrestato Ivanoe Schiavone figlio del boss ‘Sandokan’, è accusato di riciclaggio, autoriciclaggio ed estorsione

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Ivanhoe Schiavone
Ivanhoe Schiavone

È stato arrestato questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta, Ivanoe Schiavone, unico dei figli del boss Francesco, detto Sandokan, in libertà, che abitava a Casal di Principe.

La notizia è stata diffusa nel corso di una conferenza stampa in procura a Napoli, dal procuratore Nicola Gratteri e dall’aggiunto Michele Del Prete. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nell’ambito di un’indagine patrimoniale sulla famiglia del cartello di clan denominato Casalesi e riguarda un fondo agricolo di 13 ettari dal valore di circa mezzo milione. Le misure richieste dalla direzione distrettuale antimafia, sono rivolte complessivamente a due persone ritenute responsabili in concorso dei reati di riciclaggio, autoriciclaggio ed estorsione, aggravati dall’agevolazione e dal metodo mafioso.

L’indagine, durata dal 2024 al 2025, attraverso attività tecniche, accertamenti patrimoniali e riscontri a dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di accertare che i due indagati avrebbero impiegato, sostituito e trasferito denaro o altre utilità provenienti da attività illecite commesse dal clan, attraverso una serie di operazioni, tra cui l’acquisto di terreni che restavano intestati ai precedenti proprietari, i quali oltre a ricevere il pagamento per ‘acquisto’ del terreno era anche sollevato dall’esborso delle tasse, accettando di diventare di fatto prestanome. Il fondo agricolo veniva poi dato in locazione e garantiva una rendita alla famiglia Schiavone, fin quando non si decideva di vendere. L’attenzione dei carabinieri e della Dda partenopea di e’ concentrata in particolare su due vasti appezzamenti di terreno, acquistati dalla famiglia Schiavone una trentina di anni fa, lasciati fittiziamente intestati al venditore che, alla sua morte, sono passati in eredità ai figli.

Questi li avrebbero locati a una terza persona alla quale sarebbe stato imposta, con metodi camorristici, di rescindere il contratto di affitto e di non avvalersi del diritto di prelazione, al fine di consentire la vendita di quei terreni ad altre persone individuate dalla famiglia.

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Casoria, sversamenti abusivi in città: venti sanzioni grazie alle telecamere e alle guardie ambientali

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CASORIA
CASORIA

Prosegue senza sosta l’attività di controllo e repressione contro gli sversamenti abusivi sul territorio comunale. Grazie al lavoro sinergico tra le guardie ambientali, il Comando di Polizia Locale e l’assessorato all’Ambiente, con l’ufficio competente, nelle ultime settimane sono state identificate e sanzionate oltre venti persone sorprese a depositare rifiuti in modo illecito in diverse zone della città.

In particolare, i controlli si sono concentrati tra via Domenico Salierno, via Ponza, via De Feo e via Giacinto Gigante, aree purtroppo già segnalate da residenti e associazioni come punti critici per la presenza di micro-discariche.

Le telecamere di sorveglianza ambientale, installate nell’ambito di un progetto mirato a combattere il degrado urbano, hanno ripreso con chiarezza alcune persone mentre lanciavano sacchetti dell’immondizia da auto in movimento o abbandonavano rifiuti in pieno giorno. Le immagini sono state esaminate dalle guardie ambientali e dalla Polizia Locale, che hanno provveduto a identificare i trasgressori e ad avviare i procedimenti sanzionatori.

Il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, ha scelto di diffondere alcuni dei filmati più significativi attraverso un reel pubblicato sui canali social istituzionali, per lanciare un messaggio chiaro alla cittadinanza. “Non è più tempo di tollerare atteggiamenti incivili. Abbiamo messo in campo una rete di controllo efficiente e continueremo a estenderla. Questi video dimostrano che chi sporca viene individuato, multato e, se necessario, denunciato. La nostra città merita rispetto e legalità, non sacchetti lanciati. Ringrazio le guardie ambientali, gli uffici e l’assessore Cresci per l’impegno concreto sul territorio”, ha dichiarato il sindaco.

Sulla stessa linea l’assessore all’Ambiente Valerio Cresci, che ha coordinato l’intervento delle squadre ambientali e il piano di monitoraggio:“Gli sversamenti illegali non sono solo un problema di decoro urbano: sono un reato ambientale che colpisce la salute pubblica e la qualità della vita. Grazie a un sistema di telecamere sempre più capillare ed al lavoro certosino delle guardie ambientali, stiamo riuscendo a intervenire con tempestività. Abbiamo già elevato una ventina di verbali e altri accertamenti sono in corso. Nessuno pensi di farla franca: questa amministrazione è determinata ad andare fino in fondo”.

L’azione di repressione non si esaurisce con le sanzioni. Il Comune di Casoria sta lavorando per potenziare ulteriormente le attività di contrasto agli sversamenti, in sinergia con le guardie ambientali, la Polizia Locale e l’ufficio ecologia.

L’amministrazione comunale ricorda infine che le sanzioni per sversamento illecito di rifiuti possono superare i 500 euro e, in casi gravi o reiterati, prevedono anche conseguenze penali.

La città va difesa con regole, controlli e partecipazione civile.

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Scommesse clandestine per conto del clan dei Casalesi: flusso di giocate scollegate dalla rete di Adm

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SCOMMESSE CLANDESTINE CASALESI
SCOMMESSE CLANDESTINE CASALESI

Sgominata in Campania un’organizzazione che si occupava della raccolta abusiva delle scommesse per conto del clan dei Casalesi.

È questo l’esito di un’operazione condotta questa mattina dai militari del nucleo di polizia economico-finanziario di Napoli, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia partenopea.

Sono nove le persone arrestate dalla guardia di finanza, indagate per associazione per delinquere, esercizio abusivo di attività di giochi e scommesse e trasferimento fraudolento di valori, tutti delitti aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa. Per sei soggetti è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per due gli arresti domiciliari e per un altro il divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella procura di Napoli. Nel territorio dell’agro aversano, in provincia di Caserta, erano stati installati apparecchi da gioco, come videopoker e slot machine, non connessi alla rete informativa dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, e venivano organizzate scommesse clandestine su piattaforme telematiche non autorizzate dall’Adm.

A capo dell’organizzazione un elemento di vertice della fazione Russo Schiavone del clan dei Casalesi, che avrebbe curato per anni la riscossione di varie entrate di denaro, comprese somme oggetto di estorsione, il versamento delle stesse nella cassa comune, la distribuzione degli stipendi agli affiliati e il mantenimento dei rapporti con imprenditori e politici vittime del clan o collusi.

L’uomo, già condannato in via definitiva per il reato di associazione mafiosa, era rientrato alla fine del 2021 a Casal di Principe, dopo essere stato sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata in un comune laziale, riannodando i rapporti con il clan di appartenenza, ricominciando a frequentare uomini legati alla camorra, o comunque pregiudicati, e riattivando così una cellula criminale dell’organizzazione, specializzata nelle scommesse clandestine.

Il sodalizio ha, quindi, progressivamente ampliato la rete di bar e di altri esercizi commerciali dove poter installare apparecchi e congegni da intrattenimento scollegati dalla rete telematica di Adm, anche avvalendosi di prestanome. Inoltre, ha esercitato la raccolta abusiva delle scommesse clandestine nell’interesse del clan, utilizzando siti internet dedicati e conti di gioco per gli scommettitori, anche attraverso agenzie autorizzate, ai cui titolari veniva riconosciuta una percentuale sulle scommesse non autorizzate gestite in modo parallelo.

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Gaia muore a 48 ore dalla nascita nel casertano: due ospedali sotto esame, la Procura indaga

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Sgomento a Teano, nel casertano per la morte della piccola Gaia, deceduta a soli due giorni dalla nascita in circostanze ancora da chiarire.

La vicenda, che coinvolge una giovane coppia residente a Teano, ha suscitato profonda commozione e sollevato numerosi interrogativi. Dopo un parto prematuro avvenuto all’ospedale “Ave Gratia Plena” di Piedimonte Matese, la piccola Gaia è stata trasferita all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, dove il suo cuore ha smesso di battere poche ore dopo.

Secondo le prime informazioni, la neonata era nata alla trentaduesima settimana di gestazione e, a causa di problemi respiratori, era stata collocata in incubatrice. Le sue condizioni sembravano stabili fino alla mattina della domenica successiva, quando è stato disposto il trasferimento in un centro dotato di Rianimazione neonatale. Il decesso è avvenuto nel pomeriggio dello stesso giorno.

Secondo quanto ricostruito, la madre era giunta nella serata di venerdì presso l’ospedale “Ave Gratia Plena” di Piedimonte Matese, al termine di una gravidanza definita tranquilla. Il parto, avvenuto dopo diverse ore di travaglio, si è concluso con la nascita prematura della piccola, alla trentaduesima settimana di gestazione. Poco dopo il parto, la neonata è stata trasferita in incubatrice a causa di difficoltà respiratorie legate alla prematurità. Secondo quanto riportato dal personale sanitario, sarebbe stato necessario intervenire con una defibrillazione, pratica ritenuta di prassi in situazioni simili.

Nelle ore successive, le condizioni della neonata sono state monitorate con regolarità, e fino alla mattina di domenica non sarebbero emersi segnali di allarme particolari. La madre, ancora ricoverata, avrebbe fatto più volte visita alla bambina. Tuttavia, nella stessa giornata, si è reso necessario il trasferimento urgente della neonata all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, dove è presente un reparto di Rianimazione neonatale, non disponibile nella struttura di Piedimonte Matese.

Nel pomeriggio, la notizia del decesso della piccola è stata comunicata telefonicamente al padre. Un dolore immenso si è subito accompagnato a dubbi crescenti, che hanno spinto la famiglia a sporgere denuncia presso i carabinieri della stazione di Teano.

Il legale della famiglia, l’avvocato Gabriele Gallo, ha espresso la volontà di ottenere chiarezza dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. «Ci aspettiamo un riscontro rapido e preciso – ha dichiarato – anche alla luce di alcune perplessità legate alle condizioni in cui è stato ritrovato il corpicino della neonata, tra cui la presenza di segni non meglio specificati e un pannolino insolitamente grande».

La Procura ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche dei due ospedali coinvolti e del corpicino della neonata, attualmente affidato al reparto di Medicina legale dell’ospedale di Caserta. Nelle prossime ore, il magistrato di turno conferirà l’incarico per l’esame autoptico, considerato determinante per chiarire le cause del decesso.

L’obiettivo delle indagini è restituire una verità, per quanto dolorosa, che possa offrire alla famiglia un minimo di pace e, nel contempo, contribuire a prevenire eventuali futuri episodi analoghi.

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‘Senza sangue non si cura’, l’appello dei primari del Cardarelli: Servono almeno 150 donazioni al giorno per garantire assistenza

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“Senza sangue non si cura”. E’ il titolo della campagna social dell’ospedale Cardarelli di NAPOLI, che in piena estate lancia un appello alla cittadinanza con i suoi primari: prima di partire per le vacanze venite a donare.

All’ospedale servono ogni giorno almeno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che in quella chirurgica degli interventi programmati.

Al momento la carenza riguarda soprattutto 0 negativo e 0 positivo ma servono donatori per tutti i gruppi.

“Senza sangue, non possiamo lavorare”, dicono i direttori delle Unità operative complesse di Rianimazione, Medicina interna, Radiologia interventistica, Chirurgia, Oncologia, Neurochirurgia, Trauma center, Ematologia, Pneumologia, Neonatologia, Ortopedia e di tutte le altre specialità.

“Senza sangue, non possiamo curare. Non ti possiamo salvare”, aggiungono. Con una sola donazione, infatti, è possibile salvare fino a tre vite. E l’estate è il momento più difficile.

“In tanti partono, in pochi donano. Ma i pazienti restano. Gli interventi continuano ed il fabbisogno di sangue aumenta”, dice Antonio d’Amore, direttore generale del Cardarelli.

“La necessità di avere donatori testimonia una volta in più – aggiunge – come la salute di tutti dipenda dal senso di responsabilità di ciascuno di noi. Ognuno può fare la propria parte per aiutare il prossimo. Il sangue non si compra né si fabbrica, si dona. E’ un dono che fa bene a se stessi e a chi è meno fortunato di noi”.

Inoltre, donare conviene: per ogni volontario è previsto un check-up del sangue gratuito del valore di circa 200 euro. E’ possibile donare due volte all’anno, il Cardarelli garantisce il parcheggio gratuito ai donatori e un kit con borsa, braccialetto e maglietta con il logo dell’ospedale. Tutti coloro che donano e che sono lavoratori dipendenti hanno inoltre diritto ad un giorno di riposo. Il Centro Donazione Sangue del Cardarelli è ubicato al piano terra del padiglione E ed è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 12.00.

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Napoli, in piazza a cinque anni dalla morte di Paciolla, presente anche il Comune: “Ora la verità, non è stato un suicidio”

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“Non ci fermeremo, sapevamo già dall’inizio che era un percorso complesso e arduo perché ci sono dei poteri fortissimi alle spalle della morte di Mario, ma non intendiamo fermarci. Andremo avanti portando nuovi elementi per richiedere l’apertura dell’inchiesta dopo l’archiviazione in Italia oppure possiamo rivolgerci anche alla Corte internazionale d’Europa”.

Così la madre di Mario Paciolla, Anna Motta, commenta l’archiviazione da parte del tribunale di Roma dell’inchiesta sulla morte del giovane napoletano che perse la vita cinque anni fa in Colombia, dove lavorava per l’Onu. Paciolla morì il 15 luglio del 2020 e oggi i genitori hanno partecipato alla manifestazione promossa a NAPOLI, con raduno in piazza Municipio, e alla quale hanno preso parte il Comune di NAPOLI, con la vicesindaca Laura Lieto, il Pd con il parlamentare Marco Sarracino, Cgil, Libera, Polis, e anche l’ex sindaco di NAPOLI Luigi de Magistris con Don Ciotti. Una NAPOLI che ha espresso grande unità per conoscere la verità sulla morte del giovane che è stato archiviata come suicidio.

I genitori hanno espresso anche il dolore per la mancanza di dialogo con il Governo: “In questi cinque anni – spiega il padre Pino Paciolla – NAPOLI è stata molto vicina a Mario, ma poi si fa fatica a uscire dalla nostra città.

Le tv nazionali del caso di Mario Paciolla non ne hanno mai parlato, tranne che in queste occasioni in cui per 30 secondi mandano la notizia e finisce lì. Questo non ha fatto altro che affossare ancora di più quella che è la vicenda di Mario, che dovrebbe essere all’attenzione di tutti, perché narra di un giovane che viaggia in Colombia per aiutare gli altri”.

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