lunedì, Maggio 11, 2026
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Colpisce con uno schiaffo la sua ex, poi cerca di investirla sullo scooter travolgendo anche le sue amiche: arrestato 20enne di Acerra

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Un 20enne e’ stato arrestato dai carabinieri ad Acerra, in provincia di Napoli, con l’accusa di atti persecutori, maltrattamenti, lesioni personali e percosse ai danni dell’ex fidanzata di 19 anni. L’episodio piu’ grave risale a pochi giorni fa, quando il giovane avrebbe tentato di investirla con uno scooter dopo averla aggredita verbalmente e fisicamente.

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, la vittima – seduta su una panchina con tre amiche nei pressi della casa comunale di via Palatucci – sarebbe stata raggiunta dall’ex compagno, che l’avrebbe insultata e colpita con uno schiaffo.

La giovane e’ fuggita verso un’auto vicina, ma il 20enne l’avrebbe inseguita in sella al suo scooter, finendo per travolgere lei e le sue amiche. Tutte e quattro sono finite in ospedale con lesioni non gravi.

La relazione tra i due era durata circa nove mesi ed era terminata cinque mesi fa. La giovane ha raccontato ai carabinieri di aver subito in quel periodo diverse aggressioni fisiche, tra cui morsi e percosse, mai denunciate.

Dopo la rottura, il ragazzo avrebbe continuato a molestarla: appostamenti sotto casa, danneggiamenti all’auto, minacce e un episodio in cui le ha sputato in faccia. L’indomani dell’ultima aggressione, la 19enne ha denunciato tutto. Le indagini hanno portato all’arresto del 20enne, incensurato e operaio: il giovane si trova adesso ristretto nella casa circondariale di Poggioreale.

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Napoli, operazione contro scommesse illecite attraverso piattaforme non autorizzate: nove misure cautelari

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NAPOLI, 16 luglio 2025 – Duro colpo alla criminalità organizzata nel capoluogo campano. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone, ritenute coinvolte in un vasto sistema di scommesse illecite.

L’operazione è stata condotta su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, esercizio abusivo di attività di giochi e scommesse, e trasferimento fraudolento di valori. Le accuse risultano aggravate dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan dei Casalesi, una delle organizzazioni camorristiche più potenti e radicate nel territorio campano.

Le indagini hanno permesso di ricostruire una rete criminale ben strutturata, dedita alla gestione illegale di scommesse sportive, attraverso piattaforme non autorizzate e con l’impiego di prestanome, al fine di eludere i controlli e schermare i reali beneficiari dei proventi illeciti.

L’operazione odierna rappresenta un ulteriore passo nella lotta dello Stato contro la penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale del territorio. La Guardia di Finanza continua a monitorare con attenzione il settore dei giochi e delle scommesse, spesso utilizzato dalla camorra per il riciclaggio di denaro e il finanziamento delle attività illecite.

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Su Rai5 ‘Il Re di Napoli. Storia e leggenda di Mario Merola’

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'Il Re di Napoli' Mario Merola
'Il Re di Napoli' Mario Merola

La storia del ‘Re di Napoli’ Mario Merola attraverso le testimonianze, gli archivi e le narrazioni di chi gli era più vicino e di chi lo ricorda. La racconta il doc ‘Il Re di Napoli. Storia e leggenda di Mario Merola’, di Massimo Ferrari, scritto dallo stesso regista con Luciano Stella, in onda giovedì 17 luglio alle 21.15 su Rai 5.

Liberamente ispirato all’opera letteraria “Napoli solo andata… Il mio lungo viaggio” di Mario Merola con Geo Nocchetti, il documentario è prodotto da Big Sur in collaborazione con Rai Documentari in collaborazione con Mad Entertainment. Icona di un genere tradizionale reso popolare grazie ai numerosi film interpretati negli anni ’70 e ’80, Mario Merola è un figlio del popolo che, grazie al suo talento e la sua peculiare personalità, è diventato simbolo della città di Napoli portando la canzone e la cultura napoletana in tutto il mondo.

«Mario Merola è stato un grande artista e un grande personaggio, tale che per raccontarlo bisogna innanzitutto entrare nel suo mondo, in ciò che ha rappresentato e rappresenta per un intero popolo, che ha il suo cuore a Napoli ma che è disseminato in molte parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia – spiega il regista Massimo Ferrari. – È il re della sceneggiata, colui che ha fatto rinascere un genere nato nei primi anni del Novecento e lo ha portato a vette di popolarità impensabili. Il cuore del documentario viaggia tra archivi ed interviste, racconti memorabili e video inediti, insieme alle riprese dei luoghi della città di Napoli che più possono raccontarci la biografia di Merola e dunque la sua formazione: il porto, la zona delle “Case Nuove”, Piazza Mercato, la casa di Portici, la sua famosa cucina in cui ancora figli e nipoti preparano “gli spaghetti alla Merola”».

Il doc è arricchito dagli interventi, tra gli altri, di Gigi D’Alessio, Nino D’Angelo, Marisa Laurito, Maurizio De Giovanni e dei figli Francesco, Roberto, Loredana Merola.

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Cerimonia di Giuramento degli Agenti di Polizia Locale ad Afragola

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AFRAGOLA NUOVI AGENTI POLIZIA LOCALE
AFRAGOLA NUOVI AGENTI POLIZIA LOCALE

Nel prestigioso Salone Moriani, situato nella Casa Comunale di Afragola, si è svolta la cerimonia solenne di giuramento degli Agenti di Polizia Locale neoassunti. L’evento ha visto la partecipazione del Sindaco, Prof. Antonio Pannone, dell’Assessore alla Polizia Locale, Avv. Perla Fontanella, del Presidente del Consiglio Comunale, Geom. Biagio Castaldo, del Segretario Generale, Dott.ssa. Elisabetta Ferrara, e del Dirigente Comandante, Colonnello Antonio Piricelli, incaricato di impartire gli ordini.

In una sala gremita di cittadini e familiari, hanno presenziato numerose autorità civili, militari e religiose: sindaci, assessori e presidenti del consiglio di vari comuni, il Segretario Nazionale CGIL FPL Dott. Antonio Santomassimo, la Segretaria Regionale CISL FPL Dott.ssa. Maria Uccello, il Parroco della Basilica di Sant’Antonio Frate Salvatore Vilardi, esponenti del Commissariato di Polizia di Stato, della Stazione dei Carabinieri, del Gruppo Guardia di Finanza di Frattamaggiore, dei Vigili del Fuoco, dirigenti scolastici, e rappresentanti di associazioni e organizzazioni come la SIAE, la Protezione Civile, l’International Police Association e le Guardie Particolari Giurate.

La cerimonia si è aperta con un minuto di silenzio in memoria della piccola Martina e si è conclusa con il giuramento degli Agenti, preceduto dalla lettura dell’impegno solenne. L’evento ha evidenziato il profondo senso di responsabilità e dedizione degli agenti nei confronti della comunità.

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Chiusura Aeroporto Capodichino: “Novembre 2026 scelta condivisa con le compagnie aeree”

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CHIUSURA AEROPORTO CAPODICHINO
CHIUSURA AEROPORTO CAPODICHINO

L’intervento previsto sulla pista di volo e sui raccordi dell’aeroporto di Napoli-Capodichino è incluso nel Piano Quadriennale 2023-2026 ed è parte integrante del Contratto di Programma Enac-Gesac, approvato con decreto interministeriale Mit-Mef n. 217 del 14 agosto 2024. L’obiettivo è garantire standard di sicurezza operativa pienamente conformi alle normative internazionali.

Dopo un confronto tra Enac, Enav, il gestore aeroportuale e le compagnie aeree, è stato concordato di programmare i lavori per novembre 2026, mese in cui si registra un minor traffico passeggeri. Questa scelta permette di ridurre i giorni di chiusura rispetto ai 30 inizialmente previsti e di contenere al minimo i disagi, assicurando nel contempo la continuità dei servizi essenziali. Per una gestione efficace dell’intervento sarà attivato un tavolo tecnico permanente tra Enac, Enav, Gesac e gli operatori del settore per assicurare un’attuazione coordinata ed efficiente dell’intervento“.

Lo ha detto il Sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante, rispondendo ad una interrogazione in Commissione Trasporti alla Camera.

Per una gestione efficace dell’intervento sarà attivato un tavolo tecnico permanente tra Enac, Enav, Gesac e gli operatori del settore per assicurare un’attuazione coordinata ed efficiente dell’intervento“.

In relazione allo scalo di Grazzanise, si ricorda – ha aggiunto – che il decreto del Ministero della Difesa del 19 marzo 2025 ne ha previsto l’utilizzo anche per finalità civili, senza venir meno alla sua funzione militare. Il suo possibile inserimento nel Piano Nazionale degli Aeroporti è attualmente all’esame del Mit. Sulla base dei dati di traffico registrati, sarà possibile effettuare una valutazione attenta e ponderata sull’utilizzo duale dello scalo, in coerenza con le esigenze strategiche del Paese e – ha concluso Ferrante – con una visione integrata del sistema aeroportuale nazionale“.

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Omicidio Mario Cerciello Rega, carabiniere di Somma Vesuviana ucciso a Roma: appello ter, ridotta pena a 10 anni e 11 mesi

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Gabriel Natale Hjorth è stato condannato a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni per concorso nell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega.

La Corte d’Appello di Roma ha rimodulato la pena, accogliendo le indicazioni tracciate dalla Cassazione, che aveva annullato con rinvio la precedente condanna, ritenendo eccessivo l’ergastolo.

La difesa del giovane americano, all’epoca appena diciottenne, aveva presentato ricorso, ottenendo una rivalutazione del ruolo svolto da Hjorth la tragica notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 a Roma, nel quartiere Prati, quando Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, all’epoca di 18 e 19 anni, uccisero il sottoufficiale dei carabinieri.

I due erano in cerca di cocaina e la comprano da Italo Pompei, ma al posto della droga ricevettero una pasticca di tachipirina. Per vendetta rubarono lo zaino di Sergio Brugiatelli, amico del pusher, morto nel 2021, e proposero un ‘cavallo di ritorno’ (lo zaino in cambio di cocaina).

L’incontro venne fissato per l’alba, in via Pietro Cossa. Ma ad attenderli, invece di Brugiatelli, c’erano due carabinieri in borghese, Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale.

La dinamica dell’aggressione fu rapidissima. Finnegan Lee Elder, armato di un coltello di 18 centimetri, colpì Cerciello con 11 fendenti in meno di mezzo minuto. Varriale, disarmato, affrontò Hjorth. “It’s enough!”, gridò Natale prima della fuga.

I due vennero arrestati poco dopo, in una stanza d’albergo. Nel processo di primo grado erano stati entrambi condannati all’ergastolo. Le sentenze d’Appello e poi la Cassazione avevano già ridotto la pena di Elder a 15 anni e 2 mesi. Ora, con l’ultima pronuncia della Corte d’Appello, anche Hjorth ha visto ridursi la condanna.

Omicidio Cerciello Rega: legale famiglia, soddisfazione morale minima per sentenza appello ter

La sentenza d’appello ter del processo per l’omicidio di Mario Cerciello Rega “e’ una soddisfazione morale minima, tenendo conto che siamo partiti dall’ergastolo e se la stanno cavando tutto sommato a buon mercato”. Lo ha detto il professore Franco Coppi, legale di parte civile della famiglia di Mario Cerciello Rega, dopo la sentenza di appello ter del processo per l’omicidio del vicebrigadiere, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 luglio del 2019 nel quartiere Prati della Capitale. “La sentenza ha confermato la sussistenza delle circostanze aggravanti, sulla pena sapevamo che c’era un errore di calcolo che e’ stato corretto e che ha portato a una diminuzione di pochi mesi”, ha concluso.

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Restituto al Parco Archeologico di Pompei il mosaico con la coppia di amanti

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Mosaico Coppia Amanti Pompei
Mosaico Coppia Amanti Pompei

Il comando dei carabinieri Tutela del Patrimonio culturale ha restituito al Parco archeologico di Pompei un mosaico raffigurante una coppia di amanti, rimpatriato dalla Germania a mezzo di spedizione diplomatica, predisposta dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda (Germania).

Il mosaico era stato donato a un cittadino tedesco da un Capitano della Wehrmacht, addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia durante la Seconda guerra mondiale e restituito dagli eredi al Nucleo Tpc di Roma.

La consegna al Parco archeologico di Pompei, a cui il ministero della Cultura ha assegnato il prezioso reperto, e’ avvenuta in presenza del Comandante dei Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale, generale di divisione Francesco Gargaro. Si tratta di un pannello a mosaico, probabilmente proveniente da area vesuviana, con una scena erotica, che potrebbe aver decorato la pavimentazione di una camera da letto di una domus o villa. Gli eredi dell’ultimo possessore erano riusciti a mettersi in contatto con i Carabinieri del Nucleo Tpc di Roma, chiedendo indicazioni sulle modalita’ di restituzione del mosaico allo Stato italiano.

I militari del Comando specializzato, resisi conto di trovarsi di fronte a un’opera riconducibile alle vicende di depredazione bellica delle opere d’arte appartenenti al patrimonio dello Stato italiano, dopo aver svolto una serie di accertamenti riguardo il manufatto e la sua provenienza si sono adoperati per il rimpatrio del mosaico avvenuto il 16 settembre 2023. Grazie alla collaborazione dell’Ufficio Tutela Beni Archeologici del Parco archeologico di Pompei, e’ stato possibile ricondurre il reperto al territorio vesuviano, seppure in modo ipotetico data l’assenza di dati certi sull’originario contesto di rinvenimento.

Nelle more di ulteriori analisi e studi, il pannello sara’ esposto temporaneamente all’Antiquarium di Pompei al fine di consentirne, oltre che la conservazione e tutela, anche la pubblica fruizione.

“La riconsegna odierna conferma ancora una volta il grande impegno che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale profonde nella riacquisizione del patrimonio culturale nazionale impropriamente presente all’estero – ha dichiarato il fenerale Gargaro -. Questo lavoro viene quotidianamente svolto grazie ad una fitta rete di relazioni internazionali, consolidate negli anni, che ci consentono di poter operare con precisione e rapidità”.

“Ogni reperto depredato che rientra e’ una ferita che si chiude, per cui esprimiamo la nostra gratitudine al Nucleo tutela per il lavoro svolto – ha detto il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – La ferita non consiste tanto nel valore materiale dell’opera, quanto nel suo valore storico; valore che viene fortemente compromesso dal traffico illecito di antichità.

Non conosciamo l’esatta provenienza del reperto e probabilmente non la conosceremo mai; faremo ulteriori studi e analisi archeometriche per accertarne l’autenticità, per ricostruire la sua storia fin dove possibile. Lo studio, la conoscenza e la fruizione pubblica del patrimonio sono i fiori di loto che crescono sul fango dei trafugamenti mossi dalla brama del possesso e dell’egoismo di chi sottrae reperti archeologici alla comunità”

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Arzano: svuota il box e abbandona rifiuti in strada, denunciato

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ARZANO
ARZANO

Arzano – Arredi, letti, bottiglie, ma anche vetri rotti ed elettrodomestici sono stati abbandonati in strada sulla via Pecchia ad Arzano (Napoli) da parte di un cittadino.

Gli agenti della polizia locale dopo una attenta attività di ricerca, non facile visto il clima di omertà dei cittadini della zona, sono riusciti a risalire al responsabile dell’abbandono dei rifiuti.

L’uomo, 47 anni, commerciante, aveva svuotato di notte la cantina abbandonando i rifiuti sperando di non essere scoperto. Rintracciato é stato invitato ad aprire il box che é stato ispezionato e dove c’erano ancora dei rifiuti ingombranti da abbandonare man mano sperando di non essere scoperti.

All’esito la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per abbandono rifiuti che sono stati rimossi a spese del responsabile.

Gli uomini diretti dal comandante Biagio Chiariello continuano senza sosta contro gli sversamenti dei rifiuti sul territorio registrandosi sanzioni contro i trasgressori.

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Orrore a Napoli Est cane morto di stenti, un altro messo in salvo

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cane morto di stenti
cane morto di stenti

Ancora orrore e violenza contro gli animali a Napoli. Dopo la segnalazione iniziale da parte di un gruppo di volontarie, nuovi e inquietanti dettagli emergono sull’episodio avvenuto tra via Principe di San Nicandro, al confine tra San Giovanni a Teduccio e Barra, dove due cani sono stati rinchiusi in una casa abbandonata e lasciati morire di fame e di sete.

Come raccontato da un cittadino, uno dei due animali è stato ritrovato senza vita, consumato dalla fame e dalla sete. L’altro era ridotto a uno scheletro che respirava, salvato per miracolo grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e dei servizi veterinari.

Secondo quanto riportato da testimoni e attivisti accorsi sul posto, si tratterebbe di un gesto volontario e premeditato, motivato da presunte vendette personali. La persona denunciata, una giovane donna, sarebbe già nota alle forze dell’ordine e secondo fonti attendibili lavorerebbe insieme al padre nel servizio di ambulanze. Un dettaglio che ha suscitato ulteriore sdegno tra i cittadini: “Chi dovrebbe salvare vite – ha dichiarato uno degli attivisti – ha invece condannato due creature indifese a una morte atroce”.

Il caso è stato denunciato al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che da anni si batte contro ogni forma di maltrattamento animale.

Se le accuse fossero confermate non ci troveremmo di fronte solo a un caso di incuria – ha dichiarato Borrelli – ma a una forma di tortura e crudeltà inaccettabile. La barbarie di quanto accaduto grida vendetta e giustizia. Chiederemo che vengano accertate tutte le responsabilità e che si proceda con la massima severità. Chi maltratta o uccide un animale è un criminale senza coscienza, e chi tace di fronte a simili gesti è complice”.

Sul posto sono intervenuti la polizia di Stato, la polizia veterinaria e l’ASL, che hanno provveduto a documentare la scena e raccogliere le denunce.

Denunciate, sempre. Non chiudete gli occhi – è l’appello lanciato da cittadini e attivisti rivoltisi a Borrelli– La giustizia deve arrivare, e dobbiamo pretenderla. Per chi ha perso la vita. Per chi è sopravvissuto. Per tutti gli animali ancora vittime dell’indifferenza e della crudeltà umana”.

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Vomero: ramo si spezza è colpisce al volto un passante

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Vomero colpito da ramo
Vomero colpito da ramo

Poco prima delle 12 un ramo si è spezzato da un albero in via Scarlatta, nel quartiere Vomero a Napoli.

La zona è pedonale e non momento del cedimento un giovane è stato colpito al volto dal ramo. L’impatto ha causato una ferita lacero contusa. Rapido l’interno del 118, il ragazzo è stato medicato e stabilizzato dopo il grosso spavento.

Un episodio che si è concluso bene, ma che poteva avere conseguenze peggiori se il ramo fosse stato più grande e pesante. Ancora una volta si pone il problema della manutenzione del verde pubblico a Napoli.

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