mercoledì, Maggio 13, 2026
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Alleanze tra i clan del vesuviano e i Mazzarella: 21 arresti tra Napoli e provincia

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21 arresti Napoli Mazzarella clan vesuviano
21 arresti Napoli Mazzarella clan vesuviano

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 persone (di cui 19 sottoposte alla misura della custodia in carcere, 2 a quella degli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, nonché di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, detenzione a fine di spaccio di droga, tentata estorsione, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalle finalità mafiose.

Secondo quanto riporta un comunicato a firma del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di due organizzazioni criminali operanti, rispettivamente, a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, collegate al clan Mazzarella di Napoli, e che ad oggi eserciterebbero un capillare controllo del territorio.

La prima sarebbe stata dedita alla gestione del traffico di droga e alla distribuzione dello stupefacente in varie piazze di spaccio, e disporrebbe di mezzi, uomini e armi; la seconda, avrebbe operato formulando una serie di richieste estorsive ai danni di imprenditori e commercianti della zona, per poter sostenere i propri affiliati.

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Manfredi: Sarà l’edizione di America’s Cup più bella e partecipata di sempre

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AMERICA'S CUP NAPOLI
AMERICA'S CUP NAPOLI

Svelate, al Castel dell’Ovo di Napoli, l’America’s Cup e la Louis Vuitton Cup in occasione della presentazione alla città della 38esima edizione della competizione, che si terrà a Napoli nella primavera del 2027.

Ad aprire la conferenza, il sindaco di Napoli e commissario di governo per Bagnoli – a cui probabilmente saranno affidati anche i poteri relativi all’evento – Gaetano Manfredi, che ha sottolineato come a Napoli lo sport sia “di tutti, della gente. L’America’s Cup sarà la coppa dei velisti, degli appassionati, ma di tutti. Sarà l’edizione più aperta e partecipata di sempre. C’è già grande entusiasmo, vinceremo insieme questa grande sfida“.

Alla conferenza partecipano anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, Grant Dalton, amministratore delegato di Emirates Team New Zealand, e Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute.

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Zangrillo a Caivano: ‘Pubblica amministrazione è motore sviluppo di ogni territorio’

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ZANGRILLO A CAIVANO
ZANGRILLO A CAIVANO

Abbiamo fatto un lavoro importante anche dal punto di vista della capacità amministrativa del Comune di Caivano. Abbiamo trovato una situazione complicata quando siamo arrivati un anno e mezzo fa e abbiamo dedicato molte risorse, e ora sono molto soddisfatto perché vedo che il Comune di Caivano comincia a funzionare come deve funzionare un Comune“.

È quanto ha affermato a Caivano il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha risposto ad una domanda dei cronisti sulla “prova” che attende la macchina comunale con l’avvio dei bandi per le gare d’appalto per la riqualificazione dei 750 alloggi di Parco Verde.

Io personalmente dal dipartimento di Funzione pubblica – ha ricordato Zangrillo – ho messo a disposizione delle risorse che da Roma seguono l’amministrazione di Caivano, abbiamo inoltre bandito due concorsi che ci consentono oggi di disporre di una cinquantina di nuove persone che stanno lavorando per la comunità. Il municipio è la casa dei cittadini, dev’essere un punto di riferimento per tutta la comunità e dobbiamo creare le condizioni affinché i cittadini di Caivano possano vivere il municipio come un punto di riferimento, come una realtà alla quale appoggiarsi quando ci sono dei problemi.

Credo che quello che stiamo facendo sia molto importante per dare slancio alla nostra comunità, non dimentichiamoci che la pubblica amministrazione è il motore di sviluppo di ogni territorio e quindi da lì dobbiamo partire se vogliamo guardare al futuro con fiducia“.

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L’altra faccia di Alessio Tucci: le foto con la madre e l’ossessione per Martina

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ALESSIO TUCCI
ALESSIO TUCCI

Martina Carbonaro, 14 anni di Afragola, sarà l’ennesimo nome da incidere su una panchina. Palloncini bianchi e rumori ai funerali. Femminicidio, un data base che non smette mai di aggiornarsi e dove l’età delle vittime e dei carnefici si abbassa sempre di più. A oggi, solo nel 2025, si registrano 27 femminicidi e 21 tentati femminicidi.

A guardarlo nelle foto postate nei social, Alessio Tucci, il ragazzo di quasi 19 anni che ha ucciso Martina, sembra un giovane come tanti. Giovani all’apparenza “normali”, perfino banali: il figlio, il fratello, l’amico, il nipote di tutti noi, ma che in realtà dietro quell’immagine di normalità si cela l’oscurità delle tenebre.

La banalità del male, oggi l’avrebbe definita ancora una volta Annah Arendt. Ma cosa arma le mani di questi giovani? Cosa li acceca? E perchè non sanno più sostenere e superare un rifiuto? A guardare oggi scorrere nei suoi la vita di questo diciannovenne, c’è qualcosa che contrasta, con l’immagine di spietato omicida di oggi.

L’altra faccia della medaglia, l’opposto della brutalità e della freddezza che due sere fa ha usato nei confronti di quella ragazzina che diceva di amare. Ed è nei confronti di una donna, sua madre. Una foto di pochi mesi fa, Alessio Tucci abbracciato a lei. “Auguri, ma’. Ti stai facendo vecchierella”, recita la didascalia. Così come quelle foto in cui con fare protettivo stringe a se le sorelle più piccole. Un ragazzo normale, un ragazzo che ha ucciso la donna che diceva di amare.

Che su TikTok, appena giovedì scorso, aveva pubblicato due foto che recitavano così: “Domani il Napoli al 99% vincerà il suo 4° scudetto” nella prima immagina, “Ma quanto sarebbe bello festeggiarlo con la persona che ti manca attualmente” nella seconda foto. E nei commenti, un utente aveva commentato: “la mia ex, solo che mi ha lasciato 3 giorni prima della partita e già mi manca” e Alessio aveva commentato con un “capisco…” che oggi suona inquietantemente sinistro.

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Omicidio Martina Carbonaro, la mamma: “Le diede uno schiaffo e le dissi lascialo”

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“Due settimane fa ho saputo che lui le aveva dato uno schiaffo. Ho detto a Martina ‘vedi bene che devi fare, se non lo vuoi più lascialo perdere, non avere paura di lasciarlo’.”Io voglio solo giustizia”. A raccontarlo è la madre di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato 18enne ad Afragola (Napoli).

La scomparsa di Martina è stata denunciata due giorni fa, ieri sera il ritrovamento del corpo; il 18enne è stato interrogato a lungo dal pm della Procura di Napoli Nord fino alla sua confessione.

A chi le chiede se i genitori del ragazzo l’abbiano contattata, la donna risponde: “No, i genitori di lui non si sono fatti sentire e non li voglio neanche sentire”.

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Giovane medico aggredito al Policlinico Federico II di Napoli mentre scriveva una ricetta

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L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia esprime piena solidarietà al giovane medico specializzando “vittima della brutale aggressione” avvenuta presso il reparto di chirurgia orale del Policlinico Universitario Federico II.

«Ci troviamo di fronte a un episodio intollerabile – dichiara il Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, Bruno Zuccarelli -. Un atto di violenza vile, perpetrato contro un medico che stava svolgendo il proprio lavoro con dedizione e professionalità. Questo fatto non è isolato: è l’ennesima dimostrazione di come i nostri medici siano sempre più spesso esposti a rischi inaccettabili nei luoghi di cura. È indispensabile che lo Stato garantisca sicurezza reale a chi opera in prima linea. Non si può più aspettare».

Il giovane medico, al terzo anno di specializzazione, è stato colpito con violenza mentre era seduto, riportando lesioni gravi. Un’aggressione tanto più inquietante perché avvenuta in un contesto ospedaliero universitario, dove si formano i professionisti del futuro.

Interviene anche il Presidente dell’Albo degli Odontoiatri di Napoli, Pietro Rutigliani: «Siamo profondamente scossi da quanto accaduto. L’aggressione ha colpito un giovane odontoiatra, impegnato nel suo percorso formativo e professionale. Episodi del genere non solo mettono a rischio l’incolumità dei medici, ma minano il senso stesso della cura. Chi lavora per il bene dei pazienti non può diventare bersaglio di rabbia e frustrazione. Servono misure immediate e concrete, a tutela della dignità e della sicurezza di tutti gli operatori sanitari».

L’Ordine dei Medici di Napoli e l’Albo degli Odontoiatri chiedono con urgenza: il rafforzamento dei sistemi di sicurezza nei presidi ospedalieri, l’applicazione rigorosa delle leggi a tutela del personale sanitario e una campagna di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza nei luoghi di cura. La violenza contro un medico è una violenza contro l’intera comunità. Non può e non deve essere tollerata”.

“L’aggressione subita da un giovane medico specializzando del reparto di chirurgia orale del Policlinico Universitario Federico II – sottolinea Anaao Assomed Campania – è un episodio gravissimo e non più tollerabile. Il collega, colpito alle spalle con violenza inaudita, ha riportato traumi facciali importanti, una frattura orbitale e un ematoma cerebrale. A colpirlo, secondo quanto ricostruito, è stato il marito di una paziente che si è scagliato contro il medico mentre era seduto, con le spalle al muro, intento a scrivere una ricetta. Un atto vile, che lascia sgomenti per la brutalità e la codardia con cui è stato compiuto”.

«Non possiamo più limitarci all’indignazione. La misura è colma – dichiara il segretario regionale di Anaao Assomed Campania, Bruno Zuccarelli -. Questo ennesimo episodio dimostra quanto i medici, in particolare i più giovani, siano diventati bersagli indifesi in un sistema che non è più in grado di garantire la loro sicurezza».

Sulla stessa linea Maurizio Cappiello, vicesegretario regionale della Campania, per il quale «la sanità campana non può continuare a funzionare sulle spalle della dedizione dei professionisti, lasciati soli a fronteggiare rabbia sociale, frustrazione e violenza».

L’aggressione avvenuta al Policlinico, struttura simbolo della formazione universitaria e della sanità pubblica, è un segnale inquietante. Colpire un medico mentre sta svolgendo il proprio lavoro non è solo un reato, è un attacco a tutto il sistema sanitario pubblico. Nel mese di aprile Anaao Assomed Campania ha denunciato con forza il problema delle aggressioni dopo aver realizzato un report sulle inadempienze delle Direzioni Generali proprio in merito alla sicurezza. Emerge da quel report che quasi nessun direttore generale si è costituito parte civile a seguito di episodi di violenza.

È accaduto solo quattro volte: Asl di Salerno, Santobono, Villa Betania e Asl Napoli 3 Sud. La situazione non migliora considerando la presenza di telecamere nei pronto soccorso. Anaao Assomed Campania esprime piena solidarietà al collega ferito e a tutto il personale sanitario del Policlinico Federico II, da tempo costretto a operare in condizioni difficili e ora anche sotto minaccia fisica.

«È tempo di dire basta – conclude Zuccarelli – la sicurezza di chi cura non è negoziabile».

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Femminicidio Martina Carbonaro: Alessio Tucci è crollato durante la notte davanti alle prove schiaccianti del delitto

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Alessio Tucci Afragola
Alessio Tucci Afragola

L’ho uccisa perchè mi aveva lasciato“: avrebbe detto questo, secondo indiscrezioni, Alessio Tucci, quasi diciannovenne (è nato nel luglio 2006), agli inquirenti.

Martina Carbonaro, 14 anni, non voleva assolutamente riallacciare il rapporto interrotto ma avrebbe accettato lo stesso di incontrarsi con l’ex fidanzato nello stesso luogo dove solitamente si vedevano quando stavano insieme. Qui, al culmine di una lite, lui avrebbe colpito la ragazza con una pietra e l’ha uccisa.

La confessione di Tucci, secondo quanto si è appreso, è giunta intorno alle 2.30. All’inizio il giovane (assistito dall’avvocato Mario Mangazzo) era titubante e durante l’interrogatorio è caduto in diverse contraddizioni, anche con riferimento ai suoi spostamenti rispetto a quanto poi accertato dai Carabinieri in base alla visione delle telecamere.

Poi, davanti alle circostanziate contestazioni del pm è crollato e, piangendo, ha ammesso il delitto. Determinanti sono risultate anche le impronte sull’armadio all’interno del quale è stato trovato il corpo di Martina.

La madre della ragazza, in un appello rivolto ieri sera a tutti coloro che l’avessero vista, aveva detto che la figlia si era incontrata “con il suo ex fidanzato” e che poi non era più stato possibile contattarla al telefono.

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Omicidio Martina Carbonaro, il fidanzato ha confessato: «L’ho uccisa perché mi aveva lasciato». Il 19enne sottoposto a fermo per omicidio

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Nei confronti del 18enne Alessio Tucci, reo confesso dell’omicidio della 14enne Martina Carbonaro, è stato emesso un decreto di fermo per omicidio volontario dal pm della Procura di Napoli Nord.

Cruente sarebbero state le modalità con le quali il giovane avrebbe assassinato la ragazza.

Secondo quanto si è appreso, forse a colpi di pietra. Poi avrebbe nascosto il corpo in un vecchio armadio del palazzo dove è stato trovato. Il giovane avrebbe confessato e rivelato i particolari del delitto

Come riporta Il Mattino, Martina gli aveva chiesto di interrompere la relazione, non voleva portare avanti quel rapporto sentimentale.

Il rifiuto netto da parte di Martina Carbonaro potrebbe aver scatenato la rabbia omicida. È questa la pista investigativa battuta dai carabinieri sotto il coordinamento della procura di Napoli nord. Omicidio volontario, riflettori puntati su un 19enne, fidanzato di Martina.

La procuratrice facente funzioni Anna Maria Lucchetta, in una nota, sottolinea che nel corso della notte, “a seguito di un’incessante attività indagine, con ricerca e perlustrazione”, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria e delle Stazioni di Afragola e Casoria, con la direzione ed il coordinamento della Procura di Napoli Nord, hanno “rinvenuto il corpo ormai senza vita della minore Martina Carbonaro, scomparsa la sera del 26 maggio 2025”.

“Le attività d’indagine proseguite successivamente – si legge ancora nella nota – consistite in sommarie informazioni testimoniali, acquisizione capillare dei sistemi di video-sorveglianza, con dettagliata attività di sopralluogo e repertamento – consentiva di ricostruire compiutamente i movimenti nelle ultime ore di vita della giovane e identificare il possibile autore dell’omicidio”.

Questi, in un interrogatorio davanti al pubblico ministero “rendeva dichiarazioni confessorie, ammettendo di aver volontariamente cagionato la morte di Carbonaro Martina, occultandone il cadavere”.

Questa notte, in seguito ad attività di indagine e ricerche ininterrotte i carabinieri della Compagnia di Casoria e del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno trovato il cadavere della 14enne Martina Carbonaro, la cui scomparsa era stata denunciata dalla madre nella notte del 26 maggio.

Il corpo della giovane era nascosto in un edificio diroccato adiacente all’ex stadio “Moccia” di Afragola.

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Omicidio Martina Carbonaro, la disperazione della madre: “Chi ti ha fatto male, la pagherà”

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“Figlia mia, chi ti ha fatto del male la pagherà. Vola in alto”. Così su Facebook la mamma di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola scomparsa l’altro ieri il cui corpo è stato trovato questa notte in un casolare diroccato adiacente allo stadio Moccia.

“Ora starai con i miei genitori. Tu sei stata importante e lo sarai per sempre”, scrive in un post la madre Fiorenza, pubblicando una foto in bianco e nero della ragazzina.

La morte di Martina Carbonaro, 14enne di Afragola (Napoli), ritrovata senza vita in un edificio abbandonato vicino allo stadio Moccia, ha scosso l’Italia. Martina era scomparsa lunedì sera dopo essere uscita per incontrare un’amica e il suo ex fidanzato, oggi principale indagato per omicidio.

Un dramma che non è solo un fatto di cronaca, ma un simbolo del disagio giovanile che attraversa una generazione fragile, soprattutto nell’adolescenza, fase critica di transizione verso l’età adulta.

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Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola, sarabbe stata uccisa a bastonate e il corpo occultato: fermato l’ex fidanzato

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Ipotizzano l’omicidio i carabinieri e la Procura di Napoli Nord che stanno indagando sulla morte di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola scomparsa nel tardo pomeriggio di lunedì 26 maggio e trovata senza vita in un edificio diroccato nei pressi dell’ex stadio Moccia della stessa città del Napoletano: tra i sospettati c’è l’ex fidanzato di 19 anni, il quale dalla scorsa notte è in caserma.

Già nel primo pomeriggio i militari dell’arma stavano ispezionando il luogo dove poi è stato trovato il cadavere della giovane, e tra le persone che abitano nelle adiacenze dell’ex stadio e le mamme si rincorrevano voci di un presunto ritrovamento, prima del corpo e poi degli indumenti della giovane.

La giovane sarebbe stata uccisa a bastonate dall’ex fidanzato che ha poi nascosto il corpo in un vecchio armadio nell’alloggio in disuso dell’ex custode del campo sportivo “Moccia” di Afragola.

14enne scomparsa trovata senza vita: sindaco, tragedia immane

“Siamo tutti profondamente addolorati per l’orrore dell’inaccettabile morte di una adolescente di 14 anni, a cui è stato tolto il diritto di vivere”.

E’ l’amaro commento del sindaco di Afragola Antonio Pannone dopo il ritrovamento, senza vita, di Martina Carbonaro, la 14enne di cui si erano perse le tracce la sera dello scorso 26 maggio.

“E’ una immane tragedia che sconvolge la nostra comunità – dice ancora il primo cittadino – di fronte alla barbarie di chi non rispetta la libertà e la dignità femminile. Esprimo alla famiglia di Martina il più profondo cordoglio della Città di Afragola e sono certo che nulla resterà di intentato nelle indagini in corso per assicurare alla giustizia il responsabile di un delitto così efferato”.

“Ringrazio i Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del fuoco e la Polizia municipale per la professionalità e la tempestività dimostrate sul piano operativo con il coordinamento della Prefettura e dell’autorità giudiziaria e con il supporto dell’efficiente sistema di videosorveglianza comunale”.

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