lunedì, Luglio 6, 2026
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Grave incidente stradale a Marcianise: morta ragazza di 22 anni

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INCIDENTE MORTALE MARCIANISE
INCIDENTE MORTALE MARCIANISE

Nel tardo pomeriggio di ieri, un tragico incidente ha scosso la comunità di Marcianise (Caserta). Una ragazza di 22 anni, di origine rumena, ha perso la vita in seguito alle gravi ferite riportate dopo il ribaltamento della sua auto in circostanze ancora da chiarire.

Il sinistro è avvenuto tra via King e via Fuccia, nei pressi del distributore IP sulla strada provinciale 335. L’allarme è scattato poco dopo le 18. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di soccorso sono risultate difficoltose a causa della violenza dell’impatto e del veicolo completamente rovesciato.

Secondo alcuni testimoni, la vettura si sarebbe capovolta più volte prima di fermarsi, e la giovane era già priva di coscienza all’arrivo dei primi soccorritori.

Per permettere i rilievi e la messa in sicurezza dell’area, il tratto stradale è stato momentaneamente chiuso. Le forze dell’ordine stanno indagando sulla dinamica dell’accaduto.

I Vigili del Fuoco hanno proceduto al recupero del corpo della vittima, mentre gli inquirenti hanno ascoltato alcuni testimoni per verificare la possibilità della presenza di un altro veicolo coinvolto nel sinistro.

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Qualiano: insulti razzisti e rissa tra giovanissimi, 6 denunciati tra cui 4 minori

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Rissa violenta tra giovanissimi a Qualiano in provincia di Napoli. Sono 6 i ragazzi denunciati, tra cui 4 minorenni.

Secondo quanto si apprende, un ragazzo di 18 anni di Giugliano in Campania ha denunciato ai Carabinieri della stazione di Qualiano un’aggressione subita lo scorso 29 giugno.

L’episodio, avvenuto in serata e diventato virale sui social, è iniziato mentre il ragazzo si trovava in sella al proprio scooter in compagnia di un’amica.

Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che il 18enne sarebbe stato ostacolato durante la guida da due ragazzi che procedevano a zig zag su un altro scooter.

I due avrebbero detto al 18enne: “negro di m…, appena scendi dallo scooter ti rompo la testa”. Agli insulti e alle minacce, sarebbe seguito un litigio verbale.

Più tardi, il giovane, in compagnia di un amico nella zona di piazza Rosselli, ha incrociato nuovamente gli aggressori.

Dopo un tentativo iniziale di chiarimento, la situazione è degenerata: uno degli aggressori lo ha colpito con un pugno allo zigomo.

A quel punto, il 18enne sarebbe stato aggredito anche da un secondo ragazzo con calci e schiaffi. Situazione che è peggiorata quando sul posto sono sopraggiunti almeno una decina di altri ragazzi che, a turno, hanno iniziato a colpire il 18enne con pugni e caschi da moto. La vittima ha riportato un trauma facciale ed è stata trasferita d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pozzuoli.

Per lui una prognosi di 7 giorni. Anche il fratello della vittima, 15 anni, intervenuto sul posto per cercare di proteggerlo, ha riportato lesioni con 7 giorni di prognosi.Le indagini dei carabinieri di Qualiano, effettuate attraverso le analisi delle immagini dei sistemi di sorveglianza e dei video sul web oltre a quelle tradizionali, hanno permesso di identificare 4 ragazzi (3 hanno 17 anni, mentre l’altro ne ha compiuti 19 qualche giorno fa) oltre al 18enne e al proprio fratello 15enne che sono tutti ritenuti responsabili a vario titolo di rissa.

Sono in corso indagini per identificare tutti i soggetti coinvolti, alcuni dei quali sarebbero già stati riconosciuti grazie alla presenza di testimoni.

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Spari contro 50enne fuori casa a Terzigno, ucciso il cane dell’uomo

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Un avvertimento, probabilmente, o un agguato. Ma con una vittima innocente, un cane. Accade nel Napoletano.

Questa notte i carabinieri a Terzigno sono intervenuti a via Giacomo Puccini 42 per la segnalazione di colpi d’arma da fuoco.

Poco prima ignoti avevano sparato contro un 50enne gia’ noto alle forze dell’ordine che era davanti alla porta di ingresso della sua abitazione in compagnia del proprio cane. L’uomo e’ stato ferito alla gamba destra mentre il cane e’ stato ucciso.

I carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 6 cartucce calibro 12. Indagini in corso.

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Pupi Avati ospite di Cinema intorno al Vesuvio con l’orto americano

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CINEMA INTORNO AL VESUVIO
CINEMA INTORNO AL VESUVIO

Entra nel vivo “Cinema intorno al Vesuvio”, la rassegna di Arci Movie che animerà il parco di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, nel Vesuviano, fino ai primi di agosto. Si prosegue con diversi grandi ospiti che accompagnano le proiezioni confermando la kermesse di Arci Movie come un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema sotto le stelle.

Nell’Arena di Villa Bruno è atteso un grande esponente della Settima Arte italiana, Pupi Avati, che sarà protagonista della serata di martedì 22 luglio per presentare “L’orto americano” di cui firma regia e sceneggiatura. Film di genere “gotico” che narra la storia di un giovane problematico con aspirazioni letterarie che, nella Bologna a ridosso della liberazione, si innamora fulmineamente di una giovane nurse dell’esercito americano. Un anno dopo nel Mid West americano sarà un nefasto orto a separarli. È soltanto l’ultimo capolavoro di Avati, classe 1938. Nel 1968 riesce a trovare un finanziamento e realizza il suo primo lungometraggio “Balsamus” e da allora ha realizzato più di cinquanta film, alcuni programmi televisivi e una serie di spot commerciali. Sceneggiatore per diverse opere cinematografiche, fra le quali “Salò” di Pierpaolo Pasolini, insieme al fratello Antonio ha permesso il debutto di molti giovani autori italiani. Alla serata interverrà anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari.

La rassegna di Arci Movie porta a San Giorgio a Cremano il cast di “Nottefonda” con la serata di martedì 15 luglio a partire dal regista Giuseppe Miale Di Mauro e gli attori protagonisti, i napoletani Francesco Di Leva e Mario Di Leva. È la storia di Ciro, un uomo allo sbando dopo la perdita della moglie, investita e uccisa sulla strada di notte. In questa ricerca ha perduto sé stesso, il senso del tempo e la possibilità di far vivere una vita normale al figlio tredicenne costretto a crescere in fretta.

A seguire altri ospiti. Mercoledì 16 luglio, in occasione della proiezione di “Fortapàsc” di Marco Risi, arrivano in Arena Paolo Siani e Gianmario Siani, rispettivamente fratello e nipote del giornalista napoletano Giancarlo Siani ammazzato dalla camorra nel 1985. Insieme a loro Roberto Napoletano, direttore de “Il Mattino”, quotidiano per cui scriveva Siani per denunciare affari e insidie della criminalità organizzata nella zona vesuviana. Saranno presenti anche Giorgio Zinno – sindaco della Città di San Giorgio a Cremano che sostiene la rassegna di Arci Movie – e Federico Cafiero De Raho, già procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, oggi Deputato, vicepresidente della Commissione Giustizia e vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie.

Altro importante appuntamento è quello di giovedì 17 luglio quando si proietta “Giurato numero 2” di Clint Eastwood. Per l’occasione l’Arena ospita Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri, giornalisti e critici cinematografici, che presentano il libro “Spettri di Clint. L’America del mito nell’opera di Eastwood” in cui analizzano la figura del regista soffermandosi anche a creare una sorta di cartografia cinematografica immaginaria ispirata al suo resort, Mission Ranch.

La kermesse porta il Cinema all’aperto fino al 6 agosto. Programma completo su Facebook e Instagram di Arci Movie e sul sito www.arcimovie.it. Le serate inizieranno sempre alle 21:15 e il biglietto costa 5 euro, ridotto a 4 euro per i soci Arci. Biglietteria aperta dalle ore 20. Villa Bruno è in via Cavalli di Bronzo 22, San Giorgio a Cremano (Napoli).

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Napoli, aveva perso tutti i capelli in carcere mentre si proclamava innocente: Maria Minei assolta dopo un anno perché il fatto non sussiste

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Aveva perso tutti i capelli, era arrivata a pesare appena 40 chili ed era sprofondata in una profonda depressione durante il periodo trascorso in carcere, proclamandosi sempre innocente. Ora, per Maria Minei e il suo compagno, è arrivato il tanto atteso verdetto: assolti «perché il fatto non sussiste».

La decisione è stata emessa dal Collegio A della VI Sezione Penale del Tribunale di Napoli, presieduto dal giudice Antonio Palumbo. La coppia era finita a processo con l’accusa di spaccio di banconote false, ma ha sempre negato ogni addebito.

L’avvocato dei due, Gennaro De Falco, già lo scorso anno aveva lanciato un appello pubblico, denunciando le gravissime condizioni di salute della donna: nel corso della detenzione, Minei aveva perso tutti i capelli ed era dimagrita drasticamente, cadendo in uno stato depressivo preoccupante. Le sue condizioni avevano attirato anche l’attenzione dei garanti dei detenuti, che si erano espressi sul caso.

Nel medesimo procedimento sono arrivate invece le condanne per altri imputati, ritenuti parte di una banda specializzata nella falsificazione e nello spaccio di banconote: pene comprese tra i tre anni e mezzo e i due anni e otto mesi di reclusione.

Per Maria Minei, dopo il calvario giudiziario e personale, è arrivata finalmente la parola fine.

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Un codice rosso su 10 è per incidenti stradali all’Ospedale Cardarelli di Napoli

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CODICE ROSSO OSPEDALE CARDARELLI
CODICE ROSSO OSPEDALE CARDARELLI

Cresce l’allarme all’ospedale Cardarelli di Napoli per ricoveri in codice rosso di persone, soprattutto minorenni, vittime di traumi della strada. Si stima che negli ultimi dieci giorni circa il 10 per cento degli accessi al Pronto Soccorso in condizioni di salute grave sia per incidenti con ciclomotori, bici elettriche, in auto o perché travolti mentre si percorrono le vie cittadine. Un ricovero su dieci.

Cifre che preoccupano i medici dell’area di emergenza-urgenza dell’ospedale napoletano, dal Ps al Trauma center, alla Neurochirurgia, alle ortopedie fino alla Rianimazione, dove sono sempre più i giovanissimi centauri ad arrivare in pericolo di vita.

“La bella stagione acuisce il rischio di traumi della strada – ha spiegato Patrizio Festa, responsabile del Trauma center -, è una congiuntura negativa. Si moltiplicano gli incidenti con ciclomotori, biciclette elettriche, casi in cui persone vengono investite. Arrivano da noi con le ossa rotte ma ciò che ne peggiora le condizioni è la presenza di traumi cranici importanti”.

I medici del Cardarelli evidenziano un problema anche di educazione stradale carente e prevenzione primaria: “Finché si tratta di fratture delle ossa lunghe con interventi mirati la situazione si risolve ma il trauma cranico, le lesioni toraciche e le fratture di bacino creano non pochi problemi al personale sanitario”, dicono. Un grosso passo in avanti è stato fatto negli ultimi anni sulle fratture di bacino, che spesso si registrano proprio a seguito di incidenti stradali.

“Qui un tempo il chirurgo faceva fatica ad individuare quali arterie erano danneggiate per provare a chiuderle – ha spiegato il primario del Trauma center Patrizio Festa -. Oggi, grazie alla radiologia interventistica è possibile eseguire uno studio diagnostico in tempo reale e procedere al blocco dell’emorragia con l’embolizzazione dei vasi danneggiati”. Un percorso quello della radiologia interventistica diretta da Raffaella Niola in cui il Cardarelli è all’avanguardia, con protocolli diagnostici e terapeutici rodati, che camminano sulle gambe di una struttura in grado di garantire tempistiche rapide ed efficienza organizzativa. Fattori questi ultimi utili a favorire l’abbattimento del rischio di mortalità, che oggi per la frattura di bacino – dirette dalle ortopedie di Stefano Lepore e Fabio Di Santo – tende allo zero.

C’è poi l’aspetto più delicato, quello della Rianimazione. “Sono sempre più giovani e giovanissimi a ricorrere alle nostre cure”, aggiunge Francesco Imperatore, direttore dell’Unità operativa complessa di Rianimazione DEA. Spesso si riesce ad intervenire con successo, consentendo anche le dimissioni protette direttamente a casa con interventi di fisioterapia e riabilitazione presso il domicilio del paziente, ma altre volte non è così. “Non mettere il casco, usare in modo improprio il ciclomotore o l’auto può costare caro. Si rischiano danni permanenti e in taluni casi la morte”, ha insistito Imperatore. Il trattamento messo in campo dai rianimatori è di sostegno a tutte le funzioni vitali, tuttavia quando c’è un ematoma al cervello la situazione diventa più critica.

“Talvolta – ha concluso Imperatore -, neanche il casco basta più tanta è la violenza dell’impatto e le conseguenze allora diventano molto serie. Capisco che con l’estate si esca di più, vi siano più occasioni di svago e che con la conclusione degli impegni scolastici ed accademici i nostri giovani abbiano più tempo libero a disposizione, ma il rispetto delle regole e la prudenza in questo caso sono dei comportamenti salvavita”. Una vera e propria terapia preventiva alla quale nessuno dovrebbe mai rinunciare.

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Annullati concerti Live Napoli, organizzatori: “Comune assente e contesto ostile”

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CONCERTI ANNULLATI NAPOLI
CONCERTI ANNULLATI NAPOLI

Doveva essere una grande festa per il 4 luglio, l’Independence Day americano, celebrata nel cuore di NAPOLI in una Piazza del Plebiscito trasformata in un palco internazionale, con artisti del calibro di John Legend, Mary J. Blige e 50 Cent.

Invece, l’evento è saltato all’ultimo momento, tra comunicazioni confuse, difficoltà operative e accuse pesanti e incrociate.

All’indomani della clamorosa cancellazione a parlare con l’Adnkronos è Marco Bosco, direttore creativo di Dreamloud, agenzia americana titolare del format 4everShow – Official July 4th Celebration.

Un evento -spiega- già realizzato in altre città d’Italia per celebrare l’Independence Day attraverso la musica e la cultura dal 2013“. Con il manager cerchiamo di capire cosa sia successo nell’intricata vicenda. “Volevamo portare qualcosa di inedito e simbolico – dice Bosco – unire l’Italia e gli Stati Uniti in un progetto culturale e musicale ad alto livello. Ma ci siamo trovati davanti a un sistema chiuso, autoreferenziale, privo di reale sostegno pubblico. In Italia sembra che non ci sia spazio per realtà indipendenti, anche quando portano artisti di fama mondiale“.

Per prima cosa, precisa la Dreamloud, “pur essendo proprietaria del format e responsabile del cast artistico, non era incaricata della logistica o dei permessi. Tutte le autorizzazioni e le attività operative in Italia erano affidate alla società Alpha Consulting di Terni, che ha dovuto fare i conti con costi esorbitanti e difficoltà crescenti. Noi abbiamo cercato di supportarli, ma l’intero contesto era ostile“.

Secondo quanto racconta Dreamloud, inizialmente tutto sembrava procedere senza intoppi: “Il comune di NAPOLI aveva convalidato i permessi, i contratti con gli artisti erano firmati, gli anticipi versati. Poi John Legend, inizialmente confermato e parte del progetto, con un duetto previsto con un artista italiano, si è ritirato“. In realtà, dice Bosco, “le vendite dei biglietti non sono mai decollate ed ha capito che non avrebbe potuto fare il concerto in ogni caso“.

Ancor più eclatante, il caso di Mary J. Blige e 50 Cent. “Mary J. Blige era già arrivata a NAPOLI con il suo team, pronta a salire sul palco. Lo stesso per il team di 50 Cent, che aveva completato le attività logistiche e preparatorie. 50 Cent è rimasto profondamente deluso da come si è conclusa la vicenda”, racconta il manager. Il concerto del rapper americano “aveva venduto circa 12.800 biglietti: un risultato comunque rilevante, ma che non è bastato a sostenere il peso dei costi di produzione richiesti per Piazza del Plebiscito. Alpha si è trovata in seria difficoltà economica, con preventivi finali paragonabili a quelli per costruire tre volte la Wembley Arena“, scandisce il direttore creativo di Dreamloud.

Ma, secondo quanto racconta Bosco, non è tutto. “A questo si è aggiunto -denuncia il direttore creativo- un clima ostile e intimidatorio. Ci sono stati comportamenti gravi da parte di alcuni promoter italiani, che con atteggiamenti intimidatori hanno spaventato fornitori e collaboratori rendendo sempre più difficoltosa la realizzazione dello show. È una situazione vergognosa, che va denunciata e che deve finire una volta per tutte. Non è accettabile che in un Paese europeo si tenti di bloccare progetti internazionali con pressioni e minacce velate”.

Accuse gravi, quelle del manager, a cui si sarebbe aggiunta “la totale assenza di coordinamento da parte delle istituzioni locali. Le parole del sindaco di NAPOLI Gaetano Manfredi, che ha dichiarato di non essersi occupato personalmente della questione, sono molto gravi considerando il valore simbolico e internazionale della manifestazione”, afferma Bosco. L’Ambasciata degli Stati Uniti “aveva dato conferma in via formale della presenza del nuovo ambasciatore americano a NAPOLI“, proprio per partecipare alla celebrazione.

Un segnale chiaro – sottolinea il patron della Dreamloud – che non si trattava solo di un concerto, ma di un’occasione istituzionale per celebrare il legame culturale storico tra Italia e Stati Uniti. E invece NAPOLI ha perso una vetrina straordinaria”.

Secondo Dreamloud, questa non sarebbe la prima volta che un loro progetto di alto livello viene ostacolato in Italia. ”Nel 2018 abbiamo dovuto spostare un evento con Legend da Firenze a Taormina, per le stesse dinamiche opache e chiuse. Ma abbiamo continuato a portare progetti sinfonici e pop di altissimo livello con Usher, Andrea Bocelli, Kacey Musgraves, John Legend. Siamo una realtà creativa con sedi a New York e Los Angeles, attiva dal 2009. Eppure veniamo trattati con diffidenza, se non con ostilità”.

L’appello finale è netto: “L’Italia deve imparare a distinguere tra eventi puramente commerciali ed eventi culturali e istituzionali. Quando un progetto coinvolge ambasciate, grandi artisti e format internazionali, deve esserci un approccio diverso, professionale, trasparente. Se si continuerà a lasciare spazio solo ai soliti nomi e alle solite logiche, il sistema culturale italiano resterà debole e autoreferenziale. E continueremo a perdere occasioni preziose“.

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Rapporto sulle Ecomafie, Campania maglia nera, la maggioranza dei reati nella provincia di Napoli

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CAMPANIA ECOMAFIE
CAMPANIA ECOMAFIE

In Campania le ecomafie premono sempre di più sull’acceleratore e fanno affari d’oro. A dimostrarlo è l’aumento dei reati ambientali che nel 2024 salgono a 6.104, registrando +23% rispetto al 2023, con una media di 16,5 reati al giorno, dati che confermano la Campania leader nazionale.

Maglia nera per la provincia di Napoli con 2313 reati, terza Salerno con 1321. A tracciare un quadro di sintesi è il nuovo report di Legambiente “Ecomafia 2025” presentato oggi a Roma insieme ad un pacchetto di 12 proposte per contrastare le illegalità ambientali e rafforzare norme e controlli.

In questi trent’anni a spartirsi la torta in Campania, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati circa 230 i clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente. La Campania si conferma maglia nera a livello nazionale in tutti i cicli dell’ecomafia, da quello dei rifiuti al cemento illegale. La regione si conferma al primo posto come numero di reati contro l’ambiente (6.104 pari al 15% del totale nazionale), con un aumento delle persone denunciate (5.580), delle persone arrestate (50), e dei sequestri effettuati (1431).

A livello provinciale Napoli con ben 2.313 reati, si conferma al primo posto, seguita da Bari, che sale dal terzo al secondo posto (1.526) e da Salerno (quinta nel 2023) con 1.321 illeciti penali. Scende dal podio e si ferma al sesto posto Avellino (906).
C’è poi la corruzione negli appalti pubblici, con particolare riferimento alla dimensione ambientale: dal 1° maggio 2024 al 30 aprile 2025, Legambiente ha censito 88 inchieste giudiziarie su fenomeni di corruzione connessi ad attività con impatto ambientale (+17,3% rispetto allo scorso Rapporto), che vanno dalla realizzazione di opere pubbliche alla gestione di servizi, come quelli dei rifiuti urbani e la depurazione. A guidare la classifica per gli arresti eseguiti, ben 96, è la Puglia, mentre la Campania si colloca al secondo posto (77), seguita dalla Lombardia (61).

“I numeri e le storie raccolte nel rapporto – spiega Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – confermano il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, enti di controllo e magistratura. E dovrebbero sollecitare risposte coerenti ed efficaci da parte di chi ha responsabilità politiche e istituzionali. Per contrastare gli ecocriminali e la loro vera e propria arroganza, servono interventi decisi: ai risultati positivi prodotti fino ad ora dalla legge 68 n. 2015 sugli ecoreati, bisogna far seguire nuovi strumenti per contrastare anche le agromafia e l’abusivismo edilizio, altra piaga del paese, rafforzando il sistema dei controlli ambientali, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”.

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San Felice a Cancello: travolto e ucciso 50enne in bicicletta

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SAN FELICE A CANCELLO
SAN FELICE A CANCELLO

Tragedia giovedì sera a San Felice a Cancello (Caserta), Vincenzo Carannante, 50 anni, è stato travolto e ucciso mentre era in bicicletta in via Napoli.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di analisi, ma il 50enne mentre era in bicicletta sarebbe stato travolto da un’auto, una Volkswagen guidata da un imprenditore della zona. Immediatamente sono stati attivati i soccorsi ma per Vincenzo Carannante non c’è stato nulla da fare. L’impatto con l’asfalto è stato tremendo.

Sono in corso le indagini per accertare le responsabilità del sinistro. L’automobilista sarebbe indagato a piede libero. Distrutti dal dolore i familiari del 50enne.

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Meloni all’Assemblea dell’Unione industriali di Napoli: “Governo ha scelto di sostenere il protagonismo del Sud”

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MELONI SUD
MELONI SUD

C’è ancora tantissimo lavoro da fare, i problemi da risolvere rimangono ancora molti, ma possiamo dire con orgoglio che la direzione è cambiata, che c’è ora la possibilità concreta di incidere davvero sul presente e sul futuro del Sud programmando e cadenzando gli interventi”.

Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta con un video messaggio all’Assemblea dell’Unione industriali di Napoli, in corso alla Mostra d’Oltremare.

È una rivoluzione che vogliamo portare avanti – ha aggiunto – ovviamente insieme a voi: non potremmo fare altrimenti, insieme a chi ogni giorno si rimbocca le mani, scommette sul Sud, sul suo straordinario valore, sul potenziale che può liberare. Quindi grazie per il lavoro che abbiamo fatto fin qui insieme, ma soprattutto per il lavoro che faremo insieme da oggi in poi“.

Questo Governo ha scelto di sostenere il protagonismo del Sud, disegnando una visione di lungo periodo, lavorando per creare un ambiente più possibile favorevole alle imprese, costruendo gli strumenti più efficaci per dare a quelle imprese e ai cittadini del Mezzogiorno la possibilità concreta di dimostrare il loro valore“.

Continua il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video messaggio inviato all’Assemblea dell’Unione industriali di Napoli.

Uno dei mattoni di questa strategia è l’istituzione della Zes unica del Mezzogiorno, una misura che abbiamo fortemente voluto per aumentare la competitività del Mezzogiorno a livello internazionale, valorizzare il suo apparato produttivo, assicurare a tutti i territori le stesse opportunità di sviluppo grazie a un sistema integrato che combina semplificazione amministrativa e benefici fiscali“.

Meloni ha sottolineato come “la Zes unica sia il paradigma di un Sud che non chiede assistenzialismo ma vuole investire sulla libertà di impresa, rimettere al centro il capitale umano, dimostrare cosa è in grado di fare. Ed è nostro compito – ha concluso – rispondere a questa richiesta con interventi concreti, strutturali e di visione“.

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