mercoledì, Maggio 13, 2026
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Biglietti in vendita per Parma – Napoli: difficoltà nell’acquisto, rivendite chiuse o senza tagliandi

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Alle 14 in punto si e’ aperta ufficialmente la vendita dei biglietti per il settore ospiti di Parma-Napoli, in programma domenica 18 maggio alle 20:45 allo stadio Ennio Tardini. Ma gia’ prima dell’orario stabilito, in molte citta’ campane i tifosi si sono ritrovati davanti a rivendite chiuse o senza tagliandi disponibili.

Alla Galleria Umberto, a Napoli, uno dei punti vendita piu’ frequentati, la serranda e’ stata abbassata alle 13.30, tra lo stupore e il malcontento di chi era in fila da ore. Situazioni analoghe sono state segnalate anche in altri luoghi di riferimento, mentre cresce l’esasperazione per un sistema che, ancora una volta, si e’ fatto trovare impreparato.

A rendere tutto piu’ complicato ci sono le regole stringenti imposte per il settore ospiti: l’acquisto e’ consentito solo ai possessori di Fidelity Card SSC Napoli, ovunque residenti, ma con divieto di vendita online e obbligo di presentare un documento con indicazione di residenza (la patente non basta).

I biglietti sono in vendita fino alle ore 19 di sabato 17 maggio. Vietato il cambio nominativo, vietato acquistare il giorno della gara.

E in attesa del verdetto del campo, la citta’ e’ gia’ in fermento: con la rabbia dei biglietti negati, l’ansia della trasferta e il sogno di un altro tricolore.

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Nuovo sciame sismico nei Campi Flegrei

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NUOVO SCIAME SISMICO CAMPI FLEGREI (1)
NUOVO SCIAME SISMICO CAMPI FLEGREI (1)

Alle 14.23 è iniziato un nuovo sciame sismico nei Campi Flegrei, un terremoto è stato distintamente avvertito in tutta l’area.

Subito dopo sono diverse le scosse rilevate dall’Osservatorio Vesuviano. INGV ha localizzato la scossa sul bordo del cratere degli Astroni, magnitudo 3.1 Richter a circa 2.5km di profondità.

Ampia la zona di risentimento del terremoto, da Fuorigrotta, Bagnoli Agnano, Pianura e Soccavo, fino a Licola, Quarto, Bacoli, Arco Felice e Pozzuoli.

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Scontri tifosi Nola e Aversa: arresti e daspo

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AVERSA NOLA
AVERSA NOLA

Due giovani, un 22eenne e un 26enne, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato perchè ritenuti responsabili dei disordini accaduti al termine della partita di calcio disputatasi domenica 11 maggio ad Aversa (Caserta) “Puteoli Normanna – Nola 1925”, valevole come semifinale per i playoff del campionato di calcio regionale di “eccellenza”; un altro uomo, di 54 anni, è stato denunciato per gli stessi fatti.

Secondo quanto accertato dalla Digos della Questura di Caserta e dai poliziotti del Commissariato di Aversa e del Commissariato di Nola, con il coordinamento della Procura di Napoli Nord, un gruppo di tifosi del Nola 1925, dopo la partita, una volta giunto all’altezza di Teverola, è sceso dai veicoli su cui viaggiavano e, incappucciati, hanno aggredito un gruppo di persone presenti all’esterno di un bar, scagliando sedie e tavolini.

In particolare è stato preso di mira un giovane che, dopo aver provato a scappare ed essersi rifugiato in un vicino esercizio commerciale, è stato raggiunto dal gruppo di nolani e violentemente colpito, tanto da dover ricorrere alle cure mediche presso l’Ospedale di Aversa per una frattura scomposta al gomito (prognosi di 90 giorni).

Successivamente, l’autobus con a bordo la squadra del Nola, dopo essere partito dallo stadio, è stato colpito da oggetti scagliati da un gruppo di persone, tifosi aversani, che hanno provocato il danneggiamento del parabrezza del veicolo. Gli accertamenti, sviluppatisi anche grazie alle analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno quindi consentito di individuare ed arrestare uno dei tifosi nolani che ha partecipato alla violenta aggressione, un 22enne.

È stato inoltre arrestato un 26enne originario di Aversa poiché individuato nel gruppo di persone che ha lanciato oggetti al passaggio dell’autobus con a bordo la squadra del Nola; il 26enne, è emerso, dopo aver afferrato una sedia di un bar, l’ha scagliata verso l’autobus, provocando lesioni al parabrezza.

I due ragazzi sono stati arrestati e posti ai domiciliari in attesa del giudizio di convalida grazie all’istituto della “flagranza differita”, che consente l’arresto entro 48 ore dai fatti. Sono in corso accertamenti per individuare le altre persone coinvolte nei disordini e sono state contestualmente avviate le procedure per l’emissione del “daspo” da parte del Questore di Caserta.

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Ministro Piantedosi: Il Comune di Caserta sciolto per assenza di legalità

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COMUNE DI CASERTA PIANTEDOSI
COMUNE DI CASERTA PIANTEDOSI

Dalla gestione dei parcheggi pubblici ai servizi socio-assistenziali, dai lavori nelle scuole o nelle strade alla manutenzione del verde: nel Comune di Caserta la camorra o soggetti ad essa contigui si infiltravano per lucrare guadagni negli anni dell’amministrazione targata Pd dell’ex sindaco Carlo Marino, in carica dal giugno 2016 all’aprile scorso, quando il Governo ha sciolto l’ente comunale per infiltrazioni camorristiche.

Un quadro di illegalità e condizionamenti diffusi e profondi che emerge in dalla relazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, allegata al Decreto del Presidente della Repubblica in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il ministro parla di “una evidente assenza di legalità dell’azione amministrativa e uno stato di precarietà degli uffici comunali, da cui conseguono irregolarità gestionali e un preoccupante livello di compromissione dell’amministrazione comunale”, e di una struttura politico-amministrativa “costantemente orientata ad eludere i principi di legalità, trasparenza, imparzialità e correttezza, tendenza aggravata dai rapporti di collegamento diretto e indiretto tra il sindaco, l’ex vicesindaco e l’ex assessore con la criminalità organizzata”.

Altri elementi si trovano nella relazione della Prefettura di Caserta, allegata al Dpr, firmata dal prefetto Lucia Volpe risultata decisiva per la scelta del Governo anche perché si basa su quanto accertato dalla Commissione d’Accesso insediatasi ad agosto scorso al Comune; in sei mesi di lavoro, i commissari scelti dal predecessore della Volpe, l’allora prefetto Giuseppe Castaldo, hanno passato al setaccio atti e documenti amministrativi a partire dalla prima amministrazione Marino, iniziata nel 2016, trovando sempre scarsa collaborazione nell’ente, che “si è mostrato – scrive la Volpe riportando stralci della relazione dei commissari – fortemente reticente nella collaborazione rispetto alle richieste di acquisizione documentale formulate dalla stessa commissione, producendo sovente documentazione parziale, carente di importanti elementi informativi e contenente in alcuni casi elementi erronei e fuorvianti“.

Ecco quindi tutte le indagini e i processi ma anche le situazioni poco chiare accertate dai Commissari. Ci sono le ultime due indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere, una di giugno e l’altra di ottobre scorsi, entrambe relative all’illecita assegnazione da parte del Comune degli appalti nelle scuole e per la gestione del verde, che hanno portato all’arresto dell’assessore Marzo, di altri dipendenti e soprattutto in entrambi i casi del dirigente Franco Biondi, figura di vertice dell’amministrazione. Nella sua relazione Piantedosi bacchetta Marino per aver continuato ad attribuire a Biondi, nonostante i processi e le indagini, “incarichi dirigenziali nei settori più strategici dell’ente, programmazione urbanistica, lavori pubblici, Suap, polizia locale e contenzioso, in violazione delle norme in materia di prevenzione della corruzione”.

Biondi è infatti da anni sotto processo anche per la costruzione del parcheggio di via San Carlo – altro procedimento di cui parla la relazione – che per la Dda di Napoli sarebbe stato realizzato da un imprenditore vicino al boss dei Casalesi Michele Zagaria. Anche dopo il doppio arresto del 2024, Biondi ha peraltro continuato ad avere deleghe importanti, e solo a fine anno Marino gliene ha tolte alcune. C’è inoltre la vicenda che riguarda lo stesso Marino, sotto processo per turbativa d’asta in relazione ad un appalto nel settore dei rifiuti in cui è imputato anche Carlo Savoia, che per la Dda sarebbe un colletto bianco vicino al clan dei Casalesi.

C’è poi il caso dell’ex vicesindaco Emiliano Casale, indagato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per voto di scambio commesso con un imprenditore ritenuto vicino al clan Belforte di Marcianise. C’è ancora l’indagine della Dda sui servizi socio-assistenziali – è indagato un ex assessore comunale – affidati dal Comune a soggetti vicini al clan, in particolare ad una coop che nel 2023 ha avuto l’interdittiva antimafia dalla prefettura di Salerno. La relazione del prefetto da poi rilievo alla condanna del 2023 a 4 anni e otto mesi per voto di scambio politico-mafioso inflitta a Pasquale Corvino, ex vicesindaco di Caserta prima dell’avvento di Marino, dunque quando governava il centrodestra; ma la sorella di Corvino nel 2016 fu candidata con Marino, prese più voti di tutti e divenne anche assessore.

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Torre Annunziata: tentativo di furto in tabaccheria, immediato l’intervento della vigilanza

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TENTATO FURTO TABACCHERIA TORRE ANNUNZIATA
TENTATO FURTO TABACCHERIA TORRE ANNUNZIATA

A Torre Annunziata la scorsa notte è avvenuto un tentativo di furto all’interno della Tabaccheria al 126 di Corso Umberto I.

L’allarme scattato alle 3.23 ha immediatamente attivato l’Istituto di Vigilanza Prestige. I ladri sono dovuti immediatamente fuggire, dato che la pattuglia della vigilanza è arrivata tempestivamente alle 3.25.

Dopo alcuni minuti sono giunte le Forze dell’Ordine e la proprietaria della tabacchiera che ha constatato il tentativo di intrusione. Nel frattempo erano giunte altre due pattuglie di supporto dell’Istituto di Vigilanza Prestige.

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Napoli, principio di incendio nel Secondo Policlinico: subito domato, pazienti trasferiti

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Un principio di incendio si è sviluppato stamane nel locale tecnico al piano seminterrato dell’edificio 14 dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, che ospita l’odontoiatria e la chirurgia maxillo facciale.

Le protezioni del quadro elettrico sono entrate in azione ed hanno evitato il propagarsi dell’incendio che ha coinvolto esclusivamente i motori delle pompe di aspirazione. La squadra di addetti antincendio, in servizio 24 ore su 24 nell’ospedale, è intervenuta domando il principio di incendio.

Nell’edificio si è diffusa comunque una notevole quantità di fumo. Tutti i pazienti sono stati messi in sicurezza; quattro i degenti in trasferimento in altri edifici dell’Azienda. Le attività didattiche in corso nelle aule dell’edificio sono state sospese.

A breve sarà effettuata la sanificazione di tutti gli ambienti coinvolti.

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Sant’Antimo: spari nel ristorante “Il Sole di Notte”, il Prefetto intensifica i controlli

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IL SOLE DI NOTTE SANT'ANTIMO
IL SOLE DI NOTTE SANT'ANTIMO

In relazione al ferimento di una persona, attinta da colpi d’arma da fuoco alla mano, all’interno del proprio ristorante denominato “Il Sole di Notte” sito in Sant’Antimo (Napoli), da parte di due soggetti dal volto travisato che hanno fatto irruzione nell’esercizio.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha immediatamente disposto l’intensificazione, su tutta l’area interessata, dei servizi di controllo e vigilanza da parte delle Forze dell’ordine, già fortemente impegnate nell’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni criminali.

Il territorio ove si è verificato l’episodio è oggetto di particolare attenzione in considerazione della necessità di prevenire episodi di violenza urbana, di natura predatoria e ogni altra forma di illegalità e anche al fine di aumentare la percezione di sicurezza dei residenti.

L’argomento costituirà oggetto di approfondimento nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La persona ferita è il proprietario del locale commerciale, Luca Di Stefano, 36 anni, volto noto di Tik Tok.

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Nola: false sentenze per truffare i clienti, arrestato un avvocato

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La Polizia Giudiziaria presso la Procura di NOLA ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip a carico di un avvocato del Foro di NOLA, ritenuto indiziato di 27 capi d’imputazione, in particolare relativi a ipotesi di truffa continuata, infedele patrocinio nonché di falsità materiale commessa da privato.

Le indagini sono partite da denunce-querele prodotte nei confronti dell’avvocato da parte degli interessati.

L’indagato, in qualità di difensore di fiducia di alcuni assistiti, avrebbe rappresentato loro l’instaurazione di procedimenti di natura amministrativa, civile e penale, a seconda dei mandati a lui conferiti, che – a suo dire – erano stati definiti con pronunce favorevoli, producendo a sostegno delle sue affermazioni molteplici atti giudiziari ritenuti falsi formati dallo stesso avvocato indagato.

Gli accertamenti presso le varie autorità giudiziarie dislocate sul territorio nazionale, hanno consentito di sostenere che tale documentazione giudiziaria era stata completamente falsificata, in quanto, in molti casi i procedimenti non risultavano essere mai stati instaurati.

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Scandalo sessuale ad Afragola: frati e altri indagati verso il processo

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Afragola Frati Scandalo
Afragola Frati Scandalo

I Carabinieri della Stazione di Afragola, diretta dal luogotenente Raimondo Semprevivo, hanno notificato ad otto indagati il provvedimento di chiusura indagine, disposto dal pm Cesare Sirignano, della procura di Napoli Nord per quanto riguarda lo scandalo dei due frati francescani arrestati ad Agosto 2024 con accuse di violenza sessuale e rapina aggravata.

L’atto è stato notificato a padre Domenico Silvestro, all’epoca parroco del santuario di Sant’Antonio ad Afragola, indagato in stato di libertà e un suo confratello, Nicola Gildi, agli arresti domiciliari.

Come riporta “Il Mattino“, il provvedimento è stato notificato anche a due imprenditori di Afragola, anche loro agli arresti domiciliari, Antonio Di Maso, 43 anni, e Giuseppe Castaldo, 52 anni, ritenuto l’organizzatore della rapina con la “benedizione” di padre Nicola Gildi, che temeva lo scandalo avendo saputo che le sue vittime avevano registrato sui cellulari chat e video.

I Militari dell’Arma hanno notificato il provvedimento di chiusura indagine anche a Danilo Bottino, 20 anni, Biagio Cirillo, 19 anni, Sergio Colaluongo, 21 anni, Patrick Filippini, 21 anni, tutti detenuti in carcere e Giovanni Castaldo, 54 anni, ai domiciliari per le sue condizioni di salute non compatibili con il carcere.

Il provvedimento di chiusura indagini, che è bene ricordare non è una sentenza di colpevolezza, ma è una prerogativa del pm. Se il pm ritiene ci siano sufficienti elementi per esercitare l’azione penale, e quindi un processo, deve notificare all’indagato e al suo difensore l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. 

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Notte tranquilla ai Campi Flegrei: finito lo sciame sismico, contati 49 terremoti

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Un paio di scosse nella notte intorno a magnitudo 1.0, ancora la paura per l’evento bradisismico di magnitudo 4.4 del giorno precedente, ma la notte è stata tranquilla nell’area dei Campi Flegrei.

Non ci sono infatti segnalazioni di problemi a cose o persone a Pozzuoli (epicentro di entrambe le scosse), fa sapere il sindaco Luigi Manzoni. Sui canali social del Comune di Pozzuoli è stato comunicato intorno all’1 di notte che lo sciame sismico si era chiuso, contando 49 terremoti.

Sono state 26 le persone ospitate negli hub di accoglienza di via Terracina, a Fuorigrotta.

Secondo la nota diffusa in serata dalla Prefettura di Napoli, a seguito della nuova riunione del Ccs, sono state ospitate 21 persone al Palatrincone di Pozzuoli, mentre per quanto riguarda il lavoro dei Vigili del Fuoco, sono stati effettuati 19 interventi con l’ausilio di 28 squadre che sono state operative tutta la notte per completare tutti gli interventi di verifiche sugli edifici richiesti.

Anche a Bacoli, l’hub allestito presso la Scuola Gramsci ha ospitato in nottata 4 persone, invece nessun cittadino ha chiesto assistenza presso le aree allestite nel Comune di Monte di Procida.

”Il personale tecnico specializzato della Città Metropolitana di Napoli sta monitorando la Galleria Corbara – che collega Bacoli e Pozzuoli – che nella notte prossima verrà chiusa per verifiche più approfondite. L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato che lo sciame sismico è ancora in atto . Il CCS attivato in Prefettura continua pertanto a monitorare ancora costantemente l’evoluzione della situazione”, si legge nella nota della Prefettura.

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