martedì, Luglio 7, 2026
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Napoli: 23enne accoltellato a un braccio al culmine di una lite, indagini

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Questa notte un 23enne incensurato di Ponticelli, quartiere di Napoli, è stato colpito al braccio destro con un’arma da taglio. Secondo una prima ricostruzione ancora tutta da verificare, il giovane avrebbe discusso con alcuni sconosciuti in vico Tre Regine (Quartieri Spagnoli).

Al culmine della lite, le cui motivazioni sono ancora poco chiare, sarebbe spuntato un coltello. La vittima è all’ospedale Pellegrini.

Indagano i carabinieri della Compagnia Napoli Centro.

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Romina Pagano nuova referente dell’associazione “La Battaglia di Andrea” a Caivano

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Romina Pagano LA BATTAGLIA DI ANDREA
Romina Pagano LA BATTAGLIA DI ANDREA

Da qualche giorno Romina Pagano è ufficialmente il nuovo punto di riferimento a Caivano per l’associazione La Battaglia di Andrea, attiva nella difesa dei diritti delle persone con disabilità.

La donna, madre di un bambino autistico, ha conosciuto l’associazione durante una vertenza legata a un centro di riabilitazione nel casertano, dove ha condiviso il percorso di denuncia e tutela dei minori insieme al gruppo guidato da Asia Maraucci e Luigi Concilio. La collaborazione si è consolidata nel tempo fino alla decisione di assumere un ruolo diretto sul territorio di Caivano, dove l’associazione intende rafforzare ancora di più la propria presenza.

“Dopo quella battaglia, ho deciso di continuare questo impegno mettendomi al servizio dei diritti delle persone con disabilità della mia città – dichiara Romina – lo faccio in rappresentanza dell’associazione, con responsabilità e determinazione”.

Sulla nomina interviene anche la presidente dell’associazione, Asia Maraucci: “Romina ha dimostrato sul campo di essere una persona affidabile, concreta e sensibile. A Caivano potrà fare la differenza e avrà tutto il nostro sostegno”.

Con questa nomina, l’associazione La Battaglia di Andrea prosegue il lavoro di radicamento nelle aree più complesse della Campania, con l’obiettivo di dare voce e supporto concreto a chi spesso viene lasciato ai margini.

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Da Napoli a Genova, 13 arresti per truffe agli anziani: “Piangevano al telefono per salvare i figli”

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Voci di anziani soli e spaventati, finiti nella rete di truffatori, ma pronti a tutto per evitare che i loro figli possano finire in galera. Sono audio terribili quelli che registrano le truffe della banda di 13 persone, arrestate all’alba tra Genova e Napoli, dai carabinieri del comando provinciale di Genova, insieme con i militari dell’Arma partenopea.

“Come le posso dare una mano? Io ora non capisco proprio niente, io voglio aiutare mio figlio”: è una donna che piange al telefono, mentre il malvivente le dà indicazioni e le chiede la somma di “8.500 euro” perché “il giudice sta premendo per l’arresto: dobbiamo fare presto”.

A un’altra anziana, una donna spiega che deve pagare in contanti, ma che dopo quei soldi le saranno restituiti.

“Signora, lei non ha fatto il bonifico, deve pagare in contanti alla consegna, i soldi le verranno restituiti”, dice la donna alla vittima. “Spero che sia così – la risposta dell’anziana – Sennò io mi devo uccidere”.

A un’altra vittima, uno dei truffatori raccomanda di “togliersi pure la catenina d’oro che ha al collo”. Poi le domanda: “Ha preso tutti gli oggetti in oro? Il peso quanto è in totale?”.

“È 215 grammi”, risponde la vittima. “Ma lei ha atri oggetti? Deve prendere tutto, aggiunga tutto quello che ha”. A un’altra vittima che chiede se può sentire l’altro figlio per farsi dare una mano, uno dei malviventi risponde che “Non abbiamo tempo, ora le mando una mia collaboratrice”.

Nel corso delle indagini, i militari dell’Arma hanno intercettato anche una conversazione tra due truffatori. Un uomo, parlando al telefono, spiega che all’anziano preso di mira “ci devi cambiare pure il pannolino mo che arrivi, sta pieno di soldi, vediamo di fare una cosa veloce”.

E l’altra risponde: “Sono a 2.5 km, semafori e macchine. Mi mancano 12 minuti, voi tenetelo al telefono”.

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Napoli, forte esplosione a Secondigliano durante la notte: gravi danni ad un noto panificio

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Una esplosione poi le fiamme. Intorno alle 2 di questa mattina una pattuglia dei carabinieri a Napoli, mentre percorreva corso Secondigliano ha sentito la deflagrazione nei pressi di un tarallificio al civico 568 ed e’ intervenuta.

Gravi i danni all’interno e all’esterno del locale. Danneggiate anche alcune abitazioni circostanti. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme. Sul posto anche gli artificieri del comando provinciale di Napoli per la bonifica della zona.

Probabile origine dell’esplosione un bidone di fronte all’attivita’ commerciale. Indagini in corso.

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Arzano: sequestrata officina meccanica, 3 persone denunciate

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ARZANO
ARZANO

Oli esausti, vernici, solventi, motori smontati, é quanto rinvenuto dalla polizia locale di Arzano in un’area di 1000 metri quadri alla durante l’incessante attività di controllo del territorio in ambito prevenzione e repressione dei reati in Terra dei Fuochi.

Gli agenti, coordinati dal Colonnello Biagio Chiariello, hanno localizzato una attività di meccatronica per riparazione moto alla via Tavernola, esercitata abusivamente da un soggetto gravato da precedenti per furto.

All’interno del sito erano state realizzate anche numerose baracche senza i necessari permessi concesse in affitto , a nero, a diversi soggetti tra cui un motoriparatore arzanese di circa 40 anni ed a un imprenditore.

A finire sotto chiave numerosi veicoli con contestazione dei reati ambientali di smaltimento illecito rifiuti al titolare dell’attività, sanzione amministrativa di 5mila euro per mancata scia e violazioni varie,

Sequestrata altresì l’intera area per violazioni urbanistiche con tre denunciati e rapporto inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

Intanto il numero crescente delle operazioni e i risultati ottenuti nella Terra dei Fuochi sono notevoli per la polizia locale di Arzano che continua a lottare in un territorio difficile dove il clima di omertà é sempre più incisivo rispetto ai pochi che denunciano.

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Afragola: distributori automatici chiusi dalle 20 a causa di comportamenti incivili

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AFRAGOLA DISTRIBUTORI AUTOMATICI
AFRAGOLA DISTRIBUTORI AUTOMATICI

Ad Afragola, il Sindaco Antonio Pannone, ha firmato un’ordinanza per la chiusura dei distributori automatici nell’orario notturno a causa di comportamenti incivili e disturbo della quiete pubblica ad opera di giovani e giovanissimi.

Con Ordinanza Sindacale n. 220/2025, ho disposto la chiusura temporanea di tutti i distributori automatici presenti sul territorio comunale nella fascia oraria 20:00 – 07:00, a decorrere dal giorno 23 giugno 2025 al 30 settembre 2025.

Questa decisione si è resa necessaria a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte dei residenti e delle attività commerciali, che hanno più volte denunciato assembramenti in prossimità dei distributori, spesso con comportamenti incivili, rumori molesti e disturbo della quiete pubblica nonché degrado urbano dovuto all’abbandono di rifiuti e consumo improprio di bevande alcoliche.

L’obiettivo di questa misura è ripristinare le condizioni di vivibilità, sicurezza e ordine pubblico, tutelando il diritto alla tranquillità dei residenti, la sicurezza del territorio e il corretto svolgimento delle attività economiche.

Sono consapevole che la chiusura dei distributori potrà creare qualche disagio, ma confido nella comprensione e collaborazione di tutti, nella certezza che un ambiente più ordinato e rispettoso sia un vantaggio per l’intera comunità.

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Sant’Antimo, spari nel locale “Il sole di notte”: due fermi e una questione amorosa dietro il raid

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Il Sole di Notte Sant'Antimo
Il Sole di Notte Sant'Antimo

La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha disposto il fermo di due soggetti per il raid avvenuto lo scorso mese di maggio nel ristorante “Il Sole di Notte” a Sant’Antimo. A riportale la notizia è il portale web Internapoli.it.

I due fermati, di cui si attende la convalida dell’arresto sono Pietro D’Angelo e Luigi Orefice, figlio del boss Michele Orefice, clan operante sul territorio di Frattamaggiore alleati con il clan Pezzella.

Durante il raid, Luca Di Stefano, pescivendolo, ristoratore e tiktoker, fu ferito ad una mano da un proiettile. Dalla ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti, si è trattato di una vera e propria spedizione punitiva, basata su un semplice sospetto.

Michele Orefice, padre di Luigi, da tempo in una relazione con una donna avrebbe saputo dal figlio che quest’ultima continuava ad avere contatti con il suo ex fidanzato, Luca Di Stefano, cosa che scatenava la sua ira al punto da interrompere immediatamente la relazione con la donna in questione. – Si legge su Internapoli – Inoltre, programmava un’efferata azione punitiva nei confronti della donna e del suo presunto amante per vendicare l’affronto subito con metodi da “boss”. Significativo il passaggio con cui il boss demanda al figlio il ‘lavoro’: la frase più eclatante è riferita alla brutalità dell’azione da compiere ai danni dell’uomo, che deve essere molto cruenta dicendo
testualmente al figlio: “Luigi fernut!”, tipica espressione criminale dialettale con la quale si lascia intendere che l’azione deve essere portata a termine con inaudita ferocia.

Dalle immagini delle telecamere è stato possibile ripercorrere tutte le fasi del raid. Con Luca Di Stefano salvato in pratica dagli arredi del locale che non hanno permesso al killer un’azione “agevole”. Dopo un primo colpo che ha colpito alla mano Di Stefano, il secondo non è andato a segno perché il killer sarebbe inciampato tra i tavoli del locale perdendo l’equilibrio prima di darsi alla fuga con il complice.

In poco più di un mese la DDA di Napoli e gli investigatori hanno risolto brillantemente il caso.

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Battipaglia: Istruttore arrestato in palestra mentre riprendeva donne nello spogliatoio

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Istruttore palestra Battipaglia
Istruttore palestra Battipaglia

Un istruttore di palestra è stato arrestato in flagranza di reato a Battipaglia (Salerno) dopo aver installato di nascosto uno smartphone con videocamera nello spogliatoio riservato alle donne. Il dispositivo era posizionato in modo tale da riprendere le clienti in momenti di particolare intimità, come durante la doccia o mentre si cambiavano d’abito.

L’intervento della Polizia è avvenuto grazie alla segnalazione tempestiva di alcune ragazze, che avevano notato comportamenti sospetti. Gli agenti del Commissariato di Battipaglia hanno colto l’uomo sul fatto, pochi minuti dopo aver collocato il telefono.

L’accusa formale è di interferenze illecite nella vita privata, ma non si esclude l’aggravante nel caso in cui tra le vittime risultassero presenti delle minorenni. Il materiale raccolto è stato sequestrato e attualmente è oggetto di attenta analisi da parte degli inquirenti, affidata a personale femminile della Polizia di Stato.

Alcune delle giovani coinvolte hanno già conferito mandato legale per costituirsi parte civile nel procedimento.

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Scosse Campi Flegrei: nessuna criticità riscontrata. Lunedì controlli nelle scuole

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CONTROLLI CAMPI FLEGREI
CONTROLLI CAMPI FLEGREI

Questa mattina su disposizione del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è riunito il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura per un punto di situazione dopo la scossa 3.2 in zona Campi Flegrei.

Alla riunione hanno partecipato i Vigili del fuoco, la Protezione Civile Regionale, le Forze di Polizia, i Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, la Guardia Costiera di Pozzuoli, il Referente Sanitario Regionale, la Società E Distribuzione, le ASL Napoli 1 Centro e Napoli 2 Nord, il COE 118, l’ INGV- Osservatorio Vesuviano di vulcanologia, l’Ufficio scolastico Regionale.

Non sono state segnalate criticità e i comuni intervenuti hanno comunque assicurato di essere pronti all’attivazione di aree di attesa e accoglienza in caso di necessità.
La funzione sanitaria non ha segnalato alcun problema presso gli ospedali dell’area interessata.

L’INVG Osservatorio Vesuviano di vulcanologia ha evidenziato un basso indice di scuotimento e tuttavia lunedì prossimo nella mattina, prima dell’ inizio delle attività scolastiche, saranno effettuati sopralluoghi tecnici nelle 16 scuole superiori interessate dallo svolgimento degli esami di Stato. Il Comune di Napoli provvederà alle verifiche tecniche anche presso le scuole materne di competenza, secondo le previsioni delle pianificazioni di settore. Anche la Società E Distribuzione non ha segnalato alcuna criticità

Locale da incubo al Vomero, Abusi edilizi, operai a nero, invasione di blatte: multe da migliaia di euro

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LOCALE VIA PIAVE VOMERO
LOCALE VIA PIAVE VOMERO

Sui social, in particolare su TikTok, il locale era molto seguito e nella realtà era anche molto frequentato dai giovanissimi. Ma una operazione interforze coordinata dal Comando della Polizia Locale di Napoli ha portato allo scoperto una lunga serie di irregolarità: da abusi edilizi ad una invasione di blatte.

Il locale si trova in via Piave, nel quartiere Vomero. L’Unità Operativa Tutela Edilizia ha accertato la fusione abusiva di più locali e la realizzazione di una struttura in metallo di circa 90 mq priva di qualsiasi autorizzazione urbanistica, per la quale è stato disposto il sequestro penale. Il gestore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

Contestualmente, l’Unità Operativa Investigativa ha elevato sanzioni per un totale di 6.250 euro, dovute tra l’altro alla somministrazione in area non autorizzata, alla vendita di alcolici senza licenza fiscale e alla gestione impropria dei rifiuti.

L’Ispettorato del lavoro ha riscontrato la presenza di 18 addetti, di cui 7 impiegati completamente in nero e 4 stranieri in condizioni irregolari, violando le norme sull’immigrazione. Sono state comminate sanzioni per 30.838 euro.

Ed ancora, l’Asl Napoli 1 Centro – U.O.C. SIAN ha disposto l’immediata sospensione dell’attività per gravi carenze igieniche, tra cui infestazioni da insetti e assenza di acqua calda sanitaria. Sono stati sequestrati 250 kg di alimenti privi di tracciabilità, bloccata un’attrezzatura per la produzione di ghiaccio e impartite 13 prescrizioni sanitarie, per un totale di 4.500 euro di sanzioni.

Riscontrata anche la mancanza di dispositivi di protezione, vie di fuga ostruite ed estintori non a norma, elevando sanzioni per 14.000 euro e segnalando il caso alla Procura.

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