venerdì, Giugno 19, 2026
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Aurora morta in culla a Santa Maria a Vico, le parole dei genitori rivolte ai Carabinieri: “Che ci siete venuti a fare?”

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“Che siete venuti a fare”: furono queste le parole rivolte ai carabinieri dai genitori e familiari della piccola Aurora Savino, la neonata morta a Santa Maria a Vico (Caserta) il 2 settembre 2023 sul cui corpo furono trovate ustioni ed ecchimosi.

È emerso nel processo in corso davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere in cui sono imputati per omicidio i genitori della bimba, il 28enne Emanuele Savino e la 21enne Anna Gammella, che hanno anche altri due figli piccoli.

A raccontare l’accoglienza poco amichevole ricevuta nell’abitazione della coppia, sono stati in aula i due carabinieri intervenuti, tra cui il comandante della stazione di Santa Maria a Vico Luisiano D’Ambrosio, che ha riferito, rispondendo alle domande del pm Stefania Pontillo, di essere arrivato su segnalazione del 118, che aveva accertato la morte sospetta di una bambina di 45 giorni.

Prima circostanza anomala riscontrata dal militare fu la presenza a casa della coppia, oltre al personale del 118, “dell’impresario delle pompe funebri Pasquale Russo”; c’erano poi il nonno paterno Gennaro Savino, Emanuele e Anna, genitori di Aurora, “con i quali discussi perché non volevano che fossimo lì”. Il carabiniere ha ricordato che “Aurora era nella culla con gli occhi semichiusi e i lividi vicino all’occhio”.

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Napoli: truffa su crediti d’imposta, sequestro da 347 mln a 39 società. Perquisizioni a commercialisti di Casoria

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord, per l’ammontare di 347 milioni di euro di crediti nei confronti di 39 società, ubicate principalmente tra le province di Napoli e Caserta, nonché a numerose perquisizioni nei confronti di alcuni commercialisti tra Casoria e le province di Roma e Milano.

In particolare, dalle indagini condotte dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore, è emerso che alcune società, già raggiunte da provvedimenti di sequestro di crediti per investimenti nel mezzogiorno mai sostenuti, avevano trasmesso numerose dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate, comunicando la disponibilità di ulteriori crediti derivanti dalla trasformazione di presunte attività da imposte anticipate in crediti fiscali, sfruttando illecitamente le agevolazioni introdotte dal Governo col decreto 34/2019 c.d. “Crescita Italia”.

La norma, nel dettaglio, prevede la possibilità di trasformare, in credito di imposta le perdite fiscali accumulate nel tempo e non ancora portate in deduzione del reddito, ovvero le eccedenze ACE, anch’esse non fruite, nella misura del 20% di eventuali crediti deteriorati ceduti a terzi entro la data del 31 dicembre 2020, termine poi prorogato, mediante applicazione dell’aliquota IRES.

L’importo che ne deriva, costituente il credito da DTA, può essere fruito in compensazione delle imposte dovute, ceduto a terzi o richiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate.Le Fiamme Gialle, partendo dai requisiti dettati dalla norma, hanno ricostruito la falsità dei dati indicati nelle dichiarazioni, non avendo le società accumulato, nel tempo, eccedenze di aiuti alla crescita economica o perdite fiscali per importi compatibili con i crediti, milionari, indicati nelle rispettive dichiarazioni.

Al termine delle ricostruzioni, i finanzieri hanno cosi individuato 39 società che risultavano detenere, a vario titolo, crediti da imposte anticipate (cosiddette DTA – deferred tax assets) per un ammontare complessivo pari a 328,5 milioni di euro e crediti per 18,5 milioni di euro derivanti da presunti investimenti nel mezzogiorno di fatto mai eseguiti, pervenendo al sequestro di dette somme anche nei confronti dei successivi cessionari che avevano indebitamente ricevuto parte delle illecite risorse.

La ricostruzione dei flussi creditizi illeciti, infatti, ha consentito di individuare anche due società “veicolo”, una società di capitali e un fondo comune di investimento lussemburghese, con sede secondaria in Italia, che hanno ricevuto 129 milioni di euro di crediti da parte di alcune società coinvolte nella frode, negoziando parte di dette risorse con ulteriori soggetti, per trarne un indebito profitto.

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Spaventoso incedente sulla A1: scontro tra bus con 30 bambini in gita e un tir, un ferito grave

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Grave incidente alle 8,30 di questa mattina sull’A1, l’autostrada del Sole, nel tratto compreso tra San Vittore del Lazio e Caianello. Stando a quanto si apprende dalle prime ricostruzioni, si sono scontrati un camion e un pullman con a bordo 30 bambini in gita scolastica.

Ci sarebbe un solo ferito in codice rosso, altre persone sarebbero ferite leggermente. I bambini sono in stato di shock.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco, gli uomini della Polizia Stradale di Cassino e un elicottero.

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Incendio in una palazzina a Pomigliano D’Arco: 10 intossicati, evacuati 16 appartamenti

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Incendio in una palazzina popolare: 10 persone lievemente intossicate in provincia di Napoli. Stanotte a Pomigliano d’Arco, i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti in via Walter Tobagi per un incendio che ha avvolto una palazzina popolare.

I 16 appartamenti sono stati evacuati per consentire le operazioni di spegnimento e 10 residenti sono stati soccorsi dal 118, per lievi intossicazioni da fumo. L’incendio è stato domato dai vigili del fuoco e i condomini sono rientrati.

Indagini in corso da parte dei carabinieri per chiarire origine delle fiamme.

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Sequestro San Giorgio a Cremano: fermato un uomo

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SEQUESTRO SAN GIORGIO A CREMANO
SEQUESTRO SAN GIORGIO A CREMANO

È stata sottoposta a fermo una persona nell’ambito delle indagini sul rapimento di un 15enne avvenuto stamattina a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dalla Dda di Napoli nei confronti di un 24enne che risulta indagato per sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravato dalla modalità mafiosa. Al momento, nella Questura di Napoli, sono in attesa di essere ascoltati il giovane e i genitori, accompagnati dall’avvocato Michele Rullo.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Napoli, che si sono avvalse del supporto tecnico del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del contributo del Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Torre Annunziata, hanno consentito in poche ore di soccorrere il minore rapito nelle fasi immediatamente successive al suo rilascio e di bloccare uno dei presunti rapitori, poi sottoposto al provvedimento di fermo.

Come riportato dal TG3 Campania, il 15enne è stato intercettato a Licola dalla Polizia di Stato. Il furgone usato per il rapimento è stato trovato ed è risultato rubato. Inoltre pare che il padre del ragazzo abbia ricevuto una richiesta di riscatto di 1 milione e mezzo di euro.

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San Giorgio a Cremano: sequestro lampo per figlio di un imprenditore

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Sequestro Figlio Imprenditore
Sequestro Figlio Imprenditore

Rapimento lampo a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, dove un 15enne è stato rapito e poi rilasciato.

Sull’accaduto sono in corso indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli coordinate dalla Procura. Il giovane sarebbe stato prelevato in strada mentre si stava recando a scuola.

Il ragazzino sarebbe stato sequestrato mentre si accingeva ad andare a scuola da un commando di uomini che gli hanno calato un cappuccio sulla testa e lo hanno trascinato a bordo di un furgone bianco. Dopo la denuncia di un passante, la notizia è stata diffusa sui social con l’invito a far girare il post. Scattate le indagini da parte della Procura, Il furgone è stato ritrovato ed è risultato provento di furto. Il ragazzo è stato liberato poi dalla polizia.

La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.

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“Stasera tutto è possibile” chiude o sarà addio con Stefano De Martino?

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STASERA TUTTO È POSSIBILE
STASERA TUTTO È POSSIBILE

Questa sera andrà in onda l’ultima puntata su Rai 2 di “Stasera tutto è possibile” una stagione segnata da record di ascolti con la conduzione di Stefano De Martino e il cast fisso del programma composto da Francesco Paolantoni, Biagio Izzo ed Herbert Ballerina.

Durante l’ultima puntata registrata all’Auditorium Rai di Napoli chi era presenta parla di un clima di commozione e nostalgia. A quanto pare sarebbero molti i dubbi sul futuro. La prima riguarda Stefano De Martino. Potrebbe non presentare più il programma in base ai progetti che presenterà la Rai per la prossima stagione televisiva.

Però dopo i record di ascolti di queste settimane, con numeri difficilmente ripetibili per chiunque altro su Rai 2, a sorpresa potrebbe anche terminare “Stasera Tutto è Possibile”. Per qualsiasi altro presentare sarebbe un’impresa praticamente impossibile confermare i dati auditel del trio De Martino, Paolantoni, Izzo. Saranno settimane di riflessione per i vertici Rai.

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Quarto: data alle fiamme dal vicino per un parcheggio, chiesto l’ergastolo

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QUARTO Antonella Iaccarino
QUARTO Antonella Iaccarino

Al culmine di una lite condominiale per un parcheggio ha versato addosso alla sua vicina del liquido infiammabile e poi ha appiccato le fiamme, bruciandola viva: ha chiesto la condanna all’ergastolo, il pm Maurizio De Marco, al termine della sua requisitoria, oggi, davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli (presidente Concetta Cristiano, giudice a latere Paola Scandone), nell’ambito del processo sull’omicidio di Antonella Iaccarino.

L’imputato è Francesco Riccio che quel giorno rischiò un vero e proprio linciaggio, arginato a fatica dai carabinieri. La Procura di Napoli gli contesta l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi. La tragedia avvenne nel cortile condominiale di Quarto, in provincia di Napoli, la mattina del 5 settembre 2023, dopo un’aggressione prima verbale e poi fisica.

La vittima, che aveva 48 anni, morì dopo due mesi di agonia nel reparto Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli. La sentenza è attesa per l’11 aprile.

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Bologna Napoli: tafferugli all’esterno dello stadio, ferito un poliziotto

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BOLOGNA NAPOLI
BOLOGNA NAPOLI

Un poliziotto in servizio allo stadio di Bologna per la partita di calcio Bologna-Napoli, è stato ferito all’esterno dell’impianto sportivo. L’agente in servizio alla Digos insieme ai colleghi, aveva intercettato i tifosi ospiti al loro arrivo allo stadio.

Secondo una prima ricostruzione i supporter azzurri avevano provato a dirigersi verso il settore occupato dai tifosi emiliani, avrebbero esploso alcune bombe carta e brandito dei bastoni. Il poliziotto potrebbe essere stato colpito alla testa proprio da uno di questi oggetti. Ricoverato in ospedale, ha riportato contusioni, ma non gravi.

Dopo i tafferugli, i tifosi del Napoli sono stati re-indirizzati verso il settore ospiti per assistere al match.

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Scoperto traffico illeciti di rifiuti dalla Lombardia alla Campania, sequestrati 92 milioni

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TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI
TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Trieste, in un’inchiesta della Dda di Milano con al centro anche persone vicine a clan della camorra, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per 92 milioni di euro in totale, ritenuti “profitto del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”, nei confronti “di 6 società di capitali e 11 persone”.

Le indagini, “anche transnazionali”, come si legge in una nota firmata dal procuratore Marcello Viola, e “avviate a partire dal 2024”, hanno riguardato “un’organizzazione criminale, composta anche da soggetti attigui a clan camorristici, dedita al traffico illecito di rifiuti e al successivo riciclaggio dei proventi illeciti”.

È emersa “una vasta frode ambientale e fiscale volta a garantire l’approvvigionamento, in favore di due aziende di smaltimento rifiuti del Nord Italia, di materiale di scarto o di provenienza illecita (per lo più rame e alluminio)”. Il sequestro si aggiunge ad un altro da “circa 70 milioni di euro, eseguito a luglio 2024”.

Le operazioni della Gdf sono in corso nelle province di Milano, Ferrara, Monza Brianza e Napoli, anche col supporto “del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) della Guardia di Finanza e delle unità cinofile”. Stando alle indagini, “gli ingenti flussi di prodotti gestiti dall’organizzazione venivano regolarizzati attraverso false fatturazioni emesse da imprese di comodo, così da celarne la provenienza illegale e deresponsabilizzare formalmente gli amministratori delle aziende di stoccaggio cessionarie, invece pienamente consapevoli dell’origine illecita della merce“.

E i pagamenti delle fatture, scrivono i pm, “venivano trasferiti su conti correnti esteri, anche cinesi, attraverso ulteriori flussi di false fatturazioni, per inibirne l’agevole tracciabilità“. Agli atti intercettazioni, pedinamenti, “monitoraggio mediante Gps degli spostamenti dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti ferrosi, installazione di telecamere su pubblica via e accertamenti bancari“. Sono state individuate “oltre 51 società tra cartiere e ‘filtro’ italiane che, nel periodo di indagine, hanno emesso fatture per operazioni inesistenti nel settore del commercio all’ingrosso di metalli per oltre 320 milioni di euro a favore di imprenditori compiacenti” delle province di Milano e Ferrara. In corso anche perquisizioni con l’uso di “due unità cinofile ‘cash dog'” per la “ricerca di contanti”.

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