domenica, Giugno 21, 2026
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Napoli: Colpisce un infermiere con un pugno, denunciata dai carabinieri

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I Carabinieri della stazione di Capodimonte, ieri sera, hanno denunciato in stato di libertà una 38enne di origini russe per lesioni ad un infermiere. Soccorsa poco prima in piazza Sette Settembre, a Napoli, per una lieve ferita alla mano, la donna è stata trasportata all’ospedale CTO.

In evidente stato di ebbrezza, ha colpito con un pugno allo stomaco l’operatore sanitario del triage, provocandogli lesioni lievi.

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Torre Annunziata: arrestata mamma pusher, spacciava con il neonato

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TORRE ANNUNZIATA
TORRE ANNUNZIATA

Una mamma che spaccia con il figlioletto in braccio, la droga nelle auto, i pacchetti di banconote, le armi. C’è questo ed altro nel blitz dei carabinieri coordinato dalla procura di Torre Annunziata che ha portato ad almeno cinquanta arresti.

Duecento i carabinieri del Gruppo oplontino impegnati per eseguire una misura cautelare emessa dal Tribunale di Torre Annunziata che ha scoperto un vasto giro di droga, ipotizzato nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso.

Il blitz è scattato nell’area vesuviana, in quella stabiese e nel salernitano: tra i comuni interessati – oltre a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia – anche Lettere, Eboli e Salerno. Tra gli episodi documentati dai carabinieri anche le sequenze video che ritraggono una madre con in braccio un neonato mentre spaccia stupefacenti a un tossicodipendente arrivato in auto all’appuntamento, in strada.

La droga, a quanto si evince da un video diffuso dagli inquirenti, era distribuita al dettaglio a domicilio e nascosta nelle intercapedini di autovetture utilizzate per gli spostamenti.

Consistenti i quantitativi di sostanze stupefacenti sequestrati insieme ad armi, munizioni e pacchetti di banconote di vario taglio.

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Crispano: colpi d’arma da fuoco contro portone abitazione, indagano i Carabinieri

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Colpi d’arma da fuoco esplosi contro il portone di un’abitazione a Crispano (NAPOLI), in via Molino 2. Diversi i bossoli repertati, di due differenti calibri. Nessun ferito.

A sparare  sono state almeno due persone. Vicenda ancora tutta da chiarire, i carabinieri hanno appurato che i colpi esplosi sono stati almeno una ventina.

Indagini in corso dei carabinieri del nucleo operativo Radiomobile di Caivano.

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Bimbo autistico Marano: starà più tempo a scuola ma senza compagni. La mamma non ci sta

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MARANO DI NAPOLI
MARANO DI NAPOLI

Due giorni in più alla settimana ma sempre tre ore al giorno e non l’orario completo come auspicava la mamma: passa da 9 a 15 ore alla settimana il totale delle ore di lezione per l’alunno di quinta elementare autistico e iperattivo di Marano, in provincia di Napoli.

Come richiesto dal ministro Valditara, oggi si é svolto il gruppo di lavoro operativo finalizzato alla reintegrazione dell’orario che però non ha portato ai risultati sperati dalla mamma dell’alunno: il bambino di Marano dovrà quindi lasciare l’istituto alle 11,30.
“Continuano a parlare di inserimento graduale – dichiara la mamma, che si dice in disaccordo e protesta – ma ormai siamo a marzo, e tra le festività pasquali e altri giorni festivi, restano effettivamente una quarantina di giorni di scuola.

Loro giustificano l’inserimento graduale con il fatto che mio figlio non fa terapia occupazionale, ma siamo in lista di attesa, non possono assolutamente condizionare la vita scolastica di un bambino perché esistono le liste di attesa. Non ho mai visto una cosa del genere – dice la donna – se mio figlio non è ancora abituato alla scuola è semplicemente perché sono loro che mi hanno costretta a portarlo solo per 9 ore a settimana, e quando ci va nella maggior parte di questo tempo lo tengono in palestra da solo e non in classe, lontano dai suoi compagni”.

“Mio figlio nella vecchia scuola – ricorda Imma – faceva i compiti, riceveva l’assegno a casa e partecipava alle attività di classe, se è regredito è colpa di questo loro modus operandi, sono stati loro che lo hanno disabituato alla vita scolastica facendomelo portare solamente per tre ore al giorno, e quando lo porto la maggior parte del tempo non sta mai in classe ma sempre in palestra da solo con il maestro di sostegno, senza compagni”.

“Non accetto assolutamente quanto deciso oggi, infatti non ho firmato, e soprattutto non accetto che si è parlato ancora di farmaco in sede di gruppo operativo di lavoro – conclude la donna – una persona che non conosce nemmeno mio figlio e non conosce la sua situazione clinica, qualificandosi come dottore ha ancora insistito sul farmaco, io questo non lo accetto. Tutti adesso dovranno assumersi le responsabilità dei danni che hanno creato a mio figlio e di un anno scolastico praticamente perso”.

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La Corte d’Appello di Napoli ha siglato protocollo per osservatorio su violenza donne

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CORTE APPELLO NAPOLI
CORTE APPELLO NAPOLI

È stato firmato quest’oggi, il protocollo d’intesa tra la Corte d’Appello di Napoli, la Procura generale presso la Corte d’Appello e la Cooperativa Sociale Eva, per realizzare un osservatorio distrettuale sul fenomeno della violenza di genere e sulla violenza domestica.

L’iniziativa intende raggiungere un sistema integrato ed efficace di protezione delle donne e dei minori che si rivolgono alla giustizia, alle forze dell’ordine o ai servizi territoriali al fine di evitare la vittimizzazione secondaria, tutelare i diritti, incidere sulla prevenzione del fenomeno.

L’Osservatorio effettuerà, fra l’altro, un costante monitoraggio della normativa, e delle sue applicazioni, la raccolta e diffusione di buone prassi modelli organizzativi e metodologie di lavoro, lo scambio e l’incremento di competenze specifiche e la promozione della formazione pluridisciplinare. Fra gli obiettivi dell’intesa, c’è il coinvolgimento di enti ed organizzazioni, per costituire un coordinamento permanente fra tutti gli attori territoriali che intervengono nella prevenzione e contrasto della violenza di genere, sino all’istituzione di un Tavolo tecnico permanente di concertazione.

La violenza si manifesta in molte forme: fisica, psicologica, economica, domestica. Nessuna di queste può essere tollerata o giustificata. Le vittime restano intrappolate in situazioni di paura e isolamento, convinte di non avere alternative o supporto – ha osservato la presidente di Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli -. Questo protocollo rappresenta un importante punto di partenza a difesa delle donne che, purtroppo sempre più spesso, sono vittime di situazioni che ne segnano irrimediabilmente l’esistenza. È fondamentale trovare la giusta sinergia fra attori istituzionali per creare una rete efficace, in primo luogo a livello distrettuale – attraverso il lavoro degli Uffici giudiziari da sempre sensibili sul tema – in grado di intercettare tempestivamente ambiti di malessere, difficoltà e di sopraffazione che si manifestano innanzitutto in contesti familiari e affettivi. Dobbiamo costruire insieme, anche con soggetti come la Cooperativa Eva, percorsi di protezione, ascolto, accoglienza e formazione“.

Al di là delle funzioni di vigilanza rispetto agli uffici giudiziari del distretto che ci compete per legge – ha commentato il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, Aldo Policastro, che ha fortemente voluto la firma dell’accordo – riteniamo strategica la possibilità di strutturare un intervento sistemico e globale attraverso il confronto, la cooperazione, la formazione degli operatori. L’Osservatorio che nasce oggi sarà il luogo di coordinamento stabile con le otto Procure, i Tribunali, le forze dell’ordine e tutti gli attori dei servizi pubblici e dei centri specializzati privati che intervengono sul tema della violenza di genere“.

Quando denunciano gli abusi subiti e dunque chiedono aiuto per uscire da una situazione di violenza, le donne vivono una condizione di grande criticità – ha detto Daniela Santarpia, presidente della Cooperativa Eva -. Nonostante i grandi cambiamenti del sistema normativo, chi le ascolta spesso non ha adeguate competenze tecniche per accoglierle. Così si assiste ancora a un inconsapevole spostamento di responsabilità dall’autore di violenza alla vittima e all’attivazione di comportamenti che generano vittimizzazione secondaria“.

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Ragazzina aggredita a Marano: denunciata 13enne appartenente al clan Polverino

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MARANO DI NAPOLI RAGAZZINA AGGREDITA
MARANO DI NAPOLI RAGAZZINA AGGREDITA

È stata identificata la ragazzina che ha aggredito una coetanea lo scorso 27 febbraio a Marano di Napoli. Aggressione che è stata anche ripresa dai presenti.

Si tratterebbe della nipote di un noto esponente del clan Polverino, da anni egemone sul territorio di Marano. La 13enne è stata denunciata dai Carabinieri della locale Compagnia.

L’aggressione è avvenuta fuori dal contesto scolastico. La ragazza era a casa sua quando alcune compagne le hanno citofonato e l’hanno attirata in strada dicendo che le volevano parlare. Una volta uscita di casa, la studentessa si è trovata davanti non solo le compagne di classe ma anche una ragazza appartenente a un’altra sezione che l’ha aggredita tirandole i capelli e colpendola con calci e pugni allo stomaco e al volto.

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Arriva al cinema il documentario “PINO” a 70 anni dalla nascita

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PINO DOCUMENTARIO
PINO DOCUMENTARIO

Il 31 marzo, l’1 e il 2 aprile arriva al cinema con un evento speciale il documentario “PINO” diretto da FRANCESCO LETTIERI, prodotto da Grøenlandia, Lucky Red e Tartare Film e distribuito da Lucky Red.

Un grande cantautore, un poeta, un grandissimo chitarrista, amato per la semplicità e la sfrontatezza con cui accedeva al suo mondo interiore e per la capacità di raccontarlo agli altri, Pino Daniele è riuscito a fondere la tradizione napoletana con la musica nera creando dei sound completamente nuovi e originali.

Nel documentario Francesco Lettieri conduce dietro la macchina da presa e Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale, sulle tracce di un Pino ancora non raccontato, servendosi di video mai diffusi di concerti, backstage e sale d’incisione, inediti musicali, foto degli album di famiglia, appunti tratti dal diario e strumenti musicali. Ripercorrendo i luoghi in cui Pino ha vissuto, emergono i sogni, le lotte, le delusioni, i traguardi e il rapporto con la famiglia, gli amici e i colleghi che hanno condiviso tanto con lui.

Pino Daniele è stato un cantautore, una rockstar, un’icona pop, ma anche un compagno di banco, un amico sincero, un marito, un padre, un napoletano certo, ma innamorato della Toscana, di Roma e di Milano. Un concentrato di italianità che però fuggiva gli stereotipi e cercava ossigeno nei musicisti di tutto il mondo. Il documentario cerca di raccontare tutto questo, partendo dalla sua musica, dalle sue canzoni, dai suoi esperimenti, fino ad arrivare a un inedito nascosto. “Pino” è un’immersione nella vita di Pino, testimoniata in audio dalle voci di chi lo ha amato, ci ha lavorato, suonato, girato il mondo in tour, anche litigato e poi fatto pace. L’architrave narrativa è una linea del presente che vede protagonista Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale, che si mette alla ricerca di quello che resta di Pino e si rende conto che forse non se n’è mai andato.

Nel documentario sono presenti le interviste a tanti artisti con cui ha collaborato Pino Daniele, tra cui Rosario Fiorello, Jovanotti, Vasco Rossi, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè ma anche James Senese, Rosario Jermano, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, star internazionali come Eric Clapton e poi amici di infanzia, parenti e discografici.

Oltre alle interviste e alle voci di chi lo ha accompagnato nella sua vita e nella sua carriera, c’è una selezione dei videoclip ambientati nella Napoli di oggi, perché i protagonisti dei suoi testi camminano ancora per i vicoli di Napoli e le canzoni di Pino sono ancora in grado di raccontarli, di raccontare la Napoli del presente e di quello che diventerà.

Francesco Lettieri, regista napoletano che oltre al cinema vanta innumerevoli collaborazioni con il mondo della musica e un particolare sodalizio con il cantante Liberato, con cui ha codificato un personalissimo immaginario legato a Napoli, innovativo e lontano dagli stereotipi, racconta Pino Daniele anche e soprattutto attraverso la Napoli di oggi girando ex novo i videoclip di alcune sue canzoni e inserendoli all’interno di questo racconto.

Soggetto e sceneggiatura di Federico Vacalebre e Francesco Lettieri, fotografia di Salvatore Landi, scenografia di Marcella Mosca, montaggio di Mauro Rodella e costumi a cura di Antonella Mignogna.

Il progetto vanta la collaborazione con la Fondazione Pino Daniele Ets che ha riconosciuto al documentario il sigillo “70/10 Anniversary”, un marchio distintivo assegnato esclusivamente a eventi, progetti e manifestazioni che, oltre a rendere omaggio alla memoria di Pino Daniele, rappresentano un valore significativo e un contributo rilevante alla sua eredità musicale e culturale, in occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa e dei 70 anni dalla sua nascita.

Frattamaggiore, chiude ortopedia lasciati senza risposte 1.746 persone

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FRATTAMAGGIORE
FRATTAMAGGIORE

«Il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord continua a non dare risposte alle 1.746 persone che hanno firmato la petizione promossa per chiedere certezze in merito alla riapertura del reparto di Ortopedia del San Giovanni di Dio di Frattamaggiore chiuso ormai da mesi».

Lo denunciano il medico Luigi Costanzo dell’Isde e tra i fondatori di LiberiAmo Fratta e il consigliere comunale di Afragola Antonio Iazzetta, tra i promotori della petizione che ha visto anche il coinvolgimento di associazioni e partiti, tra cui i Verdi e il Movimento Cinque Stelle di Frattamaggiore e il Pd di Afragola e Grumo Nevano.

«Lo scorso 17 febbraio abbiamo inviato una pec al direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord chiedendo un incontro e, a corredo della nostra richiesta, abbiamo allegato tutte le firme», spiegano Costanzo e Iazzetta per i quali «non dare alcun riscontro alla richiesta di tante persone è un ulteriore segnale di preoccupazione per il futuro del reparto di Ortopedia e dell’intero ospedale di Frattamaggiore, che resta l’unico presidio ospedaliero pubblico per centinaia di migliaia di persone».

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Pensionato napoletano ucciso a Mantova: arrestata la figlia

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ROSA CAPUANO - FRANCESCO CAPUANO
ROSA CAPUANO - FRANCESCO CAPUANO

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Francesco Capuano, l’anziano napoletano ucciso lo scorso 23 dicembre nel garage della sua abitazione a Suzzara, in provincia di Mantova, con diversi colpi d’arma da fuoco alla testa sparati da distanza ravvicinata.

Questa mattina i Carabinieri hanno arrestato la figlia 46nne della vittima, Rosa Capuano.
Il movente dell’omicidio, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe da attribuire alla volontà della donna di affrancarsi dalla figura paterna, ritenuta possessiva, nonché alla convinzione dell’indagata di divenire erede universale.

Rosa Capuano è stata arrestata dai Carabinieri a Giugliano, in provincia di Napoli, a casa della sorella dove si era trasferita subito dopo l’omicidio dato che la sua abitazione a Suzzara era stata posta sotto sequestro. La donna sarà trasferita in carcere a Mantova, il cui arrivo è previsto per il pomeriggio. Le accuse per lei sono di omicidio premeditato e di detenzione illecita di arma da fuoco. Le indagini sono ancora in corso, ma nei confronti della donna sono già stati raccolti, secondo gli investigatori, gravi indizi di colpevolezza.

La mattina del 23 dicembre scorso, Rosa Capuano aveva allertato i soccorsi sostenendo di avere trovato il corpo del padre sul sedile del lato guida della sua auto, all’interno del box situato nel garage condominiale a Suzzara.

Ai Carabinieri la donna aveva raccontato di aver accompagnato il padre in garage per uscire con l’auto, come faceva tutti i giorni, e di essere poi risalita in casa a prendere un oggetto che si era dimenticata. Al ritorno in garage, dopo più di mezz’ora, aveva detto di aver trovato il cadavere del padre crivellato di colpi, sul sedile di guida, riverso sul volante.

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Blitz della Guardia di Finanza Salerno: arresti e sequestri

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SALERNO
SALERNO

La Guardia di Finanza di Salerno sta eseguendo 28 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati e un decreto di sequestro per oltre 1,4 milioni di euro nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura di Salerno.

Complessivamente i finanzieri stanno notificando 12 arresti in carcere, 12 arresti ai domiciliari e quattro misure di interdizione per l’esercizio dell’attività professionale. I reati contestati sono, a vario titolo, associazione a delinquere, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, estorsione, favoreggiamento, truffa ai danni dello Stato, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e reimpiego di denaro provento di reato, oltre a illeciti in materia di contrasto all’immigrazione clandestina.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa indetta per le 11 nella sede della Procura della Repubblica di Salerno.

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