sabato, Giugno 20, 2026
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Napoli, 13enne accoltellato mentre tenta di sedare rissa: ferito alla coscia, non è grave

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Un 13enne è rimasto ferito ieri sera a Napoli mentre tentava di sedare una rissa in via Toledo. Il ragazzo è stato accoltellato alla coscia destra ed è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini.Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo di Napoli Centro.

Per il minore i medici hanno disposto una prognosi di sette giorni.Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e identificare le persone coinvolte nella rissa.

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Caserta: La Polizia Provinciale sequestra la discarica abusiva di Cava Cocozza

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Caserta discarica Cava Cocozza
Caserta discarica Cava Cocozza

La Polizia Provinciale di Caserta, agli ordini del comandante Biagio Chiariello, ha scoperto e sottoposto a sequestro una discarica abusiva di circa 300 metri quadrati in via Rossetti, nella frazione Piedimonte di Casolla, nel territorio del Comune di Caserta.

I rifiuti erano accumulati all’interno della cosiddetta “Cava Cocozza”, una cava dismessa di proprietà comunale. L’operazione rientra nell’ambito delle attività di controllo finalizzate alla tutela dell’ambiente e alla prevenzione dello sversamento illecito di rifiuti, condotte dagli agenti della Polizia Provinciale.

Gli accertamenti hanno evidenziato che, nei mesi scorsi, ignoti avevano divelto e danneggiato la barriera di recinzione posta a delimitazione dell’area della cava, rendendo così possibile l’accesso al sito e l’abbandono incontrollato di rifiuti.

Nel corso dell’intervento sono stati rinvenuti numerosi materiali di diversa natura, tra cui materassi, plastiche, arredi in legno, scarti edili, guaine bituminose, pneumatici e scarti tessili. Il consistente accumulo di rifiuti rappresentava un potenziale rischio per l’ambiente e per la salute pubblica, oltre a costituire una possibile fonte di innesco per incendi dolosi.

Al termine delle operazioni, l’area è stata sottoposta a sequestro penale e affidata in custodia giudiziale al dirigente del Settore Ambiente del Comune di Caserta, mentre sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione dei responsabili dello sversamento.

Il provvedimento di sequestro è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria e si inserisce nel più ampio piano di rafforzamento dei controlli sul territorio, volto a contrastare il fenomeno delle discariche abusive e degli illeciti ambientali.

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Domani sera ritorna ‘Stasera tutto è possibile’ su Rai 2: tema ‘Step Duel’

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Dopo il record d’ascolti della prima puntata, torna domani, alle 21.20 su Rai 2, Stasera tutto è possibile, il comedy show condotto da Stefano De Martino, realizzato dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine Italy.

Ospiti di questo secondo appuntamento, a tema Step Duel, saranno: Francesco Paolantoni, Biagio Izzo, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Brenda Lodigiani, Nek, Aurora Leone e Fabio Balsamo dei “The Jackal”. Tornerà, poi, Claudio Lauretta nei panni di Gerry Scotti.

La parola d’ordine dello show – in onda, come da tradizione, dall’Auditorium Rai di Napoli – resta la stessa di sempre: divertirsi, tra leggerezza e risate.

Tutti gli ospiti si mettono in gioco e improvvisano nelle varie prove, a cominciare dall’immancabile icona del programma: “La Stanza inclinata”. Tra gli altri giochi della serata: “Stammi dietro dance”, “Segui il labiale” e “Do re mi fa male”. Presenti, in ogni puntata, il dj Claudio Cannizzaro e il Panda, mascotte del programma.

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stasera tutto è possibile

Terremoto 5,9 nel Golfo di Napoli, riunione dal Prefetto: nessun legame con Vesuvio e Campi Flegrei

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Si è svolta questa mattina una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi convocata dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, in relazione alla scossa di TERREMOTO di magnitudo 5.9, registrata la notte scorsa alle ore 00.03 al largo del Golfo di Napoli con epicentro individuato a 10 chilometri dall’isola di Capri.

Alla riunione hanno partecipato la Direttrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Lucia Pappalardo, il Direttore regionale per la protezione civile, Italo Giulivo, i sindaci del Comuni costieri e delle isole, i referenti di Città Metropolitana, delle Forze di polizia, della Guardia Costiera, delle Asl, di Rfi, della Cri e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

L’Ingv ha specificato che la scossa di TERREMOTO è avvenuta a una profondità di 414 chilometri, per cause del tutto autonome e non ricollegabili ai fenomeni vulcanici e bradisismici dell’area flegrea e che, considerata la notevole profondità dell’evento sismico, il fenomeno non ha generato effetti in grado di arrecare danni alla popolazione o alle aree costiere.

I Sindaci ed i Commissari straordinari dei Comuni costieri e delle isole hanno confermato l’assenza di qualsiasi danno a persone o cose. Sono in corso di aggiornamento i Piani di Protezione Civile comunali, anche con specifico riguardo al rischio maremoto e alle procedure di allontanamento in caso di emergenza.

La Capitaneria di Porto, infine, sta proseguendo le attività di monitoraggio lungo tutto il litorale per accertare che la scossa non abbia provocato criticità lungo i tratti di costa e sui costoni. La situazione resta attentamente seguita dalla Prefettura.

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Napoli: rubati 3,5 milioni di euro di farmaci oncologici salvavita, 10 misure cautelari anche a Melito e Catania

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Furti di farmaci oncologici salvavita, dieci misure cautelari eseguite a Napoli, Melito (Napoli) e Catania.

I Carabinieri della compagnia Napoli Vomero e dei reparti territorialmente competenti hanno eseguito questa mattina un’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 indagati, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per altri 3 indagati e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

I reati contestati sono furto pluriaggravato e ricettazione di farmaci oncologici salvavita.

Le indagini, coordinate dalla settima sezione Sicurezza Urbana della Procura di Napoli e condotte dal Nucleo operativo della Compagnia Vomero dal maggio 2024 all’aprile 2025, hanno consentito di accertare l’operatività di un gruppo criminale specializzato nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere dislocate sul territorio nazionale, uniche autorizzate a detenere i farmaci antitumorali salvavita.

Il modus operandi del gruppo si era affinato nel tempo, prevedendo un’attenta selezione delle strutture sanitarie pubbliche prese di mira, con sopralluoghi e predisposizione di mezzi (auto a noleggio e utenze telefoniche dedicate), che consentivano l’esecuzione di furti con azioni accuratamente calcolate, tra cui l’eventuale oscuramento di telecamere di sorveglianza o abbattimento di porte ed avvalendosi altresì di informazioni riservate, per esempio in ordine alla tempistica di approvvigionamento dei farmaci.

Il gruppo, organizzato da due soggetti, si avvaleva in ogni fase esecutiva, a rotazione, di complici diversi e aveva legami con una rete di ricettatori che riforniva con una certa continuità.

Sono stati ricostruiti quattro furti di medicinali presso il Policlinico Universitario “Federico II” di Napoli, commessi rispettivamente il 31 maggio 2024, il 18 agosto 2024, il 2 settembre 2024 e il 10 dicembre 2024, per un danno stimato per il Servizio sanitario nazionale dal valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro, in tre dei quali figura quale basista una guardia giurata in servizio presso una delle società appaltatrici del servizio di vigilanza.

Quest’ultimo è destinatario della misura della custodia in carcere insieme ai due indagati ritenuti soggetti apicali dell’organizzazione criminale.

Sono stati posti ai domiciliari i soggetti che via via formavano le cosiddette ‘paranze’, mentre gli obblighi di presentazione sono stati adottati nei confronti dei responsabili della ricettazione dei farmaci antitumorali, dal valore di oltre 1 milione di euro, sottratti dalla sede del Distretto 30 dell’Asl Napoli 1 Centro il 28 aprile 2024 in occasione di un quinto furto. Risultano infine indagati a piede libero altri ricettatori, anche di farmaci pericolosi per la salute perché contraffatti, adulterati o in cattivo stato di conservazione.

“La professionalità dimostrata nell’esecuzione dei furti – sottolinea la Procura di Napoli in una nota a firma del procuratore Nicola Gratteri – non si estendeva alla catena del freddo necessaria per la conservazione delle sostanze farmacologicamente attive, rendendo i farmaci ricettati potenzialmente dannosi”.

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Tentato furto in un cantiere Napoli Cancello Alta Velocità nella notte: ladri messi in fuga dall’intervento della vigilanza

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Tentato furto nella notte all’interno di un cantiere edile Napoli Cancello Alta Velocità, ma l’intervento tempestivo della vigilanza privata ha mandato all’aria i piani dei malviventi, costringendoli alla fuga prima di poter portare via eventuale materiale.

L’episodio si è verificato intorno alle 3:28, quando la centrale operativa dell’istituto di vigilanza Prestige ha segnalato un’allerta per intrusione in corso presso un cantiere identificato come OC-01. Ricevuta la segnalazione, una pattuglia della vigilanza si è immediatamente diretta sul posto per effettuare le verifiche del caso.

Giunto nell’area pochi minuti dopo, l’addetto alla sicurezza – indicato nella relazione come G.P.G. R. F. – ha riscontrato le catene delle transenne del cantiere tagliate, segno evidente del tentativo di accesso abusivo. L’ispezione immediata della zona non ha però rilevato la presenza di persone sospette: con ogni probabilità i malviventi si sono allontanati precipitosamente proprio grazie all’arrivo della vigilanza, evitando il confronto diretto.

Dopo il sopralluogo, la guardia ha informato la centrale operativa e ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato, che si è recata sul posto per gli accertamenti e per raccogliere la segnalazione dell’accaduto. Le forze dell’ordine hanno inoltre indicato che, qualora venissero riscontrati ammanchi di attrezzature o materiali, il responsabile del cantiere dovrà presentare formale denuncia alle autorità competenti.

Ancora una volta si è rivelata determinante la rapidità di intervento dell’istituto di vigilanza Prestige, la cui segnalazione e presenza immediata sul luogo hanno presumibilmente messo in fuga i ladri prima che il furto potesse essere portato a termine.

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furto cantiere napoli cancello

Alla Cappella Sansevero di Napoli presentato il percorso visivo tattile al Cristo velato per non vedenti e ipovedenti

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‘La meraviglia a portata di mano’: la Cappella Sansevero di Napoli dedica un’apertura straordinaria ed esclusiva al pubblico di 80 non vedenti ed ipovedenti martedì 17 marzo.

La visita tattile offrirà l’eccezionale opportunità di esplorare e toccare con mano le principali opere del Museo, dal celebre Cristo Velato, fra i più suggestivi capolavori della scultura di tutti i tempi, ai bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno.

Per accompagnare i visitatori con disabilità in quel giorno saranno guide anch’esse non vedenti che vengono formate in questi giorni. “Il velo che copre il Cristo è straordinario. Non si riesce a comprendere come Giuseppe Sanmartino possa aver fatto l’opera. Il velo non è spiegabile per nessuno, per chi vede e no.

E poi soprattutto ci sono i dettagli, l’avvertire al tocco le vene pulsanti, nonostante il corpo del Cristo sia coperto dal velo”. Così Chiara Locovardi, che sarà una delle accompagnatrici dei visitatori, descrive il Cristo Velato. “È un’esperienza – spiega ancora – travolgente. Bisogna davvero entrare nell’opera per riuscire a trasmettere al visitatore tutte le particolarità del Cristo Velato”.

La piccola cappella nel centro di Napoli ospita circa 2.000 visitatori al giorno ma per il 17 marzo “le guide – racconta Maria Alessandra Masucci, presidente del Museo Cappella Sansevero – hanno analizzato e studiato le opere per poi avere il metodo e le modalità da usare con i visitatori. Ci sarà una brochure in braille. Per noi l’accessibilità presuppone l’idea che ogni visitatore ha le proprie necessità. Mettiamo quindi a disposizione gli strumenti interpretativi adeguati alle esigenze di ciascuno, sapendo che la diversità non è una cosa eccezionale, ma è la normalità”.

Una normalità che per Giuseppe Ambrosino, presidente a Napoli dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, si raggiunge “vivendo le opere nella visione tridimensionale che dà il tocco, attraverso un senso reale e che trasmette quella che era la volontà dello sculture, immaginando che pensava a Cristo in quel momento. A noi oggi tutto ci viene descritto con gli strumenti tecnologici, ma poter avere un contatto con l’opera è un grande passo avanti. Il tatto, mancando la vista, si rafforza, come accade ad esempio al gusto e al profumo nei pasti”.

Lo stesso Ambrosino sottolinea “che sarebbe bello avere questa visita in altre occasioni per i non vedenti” e il Museo sta pensando a una data all’anno che diventi regolare. Una visita, spiega Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili, che “porti la godibilità a persone non vedenti e ipovedenti e su cui facciamo oggi un momento di formazione sul campo, con la metodologia dell’esplorazione tattile su cui ogni visitatore avrà la sua guida che la aiuterà a scoprire questo patrimonio.

Un’esplorazione che prosegue prima per una identificazione spaziale e poi tattile, che può essere eseguita con una o due mani, seguendo l’esigenza del singolo visitatore e con il racconto che ogni centimetro accompagna il visitatore nell’esplorazione dell’opera”.

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Napoli, svolta nelle indagini sull’omicidio di Ylenia Musella: il coltello era nella mano del fratello al momento del fendente

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NAPOLI – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Ylenia Musella, la giovane di 22 anni uccisa lo scorso 3 febbraio nel quartiere Ponticelli. Gli ultimi accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Napoli stanno contribuendo a chiarire in modo più preciso la dinamica dell’aggressione avvenuta all’interno dell’abitazione familiare.

Secondo quanto emerso dalle verifiche investigative, il coltello che ha provocato la ferita mortale al cuore della ragazza non sarebbe stato lanciato, ma impugnato direttamente dal fratello Giuseppe Musella, 28 anni, nel momento in cui è stato sferrato il colpo. Una conclusione che confermerebbe la ricostruzione formulata sin dalle prime fasi delle indagini dalla Squadra Mobile e dai magistrati titolari del fascicolo. La stessa ipotesi era stata richiamata anche dal giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere per il giovane.

Rimangono invece ancora da chiarire con precisione le cause che hanno portato alla lite tra i due fratelli, che vivevano nello stesso appartamento nel rione Conocal. Nella confessione resa agli investigatori in Questura e poi confermata davanti al giudice, il 28enne ha raccontato che la discussione sarebbe nata mentre la sorella stava parlando al telefono con il volume della voce molto alto. L’uomo avrebbe detto di voler riposare e di essere stato infastidito dal rumore.

Sempre secondo la versione fornita dall’indagato, la tensione sarebbe aumentata quando la ragazza avrebbe reagito colpendo con dei calci il pitbull dell’uomo. Gli accertamenti della polizia scientifica sull’animale non hanno però evidenziato ferite, ma soltanto tracce di sangue ritenute compatibili con quello della vittima.

Il coltello utilizzato durante l’aggressione è stato ritrovato dagli investigatori sotto un camioncino nelle vicinanze dell’abitazione e non conficcato nel corpo della giovane. Inoltre, tra le persone che hanno riferito di aver assistito alla scena, nessuno ha raccontato di aver visto estrarre l’arma prima del disperato tentativo di portare la 22enne in ospedale. Un tentativo che purtroppo non è bastato a salvarle la vita.

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Rita De Crescenzo irreperibile per il Fisco: tre atti dell’Agenzia delle Entrate depositati al Comune di Napoli

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NAPOLI – Tre tentativi di notifica andati a vuoto e altrettanti avvisi di deposito presso la Casa Comunale. Al centro della vicenda c’è la tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, molto seguita sui social e spesso protagonista di polemiche pubbliche.

Secondo quanto emerge dai registri del Comune di Napoli, l’Ufficio Notifiche della Corte d’Appello ha pubblicato tre distinti avvisi di deposito di atti intestati alla influencer. Le notifiche sono state effettuate per irreperibilità su richiesta dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Napoli. Gli atti risultano depositati in data 9 marzo 2026 presso la Casa Comunale.

Si tratta di una procedura prevista dalla normativa quando il destinatario non viene trovato all’indirizzo di residenza. In questi casi l’atto viene depositato negli uffici comunali e l’avviso viene affisso all’Albo Pretorio: trascorsi i termini di pubblicazione, la notifica si considera comunque perfezionata anche se l’interessato non ritira materialmente i documenti.

Il contenuto degli atti non è stato reso noto. Tuttavia il riferimento all’articolo 60 del Dpr 600/73, utilizzato per le notifiche in materia tributaria, lascia ipotizzare che possano riguardare questioni fiscali come cartelle esattoriali o intimazioni di pagamento.

La vicenda riporta l’attenzione su un episodio avvenuto lo scorso novembre durante le elezioni regionali in Campania. In quell’occasione De Crescenzo si era presentata al seggio per votare scoprendo di essere stata cancellata dagli elenchi elettorali. La situazione aveva generato polemiche e accuse politiche: secondo il deputato Francesco Emilio Borrelli la cancellazione sarebbe stata legata proprio a una presunta irreperibilità anagrafica.

La tiktoker aveva respinto le accuse, definendo la vicenda «vergognosa» e sostenendo di avere regolare residenza nel quartiere Pallonetto di Santa Lucia a Napoli.

Ora, a distanza di alcuni mesi, i tre avvisi di deposito collegati all’Agenzia delle Entrate riaccendono l’attenzione sul caso. Se gli atti non verranno ritirati, i termini per eventuali pagamenti o ricorsi decorreranno comunque secondo quanto stabilito dalla legge.

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Truffe per 800mila euro per conto del clan dei casalesi, due arresti:tra indagati anche un collaboratore di giustizia, genero di Bidognetti

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Sono accusate di associazione per delinquere e autoriciclaggio con l’aggravante di agevolare il clan dei Casalesi le due persone a cui, al termine di indagini coordinate dalla Dda di Napoli (procuratore aggiunto Michele Del Prete), i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta e Milano, hanno notificato due arresti in carcere emessi dal gip.

Facevano parte di un’organizzazione criminale che tra l’Italia e la Spagna svuotava i conti correnti di ignari di privati e aziende attraverso l’accesso abusivo a sistemi informatici grazie al furto di dati sensibili realizzato via mail (phishing), mediante l’invio di sms (smishing) e tramite comunicazioni telefoniche (vishing).

Si tratta di Pasquale Corvino, 40 anni, e della compagna Angela Turco Cirillo, 43 anni, il primo ritenuto dagli inquirenti promotore e organizzatore dell’associazione a delinquere e l’altra sua diretta collaboratrice, che prelevava i contanti dai conti correnti all’esterno per consegnali a Corvino, e che si adoperava anche per investire il denaro in moneta virtuale.

Tra gli indagati, complessivamente 24, figura anche Nicola Sergio Kader, esponente di vertice della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi, e il collaboratore di giustizia Vincenzo D’Angelo, genero del boss Francesco Bidognetti, detto “cicciotto di mezzanotte”.

Le indagini, che si sono svolte anche attivando i canali di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di fare luce su 38 episodi di truffa perpetrate ai danni di altrettante vittime italiane a cui sarebbero stati sottratti circa 800mila euro almeno in parte finite nelle casse del clan dei Casalesi.

Le truffe, è emerso dalle indagini, risalgono al periodo che va tra gennaio 2018 e dicembre 2023, e venivano realizzate con diverse modalità. Inoltre per acquisire ulteriori elementi di prova, sono state effettuate ben ventuno perquisizioni in abitazioni e attività commerciali nelle Province di NAPOLI, Caserta, Modena, Benevento, Potenza e Isernia.

Il primo schema, più comune, consisteva nell’inviare alla vittima un messaggio sms o una mail, proveniente – solo apparentemente – dall’istituto di credito dove il soggetto aveva aperto un rapporto di conto corrente, con i quali veniva comunicata l’avvenuta esecuzione di bonifici o di altre disposizioni di addebito.

Successivamente il truffatore, spacciandosi per un dipendente della Banca addetto al sistema antifrode, induceva la vittima a eseguire un bonifico istantaneo verso un altro conto corrente, riconducibile al sodalizio criminale. Un secondo schema consisteva nella fraudolenta attivazione di una copia della sim telefonica in uso alla vittima e associata al conto corrente.

In tal modo, era possibile accedere all’home banking e, una volta ricevuta la password temporanea (codice otp) via sms, trasferire con bonifici istantanei le somme esistenti sui conti correnti verso rapporti bancari riconducibili all’organizzazione.

Il denaro veniva velocemente inviato su altri conti correnti, anche esteri, prelevati “per contanti” e consegnati, in gran parte, a esponenti del clan dei casalesi. In alcune circostanze, poi, i proventi illeciti sarebbero stati impiegati anche per l’acquisto di valute virtuali, ritenute un investimento “sicuro” in considerazione dell’oggettiva difficoltà di identificare i titolari dei relativi portafogli virtuali (criptowallets).

I due arrestati sono imprenditori casertani operanti nel settore del commercio di automobili e domiciliati tra l’Italia e la Spagna. Per gli altri indagati, spiega una nota, il giudice “ha comunque ritenuto sussistente un quadro indiziario idoneo a dimostrare che hanno fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, al riciclaggio e all’autoriciclaggio, con l’aggravante, per sei soggetti, della finalità di agevolare il clan dei Casalesi”.

Gran parte dei proventi illeciti, pari a circa il 40%, veniva consegnato, per contanti, ad esponenti del clan camorristico al fine di finanziarne l’operatività e provvedere al mantenimento di svariate famiglie di detenuti del clan stesso, rafforzando la presenza camorristica sul territorio.

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