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Cardinale Battaglia: “Il Bambino Gesù viene sulla terra per aprire le porte che l’egoismo, il peccato, l’indifferenza hanno chiuso”

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DOMENICO BATTAGLIA CARDINALE NAPOLI NATALE 2025
DOMENICO BATTAGLIA CARDINALE NAPOLI NATALE 2025

“Il Bambino Gesù viene sulla terra per aprire le porte che l’egoismo, il peccato, l’indifferenza hanno chiuso”.

Lo scrive nella lettera di Natale, indirizzata ai fedeli, l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia. Il presule parla di un Gesù Bambino che dal presepe prende un mazzo di chiavi – alcune lucide, altre storte, certe pesanti come un destino, altre piccole come un fiore – si incammina per aprire alcune porte.

La prima porta che incontrò non era visibile a tutti, ma il Cielo la vedeva benissimo: era la porta delle relazioni ferite, quelle fatte di parole non dette, di orgogli che non si piegano, di abbracci negati. Il Bambino scelse una chiave curva, fatta apposta per aprire ciò che è storto. La porta si sciolse come neve al primo sole, e dietro si affacciarono mani che tornavano a cercarsi, volti che si riconoscevano, cuori che ricevevano un’altra possibilità“, scrive l’arcivescovo parlando poi del lavoro che non c’è, dei migranti in fuga e di quanti – dinanzi alle avversità – finiscono per perdere la speranza.

Il Bambino Gesù però “più avanti trovò le porte chiuse delle fabbriche dismesse, quelle spente dalla fretta dell’economia che scarta. Le porte erano alte, arrugginite, mute. Lui prese una chiave pesante, di ferro vivo, e la girò nella serratura. La ruggine cadde a terra come pioggia, e da dentro uscì un vento tiepido: dignità che rinasce, lavoro che torna ad avere un volto umano, futuro che si riapre“.

Proseguendo, il Bambino si fermò davanti ai cancelli sigillati dei porti chiusi, quelli serrati dalla paura di accogliere. Le loro porte erano fatte di timori, non di legno.
Le aprì con una chiave di luce quasi trasparente. E il mare sembrò tirare un sospiro. Le onde tornarono ad accompagnare chi cerca una riva, una casa, un respiro nuovo. Infine arrivò alle porte più difficili: quelle dei cuori senza speranza. Erano serrature fragili, custodite da buio e stanchezza. Il Bambino trovò nel mazzo una chiave minuscola, quasi invisibile, ma calda come una mano amica. Bastò sfiorare le serrature, e ogni porta iniziò a cedere. Non a spalancarsi: cedere. Come fa la speranza quando inizia a tornare. Una scintilla, una fessura, un inizio. E la vita fiorisce“, conclude.

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Sorrento: Furti di prodotti ittici per oltre 700mila euro, in due ai domiciliari

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SORRENTO
SORRENTO

SORRENTO – In un anno e mezzo, introducendosi all’interno del magazzino dell’azienda della quale erano dipendenti, avrebbero messo a segno circa 220 furti di prodotti ittici per un valore di circa 700mila euro.

Con queste accuse due uomini – un 60enne di Piano di Sorrento ed un 41enne di Torre Annunziata – sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Sorrento. Nel marzo del 2023, secondo una ricostruzione degli investigatori coordinati dalla Procura del Tribunale d Torre Annunziata, si sono verificati i primi episodi di sottrazione della merce.

E così, un episodio dietro l’altro, la vicenda è andata avanti fino al dicembre del 2024: l’obiettivo era quello di soddisfare le “ordinazioni” di un terzo soggetto. I due si sarebbero introdotti nel deposito dei prodotti ittici utilizzando un duplicato delle chiavi ottenuto illecitamente.

L’inchiesta ha avuto una prima svolta nel dicembre dello scorso anno, quando uno dei due fu bloccato dai carabinieri mentre effettuava l’ennesimo trasporto di merce.

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Tredicenne affetto da grave patologia trasferito in struttura specialistica di Verona con volo d’urgenza grazie al coordinamento della Prefettura di Napoli

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Il prefetto di NAPOLI, Michele di Bari, esprime vivo apprezzamento per l’intervento, che, questa notte, ha consentito il tempestivo trasferimento di un tredicenne, affetto da una grave patologia, presso una struttura ospedaliera specialistica di Verona.

La Prefettura ha coordinato il trasporto sanitario urgente in stretto raccordo con l’Aeronautica Militare e con l’ospedale pediatrico Santobono Pausilipon di NAPOLI, per consentire al ragazzo di essere sottoposto ad un urgente intervento chirurgico.

“Grazie alla pronta attivazione del sistema di emergenza e all’efficace coordinamento tra le Amministrazioni coinvolte, il trasporto è stato effettuato in tempi rapidi e in condizioni di massima sicurezza”, si legge in una nota della prefettura.

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Esplode la canna fumaria, 83enne ucciso dalle esalazioni di fumo nel casertano: inutile l’allarme dei vicini

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Prima lo scoppio della canna fumaria, quindi le esalazioni di fumo che hanno invaso l’appartamento in cui viveva.

È morto così a Marzano Appio, nel Casertano, un uomo di 83 anni. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Caserta e i sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che accertare il decesso dell’anziano.

Secondo quanto è emerso, la canna fumaria si è incendiata e il fumo ha presto invaso i locali della casa. I vicini hanno allertato i soccorsi ma per l’anziano era ormai troppo tardi.

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Napoli baciata dalla fortuna prima di Natale: vinti oltre 1,5 milioni di euro al SuperEnalotto con il ‘5stella’

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Napoli festeggia una vincita milionaria al SuperEnalotto. Nell’estrazione di lunedì 22 dicembre, concorso n. 204, un fortunato giocatore ha centrato 1 Punto 5SS e 1 Punto 5, portando a casa una vincita complessiva di 1.529.179,86 euro.

La giocata vincente è stata effettuata nel capoluogo campano, presso una tabaccheria Sisal situata in via Ventaglieri 11. La combinazione estratta è stata: 2, 14, 28, 36, 78, 85, con Jolly 17 e SuperStar 11.

Nello stesso concorso il “6” non è stato centrato, facendo così salire il jackpot a 96 milioni di euro per l’estrazione di martedì 23 dicembre. Complessivamente, il concorso SuperEnalotto SuperStar di lunedì ha distribuito 259.600 vincite in tutta Italia.

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napoli superenalotto

L’attentato che strappò il Natale a Napoli: la strage del Rapido 904, 16 persone persero la vita

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Il 23 dicembre 1984 l’Italia venne colpita al cuore, a pochi giorni dal Natale. Napoli pianse i suoi morti quando una bomba squarciò il treno Rapido 904, diretto da Napoli a Milano, mentre attraversava la Grande Galleria dell’Appennino, tra Firenze e Bologna. Un’esplosione devastante, pensata per uccidere, che trasformò un viaggio di festa in un incubo senza ritorno.

Sedici persone persero la vita, quasi trecento rimasero ferite. Erano uomini, donne e bambini, in gran parte napoletani e meridionali, che stavano raggiungendo parenti e affetti al Nord per trascorrere le festività natalizie. Quel viaggio, carico di speranze e regali, si concluse tra fumo, urla e lamiere contorte.

La strage del Rapido 904 si inserì nella lunga scia di sangue che aveva già segnato il Paese: dopo l’Italicus nel 1974 e la strage della stazione di Bologna nel 1980, l’Italia si ritrovò ancora una volta a fare i conti con il terrorismo. Le indagini durarono anni, tra polemiche e scontri politici, ma una verità emerse con chiarezza: la matrice terroristico-mafiosa dell’attentato, riconosciuta dalla Cassazione il 24 novembre 1992. L’ordigno era stato nascosto su una griglia portabagagli alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, per poi esplodere all’ingresso della galleria, nel punto più letale possibile.

A pagare il prezzo più alto fu Somma Vesuviana. Nell’esplosione morì un’intera famiglia: Nicola De Simone, 40 anni, la moglie Angela Calvanese, 33 anni, e i loro due bambini, Anna e Giovanni, di soli 9 e 4 anni. Una famiglia cancellata in un istante, simbolo di una tragedia che non risparmiò nessuno.

Tra le vittime anche Giovanbattista Altobelli, operaio di Acerra di 51 anni; Abramo Vastarella, carpentiere napoletano di 29 anni; Lucia Cerrato, pensionata di 66 anni; Carmine Moccia, operaio avellinese di 30 anni; Federica Taglialatela, studentessa di Ischia di appena 12 anni. Pochi giorni dopo, il dolore si aggravò ulteriormente: morì anche il padre di Federica, Gioacchino, 50 anni, gravemente ferito nell’attentato. Non sopravvisse alla figlia.

Con loro persero la vita Anna Maria Brandi (26 anni), Susanna Cavalli (22), Pier Francesco Leoni (23), Luisella Matarazzo (25), Valeria Moratello (22) e Maria Luigia Morini (45). Sedici nomi, sedici storie spezzate, che ancora oggi chiedono memoria.

Il 23 dicembre 2019, a trentacinque anni dalla strage, il Comune di Napoli ha voluto rendere omaggio alle vittime intitolando i giardini della Stazione Centrale di Piazza Garibaldi e collocando una targa commemorativa. Un gesto per non dimenticare quel Natale macchiato di sangue, e per ricordare che dietro i numeri ci sono vite, famiglie e sogni che non tornarono mai a casa.

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A 11 anni vende i suoi disegni per comprare un regalo di Natale alla sorella dopo la perdita della madre: aiutato dai carabinieri di Mugnano

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A 11 anni vende i suoi disegni per comprare un regalo di Natale alla sorella dopo la perdita della madre aiutato dai carabinieri di Mugnano
A 11 anni vende i suoi disegni per comprare un regalo di Natale alla sorella dopo la perdita della madre aiutato dai carabinieri di Mugnano

Era uscito di casa portando con sé alcuni libri e dei disegni che lui stesso aveva realizzato. Li voleva vendere per racimolare qualche euro che avrebbe utilizzato per acquistare un regalino di Natale per la sua sorellina di tre anni.

Protagonista della vicenda un ragazzino di appena 11anni. Il fatto è accaduto a Mugnano, un comune alle porte di NAPOLI. Il ragazzino si era messo libri e disegni dinanzi all’uscio di un negozio di giocattoli. Il commerciante lo ha notato ed ha chiamato i carabinieri.

I militari della locale caserma si sono recati sul posto ed hanno avvicinato il ragazzino rassicurandolo. Lui ha spiegato di essersi allontanato da casa con un obiettivo semplice e commovente: raccogliere qualche euro per comprare un regalo di Natale alla sua sorellina di tre anni.

Un gesto nato dal senso di responsabilità e dall’amore per la famiglia, in un momento di fragilità personale segnato anche dalla perdita prematura della madre.

Nel frattempo il papà del piccolo era nella caserma dei carabinieri. Voleva denunciare la scomparsa del figlio che si era allontanato da casa. L’uomo ha raggiunto la pattuglia. Ricostruita la vicenda, i Carabinieri, colpiti dalla storia, hanno deciso di acquistare di tasca propria un regalo per lui e uno per la sorellina.

Successivamente, il bambino ha trascorso un po’ di tempo in caserma insieme ai militari, tra sorrisi e serenità, prima di fare ritorno a casa con il padre. L’uomo, visibilmente emozionato, ha acconsentito di poter scattare alcune foto ricordo a testimonianza di un incontro che difficilmente verrà dimenticato. Il ragazzo è stato riaffidato al genitore in ottime condizioni di salute.

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mugnano 11 anni mugnano 11 anni

Casoria, si presenta in caserma dai Carabinieri per obbligo di firma con la pistola in tasca: arrestato 24enne

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Casoria, si presenta in caserma dai Carabinieri per obbligo di firma con la pistola in tasca arrestato 24enne
Casoria, si presenta in caserma dai Carabinieri per obbligo di firma con la pistola in tasca arrestato 24enne

Dall’obbligo di firma al carcere il passo è stato breve per Gennaro Esposito. Il 24enne, infatti, si è presentato, all’orario stabilito, nella stazione carabinieri di Arpino di Casoria (NAPOLI) per la firma quotidiana imposta dal giudice ma, spiega una nota dell’Arma, “un forte odore di marijuana ha spinto i militari a eseguire una perquisizione ma piuttosto che la droga, è stata trovata una pistola” infilata nella cintura dei pantaloni.

I militari hanno quindi sequestrato una Togarev con matricola abrasa con caricatore con 2 proiettili cal 7,63. Esposito è stato quindi arrestato e condotto in carcere.

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casoria pistola

Napoli, Blitz della Guardia di Finanza a Natale: sequestrati 3 milioni di articoli non sicuri o contraffatti

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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno sequestrato oltre 3 milioni di articoli non sicuri, privi di etichettatura conforme e, in alcuni casi, contraffatti. All’esito degli interventi delle Fiamme Gialle sono state segnalate 62 persone alla locale Camera di Commercio per violazioni al Codice del Consumo.

Altre 48 sono state denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie, a vario titolo, per i reati di contraffazione, frode in commercio e ricettazione.Tra i prodotti sequestrati, figurano giocattoli, peluche, calze della Befana, decorazioni, addobbi e lucine natalizie, abbigliamento e articoli in pelle, nonché magliette della SSC Napoli e prodotti per la cura della persona.

La merce, destinata in larga parte alle famiglie, è stata individuata presso esercizi commerciali e magazzini a Napoli (tra i quartieri San Lorenzo, Pendino, Poggioreale, Porto, Mercato e Zona industriale) nella zona nord della Provincia (Giugliano in Campania, Villaricca, Casoria e Casavatore), est (Marano di Napoli, Mariglianella, Palma Campania, Saviano e Nola) e oplontina (Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Gragnano e Sorrento).

In particolare, tra gli interventi si evidenzia quello dei finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Napoli, che hanno scoperto, nel quartiere di Poggioreale, un sistema collaudato e già preordinato ad alimentare il mercato illecito della contraffazione, in vista della prossima Epifania: un soggetto di nazionalità italiana aveva allestito abusivamente un laboratorio all’interno di un locale privato, dotandolo di macchinari e materiali per la lavorazione tessile, tra cui una macchina da taglio e una da cucire professionali.

L’uomo è stato sorpreso mentre accedeva nel locale destinato alla realizzazione delle calze della befana riportanti marchi e disegni industriali della SSC Napoli e di noti cartoni animati, quali Stitch, Barbie e Spiderman.

L’intero opificio clandestino è stato sottoposto a sequestro.Tra i giocattoli e peluche contraffatti, sequestrati dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli, figurano anche i pupazzetti “Labubu”, la moda del momento, oltre alle carte “Pokemon”, le figurine “Barbie”, portachiavi e palloncini. Nell’ambito di ulteriori interventi sono stati sequestrati, altresì, accessori di abbigliamento (borse, cinture e portafogli) recanti loghi e segni distintivi identici a quelli di noti brand di lusso (come Louis Vuitton, Prada, Gucci e Valentino), ma privi delle necessarie caratteristiche di autenticità.Tra gli articoli sequestrati anche numerose catene di luci natalizie, prive di certificato di conformità alla normativa europea in materia di marchio “CE”, ovvero con un marchio non conforme.

Pronte ad abbellire gli ambienti domestici durante il periodo di festa, avrebbero potuto causare all’interno delle abitazioni, in quanto non sicure, seri rischi come incendi e scosse elettriche.

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Il Napoli conquista la Supercoppa Italiana: Bologna battuto 2-0 a Riad

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NAPOLI SUPERCOPPA
NAPOLI SUPERCOPPA

Il Napoli torna a sollevare la Supercoppa Italiana e lo fa con autorità, superando il Bologna per 2-0 nella finale disputata all’Al-Awwal Park di Riad. Per gli azzurri si tratta del terzo trionfo nella competizione, dopo le vittorie del 1990 e del 2014.

Protagonista assoluto della serata è David Neres, autore di una doppietta che ha indirizzato e chiuso il match. Il brasiliano ha sbloccato il risultato al 39’, con un sinistro a giro dal limite che si è infilato all’angolino, una conclusione splendida che ha premiato il dominio azzurro nella prima frazione. Nella ripresa, al 57’, ancora Neres ha approfittato di un errore difensivo rossoblù per firmare il raddoppio con un tocco morbido sotto porta.

La squadra di Antonio Conte ha controllato la gara per lunghi tratti, creando numerose occasioni e concedendo pochissimo agli uomini di Vincenzo Italiano. Per il tecnico salentino è il secondo trofeo sulla panchina del Napoli e l’ottava finale vinta in carriera.

Aurelio De Laurentiis aggiunge così un nuovo titolo alla sua gestione, mentre la squadra chiude l’anno con un successo che alimenta entusiasmo e fiducia in vista dei prossimi impegni.

Era proprio dal 1990, con Diego Armando Maradona in campo, che il Napoli non centrava l’accoppiata Scudetto – Supercoppa, sono passati 35 anni.

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