Cosi’ l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, morto a due anni, dopo un trapianto di cuore eseguito dal cardiochirurgo Guido Oppido, nell’ospedale Monaldi.
“La difesa di Oppido e Bergonzoni sta cercando di far espungere dal fascicolo del gip la relazione di Oppido del 30 dicembre 2025 che costituisce il falso insieme al Diario clinico firmato da Bergonzoni. Questo e’ inaccettabile”.
Petruzzi fa riferimento alla contestazione degli inquirenti di “falso in cartella clinica” che riguarda due dei sette indagati nell’inchiesta coordinata dalla procura di Napoli, per i quali e’ fissato un secondo interrogatorio davanti al Gip Mariano Sorrentino il prossimo 8 maggio, sulla base di nuovi elementi acquisiti e a un documento che e’ parte della documentazione del management dell’ospedale.
“La relazione non fa parte degli audit, che come sappiamo sono inutilizzabili secondo la legge Gelli Bianco. Vorrebbero uno scudo penale che non esiste”, sottolinea l’avvocato. “Da un lato dicono che la scheda Cec (circolazione extracorporea) e la cartella anestesiologica, che riportano gli orari esatti, sono false – aggiunge – pero’, senza sporgere querela di falso, dall’altro vogliono cancellare la prova del falso”. Petruzzi evidenzia che un tentativo simile, di non far ammettere alcuni documenti, era stato fatto nell’udienza precedente: “come hanno fallimentarmente tentato di fare con le s ommarie informazioni testimoniali alla scorsa udienza”.
“Una volta ho detto che era finito il tempo della speranza e che iniziava il tempo delle responsabilita’, oggi dico che e’ finito il tempo delle bugie e inizia quella della verita'”, dice ancora riferendosi anche alla seconda parte dell’incidente probatorio, svolta ieri a Bari.
Petruzzi continua a ribadire la richiesta e l’ipotesi di “omicidio volontario attraverso il dolo eventuale”, che al momento non risulta contestato dagli inquirenti, sostenendo che ci sono stati “degli atti omissivi a nostro avviso volti all’occultamento che hanno quantomeno diminuito le possibilita’ di sopravvivenza di Domenico in quello che e’ successo dal 23 dicembre scorso fino al giorno della sua morte”.
Prima del secondo interrogatorio del cardiochirurgo Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni, il 4 maggio, sul fronte del risarcimento richiesto all’ospedale, “c’e’ la trattativa al Monaldi. Incontrero’ per la seconda volta l’ufficio affari legali del Monaldi, questa volta per cercare di definire la questione sul piano civile”.
“Ricordo che il risarcimento non comportera’ la mancata costituzione di parte civile al procedimento penale, noi saremo presenti nel processo fino all’ultimo giorno, perche’ l’obiettivo primario e’ la giustizia”.
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