close
Cultura

Leggende della Campania: Il fantasma del Caffè Gambrinus

Per la 2a puntata della rubrica #BussoLaLeggenda, che si occupa delle leggende della Campania, vi raccontiamo del fantasma del caffè Gambrinus

Le strade di Napoli sono affollate di leggende ed esoterismo, ma, soprattutto, di fantasmi. Stando alle storie che tramanda la tradizione orale partenopea ad ogni angolo di strada ci sono spiriti, più o meno benevoli, morti in modo cruento, improvviso, imprevisto. Hanno tutti con dei conti in sospeso che li spingono a rimanere tra asfalto e sampietrini per cercare di trovare risposte o porre rimedio a qualche colpa.

Si aggira però tra le favole e le leggende della nostra città un fantasmino atipico, divertito e dall’origine sconosciuta, che è noto a tutti per la sua golosità: stiamo parlando della bambina che infesta il  Gran Caffè Gambrinus.

Un caffè speciale

 Caffè Gambrinus
Caffè Gambrinus

Il caffè Gambrinus è noto ad ogni napoletano. Fondato nel 1860 – ma inaugurato solo trent’anni dopo – è famoso per aver ospitato tra i suoi tavolini personalità di spicco come Matilde Serao, Gabriele d’Annunzio, Oscar Wilde, Ernest Hemingway, Jean Paul Satre e persino l’imperatrice Sissi. Chiuso per un lungo periodo durante il periodo fascista, il caffé oggi è ancora aperto e, conservando il suo stile liberty, continua a servire bibite, caffè e soprattutto dolci. Ascoltando questa storia, si direbbe che siano dolci tanto buoni da risvegliare i morti…

Una bambina golosa

Alcuni clienti del caffè infatti riferiscono di aver visto aggirarsi tra i tavoli una bambina, con indosso vesti d’inizio novecento, che ridendo prova a rubare dolci agli avventori del bar. Il fantasmino non parla mai, si limita a ridere e mangiare, quando ci riesce, le delizie posate sui tavolini. Pare che prediliga in modo particolare il torrone dei morti, e per questo le sue apparizioni avverrebbero per la maggior parte nel periodo che va da Ognissanti a Capodanno, quando è possibile acquistarlo. Non è tuttavia l’unico periodo (né l’unico dolce) caro al piccolo fantasma – se siete abbastanza fortunati potrete vederlo anche in Autunno o persino in Estate.

Nessuno è riuscito a conoscere la storia di questa bambina golosa, e, a differenza di quasi tutti gli altri fantasmi di Napoli, non sembra essere legata a nessun caso di cronaca nera. Probabilmente era semplicemente una bambina che adorava i dolci.

Il simbolismo del torrone

Sembra che la preferenza del fantasma per il torrone non sia nel tutto casuale: è infatti composto in gran parte da frutta secca, che simboleggia nella nostra tradizione il contatto coi morti. Non è un caso infatti che venga servito per la festa di Ognissanti; gli antichi credevano che, all’interno di nocciole, noci e mandorle fosse possibile trovare spiritelli benevoli, demoni o ricevere in dono, mangiandoli, doni sovrannaturali.

Che sia dunque il torrone del Gambrinus, e non il bar, ad essere infestato? O che sia forse mangiare il torrone e la frutta secca servita al bar a donare agli avventori la capacità di vedere il fantasma della bambina? Non lo sapremo probabilmente mai. Di questa leggenda non abbiamo che questo dolce e saporito assaggio.

_

Nella prima puntata della rubrica #BussoLaLeggenda ci siamo occupati delle origini delle Janare, se vuoi saperne di più: clicca qui.

Tags : BussoLaLeggendaCaffè GambrinusfantasmiLeggende della Campania
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro