mercoledì, Aprile 29, 2026
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Scoperto centro medicina estetica abusivo a Caserta: dottoressa senza abilitazione e partita iva eseguiva filler e botulino

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I finanzieri del Comando provinciale di Caserta hanno scoperto un ambulatorio clandestino, allestito all’interno di un’abitazione privata da una sedicente dottoressa “estetica” nel quale venivano eseguiti diversi interventi estetici.

I successivi accertamenti, condotti dalle Fiamme gialle della Compagnia di Capua attraverso il monitoraggio di un importante social network, dove l’indagata sponsorizzava la propria attivita’ di chirurgia estetica e con molteplici attivita’ di osservazione, controllo e pedinamento, hanno portato all’individuazione di un soggetto, in realta’ di professione infermiera, che, senza alcuna abilitazione e privo di partita Iva, avrebbe eseguito diversi trattamenti estetici, tra cui filler alle labbra e agli zigomi, iniezioni sottocutanee di tossina botulinica, mesoterapia iniettiva e trattamenti di biorivitalizzazione.

In seguito alla perquisizione domiciliare, disposta dall’autorita’ giudiziaria, i militari operanti hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro numerose siringhe e provette per prelievi ematici, sostanze mediche e cosmetiche iniettabili per via sottocutanea, tra cui tossine botuliniche e acido ialuronico, dispositivi medici vari, una centrifuga da laboratorio per la separazione del plasma, un contenitore con rifiuti sanitari e un’agenda con i dettagli delle numerose clienti, prova dell’attivita’ economica non dichiarata.

Alla dottoressa abusiva, che non e’ risultata essere iscritta all’Albo, e’ stato contestato il reato di esercizio abusivo della professione medica, dal momento che per poter praticare la professione di medico estetico in Italia e’ necessario aver conseguito una laurea in medicina e chirurgia e aver intrapreso un percorso formativo in medicina estetica, come ad esempio un master universitario. Le indagini proseguono per ricostruire il volume d’affari del falso medico, allo scopo di evidenziare elementi positivi di reddito sottratti a tassazione.

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«14 posti vip o guai»: estorsione al manager di Geolier e le minacce al fratello da parte del clan Licciardi

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Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta che, una settimana fa, ha portato all’arresto di cinque persone a Terracina, facendo luce sugli interessi del clan Licciardi sul litorale del Basso Lazio. Tra gli episodi finiti agli atti, figura anche una presunta estorsione legata a uno dei concerti del rapper napoletano Geolier, estraneo all’indagine.

Secondo quanto riportato negli atti trasmessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma a quella di Napoli per competenza, il clan avrebbe esercitato pressioni sul manager dell’artista, Cristian De Rosa. In particolare, come riferisce la Repubblica, Gennaro Marano, figlio di Patrizia Licciardi, avrebbe preteso l’accesso gratuito a uno dei concerti tenuti da Geolier al Palapartenope, avanzando la richiesta di ben 14 posti nell’area vip.

Stando alle ricostruzioni investigative, la richiesta sarebbe stata accolta e il gruppo avrebbe effettivamente avuto accesso alla zona riservata senza corrispondere alcun pagamento. Tuttavia, secondo gli inquirenti, durante la serata Marano e i suoi accompagnatori avrebbero assunto atteggiamenti intimidatori e prevaricatori, creando tensioni all’interno dell’area vip.

Un comportamento che avrebbe infastidito anche il fratello di Geolier, presente all’evento, il quale — sempre secondo quanto emerge dagli atti — sarebbe stato successivamente minacciato. Le pressioni non si sarebbero fermate lì: il clan avrebbe infatti chiesto conto al manager del rapper del comportamento del fratello dell’artista, ricevendo rassicurazioni in merito.

Per gli investigatori, l’episodio rientra nel quadro di una più ampia attività estorsiva riconducibile al clan Licciardi, che avrebbe così imposto la propria presenza anche in contesti legati allo spettacolo e alla musica. Tra le persone offese figura anche lo stesso De Rosa, considerato vittima delle pressioni esercitate dal gruppo criminale.

Le indagini proseguono per delineare con precisione il perimetro delle responsabilità e verificare eventuali ulteriori episodi riconducibili agli stessi soggetti.

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geolier licciardi

Maxi truffa telematica agli anziani: flusso di denaro tra Napoli e Salerno, smantellata rete di smishing con call center clandestino

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Il 15 ottobre scorso è stata messa a segno una truffa telematica ai danni di una persona anziana, dove gli indagati, fingendosi operatori di una società leader nel mercato nazionale dei pagamenti digitali, inducevano in errore quest’ultima attraverso una serie di messaggi telefonici inviati da utenze intestate a persone inesistenti con generalità false e attribuibili a extracomunitari.

Nella fattispecie, la vittima ha contattato l’utenza che gli è stata indicata in maniera truffaldina e gli interlocutori – spacciandosi per operatori della società – gli hanno fatto credere che fosse in atto un pagamento non autorizzato.

Nel corso della conversazione, sono anche riusciti a farsi riferire le credenziali sia di accesso al conto corrente che dispositive. Ottenuto l’accesso all’home banking della vittima, i truffatori hanno dapprima innalzato il limite dei bonifici istantanei e poi hanno eseguito due disposizioni di pagamento di ingenti quantità di denaro (uno di 48.500 euro e l’altro di 47.800 euro) verso conti correnti intestati a due campani tra Napoli e Salerno e successivamente identificati dagli investigatori.

Le somme sono state poi in gran parte immediatamente trasferite su conti correnti esteri (in Belgio e in Lussemburgo) riconducibili a società di proprietà e amministrate da altri campani, i quali, a seguito di accertamenti, sono risultati essere, rispettivamente, titolari di numerosi rapporti finanziari in ben 11 istituti di credito differenti.

L’analisi dei saldi e delle giacenze medie annuali ha permesso di comprendere che tali conti venivano utilizzati esclusivamente per mettere a segno le truffe. La restante parte è stata prelevata in contanti agli sportelli atm ubicati nelle province di Napoli e Salerno da parte di altri di altri indagati del luogo.

Le prime attività di polizia giudiziaria, quindi, hanno permesso di localizzare in Campania – in particolare nelle provincie di Napoli e Salerno – le abitazioni degli iniziali indagati (4 residenti nella Città di Napoli e 5 residenti tra Salerno e provincia), nei confronti dei quali il Nucleo Investigativo – Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari, veicolari e personali; identificare 4 intestatari dei predetti conti correnti; sequestrare ingente materiale probatorio (tra cui numerosissime carte prepagate Postepay Evolution intestate a personaggi fittizi che si è scoperto essere state utilizzate per il primo transito del denaro truffato, nonché documentazione bancaria utile per i successivi accertamenti e telefoni cellulari con sim card telefoniche).

Successivamente, l’esecuzione di specifica attività tecnica ha consentito anche di rilevare, tra le altre cose, il metodico ricorso all’inoltro di migliaia di messaggi di testo, sulla falsariga di quello trasmesso il 15 ottobre alla parte offesa, in direzione di ignare potenziali vittime scelte a caso sul territorio nazionale da parte di soggetti risultati stanziare tra i comuni di Fucecchio, Empoli e Santa Croce sull’Arno. L’inoltro degli sms è avvenuto tramite centinaia di sim telefoniche abbinate di volta in volta in consolle multisim, ognuna delle quali capaci di ospitare simultaneamente numerosissime sim telefoniche intestate tutte a soggetti di nazionalità straniera, per lo più pakistana.

Le ulteriori indagini hanno, dunque, permesso di localizzare, nel Comune di Santa Croce sull’Arno, l’immobile adibito a call center utilizzato dagli autori dei fatti contestati per inviare, a cadenza quotidiana, migliaia di messaggi di testo dal contenuto simile a quello che ha dato avvio al procedimento penale in argomento; riscontrare il pieno e consapevole concorso da parte di due dealer, ubicati nei citati comuni di Fucecchio ed Empoli, nell’attività di intestazione delle schede sim in questione a persone extracomunitarie non censite sul territorio nazionale e nella successiva fornitura ai soggetti che poi le hanno impiegate per i fini illeciti indagati. In particolare, nella giornata di ieri, militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti, coordinati dalla locale Procura della Repubblica (nelle persone del Procuratore Di Florio e del Sostituto Ciani), hanno eseguito una vasta operazione di polizia nei predetti comuni eseguendo perquisizioni sia presso l’immobile in parola che fungeva da vera e propria centrale – risultato occupato da un 38enne pakistano – e sia presso i due negozi di telefonia (c.d. dealer) gestiti da altrettanti cittadini pakistani, rinvenendo e sequestrando complessivamente 3 apparati modem multisim, 685 schede SIM Iliad, 6 notebook, 1 router 4G, 9 telefoni cellulari, 4 personal computer e 1 supporto informatico. Tale risultato investigativo ha permesso di interrompere il flusso quotidiano di migliaia di sms-truffa che, partendo dall’apparecchiatura installata nell’abitazione del pakistano, raggiungevano una platea indiscriminata di persone, le quali – indotte in errore – fornivano l’involontario accesso ai propri risparmi: tale fenomeno, noto come smishing, dalle risultanze acquisite durante l’indagine, ha procurato ingenti danni patrimoniali, soprattutto ai cittadini più anziani e, quindi, maggiormente vulnerabili. L’attività d’indagine, al momento, contempla complessivamente 17 indagati e continuano ad essere in corso accertamenti finalizzati a recuperare il denaro delle vittime ed individuare ulteriori autori.

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Napoli: Arrestato Ciro Adinolfi, era tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia

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CIRO ADINOLFI LATITANTE
CIRO ADINOLFI LATITANTE

È stato trovato all’interno di un nascondiglio e arrestato dai Carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli, Ciro Andolfi, classe 1976, ricercato dal 2022, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione per una una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione, per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.

La cattura del latitante, inserito nell’elenco dei primi 100 più pericolosi del ministero dell’Interno, è avvenuta nel quartiere Barra di Napoli, dopo una articolata attività di indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e con un imponente blitz compiuto dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, in cui sono stati impiegati anche assetti operativi specializzati.

Ciro Andolfi, ritenuto parte del clan di camorra ‘Andolfi Cuccaro’, operante nell’area orientale del capoluogo partenopeo ed in particolare nel quartiere Barra, è stato rintracciato dai militari del Nucleo Investigativo CC di Napoli all’interno di un nascondiglio in muratura ricavato all’interno di un appartamento sottoposto a perquisizione.

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Addio ad Alessandra Romano, scrittrice di Portici: aveva 30 anni. Conviveva dai 17 anni con la neuofribromatosi

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PORTICI – È morta a soli 30 anni Alessandra Romano, scrittrice e giornalista originaria di Portici, che da tredici anni conviveva con la neurofibromatosi, una grave malattia neurodegenerativa che nel tempo l’aveva privata dell’udito e le aveva causato diverse paresi. La notizia della sua scomparsa ha profondamente colpito la comunità cittadina.

Ad annunciare la morte della giovane è stato il sindaco di Portici, Enzo Cuomo, con un messaggio di cordoglio pubblicato sui social. I funerali si terranno domani, 24 dicembre, alle ore 11.30, presso la chiesa dei Salesiani di Portici.

Nata a San Giorgio a Cremano nel 1995, Alessandra Romano aveva scoperto la malattia all’età di 17 anni. Nonostante le difficoltà sempre più invalidanti, aveva portato avanti con determinazione il proprio percorso di studi, laureandosi in Lettere all’Università Federico II di Napoli. Parallelamente aveva coltivato con passione la scrittura, diventata per lei non solo una vocazione, ma anche uno strumento di testimonianza e impegno civile.

Nel 2020 aveva esordito con il romanzo L’isola di Agata. L’anno successivo aveva pubblicato I fuggiaschi di Padova, opera incentrata sul tema della disabilità, devolvendo il ricavato alla ricerca sulla neurofibromatosi. Nel 2022 era uscito Solo nei suoi occhi, seguito del primo romanzo, mentre nel 2023 aveva dato alle stampe La seconda madre. Il suo quinto libro, La ragazza che immaginava i suoni, sarà pubblicato postumo.

Oltre all’attività letteraria, Alessandra Romano collaborava con diverse testate giornalistiche, tra cui il Corriere del Mezzogiorno.

Nel messaggio di cordoglio, il sindaco Cuomo ha ricordato la giovane come «una eccellente scrittrice e giornalista, una ragazza dall’incredibile tempra», sottolineando come, nonostante la malattia, «abbia dimostrato che con l’amore per la vita è possibile superare tutto».

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Esplode cisterna di GPL sull’A1 a Teano: panico e disagi

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CISTERNA GPL TEANO
CISTERNA GPL TEANO

Questa sera, poco prima delle ore 17 sull’Autostrada A1 Milano-Napoli, nel tratto compreso tra Caianello e Capua vicino a Teano (Caserta), una cisterna carica di GPL è esplosa in seguito a un tamponamento tra mezzi pesanti all’altezza del chilometro ~709 in direzione Napoli.

Secondo le prime ricostruzioni della Polizia Stradale, l’autocisterna è stata urtata da un altro autoarticolato; dopo l’impatto ha preso fuoco e – nonostante l’intervento dei soccorritori – è successivamente esplosa con violenza, generando un forte boato avvertito anche nei comuni vicini come Vairano Patenora, Calvi Risorta e Riardo.

L’incidente ha provocato danni significativi all’area di servizio e all’autogrill adiacente, le cui strutture sono state evacuate dai Vigili del Fuoco per motivi di sicurezza.

Sul posto sono intervenuti più mezzi dei Vigili del Fuoco dei comandi di Teano, Caserta e Cassino, insieme alla Polizia Stradale, al 118 e al personale di Autostrade per l’Italia per gestire l’emergenza, spegnere i focolai residui e mettere in sicurezza l’area.

Traffico e viabilità

Il tratto autostradale è stato temporaneamente chiuso in entrambe le direzioni per diverse ore a causa dell’intervento dei soccorsi e della bonifica dell’area. Si sono formate code consistenti, con suggerimenti agli automobilisti di uscire a Cassino e rientrare a Santa Maria Capua Vetere per chi procede verso Napoli.

Alcune fonti locali parlano di due conducenti coinvolti feriti e affidati alle cure mediche, ma non risultano vittime gravi accertate finora. Le autorità competenti stanno indagando sulla dinamica precisa del sinistro per chiarire le cause e le eventuali responsabilità.

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Allerta Meteo in Campania prorogata fino al giorno di Natale

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ALLERTA METEO
ALLERTA METEO

La Protezione Civile della Regione Campania, in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale, ha prorogato la vigente allerta meteo di livello Giallo per temporali per l’intera giornata di domani e fino alle 6 di giovedì 25 dicembre e ha inoltre emanato una allerta meteo per venti forti sud-occidentali.

Si prevedono ancora precipitazioni a carattere di rovescio o temporale che, a scala locale, potrebbero essere anche intense e causare un rischio idrogeologico.
La criticità riguarda le seguenti zone di allerta: 1 – Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; 2 – Alto Volturno e Matese; 3 – Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; 5 – Tusciano e Alto Sele; 6 – Piana Sele e Alto Cilento; 8 – Basso Cilento.

Sulle zone 1 e 3 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini) scatta anche l’allerta meteo per venti forti e conseguente mare agitato lungo le coste esposte. Particolarmente interessate le isole, la penisola sorrentino-amalfitana e i litorali.

Tra le principali conseguenze dell’impatto al suolo delle precipitazioni si segnalano possibili allagamenti, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, caduta massi e fenomeni franosi legati a condizioni di fragilità del territorio.

Si ricorda ai Comuni delle zone di allerta interessate di mantenere attivi i COC (Centri Operativi Comunali) e di porre in essere tutte le misure strutturali e non strutturali, atte a prevenire, contrastare e mitigare i fenomeni previsti, in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile.

Si prega di voler monitorare il verde pubblico e assicurare la corretta tenuta delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso. Prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa Regionale.

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“Binario Narrante”, durante le feste installazione nella Stazione di Piazza Garibaldi a Napoli che unisce cinema, archivio storico e identità

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BINARIO NARRANTE
BINARIO NARRANTE

In occasione del Trentennale del Premio Penisola Sorrentina, la stazione EAV di NAPOLI Piazza Garibaldi ospita per tutto il periodo natalizio ”Il Binario Narrante”, un’installazione culturale che unisce cinema, archivio storico e identità territoriale, trasformando uno dei principali snodi della mobilità campana in uno spazio narrativo e immersivo, come un vero e proprio “piano sequenza”.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione ilCartastorie – Museo Archivio Storico del Banco di NAPOLI, è ideato e diretto da Mario Esposito, del Premio Penisola Sorrentina, e realizzato da Exibarte Communication, con la partecipazione di Sergio Riolo. L’allestimento si sviluppa in tre scene e utilizza QR code per accompagnare viaggiatori e turisti alla scoperta dell’Archivio Storico del Banco di NAPOLI, favorendo il dialogo tra memoria, cinema e innovazione digitale. Un’intera sezione è dedicata all’Archivio come giacimento culturale vivo, con fotografie storiche, ritratti istituzionali di Marcello D’Aponte (Presidente della Fondazione ilCartastorie), Orazio Abbamonte (Presidente della Fondazione Banco di NAPOLI) e Ciro Castaldo (Direttore generale della Fondazione Banco di NAPOLI) e messaggi ispirazionali su cultura e identità.

Il legame con il cinema nasce dagli spazi dell’Archivio, dove furono girate scene del film ”Maccheroni” con Marcello Mastroianni e Jack Lemmon. Per il Trentennale è stato istituito lo speciale Award ilCartastorie, assegnato a Stefano Dionisi, protagonista – insieme a Simona Cavallari, Violante Placido, Flavio Insinna e Danny Quinn – della scena conclusiva ”Identità – i volti del Trentennale”, con uno speciale su Rai Cinema Channel, media partner dell’evento. «Nel cinema come nell’Archivio le storie non muoiono mai: si trasformano», sottolinea Mario Esposito.

”Il Binario Narrante” rappresenta un benvenuto culturale a NAPOLI e invita a proseguire il viaggio nella sede dell’Archivio Storico del Banco di NAPOLI, in via dei Tribunali. L’iniziativa si inserisce nel programma ”Christmas Experience 30 Plus”, che prevede anche la realizzazione di un workshop – BarCamp all’interno della Food Hall della Stazione il 29 dicembre, con il sostegno della Città Metropolitana di NAPOLI.

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La leggenda del lupino, una storia natalizia napoletana quasi dimenticata

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LA LEGGENDA DEL LUPINO
LA LEGGENDA DEL LUPINO

“Dal cielo scende e dalla strada sale il soave sgomento di Natale”. Si apre con queste parole l’adattamento Rai del 1962 di ‘Natale in casa Cupiello’. Un verso che racchiude in se’ tutta la magia che si vive a Napoli in questo periodo dell’anno. Per molti versi Napoli e’ il Natale. E’ uno scrigno di tradizioni, di credenze popolari, di fede e di riti pagani, che ogni anno si rigenerano e tornano a vivere tra i vicoli della citta’.

Tante di queste tradizioni sono note a tutti, dal presepe con i pastori di San Gregorio Armeno alle tante ricette tipiche che si tramandano da secoli e che riempiono di profumi e di sapori le case e le strade, passando per la tombola, nato come alternativa domestica al banco lotto. Tra queste usanze ce ne sono alcune meno note, che hanno attraversato il tempo e sono finite un po’ nel dimenticatoio. E’ il caso della cosiddetta leggenda del lupino. Una storia antichissima, un misto di religione, storia e folklore, che sarebbe legata alla fuga della Sacra Famiglia in Egitto.

Quando Giuseppe, Maria e il bambino Gesu’ scapparono per sfuggire all’ira del re Erode. Durante il viaggio attraverso il deserto, mentre portava Gesu’ in braccio, Maria in preda alla paura cerco’ riparo tra gli alberi per sfuggire ai soldati. La leggenda narra che si rivolse a una pianta di lupino, che con le sue alte fronde avrebbe potuto garantire riparo.

Tuttavia, l’arbusto si rifiuto’ di offrire aiuto e fu cosi’ maledetto da Dio, condannato a produrre per sempre frutti dal sapore amaro. Piu’ avanti, Maria incontro’ invece un maestoso pino che, al contrario, offri’ il suo rifugio alla Sacra Famiglia. In segno di gratitudine, Gesu’ tocco’ le pigne con la mano, dando loro il profumo di incenso e un piccolo ciuffo di cinque filamenti, che ancora oggi viene chiamato la ‘manina di Cristo’. Di qui l’usanza napoletana di bruciare una pigna sul fuoco per diffondere il profumo in tutta la casa e di assaporare poi i pinoli una volta cotti.

La leggenda del lupino continua a essere un simbolo della cultura partenopea, tanto da lasciare il segno anche nei detti popolari. Il proverbio ‘Ji’ truvanno a Cristo dint’ ‘e lupine’ (Andare a cercare Cristo nei lupini) viene infatti utilizzato per descrivere imprese impossibili.

‘La leggenda del lupino’ e’ diventato anche il titolo di un brano scritto nel 1974 dal regista, compositore e musicologo Roberto De Simone. Secondo la tradizione, quindi, alla vigilia di Natale, si accende il fuoco e si lascia ardere la pigna fino al giorno dell’Epifania, come simbolo di luce e di calore che scalda l’animo durante l’inverno. Ma poiche’ a Napoli tutto e’ rito e leggenda, anche il lupino, o meglio il frutto della pianta ‘maledetta’, finisce sulle tavole a Natale. Grazie a una lunga preparazione, con ammollo e salamoia, si elimina il sapore amaro, rendendolo commestibile e facendolo diventare, nella credenza popolare, simbolo di purificazione e rinascita.

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Cardinale Battaglia: “Il Bambino Gesù viene sulla terra per aprire le porte che l’egoismo, il peccato, l’indifferenza hanno chiuso”

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DOMENICO BATTAGLIA CARDINALE NAPOLI NATALE 2025
DOMENICO BATTAGLIA CARDINALE NAPOLI NATALE 2025

“Il Bambino Gesù viene sulla terra per aprire le porte che l’egoismo, il peccato, l’indifferenza hanno chiuso”.

Lo scrive nella lettera di Natale, indirizzata ai fedeli, l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia. Il presule parla di un Gesù Bambino che dal presepe prende un mazzo di chiavi – alcune lucide, altre storte, certe pesanti come un destino, altre piccole come un fiore – si incammina per aprire alcune porte.

La prima porta che incontrò non era visibile a tutti, ma il Cielo la vedeva benissimo: era la porta delle relazioni ferite, quelle fatte di parole non dette, di orgogli che non si piegano, di abbracci negati. Il Bambino scelse una chiave curva, fatta apposta per aprire ciò che è storto. La porta si sciolse come neve al primo sole, e dietro si affacciarono mani che tornavano a cercarsi, volti che si riconoscevano, cuori che ricevevano un’altra possibilità“, scrive l’arcivescovo parlando poi del lavoro che non c’è, dei migranti in fuga e di quanti – dinanzi alle avversità – finiscono per perdere la speranza.

Il Bambino Gesù però “più avanti trovò le porte chiuse delle fabbriche dismesse, quelle spente dalla fretta dell’economia che scarta. Le porte erano alte, arrugginite, mute. Lui prese una chiave pesante, di ferro vivo, e la girò nella serratura. La ruggine cadde a terra come pioggia, e da dentro uscì un vento tiepido: dignità che rinasce, lavoro che torna ad avere un volto umano, futuro che si riapre“.

Proseguendo, il Bambino si fermò davanti ai cancelli sigillati dei porti chiusi, quelli serrati dalla paura di accogliere. Le loro porte erano fatte di timori, non di legno.
Le aprì con una chiave di luce quasi trasparente. E il mare sembrò tirare un sospiro. Le onde tornarono ad accompagnare chi cerca una riva, una casa, un respiro nuovo. Infine arrivò alle porte più difficili: quelle dei cuori senza speranza. Erano serrature fragili, custodite da buio e stanchezza. Il Bambino trovò nel mazzo una chiave minuscola, quasi invisibile, ma calda come una mano amica. Bastò sfiorare le serrature, e ogni porta iniziò a cedere. Non a spalancarsi: cedere. Come fa la speranza quando inizia a tornare. Una scintilla, una fessura, un inizio. E la vita fiorisce“, conclude.

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