martedì, Giugno 30, 2026
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A Napoli tornano in funzione le fontane storiche di Capodimonte

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NAPOLI FONTANE STORICHE
NAPOLI FONTANE STORICHE

A Napoli riprendono a zampillare, al termine dei lavori di restauro e di rifunzionalizzazione degli impianti, le tre fontane monumentali del Tondo di Capodimonte e dei Giardini della principessa Iolanda, nonché quella della Duchessa vicino alla Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio.

Gli interventi, inaugurati questa mattina alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, sono finanziati dal Comune per un importo di oltre 450 mila euro ed hanno consentito di ripristinare lo stato originario delle fontane, compromesso nel tempo per effetto della prolungata esposizione agli agenti atmosferici. Rispettando l’integrità dell’antica pietra sottostante, personale della Napoli Servizi con il coordinamento del Tavolo del decoro e la collaborazione della Municipalità 3, ha effettuato le operazioni di pulitura e di rimozione delle incrostazioni calcaree presenti, oltre ad interventi di consolidamento che si sono conclusi con l’applicazione di un protettivo idrorepellente.

Le fontane del Tondo di Capodimonte e dei Giardini della principessa Iolanda, già predisposte per il ricircolo d’acqua, tornano in funzione con impianti completamente rinnovati: con il supporto tecnico di ABC sono state installate nuove pompe, sostituite tubazioni, adeguato l’impianto elettrico e rinnovati i punti luce. Anche la fontana della Duchessa, realizzata originariamente come abbeveratoio, viene dotata per la prima volta, al termine dei lavori, di un impianto idrico per il ricircolo ed il trattamento dell’acqua. Sostituite, ad opera di ABC, anche le lance finali che valorizzano il getto d’acqua donando risalto all’antico splendore delle fontane.

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“Gomorra – Le Origini”, a gennaio su Sky il prequel della saga su Pietro Savastano

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GOMORRA - LE ORIGINI
GOMORRA - LE ORIGINI

Napoli, 1977. La storia di come tutto è iniziato: di come un giovanissimo Pietro Savastano entrerà nel mondo della criminalità, sullo sfondo di una Napoli in piena trasformazione, povera, segnata dal contrabbando di sigarette e all’alba dell’arrivo dell’eroina.

Questo e molto altro nelle prime immagini appena rilasciate col teaser ufficiale di Gomorra – Le Origini, il prequel in sei episodi prodotto da Sky Studios e da Cattleya, parte di Itv Studios, dell’epica saga crime Sky Original tratta dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano.

La serie arriverà in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now a gennaio. La nuova serie, origin story sull’educazione criminale del futuro boss, fornendo una nuova prospettiva sulle radici del potere di Pietro, cattura un’epoca che ha definito il volto della criminalità moderna.

I primi quattro episodi della serie sono diretti da Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto nonché già indimenticabile protagonista di Gomorra – La Serie, mentre gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio (Dolcissime, Un posto sicuro).

Creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, è distribuita internazionalmente da Beta Film. Luca Lubrano interpreta il giovane Pietro, qui ambizioso e inquieto ragazzo di strada di Secondigliano che insieme al suo inseparabile gruppo di amici sogna una vita migliore, per loro e per le loro famiglie.

Con lui nel cast: Francesco Pellegrino nei panni di Angelo ‘A Sirena, carismatico malavitoso che lavora per il clan dei Villa gestendo una bisca, ruolo che gli sta molto stretto; Flavio Furno interpreta ‘O Paisano, malavitoso detenuto in carcere, dove inizia a raccogliere «fedeli» che lo seguano nel suo progetto: una camorra nuova, che sia senza schiavi e senza capi; Tullia Venezia è una giovanissima Imma, che frequenta il liceo, suona al conservatorio e sogna di andare a studiare in America; Antonio Buono, Ciro Burzo e Luigi Cardone sono rispettivamente Mimì, Tresette e ‘A Macchietta, amici di Angelo ‘A Sirena; Antonio Del Duca, Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rancel Rodriguez Arcia e il piccolo Antonio Incalza interpretano gli amici del gruppo di Pietro, rispettivamente Lello, Manuele, Toni e Fucariello; Renato Russo nei panni di Michele Villa, detto ‘O Sant, erede al trono di una delle famiglie dell’aristocrazia criminale di Napoli, i Villa. Il padre, Don Antonio, è il boss di Forcella. A interpretarlo è Ciro Capano. E ancora Biagio Forestieri nei panni di Corrado Arena, re del contrabbando di sigarette a Napoli; Fabiola Balestriere che interpreta Annalisa Magliocca, la futura Scianel, qui giovane madre vittima della gelosia violenta del marito; e Veronica D’Elia nei panni di Anna, sorella di ‘O Paisano.

Come la storica serie madre che ha conquistato pubblico e critica in oltre 190 territori nel mondo, Gomorra – Le Origini è tratta dal romanzo “Gomorra” di Roberto Saviano, edito da Arnoldo Mondadori Editore. Il soggetto di serie e i soggetti di puntata sono scritti da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, mentre le sceneggiature sono firmate dagli stessi Fasoli e Ravagli con Marco D’amore.

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Domani 8 novembre a Blob su Rai3 alle 20 speciale dedicato a James Senese

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Blob’ cerca negli archivi Rai tracce di James Senese, sassofonista con gli Showmen, Napoli Centrale e Pino Daniele, ‘nero a metà’ figlio della guerra e della periferia di Napoli, discepolo di John Coltrane e inventore della via italiana al rhythm’n’blues e al jazz-rock.

‘Blobjames’ – a cura di Daniel Franchina e Alberto Piccinini – andrà in onda sabato 8 novembre alle 20 su Rai 3: un omaggio a un leader assoluto, silenzioso e spesso poco compreso della generazione di musicisti che tra gli anni ‘70 e ‘80 ha rivoluzionato la musica a Napoli e in Italia.

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blob james senese

La Cgil annuncia sciopero generale il 12 Dicembre. Meloni: “Indovinate in che giorno cadrà?”

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SCIOPERO GENERALE 12 DICEMBRE
SCIOPERO GENERALE 12 DICEMBRE

La Cgil ha indetto uno sciopero generale contro la legge di bilancio del governo per venerdì 12 dicembre.

Lo ha annunciato questa mattina il presidente dell’assemblea generale della Cgil, Fulvio Fammoni, durante l’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate “Democrazia al lavoro”, dal titolo “Per cambiare una legge di bilancio ingiusta” in corso al Nelson Mandela Forum di Firenze. All’iniziativa partecipa anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a cui saranno affidate le conclusioni.

Ironia di Meloni sulla protesta di venerdì: “In che giorno cadrà?”

Dopo la frase sul “weekend lungo”, arriva intanto un altro affondo di Giorgia Meloni contro la Cgil. “Nuovo sciopero generale della Cgil contro il Governo annunciato dal segretario generale Landini. In quale giorno della settimana cadrà il 12 dicembre?”, si domanda in un post su X, ironicamente, la presidente del Consiglio a proposito della manifestazione prevista di venerdì.

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Afragola: Ordigno inesploso all’esterno di un bar in via San Marco

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AFRAGOLA BAR VIA SAN MARCO
AFRAGOLA BAR VIA SAN MARCO

AFRAGOLA – Questa mattina gli Agenti del Commissariato di Afragola, in provincia di Napoli, sono intervenuti in via San Marco per un ordigno di un bar.

I proprietari di un locale commerciale hanno rinvenuto all’esterno della saracinesca una bomba artigianale inesplosa. Dalle immagini delle telecamere pare si veda un individuo arrivare nei pressi del locale, piazzare l’ordigno e poi allontanarsi. A quanto pare dopo aver aver acceso la miccia e prodotto una fiammata, la bomba non è esplosa.

Sono in corso le indagini da parte della Polizia di Stato. Questo è uno dei commenti pubblicati su Facebook: “E questa è diventata Afragola, commercianti che non possono svolgere le loro attività per colpa di qualche misero piccolo uomo.. Se così si possono definire.. siamo scese per andare al bar, e ci ritroviamo questa scena.. una bomba attaccata alla serranda.. mettendo in rischio ragazzi che lavorano onestamente”.

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De Laurentiis: “Lo stadio Maradona è un semicesso” e attacca Manfredi e Cosenza sui lavori

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Torna a parlare il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis e lo fa dal Football Business Forum organizzato da SDA Bocconi. Sotto attacco le infrastrutture sportive e le istituzioni.

“Lo stadio Maradona è un semicesso. Lo dissi già quando arrivò Ancelotti. Il PSG paga la stessa cifra per il suo stadio che paga il Napoli, ma loro hanno l’esclusiva e guadagnano 100 milioni di euro, mentre noi lo abbiamo solo per tre giorni: prima, durante e dopo l’evento. È uno stadio vecchio, con una pista d’atletica che non è il massimo per il pubblico e con addirittura un fossato che allontana ancora di più.

Abbiamo un problema con le autorità italiane, che forse senza rendersene conto sono i più grandi nemici del calcio. Non si rendono conto che ci sono 25 milioni di potenziali elettori.

Nel 2013 andammo a Londra per giocare contro l’Arsenal. Visitai l’Emirates Stadium: 200 salottini e 60.700 posti. La città ha dato al club il permesso di costruire abitazioni nell’area intorno al nuovo stadio per rientrare subito dall’investimento. In questo modo l’Arsenal ha potuto mantenersi al top per 15 anni, pur senza vincere uno scudetto dal 2004.

La nostra legge prevede che la costruzione o trasformazione di uno stadio serva a garantire un equilibrio economico per il club, ma bisogna rendersi conto che i centri commerciali lavorano solo nel weekend. Serve il via libera per l’uso abitativo, anche non adiacente allo stadio: quegli immobili garantirebbero rendite che permettono di sostenere l’investimento nel lungo periodo, come successo con l’Arsenal.

Il Maradona nel ’59 e nel ’90 è stato teatro di sprechi. Dovrei aspettare sei anni per la sua trasformazione, giocando in uno stadio imperfetto e con i cantieri in corso. Quando Inter e Milan incassano 14 milioni a serata, noi al Maradona arriviamo a 3 milioni in Champions. E poi devo comprare calciatori da 50 o 60 milioni per competere con loro.

Vorrei uno stadio da 70 mila posti, con 100 skybox e parcheggi veri. È una balla che la gente arrivi con i mezzi: vuole andare allo stadio in macchina. Servono 30 ettari per uno stadio moderno dentro la città, altro che quello che dicono Manfredi e Cosenza, che non sanno nulla di calcio e ignorano il futuro dello sport.

Ho sempre detto che lo stadio lo finanzio io con i miei soldi. Ma si finanzia qualcosa che ha un’economia di scala. Ma se abbiamo nemici come politici e istituzioni calcistiche in Europa ma anche in Italia. Dobbiamo avere un signore che possa essere sopra alle istituzioni, ovviamente seguendo la legge, ma che possa accelerare. Ma dobbiamo affrontare un altro problema di capire le istituzioni UEFA e FIFA cosa vogliano fare. Giocatori con stipendi pagati dai club che vanno a giocare per loro, per le nazionali, che tornano infortunati e non vengono rimborsati, se non con spiccioli. Quindi bisogna affrontare. Manca poi la leadership e l’imprenditorialità nel calcio visto che abbiamo presidenti nominati e siamo in mano ad amministratori delegati e direttori generali che pensano al portafoglio.

Saviano mi ha detto che non è vero che gli ultras a Milano sono stati colpevoli: ndrangheta, mafia e camorra vogliono appropriarsi dei club. Ceferin e Infantino devono stare attenti a non ridurre il valore dei campionati nazionali, altrimenti resteranno solo Inter, Milan, Juve, Napoli e Roma, e gli altri scompariranno. A quel punto, che senso avrebbe costruire nuovi stadi se intorno tutto crolla? Finiremmo per fare un campionato europeo”.

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Martusciello FI: “Siamo tra la gente, casa per casa”

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FORZA ITALIA FULVIO MARTUSCIELLO
FORZA ITALIA FULVIO MARTUSCIELLO

Una volta il simbolo della presenza dello Stato era il poliziotto di quartiere. Oggi, per Forza Italia, è il militante di quartiere: un punto di riferimento vero, che conosce la sua zona, ascolta i cittadini e porta le loro richieste dentro la politica“.

Così il segretario regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello presenta il nuovo piano delle micro-campagne elettorali avviate a Napoli. La città è stata divisa in 150 micro-zone, quindici per ogni municipalità, individuate per caratteristiche sociali e territoriali. Ogni area avrà un responsabile di quartiere, incaricato di muoversi tra parchi, piazze e condomini, raccogliere segnalazioni, incontrare i residenti e proporre soluzioni concrete.

Non vogliamo più una politica che parla dall’alto, ma una che cammina accanto alle persone – spiega Martusciello -. In questi quindici giorni di campagna elettorale i nostri militanti saranno sul territorio, ascolteranno e agiranno. È così che si costruisce fiducia, con la presenza“.

Il progetto, ideato insieme al segretario cittadino Iris Savastano, segna l’inizio di un nuovo modo di fare campagna: diretto, popolare e organizzato. “Abbiamo scelto di dividere Napoli in centocinquanta aree perché ogni quartiere è una città nella città, con problemi e potenzialità diverse – aggiunge Savastano -. Vogliamo toccare ogni strada, ogni palazzo, ogni famiglia. Il nostro militante di quartiere non distribuisce volantini: costruisce relazioni, ascolta e dà risposte“.

Per il segretario cittadino, il metodo è chiaro: “Forza Italia è un partito che vive tra la gente. È il nostro modo di fare campagna casa per casa, con metodo e con cuore. Perché la politica vera è quella che ti guarda negli occhi e ti dice la verità: noi ci siamo, e ci saremo in ogni quartiere di Napoli“.

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È morta Raffaella D’Alterio, ex boss del clan Pianese-D’Alterio di Qualiano: ‘A miciona’ era detenuta al 41-bis

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L’Aquila – È morta nelle scorse ore Raffaella D’Alterio, conosciuta negli ambienti della camorra come “A’ miciona”, ritenuta per anni la reggente del clan Pianese-D’Alterio di Qualiano, nell’hinterland a Nord di Napoli.

La donna si è spenta all’ospedale de L’Aquila, dove era detenuta da tempo in regime di carcere duro (41-bis) e dove era ricoverata a causa di una grave malattia. Da mesi le sue condizioni di salute erano peggiorate, tanto che la famiglia aveva più volte chiesto la scarcerazione per motivi umanitari, istanze che tuttavia erano sempre state respinte dalle autorità competenti.

L’arresto nel 2012 e la condanna

Raffaella D’Alterio era stata arrestata il 26 giugno 2012 durante un maxi blitz dei Carabinieri che portò in carcere 66 persone, tra affiliati e fiancheggiatori del clan Pianese-D’Alterio, e al sequestro di numerosi beni riconducibili all’organizzazione criminale.

Secondo gli inquirenti, la D’Alterio aveva assunto la guida del clan dopo la morte del marito, Nicola Pianese, assassinato nel 2006 in un agguato di matrice camorristica. Sarebbe stata lei, secondo le ricostruzioni investigative, a mantenere il controllo sugli affari del gruppo e a ordinare, nel 2008, gli omicidi di Antonio Sarappa e Carmine Starace, episodi per i quali fu poi condannata.

L’ascesa e la caduta di “A’ miciona”

Figura carismatica e controversa, Raffaella D’Alterio rappresentava una delle poche donne ad aver avuto un ruolo di comando all’interno di un clan camorristico. La sua leadership era considerata ferrea e spietata, ma anche segnata da profonde rivalità interne e da un progressivo indebolimento dell’organizzazione, culminato proprio con gli arresti del 2012.

Con la morte di “A’ miciona”, si chiude definitivamente una delle pagine più oscure della camorra nell’area a Nord di Napoli, quella del clan Pianese-D’Alterio, che per anni ha imposto la propria influenza su Qualiano e sui comuni limitrofi.

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Fico: “Ormeggio abusivo? Siamo ad assurdità, la destra non ha argomenti”

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FICO ORMEGGIO
FICO ORMEGGIO

POMIGLIANO – “Siamo alle assurdità di una destra che attacca personalmente, che non ha argomenti, che non ha programmi e che vuole trovare qualcosa che non c’è“.

Lo ha detto a Pomigliano d’Arco (Napoli), Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, commentando l’annuncio di una interrogazione di Fratelli d’Italia su un presunto ormeggio della sua barca in una zona militare a Nisida.

Non sanno cosa dire – ha proseguito – noi andiamo a vincere e vinceremo bene, e queste stupidaggini le lasceremo al passato“.

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Caserta: Conti correnti svuotati, indagato anche dipendente Poste, sequestro da 360mila euro

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CASERTA CONTI CORRENTI SVUOTATI
CASERTA CONTI CORRENTI SVUOTATI

CASERTA – Tra febbraio e dicembre 2024 avrebbero svuotato i conti di una serie di correntisti i due indagati, tra cui una dipendente delle Poste Italiane, a cui i Carabinieri di Maddaloni (Caserta) hanno notificato un decreto di sequestro per equivalente da quasi 360mila euro, emesso dal gip su richiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

I militari dell’arma e l’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Pierpaolo Bruni contestano ai due i reati di peculato, sostituzione di persona, riciclaggio e auto riciclaggio. Oltre al decreto di sequestro i carabinieri hanno anche notificato l’avviso di conclusione indagini: i sigilli riguardano cinque immobili, tutti a Casagiove (Caserta), e 18 rapporti finanziari.

Gli investigatori hanno chiesto e ottenuto dal giudice che venisse sottoposto a vincolo anche il quinto dello stipendio dei due indagati.

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