venerdì, Maggio 8, 2026
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Cori razzisti contro Napoli al raduno di Pontida della Lega, M5S e Pd chiedono scuse. Salvini: “Trenta sciocchi, non rappresentano la Lega”

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È bufera dopo i cori contro Napoli intonati da un gruppo di militanti durante il raduno della lega di Pontida. Alcuni partecipanti hanno scandito lo slogan “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta”, suscitando immediate reazioni politiche e istituzionali.

Il Movimento 5 Stelle ha denunciato l’episodio sui social, chiedendo scuse ufficiali. “Quello che è successo a Pontida non è accettabile”, ha dichiarato il candidato alla presidenza della Regione Campania Roberto Fico. Critico anche il Partito Democratico: per il deputato Marco Sarracino “la Pontida del 2025 è un vero e proprio festival dell’odio”.

La Lega ha preso le distanze con una nota: “Cori da stadio volgari e stupidi da parte di pochi, che certo non rappresentano le decine di migliaia di persone presenti a Pontida da tutta Italia e da tutta la Campania”.

Il senatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa ha replicato sottolineando che “quello che offende davvero Napoli sono le elemosine e le mancette del reddito di cittadinanza voluto dai 5 Stelle o le politiche clientelari del Pd”, ricordando invece le misure introdotte dal governo per il Mezzogiorno come la Zes unica e “Resto al Sud”.

Sull’episodio è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che questa mattina a Rtl 102.5 ha parlato di “pochi sciocchi”: “Erano pochi… se su 30mila persone ci sono trenta che dicono qualcosa di stupido, gli altri 29.970 hanno il diritto e il dovere di condannarli”. Salvini ha inoltre ricordato che a Pontida “si è parlato della prima casa per i giovani” e di “proposte costruttive” che non devono essere oscurate da episodi marginali.

Il leader della Lega sarà nei prossimi giorni a Napoli e in Campania in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre.

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Giugliano: “È il prediletto del nonno”, 20enne incensurato aggredisce il fratello 14enne con una forchetta

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Ha aggredito e ferito il fratello di 14 anni perché ‘è il prediletto del nonno’, di cui la vittima porta il nome: è successo in un’abitazione di Giugliano in Campania, popolosa città dell’hinterland a nord di Napoli, dove i carabinieri della sezione radiomobile hanno arrestato e trasferito in carcere l’autore del gesto, un 20enne incensurato, con l’accusa di lesioni aggravate.

In casa c’erano anche i genitori: il 14enne è stato soccorso dal 118 e i sanitari hanno giudicato le ferite da taglio all’altezza del collo, sulle braccia e sulla spalla sinistra, guaribili in 30 giorni.

Ai militari dell’arma il 20enne (che nella colluttazione ha riportato una ferita sulla fronte e qualche graffio sulle braccia) ha confessato che ha colpito il fratello minore perché così avrebbe fatto soffrire indirettamente il nonno.

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In corso in tutta Italia lo sciopero a sostegno della Palestina, a Napoli regolare servizio delle metropolitane

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È in corso in tutta Italia lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base a sostegno di Gaza. La protesta riguarda tutti i settori, dal trasporto pubblico locale, alle ferrovie, porti, scuole e servizi pubblici.

Per quanto riguarda il settore ferroviario, allo sciopero ha annunciato l’adesione il personale del Gruppo Fs con Trenitalia (fatta eccezione per la Calabria) ma ad incrociare le braccia sono anche i dipendenti di Italo e Trenord.

Lo sciopero è scattato alla mezzanotte e durerà fino alle ore 23 di lunedi’. La mobilitazione nel trasporto marittimo, sara’ sempre di 24 ore ma con varie modalita’.

Per i trasporti locali previste le consuete fasce di garanzia con modalità diversa da città a città a Roma dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21; a Milano le linee Atm potrebbero non essere garantite dalle 8:45 alle 15 e dalle18 fino al termine del servizio.

Numerose le manifestazioni indette in diverse città italiane: a Roma, Milano, Bologna, Napoli, Genova. Sit in e presidi anche a Torino, Firenze, Ancona, Bari e Palermo.

Scioperi: a Napoli regolare servizio delle metropolitane

Regolare a Napoli il servizio delle due linee della metropolitana, cancellazioni e ritardi per i treni regionali, soppresso il 20 per cento dei treni della Circumvesuviana in partenza dalla stazione di Napoli, pochi i disagi per gli utenti dell’alta velocità.

Questa la situazione del trasporto pubblico nel capoluogo partenopeo, dove lo sciopero proclamato dall’Usb non sta provocando al momento gravi conseguenze sulla mobilità. Rispettate le fasce di garanzia.

Secondo quanto comunicato dall’ Usb, le adesioni tra gli addetti dell’ Anm sono “altissime, in particolare sulle linee afferenti al deposito Cavalleggeri (Pianura, Fuorigrotta, Vomero, Posillipo) e all’Eav dove, dopo la fascia di garanzia, chiuderanno le linee flegree (Cumana e Circumflegrea)”. Oggi a Napoli sono previsti due cortei: uno in mattinata in partenza da piazza Garibaldi e uno nel pomeriggio dall’ex base Nato di Bagnoli.

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Afragola, Borrelli: Nessun rispetto per Martina Carbonaro”

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AFRAGOLA TUCCI
AFRAGOLA TUCCI

AFRAGOLA – Scoppia l’indignazione della famiglia Carbonaro e dell’opinione pubblica per le immagini del palazzo dove abita ad Afragola la famiglia di Alessio Tucci, che lo scorso 26 maggio ha ucciso la fidanzata 14enne Martina Carbonaro. L’edificio si presenta addobbato a festa con palloncini colorati per la prima comunione della sorella dell’assassino.

Proprio la madre di Martina ha segnalato il caso al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, tra i primi a sostenerla nella battaglia per una giusta condanna del suo assassino.

Nessun rispetto per la famiglia di Martina Carbonaro uccisa in modo subdolo e brutale e lasciata tra i rifiuti dello stadio Moccia ad Afragola. Sono passati appena quattro mesi da questo orrore e in casa dell’assassino, reo confesso, si festeggia con tanto di addobbi vistosi nel palazzo dove abitano e foto di rito della figlia che celebrerà il sacramento della Prima comunione con tanto di coroncina e abitino sfarzoso. Come se nulla fosse accaduto. E ci chiediamo allora quale insegnamento stia dando la famiglia di Tucci a questa bambina. Che si può uccidere una ragazza di appena 14 anni e poi festeggiare allegramente senza minimamente mostrare un segno di pentimento o di dolore per ciò che è accaduto. Senza alcun rispetto per la famiglia della vittima. Uno sconcertante esempio di rifiuto di responsabilizzazione genitoriale e di incapacità assoluta di trasmettere anche uno dei valori più elementari della nostra comunità: il rispetto per la vita, di quella altrui in particolare. Di fronte a questa aberrazione si può solo restare attoniti e chiedere giustizia per Martina”. Queste le parole del deputato Borrelli e di Salvatore Iavarone responsabile territoriale di Europa Verde.

Festeggiano con mia figlia al cimitero e noi condannati all’ergastolo della sofferenza”. Questo il messaggio della madre di Martina.

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Arzano: Imprenditore abbandona rifiuti tessili in strada, denunciato

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ARZANO
ARZANO

ARZANO – Aveva abbandonato rifiuti tessili in strada presso la zona industriale ad Arzano (Napoli) senza fare i conti con gli agenti della polizia locale che erano di transito di pattuglia “Terra dei fuochi”.

L’imprenditore, un uomo di 47 anni, titolare di un impresa di pulizie, era al servizio di una nota fabbrica della zona che produce abbigliamento, nello specifico tessile.

Gli uomini diretti dal comandante Biagio Chiariello lo hanno preso preso con le mani nel “sacco” e i controlli sono stati estesi anche alla fabbrica per controllare ogni forma di regolarità sul territorio.

Gli scarti abbandonati in strada sono stati restituiti al responsabile, convocato poi in Comando per le formalità di rito e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per il reato di abbandono rifiuti.

I controlli estesi anche in quella zona hanno consentito di controllare diverse fabbriche e di individuare e denunciare già tre soggetti per analogo reato oltre a quelli per mancata differenziazione rifiuti. Intanto il contrasto ai “furbetti” prosegue per tutelare il decoro urbano e si auspica sempre di più nella collaborazione dei cittadini.

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Napoli, troppi concerti a Piazza Plebiscito: raccolta firme per dire basta alla chiusura continuativa

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Mille firme in meno di una settimana a Napoli per dire no alla chiusura continuativa di piazza Plebiscito. “Questo – dicono i promotori – è il secondo anno che viene chiusa la piazza per una interminabile serie di serate musicali a pagamento”.

Per questo i comitati civici, Felix, Plebiscito e dintorni, comitato per la salvaguardia e la vivibilità di Monte Echia e la Consulta delle Associazioni della prima municipalità hanno avviato una raccolta di firme che, spiegano, “ha riscosso grance successo non solo tra gli abitanti della zona”.

A loro giudizio la chiusura provoca: 1. Impossibilità per i residenti di circolare liberamente non solo con le automobili ma anche a piedi; 2. Danno economico agli esercenti ed alle attività produttive della zona; 3. Rischi gravi connessi alle difficoltà di rapido accesso dei mezzi di soccorso; 4. danno acustico per l’insopportabile livello del volume degli altoparlanti”.

Nella petizione si chiede al sindaco Gaetano Manfredi “di non chiudere più la piazza per eventi a pagamento, nei quali, inoltre, la necessità di gestire gli accessi con i biglietti comporta un’estensione dei divieti di circolazione assolutamente inaccettabile”. Si invita la Soprintendenza ai Beni culturali e l’ASL Napoli1 “a verificare la compatibilità di tali iniziative con la normativa vigente in termini di decoro dei siti e monumenti vincolati nonché del rispetto dei limiti di inquinamento acustico”.

Si domanda al prefetto ed al questore “se le condizioni che si determinano in occasione delle chiusure garantiscano la sicurezza non solo dei partecipanti alla manifestazione ma anche dei residenti nelle zone limitrofe”. I risultati dell’iniziativa verranno presentati martedì 23 settembre alle ore 12 nella sala Rosati del caffè Gambrinus.

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Orrore a Pompei: disabile sequestrato in casa, torturato e gettato in piscina per ore per divertimento

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Disabile sequestrato in casa per ore per divertimento: A Pompei violenze continue.

Buttato in piscina, non sapeva nuotare Una persona con disabilità sequestrata e tenuta in ostaggio per quasi due ore.

Usata da due malviventi come fosse un giocattolo con il quale divertirsi, incuranti del fatto che di fronte a loro vi fosse un soggetto debole, impossibilitato a reagire. Un’azione aberrante, condita da violenze e atteggiamenti prevaricatori, come avere gettato la vittima in una piscina senza tenere conto del fatto che non sapesse nuotare, portati a termine solo per il “gusto” di fare del male.

L’ennesima storia di degrado e violenza arriva da Pompei e risale ad un anno fa, agosto 2024, ma se ne è saputo qualcosa solo oggi che sono scattati gli arresti. C’è solo violenza nei diversi passaggi di quella giornata.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i due avrebbero prelevato in strada il disabile, incapace a causa di un’infermità, costringendolo con la forza a salire sulla loro auto, tappandogli la bocca per impedirgli di chiedere aiuto e arrivando a mettergli un braccio intorno al collo.

I due lo avrebbero, poi, condotto nell’abitazione di uno di loro dove, dopo averlo privato delle chiavi di casa e del cellulare, sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà per circa due ore.

All’interno della casa, l’uomo sequestrato sarebbe stato ingiuriato e poi gettato nella piscina presente nell’appartamento, costretto con la forza a rimanere in acqua nonostante non sapesse nuotare e nonostante più volte avesse urlato invocando di uscire perché non riusciva a respirare.

Non solo.

La polizia ha anche accertato che i due indagati avrebbero procurato al disabile lesioni personali in diverse parti del corpo, prima infine di abbandonarlo in un fondo agricolo.

Le indagini, come spiegano dalla Procura di Torre Annunziata, hanno consentito di appurare come i due avrebbero “agito per motivi abietti e futili, all’esclusivo fine di diletto, con sevizie e crudeltà inutilmente inferte ad una persona disabile e approfittando della sua minorata capacità che ne limitava la possibilità di difesa”.

Uno dei due arrestati ha dei precedenti: partecipò da minorenne ad una aggressione di un gruppo di 10-12 persone ai danni di un carabiniere a Castellammare di Stabia.

Tra le accuse formulate nei suoi confronti anche una per tentato omicidio. Oggi la svolta, con gli agenti del commissariato di polizia di Pompei che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura.

I due sono accusati di sequestro di persona e lesioni personali.

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Uomo ferito all’addome a colpi d’arma da fuoco a Sant’Anastasia, arrestato un imprenditore

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C’è un arresto per il tentato omicidio consumatosi ieri mattina a Sant’Anastasia, nel Napoletano. I carabinieri della locale stazione, e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Castello di Cisterna, hanno fermato in quasi flagranza di reato Luigi Gifuni, 59enne, imprenditore edile già noto alle forze dell’ordine, ritenuto gravemente indiziato del tentato omicidio di Damiano Romano.

Secondo quanto ricostruito dai militari l’arrestato – al culmine di vecchie discussioni per futili motivi – avrebbe raggiunto la vittima in strada. Dopo avergli dato uno schiaffo al volto, avrebbe quindi esploso un colpo di pistola ferendo Romano all’addome per poi darsi alla fuga.

La vittima è stata immediatamente accompagnata dalla moglie all’ospedale Villa Betania di NAPOLI, dove si trova ricoverata in prognosi riservata ma non in pericolo di vita.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della sezione Rilievi di Castello di Cisterna per i sopralluoghi. L’autorità giudiziaria di Nola ha disposto il trasferimento dell’arrestato nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida.

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Furto da 800mila euro all’Istituto Tumori Pascale di Napoli: rubati farmaci oncologici

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Maxi furto nella notte all’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli. Ignoti si sono introdotti nella farmacia interna della struttura sanitaria di via Mariano Semmola, in zona Colli Aminei, portando via farmaci oncologici per un valore stimato di circa 800mila euro.

Il colpo è avvenuto tra mercoledì e giovedì, ma la notizia è trapelata soltanto nelle scorse ore. Secondo quanto confermato dall’ospedale, i ladri hanno sottratto soprattutto anticorpi monoclonali, farmaci sperimentali e medicinali utilizzati per il trattamento del melanoma uveale, una rara forma di tumore che colpisce l’occhio.

Nonostante l’ingente danno economico, la direzione sanitaria ha assicurato che la continuità terapeutica dei pazienti non è stata compromessa. «La regolare somministrazione dei farmaci ai malati è garantita», ha dichiarato il direttore generale del Pascale, Maurizio Di Mauro.

Sull’episodio indagano le forze dell’ordine. Resta da chiarire come i malviventi siano riusciti a eludere il sofisticato sistema di allarme che protegge la farmacia. Gli inquirenti ipotizzano l’azione di una banda specializzata, anche perché i farmaci rubati necessitano di particolari condizioni di conservazione: se non mantenuti a determinate temperature, diventano inefficaci o addirittura pericolosi.

Il furto al Pascale si inserisce in un quadro già critico. Negli ultimi mesi episodi analoghi hanno interessato anche il Policlinico Federico II di Napoli. Nel giugno 2024 furono rubati farmaci per circa 1,4 milioni di euro, mentre poche settimane dopo furono sottratti altri medicinali chemioterapici per un valore di 680mila euro.

Secondo gli investigatori, i farmaci finirebbero in un mercato parallelo clandestino, anche oltre i confini nazionali, attraverso reti criminali organizzate e ben strutturate.

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Bacoli: tentò di uccidere l’ex marito con una bomba, condannata a 10 anni

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BACOLI FINANZIERE BOMBA
BACOLI FINANZIERE BOMBA

Il giudice per le indagini preliminari di Napoli Federica de Bellis, accogliendo le richieste dalla procura partenopea (pm Maurizio De Marco), ha condannato a 10 anni di reclusione Viviana Pagliarone per il tentato omicidio, con una bomba, dell’ex marito, il maggiore della Guardia di Finanza Gabriele Agostini, scampato per un pelo alla morte, il 21 marzo 2023 a Bacoli, in provincia di Napoli.

Il 13 novembre 2024 il giudice Rosaria Aufieri al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato ha condannato a dieci anni di reclusione il 51enne Franco Di Pierno, ritenuto colui che confezionò la bomba posizionata nell’auto di un finanziere per ucciderlo, fortunatamente senza riuscirci. Determinante, per l’individuazione dei responsabili, è stata l’analisi dei cellulari, soprattutto di Di Pierno, nei quali sono stati isolati foto e messaggi inviati dall’ex moglie del finanziere.

Dagli accertamenti, durati un anno, dei carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, emerse che Di Pierno effettuò diversi sopralluoghi prima di piazzare la bomba e farla esplodere utilizzando un telecomando.

Così, la ex moglie del finanziere, sempre secondo le indagini, voleva dirimere la querelle sorta tra i due per l’affidamento del figlio della coppia.

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